Che cos’è l’amore e come farlo entrare nella tua vita

che cos'è l'amore

Che cos’è l’amore?

Eccomi qua, io, me in persona, a rispondere a una domanda che storicamente e sempre si fanno e si sono fatti tutti, dai coniglioni più analfabeti, ma tanto analfabeti, anche a livello sentimentale, ai genialoni immortali.

Proprio quelli così geni, che il nostro sapere si basa quasi tutto sulle loro scoperte.

Perfino religiosi, e fondatori di religioni, pensa un po’, profeti, guide spirituali e anche figli di dio, illuminati, padri della Chiesa (e di molte chiese diverse). Pensa un po’.

Quanto a risposte non ne abbiamo moltissime di che vogliamo considerare per lo meno un po’ certe e un tantino rassicuranti.

Quindi immaginati un po’ quale possa essere il mio contributo al tema.

Ecco, giusto, per mettere un po’ in ordine le idee e chiarire subito il tenore della trattazione.

Per “settare” il livello delle aspettative. Come dicono alcuni con un vocabolario povero.

"Ci si innamora a vent’anni: dopo si innamorano soltanto le cameriere. Gianni Agnelli"

A questo punto tu starai pensando: “Scusami, Ilaria, con tutta la stima del mondo, ma se non sai nulla o quasi sull’argomento, o nulla di più di quello che si può leggere in giro, perché accidenti ti ci metti a scriverne? Lascia stare che risparmiamo tempo tu e anch’io, dài.”

Beh, intanto, ma penso che tu te ne sia già accorta, gira e rigira, di fatto questo è il tema centrale del blog.

E, appunto per questo mi sento in dovere di scrivere un articolo per fare il punto.

Perché a quasi dieci anni dalla fondazione del blog, alla soglia degli anni ’20 del XXI secolo, mi rendo conto, con un certo sconforto, che di amore ben poco si sa.

Cioè non che i grandi del mondo non vi si siano dedicati con intelligenza, competenza, passione e profondità lasciandoci un enorme patrimonio di risorse per capire, o capire un po’ di più e un po’ meglio.

O almeno per provarci.

Il fatto è che, proprio, non vogliamo capire.

Che cos’è l’amore: ma tu lo vuoi sapere e lo vuoi davvero l’amore?

Perché capire l’amore è difficile, dato che la comprensione l’intelligenza emotiva, trovano sulla propria strada ostacoli e interferenze che vanno ben al di là della logica.

E per quali non bastano l’intelligenza e la conoscenza.

Ci sono persone con un QI altissimo, che possono essere degli stronzi eccezionali o dei falliti totali nelle relazioni.

E ci sono tantissimi che sono intelligentissimi, stronzissimi e fallitissimi.

Anche se hanno potere, denaro e successo esteriore.

Ma sai quanti?

Capire l’amore è difficile anche perché c’è molta pigrizia – chiamiamola pure “accidia”, che è veramente un atteggiamento molto negativo verso la vita – a livello emotivo (traduco con un esempio: invece di migliorare come persone e diventare autonome sentimentalmente ed emotivamente, uomini e donne preferiscono trovare dei sostegni, dei capri espiatori, dei responsabili esterni alla propria mancanza di autosufficienza emotiva).

Inoltre, capire l’amore è difficile,  perché ormai il mondo è popolato da generazioni, che nate e cresciute a qualsiasi latitudine e a diversi livelli di opportunità, o se la sono sempre “trovata cotta”, come si dice dalle mie parti, o siccome vedono che è più facile “trovarsela cotta”, pretendono di “trovarla cotta” e si comportano di conseguenza.

Non è un approccio che paga, anche se la mamma e il papà te lo hanno fatto credere e hanno minacciato la tua maestra che ti aveva spiegato che non si picchiano i compagni di classe e non li si insultano.

L’atteggiamento di pretendere di trovarla cotta è devastante. Per chi lo adotta in primis.

E tra questi, mi dispiace dirlo, ma è  solo che vero, ci sono legioni di donne rimaste bambine, anche se sono docenti universitarie, magistrate, ricercatrici di biotecnologie, insegnanti e di tutto e di più, e che non è che non hanno capito niente dell’amore, non vogliono proprio capire.

Perché questo comporta uno sforzo di crescita personale che non hanno nessuna voglia di fare.

Più facile frignare e lamentarsi.

"E io anche morirò, questo è certo, ma nel frattempo mi sono innamorato anche dopo i vent’anni, anche dopo i trenta, anche dopo i quaranta. E non sono una cameriera, anche questo è certo. E insomma, meglio essere innamorati che avere così tanta paura della morte da non innamorarsi più, mi sono detto. Lo Scorfano"

Attenzione, perché se ho iniziato dura, non procedo tenera, anche se ci sono temi interessanti che ho intenzione di trattare in modo originale.

Per un atterraggio, a conclusione, morbido. Per chi la vuole capire, ovvio.

Una delle altre ragioni per le quali le persone non capiscono e non vogliono capire dell’amore (ed è molto collegata a quella del “trovarsela cotta”) è che la cultura nella quale siamo immersi tende a coltivare, prendersi cura, aumentare rinforzare la stupidità dei più.

La stupidità, l’idiozia, l’incompetenza e l’incapacità sono valori di cui andare orgogliosi di questi tempi.

Da mostrare con vanto.

E quindi, via all’incitare quelli che già stupidi di loro a non capire un razzo della realtà circostante.

Perché, questo è un concetto noto, se non si capisce un razzo della vita e si vive a casaccio, si è estremamente controllabili.

Di più: manipolabili.

E, mi dispiace dirlo, in testa alla classifica delle persone che vengono trattate come idiote dai manipolatori della classe dirigente (che non sono i poteri occulti, forti, e i complottari) e mantenute nell’idiozia e nell’inconsapevolezza di sé ci sono le bambine e le donne.

Non che gli uomini non siano manipolati (pensa a milioni di pirla che soffrono quando una squadra di calcio formata da mercenari strapagati perde).

Ma le donne, quanto a vittime di manipolazione, sono molto avanti. O comunque, pagano prezzi emotivi ben più pesanti.

Beninteso, io sono più che convinta che questo sia il secolo delle donne (diamoci una mossa però, giacché hora ruit, il tempo scorre implacabile, e ancora due/tre decenni e poi perdiamo anche questa opportunità e ci tocca aspettare il secolo ancora prossimo e io non sono sicura di essere qui in questa forma) e che ci sia una chiara avanzata, a livello di individui, delle donne.

Cioè, si tratta di poche privilegiate.

Giacché ci sono donne, che appartengono a un’élite, che il secolo se lo prendono e se lo prenderanno.

Ma per tutte le altre, sfigate, che soggiaciono agli stereotipi già vecchi ai tempi delle loro nonne, ciccia.

Da quando io ero adolescente, alla fine degli anni ’80, ti assicuro che la massa delle donne, nella propria vita privata hanno perso terreno.

Percepisco in molte ventenni di oggi mentalità retrive che, negli anni ’80 (periodo orrendo peraltro), avrebbero scandalizzato, per la loro arretratezza, anche una nonna semianalfabeta.

E le nonne semianalfabete ai tempi ce ne erano ancora molte.

Poi certo vedo intorno a me giovani donne con un determinazione d’acciaio e soprattutto con la certezza che non devono chiedere niente a nessuno.

Ma appartengono a un’elite, di forza emotiva, intelligenza logica e razionale.

E di voglia di sfondare, mica di dipendere. Di essere autonome, mica bisognose.

