Come approcciare un uomo, divertirsi ed essere divertenti

approcciare un uomoMa che cosa significa “come approcciare un uomo”? Vuol dire che gli uomini vanno approcciati? Ma allora, una donna lo deve o non lo deve fare questo benedetto primo passo con un uomo oppure no? Non abbiamo sempre detto che dobbiamo lasciare fare a lui? Ed è vero o non è vero che con un uomo non si deve mai fare la prima mossa? Molte lettrici si chiederanno dove sta la verità dato che da parte mia il suggerimento è e rimane: lascia che sia lui a fare la prima mossa, ad attivarsi, a brigare, a proporre. E perché mai bisogna lasciare che sia lui a fare la prima mossa? Perché così si entra in controllo della situazione, del processo della seduzione, della relazione. Se si lascia che si attivi lui, paradossalmente si prende il controllo del rapporto, fin dall’inizio.

"Corteggiare significa inseguire una donna finché questa vi acchiappa J.G. Pollard"

Questo per varie ragioni: permangono nella nostra cultura alcune convinzioni “tradizionali” e “conservatrici” secondo le quali è l’uomo che deve fare il primo passo. E in base a queste convinzioni molti uomini si sentono più “uomini” e apprezzano maggiormente la sfida del corteggiamento se l’onere del primo passo viene lasciato a loro. Poi, come spesso capita in molte relazioni, non solo sentimentali, molti uomini non sanno dire di no a una donna, perché, si sa, “ogni lasciata è persa” e lasciarsi scappare un’occasione non sembra un atteggiamento astuto per nessuno. Per cui può succedere che se una donna fa la prima mossa con un uomo, l’uomo si lasci condurre, anche se non è convinto al 100%. E da qui possono nascere guai. Si perde il controllo della relazione in quanto diventa difficile fare chiarezza sul livello di genuino interesse e coinvolgimento dell’altro. E aumentano i rischi che la relazione sia costruita sulla sabbia, anziché sulla roccia. Per questo molto spesso non è utile fare la prima mossa e approcciare un uomo “corteggiandolo” esplicitamente. Meglio che, invece, il nostro eroe, investito di tutto il peso della propria virilità e spinto da un interesse totale e autentico, si muova con decisione ed energia verso il suo obiettivo. Decisione ed energia che saranno tanto più forti quanto più potente è l’interesse verso la donna desiderata.

Approcciare un uomo: le buone ragioni

Se non c’è interesse autentico non è una buona idea trascinare un uomo in una storia che desidera poco o nulla. Si corrono rischi inutili e si perde tempo. E poi chi te lo fa fare di iniziare una storia dalla posizione della bisognosa, dell’inseguitrice, di colei che deve darsi da fare per sedurre? Non sarebbe né coerente né costruttivo, soprattutto per il tuo atteggiamento mentale, per il tuo stato psicologico, per il senso che hai del valore di te. Ma, c’è un ma: sempre per parlare di atteggiamento mentale e psicologico, è utile per la costruzione di un approccio sano alle relazioni in generale e alla propria relazione di coppia, togliersi di dosso la mentalità della principessina indifesa e incapace che rimane in attesa dell’ormai consunta controfigura del principe azzurro sul cavallo bianco. Per questo è importante imparare come approcciare un uomo.

"E’ bella e quindi può esser corteggiata; è donna e quindi può essere conquistata. William Shakespeare"

Del resto, non puoi pretendere che un uomo che non ti conosce o conosce poco di te si faccia tutta la strada per venirti incontro superando la tua timidezza, oltre alla propria, la tua insicurezza, oltre alla propria e, diciamolo, anche la tua incapacità di relazionarti e di aprirti agli altri, oltre alla propria. Non è che lui deve spalancare cuore, mente e magari anche portafoglio quando tu, giacché ti senti impedita, sei un po’ rompiscatole e magari – mi permetto – hai anche un po’ di quella puzza sotto il naso d’altri tempi, non ti muovi di un millimetro. Insomma: se si vuole una relazione il cuore e la mente, almeno quelli, bisogna aprirli in due. Bisogna andarsi (o venirsi) incontro reciprocamente. L’eroe pronto a darti il suo amore, deve essere incoraggiato. Ecco che, allora, di nuovo, ti serve sapere come approcciare un uomo. E soprattutto devi anche “sforzarti” di approcciare gli uomini.

