Come trovare l’uomo giusto: un aspetto che nessuno considera mai

come trovare l'uomo giustoCome trovare l’uomo giusto? Come si fa a incontrare – finalmente –  un uomo con il quale è  possibile costruire una relazione sana e duratura? Come si fa a smettere di attrarre nella propria vita le persone sbagliate?

Sono domande che mi sento fare ogni giorno, in modo chiaro o confuso, implicito o esplicito, consapevole e inconsapevole.

Tante possono essere le risposte: smettere di farsi ossessionare dal “bisogno” di trovare qualcuno e aprirsi alla vita così com’è con entusiasmo e positività; amare se stesse e piacersi (questa è una cantilena) perché chi non ha amore non può attrarre amore; lasciare andare il romanticismo che crea illusioni e calarsi in un sano realismo che conduce ad affrontare gli altri con sicurezza e sapendo quello che si vuole e non si vuole.

Ecco, per esempio. Questi tutti sono atteggiamenti che possono rovesciare in positivo una situazione.

C’è qualcosa di più oltre a questo, che è essenziale e che viene sottovalutato o mai preso in considerazione.

Perché la cultura dominante, il contesto, l’imitazione degli alti non aiutano.

Sto parlando sempre di un atteggiamento mentale, di un modo di approcciarsi alla vita, di uno stato interiore nel quale è utile entrare e abituarsi a rimanere, anche se, all’inizio, entrarci e rimanerci può costare un leggero sforzo.

Sto parlando di uno stile di vita che è possibile adottare, se lo si rende un obiettivo prioritario, dato che è quello che serve davvero per raggiungere tutti gli altri.

Sto parlando della capacità di prendere le distanze dai propri problemi, qualsiasi essi siano.

Proprio così.

"L’inerzia che ci trattiene nelle situazioni dolorose apre la porta alle nostre energie negative, quelle che incitano a contemplare il vuoto, quelle che ci spingono a chinarci sul cratere del vulcano, ad avvicinarci alla lava fusa e annusarne il letale soffio caldo. E. E. Schmitt"

Come trovare l’uomo giusto. L’atteggiamento che fa la differenza

Che cosa significa prendere le distanze dai propri problemi?

Partiamo dal fondo e vediamo quali sono gli effetti che si riscontrano in una persona che è capace di prendere le distanze dai suoi problemi.

Una persona che sa distaccarsi dai suoi problemi non si lascia coinvolgere da ansie, paure e tristezze; si gode la vita nonostante le difficoltà che trova sul suo cammino.

Non si porta dietro i suoi problemi in ogni ambito, non lascia che i problemi le offuschino le giornate, avvelenino l’atmosfera in cui vive, influenzino i suoi rapporti con gli altri.

Non pensa continuamente ai suoi problemi desiderando angosciosamente che scompaiano o maledicendo il fatto di averli o ritenendosi presa di mira dalla sfortuna a causa di quei problemi.

Non ne parla di continuo; non coglie ogni occasione per tirarli fuori e farli presenti agli altri; non si autocommisera.

Non aspetta che arrivi qualcuno a risolverglieli e nemmeno si aspetta che sia qualcun altro a risolverglieli.

Una persona che si muove al di sopra dei propri problemi è meno manipolabile dagli altri.

Saper ridimensionare i propri problemi, non farsi controllare da loro, non diventare schiavi dei problemi è la via alla serenità e alla pace interiore.

Non per niente tutte le discipline filosofiche forniscono indicazioni per fortificare la capacità di non lasciarsi travolgere dalle difficoltà che la vita presenta.

Le religioni anche.

E le più moderne tecniche psicologiche sono orientate alla stessa finalità.

Gli atleti di oggi vengono allenati a gestire il loro rapporto con le difficoltà di una prova sportiva e a ridimensionarle, a riformularle, a reinterpretarle.

Si tratti della fatica, di una sconfitta, di un infortunio o di una momentanea rinuncia a una gara importante e lungamente preparata.

O dei sacrifici fatti per allenarsi e per migliorarsi.

Non è possibile procedere e avere successo portandosi dietro i problemi in ogni momento, trascinando nel presente e nel futuro le delusioni del passato e gettando su una situazione nuova l’ombra di un fallimento che non le appartiene, che è vecchio, che è altrove, di un altro tempo, di un altro contesto, di altre condizioni, di altri eventi.

"Questo è il mio dono. Lascio che la negatività scivoli via da me come l’acqua dal dorso di un’anatra. Se non è positivo, non lo ascolto nemmeno. Se puoi superare questo, i combattimenti sono facili. G. Foreman"

Come trovare l’uomo giusto: andare oltre i problemi vecchi e nuovi

So bene che se hai letto fin qui probabilmente hai storto il naso più di qualche volta, pensando che non è facile in effetti mettere distanza tra sé e le questioni importanti della propria vita, quelle non ancora risolte.

Inoltre non escludo che tu ti stia interrogando su che cosa c’entri la capacità di ridimensionare i propri problemi con il tema di trovare l’uomo giusto.

Molto semplicemente, quando ci si fa sovrastare emotivamente dai propri problemi se ne diventa ossessionati.

Si vive nei problemi, si vive dei problemi. I problemi sono un abito, un fardello, una zavorra. Girano sempre con noi. Ci stanno addosso.

Non siamo più noi. Impersonifichiamo i nostri problemi. Diventiamo i nostri problemi. Non per niente, si parla anche di “somatizzazione”.

A questo punto penserai che sto esagerando.

Va bene. Facciamola più semplice.

Se considero la mia esperienza con donne che hanno vissuto storie sbagliate in successione, sempre con uomini sbagliati, donne che fanno fatica a trovare una relazione bella e soddisfacente, osservo come costante il fatto che queste donne hanno sempre, più o meno visibile, più o meno palpabile, più o meno “rumorosa” una dose di negatività della quale non sono mai completamente consapevoli e soprattutto della quale non hanno ancora veramente deciso di liberarsi.

Il fatto è che coloro che pensano di continuo e parlano di continuo di quello che nella loro vita non va, si mettono “in ombra”, risultano poco attraenti, sono avvolti in una patina di negatività che respinge partner di valore e interlocutori interessanti.

