Paura degli altri e voglia di legami forti: come le metti d’accordo?

paura degli altriIncominciamo con il considerare una delle tante stranezze umane, uno dei tanti paradossi del comportamento degli esseri umani: è possibile avere un forte desiderio di connessione con le persone, è possibile avere una gran voglia di costruire legami e di instaurare belle relazioni (che siano d’amore o di amicizia) e nel contempo avere una terribile paura degli altri? Eh, sì è possibile. Eccome.

Anzi, spesso, quanta più paura si ha delle relazioni, tanto più si desiderano. Immagino bene che se ci rifletti, questo non ti stupisce e non ti impressiona. Perché probabilmente questa contraddizione la vivi anche tu o ti è capitato di viverla in passato o ti succede di sperimentarla in diverse fasi della tua vita, magari quelle dove sei un po’ in crisi e in difficoltà. Ma come dire? Niente paura! Le contraddizioni interiori e i paradossi emotivi si possono superare, basta avere la giusta consapevolezza e concentrare la propria attenzione sui piccoli nodi da sciogliere.

Detto in altre parole: se hai paura degli altri, ma in realtà la vorresti superare per creare delle relazioni e dei rapporti gratificanti, costruttivi e pieni d’amore (anche quando non si tratta solo di un rapporto di coppia), puoi farlo. Puoi diventare un’esperta delle relazioni. Puoi superare la tua insicurezza, puoi superare la tua timidezza e raggiungere sicurezza e disinvoltura e puoi liberarti una volta per tutte dell’imbarazzo.

Seguimi, arriviamo fino in fondo, insieme.

Già, perché c’è molto di più: superare la paura degli altri ti permette di avere anche più successo nella tua vita professionale, ti permette di ricostruire e rendere più appaganti i rapporti (magari al momento un po’ “incrinati”) con la tua famiglia d’origine, con i vicini di casa, magari con amici di vecchia data che hai un po’ perso di vista.

"L’amicizia nasce nel momento in cui una persona dice a un’altra: “Cosa? Anche tu? Credevo di essere l’unica”. C.S. Lewis"

Infatti, eccola qui la prima faccia della medaglia; se il paradosso è che la paura degli altri in realtà cela per bene una gran voglia di avere relazioni gratificanti, vediamo di prestare ascolto e attenzione proprio a quel che ci dice questo desiderio positivo che ti spinge verso l’esterno. Che è: dentro di te hai una grande forza di connessione e una spinta d’amore che è semplicemente “ostacolata” dalla paura degli altri, ma non per questo annullata. Anzi. E’ un po’ come se la tua voglia di connetterti all’esterno fosse così forte da trasformarsi in paura degli altri. Partiamo dal desiderio, che vince sulla paura. Sempre. (Ehi, questo, che il desiderio vince sulla paura è un bello spunto di riflessione, non solo in questo specifico ambito).

Paura degli altri e primo passo verso l’esterno

E poi, oltre al fatto che il desiderio vince sulla paura, dato che il desiderio viene prima, è sano e naturale e appartiene al lato positivo della tua natura, devi considerare che il desiderio, se lo ascolti, è quello che ti consente di andare nella direzione giusta: quella di uscire (realmente e metaforicamente), andare incontro agli altri, espandere le tue conoscenze e vivere una vita più piena.

La paura degli altri invece ti blocca e ti dà un contrordine. Quello di non uscire, di non muoverti di non fare mai passi incontro e verso gli altri. Che cosa credi? Certe serate passate sul divano non sono causate dalla stanchezza, dalla pigrizia, dal fatto che piove e tira vento o dal fatto che ci sia annoia molto quando si esce, negli ultimi tempi. Il legame stretto con il divano nasce dalla paura degli altri, che porta a evitare le occasioni di incontro o addirittura di rapporti sentimentali. Sì, perché diciamolo ancora una volta: molte donne (e molti uomini) sono single non perché non possono trovare la persona giusta o perché nessuno li vuole o perché in giro ci sono solo persone brutte e cattive. No. Molti sono single perché hanno una paura davvero puntuta di una relazione. Non stiamo troppo a girarci intorno. Ed eccoci di nuovo qui, a parlare della nostra paura degli altri, che tanto ci tormenta ma è anche un simpatico scudo di protezione. Ma davvero, fino a che punto ci vogliamo stare attaccate a ‘sta paura? Non è arrivato forse il momento di sbarazzarsene?

