Mai compiacere per piacere

maicompiacerePer quanto riguarda le relazioni con gli altri molte persone spesso mettono in atto due tipi di comportamenti non produttivi.

Uno è quello di pretendere di cambiare gli altri, l’altro è quello di cercare di cambiare, o, meglio, di adattare se stessi alle esigenze degli altri tanto da rinnegare la propria personalità, i propri desideri, i propri bisogni.

Dedico questo post al secondo aspetto (del quale parlo anche nella guida gratuita “Come attrarre la persona giusta per te in 11 passi, che puoi scaricare anche adesso).

Quello di compiacere gli altri (non solo nelle relazioni di coppia, ma anche sul lavoro, in famiglia e con gli amici)  è un comportamento molto simile a quello del gatto che si morde la coda: è la ripetizione senza fine di moduli che ci allontanano costantemente dal vero obiettivo proprio mentre siamo convinti  di agire per avvicinarci.

Di fatto compiacere gli altri, cioè comportarti nel modo che tu supponi ti renda piu’ gradito e ti permetta di essere accettato e  amato (o gradita, accettata e amata :)) dagli altri non ti permette di essere sereno, di esprimerti a pieno e quindi di tirare fuori tutto il tuo valore e la peculiarità del tuo fascino in modo che tu riceva un sincero apprezzamento da parte degli altri.

Infatti pensa per un momento:

  • come puoi essere sereno/a ed equilibrato/a se sei continuamente concentrato/a sul modo di compiacere gli altri in ogni momento e in ogni situazione? (perché, sei d’accordo con me, le persone piu’ affascinanti sono quelle che esprimono serenità ed equilibrio vero? :))
  • come puoi esprimere il meglio di te se soffochi, modifichi, nascondi quello che sei, quello che fai, quello che vuoi per soddisfare i bisogni e le rischieste degli altri?
  • come puoi instaurare un rapporto vero e sincero con gli altri se fingi di essere qualcosa che non sei?
  • come puoi instaurare una relazione duratura con gli altri (con la persona giusta per te) iniziando da una finzione? Fingerai per sempre? E come ti sentirai, nel caso?
  • quando e come puoi esprimere davvero te stesso (con i pregi, le idee, il contributo unico e irripetibile che puoi dare agli altri) se te lo proibisci per compiacere chi ti sta intorno?
  • come puoi essere certo di essere amato o amata per quello che sei veramente, se non riveli come sei veramente?
  • ti far star meglio pensare che le persone che ti stanno intorno sono se stesse o preferisci che recitino in ogni momento?

Mi piacerebbe sapere come è andata questa esplorazione (è un po’ tosta… lo so ;)): se ti va, fammelo sapere nei commenti qui sotto…

Cordialmente

Ilaria

Articoli Correlati

Gratis per te!

Non sbagliare e non soffrire più! Trova l'amore! Vuoi capire quali sono i tuoi comportamenti sbagliati con gli uomini e come puoi evitarli? Vuoi aumentare la tua autostima e avere più sicurezza nelle relazioni?

Lascia un Commento!

27 Commenti

  1. Avatar di Alessandra

    Alessandra 9 anni fa (7 settembre 2009 0:51)

    ciao Ilaria, innanzitutto grazie per condividere le tue conoscenze ed il tuo tempo in merito agli step per "essere" la persona giusta per se stessi, prima ancora di volerlo diventare per un'altra persona. La parte piu' difficile e' conoscere a fondo cio' che siamo, e in seguito capire cosa vogliamo: se non rispondiamo a queste esigenze di chiarezza ci troveremo sempre a partire da un minestrone di richieste, aspettative, standard, che ben difficilmente porteranno ad una qualche felicita', ma solo a comportamenti sentimentali confusi e imprecisi, quindi fallimentari prima o poi, quando ci si scontrera' anche casualmente con i nostri veri desideri. Io attualmente sto sperimentando una fase della vita di coppia in cui bisogna tirare fuori le unghie e i denti per dimostrare di essere la persona giusta per lui, quella che non scappa di fronte alle difficolta' e che sa essere forte e caparbia quando c'e' da difendere un sentimento vero e profondo. A volte la vita, soprattutto ora con questa crisi diffusa, ci investe nel migliore dei nostri giorni, e ci puo' lasciare atterriti. La persona giusta sa affrontare le spallate del destino e restare in piedi. La persona giusta sara' sempre l'ultima ad abbandonare la nave. un caro saluto Alessandra
    Rispondi a Alessandra Commenta l’articolo

