La donna è inferiore, l’uomo è superiore: questa è la vera differenza

differenza 300x225 La donna è inferiore, l’uomo è superiore: questa è la vera differenzaLa donna è inferiore: lo so, lo so non sta per niente bene fare questo genere di affermazione proprio dopo due giorni dalla Festa della Donna e nel pieno del mese di marzo, dedicato alle celebrazioni della donna e delle donne, tutte. E so già che tante lettrici, indignate, hanno già abbandonato la lettura dell’articolo dopo averne visto solo il titolo, che di per sé è respingente. Perché tratta la differenza uomo donna da un punto di vista molto provocatorio.

“Ma che cosa stai dicendo Ilaria?! Proprio tu ti ci metti a dire che la donna è inferiore, tu che inviti sempre e comunque le donne a valorizzare se stesse e a essere pienamente realizzate in modo indipendente, autonomo e anche controcorrente rispetto al pensiero comune? Che modo è di affrontare un tema così importante come quello delle differenze uomo donna?”

Poi ci saranno anche lettrici che scuotono la testa assolutamente scettiche: “Ma se lo sanno tutti che ormai da anni abbiamo raggiunto la parità tra i generi, che le donne possono e vogliono fare tutto quello che fanno gli uomini! Ormai nessuno accetta l’idea che la donna è inferiore e l’uomo superiore. Anzi. Certo, c’è una certa differenza uomo donna, ma è data dalla natura, è inevitabile e noi donne dobbiamo sforzarci per andare incontro agli uomini, è il nostro ruolo, del resto.”

"L’uomo è per natura superiore, la donna inferiore; il primo comanda, l’altra ubbidisce. Aristotele" icona twitter La donna è inferiore, l’uomo è superiore: questa è la vera differenza Twittalo

Ebbene, sia ben chiaro: la parità di genere è –nel mondo Occidentale – vera a parole, vera nei proclami delle istituzioni e vera nelle diatribe parlamentari, ma non è assolutamente vera nei fatti. Non è vera per le persone comuni, per gli uomini e le donne “normali” che vivono la loro vita su questa terra tutti i giorni. Che cosa significa? Significa che nell’atteggiamento mentale di moltissime donne e ancor più di moltissimi uomini permane un’idea radicata e potente di una profonda differenza uomo donna, una differenza che è sostanziale, di valore, di qualità e anche di merito. E nella pratica di tutti i giorni quest’idea della differenza uomo donna, crea profondi svantaggi per le donne e, soprattutto, è la causa di tante incomprensioni nelle relazioni tra uomini e donne, anche e soprattutto a livello sentimentale.

Differenza uomo donna e incomprensioni

Nei paesi occidentali (Europa e Nordamerica) le discriminazioni di genere e il diverso trattamento riservato a bambini e a bambine fin dalla prima tenera età è oggetto di studi e di ricerche sempre più specifiche e in un certo senso allarmanti.

Negli anni ’70 Elena Giani Belotti pedagogista e ricercatrice, ha pubblicato un saggio diventato un “riferimento” in Italia. Dalla parte delle bambine in cui spiega come bambini e bambine ricevano – fin dalla nascita – un’educazione completamente diversa in base al genere a cui appartengono. Fin dal modo in cui la mamma allatta il suo neonato di sesso maschile o la sua neonata di sesso femminile, si comporta in modo diverso nei confronti dei due: verso il bambino mostra maggiore pazienza, dedizione, tolleranza. Il bambino, in quanto “uomo” viene considerato “per natura” più libero, vivace, destinato a organizzare la propria vita in base a quelli che sono i suoi desideri e i suoi obiettivi di successo.

