Come comportarti quando un uomo ti umilia

come comportarsi quando un uomo ti umiliaCome comportarsi quando un uomo ti umilia? Che cosa è giusto fare quando ti rendi conto e dici a te stessa: Lui mi tratta male? Qual è l’atteggiamento più utile da assumere?

Intanto una premessa.

La prima risposta alla domanda “Perché lui ti umilia? Ti svaluta? Ti tratta male?” è: “Perché lui è irrispettoso e non sa amare e perché tu glielo permetti”.

Il fatto che tu glielo permetta non significa affatto che sia colpa tua, anzi.

Non possiamo impedire alle persone di comportarsi come si comportano (non possiamo cambiare le persone e i loro comportamenti!!!) e non possiamo impedire che un uomo si comporti male.

Possiamo di certo scegliere come comportarci noi, rispetto a quello che succede nel mondo e rispetto a come le altre persone si comportano con noi e a come ci trattano.

La scelta di come reagire è tutta in nostro potere e può farci decidere di restare o di andarcene, cioè di lasciare anche la persona con cui stiamo e che ci sminuisce e quindi per definizione non ci merita.

Se lui ti umilia non è colpa tua, ma…

Non ci merita dato che tiene un comportamento scorretto, disumano, maleducato.

È incapace di riconosce il nostro valore personale e non ci aiuta a darci valore.

Forse non ci riconosce nemmeno come persone.

Sempre parlando di reazioni, possiamo decidere se tacere o parlare, che cosa dire o non dire o come rispondere, anche con azioni  atteggiamenti che mandino messaggi chiari.

Messaggi chiari sul comportamento altrui e sul nostro sentire.

Ribadisco che se qualcuno ti tratta male non è colpa tua, e se proprio dobbiamo parlare di colpe, è colpa sua.

Allo stesso tempo, se qualcuno giorno dopo giorno, settimana dopo settimana continua a trattarti in modo svalutante è perché tu non metti dei confini.

Eviti di mettere i famosi “paletti”.

Non alzi le sbarre, non chiudi i cancelli e le porte, non metti i scacchi di sabbia.

E allora la domanda da porsi è: perché permetti a qualcuno e in particolare a un uomo, magari addirittura al tuo partner, di trattarti in modo umiliante e svalutante?

La prima ragione è che probabilmente ami, vuoi bene, o sei innamorata di quella persona e quindi vuoi stare con lei, ridimensionando consciamente o inconsciamente il suo comportamento, diminuendone la sua gravità.

Se sei innamorata, ammettere che la persona della quale sei innamorata ha un comportamento inaccettabile, è difficile e ti costringerebbe a mettere in discussione il rapporto.

Mettere confini e barriere

Qui allora si affaccia un tema più profondo: se il senso del tuo valore  è così basso, allora sei capace di trovare un sacco di scuse e una serie di giustificazioni al comportamento altrui.

Magari perché sei molto impaurita.

Hai paura di lasciare quella persona, hai paura di rimanere senza di lei, hai paura di rimanere sola, hai paura di non trovare e di non meritare di meglio.

Perché pensi e sei convinta di non meritare di meglio.

O hai proprio paura di quella persona.

Mettiamola così: alle volte viviamo delle esperienze e assumiamo dei comportamenti che se un caro amico o una cara amica ci raccontassero di vivere, consiglieremmo loro di cambiare immediatamente.

Cioè di sicuro inciteremmo a scappare, a liberarsi una cara amica che ci racconta che il suo compagno la umilia o la maltratta. Cercheremmo di convincerla a lasciare quel rapporto.

Ma a molte donne succede che, quando loro, in prima persona, si trovano in un rapporto che le svaluta, non riescono ad avere la stessa determinazione che consiglierebbero alla loro più cara amica.

Attenta agli inganni del cuore e della mente

Quindi?

Quindi queste signore si trovano in una sorta di “confusione” mentale, di cosiddetta “dissonanza cognitiva”.

Sanno di trovarsi di fronte a comportamenti inaccettabili e però hanno bisogno di renderli accettabili.

Da qui allora fanno partire una serie di “spiegazioni” apparentemente logiche e apparentemente valide.

“Ok, lui mi umilia, ma è perché è troppo preso da vari problemi e stressato”

“Ha avuto un’infanzia difficile.”

“È stato ferito dalla vita.”

Oppure si mettono a fare tripli salti mortali carpiati nella propria mente: “Lui è fatto così, mi vuole bene, non è lui a trattarmi davvero male, sono io che sono troppo permalosa.”

“Lui mi umilia, ma in realtà sono io che non ci so fare, sono io che lo provoco.”

