La paura del giudizio degli altri e tante stupidaggini che non passano mai di moda

paura del giudizio degli altriEra da un po’ che stavo pensando a un articolo dedicato alla paura del giudizio degli altri e oggi lo scrivo decidendo quasi d’impulso. Devi sapere che giorno per giorno mi annoto i possibili temi da affrontare qui sul blog. Lo faccio in base ai commenti che lasciate, alle mail che mi inviano le lettrici, alle mie riflessioni personali. Ad altri spunti che ricevo dall’esterno. Cerco di annotare tutto in un unico elenco. Quando annoto il tema (per esempio, appunto, paura del giudizio degli altri) velocemente scrivo le idee a caldo e i punti da sviluppare. Poi, quando decido di stendere l’articolo vero e proprio, approfondisco, limo, vado nel dettaglio. E scrivo. Confesso che molto spesso il “là” ad affrontare un tema specifico me lo dà il mio stato emotivo, me lo danno le mie emozioni del momento. Sarà l'”ispirazione”? Capita magari che io abbia preso nota di un argomento venti giorni prima e poi una mattina ricevo una mail accorata su quel tema e allora sento la “spinta emotiva”, l’eccitazione per affrontarlo. Oppure dopo una sessione di coaching con una cliente mi sento toccata da quanto abbiamo fatto e scoperto insieme e ho la necessità di mettere nero su bianco le mie idee, subito.

"È molto più difficile giudicare sé stessi che giudicare gli altri. Antoine de Saint-Exupéry"

Tu dirai: “Ok, Ilaria, grazie per la commovente nota autobiografica, ma a me che cosa interessa? Che cosa c’entra tutto questo con la paura del giudizio degli altri?”

Paura del giudizio degli altri: lasciala andare

Va bene, andiamo per gradi e arriviamo al punto: la paura del giudizio degli altri è diffusissima, è un sentimento che si basa essenzialmente su una bassa autostima e sul senso di colpa. La paura del giudizio degli altri, inoltre, serve per per mettere in atto una incessante manipolazione gli uni sugli altri. E’ un dominio della mente e dello spirito.

Ti consiglio di fissarti questi pochi concetti che ho appena espresso.

C’è un odioso imperativo (ti sei mai accorta che è un imperativo?) che molti genitori usano ancora nei confronti dei figli: “Vergognati!”. Ecco, se sei genitore e/o hai a che fare con bambini/giovani, quella è una espressione che non devi usare mai. Fa male a te, prima di tutto. Esattamente come ti ha fatto male quando altri l’hanno pronunciata nei tuoi confronti.

Sembra impossibile, c’è questa grande aria di modernità tutta intorno a noi. Essere moderni fa figo secondo il sapere comune, essere moderni oggi è come essere magri, essere abbronzati e avere la fidanzata coscia lunga. Se non hai uno smartphone di ultima generazione e non scrivi le parole abbreviate e sgrammaticate, sei “vecchio”, irrecuperabile. Lontano dal presente. Se riesci ad esprimere un pensiero compiuto e sensato sei irrimediabilmente “antico”. Non stai capendo dove sta andando il mondo.

Eppure è mortificante, in questo inno al nuovo e al moderno, verificare giorno dopo giorno come soprattutto le più giovani generazioni – anche quelle supertecnologiche – siano prigioniere di un atteggiamento mentale antico e mortale (mortale è l’opposto di vitale), che si basa sulla necessità assoluta di seguire le mode, essere conformisti, stare nel gregge. La moda non è altro che la paura del giudizio degli altri tradotta in business, in mercato, in merce e denaro circolante.

Paura del giudizio degli altri e conformismo ignorante

Le vedi le pubblicità? Quante fanno leva su quella forattissima paura del giudizio degli altri? Riflettici, amica mia, che se ti fermi e ci pensi un attimo ti prendi davvero un enorme vantaggio competitivo sulla vita, quello più grande: pensare con la tua testa e conquistare la tua libertà.

“Che cosa diranno i nostri amici?” “Che cosa penseranno i miei suoceri?” “Che idea si saranno fatti in ufficio?”

