Come smettere di soffrire per le cose per le quali non vale la pena soffrire

come smettere di soffireCome smettere di soffrire per le cose per le quali non vale la pena soffrire?

Come smettere di soffrire per le stupidaggini?

Come smettere di soffrire per le cretinate, le strombate, per le meschinerie, le minuzie, le cose impossibili da cambiare e soprattutto non importanti?

Questo articolo potrei intitolarlo in mille modi diversi, le varianti di come si possono chiamare le cose senza importanza per le quali si soffre sono infinite.

Un momento, dobbiamo fare la nostra tradizionale premessa.

E’ possibile eliminare la sofferenza?

No di certo, se pensi questo, smetti subito di leggere, bevi un bel bicchiere d’acqua e vatti a fare una bella corsa, di quelle che fanno sudare molto, poi fatti una doccia.

Hai bisogno di rinfrescarti le idee.

La “sofferenza” fa parte della vita, dell’esistere, non solo umano, ma della natura. La sofferenza ci viene fornita di serie quando veniamo al mondo, magari anche prima.

E’ una visione pessimistica della vita?

Non direi. Realistica probabilmente, soprattutto a uso di coloro che credono che la vita si svolga prevalentemente su Instagram e su Facebook e consista nel controllare dove sono stati in vacanza i vicini di casa e quante rughe e chili in più ha la nuova fidanzata dell’ex.

"Concediti un momento di dolore quando le sventure della vita ti visitano. Tuttavia, non trascorrere le tue giornate nella costruzione di un monumento in loro onore. Dodinsky"

Inoltre, il fatto di tenere ben presente che le difficoltà fanno parte della vita, è il primo passo per smettere di soffrire per le cose per le quali non vale la pena soffrire e forse anche per altre, più importanti.

Ecco. La famosa “accettazione” è il primissimo passo, quello propedeutico, cioè necessario, a intraprendere tutti gli altri.

Cominciamo ad accettare la realtà per quello che è.

Non pretendiamo che sia come la immaginiamo nella nostra mente.

Questo è un ottimo modo per smettere di rovinarsi la vita. Accettare.

Altra premessa. Ma perché mai su un blog dedicato alle relazioni e alle donne nelle relazioni si parla di come smettere di soffrire per le cose per le quali non vale la pena soffrire?

Beh, intanto perché è importante imparare a gestire la sofferenza, a contenerla, a darle il giusto peso, ma non troppo.

Questo in linea di principio.

Poi perché io personalmente – e magari anche tu – noto una sovrapposizione singolare tra le donne che soffrono per amore e/o che amano troppo e/o che amano male e le donne che soffrono per cose per le quali non vale la pena soffrire.

Ohibò, è proprio così.

Come smettere di soffrire ed essere più attraenti

Certe persone che hanno un po’ il gusto di rovinarsi la vita per cose per le quali non vale poi forse tanto la pena, hanno anche qualche difficoltà in più a relazionarsi con gli altri, a instaurare relazioni positive a essere più rilassate nei rapporti di coppia.

Oppure, diciamola meglio, chi soffre per le cose per le quali non vale davvero la pena soffrire, si rovina la vita, se l’avvelena, sta peggio di come dovrebbe stare, un po’ in tutti gli ambiti.

Soprattutto – attenzione attenzione! – chi soffre per cose per le quali sarebbe meglio non soffrire è più facilmente vittima degli eventi e ostaggio di chi gli sta intorno.

Esempio: la mamma invadente, il fidanzato stronzo, gli uomini sbagliati, le amiche sbagliati, i colleghi cattivi.

E forse soffre anche di più fisicamente.

Hai presente certi mal di testa e certi mal di schiena o anche certi dolori mestruali? Ecco. Appunto. Pensaci.

Sia ben chiaro. Di solito le persone che soffrono per le cose per le quali non vale la pena soffrire sono le meglio intenzionate del mondo, quelle con un senso di giustizia molto forte e un gran senso di rispetto delle regole.

Chi soffre per le “stupidaggini” è tutt’altro che stupido e superficiale. Anzi.

Spesso è troppo poco leggero, magari un po’ rigido. Troppo fermo sulle proprie posizioni.

Non “accetta” il mondo così com’è, lo vorrebbe cambiare.

Lo vorrebbe migliore. Più giusto, più onesto, più bello, più pulito.

Ma questo non è reale, non è realistico, non è possibile.