    • Avatar di la persona giusta

      Ilaria Cardani 9 anni fa (2 ottobre 2009 18:04)

      Ciao Alessandra, innazittutto grazie per il bel commento. Fa piacere condividere con gli altri il proprio punto di vista. Attraverso la condivisione si tramettono buone idee e si cresce insieme. Poi , hai ragione: la cosa piu’ importante è conoscere a fondo cio’ che siamo e capire che cosa vogliamo. Non penso pero’ che sia difficile farlo, certo, bisogna volerlo e impegnarsi un po’, ma la consapevolezza è alla portata di tutti, anzi è un po’ lo scopo della nostra vita. E’ anche per questo che esiste questo sito: per avere tutti un po’ piu di consapevolezza di sè e aver meno bisogno di tirare fuori le unghie e i denti ( ;))per ottenere cio’ che vogliamo e che ci fa stare bene davvero. Buon proseguimento! Cordialmente Ilaria
      Rispondi a la persona giusta Commenta l’articolo

  2. Avatar di Gigi

    Gigi 9 anni fa (9 dicembre 2009 12:49)

    Questo post non va letto, ma imparato a memoria :) Rispondi a Gigi Commenta l’articolo

  3. Avatar di marco

    marco 9 anni fa (22 gennaio 2010 19:07)

    verrissimo. ti ringrazio tanto. mi sei stata d aiuto! grazie grazie e grazie.... Rispondi a marco Commenta l’articolo

  4. Avatar di monica

    monica 8 anni fa (11 luglio 2010 17:48)

    Salve Ilaria, sono felice di poterle scrivere un mio pensiero. La ringrazio per tutto il bene che ci fa. Io sono una ragazza trent'enne in cammino ma sento di avere un problema che mi blocca nella crescita e voglio cercare di risolvere, spero tanto in un suo fraterno consiglio. Grazie!!! Il fatto è che crescendo mi sono accorta che non condivido per niente alcuni modi di pensare e mentalità dei miei genitori e dei miei zii/zie parenti in generale. Sono tutti davvero bravissime persone però secondo me, per certi, tanti aspetti, sono lontane dal mio sentire e quando vado ai pranzi (capita di doverci andare ogni tanto anche perchè i miei genitori ci tengono, io vivo da sola e sono single per ora ;o) .. ), capita sempre che io mi sento a disagio nel gruppo perchè nel mio cuore forse critico alcuni loro pensieri e atteggiamenti dovuti forse ai modelli mentali acquisiti dai loro stessi genitori. Io spesso ho avuto problemi con i miei genitori ma adesso che sto crescndo tanto mi sono resa conto che forse in tante cose non avevo torto e che davvero per certi aspetti io ho preso un'altra strada più coscente e consapevole anche se li ritengo fondamentalmente brava gente, grazie anche al fatto che ho avuto la fortuna di studiare e mettermi in gioco di più di loro che hanno sicuramente avuto una vita più dura e rigida della mia. E' solo che quando si sta insieme io spesso sto zitta perchè sento dentro che la base su certe cose è x me sbagliata e non si abbina al mio sentire. Anche io ho i miei difetti, imperfezioni ecc e non lo dubito, è solo che non so cosa fare, forse io incosciamente sono arrabbiata con tutti loro perchè ci hanno trasmesso a noi giovani fin da piccolini troppe paure e schemi mentali limitanti sulla realtà (reale/sociale e spirituale) che oggi mi trovo con fatica a scalfire dal mio cuore. Ma così non mi viene voglia di frequentarli perchè in quel contesto di parentela, seppur buono, sono cresciuta e loro oramai tutti di una certa età parlano parlano ma non credo sarebbero disposti a capirmi e ad accettarmi perchè le poche volte che mi sono opposta nel dialogo in qualcosa, un argomento che usciva a caso e che desideravo dire il mio parere mi sono sentita aggredita tipo: "Monicaaa.. ma cosa dici? Ma noooo teeee guarda che sbagliiiii!!!! ma sai almeno che ... ecc.." e così non riesco a capire se devo frequentarli e come, cosa è giusto e dove è l'equilibrio perchè sono stanca di dover compiacere tutti. Voglio sentirmi libera anche se mi sento un pò la pecorella nera della famiglia perchè tra le nipoti sono l'unica che oserebbe metterli in discussione e in questo i miei genitori non mi appoggiano, non lo hanno mai fatto. Io sono crescita per certi aspetti da sola con le mie ricerche ed esperienze ma allontanandomi dal senso comune che ci pervade ma per fare questo ho dovuto accettare di restare da sola spesso, non capita e poco accolta anche da chi mi ha dato la vita. Capisce? ... Aspetto la risposta spero che mi arrivi anche via posta. La ringrazio di cuore Ilaria e le auguro ogni bene!!! Monica
    Rispondi a monica Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 8 anni fa (12 luglio 2010 15:58)

