Ti comporti anche tu come una reduce?

reduceSe hai sofferto o stai soffrendo per amore e pensi di non trovare la persona giusta per te o che l’uomo giusto per te proprio non esista – perché, tra l’altro, pensi che gli uomini siano tutti stronzi – è possibile che tu ti stia comportando come una reduce. Ci hai mai pensato?

"Se la sofferenza vi ha resi cattivi l’avete sprecata. ida_bauer Twitter"

Ma chi è un reduce? Un reduce è chi è tornato da un’esperienza drammatica, pericolosa e terrorizzante magari durata anche a lungo, tanto da sembrare eterna.

E questa esperienza in un modo o nell’altro ha lasciato segni o ha lasciato tracce. Ferite e cicatrici. O magari anche un dono (segnatelo questo)…

Di solito ci si riferisce ai reduci come reduci di guerra. Il cinema e la narrativa hanno fatto enormi fortune sulle storie dedicate ai reduci. Pensa ad esempio alla serie dei vari Rambo.

In realtà io sono convinta che ci sono molte altre esperienze nella vita che rendono persone “comuni” simili a reduci di guerra, anche se quasi nessuno ne è consapevole o vuole considerarlo. E sempre più studi e ricerche lo dimostrano.

Un abbandono, la fine di una storia, un divorzio possono essere tutte esperienze traumatiche che hanno la stessa intensità e gli stessi effetti sulle persone di quello che può avere il combattere in prima linea in uno scontro armato.

Anche un tradimento può essere un trauma difficile da superare e che lascia segni.

Così come pure il mobbing, la violenza psicologica, la violenza sessuale o l’essere stati vittime di un evento naturale tragico (terremoto, alluvione, frana etc.). O anche la perdita di una persona cara, la perdita di un figlio, anche prima della sua nascita. Perfino perdite finanziarie o raggiri e furti subiti possono essere traumi gravi, ai quali attribuire la giusta importanza. Cioè eventi da non sopravvalutare ma soprattutto da non sottovalutare per il loro impatto sulla nostra emotività.

Un modo utile di considerare le tue esperienze

Questo significa che chiunque abbia sperimentato un tradimento, una separazione o un abbandono ha per forza subito un trauma difficile da superare? No di certo.

L’intensità dell’esperienza e la sua percezione come traumatica dipendono dall’individuo che la sperimenta, dalle caratteristiche specifiche dell’esperienza vissuta, dal contesto e dalla elaborazione che ne fa chi la vive.

Un divorzio consensuale e amichevole che avviene tra due persone che hanno condiviso molto e condividono anche l’idea di essere arrivate a fine corsa è ben diverso da “un fulmine a ciel sereno” subito e non consensuale.

Il “furto” di un giocattolo da parte di un compagno di classe alla scuola materna può avere nel ricordo della stessa persona un impatto molto più doloroso dello scippo di mille euro in centro città.

Accettare un divorzio come uno dei tanti accadimenti della vita che causa molti cambiamenti spiacevoli ma porta anche nuove opportunità di realizzazione, è ben diverso che considerarlo la “fine di tutto” e “il fallimento dei fallimenti”.

Il punto di vista e il significato che attribuiamo agli eventi possono fare la differenza tra serenità e dannazione (segnati anche questo).

"Non sai che ognuno ha la pretesa di soffrire molto più degli altri? H. de Balzac"

Immagino che ora tu possa pensare qualcosa del genere: “Scusa Ilaria, adesso proprio non ti seguo più. Prima mi dici che la fine di una storia è un trauma simile a quelli provati da chi è stato a combattere in prima linea e poi mi dici che invece è un’opportunità di rinascita. No, perché prima mi spaventi e mi fai credere di essere stata traumatizzata, poi neghi? Dov’è la verità?”

In questo momento il mio obiettivo è chiarire che spesso sperimentiamo dei veri e propri traumi e non lo sappiamo e non ne teniamo conto e il fatto di non saperlo e non tenerne conto non va bene.

Ribadisco, a proposito di traumi, molti ricercatori sono concordi nel ritenere che per esempio il disturbo post traumatico da stress (PTSD nell’abbreviazione in lingua inglese), che  all’origine è stato diagnosticato sui veterani di guerra, può colpire persone sottoposte a vari traumi, inclusi per esempio il divorzio e la separazione.

Questo potrebbe significare allora che se sei divorziata o sei separata o se il tuo corteggiatore non ti chiama da una settimana tu inevitabilmente e senza dubbio hai sperimentato o stai sperimentando un trauma?

Assolutamente no. Però in certi casi potrebbe accadere (non nel caso in cui lo spasimante di turno non si fa sentire da una settimana, si spera).

In certi casi invece non accade proprio.

Se pensi di avere subito un trauma e di stare sperimentando qualcosa di simile al disturbo post traumatico da stress, te ne devi occupare, chiedendo aiuto a persone capaci ed esperte, a professionisti.

