Non farti manipolare!

La manipolazione nel rapporto di coppiaAvviso ai naviganti: questo articolo interessa sia agli uomini sia alle donne. La manipolazione non fa distinzione di genere sessuale.

Ai single e agli accoppiati.

A chi ha una bella relazione e a chi vorrebbe attrarre la persona giusta.

Soprattutto – dato che siamo su questo blog –, a chi vuole sedurre un uomo e/o lasciarsi sedurre dalla persona che gli piace.

A dirla tutta, se l’hai letta attentamente, la mia guida gratuita “Come attrrarre la persona giusta per te in 11 passi” è piena di indicazioni importanti su come evitare di farti manipolare, anche da vecchie convinzioni che non ti appartengono.

Non hai letto la mia guida? Uhm, santo cielo, è  gratuita ed è davvero utile e non l’hai letta? E in questo modo pensi forse di migliorare la tua vita sentimentale?

Va beh, dài, per questa volta ti perdono e anche se non hai letto la guida vado diretta al punto dell’articolo, la manipolazione.

No, anzi, aspetta un attimo, non so se te ne sei accorto/a, ma nelle ultime quattro righe ho fatto un tentativo di manipolazione su di te, molto, ma mooolto diffuso.

Ok, seguimi che ti spiego.

Questo articolo ti darà una serie di rivelazioni su fatti di tutti i giorni che vivi da sempre e ti fornirà qualche indicazione utile per non farti manipolare da un partner o da un partner potenziale e per vivere le relazioni con più serenità.

Di questo tema parlo spesso anche con i miei clienti di coaching.

Intanto, notizionaaa!!!

La gran parte delle azioni delle persone – cioè della stragrande maggioranza degli esseri umani, te inclusa/o – è volta a manipolare gli altri.

Sei stupito/a? Non ci credi forse?

Che cos’è la manipolazione e chi la pratica

Beh, considera che l’uomo è un animale sociale, o, detto più semplicemente, l’essere umano non può vivere da solo.

Fattene una ragione, per quanto tu sia autonomo/a e indipendente – qualità fondamentali, l’autonomia e l’indipendenza, essenziali soprattutto se vuoi attrarre la persona giusta per te e realizzare con lei una relazione soddisfacente e duratura –, non puoi vivere senza gli altri.

Un esempio?

Le mutande che indossi, al cento per cento, non te le sei fabbricate tu, ma le hai comprate fatte in un negozio dove qualcuno le ha portate, prelevandole dal fabbricante che ha cucito del tessuto di cotone, cotone colto da un raccoglitore, filato da un filatore etc. etc. (per la storia della tessitura e della confezione dei prodotti ti lascio fare le tue ricerche personali su altre fonti, se no andiamo troppo fuori tema).

Quindi, nessuno di noi è completamente autonomo e indipendente e tutti noi (tutti-tutti) abbiamo bisogno degli altri per esistere, per vivere e per progredire nella nostra esistenza.

Per questo una delle idee migliori e degli obiettivi più intelligenti che possiamo avere nella vita è quello di andare d’accordo con gli altri (fare l’amore e non la guerra).

Fatto sta che le persone possono scegliere molti modi attraverso i quali avere la collaborazione degli altri e non sempre sono modi per i quali il rapporto è alla pari.

Cioè molti – la gran parte delle persone – vogliono portare gli altri a fare quello che vogliono loro e cercano di manipolarli.

Magari non te ne accorgi, ma molto spesso lo fai anche tu…

Vediamo un po’.

Sai chi, in genere, nella vita di una persona, è la figura in assoluto più “manipolatrice”?

Indovinato!

Lei e sempre lei: la Mamma!

E vorrei anche vedere: la Mamma ha a che fare con te fin da piccolino/a, quando era veramente difficile farti fare le cose giuste in un tempo giusto e senza combinare guai.

Per cui la mamma impara in fretta a fare la manipolatrice.

Vuoi un esempio classico di manipolazione?

“Giorgino se fai il bagnetto subito dopo che ci siamo alzati da tavola, poi vengo a leggerti la favola dell’Uomo Striato di Rosso, che ti piace molto.”

In cambio di una gratificazione, la mamma ti fa fare quello che vuole lei (e in questo caso che fa bene anche a te, perché a un Giorgino/a che ha tre anni e mezzo non si può certo permettere di fare il bagnetto alle 2.33 del mattino, come forse lui/lei vorrebbe…).

Non solo: la mamma ti fa anche credere che il vantaggio principale ce l’hai tu, in tutta questa storia.

Anche perché, per quanto il nostro/a Giorgino/a sia sveglio/a e intelligente è così piccolo da non avere un senso critico tanto sviluppato da capire che la mamma fa tutta ‘sta manfrina per farlo dormire e poter riposarsi anche lei a un certo punto della serata.

Chiaro il meccanismo?

E’ uno schema, tanto semplice che diventa automatico e che con gli anni può diventare di una pericolosità diabolica.

E questo perché nella nostra esistenza incontriamo manipolatori a ogni istante e a ogni angolo di strada: ci manipolano i genitori, i nonni, i fratelli, gli insegnanti, i compagni di scuola e di giochi.

Ci manipolano coloro che ci chiedono l’offerta per i bambini poveri o coloro che chiedono l’elemosina all’angolo della strada.

E poi c’è la manipolazione per “professione”, quella scientifica, quella da università e a cinque stelle: parte dal barista che ti vuol vendere il cornetto al cioccolato oltre al caffé che tu hai ordinato, passa per l’agente immobiliare vestito in tiro, lucidato e profumato, e arriva alla tv, al cinema, ai giornali e a internet.

Nella manipolazione “professionale” poi, c’è quella per “direttissima”, la pubblicità.

A me oggi e in questo articolo non interessa rafforzare in te l’idea che è necessario prendere le distanze da questa manipolazione ufficiale e riconosciuta: ti dico solo che è importante che tu lo faccia.

E’ importante che tu pensi con la tua testa, decida con il tuo cuore e scelga per la tua vita, non in base a quello che vogliono gli altri.

Tra l’altro, quando tu fai questo – costantemente, consistentemente e con coerenza -, diventi super-attraente e costruisci una relazione a prova di bomba.

Ok, procediamo, perché ho una cosa importante da dirti.

Restringiamo-restringiamo-restringiamo il campo e lasciamo fuori i miliardi (non esagero) di manipolazioni che ricevi ogni giorno da ogni parte e arriviamo a un aspetto che ci interessa in modo particolare: la vita di coppia e la seduzione.