La bambina in quanto “donna” viene da subito educata a essere mite e tranquilla, a comprendere le difficoltà degli altri, anche facendosi da parte, sacrificando i propri sogni personali per un sogno ben più importante è più vasto – agli occhi della società che la educa –, che in realtà è il compito al quale è destinata, prima di decidere in autonomia: essere moglie e madre. E in quanto tale paziente, tollerante, accogliente e in grado di reprimere i propri bisogni e desideri, che quando la spingono verso una totale realizzazione personale vengono considerati “innaturali”, “fuori posto”, da “contenere” anche attraverso un’educazione severissima e profondamente limitante di talenti e inclinazioni individuali.

"Tutto il significato della vita della donna dipende da ciò, che la fanciulla trovi l’uomo che le si confaccia. Paul Julius Moebius" icona twitter La donna è inferiore, l’uomo è superiore: questa è la vera differenza Twittalo

E’ vero che Elena Gianini Belotti ha scritto questo libro quarant’anni fa. Ma raccontava il tipo di educazione che di sicuro moltissime generazioni di italiani che ora sono nel pieno della loro vita hanno sperimentato sulla propria pelle: chi andava alla scuola materna negli anni ’70 ha poco più di quarant’anni adesso. Ma possiamo essere certi che anche persone più giovani sono state educate nello stesso modo. Non solo: chi è educato in questo modo tende a “trasferire” il modello di educazione che ha ricevuto ai discendenti, Quindi se tanto mi dà tanto, il vecchio principio educativo per cui si deve stabilire e mantenere una rigida differenza uomo donna ancora sopravvive nella stragrande maggioranza delle famiglie e delle istituzioni.

Gli studi di Elena Gianini Belotti facevano riferimento alla realtà italiana: ma anche Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera e soprattutto Stati Uniti hanno avuto le loro Elene Gianini Belotti che hanno fatto analisi analoghe per le realtà dei loro paesi.

Differenza uomo donna e presente

Ti starai chiedendo che cosa mai tutto questo abbia a che fare con te e con le tue relazioni sentimentali. Ebbene, con tutta probabilità, tu o i tuoi genitori siete stati educati secondo un principio che alla base considera che vi sia una sostanziale differenza uomo donna e che  spinge uomini e donne ad assumere comportamenti, modi di fare e di pensare diversi, fino a “forgiare” i loro desideri e le loro aspirazioni.

"La natura vuole, dalla donna, amore e dedizione materna.Paul Julius Moebius" icona twitter La donna è inferiore, l’uomo è superiore: questa è la vera differenza Twittalo

E quindi? E quindi, in linea di massima le bambine e le donne che sono state cresciute in un clima educativo del genere tendono a considerare il loro ruolo nel mondo come “subalterno” e di servizio, prima alle figure maschili della loro vita e poi alla famiglia. Quante donne si “sacrificano” per il proprio partner? Quante madri “danno tutte se stesse” ai figli rinunciando alla vera realizzazione di se stesse, convinte che quello sia davvero il meglio?

E gli uomini? Gli uomini pensano in modo radicalmente diverso rispetto alle donne. Ecco perché uomini e donne non si capiscono. Gli uomini non considerano la propria vita in “funzione” di qualcun altro. Gli uomini considerano come prioritario il loro proprio benessere (e non quello degli altri, come fanno le donne) e la realizzazione di sé e dei propri obiettivi.

Ecco perché un uomo, di norma, non mette come prioritario nella realizzazione di sé un rapporto di coppia, non sogna il matrimonio e l’abito bianco e – guarda un po’ – quando si separa dalla moglie si occupa ben poco dei figli (tranne rare eccezioni) e magari non se ne occupava nemmeno prima, quando la famiglia era unita. Famiglia e figli sono un “di cui” tra i tanti nella vita di un uomo.

Per una donna spesso sono “tutto”.

Ecco perché le donne sognano l’amore, vivono tutto quello che fanno (compreso il lavoro) all’insegna delle emozioni e dei sentimenti e sono quelle che rimangono più facilmente invischiate in storie sentimentali difficili e fanno fatica ad allontanarsi e a dimenticarle: considerano il fatto di essere fidanzate, mogli o amanti perfette lo scopo della loro vita. L’unico ed esclusivo. Per quello se poi qualcosa non funziona pensano di aver fallito su tutta la linea. E si riprendono con difficoltà dal fallimento.