Nello stesso tempo evita di drammatizzare. Soffrire o aver sofferto non significa necessariamente avere bisogno di aiuto o di sostegno specifici.

Bene, ora che abbiamo chiarito possiamo andare oltre, al nocciolo della questione dell’articolo.

Ti consiglio di continuare a leggere in ogni caso. Se hai vissuto esperienze veramente traumatiche; se credi di averle vissute o anche se sei solo un po’ arrabbiata e addolorata per quanto ti è successo in passato e hai poca fiducia e poca speranza nel tuo futuro.

Non puoi fare la reduce per sempre

A chi mi riferisco quando parlo di reduci? A quale tipo di atteggiamento mentale penso?

Mi riferisco a tutte quelle signore che dopo qualche esperienza sentimentale deludente assumono un atteggiamento negativo, cinico e distruttivo verso qualsiasi cosa capiti loro e in particolare verso tutto quello che riguarda le relazioni di coppia e gli uomini (soprattutto).

Esattamente come lo stereotipo del reduce da film americano di cassetta (o anche pseudo intellettuale), le reduci non fanno altro che esprimere il loro dolore (unico e irripetibile), il loro disgusto (esagerato e insuperabile) e il loro disprezzo (radicato e soprattutto articolatamente e dettagliatamente motivato) verso qualsiasi proposta che possa far loro trovare un minimo di serenità (impossibile) o un uomo passabile (“gli uomini sono tutti delle melme, degli immaturi, quelli di oggi poi, mica come mio nonno”).

In realtà, come il reduce di guerra da stereotipo è rancoroso con il mondo perché si sente incompreso, “colpito al cuore”, non riconosciuto per quanto ha fatto e per quanto ha sofferto, così la reduce da delusioni sentimentali è arrabbiata, risentita e delusa.

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Per una/due/tre relazioni con uomini sbagliati che l’hanno fatta soffrire, si è convinta che TUTTI gli uomini siano sbagliati.

Per uno/due anaffettivi dei quali si è innamorata, è certa che l’amore non esista.

Per il fatto di essere stata tradita dieci volte dallo stesso soggetto, garantisce che tutti gli uomini sono dei bugiardi bastardi traditori.

La reduce sente un bisogno potente e insopprimibile di conforto, di consolazione, di comprensione.

Per questo si lamenta in continuazione.

Vuole essere compresa nel suo dolore enorme e insuperabile e cerca supporto sfoderando cinismo, sarcasmo e disfattismo. E non è finita qui.

Se hai visto il film Forrest Gump, ti ricorderai il personaggio del tenente Dan, che, durante uno scontro in Vietnam ha perso le gambe ed è stato salvato da Forrest.

Il tenente Dan, come ogni reduce che si rispetti, disprezza Forrest per il suo approccio entusiasta alla vita, per il fatto di averlo salvato e di averlo quindi “condannato” a una esistenza infame. Si dà all’alcol e a una vita miseramente dissoluta.

Ma non per sempre…

Come il tenente Dan, anche la reduce da sofferenze sentimentali è disgustata da tutto e da tutti, in particolare da chiunque tenti di portare con parole opere o anche omissioni un barlume di luce e di speranza nella sua vita.

La reduce si comporta come se fosse infastidita da ogni pensiero positivo su relazioni, amore e uomini.

Cerca consolazione e quindi è inconsolabile.

"Concediti un momento di dolore quando le sventure della vita ti visitano. Tuttavia, non trascorrere le tue giornate nella costruzione di un monumento in loro onore. Dodinsky"

Ma la vera verità è che la reduce tiene moltissimo ad avere una nuova relazione, a incontrare l’uomo giusto, a vivere una vita di coppia.

Il suo è un cinismo difensivo. La reduce desidera enormemente una bella vita sentimentale e allo stesso tempo ha una paura folle di soffrire ancora. E’ per questo che fa la reduce.

E’ combattuta tra un sentimento di profonda sfiducia verso il mondo dei sentimenti e il sogno mai sopito di una relazione fantastica e appagante. In fondo al proprio cuore crede e vuole credere ancora nell’amore.

Anche se afferma esattamente il contrario.

Ecco perché assumere il comportamento della reduce è una trappola mentale e anche reale.

Fare la reduce è una trappola (mentale e non solo)

E’ una trappola mentale perché i pensieri della reduce sono tanto negativi da avvelenarla e da renderla respingente per gli uomini di valore.

Quale uomo sano, di buon senso e con un po’ di amor proprio vorrebbe star vicino a una donna che pensa e parla in modo cinico e distruttivo delle relazioni, dei sentimenti e dell’altro sesso?

Quale uomo con un equilibrio mentale minimo può sentirsi attratto da una donna che considera tutti gli uomini bugiardi, traditori e anche stupidi?

