Vita di coppia: mi ama ma non mi desidera sessualmente

mi ama ma non mi desidera sessualmenteMi ama ma non mi desidera sessualmente?

Che cosa faccio?

Stiamo parlando di coppie consolidate, che nella vita insieme hanno realizzato diversi progetti importanti, si stimano, si vogliono bene.

E indubbiamente si sostengono nei momenti difficili della vita.

Magari sono insieme da tempo e, come si dice, “sono cresciuti insieme”.

Poi, da una parte o dall’altra, quasi improvvisamente, per lo più inspiegabilmente, si abbassa un interruttore, è come se si staccasse la corrente, cala il “cosiddetto silenzio sessuale”.

C’è da considerare, che ci piaccia o no, molto spesso capita a uomini che per varie ragioni, forse l’età, non sono più interessanti al sesso o sono così poco brillanti, che decidono di lasciar perdere.

Ahimé spesso, è il componente maschile della coppia che, per ragioni di frustrazioni tutte sue che nulla hanno a che vedere con la propria compagna, si è trovato un’altra partner al di fuori del matrimonio o della coppia e ha perso interesse per la legittima consorte o la sua compagna ufficiale.

Qui si tratta di tradimento e spesso in questi casi, questi tradimenti non hanno nessun effetto visibile all’esterno sul rapporto di coppia (all’interno sì).

Vengono più o meno rabbiosamente tollerati, insieme al silenzio sessuale dalla parte tradita della coppia.

Lui ben si guarda di lasciare la compagna legittima e lei accetta la terribile umiliazione del silenzio sessuale.

Magari cercando a sua volte, se disperata e allo stesso tempo intraprendente, un partner sessuale.

Altre volte sono le donne che attuano il silenzio sessuale, magari per un desiderio di rivalsa o per una richiesta di attenzione che non vogliono esplicitare, o perché non più interessante o addirittura infastidite da molti atteggiamenti del partner al di fuori dal letto.

Per questo perdono entusiasmo e rinunciano.

E, magari, allo stesso tempo hanno perso o ritengono di aver perso anche interesse per il sesso. A prescindere.

Che cosa si fa di fronte al silenzio sessuale del partner?

Ripeto molto spesso che il sesso e la libera espressione della propria sessualità all’interno di una coppia sono essenziali e non mi stancherò mai di esortare le donne che iniziano relazioni con uomini che presto o subito dimostrano poco interesse o incapacità di lasciarsi coinvolgere in un rapporto o proprio incapacità vera e propria, di rinunciare alla relazione e di andarsene,

Allo stesso tempo ritengo che non si debba stare con una persona che sessualmente non prova attrazione e passione per noi e il nostro corpo (e viceversa) e che a letto si mostra egoista, distratto, “primitivo”, privo di passione e tenerezza.

Il sesso e la sessualità hanno numerose funzioni: servono a fare bambini, che è un aspetto interessante e importante della vita; servono a sperimentarci come persone e a esprimerci in libertà e in creatività; sono espressioni di scambio di amore profondo e di intimità, due nutrienti fondamentali per la coppia e il singolo; sono un meraviglioso gioco di adulti, che fa divertire, distrae, distende, riporta al piacere autentico della condivisione; ci fanno sentire unici, importanti, complici con una persona che amiamo; ci danno piacere; fanno bene alla salute.

Sono occasioni uniche di farsi coccole e carezze, cioè di dimostrare affetto, amore e attrazione, ma anche sensualità alla persona amata, in un modo esclusivo, riservatissimo, come non faremmo con nessun altro mai.

Portano conforto e creano maggiore fiducia all’interno della coppia.

Un buon sesso, soddisfacente, con buoni orgasmi, con un piacere a tutto tondo fa grande compagnia, ci fa sentire più appagati e benevoli verso il mondo e verso la persona che amiamo.

Accresce l’autostima!

Ci fa credere nella buona scelta che abbiamo fatto relativamente al nostro partner!

Ti fa prendere confidenza con il tuo corpo e te lo fa conoscere meglio, rassicurandoti rispetto alla tua stessa fisicità.

Sesso e sessualità all’interno di una coppia che funziona sono – ce lo auguriamo – attività pacifiche, rispettose ed eccitanti allo stesso tempo.

Quando non c’è pace e consenso anche all’interno della coppia, c’è abuso. Molto semplice.

Fare l’amore serve a unirsi, a connettersi, a stare uniti e a stare connessi.

Sesso e sessualità non sono uguali per tutti

Sia ben chiaro, non vi sono delle regole fisse per tutti che determinano il quante volte, come, quando e perché si fa sesso e se questo quanto come e perché è giusto.

Anche in questo caso ci sono le inclinazioni personali da considerare, ha estrema importanza a che livello di conoscenza e di intimità è una coppia, che tipo di esperienza hanno i due partner e che livello di esperienza condivisa hanno.

Molte coppie molto giovani probabilmente scoprono il sesso insieme e procedono di pari passo.

Coppie anche di solo qualche anno in più hanno esperienze precedenti e poi vanno a costruire una nuova esperienza fatta da quanto convivono e condividono con il tempo.

Ci sono persone per i quali il sesso è molto importante, altre, che pur essendo interessate al sesso, non lo ritengono così importante.

Anche se mai ne farebbero mai a meno.

C’è chi ha delle credenze religiose o valori personali molto ben saldi.

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Alcuni, soprattutto donne, ahimé, hanno inibizioni.

Poi non dimentichiamoci che nella vita ci sono sempre momenti di crisi, dovuti a questioni legate a passaggi di età, all’arrivo di figli, alla loro crescita, a problemi famigliari, lavorativi ed economici, che possono momentaneamente influenzare la nostra percezione e il nostro atteggiamento verso il sesso.

Si tratta molto spesso di crisi normali, che influenzano il nostro desiderio come influenzano il nostro umore.

Molti, proprio nei momenti di difficoltà, trovano, giustamente, conforto in una maggiore vicinanza sessuale al proprio partner.

Altri colgono le difficolta come pretesti che fanno da detonatori alle più gravi crisi di coppia.

Quando il sesso funziona e quando non funziona?

Faccio tutti questi distinguo perché pensando a chi vive (subisce) il silenzio sessuale di un partner ho ben presente che spesso, sia che si tratti di uomini, sia che si tratti di donne, si evita di guardare la realtà a tutto tondo.

Il silenzio sessuale di un partner, soprattutto se non affrontato in coppia, con il desiderio di trovare una soluzione, il che accade davvero raramente, causa una serie di sensi di colpa e di inadeguatezza.

Non si considera che ci possono essere un’infinità di motivi per i quali il partner schiaccia quell’interruttore sull’”off”, sullo spento, ma ci si colpevolizza.

Si deduce immediatamente di essere senza fascino e capacità di attrazione, incapaci, invecchiati, polverosi, brutti e cattivi.

La sofferenza diventa tanta e non aiuta a uscire dallo stallo, cacciando sempre di più nelle sabbie mobili.

Non va bene!

Un’altra questione importante è che come è necessario che per stare bene con una persona dobbiamo avere gli stessi valori e gli stessi standard, è anche necessario che con questa stessa persona condividiamo le modalità di vivere e di interpretare il sesso.

Tenendo presente che il sesso, essendo un potente collante, se è buono, diventa un fantastico circolo virtuoso: più se ne fa, più si ha voglia di farlo e si fa sempre meglio.

Questo per dire lo squallore di quelle storielle fatte di un incontro sessuale o massimo due o tre, dopo i quali il giovanotto di turno se ne va: è uno che non ha capito nulla del sesso, una coppia che non ha capito nulla del sesso.

Un punto è necessario stabilire: il sesso è un aspetto importante di una relazione di coppia, anche quando non è particolarmente importante per nessuno dei due partner.

Perché anche in questo caso la compatibilità deve essere vera e autentica, i valori e gli standard condivisi.

Ma quando si sente che la compatibilità da quel punto di vista non c’è o non c’è più che cosa si può fare?

Mi ama ma non mi desidera sessualmente: che cosa faccio?

Ora qui siamo all’enigma della sfinge, di fronte a un grande conflitto, che può diventare un grande ricatto.

Sappiamo che nella vita si cambia e le coppie che funzionano cambiano insieme, comprendendosi reciprocamente, adattandosi, crescendo e trovando nuovi modi di accordo, magari addirittura più forti e più profondi che all’inizio.

E questo di sicuro succede anche per il sesso e quando i valori e gli standard evolvono di pari passo e la curiosità e l’amore per l’altro fanno tenere lo stesso passo tutto funziona per il meglio.

Ma quando ci si trova di fronte a un partner, che senza aver tradito, senza voler creare scompiglio, diventa “muto” sessualmente? Che si fa?

O quando noi vorremmo, con il nostro partner, sperimentare nuove modalità di intimità, senza mancargli di rispetto od offenderlo e lui si ritrae e si rifiuta?

A questo punto è necessario offrire la propria sincerità e autenticità ed esprimere necessariamente che cosa ci fa sentire la nostra posizione, cioè quali sono i nostri desideri.

Allo stesso tempo è utile pretendere, sempre con rispetto, ma senza tirarla in lungo, onestà e sincerità da parte dell’altra persona.

Non si può accettare il silenzio sessuale dell’altro sotto il ricatto: “Non faccio sesso con te MA ti amo”.

Così come non si può accettare per troppo tempo che il nostro partner non ci segua rispetto al nostro desiderio di sperimentare dal punto di vista sessuale, in modo rispettoso, senza l’intervento di esterni.

Perché, attenzione, anche quello è un pesantissimo ricatto emotivo che con il tempo sfianca, svaluta e riempie di rabbia.

