Tu, le tue paturnie e l’amore

paturnieIn questo articolo parleremo di te. Meglio: parleremo delle tue paturnie. So che si tratta di un argomento sensibile, delicato, che può urtare la suscettibilità di molte. Per cui se pensi che le tue paturnie siano importanti e sia importante vivere in base ai principi dettati dalle tue paturnie e pertanto tenersele strette, bene, ti consiglio di non andare avanti nella lettura. Questo è un articolo per donne appartuniate, di sicuro, ma non per donne appartuniate che sono affezionate alle loro paturnie e nemmeno per donne che sono appartuniate ma sono convinte di non avere nessuna paturnia o che avere paturnie non faccia la differenza. Avere o non avere paturnie, invece fa la differenza. In ogni ambito della vita (amore, amicizia, lavoro, denaro, famiglia, tempo libero). Eccome.

"Le paturnie sono orribili: è come un’improvvisa paura di non si sa che. Da Colazione da Tiffany"

Intanto sgombriamo il campo da dubbi e perplessità: le paturnie (termine probabilmente derivato dal latino e dall’unione delle parole “patire” e “Saturno”, giusto per chi vuole saperne un po’ di più) sono quei cattivi umori un po’ inspiegabili, quelle sensazioni di tristezza improvvise o quelle insofferenze per tutto e per tutti che sembrano non avere una causa reale. Tutte sensazioni ed emozioni che colpiscono la maggioranza se non la totalità delle persone, con diversa intensità e diversa frequenza, ma, guarda un po’, ne sono vittime più spesso e in special modo alcune donne poco soddisfatte di sé e della propria vita. E come non si possono spiegare e comprendere le paturnie? Le paturnie sono una cosa seria, serissima

Ma c’è un ma: in questo articolo useremo il termine paturnie per definire quelle convinzioni “granitiche” e negative che le donne hanno su se stesse il mondo, la vita e anche l’amore. Tutte convinzioni che ingabbiano la mente di chi le possiede e ne riducono la possibilità d’azione. Queste convinzioni le chiameremo paturnie, anche perché, udite udite, c’è uno stretto collegamento tra queste paturnie (cioè le convinzioni limitanti, i pensieri che ingabbiano la mente, le idee “forti” sulle cose che tolgono ogni speranza e ogni energia) e quelle altre, di cui parlavamo prima, i cattivi umori e le tristezze improvvise, quelle che ti prendono, parrebbe di sorpresa, e ti fanno stare male con te stessa e con il mondo. Insomma, le tristezze, le paure e i nervosismi improvvisi e anche le depressioni apparentemente insuperabili.

Insomma le tue paturnie di tipo Uno, cioè le convinzioni che ti limitano, sono poi la causa delle paturnie di tipo Due, cioè la malinconia, i pensieri tristi, i nervosismi improvvisi. E le paturnie di tipo Uno hanno come effetto quello di farti assumere comportamenti non utili per te; le paturnie di tipo Due influenzano i tuoi comportamenti e ti fanno perdere lucidità. E sono quelle che ti fanno risultare triste, antipatica e scostante agli altri (uomini compresi).

Paturnie: come riconoscerle

Facciamo degli esempi pratici: se hai la paturnia (convinzione) che gli uomini siano tutti inaffidabili ovviamente avrai un po’ paura di lasciarti andare, avrai paura di sbagliare, avrai paura di soffrire per amore e tenderai, appunto, a non fidarti degli uomini. Assumerai dunque un comportamento verso gli uomini che ti spingerà a trattarli come persone inaffidabili e, questo, indovina un po’, potrebbe far sì che molti uomini si comportino con te in modo inaffidabile o che tu, tutta presa dal problema dell’inaffidabilità/affidabilità, non presti attenzione ad altri segnali importanti per capire se si tratta dell’uomo giusto o no.

