Smettila di rimuginare sui tuoi errori e vai nella direzione giusta

erroriCapita spesso, soprattutto nei momenti di crisi, soprattutto quando le cose non vanno nel verso giusto, soprattutto quando le cose stentano a mettersi a posto, di concentrarsi sui propri errori, presenti, recenti o passati e pensare di aver fallito tutto, di essere degli incapaci e di non essere in grado di combinare nulla di buono e di non poter realizzare nulla di positivo per sé e per la propria vita.

Ci si concentra talmente tanto sui propri errori da farli diventare il “tutto” della propria esistenza e dei propri risultati, tanto da percepire se stessi non come persone (che come tutto e tutti) hanno sperimentato il fallimento (uno o più fallimenti anche), ma come persone che sono quello stesso fallimento che hanno sperimentato. Scommetto che anche tu, a furia di rimuginare sui tuoi errori pensi di essere una fallita e che la tua vita sia tutto un fallimento. Eppure questa non è la realtà. E’ solo la conseguenza di un atteggiamento mentale che non è utile e non è funzionale.

"Dimentica gli errori del passato.Dimentica tutto eccetto ciò che devi fare ora e fallo.W. Durant"

Perché, molto semplicemente, tu non sei i tuoi errori e i tuoi errori nemmeno ti rispecchiano. I tuoi errori non rispecchiano la tua vera natura. I tuoi errori sono semplicemente le conseguenze di modi pensare, comportamenti e azioni che ti sono di certo appartenuti, ma in un momento circoscritto della tua vita, in determinati circostanze e contesti e in determinati stati emotivi, stati d’animo. Insomma, gli errori sono proprio questo: errori, nulla più. Ora spieghiamo.

Faccio un esempio semplice semplice. Credo che tutti sappiamo che una delle regole base della grammatica italiana sia distinguere il termine “a” (lettera dell’alfabeto o preposizione) dal termine “ha” terza persona del verbo avere, presente indicativo. Dico credo, perché con i tempi che corrono… Ma va beh, diamo per scontato che a scuola a tutti noi abbiano inculcato ben bene che scrivere “a” invece di “ha” sia un errore gravissimo e madornale che ci può definire come persona completamente illetterata o persona con le minime basi di istruzione. Eppure, anch’io, che amo esprimermi correttamente e pongo alla cosa molto attenzione, mi accorgo che, magari scrivendo un SMS, rispondendo a un What’sapp o anche rispondendo ai commenti sul blog, ogni tanto cado nell’errore e scrivo “ha”, come “a”, senz’acca. E’ perché gli strumenti non mi aiutano (i famigerati correttori che non correggono), perché ho fretta, perché sono presa dall’entusiasmo di comunicare. Perché non rileggo e non correggo.

Errori, contesti e circostanze

Ora, se qualcuno me lo chiede, so ben spiegare perché scrivere “a” senza l’acca invece di “ha” con l’acca è un errore madornale e ignominoso. Non è che non lo so. E io detesto fare quel genere di errore, non mi piacciono gli errori di grammatica, ci tengo che tutto sia corretto. Il fatto è che per la fretta, gli strumenti e l’entusiasmo io quell’errore lo commetto lo stesso, talvolta. La fretta, gli strumenti e l’entusiasmo sono una giustificazione sufficiente che mi autorizza a ripetere quell’errore? No di certo. E’ sotto la mia responsabilità e nel pieno delle mie possibilità non sbagliare e correggere.

Considerando la fretta e gli strumenti che non aiutano, dato che sono consapevole che la fretta e gli strumenti che non aiutano possono essere ostacoli sulla mia strada verso la “scrittura perfetta”. Le condizioni e il contesto non mi autorizzano a sbagliare. Anzi, nel pieno delle mie responsabilità e delle mie possibilità e adottando un atteggiamento consapevole, nei miei confronti e nei confronti degli altri, so bene che per evitare danni (ed errori) devo fare un respiro, prendermela con calma, rileggere e correggere. Che ci vuole, in fin dei conti? Si tratta, appunto di prendersi le proprie responsabilità, di vivere in modo consapevole le diverse situazioni della vita. (Quest’ultimo è un concetto molto importante, anche se non è il principale, questa volta, ma è molto importante).

