E tu, in amore, quanta paura di sbagliare hai?

Quando si parla di attrazione e di attrarre la persona giusta, per molti è inevitabile essere vittime della paura. Della paura di sbagliare, di commettere errori e dunque di soffrire.

Se anche tu sei vittima di questa paura sappi che per liberartene devi avere un buon livello di autostima (questo lo sai già, vero?) e, prima ancora, un atteggiamento mentale che sia davvero produttivo.

Nella mia guida gratuita “Come attrarre la persona giusta per te in 11 passi” parlo ampiamente di quanto sia fondamentale avere un atteggiamento mentale produttivo quando vuoi realizzare la relazione giusta e attrarre la persona giusta per te.

Un atteggiamento mentale che faccia concretamente piazza pulita di tutte le sofisticate operazioni di autosabotaggio che metti in atto ogni volta che anche solo pensi di iniziare una nuova storia d’amore oppure di conoscere meglio qualcuno che ti interessa.

Le persone con cui lavoro ogni giorno con il coaching oppure i lettori di questo blog e della mia guida compiono un percorso di crescita personale che le porta ad attrarre la persona giusta per loro.

E in questo percorso io sono in grado di identificare degli aspetti e delle fasi comuni alla stragrande maggioranza di loro.

Se si tratta di persone – uomini o donne – che al momento sono sole perché – come accade molto spesso – hanno finito una storia d’amore importante, di solito vivono una prima fase di disperazione e di dolore, che può avere diversa intensità e durata, ma che, indistintamente, le fa sentire “sentimentalmente finite” e le tiene concentrate sul pensiero dell’ex.

E’ in questa fase di grande tristezza che molti si pongono la questione se sia il caso di ritornare con l’ex o di riconquistarlo/a. E spesso questa è davvero un’idea balzana… ma non è il tema del post di oggi.

Poi c’è la fase successiva, che arriva inevitabilmente, soprattutto dopo aver fatto un lavoro coerente di autoconsapevolezza e di scoperta delle tue risorse personali: ti accorgi che la vita è bella.

Anzi, quando il lavoro di autoconsapevolezza lo hai fatto davvero bene, scopri che la vita è ancora più bella di prima. Che con l’ex c’era ben poco di positivo (o comunque non di tanto positivo da rimpiangere), a pensarci bene, e che il mondo è pieno di uomini e di donne belli, interessanti e simpatici.

E poi ti rendi conto che oltre che di uomini e donne il mondo è pieno di sfide divertenti da intraprendere, anche senza un partner accanto. E che, se dobbiamo dirla tutta, ci sono anche un sacco di donne e di uomini che sarebbero interessati a te.

Se non fosse che…

E qui casca l’asino!

Quando l’asino casca, io ricevo mail o sento dichiarazioni del tipo: “Ilaria, adesso sì che sto davvero bene, ma (e il “ma” è una congiunzione magica) adesso che potrei iniziare una nuova storia… ho paura!

Paura di soffrire, paura di sbagliare, paura di rimanere male.

Paura di essere di nuovo tradito/a…

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Di imbattermi nella persona sbagliata.

Di essere ingannato/a.

Di illudermi e poi di rimanere deluso/a.

Anche paura di perdere il benessere ritrovato e che mi piace così tanto…

Ne conosco davvero tantissime di persone che mi dicono e mi scrivono cose del genere; cioè, per la verità non me le dicono e non me le scrivono così chiaramente, ma solo tra le righe, perché spesso chi vive questa stuazione è incerto o incerta riguardo a quello che prova e a quello che sente.

“Ma come” dice tra sé e  sé “sto bene eppure ho paura… come sarebbe? “

Se anche tu ti trovi in una situazione come questa, cioè sei uscito o uscita da un momento negativo, stai vivendo la scoperta di un modo di vivere positivo, sereno e che ti fa sentire cresciuto/a e profondamente rinnovato/a interiormente e nello stesso tempo hai incertezze e timori riguardo la tua vita sentimentale, ti propongo alcune considerazioni di base.

–        La crescita personale ed emotiva non è mai definitiva: si finisce di crescere solo quando si finisce di vivere. Questo è un fatto positivo. Significa che hai davanti a te sempre grandi possibilità di miglioramento e di stare bene. Accetta tutto ciò: non sei perfetto/a anche se hai fatto molta strada. Quindi sì, potresti fare degli errori. E’ una possibilità che devi considerare. Ma non ti deve bloccare, anzi. Sarebbe da stupidi e da incoscienti pensare che tutto sia perfetto come in un sogno. E pensare o voler pensare che tutto sia a posto e perfetto ti espone di fatto a nuove delusioni. La paura, in origine, ha una funzione di protezione nei tuoi confronti: ascoltala e comprendila, poi vivi la tua vita.

–        Armati di senso critico e di equilibrio nel giudicare: il bello della vita reale è che piena di avventure  che non esistono nel mondo delle favole. Per godersi appieno le esperienze che ti propone è necessario che tu le sappia affrontare con i giusti strumenti: illudersi è sbagliato. Rifiutare la vita e quanto di bello – e anche di complicato –  ti offre significa condannarti a un’esistenza mediocre e a godere solo di emozioni di seconda o terza classe.