"A quanto pare, il “Titanic” di una donna può essere il “Love Boat” di un’altra. Carrie Bradshaw"

E c’è di più: una donna che ha la convinzione che tutti gli uomini sono inaffidabili non potrà essere serena al cento per cento. In fondo al suo cuore vi sarà sempre questo sottofondo di insicurezza, amarezza e tristezza, che poco o tanto influenzerà il suo umore. E alla fine quel sottofondo “negativo” contribuirà al comparire di quell’altro genere di paturnie: i malumori improvvisi. E così, tanti saluti alla serenità e alla felicità, amica mia…

E’ chiaro? E’ importante soffermarsi su queste considerazioni perché una volta presa consapevolezza di come scattano certe catene di associazioni di pensieri negativi e di come funzioni l’effetto domino di questi stessi pensieri negativi, se ne può entrare in controllo. Ecco perché è importante far proprio il termine – rigorosamente tecnico, come altri che hai trovato su questo blog – di paturnie: quando sei appaturniata la cosa più semplice da fare è proprio pensare alle paturnie e a quanto stiamo dicendo qui sulle paturnie. Sono certa che se farai lo sforzo di ricordarti il termine paturnie, le renderai molto meno offensive.

Per non dire che diventeranno per te delle grandi alleate. E’ quello che spiego nel mio percorso I 7 Pilastri dell’Attrazione: capire se stesse e i propri bisogni significa diventare persone affascinanti e carismatiche in primo luogo e in secondo luogo attrarre l’uomo giusto, cioè quello che va bene per te, con il quale puoi realmente creare una relazione soddisfacente e appagante, dato che la scelta e l’avvicinamento non avvengono in base alla “bisognosità” ma all’obiettivo riconoscimento dei propri bisogni (in uno scambio a due vie).

Ora torniamo a te, alle tue paturnie di tipo Uno e a come molto spesso ti poni dei limiti e ti metti delle catene mentali e di pensiero che hanno come effetto quello di renderti infelice, farti perdere un sacco di tempo e di energie.

"Il gran segreto, in amore, è l’arte di tagliare in tempo. Achille Campanile"

Ogni tanto penso che mi piacerebbe avere una bacchetta magica da usare per togliere dalla testa delle donne tutte le idee “balzane” (paturnie) sull’amore e le relazioni di coppia che rovinano loro non solo la vita sentimentale, ma proprio la vita. E, soprattutto, mi piacerebbe avere una bacchetta magica da usare per togliere dalla testa tutte le idee “balzanissime” che le donne hanno su di sé, quelle idee in base alle quali pensano di valere poco o niente, pensano di non avere le risorse sufficienti per cavarsela nella vita e nell’amore e per realizzare quello che vogliono.

La realtà è che chiunque con un po’ di attenzione verso se stessa (o verso se stesso, perché anche gli uomini hanno questo potere) può “magicamente” liberarsi delle proprie paturnie più dannose, iniziando per esempio a prenderne consapevolezza, a elaborarle (oh, cielo, che cosa ho scritto!) e a farle a pezzettini (ecco farle a pezzetini, mi pare un’esperessione più efficace). Delle proprie paturnie ci si può liberare, in modo autonomo, bisogna volerlo ed è necessario prestare un po’ di attenzione. Questo è il vero potere.

Paturnie e intelligenza (“Ma quante ne sai?”)

Un’ulteriore precisazione sul fatto che le paturnie sono appunto solo paturnie, sono “solo” convinzioni, costruzioni mentali che frenano e bloccano la capacità di cogliere le opportunità che la vita offre, viene dalla mia esperienza quotidiana con le lettrici del blog e le mie clienti personali di coaching. Credo davvero di conoscere bene le persone che mi leggono, anche perché loro leggono me, ma in realtà io leggo loro: questo è uno dei blog più commentati d’Italia (e probabilmente non solo d’Italia, dato che il numero di commenti di ciascun post è al livello dei più importanti blog internazionali). Voi leggete me, ma io leggo voi. Si chiama conversazione. Si chiama scambio.

Ebbene, ritengo in tutti questi anni di aver acquisito una buona conoscenza di chi mi segue e di avere acquisito una buona esperienza nel mio modo di esprimermi per essere efficace con le persone alle quali mi rivolgo. Sono anche consapevole che attraverso quel che scrivo si sia operata una selezione in positivo delle persone che mi seguono (il che rende più interessante e più complicato il mio lavoro). Insomma, per sintetizzare, senza falsa modestia: credo di avere un approccio non banale agli argomenti che tratto e so che chi mi legge apprezza ed esige la profondità di ragionamento ed evita la banalità.