      Ciao Monica, lo sai che quello di cui parli è un fenomeno molto diffuso, quasi naturale? Accade spesso che non ci senta in accordo con il modo di vivere, di sentire e di vedere il mondo della propria famiglia d’origine e proprio perché il percorso di crescita personale porta a costruirsi una visione del mondo propria e differente. E questo fa vivere talvolta sensazioni di solitudine, ma si tratta di una solitudine “produttiva”. Il fatto è che se tu consideri questa cosa come un problema, come qualcosa che ti rende la “pecorella nera” della famiglia, beh, ovviamente ti senti in difficoltà e provi disagio. Se invece lo consideri come qualcosa che arrichisce te e ti permette di vedere loro con maggiore comprensione e benevolenza, sicuramente questi pranzi (o le altre occasioni di incontri familiari) diventano dei momenti gratificanti per te e occasioni di scambi affettuosi per tutti. Dipende da che cosa vuoi fare, da che cosa vuoi che accada e da che cosa vuoi per te. Tieni di piu’ all’approvazione dei tuoi o alla tua indipendenza di pensiero? Non credi che alla fine, essere davvero indipendente e autonoma ti porti ad essere davvero accolta da loro? Ti faccio presente una cosa: tutti noi, quando, per qualsiasi ragione, ci troviamo ad avere a che fare con un bambino, come ci comportiamo? Cerchiamo di farci capire, di parlare il suo linguaggio, rispettando lui e facendolo felice, e spesso ci divertiamo davvero senza peraltro diventare come lui, ma restando adulti, restando noi stessi. nello stesso modo, sono certa che sono molti gli argomenti con i quali puoi avvicinarti ai tuoi, purché tu non senta disperatamente la necessità di essere sempre approvata da loro.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  5. Avatar di monica

    monica 8 anni fa (19 luglio 2010 16:20)

    Grazie Ilaria sono contenta della sua risposta. Ci rifletterò sopra e le farò sapere. Grazie :o) Rispondi a monica Commenta l’articolo

  6. Avatar di Emanuela

    Emanuela 7 anni fa (27 maggio 2011 0:57)

    Le maschere alla fine vengono giù. Se si finge di essere qualcosa che non siamo (io l'ho sperimentato e ne sono contenta perchè ho imparato la lezione che è stupendo essere me stessa) diventiamo l'ombra dell'altro, tradiamo il nostro essere più vero, anche quella parte che non amiamo o crediamo di non amare perchè la riteniamo un difetto: secondo me non esistono difetti nelle persone, ma delle caratteristiche, che ci rendono unici e irripetibili. Occorre proteggere l'unicità che ci caratterizza, se ci controlliamo e ci comportiamo per come non siamo, senza poter esprimere le nostre reali esigenze, ci possiamo ammalare di ansia, attacchi di panico, ecc. perchè la nostra energia positiva viene bloccata, non fluisce bene. A molti riesce difficile, veramente difficile, mostrarsi per ciò che si è perchè si ha paura del rifiuto. Il peggior rifiuto, invece, è quando veniamo "smascherati" di aver finto!
    Rispondi a Emanuela Commenta l’articolo