Probabilmente, invece, è giusto che il mondo sia proprio così com’è e non come vorremmo che fosse.

E’ giusto che gli altri siano come sono e non come vorremmo che fossero.

E’ anche giusto che gli uomini siano così come sono.

Certo, bisogna saperlo. Per comportarsi di conseguenza.

E sarebbe più giusto accettare tutto questo.

Per anche una sola buona ragione: che se si accetta si vive meglio, si sta meglio, si è più rilassate.

Quando si è più rilassate si è anche immensamente più attraenti e perfino più belle.

Perché soffrire per quel che non vale la pena fa nascere e nutre una rabbia cattiva e non c’è niente che rende meno attraenti e più brutte della rabbia.

"Se la sofferenza vi ha resi cattivi l’avete sprecata. ida_bauer"

Meglio, molto meglio non prendersela per quel che non possiamo cambiare, non abbiamo il diritto di cambiare e che forse non serve nemmeno cambiare.

In fin de’ conti ecco il senso dell’abusato concetto di “sano egoismo”.

Che il mondo vada pure alla malora, se deve succedere e se proprio ci tiene ad andare alla malora, ma io la mia vita me la voglio godere.

Perché è una sola. Perché è importante.

E perché se non ci sono io a pensare a me e alla mia felicità, non ci sarà nessuno a farmi da supplente, da sostituta, da vice.

Il mio vicino di casa continua a far pisciare il cane sull’aiuola condominiale? Alla ventunesima volta che gliel’ho fatto notare, che vada a farsi benedire. E’ evidente che il mio vicino ha dei limiti. Non posso farmene carico.

Nella via dietro casa continua lo stillicidio di coloro che parcheggiano in doppia fila e il vigile si gira dall’altra parte? Che si arrangino. Tutti quanti.

Tanto prima o poi, anche se io non mi muovo succederà qualcosa per la quale ci saranno delle conseguenze. Magari il sindaco fa ritardo a casa dalla moglie il giorno del loro anniversario e di colpo i vigili diventano zelanti e le macchine in seconda fila scompaiono. Non per merito del sindaco, ma di sua moglie.

Mia madre continua a criticare il mio modo di vestire, la mia vita sentimentale e il mio stile di vita? Spero davvero di poter cambiare qualcosa in lei? No. E’ impossibile.

E’ molto più utile che io la lasci parlare. E intanto canticchi nella mia testa la mia canzone preferita.

Dopo che cinquanta provocazioni saranno cadute nel vuoto può darsi che si scocci anche lei di provocare.

Come smettere di soffrire per stupidaggini e splendere

Certo, affrontare la vita con questo spirito rende tutto più leggero, e di sicuro ti fa apparire più serena, più solare, più attraente.

Indipendentemente dall’età, dalla statura, dal colore dei capelli e da quello del rossetto.

Quindi?

Quindi il percorso per smettere di soffrire per le cose per la quali non vale la pena soffrire, per smettere di rovinarsi la vita e di farsi avvelenare da chi è pronto a manipolarci e a intossicarci facendoci la doccia di veleni vari, è di sicuro impegnativo e parte, come abbiamo detto, dall’accettare il mondo e gli altri così come sono.

Per far questo bisogna anche lasciare andare due atteggiamenti molto comuni nelle donne che amano troppo, che soffrono per amore e che si fanno abbindolare dagli uomini sbagliati: la mania del controllo e le aspettative.

Il controllo è la pretesa di uniformare il mondo e gli altri alle proprie regole, ai propri desideri e ai propri valori.

E loro, poveretti, non sono liberi invece di essere imperfetti e perfino cattivi a modo loro? Perché mai dovrebbero fare quello che vuoi tu? Cioè quello che vuoi tu e non quello che vogliono, per esempio, la Maria, la Pina o il Giovanni?

Le aspettative sono invece le illusioni o, anche in questo caso, le pretese che gli altri soddisfacciano i nostri bisogni e i nostri desideri non solo così come si presentano ma anche secondo i nostri valori, le nostre regole e i nostri standard.

Ma ti pare?

Hai presente quante relazioni si infrangono sulla mania del controllo e sulle aspettative?

Vuoi scoprire come smettere di soffrire per le cose per le quali non vale la pena soffrire?

Sperimenta l’accettazione e lascia andare la mania del controllo e le aspettative.

Comincia con un piccolo passo: procurati una gratificazione tanto desiderata in totale autonomia.