Eppure, anche con tutta questa consapevolezza, quotidianamente rimango impressionata dalla grande intelligenza e dalla capacità di analisi che le lettrici mostrano di avere in molti commenti sul blog. Non di rado mi trovo a pensare: “Accidenti, ma guarda questa cosa ha scritto, ma senti un po’ che grande consapevolezza e capacità di comprensione della realtà che ha!”. Molto spesso rimango sinceramente ammirata. Ti sarà capitato di leggere qualche mio commento in cui esplicitamente mi complimento per la consapevolezza che le lettrici dimostrano (confesso che non sempre intervengo in questo senso, qualche volta sì). Oppure qualche volta mi capita di scrivere con tono scherzoso “Quante ne sapete, Ragazze!” e dico tono scherzoso perché in realtà voglio provocare. Perché il mio “Quante ne sapete!” qualche volta, in alcune situazioni, vuole essere un: “Ma porca miseria, con tutte quelle che sapete, che cosa aspettate a darvi una mossa?!”

Paturnie e sorprese sconvolgenti

Già, perché qui si tratta di darsi una mossa, né più, né meno. Ed è qui che vengono fuori le paturnie di tipo Uno e la necessità di aggredirle in pieno viso. Ed eccomi qui di nuovo a parlare di te, di voi, delle mie lettrici e di quelle donne intelligenti e di valore che soffrono al di sopra del necessario, per cose che sono di gran lunga meno importanti della loro felicità e, soffrendo per cose meno importanti della loro felicità, perdono tempo e vita.

Faccio un esempio di una situazione tipo – di gran lunga meno importante della loro felicità – in cui le donne mettono in atto le peggio paturnie possibili: dimenticare un ex, dimenticare una persona, dimenticare il fallimento di una storia d’amore che non ha funzionato. La fine di una relazione indubbiamente è un momento doloroso, spesso dolorissimo soprattutto se si tratta della relazione di una vita e dunque si è nel bel mezzo di una separazione, di un divorzio. Sono più le donne interessate a riconquistare un ex, a riconquistare un uomo o a dimenticare un ex che non le donne interessate a trovare l’uomo giusto. Non è interessante questo?

Desideri il rapporto della tua vita e vuoi scoprire il modo giusto per far innamorare un uomo e costruire con lui una relazione sana, serena e che duri nel tempo? Ecco il precorso che ti guida passo passo nella realizzazione di una vita di coppia sana e appagante, dal primo incontro fino alla convivenza

E già questo rientra tra le paturnie a pieno titolo: la logica ci dice che riconquistare un ex e dimenticare un ex sono idee e obiettivi rivolti al tentativo di rimediare a un fallimento o di stare attaccate al passato (l’idea di dimenticare un ex è frutto di un attaccamento al fallimento, all’ex, al passato). L’idea e l’obiettivo di trovare l’uomo giusto – quando non si tratta di un’ossessione e non proviene da uno stato di bisognosità – ha un contenuto di vitalità, è uno slancio positivo verso il futuro.

"Il fascino dell’ignoto domina tutto. Omero"

Nella pratica: quanto dolore, quanta tristezza, quanta disperazione c’è nel momento in cui si pensa di non poter dimenticare un ex? Si tratta di sentimenti fortissimi, potenti, totali. Ce l’hai presente vero? Tutto sembra finito. Non c’è speranza. C’è un senso di annullamento che non lascia spazio a nessuna visione positiva sul futuro. Ecco: ho ragione di ritenere che molto di questo appartenga alle paturnie di tipo Uno all’ennesima potenza.

Qualche giorno fa pensando a questo ho lanciato una piccola provocazione attraverso la pagina Facebook de La Persona Giusta per Te. E ho buttato lì una domanda innocua “Alzi la mano chi è riuscita a dimenticare un ex che non riusciva a dimenticare?”. Il tempo di reazione è stato di qualche nano-secondo: immediatamente dopo che avevo postato la domanda, sono partiti un sacco di “mi piace” e molti commenti (quasi tutti divertiti) di signore e signorine che dichiaravano, che sì tutte loro appartengono alla vasta schiera degli esseri umani che sono riusciti a dimenticare un ex (o una ex) che pensavano di non riuscire a dimenticare. Un bel pugno sul naso alle paturnie, non credi? Ma quante donne ne sono consapeveli? Intendo: quante donne sono consapevoli del fatto che le paturnie possono essere prese a pugni e messe KO?