Approcciare un uomo: perché è importante per te

Già, perché, cara la mia fanciulla tanto desiderosa di amare e di essere amata e tanto desiderosa di trovare l’uomo giusto da amare e dal quale essere amata ti dò (probabilmente ti ribadisco) una notizia che non ti piacerà troppo: che tu abbia 20, 30, 40 (oddio!) o 50 (santo cielo!) anni, che tu sia single da sempre o da “soli” dieci mesi, che tu abbia le peggiori relazioni alle spalle, se vuoi trovare il partner ideale ti devi dare una mossa, ti devi dare da fare, devi diventare parte attiva nella costruzione della tua vita di coppia. Perché anche le relazioni, come le carriere e le cattedrali, si costruiscono non sognando e fantasticando, ma dotandosi degli strumenti giusti e dandosi da fare, con passione e partecipazione. E questa è un’altra ragione per imparare ad approcciare un uomo.

Che cosa significa darsi da fare e quanto c’entra il discorso del darsi da fare con il discorso di approcciare un uomo? Siccome gli uomini di valore scarseggiano (ma vah?!) e, finito il periodo della scuola e dell’università, per le persone adulte scarseggiano anche le opportunità di incontro, se vuoi trovare l’uomo giusto per te devi sfruttare ogni occasione della tua vita in cui entri in contatto con i rappresentanti dell’altro sesso. Dato che l’incontro con la persona giusta può avvenire dovunque. Ecco perché (e qui torniamo alle basi imprescindibili) non vale la pena tenere il muso e il lutto per il fidanzato che ti ha lasciato oltre 25 anni fa anche domani o dopodomani mattina, quando andrai a prendere l’autobus per andare in ufficio. Perché se, per caso sull’autobus ci fosse l’uomo della tua vita, tu, da dietro la tua tristezza non te ne accorgeresti nemmeno e lui, respinto dal muso, non ti prenderebbe neanche in considerazione. E per fortuna. Perché coloro che si buttano a pesce sulle donne tristi e bisognose di consolazione, sono umini da evitare.

Ora, io non ti sto dicendo che sull’autobus c’è l’amore della tua vita, ma ti sto dicendo che nella tua giornata e nella tua settimana ci sono molte occasioni – che tu probabilmnente sottovaluti – di conoscere uomini o di stringere relazioni e che queste occasioni vanno colte con ottimismo e allegria e apertura alla vita. Se ti decidi ad approcciare un uomo tu per prima male che vada hai esplorato un po’ il mondo, hai fatto quattro chiacchiere con qualcuno e, soprattutto, hai accumulato esperienza nel campo delle relazioni e ti sei svegliata un po’ da quel punto di vista, che male non ti fa.

Come approcciare un uomo senza aver paura

C’è una ragione in più, forse la più importante per la quale è sano e produttivo approcciare un uomo. Attenzione perché adesso faccio una considerazione un po’ pungente: credo che se stai leggendo queste righe, per te sia davvero importante accelerare il processo attraverso il quale devi uscire dai tuoi lutti e devi imparare ad approcciare un uomo, senza paura e senza temere di farti del male. Perché può darsi – può darsi eh! – che le tue delusioni passate ti abbiano messo nelle condizioni di non essere proprio la campionessa dell’apertura disinvolta verso gli uomini. Invece, pensa un po’, riprendere o prendere l’abitudine di interagire con un minimo di sicurezza con i rappresentanti dell’altro sesso può essere un passo importante verso la tua personale rinascita. Il che, giusto per tranquillizzare le più terrorizzate e intristite, non obbliga certo a trovarsi un uomo. Diciamo: se vuoi, puoi rimanere sola tutta la vita; ma almeno sai di avere la competenza di rivolgere la parola a un uomo con serenità, simpatia guadagnandoci in divertimento. Che è una bella caratteristica umana a prescindere. Ed è come guidare la macchina. Magari non ti serve nella vita di tutti i giorni perché vivi in città e usi i mezzi, ma sai che all’occorrenza ne saresti capace. Quindi imparare ad approcciare un uomo non ti serve solo per approcciare un uomo, ma per sentirti meglio con te stessa e per te stessa. Ti serve per accrescere la tua autostima e sentirti sicura di te e in autentico controllo.

Come approcciare un uomo: 7 passi senza rischi

Qualche giorno fa una lettrice ha lasciato questo commento al mio articolo sul fare o non fare la prima mossa: “Ciao Ilaria, leggendo il tuo articolo volevo chiederti un consiglio. Uscendo da casa tutte le mattine incontro un ragazzo che lavora vicino a casa mia, ci salutiamo ma sempre molto velocemente, mi sorride sempre ma non so cosa dirgli anche perché quando lo vedo mi imbarazzo e a volte faccio fatica a salutarlo. Non so cosa dirgli non so come iniziare il discorso. di lui so solo il nome ma non ho il numero né una mail e non c’è nemmeno su Facebook (e già questa cosa mi piace) ma non so cosa devo fare. Lui mi da l’impressione di essere un ragazzo timido. Cosa devo fare? Cosa devo dirgli? Help me.”