"L’antidoto per cinquanta nemici è un amico. Aristotele"

Non dimentichiamo che lasciare andare la paura degli altri vuol dire aggiungere alla propria vita uno dei più grandi piaceri possibili: quello della condivisione, del sostegno reciproco, della socialità. Mi spiego meglio e dico di più: se lasci andare la tua paura degli altri, non solo ti eviti di star male tutte le volte che devi stare con gli altri (evenienza frequente, se si vuole vivere in questo mondo), ma stare con gli altri, oltre a portarti un sacco di vantaggi e di piacere, diventa un piacere di per sé. Invece di angosciarti e di stare inchiodata al divano, farai di tutto per uscire e stare con gli altri.

Paura degli altri: perché ce l’hai?

Allora, posto che a noi gli attorcigliamenti mentali non ci piacciono – anche perché, diciamocelo sinceramente, gli attorcigliamenti mentali, così come le paturnie e così come le convinzioni limitanti – bloccano e sono tra l’altro alla base della paura degli altri, vediamo com’è e come non è che succede che una persona venga colpita dalla paura degli altri. Perché detto onestamente, come consideravamo poco sopra, la paura degli altri non è innata e naturale, dato che innato e naturale è socializzare e stare con gli altri con sicurezza e rilassatezza.

Una lettrice ha lasciato un commento al mio articolo dedicato a come essere simpatica al primo incontro. Il suo commento, dice: “”Non permettere agli altri di monopolizzare la conversazione e di tenere banco: intervieni, interrompi, chiedi precisazioni, esprimi la tua opinione. Insomma: fai un passo avanti”(nota: questo l’avevo scritto io nell’articolo citato). È proprio quello che non so fare. Quando sono con gli altri tento di intervenire ma alla fine mi limito ad ascoltare e questo atteggiamento non mi rende né simpatica, né attraente. Come faccio a fare un passo avanti se sono bloccata dalla paura?”

Ben detto: essere bloccate dalla paura degli altri non rende né simpatici, né attraenti, dato che non “partecipare” al processo della socializzazione e delle relazioni viene interpreato dagli altri come innaturale, come poco generoso e in qualche modo come un sabotaggio di quel che potrebbe tenere unita la compagnia o la relazione. E su questo siamo d’accordo, giusto?

"Solo i veri amici ti diranno quando il tuo viso è sporco. Proverbio siciliano"

E allora, a proposito di paradossi, rieccoci qua: chi ha paura degli altri in realtà ha paura perché ha una gran voglia di connessione, ma la sua paura lo blocca al tal punto che senza volere si rende poco attraente e poco simpatico. Un gran brutto paradosso, un orribile circolo vizioso. Non credi?

Paura degli altri: cause e soluzioni

Che cosa significa avere paura degli altri? Significa essenzialmente temere che gli altri ci giudichino male, pensino che noi valiamo poco o niente, che noi non siamo all’altezza. O, anche, significa temere che ci prendano in giro, si prendano gioco di noi, ridano di noi. E vivere con una tale paura addosso non è simpatico. Perché la paura crea ansia e stare in ansia è una condizione che può diventare intollerabile. Molto bene. Cioè molto male.

Dunque la paura degli altri è paura del giudizio e paura del rifiuto, giusto? Ma in realtà, anche se è difficile crederlo, gli altri non vivono in funzione di giudicare e di rifiutare. In un mondo sano, in un ambiente sano, gli altri hanno desiderio e bisogno di noi tanto quanto noi abbiamo bisogno e desiderio degli altri. E in un mondo sano e in un ambiente sano, si accetta, si accoglie e non si giudica. Si accetta, si accoglie e non si giudica. Alla faccia della paura degli altri.