–        Accetta le sensazioni che provi, le tue emozioni più profonde, la tua paura e gli eventuali errori che ti dovesse capitare di fare. Di nuovo: lasciar andare l’idea della perfezione e l’attaccamento a un “sogno d’amore” irrealistico ti permette di mantenere autenticità di sentimenti, equilibrio e chiarezza emotiva. E dunque ti protegge da delusioni, tradimenti e inganni.  Ti permette, soprattutto, di tenere saldamente in mano il timone della tua vita anche quado le condizioni esterne non dovessero essere ottimali.

E’ un discorso che approfondirò.

Per ora dimmi che cosa ne pensi, lasciami il tuo commento.

Cordialmente

Ilaria

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42 Commenti

  1. Avatar di FrancescaChiara

    FrancescaChiara 10 anni fa (19 Ottobre 2010 10:59)

    @ Valeria: scegliere se stessi e’ secondo me il primo passo verso un rapporto di coppia sano.Diciamo che, leggendo i commenti di Pinalpa, mi fa pensare che scegliere te stessa sia il modo migliore per riconoscere la persona giusta quando la incontrerai: sara’ proprio quella che si “incastra” con naturalezza con te, senza che tu debba brinunciare a pezzi di te. @ Maria: non ho consigli, ma vorrei solo darti un punto di vista diverso. Magari quella del tuo compagno non e’ mancanza di fiducia nei tuoi confronti, ma proprio paura di perdere quello che avete insieme che anche per lui e’ cosi’ unico e prezioso. A volte penso che gli uomini, con l’intenzione di proteggerci, di non darci preoccupazioni (la sindrome del principe azzurro!) si tengano per se’ piccolo momenti di pessimismo o di infelici elucubrazioni mentali (fine a se’ stesse). Forse anche un po’ per non mostrare le loro normali debolezze. Magari sono anche retaggi del passato: paure che si porta appresso per ferite del passato che ancora, pero’, influenzano il suo comportamento di oggi. Il tempo e la tua amorevole presenza dovrebbero ridimensionare il tutto. Considera anche un’altra cosa: il tuo essere cosi’ determinata, sicura di te stessa, indipendente…potrebbe avere un effetto inibitorio su di lui; potrebbe sentirsi inadeguato perche’, per carattere, non e’ altrettanto forte e determinato come te. @ Vanesia: non contesto le regole, ma quello che mi pare sbagliato e’ chiudersi nella ricerca di uno schema comunicativo rigido: fisso e statico. La comunicazione dei sentimenti tra due persone e’ complessa e avviene attraverso una miriade di canali diversi: perche’ fossilizzarsi su uno in particolare, solo perche’ e’ quello a noi noto? Secondo me il tuo “software di controllo incorporato” non fa altro che scannerizzare i potenziali compagni che incontri alla ricerca di conferme nel tentativo di pacare la paura di non essere corrisposta. Attenzione pero’: cosi’ facendo potresti non accorgerti che le conferme ti arrivano lo stesso – forti e chiare! Solamente con un linguaggio diverso da quello che ti aspetti. Come dice Bice: che bello essere sorpresi, che bello riuscire ad essere plastici e flessibili! @ Elly: la tentazione di mollare e dire: “Basta! L’amore non fa per me!” puo’ essere tanta in certi momenti, ma…ha sempre puzza di fuga, di una scusa per non mettrsi in gioco e confrontarsi con se’ stessi e con gli altri. Non credo, quindi, che la vita non ci voglia bene. Sicuramente la vita ci richiede di entrare in sintonia con lei e questo e’ un lavoraccio: continuo e faticoso. Non credo esistano “angoletti” dove isolarsi in buona compagnia. Piuttosto nicchie che ci creiamo ed e’ una bella fortuna se riusciamo poi a condividerla con qualcuno. La vita non e’ una guerra da combattere: e’ qualcosa da abbracciare. @ Bice: mi ritrovo molto nella tua paura di perdere il proprio benessere. A differenza tua, io non sono mai stata sola e questa e’ la prima volta dopo tanti anni in cui si sono alternate (lunghe) relazioni che ho sempre terminato io. Di recente sono uscita da una lunga storia appassionata che credevo essere con la persona con cui sarei invecchiata. Pensavo, per la prima volta, di aver trovato la persona giusta e l’avevo davvero scelta…salvo poi averla persa. Sto faticosamente ritrovando me stessa ed e’ un processo a tratti difficile, ma anche elettrizzante. E la paura che ho e’: potro’ perdere questa serenita’ tutta mia se un giorno mi innamorero’ di nuovo? Legendo quello che scrivi mi viene da pensare ch eun compagno “giusto” possa essere solo un uomo sicuro di se’ come lo siamo noi; un uomo che ha fatto un suo percorso interiore ed e’ arrivato, in solitudine, a trovare il proprio benessere. Come noi. Allora non ci sono piu’ quei ruoli cosi’ stereotipati di donne penelopi, uomini protettori etc.. ma solo due esseri umani alla pari che condividono i propri tesori accumulate in anni di vita vissuta, di esperienze e di errori da cui si e’ imparato qualcosa di se’ stessi. E sono convinta che la vocina del grillo parlante ci aiutera’ sempre…..basta essere onesti con se’ stessi, anche quando fa male. D’altronde…lo abbiamo letto tutti cosa succede a Pinocchio quando non ascolta il Grillo!!! :-)
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  2. Avatar di Bice

