La donna è inferiore, l’uomo è superiore: questa è la vera differenza

differenza uomo donnaLa donna è inferiore: lo so, lo so non sta per niente bene fare questo genere di affermazione proprio dopo due giorni dalla Festa della Donna e nel pieno del mese di marzo, dedicato alle celebrazioni della donna e delle donne, tutte. E so già che tante lettrici, indignate, hanno già abbandonato la lettura dell’articolo dopo averne visto solo il titolo, che di per sé è respingente. Perché tratta la differenza uomo donna da un punto di vista molto provocatorio.

“Ma che cosa stai dicendo Ilaria?! Proprio tu ti ci metti a dire che la donna è inferiore, tu che inviti sempre e comunque le donne a valorizzare se stesse e a essere pienamente realizzate in modo indipendente, autonomo e anche controcorrente rispetto al pensiero comune? Che modo è di affrontare un tema così importante come quello delle differenze uomo donna?”

Poi ci saranno anche lettrici che scuotono la testa assolutamente scettiche: “Ma se lo sanno tutti che ormai da anni abbiamo raggiunto la parità tra i generi, che le donne possono e vogliono fare tutto quello che fanno gli uomini! Ormai nessuno accetta l’idea che la donna è inferiore e l’uomo superiore. Anzi. Certo, c’è una certa differenza uomo donna, ma è data dalla natura, è inevitabile e noi donne dobbiamo sforzarci per andare incontro agli uomini, è il nostro ruolo, del resto.”

"L’uomo è per natura superiore, la donna inferiore; il primo comanda, l’altra ubbidisce. Aristotele"

Ebbene, sia ben chiaro: la parità di genere è –nel mondo Occidentale – vera a parole, vera nei proclami delle istituzioni e vera nelle diatribe parlamentari, ma non è assolutamente vera nei fatti. Non è vera per le persone comuni, per gli uomini e le donne “normali” che vivono la loro vita su questa terra tutti i giorni. Che cosa significa? Significa che nell’atteggiamento mentale di moltissime donne e ancor più di moltissimi uomini permane un’idea radicata e potente di una profonda differenza uomo donna, una differenza che è sostanziale, di valore, di qualità e anche di merito. E nella pratica di tutti i giorni quest’idea della differenza uomo donna, crea profondi svantaggi per le donne e, soprattutto, è la causa di tante incomprensioni nelle relazioni tra uomini e donne, anche e soprattutto a livello sentimentale.

Differenza uomo donna e incomprensioni

Nei paesi occidentali (Europa e Nordamerica) le discriminazioni di genere e il diverso trattamento riservato a bambini e a bambine fin dalla prima tenera età è oggetto di studi e di ricerche sempre più specifiche e in un certo senso allarmanti.

Negli anni ’70 Elena Giani Belotti pedagogista e ricercatrice, ha pubblicato un saggio diventato un “riferimento” in Italia. Dalla parte delle bambine in cui spiega come bambini e bambine ricevano – fin dalla nascita – un’educazione completamente diversa in base al genere a cui appartengono. Fin dal modo in cui la mamma allatta il suo neonato di sesso maschile o la sua neonata di sesso femminile, si comporta in modo diverso nei confronti dei due: verso il bambino mostra maggiore pazienza, dedizione, tolleranza. Il bambino, in quanto “uomo” viene considerato “per natura” più libero, vivace, destinato a organizzare la propria vita in base a quelli che sono i suoi desideri e i suoi obiettivi di successo.

La bambina in quanto “donna” viene da subito educata a essere mite e tranquilla, a comprendere le difficoltà degli altri, anche facendosi da parte, sacrificando i propri sogni personali per un sogno ben più importante è più vasto – agli occhi della società che la educa –, che in realtà è il compito al quale è destinata, prima di decidere in autonomia: essere moglie e madre. E in quanto tale paziente, tollerante, accogliente e in grado di reprimere i propri bisogni e desideri, che quando la spingono verso una totale realizzazione personale vengono considerati “innaturali”, “fuori posto”, da “contenere” anche attraverso un’educazione severissima e profondamente limitante di talenti e inclinazioni individuali.