Un altro atteggiamento comune, utile a dare delle spiegazioni al pessimo comportamento dell’altro e alla propria mancanza di una reazione adeguata è, al solito, il comportamento da crocerossina.

In questa situazione può manifestarsi attraverso un pensiero del genere: “Lui è un tipo complicato, io gli voglio bene e soprattutto ho la massima comprensione per lui e per le sue difficoltà. So perdonarlo. La mia sensibilità mi permette di capire e di sopportare.

Insomma, l’elenco di buone ragioni fasulle per le quali si decide di rimanere in una situazione negativa è infinito e vede coinvolte le grandissime capacità di autoinganno che il nostro cervello possiede.

Non a caso le persone più intelligenti e che “pensano troppo” sono quelle anche più portate ad auto ingannarsi.

Lasciare andare l’autoinganno

Il loro cervello ha superpoteri nel bene e anche nel male.

In realtà razionalmente le cose giuste da fare – e soprattutto i pensieri e le convinzioni da avere – sono ben altre.

Due settimane di sfide per scoprire il tuo valore, quello del quale nemmeno tu sei consapevole, regalarti sicurezza e mettere in luce i tuoi punti di forza più autentici. Sorriderai, riderai e diventerai più forte e determinata.

Una possibile ipotesi, l’abbiamo detto sopra, è quella di lasciare il rapporto.

D’altra parte, anche altre reazioni sono utili.

Parlare con chiarezza al proprio partner, facendo presente che il suo comportamento è inaccettabile in assoluto e comunque, senza se e senza ma, è inaccettabile per te.

Oppure puoi reagire con altri comportamenti: piantandolo in asso mentre lui ti sta svalutando, allontanandoti per qualche tempo, rispondendo a tono.

Con un atteggiamento non passivo-aggressivo, ma di risposta attiva, magari anche ironizzando su quello che dice o ridicolizzandolo riportandolo a lui.

Cioè, lui ti svaluta? E sulla base di che cosa? Con quale diritto? Chi si crede di essere?

Insomma la questione è far capire quanto prima all’altra persona che il suo comportamento non ti piace e che sta mettendo a rischio il vostro rapporto.

Con cortesia, ironia e fermezza queste sono risposte che è ben lecito dare.

Proprio così!

Si intenda: non è detto che si riesca a “convertire” l’altro, abbiamo detto che questo non accade quasi mai, ma vuoi mettere come si riequilibrano i ruoli e che salti in avanti fa la tua autostima?

Le tante facce dell’umiliazione

A questo punto mi preme sottolineare che un uomo ti umilia non solo quando non ti considera, ti insulta o ti svaluta a parole o ti minaccia con violenza fisica, ma anche quando guarda le altre, metti i like o fa lo scemo con loro sui social e, ovviamente, quando ti tradisce.

Ora, se non si pongono mai confini nelle relazioni, con i partner, con i coniugi, con i figli, con i colleghi, con gli amici e con i parenti tutti 😉, accade che la persona che umilia non solo non smette i propri comportamenti scorretti e addirittura li peggiora.

Magari nel tentativo di capire fino a dove può spingersi.

Bene (si fa per dire), mettiamo che una donna resti per mesi o anche anni con un uomo che la umilia.

Quante volte succede!

Mai tornare sui propri passi e mai colpevolizzarsi

Ma poi a un certo punto, il gentiluomo si spinge talmente oltre, ne combina una o più di così grosse, che la sua compagna decide di lasciarlo.

Ebbene, non è raro in questi casi che l’autostima della donna umiliata anziché rafforzarsi, si indebolisca ulteriormente.

Intanto perché le umiliazioni si sono accumulate e hanno fatto il loro sporco lavoro di fiaccare lo stato d’animo e il senso del valore di sé della nostra amica.

E poi perché il distacco spesso fa sentire un senso di vuoto.

O fa sentire fallite. O tutte e due le cose insieme, più molte altre.

Alla distanza, riprendono le capriole mentali e la protagonista della nostra storia di umiliazione inizia a colpevolizzarsi.

A svalutarsi ad auto umiliarsi.

Il che porta a star male e soprattutto, a ripetere lo stesso copione, lo stesso schema di comportamento nella relazione successiva, in un circolo vizioso difficile da interrompere.

Spesso spinge, ahimè, a ricercare la stessa persona che si era lasciata,  a ritornare tra le braccia di chi ha tanto umiliato.

La luce in fondo al tunnel e la rinascita

Dunque non c’è speranza?

Tutt’altro.

Finché c’è vita c’è speranza.

Sul serio. Non è un modo di dire.

Come si recupera?

Si recupera dando retta al proprio istinto, al proprio inconscio, cioè a quelle sensazioni che non sappiamo esprimere con parole o con pensieri, ma che ci dicono che siamo con la persona sbagliata e nel posto sbagliato o con la persona giusta e nel posto giusto.