Ok, va bene, ora dirai: “Eh va beh, Ilaria, adesso, dài, lo sai che al cuore non si comanda, lo sai che in quei momenti (alla fine di una storia) non si è lucide, lo sai che non si può essere sempre razionali…” Sì lo so, che in quei momenti si perde la lucidità. E l’esempio fa effetto lo stesso: si tratta, come dicevamo prima, di un esempio che rientra a pieno titolo nell’ambito del “Ma quante ne sapete?”. E sai perché l’esempio fa effetto? Perché di fronte al “lutto” a caldo della fine di una storia, soprattutto una storia importante, è un po’ difficile diventare totalmente consapevole di quanto conti, nel creare la sofferenza, l’apporto di una paturnia (e la paturnia in questo caso è: “Non lo dimenticherò mai, soffrirò per sempre, non troverò mai nessuno da amare come lui etc. etc.”). Ma l’esempio fa effetto ugualmente perché in realtà molte donne che adesso sorridono ripensando a se stesse quando pensavano di non riuscire a dimenticare un ex che poi hanno dimenticato, continuano a non aver fiducia nelle proprie risorse, nelle infinite opportunità della vita, nella capacità che ciascuno di noi ha di recuperare, rigenerarsi, ritrovare nuove energie e nuove entusiasmanti possibilità di realizzazione, anche nuovi partner con i quali stare meglio dei precendenti.

Anche se hanno sperimentato sulla propria pelle che dimenticare un ex è possibile, realistico e alla loro portata ed è, spesso, la cosa migliore che sia loro capitata, molte donne continuano a sguazzare nelle loro paturnie e ad avere una scarsa considerazione di sé e del proprio valore e della propria capacità di farcela.

Quella del non riuscire a dimenticare un ex è una paturnia di tipo Uno. Ma ve ne sono infinite altre: quella di non essere abbastanza giovane, ricca, bella. Magra. Quella di essere timida e che la timidezza l’avrà sempre vinta; quella di non essere interessante o di non avere possibilità di incontro. Quella di essere separata e divorziata. Quella di essere fragile e depressa. Quella di continuare a incontrare uomini sbagliati. E molte, molte altre ancora. Le varie paturnie vanno stanate e… fatte a pezzettini, di modo che tutto quello che sai e che hai capito della vita diventi utile per la tua felicità. Diventi pratica e non rimanga teoria. Perché, sennò alle altre varie paturnie dobbiamo aggiungere quella. “In teoria ne so tante, ma in pratica…”

Le risorse anti paturnie

Cogli l’opportunità del momento. Fai adesso i percorsi che ho preparato per le mie lettrici. Aumentare la tua capacità di capire te stessa e gli uomini:

I 7 Pilastri dell’Attrazione.

E’ il primo passo verso la conoscenza di te e del tuo potenziale di attrazione.

Clicca qui per iniziare il tuo percorso adesso.

Come Sedurre un Uomo senza Stress

In questo percorso si spiegano i passi dell’attrazione “autentica”, quella attraverso la quale ti dài valore, smetti di essere bisognosa e rompiscatole e riesci davvero a realizzare una relazione appagante e duratura.

Clicca qui per iniziare il tuo percorso adesso.

 

Lascia un Commento!

193 Commenti

  1. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 9 anni fa (20 Febbraio 2015 12:08)

    @ Minou, il tuo commento è molto bello e ti ringrazio. Non sono sicura di sapere che cosa significhi esattamente "scopare" (:)) , ma sono certa che scopare come una macchinetta non sia una cosa poi tanto utile al benessere personale e bene che a un certo punto quella fase finisca. Minou, probabilmente stai crescendo, stai diventando adulta, non è poco, non credi? E meno male che succede, anche. Per quanto riguarda tutte le "pippe" sulla purezza e sull'essere una merdaccia, cara mia, si chiamano, fino a un certo punto, profondità di pensiero, complessità umana, questioni esistenziali profonde che chi non vive in superficie si pone sempre. Vorremmo esssere dèi e siamo uomini: questo è l'eterno conflitto. Se ne esce pensando che, appunto, siamo uomini e non dèi, ma che l'umanità è affascinante e contiene in sé germi di divinità, germi spesso con enorme potenzialità e potere. E, soprattutto, bisogna pensare che non vi è nulla di male a desiderare la divisione della fatica quotidiana e tutto il resto: è legittimo, naturale e umano. Buono e giusto. E l'esigenza di scappare di fronte a qualcuno che ama è perché, semplicemente, non c'è stata abitudine all'amore. Bisogna coltivare questo: l'amore, che poi è passione ed entusiasmo per la vita. E lo si fa pensando a se stessi come bambini che non sanno nulla e che hanno tutto da imparare. E il tuo insegnante d'amore diventi tu. Questa è la sfida di essere umani, questo rende la vita irripetibile: accettare di educare se stessi al bello e al buono, lasciando andare sensi di colpa e paturnie varie.
    Rispondi a ilariacardani Commenta l’articolo

