Sei capace di vivere le relazioni con leggerezza?

vivere le relazioni con leggerezza

Vivere le relazioni con leggerezza. Ti interessa?  Ne sei capace? Ti piacerebbe saperlo fare?

"Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore. I.Calvino"

Vivere le relazioni con leggerezza non significa essere donne “facili”, “poco di buono” o “superficiali”.

Tutte definizioni che tendono a descrivere una donna come stupida, poco affidabile e, appunto, di facili costumi.

Non sia mai!

Si sa che le brave ragazze per essere accettate e ben giudicate, per essere all’altezza delle aspettative, per essere “brave” nel senso più pieno del termine, devono anche essere “serie”.

E una brava ragazza e seria non può essere anche leggera, nello stesso tempo.

O, almeno, non è così facile ed è un compito nel quale riescono solo quelle molto astute e abbastanza anticonformiste.

Però, siamo di nuovo dal principio. Se si è astute e anticonformiste, non si può essere anche brave e serie.

Insomma, se si è brave e serie, prima di tutto bisogna essere coerenti, mantenere la barra dritta, non lasciarsi andare.

E come si fa a essere leggere? Non si può! Non si deve! Soprattutto: non è buono, non è giusto, non sta bene!

Vivere le relazioni con leggerezza. E’ consentito dalla legge?

Certo è un bel problema quello di vivere le relazioni con leggerezza. Attenzione, sto dicendo precisamente “vivere le relazioni con leggerezza”, non vivere relazioni leggere (indicibile, proprio!!!) o comportarsi con leggerezza.

Perché vivere relazioni leggere significa essere chiaramente delle poco di buono, assimilabili a donne di strada.

Invece, certo, comportarsi con leggerezza, significa essere superficiali, distratte, disattente. Questo devo dire non piace nemmeno a me, dato che anch’io, nel mio piccolo, sono una brava ragazza.

Ma sai qual è il guaio? Che molte donne non vivono con leggerezza, non vivono le relazioni con leggerezza e nello stesso tempo si comportano con leggerezza.

Cioè, compiono delle scelte “stupide”, “sbagliate”, “fuori luogo”, che le danneggiano.

Non per niente c’è un vecchio celebre libro dedicato agli errori delle donne in amore che in italiano è stato tradotto “Donne intelligenti, scelte stupide”. Un titolo che dice tutto.

Perché a un sacco di donne capita di essere intelligenti e di comportarsi da stupide.

Di essere brave ragazze e di non vivere con leggerezza e tantomeno di vivere con leggerezza le relazioni.

E questo non va bene. Perché è molto più utile vivere le relazioni con leggerezza e non con pesantezza.

"Pensare con leggerezza non significa essere persone leggere. Significa scegliere il sorriso, e il sorriso è una scelta coraggiosa (egyzia, Twitter) "

Solo che sul tema c’è un bel po’ di confusione. Molte donne si indignano all’idea di poter vivere storie “leggere”, senza importanza, senza grande coinvolgimento.

Il problema serio è che tra queste, molte donne si indignano anche all’idea di vivere le relazioni con leggerezza.

Perbacco! L’amore è una cosa seria, spessa, importante. Non si può vivere con leggerezza, come fanno le adolescenti (sempre che lo vivano con leggerezza) o le stupidelle.

"La ragione per cui gli angeli sanno volare è che si prendono con leggerezza. GK Chesterton"

Non ne parliamo poi, se si è sofferto in passato. Come si fanno a vivere le relazioni con leggerezza? Metti che tu ti distrai un attimo, per leggerezza, e rimani di nuovo fregata…

No, no e poi no!

Se si è sofferto bisogna trascinare la sofferenza e la pesantezza del passato nel presente e nel futuro. Nelle relazioni presenti e future.

Mica bisogna darsi la possibilità di alleggerirsi. La leggerezza è per gli ignoranti (coloro che non conoscono il vero amore, quello che fa soffrire) e per gli stupidi (quelli che non soffrono abbastanza, e per questo sono senza cuore e senza cervello).

Questo, diciamocelo pure, è un altro cliché. Uno dei tanti cliché tutto femminile, che viene dall’educazione delle brave ragazze.

Dato che per l’immortale maschilismo d’accatto (che piace tanto anche alle cosiddette “élite”), un uomo che vive storie leggere è un figo e un uomo che vive le relazioni con leggerezza è un uomo simpatico, affidabile, equilibrato.

Vivere le relazioni con leggerezza: ne hai voglia?

Allora com’è che le donne per prime hanno qualche resistenza a vivere le storie d’amore con leggerezza?

Come fai a recuperare la tua autostima o scoprirla per la prima volta?
Come fai a trovare di nuovo fiducia in te stessa dopo un fallimento o in un momento difficile? Dove trovi tutta la sicurezza che ti serve per avere successo nelle relazioni e nella vita? Scarica adesso l'ebook gratuito "Pronto Soccorso Autostima", ricevilo senza rischi e senza impegno nella tua casella email.

Forse perché si auto censurano? O forse per pudore? O per paura del giudizio degli altri? Per paura di soffrire?

Magari per tutte queste ragioni e anche per qualcun’altra.

Bene.

Si fa per dire…

Mettiamo il caso che a te interessi lasciare andare un po’ di pesi, un po’ di zavorre, qualche sassolino o addirittura macigno relativo alle storie sentimentali.

Passate, presenti, future.

Così facendo potresti muoverti in modo più lieve ed essere percepita come più lieve anche dagli altri. Uomini compresi.

Vivere le relazioni con leggerezza. Come si fa?

Direi che il primo passo, se ti va, è di prendere in considerazione il fatto che vivere le relazioni con leggerezza non significa viverle con meno amore e meno eccitazione. Probabilmente significa viverle con più divertimento. Soffrendo meno.

Probabilmente significa anche non farsi rovinare la vita (la carriera, il lavoro, gli studi, la salute) da una relazione e da un uomo. Magari significa fare un’esperienza che ti arricchisce, che poi è il vero senso della vita. Fare esperienze che non ci distruggano.

Vivere le relazioni con leggerezza non significa essere superficiali, anzi. Significa avere una prospettiva oggettiva su come funziona la vita e su quello che è veramente importante.

Una relazione d’amore non è la vita. E’ solo una parte della vita.

Esserne consapevoli vuol dire evitare i drammi (che non piacciono alle persone equilibrate, agli uomini equilibrati), ed essere sagge e consapevoli.

Il secondo passo è sviluppare il tuo senso dell’umorismo, la tua ironia e la tua autoironia.

Scopri come ridere di più su quel che ti accade, anche di spiacevole e impara a ridere in faccia ai tanti uomini inconsistenti, beceri e volgari che ti avvicinano.

L’ironia è utile, purché non si trasformi in sarcasmo, in causticità (cioè in costante svalutazione di te stessa, degli altri e dei sentimenti). Sennò torni a essere pesante e non va bene.

Quindi di nuovo: coltiva un sano senso dell’umorismo, la capacità di cogliere il buffo e il ridicolo di quel che accade e di riderci sopra, senza rabbia, senza desiderio di rivalsa, di autocommiserazione o di diminuzione dell’altro.