Per gli uomini, invece, in genere non è così. Un uomo quando fallisce in una relazione, recupera in mille altri modi, velocemente, tornando a occuparsi a pieno regime della propria serenità e del proprio benessere.

A questo punto tu ti starai chiedendo: va bene tutto, ma i tempi sono cambiati, anche se ci stiamo portando dietro, più o meno consapevolmente, più o meno dolorosamente, gli effetti di un “sistema culturale” vecchio di secoli, il mondo si è evoluto, la nostra società anche, e noi donne di sicuro.

Sono d’accordo sul fatto che noi donne ci stiamo dando un gran da fare per avvicinarci a un modo di pensare che allarghi il nostri orizzonti verso una visione dell’esistenza che contempli la realizzazione personale e non solo quella sentimentale, ma non basta. Non è ancora sufficiente.

Perché la realtà di tutti i giorni dimostra ancora e con tanta insistenza il fatto che le donne sono attaccatissime al proprio ruolo di “amanti dell’amore” e che sviliscono se stesse e il proprio ruolo rispetto a quello degli uomini che li circondano.

Differenza uomo donna e cambiamento reale

Il dibattito aperto anni fa da Elena Gianini Belotti e dalle sue colleghe in giro per il mondo continua: pochi anni fa un’altra autrice italiana, Loredana Lipperini, ha pubblicato un libro intitolato Ancora dalla parte delle bambine in cui spiega come soprattutto la comunicazione pubblicitaria e dei grandi media insista a costruire un’immagine della donna come essere subalterno all’uomo.

Giocattoli e personaggi di riferimento delle bambine contemporanee come la Barbie e le Winx per esempio spingono le donne del futuro a pensare che il loro compito principale per essere amate e accettate è quello di essere magre, belle, avvenenti. E miti.

Pochi giorni fa a proposito di internet e del suo uso i media hanno dato ampio spazio al “maschlismo di Google”: Google registra e memorizza i criteri di ricerca più comuni e a ogni nuova ricerca propone le frasi più comunemente cercate. Se in Google si di gita la frase “le donne devono”, lo strumento completa con le alternative. “devono stare zitte”, “devono stare a casa”, “devono lavorare”. Se vuoi approfondire il tema leggi il sagace articolo che Pamela Ferrara ha dedicato al tema.

La differenza uomo donna continua a essere alimentata, la respiriamo ogni giorno ed è quella che ci allontana dalla comprensione gli uni delle altre e da rapporti di coppia sereni e appaganti.

"L’uomo chiede alla donna di essere bella, lei chiede a lui di essere intelligente. Massimo Bontempelli" icona twitter La donna è inferiore, l’uomo è superiore: questa è la vera differenza Twittalo

Brené Brown, ricercatrice texana che con i suoi appassionati studi di psicologia ha rivelato al mondo l’importanza della vulnerabilità personale, pochi giorni fa ha pubblicato un articolo sul suo blog nel quale, attraverso due video molto toccanti,  mostra come l’educazione contemporanea che spinge gli uomini a essere forti, insensibili alla sofferenza e duri sempre e comunque e le donne ad essere belle e magre, stia facendo danni all’equilibrio emotivo sia degli uni sia degli altri.

E’ molto importante saperlo, per capire.

E tu, che ne pensi: credi che vi siano ancora molte donne che considerano importante la differenza uomo donna e che considerano l’uomo superiore e la donna inferiore? Come può vivere una relazione o le relazioni una donna che si sente inferiore agli uomini e che crede di valere solo se ha un uomo accanto?

