Amore liquido: impara a riconoscerlo

amore liquidoChe sarà mai l’amore liquido? Perbacco, già non sappiamo bene che cosa sia l’amore, figuriamoci l’amore liquido. E invece no, l’amore liquido è qualcosa che in realtà conosci molto meglio di quanto tu pensi, anche se non lo sai. L’amore liquido lo sperimentiamo di continuo, al giorno d’oggi – e l’amore liquido è proprio l’amore dei nostri tempi, tempi liquidi – e lo sperimentiamo di continuo o perché lo viviamo in prima persona, o perché lo vediamo sperimentare dagli altri (dalle persone a noi più prossime) o perché lo vediamo scorrere nei media, nei social media, su internet. Tutto intorno a noi. Spesso siamo noi a volere l’amore liquido, anche se magari non lo sappiamo e diciamo che non lo vogliamo.

"L’amore è affidato alle nostre cure, ha bisogno di un impegno costante. Z. Bauman"

Piccola, doverosa premessa: che accipicchia ti interessano ‘sti discorsi pseudofilosofici sull’amore liquido? Non è che ti sto menando il can per l’aia parlando di niente, o, almeno, di niente di veramente utile o di veramente interessante, per te e per la tua vita sentimentale? La risposta è: sapere che cosa è l’amore liquido significa avere una chiave di lettura della realtà che viviamo oggi, del modo di vivere le emozioni e i sentimenti, del tuo modo di viverli e del modo di quelli che stanno intorno a te.

Se prendi consapevolezza dei fenomeni che ci circondano e di come si manifestano, puoi avere una visione più ampia di quali sono gli schemi e le motivazioni del comportamento, tuo e di quello degli altri e puoi scegliere quali decisioni prendere e quali azioni iniziare, per vivere la vita come la vuoi tu, ottenendo dalla vita quello che vuoi tu, sapendo scegliere quali sono le persone non solo che ti piacciono e che ti fanno stare bene, ma con le quali puoi vivere e condividere i tuoi valori più profondi. Conoscere qual è lo spirito che ispira i nostri tempi ti permette di capire meglio i fenomeni che hanno effetto sulla tua vita, di avere consapevolzza sui tuoi comportamenti e di avere una comprensione più acuta anche della psicologia maschile.

Amore liquido e tempi post-moderni

Intanto, se sei ancora qui e noi ti sei ancora rotta di scatole con tutto questo predicone di cui sopra, faccio una precisazione (“Ammappa, anche la precisazione adesso, Ilaria, mi sa che questo è uno di quei giorni che vuoi filosofeggiare e girare in tondo… A quando la “ciccia”?”): amore liquido è una definizione di uno dei più grandi filosofi viventi, Zygmunt Bauman (tecnicamente, a dirla tutta è un sociologo) che, appunto, ha scritto anche un libro intitolato Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi  (libro che, tra l’altro, è nella lista dei testi consigliati che ho messo sul sito).

Bauman nel suo saggio esprime, come dice il sottotitolo, le proprie teorie sulla “fragilità” dei legami umani, in particolare proprio delle relazioni sentimentali. Bauman sostiene che, per dirla in modo semplice, non esistono più gli amori di una volta (ma vah?), di quel tempo in cui, con impegno e dedizione (e probabilmente molte rinunce) due persone stavano insieme per una vita intera, decenni e decenni, senza lasciarsi mai. I nostri tempi post-moderni sono i tempi dell’amore liquido.

"L’amore ha bisogno di essere ri-generato, ri-creato e resuscitato ogni giorno. Z.Bauman"

Gli amori di una volta, sono stati sostituiti da relazioni estremamente liquide, sempre in bilico e a metà tra il desiderio di avere sicurezza ed emozioni forti ed esaltanti e il desiderio di essere liberi e indipendenti, affrancati da legami che potrebbero risultare soffocanti e impedire di provare le emozioni sempre nuove e sempre estreme di relazioni che cambiano e non sono mai le stesse, perché realizzatesi con persone diverse, in contesti diversi e con modalità diverse. Insomma, pare proprio che nei tempi che viviamo, nei tempi del consumismo, l’amore liquido sia quell’amore che, esattamente come uno smartphone, le scarpe o l’auto cambiamo di continuo, in modo che sia in grado di fornirci, esattamente come un paio di scarpe, l’auto o lo smartphone, alcune irripetibili emozioni immediate. A scapito dei sentimenti profondi, che richiedono tempo e impegno.

L’amore dunque è diventato un bene di intrattenimento e di consumo, come un film scaricato da Netflix, un ovetto kinder o le mutande rosse del capodanno. E, allo stesso tempo, nell’essere umano postmoderno rimane un grande bisogno e desiderio di sicurezza, quello che si può realizzare solo in relazioni piene e durature. Relazioni di amore solido e non liquido.

Ecco allora perché l’amore postmoderno si muove tra parole altisonanti e dichiarazioni passionali ai suoi inizi e poi, ancora prima di nascere e sbocciare, muore nel whats’app che non arriva, negli SMS insensati,  nel “io non voglio una storia seria”; nel “sono confuso”; nel “non sono pronto per…”. E non solo da parte di uomini, si intenda, ma anche da parte di donne. Ecco perché l’amore postmoderno vive di chat, di amicizie Facebook, di romanticume a effetto, ma senza sostanza. E, anche, soprattutto di distacchi rapidi e repentini, di inconcludenza e  – molto spesso – di mancanza di contatto fisico, totale o parziale.