Fare la reduce è una trappola reale perché, guarda caso, sono proprio le reduci che, a dispetto di tutti i muri e gli steccati che erigono nel vano tentativo di proteggersi dal dolore passato e futuro, le prime a cedere alle lusinghe del primo adulatore da due soldi che passa di lì.

Cadendo, di nuovo, calzate e vestite nell’ennesimo imbroglio sentimentale.

Come anche la storia del tenente Dan insegna, la via alla serenità personale e a una relazione sana passa attraverso la fase dell’accettazione del dolore vissuto e delle ferite e cicatrici che il dolore ha lasciato.

"Il dolore è l’agonia di un istante, l’indulgere nel dolore è l’errore di una vita.
Benjamin Disraeli"

Passa anche dalla rielaborazione del fallimento come “insegnamento” e dalla consapevolezza che anche l’evento più luttuoso non solo ha fatto scorrere lacrime e lasciato pessimi ricordi e orribili sensazioni, ma anche un dono di saggezza rispetto alla comprensione di se stesse, degli altri e del mondo.

Dopo tanto dolore, dobbiamo considerare non solo di avere la possibilità e l’opportunità di una felice rinascita, ma anche un dovere morale verso noi stesse e la nostra esistenza.

 

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54 Commenti

  1. Avatar di Lorena

    Lorena 3 anni fa (3 Dicembre 2016 22:28)

    Salve a tutte ! Anch'io penso di essere una reduce! Alle spalle una separazione e una storia sbagliata in poco tempo ( quest'ultima con una persona che offendeva ) ! La frase " E’ combattuta tra un sentimento di profonda sfiducia verso il mondo dei sentimenti e il sogno mai sopito di una relazione fantastica e appagante. In fondo al proprio cuore crede e vuole credere ancora nell’amore." Mi rispecchia ! Ad oggi , il desiderio di avere un'altra relazione , nel profondo c'è ma quando mi guardo allo specchio non vedo una persona interessante e carina da catturare l'interesse di un uomo e così , mi giro e continuo la mia vita , non aspettandomi niente !
    Rispondi a Lorena Commenta l’articolo

  2. Avatar di Paola

    Paola 3 anni fa (4 Dicembre 2016 12:59)

    Mi sento esattamente come te, le mie esperienze sono stata diverse, ma la situazione attuale è la stessa, e non riesco a venirne fuori...
    Rispondi a Paola Commenta l’articolo

  3. Avatar di rinata11012011

    rinata11012011 3 anni fa (4 Dicembre 2016 7:46)

    Cara Ilaria, leggo da un po' di tempo i tuoi articoli e apprezzo molto il tuo lavoro, la mia storia è comune a quelle di tante lettrici che hanno dovuto affrontare una separazione solo sulla carta consensuale ma che in realtà è stata una vera batosta; ho tirato fuori risorse che nemmeno sapevo di avere e ho cercato di riprendere in mano la mia vita, cercando di amarmi. Ho smesso di lamentarmi ad alta voce per pudore, continuando purtroppo quotidianamente a rimuginare dentro di me. In questi anni non ho frequentato nessun uomo semplicemente perché non mi si è avvicinato nessuno. Ieri mattina leggendo il tuo articolo è finalmente arrivata la consapevolezza, mi stavo comportando come un reduce "incompreso, colpito al cuore non riconosciuto per quanto ha fatto e sofferto" ero arrabbiata risentita e delusa, e ho finalmente capito che non sarò veramente libera finché non avrò lasciato andare rancore e risentimento. Con questo pensiero sono uscita di casa forse con uno sguardo verso il mondo diverso dal solito, ho incrociato il sorriso di uno sconosciuto che ho contraccambiato con spontaneità e leggerezza e sono stata di buonumore per tutta il giorno.
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    • Avatar di Anna

      Anna 3 anni fa (4 Dicembre 2016 13:17)

      Idem su tutto il fronte. Solo che, al netto del fatto che il rancore fa male al fegato, mi chiedo: alla mia età, con due figli grandicelli e la prospettiva di essere a breve libera, e non soltanto sola, vale la pena correre il rischio di legarmi ed impegnarmi in una relazione? Non è che mi tarpo le ultime possibilità di realizzare i sogni che ho dovuto accantonare in questi anni? Io di uomini autonomi, e veramente liberi di testa non ne ho incontrati mai (da non confondere con gli avventurieri che vogliono il piatto in tavola a pranzo e a cena). Mah. Vediamo che succederà. Il mondo è grande
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  4. Avatar di Gabriella

    Gabriella 3 anni fa (4 Dicembre 2016 13:27)

    Grazie!! Sono le parole che in questo momento mi servono, per farmi uscire dallo stato di reduce!
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  5. Avatar di Anna

    Anna 3 anni fa (4 Dicembre 2016 14:50)