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17 commenti a La donna è inferiore, l’uomo è superiore: questa è la vera differenza

  1. Goldie scrive:

    cominciare a fare lavorare le donne e cominciare a far guadagnare le donne QUANTO gli uomini, poi vediamo quanti sfizi si possono togliere e quanto tempo possono ricavare per fare cose importanti per se stesse.
    con l'indipendenza le donne possono permettersi di essere donne a tutti gli effetti, anche quelli prettamente femminili, di cui hanno bisogno. sì, hanno bisogno di vestiti, parrucchiere, scarpe, uscite al ristorante, cinema.
    abbiamo bisogno di mariti, compagni, figli, cani, gatti. senza vergognarsene, senza privarsene

  2. Giardinosegreto scrive:

    Da femminista posso dire che purtroppo è tutto vero, verissimo. Ricordo ancora quante lotte ho fatto da bambina perchè non volevo preparare la tavola se non l'avesse fatto anche mio fratello. Idem per i letti e qualsiasi voglia cosa. Mia nonna e mia mamma erano entrambe maschiliste e fragili. Ancora oggi mia mamma (a cui voglio moltissimo bene, ma non ho mai visto haimè nè come punto di riferimento nè come esempio) mi chiede come faccio a vivere da sola senza nessuno che mi "protegge" (da cosa poi….non l'ho ancora capito). Mi permetto però di contestare la frase "Famiglia e figli sono un “di cui” tra i tanti nella vita di un uomo." questo secondo me non è un modo di fare degli uomini di cui prendere esempio. Dovrebbero essere molto importanti anche per l'uomo, non l'unica cosa ma importanti si.

  3. ReggieLove scrive:

    Sono stata una bambina fortunata. Nessuno mi ha mai detto che valgo meno di un uomo, nessuno mi ha mai detto che un uomo mi avrebbe un giorno "comandata", e che ci sono cose che non avrei potuto fare in quanto femmina. Nessuno lo ha mai neppure insinuato.
    Eppure sono nata circa 4 decenni fa.
    Evviva.
    Eppure questo non mi ha messa al riparo da relazioni difficili, bislacche, dall'essere maltrattata da certi maschi. Quindi forse la mia educazione è stata carente nel mettermi (poco) in guardia dai vincoli che la società mi avrebbe posto. Ingenua, in un certo senso.

  4. Al scrive:

    Concordo con Giardino Segreto.

    E la penso come Ilaria. La donna è inferiore all’uomo. E non c’è niente da ribattere. Siamo state educate da donne maschiliste, non siamo amiche fra noi donne ma ci vediamo spesso solo come rivali. Quando succede qualcosa abbiamo la tendenza a dare la colpa alla donna.

    Senza contare che non guadagnamo quanto gli uomini, non abbiamo le stesse possibilità che hanno gli uomini, né in famiglia né fuori.

    E per quante piccole cose si possano fare l’unica cosa che si rende manifesta sono i passi indietro che l’Italia compie (unico esempio: l’aborto e l’obiezione di coscienza).

    La donna non ha la libertà di amministrare il proprio corpo, le proprie finanze, la propria salute. E nemmeno vivere gli spazi urbani in totale libertà. La donna che cammina in strada di notte è una che sta offrendo sesso.

    E non parliamo poi di quello che vivono le immigrate e le immigrate che si prostituiscono o che sono costrette a farlo. Perché a me non sembra possibile (anche se è reale) che negli anni ’50 c’era la legge Merlin e invece ora le donne che vogliono prostituirsi (perché per me è un mestiere come gli altri se fatto con professionalità) hanno il diritto di esercitare la professione in modo sicuro ed il dovere di pagare le tasse e di sottoporsi a controlli medici.

  5. eleonora scrive:

    E'lo stato che vuole questo!una donna non potra mai realizzarsi pienamente se lo stato non interviene!
    Figli,anziani genitori,lavoro,malattia…se non hai i mezzi su chi credi si scarichi tutto questo peso???uo ne sono un esempio evidentissimo,anche dopo il fenomeno alluvione che mi ha distrutto meta'casa e portato via la mia auto!ebbene,si…siamo inferiori su tutta la linea.purtroppo.e nel mio caso anche sola.