Amore, libertà e sicurezza

C’è un disperato bisogno di amare e di essere amati – che può essere soddisfatto solo in relazioni autentiche – e insieme una ricerca spasmodica alla soddisfazione piena, che però non si è mai sicuri di avere raggiunto e quindi nel dubbio, alè che si cerca un’altra relazione, che forse, magari, chissà, potrebbe essere più appagante – eccitante, emozionante, soddisfacente – della precedente. Ma questo non è possibile, dato che questa provvisorietà, velocità, liquidità minano la “sicurezza”, regalando invece libertà. E non è possibile anche perché l’amore autentico si alimenta di sicurezza. Il fatto è che la sicurezza è (o almeno viene percepita come) antitetica alla libertà e la sicurezza richiede impegno, dedizione, fatica. La sicurezza, che deriva dall’impegno, promette autenticità e continuità. Ma limita le emozioni dell’esaltazione momentanea. Limita la libertà, in sostanza.

"La nostra vita è un’opera d’arte – che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no. Z. Bauman"

Quindi, tutti coloro che vivono amori liquidi e sperimentano l’amore liquido in realtà sono alla ricerca di libertà e sono insoddisfatti perché avrebbero bisogno – come tutti gli esseri umani – di sicurezza. Sicurezza che rifuggono giacché oltre a richiedere impegno, li fa sentire “legati” rispetto al desiderio di cambiare e di cercare di meglio. Che ne pensi? Ti risuona in qualche modo, le hai sperimentate anche tu queste sensazioni, da protagonista o da spettatrice?

L’amore liquido non è in grado di creare di legami forti e autentici, ma solo connessioni. Le “connessioni” non danno sicurezza. E’ più probabile invece che diano tanta angoscia, perché, senza sicurezza, quel che rimane, appunto, è l’ansia dell’incertezza.

Amore liquido: esempi pratici di vita vissuta

L’amore liquido, vivendo e nutrendo semplici connessioni (e non legami veri che sono più strutturati), è l’amore (e l’amicizia, ovviamente) di Facebook, delle chat, dei siti di incontri online, delle whatsapp e di tutti i social media in senso stretto e in senso lato. L’amore liquido è l’amore che vive e si alimenta della comunicazione sempre più tecnologica e sempre meno personale, quella che non ti mette in gioco faccia a faccia, occhi negli occhi, corpo a corpo, ma solo per messaggini sms e stupidaggini da chat da copia-incolla, come dico io.

E l’amore liquido va a braccetto con la seduzione liquida, con la sessualità liquida. Tutta liquidità che evita ogni sfida sentimentale fatta di intimità autentica, troppo rischiosa, eh, di questi tempi in cui si ha bisogno di amore – quello sempre, non si smetterà mai di averne bisogno – ma si pretende la libertà, che spesso rischia di strasformarsi in disconnessione da se stessi.

Ora per “ricollegare” tutta questa filosofia o sociologia o analisi dei costumi, a dir si voglia, alla nostra vita pratica ti faccio due esempi e ti racconto una piccola storiella.

Un giorno della tarda primavera appena passata, mentre ero in autobus stavo leggendo un quotidiano economico della City di Londra. E mi è caduto l’occhio su un articoletto dedicato a un sito di incontri extraconiugali di origine canadese che, cresciuto esponenzialmente, – prima di quest’estate, appunto – intendeva quotarsi alla borsa di Londra. Va beh, di notizie del genere ce ne sono per così su blog e giornali di economia. Ma la “notiziona” che mi ha colpito quella mattina non era tanto la storia della quotazione quanto il fatto che da parte della borsa di Londra venissero posti degli ostacoli: quotare una società del genere non è propriamente semplice, dato che i dubbi etici non sono da poco, diceva il giornale…Accipicchia l’amore liquido che si scontra con l’etica. Che l’etica non sia così liquida? Mah…

“Perbacco” mi son detta “ma guarda questi tipetti della borsa di Londra – non proprio dei santerellini pieni di scrupoli – che si pongono dei dubbi etici per un sito dedicato ai tradimenti in serie…” La contraddizione tra amore liquido ed etica della borsa mi ha talmente colpito che in fretta e furia prima di scendere ho strappato la pagina con l’articolo e l’ho messa nel quadernino dei temi di cui occuparmi, come faccio spesso.

Cioè, avevo intenzione di parlarne sul blog. L’articoletto è girato per un po’ tra i miei appunti di lavoro ma, si sa, di appunti di lavoro di cui non mi occupo nell’immediato ne ho un sacco e una sporta, ergo no problem. Insomma: alla fine mi sono dimenticata il nome del sito. Di certo non la notizia.

Fatto sta che è passato un mesetto circa e come forse ricorderai è scoppiato il caso Ashley Madison: il sito è stato hackerato e l’identità di milioni di traditori – uomini e donne, appassionati dell’amore liquido – è stata rivelata al mondo, creando grande scandalo. E causando molti dubbi sulle sue modalità di gestione… Guarda un po’ Ashley Madison era proprio quel sito canadese che la borsa di Londra si stava facendo grandi scrupoli a quotare.