Il terzo passo è riconoscere che la paura di vivere le relazioni con leggerezza viene dalle ferite passate, ma anche da tante convinzioni poco rispettose di te come donna e della tua femminilità, convinzioni che hai preso dal mondo esterno e delle quali ti puoi disfare.

Perché la leggerezza ti serve a fare le cose per bene per te e per gli altri ed essere leggera, non drammatica, non “pesante”, non dipendente, è un punto di forza, non un punto di debolezza.

La leggerezza, in questo senso, è produttiva e creativa.

Lasciare andare certe difese che ci mettono preventivamente contro gli altri, è un atto di liberazione ed è auto protettivo, non autolesionista.

Rimanere chiuse ed arroccate su vecchie convinzioni, idee e posizioni significa essere più fragili, non più forti.

Perché quella strenua e inutile autodifesa “a prescindere”, tra l’altro, succhia energie preziose. Che alimentano altra sofferenza. Pensaci.

Il quarto passo è sperimentare la “leggerezza” un po’ in tutte le aree della vita prima di iniziare con le relazioni. Nei rapporti famigliari, in quelli con gli estranei e con il mondo in generale. Nello studio, nel lavoro e nella carriera.

Il quinto passo è fare un poco alla volta, prendersi il tempo necessario e nello stesso tempo andare avanti. Mantenendo continuità e costanza. Un pezzetto tutti i giorni. Lasciare andare un peso ogni giorno senza mai più raccoglierlo, abbandonandolo per sempre.

Può davvero valerne la pena di vivere le relazioni con leggerezza.

Se vuoi scoprire come lasciare andare i pesi e le zavorre del passato e riaccendere la tua luce, guarda i video di anteprima del percorso Come fare innamorare un uomo e tenerselo.

Come fare innamorare un uomo e tenerselo è un percorso che ti guida passo passo a costruire una relazione vera e autentica, senza snaturarti ma mettendo in luce la tua vera personalità.

Iscriviti all’anteprima video di Come fare innamorare un uomo e tenerselo (clicca qui per vedere subito i video gratuiti e iscriverti gratis e senza impegno).

Lascia un Commento!

151 Commenti

  1. Avatar di Marie

    Marie 2 anni fa (17 Luglio 2019 19:16)

    Lascio qui un pensiero perché oggi ho messo a fuoco uno dei motivi per cui io ancora NON sono in grado di vivere una relazione con leggerezza. Mi muovo in una cappa di insicurezze-aspettative assurde. Quindi quelli in bolla scappano, gli scentrati invece li incrocio di continuo. Per molte/i sarà una banalità, ma solo stasera, chiacchierando con un'amica, ho messo a fuoco che tendo a vedere nella relazione con l'altro una "conferma" del mio valore. Detto in altri termini, se non ho nessuno (è perché) io non valgo molto. Se invece ho un fidanzato/compagno/marito, allora ho valore, sennò non starebbero con me. Questo il meccanismo che mi scatta quando le amiche mi parlano dei loro "lui" (veri o potenziali) e io non ho nessuno. Mi sento come costretta ad ammettere che sono merce avariata e non mi piglia nessuno. Come se dovessi giustificarmi. Idiota (sono). Lo so. Ma almeno l'ho messo a fuoco, anche grazie a questo articolo che in effetti descrive bene i trabocchetti e le fragilità in cui mi divincolo. Non so bene come disinnescare questa prospettiva di fondo, ma ecco la cartina al tornasole della "leggerezza" (e che sia lodata la leggerezza! non dovere e non aspettarsi nulla da nessuno...che meraviglia!) mi aiuta molto ad aprire gli occhi su questo punto.
    Rispondi a Marie Commenta l’articolo

  2. Avatar di FrancescaF

    FrancescaF 2 anni fa (12 Settembre 2019 19:21)

    Care tutte, è un po' di tempo che non scrivo nel blog, ma vi leggo sempre. Sto attraversando un periodo tosto, circa un mese fa scrissi proprio qui un messaggio per raccontare quello che stavo attraversando (fra cui: mia madre con il morbo di Parkinson diagnosticato da poco e mio fratello con problemi psichici e di tossicomania scoperti questa estate appena prima delle mie vacanze...non fatte). Cerco di prenderlo come una sfida (e non come una sfiga...) anche se devo ammettere che vi sono momenti in cui non è affatto facile distinguere le due dimensioni. Mi trovo a dover dosare le energie e a ricaricarle non appena possibile perché sono perennemente stanca. In tutto questo, sono anche alla ricerca di un lavoro e nel frattempo vorrei iniziare un percorso di riqualificazione (molto costoso, fra l'altro, giusto per non farsi mancare fatiche) per cercare di fare quello che davvero voglio. Ho la fortuna di seguire da circa un mese un programma di ricollocamento molto interessante (è un obbligo impostomi dall'ufficio di collocamento, ma lo vivo davvero come un'opportunità). Oltre a fare le canoniche ricerche di lavoro, posso frequentare gratuitamente corsi di formazione molto interessanti e posso lavorare a un progetto con un coach (ho scelto di portare un mio progetto culturale). Ebbene, in tutto questo anche i miei compagni di corso sono interessanti perché l'aspetto relazionale e di scambio non è certo secondario. Non sono propriamente colleghi, sono qualcosa di diverso, essendoci anche un elemento più evidente di solidarietà e il fatto che molti svolgevano professioni completamente diverse da quella che svolgevo io. Ho instaurato un buon rapporto con tutti, anche coi responsabili e i docenti. C'è un ragazzo (compagno di programma) con il quale si parla un po' di più, mi piace come si pone e mi piace fisicamente. Una volta mi ha invitato ad un aperitivo (di gruppo), ha pagato lui, in un'altra occasione mi ha dato il suo numero. Forse è solo gentile, forse ha un interesse: non riesco a decifrare in modo univoco il suo comportamento. Consapevole che neanche il mio comportamento sia facile da decifrare dato che per ora resto sul filo di un'indifferenza cordiale e giocosa. Forse gioca in difesa (o forse in difesa ci gioco io...) o forse non sta proprio giocando. Sono frustrata. La mia frustrazione arriva dal fatto che lui finirà il programma a breve (io sono all'inizio) e potrebbe non succedere nulla. Per carità, se non succede nulla vado avanti come ci sono andata finora, amen. Non mi interessa una relazione: in un momento così pesante della mia vita avrei voglia solo di leggerezza e di una tenerezza passeggera - fossero pure una serata e una nottata - sapendo pure che è single e tenendo presente che la mia ultima "liason fisica" con l'altro sesso risale a due anni fa. Dopodiché lui per la sua strada, io per la mia. Ma se io prendessi la situazione di petto e buttandogliela lo invitassi a un aperitivo (ieri mi ha invitato a una cena di gruppo che ho paccato perché ho già un impegno) col rischio di prendermi pure un due di picche sarebbe da poraccia? Forse è uno stupido timore di debolezza il mio o forse un legittimo desiderio umano. Un mio amicO mi dice di buttarmi e di fregarmene. In alternativa, non ci metto nulla a spegnere l'area del cervello che ogni tanto pensa a lui dedicandomi ai miei interessi e alle mie passioni nonché a due importanti colloqui di lavoro imminenti. Ecco, se qualcuna di voi volesse lasciarmi un punto di vista o tirarmi anche un bicchier d'acqua fredda in faccia...gliene sarei grata! ;-) Buona serata!
    Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 2 anni fa (12 Settembre 2019 20:14)