    Bice 10 anni fa (19 Ottobre 2010 12:08)

    Sì, FrancescaChiara, penso anche io che la persona giusta debba essere qualcuno che ha già fatto il suo percorso interiore ed è arrivato ad una certa autonomia, indipendenza e sicurezza interiore... Solo che questo traguardo così difficile mi pare ancora più difficile per gli uomini. Non vorrei cadere in certi luoghi comuni che vedono gli uomini tutti immaturi e mammoni, eppure mi pare davvero che per loro sia ancora più difficile stare soli e crescere. Forse perché c'è sempre una donna pronta ad accudirli? Anche quando loro cercano solo sesso e non danno indietro ciò che viene loro offerto... Ma non voglio essere disfattista. Conosco anche uomini maturi, seri, saggi... almeno così sembra. Prima poi quindi... Io non ho fretta e questa è una conquista per me!
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  3. Avatar di FrancescaChiara

    FrancescaChiara 10 anni fa (19 Ottobre 2010 12:27)

    ehhh....si': la tentazione di cadere nei luoghi un po' comuni che definiscono gli uomoni meno "forti" delle donne c'e'! Ma ne conosco anche io di maturi e completi, che si sono fatti il loro percorso individuale..peccato siano i mariti delle mie migliori amiche!!! ;-) Vorrei tanto non avere fretta: ti invidio in questo. Forse e' il fattore eta' a giocare un ruolo in questa mia voglia di realizzare, di concludere, di costruire con qualcuno: ho da poco passato i 40. Oppure e' un'irrequietezza di fondo che ancora ho, che ancora mi fa proiettare me stessa di fianco a qualcun'altro. Non so... Certo e' che quando si sta bene con se' stessi si sta bene con il mondo intero, non e' vero? vorrei solo essere capace di un po' piu' di stabilita', invece mi sento ancora sull'altalena....che fastidio!
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  4. Avatar di vanesia

    vanesia 10 anni fa (19 Ottobre 2010 13:03)

    Ciao FrancescaChiara, ti ringrazio per avermi dato il tuo punto di vista, ma tenevo a precisare una cosa: ho scritto della mia rigidità e del mio software interiore perchè lo vivo come un problema, nel senso che sono consapevole che questo mio modo di fare è assolutamente sbagliato. Infatti, come dici giustamente tu, in questo modo mi precludo tante diverse possibiltà di conoscenza e frequentazione comunque importanti per l'evolversi di una relazione. sto cercando faticosamente di lavorare su me stessa...ma non è facile! buona giornata a tutti!
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  5. Avatar di FrancescaChiara

    FrancescaChiara 10 anni fa (19 Ottobre 2010 13:53)

    @ Vanesia: la tua consapevolezza e' il primo passo verso il cambiamento! vedrai che il tuo lavoro su te stessa produrra' risultati meravigliosi: ne sono sicura.
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  6. Avatar di Bice

    Bice 10 anni fa (19 Ottobre 2010 14:23)

    FrancescaChiara... guarda, è strano. Io avevo la smania di accompagnarmi con qualcuno a 30 anni, appena rimasta sola... avevo fretta di accasarmi, sentivo passare gli anni, pensavo di rischiare di non fare in tempo: figli, famiglia... Ma poi mi sono guardata bene dentro. Mi stavo facendo condizionare da mia madre, dalle amiche, dal pensiero comune e pure... dal ginecologo! che mi metteva fretta per questioni biologiche. Invece io avevo bisogno di stare sola, di crescere, di raggiungere una indipendenza economica e mentale. Ora l'ho fatto, ci sono voluti anni, ma adesso ci sono. Ne ho parlato con tante persone: ma dove sta scritto che una donna deve per forza fare figli, deve per forza vivere in coppia... e con certe scadenze poi? Vabbeh la natura, ma bisogna anche essere pronti dentro e, comunque, volere davvero determinate cose dalla vita. Francamente io non ho mai sentito il desiderio di fare figli in vita mia. Quanto alla convivenza... non sono sicura sia la mia dimensione... ho sempre avuto questo dubbio e ora che vivo da sola ce l'ho ancora di più. Ho molto bisogno di spazi e tempi miei, da sempre. Vivere con la mia famiglia d'origine, da questo punto di vista, è stata una tortura. Forse, ha ipotizzato la mia dottoressa, è proprio perché ho avuto una famiglia molto presente (con regole, controlli rigidi) che ho così sete di libertà ora. In ogni caso, sarà che non sono credente, sarà che ho certi ideali, ma io non penso affatto che la dimensione coppia, tanto più famiglia/matrimonio, sia l'unica possibile e, soprattutto, l'unica che ti rende davvero felice. L'ho sempre pensata un po' così, con gli anni "peggioro". A volte mi piacerebbe avere qualcuno. Poi mi chiedo: ne ho davvero bisogno? Perché? E persino: ma l'amore poi cos'è? Ho sempre il dubbio che questo mio atteggiamento nasca da paure e traumi del passato. Ma non ne sono poi così sicura. Una cosa è certa: io non vedo alcun percorso prestabilito, non sento certi obblighi (sociali, culturali, morali) e sto bene anche così. L'amore ha molte forme e tante le ho conosciute. Però ho quel dubbio: c'è qualcosa di più? Ci sono coppie felici, nelle quali non mi pare siano in gioco dinamiche di dipendenza, potere o dovere. Coppie che sono davvero paritarie, amiche, dove è l'amore che dà un senso allo stare insieme... sono amici, si vogliono bene, si sostengono e il sesso funziona. Io non sono mai riuscita a mettere insieme tutte queste cose in un rapporto solo. Mi piacerebbe. Non ti so bene dire perché, da un punto di vista razionale. Non so se ne ho addirittura bisogno, però mi piacerebbe molto. E credo sia possibile e anche che in fondo dipenda da me. Io ho raggiunto tutti i miei obiettivi, che sono sempre stati, fin da molto giovane, un lavoro soddisfacente, l'indipendenza, il benessere interiore, le amicizie care, un buon rapporto con la mia famiglia. Potrei semplicemente mantenerli. Ma potrei anche volere qualcosa di più. Io voglio sperimentarmi in una relazione vera, voglio amare qualcuno. Amare profondamente un uomo. Perché? Perché non l'ho mai davvero fatto, forse.
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  7. Avatar di FrancescaChiara