Molto interessante, nevvero? L’amore liquido che diventa business, il business cresce ma il  business dell’amore liquido (che cosa c’è di più liquido che un tradimento cercato online) per eccellenza perde la faccia. Alcuni commentatori  hanno poi concluso che il problema di Ashley Madison era di buon senso imprenditoriale, prima che morale (accippichhia che affermazione), visto il pasticcio combinato con la violazione della riservatezza degli iscritti… E’ così oppure l’amore liquido e la vita liquida sono destinati a sostenere molti dei business del presente e del futuro, alla faccia dell’etica e della morale comune? Ma non è finita qui.

Amore liquido e separazioni liquide

Pochi giorni  qualche giornale italiano ha riportato la notizia già anticipata da alcuni media americani. Si tratta di un’altra “brillante” idea canadese nell’ambito delle relazioni di coppia (o dell’amore liquido, per dirla meglio). C’è un sito sul quale è possibile comprare diversi servizi utili per la rottura di una relazione, una rottura facile e veloce. Pulita e liberatoria. Sei stufo o stufa di stare con il tuo partner? Sul sito puoi acquistare quei prodotti ad hoc per rompere con lei o con lui senza perdere il tuo tempo, senza, anche in questo caso, metterti in gioco in prima persona e senza scocciature o strascichi seccanti. O puoi avvalerti di un consulente, che può fare tutto per te senza che tu ti sporchi le mani.

Gli addetti del sito possono inviare un sms per conto tuo oppure – in base a quanto spendi e dal pacchetto di servizi che scegli, – possono inviare all’ex un regalo “di consolazione” o quant’altro. Il sito si chiama The Break up Shop, il negozio della rottura e in realtà non è l’unico del genere in circolazione, ce n’è per esempio un altro, che si chiama I break up (Io mi separo) e mi aspetto che altri ne nasceranno: il business è molto ben differenziato. E probabilmente al riparo da complicazioni etiche rispetto al sito dedicato ai tradimenti. Del resto che male c’è ad affidarsi a un servizio per lasciare il partner? Soprattutto in tempi di amore liquido?

Ora, mi interessa puntualizzare un aspetto: se esistono siti del genere, significa che c’è una richiesta da parte del “pubblico” di servizi del genere. Ovvio che poi l’esistenza di servizi del genere e la grande offerta danno una percezione di “normalità” a certi atteggiamenti verso l’amore e i sentimenti che forse non sono poi tanto utili per il benessere a lungo termine.

La conclusione di tutto questo discorso qual è? E’ che tu puoi scegliere che tipo di amore sperimentare. E prima di questo devi saper selezionare bene e con intelligenza le persone con cui vuoi condividere le tue esperienze d’amore. L’amore liquido spiega molti degli atteggiamenti che vediamo intorno a noi di questi tempi. Non è di certo obbligatorio uniformarsi a questi atteggiamenti, se si desidera sperimentare l’amore autentico.

Dimmi che cosa ne pensi e se questo tema ti interessa.

Se vuoi intraprendere il tuo personale percorso verso l’amore autentico per te ci sono i percorsi che ho preparato per te:

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Autostima al femminile in APP Autostima Passo Passo.

I 7 Pilastri dell’Attrazione

Come Sedurre un Uomo senza Stress

 

 

 

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127 Commenti

  1. Avatar di maura

    maura 1 anno fa (2 dicembre 2015 13:36)

    E' vero che una volta si stava assieme e comunque, ma oggi i divorzi non sono dovuti al fatto che c'è il divorzio! E' che alla vecchia morale, non si è sostituita un'etica dei rapporti nuova, ma un liberi tutti per cui chiunque si sente libero di fare qualunque nefandezza agli altri e a sé stessi in nome "dell'amore!" ( la scusa è mi sono innamorato/A. Ah allora vale tutto) o in nome della libertà o in nome della ricrca di sé stessi o qualsiasi altra scusa uno/a inventi per sé e per l'altro
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    • Avatar di helen

      helen 1 anno fa (2 dicembre 2015 15:44)

      Si brava son d'accordo. Casca l'asino quando i parametri che applichi agli altri non vuoi che vengano applicati a te. Io ho notato che gli uomini hanno spesso una doppia morale per le donne di casa e "le altre". Con mia figlia, mia nipote, mia madre, mia sorella gli altri devono essere integerrimi, con le altre donne io mi posso comportate da str.zo figliodip. Fa parte del solito familismo amorale, chi rientra nella mia cerchia va salvaguardato, tutti gli altri posso ingannarli, sfruttarli e mandarli in mona. Finché arriva quello che si comporta con tua figlia così come ti sei comportato tu con le figlie degli altri eheh
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  2. Avatar di bianca

    bianca 1 anno fa (2 dicembre 2015 16:13)

    la tecnologia è positiva da un lato ma brutta dall'altro. Ho molto relazioni "liquide" che alla lunga mi rendono più frustrata di quanto non mi ci renderebbe una storia travagliata. Voglio dire che affettivamente mi sono legata ad una persona, un uomo, con cui mi sono frequentata per un breve periodo e che adesso non ci vediamo da nove mesi. L'interesse per una storia è scemata visto che non viviamo nella stessa città ma ci sentiamo sempre e ci diciamo che ci vogliamo bene. Provo dell'affetto per lui ma non so.. non vedere mai una persona è veramente affetto? mi sto annoiando di questa storia così. Non so lui ma a me sembra un'amicizia "inutile" forse un problema
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (2 dicembre 2015 16:20)

      O relazioni liquide o storie travagliate, una terza via non è possibile, giusto?
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    • Avatar di bianca

      bianca 1 anno fa (2 dicembre 2015 16:37)