Quindi se confondo “a” con “ha” c’è l’errore, l’errore è mio, rientra nella mia responsabilità (in questo caso a maggior ragione, dato che la regola grammaticale la conosco bene), ma io non sono quell’errore. Io non sono sbagliata. Io non sono i miei errori.

"Gli errori sono necessari, utili come il pane e spesso anche belli: per esempio la torre di Pisa. G.Rodari"

Tu mi dirai: “Cara la mia Ilaria, sai che cosa me ne frega a me dei tuoi “a” e dei tuoi “ha”?! Chiamali pure errori, ma io ho tredici matrimoni falliti alle spalle, sono stata licenziata 26 volte, ho fatto 11 figli tutti con uomini sbagliati, ho perso la casa e ora sto con un uomo che mi picchia e che non riesco a lasciare… Che mi dici, rispetto alla mia situazione?”

Ora, so bene che ci sono delle maratonete dell’errore (anche dei maratoneti eh!) quelli che ripetono errori su errori e magari sempre dello stesso genere, fanno solo leggere variazioni sul tema. So anche che ci sono errori, nella vita, che lasciano strascichi e complicazioni e conseguenze che poi per “sistemare” ci vuole il doppio del tempo o il triplo o il quadruplo di quello che hai impiegato a fare l’errore. Errori le cui conseguenze ti perseguitano peggio che Titti e Silvestro. Cioè peggio di quanto Titti perseguiti Silvestro e Silvestro Titti.

Cioè, infatti, diciamocelo sinceramente: poniamo che a qualcuna sia successo di sposare l’uomo sbagliato. Uno degli errori ben più comune di quanto si pensi. Come ben si sa, a sposarsi non ci vuole nulla, anzi, è la cosa più semplice del mondo, estremamente apprezzata socialmente e con problematiche burocratiche zero. Vogliamo parlare dell’esaltazione emotiva, tra l’altro? Poi, dopo, quando sei nel mezzo del casino, prova un po’ a uscirne: prima ti devi accorgere veramente che hai sbagliato, e devi accettare il fatto; poi devi cominciare a pensare che forse puoi lasciare tuo marito. Forse. Poi devi iniziare a lasciarlo.

Poi ci sono un infinità di fasi e di passaggi, quasi tutti traumatici, in cui nel 99% dei casi non hai il sostegno di nessuno, nemmeno del tuo avvocato, che peraltro è l’unico che ci guadagna davvero nella storia senza perderci nulla. E poi, poi, poi, dopo mille poi, ancora quel matrimonio fallito ti perseguita. Credi che tutto sia finito e invece, ogni giorno c’è una grana che si presenta, un problema con i figli, la cresima del pronipote, un ricordo del cavolo che fa capolino nella tua memoria quando meno te l’aspetti e tu e il tuo errore siete ancora lì faccia a faccia. E nel frattempo tu hai solo attraversato una serie di stati emotivi uno dopo l’altro, tutti di melma però. E magari hai accumulato altri errori.

Te credo che poi una si sente una fallita, te credo che poi una si identifica con i propri errori e pensa di essere lei i suoi propri errori, di essere sbagliata, di essere un errore vivente. Diverso sarebbe se il giorno dopo che ti sei accorta di aver sposato uno stronzo suonasse alla porta un postino bellissimo in smoking e ti dicesse: “Buongiorno Signora sono dell’Ufficio Ufficiale Riparaerrori. Ora siccome ci siamo accorti che lei ha sposato l’uomo sbagliato, sono qui a occuparmi della pratica, di modo che lei non debba avere nessuna conseguenza che la distragga dal suo percorso verso la felicità: lei parta per 6 mesi in un giro di tutte le spiagge tropicali del pianeta, pagato da noi, ovviamente.

Nel frattempo noi ci occupiamo di tutto: quando sarà tornata, lei sarà divorziata, alle condizioni che vuole lei, nessuna tristezza, rimpianto o ricordo lacrimevole, un ottimo lavoro, una casa bellissima, i suoi bimbi più felici di prima, le sue amiche piene di ammirazione per lei, sua mamma che finalmente si è accorta di quanto vale e che non le rompe più le scatole e dieci uomini sceltissimi e con il bollino blu della garanzia tra i quali scegliere, finalmente, l’uomo giusto per lei con il quale iniziare una nuova relazione a prova di intoppo! Intanto io rimango qui con lei, per non lasciarla sola e per prepararle le valigie. Tutto a prova di errori e di dolori.”

Errori, quel che ti è successo e tu: c’è differenza

Sono sicura che con un approccio del genere gli errori verrebbero percepiti come molto, ma molto meno traumatici e che tu, come tutte le altre persone che camminano su questa terra, tenderesti meno, ma molto meno, a identificarti con i tuoi errori, a personalizzarli.

"Gli errori rendono l’uomo amabile. Goethe"

Il fatto è che la realtà è molto più reale di quanto io ho descritto nel mio quadretto ideale e fantasioso. Gli errori si commettono, sono inevitabili, hanno delle conseguenze e talvolta queste conseguenze durano per molto tempo e sono molto pesanti. Il che influisce sul tuo stato d’animo, tanto da farti assumere un atteggiamento mentale del tipo: “sono una fallita, fallirò sempre, non sono capace di nulla e di fare nulla”.

Il problema è che questo atteggiamento di colpevolizzazione e di autodistruzione emotiva non porta a nulla di buono, se non ad altri errori. Cioè, rende più facile che si commettano nuovi errori e spesso dello stesso genere dei precedenti, creando una catena senza fine, che non si interrompe mai.

Come fare allora per soffrire il meno possibile, liberarsi dalle ombre che gli errori passati “insistono” nel voler proiettare sulla tua vita e ricominciare a vivere una vita autentica e vera, facendo tesoro dell’esperienza accumulata attraverso l’errore e nel contempo non facendosene limitare e inibire?

Come si fa a liberarsi degli errori del passato e conquistare quella libertà (anche e soprattutto dagli errori) che poi è la stessa cosa della felicità?

E’ necessario usare la ragione e modificare il proprio atteggiamento mentale, assumendo una consapevolezza molto definita rispetto a quel che è successo, rispetto a quel che ti è successo.

"Fare errori è naturale, andarsene senza averli compresi vanifica il senso di una vita. S.Tamaro"

E’ vero infatti che c’è una responsabilità personale. Nell’esempio del matrimonio con un uomo sbagliato possiamo dire che sei tu che ti sei sposata, non la tua compagna di banco, certo. Sei tu che ti sei caccaiata nel guaio. Ripensa però a quando è successo: quale era il contesto? Quale le condizioni? Quale il tuo stato d’animo? Quali le informazioni, i dettagli, le idee e i pensieri ai quali avevi dato attenzione? Quali le informazioni, i dettagli, le idee e i pensieri ai quali non avevi dato attenzione? Ripensaci. Ripensa alle condizioni nelle quali hai “commesso quell’errore”, se lo hai commesso, o altri errori dai quali non riesci a distaccarti, per i quali non riesci a perdonarti.

Errori e obiettività

Probabilmente, con uno stato d’animo diverso, con informazioni diverse, con una concentrazione posta su qualcosa di diverso, quegli errori che hai commesso nel passato e con i quali tanto ti identifichi, oggi o domani non li faresti più.

Ecco perché possiamo dire che tu non sei i tuoi errori: tu sei qualcosa di diverso, di lontano dai tuoi errori e sei molto di più. Tu hai la capacità di andare oltre i tuoi errori, di superarli, di assumere decisioni diverse rispetto a quegli errori. Di prendere consapevolezza delle condizioni, delle circostanze, dei contesti. Delle tue emozioni e dei tuoi stati d’animo. Del tuo atteggiamento mentale.

Non solo, sempre nel percorso di consapevolezza che ti permette di prendere la distanza dai tuoi errori, di liberarti del senso di colpa e, soprattutto, dal senso di non valere nulla, puoi includere benissimo la capacità di distinguere quel che sei, da quel che fai e che hai fatto (i tuoi errori per esempio) e da quel che ti è accaduto.

Ora, ci sono filoni della psicologia e anche della crescita personale – coi quali peraltro, in via generale, mi trovo abbastanza d’accordo – che tendono a far rientrare tutto o la gran maggioranza di quel che accade a un individuo all’interno della responsabilità personale. Cioè, esasperando: se sei sulla spiaggia e c’è uno tsunami, il fatto che tu sia sulla spiaggia e sia investito dall’onda rientra nella tua responsabilità, magari anche “solo” per ragioni inconsce.

E’ ovvio che io non mi ritrovo in questa interpretazione estrema. Tanto che, a proposito di errori considero che sia sempre importante non perdere di vista anche l’influenza degli altri e degli accadimenti esterni (in questo senso c’è un po’ di differenza rispetto alle circostanze e ai contesti).

Detto papale papale, riguardo un tema che ruota intorno a quello degli uomini sbagliati e di cui spesso parliamo qui, cioè la manipolazione: accade talvolta che una serie di accadimenti e le loro conseguenze portino le persone a essere vittime di altre persone. Quando si è manipolate (o manipolati) si è vittime. E spesso, da vittime si compiono errori.

Ovvio che possiamo ribattere – e ci tocca farlo – che non possiamo pensare di essere vittime tutta la vita e dunque che non possiamo non sentirci coinvolti rispetto alla nostra responsabilità personale. Ma nel momento in cui ti fai tante paturnie e tanti rimuginamenti rispetto agli errori passati e al sentirti un fallimento di donna, per onestà e completezza di informazioni non puoi non considerare l’eventualità di essere stata vittima di altre persone o, anche, perché no, di un accadimento sfortunato.

Nel momento in cui fai una chiara distinzione tra quello che sei, quello che fai (o hai fatto) o quello che ti è successo, il tuo livello di consapevolezza aumenta enormemente e anche il tuo livello di autodeterminazione.

Questo ovviamente riguarda anche quelli che molte considerano errori di seduzione e di attrazione: se talvolta hai commesso errori nella seduzione, questo non significa che tu non sia capace di sedurre.

Certo, tanti sono i dettagli da tenere in considerazione e si può fare, con semplicità. Per questo, per tutte coloro che vogliono liberarsi dai pesi del passato e ritrovare la serenità personale necessaria a iniziare una relazione piena e appagante ho preparato dei percorsi specifici:

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269 Commenti

  1. Avatar di valebella

    valebella 3 anni fa (25 luglio 2015 12:02)

    Ecco la mia storia: Salve,sono una ragazza di 22 anni, ho conosciuto questo ragazzo di 23 anni ancora a marzo. Subito mi ha detto che da poco ha perso il padre, fin da subito gli sono stata vicina anche se lui è da Genova e io di Vicenza. Dopo la sera in disco in cui ci siamo conosciuti,ci siamo visti ci siamo baciati abbiamo dormito assieme,ci siamo coccolati ma nn abbiamo fatto l'amore,lui è stato molto carino, e quando è partito per Genova mi ha detto già da subito che voleva rivedermi. Sono andata a trovarlo dopo poco e abbiamo passato una bella settimana assieme,è stato molto gentile,ma fiutai già che lui stava male anche per il fatto che da poco tempo un suo caro amico (con cui stava sempre assieme) se n'era partito per l'estero. In questa settimana ci siamo avvicinati molto, ma non l'abbiamo fatto perchè io non me la sono sentita (visto che per me il sesso ha un grande valore di affetto). Dopo sono dovuta tornare a casa e ci siamo sentiti praticamente tutti i giorni. Finchè dramma:si suicida uno dei suoi cari amici. e da lì si fa sentire di meno e più staccato. Però a volte è carino e m fa capire che mi vuole vedere. (ci eravamo messi dacc di vederci al suo compleanno). Sta di fatto che vado a Genova di nuovo e questa volta non è come la prima. E' staccato fa fatica ad avere contatti con me,mi lascia da sola,fa i cavoli suoi,sembra quasi che gli rompo. A volte mi bacia e mi dice che gli interesso ma che non mi vuole di torno. Finchè una sera mi tratta male i fronte ai suoi amici, non vuole farlo nemmeno con me (ero io che volevo e lui mi disse che non se la sentiva). Finchè mi dice che gli piaccio è interessato ma che non vuole una storia seria. Io riesco a resistere fino una settimana finchè nel giorno della mia partenza io esco vado da sue amiche che mi consigliano d andare e non stare male e di non farmi trattare così. Io ritorno a casa sua e non lo trovo( è uscito con amici). Allora gli scrivo una lettera la lascio sopra il suo letto con un quadrifoglio dentro (quello che avevo colto per lui e lui mi aveva detto d tenerglielo). Sceno di casa vado verso la stazione,fatalità lo trovo con l'amico che sta tornando a casa..mi saluta mi dice: ciao cucciola mi bacia a stampo mi abbraccia forte e mi dice ci sentiamo. poi però mi lascia andare da sola senza accompagnarmi. Poi da lì non si è più fatto sentire (e neppure io e comincio a star meglio).. finchè sabato ad una festa lo becco con i suoi amici..saluto prima loro e poi lui..vado li gli do i due bacini e gli chiedo come sta..la sua risposta : MALE. io mi giro verso le mie amiche e mi rigiro e lui e i suoi amici erano già andati via.. perchè questa risposta?..e secondo lei..che devo fare?! non gli ho ancora scritto..(però ho scritto ad una sua cara amica che sono stata contenta di vederla..e anche lei diciamo non mi ha risposto).solo quando le ho riscritto con scritto:''posso chiederti un consiglio?',lei mi risp: si dimmi pure. Come vede e interpreta tutta questa situazione?? Sono tentata di scrivergli/chiamarlo...
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  2. Avatar di Alessandra

    Alessandra 3 anni fa (18 settembre 2015 18:38)

    Le chiedo, cortesemente, di darmi una risposta ad un problema che mi assilla da tempo !Ho rinnegato un uomo fidanzato da dieci anni, proprio perché fidanzato, ma tutti mi dicono che se mi fossi lasciata andare lui ora sarebbe unicamente con me!Le mie paure di fallire di rimanere delusa mi hanno bloccata e non ho rischiato.. Ora ho tanti momenti di disperazione perché lui dopo vari tentativi non mi cerca più .. Le chiedo .. Ho fatto bene?Dovevo rischiare?Il treno credo che ormai sia passato ma penso anche che se il destino vorrà ci farà rincontrare.. Devo ancora pensarci o voltare pagina? Il mio sesto senso mi diceva di non fidarmi di lui ma ora mi sorgono dubbi.. Non riesco a pensare ad altro.. Non mi interessa nessuno.. Abbiamo vissuto 24 su 24 insieme perché frequentavamo un corso.. Ma non mi sono lasciata andare in quel "senso" e lui mi diceva che con il mio carattere vulnerabile non si fidava di me e che una volta lasciata la ragazza con cui diceva che tutto andava a gonfie vele prima del ns incontro.. Aveva timore che io lo piantassi.. Ed io invece pensavo che una volta ottenuto ciò che voleva sarebbe rimasto con la sua ragazza.. Le paure non ci hanno fatto vivere serenamente.. Ed ora lui è ancora con lei mi ha cercato x 8 mesi dopo il corso ed io sono piena di dubbi!Per favore mi aiuti ad uscirne..credo di essere innamorata!
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (18 settembre 2015 19:13)

      @ Alessandra: chi sarebbero i TUTTI ai quali fa decidere per lei? Son curiosa. Ha un consiglio di amministrazione della sua vita? Dieci anni dedicati a un uomo fidanzato evidentemente pochissimo meritevole, da come ne parla. Ha visto che ci sono anche altri uomini nel mondo? (Sì, lo so che lui era unico e speciale e lei stava benissimo con lui, come non è mai stata con nessuno. Però quando si diventa grandi bisognerebbe smettersela di raccontarsi favole :) ).
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    • Avatar di Alessandra

      Alessandra 3 anni fa (18 settembre 2015 21:06)

      Scuasami Ilaria volevo dire ke lui è fidanzato da dieci anni non ke ho perso 10 della mia vita dietro lui.Abbiamo frequentato un corso di un anno ma tra noi e' partito tutto dopo nove mesi xke' io non lo consideravo in quanto fidanzato..la nostra conoscenza e' durata 4 mesi..e dopo il corso l'ho sempre rinnegato ed evitato un incontro.. Lui mi ha cercato x molti mesi ma io non gli ho dato alcuna possibilità !
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 anni fa (18 settembre 2015 23:05)

      Bene, brava Alessandra. L'innamoramento (o il presunto innamoramento) accade, per molte ragioni, ma non bisogna sacrificare la propria vita e la propria serenità sull'altare dell'innamoramento, che dici?
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    • Avatar di Alessandra

      Alessandra 3 anni fa (18 settembre 2015 23:18)

      Hai ragione .. Sono quasi convinta di aver fatto la cosa giusta se non fosse per alcuni dubbi ke ultimamente mi assalgono... Ma in fondo lui non hai mai fatto nulla di eclatante x me!
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