Perché, lo sai vero, che con tutta questa democrazia sbandierata, il mondo si sta sempre più dividendo tra élite e masse sfigate, vero?

Dovunque ci si trovi.

Se non lo sai, prova a prendere in considerazione questo aspetto.

Magari ti aiuta a distrarti per un attimo dal pensiero del sorriso del personal trainer della palestra.

Tornando a noi: le donne sono e rimangono le principali vittime del rimbecillimento collettivo.

In via diretta (vengono cresciute a furia di messaggi rimbecillenti) e in via indiretta (si relazionano con un uomini che sono stati cresciuti con e hanno fatto propri quei messaggi rimbecillenti, non solo quelli che riguardano loro stessi, ma anche quelli che penalizzano il femminile).

E alla base di qualsiasi messaggio rimbecillente e manipolatorio, diretto a uomini o a donne, non fa differenza, viene veicolato il concetto: “Tu non vali niente, tu non puoi fare nulla, tu non sei capace di nulla.”

“Tu non ti ami e non sei amabile. Quindi non amarti. E per consolarti di questo pensiero disperante, fai altro.”

Ripeto, questi ti inculcano fin nel profondo delle midolla il concetto: “Tu non ti ami, non sei amabile. Non amarti. Sbattiti, agitati, stai in ansia, ma evita l’amore per te stesso/a.”

Cioè, se pensi che una delle coppie di riferimento del momento sono i “Ferragnez”, due che non si amano (non amano se stessi) come pochi…

Solo che il trucco è un filo più raffinato e, come tutti i trucchi, occulto, nascosto, apparentemente segreto o noto solo a pochi eletti (a ridaje): esplicitamente il messaggio dice il contrario: “Tu sei libero per tutto, tu puoi tutto, tu sei capace di tutto.”

Già che questi messaggi (“Tu sei al centro del mondo (il nostro, come pollo da spennare)”) li diano le pubblicità di smartphone, di profumi, di linee telefoniche, di auto, di vestiti, di make-up, di crociere, la dice lunga quanto sia poco autentico tutto ciò.

Cioè, si tratta di un condizionamento bello e buono nel doppio senso che ha il termine. “Tu puoi tutto, solo e a condizione che tu abbia questo smartphone, questo vestito, questa auto.”

Stupendo, meraviglioso, insuperabile…

Magia allo stato puro.

Per le donne e per gli uomini ci sono poi delle varianti di genere (scusate la parolaccia): le donne possono tutto purché abbiano un marito e dei figli, siano senza rughe e senza cellulite etc; abbiano i pavimenti puliti e un lavoro gratificante, ma non troppo.

Gli uomini possono tutto purché abbiano molte amanti, degli addominali d’acciaio e una macchina che devono pagare a rate.

L’importanza di avere un marito, purchessia, si intenda – per le donne – è direttamente proporzionale alla necessità di incrementare il fatturato delle vendite di creme antirughe e anticellulite; l’importanza del numero di amanti è direttamente proporzionale all’obbligo aziendale du far girare la nuova linea di produzione di fuoristrada appena delocalizzata, di prendersi i sussidi statali e di ammortare i costi di progettazione e alla necessità di distribuire stock options di valore al management.

Questo in estrema sintesi.

Progresso? Evoluzione? Crescita reale? Zero. Meno di zero. Si arretra.

Per cui ogni anno che passa, io non solo divento più vecchia e accumulo più esperienze (alcune anche difficili, eh), dato anche che mi impegno a fare più esperienze possibili.

Ma, con sconcerto, osservo crescere a dismisura l’incompetenza sentimentale.

I commenti del blog, la mia mail, la mia pagina Facebook, i colloqui con chi fa percorsi di coaching con me (e per quel che riguarda questo sto abbassando la scure per un’ulteriore selezione, ancora più severa, perché devo soprattutto essere d’esempio) la vita che si svolge attorno a me, rigurgitano di pure e semplici idiozie sentimentali.

Spesso insostenibili.

Professioniste ultratrentacinquenni sposate che sono state “sedotte” (solo a parole e via Whats’App) dal collega di lavoro piacione, che poi ha avuto un trasferimento, mi chiedono disperatissime, a fronte del fatto che lui nemmeno risponde più ai loro messaggi, che cosa possono fare.

Ma che vuoi fare, cara? Raccogli i tuoi stracci.

Occupati – seriamente finalmente – della tua vita e non farmi perdere tempo, perché io capisco – e capisco davvero – ma anche con me non è che fai una splendida figura,  a raccontarti in questo modo. Anche se io non ho la coda davanti.

E raccontarti in questo modo e sputtanarti, anche con me, che ho lo stomaco di ferro e il cuore d’oro, non fa bene soprattutto a te.

Anzi, con me non fai una splendida figura, a maggior ragione, perché nel 90% dei casi ho maggiore capacità di insight del maschio per il quale di disperi, ma non per meriti miei, ma per demeriti suoi.

Ventenni con tutta la vita davanti (e quando dico “tutta la vita davanti” intendo dire che la vita è fatta di TUTTO e che una relazione sentimentale è solo una piccola parte di quel tutto) che si fanno intortare e si perdono dietro a uno dei milioni di quarantenni sfaccendati, falliti e inconcludenti, separati e con figli. E pure con reddito incerto. E magari anche, perché no, qualche forma di dipendenza. Non parliamo di che progetti di vita posso avere questi idioti in libertà. E di quanto possano essere capaci ad amare.

Quarantenni che conoscono il signor Unoqualunque su Tinder (su Tinder!!!), ci escono tre volte e mi chiedono, come se fosse la cosa più importante del mondo e, soprattutto della loro vita, di fare coaching con me per poter instaurare con lui una relazione seria (?!?).

Cinquantenni che escono da matrimoni e da relazioni disastrose (cioè da una sequela di relazioni disastrose, magari anche matrimoniali) e, prima ancora di aver trovato una nuova casa e un impiego che garantisca loro il livello di sussistenza del quale i tribunali italiani si impipano, si struggono per un uomo più vecchio di loro di 15 anni con problemi di salute e comportamentali. E la prostata ormai di dimensioni da guinness.

Nel frattempo non solo non si occupano delle proprie entrate economiche, di leggere un paio di libri o di fare qualche visita in un museo. Ma scherzi?

Di fronte all’opportunità di avere come partner un rifiuto dell’umanità, perché mai dedicarsi ad attività tanto inutili e tanto arricchenti?

Per non dire poi delle legioni di donne che sulla mia pagina Facebook (lasciamo stare tutto il resto del web, che non ne verremmo a capo) che parlano di amore come “dolore e basta”; “fusione totale”; “intesa perfetta”; “fiducia totale”. Oh, mio dio…

Ma dove vivete, tesori cari, nel Paradiso dei Bambini (se questa battuta non l’avete capita, lo comprendo e, se volete, chiedetemelo e velo spiego nei commenti)?

Ecco, no, non ci siamo.

Così non va.

Nel 2018 un filo (un filo, un minimo sindacale) di dignità le donne lo devono pretendere per sé.

E la dignità non si ha per decreto, per legge, perché qualcuno te la mette su un piatto d’argento.

No.

La dignità solo tu te la puoi dare.

E te la puoi dare e te la devi dare.

" La dignità uno se la può e sa la deve dare. Ilaria Cardani"

Oltretutto la dignità non è molto diversa dall’amore per sé.

Che cos’è l’amore: qualche elemento base

Se hai resistito a leggere fin qui, brava.

O sei molto masochista o sei molto intelligente.