"Non vi è alcuna speranza di successo per colui che respinge gli altri con la sua personalità negativa. N. Hill"

Come trovare l’uomo giusto. Una priorità

Non solo. Chi lascia spazio alla negatività, attrae persone negative o diventa preda di coloro che sono dei veri e propri “cacciatori” di situazioni e di partner negativi, dato che chi si fa trascinare nel vortice emotivo delle difficoltà è più fragile, più manipolabile, più sensibile agli incantesimi dei malintenzionati.

Permettere ai propri problemi di condizionare i propri pensieri, il proprio umore e il proprio atteggiamento verso gli altri e quindi assumere tristezza, depressione e preoccupazione come stati prevalenti, fa sì che si respingano le persone di valore e che si attraggono quelle che sguazzano nei guai altrui o sono cariche di negatività e di problemi già di loro. Quelle persone che pescano nel torbido.

"Quando pensieri belli e nuovi cominciarono a scacciare via gli antichi pensieri negativi, la vita soffiò in lui, il sangue riprese a scorrergli sano nelle vene, le energie gli tornarono. Frances Hodgson Burnett"

Ridimensionare i tuoi problemi, assumere una posizione diversa rispetto a loro e viverli con più distacco ti sembra complicato, contrario al tuo modo di essere o anche in qualche modo “ingiusto” verso la vita e verso te stessa, dato che i guai sono guai e che bisognerebbe provare che cosa significa e che lasciare andare l’angoscia ti fa sentire forse meno impegnata nella tua vita?

Comincia dai piccoli passi.

Hai mai riflettuto sul fatto che forse ti lasci dominare dai pensieri negativi? Che forse parli troppo dei tuoi problemi e ti presenti agli altri come una persona piena di problemi?

Hai mai preso in considerazione la possibilità di approcciare le questioni della vita con una diversa modalità, con una diversa predisposizione interiore?

Hai mai pensato che forse la tua serenità dipende da come osservi e da come ti poni verso quel che ti accade?

Queste sono le domande che puoi porti per offrire a te stessa un’alternativa rispetto a un modo di vivere che spesso può essere inutilmente complicato e che rischia di pregiudicare anche i rapporti più importanti per te o di offuscare il tuo fascino naturale.

Semplici riflessioni, per cominciare, che possono farti scoprire come trovare l’uomo giusto in modo facile e spontaneo.

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59 Commenti

  1. Avatar di Carlotta

    Carlotta 3 settimane fa (28 ottobre 2018 10:02)

    Grazie Ilaria. Articolo importantissimo. Un abbraccio. Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

  2. Avatar di Maria Caterina

    Maria Caterina 3 settimane fa (28 ottobre 2018 10:02)

    Ciao! Ilaria.Splendido articolo..davvero...condivido appieno quello che hai scritto.Sino a qualche tempo fa ero una persona che viveva immersa nei suoi problemi ...Ho attraversato periodi bui..Un giorno mi sono resa conto che se volevo essere felice e cambiare la mia vita, lo potevo fare, dipendeva solo fa me..Buona giornata e Grazie..M. Caterina
    Rispondi a Maria Caterina Commenta l’articolo

  3. Avatar di Sandrino

    Sandrino 3 settimane fa (28 ottobre 2018 9:16)

    Uao... Questo è tutto... Rispondi a Sandrino Commenta l’articolo

  4. Avatar di Giusy

    Giusy 3 settimane fa (28 ottobre 2018 10:17)

    Grande Ilaria....bellissimo articolo.. ..Buona domenica a tutte.... Rispondi a Giusy Commenta l’articolo

  5. Avatar di Teresa

    Teresa 3 settimane fa (28 ottobre 2018 11:17)

    Wow! È proprio così cara Ilaria. Dobbiamo solo avere la costanza di metterlo in pratica quotidianamente. Rispondi a Teresa Commenta l’articolo

  6. Avatar di Emilia

    Emilia 3 settimane fa (28 ottobre 2018 9:31)

    Splendido articolo, Ilaria. È proprio vero quello che hai scritto... L'ho sperimentato sulla mia pelle, ma con il tempo ho capito che l'autocommiserazione o cercare comprensione e conforto negli altri mi rendeva più vulnerabile, fragile e vittima di persone che non vedevano l'ora di approfittarsene o semplicemente di deridermi. Oggi posso dire di aver imparato la lezione, anche se bisogna sempre "allenarsi" per non commettere di nuovo gli stessi errori. Buona domenica! :)
    Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

  7. Avatar di Ally

    Ally 3 settimane fa (28 ottobre 2018 11:50)

    Ilaria... Grazie!!!! Faccio una fatica bestia ma so che sto proseguendo sul sentiero giusto. Grazie, di cuore ❤ Rispondi a Ally Commenta l’articolo

  8. Avatar di Fabiola

    Fabiola 3 settimane fa (28 ottobre 2018 13:28)

    Ciao Ilaria come al solito arrivi al momento giusto, è vero spesso mi trascino addosso i vecchi problemi e i vecchi rapporti sbagliati e ora di cambiare atteggiamento e forse darsi positivamente ad un nuovo amore. Col cuore buona domenica a tutte
    Rispondi a Fabiola Commenta l’articolo

  9. Avatar di Chiarina90

    Chiarina90 3 settimane fa (28 ottobre 2018 16:38)

    Ciao a tutte/i! Sono una mamma single di 28 anni...ultimamente, mi sto sentendo e vedendo con un ragazzo conosciuto su un sito di incontri...l’unica cosa di cui ho paura, è di non saper più fare a relazionarmi con l’altro sesso. Se quello che dico o che faccio sia giusto o meno. Questa persona mi sembra, ad ora, abbastanza matura. Ma come faccio a tener vivo l’interesse? Grazie!
    Rispondi a Chiarina90 Commenta l’articolo

  10. Avatar di Kiki

    Kiki 3 settimane fa (28 ottobre 2018 12:58)

    Condivido ogni riga di questo articolo, di cui ho riscontrato gli effetti positivi per me, e, verso alcune persone di nuova conoscenza particolarmente. Credo sia la chiave per vivere bene, andando verso ciò che ci trasmette benessere, e verso la vita, e in generale tutto ciò che si desidera. Ho una domanda per Ilaria:
    Rispondi a Kiki Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (28 ottobre 2018 13:10)

      Ehilà, la domanda è rimasta nella penna... Aspettiamo che esca :) Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Kiki

      Kiki 3 settimane fa (28 ottobre 2018 13:15)