Se sei proprio certa che le persone che ti stanno intorno passano il loro tempo a giudicare, beh, sei nell’ambiente sbagliato e devi abbandonarlo quanto prima, perché gli ambienti sbagliati, come i lavori sbagliati e gli uomini sbagliati si lasciano. Per sempre, non ci si torna più. Mica ci si sta tutta la vita. Sennò altroché paura degli altri.

E sai perché probabilmente hai tutta questa paura degli altri e ansia per i rapporti con le persone? Perché hai vissuto per troppo tempo, magari da quando eri piccola, in ambienti dove il senso del giudizio e il senso di colpa erano veramente preponderanti. O magari sei reduce dal rapporto con un uomo sbagliato che ha contribuito a non darti valore e a farti sentire una nullità.

"Gli amici sono quelli che ti aiutano a rialzarti, quando le altre persone neanche sapevano che eri caduto. Anonimo"

Ok, queste è la motivazione, la radice della tua paura degli altri: la tua convinzione a) di non valere nulla b) di non valere nulla in relazione agli altri c) che per questo gli altri ti puniscano e ti giudichino d) che per questo gli altri ti emarginino, isolino e rifiutino.

Tutto questo ha come conseguenza:  e) che tu hai una paura degli altri così puntuta che ti isoli e ti comporti da antipatica senza accorgertene. Il risultato è che alla fine, girala come vuoi, sei davvero isolata.

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Paura degli altri: i modi per superarla

E allora come si esce dall’isolamento e dalla paura degli altri? In due modi.

1) Si riflette su tutte le convinzioni limitanti su se stessi e sugli altri, quelle del tipo “Gli altri mi giudicano”. “Io non valgo niente, gli altri valgono più di me e mi isolano per questo”. “Io posso solo fare brutta figura”. Si distruggono tutte queste convinzioni limitanti una a una e si sostituiscono con convinzioni potenzianti, che aprono al mondo e alle sue infinite possibilità “Gli altri sono persone come me, con punti di forza e punti di debolezza e io posso connettermi a loro per dare e avere, per donare e per ricevere”.

2) Ci si dà da fare, si muove il mulo e, passo passo, a poco a poco si fa come non si avesse paura degli altri, ma solo desiderio di stare con loro: ci si alza da quel divano – anche se non se ne ha nessuna voglia – si esce di casa e si va incontro agli altri. Senza pretendere di fare l’effetto di una Marylin Monroe incrociata con Carlo Conti incrociato con Arisa: quelle sono fantasie infantili. Si approcciano gli altri per quello che si è in quel momento, certi che le abilità relazionali cresceranno con il tempo, l’esercizio e la pratica.

Stare bene con gli altri significa partecipare, collaborare, fare la propria parte, mettersi in gioco. Mica sempre stare fermi e aspettare che gli altri scoprano quanto siamo straordinari e magnifici e se non lo scoprono pensare che sono tutti brutti e cattivi.
Nei rapporti umani, come in tutte le cose della vita, si riceve quel che si dà (se c’è qualche signora o signorina con lo spirito della crocerossina che ha messo la propria vita al servizio di un imbecille che non merita, non prenda questa frase come una buona scusa per continuare il proprio calvario).

Ora una breve storiellina, della quale alcuni attribuiscono la paternità o almeno la pubblicità a Gandhi.

Un uomo buono e saggio muore (succede) e si ritrova nell’anticamera del paradiso. Vedendolo un po’ perplesso, l’angelo che lo sta aspettando gli chiede se c’è qualcosa che non va. L’uomo saggio risponde. “Vedi caro Angelo, per tutta la vita ho sentito parlare di inferno e paradiso e a essere sincero, vorrei sapere come sono fatti tutti e due.” No problem” risponde l’Angelo, “andiamo a visitare l’inferno”. I due salgono su un ascensore supersonico, fanno due milioni di piani verso il basso e arrivano all’inferno. Il nostro uomo saggio è impressionato: l’inferno è un luogo bellissimo, pieno di tutte le meraviglie.

