Vulnerabilità: ti vergogni di essere così come sei?

vulnerabilitàChe cos’è la vulnerabilità? Perché ci fa tanto paura essere fragili, perché ci spaventa tanto riconoscere di avere dei bisogni e sentirci non “all’altezza”? La vulnerabilità è quell’insieme di sensazioni per nulla piacevoli che ci fanno sentire a disagio rispetto al ruolo che abbiamo o che vorremmo avere nel mondo. Ti ritrovi in questa definizione? Ti dà fastidio?

"Crescere vuol dire accettare la vulnerabilità. Essere vivi significa essere vulnerabili. Madeleine L’Engle"

Essere vulnerabili ci fa provare tanta vergogna e la vergogna ci fa sentire vulnerabili, in una sorta di strano circolo vizioso nel quale si rimane presi in mezzo. Non c’è persona al mondo che non sappia che cosa sia la vulnerabilità e non sappia che cosa significhi sentirsi vulnerabili. Anzi, no, vi sono molte persone che non riescono a provare vergogna e nemmeno vulnerabilità, ma, guarda un po’, queste stesse persone sono quelle meno capaci di una connessione autentica e vera con gli altri, non sono in grado di creare un rapporto di coppia vero e sincero e molto spesso usano la manipolazione per “piegare” gli altri ai loro desideri e volontà. Tra queste persone vi sono tanti uomini sbagliati, con i quali è meglio non avere relazioni.

La vulnerabilità e l’arte di amare e di farsi amare

Tu sai che cosa ti rende vulnerabile? Sai che cosa va toccare le corde della tua vulnerabilità e della tua vergogna? Scommetto che mentre leggi e pensi anche solo alle parole “vulnerabilità” e “vergogna” ti vengono i brividi e non ci vuoi pensare, ricacci le tue sensazioni negative da dove sono venute e non vorresti che uscissero mai più allo scoperto.

Ti sei mai chiesta se davvero vergogna e vulnerabilità sono davvero delle brutte bestie come hai creduto finora? Magari non sono proprio diaboliche come si pensa, anzi…

"Se empatizziamo con un altro è perché riconosciamo la sua natura fragile e finita, la sua vulnerabilità e la sua sola e unica vita. J.Rifkin"

Magari, vergogna e vulnerablità sono la faccia vera della nostra dimensione più autentica e più umana, caratteristiche che possono permetterci di entrare in vera connessione con gli altri, che ci permettono di conoscere gli altri per quello che sono – senza falsità e bugie – e di farci conoscere agli altri per quello che siamo, di modo che si aprano le porte a rapporti e relazioni davvero “forti”, a legami gratificanti e durevoli. Lo hai mai considerato questo?

Qualche giorno fa ho dedicato un articolo alla vergogna e una lettrice – Paolaquellanuova – ha lasciato un commento che tra le altre cose diceva: “Sì, è vero… c’è un legame molto stretto tra vergogna e insicurezza. Per me vergogna è stato anche ammettere di avere voglia e bisogno di essere amata e di avere una relazione seria… io, la donna che non chiedeva mai. In chat, mail etc. mi veniva più facile essere brillante e giocare, fingendo anche un non interesse (che poi se ne accorgevano benissimo comunque…).”

Interessante questo aspetto della “donna che non deve chiedere mai” (figurati, poi, quello dell’”uomo che non deve chiedere mai”…). E in effetti mostrare le proprie fragilità, le proprie debolezze (vere o presunte) terrorizza un po’ tutti, soprattutto in questo nostro mondo dove bisogna essere “vincenti” sempre e comunque: a scuola, nello sport, nella carriera, in famiglia, tra gli amici. Persino nel fare l’amore. Bisogna essere sempre di successo, sempre avanti, mai indietro, mai sfigati. E, se ci fai caso, spesso sembra più importante essere vincenti in quelli che, tradizionalmente, dovrebbero essere i “campi liberi” delle emozioni e dei sentimenti: la famiglia e la coppia.