      Pt2. (Scappato il tasto invio :D, buona domenica Ilaria) Ho una domanda per Ilaria, concerne le decisioni: come si facilita il personale processo decisionale verso situazioni per cui si hanno pro e contro diversi contrastanti, e ci si sente quasi "in conflitto" con sé stesse...? A volte, per non sbagliare, resto in stasi. E, questo non risulta molto positivo, non tanto/solo per la decisione stessa (che può essere anche non "importante"), ma verso me stessa, e la mia autostima, credo. E, il possibile beneficio che ne avrei tratto in caso diverso, sebbene abbia voglia di decidere con un certo grado di sicurezza, che mi porti a essere risoluta, come sono quando riconosco ciò che voglio. L'indecisione mi rende confusa, e pressata. Me ne libero evitandola (fintamente e, relativamente).
      Rispondi a Kiki Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (28 ottobre 2018 18:44)

      Ciao Kiki, la tua è una domandona, per altro molto interessante. Intanto sei già molto avanti, dato che sei consapevole di far fatica a decidere e di far fatica a causa di "conflitti" interiori. E' un fenomeno molto diffuso anche se i più non lo sanno riconoscere e non lo sanno descrivere tanto precisamente come fai tu. La mia esperienza mi dice che accade molto più spesso a persone che hanno una bassa autostima o sono in una fase di disistima, che può essere spesso causata da relazioni sbagliate (o da rotture) con partner svalutanti, o a ridosso di un fallimento o quando si è in un contesto che contiene e limita. Che critica potentemente. La disistima di sé ovviamente ha un ruolo fondamentale dal momento che non ci si fida di se stessi e del proprio decidere e del proprio agire per cui si è bloccati da continue incertezze. Anche il senso di colpa gioca brutti scherzi. Ovviamente, poi, come osservi tu, questo fa partire un circolo vizioso in cui ci si arrabbia con se stesse e ci si disistima ulteriormente. Intanto considera il livello di importanza e di valore che certe decisioni hanno per te. Molto probabilmente spesso non riesci a decidere semplicemente perché non te ne importa nulla o nessuna delle decisioni è quella che ti interessa veramente. Può capitare quando non stai prendendo in considerazione i tuoi veri bisogni e le decisioni veramente interessanti per soddisfarli. Cioè, sei in uno stato di frustrazione dove niente di quello che hai di fronte ti motiva e ti interessa davvero, perché in realtà hai bisogno di altro ma non te lo vuoi riconoscere, non lo vuoi ammettere. Allora, posto che bisogna partire dall'accettare amorevolmente il proprio conflitto interiore, il passo successivo è comprendere da dove questo conflitto sorge. Dal senso di colpa? Dal senso di non meritarsi qualcosa? Dal timore del giudizio degli altri le cui voci ci rintronano nella testa già preventivamente? Dalla paura? Dalla pigrizia? Dalla stanchezza (aspetto da non sottovalutare mai)? Ecco, fermarsi a pensare e comprendere le ragioni del conflitto è già un primo gradino verso la decisione. Poi, certo, alcune decisioni possono anche essere rimandate o mai prese. Si può attendere. In ultimo, molto importante, spesso è utile decidere, proprio per allenarsi e assumendosi la responsabilità, magari con una dose di spirito, che si è in grado di accettare le conseguenze di quel che si è deciso, anche se fossero negative. Perché, oltre al conflitto interiore è importante accettare la paura e anche la propria imperfezione, cioè la possibilità di sbagliare.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Kiki

      Kiki 3 settimane fa (28 ottobre 2018 20:21)

      Grazie infinite Ilaria per il tuo parere, azzeccato e sensibile all'argomento come sempre. Alcuni miei sospetti (vaghi e dubbiosi) in riguardo alla causa d'indecisione risultano, finora, in parte fondati, e trovano conferma puntuale e precisa nella tua lucida analisi, e, riscontro effettivo reale tra le cause che elenchi, oltre che tra le altre tue parole. Non da ultimo l'influenza mentale critica presa in prestito da altre persone per sė negative, (sebbene "influenti") in determinati momenti e contesti, o il vissuto in contesti critici, o occasionalmente tali. Il ruolo della disistima, come scrivi, diventa cruciale, ed è causa del possibile senso di colpa conseguente una non-decisione. Perché è come si fosse un elastico tirato vs. direzioni opposte in momenti differenti. Alla lunga si smolla, o si spezza. Ancora più perfettamente calzante, nel mio caso, ciò che dici in seguito, sul valutare i bisogni importanti collegati alle decisioni determinate e, determinanti per il proprio benessere. Talvolta relativizzati soprattutto a causa di quella paura di non essere, (o sentirsi) "abbastanza", che mi appartiene purtroppo. Sebbene non mi condizioni più come un tempo, avendola individuata. Quindi sì anche la paura, e/o quella di sbagliare e in un certo senso il "non meritare", c'entrano eccome. Credo che valuterò meglio dapprima le decisioni in sé, e il loro potenziale in valore e importanza rispetto ad altre, probabilmente più utili per me in un determinato momento. Grazie per lo scambio di opinioni. Buona serata. :) Un saluto a tutte/i.
      Rispondi a Kiki Commenta l’articolo

  11. Avatar di Josephine

    Josephine 3 settimane fa (28 ottobre 2018 12:06)

    Salve a tutte. Vorrei condividere la mia esperienza positiva. Ho avuto un'infanzia, e in generale una vita molto infelice, ho affrontato difficoltà continue, e sviluppato, anche a causa dell'assenza totale di autostima, una brutta tendenza al pessimismo, a vedere tutto nero, a sentirmi irrimediabilmente sfortunata e inc****ta col mondo. Parallelamente ho avuto storie reiteratamente sbagliate e sono sempre finita nelle grinfie di manipolatori, narcisisti perversi, persone dall'ego smisurato. Che non hanno fatto altro che sprofondare di più nei miei stati d'animo negativi, in un loop continuo. Mi sono fermata, non mi piaceva niente della mia vita. Ho deciso di rimanere sola e di lavorare sulle mie debolezze. Di accettare di non essere stata amata come avrei voluto, e di svoltare pagina, smettendo di piangersi addosso. Anni di lavoro, compreso lo studio di questo blog e di tutte le vostre storie. Non è stata una passeggiata, a volte mi sono rassegnata all'idea di restare sola per sempre, perché per tanto tempo ho continuato ad attrarre solo uomini deleteri per me, e dunque per tanto tempo ho scartato e basta, anche quando avrei avuto bisogno di compagnia. Sono diventata più "stronza" nel senso spesso inteso da Ilaria, e più confidente verso di me, ho iniziato ad apprezzare negli uomini caratteristiche che un tempo ritenevo meno attraenti delle altre, quali l'umiltà, la pazienza, la pacatezza. E....ho incontrato il primo uomo di valore della mia vita. Di quelli di cui un tempo pensavo avessero buttato via lo stampo. Ho risolto i miei problemi, ma non ho smesso di leggere il blog. Voglio ricordarmi dov'ero e dove sono arrivata, voglio continuare a tenermi in esercizio. Perché queste cose contano, nelle relazioni, nel lavoro, nelle prove della vita, in generale. Abbiate sempre stima e rispetto di voi stesse, restate sole fin quando non arriva l'uomo che avete sempre meritato, perché esiste. E se non arriva, pazienza. Josephine
    Rispondi a Josephine Commenta l’articolo