Non ne vale la pena.

Meglio prendere atto dell’incompatibilità, per quanto doloroso questo possa essere.

Perché con il tempo alcuni rifiuti possono diventare intollerabili e quindi molto dannosi per la vita della coppia e dei due partner.

Ecco cosa fare quando mi ama ma non mi desidera sessualmente.

Questo è davvero il momento giusto per capire di più di uomini e di vita di coppia.

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85 Commenti

  1. Avatar di Pallina

    Pallina 5 mesi fa (29 Novembre 2020 19:28)

    Questo articolo sembra fatto su misura per me. Lui dice che mi ama ma non facciamo sesso da mesi ( di qualità da almeno tre anni). Ogni volta che minaccio di andarmene mi riempie di attenzioni, coccole, ( zero passione) finchè non si calmano le acque. Ha provato (una o due volte) ad avvicinarsi ma in modo disattento e maldestro per poi scaricare la colpa su di me se “ fa cilecca”, dicendo che non mi vede coinvolta. Ma se lasci un’auto ferma in garage per anni, non puoi pretendere che parta con un solo giro di chiave, dico io. Per il resto non posso dire che non andiamo d’accordo. Non si litiga ma è anche vero che ci si vede poco. Mi sento sempre più triste. Nei giorni scorsi sono andata da un bravo avvocato per vedere cosa mi aspetta in caso di separazione. È un brav’uomo e mi dispiace, ma una situazione simile non la sopporto più
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (29 Novembre 2020 22:09)

      Ciao Pallina, assicurati che ci sia qualche professionista che capisca bene e che metta nero su bianco che, quando l’individuo in questione ti riempie di attenzioni nel momento in cui tu minacci di andartene e poi ritorna allo stato iniziale tipo cuscino con memory-foam, si tratta di MANIPOLAZIONE. Perché ti sta manipolando, tu questo lo sai vero? Non contiamo che butti la colpa su di te se fa cilecca. Odioso. Altra manipolazione. Brav’uomo? Perdona, ma se questi sono i bravi uomini, stiamo fresche. Grande Pallina, va’ avanti e chiedi tutto ciò che ti spetta. Anche di più.
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    • Avatar di Silvia

      Silvia 5 mesi fa (29 Novembre 2020 23:14)

      Ciao Pallina, un marito che non ti cerca nell'intimità, per quanto possa assicurarti presenza e un tran tran bene o male senza scossoni, di certo non porta amore. Tu dici: un brav'uomo. Un brav'uomo non saprei, visto lo scaricabarile di buttare su di te colpe che non ti appartengono e il continuare a godersi un matrimonio bianco. Se ha problemi con la sua sessualità, può decidere di rivolgersi ad uno specialista. Due uomini che ho frequentato per anni facevano la stessa cosa: uno mi rinfacciava di troppo attraente (che poi, cosa vorrà dire!?) e l'altro che era sempre stato in uno stato di stallo e così era. Tu non c'entri nulla con i problemi sessuali di tuo marito. E il fatto di non essere felice già te la dice tutta. Ci tenevo a ribadirlo perché non sembri che 'lui, eh poverino, ma bisogna capirlo...!' Bisogna capirlo 'na ceppa :D
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  2. Avatar di Grazia

    Grazia 5 mesi fa (29 Novembre 2020 22:49)

    Interessante argomento...E' giusto parlarne...Se capita che un uomo non sia interessato dal punto di vista sessuale dopo poco tempo che ci si frequenta ( frequentazione iniziata da lei pero', partita con la frase ' telefonami quando vuoi' da parte di lui, poiche' trattasi di individuo che non telefonerebbe mai per primo), induce a credere che questo uomo non voglia veramente la donna in questione. E questo puo' rivelarsi molto triste, per lei, specie se comunque l' individuo in esame appariva contento delle chiamate di lei, la quale inizialmente poteva pensare che si trattasse solo di un soggetto molto timido...Invece...
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (30 Novembre 2020 13:25)

      Ilaria, la facciamo una bella maglietta tipo gadget con su scritto “volare alto”? Possiamo fare anche le tazze, i cuscini, il tappetino per il mouse, la felpa ora che fa freddo...che dici? :-) @Grazia, perché parli in terza persona? Perché perdi il tempo della tua vita in cose che hanno un livello così basso da non essere rilevabile? Hai un bellissimo nome, rendigli giustizia.
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    • Avatar di Grazia

      Grazia 5 mesi fa (30 Novembre 2020 18:08)

      Ciao Francesca. Ho sperimentato l' esistenza di uomini che inizialmente appaiono molto presi, salvo poi raffreddarsi senza che la storia abbia davvero avuto un'evoluzione. Sono d'accordo con il lasciarli nella loro inerzia...
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (30 Novembre 2020 23:02)

      Guarda, Grazia, per consolarti, non l'hai sperimentata solo tu. Ci sono schiere di donne che l'hanno sperimentato (me compresa). E' scientificamente provato che, se tutte le donne che lo hanno sperimentato si tenessero per mano, coprirebbero la distanza dalla Terra a Urano. Il segreto, se mai l'uomo adatto si palesa, è uno solo: mettersi in poltrona e vedere che fa. Non fare la donna "impossibile", ma la donna "possibile", non certo la "sicura da avere" come moltissime donne fanno. "Eccomi qua, stronzo, piantami un bel pugnale nel cuore, guarda ti apro le braccia così centri meglio!" Belle calme e vedere come si muove. Il tempo è un alleato formidabile, lo usiamo quasi sempre male. Perché nel tempo riesci a vedere se le blablablabla parole e le azioni, i fatti quagliano o c'è una cacofonia peggio che nel traffico della tangenziale. Mai come in questo caso, la calma è la virtù dei forti. Un bellissimo articolo di Ilaria dice: considera ogni uomo sbagliato fino a prova contraria. E' un rovesciamento di prospettiva utilissimo. Cinico? Forse. Mi spiace, ma hanno fatto davvero di tutto per meritarselo.
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    • Avatar di Fabio

      Fabio 5 mesi fa (30 Novembre 2020 23:57)

      Ciao FrancescaF, mi pare un approccio corretto quello che proponi, lasciare scorrere un po' di tempo, non correre, non precipitarsi. Lo vedo anche e soprattutto un modo per evitare di farsi male e fargli male, esplorarsi, conoscersi, capire se chi hai di fronte è compatibile con i tuoi desideri richiede tempo, non puoi creare nell'altr* delle illusioni, a me spiacerebbe molto ferire una persona e per evitarlo bisogna conoscersi poco alla volta senza fretta. Fabio
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 0:32)

      Ciao Fabio, nell'epoca della compulsione, il tuo è un consiglio d'oro.
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  3. Avatar di claudia

    claudia 5 mesi fa (30 Novembre 2020 20:35)

    ciao a tutti. io sono una di quelle che se avverto mancanza di fiducia o amore o se sento che mi tratti male troppe volte, comincio a guardarti con altri occhi. e sessualmente mi sento diversa, non ti cerco più come prima nè cedo facilmente. quando ero giovanissima due volte mi è capitato di sentire poca stima, con due ragazzi. inizialmente non capivo, poi ho realizzato: in un caso sentivo la freddezza di lui, perchè poi mi disse non era innamorato (e per quello mi ha lasciato). nell'altro caso, una frase di troppo, al telefono, offensiva perchè io facevo la ritrosa (appositamente, perchè volevo capire meglio), mi ha aperto gli occhi su ciò che pensava/voleva da me, che non era quello che cercavo io da lui. e l'ho allontanato, lasciandolo. nell'ultima storia lunghissima, l'attrazione era tantissima, ma il suo comportamento altalenante e spesso svalutante, ha logorato anche quella (non solo l'amore): si lamentava che non ero più calorosa, ma gli spiegavo che ero fredda con lui (non riuscivo più a coinvolgermi profondamente) per i suoi comportamenti negativi e cattiverie che mi diceva, anche se erano seguiti da richieste di perdono, scuse o da riappacificazioni, ma ciò non bastava. purtroppo io capto molto bene, inconsciamente, i sentimenti altrui, solo che tendo a razionalizzare.. e questo mi ha portato a fare sicuramente errori, nella ricerca di una spiegazione razionale anche dall'altra parte, che magari arriva dopo molto tempo. perchè alla fine vedo che il mio sesto senso ha sempre avuto ragione. fidatevi del sesto senso. Conosco anche chi, a seguito di malattia, ha allontanato sessualmente la propria consorte con cui aveva problemi di compatibilità caratteriale. non so come lei accetti la situazione in nome di figli che, fra l'altro, vivono nell'ipocrisia della famiglia perfetta. una volta che arrivo a capire qualcosa come la mancanza di sentimento (da parte mia o da parte dell'altro), io ho un rivolgimento interiore che mi fa mettere in atto una serie di comportamenti che palesemente volgono verso la rottura o ne sono il preludio. è sempre stato così, anche nelle amicizie.
    Rispondi a claudia Commenta l’articolo

    • Avatar di Selene

      Selene 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 12:00)