La fanciulla ha davvero bisogno di aiuto, perché il nostro giovanotto non è su Facebook. Urca, è un bel problema se qualcuno non è su Facebook e lo si incontra tutte le mattine di persona. Se non è su Facebook, come accidenti si fa ad approcciarlo? Chiariamo: approcciare un uomo su Facebook non va affatto bene, è davvero da ultima spiaggia. Ma in genere l’uso della tecnologia ha un retrogusto di disperazione. Santo cielo, non c’è nulla di più bello che avere rapporti in carne e ossa, perché mai non approfittarne?

Ecco i 7 passi per approcciare un uomo senza dolore, paura e disperazione:

1) Investi qualche minuto per considerare se vuoi rompere il ghiaccio con un uomo perché sei disperata, ti senti già perdutamente innamorata o vuoi conquistarlo a tutti i costi. Se dentro di te le intenzioni reali sono queste, lascia perdere, i presupposti dai quali parti nell’approcciare un uomo non ti porteranno nulla di buono. Se, invece, sei davvero incuriosita da quella persona e sai che quello che più ti interessa è uno scambio spontaneo e naturale senza aspettative di sorta, allora sei pronta per l’approccio. E ricorda che, per quanto tu sia naturale e spontanea e animata dalle migliori intenzioni, lui potrebbe avere tutt’altro per la mente o essere un cafone pazzesco, anche dietro la faccia d’angelo che ti ha incantata.

2) Pensare “non so cosa dirgli” non è un atteggiamento vincente: se ti interessa, avrai ben qualcosa da dirgli, perbacco! Se no da dove viene tutto l’interesse che provi? Dal vuoto mentale e creativo? Considera le ragioni per le quali ti interessa, ti possono venire un sacco di idee per “attaccare bottone” con lui. Pensare “lui è timido” significa partire con il piede sbagliato. Magari non è timido per niente, semplicemente non ha nessuna voglia di parlare o di conoscerti. Succede. Non si può piacere a tutti. Non indossare gli abiti della crocerossina già prima di conoscere l’eventuale malato da salvare. Queste sono le basi. E’ così timido da comportarsi da idiota e perdersi una eventuale opportunità? Se è così meglio lasciarlo dov’è.

3) Quando decidi di approcciare un uomo usa lo sguardo e sorridi. Guardalo in faccia e sorridi, fino a che lui non ricambia lo sguardo. Lo sguardo e lo sguardo nello sguardo è un aspetto importante non solo per approcciare un uomo ma per creare una buona relazione con tutti quelli che si incontrano.

"Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione. Platone"

4) Se percepisci che puoi “fare il prossimo passo” usa i nuovo lo sguardo e sorridi. Guardalo in faccia e sorridi, esattamente come al punto 2) (l’approccio sorriso sguardo con i suoi per come e perché lo spiego accuratamente nel percorso “Come sedurre un uomo senza stress né per te, né per lui” in cui fornisco dettagli di come entrare in controllo del processo della seduzione e viverlo in modo rilassato e tranquillo)

5) Osserva la persona che hai davanti con attenzione e con simpatia e leggerezza (non scrutarla, guardala con attenzione sufficiente a conoscere di più di lei). Cioè: se un uomo ha destato il tuo interesse, sarà per qualche motivo: un capo di vestiario, il libro che sta leggendo, il cocktail che sta bevendo etc etc. Approcciare un uomo che non rappresenta niente di bello e di interessante è totalmente inutile. Rivolgigli un complimento sincero su quel che ti piace del tipo “Accidenti, Stephen King: non sono mai riuscita a leggerlo. Devi essere un tipo tosto.” E’ una frase “aperta” a molte interpretazioni, ma di sicuro non negativa, lieve e spiritosa. Ricorda: non avere aspettative. Se il tuo interlocutore grugnisce, hai già elementi per la tua selezione.