  2. Avatar di minou

    minou 9 anni fa (20 Febbraio 2015 12:36)

    Ilaria, mi fai venire le lacrime! Se io non fossi così incapace a gestire emozioni e sentimenti, verrei a cercarti per ringraziarti di persona e abbracciarti. Per farlo dovrei uscire allo scoperto, superare veramente la paura del giudizio, superare tutte le mie barriere e armature. Ancora non ce la faccio. Ma, ti giuro, per me, per i miei limiti, è straordinario anche già sentire il desiderio di farlo. Grazie.
    Rispondi a minou Commenta l’articolo

  3. Avatar di Alexandra

    Alexandra 9 anni fa (20 Febbraio 2015 15:53)

    Leggo minou e ritrovo me stessa in quello che scrive, in molte cose. Ilaria, quello che c'è di irrisolto in me, penso, è il modo in cui ho vissuto la separazione. L'ho voluta io fortemente, perche' volevo ricostruire la mia vita con un'altra persona. Volevo una famiglia piena di amore e altri figli. Ma... si fanno sempre i conti senza l'oste. Non ho mai incontrato dopo la separazione persone sincere che mi volessero bene veramente ma solo uomini che in qualche modo volevano usarmi. Adesso sono stanca. Stanca di inseguire un'archetipo d'amore e di coppia che forse non esiste. Penso che rimarro' felicemente da sola, perchè un matrimonio resuscitato senza amore non ha senso per me.
    Rispondi a Alexandra Commenta l’articolo

  4. Avatar di Alexandra

    Alexandra 9 anni fa (25 Febbraio 2015 9:49)

    scusate.... "un archetipo" senza apostrofo :-)
    Rispondi a Alexandra Commenta l’articolo

  5. Avatar di Maria

    Maria 9 anni fa (26 Febbraio 2015 20:00)

    Mi è capitato questo ragazzo, molto diverso da me ma che mi piacerebbe conoscere. Lui ha mostrato interesse nei miei confronti, ma dopo che ci siamo visti le prime volte non mi ha più chiesto di uscire. Nonostante questo mi telefona e vuole sapere come sto. Un bel giorno se ne salta fuori buttando lì ogni tanto che non gli dispiacerebbe avere un rapporto fisico con me, ma non trovando una mia risposta, alla fine me l ha chiesto apertamente. Possiamo essere amici ma anche andare a letto insieme? Io ho risposto di no. Non è quello che mi interessa, e mi conosco abbastanza per sapere che ne soffrirei, lui non mi dispiace come persona e potrei benissimo finire per innamorarmi e trovarmi incastrata in quella situazione. Sinceramente pensavo anche che dopo questa risposta lui se la sarebbe data a gambe. Invece (sembra almeno fino ad adesso) scrivermi ancora. Può una storia del genere diventare qualcosa di serio, o è meglio che lascio stare perché lui non si interesserà mai alla mia persona...oltre che al mio aspetto fisico?
    Rispondi a Maria Commenta l’articolo

  6. Avatar di Raffaellaaa

    Raffaellaaa 9 anni fa (6 Marzo 2015 13:44)

    Ho comprato sia il corso "Come sedurre un uomo senza stress né per te né per lui", sia " I 7 pilastri dell'attrazione". Per me sono davvero illuminanti! Li ho letti tutti d'un fiato, ma ci ritornerò con più calma, per soffermarmi meglio sui concetti e cercare di assimilarli per bene. Una mia paturnia del passato (che ogni tanto torna a farsi sentire) è quella per cui pensavo dei miei ex ."Perché lei si ed io no"? "Che cosa ha lei che io non ho"? Ho capito che denotava e denota un'autostima piuttosto bassa su cui devo lavorare sempre di più! Grazie Ilaria! Raffaella
    Rispondi a Raffaellaaa Commenta l’articolo