  6. semprequellalì scrive:

    "Quindi forse la mia educazione è stata carente nel mettermi (poco) in guardia dai vincoli che la società mi avrebbe posto."

    stesso problema qui. in quanto a giochi d'infanzia e ad attitudini mi è stato fornito di tutto, ci sono numerose mie foto in tuta che gioco con le barbie, come con la gonnellina e la camicetta che gioco con una ruspa giocattolo contenente le tartarughe ninja. Ho fatto pallavolo ma ho giocato appassionatamente anche a calcetto. Coi miei cuginetti non c'erano preferenze o ruoli prestabiliti fra maschetti e femminucce. Poi, certo, mia mamma è comunque una donna appartenente a una generazione in transizione e quindi ogni tanto ha comportamenti contraddittori quali domandare sempre a me, anziché mio padre, di apparecchiare la tavola. Ma, elaborata la cosa a dovere (peraltro mamma ha momenti di lucidità in cui mi dice di essere conscia di essere condizionata dall'educazione che ha avuto, che non riesce a cancellare… e anche un po' dall'abitudine), sono conscia che il messaggio che i miei genitori mi hanno fatto passare è che possono essere chiunque io voglia, senza alcuna limitazione, e che non ci sono cose che non posso fare solo perché sono una donna. Ho la patente, vado in vacanza all'estero da sola, so montare i mobili e usare un trapano, nonché cucinare dolci, fare patchwork, emettere gridolini se vedo un animale carino passeggiare per strada.
    Di base sono stata educata per mangiarmi il mondo, ma ad un certo punto mi sono accorta che è il mondo che vorrebbe mangiare me. Mi sono progressivamente adeguata per essere abbastanza silentemente velenosa da essere indigesta, ma non so se sarà mai abbastanza né cosa posso fare per avere un futuro in cui posso rimuovermi il veleno di dosso e stare bene ugualmente.

  7. Valeria scrive:

    Ciao, Ilaria.
    Leggo già da un po', anche se non ho mai commentato. Complimenti vivissimi per il sito, e grazie per la condivisione delle tue conoscenze :-)
    Approfondire le dinamiche che stanno dietro ai comportamenti è un argomento che mi appassiona molto, forse anche perché, da un po' di anni, nel tempo libero ho rispolverato una passione che avevo da bambina e ragazzina, ovvero scrivere narrativa: oltre a stimolare la creatività, aiuta a contenere la fantasia, riservandola a certi spazi della giornata, rendendo così più facile considerare i fatti della vita reale con obiettività, senza costruirci castelli ;-)
    A proposito delle magagne dell'educazione, mi sorge una domanda.
    A volte mi è capitato di assistere a situazioni in cui è palese, per chi osserva dall'esterno con un minimo di distacco, che un rapporto di coppia non funziona più, e che magari l'uomo è attratto da un'altra donna; eppure l'uomo in questione non vuole saperne di mettere fine alla relazione.
    E' possibile che dietro comportamenti del genere (oltre ovviamente a uno scarso coraggio e una certa immaturità) ci sia anche un malinteso concetto del dovere, per cui alcuni uomini si sentono in qualche modo "responsabili" per la donna con la quale hanno deciso di impegnarsi?