    Ciao Ilaria!!!! Bellissimo e verissimo....una botta al cuore e all'anima...introspettivo...da metabolizzare e rileggere... Bello il pensiero:" concediti un momento di dolore ma non trascorrere le giornate nella costruzione di un monumento in loro onore". Purtroppo forse inconsciamente si costruisce un monumento...ma non viene fuori una bella persona,credo... Perciò...niente monumenti!!! Graziee
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  6. Avatar di Beloni

    Beloni 3 anni fa (4 Dicembre 2016 15:13)

    Ciao Ilaria, mi sono riconosciuta in parte alla reduce e dico in parte perché (si sono una persona che la vita non ha risparmiato nulla) non mi riconosco nella parte di quella che si lamenta sempre, che vede il bicchiere mezzo vuoto....al contra , sono positiva, allegra, gentile e forse (troppo educata) e mi piacciono frequentare persone come me. Solo che per quanto riguardano gli uomini incontro tutti gentile...fino ad un certo punto... Poi spariscono e poi ritornano quando e come piace a loro e sempre gentile e con una giustificazione per tutto ed io ci ricasco perché ci credo. Che devo fare in questi casi (mettere da parte la mia educazione tedesca) e mandare subito ...senza gire di parola? Come si fa a riconoscere subito se mi trovo davante ad un'altro perdi tempo? Io questo tipo "storie'non mi piace. Quindi da un po di tempo per non fare questo tipo di incontro non esco quase mai e se per motivo di lavoro ho a che fare con l'altro sesso sono sempre molto freda. Uno con una comune amica mi ha definita: gentilissima ma distaccata. Questo mio atteggiamento lo chiamo autodifesa. Grazie Ilaria sei fantastica!
    Rispondi a Beloni Commenta l’articolo

  7. Avatar di MERAVIGLIA

    MERAVIGLIA 3 anni fa (4 Dicembre 2016 16:23)

    Ciao ILARIA! dirti che hai sempre ragione non vuole certo sminuire e generalizzare i tuoi preziosi consigli ma bisogna ammetterlo Tu fai sempre centro!!! Grazie per il minuzioso lavoro che ci regali. Cercherò di fare tesoro di tutto quanto metti a nostra disposizione. Con affetto un grande abbraccio MERAVIGLIA.
    Rispondi a MERAVIGLIA Commenta l’articolo

  8. Avatar di Gabry

    Gabry 3 anni fa (4 Dicembre 2016 17:09)

    Un piccolo contributo forse: io sperimento chiusura. Sto bene, non mi lamento, non penso che gli uomini siano una brutta razza o brutte persone o altro. Semplicemente la grande sofferenza per la storia d'amore della mia vita finita mi ha reso incapace di stare in un inizio storia, prendendo quel che viene. Mi è molto più facile chiudere. Ho perso tolleranza e capacità, credo... intendo, il bisogno di amore e di amare, ce l'ho, eccome, mi rendo conto però e purtroppo, di non essere in grado ancora di mettermi in gioco. Così è oggi, speriamo arrivi un giorno diverso!
    Rispondi a Gabry Commenta l’articolo

  9. Avatar di roberta

    roberta 3 anni fa (4 Dicembre 2016 17:52)

    Credo di aver avuto questo atteggiamento una volta: poi qualcosa mi ha fatto svegliare e rendere conto di quanto la posizione di reduce/vittima mi facesse male se non peggio. Ottimo articolo. Condivido tutto.
    Rispondi a roberta Commenta l’articolo

  10. Avatar di Fabiola

    Fabiola 3 anni fa (4 Dicembre 2016 20:51)

    Ciao Ilaria è vero io sono una reduce e forse puoi capire quanto dolore e solitudine c'è dietro questa parola
    Rispondi a Fabiola Commenta l’articolo

  11. Avatar di Maria

    Maria 3 anni fa (4 Dicembre 2016 22:12)

    Questo è un articolo veramente interessante e da approfondire, soprattutto per quegli atteggiamenti di sfiducia che ci portiamo dietro da più tempo, come se avessimo un parassita attaccato al nostro essere, che ti sta addosso ma non riesci a liberartene, quello che anche quando sei riuscita ad iniziare una relazione ti dice (come è capitato a me) " ma dove vai, tanto vedrai che anche questo prima o poi ti lascia!".
    Rispondi a Maria Commenta l’articolo

  12. Avatar di Fabiana

    Fabiana 3 anni fa (4 Dicembre 2016 23:49)

    Ciao Ilaria l'articolo e' molto bello anche io sono un po una reduce forse perche mi conforta esserlo magari non mi aiuta ma mi conforta...
    Rispondi a Fabiana Commenta l’articolo

  13. Avatar di Giusy

    Giusy 3 anni fa (4 Dicembre 2016 15:21)

    Buongiorno a tutte ,scrive un'altra reduce da un'esperienza sentimentale negativa. Dopo la morte di mio marito che mi ha strappato il cuore, mi sembrava impossibile per me avere ancora un'esperienza sentimentale, e poi all'improvviso mi innamoro di nuovo di un uomi che porta lo stesso nome di mio marito. Tutto sembra meraviglioso e poi all'improvviso arriva un'altra donna molto giovane, ma non è un'addio perchè ogni tanto ritorna. Io che mi sono sempre sentita o creduta una donna forte cerco disperatamente di staccarmi da questa situazione in ogni modo, ma anche solo il pensiero di lui mi perseguita ogni giorno mi assale, mi tormenta, e credetemi sono pienamente cosciente che tipo di uomo è, non certo dei miei sogni....Mi chiedo come è possibile amare ancora un uomo credetemi molto miserabile anafettivo, privo di principi morali e per tutto questo ogni giorno offendo me stessa., per la mia dignità di donna, per quella che sono sempre stata, per il mio orgoglio e per chi prima di Lui mi ha amato intensamente ed era un vero uomo. Allora mi chiedo sono impazzita, non sono più io, ma cosa devo ancora fare per guarire da questo amore non sano'
    Rispondi a Giusy Commenta l’articolo

  14. Avatar di Stefania

    Stefania 3 anni fa (5 Dicembre 2016 11:09)

    Buongiorno Ilaria, bellissimo articolo. Sono reduce, ma fiduciosa. Penso positivo e non cedo alle prime lusinghe. Per me il problema è che, pur sentendo la mancanza di un uomo, sono terrorizzata dal fatto di trovare un uomo possessivo e sono molto serena in gruppo con amiche e amici. Insomma.. a volte ..la vita in due.. in questa fase del mio percorso.. mi sembra noiosa e a volte non so nemmeno io cosa devo scegliere.. come se ci fosse una bilancia quasi sempre in pareggio (i due pesi sono: vita da single e vita di coppia). Oppure forse dovrei trovare un uomo che la pensa come me.. ma non ci riesco. grazie ciao Stefania
    Rispondi a Stefania Commenta l’articolo

  15. Avatar di olga

    olga 3 anni fa (5 Dicembre 2016 12:08)

    Carissima Ilaria,quanta spaziosità vivificante in ciò che scrivi. Questa è la mia domanda : gli "attrezzi" per ricostruirsi quali sono? La comprensione intellettiva da sola è assolutamente insufficiente altrimenti saremo tutti geni. Ti abbraccio. Grazie Olga
    Rispondi a olga Commenta l’articolo

  16. Avatar di NuovaClaudia

    NuovaClaudia 3 anni fa (5 Dicembre 2016 14:11)

    Cara Ilaria, per quanto mi riguarda non avresti potuto scrivere articolo più azzeccato nel momento migliore. Io sono una reduce che sta tentando di smettere. Per carità, la vita non mi ha risparmiato esperienze dolorose: un matrimonio finito perché il mio ex marito mi tradiva con un'altra donna rimasta incinta mentre eravamo ancora sposato, dopo una convivenza con un narcisista violento, e non conto gli svariati bugiardi incontrati. Avevo messo su una bella corazza di dolore, avevo messo tra me e gli uomini palizzate e staccionate che purtroppo non sono servite a tenere lontano l'ultimo: anafettivo/narcisista/border line. Ovvio che oggi non sono solo ferita, sono a pezzi, ma ho iniziato a riflettere che tutto questo non poteva essere un caso, evidentemente c'era in me qualcosa di sbagliato. E ho capito che il mio atteggiamento era del tutto sbagliato. Il dolore non elaborato incancrenisce, le palizzate servono solo a limitarti la visuale impedendoti di capire chi hai di fronte. Spinta da questo e anche dal fatto che tutti mi facessero notare quanto io assomigliassi ad un istrice, mi sono messa al lavoro. Certo non è semplice dopo tutta una vita con determinati schemi, ma ci sto riuscendo. Certo l'ambiente non aiuta: fuori è pieno di rospi, perditempo, dongiovanni e chi più ne ha più ne metta. Però senza palizzate, con gli occhi ben aperti, letture appropriate e soprattutto il tuoi consigli, chissà come li riconosco lontano un miglio e li evito. Spero tutto questo mi porti finalmente a trovare un uomo che vale, ma se così non fosse non importa, quello che conta è che questo mi sta tenendo lontani quelli sbagliati
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  17. Avatar di Fiorediloto2

    Fiorediloto2 3 anni fa (5 Dicembre 2016 16:07)