E, al centro, come se non bastasse, bolle in continuazione una zuppa che emana un profumo delizioso. Ma, guarda un po’, in coda ci sono centinaia di persone, smagrite e affamate. Non mangiano. Mai. Perché per mangiare quella zuppa squisita hanno a disposizione un cucchiaio dal manico così lungo che nessuno è in grado di portarselo alla bocca.

Il nostro uomo saggio rimane sotto shock e i due risalgono sull’ascensore supersonico, ripercorrono milioni di piani e si ritrovano in paradiso. Il paradiso è un posto magnifico, proprio come l’inferno. E in mezzo c’è una zuppa dal profumo squisito che bolle. Ma, a differenza di quel che accade all’inferno ci sono centinaia di persone sedute a tavola, che conversano piacevolmente. Anche loro hanno a disposizione un cucchiaio dal manico troppo lungo per riuscire a portarselo alla bocca. Ma hanno capito che se non possono imboccare se stessi con un un cucchiaio dal manico così lungo, possono imboccare facilmente tutti coloro che stanno intorno. Così ciascuno di loro dà e riceve cibo dagli altri…

Se pensi di avere paura degli altri, non stare nell’angoscia e non rimanere chiusa dentro di te. La paura degli altri è un sentimento diffuso, più di quanto tu possa immaginare. Liberartene ti permette di vivere una vita molto più felice e serena e di incontrare le persone giuste per te. Non per niente, i percorsi che ho preparato per le mie lettrici sono studiati apposta per raggiungere una maggiore consapevolezza e aumentare la propria capacità di capire se stesse per avvicinarsi a chi ci circonda e  agli uomini, con sicurezza e determinazione:

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178 Commenti

  1. Avatar di Simo

    Simo 5 anni fa (2 Marzo 2015 13:42)

    @Enzo70,spero che tu sia contento della risposta di Ilaria e che la smetta di scrivere . GRAZIE
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  2. Avatar di Enzo70

    Enzo70 5 anni fa (2 Marzo 2015 16:53)

    @ Ilaria Perchè così nervosa? Sei sempre tanto distesa quando scrivi... Relax yourself. Forse ti stai affaticando troppo. Certo a star dietro a tutti i piagnistei che ti tocca leggere... :)) O forse è il mio modo di pormi che in qualche modo ti squinterna e ti fa partire l'embolo? :)) Allora è meglio che saluto. Solo una precisazione, per togliere ogni eventuale dubbio ai lettori. Non conoscendomi, non sei legittimata e emettere nei miei confronti giudizi come quelli sopra. Che sono comunque falsi. In vita mia non ho mai cercato di persuadere nessuno a condividere la mia visione delle cose o i miei obbiettivi. Non ho mai manipolato nessuno. Del resto non ne avrei bisogno. Non so che farmene di leccaculi o cortigiani plagiati. Senza dimenticare che fossi stato un manipolatore avrei fatto fortuna in politica, o altrove. E comunque non avrei scelto, come musicista, un genere di nicchia, che non interessa a nessuno. Mi sarei dato al pop :))) ciao, e buona fortuna per il sito, i seminari e i tuoi testi, che credo acquisterò. non ti stressare troppo, mi raccomando, o ti parte l'embolo :)
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  3. Avatar di Enzo70

    Enzo70 5 anni fa (2 Marzo 2015 17:02)

    @Ilaria Mi ero dimenticato una cosa, scusa, prometto che è l'ultima. Hai parlato di "insulti spropositati, che rasentano il delirio." da parte mia. Ho riletto i miei interventi, e non si trova nulla del genere. Ok, non ti devi scusare. Ti era partito l'embolo. Pazienza, capita a tutti, prima o poi. :))
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  4. Avatar di Ella

    Ella 5 anni fa (2 Marzo 2015 17:18)

    Cara Ilaria, lo scambio di battutte tra te ed @Enzo70 vale tanto quanto un manuale! Grazie
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  5. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 5 anni fa (2 Marzo 2015 18:58)

    @Ella. Eh, lo so, lo so. Gli esempi pratici sono utilissimi.
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  6. Avatar di Morettina76