Smetti di soffrire e comincia a godere.

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41 Commenti

  1. Avatar di Sasa

    Sasa 4 settimane fa (21 ottobre 2018 8:44)

    Grazie Ilaria... Oggi ne avevo un grande bisogno in particolare. Il tuo articolo è stato una manna dal cielo. A lavoro è un periodo di grandi arrabbiature per me. Dove mi giro c'è qualcosa che non va.... Devo imparare ad accettare... Cosa che per mio fratello è stato facile per me mai... Grazie di cuore
    Rispondi a Sasa Commenta l’articolo

  2. Avatar di Goldie

    Goldie 4 settimane fa (21 ottobre 2018 9:47)

    Che il mondo vada pure alla malora, se deve succedere e se proprio ci tiene ad andare alla malora, ma io la mia vita me la voglio vivere... Rispondi a Goldie Commenta l’articolo

  3. Avatar di Manuela

    Manuela 4 settimane fa (21 ottobre 2018 12:18)

    Ciao Ilaria, colgo il tuo invito a lasciare un commento. Riprendo un passaggio del tuo post: "Le aspettative sono invece le illusioni o, anche in questo caso, le pretese che gli altri soddisfacciano i nostri bisogni e i nostri desideri non solo così come si presentano ma anche secondo i nostri valori, le nostre regole e i nostri standard. Ma ti pare?" Vorrei capire la differenza tra un'aspettativa che non posso pretendere che venga esaurita e un bisogno per me importante che se non viene mai soddisfatto presto o tardi incrinerà il rapporto. Se per esempio una persona che si ama non ci dedica le attenzioni di cui abbiamo bisogno per fare andare avanti il rapporto o per farci stare bene insieme, è crearsi delle aspettative? Me lo chiedo perché a volte mi trovo proprio in questa situazione. Ad esempio mi piacerebbe che la persona mi dedicasse più tempo o meglio che mi ascoltasse un po' di più, così da sentirmi considerata e non messa da parte perché lui ha mille interessi che lo distraggono che non condivide con me per varie ragioni. Questo compagno potrebbe neanche rendersi conto che si tratta di qualcosa di importante per me e banalizzarlo. In questo caso è un aspettativa a cui dovrei rinunciare? Devo starmene tranquilla e cercare di colmare questo bisogno in un altro modo? Che poi non saprei neanche come. Insomma, quando è giusto comunicare i propri bisogni e chiedere che vengano presi sul serio e quando invece no? E se non posso pretendere da un compagno che soddisfi un bisogno per me importante, quali alternative mi restano? Spero di essere riuscita a farmi capire, perché sono un po' confusa. Ti ringrazio. Ciao Manu
    Rispondi a Manuela Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 settimane fa (21 ottobre 2018 12:30)

      Allora, non puoi pretendere che nessuno si faccia carico dei tuoi bisogni, questo è il principio. Diversamente diventi dipendente e gli altri possono fare di te quello che vogliono. Di sicuro è importante che all'interno di una coppia vi sia una dialogo fluido - non necessariamente fatto di parole - all'interno del quale ciascuno non abbia timore a far presente che cosa è importante per lui o per lei. Quindi, prima di tutto considera se la tua richiesta è legittima (spesso si fanno richieste tutt'altro che legittime, pensa a chi richiede prestazioni sessuali che l'altro non gradisce, a titolo di esempio) e soprattutto, come dici tu, se questo bisogno non possa essere soddisfatto diversamente e magari è solo un modo per recriminare su qualcos'altro o sintomo di un'altra mancanza che fai notare per altra via. Se è un aspetto non negoziabile della vita di coppia fallo presente con chiarezza e con garbo (non con ricatti silenzi o musi) e vedi che cosa succede. Per esempio, chiedere a un partner che ci dia affetto, attenzioni sessuali o ascolto, è la base di un rapporto, così pure come la fedeltà e l'esclusività. Farlo presente non è una pretesa inopportuna, anzi. Considera anche che a un certo punto è necessario mollare il colpo perché se i nostri bisogni naturali e legittimi che contiamo di soddisfare attraverso la presenza di un partner non vengono soddisfatti, è meglio lasciarlo quel partner. Cioè la compagnia e la solidarietà sono non negoziabili: ti pare che una stia in una vita di coppia per restare sola o spesso sola? Io non direi...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Manuela

      Manuela 4 settimane fa (21 ottobre 2018 12:53)