Ancora un inciso: dopo la Mamma, è noto che la seconda più grande manipolatrice universale è la Moglie: ogni Marito lo sa bene.

E, se la coppia funziona, il gioco della manipolazione in realtà è uno scambio alla pari –  cioè anche il Marito manipola la moglie –, è un piacere reciproco da cui si originano amore, favori e anche concessioni.

Giusto per essere precisa.

Andiamo avanti.

Il punto è che io oggi ti voglio parlare del peggior genere di manipolazione che tu puoi subire e di come può accadere che tu lo subisca da qualcuno che ti piace e che stai corteggiando (che tu sia uomo o che tu sia donna) o da qualcuno con cui sei in una relazione.

Il meccanismo perverso della manipolazione

Partiamo dal fondo con una domanda semplice semplice.

Che tu sia in una relazione o che tu sia single e magari hai appena iniziato a frequentare qualcuno, come ti senti riguardo a lui/lei?

Sei sereno/a al cento per cento?

Ti senti alla grande?

Sei davvero convinto/a di te e di lui? Davvero-davvero?

Rispondi prima di leggere.

Ok, conto che tu abbia risposto e con la massima sincerità dando retta anche alla più piccola delle emozioni che hai e che provi.

Ebbene ti dico: se tu, pensando a questa persona – partner o partner potenziale che sia – provi anche una minima sensazione di insicurezza e di disagio e questa insicurezza e questo disagio aumentano proprio mentre sei con lui/lei o subito dopo un vostro incontro, è probabile che ci sia della manipolazione.

Mi spiego meglio: se dall’esterno il vostro rapporto non ha nulla di “sospetto” (tipo litigate manifeste, o maleducazioni esagerate) eppure tu non sei così tanto tranquilla/o e rilassato/a, è molto probabile che ci sia una delle forme più pericolose di manipolazione.

Ed è la manipolazione che agisce sulla tua autostima, diminuendola.

Vuoi qualche esempio? Il tuo partner, magari “scherzando” o con un sorriso sulle labbra critica costantemente qualcosa di te. Ad esempio la tua auto, la tua pettinatura, le tue camicie, il tuo modo di camminare.

Preciso: se ti presenti con un’auto con 3 dita di fango sulla carrozzeria, giornali vecchi sui sedili e rifiuti vari nell’abitacolo e cicche di sigaretta nel posacenere e il tuo partner protesta, vuol dire che lui/lei è sano/a di mente e di cuore e tu dovresti prenderti un’ora di tempo per occuparti della tua macchina.

Se invece la tua è un’auto normalissima e il tuo/tua partner ironizza disprezzandola – e insieme a questo ha tutta una serie di atteggiamenti analoghi – ebbene, il suo scopo è quello di manipolarti, diminuendo la sicurezza che tu hai in te stesso/a.

E sai perché?

Perché chi perde stima in se stesso/a è ancora più manipolabile.

E qual è lo scopo del manipolatore in questo caso?

Lo scopo del manipolatore è quello di sentirsi forte, quindi di superare le proprie insicurezze (che non è il caso della Mamma che convince Giorgino a fare il bagnetto per farlo dormire e per dormire anche lei, magari).

Il manipolatore si sente forte in relazione a una persona che percepisce più debole. E per indebolire una persona, la si colpisce nell’autostima.

La soluzione a questo punto è molto semplice.

Sai qual è?

Fregarsene bellamente di quello che l’altro dice e fa relativamente a te per diminuire la tua autostima. Cioè non far conto del giudizio degli altri.

E’ che a questo punto sorge un problema: se tu sei interessato/a a una persona, se la stimi e se la ami in realtà il suo giudizio ha una grande importanza per te.

Quindi a quel punto è possibile che tu ti faccia manipolare…

Ora però sei avvertito/a e conosci lo schema: se in qualche modo cerchi l’approvazione di qualcuno, senti di non avercela appieno e sospetti che il disagio che provi è per il fatto che questo rapporto sta minando la tua autostima, puoi essere a rischio di manipolazione.

Bene: fai il punto. E prenditi cura della tua autostima.

Osserva il comportamento dell’altro verso di te e inizia a proteggerti. Fregandotene.

E, anche, lasciando (perdere) la persona in questione.

Non c’è niente che vale più di te e della tua vita, nemmeno un legame perverso.

Ho concluso, per oggi.

No, un momento, ti voglio specificare che nelle righe sopra in cui ti ho detto che anch’io usavo la manipolazione l’ho fatto cercando di farti sentire in colpa. Molti partner lo fanno. Tu facci attenzione, ora che lo sai.

Per favore, quando hai finito di leggere, ricordati di condividere questo articolo sui social (Facebook, Twitter, etc.) attraverso i pulsanti che trovi qui sotto. In questo modo permetti che si allarghi la comunità delle lettrici (e dei lettori) e più si allarga la comunità delle lettrici e dei lettori di questo blog, più semplice è per me dare informazioni di interesse sui temi legati ad attrarre la persona giusta per te.

Grazie!

So che questo è un articolo tosto. Dimmi che cosa ne pensi nei commenti qui sotto. E fammi le domande che desideri.

Cordialmente

Ilaria

P.S. Prenditi cura della tua autostima. Fai il percorso “I 7 Pilastri dell’Attrazione”.

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286 Commenti

  1. Avatar di Carlotta

    Carlotta 3 mesi fa (24 settembre 2018 22:35)

    Ciao Ilaria, ho vissuto un’esperienza un po’ particolare. Una parente mi ha portato in un centro di meditazione, dove una specie di santone insegnate di yoga (che non mi convinceva per niente) con una serie di tecniche vocali (ipnotiche) mi ha totalmente mandato in pappa il cervello. Le sensazioni che ho provato non sono state per niente positive. Sai per caso se queste tecniche possono essere pericolose o comunque utilizzate con fini negativi?
    Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (24 settembre 2018 22:55)