Magari, come spesso accade per molte signore, entrambe le cose 😊

Rilassati adesso che la parte “cruda” dell’articolo è finita e arriviamo alla parte tenera e dolce.

Più o meno.

Dopo un volo turbolento, l’atterraggio si fa morbido.

Tutte le riflessioni su che cos’è l’amore  che  hai letto sopra (più altre) mi sono venute  inaspettatamente (ma solo all’apparenza) dalla lettura di un articolo della blogger Maria Popova  dedicato a un libro per bambini, The missing piece and the Big O, in italiano, Il pezzo mancante e la grande O.

“O” sta per “O”, non farti strani film, e non essere maliziosa, ché stiamo parlando di un libro per bambini.

Un libro per bambini che io non conoscevo, degli anni ’70, scritto da Shel Silverstein, autore eclettico e poliedrico.

Il pezzo mancante e la grande O in realtà è stato preceduto da un altro libro, Il pezzo mancante.

Sono entrambi libri dedicati prima di tutto alla vita, all’amore per la vita e poi all’amore e alla serenità emotiva.

Già il concetto di “pezzo mancante” (o “pezzo perduto”), che ha tra i propri teorici , in qualche modo, addirittura Platone, è un concetto, una convinzione i cui pericoli per l’emotività di quelli ci vogliono credere, sono terrificanti.

In questi due geniali e quindi, come tutte le opere geniali, semplicissimi libri, vengono, attraverso due storie brevi ed efficacemente illustrate, spiegati tutti i concetti base dell’autonomia emotiva, della disperata e disfunzionale ricerca d’amore, del danno che molti legami, anche nati sotto i migliori auspici possono fare a chi si lega in modo cieco ed esclusivo.

O di come molti legami possano nascere attraverso affinità tra i due partner; affinità che con il tempo possono rarefarsi, dato che si evolve o si cambia in modi e direzioni differenti, e quindi causare la fine del legame.

Inutile dire che sono rimasta molto positivamente colpita dalla lettura di questi libriccini (lettura intensa ma lieve, visto il target di riferimento).

In realtà, al di là di condividere l’opinione di alcuni grandi pensatori che i migliori libri per bambini parlano agli adulti, quello che mi ha colpito più di tutto del messaggio di Silverstein è la chiarezza con cui spiega che se si ci lascia ossessionare o anche solo coinvolgere troppo da una relazione o dalla sua ricerca, si perde tutto il resto.

Si perde il gusto della vita, la gioia di essere nel mondo. Il contatto con le persone. Con la natura. Con la varietà delle esperienze di un’esistenza.

E, quindi, di fatto si perde il senso dell’amore, si perde l’amore.

Ecco, prima di appaturniarti su interrogativi filosofici su che cos’è l’amore, o di interrogarti se il barista del locale all’angolo ti ama perché ti ha detto “Ciao!” con un sorriso, non perdere di vista le basi.

" La vita è così bella, grande e vasta che è uno spreco concentrarsi solo su una relazione e sulla sua ricerca. Ilaria Cardani"

Non c’è amore dagli altri e per gli altri se non c’è amore e rispetto di sé, della vita e della propria vita.

Senza senso della propria dignità e della dignità della propria esistenza, a prescindere, inutile affannarsi a cercare l’amore e a capire che cos’è l’amore.

***

Nota importante: l’immagine di questo articolo è “The Missing Piece” di Shel Silverstein ed è stata presa da qui: Shel Silverstein.

***

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118 Commenti

  1. Avatar di Irene

    Irene 1 mese fa (17 settembre 2018 14:38)

    Questo articolo riassume tante cose che ho sempre pensato sulle relazioni,ora mi sento ancora più giusta.grazie. Rispondi a Irene Commenta l’articolo

  2. Avatar di Tauriel

    Tauriel 1 mese fa (17 settembre 2018 17:08)

    Ragazzi! che bomba questo articolo!! Bellissimo. Molto da pensare, molto da metter in pratica. Tra l'altro cercherò il libro per bambini di cui parli: mi sono incuriosita. Potrebbe essere utile a mio figlio. Grazie!
    Rispondi a Tauriel Commenta l’articolo

  3. Avatar di Emilia

    Emilia 1 mese fa (17 settembre 2018 21:44)

    Eccomi qui, a leggere l'articolo per la seconda volta. Il "manifesto del blog", l'ho definito. In queste righe sono enunciate le più grandi verità che gli scienziati e gli intellettuali hanno cercato di teorizzare senza riuscirvi. La perspicuità con la quale sono spiegati questi concetti così essenziali per la vita di tutti, fa paura (in senso buono, ovviamente). E allora io dico che bisogna amare prima se stessi, rivolgere ogni forma d'amore nei propri confronti, perché soltanto imparando ad amarci veramente ci è possibile comprendere cos'è l'amore; e solo quando finalmente saremo consapevoli di meritarlo, potremo essere pronti a riceverlo, perché solo e soltanto allora saremo in grado di distinguere ciò che aspira all'amore da ciò che invece lo rifugge.
    Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

  4. Avatar di Ste

    Ste 1 mese fa (17 settembre 2018 22:15)

    Grandissimo articolo Ilaria!! Mi hai ricordato che devo costantemente tenere a mente un po' di cose perché cadere nell'imbecillimento generale è un attimo... Grazie!! Anche per i due libri che menzioni: non li conoscevo, davvero speciali, un arricchimento senz'altro per tutti. Continua così!!
    Rispondi a Ste Commenta l’articolo

  5. Avatar di Eleonora

    Eleonora 1 mese fa (18 settembre 2018 1:10)

    La società ci vuole manipolabili: perché pensare con la propria testa,quando basta accendere la TV e seguire i troppi programmi demenziali di oggi??? Non si viaggia,non si legge,non ci si confronta. Siamo un popolo di consumisti come ci hanno disegnati e voluti e così in tutto...altro che amor proprio! Ci fosse sul serio, l'Italia sarebbe un paese rispettato ma siamo i primi a non amarlo... In amore,ben vengano le batoste...poi comprendi e cresci. Purtroppo,solo sbagliando si impara.
    Rispondi a Eleonora Commenta l’articolo

  6. Avatar di Barbara

    Barbara 1 mese fa (18 settembre 2018 11:53)

    Qs stupendo e utilissimo articolo mi ha dato un ulteriore spinta a togliermi quelle "fette di salame" che proprio in qs periodo mi sono improvvisamente accorta di essermi messa (soprattutto riguardo ad una relazione) e senza nemmeno sapere perché!!!
    Rispondi a Barbara Commenta l’articolo

  7. Avatar di cristiana

    cristiana 1 mese fa (19 settembre 2018 0:01)

    ma gli uomini si innamorano delle donne con la testa come la tua?....A me se fossi un maschio mi faresti perdere il cervello....xke' penso che ai maschietti non succeda di" perdere la testa" x donne come te?....(vorrei tanto che tu mi dicessi che mi sbaglio).Con grande ammirazione ,Cristiana
    Rispondi a cristiana Commenta l’articolo

  8. Avatar di Cristiana

    Cristiana 1 mese fa (19 settembre 2018 0:27)

    Ma gli uomini si innamorano delle donne con la testa come la tua?...A me, se io fossi un uomo, faresti perdere il cervello...xke' penso che ai maschietti non succeda,invece?....( vorrei tanto che tu mi dicessi che mi sbaglio).Con grande ammirazione,Cristiana.
    Rispondi a Cristiana Commenta l’articolo

  9. Avatar di Maya

    Maya 1 mese fa (19 settembre 2018 11:23)