      Ti ringrazio molto. La tua risposta ha fatto ordine nei ragionamenti. Apprezzo molto i tuoi consigli e risposte che trovo azzeccati. Ti ringrazio anche per la rapidità, oltretutto è pure domenica. Ti auguro una splendida giornata.
      Rispondi a Manuela Commenta l’articolo

  4. Avatar di Kiki

    Kiki 4 settimane fa (21 ottobre 2018 0:21)

    Ciao. Questo articolo è, per me, il dispiegamento molto chiaro di una riflessione che faccio di recente, grazie al tuo blog (anche). Ti seguo da tanto, ti leggo spesso, apprezzo il tuo stile. E, stimo inevitabile la persona che trapela a tratti dalle frasi degli articoli, e dalle risposte ai commenti. Non solo perché da queste ne traggo spunti e, idee. Ma, perché ne trovo riscontro in me, nella mia "verità", e nella realtà, quella aldilà di farse e finzioni, quella autentica. Chiara e lucida. Talvolta scomoda, apparentemente spiacevole, ma sempre risolutiva. E vera, che porta l'attenzione su altro, su tutto, sul nuovo. Come è la vita, se procede libera da idee e preconcetti determinati. Sto ricostruendo la mia vita sebbene non ci sia nulla da ricostruire, ma da vivere costruendo. Sono giovane e, questo forse suona strano. Ma quando cambi nel tempo, ti trasformi più volte. Ora sto evolvendo. Mi pare. Sto provando a fidarmi delle mie voglie e, desideri più perseveranti. Perché per anni ho quasi messo da parte quella che ero, per quella che altri sembrava volessero che fossi. Scambiando le mie intenzioni con quelle altrui. E non ritrovando più le mie. Persa, io. E, da vittima delle aspettative altrui me ne creavo alcune mie su altri (pochi), puntandomi il dito se loro non ne corrispondessero. Sentendomi io in colpa, o sbagliata, in azioni, parole, o omissioni. Non essendo io, mai abbastanza, di fondo. Se non sbagliata.Volevo lasciare queste righe come feedback ultra positivo, e testimonianza del non fidarsi delle aspettative costruite, proprie, e altrui, sebbene positive e a finalità di bene. Non esiste un'idea preconfezionata, determinata e perfetta di essere e diventare, figurarsi se per gli altri. Figurarsi per loro. Ma esiste la verità. Che, per me, è la realtà più vera. Da conoscere. Certo, auto-determinarsi davvero è una strada che richiede del tempo. Ma è una scelta che, continuo a scegliere. Intanto la consapevolezza propria, su sé e su certe situazioni, persone, anche nuove, non ha prezzo. Ed è per me un "iniziale", (propedeutico), grande traguardo. Grazie Ilaria.P.S. Tranquille, poi torno al mio "non commentare" (timido) solito. :D O sarò più concisa. ;)
    Rispondi a Kiki Commenta l’articolo

  5. Avatar di Irene

    Irene 4 settimane fa (22 ottobre 2018 10:13)

    Questo può valere anche per le persone? Per quelle "amiche" per le quali stai male perchè ti cercano solo al momento del (loro) bisogno, per poi sparire, perchè preferiscono accompagnarsi a persone più brillanti, simpatiche, belle di te? Secondo me sì... sono comunque ombre che impediscono di risplendere...
    Rispondi a Irene Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 settimane fa (22 ottobre 2018 11:22)

      Indubbiamente sì! Attenzione che queste amiche non preferiscono accompagnarsi a persone che sono più brillanti, simpatiche, belle di te, ma con persone con le quali loro trovano comodo accompagnarsi ma che non è assolutamente detto che siano più brillanti, etc o che loro ritengono più brillanti...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  6. Avatar di MAria

    MAria 4 settimane fa (22 ottobre 2018 11:00)