  8. Michela2 scrive:

    Io ho vissuto una cosa un po' diversa. Mia mamma ha iniziato a lavorare dopo la scuola dell'obbligo come impiegata in un ufficio. Piu' o meno i miei genitori guadagnavano uguale. Mio papa' essendo piu' libero a lavoro mi portava dall'oculista, dal dermatologo, e dalle medie andava a sentire i professori. Mia mamma mi portava solo dal dentista perchè era vicino a casa. Sono cresciuta con l'esempio di madre lavoratrice, completamente autonoma.
    D'inverno quando mio babbo usciva da lavoro alle 17 apparecchiava la tavola, buttava la pasta,faceva spesso il sugo.Quando invitavamo gente cucinava lui.
    Quando andavo a scuola la maggior parte delle mamme delle mie amiche non lavorava, dipendeva completamente dal marito,quasi nessuna aveva la patente.Noi eravamo un po' anomali pero' grazie a tutto questo non ho mai pensato di essere inferiore ad un uomo.
    Vado io a cambiare le gomme all'auto, metto l'acqua per i tergicristalli,pianto i chiodi,so parcheggiare,guido per ore…
    Forse è per questo che sono single da praticamente sempre?

  9. ReggieLove scrive:

    Semprequellalì: ci siamo capite.
    Siamo state educate ad essere libere ma questo agli altri e agli uomini in particolare non va giù, e trovano modi per farcela andare di traverso la nostra libertà. Che è indigesta soprattutto a chi libero non si è mai sentito, e qui questo soffre.
    Tocca farsi molto, molto furbe, meglio "tardi" che mai :)

  10. Andrea scrive:

    Non credo che si possa parlare di inferiorità o superiorità. Tutto parte dall'educazione che uno apprende nei primi anni di vita. Tutto gira sul rispetto. Cucino, metto la lavatrice, lavo i piatti, stendo i panni, la mattina preparo la colazione e aggiusto i letti tutto con una naturalezza unica e mai dico mai ho pensato che questi lavori spettassero alla donna. Anzi ho sempre cercato di spronarla ad sfruttare tutte le sue potenzialità e di mettersi sempre in gioco. Di casi contrari al mio li ho visti non per sentito dire, dove la donna è succube del proprio uomo… Una sorta di bomba ad orologeria pronta ad implodere in ogni momento. Credo che sono scelte di vita, la superiorità viverla o subirla

  11. Emanuela scrive:

    No no No!
    fermi tutti, cioè Andrea tu " Cucino, metto la lavatrice, lavo i piatti, stendo i panni, la mattina preparo la colazione e aggiusto i letti tutto con una naturalezza unica e mai dico mai ho pensato che questi lavori spettassero alla donna "
    e io ancora non ti avevo salutato?

  12. Goldie scrive:

    secondo me spettano un po' ad entrambi, voglio dire pure il maschio casalingo al 100% stufa…

  13. Tina scrive:

    Sarebbe bello uno scambio di sentimenti autentico tra uomo e donna, penso questo….

  14. fid scrive:

    Questo è il tema della mia vita…è la lotta della mia vita..e mi fa sentire impotente…soffro molto per questo e credo che ancora siamo lontani anni luce…anche se gli uomini, come scrive Andrea, cucinano lavano ecc non è questa la parità..ma deve stare negli occhi di colui che guarda…quando un uomo guarda una donna la considera davvero al suo stesso livello? No! Quando una donna guarda un uomo come lo considera? ci sono donne che vedono l'uomo un essere superiore a cui sottostare e donne più femministe che lo vedono come un cretino..un bambino ancora immaturo e quindi inferiore perchè un caso patologico e io propendo, anche se so che non dovrei, per quest'ultima perchè l'uomo come scrive Ilaria bada solo a se stesso e anche se sa che forse sei più intelligente..se ne infischia perchè a lui conviene una donna in una posizione inferiore e non lotterà mai per lei…gli uomini non hanno cuore…la differenza tra uomini e donne sta nelle emozioni…l'uomo per natura non conosce il sentimento della compassione, per me. Da bambina non ho mai notato queste differenze, sono cresciuta con la convinzione di non essere inferiore a nessuno, mi ribellavo ogni volta che sentivo dire "che la donna è la costola dell'uomo" quasi quasi finivano per farti credere che l'uomo avesse una costola in meno, che ridereee.. anche se inconsciamente pensavo che la vita di una donna si concludesse con un matrimonio…forse per via delle favole, per quello che dicevano nonne, madri non lo so…so solo che la società, la donna stessa si mette nella condizione di essere inferiore e quando l'ho capito ripeto spesso a me stessa "che forse non posso cambiare da sola il mondo ma posso lanciare un sasso nel mare per creare più onde" (mi pare sia di madre teresa) e cosa fare? almeno risvegliarsi..risvegliarsi se metto in atto un atteggiamento inferiore, ogni volta che vedo un atteggiamento maschilista, ogni volta che..ciò che ancora mi fa soffrire è vedere tante donne sposate a uomini-padroni che educano le loro bimbe senza coltivare in loro in un senso di dignità, autostima…quante ne vedo e questo il vero dolore.. essere impotenti di fronte a questo scempio…