      L’articolo mi riguarda in parte, è frustrante anche solo parlarne ma sono due mesi che non pratichiamo sesso con il mio compagno. Stiamo insieme da quasi due anni, negli ultimi mesi ci siamo visti meno causa Covid e comuni diversi di residenza, poi l’estate...non abbiamo mai praticato molto da allora, si parla di una volta al mese o ogni tre settimane. Un’altra cosa che mi fa pensare è che vedo che mette sempre like a donne più o meno famose, ma in pose veramente spinte...nude, o quasi...applicazioni (Reddit è la new entry) dove vedo che segue sempre lo stesso genere...anche quando magari siamo insieme sul divano a non fare niente, poi io vado a controllare e li trovo...non ho problemi a pensare alla sessualità dell’uomo, intendo ciò che fa in privato senza di me, ma ci rimango male se nemmeno prova a sfiorarmi su sua iniziativa...due weekend fa abbiamo provato e non è riuscito a mantenere l’erezione, quindi niente. Una settimana fa abbiamo riprovato e stessa cosa. Eppure non mi fa mancare niente sentimentalmente parlando, lo vedo che ci tiene a me, che ci rimane male ed è frustrato se succede appunto come in questi weekend...vorrei capire se è un suo problema fisico, o se sono io che non lo eccito abbastanza...ed eventualmente come aiutarlo, che so bene quanto possa essere frustrante per un uomo, ma lo è anche per me che gli sto accanto e vorrei affrontare l’argomento senza ferirlo. Consigli? Grazie per avermi letta.
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  4. Avatar di Carla

    Carla 5 mesi fa (30 Novembre 2020 15:50)

    Vi racconto la storia di una amica (non sono io, sotto finte spoglie). Durante questo periodo assurdo ha scoperto che il marito è dipendente da siti porno da almeno 20 anni. L'ho ascoltata molto senza giudicare né lei, né lui. Li conosco benissimo, ho trascorso tanti momenti in loro compagnia, stanno insieme da 30 anni. Non vorrei essere al loro posto, ma so che lei, dopo una settimana di sfogo, ha deciso di aiutare il marito, di appoggiarlo nella sua terapia, etc. Mi ha anche confessato che lui era impotente a causa del problema del porno, ma che per lei non era grave...Ecco, forse conveniva anche a lei non avere rapporti sessuali, perché avevano tante altre cose in comune. Tutto questo per dire che non ci sono ricette neanche nel sesso, secondo me.
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (30 Novembre 2020 19:20)

      Ciao Carla, consigliale (se conosce l’inglese) il sito “Fight the new drug” (lo trovi su google) interamente dedicato alla dipendenza da porno. La fragilità di questa società è STUPEFACENTE (uso questo termine non a caso).
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (30 Novembre 2020 22:57)

      Ma perché?!? Per aiutarlo a uscire da 20 anni (VENTI) di dipendenza dal porno? Dal porno, poi? Onestamente, non so se esistano dipendenze più gravi di altre, secondo me no, forse (confesso una certa ignoranza del mondo, ma non per falsa pudicizia), quella dal porno oggi come oggi è se non altro tra le meno dispendiose (suppongo che con i siti che ci sono costi qualcosa come Netflix o Sky, toh), ma mi sembra davvero terribilmente umiliante aiutare un partner (stavo per scrivere "amico", come lapsus) a cercare di allontanarsi dalla dipendenza del porno che dura da vent'anni. Il mio lapsus schivato mi ha fatto venire in mente un paragone che faccio spesso riguardo ai partner che guardano le altre con faccia sbavante quando sono in compagnia di compagna/fidanzata/moglie. A me dà fastidio che tale comportamento lo assuma qualsiasi uomo con cui mi trovo: un amico, un cameriere al ristorante, una persona che incontro per affari, a prescindere dall'età e dal suo stato "relazionale" e "sentimentale". Ci sono una serie di cose che non si fanno davanti ad altri o con altri: mettersi le dita nel naso, fare i rutti, aggiustarsi i vestiti, guardare le altre, non parliamo di commentare etc etc Io non mi metto le dita nel naso in pubblico, non lo faccio e mi trattengo. Chi lo fa mi disturba, anche se è un'ottima persona. Ci sono cose che non si fanno e basta. Se lui dopo vent'anni di dipendenza dal porno vuole liberarsi (evviva!), lo faccia camminando sulle proprie gambe e andando da un professionista.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Carla

      Carla 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 8:34)

      Infatti lui adesso segue un trattamento dallo psichiatra. Per delicatezza, non ho chiesto altro alla mia amica, aspetto che sia lei a parlarne. Si tratta probabiilmente di doppia personalità (ma io non sono psichiatra). E` vero, ci sono cose che NON si fanno, sono d'accordissimo. E non giustifico il marito. Ma mi rendo conto che possa essere una malattia come la cocaina, l'alcool, il gioco, che rendono schiavi. Non mi va di giudicare, è una coppia intelligente che deve attraversare questa tempesta. Forse è uno dei rari casi in cui sono contenta di non avere un partner, egoisticamente parlando. Però che pena, quando penso che i giovani si avvicinano al porno in maniera molto più distaccata. A noi "vecchi" sembra una cosa inammissibile, i ragazzi dicono che sanno benissimo che non è la realtà. Ma fa paura ugualmente...
      Rispondi a Carla Commenta l’articolo

    • Avatar di Lisa

      Lisa 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 16:08)

      Ciao a tutti/e, ho letto ultimamente alcuni articoli che parlavano del fatto che se un uomo guarda un altra donna e la compagna si arrabbia vuol dire che lei non ha autostima e si sente profondamente insicura, (per me è assurdo) e noto con un po di tristezza quanti uomini ( tra amici, colleghi ecc...) hanno il cellulare imbottito di video porno, x molti è una cosa normale, con la scusa che gli arrivano da altre chat e che di certo non possono dire agli altri di non mandarli più...infondo sono uomini(dicono loro). Penso che questo rovini molto l intimità di coppia. Oltretutto parlando dell argomento e confrontandomi con loro ho preso pure della bigotta....
      Rispondi a Lisa Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 18:52)

      Molti articoli non miei, sia ben chiaro. Certo posso essere d'accordo che in questi casi forse lei dovrebbe avere abbastanza autostima da sputargli in un occhio e dargli un calcio nel sedere.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 19:28)

      Questo non rovina solo l'intimità di coppia, questo rovina l'intera società, che per tanta parte vede e continua a vedere la donna come un oggetto. La donna che deve concedere, la donna che deve tacere, la donna che deve fare la mamma, la donna che deve fare la pu**ana. Potremmo disquisire tutta notte. Lisa, a te hanno dato della bigotta (mentre i bigotti sono proprio loro), a me dell'esagerata (dalla persona con la quale stavo). Vorrei che qualcuna che qua legge e che è felicemente in coppia scrivesse: "Ciao a tutte, io sono in coppia, felice, con un compagno che mi rispetta e non sbava dietro a foto e a video, che si comporta da essere umano evoluto". Ci siete? Scrivete. Testimoniate. Dateci speranza. Vi prego.
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    • Avatar di Carla

      Carla 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 8:37)

      Sì, conoscono entrambi l'inglese, ma non me la sento di consigliare questo libro, forse lo psichiatra sì...attendo loro notizie ma io non chiedo niente :-) Grazie del suggerimento !
      Rispondi a Carla Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 11:33)

      Non è un libro, è un sito specializzato solo sulla dipendenza da porno.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 5 mesi fa (30 Novembre 2020 22:33)

      @Carla Quindi, dopo decenni di letto ghiacciato, la signora si prende in carico pure la cura psicologica del marito. Mah, che tristezza. Questa non è una ricetta però, è proprio bypassare il problema. Vorrei vedere se fosse stato il contrario come sarebbe andato il loro rapporto, a prescindere dalla dipendenza dal porno. Chissà se anche il marito avrebbe accettato il ruolo di fratello/coinquilino oppure si sarebbe trovato altre situazioni. Potrei capire una coppia di una certa età, come i miei genitori settantenni. Ma qui ci sono donne (o uomini) ancora giovani che non hanno rapporti da anni con il partner e vivono nella frustrazione totale. Se la ricetta deve essere quella dell'astinenza forzata, pur di non perdere una compagnia e delle abitudini, io consiglio di cambiare quanto prima libro di cucina, ricetta, cuoco e mestolo ;)
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (30 Novembre 2020 22:49)

      Vic, sai che c'è? In certi momenti, sempre più spesso, sono stra-felice di essere single :-D
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 5 mesi fa (30 Novembre 2020 23:28)

      In effetti! :D Certo che se ne sentono di cose. Dico io no, non solo tuo marito non ti tocca da una vita e tu sei tornata praticamente vergine, ma ti devi pure sorbire le sue "crisi d'astinenza", devi sentirlo magari parlare col terapeuta di tette e fondoschiena norvegesi, di pulsioni per belle diciottenni, di quanto gli manca tutto quello smanet...ehm. Sto estremizzando ma questo è. Ma, cioè, esiste qualcosa di più avvilente per una compagna? No, ditemelo.
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 0:10)

      Comunque ti vedo preparata sull’argomento. Voglio dire, sei un pozzo di scienza. Sei enciclopedica... Io alcune cose che hai citato non le ho nemmeno ben capite... Io ero rimasta alle ungheresi e alle svedesi, non sapevo delle norvegesi. Ma che cosa c’entra la nazionalità?
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 1:16)

      Niente Ilaria, era una battuta :) In effetti, avrei dovuto scrivere svedesi. Ma solo perché molte attrici porno sono bionde e bellissime.
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 0:30)