    Ciao Ilaria, anch’io ero una donna che amava troppo e male. Ho sofferto tantissimo per amore, per le amiche ed anche per cose futili, per le quali non vale la pena soffrire. Come ben dici non possiamo piacere a tutti e non tutti possono piacerci. Dopo aver iniziato a prendere in mano la mia vita, dopo aver iniziato ad accettarmi e ad amarmi tutto và molto meglio. I problemi ovviamente ci sono ma è cambiato il mio modo di affrontarli. Sorrido, per me è fondamentale, riesco a sorridere anche nei momenti di difficoltà. Sorrido e sono grata per tutto quello che ho, per quello che ho raggiunto e per gli obiettivi che intendo raggiungere. Alcuni anni fà ho iniziato un percorso da una brava psicologa da cui ormai vado solo occasionalmente ma da quando seguo il tuo blog ed ho intrapreso uno dei tuoi percorsi so di essere nella fase di cambiamento che mi porterà a completarmi, ad essere pienamente me stessa. E' bellissimo sentirmi orgogliosa di me stessa ed essere consapevole del mio valore, amarmi, rispettarmi. Grazie Ilaria
    Rispondi a MAria Commenta l’articolo

  7. Avatar di michela

    michela 4 settimane fa (22 ottobre 2018 11:20)

    bellissimo post!!! Lo adoro e lo rileggerò ogni tanto!! Grazie Ilaria. Rispondi a michela Commenta l’articolo

  8. Avatar di Sasa

    Sasa 4 settimane fa (21 ottobre 2018 8:48)

    Comunque mi chiedevo e se queste arrabbiature fossero perché si vivono delle ingiustizie nel mondo del lavoro? Bisogna lasciar perdere? Rispondi a Sasa Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 settimane fa (21 ottobre 2018 11:58)

      Il mondo del lavoro è spesso avvelenato, mediocre e ingiusto. Bisogna valutare, nel caso si subiscano concrete ingiustizie, se è il caso di far sentire la propria voce, ma è necessario tener conto che certi ambienti - moltissimi - sono intrinsecamente corrotti e in mano a "gruppi" e "cordate", per cui la cosa migliore da fare è capire bene dove si è ed eventualmente pianificare un'alternativa, andare altrove. Se si tratta di "piccole" ingiustizie, magari dovute alla difficoltà del sistema di mantenere un livello etico ottimale perché oppresso da altre criticità, bisogna invece riflettere se non è il caso di accettare, senza subire, cioè mediando per il proprio bene (e magari anche per quello di chi ci sta intorno e del sistema stesso). Cioè, esempio pratico: se ti fanno mobbing reale - violenze psicologiche, verbali, isolamento, sfruttamento - esplora la possibilità di difenderti denunciando o, se il contesto è rovinato, di andartene. Se, per esempio, tendono a dare più lavoro a te ed evitano accuratamente di darlo alla collega notoriamente rompicoglioni che sa parare tutti i colpi e inspiegabilmente si becca anche tutti gli aumenti (un grande classico), fai sentire la tua voce, ma senza, appunto, soffrire più del necessario.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Sasa

      Sasa 4 settimane fa (22 ottobre 2018 17:24)

      Grazie Ilaria per il chiarimento! Rispondi a Sasa Commenta l’articolo

  9. Avatar di Francesca

    Francesca 4 settimane fa (23 ottobre 2018 0:03)

    Grazie per i consigli mi sono stati molto utili in un momento così delicato della mia vita relazione sbagliata, mio figlio che non mi rispetta e allora per un figlio non soffri? Come dovrei comportarmi? Mi chiedo allora sono io davvero sbagliata?
    Rispondi a Francesca Commenta l’articolo

  10. Avatar di Francesca

    Francesca 4 settimane fa (22 ottobre 2018 17:03)

    Ciao! L'altro giorno nel primo pomeriggio ero in palestra e c'era un ragazzo che non avevo mai visto prima, evidentemente lui va in un altro orario e devo dire che mi ha colpito molto e ci siamo scambiati un paio di sguardi, è il mio tipo fisicamente e questo è un evento raro fatto sta che lo sto pensando in questi giorni e la mia paura su cui mi sto soffermando è che non lo vedrò più perché è occupato magari nell' orario in cui ci siamo visti. So che sto sbagliando a fissarmi, ma come devo fare a non pensare, ho paura di soffrire per nulla. Grazie a chi mi aiuterà.
    Rispondi a Francesca Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 4 settimane fa (22 ottobre 2018 19:45)

      Se le cose devono accadere accadono, le montagne stanno ferme e le persone camminano, quando meno te l’aspetti Lo rincontrerai. Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 4 settimane fa (22 ottobre 2018 20:39)

      Accetta il fatto che il tuo pensiero vada su di lui, non ti colpevolizzare. Ma cerca di non ricamarci troppo su, concentrati con determinazione sulle tue attività quotidiane. Fai anche il gioco di provare a trovare qualche d’un altro di altrettanto attraente e carino (anche più di uno) .
      Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