      Intanto bentornata, o meglio ben rivista visto che ci sei sempre stata! Allora, a te questo ragazzo piace, è gentile, cordiale e hai passato dei momenti piacevoli con lui, e sai che in questo momento non desideri una storia seria. Se sei serena con tutto ciò, ci sono tutti gli elementi per fare tu una mossa un po' più esplicita, ad esempio invitarlo ad un aperitivo o comunque ad un'uscita a due, e vedi la reazione e come ti senti anche tu in sua compagnia. Mi sembra che tu abbia consapevolezza che magari potrebbe essere solo una compagnia di una giornata, quindi perché no? :)
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 anni fa (12 Settembre 2019 21:08)

      Ciao FrancescaF, sono d'accordo con Silvia. Dovresti provare e vivere con leggerezza il momento, se non hai voglia di impegnarti in una relazione in questo periodo per te così delicato. Magari un'avventura è quello che ti ci vuole per ricaricare meglio le batterie, se non hai alcuna aspettativa verso di lui ma solo voglia di divertirti un po'. Altrimenti sarebbe meglio andare più cauti se pensi possa esserci maggiore coinvolgimento da parte tua. In bocca al lupo per la ricerca del lavoro!
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Viviana

      Viviana 2 anni fa (12 Settembre 2019 22:53)

      Ciao FrancescaF, ti sono vicina per il momento delicato che stai vivendo e ti ammiro per la grinta e la positività con cui stai affrontando ciò. Capisco anche la voglia di leggerezza e di un'avventura leggera, però non sono molto convinta dei segnali che ti sta lanciando questo ragazzo, soprattutto per il fatto che prima ti abbia chiesto il numero e poi ti abbia invitato solo ad eventi di gruppo, forse converrebbe prima lanciargli qualche segnale più esplicito (ci sono molti articoli di Ilaria estremamente pratici) e vedere come li recepisce, magari se è realmente interessato a quel punto sarà lui a proporre qualcosa di più concreto. E non lo dico per una questione di fare o non fare la prima mossa, ma perché le delusioni, anche se si hanno gli anticorpi per passarci sopra, debilitano sempre un po' la propria autostima e tu in questo momento hai bisogno di non disperdere le tue energie. In bocca al lupo per la ricerca di lavoro.
      Rispondi a Viviana Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 anni fa (12 Settembre 2019 23:43)

      Ho l’impressione che tu sia confusa per tuo conto. Altrimenti non staresti qui a lambiccarti per una notte si o no. Una notte può seguire anche un aperitivo di gruppo, e forse è quello a cui punta anche lui. Invito poco impegnativo, che può fornire l’occasione a te per un passo più esplicito... ed è chiaro ad entrambi che è un’avventura, senza bisogno di aprire dibattiti. Ma a te non viene spontaneo, o sbaglio? E quindi, perché?
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 anni fa (13 Settembre 2019 10:22)

      Ciao Francesca, mi scuso con Ilaria se è un commento mandato per la seconda volta, ma non sono sicura di avere inviato correttamente il precedente. Secondo me, il problema è che sei confusa tu, altrimenti un invito ad aperitivo di gruppo può essere l’occasione più che giusta per inviare segnali espliciti di disponibilità ad una avventura. Forse è quello che cerca anche con lui, con un invito “light” e meno impegnativo di una uscita a due. Mi sembra una situazione “casual” che forse farebbe meglio a restare tale. Ma se a te non viene spontaneo e ti fai tutte queste domande, scenari e ragionamenti ... che senso ha?
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 2 anni fa (13 Settembre 2019 22:03)

      Eccomi, ragazze, vi ho lette ora. Rispondo con un unico messaggio e non ai singoli in modo da non intasare il feed. ;-) Grazie di cuore a tutte, innanzitutto. Per Silvia ed Emilia, lo spirito è proprio questo, non è che ci voglia la scienza infusa, in effetti. Per dire, stasera ho proposto a un altro compagno di corso un aperitivo a due, cosa facile, perché avendo unicamente un interesse di scambio in amicizia non esiste neanche il timore di passare per "poraccia in cerca" / Per Viviana, il rischio del rifiuto c'è, hai ragione, ma è un rischio calcolato, diciamo così: ho avuto storie fortemente deludenti e il rifiuto di un ragazzo che a breve non rivedrò più posso reggerlo e scordarlo presto. In realtà, è lui ad avermi dato il suo numero perché aveva scoperto che saremmo andati ad uno stesso evento e mi aveva chiesto di chiamarlo quando sarei arrivata / Per AnnaV, la mia è più una mia fisima su come apparirei se facessi la parte di quella che parte per l'approccio. Non ho capito su cosa mi vedi confusa, invece. Il busillis è questo: non voler passare per un'assatanata (è la paura del giudizio degli altri più sopra nell'articolo, alla fine).
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 anni fa (14 Settembre 2019 0:46)

      Confusa nel senso che non ti senti a tuo agio ma (o perché) vuoi una avventura. Perché ti rimetti in una situazione che ti crea disagio? Dov’è la leggerezza?
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (14 Settembre 2019 13:05)

      Francesca F. io quando ho letto la tua storia sono stata colpita più di tutto dal fatto che lui ti ha invitato a un aperitivo di gruppo ma tu quella sera hai un altro impegno. Immagino e non discuto che si tratti di un impegno importante e improrogabile e sono io la prima a sostenere che non bisogna cambiare le proprie priorità per un uomo, nemmeno quasi quando lo si è sposato, quindi immagina... Di fatto era una buona opportunità e spesso rimango stupita da quante mail ricevo di donne letteralmente disperate (non è il caso tuo) che mi chiedono come attrarre l'attenzione di un uomo e mi specificano che un paio di volte, invitate fuori da lui non sono uscite perché "avevano un altro impegno"... Faccio questa considerazione, così a freddo. Ovvio che una persona che conosci appena non può essere l'amore di una vita. Mi chiedo quale sia la differenza tra invitare fuori un ragazzo che non interessa e dare per scontato che non si risulti assatanate e invece avere paura di correre questo rischio con un ragazzo che interessa. Sì. La differenza emotiva la conosco bene, non venitemela a spiegare. Se davvero vuoi una storia leggera con questo, un sasso lo puoi lanciare. E' anche necessario persuadersi che i rifiuti fanno parte della vita - guarda quanti meno prendono i miei commenti :D :D :D e io resisto senza nemmeno un sostegno psicologico :D :D :D - e che si vince attraverso le difficoltà, gli ostacoli e i rifiuti, non in assenza di tutto ciò. La vita è questo. Così siamo adulti, grandi, maturi. Pensa ai tanti rifiuti che prendono gli uomini... Insomma, qui, più che pensare a lui, bisogna concentrarsi sul depaturniazzizzarsi.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 2 anni fa (15 Settembre 2019 19:46)

