Che cosa fare quando si è tristi

che cosa fare quando si è tristiChe cosa fare quando si è tristi? Che cosa fare quando ci prendono tali paturnie che ci tolgono entusiasmo, gioia e allegria? Che cosa fare quando ci si sente giù, un pochino, un poco o anche un tantino?

Per affrontare questo tema  sono necessarie delle premesse: qui non si vogliono e non si possono fornire consigli medici o terapeutici sotto nessuna forma.

Affrontiamo il tema da un punto di vista pratico, fino a che si parla di uno stato d’animo comune e anzi condiviso da tutti gli umani, uno stato d’animo che, usando le risorse più efficaci si può modificare in modo naturale e spontaneo.

Essere tristi fa parte della vita, sentirsi tristi capita a tutti in diversi momenti della giornata o in diverse fasi dell’esistenza.

Ciò detto, se  ti trovi in uno stato di tristezza continua e costante che pregiudica la qualità e la serenità delle tue giornate, influisce in modo negativo sul tuo stile di vita e sulle tue attività, è bene che ti rivolga a una figura competente, un medico, che possa eventualmente fare una diagnosi basata su dati clinici e oggettivi.

Infatti una tristezza che dura nel tempo può essere il sintomo più visibile di una depressione e la depressione può capitare, non è nulla di cui vergognarsi, si può guarire dalla depressione e se si soffre di depressione è utile, intelligente, furbo curarsi con il supporto di professionisti competenti.

Inoltre vi sono una serie di altri disturbi di origine fisica che possono influire sull’umore delle persone e se lo stato di “tristezza” si prolunga nel tempo, è il caso di approfondire, non sia mai che si tratti di un sintomo spia di disturbi che diversamente sarebbero difficili da scoprire. E che sono facilmente risolvibili.

Perché perdere in tempo e in qualità della vita quando una questione può essere risolta in modo semplice e veloce?

Per cui se ti trovi nello stato di una tristezza permanente, il primo passo da fare è andare dal tuo medico curante e spiegargli bene quello che ti sta succedendo, magari portandoti un foglietto sul quale hai annotato quello che di importante ti è sembrato di notare nel tuo umore e negli effetti che ha sulla tua vita.

Perché il medico curante? Perché nel nostro Sistema Sanitario Nazionale (uno dei migliori, se non il migliore al mondo) il medico curante è il primo interlocutore che legittimamente e autorevolmente aiuta a orientarsi tra le terapie più efficaci e utili per la nostra salute fisica e psicologica.

Ovviamente con questa premessa non voglio intendere che ogni stato di tristezza deve essere considerato come sintomo di una depressione o di qualche altro disturbo di origine magari organica.

L’attenzione verso se stessi e il proprio stato di salute – fisica ed emotiva – non deve trasformarsi in ossessione, in paura immotivata delle malattie, cioè in ipocondria.

Tieni anche presente che se hai sperimentato di recente una o più difficoltà, delle situazioni frustranti, o anche perdite o lutti, è normale che tu ti senta triste per la maggior parte del tempo.

In questo caso non si tratta di avere dei disturbi, ma di essere umani e magari, se è il caso, anche in questo frangente è opportuno chiedere un aiuto esterno.

Altro aspetto importante, di cui si parla poco a causa di un pudore ancestrale e immotivato, soprattutto in Italia: il nostro umore è influenzato dalla nostra fisiologia e in particolare l’umore delle donne è influenzato dal ciclo ormonale che sta vivendo.

In gravidanza gli ormoni influenzano lo stato d’animo della donna in attesa; ma anche immediatamente dopo il parto, nel periodo premestruale, nel periodo perimestruale (cioè immediatamente prima, durante e dopo l’inizio delle mestruazioni), durante la preadolescenza, durante l’adolescenza o durante la perimenopausa (il periodo che precede la menopausa) o durante menopausa stessa.

L’assunzione di contraccettivi orali (la pillola) o di ormoni influenza potentemente l’umore.

Non c’è donna che non sappia questo, ma sono ancora moltissime le donne che sottovalutano l’influenza che la fisiologia e i naturali cambiamenti dell’assetto ormonale nelle varie fasi dell’esistenza o nelle varie fasi del ciclo ha sul loro umore.