    "O sei molto masochista o sei molto intelligente", entrambe, forse. Volevo già piangere per fatti miei, non è colpa di questo post, che cerca di far riflettere almeno un po'. Il mio problema è che non riesco a trovare la forza di difendermi. Ho provato anche a chiudere con l'uomo che sicuramente amo, ma mi ha convinto a restare, mi ha dato anche la colpa, che ho scelto io di prendermi in realtà, e dopo poche ore già è tornato uguale, ingiustizie e vigliaccherie, a volte evidenti, altre sottili che non sai se ti sta manipolando o forse esageri tu. Non ho la convinzione e quindi la forza di chiudere, anche se io da sola stavo bene. E questo post cerca di far riflettere, ma se chi legge non riesce a capire, cosa si può fare? Grazie di quello che scrivi.
    Rispondi a Maya Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 mese fa (19 settembre 2018 14:41)

      Non ho capito cosa devi capire. Da sola stavi bene, con lui stai male. Ha importanza di chi sia il problema? Se pure non ci fossero i maltrattamenti, sarebbe incompatibilità di carattere, e una persona non masochista ne prende atto e basta. La forza la perderai sempre di più, perché queste situazioni sono confusive e stressanti. Dal malessere bisogna prima di tutto allontanarsi, poi semmai riflettere alla distanza.
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

  10. Avatar di London

    London 1 mese fa (18 settembre 2018 14:10)

    Bellissimo articolo, carico e spronante. Da noi si dice "pappa pronta" , tutto subito, tutto facile. Come i figli, figli di papà, a cui viene trovato pure il lavoro oltre che la casa, che spesso é quella dall'infanzia dove si rimane a vita oppure bella che acquistata dai genitori. Poi parliamo di uomini fragili e infantili, alla prima sfida della vita come fanno ad affrontarla da soli? Tornando all'articolo, non che mi interessino loro, anzi non se ne può più di loro, ma potresti spiegare meglio il fatto del perché i due sfig...hm, i ferragnez non si amano (non amano se stessi) come pochi…? Il bello è che per la massa di sfigati (tantissimi, vedi solo i like su instagram) sono davvero un riferimento, oh my god! Buona giornata!
    Rispondi a London Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (18 settembre 2018 14:25)

      London, con te faccio la cattivella :) (con le altre son sempre buonissssssima invece...). Non ti voglio convincere, ma nella tua opionione perché ho scritto quello che ho scritto a proposito dei due?
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di London

      London 1 mese fa (18 settembre 2018 14:34)

      Perché ostentare è indice di insicurezza e quindi non amore di se stessi? Ostentare in tutto, famiglia felice, perfezione, oppure che so, lui ricoperto da tatuaggi indice di non amore? :) Rispondi a London Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (18 settembre 2018 15:13)

      Per esempio, quella di quei tatuaggi io non l'ho mai capita. Per me uno che ha tutti quei tatuaggi, in quelle parti del corpo anche molto significative per la definizione della tua immagine (il collo ad esempio, le braccia), ha un po' di disgusto di sé con il quale non riesce a venire a patti. L'ostentazione, benché non certo ammirevole, non è così insolita e nemmeno significativa. E' significativo il ridurre tutto a esibizione e non tenere nulla di privato. Non parliamo dell'esibizione del figlio, più di altri fattori legati alla gravidanza e al parto. C'è della furbizia da affaristi nel loro modo di fare - acqua calda - ma c'è tanto, tanto tradimento di sé come persone e del loro rapporto come un rapporto vero. Ci sono persone di estremo successo, a vari livelli, che non si "sputtanano" come fanno loro. I veri grandi non lo fanno. Pensa a Bill Gates, a Zuckerberg (che io stimo molto molto relativamente), ma anche a Clooney o a grandi attori. O anche a personaggi come Mina, la Nannini, ma molti altri. Anche i Totti o i Beckham per esempio. Ti ho risposto di getto, per ora, magari approfondiamo se interessa anche ad altri. Per ora garda un po' le coincidenze: https://tvzap.kataweb.it/news/236922/fedez-a-maurizio-costanzo-sono-diventato-cio-che-ho-sempre-odiato-lintervista-leone-chiara-ferragni/?ref=RHRD-BS-I0-C6-P5-S3.3-T1
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di London

      London 1 mese fa (18 settembre 2018 17:06)

      Grazie dei chiarimenti. E' vero, l'esibizione estrema, siamo ormai abituati a vedere questi soggetti, non solo loro ma tanti altri, sia di "famoso" che non, postare anche quando vanno in bagno, che, sì, lo noti, ma diventa quasi normale. Per me, e per fortuna molti altri, non lo sarà mai normale. Quindi l'esibizione del privato è indice del tradimento di sé e quindi di non amore. L'intervista l'avevo vista o meglio mi era bastato infatti solo il titolo per collegarlo a lui e ai suoi tatuaggi, penso di averlo letto qui nel tuo blog il fatto dei tatuaggi (troppi e in zone particolari) e da allora ogni volta che vedo una persona piena di tatuaggi (oggi tantissime) penso che sia una persona insicura, penso male? Comunque a me interessa approfondire, sempre. Grazie.
      Rispondi a London Commenta l’articolo

    • Avatar di Fuffy

      Fuffy 1 mese fa (18 settembre 2018 23:22)

      Sono interessata anche io a capire la questione “Ferragnez” menzionata da Ilaria. Nel senso, vorrei approfondire le motivazioni che portano a dire che i due non si amano. Grazie! Rispondi a Fuffy Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 1 mese fa (19 settembre 2018 10:26)

      I "Ferragnez" sono lo specchio di questa società, l'apice dell'esibizionismo e dei facili guadagni. Rappresentano coloro che hanno un estremo bisogno di approvazione e di consenso da parte della massa. E non importa se è una massa di cretini... La cosa che conta più di tutte è avere tanti "followers". Fossi in loro, mi sentirei molto in imbarazzo quando un domani mio figlio magari mi chiederà cosa ho fatto per ottenere tutto questo.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 1 mese fa (19 settembre 2018 13:54)

      E aggiungo: io penso che i Ferragnez non possano amarsi l'un l'altro perché tutto quello che fanno ha un secondo fine, e ciò che nasconde un secondo fine non può essere autentico.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 mese fa (19 settembre 2018 14:34)

      Veramente sono una joint venture. Può darsi che abbiano personalmente bisogno di conferme, ma per il momento fanno i soldi con il bisogno di sogni che hanno quelli che li ammirano e li seguono sui social. Per quanto ne sappiamo noi, il loro rapporto potrebbe essere regolato da un contratto economico: non sto dicendo che non si amano, sto dicendo che loro stanno lavorando con le narrazioni che piacciono alle ragazzine. Tutto qua.
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (19 settembre 2018 14:46)

      Anna, io non mi riferisco al fatto che non si amino l'un l'altro, quello è evidente che no. Io dico che non amano se stessi. Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Vittoria

      Vittoria 1 mese fa (19 settembre 2018 15:59)

      Ilaria, intendi dire che è evidente che non si amino? A me sembra tutt'altro che amore quello tra loro... Per se stessi peggio mi sento. Rispondi a Vittoria Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (19 settembre 2018 16:02)

      Che non si amino tra loro è evidente (ma non amano nemmeno il bimbo, più di così?). E questo è un tema. Ma non amano nemmeno se stessi. Questo è quello che A ME pare evidente. Poi se mi chiedete le prove scientifiche, quelle non le avremo mai. Ma ne avremo delle altre. Premesso che auguro a loro ogni bene, come a tutti e perché soffrire per la mancanza di amore è il peggio del peggio.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (19 settembre 2018 16:06)