    Morettina76 5 anni fa (3 Marzo 2015 2:29)

    Mi sa che non serve inserire ulteriori commenti! Come mai certa gente si accanisce in questo modo? Boh! La non risposta di Ilaria penso abbia più significato di tante parole, ma alcune persone non ci arrivano proprio... Soprattutto gli uomini! ;-))))) Sto scherzando dai...o forse no!!!!!!! :-D Ma solo per quanto riguarda l'ultima frase! Bacioni
    Rispondi a Morettina76 Commenta l’articolo

  7. Avatar di betta72

    betta72 5 anni fa (3 Marzo 2015 21:02)

    Ciao a tutti/e, prima volta che scrivo dopo aver letto i tanti commenti a questa discussione. Io non ho un "caso" o una situazione da presentare. Solo una curiosità, in che senso per Lety ed Enzo si parla di "manipolazione", ciòè i due tentano di manipolare il pensiero e quindi i commenti degli altri utenti a favore della loro idee del mondo e delle cose? e' un manipolare "sotterraneo", perchè io non lo sento così tanto, in modo così "forte e chiaro". Buona serata a tutti/e
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  8. Avatar di Lella

    Lella 5 anni fa (4 Marzo 2015 12:05)

    Non bisogna mettersi a discutere con Ilaria o con gli altri utenti.Da quando ho scoperto ilblog ho capito che questo rappresenta un osservatorio privilegiato per capire senza esporsi in prima persona come la pensa una parte di mondo...Io per esempio non sempre la penso come tutti e i pollici versi ed i commenti mi fanno capire che nella vita vera devo continuare a tenere le mie opinioni per me e per le persone che mi vogliono bene e dicendo a tutti gli altri quello che vogliono sentirsi dire.Qui é molto importante ilconfronto invece perché puó avvenire senza sanzioni o problemi relazionali...Nel caso di Enzo avrei imparato a non lamentarmi con nessuno della mia condizione ma a parlare solo dell'amore per la musica,nel caso di Lety a non esprimere le mie paure o dubbi finché non si instaura un rapporto di fiducia con qualcuno.Il blog é una fondamentale cartina di tornasole ed anche uno sfogo rispetto ad un mondo che ci vuole uniformare.E inoltre se ci sfoghiamo sul blog nob ammorbiamo le persone che amiamo con pensieri negativi ed a volte ripetitivi...venire a litigare qui é sterile peró...
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  9. Avatar di denny

    denny 5 anni fa (17 Marzo 2015 12:58)

    Ilaria, ti volevo ringraziare per il consiglio del libro, ho letto in vacanza al caldo "La lunga vita di Marianna Ucria" di Dacia Maraini ed è stata una gioia. Bellissimo libro, coinvolgente! Bellissima storia. I consigli per libri belli come quello sono per me puro godimento! Grazie mille
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  10. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 5 anni fa (17 Marzo 2015 13:32)

    Grazie a te Denny, mi fa molto piacere :) .
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  11. Avatar di valentina.maidiremai

    valentina.maidiremai 5 anni fa (29 Marzo 2015 17:58)

    buon giorno. oggi avevo deciso di trovare qualche articolo del blog in cui si parlasse proprio di questo, proprio perchè in questo giorni riflettendo sui miei rapporti con gli altri ho capito che quello che io metto di mio, ad un certo punto, è un limite. è come se dicessi "io arrivo fin qua" con la scusa della riservatezza, del non voler invadere i loro territori, ma in questo modo metto in gioco me stessa solo fino ad un certo punto. parlo in questo momento principalmente dei rapporti con i colleghi e gli amici, anche se forse potrei estendere al partner ma in questo momento non è l'oggetto del mio riflettere. Allora mi accorgo che soffro quando mi accorgo che fra le altre persone della mia cerchia si creano contatti, amicizie in cui non vengo coinvolta più di tanto ma sono arrivata alla conclusione che un certo grado di responsabilità in tutto questo ce l'ho anch'io, con il mio atteggiamento e la mia PAURA. di coinvolgimento, di impegno, di essere giudicata e rifiutata, alla fine. la mia speranza in questo percorso che vorrei intraprendere è che si possa cambiare. quando vedo le mie difficoltà e mi accorgo che vorrei evolvere ma non riesco, trovo le scuse per stare ferma e non mostrarmi agli altri, ogni tanto mi trovo l'alibi del "sono fatta così, che ci posso fare?". ma cambiare si può e questo pensiero mi conforta. tutti i giorni si può imparare qualcosa e migliorare, almeno lo spero. anche se oggi è una giornata troppo statica e disperante per impegnarmi in qualcosa, oggi devo stare ferma ed arrivare in fondo alla tristezza. ma voglio e ci proverò, ho capito che se non entri veramente nelle cose e nelle persone proponendosi completamente non si va avanti
    Rispondi a valentina.maidiremai Commenta l’articolo