      E certo che sì. Le famose "sette". Fatti da sola qualche ricerca sul web - senza drammatizzare - riguardo al "suicidio di massa", ovviamente un fenomeno super eclatante in cui il concetto di manipolazione mentale collettiva ha portato a esiti estremi. Lo stesso Osho, personaggio con molte ombre e qualche luce, è stato un epico manipolatore, pluriricercato. Di solito le esperienze come quella che descrivi appartengono a due categorie. L'insegnante in questione è in buona fede e - molto raramente - divulga in modo corretto metodologie e modi di considerare la realtà provenienti dalla tradizione orientale (Induismo, Buddhismo, etc) che sempre includono meditazione, meditazione in movimento (lo yoga), tecniche corporee etc; oppure l'insegnante è un invasato che si rivolge a invasati per darsi importanza e raggranellare qualche soldo oltre che per tentare di curare proprie disfunzionalità. E perché no, di portarsi a letto qualche adepta o adepto e magari sperimentare in modo ovviamente illuminato spiritualmente nuove vie alla sessualità... Questo signore che hai incontrato tu probabilmente ha usato delle frasi ripetute e con sonorità particolari che hanno avuto un effetto ipnotico su di te, di certo rafforzato dalla stanchezza per la giornata, dall'essere in gruppo e in una situazione comunque emotivamente coinvolgente. Nello spettro ampissimo di chi divulga e pratica - in modo più o meno ortodosso, più o meno commerciale, più o meno creativo e più o meno manipolatorio - queste discipline si va dal vero illuminato al criminale pluriricercato e pluricondannato. Sia chiaro: meditazione, yoga e tutta una serie molto vasta di discipline orientali non solo hanno un valore fondamentale sia dal punto di vista del sapere e della cultura, ma anche del benessere psicologico e psicofisico. Attenzione alla massa di cialtroni. Inoltre la meditazione non è dominio esclusivo della filosofia e della cultura orientale. Anche il cristianesimo e il cattolicesimo hanno sempre dato particolare rilevanza alla preghiera, all'uso della voce, al "ritiro spirituale", al silenzio e a tutta una serie di pratiche alimentari e di cura del corpo e della mente. Così pure la filosofia occidentale. (Sto facendo "brevi cenni sull'universo"). Poi, se interessa approfondire sul serio questi temi, molte sono le letture dalle quali partire, dal celebre "Siddharta" e dall'altrettanto celebre "Lo Zen e il tiro con l'arco" per arrivare alle opere di Erich Fromm, di Thich Nhat Hahn, del Dalai Lama e anche di Daniel Goleman (elenco per nulla esaustivo).
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (24 settembre 2018 23:06)

      P.S. anche la televisione alla sera, schiantata sul divano dopo una giornata di fatica e lavoro, ti "manda in pappa il cervello" come dici tu. Ma andare in stato "alfa", cioè entrare in uno stato di rilassamento mentale, è positivo, è naturale ed è previsto dal nostro sistema neurologico. Entri in stato alfa anche sul tram, di fronte alla prof di matematica (a me succedeva), di fronte a un panorama mozzafiato e in tante altre situazioni. Solo che quando si entra in stato alfa si è molto più manipolabili... Leggiti qualcosa sul funzionamento delle onde cerebrali, sono nozioni importanti da conoscere. E, a prescindere da questo, chiunque pretenda di insegnarti qualcosa, tanto più se da una posizione di illuminazione, va tenuto a distanza. Il Buddha consiglia: "Se incontri il Buddha per strada, uccidilo!"
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 3 mesi fa (24 settembre 2018 23:31)

      Ciao Ilaria, grazie mille per la risposta (che rileggerò attentamente domani quando spero di essere tornata totalmente in me). So bene che entrare in uno stato di rilassamento mentale è benefico. Praticare yoga e meditare mi ha sempre dato giovamento e effetti positivi....La sensazione provata stasera invece è stata orribile, questo tizio mi ha totalmente stordito con parole martellanti e suoni e mandato in trance.
      Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (25 settembre 2018 0:01)

      Non andarci più, non pensarci più.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 3 mesi fa (25 settembre 2018 7:20)

      Grazie! Mai più...
      Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 mesi fa (25 settembre 2018 8:30)

      Ciao Carlotta, proprio in questo periodo ho pensato di frequentare un corso di meditazione. Hai già avuto qualche esperienza positiva? Non sono del tutto convinta...
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 3 mesi fa (25 settembre 2018 11:40)

      Ciao Emilia, sì ho avuto esperienze positive, mi piace molto praticare yoga e anche fare esercizi di meditazione, specialmente quando sono in mezzo alla natura. Dopo l’esperienza di ieri, ti suggerisco però di scegliere bene...:-)
      Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 mesi fa (25 settembre 2018 12:37)

      Mi hanno detto che questo corso è gratuito... Perlomeno, se non dovesse piacermi, non avrò speso dei soldi inutilmente! :D Grazie e buona giornata :)
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

  2. Avatar di Dani

    Dani 2 mesi fa (13 ottobre 2018 9:46)

    Ciao, come faccio a non farmi manipolare da mia mamma? Lo fa da una vita, crede che sia ancora una bambina, mi ha trasmesso ansie varie, mi sento agganciata anche se non Vivo più con lei da tanti anni... I suoi consigli sono : devi fare questo, devi andare dalla ginecologa, devi andare a parlare con qualcuno se hai delle ansie perché trascinate, hai visto me... Se le racconto che vivo una situazione di stress forte al lavoro per molte ore, sono io che mi lamento che devo essere felice ad avere un "buon" lavoro che gli ambienti alla fine sono tutti uguali... Si, intanto lei non ha mai vissuto un ambiente di lavoro per tanti anni, tutti i giorni visto che lavorava a casa, ok i figli che io no ho (altro motivo di rottura sua)... Anche ieri sera ci ho litigato al telefono... Come è possibile sganciarsi? Grazie
    Rispondi a Dani Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 mesi fa (13 ottobre 2018 12:42)

      All'atto pratico, detox: non raccontarle più le tue cose per un po' di tempo, non le parlare delle tue ansie, trovati un'altra confidente nel caso, e stalla a sentire per buona educazione (se non le racconti gli affari tuoi su che potrà mettere bocca)? A domanda "come va?" Rispondi "bene", oppure "voglio stare spensierata, ma raccontami di te, piuttosto". Poi vedi come va. Difficile dire: taglia i ponti, quando si tratta della mamma, però a un certo punto bisogna mettere i confini.
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Dani

      Dani 2 mesi fa (13 ottobre 2018 14:04)

      Grazie Anna per i consigli :)
      Rispondi a Dani Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 2 mesi fa (13 ottobre 2018 17:59)

      Sei fortunata che vivi fuori casa, purtroppo quando sei ancora a casa con lei, te la devi subire in tutte le sue salse. Vivo la tua stessa situazione da quando sono bambina e, ultimamente, quando evito di raccontarle cose mie, fa la vittima perché non mi confido con lei come fanno tutte le figlie con le loro madri, mi fa sentire in colpa e deve sempre mettere il naso nelle mie cose.
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Dani

      Dani 2 mesi fa (14 ottobre 2018 21:30)