      Inoltre, mi sono due persone abbastanza indifferenti, lui tende a essermi teneramente simpatico; lei la considero una tigre intelligente e determinata, in qualche modo ammirevole per la sua determinazione, questo se devo dire le emozioni che mi suscitano. Confesso, realmente, - e questo è un vero e proprio outing - che lui con i suoi tatuaggi mi fa veramente impressione, a livello istintivo proprio. Questi sono miei sentimenti personalissimi, però. L'amore di certo non sanno nemmeno cosa sia.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 mese fa (19 settembre 2018 17:01)

      Truman Burbank (The Truman Show) era come appariva? Al limite potremmo chiederci: esisteva? Questi sono cresciuti così, o giù di lì, eh Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 mese fa (19 settembre 2018 16:43)

      Mi riferivo alla discussione in generale, che sta prendendo una piega un po' surreale. Un conto sono le ragazzine che posano su Instagram a caccia di cuoricini, un conto sono loro. Di fatto, hanno entrambi mamme manager e hanno investito in questa attività da quando erano in età pediatrica. "Nel 2016 sembra che Fedez, solo dalla sua etichetta discografica, abbia incassato la bellezza di 800.000 euro di utili, mentre J-Ax ne ha aggiunti al conto 500.000€. Una cifra che si deve poi sommare alle royalties ottenute per i successi sempre primi in classifica e che anche per il 2018 potrebbero portare ad ottenere il disco di platino" (Money). E questo prima del matrimonio. Se poi siano da prendersi o meno a modello, dipende da che si intende. Sono persone che sicuramente si sono fatte da sé, che hanno lavorato e che lavorano. E, come nella pubblicità, nel mondo dell'immagine si guadagna alimentando i demoni altrui, e cioè facendo nascere bisogni da proiettare e certo non da soddisfare. D'altra parte, però, non si può neanche dare loro il merito o il demerito di averlo inventato, questo mondo. Cioè francamente mi sembrano due personaggi normali del jet set postmoderno (tipo Grande Fratello e/o le Kardashian), interessanti proprio perché non fanno niente di che, ma riescono a farlo in maniera da guadagnarci tanto, ad esempio mettendo in scena un matrimonio da soap opera, dove la cosa più interessante da analizzare semmai è il pubblico (e torniamo ai vestiti da sposa, ai fotoromanzi, a Grazie dei fior e agli anni 50). Quindi se parliamo di modelli, come facevi tu nel tuo post, vi seguo, ma trovo surreale parlare di loro sul serio. Ma secondo voi, invece, Kim Kardashian, è felice? (ecco mi fa un po' questo effetto, per dire ...)
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 1 mese fa (18 settembre 2018 20:02)

      La storia dei tatuaggi di Fedez me la sono sempre spiegata come fossero una sorta di maschera. Lui è estremamente mammone, la mamma gli fa da manager, gli dice tutto quello che deve fare ed è la prima persona cui si rivolge per ogni difficoltà. La fisicità di Fedez è molto simile poi a quella di un ragazzino, mi ha sempre disturbato quel modo di camminare con le ginocchia in en dedans, insomma quanta credibilità avrebbe potuto avere un rapper senza un minimo di architettura estetica a coprirlo o camuffarlo. La Ferragni mi è parsa una seconda grande mamma per lui, più alta di lui, più decisa di lui e perfettamente in grado di gestire la sua vita è quella di Fedez. Insomma, quando sono insieme gli manca il pollice in bocca e il quadro è completo.
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

  11. Avatar di Simona

    Simona 1 mese fa (19 settembre 2018 16:13)

    Ciao Ilaria, mi ha colpito molto e vorrei capire meglio il tuo parere sul fatto che i Ferragnez non amano se stessi (che non si amino a vicenda mi sembra invece piuttosto chiaro). Non ho un particolare interesse per i personaggi in questione (a mala pena so chi siano e quel poco l'ho appreso dalle "illuminanti" riviste di gossip nella sala d'attesa del mio parrucchiere), però mi rendo conto che spesso, in generale, mi trovo a confondere un ego ciclopico (che spesso invidio per come pare faccia sentire bene chi lo possiede) con l'amore per se stessi. Grazie se vorrai aiutarmi a capire.
    Rispondi a Simona Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (19 settembre 2018 20:43)

      Scusa, tu dici che ti sembra chiaro che non si amino a vicenda. E ti assicuro che non sembra chiaro solo a te, ma a persone meno acute di te e a persone che hanno fior di titoli ed esperienza per sostenere questo con buona approssimazione. E allora, una persona che ama se stessa, povera o ricca, bella o brutta, famosa o sconosciuta, si sottopone a tutta questa recita e a questo amore finto? Già questo la dice lunga sul fatto che i due non amano se stessi... Se non sono stata chiara cerco di spiegarmi meglio. Fatemi sapere. P.S. Non vorrei che venissi percepita come una che giudica due persone giovani e le loro scelte di vita o la loro libertà. Questi signori facciano pure quello che vogliono. E' ovvio che la loro visibilità e il fatto che i loro comportamenti siano molto significativi del clima del tempo, inevitabilmente spinge a portarli ad esempio. Negativo, nello specifico.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 mese fa (19 settembre 2018 21:01)

      Facevano sposare i divi di Hollywood con le starlette perché erano gay. E mi pare che anche il matrimonio fra Richard Gere e Cindy Crawford fosse di questo tipo (a coprire lei, in questo caso). Matrimoni combinati, affari. Una volta non erano particolarmente molesti per gli interessati, che continuavano ad avere tranquillamente la loro vita. Un po’ come i regnanti di una volta. Questi la pensano come Gianni Agnelli, ecco :D
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Simona

      Simona 1 mese fa (19 settembre 2018 21:31)

      Chiarissima, grazie! Rispondi a Simona Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 1 mese fa (19 settembre 2018 22:39)

      Per come la vedo io, i Ferragnez sono troppo occupati ad amare il successo, il lusso e il mondo patinato in cui vivono... Non hanno tempo per amare se stessi. Per curiosità sono andata sul profilo di Instagram della Ferragni e ho visto che si alternano foto in cui vengono mostrati prodotti da sponsorizzare con immagini o video in cui viene mostrato suo figlio. Per me possono fare ciò che vogliono della loro vita... Quello che un po' mi spaventa è che molte persone vengano influenzate da questi personaggi, credendo che il segreto della felicità consista nel costruire il business dell'ostentazione.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Lu

      Lu 4 settimane fa (21 settembre 2018 10:14)

      Anche a me ha incuriosito il parere sui 'Ferragnez' :D, mi farebbe piacere saperne di più. p.s. ho trovato davvero carino il secondo abito da sposa della Ferragni :D! Rispondi a Lu Commenta l’articolo

  12. Avatar di Tania

    Tania 4 settimane fa (24 settembre 2018 19:58)

    Credo che questo sia uno dei migliori articoli che tu abbia mai scritto. E quanto hai ragione quando dici che siamo così manipolabili ed influenzabili. È così facile cadere nella trappola. Specie quando si tratta di amore: si scambia per amore della vita una leggera infatuazione, si fa diventare un messaggio su Tinder l'inizio di una fantasia coronata dal matrimonio. E lo so perché anche a me è capitato di ingigantire ciò che invece non aveva alcun significato. A volte bisognerebbe solamente fermarsi un attimo e fare il punto della situazione, e vedere quante cose si stanno perdendo nel tentativo di aggrapparsi ad una persona che magari ci sfugge.
    Rispondi a Tania Commenta l’articolo