    FrancescaChiara 10 anni fa (20 Ottobre 2010 12:58)

    @ Bice: quella fretta di “accoppiarsi” che nasce dall’eta’ che avanza (e che per molte di noi donne coincide con un rumoroso orologio biologic che fa tic-tac inesorabile) o dalle pressioni sociali e famigliari e’ una cosa diversa dalla mia fretta di adesso. Perche’ sono stata sposata e perche’ sono gia’ diventata mamma: nessuna di queste due esperienze quindi mi condiziona nel presente. Per altro condivido in pieno quello che pensi: fare figli non e’ un obbligo (ne’ morale, ne’ biologico). Siamo, noi uomini, una specie evoluta e il ruolo della donna in questo secolo e’ cambiato, almeno nella maggior parte del mondo occidentale. Trovo quindi ottimo che tu ad un certo punto abbia detto “STOP!” e ti sia guardata dentro per trovare l’essenza di te stessa e ripartire da li’. La dimensione di coppia non e’ affatto l’unica strada verso la realizzazionedi se’ e la felicita’! Ma, allo stesso modo, vivere da sola e stare bene con se’ stessi non significa non essere tagliati per la convivenza e la vita di coppia con qualcuno. Giusto? Non confondiamo la voglia di avere qualcuno con il bisogno! La prima e’ una sana propulsione, la seconda un pesante condizionamento. Non voglio nemmeno provare a dare una definizione di amore. Ma quel qualcosa in piu’ di cui tu ti chiedi l’esistanza….esiste, c’e’. Le “coppie felici” che descrivi esistono, anche se lavorano sodo dietro le quinte per mantenere quel rapporto speciale ed esclusivo che hanno. Stare bene da soli, vivere la propria vita non-in coppia e’ ugualmente meraviglioso, ma….eccoci qui a dirci che ci piacerebbe qualcuno con cui condividere, qualcuno da amare profondamente come noi sappiamo di poter fare. Non qualcuno a caso, ma prprio quel Qualcuno con cui rimaniamo sempre noi stesse: complete, accettate(e ammirate) per come siamo. Sono quindi sicura che con il tuo essere guardinga, con la tua apertura a 360 gradi che sa guardare oltre a schemi e obblighi (sociali e culturali) prestabiliti e senza essere schiava di nessun bisogno da scaricare sul primo uomo che passa…sono sicura che un giorno troverai l’uomo da amare, a cui donare quello che in 36 anni (o quelli che saranno) hai accumulato. E avrai forse anche paura! I sentimenti cosi’ profondi e totalitari fanno paura. Ma passera’ man mano che ti legherai a questa persona. Capitera’, Bice: perche’ ne hai voglia, senza fretta e senza bisogno.
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  8. Avatar di Bice

    Bice 10 anni fa (20 Ottobre 2010 14:42)