  12. Avatar di Sole

    Sole 4 anni fa (1 Novembre 2015 19:38)

    Ciao Ilaria, in quello che scrivi in parte rivedo la me di qualche anno fa..adesso sono molto più socievole, ma ho dovuto lavorarci tanto e ancora adesso ho momenti di chiusura in cui anche se non mi isolo, ho la tendenza a chiudermi in un cerchio stretto di amicizie che poi alla fine mi sta stretto..oltre a ciò penso di avere un po' paura di una relazione sentimentale adulta e ciò mi impedisce di mettermi veramente in gioco per cercare di soddisfare il mio desiderio. Per colpa di questa paura mi sono nascosta per un bel po' - sbagliando - nella convinzione che la persona giusta prima o poi sarebbe arrivata, e che non era necessario poi più di tanto darsi da fare... Oltre al desiderio di una relazione, nel mio caso, la paura nascondeva un vero e proprio bisogno, nel senso non positivo del termine.. In alcuni periodi, infatti, mi sono sentita profondamente inadeguata per non averla e pensavo che la mia vita senza non avesse senso..in altri periodi invece mi concentravo su tutto il resto, in particolare sulla mia vita professionale, tralasciando del tutto quella sentimentale, ma la bisognosita' era ancora li'...non riuscivo a trovare un equilibrio: o mi occupavo della mia vita sentimentale incappando in relazioni sbagliate o non me ne occupavo proprio.. Adesso credo di aver raggiunto un maggior equilibrio, cerco di uscire il più possibile, conoscere persone per il piacere di conoscerle, mi dedico al mio lavoro, ai miei interessi e alle mie passioni, cerco di essere sempre più autonoma e indipendente, e devo dire che sto decisamente meglio..spero quindi di essere sulla buona strada :-) Davvero grazie per il tuo lavoro!!!!!
    Rispondi a Sole Commenta l’articolo

  13. Avatar di fiore

    fiore 4 anni fa (1 Novembre 2015 21:01)

    Ciao Sole, mi riconosco molto in quello che hai scritto..anch'io ho avuto sempre un atteggiamento chiuso e fatalità nella convinzione che tutto quello che desideravo sarebbe arrivato da se.. in realtà poi ho capito che occorre mettersi di impegno e prendere in mano la propria vita se si vuole provare a realizzare ciò che si desidera smettendo di aspettare inutilmente. Da quello che scrivi mi sembra che tu ci sia riuscita..io forse sto ancora un po' troppo nella fase teorica e non ho realizzato un vero cambiamento, mi puoi dare qualche suggerimento?
    Rispondi a fiore Commenta l’articolo

    • Avatar di Sole

      Sole 4 anni fa (1 Novembre 2015 22:08)

      Ciao Fiore, allora innanzitutto anche io sto cercando di smettere di vivere nell'attesa..mi impegno ogni giorno per rendere la mia giornata un po' speciale! Poi sono partita da me; per parecchio tempo ho trascurato i miei bisogni, quindi ho iniziato a dedicarmi alle cose che mi piace fare e che mi divertono, in questo modo sto conoscendo persone nuove..Inoltre cerco di cogliere ogni occasione, ogni invito, ogni possibilità di uscita e sono anche più propositiva rispetto a prima! Tutto questo mi sembra stia portando positività nella mia vita..vediamo :-)
      Rispondi a Sole Commenta l’articolo

