Come essere felici: 8 semplici passi

Come essere feliciCome essere felici? Ogni tanto ti fai questa domanda? O sei una di quelle persone che non crede nella felicità, dato che pensi che la felicità non esiste, non è di questo mondo e  dato che sei convinta siamo nati per soffrire? In una libreria Feltrinelli qui di Milano qualche giorno fa ho trovato esposta questa citazione di Anton Cechov “La gente non si accorge se è estate o inverno quando è felice.”.

Questa frase sottintende un concetto sul quale mi trovo d’accordo: se sei felice  le condizioni esterne non possono intaccare la tua felicità.

Hai presente coloro che si lamentano del fatto che: fa troppo caldo, fa troppo freddo, c’è la crisi, il capo è uno strombio rompiscatole, i  genitori stanno poco bene e richiedono assistenza e attenzione, i figli sono ancora troppo piccoli, la vita costa, il lavoro non c’è, l’imu bisogna pagarla?

E poi, ancora: nessuno mi ama, non ho un fidanzato, sono sola…Tutte queste persone stanno attribuendo il fatto di non essere felici a delle condizioni esterne. Non solo: queste persone credono che se non ci fossero queste condizioni esterne,  potrebbero essere felici, senza sforzo.

Invece di avere un atteggiamento del tipo “Non mi sento sereno, ora mi dò da fare per essere felice”, queste persone assumono l’atteggiamento “Non mi sento sereno, vediamo a chi e che cosa dare la colpa, dato che sarà colpa di qualcosa di esterno a me, non certo mia.”

Lo sai che essere felici è il punto di partenza se si vuole conquistare un uomo, se si vuole essere attraenti e se si vuole avere una relazione serena.

Essere felici è possibile?

La prima notizia importante è che le condizioni esterne, in qualsiasi epoca e in qualsiasi,  luogo presentano sempre e comunque delle difficoltà. Cioè: il mondo non è né facile, né difficile. E’ esattamente com’è. C’è la pioggia, c’è il freddo, c’è il caldo, ci sono anche persone poco oneste, negli affari e nei sentimenti. Questo è così per tutti, dappertutto e sempre. Pensare che esista un mondo ideale dove non è necessario fare la propria parte e affrontare al meglio quel che di critico si presenta per riusciere a essere felici, significa pensare in “modo magico” come i bambini che credono a Babbo Natale. Invece bisogna pensare in modo adulto, dato che Babbo Natale non esiste e la vita è bella lo stesso, anzi, è ancora più bella se non si ha bisogno di credere in Babbo Natale.

Questo, nello stesso tempo, non significa che non si possa essere felici. Chi crede di non poter essere felice crede a un serie di teorie inculcate dalla notte dei tempi e che, in un paese cattolico come l’Italia, sono più forti che altrove: la vita è una prova che comporta inevitabili sofferenze e la felicità vera sarà “dopo”. Io non la penso così, io penso che nella vita ci siano difficoltà e dolore e che nello stesso tempo sia possibile essere felici davvero, adesso.

I passi da compiere per essere felici

Storci il naso? Sei scettica? Non ci credi? Considera questi semplici passi da compiere per essere felice:

1) fai tua  la convinzione che la felicita è un tuo diritto, per il solo fatto che esisti. Il fatto che sia un diritto non significa che qualcuno te la deve dare. Significa che te la meriti, che è nelle tue possibilità e capacità e non c’è colpa, senso di colpa, errore o demerito che tenga.

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2) Considera bene qual è la tua idea di felicità. E’ importante, se davvero vuoi essere felice, che tu non ti faccia influenzare nella tua idea di felicità da quello che trasmettono giornali, cinema e TV. E soprattutto la famigerata pubblicità che fa credere che essere felici significa alzarsi tutti i giorni alle Maldive, essere sposate con Brad Pitt e guidare una Ferrari. Sono tutte cassettate belle e buone, solo utili a manipolare.

3) Non cercare affannosamente scuse (esterne) per non darti da fare per la tua felicità.

4) Se non ti senti felice o non ti senti soddisfatta, accetta questo fatto, accetta le tue emozioni negative e che ti infastidiscono: rifiutandole, le ingigantisci – è come dare importanza a un nemico che non merita attenzione e al quale, se dài attenzione, diventa più aggressivo. Accetta le tue tristezze, le tue malinconie, i momenti in cui ti senti giù di corda. E non sentirti colpevole per questo. Soprattutto non pensare che se sei triste, il tuo valore diminuisce. La tristezza e i momenti di sconforto sono umani, appartengono a tutti – anche alle grandi e grandissime personalità, anzi, soprattutto a loro – e sono utili: sono come le spie dell’auto che, quando si accendono, indicano che qualcosa  va controllato e messo a posto.

5) Non vivere il raggiungimento della felicità e il fatto di essere felice come una sfida con te stesso o con gli altri. Non metterti in gara. La vita non è una gara. La vita è “la madre di tutte le esperienze”.

6) Decidi che essere felice è possibile e che dipende da te. Smettila di prenderterla con il passato, con il tempo (il meteo e i minuti che scorrono), le condizioni economiche e anche le condizioni di salute. La felicità si “crea”, giorno per giorno,  e la tua sei tu a crearla.

7) Decidi di essere felice in modo autentico e per te stessa, non per dimostrarlo agli amici, non per andarlo a scrivere sullo stato di Facebook e non per “vendicarti” di qualcuno (il tuo ex partner, il tuo ex capo, la ragazzina che a scuola ti piaceva e ti ha rifiutato): tutto questo non ha nulla a che fare con la felicità, è solo un modo conformistico di “fingere” la felicità che alla lunga ti rende infelice.

8) Scopri che cosa ti rende felice, che cosa rende felice te, non qualcun altro o qualcun’altra, si tratti dell’ora alla quale ti alzi al mattino, degli sport che pratichi – o che non pratichi – del luogo nel quale vivi, delle persone che frequenti. Dedica molto del tuo tempo, tutti i giorni, di continuo a osservarti per scoprire quando e perché sei felice, in modo da poter replicare il più possibile i criteri della tua felicità.

E allora, ci credi che puoi essere felice?

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32 Commenti

  1. Avatar di Cla

    Cla 2 anni fa (3 Settembre 2017 13:17)

    Ciao Ilaria. Chiedermi cosa mi possa rendere felice è stata l'attività principale di questi ultimi anni, visto che il pensiero di centrare determinati obiettivi professionali e di acquisire determinate abilità e competenze mi stava semplicemente ossessionando e svuotando dentro. Oggi mi guardo alle spalle e mi rendo conto di non aver centrato neanche un singolo obiettivo fra quelli che mi ero prefissata, e mi sento molto arrabbiata e delusa, perché mi rendo perfettamente conto che la colpa è attribuibile soltanto alla mia incapacità e inadeguatezza. Mi rendo conto di dover ridisegnare un progetto di vita, ma la consapevolezza di avere buttato al vento gli anni della mia giovinezza, il confronto fallimentare con gli altri e il giudizio negativo di chi mi circonda sono elementi che mi frenano e mi tolgono lucidità per pensare e coraggio per agire. Penso che trovare delle attività di interesse in cui cimentarsi e riversare le proprie energie sia fondamentale, ma ora mi sento immersa nella trappola dell'immobilismo, ossia il pensiero "visto che non sono capace di ottenere quello che voglio dalla vita non faccio nulla, tanto la mia infelicità non cambia e almeno evito ulteriori danni" , e mi sto chiudendo anche alla vita sociale, perché per me è una sofferenza sentire la mia inadeguatezza esposta allo sguardo altrui. So che nella mia vita ci possono essere elementi positivi, ma dove trovare la forza e gli stimoli per cercare la felicità (e fare qualcosa di valore nella mia vita), essendomi ormai resa conto di non assomigliare neanche lontanamente alla persona che avrei voluto diventare?
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 anni fa (3 Settembre 2017 13:27)

      Ciao Cla, leggendo il tuo commento ho notato molte cose che ci accomunano, soprattutto quando parli di inadeguatezza. Mi dispiace non poterti dare delle risposte perché anch'io, come te, ancora non ne ho trovate. Per ora posso solo augurarti di uscire da questo immobilismo (augurando la stessa cosa a me). Un abbraccio
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    • Avatar di Cla

      Cla 2 anni fa (3 Settembre 2017 16:05)

      Ti ringrazio Emilia :) ricambio l'augurio e l'abbraccio!
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    • Avatar di Anna

      Anna 2 anni fa (3 Settembre 2017 15:00)

      L'immobilismo così come lo descrivi di solito è mancanza di autostima, come perdita del senso dell'efficacia delle proprie azioni (non so fare niente, oppure è tutto inutile). A me però pare un po' strano che l'aver mancato degli obiettivi professionali abbia provocato un annichilimento del genere. Anche perché nel fare qualcosa si impara e qualcosa si ottiene, anche se l'obiettivo non viene centrato. In ogni caso, Ilaria ha scritto delle cose sull'autostima, potrebbero essere utili ad entrambe.
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 anni fa (3 Settembre 2017 15:45)

      @Anna, Tante grazie! :)
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    • Avatar di Cla

      Cla 2 anni fa (3 Settembre 2017 16:11)

      Hai ragione Anna, infatti mi rendo conto io per prima che certe situazioni mi stanno ossessionando. Probabilmente non penso più alla mia realizzazione personale come fine, ma come mezzo per riscattarmi dal passato e riempire dei vuoti, e razionalmente so quanto sia sbagliato, anche se non riesco a recuperare la freddezza e il distacco necessari. Approfondirò comunque il tema dell'autostima sul blog (che già ho spulciato ampiamente tempo fa, ma un ripasso non fa mai male :D)
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