      Certamente Ilaria. Non ho scritto le due cose perché non penso che ci sia alternativa! anzi.. voglio, senza il vorrei, una vera storia con un progetto di vita e interesse reale. Ho voluto solo mettere le due cose vicine come per evidenziare che magari una relazione con una persona in apparenza tranquilla può avere dentro di sé dei meccanismi più complessi e farti soffrire come una storia che tocchi con mano. Nel caso in specie trovo che non ci sia senso nel sentirci via what'sup se poi non ci vediamo. Mi sento "legata" ad una persona che non esiste fondamentalmente. Per me è un problema che sembra che non si ponga nessuno, nessuno che io conosca almeno dal momento che si è propensi ad avere relazioni o connessioni, come dici tu, gli uni con gli altri.
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  3. Avatar di Caty

    Caty 1 anno fa (3 dicembre 2015 14:38)

    E se la sfida di questi tempi liquidi fosse proprio farci vivere nell'incertezza? L'insicurezza potrebbe essere una chiave che apre la porta della nostra Anima... Hillman (filosofo)diceva che anche tra le braccia della persona amata potresti avvertire quel sentimento di solitudine che forse noi pensiamo di eliminare con relazioni solide.
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    • Avatar di Claudine

      Claudine 1 anno fa (3 dicembre 2015 19:02)

      Ciao Caty, se provo un profondo senso di solitudine fra le braccia di un uomo, per me è un chiaro segnale per andarmene. Secondo me un buon segnale è sentirsi accolti e a proprio agio. La certezza è un altro paio di maniche. Non bisogna mai perdersi completamente nell'altro, mantenere la propria identità e posizioni. Come in tutto occorre quella cosa che è molto difficile da conquistare: il giusto equilibrio :-)
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  4. Avatar di Erika

    Erika 1 anno fa (7 dicembre 2015 7:57)

    Salve a tutte ! Io sono la classica single di ritorno cioè separata ! Dopo la separazione ho avuto solo una storia con uno stronzo , lasciata per un'altra , ovviamente , da due ,sono sola ! Qualche giorno fa lo stronzo e' tornato ( e 2 mesi fa anche il mio ex marito ) con la proposta di farci una storiella di sesso ma , lui, sta ancora con l'altra ! Memore di tutti gli articoli di Ilaria , ho detto no ! No perché sapevo che non poteva darmi quello che volevo , no perché avrei risofferto , no per rispetto verso l'altra donna e chi prima o poi lo avrebbe saputo e avrebbe sofferto quello che passato io ! Però ho detto sì alla solitudine sentimentale ,perché alla veneranda età' di 45 anni , per quanto sei piacente e ti curi ecc ,sei fuori dai giochi ! Io appartengo al gruppetto di donne che non ha nessun uomo all'orizzonte da anni !
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  5. Avatar di elisa

    elisa 1 anno fa (9 dicembre 2015 17:43)

    E' un argomento molto interessante. Forse per evitare di perdere tempo in rapporti liquidi bisognerebbe avere ben chiaro ciò che si vuole e confrontarsi subito ai primi segnali poco positivi di ambiguità e precarietà che percepiamo dall'altra persona e con molta franchezza vedere le cose per quello che sono ,accettarle e lasciarle andare. Credo che poi venga spontaneo investire in altro; quello che diamo è prezioso e non dovrebbe essere sprecato con chi ci crea ansie e insicurezze con atteggiamenti che confondono, solo per tenere in sospeso una situazione di comodo, che non dovrebbe essere quello che vogliamo ;-)
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  6. Avatar di Anna

    Anna 1 anno fa (9 dicembre 2015 16:27)

    I miei progetti di vita vanno avanti e continuano a prescindere. Ho un lavoro interessante che mi appassiona, con il desiderio in futuro di costruire un'attività in proprio su cui sto lavorando attivamente. Sono sempre stata e resto una persona curiosa di sapere, desiderosa di imparare e mai nella mia vita mi sono fatta frenare dalla paura o dalle paure. Ho sempre affrontato tutto. Sono autonoma e orgogliosa di esserlo. Ho i miei hobbies, le mie passioni, ho relazioni sociali penso normali con molta gente e sono una persona felice, se per felicità intendiamo vivere consapevolmente e con pienezza ogni giorno della propria esistenza. Ho una mia linea di equilibrio e di serenità che è stata costruita e alimentata in tanti anni di problemi affrontati e risolti, sempre. Ma sono umana anch'io. E ci sono giorni particolari di festa in cui la solitudine si fa più sentire, in cui mi piacerebbe condividere la vita con un'altra persona. Non con una persona qualunque. Cerco comunanza di interessi, cerco affinità, cerco reciproca simpatia e attrazione. E quando mi capita di trovare queste caratteristiche in un'altra persona, io ci provo a costruire qualcosa. Però non è facile, mantenere i piedi per terra e nello stesso tempo tentare, inevitabilmente si sogna, inevitabilmente si rischia di rimanere feriti. Grazie Ilaria per avermi fatto tornare con i piedi per terra, per avermi fatto vedere, oggi, che la mia vita e' bella ed e' piena di tante cose. Ieri forse per un po' lo avevo dimenticato e stamattina mi trascinavo nell'inerzia. Forse la mia storia semiliquida finira' presto, o forse andrà avanti, non lo so. In ogni caso in questo istante mi sento forte e determinata e ricca (non di denaro ovviamente ma di ben altre cose).
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    • Avatar di helen

      helen 1 anno fa (9 dicembre 2015 17:48)