  7. Avatar di NonSonoIo

    NonSonoIo 9 anni fa (9 Marzo 2015 14:06)

    Grazie. Come sempre ben fatto, articolo interessante e ricco di spunti di riflessione. Ahimè dalla mia posizione a cavallo fra la martire e la miracolata ho sempre fatto solo disastri...quando leggo cose così mirate e lucide mi sembra di uscire dal "trip" che mi tiene in pugno...mi sembra di venir fuori da un buco nero...premetto che sono in periodo preciclo...ma anche questa è forse una paturnia??? Beh sta di fatto che è come se la mia vita la vivessi sotto un incantesimo...forse è la dipendenza emotiva...e il mio cervello va in pappa...autostima, valore personale, soddisfazione personale, ricerca autonoma di benessere e felicità, autorealizzazione...tutto questo non esiste ed invece di vivere una favola vivo incubi...ho latto anni fa ormai "la principessa che credeva nelle favole. come uccidere il proprio principe azzurro"...ma è come un interruttore difettoso, emergo riprendo fiato e poi senza accorgermene passo la mia vita nel "sommerso" in cui letteralmente spreco la mia vita nel cercare di mantenere in vita storie sbagliate. Ora sono sveglia...come faccio a non riaddormentarmi??? forse me lo devo tatuare: SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!! Basta paturnie con che mi tolgono la vita e rovinano quella di chi incontro. Grazie!
    Rispondi a NonSonoIo Commenta l’articolo

  8. Avatar di sara

    sara 9 anni fa (16 Marzo 2015 1:18)

    Ciao Ilaria, ciao a tutte! Non so se ho beccato la sezione giusta del sito ma vorrei raccontare la mia esperienza perchè ho bisogno di un tuo consiglio. Ho 26 anni e un anno fa il mio ragazzo mi ha lasciata dopo 7 anni totali di conoscenza e frequentazione di cui quasi 3 anni di fidanzamento vero e proprio. Al momento della rottura le cose non andavano più da un pò di mesi, poi una sera lui mi dice che durante una cena con i suoi colleghi aveva conosciuto una ragazza e che era intenzionato a continuare. Io ho accettato subito la separazione senza chiedere chiarimenti, spiegazioni ecc e non l'ho mai più cercato! Il dolore che ho provato è stato indescrivibile perchè lui era il primo ed unico ragazzo di cui mi ero davvero innamorata e ho passato mesi davvero duri. C'è da dire che la nostra storia è stata davvero particolare perchè ci siamo conosciuti quando avevamo 18 anni e vivevamo in città diverse ma dopo anni in cui ci siamo frequentati io mi sono trasferita nella sua città per completare l'università. Dopo circa 7 mesi dalla fine della storia lui si fa risentire perchè la sua storia con quella ragazza era finita. C'è stato un parziale e momentaneo riavvicinamento, tanto che ammetto che ancora adesso ho dei momenti in cui è difficile non pensare a lui, ciononostante non ci siamo rimessi insieme. il problema è un altro. Proprio durante l'università quando appunto ero fidanzata, ho conosciuto un ragazzo che all'epoca ho frequentato solo ed esclusivamente per motivi inerenti lo studio universitario. Lui, single e molto diverso dal mio ex, destava in me una certa curiosità ma all'epoca non pensai minimamente di approfondire con lui! Ora che entrambi abbiamo finito l'università siamo tornati nelle nostre rispettive città e abbiamo preso a sentirci ogni tanto tramite skype e mail. Siamo distanti km e km anche perchè lui vive in Svizzera e non ho più modo di poterlo incontrare! So che lui mantiene contatti anche con altre ragazze dell'università... il punto è che lui mi interessa molto: l'altra sera siamo stati più di tre ore a parlare tramite skype, abbiamo idee ed interessi comuni, c'è affinità quando parliamo e c'è anche una certa sintonia che io non avevo mai avuto prima con nessuno... Finalmente è proprio adesso sentendo lui, pensando a lui che sento di poter provare di nuovo un sentimento per qualcuno, di potermi innamorare, cosa che non credevo più possibile! Ho avuto la fortuna di conoscere questo ragazzo e non voglio perdere questa occasione. Ma quello che vorrei chiedere è: come posso fare ad instaurare un rapporto in una situazione simile? C'é qualcosa che posso fare innanzitutto per conoscerlo meglio?Per mantenere e sviluppare i contatti con lui?? Ho assolutamente bisogno di un consiglio su come agire perchè a me non viene nessuna idea per uscire da questa situazione di stallo. Mi potresti aiutare? Sara
    Rispondi a sara Commenta l’articolo

  9. Avatar di Natalie

    Natalie 9 anni fa (5 Maggio 2015 11:43)

    Ciao Ilaria, come vanno le cose? Spero bene. Ti scrivo ancora un volta per parlarti di una nuova paturnia, se cosi possiamo definirla. Sto da poco più di un mese con un ragazzo. Lui è bravissimo e rispettosissimo e posso dirti che se l'ho trovato è stato anche grazie a te, perché seguendo il tuo blog sono riuscita ad applicare un percorso di crescita interiore che mi ha portata ad amarmi maledettamente. Come dici sempre tu, se non ti ami non puoi pretendere né di essere amata né di riuscire ad amare l'altro. E cosi siamo arrivati a questo punto. L'unico problema è che provo dei disagi ogni volta che usciamo perché lui vuole pagarmi la cena o altre cose. Non sempre riesce ma ultimamente è capitato che, mi vergogno un po' a dirlo, non mi ero portata abbastanza denaro per pagare un' intera pizza compresa di coperto e quindi ho dovuto chiedere a lui. La sensazione è stata pessima! Non mi sentivo cosi a disagio da moltissimo tempo. Secondo te che vuol dire? Perché ho questo problema? Spero risponderai. Sempre grazie per i tuoi preziosi consigli che riescono a risollevarmi nei momenti di calo . Buona giornata.
    Rispondi a Natalie Commenta l’articolo

  10. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 9 anni fa (5 Maggio 2015 12:10)

    @ Natalie: formulo due ipotesi, probabilmente vere entrambe: hai una maledetta voglia di farti autosabotaggio e questo è l'unico vero modo che ti è rimasto o hai a disposizione adesso; hai delle questioni molto aperte con l'identificare amore e denaro o la tua indipendenza con il denaro. Che ti dice la tua storia passata?
    Rispondi a ilariacardani Commenta l’articolo

  11. Avatar di natalie

    natalie 9 anni fa (5 Maggio 2015 13:34)

    @ilaria la mia storia passata mi dice che sono stata con un uomo-bambino per due anni che non riusciva a dimostrarmi amore se non facendomi un miliardo di regali anche abbastanza costosi. All'inizio non capivo, poi mi resi conto che soffriva di un disturbo ossessivo compulsivo e altri problemi psicologici ed essendo messa difronte ad una scelta che richiedeva di decidere la mia felicità o la sua, io scelsi la mia. Non potevamo avere futuro. Credi sia legato a questo?
    Rispondi a natalie Commenta l’articolo

  12. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 9 anni fa (5 Maggio 2015 13:45)

    Mi sembra uno spunto molto buono. Pensaci, pensa anche se c'è dell'altro e considera che nella tua storia attuale le condizioni sono diverse, a partire dalla tua maggiore consapevolezza.
    Rispondi a ilariacardani Commenta l’articolo

  13. Avatar di natalie

    natalie 9 anni fa (5 Maggio 2015 14:11)

    Forse è determinato anche dal fatto che io non voglia dipendere da un uomo in nessun aspetto e quindi anche economico.. Può essere?
    Rispondi a natalie Commenta l’articolo

  14. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 9 anni fa (5 Maggio 2015 14:16)

    Può essere. Non dipendere da altri, anche e soprattutto dal punto di vista economico, è un dato estremamente positivo. La flessibilità e importante e farsi offrire una cena non è la fine del mondo. La prossima volta puoi offrire tu :).
    Rispondi a ilariacardani Commenta l’articolo

  15. Avatar di natalie

    natalie 9 anni fa (5 Maggio 2015 14:33)