  7. Avatar di Alfonso

    Alfonso 6 anni fa (15 luglio 2012 8:31)

    punti di vista, vivere una vita spersonalizzandosi per compiacere, è sbagliatissimo, ma attuare delle dinamiche che possano alimentare l'attenzione è tutt'altra cosa, cercare di compiacere non per servire, ma per attirare un attenzione, ha il duplice scopo di dare maraviglia, quindi novità, e suscitare un nuovo interesse verso se stessi, in special modo dove la stessa routine quotidiana, rende apatico e poco appetibile un rapporto te-tè a te-tè.
    Rispondi a Alfonso Commenta l’articolo

  8. Avatar di Sara

    Sara 6 anni fa (9 febbraio 2013 14:12)

    Sono una donna che ha sempre vissuto per compiacere gli altri. Nata in una famiglia difficile con persone anaffettive ed egoiste, mi sentivo trascurata e apatica già prima dei 10 anni. Lentamente ho fatto la mia svolta cercando di diventare prima brava a scuola, poi la brava fidanzatina. A 20 anni mi è caduto il mondo addosso: per tre persone della mia famiglia rappresentavo un peso, causa di rabbia e dolore per il solo fatto di essere nata. Una sola delle mie due sorelle non mi percepiva così. Raccontato al mio ragazzo il grosso problema che avevo, a causa dell'inesperienza non ha saputo capire né aiutarmi. Così sono diventata facile preda di un uomo molto più grande di me. Per il grande bisogno di comprensione e amore ne sono diventata dipendente, ma non ero felice perché non potevo essere me stessa. Quattro anni dopo ho cambiato strada, ma mi mancava tutto ciò che facevamo e come mi sentivo verso di lui. Nel lavoro sono sempre stata presente, capace, con spirito di adattamento, ma non potevo quasi mai dire la mia. Quelle poche volte che ci ho provato la mia opinione veniva irrisa o peggio non considerata. Col tempo mi sono fatta sempre più dura, ritagliandomi il rispetto che meritavo. Ho avuto altri partner ed ho sperimentato. Ad oggi pago lo scotto di essere troppo esigente con gli uomini. Se dico cosa mi piace fare tra le lenzuola non vedono altro che un oggetto sessuale, se mi pongo con un atteggiamento che punta alla relazione e poi vengono fuori i miei gusti succede lo stesso. È naturale pensare che sia io quella sbagliata.. Come posso avere bisogno di un partner cerebralmente stimolante, che ricambi il mio affetto o amore e che sia affine anche sessualmente senza giudicare? D'altronde io ho sempre seguito il mio cuore, non sono mai partita in quarta con persone a cui non ero sentimentalmente legata. Mi domando spesso perché sono tanto complicata e se riuscirò a trovare la persona che mi completi. Sara
    Rispondi a Sara Commenta l’articolo

  9. Avatar di valentina.Maidiremai

    valentina.Maidiremai 4 anni fa (6 giugno 2014 18:22)

    Quando ho letto l'articolo sul compiacere mi sono identificata moltissimo. Nei miei rapporti con le persone (famiglia, amici, colleghi...) spesso ho difficoltà ad esprimere le mie opinioni e temo che questo sia in parte essere compiacenti, anche se non mi piace ammetterlo. Alla mia età, ho 47 anni, si vorrebbe aver superato la paura di affrontare la discussione, il litigio, l'attrito e aver coraggio delle proprie opinioni e reazioni, chiedi a te stessa "se non ho imparato fino ad adesso, quando imparerò?" Potrei anche non riuscirci mai? Nei miei rapporti con gli uomini divento compiacente ancora di più, nel senso che diviene quasi voluto anche se involontario il tentativo di dire o essere nel modo che immagino piaccia loro. Eppure sono sicuramente intelligente ed ho fatto molte cose buone nella mia vita, allora cosa posso fare? Non sono fiera di questo mio aspetto, credetemi, ma so che fa parte di me. Sono una mediatrice per natura, non litigo mai veramente con nessuno e arrivo a dire che mi piacerebbe farlo anche senza motivo, solo per sperimentare la sensazione delle parole forti , della rabbia. Quando ho smesso di compiacere mio marito, lui mi ha detto che non mi amava più. adesso ho una storia un pò difficile con un altro uomo sposato e mi accorgo che ritorno al comportamento del compiacimento
    Rispondi a valentina.Maidiremai Commenta l’articolo