È un concetto che ripeto spesso, questo, e qui voglio specificare ancor meglio.

Una volta che il tuo intuito, malgrado tutte le scuse che tu cerchi, ti fa sentire che qualcosa non gira come dovrebbe, chiediti che cosa vuoi e che cosa ti aspetti dal tuo compagno ideale.

Poniti queste domande: “È questo il trattamento che desidero ricevere dal mio partner? È davvero questo che mi merito? È giusto in assoluto tutto ciò?”

Certo, questi passaggi comportano l’ascolto delle proprie sensazioni di “istinto” e la traduzione di queste sensazioni in riflessioni razionali.

Poi ci vuole l’ingrediente magico per tutte le situazioni della vita che richiedono un cambiamento (anche apparecchiare e sparecchiare la tavola), e cioè l’azione, il rendere “reale” e “fatto”, “realizzato” quello che si è sentito e quello che si è compreso razionalmente.

Sappiamo bene che quanto più siamo in una situazione in cui abbiamo una bassa autostima, tanto più questi passaggi sono difficili.

A partire per esempio dal fatto che un basso senso del proprio valore tende a mettere a tacere quello che sentiamo per istinto.

Ciononostante fare silenzio attorno a sé e permettere a se stesse di ascoltarsi, mettendo a tacere tutto quello che di negativo sul nostro conto ci è stato rovesciato addosso, permette di scoprire le proprie risorse interiori e di tornare ad azioni e a reazioni opportune.

Ecco come comportarsi quando un uomo ti umilia.

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10 Commenti

  1. Avatar di kicca

    kicca 3 mesi fa (29 Maggio 2022 0:46)

    Balsamo al cuore anche questo articolo
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  2. Avatar di Maria Cristina

    Maria Cristina 3 mesi fa (30 Maggio 2022 9:49)

    Cara Ilaria accettare inconsapevolmente di essere svalutata spesso ha origini antiche e non ha niente a che fare con l'amore, quello sano. Quando si arriva alla consapevolezza che è inutile soffrire, perché veniamo al mondo per essere felici, quando ci rendiamo conto che il trattamento sbagliato della nostra persona ha avuto il suo inizio nell'ambito familiare e dopo un giusto percorso fatto di amore di te, di autoascolto e sano silenzio inizi ad allontanarti da tutte le persone e le situazioni tossiche. Inizi a capire che sei tu che devi cambiare, inizi a vederti nel modo giusto, a parlarti nel modo giusto e non perdi più tempo a cambiare gli altri anzi ti accorgi che gli altri non vogliono affatto cambiare il loro comportamento nei tuoi confronti, allora ti allontani, tagli definitivamente avendo capito che non hai perso niente anzi ci hai solo guadagnato. Grazie infinite per i tuoi illuminanti articoli. Un abbraccio forte. ❤️😘🌹
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  3. Avatar di Ciliegina

    Ciliegina 2 mesi fa (3 Giugno 2022 13:48)

    Come umiliazioni valgono anche: ripeterti enne volte che non c'era coinvolgimento emotivo da parte sua (senza che tu gli avessi chiesto niente ma evidentemente riteneva tanto carino informarti e ribadire il concetto, casomai ti fosse sfuggito) e chiederti, dopo averti detto che non era il caso di parlare di progetti di coppia, se la tua tale amica di cui gli avevi parlato fosse carina e disposta a conoscerlo? Credo di averne già una vaga idea :-)
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  4. Avatar di Eleonora

    Eleonora 3 mesi fa (30 Maggio 2022 11:13)

    Ciao Ilaria! Molto interesante questo articolo. Mi fa ripensare al comportamento del mio ex. Quando capitava di incontrarsi nel nostro folto gruppo di amici (e amici di amici), invece di stare al mio fianco, una volta sono rimasta ad aspettare che finisse una lunga conversazione con jna ragazza, della quale mi ha poi rovelato "mi è sempre venuta dietro, mi piace di carattere, ma non ci provo solo perché non mi piace fisicamente, altrimenti....". Io l'ho trovato umiliante, ma mi sono sempre chieste se sono troppo sensibile e magari tutti gli uomini pensano così o se sia giusto pretendere di avere al mio fianco qualcuno che guarda solo me. Per me l' amore è avere occhi SOLO per la persona amata. Quando ci siamo lasciati, ho anche scoperto che nel periodo in cui stavamo insieme (e tutt'ora lo fa) metteva dei like a ragazze che, a suo dire, lo hanno sempre corteggiato, ma a lui non interessavano. Ilaria, tu che ne pensi: mi faccio umiluare per la mia bassa autostima o sto sopravvalutando la situazione?
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