      Ragazze, che dire? Sì, è una paturnia ponderosa, perché di fatto mi trovo fuori dalla mia zona di comfort. Cosa che da un lato mi stuzzica, perché sento che può addolcire il peso del momento attuale, dall'altra mi frena perché c'è la paura del giudizio altrui, un po' come tutte le scene che si fanno nell'entrare in acqua fresca quando sei accaldato. "Mi chiedo quale sia la differenza tra invitare fuori un ragazzo che non interessa e dare per scontato che non si risulti assatanate e invece avere paura di correre questo rischio con un ragazzo che interessa." >> nessuna, nei fatti, nessuna. E' chiaramente una differenza illusoria alimentata unicamente dalla mia mente. Quanto alle uscite in gruppo: è vero, era senz'altro una buona opportunità per passare del tempo con lui, "giocare" e vedere se andava avanti anche con quello che aveva fatto al primo aperitivo in gruppo (stare accanto a me, farmi domande, pagare lui, etc.). D'altronde, ce ne sono diverse di opportunità così, tutto il gruppo sta insieme in ufficio tutto il giorno dal lunedì al venerdì, per cui confido di avere un po' di spazio di azione per trovarmi in situazioni simili oppure per crearne io stessa. Lanciamo il sasso, sperando di non colpirlo in un occhio. :-D p.s. Ilari,a mi sono sempre chiesta come fai a resistere granitica, incrollabile e imperturbabile a tutti quei meno. :-D :-D :-D
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (15 Settembre 2019 20:19)

      Mi avvalgo della facoltà di non rispondere ;)
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 2 anni fa (24 Settembre 2019 20:15)

      Ed eccoci qua: il sasso è tratto. Eh, nulla. Visti alcuni segnali, attenzioni e complimenti vari, ho approfittato della comune passione per l'arte per invitarlo a un'esposizione che sapevo gli interessava ma a cui aveva espressamente detto di non volerci andare da solo. Mi ha detto che aveva un impegno, ma che poi mi avrebbe raggiunto. Voi lo avete visto? Io no. Non solo non mi ha raggiunto, non mi ha manco avvisato. Lo vedo solo continuare a fare le carinerie al centro, tipo tenermi la porta, etc etc. Stica**i! Quanto a me ho deciso di diventare socia onoraria di "ADIOS" - Associazione Donne Indipendenti Oltretutto Stoiche. Aggiungerei che non è vero che molti uomini vogliono portarti solo a letto: spesso, non sono neanche più capaci di far "solo" quello.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 anni fa (25 Settembre 2019 12:06)

      Ahahahaha 😂 Esatto FrancescaF, condivido l'ultima riflessione. Ho avuto anch'io esperienze di questo tipo... Uomini incapaci di fare sesso, pure se gliela offri su un vassoio. Perdonate la delicatezza... 😅😂
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 anni fa (25 Settembre 2019 12:15)

      Oppure: prossima volta segui la pancia. Non ti sentivi a tuo agio, forse perché non era tutta sta gran bella persona.
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 anni fa (25 Settembre 2019 13:56)

      Fra l'altro, riflettendoci, un invito a una mostra non è un invito da avventura, ma da amicizia o da corteggiamento. Non esiste quasi più l'avere avventure e frequentarsi.
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 2 anni fa (25 Settembre 2019 15:20)

      Può essere, Anna, bisogna tenere presente che io e lui ci vediamo tutti i giorni, a volte seduti vicini, in un contesto che è di fatto professionale anche se non siamo al lavoro. L’avessi incontrato in discoteca mi sarebbe risultato più facile. Un paio di giorni prima ho proposto aperitivo al volo mezz’ora prima delle 18 a tutti (parliamo di 30 persone). Lui ha accettato subito dicendo che non poteva restare molto perché aveva un impegno (alla fine però un’ora e mezza è rimasto) e poi ha accettato un’altra persona, stop. Da un aperitivo di gruppo è diventato aperitivo a tre (poi a due ma con l’altro...LOL). Spero almeno ridiate di ‘ste cose, eh, ve le racconto per questo. Fossimo stati solo io e lui sarebbe forse stato diverso (?), ma pensa un po’ che io volevo fare il gruppo e siamo finiti grottescamente in tre. Ho deciso allora di fare questa manovra, mi è venuta anche piuttosto spontaneamente. Mi avrebbe voluto raggiungere dopo la chiusura dell'esposizione (quindi cena o dopocena), controproposta fatta da lui che per me andava bene e poi da lui disattesa. Di certo se fai una controproposta (mica sei costretto a farla) o la rispetti o avvisi, se la ritiri. Regole di base anche fra aspiranti ginnasti da letto. Sono rimasta in centro e mi sono scolata tre aperitivi da sola, e fanbrodo! Lui vorrebbe quagliare ma teme che io punti a qualcosa in più? Chi può dirlo? Nessuno. Tiremm innanz con l’associazione. :)
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Atolla

      Atolla 2 anni fa (25 Settembre 2019 18:21)

      FrancescaF, ma meglio, almeno ora non hai più alcun dubbio che costui sia un inutile pirla. Se ti può consolare, anni fa avevo conosciuto un tale, ad un aperitivo, con cui ci era pure scappato il limone a fine serata, e mi aveva dato un passaggio a casa. Siccome c'era interesse a rivedersi, diciamo non proprio per giocare a freccette, prendiamo accordi in tal senso ma la sera dell'appuntamento mi manda un messaggio per disdire in quanto avrebbe finito tardi di lavorare. E vabbé rimandiamo. La seconda volta dovevo andare a casa sua, una domenica pomeriggio. Mi avvisa che però era invitato a cena a casa della madre, quindi ci saremmo salutati per le 8 massimo. Acconsento, tanto l'ormone prevaleva sul resto. Prima di uscire stavo chattando su msn con un'amica, entra lui in chat e scambiamo qualche frase, lui molto intrigato dall'imminente pomeriggio di passione, io anche, confesso. Finito di prepararmi, stavo per uscire, avevo appena preso la borsa, mi arriva un suo sms in cui mi dice che non possiamo vederci perché sua madre aveva bisogno di lui. Aveva forse avuto un malore? Si era fratturata un braccio? Era stata rapinata? Le si era allagata casa? Niente di tutto questo, si era rotto il bastone di una tenda e voleva che il figlio gliel'aggiustasse subito (notare che doveva già andarci a cena), perché poi durante la settimana (lui) non avrebbe avuto tempo e modo. Ogni commento mi pare superfluo.
      Rispondi a Atolla Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 2 anni fa (25 Settembre 2019 19:28)

      @Atolla. Uhm...interessante. Io credo che il bastone si fosse rotto a lui. :-D
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (25 Settembre 2019 19:36)

      :D :D :D Ci sono bastoni molto delicati... Soprattutto di questi tempi :)
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Atolla

      Atolla 2 anni fa (25 Settembre 2019 21:07)

      A tipi come questo il bastone bisogna romperlo in testa :D Ah ma ho tralasciato di raccontare che non gli erano bastati due bidoni - al prezzo di uno come i fustini - me ne ha tirati altri due, poi. Voi direte: ma perché gliel'hai permesso? In realtà già mi aspettavo altri bidoni, volevo vedere a quale gradazione di marron riusciva ad arrivare con le sue figure di kakka, infatti non mi aveva né scombinato gli impegni né rovinato l'umore, e al quarto bidone avevo replicato al suo ennesimo sms di disdetta che si era reso sufficientemente ridicolo per i miei gusti e poi addio per sempre.
      Rispondi a Atolla Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (26 Settembre 2019 13:41)