  10. Avatar di Daria

    Daria 4 anni fa (24 luglio 2014 17:50)

    Articolo molto bello e chiaro. Però a volte, essere se stessi allontana le altre persone. Può allontanare persone a cui tenevi... E anche se è giusto, comunque fa male...
    Rispondi a Daria Commenta l’articolo

  11. Avatar di agnese

    agnese 4 anni fa (9 agosto 2014 18:01)

    Ciao Ilaria, sono Agnese, ho scaricato la tua guida qualche giorno fa e si, ho qualche problema sentimentale. Da qualche mese ho una relazione con un uomo che mi piace molto. E io ho esattamente questo tipo di carattere, cioè tendo a voler coiompiacere gli altri. Pero a un certo punto è successo qualcosa facendoci l'amore, che mi ha fatta pensare. perché si è molto bello fare sesso con lui ma spesso mi chiede di farlo nel momento in cui sono stanca, oppure quando devo lavorare il giorno dopo, e continua a farlo per ore.. Invece quando ci vediamo di sabato, beh è diverso. Lui ha una figlia e dice che di sabato deve stare con lei e non può passare tanto tempo con me.. Ma io non capisco come le due cose si escludano l'un l'altra perché anche i miei genitori erano separati e mio padre mi ha sempre fatto conoscere le sue ragazze e io ci sono sempre andata molto daccordo. Non so cosa pensare di questo comportamento, ma alla fine, questa settimana, gli ho detto che non potevo vederlo se non nel finesettimana e lui si è arrabbiato con me dicendo che gli faccio giochetti per ottenere quello che voglio da lui e che lui non ha bisogno di complicazioni nella sua vita. Mi ha fatta stare davvero male, io gli avevo solo chiesto attenzione e dignità. Poi lui è uno che corrisponde al tuo profilo di "figo" nel senso che secondo me sta con persone che può manipolare facilmente e piace portati fuori a cena in posti costosi. Ma se io sono stressata dal lavoro il posto può essere bellissimo, ma io non mi sento bene... Ho una brutta sensazione su questa storia. Peccato perche parlavamo tanto di filosofia.. Mi piaceva... Peccato...
    Rispondi a agnese Commenta l’articolo

  12. Avatar di daniela

    daniela 4 anni fa (27 agosto 2014 16:50)

    verissimo ilaria Rispondi a daniela Commenta l’articolo

  13. Avatar di Roberta

    Roberta 4 anni fa (13 aprile 2015 14:40)

    parole sante Ilaria. Ogni volta che si agisce per essere accettati dagli altri, si perde buona parte di se stessi, la lucidità per andare avanti, ma soprattutto, si perde la stima e la considerazione proprio della persona per la quale ci si è annullati
    Rispondi a Roberta Commenta l’articolo

  14. Avatar di Federica

    Federica 3 anni fa (30 agosto 2015 22:40)

    Purtroppo mi rivedo molto in questo genere di comportamento...Partendo da cose semplici,come non dire che non mi andava di vedere un determinato film e accettare senza fiatare, fino al reprimere quello che pensavo realmente per non contrariare l'altra persona...Mi sono resa conto che è l'atteggiamento peggiore che si possa avere durante la conoscenza,perché di fatto non ci si mostra per come si é veramente e,peggio ancora,puó far sembrare persone deboli,senza carattere e che non si sanno imporre,a costo di non piacere. Spero davvero di non fare più errori simili! Comunque i tuoi articoli sono davvero interessanti Ilaria,mi stanno facendo riflettere molto e ti ringrazio!
    Rispondi a Federica Commenta l’articolo