      Forse Anna i momenti down van vissuti per quel che sono e nulla più. Non siamo sempre sulla breccia, non abbiamo un tono dell' umore costante e questo non va visto come una voragine da colmare. Forse prendersi cura di sé vuol dire sopportarli e inquadrarli, imparare a gestirli con meno ansia,meno senso di tragedia, di ineluttabilita'. Altrimenti si va alla ricerca di una ebrezza costante che non esiste o esiste solo nella pubblicità. Provo dare una mia interpretazione, magari sbaglio eh
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  7. Avatar di helen

    helen 1 anno fa (9 dicembre 2015 17:26)

    Ilaria tu hai mai sentito parlare della capitozzatura? Io avevo anche una maglietta con sopra scritto:"sono contro la capitozzatura". Succede questo: alberi per taglia e conformazione destinati a diventare maestosi, alcuni delle vere cattedrali vengono posizionati in luoghi vari , viali, parchi, giardini. Un bel giorno arriva il camion della ditta di manutenzione del verde e taglia le fronde fino a ridurre la chioma a quattro pietosi moncherini. I cedri (dell'atlante, del libano, deodara) con il loro sontuoso portamento a palchi vengono fatti diventare dei pini radi, viene massacrata la punta . Ora qualsiasi persona mediamente ignorante di giardinaggio sa che non si fa. Un albero va potato con la pulitura del secco, vanno al massimo eliminati i rami che si incrociano ma la chioma va preservata. Si ottengono esemplari bruttarelli che si ammalano facilmente perché viene eliminata la parte oltretutto destinata alla fotosintesi (fronde) Ecco io penso che ciascuna di noi sia stata allevata a suon di capitozzature perché ingombrava, perdeva foglie, disturbava e recuperare quella chioma, quella maestosità, quel portamento non è sempre facile. Sta inserita in un viale con altri alberi morticini e non pensa di essere destinata a diventare monumentale. Trovi che sia una metafora azzeccata? Fai caso a quanti ammirano un albero nella sua interezza e quanti lo trovano fastidioso, ingombrante e eccessivo. Da capitozzare, il prima possibile.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (10 dicembre 2015 0:04)

      Sì Helen, vagamente so di capitozzatura, avendo la mia famiglia un piccolo giardino sul lago Maggiore negli anni ho assistito alle discussioni infinite tra i miei genitori sul tema e poi alle più fantasiose opere di persuasione su mia madre da parte di giardinieri senza scrupoli. Che dire? Capitando io da quelle parti in larghi intervalli di tempo mi è capitato una vola di vedere il giardino ridotto a controfigura di Chernobyl, ma le nostre piante si sono sempre riprese. Morto è invece un colossale abete dei vicini, a cui come dici è stata tagliata la punta. Ci ha messo un po' a morire, una lunga agonia, ancora più singolare trattandosi di un sempreverde. Dicevo, le nostre piante sono sempre ricresciute, con le loro folte chiome dimostrando una resilienza che è in natura e anche (soprattutto) in noi, che della natura facciamo parte.Detto questo dobbiamo decidere, ciascuno di noi deve farlo per sé, nessuno può delegare, se dare ragione ai capitozzatori che ci vogliono belle statuine o diventare quei bei monumenti che siamo. Da "grandi" si può e spesso si deve.
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  8. Avatar di Anna

    Anna 1 anno fa (9 dicembre 2015 13:55)

    Buongiorno Ilaria e buongiorno care lettrici del blog, sono reduce dall'ennesimo periodo festivo fatto essenzialmente di solitutudine e di mia tristezza interiore. E sono arrabbiata. Perche' in una strana relazione semiliquida ci sto ormai da sei mesi. Lui è sulla carta perfetto, single, simpatico, persona onesta, separato con figli come me. E' affettuoso e mi chiama e mi cerca, non c'è nulla di virtuale nella nostra storia. Ci vediamo quasi sempre con qualcuno dei figli presente ma cerchiamo almeno una volta alla settimana di ritagliarci un po' di spazio per noi. Ci aiutiamo. Lui c'è per me e io ci sono per lui. Lo so e lo apprezzo. Però questa storia è nata cosi' tanto spontaneamente che alcune cose non sono mai state chiarite. Poche volte abbiamo parlato di noi come coppia. Non so cosa siamo. Stiamo bene insieme e andiamo avanti, ma senza niente di definito. Ha degli amici in un'altra città e almeno una volta al mese li va a trovare per il fine settimana e non mi ha mai mai mai chiesto di andare con lui. Io sento che c'è un'evoluzione, lo sento sempre più vicino e preso, però c'è questa paura di dire le cose da parte mia, e forse di impegnarsi veramente da parte sua. Una volta gli ho detto che avremmo dovuto parlare di alcune cose e lui mi ha risposto "sono terrorizzato".. poi presi da tante cose non abbiamo più affrontato nessun argomento. Parlando fa programmi a lunga scadenza, come se noi saremo così anche tra un anno o più, come se tutto fosse tranquillo e perfetto. Ma per me non è così. Non abbiamo mai dormito insieme e non credo che ne senta il bisogno. Però vuole le sue cose a casa mia e io tengo alcune mie cose a casa sua. Insomma avrei bisogno di certezze però ho paura di un sano chiarimento. Ho paura di fare la donna bisognosa che fa scappare gli uomini, ma al contempo mi faccio mille paranoie.. e se io fossi lui per una una "friend with benefits"? Se amasse più di tutto la sua libertà di andare dove gli pare e quando gli pare? Se non volesse una storia vera e seria come invece la vorrei io? Ma allora perche' far conoscere i bambini, farmi conoscere addirittura la loro madre con cui ha manenuto rapporti amichevoli? Io non limiterei mai e poi mai la sua libertà, perche' sono convinta che "costringere" una persona sia intrinsecamente sbagliato.. se si ama ci si sente liberi in coppia, non imprigionati e tutto deve o dovrebbe avvenire in maniera spontanea. Però ecco.. rimanere a casa i fine settimana mentre lui è in giro con il suo gruppo di amici e amiche.. è dura. E' un rapporto liquido e tale rimarra' fino a che non mi stanco definitivamente? Non è un rapporto liquido e si sta solo naturalmente evolvendo? Non lo so. Navigo a vista, per ora.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (9 dicembre 2015 14:37)