      Ci ho vissuto anche troppi anni della mia vita.. Ho sbagliato a confidarmi troppo, col tempo ho capito che è sempre stata invadente, una cosa da cui ho avuto la conferma, tutt'ora se sono da lei, rovista nella mia borsa, in più se arrivava un pacco o busta per me, se arriva tutt'ora (raro), lo apriva!!!
      Rispondi a Dani Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (14 ottobre 2018 21:43)

      E' reato aprire la corrispondenza. Dillo a mamma. Reato grave peraltro.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Dani

      Dani 2 mesi fa (14 ottobre 2018 22:04)

      Lei è irrecuperabile, secondo lei non sarebbe reato perché sono sua figlia quindi crede di essere nel giusto...
      Rispondi a Dani Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (14 ottobre 2018 22:13)

      Che lei sia irrecuperabile, posso anche crederlo. Che per lei non sia reato, posso anche crederlo. Che sia reato, anche se lei è tua madre e tu sei sua figlia, è un dato.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Athena

      Athena 2 mesi fa (15 ottobre 2018 13:38)

      Quando ho raccontato la mia storia con un uomo vent’anni più grande di me, divorziato e con due figlie adolescenti, mi dicesti che è reato quando tuo zio o tua madre a 28 anni ti chiude in casa per non farti uscire oppure ti mette le mani addosso. Quando ho detto questa cosa, mi sono sentita dire che lui mi aveva fatto il lavaggio del cervello e che loro agiscono per il mio bene e se vado a denunciarli ho tutto il paese e la mia famiglia contro. Mi sono sentita dire le peggiori cattiverie e anche accusata che prima parlavo con lei ed ora non più.
      Rispondi a Athena Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 mesi fa (15 ottobre 2018 22:55)

      Anche se vai a denunciare il mafioso del paese hai tutti i contro, e magari finisci pure male. Ma non è che non sia reato per questo. E' un reato o no, il sequestro di persona?
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (15 ottobre 2018 23:34)

      Sì, vorrei precisare che i reati non sono reati perché lo dico io o lo dici tu, Anna, o lo dicono la zia o lo zio o l'autista del bus. I reati sono reati perché lo stabilisce la legge.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 mesi fa (16 ottobre 2018 8:44)

      Infatti. Non pare sia chiaro a tutti. Sempre nella mia esperienza, coi manipolatori ci si ritrova a discutere sui fondamentali. Dalla buona educazione ai reati, è tutto un sì però :( A ripensarci a posteriori pare impossibile, assurdo, aver discusso di queste cose. E infatti poi lessi che non bisogna discutere o negoziare, non bisogna “parlarne”. Le regole e le leggi sono quelle, e se hai davanti qualcuno che non le rispetta sei vittima di un abuso grande o piccolo, e non c’è niente di cui discutere. Non ti daranno ragione, non chiederanno scusa, non ci sarà una soluzione negoziata, sarà sempre “si però io sono io”. Non c’è nessuna possibilità di avere una vita normale, in questa situazione. E più discuti, più arretri, e più perdi autostima, e più sei dipendente dal loro giudizio sulla realtà. Manipolano con le parole, quindi parlare non è mai la soluzione. Ci ho messo anni a uscire dalla nebbia e dalla confusione mentale. Non è un modo di dire, ero letteralmente sempre confusa, e quindi cercavo conferme: è vero che hai detto così? Non eravamo rimasti d’accordo che..? Seeee ... neanche una frittata per cena, riesci a organizzare in questo modo. E quindi il detto o non detto era: sei una incapace. Purtroppo si arriva a non capire più se è giorno o se è notte, e a quel punto, loro hanno buon gioco a farti pensare: se non ci fossi io, come faresti? La matta ovviamente sei tu, perché a quel punto hai avuto i tuoi bravi danni, e agli occhi del mondo appari effettivamente come una povera pazza, peggio ancora se racconti i fatti che ti mandano nel panico, e che a volte sono minimi, presi singolarmente. Scusate lo sfogo, era per dire: a) non parlate con queste persone; b) non cercate conferme del fatto che il sequestro di persona sia un reato, o che al mattino si debba dire buongiorno, o che la posta degli altri non si legge, o che il cellulare è personale, o che agli appuntamenti si arriva in orario, o che uno schiaffo è una violenza. Non avete bisogno della conferma degli altri, è così, e vale per tutti, mamme nonne zii figli e fidanzati. Lo sapete voi, e lo sa anche chi non le rispetta, quindi ad imporvi non fate torto a nessuno, anzi.
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Ally

      Ally 2 mesi fa (16 ottobre 2018 18:54)

      Un commento veramente magistrale. Grazie Anna... ne seguono importanti riflessioni. Ho commesso l errore di dimostrare agli altri e a me stessa tolleranza quando in realtà era un giorno dopo giorno perdere un pezzo di autonomia, di interessi personali, di opinioni e di valori. Per aver paura di imporsi e di perdere chi hai accanto alla fine ho perso me stessa. Grazie per il commento Anna, di cuore.
      Rispondi a Ally Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 2 mesi fa (17 ottobre 2018 4:13)

      La mia mi ha fatto arrivare all’esaurimento nervoso. Ho cercato per anni di collaborare con lei. Ho cercato di essere sincera ma a lei non è mai stato bene nulla. Se frequentavo un ragazzo, che poi non si rivelava adatto a me, me lo ha sempre rinfacciato ma il punto è che trovava ogni difetto in esso: la famiglia non buona, lui non laureato, straniero ecc, È sempre stata molto bugiarda, falsa e manipolatoria accusando poi me di essere falsa se le mentivo. Compatita da cani e porci perché poverina, vessata dai famigliari di mio padre e sola da anni per via della sua morte. Frequentava una psicologa ma non è andata più perché lo trovava inutile, sfogarsi e sfogarsi senza poi concludere nulla. Io non sono padrona di frequentare chi mi pare perché sotto casa sua, volevo andarmene via di casa ma per lei fare anche solo la donna delle pulizie, nonostante abbia una laurea è una vergogna. Nessuno della mia famiglia mi capisce e trova il pretesto per la difendere.
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 mesi fa (14 ottobre 2018 23:12)

      Per mia esperienza ho imparato che queste famiglie abituano a non avere dei confini, ed è questo che ci mette a rischio di abusi e trascuratezza.
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 mesi fa (15 ottobre 2018 8:49)

      AnnaV, sono pienamente d'accordo!
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

  3. Avatar di Bea

    Bea 2 mesi fa (24 ottobre 2018 10:32)

    Perché perché perché ... senza le risposte. Ormai nessuno non non mi ha fatto mai cosí male ...
    Rispondi a Bea Commenta l’articolo

  4. Avatar di Silvia

    Silvia 2 mesi fa (24 ottobre 2018 19:48)