    • Avatar di Francesca

      Francesca 4 settimane fa (23 ottobre 2018 8:24)

      Va bene grazie mille a tutte! Rispondi a Francesca Commenta l’articolo

  11. Avatar di Grazia

    Grazia 4 settimane fa (21 ottobre 2018 9:53)

    Grazie mille Ilaria, proprio l'articolo di cui avevo bisogno. Sono una mamma invadente e ultimamente i rapporti con mia figlia sono peggiorati perché non condivido il suo modo di vivere.Ora so che devo imparare ad accettare e lasciarla andare. Devo pensare a migliorare la mia vita e aumentare la mia felicità! Buona giornata a tutti!
    Rispondi a Grazia Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 4 settimane fa (21 ottobre 2018 17:00)

      Quello che hai detto ti fa onore. Ho sempre avuto una madre così, oltretutto che all’età di 28 anni mi mette le mani addosso e ha il barbaro coraggio di impedire di farmi uscire di casa chiudendo la porta a chiave. Si culla nelle sue tristezze perché ha perso mio padre, trova sempre scusa ti per non accettare ogni ragazzo che frequento a prescindere che lui non sia fatto per me ma non ammetterà mai che deve lasciarmi in pace.
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 4 settimane fa (21 ottobre 2018 20:45)

      @Livia. Secondo me, ed avendo vissuto in una famiglia maltrattante, se non hai modo di vivere per conto tuo e farti una vita lì dove sei, dovresti prendere in considerazione l’idea di cambiare città o di emigrare. Perché a 28 anni stare a casa ad aspettare il principe a cui buttare la treccia mi pare veramente un peccato mortale. Capisco che queste situazioni ti riducano al lumicino e a livello di fiducia in se stesse pari a zero, ma la vita non fa il bis, eh. Un abbraccio.
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 4 settimane fa (22 ottobre 2018 0:04)

      Anna ho mandato cv in giro anche fuori la mia zona, anzi specialmente fuori le mie parti ma al momento non ci sono offerte di lavoro, come posso pagarmi l’affitto? Mantenermi ecc? Nel frattempo continuo a cercare e di certo non aspetto il principe che mi viene a salvare.
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Vanessa

      Vanessa 4 settimane fa (22 ottobre 2018 20:03)

      Ciao Livia Ci sono varie strade che puoi intraprendere. Te ne consiglio alcune: fino a trent'anni puoi andare a fare la ragazza alla pari in un Paese europeo, Australia e USA, anche per più di un anno. Mentre sei là puoi cercare lavoro e provare a restare. Puoi anche tentare con il workaday. Non guadagni denaro e c'è una piccola somma da pagare per iscriverti, ma hai vitto e alloggio e impari la lingua. Oppure, se puoi, ricominci a studiare e chiedi una borsa di studio, o le duecento ore. A mala parata, puoi progettare un viaggio col couchsurfing se hai delle somme di denaro e spostarti con mezzi a buon mercato, come Flixbus. Mentre sei via puoi provare a cercare lavoro, alcuni ci sono riusciti. Coraggio!
      Rispondi a Vanessa Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 4 settimane fa (23 ottobre 2018 11:15)

      Grazie mille Rispondi a Livia Commenta l’articolo

  12. Avatar di annap

    annap 4 settimane fa (24 ottobre 2018 13:49)

    è quella che io chiamo la mia filosofia di vita, ovvero (lo so non è fine ma rende l'idea) la filosofia del fottesega!!! :) si vive meglio! Rispondi a annap Commenta l’articolo

  13. Avatar di Elena

    Elena 4 settimane fa (25 ottobre 2018 16:53)

    Buon pomeriggio! Ho notato un mio atteggiamento o stato d' animo di quando sono tra più persone come ad esempio in palestra. Quando sono sola mi sento bella infatti l' istruttore mi considera, non appena arrivano altre ragazze carine e vedo che l'istruttore va dietro a queste e le segue sugli esercizi più a loro che a me oppure se vengono guardate dai ragazzi presenti comincio a farmi i complessi, mi intristisco e cambio proprio espressione perché non mi sento alla loro altezza. Cosa vuol dire? Come posso risolvere il problema?
    Rispondi a Elena Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (29 ottobre 2018 15:57)