Quante donne – anche in questo caso meglio non parlare degli uomini, che sono ancor più sotto pressione – vivono il momento della seduzione e della relazione come una sfida, una prova di forza e di resistenza personale?

E sai da dove viene tutta questa voglia di “non chiedere mai”, di mostrarsi sempre forti e invincibili, di dare l’impressione di non avere problemi di sorta? Viene da un terrore matto del rifiuto, di non essere accettati, di essere esclusi dal gruppo. Viene da una necessità atavica di amore, attenzione, sostegno.

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Vergogna e strane fantasie sull’essere rifiutate

L’equivalenza mentale che si compie in questo caso è di questo tipo: “Accidenti! Sono una che ha bisogno di dormire otto ore al giorno per stare bene! Se non dormo otto ore poi non sto bene, ma se lo dico o se gli altri scoprono questa mio “difetto” penseranno che non sono all’altezza di stare con loro, non mi accetteranno, mi rifiuteranno. Rimarrò triste e sola e abbandonata da tutti, per sempre, tutta la vita!”

E sulla scia di questo ragionamento, vai a toglierti l’autenticità pezzo per pezzo: si finge di divertirsi e di gradire attività che non si gradiscono per niente, si finge di essere forti e coraggiosi quando in realtà si ha una fifa blu, si dice sì quando si vuole dire di no.

Alla fin fine si diventa antipatici e insopportabili. Per due ragioni. La prima è che a furia di non scoprire le proprie fragilità si diventa rigidi e acidi con se stessi: se non sei tu che ti incoraggi e ti accetti per come sei, chi lo farà mai? Se sei sempre lì a punirti anche solo (!!!) con la pessima opinione che hai di te, dopo appena mezza giornata, tutte ‘ste critiche ti hanno ridotto a uno straccio. Considera che forse è una vita che sei odiosa con te stessa! La seconda è che se ci si continua a nascondere dietro il dito di un’immagine falsa di sé, gli altri prima o poi mangeranno la foglia e non troveranno niente che ispira affetto o simpatia. Tutta è finzione. E la finzione è dura da tenere, incattivisce e gli altri lo percepiscono. Eh sì, ragazza mia.

Ne parlavamo qualche tempo fa a proposito dell’imbarazzo: ogni tanto fare qualche figura di palta ci rende più umani, più simili agli altri, a quelli che non hanno paura di mostrare la propria vulnerabilità.

Ti si sta annodando il cervello? Bene. Quando si comincia a fare un po’ di confusione, vuol dire che si è vicini a una svolta.

"Senza vergogna, una società decade rapidamente nei suoi legami di solidarietà P. L. Celli"

Mostrare la propria vulnerabilità a dirla tutta apre agli altri, fa sentire vicinanza e solidarietà. Essere capaci di riconoscere la propria vergogna e i propri punti deboli non solo è un ovvio – anche se raramente preso in considerazione – modo di amarsi e di accettarsi, ma è anche un “ponte” verso gli altri. Se io capisco me stessa e mi accetto per quella che sono – con tutte le mie debolezze e le mie vergogne – sono in grado di comprendere meglio gli altri, di entrare in sintonia con loro, di essere sulla stessa barca emotiva (si chiama anche “empatia”).

Brené Brown è una docente e ricercatrice dell’Università di Houston che è diventata famosa dopo aver tenuto un discorso a Ted Talk, proprio dedicato a vulnerabilità e vergogna. In questo suo discorso aggiunge un elemento in più: non si può essere vincenti nella vita e capaci di amare davvero gli altri se non si è capaci di accettare se stessi in modo completo e totale. Perché non si possono vivere le proprie emozioni in modo selettivo. Non si può dire: “non sopporto la mia paura, la mia vulnerabilità e la mia vergogna e dunque non le voglio sentire” senza ridurre la propria sensibilità anche su altre emozioni che si ritengono più degne, dignitose e piacevoli. Come la gioia, l’orgoglio di sé, la felicità di essere nel mondo.