    Buonasera a tutti/e, scrivo perché la decisione di una mia carissima amica mi fa riflettere. Per come la interpreto io, è vittima di un pensiero insano che si auto-impone. In breve, quest'amica ha conosciuto un ragazzo quando era in viaggio a Cuba e ora sono in procinto di sposarsi. Il motivo principale per il quale si sposano è quello di dare a lui la possibilità di venire in Europa. Dal momento in cui si sono conosciuti, sono passati quasi due anni, intramezzati da viaggi di lei a Cuba per vederlo, chiamate, molte spese sostenute dalla mia amica nel tentativo di far ottenere il visto a lui, etc etc. Leggendola così, in modo 'pulito' direi, invece che un grande amore (come lei sostiene) mi sembra una situazione molto complessa. Lei ha sempre avuto necessità di una presenza maschile confortante, anche a detta sua, nonostante sia una persona molto in gamba ed intelligente. Ora, io le ho manifestato chiaramente che l'idea di sposarsi su queste basi proprio non mi convince. Del resto, la decisione è sua, ma c'è altro che posso fare secondo voi? Diciamo sempre che è importante lasciare andare e non fare la controllano, quindi me ne sto tranquilla. Ma è una mia cara amica!
    Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (24 ottobre 2018 20:41)

      I presupposti sono i peggiori. Falle presente che con tutta probabilità è vittima di una seria manipolazione. Dopodiché dovrai assistere a un storia che temo sarà triste. Anche se ovviamente mi auguro che tutto vada per il meglio.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  5. Avatar di Silvia

    Silvia 2 mesi fa (24 ottobre 2018 21:13)

    Mi aspetto anch'io un'evoluzione della sua storia molto difficile. Tanto più considerando tutte le questioni relative all'adattamento che comunque deve attraversare una persona che si sposta da Cuba all'Europa, con pochi mezzi. Spero di sbagliarmi, ma le starò vicina ripetendole che non è bene per lei intraprendere questa strada. Grazie per il suggerimento, Ilaria.
    Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

  6. Avatar di Silvia

    Silvia 2 mesi fa (26 ottobre 2018 8:11)

    Vero, me ne faccio un problema perché, alle volte, subisco le manipolazioni o comunque mi sento colpita. Come a volte ho subito i silenzi, e altre cose del genere. Ma rafforzarsi è parte del percorso di crescita, e ci sto lavorando! Un abbraccio
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  7. Avatar di Martina

    Martina 2 mesi fa (26 ottobre 2018 14:53)

    Grazie mille. Cmq io mi riferivo proprio a quello che tu hai definito manipolatorio al 100 per cento.. volevo appunto una conferma..
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  8. Avatar di Silvia

    Silvia 2 mesi fa (24 ottobre 2018 22:28)

    Proprio stasera la mia coinquilina (che io, per molto tempo, ho considerato anche un'amica) ed io stavamo facendo visitare l'appartamento in cui viviamo, perché nei prossimi giorni prenderò il largo. Ora, ogni ragazza che è venuta a visitare ci ha detto la stessa cosa: ossia che ha il ragazzo e che questo verrà di tanto in tanto all'appartamento. Cosa, naturalmente, normale, a cui la mia coinquilina ha acconsentito senza battere ciglio. Quando però in passato ho avuto io, il ragazzo (tra l'altro a distanza), ne è nata una questione che sembrava fosse dei massimi sistemi. 'E io non ero presente, ed ero spesso al telefono, e che ero cambiata, e che questo e che quello'. Ovviamente una situazione al di là del normale e con ampie scenate di gelosia velata, a cui io mettevo paletti a momenti alterni. In modo meno prepotente che in altri episodi raccontati sul questo blog, ma anche questa è una forma di manipolazione, mi sono resa conto. In più, con alcune persone si comporta(va) così, con altre no. Una riflessione a voce alta che terrò sempre più presente.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (25 ottobre 2018 11:39)

      Ciao Silvia, probabilmente con le nuove potenziali coinquiline la tua coinquilina non ha ancora un coinvolgimento emotivo, deve trovarsi qualcuna con cui dividere le spese per cui si comporta in modo accomodante e magari in futuro metterà in atto altre modalità manipolatorie. Detto questo: ma chi se ne frega? Chi se ne frega del fatto che lei sia o sia stata manipolatoria? La stragrande maggioranza delle persone mette in atto comportamenti controllanti e manipolatori in ogni ambito nei quali si muove. E' pieno. La cosa più utile da fare è saperlo, osservarlo con leggerezza, tenerne conto e fregarsene. Esattamente come ogni anno sappiamo che d'autunno le foglie ingialliscono e cadono dagli alberi. Lo sappiamo e accettiamo la cosa come normale, senza farcene un problema. Se ti fai un problema di chi ti vuole controllare, sei già in suo controllo.
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 mesi fa (25 ottobre 2018 11:52)

      Grande Ilaria!!!
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    • Avatar di Martina

      Martina 2 mesi fa (26 ottobre 2018 12:15)

      ciao Ilaria, mi chiedo se anche il silenzio o sparire e non farsi più vivi può rientrare nel comportamento manipolatorio. Mi riferisco soprattutto al contesto delle cerchie di amici e delle parentele, tipo cugini ecc..
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (26 ottobre 2018 12:43)