      Ciao Elena sei vittima, in modo estremo, di un fenomeno per le quali le donne sono state eternamente avvilite e gli uomini immotivatamente valorizzati nei secoli dei secoli. Credi che il tuo valore sia dato solo dall'attenzione e dallo sguardo di un uomo, Come "risolvere il problema"? Comincia con il riflettere più volte e in diversi momenti della tua vita e della tua giornata su il fatto se davvero la tua vita e il tuo valore sono determinati dallo sguardo di un uomo (l'istruttore della palestra, per giunta!) e non dal fatto che tu vali a prescindere, perché lo decidi tu, perché la vita ha valore indipendentemente dalla considerazione degli altri e per il fatto che siamo a questo mondo per ragioni e obiettivi di un'enormità tale che ridurre tutto allo sguardo di un uomo è davvero un'incommensurabile strombata.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Elena

      Elena 3 settimane fa (29 ottobre 2018 16:37)

      Si a volte quando sono meno vulnerabile riesco a dirmi che non me ne frega nulla se vengo considerata o meno dagli altri e in particolare dagli uomini perché so di valere, questi pallini evidentemente mi vengono appunto quando sono meno serena nella mia interiorità, però per fortuna riesco a riprendermi e a ragionare con cinismo che mi fa soltanto bene e tutto questo grazie al tuo blog. Ti ringrazio per la tua risposta Ilaria, tu e il tuo blog mi siete sempre di conforto nei momenti difficili.
      Rispondi a Elena Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (29 ottobre 2018 16:39)

      Belle riflessioni, grazie. Anche a nome del mio blog (con il quale credo tu voglia indicare la comunità delle tante che generosamente commentano) ;) Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Francesca

      Francesca 3 settimane fa (29 ottobre 2018 16:44)

      Certo anche perché penso che i tuoi articoli siano frutto anche di tutte le varie esperienze di vita vera che le tue lettrici raccontano e mettono a disposizione del blog! Rispondi a Francesca Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (29 ottobre 2018 16:55)

      E' così! Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  14. Avatar di Marta

    Marta 3 settimane fa (31 ottobre 2018 11:04)

    ....hai ragione cara Ilaria. Devo riuscire anch'io in questo ed è difficilissimo. Grazie sempre x i tuoi concreti consigli di saper vivere e conoscersi Rispondi a Marta Commenta l’articolo

  15. Avatar di Chiara

    Chiara 6 giorni fa (13 novembre 2018 11:44)

    Ero alla ricerca sul web di qualcosa che mi tirasse su il morale e questo articolo è il mio punto di partenza dopo una brutta delusione che mi fa ancora stare malissimo... frequentavo un uomo da più di un anno, entrambi separati con figli e con mille difficoltà che queste situazioni comportano.. all'inizio una bella amicizia, parlavamo molto e di tutto, e poi è scattato anche dell'altro e siamo finiti a letto.. all'inizio entrambi titubanti e forse impauriti dall'intesa e dallo stare così bene insieme, finché io, quella che per prima non voleva crearsi false aspettative e voleva procedere per gradi, si innamora e glielo confessa... ecco lì, la sofferenza del non essere ricambiata, l'amarezza di non aver capito che lui quando lui diceva di tenere a me, che mi voleva bene, quando mi chiamava amore mio... erano solo belle parole messe lì per condire i discorsi... adesso devo dimenticare e ripartire, ma caspita quant'è difficile, anche per una ex entusiasta e piena di iniziative come me. Come dice Ilaria bisogna accettare, lasciare andare per smettere di rovinarsi la vita, ma quanto ci vorrà per venirne fuori?
    Rispondi a Chiara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 giorni fa (13 novembre 2018 11:55)

      Pensa al tuo futuro, alla tua vita, alla vastità delle opportunità che offre l'esistenza. Leggi anche questi miei altri articoli: https://www.lapersonagiusta.com/relazioni/uscire-tunnel-storia-amore-finita/ e https://www.lapersonagiusta.com/essere-felici/dimenticare-un-ex-attrazione-seduzione/
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  16. Avatar di Irene

    Irene 4 giorni fa (15 novembre 2018 14:28)

    Quanto è vero quello che dici... È u a cosa che parte sa dentro per stare meglio e più lasci andare più stai meglio è capisci che è giusto che certe cose/persone/fatti tu non riesci a cambiarle. Tu puoi solo cambiare le tue azioni. E questo mi da un senso di serenità immenso. Ora osservo e vedo chiaramenre le persone che si affannano intorno a me e non voglio più stare come loro.
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