Se vuoi avere una reale cura di te, dal punto di vista fisico ed emotivo, è importante che tu impari a conoscere te stessa e le tue risposte alle variazioni naturali che il tuo fisico e i tuoi ormoni mettono in atto.

Per fare questo è sufficiente che tu tenga un semplice e sintetico diario relativo alle fasi del ciclo mestruale e allo stato d’animo giorno per giorno

E’ anche importante, per evitare di allarmarti e per vivere con più serenità e più controllo quello che ti capita, che tu ti abitui a riconoscere se e quando certi tuoi stati d’animo possono essere determinati da quello che sta accadendo in te a livello fisiologico.

Anche questo è vivere con consapevolezza. E chi è intelligente vive con consapevolezza.

Inoltre ricordati che il nostro stile di vita influenza potentemente il nostro benessere psicologico.

Per cui stai bene attenta a come ti prendi cura di te stessa, cioè a quanto cibo buono mangi e se mangi a orari regolari, se alterni con equilibrio attività e riposo, se fai attività fisica e via dicendo.

Se ti svaghi quanto basta e se sei impegnata nello studio o in un lavoro che ti interessano con continuità ma senza eccessi.

Se bevi abbastanza acqua ogni giorno.

"Quasi sempre la tristezza non è altro che una forma di stanchezza. André Gide"

Che cosa fare quando si è tristi. Fidati di te

Ok, dopo questa lunghissima ma importante premessa consideriamo che cosa fare quando si è tristi.

Ogni tanto mi capita di andare sulla pagina Facebook de La Persona Giusta per Te e di porre delle domande alle lettrici, per sapere che cosa pensano di una determinata questione perché so che in moltissime possiedono già le risposte più utili e sensate alle domande scottanti della vita.

A proposito di risorse personali, eh?

Per cui qualche giorno fa ho proprio fatto la domanda: “Quando si è tristi, che cosa è meglio e utile fare? 😊?” e mi sono arrivate una raffica di risposte.

Sembra paradossale dirlo, ma si trattava di risposte che sentivo come entusiaste.

Le ho percepite come tali perché probabilmente chi ha letto e risposto desiderava dare davvero dei consigli utili e si esprimeva parlando dal e col cuore, su una questione che di sicuro ha sperimentato in prima persona, inventandosi e scoprendo con l’esperienza le soluzioni migliori per sé.

E qui arrivo alla prima considerazione per te: quando sei in un momento difficile o in una situazione che necessita una soluzione, la prima persona alla quale devi rivolgerti, quella che devi ascoltare di più e della quale devi fidarti di più sei tu.

Perché tu più di tutti sai che cosa è meglio per te.

Solo che spesso non ti fidi di te e non ti dài retta. Se è così, comincia a fidarti, dài.

Ti riporto qui le risposte che ho ricevuto alla mia domanda:

“Quando si è tristi, che cosa è meglio e utile fare? 😊?” dato che mi sembrano tutte interessanti.

“Fare qualcosa con le mani, tipo un dolce o giardinaggio…”

“Piango perché dopo mi sento meglio e mi metto a fare qualcosa di creativo.”

“In questi casi non ho voglia di fare niente a parte stare sul divano a piangere. Però se mi obbligo a fare qualcosa, anche solo riordinare casa magari con la radio che va, poi sto un po’ meglio. Non è semplice: la voce interna non vuole saperne di stare meglio.”(Quest’ultima è una gran bella intuizione! Spesso dentro di noi prende vita e forza un mulo che si impunta a stare male, forse perché ha bisogno di ascolto o è spaventato all’idea che noi stiamo bene o vogliamo stare bene.)

“Mangio cioccolata.”

“Uscire con un amico maschio.”

“Ciò che ci fa star bene.”

“Shopping! E poi bere un buon bicchiere di vino rosso! 😊”

“Io dormo!”

“Un bel gelatone.”

“Piangere se è necessario, ascoltare musica , vedere un film al cinema, uscire con amici …bere un po’”

“Ballare, fare una passeggiata in riva al mare o shopping fra la gente di un grande centro commerciale.”

“Km e km di jogging ascoltando musica e guardando il paesaggio. Oppure shopping però poi quando rientro a casa guardo il portafoglio vuoto e divento triste di nuovo. Meglio la passeggiata nella natura.”

“Parlare con un amico/a,stare in compagnia di amici a quattro zampe😊.”

“Stare a casa, leggere un libro. Insieme al proprio cane o gatto ovviamente.😊”

“Elaborare la tristezza in solitudine in modo da ricaricare le batterie. Dopodiché scendere dal divano e ripristinare contatti con il mondo. Ridarsi una forma umana…”

“Sport tanto sport.”

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“Uscire con l’amica più simpatica che si ha…”

“Piscina, sauna, amiche mangiate, passeggiate, parrucchiere, spesa compulsiva😂. Eh sì tutto questo non colma il vuoto ma da una bella mano 😘😘😘😊😊😊😃😃😃.”

“Ascoltare la tristezza stare in sua compagnia accompagnata da una tazza di cioccolata con panna…. Ops… Beh quella ci sta sempre.”

“Chiudersi in casa e non vedere nessuno finché non si sta bene.”

“Accogliere la tristezza… io ci sono dentro da ieri sera… e stare nel mio mondo…senza nessuno…”

“Mi piacerebbe tanto piangere quando sono triste ma non ci riesco. Sono anni che non piango.”

"Non si può essere profondamente sensibili in questo mondo senza essere molto spesso tristi. E.Fromm"

“Quando sono triste… ho un grande desiderio… di stare con una o più persone Adulte e Mature… ma un senso di inadeguatezza mi invade… e rimango chiusa a casa.”

“Shopping… per me funziona.”

“Shopping come se non ci fosse un domani😂.”

“Riscoprire i propri piaceri e divertimenti… anche solo prendere un caffè in riva al mare 😊.”

“Leggere un bel libro😁.”

“UN MASSAGGIO!!!”

“Ascoltare la musica.”

Dirsi che è solo un momento e che passerà presto. Fare un respiro profondo, una doccia calda, improfumarsi, mangiare un po’ di cioccolata (meglio se fondente), salire in auto e sentire solo musica allegra. Trascorrere almeno due ore a camminare per negozi. Anche da soli. Passare dalla migliore pizzeria di zona e cenare. Evitare stress inutili e ripensamenti sull’accaduto. Dire a se stessi: “Ora stacco la spina da questi brutti pensieri, che mi fanno stare male. Si risolverà tutto al meglio, anche se ora non vedo neanche un po’ di luce.” Per chi è credente, consiglio di chiedere aiuto allo Spirito Santo. Parlategli come ad un amico e vedrete che aiuti arrivano dall’Alto…! 😁”

“Confermo stanotte l’ho fatto sono stata meglio… mi sono affidata al potere superiore e alla mia mamma…”

“Ai sentimenti bassi non concedo più di un giorno. Mi chiudo in casa, attraverso e vivo lo stato d’animo, ma la mattina seguente doccia, esco e rinasco.”

“Prendersi cura di se stesse.”

Ecco, non c’è nessuna di queste strategie che non sia utile e anche molto utile, anche quella di isolarsi dal mondo per qualche ora o di desiderare di piangere.

O di piangere, proprio.

Spesso piangere aiuta a liberarsi di tensioni accumulate e a chi desidera piangere e non ci riesce perché da troppo tempo stringe i denti e resiste tenacemente rischiando un’impenetrabilità che alla lunga fa soffrire, consiglio di stare un po’ con se stessa e darsi il tempo magari di guardarsi qualche film commovente o molto romantico, che aiuti le lacrime a scendere.

E, benché io non sia credente, ma non posso non credere che ci sia un disegno e che qualcosa o qualcuno si siano inventati tutto ciò e in un modo o nell’altro lo abbiano reso possibile, penso che sia molto utile, talvolta, non affidarsi totalmente a qualcosa di superiore, ma di certo confidare in qualcosa di più grande di noi e in un progetto più grande di quello che immaginiamo noi e nel fatto che la nottata passerà.

"L’albero della tristezza, non piantarlo nel tuo cuore. Rileggi ogni mattina il libro della gioia. Omar Khayyam"

Che cosa fare quando si è tristi. Alcuni aspetti importanti

Per concludere – sempre che si possa concludere una questione del genere, ma noi dobbiamo – è importante tenere presente innanzitutto che la nostra vita e la nostra vita interiore non è fatta solo di stati d’animo positivi e di eccitazione continua (chi lo crede di solito vive delle gran brutte esistenze, anche magari diventando vittima di gravi dipendenze).

La vita è fatta di alti e bassi e l’animo umano è fatto per ospitare sentimenti positivi e sentimenti negativi.

Sia quelli negativi, sia quelli positivi, hanno un loro scopo e un loro senso e spesso rafforzano le nostre risorse e le nostra creatività.

Per questo è importante accettare (che non è subire) anche quello che non ci è gradito, non opporsi o fare resistenza, perché più si resiste a qualcosa, più lo si rende forte e prevalente nella nostra vita.

Siamo tristi? Bene.

Accettiamo e osserviamo che cosa questa tristezza ci vuole dire o dove ci vuole portare.

Male che vada avremmo mangiato un buon gelato in più, visto un film romantico, magari di quelli di cui tutti parlano o letto un libro che erano mesi che aspettava sullo scaffale.

Tra le risposte che ho ricevuto alla mia domanda su Facebook c’è quella di una persona che ha scritto: “Suicidarsi”, forse perché voleva sembrare cinica e sarcastica (con me, immaginiamoci…) e originale. Maliziosamente spiritosa. E come no.

E’ ovvio che questa non è la scelta. Non è cosa buona e nemmeno giusta. Non lo dico a caso.

Non c’è tristezza che dia una buona ragione  per porre  fine alla propria vita e se nella nostra mente albergano sul serio certi pensieri, si ritorna alle premesse di cui sopra e si ricerca un aiuto competente.

Un’altra persona, con più amarezza e un briciolo di cattiveria, ha risposto: “Chiudersi in uno scantinato con delle salsicce”.

Io, sulle prime, l’ho trovata un’idea geniale.

Mangiarsi delle salsicce, con tuto il rispetto per le appassionate di gelato e di panna e di cioccolato, lo trovo personalmente più fascinoso. De gustibus.

Siccome ho chiesto chiarimenti, l’autrice dello scantinato con salsicce mi ha detto che lei intendeva dire: “Chiudersi nello scantinato per non uscire mai più”.

Allora, dico io, a quel punto, tanto vale fare a meno delle salsicce…

Lasciarle in pace, lasciarle sole con la loro stagionatura, povere salsicce scantinate.

Scherzi a parte: affrontare con tanta negatività un sentimento naturale e comune (e spesso produttivo) come la tristezza non aiuta.

Non aiuta a superare la tristezza, non aiuta a coltivare la serenità e non aiuta a stare bene con gli altri.

E’ irrealistico, infantile, finanche disfunzionale, pensare che la vita vale la pena di essere vissuta solo se le cose ci vanno bene e se stiamo sempre bene.

Ma ti pare?

"La felicità. La tristezza. E poi questo stato d’animo, al quale non so dare un nome, per cui sono contemporaneamente felice e triste. serafinobandini"

Essere persone interessanti, affascinanti, simpatiche significa anche avere in sé quel minimo di accettazione, quel tantino di capacità di adattamento e quel briciolo di coraggio che ci fanno andare oltre i momenti di sconforto, oltre le sconfitte e oltre i fallimenti.

Senza farne per forza una tragedia.

Siamo donne o manichini?

Ecco che cosa fare quando si è tristi: concentrarsi su di sé, sulla meraviglia di essere persone forti e allo stesso tempo vulnerabili, capaci di ridere e di piangere, entusiaste della vita e anche delle sue difficoltà e delle sfide che ci propone per dimostrare a noi stesse che possiamo, valiamo e riusciamo.

Alla faccia dei momenti e dei sentimenti negativi.

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45 Commenti

  1. Avatar di vincenzo

    vincenzo 3 mesi fa (18 Settembre 2019 8:51)

    Bell'articolo Ilaria, un'altro bell'approccio al problema del come combattere la tristezza l'ho tratto dal film Inside Out, dove la tristezza viene presentata come una componente essenziale alla gioia :D D'altronde come sarebbe monotona la vita se fossimo sempre felici, ogni tanto un po' di sana tristezza aiuta ad accettare le cose belle che abbiamo. Buona giornata ;)
    1
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 3 mesi fa (18 Settembre 2019 9:55)

      Sono anni che - ringraziando il cielo - non sono triste e mi godo i miei momenti belli ugualmente. Certamente, la vita è fatta di cose belle e di cose brutte e questo non si può evitare; e certamente si può imparare molto dai fallimenti. Qui si parla però di altro, e cioè di non coltivare la tristezza, facendo cose positive per noi stessi anche quando non tutto va come vorremmo.
      0
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    • Avatar di Carla

      Carla 3 mesi fa (18 Settembre 2019 14:17)

      beh io sarei davvero contenta se potessi eliminare la tristezza, sinceramente... ho fatto un po' di pulizia tra le "amicizie" anche femminili. Restano quelle che mi cercano e vogliono condividere la mia allegria e le mie preoccupazioni. Da mesi non sento piu' una che consideravo amica, dopo qualche invito a spettacoli e uscite (come si faceva sempre) o anche per una chiacchierata, che lei ha sempre declinato ultimamente, non l'ho piu' cercata né lei si è fatta viva. Non ho la piu' pallida idea di cosa sia successo ma accetto anche il fatto che forse io non le "convengo" piu'...boh
      2
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 3 mesi fa (18 Settembre 2019 18:33)

      Fai cose belle e solo cose belle (obblighi lavorativi a parte). Non pensare a cercare amiche amici e fidanzati. Fai quello che ti piace e chi c’è c’è, chi arriva arriva. Non arriva nessuno? E allora l’ambiente non è quello giusto, meglio perdere loro che la gioia di vivere.
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    • Avatar di Carla

      Carla 3 mesi fa (19 Settembre 2019 12:07)

      Certo. Io ho la mia cagnetta, ma purtroppo ( o per fortuna) non parla. O meglio, parla la lingua canina e mi diverto :-)
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 3 mesi fa (19 Settembre 2019 17:26)

      Non è necessario parlare, per fare le cose :)
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    • Avatar di Carla

      Carla 3 mesi fa (19 Settembre 2019 16:32)

      Chi cerca, trova ! Mica scende dal camino come Babbo Natale...
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 3 mesi fa (19 Settembre 2019 18:57)

      Non è la priorità trovare. La priorità è essere felice.
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  2. Avatar di Rexely

    Rexely 3 mesi fa (19 Settembre 2019 17:46)

    Io sono combattuta tra il cercare e il fare. Nel senso che se mi metto a cercare amici/che, fidanzati, situazioni, etc. per uscire dalla zona di comfort mi stanco e se non trovo niente mi viene pure l'angoscia. Ho notato invece che quando vivo ciò che mi va in quel preciso momento, in modo disinteressato e senza impegni, sto meglio. Voi invece come la vivete? Vi sentite liberi o vi impegnate?
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 3 mesi fa (19 Settembre 2019 19:10)

      Per me fare quel che mi pare e che mi fa stare bene è stato uscire dalla comfort zone ... mica ero abituata! :)
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    • Avatar di Ally

      Ally 3 mesi fa (19 Settembre 2019 20:55)

      Anna mi hai tolto le parole di bocca :D!!! Capire effettivamente cosa mi piacesse e mi faccia tuttora stare bene é qualcosa sul quale ci sto ancora lavorando su ^^'! I primi tempi da single di ritorno andavo molto a tentoni. Cara Rexely, si anche io prendo le uscite e le attività come vengono, concentrandomi su ciò che sto facendo. Se poi incontro altre persone ben venga ma non voglio partire da casa con aspettative specifiche che poi possono essere deluse, non voglio caricare le esperienze ma prenderne il bene che ne viene, con una sana apertura positiva!
      0
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    • Avatar di Carla

      Carla 3 mesi fa (20 Settembre 2019 9:35)

      Io alterno momenti in cui mi "forzo" un po' di uscire ad altri in cui faccio esattamente quello che mi sento di fare o non fare. Es : non ho voglia di fare sport, esco a camminare col cane e mi basta. Oppure, chiamo una amica per prendere l'impegno di uscire, così non mi impigrisco all'ultimo momento. E quando sono stufa perché non mi piace una certa attività, prendo baracca e burattini e me ne torno a casa, felice e contenta di ritrovare il mio nido e mangiare una cosa buona. Amen
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