      Allora, sono domande alle quali per rispondere sensatamente nello specifico sarebbe necessario avere più dettagli. Il silenzio e la sparizione sono messaggi. Ci può essere il silenzio che indica una "fine" e che non vuole creare ostilità. Per esempio è quello che suggerisco di adottare anch'io e che adottano in molti, come strategia utile. Ti faccio un esempio di un episodio che capitò a me, anche se non si tratta di silenzio. Ero molto giovane e inesperta del mondo del lavoro e iniziai a lavorare in un'azienda piuttosto importante. Eravamo in uffici open space e i miei colleghi di ufficio e io condividevamo lo spazio tra l'altro con una responsabile (per altro stimatissima e amata) e la sua segretaria. Ambiente informale, ci si dava del tu. Periodo molto stressante con sovraccarico di lavoro. La segretaria (iperlavoratrice e essenziale all'andamento dell'ufficio, super responsabile) è chiaramente ai limiti dello stress. Inizia un battibecco tra lei e la sua responsabile per un errore significativo. Tutti consapevoli della pressione eccessiva. Gli animi sono accesi. A un certo punto, a seguito di un continuo botta-risposta la segretaria da una stanza all'altra ma a voce alta e ben chiaro dice: "Tu sei scema!". Io che ero già di mio impressionata di quello che stava succedendo non so cosa aspettarmi e sono di fronte alla responsabile che riceve l'offesa. Ha sentito benissimo (l'ho visto dalla sua espressione) e fa finta di non sentire. Il litigio si è concluso così e la situazione, in capo a qualche ora di "sbollimento" è rientrata. Questo è un ottimo modo di usare il silenzio. Come un ottimo modo di usare il silenzio è quello di non rispondere a quelli che non ci stanno trattando bene e con i quali non vogliamo avere più a che fare, che ci "perseguitano" con corteggiamenti e richieste alle quali abbiamo già chiarito non intendiamo rispondere o che vogliono portarci in un "luogo" (una discussione, un litigio, uno scambio) nel quale non siamo intenzionati ad andare e non sono legittimati a portarci. Scappare con la cassa è immorale ed è un crimine. Non rispondere al venditore insistente al quale non si deve niente è comunicare "basta". Lo stesso dicasi per quelli che commentano sul web. Ci sono persone insistenti con le quali non è il caso di dare seguito a nulla e in nessun modo. Poi ci sono i silenzi e le sparizioni passivo-aggressive, i cosiddetti "musi": per costringerti a qualcosa vieni ricattato con silenzi e sparizioni e riapparizioni. Questa è manipolazione al 100%. Negli ambienti famigliari può accadere, in modo più o meno subdolo, più o meno esplicito. C'è addirittura una tradizione tipica del nostro paese delle "rotture" famigliari e di rami di famiglie che non si parlano più. Anche di famiglie esposte o di ceto sociale elevato o molto elevato (mi si passi il termine "ceto sociale"). Se da noi è piuttosto tipico in altre paesi non è insolito. Ci è anche capitato di vedere di cantanti e attori e loro figli e figlie o fratelli e sorelle che hanno dichiarato di non parlarsi da anni. Poi, certo, non dimentichiamo che il silenzio e la sparizione possono essere anche atti di codardia. Il che succede milioni di volte nelle relazioni uomo-donna, dove di solito a sparire sono gli uomini, quelli che temono di più un confronto di tipo emotivo. Nell'episodio in ufficio che ho raccontato il confine poteva essere sottile. L'atteggiamento della persona insultata, quella con più potere peraltro, in realtà non è stato codardo ma pacificatore. Conto di aver risposto.
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    • Avatar di Francesca

      Francesca 2 mesi fa (26 ottobre 2018 12:54)

      Confermo! Con il silenzio ho ottenuto ottimi risultati!
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    • Avatar di London

      London 2 mesi fa (26 ottobre 2018 16:14)

      L'atteggiamento della responsabile non è da tutti. Ammetto che io, se ricevessi un "tu sei scema" non riuscirei a stare zitta. Poi forse dipende anche da chi te lo dice, anche se non è mai bello, e dal contesto. Invece conosco benissimo quella manipolazione al 100%, con musi e silenzi, in modo da farti fare quello che vuole l'altra persona, più pesante quando è la mamma che lo mette in atto sin dall'infanzia verso figli che ancora non si possono difendere e apprendono questo approccio disfunzionale...lo si capisce purtroppo solo da grandi e lascia strascichi....
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (26 ottobre 2018 16:58)

      Non ho mica detto che è da tutti. Devo dire che quella persona - quelle due - hanno un posto speciale nella mia mente e nel mio cuore. Non sarà da tutti ma è stato utilissimo e memorabile.
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    • Avatar di London

      London 2 mesi fa (26 ottobre 2018 17:19)

      Quindi è un atteggiamento da promuovere, secondo te, per evitare di peggiorare alcune discussioni e situazioni e da mettere in atto con persone che stimiamo, non certo col collega cretino che ti da della scema o che vuole mettere zizzania, cioè, in questo caso è utile rispondere per le rime?
      Rispondi a London Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (26 ottobre 2018 19:56)

      Allora, il collega cretino che ti dà della scema apertamente andrebbe denunciato. E certo, va messo al suo posto, esplicitamente diffidato, con molta fermezza e senza perdere le staffe, perché, attenzione, questa gente si comporta così per farti perdere le staffe, di modo che poi è colpa tua, capito? Oppure, attenzione, se vuole mettere zizzania e ci si sente in controllo, si può lasciarlo fare, di modo che i nodi poi vengano al pettine. L'episodio che ho raccontato io va circoscritto in un contesto in cui la persona era sotto forte stress (l'anello ultimo e sostanzialmente incolpevole di una catena di stress), la responsabile anche, certo, ma si è comportata in modo "responsabile" e da leader, come direbbero certi. Perché in molte situazioni è molto più utile per tutti lasciar correre. Sì, quindi, in casi come quelli è totalmente da promuovere. Faccio presente che in azienda insultare o venire alle mani sono atteggiamenti che possono comportare il licenziamento in tronco. Sto quindi dicendo che ogni nostra azione o reazione comporta delle conseguenze. Se lei avesse considerato quell'insulto, avrebbe dovuto dar seguito a una serie lunga di discussioni (ti immagini, in quella situazione, con quale esito? Aiuto!) o a dei provvedimenti. La persona non meritava assolutamente di essere stigmatizzata per quell'insulto (te lo dico anche ma non solo perché conosco bene la situazione e come si è evoluta). E' una assunzione di coraggio e di responsabilità quella di mettere il piede sul freno e fermare la macchina. Ti faccio presente che nel mondo scorre sangue a fiumi perché le persone non si fermano quando potrebbero. Quando hanno il coltello dalla parte del manico. Per questo, tornando a un tema che ci riguarda più da vicino, è manipolatore crudele colui che riconosce una situazione di fragilità (esempio qualcuno coinvolto sentimentalmente o che esce da questioni sentimentali difficili) e, invece di rimanere neutro, se ne approfitta, magari buttando benzina sul fuoco, per trarre vantaggi per sé. Abituiamoci a guardare quello che accade da varie angolazioni e con diverse sfumature (è uno sforzo che faccio anch'io): questo per aggiustare il tiro ed essere padrone di situazioni in cui apparentemente non lo siamo.
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    • Avatar di Irene

      Irene 2 mesi fa (27 ottobre 2018 18:26)

      Concordo con te London:la manipolazione di una madre verso i figli ha un forte impatto.Io mi sono liberata da questo peso grazie ad una brava psicoterapeuta a cui ho deciso di rivolgermi dopo la fine di una convivenza,indovina un po’,con un uomo manipolatore e misogino.E’ un esercizio continuo perché lei non cambierà mai.Il lato positivo è che si impara a tutelarsi dopo che hai visto fino a che punto può arrivare un genitore sia che si tratti di mutismo ricattatore sia che si tratti di commenti svalutanti.Io non vivo con mia madre da anni ,eppure ,ogni volta che capita un momento così sento che devo tirare un gran respiro e pensare alla mia vita di donna adulta con le mie responsabilità circa il mio benessere,la mia vita di coppia è il mio lavoro.
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    • Avatar di London