      Ovviamente per quanto riguarda la prima frase, si tratta di una battuta e di una provocazione ironica che non ha nessun contenuto di reale intenzione ;)
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 2 anni fa (26 Settembre 2019 14:50)

      @Atolla/Ilaria. Non potrebbe essere che figurato anche perché devo dire che in genere (parlo per me) dinnanzi a persone del genere più che rabbia (tranne quella del primissimo momento), mi viene da provare quasi pena. 
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (26 Settembre 2019 15:04)

      Sì, ma non esageriamo con la pena. No. Pensiamo ai fatti nostri e a goderci la vita. La pena per questi è proprio sprecata. Ci vuole compassione, empatia, amore, per chi ne ha davvero bisogno.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 2 anni fa (26 Settembre 2019 15:20)

      Compassione ed empatia li vedo come sentimenti forti, positivi e costruttivi e pure molto coinvolgenti. La pena è naturalmente riservata ai poracci o ai poretti ed è un sentire flebile, che secca presto. Almeno, nel corso del tempo ho fatto mio questo distinguo.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 anni fa (26 Settembre 2019 16:44)

      Compassione amore ed empatia per gli altri fanno bene a noi. Se non altro per non fare come quelli che si comportano da imbecilli. In questo senso “mi fa pena” mi pare una buona espressione. Se uno ti fa pena, non lo imiti, quindi non restituisci pan per focaccia e ti sfili alla grande.
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Atolla

      Atolla 2 anni fa (26 Settembre 2019 15:25)

      Ma infatti, piuttosto la bacchettata sulle dita come ai bambini a scuola molti anni fa :D oppure, ancora meglio, una sonora pernacchia come insegna Eduardo ne "L'oro di Napoli" :P
      Rispondi a Atolla Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (26 Settembre 2019 15:31)

      La seconda che hai detto. Come se non ci fosse un domani...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 2 anni fa (26 Settembre 2019 15:43)

      In effetti! Fantastico il pernacchio di Don Ersilio Miccio :-DDD (per chi non lo ha mai visto: https://youtu.be/D-qowrEufko)
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Atolla

      Atolla 2 anni fa (26 Settembre 2019 18:56)

      @FrancescaF don Ersilio è un mito assoluto! Auspico "Più pernacchie per tutti (i poracci)". Pernacchie in dolby surround anche per i fedelissimi nullafacenti che si riversano in massa qui ogni giorno ad elargire segni meno. Poi dice che il PIL non cresce, e te credo, con gente così lavativa...
      Rispondi a Atolla Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 anni fa (26 Settembre 2019 19:41)

      :lol:
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 anni fa (25 Settembre 2019 21:47)

      @FrancescaF, Uahahahahahahahaha... Morta!
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 2 anni fa (26 Settembre 2019 12:03)

      @Emilia. :-D Umorismo e aperitivi se no non se ne esce. 😆
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 2 anni fa (25 Settembre 2019 13:57)

      Ciao FrancescaF, ci hai provato e il risultato non e' stato all'altezza. Ci sta che tu ne sia rimasta un po' scottata, nonostante fossi pronta a vari finali. A dirti la verita' pero', mi sa che non hai perso granche' ;)
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ally

      Ally 2 anni fa (25 Settembre 2019 21:48)

      Si direi che tra l uomo Ikea e il desaparecido non vi siete perse sto granché. Spiace sicuramente ma state un passo avanti :) next! Un abbraccio
      Rispondi a Ally Commenta l’articolo

  3. Avatar di Shy

    Shy 2 anni fa (21 Novembre 2019 10:45)

    Secondo voi...se non mi trovo d’accordo con una parte degli amici del mio ragazzo, faccio male a dirgli di andare con loro senza di me? Per me non è un problema...mi fido di lui, e gliel’ho detto. Tuttavia vuole che vada perché hanno invitato anche me...ma io so che starò a disagio tutta la sera...purtroppo li ho già conosciuti e proprio non mi vanno giù. Che posso fare?
    Rispondi a Shy Commenta l’articolo

  4. Avatar di Cesarina

    Cesarina 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 18:18)

    Grazie Vic! Il problema è che ho già la risposta. Ora invece che cercare la leggerezza per trovare un altro modo per accontentarmi, per essere l'amante perfetta e non "pesante".. Beh ora devo accettare la verità per quella che è ed avere la leggerezza di lasciarlo andare. Perché la leggerezza non serve a perseguire i propri obiettivi di relazione ma la leggerezza serve nell'accettare la verità e passare oltre. Perché posso anche stare lì per accrescere la mia sensualità o per essere amata nei giorni pari e non nel weekend ma non è quello che voglio e non c'è nulla di male nel desiderare altro. Lo vorrei con lui ma ehi, non si può piacere a tutti c'est la vie
    Rispondi a Cesarina Commenta l’articolo

  5. Avatar di Cesarina

    Cesarina 12 mesi fa (4 Dicembre 2020 17:06)

    Ciao ragazze, innanzitutto grazie Ilaria! Questo articolo è una bella luce che illumina il percorso di noi altri. Stavo cercando informazioni sulla leggerezza e mi sono imbattuta nel tuo articolo e poco sotto in quello di un noto psicologo che consiglia alla donna che gli scrive (questa donna ha una storia con un uomo sposato con figli ed è impantanata) di vivere l'amore con un'altra verve. Di lasciarsi andare e vivere l'amore per quello che è. Ecco io ho letto quello e ho pensato: mio dio quanto mi piacerebbe. Adorerei poter vivere l'amore così: mi sta facendo riscoprire il mio eros, lo amo, passiamo momenti bellissimi. Ma ecco ne sono incapace. Perchè se ti amo io voglio poterti chiamare il sabato sera quando tu magari sei a cena con tua moglie. E a questo punto mi chiedo: ma come si fa a vivere così con leggerezza se io fondamentalmente ti amo e vorrei fare le code alla cassa del supermercato e pagare le bollette con te e non solo farmi trovare in autoreggenti ed invece di costruire ricordi costruire chat su whatsapp?
    Rispondi a Cesarina Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 12 mesi fa (4 Dicembre 2020 20:08)

      Non se po' fa', Cesarina. Vivere l'amore con leggerezza, in questo caso implica il goderselo giorno per giorno, senza aspettative, sapendo che lui è sposato e noi siamo "l'altra". Vuol dire prendersi il meglio senza aspettarsi che la situazione evolva. Che poi magari, proprio perché la prendi così, succede. Ma se lui ti ha scelto come amante è proprio perché vuole leggerezza, passione, risate, senza stare a pensare, appunto, alle bollette, alle file, ai problemi della vita. Se aspiri a prendere il posto della moglie non puoi essere "leggera", puoi fingere di esserlo mascherando le tue emozioni con autoreggenti e rossetto, ma alla lunga non durerai. Dopo un po' di tempo comincerai a fargli pressioni per fare una scelta tra te e la moglie e, se passeranno mesi o anni e la situazione non sarà cambiata, inizierai a sentirti sempre più insofferente, trascurata e presa in giro. Come potresti viverla con leggerezza, non essendo quantomeno bipolare? Quindi, il punto è: tu lo ami ok, ma lui? È tutto lì. Se si innamorano davvero lasciano le mogli, altrimenti lasciano le amanti diventate pesanti per altre più "leggere" (apparentemente leggere).
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di Cesarina