  12. Avatar di Mononoke

    Mononoke 3 settimane fa (29 ottobre 2018 9:42)

    Grazie Ilaria, articolo molto utile e che arriva davvero al momento giusto. Mi sono resa conto, leggendolo, che quando penso sia meglio fare quanto dici tu, cioè prendere le distanze dai miei problemi, una parte di me fa molta resistenza perché pensa di di dover stare sul pezzo, sul problema, che quella è la priorità e quindi devo essere concentrata, niente distrazioni. Il risultato è che vengo travolta da un vortice di sensi di colpa che mi non mi aiuta per niente. Questa dritta che dai la metto subito in pratica!
    Rispondi a Mononoke Commenta l’articolo

  13. Avatar di AnnaV

    AnnaV 3 settimane fa (29 ottobre 2018 13:03)

    Mamma mia scatenatissim*, ci ho messo un'ora a rimettermi in pari coi commenti!! Verissimo, e grazie! il potere del non-fare, nel senso del non correre dietro agli affanni, per fare un passo indietro sempre e guardare il quadro ... Verissimo. Non so se serva a far innamorare qualcuno, ma serve a stare in pace e in controllo, e sperabilmente a piacersi e volersi bene. Grazie grazie grazie
    Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

  14. Avatar di Eleonora

    Eleonora 2 settimane fa (2 novembre 2018 15:38)

    Tutto molto vero in linea di massima...non sempre si può ridimensionare, però,quando i problemi ti levano il respiro.ricordo quando,fino a soli3anni fa,non riuscivo nemmeno a lavorare... Nonostante ciò,i miei grossi problemi ereditati dall'ignavia altrui,ho trovato qualcuno che non si è spaventato di tanta negatività,Anzi...+cercavo di aprirgli gli occhi e +mi stava addosso. Solo quando hai un qualcuno di VALIDO vicino,i problemi riescono a ridimensionarsi fino forse a risolverli perché c'è chi ,oltre ad ascoltarti,vede la situazione dal di fuori e davvero dà una mano grande x risolverli... Gli altri,scompaiono,annoiati e infastiditi ma la persona giusta...NO.
    Rispondi a Eleonora Commenta l’articolo

  15. Avatar di Castagna

    Castagna 3 settimane fa (29 ottobre 2018 16:17)

    Cara Ilaria e care lettrici del blog, vorrei parlarvi di un problema che sta diventando sempre più pesante e avvilente per me. Ogni volta che mi capita di conoscere un ragazzo,poi, col tempo questo perde interesse nei miei confronti perché sono una ragazza gentile e disponibile, e perciò penso di risultare scontata e banale, di poco valore. Sia chiaro: non sono mai stata assillante o bisognosa, ma il mio entusiasmo e la mia iniziativa sembra quasi allontanare gli uomini.. fare la stronza, rispondere in modo freddo o rifiutare un invito ad esempio, oltre che innaturale per via del mio carattere, sarebbe comunque non produttivo... dove sbaglio?
    Rispondi a Castagna Commenta l’articolo

    • Avatar di Kiki

      Kiki 3 settimane fa (29 ottobre 2018 18:39)

      Ciao Castagna, mi permetto di risponderti per quella che è la mia opinione, frutto della mia esperienza e, riflessione personale in riguardo a situazioni simili a quella che descrivi. Secondo me non "sbagli" verso gli altri, affatto. Se mai "sbagli", è solo verso te stessa. Mi spiego meglio: se esci con un ragazzo per "interpretare" il ruolo definito della ragazza gentile e giustamente interessata e disponibile(e, chissà quante altre cose), già sbagli. Cerchi conferma delle tue buone (e opportune, positive senz'altro) qualità attraverso lui (al quale non è detto che tu ne sia veramente, minimamente, interessata, - te la lancio così- ;) ), e, anche una giusta giustificazione alle vostre uscite. Se, anche questo non fosse da te identificabile, aggiungo che uscire, soprattutto nelle prime uscite, con un'aspettativa determinata è già raccontarsi favole, o storie con un fine deciso, che se disatteso porta (almeno) frustrazione personale. Nell'uno e, nell'altro caso quello che succede è che non ti senti libera fino in fondo, perché non ti concedi naturalezza e, genuinità nell'esprimerti. Giacchė veramente impegnata in quello che "devi o dovresti essere", per corrispondere a quello che un lui qualsiasi "vorrebbe", per raggiungere un fine che è la prima, prioritaria cosa nella tua mente. Così la conoscenza e, la relazione (di qualsiasi natura) che potrebbe nascere va a perdersi, perché non parte per davvero. E, non è perché non corrispondi a qualcosa, o sbagli. (Non c'è una causa-effetto diretto con questo, e non sempre esiste...) Ma, forse è perché non ti permetti di essere ("e perché mai?", questa è la domanda delle domande), e di viverti il momento, semplicemente. Senza le aspettative di qualche voce nella tua testa. Ciao! Ps. Non devi fare la stronza, o la difficile per "doverlo fare". È che lo diventi naturalmente quando ti conosci abbastanza per sapere cosa non vuoi, o tutto quello che non vorresti mai dover tollerare/accettare. È solo un passo successivo, secondo me. ;)
      Rispondi a Kiki Commenta l’articolo

    • Avatar di Castagna

      Castagna 2 settimane fa (4 novembre 2018 0:02)