      London 1 mese fa (9 novembre 2018 11:14)

      Grande Irene, è quindi possibile liberarsi da questo peso??? :) come, fregandosene?
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  9. Avatar di Irene

    Irene 1 mese fa (8 novembre 2018 17:21)

    @ilaria e tutte voi...ma secondo voi è manipolazione quando durante una discussione il partner se ne esce con un:”allora se siamo su posizioni così differenti è il caso di valutare se continuare a vederci o no”..secondo me si.Anche un uomo spesso indeciso e lamentoso sostanzialmente manipola,non credere?
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (8 novembre 2018 19:42)

      Certo che gli indecisi e lamentosi manipolano. Ma da uno che ti dice quella frase bisogna scappare :)
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    • Avatar di YleZ

      YleZ 1 mese fa (10 novembre 2018 14:03)

      A proposito di indecisi, avrei bisogno di un parere oggettivo riguardo a quello che mi è da poco successo. Mesi fa ho conosciuto un ragazzo, l’alchimia e il feeling sono subito stati due aspetti lampanti agli occhi di molti. Il problema è che questa persona è fidanzata da 8 anni. Dopo un iniziale corteggiamento fatto di chiacchierate quando ci si trovava in qualche locale mi ha chiesto di vederci. Purtroppo ho accettato sapendo di far la cosa sbagliata ma era più forte di me, mi dicevo che sarebbe stata un’uscita tranquilla. L’uscita è andata ben oltre le aspettative, mi racconta molto di lui e anche del fatto che le cose con lei non andassero poi così tanto bene. Mi dice che l’ho colpito (cosa che non gli succedeva da anni) e la serata si chiude con baci carichi di trasporto. Mi racconta anche che già in passato aveva tradito la sua ragazza dopo 1 anno di relazione, ma che è stata solo una cosa fisica. Da quel momento in poi passano circa 3 mesi e noi ci sentiamo ogni giorno (tranne il weekend perché era con lei) e ci vediamo 1 volta a settimana. Mi accorgo che mi sto prendendo seriamente, lui non fa nulla per non farmi prendere anzi.. mi dice cose importanti, stava con me fino alla 5 della mattina anche se dopo 2 ore iniziava a lavorare. Non siamo mai andati oltre ai baci perché io non accettavo l’idea di spingermi così in la sapendo che questa persona non era mia del tutto. Lui ha rispettato questa cosa e anzi mi ha detto che sono anche troppo brava.Mi dice che sono l’altra metà della mela, che pensa a me in continuazione. Comincio comunque ad essere insofferente al fatto di doverlo dividere e inizio a fargli domande per capire a cosa porterà questa frequentazione. Lui temporeggia dicendo che non è il momento per adesso di mollarla, che insieme a lei ci sta solo per rispetto e affetto, che non prova più le cose che provava prima. Una sera, preso forse dall’ansia, mi dice che è meglio non vedersi più perché si “sentiva in dovere di andare verso di lei” visto che lei stava cercando di recuperare il rapporto. Accetto mio malgrado, passano 4 giorni e si rifà vivo dicendo che gli manco, che non mangia e che gli ho stravolto la vita. Ci promettiamo di non vederci più ma così non è stato; ci rivediamo e le cose riprendono il corso di prima. Arriviamo al martedì di due settimane fa: ci vediamo, solito discorso in cui mi dice che non saprebbe nemmeno da dove iniziare il discorso con lei per mollarla, perché comunque nutre ancora affetto per lei anche se con me sta bene e c’e una complicità assurda, e che non è mai successo in 8 anni di relazione che prendesse la macchina e facesse così tanti km per una persona solo per vederla qualche ora (lavora molto in giro per l’Italia) Mi dice che tante volte avrebbe il bisogno di staccare da tutto e tutti per capire cosa vuole davvero, visto che a volte starebbe nella situazione di sempre e altre dov’è cambierebbe tutto. Il venerdì della stessa settimana passa la serata con un amico di entrambi che sa della nostra tresca e con cui io mi ero confidata, visto che tifava per noi. Questa persona però potrebbe aver insinuato in lui l’idea di mollarsi e star da solo perché fatalità dopo quel venerdì lui smette di rispondermi e compare solamente il mercoledì di halloween dove mi dice che non è scomparso ma che ha avuto casini col lavoro e non solo, e che appena può ci vediamo. Verso sera mi dice che deve andare (penso subito al fatto che vada dalla fidanzata) e non lo sento fino al lunedì della settimana dopo. Si ripresenta e mi dice che deve parlarmi visto che son successe tante cose in quei giorni. Ci vediamo e mi dice in sostanza che ha avuto il coraggio di dire alla sua ragazza che non prova più quello che provava prima, lei dapprima gli lancia una sberla per poi piangere e chiedere di riprovarci pensando sia solo un periodo. Lui le dice che per lui non è solo un periodo ma accetta la richiesta di provarci ancora ma senza garanzie. In tutto ciò mi dice che è meglio se non ci vediamo ne sentiamo più, perché non riesce più a sopportare questa situazione e vedersi solo in macchina senza avere la possibilità di cenare fuori e altro. Insomma, io gli ho aperto gli occhi sul fatto che forse non prova più gli stessi sentimenti per lei perché li ha provati per me ma lo stesso mi molla. Credevo che volesse stare con me, ma mi ha detto che se venisse da me non sa con che testa inizierebbe una nuova storia dopo averne vissuta una di 8 anni. Che probabilmente non durerà questo periodo di prova perché vuole stare da solo e capire cosa vuole, ma l’ha accontentata perché l’ha vista star male. Alla domanda di lei “hai un’altra?” lui ha ovviamente negato, cosa che mi ha fatto male. Non si è preso le sue responsabilità e per l’ennesima volta torna da lei avendola tradita con parole e fatti. Non mi capacito di come in questi 3 mesi avessi visto in lui una persona presa e così dedita a me e poi mollare me che gli ho fatto provare qualcosa, rimandando con una ragazza che non ama e per cui prova solo affetto. Mi sento usata, come se non avessi contato nulla anche se fino a poco fa non sembrava così; temo abbia ascoltato il consiglio del suo amico (che pensavo tenesse a un possibile nostro futuro insieme) perché ha fatto l’esempio di lui che ha mollato la ragazza dopo 10 anni perché non provava più nulla e che ora è single e sta bene cosi. L’ho visto piangere due volte ed entrambe le volte era mentre mi stava lasciando, in particolare l’ultima volta dove mi dice che piangeva perché non sa come sarebbe stato se avesse scelto me.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (10 novembre 2018 14:24)