    Buonasera a tutte/i. Racconto brevemente il mio percorso degli ultimi tre anni... conclusasi la mia ultima storia con un uomo dal quale ero follemente attratta ma che voleva da me prevalentemente sesso, sono stata anche io una "reduce".... almeno per un annetto buono... quindi con tutto il corollario di disperazione, sfiducia, visione pessimistica, malessere esistenziale ecc ecc... dopodiché facendo tanto lavoro su me stessa sono riuscita a ricentrarmi e a ritrovare benessere interiore e gusto per la vita, ma dagli uomini mi tenevo volutamente alla larga: più o meno consciamente ho spostato completamente il focus e ho cominciato a dedicarmi esclusivamente a me e alle mie passioni, e in particolare alla mia passione più grande: la danza. (Inoltre ho intrapreso un percorso di formazione professionale che spero mi porterà a far diventare questa passione un lavoro: diventare danzaterapeuta). Di recente un incontro inaspettato mi ha fatto rinascere il desiderio di un rapporto di coppia.... ma non vorrei inquinare questo desiderio con lo stato d'animo della "reduce".... è vero che ho in passato sofferto molto nelle mie relazioni sentimentali.... ma mi piacerebbe costruire di nuovo dentro di me passione, serenità e soprattutto autostima e una bella sicurezza in me stessa... e cercare quanto più possibile di liberarmi delle scorie di sofferenze passate, perché non voglio che diventino palle al piede.... spero di riuscire in questo mio nuovo percorso. In bocca al lupo a tutte/i voi.
    Rispondi a Fiorediloto2 Commenta l’articolo

  18. Avatar di micaela

    micaela 3 anni fa (3 Dicembre 2016 10:34)

    Buongiorno Ilaria e buongiorno a tutte le altre. Con questo articolo c'è carne da mettere a fuoco per me ora. Sorprendentemente credo che ha toccato in me punti delicati e una parte di me alla quale non dedico tempo e spazio. Letto il titolo dell'articolo, inizialmente ero quasi sicura che non si trattasse di me, tuttavia ho prosseguito per verificarlo e adesso sono quasi sicura che sono una reduce anch'io. Sono cresciuta come tanti altri/e con un educazione che ripeteva: solo chi soffre nella vita impara, cresce, matura e ha successo nella vita. Come se la sofferenza fosse un bene, un dovere, una cosa positiva. L'educazione della mia vita doveva essere quella sofferenza. Non bastava tutto il resto? Io non credo che ci siano persone al mondo che non hanno mai sofferto nella loro vita per quanto poco o tanto ma davvero bisogna cercare la sofferenza? Mi sembra una cosa abberrante. Per questo adesso mi è difficile mandar giù "che invece è un’opportunità di rinascita". So che è vero e personalmente so che con il giusto atteggiamento verso le cose la sofferenza diventa un opportunità di crescita ma non è per niente facile trovarlo, trovare "il punto di vista e il significato che attribuiamo agli eventi" come scritto nell'articolo. Il fatto di essere reduce mi fa pensare il fatto che non mi fa piacere avere a che fare con bambini, tutti i bambini in generale. Evito in qualsiasi modo averci a che fare e se proprio devo svolgo il compitino che mi impongo al meglio, cerco di dimenticare in fretta e vado avanti. Voglio dire che il "compitino" narra una bella storia di una ragazza aperta, sensibile, giocosa e attenta ai sentimenti e alle richieste dei bambini. Ma in realtà che avere a che fare con bambini sia una punizione, li considero dei vampiri in fatto di energia fisica psichica ed economica. Mi sento in colpa per provare simili cose e so che non è colpa loro per essere al mondo e avere delle necessità da soddisfare, so che mia madre diceva a me di esserlo e so che le due cose sono collegate ma proprio al momento non riesco a provare altro e naturalmente non ne voglio dei bambini miei. Ad oggi in questa storia non ho trovato la chiave per l'opportunità di crescita.
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    • Avatar di Eleonora

      Eleonora 3 anni fa (6 Dicembre 2016 7:11)

      Molti di noi crescono pensando che tutto sia un gioco. Lo si crede fin da piccoli quando parenti e amici inondano di giochi costosi e coloratissimi figli e nipoti:tutto si crede dovuto. Un giorno,poi,ti accorgi che il prossimo ti delude e basta entrando in una brutta spirale che dura anni,chiedendoti il perché il prossimo non soddisfi+i tuoi bisogni. La vita è in realtà sofferenza poiché maturi solo sperimentandola.se Gesù ha sofferto perché mai noi non dovremmo?! Quanto ai vampiri energetici,ricorda,esistono ovunque:dall'amico/a falso ed opportunista;al malato in famiglia fino al vecchio. Molto dipende da come si è stati cresciuti da piccoli. La verità è che siamo fragili in tutto.
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  19. Avatar di carla

    carla 3 anni fa (7 Dicembre 2016 20:19)

    Ciao Ilaria Grazie per l'articolo siamo tutte reduci.Ma riusciamo a tirar fuori il meglio dalle situazioni peggiori.Il meglio del nostro carattere perche' e' dalle difficolta' che si sviluppa la forza e la voglia di reagire e di migliorare.Per me e' sempre stata una reazione naturale.Ti schiacciano ti umiliano ti abusano ti tradiscono e tu ti dici bene ora conosco il peggio e' bene conoscere il peggio per non aver piu'paura di nulla.E per sapere esattamente Cosa non vuoi e come evitarlo.Poi comunque prevale la curiosita' la voglia di vivere e la voglia di conoscere persone nuove perche' la fiducia nell'essere umano non passa mai .Bisogna avere l'atteggiamento dei Bambini Verso le persone con l'esperienza dei vecchi
    Rispondi a carla Commenta l’articolo