  15. Avatar di Matilde

    Matilde 3 anni fa (20 febbraio 2016 7:20)

    Buongiorno, qualche giorno fa mi è accaduto di incontrare il mio ex. Ero al supermercato, stavo parlando con una conoscente, lui e' uscito ed e' rimasto per qualche minuto a fissarmi. Io ho continuando il dialogo con la conoscente, lui è andato via senza salutarmi. Ho sbagliato? Avrei dovuto salutarlo per prima? Avrei dovuto "aiutarlo" dandogli attenzione? Ilaria quando un uomo adulto e' interessato per davvero riesce a mettere il proprio orgoglio da parte? E' gia' capitato una volta, e io stupidamente gli sono andata dietro per incontrare i suoi occhi, lui mi ha vista ma niente... Sono confusa. Buona giornata.
    Rispondi a Matilde Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (20 febbraio 2016 10:26)

      Matilde, hai fatto benissimo a non far nulla e a continuare la conversazione con la signora, anziché andare incontro all'osservatore silenzioso e inconcludente. Medita sulla bellezza della preposizione latina EX che mette un abisso fra te e quest'uomo... e goditi il week-end senza pensieri parassiti! ;-)
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Matilde

      Matilde 3 anni fa (20 febbraio 2016 12:16)

      Grazie Gea, ottime argomentazioni e utili consigli. Mi piace molto il modo in cui lo hai definito: osservatore inconcludente e silenzioso. Grazie, apprezzo sempre di più lo scambio fatto con voi tutte. Buona giornata e buon weekend. :)
      Rispondi a Matilde Commenta l’articolo

  16. Avatar di helen

    helen 3 anni fa (20 febbraio 2016 11:09)

    Ma interessano così tanto i sequel di storie varie?? Cioè se io incontro un mio ex mica mi metto nell'ottica di piacergli ancora o peggio di ricominciare. Semmai una furtiva sbirciatina pettegola gliela lancio per vedere come si mantiene eheh (visto che gli uomini sputan sentenze sul declino femminile e io continuamente riscontro che crollano eccome, solo che si ritengono sempre fantastici). Ma mai mi verrebbe un mente di fantasticarci sopra. Anche perché sono vari, che faccio mi ri-fidanzo a catena? C'è questa mentalità diffusa che gli ex (o le ex) sono pericolosi. Ma che modo strano di vivere è? Ma si vuol proprio costruirsi una realtà parallela, in un'altra dimensione spazio-temporale. Capisco che far la spesa è una rottura di balle e uno la vuol movimentare...
    Rispondi a helen Commenta l’articolo

    • Avatar di Matilde

      Matilde 3 anni fa (20 febbraio 2016 12:23)

      Sequel? No. E' altro, è provare ancora qualcosa verso la persona che hai amato. Bada, lo chiamo volutamente qualcosa, non si tratta certo di amore, ma non sono un robot e... Mi fa sempre un po' effetto rivederlo. Anche perché ho fortemente creduto in questa storia. Trovo giusto e maturo anche il tuo punto di vista, grazie anche a te per esserti espressa. Buon tutto anche a te :).
      Rispondi a Matilde Commenta l’articolo

  17. Avatar di Clelia

    Clelia 3 anni fa (6 marzo 2016 1:54)

    Quante volte nella vita faccio qualcosa soli perché è quello che gli altri si aspettano che faccia! Mi capita ultimamente per convenzione, sul lavoro, o nella società. Ma a volte mi prendo la soddisfazione di togliere la maschera e dire la mia, e nel momento stesso che lo faccio, non appena esprimo la mia opinione mi dico "ecco la bomba" e rido tra me attendendo gli effetti... E ovviamente eccoli, arrivare, gente che parlotta alle spalle, la cosa viene riferita con 1000 sfumature, e io che mi dico come sempre che quella gente che mi sta attorno non è il mio mondo. Poi rimetto la maschera come niente fosse... e ricomincio ad essere come si aspettano che sia. Ma ogni tanto questo test e' liberatorio, lo consiglio!
    Rispondi a Clelia Commenta l’articolo