      Cesarina 12 mesi fa (4 Dicembre 2020 21:29)

      Grazie Vic! Ma quindi sbaglio io.. Chi è leggero magari ottiene cosa vuole. Io e tutta la mia voglia di stare con lui non facciamo che allontanarlo 😳 È così facendo sono pesante per me e per gli altri.
      Rispondi a Cesarina Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 12 mesi fa (4 Dicembre 2020 22:43)

      Vorrei saperti rispondere chiaramente, vorrebbe dire stare un pezzo avanti. Magari. Penso che chi sa mantenere un certo distacco dal risultato e persegue un obiettivo senza farsi travolgere dalla paura di fallire, abbia più chance di vittoria. Gli empatici in questo partono svantaggiati, perché si affezionano subito, si coinvolgono subito. E se sei coinvolto manchi di lucidità e leggerezza. Anzi, la paura di perdere quella persona è una zavorra che ti appesantisce ulteriormente e, a volte, proprio quello che temi maggiormente si verifica. Comunque, non ti colpevolizzare. Cerca di capire cosa prova lui per te. Seriamente, non barare. Non te la raccontare. Guarda i segnali e codificali. Poi pensa a cosa fare eventualmente in caso non positivo. Per uscire dalle sabbie mobili c'è sempre una liana. Indiana Jones docet.
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 12 mesi fa (4 Dicembre 2020 23:19)

      (mi ero persa un pezzo) Sì, Cesarina, sbagli tu. Sbagli tu perché vuoi far passare una manciata di briciole secche per una torta di Saint Honoré. E mentre le ingoi ti dici "mazza quanto sono buone" mentre, scendendo, ti graffiano la gola e ti fanno venire acidità di stomaco. Sbagli tu. Ma non con lui (chissenefrega di 'sto qua, chi è???): sbagli con te stessa. Sbagli a trattarti come ti stai trattando. Ultimamente leggo un sacco di commenti dai quali gronda una bisognosità a dir poco spaventosa...con una bisognosità simile si rischia di diventare preda di chiunque e ricattabili da chiunque. Non si può, no davvero. La tua aspirazione è fare le code al supermercato? Forse, un'aspirazione in amore potrebbe essere sperare di incontrare qualcuno che si impegni a soddisfare bisogni un po' più profondi che fare una fila insieme al supermercato (pur capendo la tua metafora). E poi bisogna darsi un minimo di regole: uomini sposati niente. Sciò, via, sparire. Torniamo un po' alla vecchia disciplina, che questo mondo così incasinato ci ha fatto perdere.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 16:51)

      Sul mettersi dei paletti sono d'accordo con te, Fra. Sul darsi la colpa un po' meno. Parlerei piuttosto di essere responsabili di e con sé stessi. Che già ci auto-diamo delle mazzate da noi a sufficienza... :D
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 19:27)

      Ciao Silvia. Forse non ho ben capito a cosa tu ti riferisca nel mio discorso. In generale, credo si possa ammettere di sbagliare senza darsi mazzate. Credo piuttosto che le mazzate se le stia dando stracciandosi le vesti per questo qua. Si sbaglia, nella vita si sbaglia eccome (ci sono momenti in cui io mi sdoppierei per prendermi a ceffoni). Pensare di non farlo e di non doverlo fare è l'altra mazzata del perfezionismo. L’importante è riconoscerlo il prima possibile, imparare la lezione e non crogiolarsi nell’idea di aver sbagliato. La cosa figa di questo blog è poter imparare anche dalle altrui esperienze. Il blog andrebbe letto *prima*. Mentre alcune (tante) approdano qua *dopo* esponendo la loro disperazione senza approfondire i perché di certe dinamiche e fare mente locale su molti temi. Certe regole vanno seguite, così, anche per un pizzico di solidarietà nei confronti della “tradita” (che, poi, magari è una stronza lei pure ma va be'...), ma soprattutto per proteggersi. La protezione è la prima regola e non è un paletto, cioè non è un ostacolo ma è una risorsa. In questo senso si può parlare di responsabilità. Con la storia del “al cuor non si comanda” (ammesso sia il cuore e non qualche altro organo...) ci si fanno danni sonori (per quanto mi riguarda il noto psicologo può accomodarsi al quel paese). Altra frase "vivere l'amore per quello che è": è cosa? L'amore è impegno, è volontà, è reciprocità. Non è mica la neve che casca dal cielo. Questa idea "casuale" dell'amore è strapericolosa. Perché poi bisogna stare attente che il confine tra tenerezza verso di sé (fondamentale) e indulgenza (ambigua) è labilissimo specie quando la nostra mente è annebbiata dal pensiero di uno stronzo. L'unica cosa che ora Cesarina può fare è prendere immediatamente le distanze, perché deve cercare di vedere le cose a mente fredda e magari imparare anche a conoscersi. Io credo che pochissime di noi si conoscano davvero...
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 12 mesi fa (6 Dicembre 2020 19:59)

      Ciao Francesca, sbagliamo e si può sbagliare, eccome. Il blog infatti ci aiuta a tracciare una linea mentale verso cui andare, un percorso. Ci permette di tirare il fiato sapendo che siamo in compagnia - e che bella compagnia, per di più! - senza cadere nella auto-indulgenza del 'io sono come sono'. Il messaggio che volevo far passare, e scusami se sono stata sintetica nel primo messaggio, è che il concetto di responsabilità verso noi stessi mi pare più funzionale di quello di colpa. Non per una falsa pudicizia nel non voler riconoscere i nostri errori o i passi falsi. Ma perché credo che la maggior parte di noi già tenda di suo a mettersi sotto una pialla stile graufre belga. Il concetto di responsabilità presuppone una presa di coscienza positiva, un voler agire per e verso se stessi.
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 12 mesi fa (6 Dicembre 2020 21:01)

      Ciao Silvia. Sul fatto che il concetto di responsabilità sia più utile di quello di colpa per i motivi che elenchi non ci piove. Lo vado dicendo anche io da tanto. Quando si sbaglia, responsabilità è anche riconoscere con onestà d’averlo fatto e, se necessario, chiedere scusa (a sé stesse in tal caso), insomma, di essere “capaci a rispondere”. Una delle nostre prime responsabilità è quella di agire limitando le condizioni che ci rechino danni e una di queste è evitare di mettersi o frequentare o far sesso con un uomo sposato. Perché non mi pare che Cesarina si fustigasse su questa specifica cosa, piuttosto sulla spesa al supermercato, quindi mi sono sentita, senza infierire, di dire la mia, suggerendo che, magari, forse, evitare gli uomini sposati è una regola da darsi. Per evitare poi di dispiacersi del fatto di avere - come minimo - un uomo indisponibile (che per inciso è uno stronzo). Visto che già dobbiamo selezionare milioni di stronzi che circolano nell’aria come i pollini ad aprile, per lo meno non andiamoceli a cercare...
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 12 mesi fa (6 Dicembre 2020 22:28)