  13. Avatar di max

    max 1 mese fa (17 settembre 2018 10:02)

    Mentre leggevo la parte del discorso dove Ilaria parla della società che fa sentire una nullità ho pensato "si, ma dall' altra parte della medaglia la società fa anche gonfiare l' ego a dismisura, in perfetto stile prometeico come già narravano i greco" e infatti taaac poche righe sotto Ilaria sottolinea anche questo....direi che bisogna osare sapendo quali sono i propri limiti, desiderare ma non desiderare la luna che è impossibile (anche se le pubblicità dicono che non c'è nulla di impossibile) e sapere accontentarsi delle piccole cose, che quelle grandi alla ferragnez -lusso e possesso sbattuto in faccia alla straordinaria gente "comune" rischiano di svuotare sentimentalmente le persone che poi maturano un senso di vuoto esistenziale che diventa una gabbia....credo che il frutto della società odierna sia nato negli anni 90, un decennio strano....a proposito degli anni 80 non ho capito il passaggio "Percepisco in molte ventenni di oggi mentalità retrive che, negli anni ’80 (periodo orrendo peraltro), avrebbero scandalizzato, per la loro arretratezza, anche una nonna semianalfabeta." ,se vuoi approfondire Ilaria..
    Rispondi a max Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (17 settembre 2018 10:22)

      Molto semplice (nel senso che parlo della mia esperienza, quindi per me è presa diretta). Io nel 1980 (preciso) avevo 13 anni, quindi, siccome si è teen-ager dai 13 ai 19 anni, io mi sono fatta TUTTO il decennio degli '80 da teen ager (età delicatissima). Erano anni di benessere economico molto diffuso, in cui tutto sembrava davvero possibile, non solo per il benessere economico ma anche perché molte tensioni si erano andate allentando e si viveva non tanto nella speranza, ma nella certezza del miglioramento. Le generazioni dei miei nonni e in parte dei miei genitori che avevano subito la guerra (e spesso anche due, come i miei nonni), avevano vissuto la ricostruzione, le tensioni del '68 e poi la mostruosità del terrorismo nonché la guerra fredda (più altre faccenduole di guerre tipo Vietnam e Corea), potevano dopo diciamo "sempre", tirare un sospiro di sollievo. In realtà è stato in quegli anni che è cominciato a mostrarsi un modo di pensare che esaltava in modo crudele e stolido l'apparire e il benessere esibito (paninari etc) e da lì sono maturati i germi della decadenza che percepiamo oggi. Non so quanti anni tu abbia Max e quale sia la tua esperienza, ma la pressione scemenzoide degli anni '80 non ha eguali nemmeno nei Ferragnez. Eppure, tale era il desiderio di evolversi, e di esplorare, per tutti - e adesso chiudo il cerchio - che io che ero una ragazzina e le mie coetanee e le ragazze di una decina più grandi di me mai avremmo fatto discorsi o pensieri nei quali mettevamo al centro della nostra vita un uomo o ci saremmo raccontate la vita di coppia come un romanzetto rosa. E nessuna delle nostre madri ci avrebbe spinto in questa direzione. Ora vedo e sento ventenni che sono ritornate alla mentalità di inizio '900. E questo mi sconcerta. Spero di essermi spiegata.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 mese fa (17 settembre 2018 11:03)

      Si si, proprio così. Quando ho dovuto scegliere il vestito da sposa, mi sono resa conto che non ci avevo mai pensato prima ... altro che Ferragnez. Forse è stato il mio primo primo incontro con questo mondo, vestiti brutti super romantici e fuori da qualunque contesto spazio-temporale. Però già le quarantenni sono così, noi siamo state le ultime, credo.
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di patrizia

      patrizia 1 mese fa (17 settembre 2018 17:02)

      Grazie Ilaria, articolo bellissimo, se non fosse così lungo me lo farei tatuare addosso, quindi mi accontenterò di stamparlo e tenerlo nel portafoglio. :D Io nel 1980 di anni ne avevo 10, e quando hai accennato alla riflessione di cui sopra mi è venuto un tuffo al cuore, credevo e mi sentivo una di quelle "signore" attempate che dicono che ai loro tempi tutto era più bello e più vero, che c'erano altri valori e che nei rampanti e terrificanti anni 80 della Milano da bere eravamo più evoluti di ora. Ebbene si. Mi confermi di pensarla come me e non mi fai sentire un panda sempre in pericolo di estinzione... Eravamo più avanti sicuramente, noi adolescenti pre-paninare e mia nonna nata nel 1907 e con la terza elementare davvero avrebbe guardato dall'alto al basso certi discorsi. Grazie per lo schiaffone che mi/ci hai tirato, veramente ti sei superata e veramente questo tipo di articoli mi "rimette in bolla" e mi fa tornare coi piedi sulla terra.
      Rispondi a patrizia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (17 settembre 2018 19:40)

      Sì, anni terrificanti, hai detto bene. E le nostre nonne da dietro ci spingevano con i forconi, ma dolcemente e con intelligenza, perché non ci trovassimo di fronte a quello che avevano vissuto loro (es: non avevano diritto di voto!!!).
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 1 mese fa (17 settembre 2018 19:09)

      “io che ero una ragazzina e le mie coetanee e le ragazze di una decina più grandi di me mai avremmo fatto discorsi o pensieri nei quali mettevamo al centro della nostra vita un uomo o ci saremmo raccontate la vita di coppia come un romanzetto rosa...”. Tu eri già avanti Ilaria!!! Se penso a mia madre o anche alle mie zie ed entourage di amiche che sono della metà degli anni 50 non posso dire lo stesso. Loro hanno/avevano la mentalità che dovevano necessariamente sposarsi....
      Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 mese fa (17 settembre 2018 21:12)

      Si cara ma in mezzo c’è stato il 68 e credo che anche Ilaria si chieda che ne è stato. Io per il lavoro che faccio non mi stupisco affatto, purtroppo la liberazione sessuale delle donne non esiste più e basta. E parlo di liberazione sessuale perché tutto allora partiva da quello. Una volta che non ti devi sposare o innamorare (o dire/pensare di esser innamorata) per fare sesso, che puoi usare la pillola e quindi puoi scegliere se e quando e con chi avere figli, che puoi lavorare e essere autosufficiente, che cosa ti spinge a cercare il principe azzurro e a svalutarti da sola? La testa, c’è poco da fare. E si certo le pressioni sociali. E in più, a peggiorare il tutto rispetto a mia nonna n. 1910, con il candore di chi pensa di essere libera, e di essere alla pari degli uomini, cosa che non è, nel modo più assoluto.
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 1 mese fa (17 settembre 2018 21:57)

      Ciao Anna, non ho capito se rispondi a me. In ogni caso, sì certo in mezzo c’e stato il 68, mi è chiaro. Mia madre si è sposata nell’80 e nel 68 era adolescente (a Milano). Se non ho capito male, Ilaria parla di ragazze sue coetanee e di una decina di anni più di lei che non mettevano al centro della loro vita un uomo. Mia madre ha poco più di 10 anni più di Ilaria. Per lei e il suo entourage di amiche, parenti e conoscenti avere un marito era centrale. Probabilmente - anzi sicuramente - erano una fetta particolare della società, nella quale le “meravigliose tradizioni antiche” (se così le possiamo chiamare..) non sono mai passate di moda...ma questo è. Ma poi, la rivoluzione sessuale in Italia c’è veramente stata?! Bah...
      Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 mese fa (17 settembre 2018 22:32)