“E gli amici di Facebook?! Quelli che stanno sempre a controllare quello che scrivo e quanto bella sono, perché non hanno di meglio nella loro poverissima vita di uomini e donne moderne, ipertecnologici e perennemente connessi… Mi metteranno il “mi piace” alla foto in cui sono scollatissima, abbronzatissima, lucidissima e con il rossetto da trivio?!”

E il cretinouniversale che ogni volta che compari in chat ti scrive: “seibelissima…” e poi va in stand by perché ha esaurito la sua creatività e le lettere a disposizione del suo analfabeto, si accorgerà che sei stata alla spiaggia di Rimini Stiga di Sotto o no? E il tuo ex fidanzato delle elementari? Avrà capito che cosa si è perso?

Per chi ha paura del giudizio degli altri, gli altri non sono compagni di viaggio, sodali, alleati. Non sono un territorio da esplorare con stupore e sorpresa. Non sono storie misteriose e avventure esaltanti da scoprire. Non sono una risorsa che rende la vita insuperabile e inimitabile.

Gli altri sono nemici!

O aguzzini, tiranni, carcerieri. Scegli tu.

La paura del giudizio degli altri e le relazioni

Molto spesso a loro totale insaputa. Poveretti, anche loro. Altri esseri umani in preda alla paura del giudizio degli altri. Tutti dominati dalla paura. Che brutta vita. Che spreco.

Una gara di tutti contro tutti. Una gara che non si può vincere. Perché la paura del giudizio degli altri non dipende dagli altri, ma da noi. Da come ci sentiamo con noi stessi. Da quello che pensiamo degli altri.

"Non giudicate e non sarete giudicati. Gesù"

Ma da dove viene tutta questa gran paura del giudizio degli altri? Dall’educazione, abbiamo detto. Dall’aria che si è respirata da bambini, dalle “inferenze” logiche e dalle priorità che sono state date. Cioè? Pensaci un momento.

Se tu fossi totalmente libera dalla paura del giudizio degli altri, che cosa faresti? In quale direzione porteresti la tua vita?

Ecco, spesso l’educazione che ti è stata fornita può averti portato a pensare non nel tuo proprio interesse, ma alla risposta che potresti ottenere dagli altri relativamente alle tue azioni.

“Non rientrare tardi alla sera. Se no, cosa penseranno di te i vicini?” In un messaggio del genere ci sono presupposizioni svalutanti al massimo: non sei tu che conti, non il tuo benessere e il tuo piacere, non la tua volontà. Non i tuoi obiettivi. Ma il giudizio degli altri.

E chi sei tu, un’imputata della vita, forse? Una pre-giudicata dell’esistenza? Che cos’è la vita, un processo? Il mondo è un tribunale?

Vivere pensando costantemente al giudizio degli altri significa dare per assodato che quel che tu sei viene in secondo piano. E magari terzo o quarto.

E’ chiaro il trucco di certi meccanismi mentali?

Paura del giudizio degli altri ed eccesso contrario

E come può sentirsi una persona che viene in secondo piano rispetto al giudizio degli altri? Una tacca totale (in questo articolo mi scappano un po’ di errori di ortografia, è perché sono moderna, capiscimi). E quando ti senti una tacca totale, la tua autostima va a farsi benedire. E la paura del giudizio degli altri aumenta, aumenta, aumenta.

Eccolo il circolo vizioso che gira a pieno regime.

Bada bene: chi se ne infischia totalmente del giudizio degli altri è un asociale, un perverso (narcisista). Un esempio che tutti abbiamo davanti agli occhi? I nostri politici. Oggi è stato arrestato il sindaco di Venezia. Non è il primo. Non è l’unico. Soprassiedo sul fatto di cronaca. Osservo il quadro generale che ci è offerto quotidianamente da queste persone senza vergogna, senza ritegno, senza dignità.