      Grazie della risposta, devo dire che hai centrato in pieno sulla mia situazione e mi stupisco di come alcuni meccanismi siano gli stessi per tutte noi, forse perché siamo spinte dagli stessi bisogni e desideri, adoro questo blog anche perché pullula di umanità.
      Rispondi a Castagna Commenta l’articolo

  16. Avatar di AnnaR

    AnnaR 3 settimane fa (29 ottobre 2018 14:19)

    Buongiorno, sono decisamente off topic, ma vorrei proporre a Ilaria di trattare un nuovo argomentodi cui ho trovato molti riferimenti sparsi in articoli che trattavano altri aspetti dei rapporti di coppia. Si tratta del vile denaro o della sicurezza economica, e dell'influenza che può avere in una relazione. Io sono cresciuta in una famiglia senza grossi problemi economici in cui la parola d'ordine era: "Noi ci sposiamo per amore e mai per interesse. Sposarsi per interesse è squallido e sbagliato". Giustissimo, infatti io non ho mai fatto caso alla situazione economico-sociale dei miei uomini. Il mio ex marito era un professionista figlio di operai che con enormi difficoltà provava ad inserirsi in un mondo del lavoro difficilissimo senza avere lo studio già avviato da un augusto genitore. Ce l'ha fatta alla fine ma con enormi sacrifici di cui gli do atto. Per me la situazione è stata simile, pur provenendo da una situazione familiare d'origine più solida; ad esempio, non ho dovuto sobbarcarmi un mutuo per acquistare casa. Con il mio lavoro sempre in crescita posso dire che sono tranquilla e che non mi manca nulla. Avevo appena finito di ristrutturare casa quando, tre anni e mezzo fa, conosco lui. Ero single da un paio di anni e estremamente diffidente dopo una storia devastante con un narcisista bugiardo. Lui riesce piano piano ad avvicinarsi ma nonostante nessuno di noi due sia più giovanissimo, la sua situazione economica è un disastro. Separato da tre anni, non ha ancora una casa stabile, va in affitto in residence troppo costosi senza capire che così è impossibile farcela, la colazione la fa tutte le mattine al bar. Il lavoro poi va e viene. Sopravvive anche grazie ai suoi genitori che ogni tanto gli mandano denari. Gli spiego che dopo una separazione la situazione è difficile per tutti e che io per prima per ritrovare un equilibrio economico e abitativo ho impiegato sette anni impegnativi, ma che non bisogna abbattersi di morale ma sicuramente bisogna "abbattere le spese". Piano piano si convince. In tutto questo però io mi chiedo: sta con me perché mi ama o perché io sono l'approdo sicuro, la sicurezza economica, la casa bella e confortevole? In questi anni ho sempre cercato di non dare troppo e, seguendo i tuoi consigli, ho messo al sicuro i miei risparmi, a costo di essere poco onesta con lui nascondendogli le mie "riserve segrete" (anche perché il narcisista bugiardo di cui sopra mi aveva chiesto in prestito 10 mila euro e poi ne ha restituiti 300). Alcune battute scherzose ma non troppo che invitavano i nostri figli a cercarsi un partner danaroso mi hanno fatto allarmare e a specificare ai ragazzi che una relazione basata sul denaro equivale a prostituirsi, che ognuno, uomo o donna che sia, deve essere economicamente autonomo se vuole essere libero. Però mi sento in colpa. Adesso conviviamo e lui ripete sempre che "famiglia" è mettere tutto in comune. Che ne dici di trattare anche questo tema sul tuo blog?
    Rispondi a AnnaR Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (29 ottobre 2018 16:20)

      Ciao AnnaR, grazie per il bel commento, denso di riflessioni. Mi tocca osservare che il signore del quale stiamo parlando mette in mostra senza troppi problemi più di un punto debole, tra cui, se posso permettermi, una certa superficialità, un certo egoismo e sì, anche un comodo atteggiamento di chi si approfitta senza tanti problemi. Dunque, nell'incertezza percorri senza nessun senso di colpa la via più sicura e la più giusta, eticamente e moralmente, per te e anche per i tuoi figli: dài tutto, metti in comune tutto, eccetto i beni materiali. Dal cibo alle lenzuola, dai conti correnti alle vacanze "offerte", tieni tutto rigidamente separato, che ognuno si paghi il suo. Anzi, di più, che lui paghi anche l'affitto. Queste sono le vere prove d'amore, non credi? Mi ami? Siamo una famiglia? Bene, paga il tuo. Come sanno bene le mie clienti madri, io le istigo crudelmente e impietosamente a far collaborare in casa anche i figli: appena un bambino e una bambina anche se molto piccoli (5/6 anni), sono in grado di fare qualcosa, che contribuiscano apparecchiando o sparecchiando, mettendo in ordine le proprie cose e via così, crescendo. La vita non regala niente, perché dovresti essere tu a regalare? Il sentimento e il valore che la tua famiglia ti ha inculcato non possono che trovarmi in sintonia. Sono gli stessi peraltro che mi ha inculcato la mia, anche in modo troppo univoco. Infatti c'è il rischio di cadere in un'interpretazione romantica e sentimentale di questi concetti, per la quale si rischia poi di tollerare e ammettere dei veri e propri "falliti patologici" nella propria vita e dare la stura ai peggio atteggiamenti da crocerossina che si possano immaginare. Le famose "donne che amano troppo" sono capaci di perdersi dietro soggetti che non bisognerebbe far passare nemmeno nella via di fronte casa. Tossicodipendenti, alcolisti, ludopatici etc. Inoltre non è raro che molte donne siano vittime di veri e propri abusi economici (i 10.000 euro di prestito mai restituito rientrano in tale fenomeno, ma anche l'ospitalità gratuita in una bella casa). Insomma, nel tuo caso specifico ti raccomando tanta prudenza e non solo dal punto di vista economico. Per quel che riguarda il trattare questo argomento nello specifico, vedrò di pensarci e mi piacerebbe anche avere l'opinione di altre lettrici.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Dani

      Dani 3 settimane fa (29 ottobre 2018 18:56)