"Meglio la vergogna sul viso che una macchia sul cuore. Miguel de Cervantes"

L’amore per se stesse, elemento essenziale per poter dare e poter ricevere amore dagli altri, passa dall’accettare con immensa gentilezza tutto quel che portiamo con noi e dentro di noi, incluse le fragilità, le vergogne e le limitazioni che crediamo di avere.

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62 Commenti

  1. Avatar di minou

    minou 8 anni fa (5 Febbraio 2014 14:05)

    @Goldie: un abbraccio! :-)
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  2. Avatar di Paolaquellanuova

    Paolaquellanuova 8 anni fa (5 Febbraio 2014 15:00)

    @minou, come stai cara? :-)
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  3. Avatar di Goldie

    Goldie 8 anni fa (5 Febbraio 2014 15:13)

    ciao care compagne di blog. qui piove, ma ho trascorso un bel weekend. non c'è ombra di uomini all'orizzonte, non so se è buono o cattivo segno!
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  4. Avatar di minou

    minou 8 anni fa (5 Febbraio 2014 15:18)

    Paola!!! Ti pensavo, sai? Quando posso farti gli auguri? E' questo il periodo, vero? ;-) Io sto uscendo dal mare. Sono ancora bagnata, infreddolita, ma felice della mia forza. Che belle braccia forti che ho! E tu? Emani forza da ogni cosa che scrivi. E tutte le volte che leggo qualcosa di te, mi fa bene! Grazie, cara mia!
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  5. Avatar di Paolaquellanuova

    Paolaquellanuova 8 anni fa (6 Febbraio 2014 0:42)

    @ Minou :-) ...tra una settimana, 40 anni!!! Sì, sto bene, sto molto bene... Felice di abbracciarti :-)
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  6. Avatar di Paolaquellanuova

    Paolaquellanuova 8 anni fa (6 Febbraio 2014 0:43)

    @ Goldie: forse né buono né cattivo segno... ma scordarsi degli uomini per un po' può far bene! (piove anche qui, ormai l'umidità impregna ogni cosa e ho una voglia di azzurro che non la so dire...)
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  7. Avatar di Goldie

    Goldie 8 anni fa (6 Febbraio 2014 10:16)

    io me li scordo eccome. purtroppo la realtà me li fa ricordare ahahha
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  8. Avatar di Ana

    Ana 8 anni fa (7 Febbraio 2014 13:22)

    Io mi sono rivista nella questione: finzione, dimostrare di essere una che non sono. Perchè fare quello che vogliono gli altri, che chissà perchè, sono sempre d'accordo tra loro, ti fa vivere male. Però poi resti esclusa dal gruppo, ma ultimamente me ne sta importando di meno, preferisco essere sola piuttosto che stare male e fare quello che non voglio.
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  9. Avatar di fid

    fid 8 anni fa (9 Febbraio 2014 11:16)

    Per me bisogna cedere..cedere alla vita, cedere alle emozioni di qualsiasi natura siano...cioè sentirle...dare loro modo di esprimersi e guardarle in faccia per accettarle...e ciò vale anche per vulnerabilità, vergogna epoi...dolore, paura, gioia, simpatia etc etc
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  10. Avatar di Carolina

    Carolina 8 anni fa (9 Febbraio 2014 15:12)