      Dipende da dove vivi. Considera che il delitto d’onore è stato abolito nel 1981. Io però nel 1981 ero adolescente e non pensavo al matrimonio. Si la rivoluzione c’è stata, nelle città e al centro-nord. Ora vivo in una provincia molto tradizionale, e infatti vade retro proprio!!! Tolleranza zero, nei confronti di questa mentalità. Ma mi è impossibile, io sono cresciuta in un altro modo, nella mia famiglia non si cucina da tre generazioni, non ci hanno fregato neanche con la moda dei masterchef :D :D :D
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (17 settembre 2018 22:47)

      Io avevo le mie due nonne coetanee, nate entrambe nel 1896 (milleottocento); una era un'insegnante elementare, una donna non solo istruita, ma colta, interessata, appassionata. Ha insegnato tutta la vita, ha messo al mondo 6 figli, più tante altre cose. Credo che non sia mai andata oltre le Alpi a Nord e Roma a Sud. L'altra era nata in Argentina, era ritornata nelle terre d'origine sul Tagliamento dalle quali, con la celebre disfatta, ha dovuto fuggire ed essere profuga a Firenze, dove si era messa (come facevano i profughi allora) a lavorare in fabbrica. Per tutte queste ragioni - e fondamentalmente perché in mezzo alle Pampas dove era cresciuta, di scuole non ce n'erano - non aveva potuto ricevere un'istruzione. Ai miei tempi leggeva il giornale tutti i giorni, però. Non ha mai avuto un lavoro propriamente detto. Ha avuto tre figlie, nessun maschio e il suo mantra per loro era: "Non dipendete mai dal denaro di un uomo". Gli stessi messaggi possono arrivare da storie completamente diverse.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (17 settembre 2018 22:38)

      Diciamo che avete ragione tutte e due o, meglio, abbiamo ragione tutte e tre, perché diciamo nello stesso tempo cose diverse e in sintesi la stessa cosa. Anna, il '68 era già tardi per donne coetanee della mamma di Carlotta, la quale - vedi un po' - si è sposata nell'80, cioè in quello stesso momento in cui per me sono iniziati anni "terrificanti" ma anche molto fertili e soprattutto intrisi anche per noi ragazze di quella convinzione che si potesse riuscire in tutto (ma non una convinzione stolida, una convinzione salda, data dal clima, da quel che succedeva, da quel che facevamo e anche da come ci vestivamo, da come ci pettinavamo, da quello che leggevamo, dalle scuole che frequentavamo, dai motorini che guidavamo - sì, anche da quelli -). Probabilmente ha ancora ragione Carlotta che colloca la propria madre in un particolare gruppo sociale e anche - senza probabilmente - che in Italia una vera rivoluzione sessuale e di genere non c'è mai stata veramente. Ora non voglio scrivere un trattato sociologico/antropologico (non ne sarei all'altezza). Ponevo solo l'attenzione su una mia percezione forte (che ha riscontro anche nelle cronache, nelle statistiche e negli studi di persone ben più autorevoli di me) e cioè che ci sia un arretramento culturale, le cui radici si ritrovano essenzialmente, prima che nella crisi di valore, nella crisi economica. E, non per niente, provocatoriamente e realisticamente, ho parlato di élite e di donne che appartengono a élite.
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    • Avatar di Mononoke

      Mononoke 4 settimane fa (24 settembre 2018 22:19)

      Grazie Ilaria, questo tuo è uno spunto interessante e su cui non mi ero mai soffermata, da un lato perché conosco molto poco il mondo attuale degli adolescenti e dall'altro perché mi veniva da pensare,, illusoriamente che più andiamo avanti e più miglioriamo e ci evolviamo come genere. Io sono stata adolescente negli anni '90, tra me e i miei genitori c'era tanta differenza d'età tant'è che spesso venivano scambiati per i miei nonni . Eppure quando a 16 anni ho avuto il mio primo fidanzato da cui ero presissima ricordo questi discorsi di mia madre, che all'epoca trovavo un po' fastidiosi, in cui mi manifestava preoccupazione perché temeva trascurassi la mia istruzione e le mie passioni e in cui mi ricordava che per una donna era fondamentale lavorare ed essere indipendente in modo da poter scegliere. Considera che mia mamma è cresciuta in una famiglia contadina e maschilista e nonostante le mille difficoltà (tipo i fratelli non volevano che lei studiasse) si è laureata, ha sempre lavorato e si è sposata (tardi) quando ha trovato la persona giusta che l'ha amata e rispettata. Adesso capisco veramente che questo è uno dei più grandi insegnamenti che abbiamo ricevuto io e mia sorella.
      Rispondi a Mononoke Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 settimane fa (24 settembre 2018 22:34)

      Eh sì. Brava la mamma, davvero. Non è affatto detto che il tempo equivalga a evoluzione. Ci sono i corsi e i ricorsi. Ci sono le fermate e le ripartenze. A momenti di illuminismo seguono momenti di oscurantismo. A periodi di prosperità seguono momenti di scarsità. Gli individui non sono in grado di ragionare nel lungo termine o di prepararsi per il futuro (ci sono degli studi al proposito) e spesso valutano quello che è importante quando non ce l'hanno o lo perdono (il benessere materiale, la libertà, i diritti). E poi, di sicuro, la crisi economica che si è abbattuta sulla parte "ricca" del mondo negli ultimi dieci anni (che è un tempo lungo) sta facendo la sua parte nel riportarci un po' indietro. Tieni presente che ogni momento di crisi penalizza sempre i più fragili: poveri, emarginati, donne, bambini, anziani. Non dobbiamo avere paura, dobbiamo semplicemente sapere che è così che funziona e decidere di proteggere e ampliare quello che abbiamo, senza cascare negli inganni dell'ipnosi collettiva. Se ti metti in questa posizione ti accorgi che con te ci sono molte più persone di quante immagini.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Mononoke

      Mononoke 4 settimane fa (24 settembre 2018 23:22)

      Sì quello che dici accresce la consapevolezza delle cose del mondo e fa sentire meno soli. Grazie. Rispondi a Mononoke Commenta l’articolo

  14. Avatar di olga

    olga 1 mese fa (17 settembre 2018 22:13)

    Cara Ilaria, ho letto con invariato interesse il tuo tanto atteso articolo che , come ogni domenica, ho condiviso. Grazie del tuo sfogo (di getto e nemmeno riletto). Per quanto mi abbia fato bene ogni tua parola fino ad ora, adesso ne vedo e ne percepisco ogni limite. Bello e giusto è spronare le persone a destarsi e a crescere di fronte a se e al proprio avvenire e agli irragionevoli limiti autoinflitti. Rimangono i tuoi forti limiti a ferire (questo è un però importante, dirimente) E sì. Rimane che quando una viene da te si sputtana! Rimane che tu giudichi male le persone in difficoltà che si rivolgono a te che giudichi "coglione"? Incapaci? CHE GIUDICHI! E che a sputtanare sei solamente tu, giudicata stupida da te. Immagino benissimo il tuo grado di frustrazione di fronte a tante cretine che vengono a chiedere il tuo sostegno. Hai fatto bene a dircelo. Ti abbiamo preso le misure su cosa pensi di noi povere umane cretine in difficoltà rispetto a te infusa dalla grande verità. Mi pare che tu abbia citato Platone (per dare un tono credibile alle cazzate che ti sei permessa di dire a proposito della tua mancanza di competenza e comprensione sulla filosofia e sulla psicologia umana o che altro, se non i tuoi stessi limiti?). Ho detto limiti! Parlo dei tuoi! Non è autorevole cagar le tue sentenze palliative e di sfogo (soprattutto per te, palliative). Ci ha parlato la tua ignoranza. Ce la possiamo risparmiare facilmente per stare meglio. Per mettere il buono dentro noi, per coltivarci, non servono i tuoi consigli sull'andare a vedere una mostra per indurci all'individuazione del nostro se. perchè? Perchè è fuffa e la fuffa fa cacare anzichè arrichire e attivare la resililienza. (Mi scuso con tutti per i toni forti)
    Rispondi a olga Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (17 settembre 2018 22:24)