  15. Al scrive:

    Per me è il fatto che sia donne che uomini incarnano un “ruolo sociale”.

    L’altro giorno parlavo con un mio amico, e mi diceva che lui, per la società non parlerebbe mai di fronte ai suoi amici delle sue emozioni. Perché per un uomo l’unica emozione positiva è la rabbia.

    E gli uomini la vivono male questa cosa… provano delle emozioni e non possono riconoscerlo perché ciò significherebbe essere deboli di fronte agli altri maschi.

    Mi ha detto: se io vedo un tramonto con un mio amico, non potrei mai dire che bel tramonto, se no pensa che sono gay. e anche se un mio amico mi dice che bel tramonto, io penso lo stesso di lui.

    Anche se anche io ho apprezzato quel tramonto.

    Ecco è tutto un gioco di ruolo.

    Come l’idea tutta femminile che gli uomini non soffrono, o che gli uomini non provano sentimenti.

    Solo che uomini e donne vengono educati in base a valori diversi.

    Gli uomini hanno il culto della forza e dell’azione, la donna del sentimento e spesso del sentimentalismo.

    Io non credo che sia solo un fatto di superiorità o di inferiorità, è che spesso noi non consideriamo le nostre differenze. Differenze che potrebbero essere punti di forza su cui partire e invece diventano giudizi e discriminazioni.

    Io conosco un sacco di uomini che mi parlano dei loro sentimenti… forse perché il mio tono da psicologa che non giudica incoraggia l’apertura, o il fatto che c’è l’amicizia aiuta a vedersi senza tanti schemi…

    Non so, però se non iniziamo a sfatare i miti, le cose non possono cambiare.

  16. fid scrive:

    scusate gli errori..si scrive di getto..

  17. Alida scrive:

    Mah Al, se le Donne vogliono veramente avere un ruolo sano nella società e di parità devono per prime darsi valore, purtroppo dobbiamo faticare visto l'educazione che ci è stata impartita. Fortunatamente persone come Ilaria ci aiutano a coltivare la nostra dignità e il nostro valore. Come fai a dire certe cose :" Perché a me non sembra possibile (anche se è reale) che negli anni '50 c'era la legge Merlin e invece ora le donne che vogliono prostituirsi (perché per me è un mestiere come gli altri se fatto con professionalità) hanno il diritto di esercitare la professione in modo sicuro ed il dovere di pagare le tasse e di sottoporsi a controlli medici." PER ESSERE ALLA MERCé DEI MASCHI??? E DEI TRAFFICI DI DONNE??? bè tanto valgono poco soprattutto poi per certe società… questa non è parità secondo me!!! anzi continuiamo a stare come stiamo… dovrebbe essergli dato un posto di lavoro sicuro, magari dopo un corso gratuito o non so bisogna comunque trovare una soluzione che ridia dignità.
    Hai visto il secondo video del link? Bè questa è una realtà da cambiare, e quando mai ci riusciamo con certi pensieri? Purtroppo non capisco ancora bene l'inglese…

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