"Tutto il significato della vita della donna dipende da ciò, che la fanciulla trovi l’uomo che le si confaccia. Paul Julius Moebius"

E’ vero che Elena Gianini Belotti ha scritto questo libro quarant’anni fa. Ma raccontava il tipo di educazione che di sicuro moltissime generazioni di italiani che ora sono nel pieno della loro vita hanno sperimentato sulla propria pelle: chi andava alla scuola materna negli anni ’70 ha poco più di quarant’anni adesso. Ma possiamo essere certi che anche persone più giovani sono state educate nello stesso modo. Non solo: chi è educato in questo modo tende a “trasferire” il modello di educazione che ha ricevuto ai discendenti, Quindi se tanto mi dà tanto, il vecchio principio educativo per cui si deve stabilire e mantenere una rigida differenza uomo donna ancora sopravvive nella stragrande maggioranza delle famiglie e delle istituzioni.

Gli studi di Elena Gianini Belotti facevano riferimento alla realtà italiana: ma anche Inghilterra, Francia, Germania, Svizzera e soprattutto Stati Uniti hanno avuto le loro Elene Gianini Belotti che hanno fatto analisi analoghe per le realtà dei loro paesi.

Differenza uomo donna e presente

Ti starai chiedendo che cosa mai tutto questo abbia a che fare con te e con le tue relazioni sentimentali. Ebbene, con tutta probabilità, tu o i tuoi genitori siete stati educati secondo un principio che alla base considera che vi sia una sostanziale differenza uomo donna e che  spinge uomini e donne ad assumere comportamenti, modi di fare e di pensare diversi, fino a “forgiare” i loro desideri e le loro aspirazioni.

"La natura vuole, dalla donna, amore e dedizione materna.Paul Julius Moebius"

E quindi? E quindi, in linea di massima le bambine e le donne che sono state cresciute in un clima educativo del genere tendono a considerare il loro ruolo nel mondo come “subalterno” e di servizio, prima alle figure maschili della loro vita e poi alla famiglia. Quante donne si “sacrificano” per il proprio partner? Quante madri “danno tutte se stesse” ai figli rinunciando alla vera realizzazione di se stesse, convinte che quello sia davvero il meglio?

E gli uomini? Gli uomini pensano in modo radicalmente diverso rispetto alle donne. Ecco perché uomini e donne non si capiscono. Gli uomini non considerano la propria vita in “funzione” di qualcun altro. Gli uomini considerano come prioritario il loro proprio benessere (e non quello degli altri, come fanno le donne) e la realizzazione di sé e dei propri obiettivi.

Ecco perché un uomo, di norma, non mette come prioritario nella realizzazione di sé un rapporto di coppia, non sogna il matrimonio e l’abito bianco e – guarda un po’ – quando si separa dalla moglie si occupa ben poco dei figli (tranne rare eccezioni) e magari non se ne occupava nemmeno prima, quando la famiglia era unita. Famiglia e figli sono un “di cui” tra i tanti nella vita di un uomo.

Per una donna spesso sono “tutto”.

Ecco perché le donne sognano l’amore, vivono tutto quello che fanno (compreso il lavoro) all’insegna delle emozioni e dei sentimenti e sono quelle che rimangono più facilmente invischiate in storie sentimentali difficili e fanno fatica ad allontanarsi e a dimenticarle: considerano il fatto di essere fidanzate, mogli o amanti perfette lo scopo della loro vita. L’unico ed esclusivo. Per quello se poi qualcosa non funziona pensano di aver fallito su tutta la linea. E si riprendono con difficoltà dal fallimento.

Per gli uomini, invece, in genere non è così. Un uomo quando fallisce in una relazione, recupera in mille altri modi, velocemente, tornando a occuparsi a pieno regime della propria serenità e del proprio benessere.

A questo punto tu ti starai chiedendo: va bene tutto, ma i tempi sono cambiati, anche se ci stiamo portando dietro, più o meno consapevolmente, più o meno dolorosamente, gli effetti di un “sistema culturale” vecchio di secoli, il mondo si è evoluto, la nostra società anche, e noi donne di sicuro.

Sono d’accordo sul fatto che noi donne ci stiamo dando un gran da fare per avvicinarci a un modo di pensare che allarghi il nostri orizzonti verso una visione dell’esistenza che contempli la realizzazione personale e non solo quella sentimentale, ma non basta. Non è ancora sufficiente.

Perché la realtà di tutti i giorni dimostra ancora e con tanta insistenza il fatto che le donne sono attaccatissime al proprio ruolo di “amanti dell’amore” e che sviliscono se stesse e il proprio ruolo rispetto a quello degli uomini che li circondano.