      Purtroppo di situazioni così ce ne sono fin troppe, dove il parassita vive a sbaffo della donna che lo mantiene o, come ho sentito spesso raccontare da mio fratello, molti suoi conoscenti era la prima cosa che guardavano, se una aveva i soldi oppure no...che tristezza! Anche io ne ho conosciuti anche se non ci volevo credere, invece esisteva davvero il fenomeno! Altro discorso il tirchio anche se tristemente simile. La storia dei 10.000 euro non si può sentire. Tu mi ridai indietro fino all'ultimo centesimo, altrochè! A me è capitato solo una volta, un ragazzo che faceva un tipo di lavoro legato all'acquisto di capi di abbigliamento firmati, mi coinvolse in un affare . Mi chiese se volevo investire dei soldi, cioè prestarglieli e lui me ne avrebbe ridati indietro con interessi col tempo. Parliamo di qualche migliaia di euro ma in realtà avevo solo quelli da parte. Adesso non mi passerebbe neanche dall'anticamera del cervello ma al tempo acconsentì. Poi passato qualche tempo, ho iniziato a pensare seriamente che forse poteva essere una truffa e così ho tartassato di telefonate e incontri il tizio per farmi restituire i soldi. Un po' alla volta me li ha restituiti tutti e con gli interessi. Mai più, ovvero, adesso saprei a chi poter prestare dei soldi in tranquillità...
      Rispondi a Dani Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 3 settimane fa (29 ottobre 2018 20:59)

      Pieno. Fra i separati, poi, non ne parliamo. È sufficiente tetto sulla testa e stipendio, oramai, per essere considerata un buon partito :) Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di valentina.maidiremai

      valentina.maidiremai 3 settimane fa (29 ottobre 2018 21:08)

      questo argomento mi interessa, grazie Ilaria, e colgo l'occasione per chiederti, se credi sia di interesse per tutte, di trattare anche un argomento di cui ho letto due righe in un articolo, dove si nomina Manon Garcia e la sua idea di sottomissione più o meno consenziente delle donne... buona serata
      Rispondi a valentina.maidiremai Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (29 ottobre 2018 21:24)

      Oddio, mi fate più tuttologa di quel che in realtà sono. Questa signora è una ricercatrice del dipartimento di Filosofia dell'Università di Harvard e mi pare che abbia condotto degli studi sulla celebre filosofa femminista Simone De Beauvoir, sul suo saggio capitale "Il secondo sesso" sostenendo che la De Beauvoir avesse una tesi abbastanza condivisa, cioè che vi sia una sorta di introiettamento della loro situazione di "sottomissione" da parte delle donne. Escludo di parlare di questa ricercatrice, perché non ne conosco il lavoro in modo approfondito e perché il tema così come trattato esula dai nostri interessi sul blog.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 3 settimane fa (29 ottobre 2018 22:44)

      purtroppo non esula ... :D Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (29 ottobre 2018 22:54)

      Infatti ho specificato "così come è trattato (da quella ricercatrice)". Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Martina

      Martina 3 settimane fa (30 ottobre 2018 11:03)

      Questo dei soldi è stato un argomento di grandi discussioni tra me e mio marito i primi anni di matrimonio (è vero che eravamo giovani). Lui aveva lavoro precario e saltuario, mentre io ero fissa. Guadagnava molto meno di me. La sua famiglia che sulla carta stava economicamente meglio della mia non gli ha mai dato soldi, quindi lui stava in casa mia e pagavo tutto io, tipo le bollette. Io avevo messo quasi tutto in casa, lui aveva solo messo 10 mila euro per comprare i mobili. Mi spiego meglio: lui tutto quello che guadagnava lo metteva, ma guadagnava poco e in più i suoi non avevano contribuito minimamente alle spese della casa, che era comunque intestata a me. Poi è entrato fisso e le cose si sono sistemate da sole. Oggi non litighiamo più per quello.
      Rispondi a Martina Commenta l’articolo

    • Avatar di Irene

      Irene 2 settimane fa (8 novembre 2018 15:16)

      Interessante Ilaria,grazie. Rispondi a Irene Commenta l’articolo

    • Avatar di Doris

      Doris 2 settimane fa (8 novembre 2018 21:23)

      Il tema dell'indipendenza economica secondo me è un po' variegato. In storie di lungo corso possono esserci situazioni economiche che "fluttuano" . Ad esempio quando uno dei due componenti la coppia decide di occuparsi dei figli per un periodo a tempo pieno o a part time e quindi gode di minor disponibilità economica rispetto all'altro. In una coppia di mia conoscenza lui ha deciso ad un certo punto di mettersi in proprio e per un periodo hanno entrambi vissuto col solo stipendio di lei... Io stessa qualche anno fa ho perso il lavoro e il mio compagno di allora, che disponeva di un ottimo reddito, mi ha aiutato. Appena ne sono stata in grado ho ripreso a gestirmi autonomamente, ma lui non mi ha mai "presentato il conto" né io ho potuto mai "saldare il debito". Io credo che una famiglia sia anche condivisione economica. È anche l'esempio che ho ricevuto dai miei genitori. Certo, oggi coppie e famiglie sono entità nettamente più fluide rispetto a quelle delle generazioni precedenti, questo va tenuto in conto, e, naturalmente, si deve essere certi di non avere per le mani un/una profittatore/trice.
      Rispondi a Doris Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (8 novembre 2018 21:42)

      Infatti, il concetto è quello. Ricordo un conoscente che mi raccontò un episodio della sua vita molto singolare e avvenuto anni prima: si era sposato da poco e per una serie di eventi inattesi si era ritrovato senza lavoro e senza soldi, con il frigo vuoto. Possedeva solo la macchina. Giovane intelligente e preparato (era laureato in ingegneria) si presentò a un imprenditore per un lavoro. Durante il colloquio raccontò della sua situazione e costui, sulla fiducia gli staccò un assegno da 15 milioni di lire (7.500 euro di oggi), dicendo che voleva aiutarlo. La solidarietà, la collaborazione, la divisione e ripartizione di compiti e mansioni sono naturali in qualsiasi organizzazione, non solo in una famiglia o in una coppia. E in una coppia (lo dice la legge, lo dice la nostra costituzione, lo dicono tutte le dichiarazioni dei diritti umani) entrambi i componenti hanno pari dignità, indipendentemente dal ruolo che ricoprono. Ma come ci sono gli uomini (e le donne) maltrattanti, così ci sono i profittatori e le profittatrici, cioè coloro che proprio facendo leva sull'"ovvietà" di certe situazioni, sulla loro "normalità", sui buoni sentimenti e sulla solidarietà e spontaneità, di fatto vogliono trarre vantaggi per sé, in maniera maligna.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 settimane fa (8 novembre 2018 22:53)

      Francamente, è uno dei motivi principali dell'ansia che mi prende quando penso alla convivenza ... Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 settimana fa (9 novembre 2018 9:30)

      Allora, si può essere molto, ma molto pratici: intanto non mettersi con persone problematizzate a vario titolo (lo so sono acida e cattiva, ma assicuro che è l'unico modo per fare del bene). Se lui non ha di che mantenersi di suo, perché mai frequentarlo e mettersi insieme? Per romanticismo? Vero amore? L'amore è cieco? Tutte sonore stupidaggini. Chi, a una certa età, non è capace di provvedere a se stesso o è carico di debiti e di sospesi, ha qualche bella altra magagna, qualora la magagna del non essere in grado di mantenersi non sia sufficiente. Perché dovreste farvi carico di qualcuno? (Come ho spiegato mille volte, diverso è il caso del compagno di una vita che ha perso il lavoro, viene colpito da una malattia o ha anche problemi sessuali: c'è un mare tra chi ci è stato accanto sempre con amore e chi non conosciamo e già ci presenta una grana e quella di non avere denaro sufficiente per sé è una grana). Poi, semplicemente, ci si organizza in modo pragmatico: divisione equa delle spese (luce acqua pattumiera abitazione spese condominiali. L'abitazione è tua/mia? Bene, giusto per non sbagliare o contribuisci/o con un vero e proprio affitto oppure ti paghi luce acqua pattumiera spese condominiali etc per intero. Il nostro è vero amore? Bellissimo, lasciamo le nostre rispettive case e ne prendiamo una in affitto, a metà). E poi per le spese quotidiane (sostanzialmente la spesa di tutti i giorni), una bella cassa comune dove si può versare la stessa cifra o, per i veri signori, una cifra in proporzione al proprio stipendio. Il tema è, cara Anna, che se si usasse un po' di razionalità, non ci sarebbe ragione di avere paura. Il vero amore lo si prova non a colpi di concezioni falsamente romantiche, ma proprio mettendo se stessi e gli altri alla prova della vita. E per dividere le spese di una convivenza non ci vuole la scienza che è servita per andare sulla luna, solo il coraggio della dignità e del rispetto di se stessi. Se non si riesce a dire: "Dividiamo equamente, giacché siamo persone adulte e io i miei soldi tutt'al più li dò ai miei figli e in caso di bisogno ai miei genitori" vuol dire che non si è nella relazione giusta con un uomo giusto. Tutte le altre sono menate, scuse, stupidaggini.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Irene

      Irene 1 settimana fa (9 novembre 2018 9:54)

      Concordo. Mia madre mi ha insegnato la stessa cosa. Si divide e basta. Rispondi a Irene Commenta l’articolo

    • Avatar di Mononoke

      Mononoke 1 settimana fa (9 novembre 2018 11:36)

      Tutto molto vero, inoltre diventa un valido strumento per capire veramente chi si ha davanti e la sua serietà. Grazie! Rispondi a Mononoke Commenta l’articolo

    • Avatar di Doris

      Doris 1 settimana fa (9 novembre 2018 13:18)

      ... E quando si sta con una persona risolta, economicamente e non, è la stessa persona in questione ad offrirsi per prima di condividere le spese. Già l'assenza di questa offerta deve metterci sul chi va là.
      Rispondi a Doris Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 settimana fa (9 novembre 2018 13:46)

      Ma appunto. Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 1 settimana fa (9 novembre 2018 13:51)

      Sono d’accordo con te, ma siccome conosco forse solo una o due coppie che fanno così, non la vedo semplicissima. È anche una questione di generazione e di mentalità: qui una donna dovrebbe lavorare al massimo per pagarsi il parrucchiere, o per soddisfazione personale, non per denaro, che è invece affare di uomini. A oltre un anno dal divorzio, il commercialista che pago io per le mie cose, ancora parla con il mio ex marito e non con me. Dovrò trovare una donna, lo so. Quando mi fanno un preventivo, dico: ora lo faccio vedere a mio marito e sento che dice, perché se non mi va bene fatico ad impormi, mentre se dico che lui (che non esiste) non è d’accordo, è tutto più semplice (paga lui, no? :D ). A me ste cose fanno venire l’ansia, anche se so che gli errori sono stati i miei. Ma a trent’anni non ti immagini di dover divorziate per le bollette, cioè non i soldi, ma la gestione.
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 settimana fa (9 novembre 2018 14:38)

      AnnaV, una donna deve lavorare per essere libera ed esprimere se stessa e il commercialista lo devi cambiare non per cercare una donna, ma perché è una gigantesca testa di azzo. Comincia a cambiare la gente che frequenti, che dal medioevo siamo usciti da un pezzo ed è un problema tuo se dici che devi parlarne con tuo marito (che tu un marito ce l'abbia o non ce l'abbia), non di questo mondo. Mi spiace.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 1 settimana fa (11 novembre 2018 16:26)

      Non so se riuscirò ad andare via di qui. Per il momento certo che non li frequento, ci devo solo interagire nel quotidiano per le cose necessarie. Mai frequentati proprio. Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Viviana

      Viviana 3 settimane fa (29 ottobre 2018 17:35)

      Ciao AnnaR, leggere il tuo commento mi ha fatto riflettere molto. Poco tempo fa ho scoperto una grande ombra della mia fantasmagorica nonna, rimasta prima orfana da ragazza e poi vedova molto giovane, con quattro figli, un mutuo da pagare, senza accettare un soldo dai familiari, che ha costruito un vero impero svolgendo due lavori (di cui uno parecchio maschile per i suoi tempi: l'avvocato). L'ombra era un amante, un barone con lo spider, che non ha mai lavorato un giorno in vita sua, sempre mangiato al ristorante o a casa d'altri, grande giocatore d'azzardo e pieno di debiti. Mia nonna ha tolto tempo e soprattutto denaro per vent'anni a se stessa e ai suoi figli per mantenerlo, i suoi figli andavano in giro come degli straccioni e lei e lui come un re e una regina, sullo spider. Mia madre ha avuto il coraggio di dirmi tutto, le sofferenze, le privazioni che ha subito, il clima che si respirava a casa sua con il mantenuto che andava compiaciuto in ogni suo desiderio, anche nelle banalità: il menù settimanale o cosa guardare alla TV, l'isolamento da parte dei parenti dato che neanche la madre (la mia bisnonna) voleva mettere piede in casa sua per via della presenza di quel parassita. Sto ancora eleborando tutto ciò e ammetto che mi sta venendo molto difficile, era il mio idolo, un faro luminoso cui mi ispiravo e rivolgevo, anche se è morta molti anni fa. Ma potrei fare altri esempi, familiari e non, di donne/ragazze che pur non essendosi del tutto rovinate hanno subito danni economici dati dal loro dare senza misura a uomini/ragazzi che volevano solo prendere senza misura. Secondo me un articolo di approfondimento potrebbe fare bene a molte e sarebbe, come sempre, estremamente interessante da leggere.
      Rispondi a Viviana Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (29 ottobre 2018 18:01)

      La nonna deve rimanere il tuo idolo, a maggior ragione. Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Viviana

      Viviana 3 settimane fa (30 ottobre 2018 0:41)

      Davvero Ilaria? Posso ancora considerarla un idolo? Una donna tanto bella -perché davvero era di una bellezza sconvolgente- intelligente, estremamente capace e tenace, emancipata, che avrebbe potuto avere un uomo sano accanto a sé o anche nessun uomo o mille amanti che non le chiedessero continuamente soldi, si è svenduta così, per vent'anni, gli ha dato tutto quello che restava della sua giovinezza e gran parte dei suoi averi faticosamente sudati. Nessuno è perfetto, siamo tutti perfettamente imperfetti, prima o poi riuscirò ad accettarla per tutto ciò è stata. Mi lasciato una biblioteca sterminata, mi ha insegnato tante cose, e ,a posteriori, mi ha insegnato che essere belle, realizzate e senza paura "fuori" non basta a salvarti dalle fragilità che hai dentro.
      Rispondi a Viviana Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (30 ottobre 2018 9:32)

      Che cos’altro vuoi? La sua vulnerabilità a questo punto non è il più grande insegnamento? La spinta a conoscerla meglio e a decidere che quella parte di lei tu la sai riconoscere e, quella, la cambierai, per te? Non te la fa amare ancora di più questa fragilità?
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Laura

      Laura 3 settimane fa (30 ottobre 2018 13:23)

      Cara Ilaria, questo tuo commento mi ha commosso. Ti ringrazio per la tenacia, l'intelligenza e la forza con cui ci insegni ad amarci ed amare, nel vero senso della parola. Appari (e sei) sempre forte e decisa, al limite della durezza, ma questa durezza non è mai "contro", bensì sempre "in difesa di": di noi donne, della ricerca del significato autentico di ciò che facciamo e desideriamo, del rispetto di sé e degli altri. Sei davvero fonte di ispirazione e di fiducia nella possibilità di crescita e miglioramento, nel senso migliore e più etico del termine. Grazie!
      Rispondi a Laura Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (30 ottobre 2018 16:37)

      Grazie. Eh sì, diciamo che ci hai beccato, anche se sei troppo gentile e magnanima :) Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 settimane fa (30 ottobre 2018 17:01)

      Laura, condivido in toto il tuo commento! Tra i tanti siti o blog "spazzatura" che si possono trovare in rete, "La persona giusta" è davvero una risorsa per chi è in cerca di amore innanzitutto verso se stessi. Dunque, rinnovo il mio grazie ad Ilaria... :)
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Viviana

      Viviana 3 settimane fa (30 ottobre 2018 14:31)

      Hai ragione Ilaria. Grazie! Rispondi a Viviana Commenta l’articolo

    • Avatar di Atolla

      Atolla 3 settimane fa (31 ottobre 2018 18:58)

      Mah, io da un tipo che non è in grado di amministrarsi la vita dal punto di vista materiale non solo fuggirei a gambe levate ma soprattutto non capisco che tipo di interesse e attrazione possa suscitare. Ad uno così toccherebbe fare da badante, altro che storie! Poi sono e resto del parere che in una relazione i soldi debbano rimanere fuori (a parte quando la relazione è consolidata, si convive e si presentano bollette, affitto, mutuo, spesa quotidiana, conti vari da pagare) ; sento sempre puzza di bruciato anzi di carbonizzato quanto leggo o sento donne che raccontano "gli ho prestato X euro per aiutarlo nella sua attività/per pagare i debiti ecc" (e si tratta sempre di somme importanti), la gran parte delle volte non li rivedranno più e non sarà nemmeno il peggiore sopruso da sopportare. Non ti bastano i 10 mila euro perduti? Vorresti davvero un altro accollo, come lo chiamano a Roma?
      Rispondi a Atolla Commenta l’articolo

    • Avatar di max

      max 1 settimana fa (12 novembre 2018 13:35)

      Salute a Ilaria e tutte le lettrici!...interessante il discorso...parlando per me ho il pensiero -giusto o sbagliato- che l' uomo debba avere una sicurezza economica/lavorativa che gli consenta al bisogno di tirare avanti la famiglia (non mi riferisco al mantenimento totale, ma ad esempio nel caso frequente in cui la compagna decida ad esempio di chiedere un part-time in seguito ad una gravidanza) e di vivere serenamente il rapporto (oltre ai social, anche le difficoltà economiche sono fra i principali ostacoli che minano lo scorrere di una relazione)...parlando in generale, l' argomento è spinoso e ci possono essere mille ragioni per una decadenza economica, ma probabile che se mi ci dovessi mai ritrovare non vivrei serenamente e questo si riverberebbe nella mia relazione...certo è che tante persone, soprattutto uomini, sono stati poco lungimiranti a costruirsi una vita e poi ne pagano le conseguenze, come il tizio 50/60enne che qualche giorno fa mi è venuto addosso con il suo furgone senza assicurazione...ma che vita "piena" può fare un uomo che fatica a parlare l' italiano e non trovato di meglio dei mercatini dell' usato/ciarpame con il furgone scassato senza assicurazione?....questo mi fa ringraziare mia madre che -da donna single cresciuta nel periodo duro della guerra e laborioso del dopoguerra- mi ha fatto studiare, e trasmesso la ricerca dell' indipendenza economica e sentimentale
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  17. Avatar di Kicca

    Kicca 5 giorni fa (14 novembre 2018 15:39)

    Articolo per me molto utile, stavo proprio cercando una risposta in questo senso, come fare a non essere sempre arrabbiata nel privato nonostante tutto, può essere un punto di partenza, muchas gracias :)
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