      Ci sono alcune storie che mi fanno solo sorgere domande, abbiate pazienza, perché spesso il vuoto è dentro di noi ed è un vuoto morale, come dicevo in una risposta precedente, a proposito di "volare alto", è un vuoto di valori, un vuoto di ambizioni esistenziali, un vuoto di orizzonti ampi, non è un vuoto emotivo o un vuoto frutto di drammi o tragedie. Per carità, sono certa che spesso dietro molti nostri comportamenti disfunzionali in coppia - ma anche in famiglia, sul lavoro o rispetto alla propria salute - ci siano piccoli o grandi traumi passati, piccole o grandi sofferenze patite, piccoli o grandi blocchi da superare. E di questo mi occupo nel mio lavoro di coaching, con grande impegno e costanza. Spesso, mi tocca dire - e qui l'amore liquido c'entra parecchio - guardandomi intorno e leggendo certe mail e certi commenti (e alcune storie raccontate in certi commenti, in cui si parla di altre persone, quindi storie di "terzi") mi chiedo se tanto presunto "dolore", tanto "patimento", tanto "consumarsi" non vengano invece da questo vuoto sostanzialmente di slanci, di etica, di grande disegno per la propria vita. Il tuo commento Anna gronda pesantezza e negatività, squallore e tristezza, ma non quella tristezza che invita all'empatia e alla compassione, una tristezza che respinge, che delude, ecco, delude. Tanto tempo perso dietro a una persona come quella che descrivi... Un debosciato, un nulla umano, un cretino, per dirla. E vengo alle domande, perché sono sinceramente curiosa: quando lui ti ha detto "sono terrorizzato", come hai fatto a non buttarlo fuori di casa? Come hai fatto a non vergognarti di averlo frequentato? Come hai fatto a non prenderlo a calci nel sedere - metaforicamente parlando, si intenda -? L'altra domanda è, quali progetti hai per la tua vita? Quali aspirazioni? Rincorrere questo pirla incommensurabile o qualcun altro della stessa caratura? Come fai a sentire solitudine e tristezza interiore e a non prendere nessuna iniziativa fattiva (con tutto quel che c'è da fare a questo mondo) e autonoma per fare qualcosa non di dico di creativo e vitale, ma di costruttivo per te? Queste sono le domande che mi pongo. Perché, amiche mie, il mal d'amore, che è un male tutto femminile è l'ennesima invenzione che vi hanno messo in mano, nella testa e nella vita - e nella quale spesso ci sguazzate - per togliervi la vita di dosso. E' che alla fine vegetare di fronte a una tanto evidente vuotezza, è vostra responsabilità e se non vi assumete la responsabilità di vivere - e non di vegetare - in prima persona e per iniziativa vostra e autonoma, questi sono i molluschi con cui avrete a che fare fino alla fine dei vostri giorni. E, mi tocca dire, questi sono i molluschi che metterete al mondo ed educherete a comportarsi da molluschi. Se siete arrivate in fondo, fatemi sapere se questo è un tema che vi interessa che io approfondisca, con un commento esplicito o con un "+" al mio commento.
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  9. Avatar di Gea

    Gea 1 anno fa (19 dicembre 2015 13:13)

    Concordo pienamente sul fatto che se non si reagisce e ci si adagia invece nel vuoto e nel nulla, proprio e altrui, si è causa del proprio male e alla fine lo si merita pure. Se si capisce, frequentandola per un tempo ragionevole, che la persona con cui si ha a che fare si crogiola nei suoi problemi, l'unica reazione sana e rispettosa di sé é il distacco, in tutti i sensi. Il tipo che frequentavo non ha risposto a un paio di sms, mandati a intervalli di 8-10 giorni, nemmeno quando gli ho chiesto se mi restituisce il CD. É molto probabile che non stia bene (ego fragile e depressione ciclica, curata con due psicologi e varie robacce come usasi in Francia: non escludo sia borderline o bipolare), ma dei suoi tormenti non mi importa niente e mi guardo bene dal chiedere sue notizie a ex colleghi, come lui tempo fa aveva fatto con me. É chiaramente uno che sta male, ma non sa né vuole scrollarsi di dosso i suoi problemi e, negli ultimi tempi, il suo comportamento ambiguo e certe frasi che hanno rivelato delle meschinità (attaccamento al denaro, ossessione per la competizione, frustrazione di non essere all'altezza) per me intollerabili... ha rischiato di fare star male anche me. A quel punto mi son detta "Alla larga! Lui col mio mondo non c'entra proprio niente!" E sto benissimo! :-)
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  10. Avatar di Gea