    Quando accettiamo tutte le nostre sfaccettature caratteriali non c'è critica al mondo in grado di distruggere la nostra personalità. Siamo in grado di rifletterci su,di confrontarci con chi ci critica,ma niente e nessuno può distruggerci. Può sembrare una cosa da "non umani" ma io credo sia possibile. Nel momento in cui qualcuno si avvicinerà e ci dirà che una determinata cosa in noi non va bene,da persone che accettano se stesse,riusciremmo a dire con grande tranquillità IO SONO COSI',se non ti sta bene,parliamone,ma non chiedermi di cambiare. Non che io non sia favorevole al cambiamento,intendiamoci,anzi,ma alcune nostre sfaccettature caratteriali fanno parte di noi e ci fanno distinguere dagli altri. Spero di essere stata chiara nell'esprimermi. Questa risposta è soprattutto per @Ale,cioè il primo commento. Un saluto a tutte. P.S Complimenti per l'articolo Ilaria,mi ha fatto riflettere ancora di più,visto che è un argomento"di tendenza" nei quartieri della mia testa.
    Rispondi a Carolina Commenta l’articolo

  11. Avatar di robi

    robi 8 anni fa (12 Febbraio 2014 22:05)

    "....dobbiamo prenderci cura delle nostre debolezze... " è una frase che mi è stata detta pochi giorni fa, ma che viaggia con me da quel momento... grazie Ilaria
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  12. Avatar di voglia di libertà

    voglia di libertà 8 anni fa (14 Febbraio 2014 14:42)

    Ciao Ilaria! Ho letto il tuo articolo ed avevo già ascoltato il TED di Brené Brown … alla ricerca di chiarezza e forza. Sono normalmente una persona molto aperta e solare, ultimamente mi sono resa conto che non mi sento libera. Ho sempre “deciso” di giudicare male le persone che puntano sull’apparire, ho sempre vestito in maniera un po’ trasandata, mai trucco.. e mi sono resa conto che da un po’ di tempo a questa parte ho bisogno di sentirmi bella, curare la mia immagine, avere dei vestiti carini e mettere un po’ di trucco ogni tanto. Ma non riesco ad ammetterlo con gli altri. Da qualche mese frequento un ragazzo, all’inizio abbiamo vissuto nella stessa città per un breve periodo poi ogni uno è tornato al suo paese. Viviamo molto lontano uno dall’altra, da allora proviamo a vederci circa una volta al mese e facciamo delle lunghe chiacchierate in skype ogni giorno. Ho deciso di trovare lavoro nel suo paese per avere modo di stare vicini, condividere il quotidiano e conoscerci meglio. Tra meno di una settimana sarò lì. Lui ha fondamentalmente amiche, sono colleghe, in ufficio è quasi l’unico uomo, e lui frequenta alcune colleghe/amiche. Mi sento male all’idea che esca con loro ma cerco sempre di dirgli, “non c’è problema, è normale che ogni uno di noi viva la sua vita” dato che non siamo fisicamente nello stesso posto; e lo credo davvero, anch’io quando posso esco con amici e non bado al fatto che siano uomini o donne … Credevo di essere capace di accettare le sue frequentazioni femminili ma ogni volta che torna da una serata con le amiche avrei mille domande in testa che non riesco a fargli, le tengo dentro e mi aspetto da lui chiarimenti su cose che non chiedo, rimanendo delusa/offesa se non lo fa… e mi rendo conto che non è un atteggiamento razionale. Cerco di sentirmi libera di chiedergli tutto , ma non mi riesce, mi sento come in colpa … avrei bisogno di qualche consiglio, qui sul forum e non so, magari anche in privato se fosse possibile… grazie
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  13. Avatar di Saretta

    Saretta 7 anni fa (16 Gennaio 2015 0:20)

    Vi dico come la penso della vulnerabilità, vulnerabile per me vuol dire quando sei innamorata di una persona con la quale ti dimostri interessata ed essa non ti da le "giuste attenzioni" o quella certezza che tu gli dai si fa vedere distaccato ai tuoi occhi, e se magari sembra che perdi interessi per lui nei suoi occhi lui ti comincia a dimostrare che ci tiene è interessato, tu ovviamente ti risollevi e a quel punto lui di nuovo cambia atteggiamento ti dissilude e tu più ci soffri più ti senti presa, vulnerabile è dimostrare i propri sentimenti a una persona, amare se stessi invece è accettare di provare dei sentimenti dentro anche se poi è una debolezza dover sempre soffrire quando non si riceve il rispetto dagli altri, io in questo momento mi sento vulnerabile perché da la storia che sto vivendo vorrei che il mio partner mi dasse di più quando pensa di perdermi o non ha la certezza, anche se la certezza c'è, però al tempo stesso non posso fare a meno di amarlo, so che lui mi ama anche se a dimostrarlo gli viene proprio di rado lasciarsi andare, ma se mi faccio vedere un agnellino lui anziché uscire dal guscio si chiude di più in se stesso, e io credo che se lui facesse l'agnellino con me non mi darebbe più stimoli dopo un po, un po di stronzeria ci vuole ;)
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  14. Avatar di francesca

    francesca 6 anni fa (14 Settembre 2015 12:14)

    Ciao a tutte, Beh che dire ,io da quando leggo il blog di ilaria sono cambiata molto ,in meglio e ogni giorno mi impegno per dare a me tutto ciò che mi è stato negato. E una delle mie vergogne o vulnerabilità più grosse , è il bisogno di dolcezza e coccole,oltre alla gentilezza. È stata dura accettare e comprendere che nella mia vita è mancata la dolcezza fino adesso oltre che la gentilezza e l accettazione di me con pregi e difetti . Ora uno dei miei obbiettivi per stare bene e darmi dolcezza e morbidezza. Non so come spiegarmi ,ma vi faccio un esempio: invece di trattenere le lacrime quando vedo un film che mi commuove ,mi lascio andare ,quando incontro dei bambini piccoli a lavoro ,e a me piacciono da impazzire i bambini ,magari ci gioco un po e gli sorrido ,magari facendo la stupida ,ma non importa perché io ho bisogno di questo. Oppure mi piace il rosa e i colori a pastello e solo ora lo riconosco. Prima vestivo o sceglieva colori forti perché pensavo che davano più sicurezza e questi colori li preferivo a quelli delicati ,adesso quasi quasi preferisco un rosa al nero ,ma perché mi piace veramente e non per sembrare qualcosa. Da quando mi ascolto di più e mi dedico a quello che mi piace ,la mia vita è migliorata ,non tantissimo e non senza difficoltà ma c'è più luce. Riconoscere di aver bisogno di affetto ,coccole ,di commuoversi e quindi riconoscete in me il bisogno di sentirmi umana e non come mi é stato insegnato a essere dura e aggressiva ,è stato ed è ancora un punto caldo. Sopratutto perché da quando ho cominciato a cercare queste cose e a mettermi i gioco ,di figure ne ho fatte ,ma alla fine sto meglio ,perché in quei momenti ,non tradisco me stessa. E così ho scoperto di essere una ragazza molto dolce ,ed empatica , e sta venendo fuori una parte di me che era seppellita sono strati di acidità e odio per me . Da quando ho zitto le voci esterne e ho alzato il volume sulla mia e sui miei bisogni ,sto meglio. Non è facile ma nemmeno difficile. Solo che come tutte le cose ,quando si vuole veramente qualcosa bisogna impegnarsi sodo. Infatti il cammino che ilaria ci propone in tutti i suoi articoli ,è un cammino che da i suoi frutti col tempo . Noi abituati cime siamo a fare tutto di fretta e ad avere tutto di fretta ,ci arrabbiamo e mi arrabbio anche io quando psicologicamente no ottengo qualcosa. Ma poi capisco che non sono un robot e che magari devo darmi tempo. E questo è un altra mia vergogna , ho bisogno di tempo e a volte sono lenta nel capire alcune cose o ho bisogno di tempo per affrontare il dolore. Adesso infatti sto lavorando sui miei bisogni e darmi tempo ,al corpo al cuore e alla mente è uno di quelli . Io non ringrazio sempre ilaria e tutte le persone come lei che ogni giorni si impegnano con passione per aiutare donne e uomini come noi che ogni tanto si perdono nel cammino della vita. Un bacio a tutte e auguro a tutti di provare ogni tanto a fare brutte figure e a riuscire a riderci sopra con tanto amore per sé stessi . ?????Buona settimana a tutti
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 anni fa (14 Settembre 2015 12:31)