"Gli uomini si giudicano meglio dal basso verso l’alto che dall’alto in basso. Paul Claudel"

Osservale anche tu, senza farti coinvolgere. I loro comportamenti distorti possono definire i contorni e i confini di una vita improntata a un’etica sana della responsabilità verso se stessi e verso gli altri. Verso il mondo tutto. In questo caso è necessario attivare una obiettiva (e utile) capacità di giudizio e tutto il proprio senso critico. A questo ti serve liberarti dalla paura del giudizio degli altri.

La paura del giudizio degli altri e il cammino di ogni giorno

Se mi segui da un po’ probabilmente ti sei resa conto che questo blog è molto seguito, che io ho un profilo personale su Facebook piuttosto affollato e che La Persona Giusta per Te ha una pagina Facebook su cui intervengono in molti. Certo, si tratta del lavoro e del modo che ho scelto per comunicare.

Credi forse che io all’inizio non abbia dovuto affrontare la mia personale paura del giudizio degli altri? Credi che ogni giorno non la debba affrontare, come se fosse la prima volta? Credi che io non debba confrontarmi ogni giorno con critiche e “giudizi”?

"I giudizi che diamo degli altri dicono ciò che siamo noi stessi. Arturo Graf"

Sai qual è il grande insegnamento che ho avuto nell’affrontare la mia personale paura? Che ogni giorno imparo sempre meglio a distinguere quali valutazioni degli altri voglio tenere come importanti ssostegni per me, per migliorare me stessa e il mio lavoro e quali giudizi invece mi fanno ridere e mi rivelano un lato debole della natura umana, dal quale non voglio rimanere invischiata.

Ecco, oggi un piccolo episodio personale e un vergognoso episodio pubblico mi hanno dato il “là” per affrontare il tema della paura del giudizio degli altri.

E tu, quando affronti la tua, di paura?

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85 Commenti

  1. Avatar di Al

    Al 6 anni fa (12 Giugno 2014 10:33)

    In teoria lo so... nella pratica ci sto facendo l'abitudine :)
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  2. Avatar di Michela2

    Michela2 6 anni fa (12 Giugno 2014 12:33)

    Goldie,posso dirti una cosa?Non ti sei sentita rispettata, ok.Non puoi pero' pensare che sia colpa dell'uomo di turno che non ti rispetta.Puo' essere che tu non ti sia fatta rispettare?Non penso neanche che quando qualcuno ci manca di rispetto o noi sentiamo questo dobbiamo riprendere le redini e far mettere le carte in tavola.Se un uomo sta una settimana senza vedermi,senza sentirmi,è inutile mettere le carte in tavola, sono ovvie...Non mi vuole.Da li si chiude.Poi se tornerà si vedrà...ma nel frattempo per noi dev'essere già chiuso senza il bisogno di doverselo sentir dire o di essere pesanti e poi alla fine mancare di rispetto alla nostra intelligenza, a noi stesse.L' "ultima occasione" gliel'hai data tu!!! Non siamo cosi' stupide ingenue e facilmente manipolabili come vogliamo far credere per piangerci un po' addosso ed aver la comprensione esterna...Il tuo discorso se era chiaro doveva non portare a nessuna ultima occasione. Non so se mi sono spiegata...
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  3. Avatar di Goldie

    Goldie 6 anni fa (12 Giugno 2014 13:21)

    vero. ma non sono di marmo
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  4. Avatar di Marzia

    Marzia 6 anni fa (12 Giugno 2014 14:40)

    Condivido la paura di Al... Ilaria, potresti illuminarci a riguardo con qualche pillola di saggezza che possa scuoterci un po'? Grazie
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  5. Avatar di Goldie

    Goldie 6 anni fa (12 Giugno 2014 17:49)

    oh volevo mettere pollice in su! Anche a me interessa!
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  6. Avatar di gabbia dorata

    gabbia dorata 6 anni fa (30 Dicembre 2014 2:21)