  18. Avatar di anonym

    anonym 2 anni fa (23 novembre 2016 23:09)

    Non ho mai soffocato la mia personalità. Però comunque fingo di compiacere tutti per essere amata da tutti. E se non succede vado in ansia, perchè comunque ho bisogno di essere amata. Vi faccio un esempio: sui mezzi pubblici cedo sempre il posto agli anziani o a chi ha difficoltà. Faccio sicuramente del bene ma lo faccio principalmente perchè voglio sentirmi dire "brava", insomma voglio un riconoscimento. Mi è capitato proprio pochi giorni fa che ho ceduto il posto in metropolitana ad una signora anziana, e una ragazza che era in piedi accanto a lei si è arrabbiata perchè ho ceduto il posto all'anziana e non a lei che era incinta. Io non avevo visto che era incinta, davvero non si vedeva, non aveva ancora la pancia, come facevo a immaginare che fosse incinta? Ecco, ho passato il resto del viaggio con un senso di angoscia perchè non solo non ero stata ringraziata ma ero stata anche trattata male perchè "avevo ceduto il posto a una piuttosto che all'altra". Non lo meritavo, meritavo amore e non l'ho ottenuto. In momenti come quello, se pure mi corteggiasse Barbablu mi butterei tra le sue braccia all'istante. Per fortuna poi sono più equilibrata ma quando mi succedono cose così sto male.
    Rispondi a anonym Commenta l’articolo

  19. Avatar di Clai

    Clai 2 anni fa (20 aprile 2017 11:14)

    Io sono stata un'eterna compiacente. Mi sono sempre sentita inferiore agli altri, nonostante non lo fossi. Ho sempre avuto paura di perdere l'affetto degli amici e delle persone che mi volevano bene e di doverli per forza compiacere per non perdere il loro affetto. Ho avuto una compagnia fissa fin dal liceo, si andava sempre a mangiare la pizza al solito posto. I miei amici ordinavano sempre o la margherita o la pizza ai wurstel, mai niente di diverso. Io ho sempre avuto la curiosità di provare cose nuove ma per paura di essere considerata strana e di essere emarginata continuavo a ordinare la stessa pizza margherita o ai wurstel come facevano loro. Cioè ero addirittura arrivata a non scegliere con la mia testa cosa mangiare, pur di non perdere il loro affetto. Quando poi ho scelto di frequentare l'università i miei ex amici mi hanno considerata una snob (perchè loro sono rimasti a vivere al paesino e lavorano sotto casa fin dal diploma) e mi hanno abbandonata. All'università però ho trovato amici veri che mi hanno accettata e amata per ciò che ero, che avevano la mia stessa curiosità di provare cose nuove, che non mi guardavano come un'aliena se ordinavo una pizza diversa dalla loro, che mi volevano bene senza pormi alcuna condizione. Quindi mi sono sentita libera di essere finalmente me stessa e ho iniziato ad essere veramente felice. Ora non riconosco più quella ragazzina che si soffocava e si reprimeva per paura di perdere l'affetto, perchè quello non era affetto: si usciva insieme solo per abitudine. Ora io sono andata avanti nella vita, mi sono laureata, ho un buon lavoro, ho un compagno che mi ama, mentre i miei ex amici continuano a fare la stessa vita di prima: la stessa pizzeria il sabato sera (se quella pizzeria chiuderà che faranno, si suicideranno?), lo stesso lavoro che facevano 15 anni fa appena diplomati... mi chiedo cosa si racconteranno durante le loro serate in pizzeria...
    Rispondi a Clai Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (20 aprile 2017 11:36)

      Ma che ti frega di loro? Non sono forse liberi di andare in pizzeria dove cavolo pare a loro nei secoli dei secoli? Eri compiacente con loro, per tua scelta, non certo perché ti ci hanno obbligato e ti sei mangiata pizza margherita e ai wurstel per anni controvoglia e ora il tuo rancore ti porta a criticarli? Tu te la canti e tu te la suoni e perdi di vista il fatto che nessuno, a questo mondo, ti deve niente o deve fare quello che tu ritieni giusto. Se non liberi gli altri, non liberi te stessa e viceversa...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo