Vendetta: ma di che cosa stiamo parlando?

vendettaIl desiderio di vendetta è un desiderio umano, molto umano. Scommetto che anche a te, almeno una volta nella vita, sia capitato di avere una gran voglia di farla pagare a chi ti ha fatto uno sgarbo, un dispetto o ti ha ingannato o imbrogliato. Magari ti è capitato quando eri bambina o ragazzina (succede spesso quando si è piccoli di desiderare di vendicarsi dei “dispetti” subiti dai coetanei o dagli adulti, anche se probabilmente non si è nemmeno in grado di dare un nome a quell’emozione) o magari ti è capitato da grande, quando sei stata vittima di un sopruso (anche da parte di persone delle quali credevi di poterti fidare molto, come il tuo partner o tuo marito) o di un abbandono, di un maltrattamento. Il desiderio “naturale” di vendetta, comune anche a molti animali – chi possiede un gatto ben lo sa – nasce ha, biologicamnte, lo scopo di limitare l’invadenza e l’aggressività dell’altro e di evitare altre aggressioni.

"La vendetta è il duello dei poveri. Prosper Mérimée"

Senti forte il desiderio di vendetta anche quando hai subito un’ingiustizia, da parte di un’istituzione, o hai visto qualcuno subire un’ingiustizia intollerabile. Già, le ingiustizie: le ingiustizie sono il vero motivo scatenante del desiderio di vendetta. L’ingiustizia viene considerata come un’alterazione di un equilibri e la vendetta come il mezzo per ristabilire quell’equilibrio. E’ così ovvio, umano, naturale, spontaneo. Nell’Antico Testamento la vendetta era addirittura normata con la famosa “legge del taglione”, “occhio per occhio, dente per dente”. Al giorno d’oggi, in una società avanzata come la nostra, il concetto di “giustizia” è molto forte e fin da bambini ci si confronta con il concetto di “giustizia”, nel senso che vengono mandati messaggi forti relativamente all’importanza della giustizia e del farla prevalere. “Tu e tuo fratello fate metà a ciascuno.” “Uno per ogni allievo” etc. Ma esiste la giustizia? Quando ti separi, divorzi o hai anche una banale causa con il tuo vicino, ti è capitato di vedere la “giustizia” trionfare? Quando leggi i giornali e le cronache, hai la percezione che il mondo sia regolato da principi di giustizia? Nei luoghi di lavoro vedi la giustizia trionfare? O, anche solo la meritocrazia? Mica tanto, eh…

Soprattutto, detto papale papale, per quanto crudele e doloroso possa sembrare: non vi è ambito in cui l’ingiustizia si esprime in modo più ampio di quanto succeda, molto spesso, nei rapporti privati, in famiglia e soprattutto nel rapporto di coppia. Quando una persona subisce un tradimento da parte del partner – evento dolorissimo, umiliante, avvilente – è possibile fare giustizia? E’ possibile ristabilire un’equità? Quale vendetta – che non è comunque mai lecita – potrebbe “risarcire” del dolore subito? Quando si subiscono abusi materiali e morali, hai mai avuto prova che ci sia la possibilità di avere “giustizia” o di ristabilire la “giustizia”? Un giovane uomo – apparentemente molto forte di carattere – mi raccontò che lo psicologo al quale si era rivolto gli aveva diagnosticato una sindrome post traumatica da stress. La ragione scatenante? Lui aveva una relazione di convivenza. La compagna era rimasta incinta. Gli aveva nascosto il proprio stato e aveva abortito senza informarlo. Dettaglio non banale: il giovanotto in questione è un medico affermato, che lavora in ospedale. Come dire, se la ferita poteva essere resa più cocente. Immediatamente dopo lo aveva lasciato per un altro. Che forma di giustizia è possibile mettere in atto? E come gestire il desiderio di vendetta, di “farla pagare”, di ricevere un “risarcimento”?

Vogliamo parlare delle ancora tantissime donne, che, probabilmente per una fiducia mal riposta, restano incinte del partner e vengono abbandonate a scelte drammatiche, in totale solitudine? C’è giustizia? Probabilmente in questi casi non c’è nemmeno desiderio di vendetta, da quel che osservo io.

Vendetta, relazioni intime, giustizia

Fino a non poco tempo fa in Italia c’era il cosiddetto “delitto d’onore” : “L’art. 587 del codice penale consentiva quindi che fosse ridotta la pena per chi uccidesse la moglie (o il marito, nel caso ad esser tradita fosse stata la donna), la figlia o la sorella al fine di difendere “l’onor suo o della famiglia”. La circostanza prevista richiedeva che vi fosse uno stato d’ira (che veniva in pratica sempre presunto). La ragione della diminuente doveva reperirsi in una “illegittima relazione carnale” che coinvolgesse una delle donne della famiglia; di questa si dava per acquisito, come si è letto, che costituisse offesa all’onore. Anche l’altro protagonista della illegittima relazione poteva dunque essere ucciso contro egual sanzione.” (fonte Wikipedia). Alla faccia della vendetta, eh. E poi ci chiediamo come mai ancora, nel nostro bel paese avanzato, è ancora tanto praticato – e sostanzialmente l’assassino oggetto di “umana comprensione”  – il femminicidio o sono sottovalutati e addirittura tollerati e giustificati i maltrattamenti sulle donne. Orribile. Orribile il delitto d’onore, orribile la trascuratezza in termini di diritto di famiglia e di tutela della persona che si sperimenta quotidianamente nel nostro paese.

"La vendetta è il piacere abietto di una mente abietta. Giovenale"

Tu ti starai chiedendo: “Ilaria, ok, va bene, molto interessante tutto questo pippone sulla giustizia che in realtà assomiglia più a un’ingiustizia, va bene il pippone collaterale sul delitto d’onore come “regolamentatore del naturale desiderio di vendetta” e sull’ingiustizia nei rapporti di coppia, ma, accirderbolina, io sono interessata ad argomenti più leggeri. A che cosa mi servono tutte queste informazioni anche un po’ tristi e drammatiche, per non dire angoscianti?” In realtà ti servono moltissimo, perché ti sono utili ad acquisire una maggiore consapevolezza delle tue emozioni profonde, delle ragioni per cui talvolta ti senti tanto stretta dal dolore e dal desiderio di vendetta e come puoi invece liberarti di tutto questo, a tuo vantaggio, cioè per la tua serenità e tranquillità d’animo.

Vendetta e scelte giuste da fare

Conoscere te stessa e quali sono le tue emozioni e quello che accade dentro di te quando succede qualcosa nella tua vita, nel tuo mondo, nel tuo ambiente significa diventare padrona di te e della tua esistenza, dei tuoi progetti e del tuo futuro: non c’è nulla di più importante. Sapere che il desiderio di vendetta è un sentimeno naturale, umano, spontaneo e che dà anche tormento, ti è molto utile. Prendere coscienza che questo desiderio lo condividi con altri esseri umani o con altre donne che hanno sperimentato un tradimento, una separazione dolorosa, abusi di vario genere (non solo all’interno della coppia) ti permette di sentirti meno sola.

"La vendetta è come un veleno che ti invade tutto. Spider Man 3"

Ricevo molto spesso mail e messaggi di donne “inviperite”, “incattivite”, “profondamente offese” dal trattamento ricevuto da parte di un partner, di un corteggiatore o di un amante. E, molto spesso, quello che a queste donne interessa è una cosa sola: fargliela pagare, vendicarsi, “rendergli pan per focaccia”. Può trattarsi di sgarbi di poco conto – per esempio un corteggiamento molto insistente all’inizio e poi una sparizione improvvisa, come accade migliaia di volte ogni giorno a migliaia di donne – oppure, di “violenze” più gravi: la sottrazione di capitali, l’inganno su fatti importanti della propria esistenza – per esempio un partner che ha una doppia vita -, l’aver mentito sul proprio lavoro e sui propri progetti.

Vendetta: a che cosa ti serve?

Quello che noto – è una mia sensazione, non posso dire di aver fatto una vera e propria statistica, anche se lo sguardo che posso avere grazie al mio lavoro è piuttosto ampio, come sai, – è che spesso hanno più desiderio di vendetta coloro che hanno subito danni o offese di “minor conto” (intendo minor conto per la percezione di chi sta all’esterno, per il sentire comune: si sa che il nostro vissuto è fatto di percezioni, quindi non va bene giudicare le percezioni altrui. Se un per te un uomo che non ti paga il caffé ti offende gravemente, questa è una tua percezione che va accettata, anche se magari ti converrebbe pensarci su) mentre chi ha subito abusi di un certo peso, realmente distruttivi, spesso è meno “arrabbiata”, almeno esteriormente. Ma non è detto che rancore e risentimento non lavorino distruttivamente dentro di lei, impedendole di vivere libera. Es u questo devi riflettere con attenzione se pensi che sia il tuo caso.

"La sete di vendetta prosciuga l’anima, la brucia e la consuma. Alexandra Marinina"

Ecco diciamo che il desiderio di vendetta e il venire a patti con il desiderio di vendetta hanno molto a che fare con la libertà e la possibilità di aprirsi strade altrenative e utili per la realizzazione personale.

Il tema è complesso. Mi interessa sapere le tue opinioni e in particolare ti chiedo la cortesia, per mettere in pratica utilmente le riflessioni proposte, di concentrarti su tutti quei momenti della tua vita nei quali hai sentito il desiderio di vendicarti o qualcosa che assomigliasse al desiderio di vendetta. Come hai risolto, alla fine, questo tuo stato d’animo? Hai ritrovato la pace con te stessa? Che cosa ti sei detta per ritrovarla? Oppure: a che punto sei?

Nei commenti parlami delle soluzioni vantaggiose che hai trovato, di quelle che ti hanno dato benefici e delle “scoperte” che hai fatto, utili per te e per la tua vita.

Fammi sapere anche se vuoi che approfondisca il tema della vendetta, della gestione del rancore e del risentimento e perché ti interessa.

Per smettere di soffrire e diventare più forte, nella tua vita sentimentale e nella tua vita di tutti i giorni, puoi affidarti ai percorsi che ho creato appositamente per te:

per comprendere i tuoi bisogni e come soddisfarli: I 7 Pilastri dell’Attrazione

per sedurre un uomo, senza farsi prendere dal panico: Come Sedurre un Uomo senza Stress

per aumentare la tua autostima c’è un percorso tutto di Autostima al femminile in APP Autostima Passo Passo.

E, per dare una reale svolta alla tua vita e uscire finalmente da un momento difficile e lasciare andare gli schemi che ti riportano ai soliti errori, vivendo leggera e serena, il coaching individuale con me.

C’è una piccola NOVITA’: un piccolo ebook che contiene “spremute” tutte le mie teorie su come trovare il partner giusto. Si intitola Stai Calma & Trova l’Uomo Giusto.

Come fare innamorare un uomo e tenerselo
Gratis per te!
Crea una relazione sana e soddisfacente con sincerità e onestà. Rispettando te stessa e l'uomo che ti piace, senza sembrare una facile, ma esprimendoti al 100% per come sei, molto più serena e sicura di quello che fai.
Ricevi i miei aggiornamenti esclusivi e riservati

Articoli Correlati

Lascia un Commento!

205 Commenti

  1. Avatar di Claudine

    Claudine 3 anni fa (21 novembre 2015 14:17)

    Ciao Ilaria! Vorrei un tuo parere su quanto e quando è giusto il dialogo e quando invece è meglio allontanarsi senza dare spiegazioni. Ti pongo questo quesito, perché io ho sempre creduto nel dialogo. Su questa via però trovo vari ostacoli che sintetizzo: 1) difficoltà nel dire a parole quello che ho dentro, senza cioè che l'emotività mi porti ad essere aggressiva, o piagnucolona. 2) Disposizione dell'altro a volermi ascoltare (di solito no perchè comporta essere seri e responsabili) 3) Dubbio se è costruttivo o meno parlare per giungere ad una soluzione, qualunque essa sia, meglio se condivisa. Tu che sei esperta di psicologia maschile, come la vedi questa strada per pianificare le avversità e le incomprensioni? In che modo è meglio porsi con l'uomo in senso generico? So che ogni caso è a se, ma adesso so anche che l'uomo in quanto tale, ha delle sue specifiche caratteristiche di indole. Questa domanda te la pongo perché ho sempre visto il fumo della fuga quando ho voluto affrontare un discorso serio ed un chiarimento.
    Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (21 novembre 2015 16:17)

      Ciao Claudine, il desiderio di chiarirsi é legittimo, ma come sai bene anche tu non tutti i desideri possono essere realizzati. Nel caso specifico, questo é dovuto al fatto che l'altro non sa o non vuole confrontarsi. Sai quanto coraggio e quanta maturità psicologica richiederebbe? É come chiedere a un attaccapanni di essere un mandorlo e di fiorire a fine inverno. Mentre scrivo questo, penso all'aborto di amicizia-o-amore con l'ex collega. Mio malgrado, nella mia mente, come una telescrivente, scorrono le parole che vorrei dirgli o scrivergli, ma che non gli diro' né scrivero' mai... perché sarebbero fiato o inchiostro sprecato. Se fosse ricettivo a queste riflessioni, sarebbe un'altra persona... e molto probabilmente si sarebbe tirato fuori dai suoi problemi, si sarebbe lasciato andare ai desideri, avrebbe aperto il suo cuore e le sue braccia... e ora staremmo insieme. Ma lui NON é questa persona, dunque nessun discorso é possibile e, in definitiva, lui NON é l'uomo che fa per me... e non vale la pena pensarci... anche se il distacco emotivo é per forza di cose graduale. Stanotte l'ho sognato: contrariamente agli ultimi sogni, era un sogno molto dolce... ma solo un sogno. Quello che so, é che sognarlo regolarmente da oltre un anno significa che qualcosa in lui mi aveva colpita intimamente (il mio ex non lo sognavo mai), ma so anche, a ragion veduta, che non posso aspettarmi nulla da lui, e confido nel passare del tempo affinché il mio inconscio se ne liberi. Per ritornare alla tua domanda, Claudine, riassumo prosaicamente: é fiato sprecato parlare ai sordi! Un abbraccio :-)
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 3 anni fa (21 novembre 2015 17:01)

      Gea, sei una grande, colpito in pieno il problema...hai ragione e farò così. Riguardo al sognare, anche a me è successo con un amico/storia che ha attraversato più volte il mio percorso di vita. Mentre mai successo con il mio ex fidanzato. Io me la spiego così, poi non so se è la giusta interpretazione. Il fidanzato è stata una presenza completa, ho potuto provare e vivere tutto, poi non è andata, quindi amen. Questi 'pseudo' hanno certamente un loro fascino intrinseco che ci colpisce è si insinua nel nostro inconscio. Però Il fatto che siano sfuggenti impedisce di concretizzare il nostro sentimento, quindi ho compensato con la fantasia...perciò tanti sogni dopo, belli e talvolta struggenti...di fatto il desiderio di quel rapporto più che della persona alla quale lo avevo attribuito. Quindi riga sopra e tiriamo dritto...la persona che fa per noi è un'altra! :-) Grazie Gea!
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (21 novembre 2015 18:53)

      Claudine, non c'è di che! Il distacco si raggiunge: é solo questione di tempo. ;-) Riguardo ai sogni, il mio ex non lo sognavo né prima né durante la nostra lunga convivenza... ma semplicemente perché non l'ho mai desiderato veramente. Non eravamo sulla stessa lunghezza d'onda. Ho cominciato a sognarlo qualche mese dopo la separazione, come una presenza minacciosa per me e per il mio futuro amoroso. Quanto all'uomo dal quale mi sto distaccando, la sua presenza nei miei sogni é legata a un'affinità che percepisco e che mi turba, all'attrazione (reciproca) che pero' non porta a nulla. Non é il classico tipo sfuggente, ma uno in cura per depressione, il che ha toccato una corda sensibilissima in me, avendo io stessa lottato a mani nude contro questa bestia immonda che rode l'anima. Insicurezza e manipolazione subita sono altri punti in comune. É stato come vedermi allo specchio, ma mi sono sempre guardata bene dal dichiararmi. Volevo vedere cosa faceva, se ce la faceva a rinascere. Frequentandolo, ho capito che non ne esce fuori e percio' devo dimenticarlo in fretta. Lo sogno ancora perché ha toccato una corda del mio cuore, ma il tempo sbiadirà la sua immagine nei miei pensieri e nei miei sogni fino a farla scomparire. Buona serata! Un abbraccio :-)
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 3 anni fa (21 novembre 2015 19:14)

      Grazie ancora Gea! Intuisco che sei una persona molto forte! Complimenti! Buona serata anche a te! :-)
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (21 novembre 2015 19:49)

      Grazie a te, Claudine! Forte, io? Si, ma... in fieri. Diciamo che sto sviluppando delle qualità che mi sono peculiari. Secondo un test di Efficacemente (posso consigliarlo, vero Ilaria? ;-) ), sono Maga e Guerriera... ed é verissimo! Credo che tutti noi abbiamo una forza interiore da coltivare! :-) Un abbraccio!
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (21 novembre 2015 19:54)

      Preciso che Efficacemente è un sito di crescita personale dedicato all'efficacia nello studio e nel lavoro. In collaborazione con Andrea Giuliodori - autore del sito - ho scritto il contributo ad APP Autostima Passo Passo. Il mio contributo è ovviamente dedicato all'Autostima Femminile.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (21 novembre 2015 22:17)

      Giusta precisazione. I vostri blog sono diversi, anche se lo spirito é affine (la crescita personale) e percio' complementari. Io pero' quando ti chiedevo di poter consigliarLO mi riferivo al test degli archetipi. L'ho fatto due giorni fa e mi ci sono riconosciuta appieno! Non a caso la mia divinità greca preferita, sin dall'infanzia, é Atena. ;-) Mi sembra un test utile e illuminante per tutti... per questo volevo suggerirlo a tutti sul blog. Buona notte :-)
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (21 novembre 2015 22:23)

      Ho usato il termine "preciso" per informare le persone che potrebbero non conoscerlo di che si tratta non per precisare una qualche differenza. Ho dato un'informazione in più perché spesso succede che si parla di qualcosa che a noi sembra stranoto, ma non lo è. Per il resto, se non istighi al suicidio e all'omicidio o a pratiche illegali o immorali consiglia quello che ti pare. Test, controtest, esercizi per la schiena, libri, film, poesie e canzoni. Con calma e rilassatezza che qui a furia di puntualizzare la polvere delle ali degli angeli si consumano bit e bit :)
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (21 novembre 2015 22:29)

      :-)
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

  2. Avatar di Cloe

    Cloe 3 anni fa (21 novembre 2015 11:15)

    Care ragazze, vi scrivo perché ho bisogno di sfogarmi, ma anche di un confronto. Il ragazzo con cui mi sentivo ha smesso di rispondermi e cosa ben più critica, stava già iniziando a darmi per scontata. Io tolgo il disturbo, molto semplicemente e so che lui, come tutti gli altri, tornerà sui suoi passi chiedendomi infinite possibilità e dandomi aspettative che verranno disattese. Per cui chiudo, con rabbia, ma chiudo definitivamente: non voglio più ritorni da parte di nessuno, se una persona c'è deve esserci al momento giusto, non quando pensa di avermi perso. Detto ciò posso tranquillamente tornare alla mia vita, ma in questo momento mi sento infinitamente triste perché inizio a sentirmi solo io il problema. Perché uomini, apparentemente diversi tra loro, hanno sempre lo stessp comporta nel rapporto con me e mi danno sempre per scontata? Io mi impegno per avere la mia vita, gli lascio i loro spazi, non sono sempre disponibile (anche per via del lavoro), cerco di avere una vita piena indipendentemente da loro. Ma ad ora, tutti quelli per cui ho provato interesse mi hanno fatto penare uscite e una frequentazione regolare, e quando smetto di essere interessata a loro, ecco che arriva in treno carico di impegno, buoni propositi e progetti. Io non capisco dove sbaglio: mi sento un po' triste, perché mi sembra quasi che iniziare a credere in un rapporto o affezionarmi a qualcuno sia la "rovina" del rapporto stesso. Ma allora non mi innamorerò mai? Ovviamente so che qualche meccanismo non funziona, forse nel mio modo di rapportarmi all'altro, ma non capisco cosa. Di certo per il momento non voglio nessuno, voglio stare da sola con me stessa, sono stanca di sentirmi rifiutata e di non capire perché. A voi è successo? Avete qualche parere in merito? Qualche spunto di riflessione? Grazie mille :)
    Rispondi a Cloe Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 3 anni fa (21 novembre 2015 14:31)

      Ciao Cloe! Ti capisco benissimo! Eccome se mi è successo: persone diverse con lo stesso epilogo. Quasi fosse lo stesso in corpi diversi. Anche io ho pensato di avere qualcosa che non andava. Ma adesso ho capito. Forse apparivo bisognosa e attiravo persone sbagliate, che fuggivano non appena mi legavo, poi, come te, se mi stancavo, ecco allora che diventavo di nuovo interessante è tornavano. Non accettare i ritorni, perché tu vali e non sei in saldo. Se acquisisci questa consapevolezza di te, chi è interessato farà attenzione a non sprecare un'occasione con te, perché sarà l'unica che dai.
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

    • Avatar di Cloe

      Cloe 3 anni fa (21 novembre 2015 15:12)

      No, ritorni non ne accetto più. Ho chiuso con la persona che è stata nei miei sogni (onirici) per tanti anni, perché all'ennesimo ritorno sapevo di non poterci stare insieme, dato che mancava la fiducia. Questo ragazzo mi sembrava diverso, e lo è per tanti aspetti, ma alla fine non ha approfondito più. Probabilmente sono bisognosa anche io, è che mi sento molto sola, studio e lavoro e basta. Beh scriverò un altro po' di tesi e poi uscirò a farmi un giro! :) tu come sei uscita dallo stato di bisognosità? Io lo trovo molto, molto difficile.
      Rispondi a Cloe Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 3 anni fa (21 novembre 2015 15:57)

      ...facendo le cose che mi piacciono senza attendere di avere qualcuno con cui farle. Cercando di darmi io per prima quello che desidero dagli altri e comportandomi in modo gratuito, senza aspettarmi niente. Cercando di scacciare i pensieri negativi che si affaciano alla mente. Non è che ci sia una uscita definitiva dalla bisognosità poichè viene da un profondo e lecito bisogno dell'animo umano: amare ed essere amata. Però occorre controllare questo bisogno e indirizzario in cose costruttive: belle amicizie, nuove conoscenze, curando i rapporti validi e belli che hai già è allontanando quelli che non ci fanno bene, (tu lo fai già, bravissima) respirando cioè positività. Insomma c'e da lavorare! Ma mi serve molto, leggere il blog, gli scritti sull'argomento e applicarli. I frutti non tardano ad arrivare, perché come te, le persone equilibrate vogliono relazionarsi con persone serene, e in giro ce ne sono ben poche, per cui ci si riconosce subito. Fai bene a fare un giro, vai in un posto che ti piace!! Buon pomeriggio!
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

    • Avatar di Cloe

      Cloe 3 anni fa (21 novembre 2015 22:41)

      Alla fine ho incontrato dei miei amici mentre tornavo a casa, abbiamo fatto un aperitivo e siamo andati in un centro commerciale a fare shopping natalizio. Ci voleva proprio :) La strada è lunga..
      Rispondi a Cloe Commenta l’articolo

    • Avatar di Cloe

      Cloe 3 anni fa (21 novembre 2015 22:46)

      Comunque lui mi scrive ancora adesso, ma qualcosa in me si è spezzato. Sento come una voragine dentro di me, una voragine che non dipende solo da lui, ma da tante cose. Ora sto prendendo le distanze, non ce la faccio. Grazie, hai detto delle cose bellissime. Soprattutto che la bisognosità è umana e bisogna accettarla, trasformandola in qualcosa di costruttivo. Ci proverò. Grazie, per il confronto!
      Rispondi a Cloe Commenta l’articolo

  3. Avatar di Cloe

    Cloe 3 anni fa (22 novembre 2015 13:56)

    Grazie a tutti e grazie a Ilaria, perché mi date quella spinta in più per essere una persona migliore e non lasciarmi prendere dall'inerzia e dall'autocommiserazione.
    Rispondi a Cloe Commenta l’articolo

  4. Avatar di Lea

    Lea 3 anni fa (21 novembre 2015 22:48)

    Ciao Ilaria ti chiedo aiuto. Io e il mio ragazzo ci siamo laaciati é da piu di un mese che non ci sentiamo ne vediamo. Dopo un anno e mezzo mi ha lasciata dice che é stufo di litigare abbiamo passato momenti difficili e molti litigi lo trattavo male e lui subiva. La situazione si é ribaltata ora non vuole più saperne niente di me ho provato di tutto. Non riesco a dimenticarlo ma non voglio umiliarmi ulteriormente cercandolo e poi venire trattata male.
    Rispondi a Lea Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (21 novembre 2015 23:04)

      Bene. Sei nella condizione ideale allora. Che fai nel tuo tempo impegnato? Lavori, studi, progetti per il tuo futuro? Per la tua educazione? Per la tua autonomia? Quali, nello specifico? Di che cosa ti occupi dalle 8 alle 20? Insomma: che hai intenzione di fare di te e della tua vita? (Ora salvo questa risposta in un file speciale del computer e la copio incollo ogni volta che una donna, ragazza, fanciulla, bambina non cresciuta, ultraquarantenne/cinquantenne/sessantenne/settantenne etc mi fa delle domande da cui traspare che non ha ben chiaro che cosa è la propria dignità, il rispetto dell'altro e che cosa è davvero importante nella vita.)
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Lea

      Lea 3 anni fa (22 novembre 2015 10:09)

      Certo che so cosa fare nella mia vita. Ma non credo che centra con la situazione in cui sono ora. É sempre stato un bravo ragazzo subiva subiva subiva poi la situazione si é ribaltata io spero ogni giorno che ritorni.
      Rispondi a Lea Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (22 novembre 2015 10:22)

      Vuoto pneumatico dunque. Senti, un po', signorina Congiuntivo Sbagliato e Mancanza di Educazione, non hai minimamente capito il senso del mio messaggio e quindi evita di scrivere qui. Questo blog non fa per te e io non ho intenzione di avere a che fare con te. Come puoi scrivere "subiva subiva subiva" e pretendere di avere ragione? Ho un'allergia per le persone prepotenti, irrispettose e in definitiva cattive, quelle che non si fanno scrupolo verso gli altri - me compresa - e non hanno la capacità critica di accorgersi che far subire il partner (o chiunque altro) è un atto di grave abuso. Se, a tutto questo, come capita spesso, si aggiunge l'ignoranza assoluta e l'arroganza nei miei confronti, la frittata è fatta. Tornatene nella trappola lurida dalla quale sei venuta. (Sai tanto che fare della tua vita che non sei stata nemmeno in grado di aprirti un account mail personale, ma devi usare quello di un uomo.)
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Cloe

      Cloe 3 anni fa (22 novembre 2015 11:42)

      Ciao Lea. Ha fatto bene ad andarsene, se lo trattavi male. A te piacerebbe essere trattata da zerbino? Prima di avere una relazione, con lui o qualcun altro, dovresti trovare un tuo equilibrio tale per cui non avrai più bisogno di azzerbinare gli altri per stare in una relazione. Fidati, le persone prima o poi ti mollano se fai la stronza :) Per te e per gli altri inizia ad avere rispetto, vero, non perché ora sei sola, ma perché è la via maestra per avere rapporti autentici. Poi sinceramente, che attrazione si può provare per qualcuno che, a detta tua, fa sempre lo zerbino..
      Rispondi a Cloe Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (22 novembre 2015 11:50)

      Se hai bisogno di pulirti le scarpe :)
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 3 anni fa (22 novembre 2015 11:31)

      Ciao Lea, perché lo trattavi male? Perché vuoi che ritorni? Per avere di nuovo qualcuno su cui sfogarti? Nel caso, non è bello questo. Nessuno, ne te, ne altri devono usare o essere usati per maltrattamenti, di ogni genere. Normalmente succede se ci sono delle cose irrisolte o non si è in pace. Bisogna quindi farsi un bell'esame di coscienza e risolvere prima queste cose poi rivolgersi agli altri, col massimo rispetto però. Nell'animo del prossimo occorre entrare in punta di piedi, in nessun caso spadroneggiando.
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (22 novembre 2015 11:39)