    Ciao Ilaria, ho casualmente trovato questo blog qualche giorno fa e ad oggi ho già letto numerosi articoli e "come attrarre la persona giusta per te...". Sei arrivata al momento giusto. Ho solo 23 anni ma la mia vita è stata davvero piena. Sono dovuta crescere in fretta perché metaforicamente parlando la mia famiglia mi ha lasciata in balia di me stessa sin da una tenera età. Loro c'erano fisicamente ma sicuramente non in altri modi di cui avevo più bisogno. Per questo sono cresciuta "male"...con la sola voglia di far soffrire loro cosi come avevano fatto soffrire me...per riuscire in questo mi sono messa sempre nei guai...facendo del male sempre e solo a me stessa. È stato come un circolo vizioso:più mi sentivo rifiutata,sotto stimata e non rispettata ,più facevo cavolate, più facevo cavolate tanto più venivo considerata una buona a nulla...tanto da arrivarci a credere! Tutto ciò mi ha lasciato cicatrici forti fisiche e mentali che non credo di poter cancellare mai. Non mi è stato insegnato quanto valessi e anzi mi è stato insegnato quanto poco fossi importante e quanto fosse invece molto più importante ciò che gli altri pensassero di me. Vivo nel terrore del giudizio degli altri,se non piaccio a qualcuno a momenti mi dispero;se qualcuno mi muove una critica a momenti piango...ma soprattutto ho sacrificato la mia vita e lo sto facendo tutt'ora per paura di ciò che diranno gli altri se lasciassi il padre della mia piccola...!ci ho provato e stra riprovato ma n sono felice...NON È SEMPLICEMENTE LA PERSONA GIUSTA PER ME...so esattamente cosa dovrei fare ma non ci riesco. Cosa penserebbero di me i miei?e i suoi?e tutto il mondo? Poi mi adagio su quei comportamenti di cui parli nella tua guida...quella del"c'è sempre qualcosa che mi impedisce di essere felice...si,me stessa". Ma non posso cambiare le cose,non ho un lavoro,la mia cucciola ha soli 10 mesi e n potrei affidarla a nessuno economicamente parlando...di tornare dai miei non ne voglio proprio sapere...come superare ostacoli simili?? Io sono un leone in gabbia...se solo potessi usirne divorerei il mondo! Ho una gran voglia di fare e una tale confusione da non saper cosa fare. Ilaria aiutami tu :p ottimo lavoro con il tuo blog...presto acquisterò il tuo ebook. Prego in una risposta
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  7. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 6 anni fa (30 Dicembre 2014 11:23)

    Allora, abbiamo un giovane leone in gabbia (una gabbia dorata, evidentemente si fa fatica ad abbandonarla) anche un po' prepontentello e sfacciato. Che dire? Cara amica, se non hai un lavoro cercalo o createlo. Dire che non si possono cambiare le cose è vigliacco e da film dell'orrore, sempre, ma peggio a 23 anni. La bimba è tua, certo, ma non solo tua. Organizzati per condividerne la cura. Perché non avere un lavoro adesso e sentirsi un leone in gabbia adesso già pesa. Immagina tra un anno, due o cinque. O dieci o venti. Terribile. Pensi di continuare a non avere lavoro per tutta la vita? Ma non ti fa orrore, terrore, tremore, questo? Pensi di stare con un uomo che non è la persona giusta tutta la vita? Ma non ti fa orrore, terrore, tremore, questo? Mamma mia. Tornando alla bambina e alle scuse: non ci sono asili nido ai quali affidarla? Hai voglia di fare? Fai. Qualunque cosa, purché ti metta alla prova, metta alla prova le tue capacitä, ti faccia crescere. Attraverso la quale puoi dimostrare di non essere solo chiacchiere e distintivo. Puoi anche fare qualcosa legato alla cura dei bimbi, in modo che ti permetta di impiegare il tuo tempo mentre fai la mamma. O qualche attività che ti permetta di stare in casa, anche se il mio consiglio è quello di uscire, scontrarsi e confrontari con il mondo, ampliare i tuoi orizzonti, perché, mi tocca dirlo, ho l'impressione che finora siano stati e siano davvero un po' ristretti. Quanto alle cicatrici fisiche e mentali, va bene, mi dispiace. Si può avere una vita degna anche con le cicatrici, se non si usano come ennesima scusa in un lungo elenco. In bocca al lupo, e datti da fare subito.
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  8. Avatar di Rossella