      Ciao Francesca, non ho niente da dire, niente da aggiungere, niente da insegnare (questo mai). Hai detto tutto. Soprattutto hai capito tutto. Ti ringrazio di cuore e ti auguro di continuare così. Un abbraccio.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Lu

      Lu 6 anni fa (28 Maggio 2016 18:59)

      Ciao Francesca! Il tuo commento mi piace molto, è molto tenero!:)! E mi è utile! Mi piace quando dici 'non tradisco me stessa'..e credo sia utile e divertente imparare a ridere di sè, come hai detto! Spesso faccio la dura anche io!XD! Poi ci ripenso e mi vergogno un pò...forse sono molto buffa!XD! Un abbraccio a tutte!
      Rispondi a Lu Commenta l’articolo

  15. Avatar di flo

    flo 5 anni fa (15 Maggio 2017 23:07)

    Io ho molta paura di affrontare le mie debolezze durante i primi incontri provo molta emozione al punto che mi tremano le mani e non riesco a parlare. Come posso superare questa situazione?
    Rispondi a flo Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 anni fa (16 Maggio 2017 14:33)

      Ciao Flo, se inserisci i termini "autostima", "timidezza", "sicurezza", "insicurezza" nello spazio di ricerca in alto a destra qui nel blog ti escono molti articoli che ho dedicato ai temi di cui chiedi. Il mio consiglio aggiuntivo è di riflettere su quali sono i tuoi schemi di ragionamento e le tue convinzioni personali rispetto a te, agli altri, al primo approccio con qualcuno: che cosa pensi di te? Che cosa pensi di te in relazione agli altri? Che cosa pensi degli altri e delle loro potenzialità rispetto alle tue? Prenditi del tempo per capirlo e semmai metti tutto per iscritto. Poi considera che cosa hai trovato e chiediti: queste convinzioni mi sono utili o mi frenano? Come posso cambiarle in modo che mi siano utili? Buon percorso :)
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  16. Avatar di Irene

    Irene 4 anni fa (1 Agosto 2017 11:31)

    Mi hai illuminata! Ecco il mio problema..
    Rispondi a Irene Commenta l’articolo

  17. Avatar di Emilia

    Emilia 4 anni fa (24 Settembre 2017 0:01)

    Articolo denso di contenuti utili per scardinare tutte quelle false convinzioni che ci rendono insoddisfatti.
    Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

  18. Avatar di Est

    Est 4 anni fa (12 Febbraio 2018 16:15)

    Grazie Ilaria!! Questo articolo mi ha dato un punto di vista a me nuovo ed entusiasmante. Non è il solito modo di dire, "accettati come sei" ma di più!. Voglio essere me stessa, come dice Brenè Brown, sapendo di essere abbastanza. Abbastanza per affrontare qualsiasi cosa, che sia anche il rifiuto della persona a cui mi sto affezionando. Perchè mi darà modo di migliorarmi. Di amare in modo genuino ed esserlo altrettanto. Ilaria, dice sempre di usare la testa e forse ho capito. Si può amare solo mettendo in pratica la nostra intelligenza emotiva che non esclude nè cosa "ti dice il cuore" nè il cervello.
    Rispondi a Est Commenta l’articolo

  19. Avatar di Anna

    Anna 4 anni fa (12 Febbraio 2018 20:14)

    Ciao Ilaria, quanto tempo! Ho riletto l’articolo per via dell’ultimo commento, e sì, recentemente ho fatto questo passo. Ho trovato sollievo nell’accettare le cose che non mi piacciono di me, o quantomeno il fatto che non mi piacciano. Almeno, non provo il disagio di sentirmi a disagio, mi sento solo spontaneamente a disagio con me stesso, e solo di tanto in tanto. Grazie ancora di tutto
    Rispondi a Anna Commenta l’articolo

  20. Avatar di Goldie

    Goldie 8 anni fa (3 Febbraio 2014 22:36)

    Io ho portato una maschera per anni. Ho fatto terapia per cercare di far combaciare il mio fisico col mio stato mentale e viceversa. Ero in continua tensione, molto stanca di nascondere il mio vero stato d'animo. Ora ato meglio, cerco di essere piu' me stessa ma mi vergogno ancora dei miei momenti di tristezza e di frustrazione. A volte mi vengono giù dei lucciconi all'improvviso, l'altro giorno al lavoro mi è capitato. Sono corsa in bagno, ad arginare queste lacrime che venivano giù da sole. Sarei voluta tornare a casa, ma sapevo che doveva passare. Malgrado i miei tentativi di razionalità, talvolta sono sommersa dalla vergogna di essere ancora sola, di sentirmi sola.
    Rispondi a Goldie Commenta l’articolo

    • Avatar di Maria

      Maria 4 anni fa (20 Aprile 2018 14:36)

      Questo è forse l'articolo del blog che mi rispecchia di più e di cui ho più bisogno, almeno al momento. Goldie, quanto hai scritto (ormai quattro anni fa) mi ha ricordato un'esperienza che per me ha rappresentato una vera e propria svolta. Anch'io sono una ragazza fragile e sensibile, e l'ideale che ho di me (sensibile sì, ma anche più forte e più sicura) non corrisponde sempre a quello che riesco a essere. All'esterno invece do l'idea di una ragazza distaccata e rigida. L'anno scorso ho terminato uno stage di 6 mesi in una casa editrice, un piccolo grande sogno per me. L'ultimo giorno ero a pezzi, lavoravo come sempre e, nel frattempo, mi sentivo morire. Come te andai in bagno a sfogare le lacrime di nascosto, sperando che non mi sentissero. Ogni volta però, quando tornavo alla scrivania, sentivo di non aver risolto il problema, e questo non mi permetteva nemmeno di continuare a lavorare come avrei voluto. Finché a un certo punto, clac, è stato come se una finestra della mia anima si fosse spalancata. Stanca di trattenermi, ho continuato a singhiozzare e ad asciugarmi gli occhi. Finché... "Maria? Tutto a posto?" "Scusami Paola, è difficile oggi." È difficile oggi. In tre parole, la pura verità. Niente balle, niente fughe in bagno, niente profondi respiri per reprimere. Mi sono denudata, e mi sono sentita libera. Il risultato? La mia collega si è dimostrata anche lei sensibile, si stava commuovendo a sua volta. La mia tutor mi ha abbracciato, mi ha fatto i complimenti per il lavoro svolto in quei mesi. L'editore mi ha fatto una battuta, a cui ho risposto con un sorriso. E mi sono sentita bene. Improvvisamente, per una volta, non me n'è fregato niente di quello che "si sarebbe potuto pensare", m'è fregato solo liberarmi. Questo per dire che non sempre (soprattutto in campo professionale) ci si può mostrare vulnerabili, ma se ci si sente davvero di farlo e si hanno attorno persone intelligenti e altrettanto umane, è una delle sensazioni più belle che si possano provare, che davvero getta un ponte solido tra te e gli altri. P.S. Per la cronaca l'azienda, dopo lo stage, mi ha ricontattato, e tutt'ora continuo a collaborarci. A volte mostrarsi per ciò che si è permette anche questo, la fiducia degli altri (oltre che svelarti chi merita di vederti "nuda").
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