Differenza uomo donna e cambiamento reale

Il dibattito aperto anni fa da Elena Gianini Belotti e dalle sue colleghe in giro per il mondo continua: pochi anni fa un’altra autrice italiana, Loredana Lipperini, ha pubblicato un libro intitolato Ancora dalla parte delle bambine in cui spiega come soprattutto la comunicazione pubblicitaria e dei grandi media insista a costruire un’immagine della donna come essere subalterno all’uomo.

Giocattoli e personaggi di riferimento delle bambine contemporanee come la Barbie e le Winx per esempio spingono le donne del futuro a pensare che il loro compito principale per essere amate e accettate è quello di essere magre, belle, avvenenti. E miti.

Pochi giorni fa a proposito di internet e del suo uso i media hanno dato ampio spazio al “maschlismo di Google”: Google registra e memorizza i criteri di ricerca più comuni e a ogni nuova ricerca propone le frasi più comunemente cercate. Se in Google si di gita la frase “le donne devono”, lo strumento completa con le alternative. “devono stare zitte”, “devono stare a casa”, “devono lavorare”. Se vuoi approfondire il tema leggi il sagace articolo che Pamela Ferrara ha dedicato al tema.

La differenza uomo donna continua a essere alimentata, la respiriamo ogni giorno ed è quella che ci allontana dalla comprensione gli uni delle altre e da rapporti di coppia sereni e appaganti.

"L’uomo chiede alla donna di essere bella, lei chiede a lui di essere intelligente. Massimo Bontempelli"

Brené Brown, ricercatrice texana che con i suoi appassionati studi di psicologia ha rivelato al mondo l’importanza della vulnerabilità personale, pochi giorni fa ha pubblicato un articolo sul suo blog nel quale, attraverso due video molto toccanti,  mostra come l’educazione contemporanea che spinge gli uomini a essere forti, insensibili alla sofferenza e duri sempre e comunque e le donne ad essere belle e magre, stia facendo danni all’equilibrio emotivo sia degli uni sia degli altri.

E’ molto importante saperlo, per capire.

E tu, che ne pensi: credi che vi siano ancora molte donne che considerano importante la differenza uomo donna e che considerano l’uomo superiore e la donna inferiore? Come può vivere una relazione o le relazioni una donna che si sente inferiore agli uomini e che crede di valere solo se ha un uomo accanto?

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40 Commenti

  1. Avatar di Gnuni

    Gnuni 1 anno fa (26 agosto 2015 16:45)

    Sì, grazie!
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  2. Avatar di Gnuni

    Gnuni 1 anno fa (25 agosto 2015 20:04)

    Io direi che il sistema culturale "discrimina" anche gli uomini sensibili ed empatici e la capacità empatica è la base per coltivare autentici rapporti interpersonali.
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    • Avatar di helen

      helen 1 anno fa (26 agosto 2015 8:57)

      In molti casi però gnuni molti uomini dicono di sentirsi messi in secondo piano pur essendo empatici e sensibili. Poi si scopre che la loro empatia è di facciata, fanno molte cose non perché saldi sulle loro gambe e in grado di dare , ma vogliosi di avere un supporto che loro stessi non sono in grado di darsi. Sono i "troppo buoni" (loro autodefinizione) che di buono non hanno niente. Quindi ben venga la scoperta dell uomo empatico, ma quello vero però che non è così frequente. E quello vero di solito piace e ha una lista di attesa lunga come la fila all' expo. Quello vero si cura, fa cose interessanti, è motivato, è autonomo e sa stare da solo, è in grado di opporsi e di non assecondarti se qualcosa non gli torna e te le canta pure chiare se sbagli.
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    • Avatar di Michela2

      Michela2 1 anno fa (26 agosto 2015 11:33)

      Un uomo troppo buono non dirà mai apertamente che è troppo buono.Diffidare di un uomo che si definisce troppo buono...
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    • Avatar di helen

      helen 1 anno fa (26 agosto 2015 12:53)

      Questo l avevo già scritto tempo fa. Il problema è che i troppo buoni abbondano e si fanno passare per il contraltare degli stronzi lamentadosi che non hanno seguito. Io credo che gli empatici siano molto richiesti e anmirati (magari ahimè son già sposati)
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    • Avatar di Michela2

      Michela2 1 anno fa (26 agosto 2015 13:22)

      Non so se è meglio l'uomo che, all'inizio di una frequentazione, dice di essere stronzo o l'uomo che dice di essere troppo bravo.Io, nel dubbio, li eviterei entrambi ;-). Helen, ti sei un sacco addolcita ultimamente...Bene bene!!!
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (26 agosto 2015 14:49)

      Ma già qualcuno che dice di sentirsi "messo in secondo piano" puzza di gran brutte cose: aggressività verso gli altri, rivalsa, vittimismo, manipolazione etc etc etc
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    • Avatar di Gnuni

      Gnuni 1 anno fa (26 agosto 2015 16:37)

      Ops, Ilaria, ho sbagliato, il mio commento dovevo collegarlo a questi..
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (26 agosto 2015 16:44)

      Era questo il commento, Gnuni, no? "Ragionare per estremi, come se tutto fosse o bianco o nero, non mi sembra costruttivo.. Una persona può anche essere sensibile e a volte forte e determinata, altre il contrario.. Certo che se uno non sa badare a se stesso, non andrà molto avanti nella vita e meno che mai nell’amore.. Comunque quelli che si autodefiniscono “bravi ragazzi” nell’interazione con le ragazze e sono il contraltare degli “stronzi” non c’entrano nulla, visto che il loro è solo un comportamento ipocrita che assumono esclusivamente con le ragazze con lo scopo di fare conquiste e quando non hanno ottenuto nulla il loro pensiero misogino è in sostanza questo: “Io son sempre stato bravo con quella ragazza e quella tro*a non me l’ha data!”. Un conto è essere deboli, un conto è essere dipendenti affettivi e un altro conto è essere manipolatori misogini."
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    • Avatar di Gnuni

      Gnuni 1 anno fa (28 agosto 2015 12:41)

      Comunque il mio pensiero era centrato sugli stereotipi di genere: la società sprona le donne a sviluppare capacità empatiche e sensibilità mentre gli uomini a dare la priorità ad altre cose; il punto è che se non si sviluppa un'empatia di base, poi delle altre caratteristiche te ne fai poco e niente, risultano qualità solo apparenti ma di poca sostanza; diventi un misantropo asociale - socievole magari nell'apparenza - e non dipenderai di certo dall'"amore", ma dallo studio, dal lavoro, dagli hobby, dal sesso, etc... E le emozioni "morbose" e i comportamenti "disfunzionali" saranno dietro l'angolo. Se non si impara ad amare sé e gli altri fin da giovani, si finirà per dipenderà da qualcosa comunque, non per forza dall'"amore".
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  3. Avatar di Gnuni

    Gnuni 11 mesi fa (23 settembre 2015 11:06)

    Io volevo fare una riflessione a riguardo. Noi donne veniamo sempre etichettate e giudicate, qualsiasi scelta facciamo nella vita: c'è la cosiddetta "mezza-donna" che si dedica a marito e figli, c'è la "donna indipendente", nella sua variante "donna egoista", che pensa a farsi una carriera lavorativa. Un uomo invece non viene mai etichettato dalla società, viene rispettato a prescindere dagli altri, mentre qualsiasi scelta faccia la donna per la sua vita è sempre un male e non viene rispettata. Un uomo che pensa alla carriera e non ai figli nessuno lo definisce egoista e nessuno lo definisce indipendente, proprio perché un uomo disoccupato che fa il padre e il marito non viene definito "dipendente" o mezzo-uomo, se non sa fare il padre o è disoccupato non gli vengono dati giudizi morali, etichette sul valore della persona.
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  4. Avatar di london

    london 11 mesi fa (23 settembre 2015 16:00)

    Il limite mentale della gente, per non parlare di quella paesana, è sconcertante. Certe cose non si possono sentire nel 2015. Purtroppo, soprattutto nelle realtà di certi paesini, le cose non cambieranno, una delle ragioni per cui mi piacerebbe vivere all'estero. A me sta stretta anche una realtà di una città di circa 100.000 abitanti, figuriamoci 5000. Però certe cose, adesso, mi fanno anche ridere, nel senso che certe mentalità mi fanno più compassione che rabbia...
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  5. Avatar di Giardinosegreto

    Giardinosegreto 2 anni fa (10 marzo 2014 17:28)

    Da femminista posso dire che purtroppo è tutto vero, verissimo. Ricordo ancora quante lotte ho fatto da bambina perchè non volevo preparare la tavola se non l'avesse fatto anche mio fratello. Idem per i letti e qualsiasi voglia cosa. Mia nonna e mia mamma erano entrambe maschiliste e fragili. Ancora oggi mia mamma (a cui voglio moltissimo bene, ma non ho mai visto haimè nè come punto di riferimento nè come esempio) mi chiede come faccio a vivere da sola senza nessuno che mi "protegge" (da cosa poi....non l'ho ancora capito). Mi permetto però di contestare la frase "Famiglia e figli sono un “di cui” tra i tanti nella vita di un uomo." questo secondo me non è un modo di fare degli uomini di cui prendere esempio. Dovrebbero essere molto importanti anche per l'uomo, non l'unica cosa ma importanti si.
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  6. Avatar di semprequellalì

    semprequellalì 2 anni fa (11 marzo 2014 1:35)

    "Quindi forse la mia educazione è stata carente nel mettermi (poco) in guardia dai vincoli che la società mi avrebbe posto." stesso problema qui. in quanto a giochi d'infanzia e ad attitudini mi è stato fornito di tutto, ci sono numerose mie foto in tuta che gioco con le barbie, come con la gonnellina e la camicetta che gioco con una ruspa giocattolo contenente le tartarughe ninja. Ho fatto pallavolo ma ho giocato appassionatamente anche a calcetto. Coi miei cuginetti non c'erano preferenze o ruoli prestabiliti fra maschetti e femminucce. Poi, certo, mia mamma è comunque una donna appartenente a una generazione in transizione e quindi ogni tanto ha comportamenti contraddittori quali domandare sempre a me, anziché mio padre, di apparecchiare la tavola. Ma, elaborata la cosa a dovere (peraltro mamma ha momenti di lucidità in cui mi dice di essere conscia di essere condizionata dall'educazione che ha avuto, che non riesce a cancellare... e anche un po' dall'abitudine), sono conscia che il messaggio che i miei genitori mi hanno fatto passare è che possono essere chiunque io voglia, senza alcuna limitazione, e che non ci sono cose che non posso fare solo perché sono una donna. Ho la patente, vado in vacanza all'estero da sola, so montare i mobili e usare un trapano, nonché cucinare dolci, fare patchwork, emettere gridolini se vedo un animale carino passeggiare per strada. Di base sono stata educata per mangiarmi il mondo, ma ad un certo punto mi sono accorta che è il mondo che vorrebbe mangiare me. Mi sono progressivamente adeguata per essere abbastanza silentemente velenosa da essere indigesta, ma non so se sarà mai abbastanza né cosa posso fare per avere un futuro in cui posso rimuovermi il veleno di dosso e stare bene ugualmente.
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  7. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 2 anni fa (13 novembre 2014 23:35)

    Come dire? Che la pace sia con te. E ogni tanto anche qualche punto e qualche virgola.
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  8. Avatar di Michela2

    Michela2 11 mesi fa (23 settembre 2015 11:50)

    Insomma Gnuni...A me hanno sempre parlato di: uomini - mezzi uomini e quaquaraqua...Il mio capo non sta mai a casa con il figlio è sempre a lavorare e non è etichettato bene, quelli che stanno a casa con i bambini mentre la moglie lavora sono visti malissimo dalla società ed infatti il perdere il lavoro è vissuto ancora più male da parte di un uomo. Ad una donna non si perdona di scegliere la carriera, ad un uomo non si perdona di fare il mantenuto o scegliere la famiglia... Questo è perchè come la fai non va mai bene indipendentemente che sei uomo donna o bambino...
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    • Avatar di Gnuni

      Gnuni 11 mesi fa (23 settembre 2015 12:54)

      uhm, devio un po' la questione.. Secondo la mia esperienza, per quanto riguarda le discriminazioni nei confronti degli uomini... La società "premia" l'uomo che appare - non necessariamente che è, visto che siamo in una società in cui l'apparenza è quella che conta - forte/sicuro/sciupafemmine/ossessionato dal sesso, perciò - anche se naturalmente si "discrimina" anche lo stronzo/il playboy - questo non toglie la discriminazione nei confronti di un uomo che ha poco esperienza col sesso e dell'uomo che appare debole ed essendoci spesso e volentieri un'idea un po' ridicola di cosa voglia dire "essere forti" magari gli uomini deboli non sono affatto deboli, ma solo più sensibili, questi "veri uomini" son quelli che talvolta vengono considerati i mezzi-uomini. L'uomo incapace di fare il padre talvolta viene criticato, ma di certo non quanto e non come una donna che sceglie di non avere figli - che è completamente diverso dal rimproverare di non saper fare una cosa, di non saper fare un compito fondamentale che si è già scelto di fare -, ma penso sia positivo che finalmente si stia riconoscendo l'importanza della figura paterna e il fatto he anche il padre debba dare affetto ai propri figli e creare con loro un legame emotivo. Riguardo ai disoccupati, a me risulta che quelli discriminati siano i giovani xD - "i giovani di oggi sono dei bamboccioni, non hanno voglia di lavorare e tirano fuori la scusa della crisi eblabla" -, che un uomo disoccupato venga maggiormente discriminato da una donna disoccupata non mi sembra, non saprei, magari mi son persa qualcosa...
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    • Avatar di Gnuni

      Gnuni 11 mesi fa (23 settembre 2015 12:55)

      *rispetto a una donna disoccupata
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    • Avatar di Michela2

      Michela2 11 mesi fa (23 settembre 2015 15:08)

      Ciao Gnuni, no, non è che viene discriminato un uomo dalla società se ha perso lavoro ma se decide con consapevolezza di fare un part-time (e la moglie un full time)per stare lui con i figli viene additato come mantenuto.Diciamo che la società in generale manifesta sempre dei giudizi e delle etichette un po' per tutti. Certo è che l'uomo di valore, a causa della società, puo' essere visto come quello che ha 2 lauree un lavoro di spicco, un macchinone e tante donne attorno... Quello che ci prova con tutte nei locali è visto come lo sfigato ma quello che lo fa da furbo (e manipola tutte) è visto come valoroso. L'uomo incapace di fare il padre o che abbandona i figli o che decide di non averne non è visto male.Una donna aimè se abbandona un figlio è da mettere alla gogna (per la società) se fa la sua vita non nell'ombra dei figli è vista male e se non ne vuole al mondo sembra inconcepibile.Però, se lascia il lavoro per stare con i figli fa la mantenuta pure lei... La donna pare debba nascere con l'istinto materno e che il fare un figlio sia una sorta di passaggio obbligato. Alle donne chiedono: Sei sposata? Hai figli? Agli uomini no.Se lo chiedono e dicono no non è una grande cosa se le donne dicono no aiuto!!! Se hai oltre 40 anni e non hai figli ti chiedono come mai...Ad un uomo non chiedono come mai... Un sabato ero al mercato e mi ferma una persona del mio paese chiedendomi se ero incinta se mi ero sposata e mi ha detto: Non ti ho mai visto con un uomo... Dopo 2 giorni la mia amica mi dice ha incontrato una signora che le ha chiesto se ero incinta e le ha detto:Non sapevo neanche che aveva l'uomo... Ma cosa interessa a loro?Li gioca la mentalità di paese di 5000 abitanti (neanche piccolissimo) e la società che vorrebbe una persona fidanzata per 10 anni e poi sposata e poi incinta. Pero' Gnuni, come si puo' cambiare la società? Possiamo cambiare noi...
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    • Avatar di Gnuni

      Gnuni 11 mesi fa (23 settembre 2015 17:43)

      @Michela, quelli/e che parlano di "zitella" e di "donne fallite perché senza figli" mi fanno un po' pena sinceramente.. Secondo me ognuno può scegliere quello che vuole dalla sua vita, anche dedicarsi soprattutto alla famiglia senza che questo voglia dire essere una mezza-persona. Non concepisco invece il padre che pur convivendo con la famiglia, non si assume la responsabilità dei figli come la madre: la mia, col lavoro stressante da maestra, due figli e il cancro all'occhio (ed è ancora in cura dopo 10 anni) con molta più fatica ce l'avrebbe fatta senza mio padre - sorvolando il fatto che siano separati di fatto da un paio di anni -. Io stessa senza l'affetto di mio padre nell'infanzia e nell'adolescenza ce l'avrei fatta con più difficoltà, è stata una figura importante nella mia crescita. Riguardo al fatto di sposarmi e avere figli - conta che ho 24 anni -, non ce l'ho come "progetto" per il futuro per ora, ma magari potrà capitare di innamorarmi e si vedrà.. Il matrimonio mi sembra conveniente solo dal punto di vista legale - le coppie di fatto non sono regolamentate in Italia -, mi sentirei più realizzata a diventare scrittrice ad esempio - fra l'altro, penso potrebbe essere uno dei tanti modi per cambiare la società oltre che noi stessi... -, insomma a scoprirmi capace in cose del genere, oltre che lavorare dopo la laurea naturalmente.
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