  20. Avatar di max

    max 3 anni fa (4 Dicembre 2016 16:51)

    uno degli articoli più belli di sempre, forse il più utile per la maggioranza delle donne (ed anche per qualche uomo, anche se noi ci atteggiamo da reduci in modo diverso)...io conosco bene una reduce di quelle che hanno fatto la guerra (ilaria e qualche altra lettrice si ricorderà di certo)...l' altro giorno era fra le mie braccia, e si godeva gli abbacci, senza che ci fosse altro che il gusto di stare così, non le chiedo nulla e lei non mi chiede nulla...semplicemente la bellezza di vivere quello che c'è...io so che lei è una di quelle che ha bisogno ma non ammette, ma va bene così, sessualmente non mi attira più ormai, ma l' amore ed il bene hanno tante facce....dico a tutte le donne di non dimenticarsi mai, anche con tutte le cose che hanno passato, con il dolore e le ferite, di non dimenticarsi mai e poi mai di quanto sono belle, e che se un uomo questo non lo capisce e non lo onora, non si merità il loro cuore...le emozioni, quelle belle, non quelle dolorose, vi rendono vive, non fermatevi alle prime, perché la vita ce ne offre fino a che vogliamo noi, anche fino ai 90 anni, e morto un papa, se ne fa sempre un altro.
    Rispondi a max Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 3 anni fa (5 Dicembre 2016 12:38)

      Hai detto delle bellissime parole. Immagino la sensazione che lei provava tra le tue braccia. Una donna reduce ha bisogno di abbracci anche se non lo ammette.
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    • Avatar di Marty

      Marty 3 anni fa (5 Dicembre 2016 12:50)

      Grazie Max.. stranamente, per un caso fortuito, mi sembra quasi di riconoscermi in quella reduce tra le tue braccia.. anche io ho fatto le guerre, anche io sono una di quelle che ha bisogno ma non ammette e non chiede mai (ma siamo certi che non chiedere corrisponda sempre a non avere desideri o esigenze?) e quando lo faccio mi sento spesso in difetto. Grazie perchè mi ricordi - e ci ricordi - che esiste anche qualcosa che va oltre lo stare bene e il viversi quello che c'è con un uomo.. esistiamo noi, esiste la nostra dignità che noi stesse per prime, tante volte, siamo disposte a calpestare per qualche ora di tenerezza, di affetto o di intimità che sono solo dei disperati tentativi di colmare i nostri vuoti e il nostro bisogno d'amore.
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    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (5 Dicembre 2016 17:08)

      Ciao Max, quello che scrivi e fai é bello, ma al tempo stesso mi domando: che la abbracci a fare? Non rischi di zavorrarti a una che ti tratta come amico dispensatore di coccole? Se ormai non la desideri più (e meno male), e, come ti auguro di cuore, incontri una con cui tu possa avere una relazione di coppia vera, come va a finire? Scusa la franchezza, ma a me la gente che si piange addosso, si barrica dietro le paure e sfrutta emotivamente gli altri non piace proprio per niente. Un abbraccio e in bocca al lupo!
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    • Avatar di max

      max 3 anni fa (5 Dicembre 2016 22:51)

      Ciao Gea, vedi, per me non si tratta ne di una gara me di una lotta, ne un io ti do, e tu mi dai in cambio (anche e soprattutto emotivamente)...con le donne che ho amato non ho mai pesato quello che davo e ricevevo, figurati con lei con la quale ora scorre solo il bene, tanto...potevo scegliere di dirle adios, e se avessimo avuto una storia vera e propria avrei fatto così come ho sempre fatto, ma la presenza di questa persona nella mia vita (che è reduce, ma non si piange assolutamente addosso) mi arricchisce (e la mia nella sua)?..si...quello che c'è adesso è bello, e allora mi godo la sua compagnia e quella del suo bimbo, e questo è quanto, perché per me rimane una delle donne speciali che ho incrociato nella vita, e se sarà il caso, (probabilmente fino che io o lei non ci legheremo a qualcuno) le nostre strade si divideranno, non me ne preoccupo ora, e se accadrà c'est la vie...poi non è che sono stato con le mani in mano da dopo le vacanze eh..
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    • Avatar di Ele

      Ele 3 anni fa (6 Dicembre 2016 9:36)

      Io la vedo come Gea! A che pro essere amici fino a che uno dei due non si fidanza? Allora non siete amici. A che pro essere mezzi amanti senza sesso con una reduce che pensa ad altro ed ha anche un bambino da crescere? Certo che anche gli uomini alle volte sono proprio come noi...con le donne che non hanno interesse x loro. Ciao a tutti
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    • Avatar di max

      max 3 anni fa (6 Dicembre 2016 11:09)