  14. Avatar di Matilde

    Matilde 4 anni fa (25 Febbraio 2016 22:11)

    Buonasera Ilaria, grazie per avermi indicato questo bellissimo articolo. Mi rendo conto che la causa della mia solitudine e' rintracciabile nel mio desiderio timore del rapporto con il prossimo. Ecco perche' per me e' diventato fondamentale leggere e commentare... Mi sento come una casa grande e bella da vedere all'esterno, ma poi piena di porte chiuse all'interno. Non mi importa di essere perfetta, mi interessa essere una donna di qualita', mi interessa vivere una vita di qualità. Sì, esattamente. Sto approfittando della funzione Archivio del blog, ed ogni giorno, mi impegno a leggere e a commentare. La mia ultima storia, in cui ho creduto davvero tanto, voglio che sia un punto di partenza e non di fine. Grazie infinite a Lei e a tutte le persone che raccontano le loro esperienze. P.S. Che bella la storia dei cucchiai...
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  15. Avatar di valentina.maidiremai

    valentina.maidiremai 4 anni fa (30 Aprile 2016 18:08)

    buona sera, a me non sembrava di avere paura degli altri, fino a poco tempo fa... invece ultimamente noto che non riesco più a muovermi e prendere iniziative nei confronti delle persone che conosco. Mi sfugge il limite tra il "selezionare i rapporti che non vanno bene per me" perchè non mi portano nulla di positivo, e la paura di prendere una iniziativa per avere contatto, perchè tante volte abbiamo detto che non bisogna nemmeno essere troppo selettivi, vero? Talvolta potrebbe andare bene per rompere il ghiaccio e riprendere l'abitudine e la capacità di frequentare gli altri, anche accettare di uscire con chi non ci è proprio congeniale, partecipare ad occasioni che avremmo lasciato perdere per non rimanere sul divano un'altra volta... Ammetto anche di avere una certa insicurezza nel manifestarmi, di avere quella paura del giudizio di cui si parlava più sopra. Di essere nel bel mezzo di un momento critico per cui mi concentro soprattutto sui miei problemi (troppo?). Il risultato è che mi isolo e questo non mi aiuta in alcun modo
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  16. Avatar di michela

    michela 3 anni fa (29 Maggio 2017 19:46)

    Io sto cercando di migliorare da questo punto di vista. Sono veramente timidissima. Sto iniziando dopo anni, a sbloccarmi: innanzitutto a non usare più solo i social per conoscere le persone (alleluia!!!). Solo che la vita reale è davvero difficile e diversa. Faccio fatica!!! Però piano a piano inizio con un sorriso e vedo poi come va. Non è semplice ma bisogna pur iniziare. Comunque Ilaria mi è servito leggere che se ci sentiamo giudicati allora non stiamo con le persone giuste, io vivendo in un'altra città ho un leggero accento e mi prendevano addirittura in giro per questo. Le persone giuste non lo fanno! Quindi chi lo fa, aria!
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  17. Avatar di Emilia

    Emilia 2 anni fa (14 Settembre 2017 23:40)

    Sono cresciuta in un ambiente abbastanza opprimente: due genitori ansiogeni con la mania del controllo, con un senso critico, ahimé, molto sviluppato e una mentalità piuttosto ottusa. Le mie paure scaturiscono da un'educazione estremamente rigida e la mia chiusura verso gli altri è una forma di protezione da quei giudizi potenzialmente invalidanti. Ancora oggi devo affrontare delle piccole battaglie per affermare la mia personalità, che spesso vacilla. Sono una donna ormai... Ciononostante i miei genitori fanno ancora fatica a considerarmi come una persona adulta. Però, se mi osservo dentro attentamente, vedo una Emilia che giudica se stessa più di tutti e, forse, è proprio questo, più di ogni altra cosa, a bloccare il flusso della mia vita.
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