    @FrancescaChiara: lo considero un augurio e ti ringrazio! :-) Non avevo capito fossi già stata sposata. Vista la mia età, ho diverse amiche separate e la gran parte molto sfiduciate, chiuse a nuove possibilità impegnative, come se si fossero bruciate l'unica chance. Usano le scuse più varie (le chiamo scuse perché secondo me dietro in realtà c'è solo una grande paura): dicono che si dedicheranno solo ai figli (sì, col rischio di soffocarli, farne il centro della propria esistenza, caricarli di responsabilità del tipo "ora sei tu l'uomo di casa") o che non vogliono più una storia seria perché gli uomini sono tutti dei maiali (chi è stata tradita...). E conosco anche uomini separati (tra cui il mio ex amante) che parimenti non hanno più voglia di fare sacrifici per nulla, di mettersi in gioco per poi essere delusi e traditi... uomini che dicono che le donne sono tutte volubili e traditrici o guardano solo al denaro... Così ecco una selva di uomini e donne impauriti con in bocca le scuse più varie per non mettersi più in gioco. Persone che rimangono bloccate nel passato, come dice Ilaria. Io, che non mi sono mai messa in gioco così tanto in passato e che ho invece voglia di farlo ora, mi trovo a confrontarmi con questi pensieri "ostili" e deprimenti. E pensare che invece secondo me, a maggior ragione, chi è già passato attraverso un matrimonio e un divorzio dovrebbe avere più fiducia in sé stesso. Una fiducia non cieca ma rafforzata dall'esperienza. In fondo sbagliare è l'occasione per capire tante cose di sé stessi, di quello che si vuole, di come funzionano le cose. Chiudere una storia è un'occasione per crescere e per trascorrere quel periodo di solitudine secondo me così importante per maturare. Eppure vedo che la gran parte proclama da un lato di non credere più all'amore e dall'altro passa di storiella in storiella, senza riuscire a diventare autonoma... così si spreca un'occasione per crescere... e siccome le storielle spesso finiscono male, vanno e vengono, ancora più si alimenta questo pensiero di inesistenza dell'amore. Un cane che si morde la coda. Per fortuna conosco anche persone che si sono risposate, felicemente :-). Queste persone dicono, con una battuta (che forse è una citazione, non ricordo bene), che il primo matrimonio è una prova, col secondo si fa sul serio. Mi sembra un bel modo di pensarla...
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  9. Avatar di FrancescaChiara

    FrancescaChiara 10 anni fa (20 Ottobre 2010 16:13)

    @ Bice: abbraccio in pieno la battuta finale! mi ritrovo anche io infatti a pensare che con il bagaglio di ricca esperienza che ho sulle spalle, ho ancora di piu' la consapevolezza di cio' che voglio. Non e' un fardello che mi schiaccia e mi fa incurvare le spalle: e' proprio un tesoro accumulato negli anni a fatica. Mia figlia e' una parte fondamentale e importante della mia vita, ma mai per un momento ho trasposto su di lei i miei bisogni sentimentali! giammai! Io non ho scuse pronte, non ho paure che non abbia voglia di affrontare...sono aperta e pronta a cogliere nuove opportunita'. Temo solo di non trovarne: questa e' la vera paura che ho. E siccome non ho la sfera di cristallo e non posso proprio fare niente per scoprire cosa succedera' nella mia vita domani, mi dico che vivere l'oggi al meglio e' l'unica cosa che posso veramente fare per satre bene. E in questo "invidio" un po' il tuo equilibrio cosi' saldamente costruito negli anni...io sono molto meno a mio agio a stare da sola! la voglia di condividere con qualcuno e' molto forte, a volte un po' troppo.
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  10. Avatar di Bice

    Bice 10 anni fa (20 Ottobre 2010 18:12)

    Credo si tratti di prendere nuove abitudini mentali. Imparando a volersi bene e fare le cose per sé stessi. Imparando che ci sono molte diverse persone con cui condividere. Coltivando le relazioni con amici, colleghi, familiari... il mondo è grande! Certo all'inizio non è facile, non lo è stato nemmeno per me che sono comunque una solitaria per natura. Però poi col tempo succede, si cominciano ad apprezzare i vantaggi dell'autonomia. Per la paura di non trovare nuove opportunità: si trovano, a tutte le età. Conosco vedove e vedovi ultrasessantenni felicemente fidanzati, dopo il periodo di lutto. E' questione di atteggiamento mentale. Ci sono tanti modi di conoscere persone nuove: lavoro, corsi vari (lingue, ginnastica, arti varie, cucina...), amici di amici. Ma poi capita anche al supermercato, al parco con il cane... devi solo essere aperta alle nuove conoscenze. Poi una tira l'altra. E dopo un po' che vivi così, può anche capitare di scordarsi che avevi cominciato a farlo sperando di incontrare l'anima gemella...
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  11. Avatar di FrancescaChiara

    FrancescaChiara 10 anni fa (20 Ottobre 2010 19:19)

    Le nuove abitudine hanno bisogno di tempo per scacciare quelle vecchie...questo e' il problema. Ma non mi scoraggio e cerco di avere sempre un atteggiamento positivo, lavorando su me stessa con pazienza (la pazienza non e' il mio punto piu' forte...ahi! ahi! ahi!). Le opportunita' di incontri, invece, non sono nelle mie mani completamente ed e' questo che mi rende un po' irrequieta: il fatto che non posso fare piu' di un tanto se non essere disponibile e aperta. Il resto ce lo mette il destino, ce lo mettono gli altri. Purtroppo socialmente non riesco ad essere attiva piu' di un tanto per via di un lavoro impegnativo e dell'essere una mamma a tempo quasi pieno. E anche perche' vivo in un posto lontano dalle mie origini, dai miei affetti piu' cari (amici, famiglia). Quello che conta e' comunque quello che dici tu: volersi bene, fare le cose per se' stessi e condividere con le persone che ci sono nella tua vita. Il mondo e' davvero grande!!! Che dici...abbiamo monopolizzato la discussione con i nostri botta & risposta? ;-)
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  12. Avatar di Bice