      Dài, non esagerare, magari non sei così cretina come credi e vuoi fare credere. Magari non ti sei innamorata del barista che ti ha sorriso, ma solo del musicista su Twitter. Coraggio.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 1 mese fa (18 settembre 2018 9:20)

      Ti scusi per i toni forti? Dovresti scusarti per quello che dici, ma chiedere scusa a te stessa, non a noi. Se le tue convinzioni sono queste, mia cara, ti farai male, ma molto male. Comunque, ti ringrazio per avermi mostrato ancora una volta le dinamiche disfunzionali che vengono messe in atto nelle relazioni, sentimentali e non. Iniziare un discorso con "Cara", poi un istante dopo sputare veleno senza sapere di cosa si sta parlando e in ultimo chiedere scusa è indice di seri problemi. Dunque, stiamo sempre attente a chi usa belle parole, perché potrebbe trattarsi della recita di un bel bugiardo.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Tania

      Tania 4 settimane fa (26 settembre 2018 7:32)

      A me non sembra irrispettoso verso chi la contatta. Credo che Ilaria chieda solo di avere un po' più di amor proprio e rispetto verso se stesse, un po' più di orgoglio.
      Rispondi a Tania Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (26 settembre 2018 11:06)

      Sì, suggerisco anche di puntare in alto, di essere ambiziose. Di voler il massimo per sé, di mettere in campo le proprie risorse. Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Tania

      Tania 4 settimane fa (26 settembre 2018 8:12)

      Tra l'altro, non capisco perché, se tutto l'articolo, tu ti sia concentrata solo sul commento di Ilaria riguardo a delle sue clienti che facevano la figura di ragazzine. Anche perché, detto sinceramente, tu cosa pensi di una donna adulta che si prende una sbandata per qualcuno che le manca un messaggio carino su Whatsapp, qualcuno che nemmeno conosce? Che si fa già i castelli in aria? Mi dispiace, ma come dice lei, non ci fa una bella figura e di sicuro dimostra di avere davvero poca esperienza per quanto riguarda relazioni come si deve, degne di essere chiamate tali, non fondate su fantasie
      Rispondi a Tania Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 3 settimane fa (26 settembre 2018 12:29)

      Ciao Tania, concordo con il tuo messaggio anche se io sono stata tra le cretinette imbambolate con quelche rosellina rossa. E' giusto chiamare le cose con il proprio nome, perché anche a volersela raccontare in modo differente restano i fatti a dirci che siamo state delle sprovvedute.
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (26 settembre 2018 14:53)

      Dài, Emanuela, sarai una delle prime acquirenti del "Generatore automatico di messaggini d'amore a orari programmati". ;) Io se lo inventano lo compro, poi me lo personalizzo anche... :D Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 settimane fa (26 settembre 2018 15:02)

      Ilaria, esiste anche l'opzione: "Se il tipo non risponde più, non temere perché ti invieremo noi la motivazione."? Se c'è, giuro che la seconda acquirente sono io! :D Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (26 settembre 2018 15:59)

      Oh, urca, questo è un test di mercato che se qualcuno di intelligente legge, dovrebbe mettere a frutto. Il tuo punto è davvero importante, non scherzo! Possiamo fare il "Generatore di motivazioni "non ti amo più" automatico" e la scelta potrebbe essere "Sei il tipo: me le bevo tutte?" "Scegli tra le opzioni di motivazione: "Sei troppo per me. Non sei tu, sono io". Sei la masochista che si autocolpevolizza? Profilo 2: "Non ti amo più, non è scattato quello che mi doveva scattare..." E via dicendo... Però attenzione, tu sottintendi anche che "Il generatore automatico di messaggi d'amore a orari programmati" a un certo punto smetta di inviarti messaggi. Occhio, perché qui, oltre a qualcosa di molto interessante a livello psicoanalitico, c'è un tema di mercato. Si può prevedere, che, molto realisticamente, anche il Generatore smetta di amarti...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Mononoke

      Mononoke 3 settimane fa (26 settembre 2018 16:20)

      Il Generatore smette di amarti a meno che non installi gli aggiornamenti e i servizi aggiuntivi, eh bisogna essere all'altezza anche del Generatore. A pagamento ovviamente! Rispondi a Mononoke Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 settimane fa (26 settembre 2018 16:24)

      Ah ah ah... Noi ridiamo, ma secondo me in Giappone, intanto... Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 3 settimane fa (26 settembre 2018 18:18)

      Ma quale Giappone! Io qui già sto monetizzando :D Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 settimane fa (26 settembre 2018 16:27)

      No vabbè, ho riso per 3 minuti! :D :D Grande!!! Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ally

      Ally 3 settimane fa (26 settembre 2018 21:28)

      Quello succede quando si impalla... :D :D Rispondi a Ally Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 3 settimane fa (26 settembre 2018 18:02)

      Ricorda il rehab Ilaria, altro che gadgettini cinesi :D Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

  15. Avatar di Marie

    Marie 3 settimane fa (28 settembre 2018 21:08)

    Bellissime riflessioni, adatte a tutte, ad ogni età, a partire dalle bambine! (come il libro!). E infatti condivido proprio per questo un racconto di un'amica per riflettere assieme su quanto certi modelli vengano propinati dalla più tenera età. La scena - vera! - è la seguente. Uno zio gioca con la nipotina di 6 anni che gli impone un ruolo che lui deve seguire. E qui arriva il bello... La bambina si traveste da serva e chiede allo zio di fare il padrone e darle ordini "cattivi", farle fare tutti i lavori più faticosi. Poi però lo zio doveva accorgersi magicamente che lei era in verità una principessa notando sotto il grembiule da lavoro una gonna e...dei tacchi!!!! E ovviamente solo dopo che l'uomo-padrone di turno la riconosceva come principessa da amare, lei poteva finalmente togliersi gli stracci e vivere secondo la sua natura regale. :-D !Ora, la nipotina ha efettivamente un'immaginazione fervida, ma santocielo....a sei anni, sei!!!... e giuro che cresce in una famiglia "normale"! Quanti condizionamenti impone questa società, nell'anno del signore 2018, nel così detto "mondo evoluto", a tutte le bambine?!!!! Io sono sconvolta e al tempo stesso mi dico che le cose sono così semplici, gli schemi sempre uguali e così basilari e (dis)funzionali dai 6 ai 96 che forse - dico forse - con un po' di autoconsapevolezza e di raziocinio possiamo fare molto per smontarli. Perché certi comportamenti che assumiamo anche noi 30enni sono davvero allo stesso livello di questi giochini della bimba di 6 anni. Solo che almeno lei è consapevole che è un gioco, noi invece poi pure ci rimaniamo male se il p**la di turno ad un certo punto scompare e non sta più nel ruolo che abbiamo voluto cucirgli addosso! Eh su...non è possibile! Ecco, storia e riflessione basic, ma volevo condividerla! Buona serata a tutte e un grazie a Ilaria!
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