      Era una riflessione che ho fatto anche per me stessa, perché la parola 'colpa' la sento, io, per prima, come un po' tagliente. Ai miei occhi, responsabilità dà più respiro, ecco. In ogni caso, mi era chiaro che volessi essere di supporto a Cesarina. Grazie per lo scambio, Francesca.
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 12 mesi fa (6 Dicembre 2020 22:45)

      Respons-abile, capace di dare una risposta, di avere una reazione, di compiere un'azione, questo significa essere responsabile. Essere colpevole, che cosa significa?
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 12 mesi fa (6 Dicembre 2020 23:29)

      Figurati, Silvia, forse c'è stato un po' di malinteso fin dall'inizio perché io la parola "colpa" non l'ho utilizzata né il mio discorso voleva suscitare alcun senso di colpa, tutt'altro, e quindi ho preferito spiegare. Grazie a te per lo scambio. Buonanotte.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 12 mesi fa (7 Dicembre 2020 12:21)

      Sisi, Francesca, e' vero, non sei tu ad aver usato la parola colpa. Hai piuttosto fatto cenno al fatto di aver sbagliato. Sono io che ho fatto 2+2, ossia che voler sbagliare volesse necessariamente dire averne la colpa. Ilaria, ero curiosa e sono andata a vedere la definizione di colpa del Collins Dictionary: "La colpa di qualcosa di brutto che è accaduto è la responsabilità di averlo causato o di averlo lasciato accadere."
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 12 mesi fa (7 Dicembre 2020 13:14)

      Diceva quello, uno dei pochi da ascoltare, con la sua viva voce: "Chi è senza peccato, scagli la prima pietra". Una frase che è uno slogan potentissimo. Siamo tutti imperfetti e non dobbiamo giudicare.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 12 mesi fa (7 Dicembre 2020 13:40)

      Molto azzeccata, questa frase, Ilaria. Dal canto mio, quella del giudizio severo è una parte di me che, da un lato, sto piano piano cercando di smussare - tipo con la limetta! - e dall'altro di prendere un po' in giro, bonariamente. Mi spiazzo quasi da sola quando mi auto-faccio dell'ironia :D
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 12 mesi fa (7 Dicembre 2020 14:12)

      Ciao Silvia, ho detto che sbagliava, sì, nei propri confronti, a trattarsi così, accontentandosi delle due briciole che questo individuo le concede ogni tanto. Il mangiare le briciole lo abbiamo fatto in tante e quando l'ho fatto io avrei voluto che qualcuno mi mostrasse il mio "punto cieco". Credo sia possibile riconoscere di sbagliare senza sentirsi in colpa, intendendo con questo di vedere l'errore per quello che è per poi spostare il proprio sguardo in modo utile per sé. Cesarina ad un certo punto ha detto che cercava "scuse" nella leggerezza per stare in questa situazione di estrema scarsità affettiva. C'è l'errore - umano e ineliminabile dalla nostra vita - e poi c'è il modo in cui reagiamo all'errore e penso sia lì, in quello spazietto tra errore e reazione al nostro errore, che si insinua il senso di colpa, naturalmente se glielo permettiamo. Comunque tengo a dire che se le mie parole hanno offeso Cesarina, me ne scuso.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 12 mesi fa (7 Dicembre 2020 18:55)

      Scusa tu, Francesca. Pensavo di aver espresso un mio pensiero alternativo, ma ne è saltato fuori un gran pasticcio. La cosa che mi preoccupa un po', diciamo, e che non me sarei resa conto del tuo tono o del giudizio, se tu e Ilaria non me l'aveste fatto notare!
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 12 mesi fa (7 Dicembre 2020 22:32)

      Ma no, Silvia, ma che pasticcio!? Mica ti devi scusare, scherzi! È comunque una cosa che resta da leggere per chi passa di qua e che può suscitare qualche riflessione in un modo o nell’altro, magari, e comunque è servito per spiegarsi, magari anche a chiarire a Cesarina quel che ho scritto. Sappiamo benissimo che per via scritta da dietro uno schermo è un attimo fraintendersi. L’importante è mantenere toni pacati, come si è fatto, per arrivare a chiarire le cose magari anche dentro di noi (non so voi ma a volte quando scrivo mi chiarisco io stessa delle cose). Poi - quando tutto questo sarà finito perché dovrà finire prima o poi - aspettiamo il corso residenziale di Ilaria 😊 così potremo parlarci di persona e credo proprio sarà tutto estremamente più facile e piacevole (non che non sia piacevole anche qua). Buona serata e buonanotte! 😊
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 12 mesi fa (8 Dicembre 2020 9:51)

      Ciao Ilaria, ciao FrancescaF. 😊 Ma il corso residenziale si farà? (Ovviamente quando sarà possibile...)
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 12 mesi fa (8 Dicembre 2020 23:05)

      Onestamente credo che dopo tutto questo un corso residenziale sarà molto importante. Voi che ne pensate? Avremo tempo per ragionarci e proporre qualcosa di veramente utile, che arriverà al momento gisuto.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 12 mesi fa (8 Dicembre 2020 23:21)

      A me piace molto l'idea, Ilaria 😊 Spero che si potrà realizzare in qualche maniera.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Maria

      Maria 12 mesi fa (11 Dicembre 2020 19:16)

      Che bello! Piacerebbe anche a me partecipare.
      Rispondi a Maria Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 12 mesi fa (9 Dicembre 2020 8:29)

      Assolutamente @Francesca, ci siamo capite tra noi e certamente ho capito qualcosa in più di me! @Ilaria e tutte, il corso residenziale è una splendida idea. Per conoscersi, che con te e tante di noi sono veramente tanti anni di blog insieme. E poi, passato questo 2020 in cui i contatti e le relazioni si sono fatte quantomeno più rarefatte, a me piacerebbe molto. Se si svolgesse su due giorni (anche se questo ha implicazioni) potremmo creare un momento di riflessione dopo il primo giorno e darci un riscontro 'live' quello successivo. Continuiamo a parlarne.
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Viviana

      Viviana 12 mesi fa (9 Dicembre 2020 10:52)

      Concordo con te Silvia, sarebbe bello se si svolgesse su due giorni e in generale trovo veramente interessante quest'iniziativa!
      Rispondi a Viviana Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 12 mesi fa (9 Dicembre 2020 12:29)

      Mi auguro che ci sia posto anche per noi ometti. Sarebbe davvero bello conoscerci.
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 12 mesi fa (11 Dicembre 2020 12:33)

      Anch'io aderisco all'iniziativa, servirebbe a tutti :)
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 12 mesi fa (7 Dicembre 2020 14:40)

      Ah, dimenticavo, e dicendo quel che ho detto non intendevo minimamente far discendere che lui invece faccia bene e sia libero di fare quel che fa. A lui ho dedicato giusto due parole che sono anche troppe. Un "uomo", si fa per dire, che si comporta così, usando chi gli sta intorno, non è qualificabile se non col il termine "stronzo". A me interessava unicamente concentrarmi sulla situazione interiore di Cesarina. Buon lunedì.
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Cesarina