      La cosa più avvilente, per come la vedo io, non che tutto ciò che citi Vic non lo sia, è la totale mancanza di comunicazione che c'è stata in questa coppia per tutto questo tempo. La voragine profondissima, nera, assurda, assoluta, disperata, che si è mangiata la vita di questa coppia e di lei (perché lui ora sarà pure dipendente ma in primis ha scelto). L'estraneità tra chi si è amato. Ma io dico: non ti ami più, ok, ma il rispetto, la decenza, la delicatezza verso chi hai amato e ti ha amato (è mai successo?). Ma la sete di potenza distrugge tutto perché è questo la dipendenza. Non è desiderio ma è voglia di sentirsi potenti. Io, mio malgrado, mi sto documentando sulle dipendenze e la causa è spesso questo: il sentirsi supportati da botte di dopamina perché altrimenti si morirebbe nella depressione di un'autostima inesistente. Salvo poi stare in calma piattissima quanto sei con tua moglie a letto perché ti sei mandato in tilt completo il tuo sistema parasimpatico sottoponendolo a stress innaturali e continui e il pipino non ce la fa più ad alzarsi. Il porno è una droga potentissima proprio perché è sostanzialmente gratis e accessibile, a differenza, per dire, della cocaina.
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    • Avatar di Carla

      Carla 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 8:40)

      Credo che quello che prima poteva essere un diversivo, è diventato una dipendenza grazie a Internet. Poi una coppia che sta insieme da tanto tempo avrà certamente delle dinamiche che io non conosco. E' una situazione difficile.
      Rispondi a Carla Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 8:42)

      @FrancescaF Sì hai ragione, è vero. In effetti, ha tutto a che fare con l'assenza di autostima. Non voglio sminuire una cosa di per sé molto grave, causa di separazioni e divorzi, come tutte le dipendenze, e capisco che bisogna trovarcisi in certe situazioni. Però l'atteggiamento della moglie non lo condivido proprio. Nella mia famiglia c'è mio zio che è un ludopatico e spende tutto lo stipendio alle slot o con i gratta e vinci. Mia zia, dall'altra parte, ha un grosso problema di shopping compulsivo. Il loro rapporto è stato connotato fin da subito da scarsa comunicazione che, come ben dici, è fondamentale. E nel corso degli anni la comunicazione è sparita proprio. Oggi hanno 60 anni e dormono in camere separate e si impegnano più che altro per i figli. Ma quel matrimonio è finito 20 anni fa, perché non c'erano più sesso, coccole e attenzioni. E ognuno si è trincerato nella propria dipendenza, probabilmente per compensare la mancanza. Il che è molto triste. Quindi, anch'io di certo non abbandonerei mio marito se gli ho voluto bene, ma lo sosterrei come può fare un'amica. Non una compagna. Perché queste situazioni alla lunga distruggono pure l'autostima dell'altro, e ci si ritrova ad avere accanto uno sconosciuto/a con cui non si parla e che non si conosce più.
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 11:54)

      Vic, che immensa tristezza, che infinito squallore. Alcune persone pensano davvero che la vita sia un gioco, uno scherzo, non prendono le cose sul serio. Autocoscienza, questa sconosciuta. Vorrei chiarire questo, lo esplicito: NON sto giustificando lui né appoggiando lei. Mi sono permessa di tentare di spiegare alcuni punti che ritengo importanti. Non sto facendo né invito a fare la crocerossina e non vorrei trovarmi mai nella situazione della signora in questione. Tuttavia, e forse peccherò di presunzione, dico che probabilmente non me ne accorgerei dopo 20 anni e non sarei così accomodante. Forse farei come dici tu, o forse me ne andrei del tutto, non prima di aver aiutato a cercare una serie di strumenti utili per combattere la dipendenza. Sono felice di fare le mie passeggiate nei meravigliosi colori dell'autunno con la mia fedele e gioiosa cagnolina: in questo ci vedo molta più dignità e celebrazione di vita. Mi chiedo quale senso attribuiscano queste persone alla propria fragile esistenza. Stiamo toccando dei livelli di disagio spaventosi. A scuola io non insegnerei educazione sessuale. Ma farei lezioni di autostima, di logica e di empatia.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di claudia

      claudia 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 10:05)

      Ciao. un mio ex era stato dipendente dal porno. al liceo. e ne ridevamo, lo prendevo un po' in giro.. non pensavo fosse la causa dei problemi.. ci siamo conosciuti che avevamo 27 e 31 anni: aveva un sacco di paranoie (non si potevano sondare emozioni per paura della dipendenza da esse - non entro nei particolari - per cui metteva "paletti" alla scoperta reciproca) e il rapporto era estenuante mentalmente e fisicamente. al che siamo andati dal sessuologo, che cominciò a dirgli di seguire le mie intuizioni ecc. Dopo poche sedute, soddisfatti dei miglioramenti, lui che non si sentiva di mettersi ancora in discussione con il sessuologo, abbandonammo. Passi indietro: pensavo di essere io la "strana" della coppia. ad un certo punto, caduta nello sconforto e nella depressione, ho avuto una scappatella di una sola notte con uno che mi ispirava e lì ho capito che il problema non ero io.. Gli ho detto in mille lingue quanto fosse importante il lasciarsi andare - lui non ci riusciva e io subivo questo suo malessere -, ma alla fine.. l'ho lasciato dopo un paio d'anni: era una battaglia persa. Solo alcuni anni dopo, ascoltando una trasmissione televisiva, ho capito che esiste una sindrome legata all'uso del porno, ma ormai era troppo tardi. Non si possono aiutare le persone se le stesse non vogliono essere aiutate. Per prima cosa l'esigenza deve partire da chi ha il problema.
      Rispondi a claudia Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 11:15)

      Ricordate la mia avventura e il fatto che il sesso con lui non è stato granché? Ebbene, in quel frangente aveva una disfunzione erettile, tant'è che abbiamo dovuto rinunciare. Le cause potrebbero essere tante, ma non escludo che il tipo avesse (o abbia) dipendenza dal porno.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 11:37)

      Sono tante le cause per cui un uomo può avere una disfunzione e non sono legate necessariamente a quel tipo di dipendenza. Anche la cocaina, per dire, dà problemi in quel senso. Anche la paura. Anche la mancanza di autostima. Però noi non si fa le terapeute per cui non stiamo a sottilizzare.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 18:54)

      Molti perché sono disturbati nella testolina, sia ben chiaro.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 19:14)

      Sì, proprio così, Ilaria. È sicuramente disturbato un uomo che va a letto con più donne contemporaneamente. Forse anche il fatto di cambiare partner come si cambiano un paio di calzini influisce sulla "prestazione" sessuale. Comunque, non sono esperta in materia e non voglio approfondire il tema, dato che non sarebbe utile per me.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 19:20)

      Avoja! E anche misogini.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 19:09)

      @FraF Certo, sono tante e infatti l'ho scritto nel precedente commento. Non sono in grado di conoscere con certezza quale sia il suo problema (forse più di uno). Non ho neanche voglia di scoprirlo, onestamente.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di claudia

      claudia 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 11:55)

      Emilia, il mio durava anche due ore.. ma era tutto concentrato su se stesso, dopo i preliminari (che non potevano contemplare esplorazioni particolari per sue paranoie e mia inesperienza) non si lasciava andare, esattamente come in un film porno. all'inizio ti diverti, poi però sale frustrazione perchè è tutto meccanico, non vedi altra soluzione che arrivare al "dunque" che non sai quando succederà, con lui che perde la speranza, la tranquillità, e tu..? solo quando non era stressato (il che capitava poche volte l'anno), era diverso. vabbè, stendo un largo velo pietoso. ero in parte molto inesperta ma eravamo innamorati.
      Rispondi a claudia Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 19:20)

      Anche questo tizio durava, si è trattato di un episodio. Ma le volte successive è stato comunque deludente. Era una roba meccanica e senza trasporto. Per questo penso che sia dipendente dal porno (in realtà, anche per altri motivi).
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 16:05)

      @Emy Comunque, per una volta che una si vuole divertire... mai 'na gioia XD Stessa cosa è capitata a me una volta con uno, il tizio più veloce del West.
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 19:16)

      Esatto Vic! 😂 Mai 'na gioia... Stronzo e pure impotente! Il top 🤣🤣🤣
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Carla

      Carla 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 8:42)

      E' una coppia che "funziona", non vogliono mandare tutto all'aria e li capisco. Comunque anche io mi dico che per ora sono "fortunata" ad essere single perché sinceramente la vita di coppia mi fa troppa paura (anche perché chi ce l'ha avuta più da 15 anni a questa parte ???)
      Rispondi a Carla Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 11:40)

      Esatto, "funziona". Ci metterei un altro paio di virgolette, va, anche due parentesi graffe. Auguro a tutti coloro che mi stanno leggendo di non avere MAI a che fare con una persona dipendente. E' un inferno, gente, un vero inferno, un tunnel senza la luce in fondo.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 20:00)

      Già. Pure a me ha colpito quel "funziona", e ci metterei il faccione di Carlo Verdone che dice " 'nche senso?" Io sinceramente, Carla, non credo alla tua amica. Penso che te la stia e se la stia raccontando. La coppia "funziona" perché lei tira il carro, non perché stiano bene insieme. Perché lei sopporta e finché non imploderà. Posso capire che uno decida di non praticare più sesso per scelta e il partner lo accetti, perché la storia dà comunque tanto a entrambi, perché sono due persone equilibrate e centrate e il sesso passa in secondo piano. Ma il marito ha una dipendenza ventennale. Quindi ha un grosso disagio, un enorme disagio. E dove c'è un tale disagio non può esserci armonia di coppia. Perché il problema che lui ha a livello psicologico non può non inficiare anche tutti gli altri aspetti della sua vita. Probabilmente lui pensa sempre al porno, costantemente. Quindi, lei come fa ad essere felice?
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di Laura

      Laura 5 mesi fa (1 Dicembre 2020 23:58)