6) Considera bene la situazione e il contesto in cui siete: se c’è tempo, modo e tutte le condizioni esterne sono ok e, soprattutto, se la sua risposta è stata altrettanto “aperta” e disponibile, chiedigli un piccolo favore, che lo “ingaggi” in prima persona: reggerti la borsa per un minuto, passarti un tovagliolo, tenere d’occhio la tua roba mentre vai al bagno. Un errore che commettono molti, uomini e donne, è quello di iniziare un approccio e portarlo avanti con persone che in quel momento sono impegnate in qualcosa di importante e urgente per loro o, peggio ancora, che stanno lavorando. Ripeto, la situazione deve essere rilassata e fornire disponibilità almeno minime di tempo e di interazione. Sennò approcciare un uomo è un’azione che si trasforma in boomerang (torna indietro, ma fa male).

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Una buona conversazione è un compromesso tra parlare e ascoltare. Ernst Jùnger

7) Se fino a questo punto la conversazione è andata avanti con scioltezza, dovresti avere tanti indicarori per valutare se ti interessa proseguir la conoscenza con lui oppure no. E lui dovrebbe avere tutti gli elementi per decidere se fare davvero il primo passo… Quindi la tua parte l’hai fatta. Ora tocca a lui.

Questo articolo viene pubblicato il giorno prima di Pasqua: il tono leggero è per il relax del lungo week end festivo, ma il tema è di per sé molto importante, anche se spesso sottovalutato, perché riguarda la tua capacità di essere sicura di te e di avere voglia di metterti in gioco nelle relazioni senza esserne spaventata. Che è un passo importante verso la tua crescita e la tua soddisfazione sentimentale.

Colgo l’occasione per porgere a te e a tutte le lettrici i miei migliori auguri di buona Pasqua.

Soprattutto mi fa piacere se consideri per bene in quali occasioni possono esserti utili i 7 passi che ho descritto qui. Mi piacerebbe sapere anche che cosa ne pensi, in base alla tua esperienza: quali sono stati i modi più divertenti e simpatici in cui qualcuno ti ha approcciato? In che modo tu hai fatto degli approcci divertenti o disastrosi nei confronti degli uomini? Raccontami le tue esperienze e le tue storie…

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192 Commenti

  1. Avatar di Valentina

    Valentina 3 mesi fa (31 Agosto 2021 7:10)

    Ciao! L'argomento interessa anche me. Farsi approcciare/approcciare qualcuno su facebook è sbagliato in assoluto? Penso ad esempio all'ex compagno di scuola che fa l'università altrove, ad un amico di amici(entrambi nella vita reale e non solo su facebook) o ad un completo sconosciuto... Persone che so, magari semplicemente timide. Il mio migliore amico(perennemente incollato al pc, come ragazze parlava solo con me) ad esempio ha conosciuto la fidanzata su badoo, ma(per quanto a loro sia andata bene) lo trovo già più squallido. Parere mio ovviamente. Su facebook puoi fare varie cose, tra queste anche chiacchierare con gente nuova. Andare proprio a cercarselo con il lanternino sui siti d'incontri un tipo...anche no. Grazie delle opinioni che leggerò in merito
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (31 Agosto 2021 8:20)

      Ciao Valentina. Vorrei tenere la conversazione a un livello utile e non abbassarla a qualcosa di completamente inutile. La conosci la storia di Facebook e da dove ha tratto spunto l’idea della sua invenzione? La conosci la storia di Badoo? Poi, a questo punto non so che cosa intendiate per ‘approcciare’. Chiedere l’amicizia a un ex compagno di scuola mi sembra normale. Un amico di amici? Lo conosci? Ci hai parlato? A perfetti sconosciuti: perché dovresti farlo? Quando sento parlare di andare a cercare con mezzi diversi persone ‘semplicemente timide’ rimango perplessa. Anche in questo caso, perché? Chi ti dice che certe persone siano ‘timide’? E se anche fosse, una volta che hai approcciato una persona ‘timida’, che succede? Io ho una lista di attesa di qualche centinaio di persone su Facebook, che mi hanno chiesto l’amicizia. Tutti uomini sconosciuti. Non accetto l’amicizia perché so che me l’hanno chiesta a caso, solo per fare i marpioni. Non so se sia utile dilettarsi in questo gioco degli ‘approcci’ su Facebook.
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    • Avatar di Valentina

      Valentina 3 mesi fa (31 Agosto 2021 10:07)

      Portiamo ad esempio il tuo caso: hai qualcosa come 5000(forse 4258 dai) "amicizie" su facebook. Le hai chieste ma soprattutto accettate sulla base di cosa? Non credo tu le conosca tutte di persona o abbia parlato per ore con ognuna di esse. La differenza quale sarebbe tra il tuo caso e quello della signora del commento? La mia non vuol essere polemica, m'interessa capire in quali casi una cosa sia "moralmente accettata"(passami l'espressione) ed in quali no.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (31 Agosto 2021 10:31)

      Non la prendo come polemica, affatto. Credo che con la buona educazione si possa parlare di qualunque cosa. Ti spiego e scusami se ti dico cose che già sai. Io non so quanto tu sia informata su certi temi che sono di settore e poi io mi rivolgo a tutti. I social e il loro funzionamento cambiano velocissimamente, in un modo in cui anche i grandi esperti faticano a starci dietro. Nel 2009, se non sbaglio anno, quindi ere geologiche fa, un amico mi parla di Facebook e mi suggerisce di entrarci. Lo faccio (ero già ai tempi una frequentatrice di forum professionali) e presa dall’entusiasmo chiedo e do’ l’amicizia ad amici e conoscenti ‘veri’. Allo stesso tempo ‘imbarco’ una serie di sconosciuti con lo spirito: ‘Che bello! Che bello!’ Ai tempi i social non erano ancora del tutto quel mondo variegato e spesso ‘corrotto’ che sono adesso. Ebbene con il tempo mi sono accorta che ‘imbarcare’ gente a caso è stato un errore madornale, perché ho imbarcato di tutto. Marpioni, venditori delle cose più assurde, candidati a elezioni politiche di secondo piano che mi hanno invaso di messaggi propagandistici anche violenti. Allora ho cominciato a cancellare e bloccare. Se vedi la lista dei miei ‘bloccati’ è impressionante. Nel contempo ho smesso di accettare amicizie maschili che non fossero persone che conosco e di cui mi fido e ad accettare solo amicizie femminili che si presentassero con nome e cognome e con una foto profilo. Perché? Perché io ho una visibilità sopra la media e molte persone mi chiedono l’amicizia per via del blog. Tieni presente che se mi accorgo che una mia amica di Facebook fa dichiarazioni o assume comportamenti che ritengo lontani dai miei valori la blocco. La verità è che dedico poco tempo a Facebook e spesso non ho nemmeno il tempo di approvare le richieste di amicizia. Non so se tu sai che superati i 5000 amici Facebook ti costringe ad aprire una pagina. Questa è una ulteriore ragione per cui sono meno attiva di quel che potrei, perché non ho per ora intenzione di fare questo passo. Io chiedo pochissime amicizie e solo a persone che conosco personalmente, allo scopo di scambiarci opinioni e di scherzare o di organizzare incontri. Direi che è tutto. Sottolineo che anche a me di tanto in tanto viene richiesta l’amicizia da marpioni assoluti o da quei profili fake costruiti per creare imbrogli.
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    • Avatar di Valentina

      Valentina 3 mesi fa (31 Agosto 2021 15:50)

      Grazie per la risposta educata e molto esauriente.
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    • Avatar di Shibumi

      Shibumi 3 mesi fa (31 Agosto 2021 13:00)

      Ciao Valentina, riguardo gli approcci su Facebook proprio oggi ho detto a un uomo di non scrivermi più. Era un lamentoso di prima categoria, questi sono gli uomini che scrivono alle donne su Facebook, lamentosi che si mettono sulla difensiva. Quest'uomo ha un profilo Facebook senza sue foto, mi ha mandato una sua foto e anche una foto con sua figlia di cinque anni ( dice di essere un padre single con la figlia affidata a lui) io gli ho detto di non mandarmi foto con sua figlia perché per privacy essendo la bambina minorenne non lo ritengo giusto. E lui ha detto hai ragione ma mi hai coinvolto, hai uno sguardo magnetico ecc. Le solite cose smielate che dicono alcuni uomini, ma poi perché pensano che possano funzionare queste frasi ridicole? Io gli ho scritto che secondo me potrebbe essere un profilo fake perché non ha sue foto online e subito ha iniziato a dire se pensi che io sia un profilo falso non c'è ragione di parlare, io ho mille difetti ma non sono un falso, mi hai fatto rimanere male ecc. Si è messo subito sulla difensiva, chissà perché? Sarà un profilo vero o falso? Che poi questi uomini che ti contattano su Facebook sembra che li ferisci nell'anima se gli dici qualcosa che a loro non sta bene. Poi alla fine mi ha scritto testuali parole: fatti un esame di coscienza, io ho mille difetti ma tu... Ecco vedete, la volpe che non arriva all'uva dice che è acerba. Io gli ho scritto che a me non interessa nulla di persone online, che per me la conoscenza è solo dal vivo. Ma su Facebook gli uomini di solito sono così, fanno le vittime.
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