      Cesarina 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 18:28)

      Grazie FrancescaF! Sì cercavo con la leggerezza una nuova "scusa" per poter stare in questa situazione e nutrirmi delle briciole. Hai ragione forse il supermercato non è la massima aspirazione ma sono caduta talmente in basso che mi sembra un bottino sublime (non è vittimismo ma chiarezza nel vedere le cose).
      Rispondi a Cesarina Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 23:33)

      Eureka, Cesarina, eureka! Tu dici di amare lui. Ma tu, quanto ti ami?
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Serena

      Serena 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 7:58)

      Cara Cesarina, non sai quanto ti capisco! Il presupposto però non sta in piedi: l'unica regola per vivere con leggerezza un rapporto del genere è non innamorarsi e chiudere appena subentrano i sentimenti. Il problema è che poi una non lo fa, più si innamora e più si invischia, anche se continua a ripetersi che quello non è amore bensì ossessione, scarsa autostima, schemi affettivi disfunzionali... Più passa il tempo e più ti invischi, c'è poco da fare. Per vivere con leggerezza una storia con un uomo sposato devi trattarlo come lui tratta te, usandolo. È brutto da dirsi ma è così. Vuoi risvegliare il tuo eros? Ok, ma appena lo hai risvegliato devi tagliare e andare a esprimerlo con qualcun altro. È una dura legge ma funziona così.
      Rispondi a Serena Commenta l’articolo

    • Avatar di Cesarina

      Cesarina 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 18:31)

      Grazie Serena! Effettivamente non c'è un altro modo se non quello di cambiare il proprio modo di agire. Se tutto resta uguale nulla cambia!
      Rispondi a Cesarina Commenta l’articolo

    • Avatar di Laura

      Laura 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 11:53)

      La domanda è se una relazione in cui manca la serenità di vivere a viso scoperto, la libertà di poter cercare l'altra persona quando se ne sente il desiderio, la tranquillità di non dover pensare in qualunque momento che può scoppiare la tragedia (perché si viene scoperti, perché succede qualcosa che costringe a troncare in fretta e furia, ecc ecc) possa garantire quel minimo sindacale di qualità della vita che è base imprescindibile per potersi permettere la leggerezza. Alla leggerezza, secondo me, si arriva togliendo l'inutile, il superfluo, il dannoso. Non ci si può arrivare costringendosi ad una situazione in cui manca l'essenziale.
      Rispondi a Laura Commenta l’articolo

    • Avatar di Cesarina

      Cesarina 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 18:35)

      "Alla leggerezza, secondo me, si arriva togliendo l'inutile, il superfluo, il dannoso. Non ci si può arrivare costringendosi ad una situazione in cui manca l'essenziale." Grazie Laura! Questo me lo tatueró nella mente! L'essenziale non è uguale per tutti ma ognuno deve perseguire il proprio accettandolo ed accettando quello degli altri.
      Rispondi a Cesarina Commenta l’articolo

    • Avatar di Fabio

      Fabio 12 mesi fa (6 Dicembre 2020 0:27)

      Vivere un rapporto con leggerezza, secondo la mia sensibilità, lo puoi fare solo con una persona che conosci una amica/un amico, che ti piace fisicamente, ma non sei "compatibile" come filosofia di vita, e che in un particolare momento, di comune accordo, ci si vuole "rillassare, soddisfare" reciprocamente, senza costruirsi dei domani insieme, perché già ci si conosce e non si desidera niente di più del sesso e della tenerezza. È sbagiato farlo con un estraneo, non lo conosci, non conosci i suoi sentimenti, le sue aspettative la sua vita i suoi ricordi, sarebbe solo un atto meccanico, solo per il proprio piacere e probabilmente lascerebbe un senso di fallimento dei propri sentimenti, un po' come andare a pagamento solo che qui è gratuito; peggio ancora è cercare l'amore con una persona traditrice, una persona da evitare non da rincorrere, tradisce il proprio partner, vuoi che non lo faccia o farà pure a te, che stima puoi avere di un simile individuo? Se dai valore ai tuoi sentimenti e rispetti le persone evitando anche di farle soffrire, eviti certe situazioni, e gestire del sesso con leggerezza non è così facile. Le domande e le risposte bisogna immaginarsele prima, non dopo, è meno doloroso. Fabio
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 16:47)

      Ciao Cesarina, secondo me c'è da fare una premessa. Cioè capire quello che si vuole o a cui si aspira da una storia con un uomo. Ci sono varie possibilità, a seconda che ci si voglia una storia a lungo termine, conoscere la propria sensualità oppure si sia in un momento di transizione. Qualsiasi sia la situazione, non mi auto colpevolizzerei. Se ci troviamo in una storia con un uomo che è sposato o comunque dimostra di non voler impegnarsi con noi, e invece noi vogliamo il contrario, è la persona con cui stiamo che non fa per noi. Ed eventualmente il nostro desiderio di volerla trasformare in qualcuno che non è. Il nostro desiderio di avere una storia importante e condividere la quotidianità è legittimo e ci sta tutto. Con la persona giusta.
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Cesarina

      Cesarina 12 mesi fa (5 Dicembre 2020 18:10)

      Grazie Silvia! Le tue parole hanno avuto decisamente il potere del balsamo. Quello su cui ho ragionato oggi è che ho sempre pensato di accettare tutto nella vita. In realtà mi sono sempre rassegnata a tutto e così facendo mi sono riempita di rabbia. E ogni parola che non corrisponde ai fatti non fa che alimentare. E ogni aspettativa delusa mi pugnala. E mi fa diventare pesante ma non per lui.. Per me stessa. Perché la leggerezza sarebbe nel lasciar andare ciò che non voglio così com'è e non nell'essere leggera per continuare ad averlo. Ma fare quello step ed accettare che lo amo e che non mi vuole. E poi accettare il suo volere. Ma non rassegnarmi, fare dei cambiamenti. Grazie mille ancora!!
      Rispondi a Cesarina Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 12 mesi fa (6 Dicembre 2020 19:47)

      "Perché la leggerezza sarebbe nel lasciar andare ciò che non voglio così com'è e non nell'essere leggera per continuare ad averlo." Ciò che vuoi, una volta che l'hai trovato o sei in cammino per, ti fa sentire leggera, bella e in pace con te stessa. Senza doverti "sentire in dovere" di essere leggera per qualcun altro o per tenerti accanto qualcun altro. Un grosso abbraccio, Cesarina!
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 12 mesi fa (4 Dicembre 2020 22:55)

      Ciao Cesarina. Non ho ben capito perché parli in terza persona e poi passi alla prima. Comunque sia, quello che segue è il mio pensiero. La leggerezza è una bellissima cosa che va sempre coltivata ma non è faciloneria né superficialità. Bisogna essere come un palloncino colorato gonfiato con elio che svolazza di qua e di là, che danza nell'aria e fa sognare i bambini...ma ben attaccato al filo che a sua volta è legato alla pietra che lo tiene a terra. Altrimenti, senza quel filo e quella pietra, iniziamo ad essere in balìa delle correnti e ci perdiamo...
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo