Il pericolo delle storie “troppo” importanti

Se vuoi attrarre la persona e la relazione giuste per te nella tua vita, non devi dare troppa importanza all’amore, alla relazione e al tuo partner o alla tua partner.

Non devi dare troppa importanza all’amore. Non devi dare troppa importanza alla relazione. Non devi dare troppa importanza al tuo partner o alla tua partner.

(Ho scritto due frasi uguali, mica mi sono sbagliata, l’ho fatto apposta).

Non devi dare troppa importanza alla ricerca della persona giusta per te.

Questa è una cosa essenziale,  f-o-n-d-a-m-e-n-t-a-le.

Ne parlo anche nella mia guida gratuita “Come attrarre la persona giusta per te in 11 passi” che, se non l’hai ancora fatto, ti conviene scaricare subito.

Devo ripeterlo?

Ok, lo ripeto e lo ribadisco.

Te lo dico con altre parole: non devi amare troppo; non devi contare sull’altro/sull’altra, non devi cercare appoggio, non devi cercare conforto ai tuoi dispiaceri di una vita e alle tue ferite del passato.

NON DEVI DARE VALORE ALL’ALTRO, ALL’AMORE E ALLA RELAZIONE PIU’ DI QUANTO NE DAI A TE STESSO O A TE STESSA.

Non devi dimenticarti di te, della tua vita, della tua felicità, dei tuoi valori, del tuo piacere, della tua serenità interiore. Dei tuoi divertimenti. Del tuo godimento sessuale. Della tua realizzazione personale. Delle tue passioni. Delle persone alle quali tieni e che ami. Delle barzellette che ti fanno ridere. Degli abiti che ti piacciono. Dei libri che ami. Della musica che adori. Della natura. Del mondo. Degli spaghetti e della pizza. Del tuo lavoro e dei tuoi hobby.

Non lo devi fare se hai accanto a te una persona che ti ama e che ami. Non lo devi fare se sei nella relazione dei tuoi sogni.

Non lo devi fare se sei ancora single. Se sei solo/a. Sei stato lasciato/a. Se sei divorziato/a o separato/a.

Non lo devi fare se sei in una storia sentimentale, in una relazione, in una convivenza o in un matrimonio nel quale stai malissimo, ma davvero male, e del quale non riesci proprio a liberarti.

Ecco, adesso lo dico papale papale, perché è troppo importante.

Avevo in programma e in serbo per te un articolo su un tema diverso, ma, dopo la pubblicazione dell’articolo della settimana scorsa, dedicato all’importanza delle storie poco importanti e dopo che ho considerato le reazioni che ha suscitato tra voi lettori, ho pensato bene di affrontare lo stesso discorso (difficilissimo che in due articoli consecutivi sviluppi lo stesso argomento), da un’angolatura completamente opposta.

Nell’articolo della settimana scorsa parlavo delle storie “lievi” e “leggere” che possono far divertire, far incontrare spensieratemente con il mistero affascinante dell’altro e che permettono di crescere.

E, molti, giustamente, hanno considerato che le storie poco importanti non sono per loro.

Qualcuno ha fatto riferimento a valori fondamentali dell’esistenza nei quali crede, qualcun altro alla ricerca dell’ideale, del vero amore e dell’Amore con la “A”  maiuscola.

Tutte considerazioni belle, vere, importanti.

Esiste il vero amore? Sì, esiste. Vi sono persone che lo vivono e l’hanno vissuto. Per davvero e sinceramente.

Esiste il partner ideale? Sì, esiste. Vi sono persone che ce l’hanno il partner ideale. Per davvero.

Esiste l’Amore con la “A” maiuscola? Sì, esiste. Eccome.

Tutte queste cose esistono e sono reali. Sono frutto di desiderio, impegno, costruzione quotidiana. Maturazione personale.

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E dell’interpretazione che ciascuno dà degli accadimenti della vita. Della propria vita.

Che significa questo?

Significa che il partner ideale, il vero amore e l’”Amore con la “A” maiuscola” possono entrare nella tua vita proprio nel momento in cui tu li rendi qualcosa di concretamente esistente nel tuo percorso quotidiano.

E come fai a rendere qualcosa “concretamente esistente” nel tuo percorso di vita?

Smettendo di sognare, smettendo di attaccarti a un ideale, smettendo di rimanere fedele a una parola (in questo caso la parola “amore”).

E incominciando a dare reale e concreta importanza a te stesso e a te stessa, a quello che sei, a quello che ti piace, a quello che vuoi diventare e a quello che ti piacerà in futuro.

Credo che a questo punto sia necessario un chiarimento da parte mia, una sorta di “confessione” personale.

Sai perché ho scritto questo articolo “imprevisto” e l’ho scritto di getto e tanto “con la pancia e con il cuore”?

Perché, dal mio osservatorio particolare, in base alla mia esperienza personale di donna, e considerando il tutto anche e soprattutto dalla prospettiva dei tanti contatti che ho con le persone che cercano il mio aiuto professionale, ho fatto un po’ il punto della situazione.

Ho pensato alle tante donne e ai tanti uomini che si impediscono di vivere una relazione piena (e rifiutano di dare il proprio amore a qualcuno che lo meriterebbe e che non aspetta altro) perché seguono l’illusione della perfezione. O l’ideale dell’amore assoluto. E magari questa illusione e questo ideale, per loro, è solo uno scudo.

E ho pensato alle tante donne e ai tanti uomini che, dopo una separazione o un divorzio, o dopo la fine di una lunga e importante relazione, si sentono totalmente falliti come persone. Si sentono uomini e donne a metà. Si sentono – se è il caso – genitori inadeguati e falliti. Spesso si sentono anche figli degeneri (hai idea di quante persone in età matura, hanno imbarazzo, vergogna e timore a dire in famiglia che la loro “storia d’amore importante” è finita?).

Ho pensato alle tante donne e ai tanti uomini che continuano a restare in una “relazione importante”, in un matrimonio o in una convivenza, che non solo non dà loro più niente, ma continua a togliere, in termini di allegria, serenità, vitalità e anche … dignità.

E sai perché queste persone non decidono di abbandonare delle storie dolorose?

Perché rispettano di più l’idea del grande amore di quanto rispettino se stesse. Molto spesso questo loro modo di pensare è così radicato nella loro mente e, addirittura, sotto la loro pelle, che non ne sono consapevoli.

Soffrono e si sentono fallite e non si rendono conto che, semplicemente, possono andarsene.

E mettere se stesse e la propria vita al primo posto.

Insomma, che cosa concludo, una volta di più?

Della tua vita fai quello che vuoi, esaudisci i tuoi desideri, punta a realizzare i tuoi sogni.

Ma ricordati che prima di tutto vieni tu. Anche prima delle tue idee, delle tue convinzioni e dei tuoi ideali ;) .

Mando un forte abbraccio a chi legge, che si trovi d’accordo o totalmente in disaccordo.

Lasciami i tuoi commenti, le tue opinioni e le tue perplessità.

Cordialmente

Ilaria

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121 Commenti

  1. Avatar di raffaella

    raffaella 9 anni fa (12 Maggio 2011 20:06)

    @riccardo: fammi capire...tu saluti in modo aperto e spontaneo una persona e lei non ti risponde??? Ma la saluti in modo tale che se ne accorga o fai un cenno che può passare inosservato? Perchè se non dovesse salutare ritengo che sia un problema per lei, non certo epr te!!
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  2. Avatar di Bice

    Bice 9 anni fa (12 Maggio 2011 20:16)

    @Riccardo. Premesso che penetrare la psiche femminile è come entrare in un labirinto... ecco qualche spiegazione possibile: - è timida - c'è (dove?) per altri motivi - è sorda... - le stai antipatico Non dai abbastanza indizi: lei sorride, almeno? guarda da un'altra parte? finge di non vederti? abbassa lo sguardo? arrosisce? Tu che parli poco la saluti con la voce, la mano, come? Perché se usi il linguaggio dei gesti da lontano e lei ci vede poco è finita... Saluti proprio lei o coralmente? Facci sapere... :-)
    Rispondi a Bice Commenta l’articolo

  3. Avatar di cristina

    cristina 9 anni fa (12 Maggio 2011 21:53)

    In effetti ricordando il mio passato, quando il mio ex lui mi amava tanto io non lo consideravo così importante...avevo fatto tutto l'opposto rispetto alla mia prima relazione e da lì la seconda storia durò tanti anni.Sono passati più di dieci anni da quella storia ed adesso Ilaria ti do proprio ragione, l'amore è più grande di qls altra cosa se vogliamo vedere questo aspetto dal punto di vista spirituale tuttavia se lo si vuole vivere felicemente non devi amare troppo.E...solo leggendo questo articolo mi rendo conto che forse do più valore alla storia che adesso nn ho più che a me!Grazieeee.Sei unica.
    Rispondi a cristina Commenta l’articolo

  4. Avatar di joycejo

    joycejo 9 anni fa (13 Maggio 2011 14:52)

    E' la prima volta che scrivo su un blog e Ilaria penso che tu abbia creato una guida davvero interessante. Ho avuto una relazione durata 8 anni in cui ci sono stati alti e bassi ma anche molta complicità e soprattutto intesa reciproca. Purtroppo per alcune scelte fondamentali della vita che ci hanno visti completamente contrapposti la relazione si è conclusa con un trascinamento di oltre 1 anno . Io mi ritengo una persona molto sensibile e per questo motivo vengo anche deriso da alcuni colleghi per persona un po' effeminata (non mi interessa comunque). Ho avuto anche relazioni recenti molto intense ma anche molto brevi , finite proprio nel momento in cui iniziavo a conoscere meglio la partner e cercavo un coinvolgimento maggiore (tutte relazioni durate non più di 3 mesi) . Sto cercando di mettere in pratica tutti i consigli di Ilaria ed ho iniziato a leggere anche tutti i commenti (alcuni molto utili). Arrivo al punto. L'amore quello vero ...... eh ..... io probabilmente non mi sono mai sentito completamente innamorato o forse non sono mai stato sicuro di aver trovato la persona giuta e probabilmente non lo ero neanche io. Ma è giusto considerare una persona interessante solo perchè ha i tuoi stessi interessi o passioni ? O meglio una persona con interessi diversi ? La famosa 'chimica' o scintilla che dovrebbe scattare è fondamentale che scatti in tempi brevi ? La 'minestra riscaldata' cioè tornare sui propri passi in una relazione è sempre sbagliato ? Io sto cercando di ritrovare me stesso , di amarmi di più e soprattutto di riacquisire quella totale sicurezza ..... alcune volte mi capita di sentirmi a disagio quando inizio una nuova relazione ed è una sensazione che mi accompagna in tutto il suo percorso ..... nel senso che ho paura di non essere all'altezza ..... In conclusione spero di riuscire con l'aiuto di Ilaria e vostro di riconoscere la persona giusta per me e soprattutto di essere io la persona giusta per lei . Grazie.
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  5. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 9 anni fa (13 Maggio 2011 15:01)

    Ciao Joycejo, benvenuto e grazie mille per aver scritto e per quello che hai scritto. Le questioni che poni sono interessanti, mi hai dato degli spunti per future riflessioni. Buon proseguimento!
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  6. Avatar di Bice

    Bice 9 anni fa (13 Maggio 2011 16:11)

    Se posso permettemi, quando un uomo (ma anche una donna) ha paura di non essere all'altezza, automaticamente non lo è. Perché credere in se stessi fa la differenza tra il riuscire e il non riuscire pienamente nella vita, a volte ancor più delle reali capacità. E questo non significa millantare doti che non si hanno, come certe persone arroganti e bisognose di applauso, ma avere fiducia in sé stessi e nel fatto che si darà il meglio e andrà bene. L'uomo sensibile appare effemminato (agli occhi di donne e uomini) quando alla sensibilità non sa aggiungere la forza, la determinazione, la decisione, il coraggio. E' questione di equilibrio. Le persone che piangono spesso e per nulla, che si paralizzano di fronte ad ogni prova, che cercano sostegno e non sanno darne, permalose, emotive (non che si emozionano, ma emotive... è diverso), spesso dicono di sé di essere semplicemente sensibili e magari ne fanno pure un vanto. Invece sono sbilanciate. Allo stesso modo delle persone ciniche e arroganti, che non ascoltano le critiche e dicono di sé di avere un carattere forte. Invece alla base c'è sempre l'insicurezza, che poi si sfoga in un inesauribile bisogno di accudimento o di dominio. E' qualcosa che vedo sempre più chiaramente. Molto spesso le donne insicure sono "piagnone", gli uomini insicuri arroganti e freddi. Spesso si incontrano coppie così, che, come in un circolo vizioso, alimentano lo squilibrio tra loro. Uno fugge e l'altro insegue, uno piange e l'altro dà motivo di piangere, uno cerca una guida e l'altro domina. Credo che questa sia la complementarietà che andrebbe evitata. Certo, coppie così funzionano nel tempo, ma mi chiedo se sia amore. Gli interessi in comune non sono questione di vitale importanza, è ben altro che si deve condividere? Cosa? Si deve essere entrambi maturi ed equilibrati, capaci di dare e ricevere amore. Scusa se ho risposto al posto di Ilaria, ma... non ho potuto trattenermi. Poi farai delle mie osservazioni/convinzioni ciò che vuoi. La via che dici di avere intrapreso è giusta, ma alcune domanche che ti poni sono del tutto accesorie rispetto al problema fondamentale. Tuttavia... Il vero amore, secondo me, nasce col tempo, perché si basa sulla conoscenza. La scintilla scatta anche con uno sguardo, ma serve a poco. E non si torna mai indietro in una relazione! Si va sempre avanti, al limite con la stessa persona, ma avanti, crescendo e migliorando. O i problemi torneranno tali e quali.
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  7. Avatar di joycejo

    joycejo 9 anni fa (13 Maggio 2011 17:34)

    @Bice. Ciao . Grazie per la tua opinione . Naturalmente non condivido affatto che una persona sensibile sia per forza anche non determinata o non abbia il coraggio di affrontare determinate situazioni . Ti assicuro che ho spesso lottato in passato conquistando traguardi impensabili. Sicuramente sono d'accordo con te quando scrivi che credere in se stessi fa la differenza e su questo percorso sto cercando di impegnarmi con i consigli di questo blog e di Ilaria. Io penso di essere una persona molto socievole capace di ascoltare e anche di dare qualche consiglio se richiesto o comunque di intrattenere una buona conversazione. Non mi reputo una persona 'fredda' ... anzi ... più conosco una persona e più dimostro un affetto maggiore nei suoi confronti. Essere maturo ed equilibrato è un bel traguardo da raggiungere ..... ma maturo poi in che senso e agli occhi di chi ? Io mi sento maturo in molte situazioni .... soprattutto quando bisogna prendersi le proprie responsabilità !!!! Invece non riesco a capire molte persone che giustificano il tanto lavoro e la carriera per non riuscire a trovare il tempo per cercare di creare un legame duraturo nel tempo ! Io cercherò comunque di crescere e migliorare sperando di trovare le risposte che cerco e soprattutto una persona che condivida con me le vere emozioni della vita . @Ilaria. Grazie per il benvenuto e per le questioni considerate interessanti.
    Rispondi a joycejo Commenta l’articolo

  8. Avatar di ELEONORA

    ELEONORA 9 anni fa (13 Maggio 2011 17:58)

    condivido con BICE... LA cd.scintilla è quel quid pluris che ti fa scegliere in primis di"dar retta"ad una SOLA persona fra1000disponibili...ED è A MIO AVVISO FONDAMENTALE che ci sia,altrimenti tutti sarebbero ugualmente interessanti conoscere quando così non è,almeno a pelle,se non per altre ragioni che vanno dal lavoro all'amicizia... poi,occorre "studiare l'elemento",con naturalezza,calma,senza fretta di...rispettando i tempi dell'altro.imparare a conoscersi LENTAMENTE,capire se c'è condivisione di ideali,di vita,di interessi...se insomma ci sia feeling pure su altro. frequentarsi dovrebbe esser PIACEVOLE per entrambi,una gioia immensa e continua,uno scegliersi reciprocamente senza un apparente perchè,uno star BENE solo con quella persona e indifferenza per tutti gli altri... TOTALE come fossero asessuati. chi si trova in questa piacevole condizione,ci mette DAVVERO POCO a metter su famiglia,nel senso a creare una coppia, in quanto"sente"che questa cosa non succede con nessun altro. OVVIAMENTE,CIò VALE PER UNA PARTE...occorrerebbe POI sentire la controparte e a quel punto avere il coraggio-naturalezza di proseguire il cammino in2 sempre in avanti,lealmente...
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  9. Avatar di Bice

    Bice 9 anni fa (13 Maggio 2011 19:13)

    @ joy: io ho forse scritto che una persona sensibile non è determinata? Ho scritto che quando si giudica una persona sensibile "effemminata" spesso è perché è sensibile senza essere anche forte. Ovvio che si può essere sensibili e forti, una cosa non esclude l'altra. Sempre che si sia equilibrati, altrimenti si è solo sensibili o troppo sensibili, così come si può essere solo forti, senza sensibilità. Che poi, approfondendo la questione, si capisce che non è vera sensibilità né vera forza. Non posso sapere come sei tu. Di certo so perché certi uomini sensibili vengono definiti effemminati. Poi è anche tanto una questione culturale. Avevo un amico che definiva gay i papà che tenevano in braccio i loro bambini, io non mi sognerei nemmeno mai di pensarlo! Che poi nell'esser gay non c'è nulla di male, il problema è sembrarlo quando invece ti piacciono le donne. Ti assicuro che un uomo effemminato difficilmente piace alle donne, il che è piuttosto naturale, e ci pensi :-). Questo è un problema ed è il motivo per cui ti invito a riflettere sulla tua sensibilità, dal momento che dici tu che viene scambiata per altro. Aggiungo: conosco una persona che dice che, essendo lui sensibile, non si arrabbia mai con nessuno e piuttosto che discutere subisce. Che essendo sensibile non sa dire di no, gli altri vengono sempre prima di lui, perché lui è sensibile ai bisogni altrui. Quest'uomo si vanta della sua sensibilità. Ma è vera sensibilità? O è remissione, insicurezza, paura, emotività, senso di inadeguatezza, timidezza, vergogna, scarso rispetto di sé? Tradizionalmennte queste caratteristiche si trovano più spesso nelle donne (o almeno io ho questa idea, potrebbe pure essere uno stereotipo),per cui un uomo così "sensibile" viene definito "effemminato". E alle donne non piace, come nel caso dell'uomo citato che ha difficoltà da sempre. Cosa gli manca? La forza per farsi rispettare, per dire il suo punto di vista, per non subire e farsi condizionare, per mettere da parte l'ansia, buttarsi e riuscire. Per lui la cosa più importante è farsi accettare dagli altri e vivere in armonia, al punto di subire. Lui la chiama sensibilità, io debolezza. E comunque, che sia uomo o donna, una persona così finisce per essere una palla al piede, per limitare la propria e l'altrui vita, per chiedere troppo a chi gli sta accanto, per deprimersi, per vivere con un'ansia e senso di inadeguatezza costanti che non gli permette di affrontare le sfide della vita... Ma tu di che sensibilità parlavi? Perché ti definiscono effemminato? Essere socievoli non basta. Una persona matura è matura rispetto alle sfide della vita, è in grado di realizzare i propri sogni e di essere se stesso, facendo la propria vita e non quella che vogliono gli altri, pensando con la propria testa, sapendo prendere una decisione e portandola avanti, sapendo essere di sostegno a chi sta loro di fianco, se serve, non solo empaticamente, ma in modo davvero utile, favorendo la propria e l'altrui crescita e realizzazione. Lasciando liberi gli altri come è libero lui, senza imporsi e senza subire. Sapendo ammettere gli errori ma senza pensare di sbagliare sempre. Senza pretendere la perfezione dagli altri né da se stesso. Senza idelizzare e perdere il senso della realtà. Una persona matura ed equilibrata secondo me manco se lo chiede se bisogna avere o meno interessi in comune, perché si sente libero di coltivare i propri, comunque, ed è magari curioso (sicuramente rispettoso) di quelli altrui. Una persona matura cammina con le proprie gambe e non cerca stampelle, ma è pronta a dare una mano per ritirare su chi cade e a chiederla se cade lui. Con fiducia, fiducia in se stesso, negli altri e nella vita! Le persone che si buttano sul lavoro e dicono di non avere tempo per altro, hanno un problema con l'amore, esistenziale o temporaneo, e si rifugiano in soddisfazioni diverse. Semplice (almeno per me che sono stata così). La persona equilibrata e matura vuole e ha entrambe le cose. Non molla, non si deprime, va sempre avanti e se si ferma poi riparte. Questo è ciò che vedo davanti a me. E so di essere, comunque, già tanto quella persona. Io non cerco qualcuno per condividere semplicemente le emozioni della vita. Le emozioni sono solo una parte della vita. Io cerco qualcuno per condividere la sfida e la gioia di essere viva, qualcuno che sia vivo con me, perché PENSA. FA, SENTE, AMA... :-)
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  10. Avatar di Bice

    Bice 9 anni fa (13 Maggio 2011 19:24)

    @ joy: se hai voglia di rispondermi... vi siete lasciati perché tu volevi una famiglia e lei no? Qualcosa che hai scritto me lo fa pensare. Nel caso, lei non era probabilmente matura per questa scelta (e se sentiva di non esserlo, anche che abbia dato altre giustificazioni, meglio che sia stata coerente e non abbia fatto quella scelta)... e tu non eri forse la persona in grado di aiutarla a maturare... che poi non è detto fosse compito tuo o comunque possibile. Non riscalderei 'sta minestra: prima si cresce, poi, se mai, si riparte con un rapporto diverso.
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  11. Avatar di Riccardo

    Riccardo 9 anni fa (13 Maggio 2011 19:41)

    @ Bice. Stare a raccontare tutto non è interessante. Comunque, non sono stupido. Oggi non s'è vista (impegni? deciso di chiudere? altro?). Capisco la timiddezza, il disagio e tutto, ma come si può pensare di iniziare un qualcosa se si impedisce il dialogo? E quando vedo queste cose, comincio a tirarmi indietro. Mi dico: ho capito male. Poi la persona torna e si ricomincia. Mah. Se si farà vedere ancora, andrò dritto e se risponderà bene, altrimenti addio. Ci ho già provato 3 volte, con questa farebbero 4. A questo punto basta.
    Rispondi a Riccardo Commenta l’articolo

  12. Avatar di Bice

    Bice 9 anni fa (14 Maggio 2011 10:47)

    Cara Margherita, la famosa "visione esterna di noi stessi": io chiamo così la capacità di guardarsi con obiettività e di rendersi conto della realtà del nostro agire e pensare. Guardarsi come ci guarderebbe un altro. Obiettività. No, niente giurisprudenza... erano gli studi che mi avevano consigliato gli insegnanti dopo il liceo. forse per il motivo che dici tu. Consigli completamente ignorati. E non sono affatto pentita, perché ho seguito i miei sogni e le mie aspirazioni che erano di altro tipo... anche quando tutti pensavano che avrei fatto poi l'insegnante, con tanto tempo per i bambini... una prospettiva assurda per come sono fatta io. Qualcosa a livello formativo ho fatto, organizzando corsi, curando una pubblicazione, ma in un ambito molto più libero di quello scolastico. Ho accettato la sfida di una laurea che, non volendo insegnare, poteva non servire a nulla... e ho dimostrato che ci campo benissimo, che mi è servita, che faccio il mestiere che ho sempre sognato... Devo dire che fin da bambina ho saputo fare una cosa: scegliere la mia strada e perseguirla cocciutamente! :-)
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  13. Avatar di Riccardo

    Riccardo 9 anni fa (14 Maggio 2011 12:52)

    @ Margherita. Cocciuto? In merito a cosa? E perchè sarei cocciuto? Comunque, dato che so che tutto ciò che dico e faccio non va mai bene, capisci ora perchè non parlo mai con nesuno?
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  14. Avatar di ELEONORA

    ELEONORA 9 anni fa (14 Maggio 2011 13:48)

    MARGHERITAAAAAAAAA,STESSA MIA LAUREA!! :)))))))
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  15. Avatar di Riccardo

    Riccardo 9 anni fa (14 Maggio 2011 15:08)

    Ma che ci sto a fare io in mezzo a tutte queste laureate? C'è per caso un blog di camioniste?
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  16. Avatar di Giulia

    Giulia 9 anni fa (22 Maggio 2011 15:20)

    Ciao Ilaria, complimenti per questo articolo. Devo ammettere, che durante la lettura ho sentito spesso un dolore allo stomaco. Sopratutto nelle prime frasi, il "non devi amare troppo" mi ha turbata. Penso che non ci sia niente di più bello nel donare amore alle persone care, e sopratutto alla propria metà. A me piace considerarla ancora cosi. Forse, sarà la mia giovane età a farmi parlare in questo modo(ho solo 21 anni ;) ), ma da 3 anni a questa parte credo di aver trovato una persona veramente speciale. Ma anche se può sembrare il contrario, non posso più essere d'accordo con il tuo articolo, perché se non ami prima te stesso non puoi amare nemmeno nessun altro. Molte persone scambiano questa affermazione per egoismo. Non vorrei mai finire in una relazione, in cui entrambi i partner si "annullano" per l'altro, fino a non essere più loro stessi, fino a diventare amareggiati e schiavi della routine. Ti confesso, che la maggior parte degli adulti che vedo non sono da incoraggiamento e a volte sono intrappolata dalla paura... Ma poi mi riprendo, perché so che io non diventerò mai cosi. Dignità al primo posto sempre ;)
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  17. Avatar di Silvia

    Silvia 5 anni fa (24 Febbraio 2015 14:33)

    Parole sante cara Ilaria. Un post da incorniciareve rileggere sempre. Grazie.
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  18. Avatar di Lou

    Lou 5 anni fa (11 Giugno 2015 10:14)

    Ma quant'è bello e utile questo articolo, Ilaria... leggerlo mi ha ricaricata! A volte l'ordine cronologico degli articoli non rende giustizia a delle perle come questa ;-) è più di un anno che frequento il blog e questo articolo mi era sfuggito. Se posso permettermi di darti un consiglio, linkalo di più!
    Rispondi a Lou Commenta l’articolo

  19. Avatar di Rosanna

    Rosanna 5 anni fa (18 Agosto 2015 20:28)

    Ciao Ilaria ma il non amare troppo si intende anche essere innamorati e non avere le attenzioni ? perche io ho vissuto per un anno una relazione a distanza dove lui diceva di amarmi ma non mi dava nessuna attenzione,dico a distanza perche eravamo lontani 200 km ma lui non accennava mai a dirmi che voleva vedermi (in un anno l'ho visto 5 volte) per me amare e un completarsi,un condividere,rispettarsi ed avere fiducia l'uno nell'altro.Lìindifferenza non la chiamo Amore. ci stavo troppo male e cosi l'ho lasciato anche se so che lui ci sta malissimo ,io non ho capito il suo modo di amare potresti spiegarmelo tu ? grazie
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 anni fa (18 Agosto 2015 22:33)

      Guarda, diciamo che tecnicamente "amare troppo" è proprio essere innamorati e non avere l'attenzione. Il suo "modo di amare"?! Ma di quale "amare" stai parlando?! Per quanto riguarda il suo "modo di amare" tutto il blog è dedicato a quello. Dacci dentro con la lettura.
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  20. Avatar di Patrizia

    Patrizia 5 anni fa (14 Ottobre 2015 4:14)

    Fantastico!!! Ilaria scrive sempre con grande efficacia i suoi pensieri, convinzioni e delucidazioni della realtà. L'amore è un sentimento puro che nasce dalle forti emozioni che l'altro/a riesce a suscitare in noi, ma non può essere un sentimento privo di ragione per evitare di farci del male. Quindi è fantastica la visione dell'amore non per l'amore in astratto ma dell'amore per se stessi in concreto . Chi si ama da amare questo ci racconta Ilaria. Grazie ?
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