      Può essere che non siamo amici nel senso più canonico del termine, e allora?...non vedo dove stia il problema...poi le persone (soprattutto le donne) si lamentano che sono sole, che non intessono rapporti sociali gratificanti, che c'è l' amore liquido e bla bla bla...io me ne frego, e non mi precludo nulla quando conosco una persona e sento che non è una persona banale, sia che ci finisco a letto o no, ma finirci a letto non vuol dire necessariamente arrivare ad un livello profondo di intimità, e le vecchie amicizie spesso rimangono in superficie o con gli impegni della vita (lavoro, famiglia, figli, etc..) anche se rimangono, si indeboliscono e quindi se si può instaurare dei nuovo legami (non virtuali) senza catalogarli, e vedere come si sviluppano senza aspettative, perché no?
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    • Avatar di Ele

      Ele 3 anni fa (6 Dicembre 2016 12:07)

      Non ho capito. Comunque contento te!
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    • Avatar di Fiorediloto2

      Fiorediloto2 3 anni fa (6 Dicembre 2016 15:44)

      Max, per quanto molto intensa e bella la tua testimonianza, mi dispiace dirlo ma la penso come Gea ed Ele.... purtroppo a volte le persone che soffrono tendono ad aggrapparsi emotivamente e a "sfruttare" anche se in buona fede gli altri, a maggior ragione se si tratta di individui di sesso opposto che hanno attrazione per loro... ne ho conosciute tante di queste situazioni, e in qualche caso ne sono stata anche vittima... però per quanto mi riguardava, io non ci stavo affatto bene nei panni dell'amica-consolatrice (ovviamente quando si tratta di un uomo per cui ho attrazione... fosse una pura e semplice amicizia potrei anche accettare, ma con molti paletti e cautela, un ruolo del genere... forse....). Però evidentemente per te è comunque un bel rapporto, se c'è alla fine un reale scambio e una reciprocità, seppur non su attrazione e sentimenti profondi... non siamo tutti uguali e il mondo è bello perché varia! :)))
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    • Avatar di carla

      carla 3 anni fa (7 Dicembre 2016 16:08)

      CIAO max sai una cosa a me soprattutto perché reduce ,non piacerebbe affatto essere abbracciata da uno che non mi desidera piu' .Non e' vero che abbiamo bisogno di questi gesti io sto benissimo senza atteggiamenti ambigui,abbracci o baci inutili. Sto bene senza questo "affetto"affettato.Sai nel tempo ne abbiamo subiti tanti di finti abbracci un po' bavosi di maschi che con la scusa dell'affetto allungavano molto le mani e gli occhi lasciandoti disgustata e moolto diffidente. Noi non abbiamo bisogno di smancerie inconcludenti noi abbiamo bisogno di verita' e di sostanza.
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    • Avatar di max

      max 3 anni fa (8 Dicembre 2016 0:16)

      non pretendo che il mio modo di vedere i rapporti personali venga capito, e meno male che ci siano punti di vista differenti...aggiungo solo che io sono ben cosciente di tutto, non sono vittima di nessuno sfruttamento emotivo e nessun "consolazionismo", non siamo morbosamente attaccati, ci si sente e ci si vede senza schemi, senza obblighi, e si è creato un legame comunque non superficiale...e non è che stiamo abbracciati tutti i momenti, ho raccontato quell' aneddoto solo per dire (e qui non sono ovviamente d' accordo con Carla) che le persone, e forse ancora di più le persone reduci, hanno invece bisogno di questi gesti (che non sono smancerie), mentre la verità e la sostanza le rifuggono e si fanno troppe domande, perché hanno paura, come dice l' articolo...ed a prescindere che ognuno deve doverosamente trovare dentro di se le risorse per riaprirsi all' altro e fidarsi di nuovo, se dovessimo pensare che tutti siano bavosi con secondi fini, o approfittatori materiali ed energetici che ce lo vogliono solo mettere in quel posto, la gente sarebbe più sola di quello che già è...E di abbracci finti, io non ne ho mai dati.
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    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (8 Dicembre 2016 23:19)

      Ciao Carla, forse ti sei persa i commenti ad altri articoli, in cui Max raccontava la sua storia,& e magari hai sovrapposto qualche tua brutta esperienza al caso suo che é ben diverso. Lui non la desidera più perché la "sostanza" mancava da parte di lei che non si è mai sbilanciata per paure, pare e chissà che altro. @ Max: ho riassunto un po' semplificando, ma spero sia utile a smorzare le polemiche. Secondo me hai spiegato ampiamente le tue ragioni. Ti auguro il meglio! ;-)
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    • Avatar di max

      max 3 anni fa (9 Dicembre 2016 14:26)

      grazie dell' endorsement, Gea..ricambio gli auguri!
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    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (9 Dicembre 2016 19:28)

      Grazie mille, Max! :-)
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