      Vado off-topic per un momento ( e chiedo scusa, perché l'argomento è serio): Vic, le tue digressioni cinematografiche sono impagabili. Sul faccione di Verdone sono morta :-D :-D :-D
      Rispondi a Laura Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 5 mesi fa (2 Dicembre 2020 9:25)

      @Laura :D :D :D E' che la romanità nun se batte!
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    • Avatar di Carla

      Carla 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 10:44)

      Già. Me lo chiedo anche io. Certo è che attraversano un periodo complicato. Forse troveranno altre risorse. Chi lo sa. Per ora tutto tace, nel senso che non ho notizie e non vado a chiederne...
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  5. Avatar di ale

    ale 5 mesi fa (2 Dicembre 2020 14:15)

    Io vorrei essere un attimo una voce fuori dal coro. Sono cresciuta in una famiglia con un grave problema di dipendenza e ho avuto una relazione molto lunga, faticosa e dolorosa con un uomo con un problema simile; è un problema che conosco bene e che credo di essermi lasciata alle spalle, nei limiti dei possibile. Per inciso e per FrancescaF vivo attualmente una relazione in cui sto bene, con un uomo evoluto e rispettoso; conosco anche più di una coppia equilibrata in cui regnano sostegno e rispetto; esistono. Comunque, nei limiti di quanto scritto da Claudia, la disponibilità della sua amica di appoggiare (che non vuol necessariamente dire sostituirsi, bisogna un po' capire cosa intende) suo marito nel percorso terapeutico che farà mi sembra l'unica alternativa al separarsi seduta stante. Una relazione di 30 anni con un/una dipendente, a prescindere dal perché e dal per come la dipendenza sia iniziata, implica molto spesso una dinamica di dipendenza/codipendenza tra i partner e problematiche relazionali ormai di entrambi. Facendo una scelta diversa, ammesso e non concesso che lui riesca ad affrontare il proprio problema, si troverebbe di fronte a un uomo diverso con dinamiche relazionali più sane, ma che a questo punto lei potrebbe non riuscire a gestire. Se non ricordo male ne parla chiaramente anche la Norwood Con questo non voglio dire che lei debba sacrificarsi o né farsi umiliare in nessun modo (a me non sembra per sé umiliante, ma forse non ho capito cosa intendete), ma che è molto verosimile che lei debba fare un grosso cambiamento e un grosso lavoro su se stessa a prescindere da quello che farà lui. Certo, potrebbe lasciarlo nella consapevolezza di meritare di meglio (e non dico che non sia così, per carità) rischiando di naufragare miseramente sulle proprie dinamiche di codipendenza con qualcuno che forse invece è ancora peggio, come capita molto spesso. E allora, di nuovo ammessa e non concessa la consapevolezza e le buone intenzioni di entrambi, perché non intraprendere un percorso che probabilmente potrebbe comunque doversi trovare a fare da sola, insieme alla persona con cui ha condiviso 30 anni?
    Rispondi a ale Commenta l’articolo

    • Avatar di ale

      ale 5 mesi fa (2 Dicembre 2020 20:35)

      Scusate. Ovviamente volevo inserire il mio messaggio in risposta al post di Carla, ma ho sbagliato.
      Rispondi a ale Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 5 mesi fa (2 Dicembre 2020 21:48)

      Ciao @Ale, la tua analisi è molto interessante e mi ha fatto riflettere. Quel "e problematiche relazionali ormai di entrambi" è illuminante. In effetti, se la signora per 20 anni ha accettato di non avere più rapporti sessuali con il marito, la sua scelta di continuare a stare con lui e appoggiarlo nella terapia appare logica e consequenziale. Probabilmente anche lei soffre di una dipendenza, come dici tu, quella affettiva. E c'è la possibilità che in questo caso ci si trovi di fronte al classico "Effetto Macbeth", per cui "di fronte ad una situazione svantaggiosa reagiamo, come fece l'omonimo personaggio, contro i nostri stessi interessi, in quanto incapaci di accettare perdite, anche se piccole". In realtà, secondo me non è che lei debba o meno sacrificarsi e farsi umiliare per tenersi il marito. Lei si è GIA' sacrificata e umiliata pur di restare con lui. E mollare ora non è detto che sia positivo per la sua vita, in quanto potrebbe indurla a cadere in una spirale di depressione, a non trovare sostegno o miglioramento nella psicoterapia e a ritrovarsi a vivere il resto dei suoi anni nell'infelicità. Hai ragione in questo. Forse lei non ha poi così tanta scelta. Ma è una donna presumo vicina ai 60 anni, con una forte dipendenza affettiva e un'autostima inesistente. Forse la pezza sarebbe peggio del buco, nel suo caso. Ma non nel caso di tante altre donne, a prescindere dall'età. Quello che fa la differenza è la presa di coscienza, la consapevolezza di valere, di meritare, di essere ed esistere. Una volta che hai compreso questo, che hai aperto gli occhi, non si torna indietro, puoi solo andare avanti, costi quel che costi. E' come la scena della pillola rossa e della pillola blu in Matrix (altra mia digressione cinematografica): "Pillola azzurra: fine della storia. Domani ti sveglierai in camera tua e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quanto è profonda la tana del bianconiglio”. Fa paura addentrarsi da sole nella tana, si possono incontrare i mostri generati dalle nostre paure. Però, perbacco, non vi uccide la curiosità? :)
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di ale

      ale 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 8:31)

      Ciao Vic, in realtà intendevo dire un'altra cosa, cioè che dopo tanti anni probabilmente vale la pena di fare un tentativo di cambiamento ed evoluzione in coppia. Tanto più che se l'impotenza andava bene e il problema si pone solo per i film porno, anche per lei ci potrebbero essere mondi da scoprire. A questo punto meglio decidere se separarsi o no dopo aver scoperchiato un po' la pentola. Mi sembra comunque più ragionevole del rischio ritrovarsi tra un anno o due nella stessa situazione con un altro.
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    • Avatar di Carla

      Carla 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 10:51)

      E' esattamente quello che le ho consigliato di fare. le ho detto : "Tu non sai cosa c'è la fuori" ahhaha. Meglio provare a superare il problema con tuo marito che scoprire tutta la bruttura che ci circonda. Almeno sai di amare ancora lui". E conoscendola bene, lei non si è affatto umiliata. Grazie alla meditazione che pratica da 30 anni, ha deciso di affrontare la realtà. Chi vivrà, vedrà...
      Rispondi a Carla Commenta l’articolo

    • Avatar di Viviana

      Viviana 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 13:30)

      Ciao Vic, non conoscevo l'effetto Macbeth, ho cercato su internet e mi sono fatta un'idea, ma mi piacerebbe approfondire, hai qualche testo da consigliarmi?
      Rispondi a Viviana Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 23:03)

      Ciao Viviana, testi specifici da consigliarti no, a parte Macbeth ovviamente e la sua celebre frase: "Io mi sono inoltrato nel sangue fino a tal punto, che se non dovessi spingermi oltre a guado, il tornare indietro mi sarebbe pericoloso quanto l’andare innanzi. Ho in testa strani progetti, ai quali metterò mano, che devono essere eseguiti prima di poter essere ben ponderati". Questo libro è potente, tutti i personaggi lo sono. Dalle parole del re si evince che quello che manca a questi progetti è la lungimiranza, offuscata dall'avidità e dalla sete di potere e successo. Gli esempi pratici che riportano tutti in genere sono la guerra del Vietnam e il disastro del Concorde, l'aereo supersonico anglo-francese. Io sono interessata alla storia moderna e contemporanea e leggo molto a riguardo. La guerra del Vietnam è durata 20 anni e benché gli americani avessero capito di non poterla vincere, hanno perseverato in un'escalation distruttiva sacrificando quasi 60.000 giovani soldati e oltre 300.000 feriti, che sono tornati in patria testimoni di una causa persa di cui non importava più niente a nessuno. Il Concorde si è rivelato un progetto fallimentare costato un patrimonio, in quanto le compagnie aeree non erano in grado di sostenerne i costi spropositati di utilizzo e manutenzione. Stessa cosa che sta succedendo ai giorni nostri con Alitalia. Continuiamo a tirarci dietro un carrozzone malgestito, che nel corso degli anni è costato allo Stato un'enormità di denaro. Stessa cosa è capitata con il Mose, costato miliardi e tuttora incompleto e disutile. Stessa cosa la Tav, un'opera costata miliardi di cui non avevamo un particolare bisogno e che, comunque, si capiva non ci avrebbero lasciato fare. Opinioni mie, è chiaro. In letteratura mi vengono in mente anche "Il ritratto di Dorian Gray" e, per certi versi, "Il fu Mattia Pascal" e "I dolori del giovane Werther".
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    • Avatar di Laura

      Laura 4 mesi fa (4 Dicembre 2020 15:20)

      Che bella analisi Vic, e come si applica bene, ahimè, l'effetto Macbeth a molte delle nostre vicende sentimentali (almeno alle mie). Constato con amarezza di aver applicato anche io questo schema più e più volte, sprecando così tempo ed enormi risorse di ogni tipo. Che dire, cerchiamo di imparare dalla storia (collettiva e nostra personale). Grazie per avermi insegnato una cosa che non conoscevo!
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    • Avatar di Vic

      Vic 4 mesi fa (4 Dicembre 2020 19:48)

      :* Pure alle mie, Laura, pure alle mie. Dopo l'ultima storia mi hanno dato il badge delle cause perse 😅 Ma hai ragione: dobbiamo cercare di imparare a mollare il colpo da subito, a fare selezione spietata, come suggerisce Ilaria. Perché più investi in un rapporto che sai non funzionare per te e le tue esigenze, più ti è comunque difficile venirne fuori. Non si fa altro che impantanarsi sempre di più nelle sabbie mobili e rassegnarsi all'infelicità.
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    • Avatar di Viviana

      Viviana 4 mesi fa (4 Dicembre 2020 20:16)

      Ah ok, grazie davvero Vic. Credo proprio che leggerò Macbeth allora e ci rifletterò su. Ho visto solo l'opera lirica e sicuramente non è la stessa cosa, l'ho già notato con altri testi di Shakespeare (Amleto soprattutto). Mi ha fatto pensare anche al film "un giorno di ordinaria follia", c'è un momento in cui il protagonista non riesce più a fermarsi perché ormai crede di aver raggiunto "il punto di non ritorno". Nella mia famiglia è uno schema fin troppo frequente, da almeno tre generazioni: si fa un errore importante e invece di porre rimedio, anche se costa fatica, soprattutto a livello di orgoglio, ci si trascina a perseverare fino a rovinarsi la vita pur di non ammettere che era un investimento sbagliato. In alcuni casi rari alla fine si pone rimedio, ma spesso dopo 20/30 anni: tardi insomma. Io sono ben decisa a individuare bene lo schema e a romperlo, una volta per tutte. P.S. gli altri libri che hai citato li ho letti in adolescenza e li ho amati molto, tranne "i dolori del giovane Werther", preferisco di gran lunga "le ultime lettere di Jacopo Ortis" :)
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    • Avatar di Vic

      Vic 4 mesi fa (4 Dicembre 2020 23:00)

      @Viviana Il film "Un giorno di ordinaria follia" è calzantissimo, infatti. Sono certa che riuscirai a rompere lo schema, perché sei in gamba e determinata. Poi ami un poeta come Foscolo. Non conosco nessuno che ami questo tipo di autori e non abbia un universo dentro. Bisogna "solo" imparare a canalizzare le capacità e le energie. Ce la faremo. E se non ce la faremo, ce la fa Romolo (battutona :D) Vabbè, devo dormì. Buonanotte :*
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    • Avatar di Viviana

      Viviana 4 mesi fa (5 Dicembre 2020 18:24)

      Ahahah mi piace molto il tuo senso dell'umorismo :D hai proprio ragione bisogna imparare a canalizzare capacità ed energie. Farò proprio uno screen al tuo commento per conservarlo e rileggerlo. Ti abbraccio.
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (2 Dicembre 2020 22:33)

      Ciao Ale, grazie per la tua testimonianza e punto di vista. Mi fa piacere che tu ora abbia un rapporto di coppia sereno, pure considerando che in famiglia hai sperimentato problemi legati alla dipendenza. Anche io mi trovo, mio malgrado, in una simile situazione e, credimi, nonostante tutto il lavoro su di me, lo vivo come un marchio a fuoco, anche se io non c'entro nulla. Vorrei precisare, in generale, nella discussione che si è venuta a creare, che è fondamentale che lui voglia uscirne, che la motivazione parta da lui. Carla dice "durante questo periodo assurdo ha scoperto (l'amica) che il marito è dipendente da siti porno da almeno 20 anni" e poi aggiunge "ha deciso di appoggiarlo nella sua terapia". Ma com'è venuta fuori la decisione della terapia? L'ha detto lui dopo essere stato sgamato? Lo ha imposto lei? E se lei non lo avesse scoperto? Insomma, per venire fuori dalla dipendenza e dalla co-dipendenza ci vogliono un'autoconsapevolezza, un amor di sé e una motivazione assai rari. Sono una coppia che "funziona" nella loro disfuzionalità. Tu dici: togli la disfuzionalità...e? Appunto, staremo a vedere. Vent'anni sono tantissimi. Il cervello sarà anche plastico ma, ragazze mie, quanto e per quanto è stato preso a martellate questo cervello? Sarebbe come credere di ubriacarsi per vent'anni e poter avere un fegato perfettamente sano.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di ale

      ale 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 10:00)

      Guarda FrancescaF, sembrerò estrema ma secondo me già chiedersi cosa spinge lui a fare la terapia è andare fuori dal seminato. Chi se frega? Se lui non è motivato, la sua terapia fallirà, stop. Ma lei dovrà lo stesso fare il proprio pezzo a prescindere da cosa faccia il marito e da come vada a finire il suo matrimonio; è lei che deve essere motivata. Altrimenti se stiamo appesi a cosa, come e perché fa lui, si torna di nuovo a una dinamica di dipendenza. È per questo che nell'immediato una separazione dopo tre decenni mi sembra un lutto tutto considerato superfluo.
      Rispondi a ale Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 15:24)

      Scusa, ma non sto capendo...lei deve restare anche con un marito che non è motivato a fare una terapia? Chiedo in generale, al di là di quello che ha risposto Carla.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di ale

      ale 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 18:50)

      Secondo me il problema di lei non è tanto la dipendenza di lui (magari lo è stata, ma 19 anni fa adesso non più), ma è non aver visto per vent'anni, che per me è come star fermi a guardare un tir che ti investe. Anzi, peggio, aver visto l'impotenza (che alla fine è l'aspetto che la tocca più direttamente) e aver lasciato perdere e invece preoccuparsi ora della dipendenza da pornografia. Due tir. Credo che lei farebbe bene ad affrontare seriamente questi aspetti con se stessa. Altrimenti, che si separi o no, quello che non ha visto fino ad adesso, rischia di continuare a non vederlo in una situazione anche solo leggermente diversa. Il fatto che lui riesca ad affrontare il suo problema (cosa che cmq non è detta, la motivazione non basta) non può inficiare l'acquisizione di consapevolezza di lei. Poi una volta che lei sia consapevole sarà in grado di scegliere il meglio per sé, senza fette di prosciutto. Quello che intendevo dire prima è solo che lei queste domande se le dovrebbe fare e si dovrebbe rispondere, probabilmente molto dolorosamente, a prescindere da qualsiasi cosa faccia suo marito. Stare a ragionare adesso sulla motivazione del marito mi sembra poco rilevante. Anzi, mi sembra la dipendenza che è uscita dalla porta ed è rientrata dalla finestra senza neanche fare il giro dell'isolato.
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    • Avatar di Carla

      Carla 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 10:53)

      Credo si tratti di un atto mancato. Lui "ha voluto" che lei lo scoprisse perché non ne poteva più. Hanno deciso insieme di fare una terapia. Il tabu' resta la pornografia, se fosse stato dipendente da alcool o gioco, sarebbe stato lo stesso? non si sa.
      Rispondi a Carla Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 15:27)

      Lui ha voluto che lei lo scoprisse. Evviva la comunicazione. La dipendenza da alcool la sgami (odore, incapacità di pensare e lavorare) così come quella da gioco (vai economicamente sul lastrico). Altroché atto mancati. Sono vent'anni di atti (e non solo sessuali) mancati.
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    • Avatar di Vic

      Vic 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 21:28)

      Io mi trovo d'accordo con FrancescaF su questo. Cosa spinga lui a fare terapia non è andare fuori dal seminato, anzi, mi sembra il nocciolo della questione. Che poi, cosa vuol dire che lui ha voluto che lei lo scoprisse perché "non ne poteva più"? Non ne poteva più di cosa? Non si capisce se non ne potesse più della dipendenza in sé o magari delle richieste di attenzioni della moglie, che non poteva soddisfare perché ha il cervello annebbiato. Che dopo ben 20 anni "sbrocchi" mi sembra sospetto. Comunque, in generale, se si vuole salvare una coppia, il partner dipendente dovrebbe essere più che determinato, altroché. E, non so voi, io sono un po' dipendente dal cellulare e mi obbligo spesso a non stare sempre lì a leggere, a giocare ecc. E mi costa fatica. Figuriamoci a uno che da decenni si è chiuso in un mondo irreale che lo rende schiavo di un'idea quanto può costare. La terapia poi è lunga e per vedere i primi risultati può volerci molto tempo. Ecco, nel caso specifico lui deve essere motivato e lei pure ok, ma se lei per 20 anni ha compensato con la meditazione quello che il suo matrimonio non le dava, non credo che sia motivata più di tanto a cambiare vita nel caso la terapia fallisse. Cioè, non è che una dipendente affettiva di colpo si sveglia autonoma e pronta a camminare da sola. Faccio un esempio: in seguito ad un tradimento, c'è chi reagisce troncando la relazione o il matrimonio, perché considera la fiducia persa irrecuperabile e, ovviamente, non si tratta di persone dipendenti affettive. Altri scelgono di rimettere insieme i cocci, quando possibile, e lo fanno o perché ancora innamorati, o perché dipendenti affettivi, o per amore dei figli, o per motivi economici o per paura della solitudine ecc. Ma se una persona sopporta per 20 anni ripetuti tradimenti e rimane lì, pur soffrendo, vuol dire che il rapporto è disfunzionale. Non resta per interesse, resta per incapacità di andarsene. Secondo me lui si sarà pure fatto scoprire, ma lei ha fatto di tutto per non scoprirlo. E continua anche adesso. Altrimenti, dobbiamo ipotizzare che lei non sia dipendente affettiva e che abbia accettato di non fare sesso optando di buon grado per il nirvana. Ma se la questione non fosse stata più complessa di così, la bomba non sarebbe esplosa adesso. Dopo vent'anni. Poi oh, tutto può essere.
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (3 Dicembre 2020 23:08)

      Credo che ci si stia (pre)occupando più noi della loro situazione che loro stessi. Io mi mangio una bella fetta di panettone. Ho simpaticamente deciso di fregarmene guardando come si sta godendo la serata la mia gatta stesa beata e bella lunga sul divano. :-D
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  6. Avatar di Fabio

    Fabio 5 mesi fa (29 Novembre 2020 0:18)

    A questo punto posso solo portare la mia esperienza, scrivo a braccio, porto i miei sentimenti su un tema che mi crea un tuffo al cuore, ma andiamo avanti comunque. Sono una di quelle persone che arrivate ad un certo punto smettono di praticare il sesso con il proprio partner, moglie nel mio caso; si , come coppia abbiamo avuto tante discussioni sul tema, ognuno diceva la sua e poi.... niente, passati alcuni giorni tornava tutto come prima. Sicuramente non sono perfetto, ho le mie colpe, forse non capisco niente, ma mi infastidiva il rimandare le coccole, il rapporto sempre al dopocena, quasi una prassi, mi mancava molto l'affettuosità durante il giorno e soprattutto non mi sentivo a mio agio durante il rapporto, costretto com'ero ad evitare di irritarla per qualsiasi sciocchezza, ad essere continuamente sotto esame, a cercare di indovinare i suoi desideri e tempistiche come fossimo due mondi separati. È stato il primo strappo che ho fatto nei suoi confronti, non sopportavo un rapporto, scusatemi, "meccanico" , volevo una persona che esprimesse il suo amore con gesti d'affetto in qualsiasi momento della giornata, quando ne sentiva il bisogno, come piace fare a me e come avrei voluto facesse lei, niente di questo, peccato. Ho smesso di fare sesso con lei, e poi passato qualche anno mi sono pure separato ed ora divorziato, ma il primo segnale è stato il disagio di un rapporto sessuale che ormai poco o niente aveva di complicità e di tenerezza, poi ho anche capito il perché di questo e del successivo crollo del mio matrimonio, mancanza di fiducia e rispetto del tuo partner. In fin dei conti in un rapporto se non c'è sesso piacevole, coinvolgente, affettuoso, allora bastano gli amici o le amiche per socializzare e, se capita, sostenersi a vicenda. Fabio
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    • Avatar di Silvia

      Silvia 5 mesi fa (29 Novembre 2020 23:25)

      Ciao Fabio, a me è capitata la stessa cosa. Il rapporto di coppia con il mio ex storico si è incrinato pian piano. E così la nostra intimità perché, non sentendo vicinanza e comprensione, da parte mia non riuscivo più a donarmi con dolcezza e naturalezza. A un certo punto mi è scattato qualcosa per il quale quei momenti non mi erano più graditi. Non ce la facevo. Ne abbiamo parlato tante volte, ma non siamo riusciti a riavvicinarci. Per quanto doloroso, ti auguro di non colpevolizzarti troppo Fabio.
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (30 Novembre 2020 13:20)

      Ciao! 😊 Noticina: mi inserisco nella conversazione rispondendo qua ma parlo in generale. Non dovrei parlare perché non ho mai avuto rapporti davvero lunghi (tanti stronzi, ahimè, troppi, davvero troppi). 😊 Ma osservando, riflettendo e valutando, ormai da anni, mi rendo veramente conto che se una coppia vuole (e con vuole intendo che la volontà deve esserci, genuina, da parte di entrambi i partner) sopravvivere deve rendersi conto che darsi come obiettivo il sopravvivere non è sufficiente. L’obiettivo, dichiarato ed esplicitato, deve essere il vivere, il fiorire e lo svilupparsi. Mi viene in mente la frase che un dirigente della multinazionale in cui lavoravo anni fa aveva sopra la sua sedia in pelle umana: “If you don’t grow, you die” (se non cresci, muori). Per come la vedo io, la chiave di accesso a questo giardino incantato e segreto è il comunicare. Non solo parlare, ma proprio comunicare. Spesso il comunicare viene confuso con il semplice parlare. L'etimologia della parola comunicare è molto bella, la parola ha la stessa radice di “comune”. Comunicare vuol dire quindi parlare, negoziando, per trovare un terreno comune, insieme, creare un ponte su cui ci si possa camminare entrambi. Facciamo fatica a conoscere noi stessi figuriamoci un altro, anche se lo abbiamo sposato. Come facciamo a conoscere l’altro se non gli/le comunichiamo i nostri bisogni e non ascoltiamo i suoi bisogni? E’ impegnativo? Sì, lo è. E’ già impegnativo conoscere i propri bisogni (io credo di non conoscere appieno i miei). In alternativa, si cerca sesso o si sta da soli se non si vuol far così. Ma penso che oltre che ad essere impegnativo sia molto bello perché attraverso l’altro impari a conoscerti, impari a conoscere lati di te che forse da solo non avresti mai conosciuto. Mi viene in mente la storia di un lettore che qualche giorno fa parlava della sua attuale crisi, del suo desiderio sessuale non in linea con quello della moglie, che si sarebbe sentita "sporca". Ma sapete l’introdursi, con apertura e curiosità e non unicamente per accontentare il partner, in quello “sporca” quanta crescita, gioia e piacere può portare? Certo, sacrosanto e intoccabile il diritto di fermarsi davanti a un simile cambiamento, ma almeno sapere che quella può essere una porta per un cambiamento di sé, di una riscoperta di una parte di sé sconosciuta che si decide di non voler affrontare. La coppia dovrebbe essere una scelta, non un obbligo, né un dogma, ma spesso si sceglie non avendo ben presente tutti gli elementi di partenza. E’ che pensiamo, indottrinati dal mito dell’amore romantico, che tutto accada per caso, che tu mi devi capire solo guardandomi negli occhi perché hai detto che mi ami, che l’amore accade per caso, che ci casca magicamente sulla testa come la manna dal cielo e che una bomba di ossitocina di qualche mese ci faccia andare avanti per sempre. Pura fantasia. Abbiamo visto troppi film, siamo vittime di un’idea sbagliata di amore. Ne sono convinta. L'amore è una pratica, come diceva quel pirla di Erich Fromm ne L’arte di amare (sono ironica, eh). Invece bisogna aver ben chiari i fondamentali in comune, si parte per un viaggione e bisogna essere equipaggiati con attrezzature di ottima qualità. Ma qui siamo ancora in un paese dove si ammazza una donna ogni tre giorni. Dove un uomo si sente intitolato a dire, mentre si passeggia assieme “ma guarda che figa quella” mentre se tu cerchi un uomo che ha le finanze solide “sei una troia approfittatrice”. Dove fermarsi ad aiutare un anziano o un non vedente in difficoltà è pura fantascienza (l'elenco è interminabile). Ma di cosa stiamo parlando? Per come la vedo io, e forse dirò una cosa impopolare, l’amore di coppia è una cosa per pochi. Ci sono troppe coppie in giro in base al livello di consapevolezza di questa società spanata. Come diceva La Rochefoucauld: “Ci sono persone che non si sarebbero mai innamorate se non avessero mai sentito parlare dell'amore” Buona giornata a tutti!
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    • Avatar di Daniela

      Daniela 5 mesi fa (30 Novembre 2020 21:54)

      Si può vivere più rilassate alla ricerca di cose belle, stimolanti per crescere e i problemi si affrontano insieme alle sfighe. “Tutto e’ negli occhi di chi guarda” si traduce in mille modi dagli schemi mentali, periodi emotivi, fase di vita, ecc. Però il modo di ragionare si riflette sul nostro linguaggio verbale e non portando ad una selezione naturale. Ecco che le nostre affermazioni e i nostri costrutti mentale ci fanno entrare in sintonia e attirare le stesse persone. Iniziare dal capire per determinati temi quali sono questi freni o convinzioni, che ci accompagnano, e’ utile per raddrizzare i binari e aprirsi con positività e sorriso al nuovo.
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    • Avatar di Fabio

      Fabio 5 mesi fa (30 Novembre 2020 14:09)

      Grazie Silvia dell'attenzione nei miei confronti, non temere, non mi sento in colpa, so di aver fatto il possibile e più di questo non potevo, ora guardo solo avanti. Fabio
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    • Avatar di Elisa

      Elisa 5 mesi fa (30 Novembre 2020 14:41)

      Buon pomeriggio! Quest'articolo mi tocca molto da vicino: per anni ho cercato di risolvere i problemi sessuali che avevo con il mio ex marito e ora so' che lui utilizzava la mancanza di intimità per manipolarmi e farmi male di proposito, mi faceva sospettare di avere amanti, perfino uomini, per crearmi insicurezze e sensi di colpa, probabilmente aveva davvero degli amanti, ma non ho mai avuto prove certe e alla fine non mi importava nemmeno più ( ho recentemente scoperto che è un narcisista perverso e questo spiega tutto). Recentemente come ho già scritto ho avuto un'altra esperienza poco felice con uomo che non ha accettato la mia proposta di sesso senza impegno, ma credo che in questo caso lui abbia proprio una fobia di amare . In ogni caso ho finalmente chiaro che devo proteggermi e scappare da questo tipo di persone che abbassano la mia autostima e che non mi fanno stare bene.
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    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 5 mesi fa (30 Novembre 2020 18:46)

      Ciao Fabio, Anch'io ho vissuto la stessa situazione. Nel momento in cui non si ha più voglia di fare sesso si deve accendere un lampadario da Teatro del Opera altro che lampadina. Salvo rare eccezioni è un problema psicologico. La coppia non funziona più in niente , e si sta insieme fin tanto che uno dei due non decide basta.
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    • Avatar di Panterarosa

      Panterarosa 1 mese fa (4 Marzo 2021 13:10)

      Ciao. Questo messaggio e' per Emanuele e Fabio, se ancora leggono. Qualcuno qui ha evocato il problema del " cellulare dei maschi che si scambiano video porno". Vorrei capire - a spanne - da voi quanto e' diffuso il fenomeno. Se e' limitato ai " malati di sesso" oppure se coinvolge anche uomini non maschilisti che danno/cercano amore. A naso direi che la diffusione del porno " alza l'asticella " x le donne. Ovvero mi sembra che molti abbiano poi nella vita reale con le partner aspettative irrealistiche in termini di bellezza, disinibizione, ecc.
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    • Avatar di Fabio

      Fabio 1 mese fa (4 Marzo 2021 18:05)

      Ciao Panterarosa, nella cerchia di persone che frequento, parolona di questi tempi, non mi è mai capitato, mentre al lavoro c'erano alcune persone che si scambiavano porno video, ma non mi hanno mai coinvolto. Le aspettative di queste persone potranno essere pure alte, ma poi nei fatti vedo che si "sistemano" con donne normalissime, forse si accontentano? O forse non osano. La bellezza è un giudizio troppo personale, può essere bella per me e brutta per un'altro, l'importante è che curi il proprio corpo, poi entra in gioco la femminilità è è una questione di sensibilità. Disinibizione, tanti di costoro sono in grado di sostenere una donna disinibita? A pagamento sicuramente si, ma alla pari? Dubito fortemente. Te lo devi sentire dentro, quanti si vergognano della propria nudità e poi fanno i gradassi a parole o con chi non può ribattere. Solo con un partner affiatato puoi disinibirti, solo se ti apprezzi e apprezzi l'altro puoi chiedere e dare sapendo che nessuno lo farà solo per un proprio rendiconto, peggio senza pensare ai bisogni dell'altro. Serve una fiducia nell'altro totale, che puoi avere solo conoscendolo nel tempo. Fabio
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    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 1 mese fa (4 Marzo 2021 20:32)

      Ciao Panterarosa e un saluto a ognuno di voi. Vi leggo anche se non partecipo spesso. Non è un buon periodo. Tornando a bomba sul tuo quesito mi viene da chiedere se abbiamo a che fare con adolescenti o adulti. Voglio dire che tra adolescenti le sconcecerie condivise possiamo anche comprenderle. Poi oggi è semplicissimo. Tra adulti non ne vedo le ragioni. Per quanto mi riguarda il sesso preferisco farlo. Le aspettative poi secondo me sono falsate da stereotipi maschili e femminili. Io vedo tranquillamente coppie che sono persone comuni , con vite normali. Secondo me semplicemente il mondo virtuale ha esasperato una visione distorta della realtà. Vite fuffose prive di reali valori. Un tempo si parlava di TV del dolore. Oggi possiamo parlare tranquillamente di virtuale lifestyle, un mondo in cui si vende e ci si vende con vite e corpi perfetti.
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  7. Avatar di Amelia

    Amelia 4 settimane fa (22 Marzo 2021 18:22)

    Vi ringrazio per le parole gentili e per la delicatezza delle vostre risposte. Non è facile mettersi a nudo anche se dietro una tastiera. Tuttavia è necessario aprirsi agli altri perché si può scoprire di non essere così diversi e strampalati nelle proprie esigenze. Rimettersi in gioco, tentare di uscire dalla propria sofferenza che ribolle per anni è un atto doveroso verso noi stessi e gli altri che ci vivono accanto, in fondo la vita è una possibilità e come tale va vissuta. Vedremo ciò che accadrà, quanto coraggio salterà fuori per riuscire ad affrontare le paure e i timori cui purtroppo ho sempre dato retta permettendo loro di bloccarmi. Grazie ancora a ognuno di voi!
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  8. Avatar di Amelia

    Amelia 4 settimane fa (21 Marzo 2021 18:07)

    Con mio marito il sesso non è mai stato da urlo, ma pensavo che con il tempo e l'esercizio avremmo raggiunto una buona intesa. Purtroppo non è stato così e la situazione è precipitata. Ho provato con lo psicologo, ho affrontato con estrema delicatezza l'argomento, ma mio marito è sempre stato un muro di gomma chiuso a riccio. In sostanza i pochissimi rapporti che avevamo sono spariti da quando lui ha iniziato ad avere delle disfunzioni e anche in questo caso, lui si è chiuso rifiutando ogni genere di aiuto medico o psicologico. Qualche anno fa ero molto esasperata e per provocarlo gli dissi che ero io a non volerlo più e così ho fatto anche perché ormai per me fisicamente è un estraneo. Pensavo di scuoterlo e invece nulla, anzi da allora ha manifestato una certa rabbia e ostilità nei miei confronti. Anche lui si può definire un "brav'uomo", ma ultimamente (lo so, sono un po' tarda) ho realizzato che alla fine ha condizionato la mia vita con i suoi silenzi e malumori facendomi sentire quella che non era capace di smuoverlo e fargli tornare il sorriso. Sono trent'anni di vita che ho la netta sensazione di aver buttato come donna e in effetti quando mi guardo allo specchio non c'è poi molto da vedere. Ho cresciuto due figli e ho fatto la casalinga per svariati motivi; da qualche anno ho ripreso a lavorare e mi sono finalmente laureata. So che il prossimo passo sarà la separazione perché è un atto di affetto che devo a me stessa, ma devo ancora trovare il coraggio per tuffarmi nonostante i grossi interrogativi sul mio futuro economico già molto precario.
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    • Avatar di Fabio

      Fabio 4 settimane fa (22 Marzo 2021 8:50)

      Amelia, ti capisco, ho anch'io avuto un'esperienza simile, sposato da più di trent'anni, due figlie, una vita passata con una persona che poi scopri incompatibile con te, con il tuo carattere, con le tue aspettative. Cosa fare? Ho pensato a lungo al mio futuro, a come lo vedevo, due erano gli epiloghi, o continuare a sopportare, morendo giorno per giorno, annegando nella frustrazione e nella tristezza di una gabbia di apparenze che mi avrebbero accompagnato fino alla morte, oppure dare un taglio a tutto ciò e ricominciare a sognare, pur con tutti i rischi e i problemi del caso. Ho scelto il secondo, mi ha sostenuto il non voler arrendermi, il non considerare la partita chiusa, il voler con tutte le mie forze una vita migliore, ed ora che il grande passo l'ho compiuto posso dirti che ne valeva la pena, sono rientrato in possesso dei miei sogni, della mia vita, mi sento finalmente libero di essere Fabio, con tutti i suoi difetti, pochissimi credo, e tutti i suoi pregi. Amelia, non darti mai per vinta, a qualsiasi età possiamo cambiare la nostra vita. Un abbraccio, Fabio
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    • Avatar di FrancescaLaF

      FrancescaLaF 4 settimane fa (22 Marzo 2021 16:08)

      C'hai messo solo 30 anni a scoprire che tu e la persona che hai sposato eravate incompatibili? Meglio tardi che mai Fabio!
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    • Avatar di Fabio

      Fabio 4 settimane fa (22 Marzo 2021 18:43)

      Quando hai vent'anni vedi il mondo con altri occhi, si e' più giovani più plasmabili, il mio carattere accomodante aiutava e poco alla volta ti abitui, ci sono tante cose da fare e passano gli anni, ma ad un certo punto, mi rendo conto della mia e delle figlie situazione, dico basta, comincio a ribattere punto su punto, non ho più intenzione di subire, dall'altra parte nulla cambia e allora è un crescendo fino al divorzio. Certo ci ho messo anche più di trent'anni per capire, ma vedi, tante, troppe volte dai poco peso a certi atteggiamenti, a certe situazioni, e poi se una persona ti piace le perdoni tante cose. Oggi sicuramente non farei quegli errori, ma ho anche più anni e più esperienza. Fabio
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    • Avatar di Vic

      Vic 4 settimane fa (23 Marzo 2021 13:16)

      @Fabio, sei un signore. Ma veramente.
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    • Avatar di Fabio

      Fabio 4 settimane fa (23 Marzo 2021 19:11)

      Grazie Vic
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 4 settimane fa (22 Marzo 2021 9:27)

      Ciao Amelia, inizio col dirti che apprezzo quello che sei riuscita a fare finora, ovvero trovare un lavoro e laurearti. Spero che tu possa compiere un altro grande passo, lasciando tuo marito per impossessarti finalmente della tua vita. Sono convinta che ci riuscirai se lo vorrai con tutte le tue forze. Mia madre, al contrario, non ha mai combattuto per se stessa e continua a stare con mio padre, nonostante non si senta amata e il loro rapporto ormai sia logorato da tempo. È triste, perché tutto questo inevitabilmente provoca delle ripercussioni anche sui figli. Spesso ci si preoccupa di salvare le apparenze a scapito di una vita vissuta con autenticità, rispettando se stessi e le proprie aspettative. Ti mando un forte abbraccio e ti auguro, con tutto il cuore, di trovare il coraggio di concludere questo matrimonio e tornare a vivere.
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    • Avatar di Laura

      Laura 4 settimane fa (22 Marzo 2021 11:56)

      Amelia, leggendo la tua storia mi si sono inumiditi gli occhi. Non sentirti tarda, sei stata forte ad aprire gli occhi sulla tua situazione. C'è chi non lo fa mai, chi si rifiuta di farlo per paura di affrontare il cambiamento. Credo che oltre la fatica, la paura e la sofferenza che questo comporta ci sia un luogo in cui è bello vivere. Imperfetto certamente, ma autentico e ricco di possibilità. Rimandare il momento di mettersi in viaggio significa perdere mesi, anni di vita piena e vera. Rimani con noi, frequenta il blog, so per esperienza che questo è un posto sicuro, da cui attingere forza, vicinanza, lucidità. Ti abbraccio.
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