    Grazie mille per la tua disponibilità.. Io insieme a tante altre lettrici ti sentiamo sempre vicina.. Un grande abbraccio :)
    Rispondi a natalie Commenta l’articolo

  16. Avatar di _Alessandra_

    _Alessandra_ 9 anni fa (6 Maggio 2015 12:33)

    @Ilaria: ho letto questo tuo commento "Cavoli, quante paturnie in cosi' poche righe. Povere le madri che considerano i bimbi (loro per giunta) solo una questione di dentini e pannolini. Povero questo mondo colmo di madri che si sentono importanti solo perché stanno dietro a dentini e pannolini. E i 38 anni e i giorni fertili. Ma davvero è una mente serena una mente affollata da tutti questi pensieri? Abituiamoci a vedere la vita dall'alto e in grande: noi stessi, gli altri, i rapporti di coppia, i figli, i genitori e anche la morrte. Sennò davvero, la vita diventa solo un supermercato e una lista della spesa infinita." Cosa intendi con "vedere la vita dall'alto"? Mi piacerebbe tanto avere questa visuale! Mi illumini?
    Rispondi a _Alessandra_ Commenta l’articolo

  17. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 9 anni fa (6 Maggio 2015 14:16)

    @_Alessandra_: sei mai stata in cima a un campanile, a una montagna, su un aereo o su una mongolfiera? Come è il mondo da lassù? E' grande, ampio, vasto, al di sopra delle meschinità in cui spesso molti si perdono. Hai mai ascoltato un grandioso pezzo di musica, letto una bella poesia o ammirato un monumento che toglie il fiato, tipo il Duomo di Milano o visto la tenerezza di certe persone anziane, l'inegnuità di certi bimbi e anche l'umanità degli altri in generale? Ecco, concentrarsi sulle cose "grandi" significa vedere la vita dall'alto. E magari anche viverla, dall'alto.
    Rispondi a ilariacardani Commenta l’articolo

  18. Avatar di Chiara

    Chiara 9 anni fa (18 Luglio 2015 20:56)

    Hei salve a tutte... ho bisogno di un consiglio :/ insomma dopo essere stata innamorata di un ragazzo x 6 mesi iooo dopo un mesetto ho incontrato un'altra o ragazzo che si è subito preso di me ora... io non riesco a capire se mi piace davvero o perché devo dimenticare il mio ex... davvero non so come riuscire a capirlo!
    Rispondi a Chiara Commenta l’articolo

  19. Avatar di Ilaria

    Ilaria 9 anni fa (11 Novembre 2015 2:49)

    Ciao Ilaria. Capisco che io abbia solo 18 anni e che ho una vita davanti per godermi una fantastica storia d'amore. Mi "sento" con un ragazzo ma non riesco a capire se ciò che provo io è ricambiato...so che a lui non piace essere assillato e di conseguenza gli scrivo poco, tipo due volte al giorno. Mi ha detto che ci rivedremo ma non parliamo mai di quando. Insomma....vorrei sentirlo di più senza essere pesante e risultare noiosa. Vorrei che sia lui a cercarmi....
    Rispondi a Ilaria Commenta l’articolo

  20. Avatar di Flora

    Flora 8 anni fa (20 Gennaio 2016 17:56)

    Io mi lascio affiggere spesso da paturnie. La più grande è il fatto che non sopporto che il mio compagno faccia i complimenti ad altre donne. Mi fa sentire inferiore, non all' altezza. Mi sembra che non mi ami abbastanza, che io non gli basto. In più tiene ancora foto, anche osé, della sua ex sia sul cellulare che sul pc e questo mi getta nella paura più nera di non essere mai alla sua altezza.. la cosa più brutta è che io non so se sono solo insicurezze, senza senso, o se davvero qualcosa non va... L' altra sera ha usato l'aggettivo " bellissima" parlando di una tizia vista per strada ... che male! Non mi ricordo che lo abbia mai usato per parlare di me, tale aggettivo. Come faccio ad essere sicura di me, a non dipendere più del giudizio altrui e, non meno importante, capire il confine tra paturnie e sesto senso? Vorrei essere più forte e rispondere con una bella alzata di dito medio a tutta l' insicurezza e i complessi che impegnano la mia vita da quando avevo sei anni.
    Rispondi a Flora Commenta l’articolo