    Rossella 5 anni fa (22 Febbraio 2015 18:16)

    Quando riuscirò ad uscire da certi limitanti schemi mentali che ho lasciato consolidare negli anni. Allora potrò affrontare la paura del giudizio altrui. A volte mi sembra di avere una tale forza interiore per poter rompere il guscio in cui mi sono chiusa ed esprimere me stessa al meglio affrontando tutto e tutti ma poi timidezza, scarsa autostima e paura degli altri mi paralizzano. Sono come un veleno per la mia mente.
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  9. Avatar di alessia

    alessia 5 anni fa (3 Maggio 2015 18:38)

    Molto interessante. Aggiungerei anche come certi atteggiamenti di amici ti facciano scattare il senso di colpa.. Sicuramente non volendo per carità ma certi atteggiamenti in discussioni ti lasciano perplessa...secondo me il senso di colpa va a braccetto con la manipolazione.. Oggi parlavo su Facebook con un'amica intima dei fatti di expo, eravamo d'accordo,parlavamo dei media etc e mi risponde con "perché controbatti?" . Già che se si parla si conversa,non si controbatte..spieghi e ti si risponde "rilassati. Sarà colpa mia". Ecco, qua ti sale il senso di colpa (anzi,mi sale) ma, correggetemi se sbaglio, non e' manipolazione? Credo che il punto,che si riallaccia a quasi tutti gli articoli,sia questo: comunicare e difficile e non può farlo solo uno sempre ad andare incontro
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  10. Avatar di nadia

    nadia 5 anni fa (24 Maggio 2015 23:50)

    Ciao... scusa se ti disturbo ma volevo ringraziarti per avermi aiutata ad uscire da una storia sbagliata... un uomo impegnato che mi ha fatto soffrire per 3 anni. Non dico di essere felice e serena, in fondo sono passati solo 10 gg da quando ho finalmente trovato il coraggio di dirgli di sparire dalla mia vita, ma mi sento molto meglio e sto iniziando a curarmi di me stessa. Ecco però che all'improvviso si ripresenta un uomo che mi corteggia da un anno. Un uomo che è l'opposto dell'altro. Libero, pieno di attenzioni, desideroso di una storia seria. Uno che ha continuato a cercarmi nonostante un anno di rifiuti. E io che faccio? Boh. ... non mi capisco. .. sento un'attrazione ma ho paura di una storia seria. Ho paura che lui si leghi a me mentre io sto assaporando la libertà appena conquistata. Inoltre sto a sentire quello che dicono le mie amiche... non è alla tua altezza, non ha la tua cultura, non è bellissimo... insomma non mi merita. E lui? Nonostante i rifiuti mi adora, mi colma di attenzioni e affetto e mi fa sentire protetta. Mi desidera e ci resta male perché io lo rifiuto. E io mi chiedo il perché. .. cosa ho di sbagliato... perché ho paura di una storia seria e soprattutto perchè mi vergogno che amici mi vedano in sua compagnia.
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  11. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 5 anni fa (24 Maggio 2015 23:58)

    @ Nadia: come dovrebbe essere un uomo che invece i tuoi amici approverebbero? :)
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  12. Avatar di nadia

    nadia 5 anni fa (25 Maggio 2015 18:37)

    Ti riporto quello che dicono di lui.... usano molto la parola "tascio" che in dialetto palermitano vuol dire non ha gusto... quindi si veste troppo eccentrico...ecc. Inoltre io ho una laurea lui terza media... ma ti posso assicurare che di cultura ne ha da vendere nel senso che ha letto tanto ed è un autodidatta. Per problemi economici non ha continuato gli studi ma ora ha una sua posizione e sta bene economicamente. Insomma è uno che si è fatto da sé. Poi mi dicono che io sono più bella di lui e che lui mi fa sfigurare.... insomma secondo loro non è l'uomo giusto per me. Io sto cercando di superare queste cose che per me non hanno importanza e di capire di più la sua interiorità. Però non è facile subire sempre le critiche degli altri. Alcuni mi hanno detto che non escono cin me se c'è lui. Bahhhh ... Questa persona frequenta solo medici e persone di alto livello. .. :-)
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    • Avatar di Denny