      Spiace dirlo, ma queste storie sono tutte uguali, storie fotocopia. Tutte uguali. Non sono indecisi questi, hanno le idee chiarissime. Usano le persone per divertirsi, per creare un diversivo nelle loro vite, per cambiare un po' aria. Sono persone senza etica, senza principi ma soprattutto, capiamolo una buona volta, senza midollo, senza spina dorsale. Sono dei nulla. Degli errori della creazione, degli sbagli della biologia, degli scivoloni dell'umanità. Possono essere dannosi se si dà loro corda. Si rimettono nel nulla dal quale provengono, al quale appartengono e l'unico in cui meritano di stare solo ignorandoli, lasciandoli alla loro totale miseria, a quella delle loro compagne e dei loro amici. Interroghiamoci su quale masochismo orribile, quale senso di vuoto interiore, quale noia cosmica possono spingere alcune donne a dare retta alle palle incredibili che raccontano questi clown della vita. Perché aver creduto per un solo secondo a costui, scrivere che "l’alchimia e il feeling sono subito stati due aspetti lampanti agli occhi di molti" (ma che stupidaggini sono? Ma che cosa sono l'"alchimia e il feeling"? Ma che cosa c'entrano i "molti"? Ma se la stragrande maggioranza delle persone non sa nemmeno badare a se stessa, non sa riconoscere il davanti dal di dietro, non sa fare i conti di casa e si fa fregare da politici ignoranti e incapaci, noi dobbiamo dare credito alla loro opinione per la NOSTRA vita?) significa innanzitutto, come ripeto spesso, avere un gran vuoto dentro e intorno. Quando ci si accorge di essere avvicinate da personaggi così inconsistenti è necessario porsi una sola e unica domanda: "Ho una vita così misera? Devo arricchirla, subito." Meglio un bel film o un bel corso di arabo. Molto, molto, ma molto meglio che il vuoto universale della vicinanza con questi.
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    • Avatar di YleZ

      YleZ 1 mese fa (10 novembre 2018 17:53)

      Ha ragione. Non so come ho potuto cadere in questa ragnatela. Mi son sempre ritenuta superiore a queste cose e mai nella vita mi sarei sognata di avvicinarmi a una persona impegnata. Mi sono lasciata coinvolgere sperando in un lieto fine anche da dei racconti di amiche che stanno con persone che prima erano impegnate e che poi hanno scelto loro. Probabile che mi sia sentita io stessa in difetto perché a loro è successo mentre a me, ragionamento molto contorto a dire il vero e lo ammetto. Mi sono lasciata trasportare da emozioni mai provate prima e ho creduto che questa persona provasse altrettanto, ma con questa doccia freddo capisco che sono stata un diversivo. Fa male perché poi ora della fine, dopo che abbiamo fatto 3 mesi a nascondersi in macchina perché lui non poteva farsi vedere in giro, ha pure tirato fuori il discorso che è stufo di non poter andare fuori a cena per fare un esempio.. incredibile, come se questo fosse dipeso da me, quando era lui che doveva cambiare la situazione.. sperando non ci sia anche questo pseudo amico ad avergli messo in testa strane cose. Penso addorittta che sia stata una recita e che con lei ci stia bene e che non sia vero il fatto che abbia rivelato questo cambio di sentimenti così di punto in bianco.. spiace, perché penso di averglielo permesso io visto che sono troppo buona e troppo spesso sento di non sentirmi mai abbastanza, per quanto tante persone mi dicono di essere speciale. Grazie per le parole che ha scritto, mi serviranno in futuro
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 1 mese fa (10 novembre 2018 19:50)

      O mamma mia quelle “che stanno con persone che prima erano impegnate e che poi hanno scelto loro”. 99% sono delle future cornute.
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 1 mese fa (10 novembre 2018 19:59)

      Ciao YleZ, io penso che lui non abbia detto proprio un bel niente alla fidanzata, che non abbia preso una sberla e che niente di quel che ti ha raccontato sia vero. Voleva ingannarti, farti credere che lui il suo dovere l'aveva fatto esternando i suoi sentimenti alla fidanzata. La norma per soggetti del genere è fingere: con la fidanzata, con l'amante (o le amanti), con gli altri in generale, e lo fanno senza scrupoli. Per trovare la loro coscienza - ammesso che ne abbiano una - dovrebbero scavare a oltranza. In futuro evita di frequentare persone impegnate/fidanzate, 'ché è già una fortuna se uno libero non ti mente
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    • Avatar di YleZ

      YleZ 1 mese fa (10 novembre 2018 20:18)

      Si, eviterò senza ombra di dubbio. Non è mai stata nella mia indole, mi ci sono ritrovata in men che non si dica.. purtroppo avevo avvertito quel famoso “clic” dentro di me non appena abbiamo parlato la prima sera e che non mi capita spesso..mi sono fidata di questa specie di intuito, ovviamente sbagliando.. e credo anch’io che non abbia raccontato nulla alla ragazza, è la prima cosa che ho pensato purtroppo.. ho iniziato a pensare che magari se avessimo trascorso qualche serata come dice lui “normale” con cena o uscita pubblica si fosse preso di più rispetto a passare 4 ore a settimana nascosti da tutto e tutti, ma senza possibilità di conoscersi davvero.. è un pensiero che viene quando in concomitanza arriva la “disperazione” per l’abbandono.. é stata una doccia fredda proprio l’atteggiamento assunto: per mesi indeciso e tentennante, che ti lasciava sprazzi di speranza e poi la pugnalata in cui ti dice che è sicuro della decisione presa quando di sicuro prima forse aveva solo il nome
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  10. Avatar di Alessandra

    Alessandra 7 mesi fa (23 maggio 2018 16:57)

    in un rapporto di amicizia frasi come "se sei davvero mia amica come dici, fai così", "se mi vuoi bene, fai così/torna la persona che mi piace tanto", "mi stai deludendo,pensavo mi volessi più bene di così", "io non ho mai detto di esser perfetta, però", "pensa come vuoi, visto che non mi credi" e dopo che tu rispondi "posso anche crederti ma vedo i fatti, che non sono molto diversi da come ho scritto", sentir dire "non meriti altre risposte"... e simili come possono essere considerati?
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