    Gea 1 anno fa (19 dicembre 2015 14:18)

    Escludendo una storiella estiva dei miei freschi 20 anni con uno di 18 (ragazzo squallidissimo e cattivo, peraltro, dietro un'apparenza di bravo ragazzo, che dopo aver chiuso sognava che rimanessimo "amanti a vita"... ovviamente lo mandai a fancubo... e non solo perché a letto era penoso), non ho avuto storie liquide. Da quanto vedo intorno a me, l'amore liquido é di due tipi: puo' essere tiepidino e insulso dall'inizio alla fine, oppure partire con fuochi d'artificio per poi spegnersi come una flatulenza (di cui ha la stessa poesia, peraltro). Amore liquido, superficiale e proprio per questo esagerato e disfunzionale é, secondo me, quello della canzone "Nuova ossessione" dei Subsonica. Non sono una fan del gruppo: conosco un paio di canzoni. Questa fu un grande successo nel 2003. Il ritmo entrava in testa. Tempo fa l'ho riascoltata e il testo mi ha fatto cadere le braccia. Già il titolo é éloquente... Ascoltatela con spirito critico: c'è da meditare.
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  11. Avatar di Giusi

    Giusi 1 anno fa (18 dicembre 2015 22:45)

    Messaggio*Ciao Ilaria,complimenti per l'articolo. Io spesso mi ritrovo "corteggiata" nel mondo virtuale, e sempre rifiuto questi approcci. Primo perche' i polpi sono sempre in agguato e poi perche' alla chatt con persone liquide preferisco la lettura di un buon libro. Pero' a volte mi chiedo se Io sia un po' troppo drastica nel chiudere subito simili approcci Grazie Ilaria
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (19 dicembre 2015 14:15)

      E' statistico: in chat ci sono più psicopatici o sociopatici (a dir si voglia), cioè stronzi pericolosi, che altrove. Vedete un po' voi...
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    • Avatar di Gea

      Gea 1 anno fa (19 dicembre 2015 14:25)

      Gia' capita di incontrarne nella vita reale (famiglia, scuola, università, lavoro, palestra, circoli culturali, associazioni, parrocchia e quant'altro), non oso immaginare nella vita virtuale! Molto meglio risolvere il problema alla fonte, e la nostra amica fa benissimo a lasciarli perdere.
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  12. Avatar di laura

    laura 1 anno fa (24 gennaio 2016 20:58)

    Ciao Ilaria é la prima volta che ti scrivo ma ti leggo sempre! Mi é piaciuto tanto questo post, io ho avuto una relazione del genere che vorrei raccontare anche per essere di aiuto ad altre donne. Sono abbastanza giovane, ho 23 anni, il mio primo ragazzo l'ho avuto a 19 anni, tutti spesso mi chiedono il perché di questa età, io non vedo perché giustificarmi, per loro sì perché avrei dovuto forse iniziare da prima o simili discorsi...beh ogni volta la mia risposta é che non siamo tutti uguali, io soprattutto ero molto molto timida all'epoca, cresciuta in una famiglia molto all'antica. Comunque, con questo ragazzo che era più grande di me (aveva 27 anni all'epoca) ho avuto il mio primo bacio e prima volta), ero in idillio. In realtà però era uno stronzo, una persona davvero concentrata su se stessa che non ha mai avuto storie più lunghe di un anno (e quando dissi questa cosa un mio amico una volta rise, e qualcosa avrei dovuto cominciare a pensarla ma ero troppo presa dall'amore). Per farla breve, questo ragazzo non mi trattava bene, o meglio, inizialmente si, ma poi aveva dei cali di entusiasmo e non si faceva sentire (era il suo modo per farti capire che non era più interessato ma non aveva le palle o magari la voglia di dirtelo, e a tal proposito vorrei dire che non sono solo gli uomini ad essere stronzi, come ripete anche Ilaria, perché avevo anche un'amica cosi! - e vorrei dire a tutte che questa é una mancanza di rispetto se vuoi bene ad una persona non ti comporti cosi), mi sono resa ben presto conto che per lui ero solo un giochino, era una persona totalmente non empatica. Io molte volte gli ho detto che se una persona non ti piace non hai alcun motivo di tenerla li in attesa di qualcosa di meglio. Ci sono stata molto male questa storia é durata un bel po', e ne sono uscita distrutta, mi sentivo di non valere niente perché lui non si era innamorato di me, comunque ne sono uscita. Il consiglio più importante che posso dare é di non affezionarsi a persone del genere, é vero, sono scaltre, nel senso che capiscono subito i nostri punti deboli, lui in particolare aveva capito che io avevo avuto delle mancanze, delle carenze d'affetto da parte dei miei genitori, e ci giocava molto, però al primo segno di non rispetto, che può anche essere una risposta non ricevuta ad un sms o ricevuta troppi giorni dopo, lasciate perdere. Mettetevi in testa che valete molto molto molto di più di quanto queste persone imbecille credono o vogliono farvi credere. Non dipendete da loro, che poi é quello che Ilaria ci dice ogni volta, liberatevene. Con persone così non si sarà mai felici, perché non lo sono loro. Una persona felice ti regala gioia.
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  13. Avatar di greta

    greta 1 anno fa (1 febbraio 2016 12:31)