      Denny 5 anni fa (10 Luglio 2015 12:19)

      Nadia, scusa se mi permetto, ma che razza di amici hai? snob e che guardano solo all'apparenza? io mi allontanerei da certa gente e pensa con la tua testa e le tue sensazioni...
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  13. Avatar di nadia

    nadia 5 anni fa (25 Maggio 2015 20:57)

    Volevo dire che la persona che non vuole uscire con me se c'è lui,è una che frequenta medici e gente chic :-)
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    • Avatar di Michela2

      Michela2 5 anni fa (10 Luglio 2015 13:38)

      E' piu' furba e avanti mia nonna che ha la terza elementare che il tuo amico che frequenta solo medici e gente chic ne sono sicura.Quando una persona ha la luce dentro non ha bisogno di vivere di luce riflessa (degli altri) sia che abbia la 1 elementare sia che abbia 10 lauree...
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  14. Avatar di Alessia

    Alessia 5 anni fa (10 Luglio 2015 10:39)

    Ilaria bello questo. Per me colpisce nel segno e lo trovo super connesso al senso di colpa che mi affligge sempre e del quale cerco di liberarmi. Mi sento in colpa anche per aver accettato una proposta freelance fino a fine ottobre perche' non e' un posto fisso (poi togli che a conti fatti guadagno il triplo di quanto prenderei da impiegata, mi faccio un portfolio di contatti che nel mio lavoro non ha prezzo e ho pure sgravi fiscali!) ! E' proprio vero che ci siamo cresciuti a pane, senso di colpa e paura del giudizio altrui. Io a febbraio mi sentivo cosi persa che avevo il bisogno costante di chiedere conferma di chi fossi ai miei amici - di fatto dando loro potere e, adesso che sto tornando in me e me lo riprendo, dimostrando che non ho bisogno di loro - o almeno non sempre, li vedo sbattere i piedi e dirmene di mille colori perche' si erano abituati al potere. Bello bello, me lo salvo questo. grazie e buona giornata di sole!
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  15. Avatar di Paura del giudizio degli altri

    Paura del giudizio degli altri 5 anni fa (17 Dicembre 2015 20:54)

    Il timore del giudizio dipende da noi non dagli altri. Dipende dalla nostra autostima e da come ci percepiamo. Nel timore del giudizio spesso siamo i primi a giudicarci aspramente, e a credere di non poter essere abbastanza. Occorre lavorare su questo e imparare ad accettarci con i nostri pregi e difetti, ed utilizzare al meglio le nostre risorse. Monia Ferretti
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  16. Avatar di valentina.maidiremai

    valentina.maidiremai 4 anni fa (2 Febbraio 2016 18:15)

    buona sera, la mia paura del giudizio degli altri si esprime evitando di intervenire nelle discussioni, mantenendo una esagerata privacy, cioè raccontando poco dei miei fatti personali e delle mie reazioni a quello che mi succede, evitando di entrare in contrasto o di dire il mio parere... eppure alla mia età, penso sempre, non dovrei più farmi di questi problemi. ho quasi 50 anni ma a volte ho reazioni uguali a quando ero ragazzina
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  17. Avatar di Viviana

    Viviana 2 anni fa (27 Agosto 2018 16:29)

    Mi piacerebbe condividere un episodio molto personale a tema. Per sette anni ho ignorato una micosi spuntata in entrambi gli alluci, perché la terapia è lunga almeno un anno e implica ovviamente il non poter mettere lo smalto sopra. Vivo in un luogo abbastanza caldo, in cui si indossano le scarpe aperte praticamente cinque/sei mesi all'anno e la sola idea che estranei potessero guardare quelle due unghie ridotte in quel modo mi metteva davvero a disagio. Perciò smalto sopra e passa la paura, ero di nuovo normale, come tutte le altre, nessuno potrà indicarmi e giudicarmi. A maggio di quest'anno ho deciso che era ora di smetterla di comportarsi da sciocca babbea e sono andata da un dermatologo e quindi sto lentamente curando queste povere unghie bistrattate. Ebbene indosso le scarpe aperte, non è un bel vedere, ovvio, ma nessuno e dico nessuno di qualunque età, sesso, credo politico... Mi ha guardato in modo diverso dal solito. Il problema era solo nella mia testa e la paura del giudizio degli altri non solo ha fatto aggravare inutilmente la situazione, ma a lungo andare mi avrebbe potuto portare a conseguenze ben più gravi, dato che il dermatologo mi ha diagnosticato una distrofia ungueale determinata da problemi di tiroide e gli esami hanno confermato una situazione avanzata di tiroidite autoimmune. La micosi insomma era solo la punta dell'iceberg. Spero che la mia esperienza, così banale in fondo, possa far riflettere.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (27 Agosto 2018 16:35)

      Grande! E generosa a condividere. Non mi allargo ma penso che questo nuovo atteggiamento utilmente menefreghista possa portare altri benefici alla tua salute generale. Un abbraccio.
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    • Avatar di Viviana

      Viviana 2 anni fa (28 Agosto 2018 13:07)

      Grazie, di cuore 🌺
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 anni fa (27 Agosto 2018 19:53)

      Ciao Viviana, grazie per la condivisione. Hai dimostrato a te stessa che sei più importante del giudizio che gli altri potrebbero avere di te. Ti auguro una pronta guarigione e l'inizio di un percorso di rinascita!
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    • Avatar di Gea

      Gea 2 anni fa (27 Agosto 2018 22:08)

      Cara Viviana, grazie per il commento tutt'altro che banale. La tua testimonianza e' davvero preziosa, tanto per il contenuto, quanto per l'introspezione lucida che ti ha portatq a liberarti delle preoccupazioni inutili e a prenderti cura di te stessa e della tua salute. In molti casi le malattie autoimmuni si manifestano proprio come hai descritto. Hai fatto benissimo ad ascoltare te stessa! Auguri di cuore per la tua salute e un forte abbraccio 🌻
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  18. Avatar di Ally

    Ally 1 anno fa (10 Giugno 2019 15:21)

    Cara Ilaria, Si il giudizio degli altri mi pesa come un macigno. Ho compreso di aver mantenuto una certa condotta più per rendere felice chi mi era accanto che me stessa (e partendo dall assunto che lo facevo per essere accettata alla fine non ho ottenuto né l accettazione e né la mia soddisfazione). Ad oggi ho fatto mie due riflessioni a riguardo: il giudizio che posso immaginare l altro abbia di me poche volte combacia al vero (le mie sono solo supposizioni), in secondo luogo, ciò che l altro pensa e crede non é un problema mio e non mi deve interessare e limitare. Esempio pratico: oggi mi è scesa una lacrima davanti ad un estranea mentre la informavo delle mie vicissitudini. Mi sono sentita subito in colpa per quella esternazione, presa dalla rabbia per essermi dimostrata debole e pensando a tutti i possibili giudizi svalutanti che lei potesse avere a mio riguardo. Fermata la cascata negativa mi sono detta: "ok. È successo. Due lacrime sono venute giù da sole. Mi devo dannare per questo? Se lei penserà bene o male di me... Mi interessa realmente? Devo compiacere qualcuno? Se qualcuno pensa che sono una poverina mentre il mio ex è felice e contento, mi interessa questo pensiero? Mi aiuta? ". No. Devo andare avanti, scrollarmi tutti questi pensieri inutili di dosso e pensare a stare bene, riflettendo sul dove sono arrivata fino ad ora nel mio percorso. È dura accettarsi, ma sono sicura che quando riuscirò a farlo l altro il giudizio Dell altro mi dirà molto dell altro e poco di me. Un abbraccio a tutti.
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