    Bice 10 anni fa (21 Ottobre 2010 1:22)

    Sì, forse ci siamo fatte un po' prendere la mano. Spero che altri abbiano trovato utili i nostri commenti e spero aiutino anche Ilaria nel suo lavoro. Non perché non lo faccia bene (sempre grazie, anzi), ma perché magari può trarne qualche spunto.
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  13. Avatar di Ilaria Cardani

    Ilaria Cardani 10 anni fa (21 Ottobre 2010 21:28)

    @ Federica: farai tutti i passi che ti sono utili; è inevitabile, soprattutto perché hai deciso di farlo. Ridimensiona la tua voglia di perfezione (questo vale per tutti quelli che stanno leggendo e in particolare per tutti quelli che hanno commentato questo post. Vi rendete conto che la vostra ansia di perfezione vi sta rovinando la vita e vi fa commettere errori che non commettereste se foste meno “perfettini”?): se lo fai raggiungi con più facilità ciò che vuoi veramente e, soprattutto, senza soffrire, con gioia e serenità. @ Elisa, va bene lavorare su stessi: noi (io per prima) che siamo qui, siamo qui proprio per quello. E intanto? Che intendi fare? @ Giulia, alle spiegazioni che mi chiedi dedicherò spazio sul blog a breve. @ Pinalapa: io non posso sapere se la tua sicurezza ti basta, ma se lo chiedi, forse una ragione c’è, forse hai qualche dubbio. Da dove ti vengono questi dubbi? Ti faccio anche un’altra domanda: quando non trovi la passione mentale e ti si spegne tutto, non è che in qualche modo stai fuggendo dalla storia e dall’uomo che hai conosciuto, per proteggerti da qualcosa? Valeria: occupati di comprendere te stessa, con amore e tranquillità. Hai qualcosa di più importante da fare? :) @ Eleonora, sottoscrivo: “Viva la chiarezza di idee!” @ Mery, la situazione che descrivi è da manuale: “più io cerco di fargli capire che di me si può fidare , sono calma comprensiva, lo riempio di attenzioni e più lui è distante.” Gli uomini – e probabilmente il tuo compagno in particolare – hanno bisogno di molti (e lunghi) momenti per stare soli e confrontarsi con se stessi in santa pace. Se tu ti dimostri in qualche modo “insistente” gli togli la possibilità di godersi quei momenti e gliene fai sentire ancora più il bisogno. Quindi più ti avvicini, più lui si allontana. Abbi sinceramente rispetto di lui: quando si allontana, permettigli di farlo, lascia che faccia ciò che vuole (mi sembra il minimo in un rapporto di coppia!). Vedrai che il riavvicinamento sarà ancora più bello e gratificante per tutti e due. E, soprattutto, non pensare a lui più di quanto pensi a te stessa, anzi, non rimuginare per nulla su quel che lui pensa, a quel che lui vuole e se è o no la persona giusta: vivi la tua vita, prenditi e cerca quello che ti fa star bene con lui e soprattutto senza di lui – nei tuoi momenti di solitudine, con le amiche, il lavoro, gli svaghi etc. – e tieni ben chiaro in mente che cosa vuoi per te. Occupati di te: la tua vita di coppia migliora magicamente. @ Vanesia: scusa, se credi a quel che si dice in Oriente, il terzo occhio già ce l’hai e quindi non ne hai bisogno per davvero... Ma a parte questo, non basterebbe usare lo sguardo di adesso, toglierci tutto quello che c’è che non funziona e riempirlo solo di tanto amore per te stessa? @ Elly, se sei su questo blog e mi fai pure i complimenti significa che non credi davvero a quel che scrivi. Chi te lo fa fare di soffrire e di crearti una vita deludente? Decidi di passare al passo successivo e per darti una “spinta” io ci sono... @ Simona, l’entusiasmo è utile, l’importante è che tu oltre all’entusiasmo mantenga l’equilibrio nelle emozioni che provi e la capacità di proteggerti. Ne riparleremo su questo blog, presto. @ Natalia: un abbraccio anche a te! @ Katia, se lo sai, sai anche come fare per stare meglio. Giusto? @ Patty, grazie! Magari desideravi aggiungere qualcosa: quando vuoi... @ Marco, grazie per il commento “documentato”. @ Bice, ho provato a contare tutte le volte che hai scritto “sbaglio”, “sbagliare” e simili nel tuo primo commento e anche negli altri. Poi ho lasciato perdere... :) Credo che tu abbia toccato un punto che per te può essere nodale, e cioè il rapporto ambivalente che hai rispetto alla tua libertà personale e alla vita di coppia. Approfondisci il tema del tuo bisogno di indipendenza: che cosa vuoi dimostrare e a chi con il raggiungimento di tutti i tuoi obiettivi? Ho la sensazione che, paradossalmente, sia proprio il tuo atteggiamento “vincente” ad attrarre uomini diversi da quello che tu desideri. Se cambiassi atteggiamento, magari... :) Quanto al ginecologo, avrei approfittato per dargli direttamente dal lettino uno sputo nell’occhio, con saliva acida. @ FrancescaChiara: parli della distanza dalla tua famiglia e dalle tue origini. Che cosa vuoi e che cosa intendi fare al proposito? (Sai bene che la domanda non la faccio perché tu dia una risposta a me...) @ FrancescaChiara e Bice: traggo spunto volentieri dalla vostra travolgente energia e voglia di migliorare, che hanno anche gli altri frequentatori di questo blog (non è da tutti leggere un blog come questo, mettersi in discussione, ragionare su se stessi e soprattutto volere trasformare la propria vita in meglio): siete davvero consapevoli del vostro valore? Ve lo riconoscete ogni istante di ogni giorno? In ogni cosa che fate e con tutte le persone con le quali vi relazionate? :)
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  14. Avatar di Bice

    Bice 10 anni fa (21 Ottobre 2010 21:42)

    Ilaria, mi chiedi: che cosa vuoi dimostrare e a chi con il raggiungimento di tutti i tuoi obiettivi? Bella domanda... beh, raggiungere i miei obiettivi mi fa felice. Perché ho degli obiettivi e lotto tanto? Credo di essere stata educata così, ad avere degli obiettivi, a raggiungerli, ad essere premiata (vedi anche temi già toccati come il perfezioniamo - TUTTI i miei obiettivi - e anche altri non toccati come la competitività). Il mio atteggiamento "vincente" (fai bene a metterlo tra virgolette) ha sempre attratto uomini desiderosi di appoggiarsi (troppo) a qualcuno che risolvesse anche la loro vita o li facesse sentire valorizzati perché "scelti". Uomini molto bisognosi, troppo bisognosi loro per poter dare a me... ma io tanto sembro non avere bisogno di nessuno, no? In realtà chi mi conosce bene poi scopre che non è proprio così. Magari non ho bisogno di essere mantenuta, che mi si faccia compagnia, magari non ho bisogni semplici e tradizionali. Ma ne ho. E, probabilmente, non so comunicare che li ho né quali siano. Sicuramente attraggo uomini che poi non mi piacciono. Cosa dovrei tirare fuori? Io ho paura a mostrare le mie debolezze, ho paura che qualcuno se ne approfitti. Sono orgogliosa, è dura!
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 10 anni fa (21 Ottobre 2010 21:57)

      L'ho messo tra virgolette perché so che è un termine impreciso, ma che rende l'idea (e l'ha resa, mi pare). C'è tanta carne al fuoco, come in tutto questo scanbio di commenti. Concentrati con calma e rilassatezza a comprendere quali sono i tuoi "bisogni" e come ti sarebbe utile comunicarli. Ne riparleremo.
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  15. Avatar di FrancescaChiara

    FrancescaChiara 10 anni fa (22 Ottobre 2010 9:59)

    Grazie Ilaria per tutti i commenti "mirati" che hai lasciato per tutti noi. La domanda che fai a me ha una risposta abbastanza semplice, in realta': io sono lontana dal mio paese di origine per scelta e fino ad ora i compromessi che faccio per mantenere questa scelta mi vanno bene; in altre parole: li riscelgo ogni giorno. Vorrei aggiungere qualcosa riguardo alle nostre debolezze, quelle che tutti noi abbiamo: per lo piu' e' un commento che lascio a Bice - mia compagna di scambi profondi e interessanti su questo bel blog. Io penso che una persona forte, coraggiosa, che prende in mano la propria vita non e' senza debolezze! Anzi!La forza e il coraggio di una persona, secondo me, si vedono proprio dal fatto che ammette e mostra le prorie debolezze per quello che sono. Nascondere i punti deboli lo si puo' fare in una competizione, quando hai di fronte un avversario, ma la trovo una cosa inopportuna in una relazione sentimentale in cui ci si mostra e ci si da' per quello che si e'. Si e' piu' vulnerabili perche' si e' piu' esposti: questo certamente. Ma se quello che si vuole e' una relazione d'amore profonda...bhe', non si scende in campo con l'armatura! Facile a dirsi, meno a farsi ma....secondo me funziona prorio cosi'! e l'armatura vera e naturale che possiamo tenerci addosso non e' il mascherare le nostre deboleze, ma casomia prorpio quello di cui parla Ilaria = pensare noi a noi stessi e ai notri bisogni per primi senza delegare mai nessuno a "farci felici". buona giornata a tutti!
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  16. Avatar di Bice

    Bice 10 anni fa (22 Ottobre 2010 18:46)

    Già, FrancescaChiara... con il mio ex amante sono riuscita ad ammettere di avere bisogni insoddisfatti (che io, non so bene perché, vivo come debolezze) solo nel momento in cui ho sentito di avere anche la forza di dirgli che, siccome mettevo me stessa al primo posto, se lui non aveva voglia di soddisfarli io mi sarei cercata un altro uomo. A quel punto lui mi ha raccontato che aveva voglia di soddisfarli. E lo ha fatto con dei "contentini", in maniera superficiale e intermittente, con anche qualche bugia. Quando l'ho capito, quando non ne ho potuto più, me ne sono andata, l'ho lasciato. Non gli ho più dato nulla, ero stanca di dare senza avere mai indietro null'altro che illusioni. Purtroppo a volte mi viene da pensare che un uomo che soddisfi i miei bisogni non ci sia. E che quindi dovrei arrangiarmi da sola. Però la situazione è sempre squilibrata, perché ho l'impressione che nessuno degli uomini che incontro si arrangi da parte sua... invece non fanno che chiedere attenzioni, rassicurazioni, dolcezze e totale disponibilità. Come farebbe un bambino con la propria madre. Loro vogliono essere liberi di disporre del proprio tempo e dei propri spazi, ma vorrebbero anche che io ci fossi quando ne hanno voglia loro. Mi sembra un po' troppo. Anche io ho bisogno di libertà, ma non a discapito della libertà altrui. Non mi faccio sentire all'ultimo minuto, non cerco le persone solo quando fa comodo a me, non invento bugie se non ho voglia di vederle, non cambio idea ogni cinque minuti. Uomini che si rendono conto che provi dei sentimenti per loro, se ne approfittano... Quando voglio bene a qualcuno divento debole, metto da parte un po' di me stessa. E' un bene... è un male? Ho solo incontrato le persone sbagliate? Sono io che le attiro? Quante domande... a volte mi pare così difficile e utopico che mi viene voglia di non provarci. Scusate, rientro da un pranzo con un'amica abbandonata dopo 13 anni di relazione. Questo non aiuta... ma lei non aveva voglia di mangiare da sola, non ho avuto il cuore di non rispondere alla chiamata.
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  17. Avatar di Riccardo

    Riccardo 10 anni fa (4 Novembre 2010 2:16)

    Paura di sbagliare? Non credo molta. Il problema è che gli altri non accettano i miei errori. Ed inoltre, non sapendo cosa vogliono, ogni cosa che fai è sbagliata. Quindi trovo che il istema più semplice per affrontare questi problemi sia il non fare niente. Se le donne hanno bisogno di un uomo, l'Italia ne è piena. Io oramai sono abituato a stare da solo e quello che potevo dare me lo hanno distrutto. Perchè dovrei quindi affrontare dei problemi per trovare dopo altri problemi?
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  18. Avatar di Quelle

    Quelle 8 anni fa (28 Dicembre 2011 23:49)

    Non riesco a trovare una persona giusta, io sto perdendo la speranza
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  19. Avatar di sandra

    sandra 6 anni fa (19 Gennaio 2014 2:54)

    GRAZIE....INNANZITUTTO. Per avermi dato elementi per poter pensare in modo costruttivo. Mi sento un po' meno extraterrestre, io che passo da relazioni piuttosto lunghe a ventate di una notte. In realta' non so' ancora che tipo di persona sono ,di certo e' chiaro che devo far salire il mio livello di autostima. Vivere la vita senza alcuna pretesa dagli altri mi permette di apprezzare ogni colore nuovo come se fosse un regalo. Cio' che ho scritto forse puo' sembrare confuso ma e' cio' che mi hai fatto venire in mente
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  20. Avatar di Sophie

    Sophie 3 anni fa (11 Febbraio 2017 10:27)

    Ho risposto sì ad ogni tipo di paura elencata: paura di sbagliare, di essere di nuovo tradita, di soffrire, di essere ingannata, aggiungerei anche paura di essere usata, paura questa volta di non riuscire a ricomporre i cocci. Io però ho il problema di non essere ancora riuscita ad acquistare autostima: è un lavoro difficile e mi accorgo che serve un sacco di tempo, quando mi sembra di aver raggiunto un traguardo con me stessa, subito dopo mi accorgo di non essermi neppure spostata di un millimetro. Sono due anni che sono sola, sono a mio parere pochi per fare chiarezza con se stessi, per altre persone invece potrebbero sembrare troppi. Nel frattempo mi passano di fianco persone che io continuo a rimbalzare, perché non mi sento mai pronta. Non gli do neppure la possibilità di avvicinarsi, o di conoscermi, al primo tentativo di approccio io fuggo via. Io ho un cane, l'ho preso al canile, è talmente traumatizzato da quello che ha subìto da cucciolo che tutti quelli che entrano in casa lo terrorizzano e si nasconde in un angolo buio finché non se ne vanno. Nulla lo tira fuori da lì, neppure il più allettante dei bocconcini per cani, o la promessa di carezze. Credo di essere finita anche io nel mio angolino buio.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (12 Febbraio 2017 0:29)

      Ciao Sophie, credo che ci siamo tutte commosse. E il trauma sì, deve esserci. Tu non sei il tuo cane. Esci dall'angolino buio e non è che devi subito lanciarti a 200 all'ora, basta che ti tiri dritta e cominci a camminare. Lo sai, se no non avresti scritto quello che hai scritto.
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