    Beccata!!! ho vissuto un amore liquido in piena regola....tanta chat..poca comunicazione verbale...e poi é seguito l´abbandono su whatsapp..... ormai é passato poco piú di un mese...ma come h potuto farmi tanto male e non accorgermi della liquiditá del rapporto che stavo vivendo!! negazione? boh....solo una domanda mi sorge spontanea: e adesso?Greta
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  14. Avatar di Costanza

    Costanza 1 anno fa (8 febbraio 2016 11:20)

    Ciao Ilaria torno a scriverti dopo qualche mese essendomi imbattuta in questo interessantissimo articolo che mi riguarda da vicino. Io ho 19 anni (quasi) e nel mondo dell'amore liquido ci sono cresciuta tra film tv e perfino libri che si sono adattati ai tempi post rivoluzione tecnologica. Da tre anni vivo una storia a distanza con un ragazzo di un altro continente conosciuto prima in chat aspettato (più di un anno) desiderato e poi conosciuto per davvero grazie a uno scambio universitario qui nella mia città. In questo anno il nostro rapporto è stato un'altalena di emozioni ma l'amore a conti fatti ne era uscito illeso. Dopo un anno vicini ci siamo ritrovati di nuovo lontani; ma dopo esserci visti e vissuti l'attesa non era quella di prima. Richiedeva impegno maggiore e dimostrazioni di "interesse" maggiori di prima anche per sopperire a quel contatto e a quella vicinanza fisica ma anche spirituale che la quasi convivenza aveva portato . Questo impegno e questa dedizione sono venute a mancare da parte sua e io ho iniziato a non sentirmi più soddisfatta di chat vuote e fredde. Nello stesso momento in cui tutto ciò accadeva ho incontrato in vacanza un altro ragazzo anche lui lontano ma almeno in Italia. Ho chiuso la storia con il primo ragazzo A. credendola ormai finita in ogni caso. Ho continuato a sentire questo nuovo ragazzo M. E l'ho rincontrato. M al contrario di A pareva perfetto, certo nei limiti del reale. Mi sono resa conto quasi subito delle differenze e dei difetti ma non mi sono abbattuta, mi sembravano sempre questioni superabili. Dopo due mesi pero mi sono accorta che non riuscivo a dimenticare A. E sono tornata da lui che mi ha riaccettata dopo varie insistenze (errore lo so) nonostante le parole poco gentili che mi aveva rivolto in precedenza appena saputo dell'altro ragazzo. Insomma continuiamo la nostra storia che va meglio di prima, allontano M che però non si rassegna. Parto a Natale per raggiungere A. Due settimane insieme belle anche se non prive di piccoli drammi che ritengo lì per lì scosse di assestamento, questioni irrisolte che vengono a galla e richiedono uno scontro per essere chiarite. Ora il problema dov'è? A. sta tornando ad essere quello di prima con tutto ciò che ne consegue ... Liti insicurezze da parte mia e mille dubbi. Io nel frattempo su sua richiesta ho smesso di sentire M che però ogni tanto si fa di nuovo vivo e io nn rifiuto una chiacchierata con lui che si dimostra sempre costruttiva e gratificante. E così facendo non smetto mai di pensarlo. Continuo a cercare di immaginare la mia vita futura in entrambi i casi. Mi trovo ad un bivio e ogni volta che mi sembra di fare un passo verso la scelta finale mi ritrovo a pensare all'altro ragazzo a cosa sarà di lui M o A che sia (ma soprattutto A) . Con A ho condiviso tanti momenti belli e brutti e " passato " insieme tanto tempo e nonostante ciò mi ha dato motivo di allontanarmi. Con M mi sembra l'inizio di una bellissima storia ma appunto è solo l'inizio. In entrambi i casi si parla di amori liquidi di lontananze e parole più che fatti. Come prendere una decisione definitiva?
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  15. Avatar di Gea

    Gea 10 mesi fa (5 maggio 2016 23:24)

    Rileggo con piacere questo tuo articolo, non per l'argomento ma per come opponi alla sua superficialità la profondità della tua analisi e la concretezza del tuo ragionamento. Ci sono tante forme di amore liquido, tutte accomunate dall'assenza di amore. Chi cerca un po' d'affetto e/o sesso tra le braccia di qualcuno purchessia, chi flirta compulsivamente senza mai concretizzare, chi tradisce in serie (e anche in parallelo!) come un circuito elettrico, chi gioca a "balocchi e profumi", chi accampa scuse per non impegnarsi e chi invece si impegna con chi capita pur di accasarsi e far figli, altrimenti "non é normale"... Credo che l'industria del prefabbricato abbia trovato nell'amore liquido il suo ramo più redditizio, perché la gente oggi é terribilmente confusa e atterrita: tanti, troppi hanno paura di restare soli, ma sono incapaci di stare in compagnia, di relazionarsi con l'altro. Oltre a Baumann, consiglio a tutti di leggere Adorno e Buber. Grazie ancora, Ilaria, per il tuo eccellente lavoro! Buona serata a te e a tutti :-)
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    • Avatar di max

      max 5 mesi fa (19 settembre 2016 15:09)

      In questi giorni dove sto andando un po' più a fondo nelle dinamiche di relazioni, ho scoperto Baumann e Lacan che aveva predetto l' amore liquido con altre parole partendo dal concetto di desiderio...semplice e chiarissimo questo articolo, fa riflettere, ma ancora di più la risposta esemplare di Ilaria poco sopra (quella che ha ricevuto oltre 50 up), da incorniciare.
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