      No, proprio non ci si deve entrare nell'animo del prossimo. Né nella vita né in nient'altro.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 3 anni fa (22 novembre 2015 12:09)

      Vero Ilaria. Mi sono spiegata male, entrare può far pensare a manipolare. Assolutamente no. ...quando si sta insieme o si è in confidenza, non si è un pò affacciati sulla vita e nell'animo dell'altro? E l'altro non lo è a sua volta nella nostra vita?
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

    • Avatar di Cloe

      Cloe 3 anni fa (22 novembre 2015 11:45)

      Esatto. Queste persone, poi, si piangono addosso quando non hanno più la loro fonte di reddito energetico. Ma piangere non serve a nulla, Lea, bagno di umiltà e lavora su te stessa!
      Rispondi a Cloe Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (22 novembre 2015 13:49)

      Claudine, hai presente la canzone degli Eurythmics "Sweet dreams (are made of this)"? Descrive due atteggiamenti purtroppo molto diffusi a questo mondo: chi cerca di fare del male a qualcuno, e chi cerca qualcuno che gli faccia del male. In breve: il mondo é fatto (anche, ma non solo, grazie al cielo!) di sadici e di masochisti. Il rispetto di sé e degli altri, apparentemente spontaneo, facile e scontato, é invece tutt'altro che banale. Molto più facile fare / farsi / farsi fare del male... specialmente ai nostri giorni, dove tutto scorre rapido e senza senso. Fermarsi e riflettere non é da tutti. Andare controcorrente é per pochi... Ma niente vale di più!
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 3 anni fa (22 novembre 2015 16:11)

      Confermo in pieno! Non bisogna dare nulla per scontato e nei rapporti con gli altri occorre essere molto prudenti, di quella saggia prudenza!
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

  5. Avatar di Lea

    Lea 3 anni fa (22 novembre 2015 19:51)

    Chiedo scusa se sono stata maleducata non era mia intenzione. Io ho iniziato a trattarlo male quando sono venuta a sapere che mi aveva raccontato delle bugie sul suo passato. Ci sono stati tre mesi davvero difficili in cui mi é venuta un ossessione per il suo passato. Solo dopo una pausa di tre settimane mi é passata abbiamo rincominciato dal inizio ma qualche litigio c'era fin che un giorno dopo una litigata mi HA LASCIATA PER MESSAGGIO l'ho cercato ho chiesto di ricominciare ho provato a fare di tutto mi ha trattata malissimo mi ha umiliata e non ha avuto nemmeno le palle di parlarmi dal vivo o almeno per telefono voi direte e allora perché lo pensi e speri in un suo ritorno?perché sono innamorata, perche non ostatnte tutto (le bugie del suo passato) era perfetto. Io credo che ci sia altro che senso ha lasciaraci perche pensi alle litigate non é una giustificazione. Non so proprio che fare ma spero ancora in un noi.
    Rispondi a Lea Commenta l’articolo

    • Avatar di Cloe

      Cloe 3 anni fa (22 novembre 2015 20:10)

      Una persona che dice bugie sul suo passato potrebbe dirtele anche sul suo presente e anche in un futuro. Poi, non lo so, dipende dall'entità delle bugie (che comunque non sono giustificate)! Io di certo non sono una santa, e qualche bugia l'ho detta, ma sono stata perdonata e non crocifissa. In qualsiasi caso, o tu ti spieghi maluccio, oppure sembra un rapporto ancora molto immaturo. Anche se tu ne fossi davvero innamorata, io ti consiglierei di prendere comunque le distanze da lui e da questa relazione. E prenderei del tempo per pensare a te stessa, in termini di quello che vuoi, non vuoi davvero dalla tua vita e da una relazione. Riacquista lucidità, prima di tutto, e pensa a te stessa, non a recuperare il rapporto con una persona di cui, probabilmente, non ti fidi davvero (e che ti ha lasciato con un messaggio).
      Rispondi a Cloe Commenta l’articolo

  6. Avatar di Lea

    Lea 3 anni fa (22 novembre 2015 21:11)

    Hai perfettamente ragione non riuscirei a fidarmi ma non solo perché mi ha detto delle bugie sul suo passato (che non aveva fatto delle determinate cose per un altra,che non era stato con una ragazza che conosco invece poi ho saputo che avevano avuto qualcosa ) ammetto di aver esagerato con l attacarmi su questa cosa per tre lunghi mesi ma quando ormai la cosa si era risolta ha voluto buttar via tutto per dwi litigi se é veramente questo il motivo arrivare a trattarmi male non rispondermi chiudere il rapporto per dei litigi quando ormai avevamo risolto le cose peggiori se l'avesse fatto quando gli rompevo le palle mi sarei fatta una ragione ma ora no. Scusa non rieaco a capire cosa intendi per concentrarti su te stessa. Io so cosa volglio nella mia vita, e piu passa il tempo piu ho paura che lui si dimentichi di me e conosca qualcun altra almeno che non sia gia successo
    Rispondi a Lea Commenta l’articolo

  7. Avatar di Erica

    Erica 3 anni fa (16 novembre 2015 11:19)

    Buongiorno a tutte/i volevo raccontarvi brevemente quello che mi è capitato. Qualche anno fa ebbi una relazione molto travagliata e con un finale traumatico che mi segnò parecchio. Il mio ex intraprese una relazione con una mia amica, sua vecchia ammiratrice. Fu un colpo terribile, che io vissi come una sorta di doppia vendetta da parte loro. E forse in parte lo era. Lui, inoltre, negava che fossimo stati insieme. Morale della favola?? Si sono lasciati in malo modo. Il tempo è il miglior vendicatore..
    Rispondi a Erica Commenta l’articolo

    • Avatar di helen

      helen 3 anni fa (18 novembre 2015 17:31)

      Sai che spesso è proprio così, le persone vanno a finir male, è vero. Però a me capita sempre più spesso di non volerci avere proprio a che fare con questi epiloghi. Perché? Perché sono squallidi. Perché di squallore ne assimilo un tot tutti i giorni e ho un limite di assunzione, una dose massima consentita. È come quando incappo in una bega televisiva, non riesco a non cambiar canale dopo 5 minuti. Se mi interesso dei bisticci, delle corna, dei ricatti, della melma dei miei ex poi mi devo disintossicare per due giorni. Perché la melma ti si attacca ai pensieri e io ho un bisogno fisiologico di far entrare immagini di bellezza, di accordo, di letizia. Ho bisogno di opere d'arte, di spettacoli naturali per lo stesso motivo, perché sollevano lo spirito. Cercare i risvolti degeneri, le beghe, le faide, gli psicodrammi beceri di chi ho lasciato alle spalle non mi fa affatto bene. Un mio ex venne a un certo punto riavvicinato dalla moglie, una sanguisuga prepotente e manipolatrice. Brutta storia, brutte persone, brutti atteggiamenti, ......niente di cui godere, niente sul quale soffermarsi semmai scappare, scappare, scappare lontano, andare altrove con la testa, con il cuore, con lo spirito, ovunque voi vogliate e come desiderate con un viaggio, un teatro, un film (mai visto i delicatissimi film di Ozu?), una compagnia di persone,cose, animali che mi rimettano in carreggiata meno appesantita, oppressa, intristita.
      Rispondi a helen Commenta l’articolo

    • Avatar di Erica

      Erica 3 anni fa (23 novembre 2015 12:29)

      Ciao Helen, quando seppi dell'epilogo della storia, benché fosse stata una cosa dolorosa, ero già oltre. Quello che volevo dire è che il tempo da sempre le risposte e che se le basi non sono buone la frana è dietro l'angolo. Le mie energie le ho spese in altre cose ma non nel vendicarmi. Diciamo che quella situazione mi è servita da monito anche per valutare il mio comportamento e non solo quell degli altri.
      Rispondi a Erica Commenta l’articolo

  8. Avatar di Flaminia

    Flaminia 3 anni fa (16 novembre 2015 22:13)

    Il rancore purtroppo è un sentimento sottile e insidioso, che ci sorprendiamo a provare, pur non volendo. Il desiderio di vendetta, seduzione altrettanto sottile, viene da sé, a cavallo del rancore e quanta fatica per tenerli lontani entrambi! È questa, purtroppo, la loro forza: sono capaci di proporsi e riproporsi quando meno te lo aspetti, mentre te ne stai tranquilla a pensare a te. Basta un'immagine, un'allusione fatta da qualcuno, una canzone per scatenare quell'ondata che poi, a fatica, (quanta fatica) riesci a cavalcare senza mettere in atto alcuna rivalsa. Ma è davvero difficile! Son d'accordo con te, bisogna essere liberi e il rancore incatena a piani e pensieri che ci fanno restare fermi, ma che ci seducono, perché ci fanno sentire protagonisti e forti, vittoriosi. Quando Nemesi si avvicina però mi ricordo che, in fondo, la miglior vendetta è vivere bene!
    Rispondi a Flaminia Commenta l’articolo

  9. Avatar di mare

    mare 3 anni fa (15 novembre 2015 15:03)

    Sono rimasta a bocca aperta quando mi è arrivata questa mail. Sto attraversando un periodo dove l unica cosa che voglio è vendicarmi del mio ex marito al quale ho dato tutto e ricevuto tanti calci in culo. Capisco quello che dici tu e capisco che faccio male anche a me in questo modo ma non mi importa più. A costo di tutto, voglio cmq fargliela pagare, così imparerà a trattare meglio le sue donne. La mia vendetta rientra nel lecito, ovvio non parlo di reati ecc. Ma voglio farlo e lo farò infatti ho gia avviato il pignoramento della sua auto e di parte dello stipendio. È così e basta
    Rispondi a mare Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (15 novembre 2015 15:13)

      Ma sai che credo che vada bene? Far valere i propri diritti è importante e se è possibile ben venga. L'importante a un certo punto è tirare una riga e andare avanti.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di mare

      mare 3 anni fa (15 novembre 2015 15:17)

      Esatto. Credo di aver sempre confuso la vendetta con l esercizio dei miei diritti (e' lui che dice che sia vendetta ovviamente). Infatti non li ho mai fatti valere i miei diritti e sono sempre stata male nella vita. Ora mi sento proprio bene
      Rispondi a mare Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 3 anni fa (15 novembre 2015 15:39)

      Ciao Ilaria, il tuo articolo è importantissimo per me. Io non ho mai avuto situazioni gravi, ma tipi che mi hanno delusa e fatta sentire con qualcosa che non va, sì. Sento che il mio equilibrio si ristabilità solo quando avrò una riprova del contrario. So che è sbagliato riporre nei fatti esterni l'onere di smentire il come mi vedo adesso, dopo una raccolta di certi soggetti, intercalata da deserto sentimentale, cioè inadeguata e poco interessante per il sesso maschile...non è facile e provo a seguire i tuoi consigli per far si che cambiando io dentro possa io per prima smentire questo mio conceprmi. Più che desiderio di vendetta, ho un desiderio di rivalsa riguardo il mio sentirmi bene e a posto. A che punto sono? Cerco di reagire e distrarmi, leggere, seguo il tuo blog, un pò indietro direi, ma mi muovo. Grazie!!
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (15 novembre 2015 15:54)

      @ Claudine e se questo desiderio di "rivalsa" lo trasformassi semplicemente nella voglia di stare bene e le energie fisiche e mentali le orientassi in quella direzione?
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 3 anni fa (15 novembre 2015 16:01)

      Ok!...l'orgoglio tal volta è un brutto affare...mi concentrerò sulle cose che mi piacciono e che mi fanno stare bene! Grazie Ilaria!
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

    • Avatar di una

      una 3 anni fa (16 novembre 2015 10:40)

      @mare, leggo tanta inconsapevolezza, arroganza, chiusura nel tuo commento,
      Rispondi a una Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (16 novembre 2015 10:49)

      @ Una. mi chiedo se questo è il modo più utile per esprimere un parere.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di carla

      carla 3 anni fa (18 novembre 2015 11:18)

      ciao Ilaria ti seguo da molto anche se non ho mai commentato.Ho appena subito una batosta che mi ha fatto piangere tutta la notte,era tantissimo che non piangevo. ora ho la faccia stropicciata ,ma il cuore quasi stirato. SI' HO DESIDERIO DI FAR SOFFRIRE LUI per fargli sentire come mi sono sentita io,ma esattamente per pareggiare i conti ,perché altrimenti ci sara' sempre uno squilibrio nel mio io: secondo me ci deve essere una rivincita nelle ferite dolorose per placare l'anima e pareggiare le energie. e per proseguire liberate. ma la vendetta del torto subito deve essere pari od un po' inferiore al dolore che hanno fatto sentire a te. altrimenti non puoi sentirti liberata ,ma inizi una catena di squilibri e cattiverie che oltretutto poi ti fanno sentire in colpa.esempio :Tu mi dici dopo 2 anni e mezzo di relazione che venivi da me solo per il sesso e che non hai mai provato affetto o amore.Io ti dico immediatamente che sei un imbroglione malvagio e stronzo sfruttatore e vampiro di anime.poi si chiude definitivamente e col cazzo che rimango tua amica ,brutto stronzo e ci rimetti tu, e quando verrai ad operarti la cataratta vedi come ti tratto( p.s. lavoro,in ospedale).GIA' questa e' una rivincita che puo' leggermente rendermi il cuore piu'leggero certo che se per vendicarmi ti ammazzo la nonna, per esempio....povera nonna ,allora creo un nuovo squilibrio che non mi rende certo piu' leggera ma mi trascina nella sofferenza.e nei sensi di colpa.( esempio estremo) ma avrai capito
      Rispondi a carla Commenta l’articolo

    • Avatar di una

      una 3 anni fa (16 novembre 2015 10:55)

      @mare, leggo tanta inconsapevolezza, arroganza, chiusura nel tuo commento. Dici, "capisco che faccio male anche a me in questo modo ma non mi importa più", non é meglio fermare la mente è occuparti delle tue emozioni in maniera costruttiva? Si possono esprimere ...meglio che agirli distruttivamente.
      Rispondi a una Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (16 novembre 2015 10:57)

      Si potrebbe fare anche di meglio, magari con l'uso dei termini iniziali :)
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  10. Avatar di Sophie

    Sophie 2 anni fa (28 aprile 2017 17:39)

    Ciao, porto la mia esperienza in merito all’argomento e cerco di rispondere alle domande finali. Sono separata da due anni, mio marito mi tradiva da quasi dieci e neppure ne m’ero accorta tanto ingenua e fiduciosa qual ero, la separazione è stata improvvisa e rapida, io ho sofferto molto anche di salute. Nonostante siano passati due anni ho ceduto alla tentazione di curiosare sul suo profilo Facebook, una specie di “vediamo come gli va”. Ed eccola lì, una bella foto con lui abbracciato a una bella ragazza: alla foto seguivano commenti di amici e parenti, commenti positivi e pieni di ammirazione e affetto verso la felice coppia. Io sono scoppiata a piangere. Sono stata così tutto il giorno, finché non mi sono messa a riflettere sul perché di questa mia reazione emotiva. Io non amo di certo più mio marito, quindi non sono gelosa: cercando di essere onesta con me stessa, innanzitutto ho dovuto ammettere di provare un pizzico di invidia, perché invece io sono sola da sempre, ma soprattutto un forte sentimento di vendetta. Insomma, voglio essere sincera, sono talmente adirata per quello che ho passato, che mi sarebbe invece piaciuto vederlo solo e infelice, brutto e invecchiato. Invece tutto il contrario. Insomma, un’intensa sensazione di ingiustizia, come se in fondo toccasse a me invece ricevere finalmente un pizzico di attenzione e trovarmi in una “bella coppia”. Come ho risolto, chiede Ilaria nell’articolo? L’aver capito che fosse invidia e desiderio di vendetta mi ha un po' sollevata: non sono certo sentimenti di cui andar fiera, ma almeno avevo trovato il bandolo della matassa, e così ho smesso anche di sentirmi giù. Detto questo, ho compreso che anche se lui fosse rimasto solo e infelice per il resto della vita, questo non avrebbe sicuramente dato felicità a me, o mi avrebbe fatto trovare un compagno. Rimuginare e struggermi avrebbe solo rovinato le mie giornate e mi avrebbe fatto ingrassare (perché per consolarmi quel giorno ho svuotato il frigo, accipicchia!). Mi sono ripromessa di non sbirciare più il suo profilo, non tanto perché potrebbe farmi ancora male, ma perché non è più cosa di cui mi debba preoccupare.
    Rispondi a Sophie Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (28 aprile 2017 18:09)

      Grandissima Sophie, grandissima. Vinci tutto!
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Irene1980

      Irene1980 1 anno fa (25 agosto 2017 12:38)

      Ciao Sophie...vado al sodo:ricorda sempre che quando le persone condividono foto e stati sui social spesso è perché cercano solo l'approvazione...di persone alle quali non costa nulla mettere un "mi piace" e commentare con entusiasmo.I rapporti veri vanno oltre un commento o la foto di una vacanza in cui sei riuscito bene..non puoi sapere realmente come gli sta andando la vita...vai avanti per la tua strada e non guardare più il suo profilo.
      Rispondi a Irene1980 Commenta l’articolo

  11. Avatar di Gretel

    Gretel 1 anno fa (25 agosto 2017 20:30)

    Sono cresciuta con un padre giustizialista. Questo ha avuto dei buoni effetti, ma anche (e soprattutto) dei pessimi effetti. Relativamente ai primi, grazie alla mediazione della mia sensibilità, ho un senso della giustizia molto alto: detesto i comportamenti di abuso sui più deboli e mi occupo di volontariato in un'associazione animalista. Quanto ai secondi, invece, questo mi ha portato ad avvelenarmi di senso di vendetta (per anni e anni) dopo due relazioni finite disastrosamente in un regime mentale che non esito a definire nazista. Sognare ad occhi aperti incendi, di ingaggiare sicari, di fracassare i loro regali contro le loro finestre (e chissà cos'altro pensavo che oggi ho dimenticato). Oggi sono passati diversi anni da quei momenti e nel frattempo sono cambiata. L'ultima relazione importante mi ha devastata: lui sparito nel nulla dopo aver parlato di convivenza (e il padre qualche tempo dopo mi ha detto che si era sposato). Ebbene, il mio senso di vendetta di un tempo era pressoché azzerato. Ho sofferto molto, sono caduta in una bruttissima depressione (attualmente curata anche farmacologicamente oltre che con la psicoterapia) ma non avevo il veleno devastante del senso di vendetta, pur rendendomi perfettamente conto dell'alta ingiustizia subita. Cosa è successo nel frattempo? Be' sono cresciuta, maturata, e ho imparato che l'energia va conservata: l'ho imparato con l'intelligenza del corpo oltre che con quella della mente. Ho fatto Reiki, Qi Gong, Taijquan, meditazione: queste discipline mi hanno ricordato (esatto, ricordato perché in teoria già lo sappiamo) quanto sia impprtante conservare e difendere la propria energia. E poi? E poi è cresciuta in me la sana dimensione del menefreghismo e del "vaffa". Ma sono cose che spesso accadono e che prendono il posto dell'irruenza della prima gioventù. Menomale!
    Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

  12. Avatar di Irene1980

    Irene1980 1 anno fa (25 agosto 2017 8:26)

    Ho sperimentato in prima persona, almeno 2 volte nella vita ,una forte rabbia scaturita da un senso di impotenza che alla fine mi faceva desiderare vendetta.Per quanto riguarda l'ultimo ex non nascondo di aver avuto quasi istinti violenti(ovviamente è rimasto tutto nella mia mente anche se via sms l'ho insultato per i suoi comportamenti )credo che questi sentimenti scaturissero dalla delusione di aver tentato in ogni modo di far andare bene la nostra relazione,non ero una donna zerbino ma mi impegnavo con pazienza e un po' stupidamente ho ignorato molti segnali dall'allarme che indicavano che non era la persona giusta per me...ne ero molto innamorata.La vendetta la vorresti perché quando concludi una relazione è difficile concentrarsi su ciò che ti insegna la situazione che stai passando,il dolore e la tristezza te lo impediscono e ti pieghi a questi pensieri come "la vita è una ruota vedrai che prima o poi arriva anche x te"..(cosa non si sa ahahah!) perché avresti voluto essere apprezzata da quella persona,legata da un rapporto esclusivo che non riuscivi a creare e invece venivi trattata come un'estranea o quella persona non si fidava di te e allora sei rabbiosa,perché tu sei buona.il desiderio di vendetta ti fa male ma si può uscire da 'sto circolo vizioso di rabbia, è un po' come fare un allenamento ...ogni giorno un po' di più,verso noi stesse.Lo sport aiuta e il lavoro pure ma anche stare con le amiche e la famiglia.Per me ora(a distanza di 7 mesi dalla rottura)è importante focalizzare i pensieri su ciò che di bello mi circonda (la natura,la vita piena,la salute)e ciò che ho ottenuto con le mie capacità:un lavoro appagante,rapporti di amicizia e lavoro soddisfacenti e sinceri,il rispetto delle persone che mi stanno attorno.Alla fine è proprio vero...ci buttiamo in rapporti spazzatura che ci sminuiscono e ci fanno sentire senza valore mentre in tutto il resto della nostra vita i riscontri sono più che positivi perché stiamo bene con noi stesse e con gli altri ma non riusciamo a rendercene conto perché per noi è importante riuscire in quella relazione dove però si è in 2 ad avere responsabilità...e se l'altro rema contro all'idea di un compromesso e non desidera creare e sostenere un progetto comune..c'è poco da fare,bisogna smettere di agitarsi perché davvero,come chi sta annegando,rischi di andare a fondo.
    Rispondi a Irene1980 Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 1 anno fa (25 agosto 2017 8:53)

      Ti auguro di accrescere la positività che percepisco nelle tue parole! Continua a credere nelle tue capacità e nelle tue risorse... Un abbraccio :)
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 1 anno fa (25 agosto 2017 19:58)

      Hai tutto il mio sostegno! A proposito di sofferenze e del ruminare sui pensieri ossessivamente, vorrei portare un esempio che può essere utile. Si tratta di sofferenze maschili in questo caso, relative ad un paio di amici: uno molto giovane e l'altro agee. Seppur non si possa trarre una statistica da due soli casi, quello che in loro mi ha colpito e che non ho mai visto in alcuna amica è il loro atteggiamento nei confronti della fine della relazione, di grande determinazione: uno parla di bombe C4 (immaginarie, s'intende) sui ponti che lo legano a lei; l'altro parla di ripulire la ferita subito e profondamente anche se il malato soffre. Insomma, questo approccio molto drastico mi ha fatto riflettere. Ed erano davvero molto presi.
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

    • Avatar di max

      max 1 anno fa (25 agosto 2017 23:17)

      È un modo di vedere della maggior parte dei maschi -me compreso-....forse e dico forse, di quelli che nella relazione amano veramente e sono capaci di lasciare libere le persone di andare per la propria strada...bisogna saper voltare pagina e ripartire di slancio quanto prima sennò si entra in un loop mentale che non fa bene per niente
      Rispondi a max Commenta l’articolo

    • Avatar di Irene1980

      Irene1980 1 anno fa (26 agosto 2017 11:26)

      Comprendo perfettamente i tuoi amici perché L'immaginazione aiuta:nel primo periodo dopo la separazione ricordo che immaginavo tutto come un naufragio:prendevo solo le "cose utili" lasciando a bordo il senso di colpa e il risentimento,prendevo i miei cani e sulla scialuppa navigavamo in mare aperto..il problema è che spesso certi pensieri ritornano.In questo momento invece mi sento come un albero che espande chioma e radici e la cui corteccia cresce forte anche attorno alle cicatrici.
      Rispondi a Irene1980 Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 1 anno fa (26 agosto 2017 13:20)

      È proprio come loro trattano i "pensieri che ritornano" a fare la differenza: perché quello è pure un mio problema (soprattutto a relazione finita). L'ultima volta che a uno dei due ho chiesto della sua ex dopo che lui aveva smesso di parlarmi di lei e senza più aprire il discorso, l'ho visto proprio infastidito come a dire "non parlarmene più". Non lo farò mai più e ho capito che questo suo atteggiamento è estremamente sano. Cioè loro decidono che i pensieri non devono più ritornare.
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

  13. Avatar di Doris

    Doris 5 mesi fa (28 luglio 2018 21:04)

    Ciao Ilaria, come ho affrontato (e affronto tuttora) il mio, implacabile e instancabile desiderio di vendetta nei confronti di lui, che un anno e mezzo fa mi ha trattato ingiustamente e vigliaccamente? Anch'io sanguinavo nel vederlo felice sui social con la sua famigliola nuova di zecca... Anche io desideravo solo il fallimento per lui e per i suoi progetti. Ho pensato e rimuginato se esistesse un modo per estrarre qualcosa di positivo per me, da questo desiderio devastante che mai avevo provato prima e dal quale credevo, ingenuamente, di essere immune. E ho trovato il metodo "gliela farò vedere io, che cosa ha lasciato"... Mi sono gettata a capofitto sulla mia attività, l'energia della rabbia a sostenermi, e, nel 2017 ho realizzato il miglior risultato di sempre. Poi ho deciso di acquistare una casa tutta mia e due mesi fa ho traslocato. Adesso voglio far fare un salto di qualità alla mia azienda e, appena mi sarò un po' riposata, comincerò a lavorarci... Provo ancora rabbia, rancore, desiderio di vendetta, quando ho a che fare con lui (condividiamo l'ambiente di lavoro) e quando questi sentimenti mi colgono soffro ancora moltissimo. Poi, in seconda battuta mi dico: ok, vediamo di sfruttare l'energia negativa per creare qualcosa di positivo x me... Non sempre mi riesce. Ma cerco di applicare il metodo acquisto. Inutile aggiungere che, sentimentalmente, sono ancora ferma ai box...
    Rispondi a Doris Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 5 mesi fa (29 luglio 2018 21:22)

      La rabbia può essere una energia potentissima, come il tuo percorso mostra chiaramente. Io penso che man mano che passerà il tempo e tu ti godrai la tua nuova vita, pian pian scemerà. Nel mio caso ho avuto modo di capire che era una rabbia che veniva (che viene) da molto lontano, e anche questo ha avuto una sua utilità. Purtroppo è così, succede. Io ad ogni modo ho bloccato tutti i social, solo da poco ho riaperto il canale whatsapp. Non ci parlo mai se non dei figli, e mai a voce, e mai de visi; non chiedo e non racconto niente. Dopo un po’, te ne dimentichi del tutto. Avrà pensato che era punizione o chissà che, poco importa, dovevo ritrovare io la mia tranquillità.
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Doris

      Doris 5 mesi fa (30 luglio 2018 13:26)

      Mi piacerebbe sapere da dove viene la tua rabbia. Mi è sempre utile conoscere il percorso degli altri, per capire meglio il mio. Grazie.
      Rispondi a Doris Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 4 mesi fa (1 agosto 2018 19:06)

      Da come sono cresciuta e dal rapporto con i miei. Quindi si attiva(va) in maniera potente, esagerata anche dal mio punto di vista. Ha fatto danni ma è stata anche utile. Fosse scattata prima, sarebbe stato anche meglio, avrei accumulato meno frustrazione e avrei sofferto meno a lungo. Quindi avrei fatto anche meno danni. Insomma discorso un po’ lungo, oramai è andata così. La cosa importante è quello che si costruisce.
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

  14. Avatar di Ally

    Ally 2 mesi fa (10 ottobre 2018 18:21)

    Un forte desiderio di vendetta alla fine della mia relazione non l'ho mai manifestato; ho sentito forte il desiderio di chiarire e c'ho provato ma senza successo. Sicuramente ho forte il senso di dispiacere per il non rispetto della mia persona e del tempo passato insieme. Ho provato anche rabbia per l ingiustizia subita, per il silenzio degli amici e dei familiari. Però ora basta :D, non voglio farmi ulteriormente del male e quindi sto dedicando del tempo a me stessa, ad una serie di attività che sto portando avanti. Ho degli obiettivi chiari ( tra cui comprarmi una casa) e mi impegno per perseguirli. Mi sto curando a livello di visite mediche e vicinanza di rapporti positivi. Se può chiamarsi vendetta questa.. diciamo che mi sto vendicando ricostruendomi con amore tutti i giorni. Io penso a me, a lui ci penserà la vita :) vi abbraccio tutte ❤
    Rispondi a Ally Commenta l’articolo