Come farsi rispettare (dagli uomini e non solo)

come farsi rispettareCome farsi rispettare?

Intendo: come farsi rispettare in generale? E come farsi rispettare dagli uomini, in particolare? Tenendo conto che molti di loro, dall’alto della loro maschilità / mascolinità, sono dei cafoni integrali?

"Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni. Dalai Lama"

Le persone (tutte: uomini e donne) si arrovellano sui modi per guadagnarsi il rispetto degli altri. Anche perché, il rispetto, come il senso di umanità e la buona educazione autentica (anche quella farlocca, a dire il vero) mancano. Mancano disperatamente.

Non c’è rispetto vero per gli altri. Il rispetto semmai è sostituito dalla paura, dal bisogno, dalla convenienza. Dalla leccapiedaggine, insomma.

E siccome la mancanza di rispetto da parte degli altri ci ferisce nel profondo, nei nostri bisogni di amore, di accettazione e di riconoscimento, ecco che in molti si angosciano sul come farsi rispettare.

Perbacco, ma davvero, come si fa?

Come si fa a essere rispettati da chi non ha a cuore il rispetto in generale e in un mondo nel quale la mancanza di rispetto verso gli altri è un punto di onore, di forza, di figaggine?

Già, pensa ai tanti ragazzi / uomini / bambocci / cretini e stronzi che si divertono a giocare coi sentimenti delle donne, le prendono in giro e che per farsi belli diffondono alla cerchia di amici le loro imprese di seduttori seriali (seduttorini, per la verità).

Se mancare di rispetto è un vanto e un merito, si salvi chi può. Non se ne viene più fuori.

Ma la mancanza di rispetto – e la dannata ricerca di rispetto – non è solo nei rapporti di coppia o pseudo tali.

E’ nel lavoro, nelle relazioni di tutti i giorni, nei rapporti con i medici, gli insegnanti, gli impiegati pubblici, i vicini di casa, i vicini di ombrellone, di panchina, di parcheggio, di fila al supermercato, di seconda e di terza fila per strada, di sala d’aspetto dal dottore.

Nei rapporti con gli studenti, con i clienti, con i pazienti. Con i fornitori. E così via.

C’è da dire che le donne che non sanno farsi rispettare dagli uomini, di norma non riescono a farsi rispettare nemmeno sul lavoro o dalle amiche o nella loro famiglia di origine.

Questo per molte ragioni. Per esempio perché pensano che delimitare i confini e proteggerli sia da cattive ragazze.

Oppure perché i loro confini, fin dalle origini, sono stati violati da altri così spesso che, loro, le brave ragazze, non se ne accorgono nemmeno, non ne sono consapevoli fino a che soffrono da non poterne più.

Oppure perché non osano farsi rispettare per non perdere la stima e l’affetto di chi hanno vicino (ma chi non rispetta non va tenuto in conto nella propria vita e nemmeno vicino. Non dimentichiamo che stima e affetto hanno le proprie radici nel rispetto).

Non si fanno rispettare anche perché giustificano e perdonano chi non le rispetta.

D’altra parte gli uomini sono superiori alle donne e sono fatti come sono fatti, non rispettano perché sono fatti così e per non farli arrabbiare, per non “scocciarli” e per non allontanarli bisogna sopportare il fatto che non rispettino.

Insomma, ci sono donne un filino misogine, che disprezzano se stesse prima di tutto e un po’ anche le altre donne, ma semplicemente perché le donne non reggono il confronto con gli uomini. Mica per altro, eh.

Le donne sono “naturalmente” e “biologicamente” inferiori, come credono quelli davvero intelligenti tra i maschi. Come credono le più coniglione delle donne.

Ce lo narrano le tante storie in stile “La Bella e la Bestia” che vediamo ogni giorno intorno a noi, nelle quali,  guarda un po’, la bella è sempre donna e la bestia sempre uomo.

Ancora adesso, nel 2018. E’ pieno di belle e intelligenti che si buttano via per delle bestie. Ma pieno proprio.

Il più buzzurro e caprone degli uomini, si sa, è intrinsecamente superiore alla più raffinata e intelligente delle donne. E’ così. Lui merita rispetto e anche amore, spesso.

Di lei, chi se ne frega?

E’ la natura che lo dice.

Giusto?

E come no!

Come farsi rispettare dagli uomini (quando ne vale la pena)

Partiamo dalle basi. Spesso sento stupidaggini riguardo l’amore e l’”amore incondizionato”.

Molti pretenderebbero “amore incondizionato” e, guarda caso, molti di coloro che pretendono questo tipo di amore sono narcisisti perversi, psycho di ogni colore e  manipolatori di vario ordine e grado.

Ma stiamo scherzando?

La fesseria dell’”amore incondizionato” piace un sacco a chi si comporta in modo abusivo e che fa abbondante uso del ricatto emotivo.

“Io ti maltratto, ti faccio violenza materiale o emotiva, ma, in nome dell’”amore incondizionato” , tu continui ad amarmi. E a subirmi. Qualsiasi abuso io mi inventi”.

Ma sai quante donne, dopo che il loro amore ha dato loro fuoco (nel senso che le ha cosparse di benzina e ha accesso il fiammifero), e per fortuna se ne escono vive, tornano tra le sue braccia, in nome dell’amore per l’amore?

Che brutti un mondo e una società che non vogliono vedere queste questioni e non le vogliono affrontare e stanno ancora lì a discettare di educazione sessuale nelle scuole.

Il rispetto, al contrario dell’amore, è dovuto.

Una persona deve essere rispettata – magari sulla bas di un imperativo morale, categorico, vabbé, in mancanza d’altro – per il fatto di esistere.

"La vita di ogni essere vivente è sacra e bisogna averne il massimo rispetto. A. Schweitzer"

La cosa meravigliosa del rispetto è che può essere praticato alla distanza, anche a grande distanza, anche a distanza incolmabile: “Io ti rispetto E tu stammi lontano. Più mi stai lontano, più ti rispetto. Stammi lontano, lontanissimo.”

Meglio di così?

A dirla tutta, in ogni caso il rispetto implica una certa distanza. Il termine italiano “rispetto”, deriva dal termine latino “re-spectum”, che significa guardare all’indietro, a una certa distanza.

Un po’ come quando esci dal Duomo di Milano e per contemplarlo in tutta la sua magnificenza ti allontani un po’. Quanto rispetto c’è.

Come la sarta o lo stilista che ti guardano quando indossi un vestito nuovo che stanno rifinendo, allontanandosi un po’; e in quello sguardo un pochino più lontano e distante ti ammirano e ti rispettano.

Certo, si può amare una persona, essere amata da lei, rispettarla ed essere rispettata da lei e anche esserle molto vicina, con lo spirito e col corpo, intima.

E con la giusta distanza. Perché la distanza è condizione imprescindibile.

Questo significa essere umani dotati di umanità. Ma l’umanità a 360° non è così diffusa tra gli umani.

Allora, tornando a noi e agli uomini, sappiamo che molti, troppi uomini, mancano di rispetto alle donne. Perfino nelle coppie consolidate.

Premesso che, come detto sopra, chi manca di rispetto agli altri (siano gli altri il Papa o il fattorino di PizzaaCasa) dà un segnale chiaro e forte di non essere per niente una gran persona e quindi, zac!, appena capisci che qualcuno non rispetta gli altri puoi prendere la palla al balzo per smettere di frequentarlo, devo dire che ci sono anche riflessioni un po’ più profonde da fare.

Gli uomini che mancano di rispetto alle donne sono intrinsecamente e profondamente dei cafoni. Cioè fino al midollo. Perché, appunto, rivelano quella misoginia sempre troppo diffusa nel nostro mondo.

Certi uomini, poi, hanno il vizietto di rispettare ancor meno le donne in quanto donne. Consciamente e consapevolmente.

La misoginia è sorella gemella dell’impotenza. Se non sorella corporale, almeno spirituale.

Alla fin fine una donna è una povera scema che in quanto donna non merita tutto il rispetto possibile. Se poi mi irrita, non mi ossequia e addirittura ha una sua opinione, ancor di più.

Detto in parole semplici, il rispetto è una cartina di tornasole: chi non rispetta gli altri non dà buona prova di sé e non è un gran compagno. Nemmeno per una birretta al bar.

"Io non divido il mondo in destra e sinistra, ma fra chi rispetta gli altri e chi no. anna salvaje, Twitter"

Certi uomini, perfino, come bimbi e adolescenti mai cresciuti, che giocano a provocare mamma e papà per vedere fino a che punto possono spingersi e fino a che punto arriva l’amore dei genitori, fanno lo stesso con le donne, ma con un altro obiettivo.

Si chiedono: “Vediamo quanto è scema questa e quanto posso tirare la corda. Tanto, per quanto la maltratti, lei è sempre lì che mi aspetta, mi ama e mi adora… Anche perché io ho il vantaggio competitivo indiscutibile di essere uomo.”

E allora, come farsi rispettare? Come far capire al gaglioffo di turno che tu non sei la tipa con la quale gaglioffare? E quindi implicitamente invitarlo ad allontanarsi senza far danni?

Oppure, come fare perché chi non è gaglioffo, ma è tentato a sbagliare, eviti ogni tentazione e ti rispetti in modo sacro e preferisca farsi cadere il pisello invece che mancarti di rispetto?

Come fare patti chiari fin da subito con un partner potenziale, in modo che capisca senza dubbio che con te non può giocare a fare il cretino, qualora gli dovesse capitare, in un momento di distrazione, ma che non può nemmeno fare il cocco di mamma?

Ti avviso subito: parole, urla, scenate, sceneggiate, minacce, melodrammi, far presagire scenari da film horror non serve proprio a niente.

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Anzi. Più urli, minacci e drammatizzi, più ti giochi il rispetto altrui. Di chiunque si tratti.

In generale con un uomo anche di più.

Anche via chat, eh.

Perdi di credibilità, di autorevolezza, di autorità. Di carisma. Di fascino.

Che cosa ci vuole per farsi rispettare? Assumersi le proprie responsabilità, essere coerenti (cioè fare seguire i fatti alle parole e alle “dichiarazioni di intenti eclatanti”) ed essere sicure delle proprie scelte.

Dire a un uomo una frase che lui hai sentito mille volte come: “Non vado mai a letto con un uomo al primo appuntamento, ma con te…” è patetico, fa crollare il rispetto al livello delle temperature in Siberia d’inverno.

Minacciare, magari presa da una crisi di rabbia e di indignazione, di lasciare un uomo per il suo comportamento scorretto e poi chiedergli scusa con moine e dichiarazioni d’amore da fotoromanzo è tristissimo e condanna a un destino davvero infelice.

Stima altrui e autostima vanno a livelli sotto il minimo sindacale.

Ventilare all’amante sposato di far sapere tutto alla moglie o di lasciarlo per sempre (per la millesima volta) e poi rimanere a disposizione di lui ogni volta che chiama, di giorno o di notte per i prossimi dieci anni, è indice di una debolezza di cui si può approfittare senza farsi nessuno scrupolo.

Dirsi impegnatissima e fare la superiore con il ragazzotto del quartiere che consegna pizze a domicilio e poi andare a “prendere qualcosa da bere” con lui alle 10 di sera quando lui ti ha contattato alle dieci meno un quarto è tragico. Molto tragico.

Mandare le tue foto non vestita (cioè mezza nuda, ma anche solo le tette) a uno con cui chatti online da quindici giorni e non hai mai visto, dicendo che è la prima volta nella propria, è un colpo da maestre nella mancanza di rispetto di sé. Bruttissimo.

Iscriversi a un sito di incontri online e dichiarare al mondo intero (compresi i partner che incontri), che non lo si sarebbe mai fatto se non che si era “in un momento particolare e si voleva vivere una storia leggera” è perlomeno ridicolo.

Iscriversi a un sito di incontri online e dire a chi sta dall’altra parte che si cerca una storia seria e non si è disposte a storielle, significa voler mettere il piede sul podio nella gara delle stupidaggini sentimentali.

C’è da dire che se non altro la concorrenza è fortissima. Dico, nelle stupidaggini.

Sono più le donne che non vanno mai a letto al primo appuntamento con un uomo, ma con “quello” però sì e quelle che sono su Tinder perché cercano una storia d’intesa profonda, di tutte le donne al mondo. E’ così.

Anche statistici e matematici non si raccapezzano.

Dichiarare a gran voce la propria irreprensibile moralità e – soprattutto – virtù e poi postare ogni venti minuti su Facebook artificiosi autoritratti in bikini o in abiti succinti in tutte le prospettive e da tutte le angolature possibili, trasuda disperazione e bisognosità che anche l’ultimo degli sfaccendati analfabeti mortidifiga coglie forti e chiare.

E basta con questi esibizionismi pietosi tipici di chi farebbe la qualunque per avere un like!

Bisogno. Bisogno disperato. Di amore, di attenzione, di riconoscimento. Laqualunque, proprio.

Questi esibizionismi non ti suscitano una pena infinita per lo stato dell’umanità?

Come si fa a essere rispettate partendo da questi presupposti?

Contattare un uomo che ti ha preso in giro, ti ha fatto credere di essere innamorato e poi è scomparso, oppure ti ha portato a letto e – puf! – non si è fatto più vivo, dico, contattarlo per fargli sapere che vuoi che esca dalla tua vita e per fargli la morale e insegnarli a vivere, è grottesco.

Attenzione alle mosse che ti fanno cadere nella “trappola” della comicità involontaria, a beneficio di chi se ne frega di te e tutt’al più ti sta prendendo in giro.

E ci tiene a rafforzare la propria convinzione che le donne sono tutte delle cretine che lui può manipolare impunito.

Spero di aver reso l’idea.

La base dell’ottenere rispetto è per lo meno evitare di rendersi ridicole.

Come farsi rispettare: una strategia efficace

In che modo ci si fa rispettare allora, soprattutto quando si ha a che fare con persone “intrinsecamente” cafone, insensibili e addirittura senza scrupoli?

Abbiamo detto che per farsi rispettare ci vuole soprattutto coerenza.

Con un pochino di obiettività verso se stesse, per evitare di rendersi ridicole.

E poi è necessario delimitare per bene i confini.

Tanto che siano indiscutibili e “incutano” rispetto – guarda un po’ – a chi si relaziona con noi.

I confini sono azioni, non parole.

Nascono da convinzioni profonde dentro di noi.

Per farsi rispettare è necessario essere convinte di meritare rispetto, senza condizioni.

Poi, è necessario essere consapevoli che si possono prendere decisioni coerenti con le proprie convinzioni, senza paura di conseguenze alle quali non si può far fronte se non con totale serenità.

Insomma: tu ti fai rispettare quando sei certa del tuo valore e hai il pieno coraggio e la piena consapevolezza del tuo valore. Alla faccia di tutto il resto. Tu non hai paura.

Inseguire gli uomini per terra e per mare, cercarli sui social, postare foto di se stesse in abiti succinti volutamente “seduttivi”, inviare messaggi verbali, non verbali e virtuali dal tono rivendicativo, sono alcuni degli atteggiamenti che mostrano al mondo esterno che la donna in questione ha meno di 0 rispetto di se stessa.

Come fai a delimitare i confini?

Se qualcosa per te rientra nell’area del “rispetto” la accetti. Se qualcos’altro va al di fuori di quell’area, diventi irremovibile. Cioè determinatissima a che nessuno superi quel confine.

Il tuo partner mastica con la bocca aperta? Per carità, non è un gran bel vedere, ma questo non fa di lui un mascalzone o una persona da evitare sotto nessun punto di vista. Tu sei peraltro libera di non accettare questa sua caratteristica, (lasciandolo, non pretendendo di cambiarlo), ma se è un uomo d’oro per tutto il resto, io francamente un compromesso lo farei.

Se accetti il compromesso, non fai recriminazioni.

Il tuo partner maltratta i camerieri al ristorante? E’ un comportamento odioso, che è segnale di ben più gravi mancanze e problematiche.

Assumiamo che è qualcosa che tu ritieni inaccettabile. E’ perfettamente inutile e perfino dannoso fare dichiarazioni – anche preventive – sul fatto che se lui si azzarda a essere poco cortese con il personale, tu lascerai la tavola e il locale e ti farai riaccompagnare a casa.

E’ fondamentale invece che al suo primo cenno di insofferenza tu dichiari in modo calmo e fermo: “Scusami, caro, riaccompagnami a casa ché ho l’allergia a certi comportamenti.”

A quel punto è fondamentale che tu  te ne vada. Sul serio. Per davvero. Non per cinque minuti, non con lo scopo di farti inseguire e che lui ti chieda scusa. Prendi e te ne vai, punto. Costi quel che costi.

Perché il rispetto di te non ha prezzo e i confini e il carisma sono azioni, non chiacchiere.

Per essere più pratiche ancora, come farsi rispettare nel concreto? Come delimitare i confini?

Prenditi del tempo per fissare bene nella mente e nel cuore – e magari  annotare su un foglio di carta o nel tuo diario – quali sono i comportamenti altrui che ritieni inaccettabili.

Poi fatti una specie di elenco facile facile, del tipo: “Se qualcuno (perfino un uomo!) supererà il confine X con me, io reagirò facendo Y.”

Esempio: “Se il mio capo si permetterà ancora di alzare la voce con me, gli dirò in modo rilassato, gentile e a volume di voce basso, che torno nel mio ufficio – o vado a prendermi un caffè etc etc – e che lui mi cerchi nuovamente quando è calmo e ha intenzione di rivolgersi a me con educazione e toni civili. E ovviamente lo farò. Già  so come farlo, perché ci tengo e riesco a immaginarmi vividamente nella situazione.”

"Ciascun volto è il simbolo della vita. E tutta la vita merita rispetto. È trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per se stessi. Tahar Ben Jelloun"

Attenzione: delimitare un confine con chiarezza non significa ricattare o manipolare gli altri. Significa esprimere con determinazione i propri valori e i propri standard.

Ti fa paura l’idea di affrontare tutto ciò? Ti dà l’impressione di trasformarti in una “Iron Lady”, una “Signora di Ferro” inflessibile che tutti gli uomini scansano? Hai paura di non farcela?

Si fa sempre un passo alla volta per arrivare alla cima.

Definire i tuoi valori (vale a dire che cosa è importante per te) e i tuoi standard (cioè i modi in cui vuoi che i tuoi valori si realizzino nella tua vita) è utilissimo per scoprire quanto vali.

E’ anche utilissimo per fare selezione.

Tieni presente che stai diventando grande, ogni giorno di più, e che scoprire in prima persona come farsi rispettare ti serve per passare di livello, per entrare in un paradigma nuovo e più produttivo, che ti consenta di costruire a pieno la tua serenità e la piena soddisfazione per te stessa e per la tua vita.

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58 Commenti

  1. Avatar di Eleonora

    Eleonora 2 anni fa (16 Maggio 2018 18:38)

    Sta giocando al gatto col topo...si è ricordato di esser sposato proprio quando ormai aveva capito di averti conquistata...e di nuovo ...il gioco riprende nel classico tira&molla... Credo si annoi molto nella sua triste vita. Sii superiore:ignoralo!!!
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  2. Avatar di Serena

    Serena 2 anni fa (17 Maggio 2018 8:54)

    Quanto è difficile questo articolo cara Ilaria... difficile non per mancanza di chiarezza, anzi, all'opposto! È talmente diretto e preciso da fare male. Con la ragione approvo tutto, dalla prima all'ultima parola, eppure mentre leggo provo un forte senso di malessere. Ho capito da tempo che quando provo questa sensazione è perché le tue parole stanno toccando un nervo scoperto. Mi sono accorta che ogni volta entrare in questo terreno spinoso mi dà la nausea, i brividi, una vaga e indefinita paura. Non so se sarei capace di farmi rispettare davvero, in questo senso così categorico... Ho paura che così facendo resterei sola, che si avvererebbe la mia più antica e radicata paura, ovvero quella dell'abbandono. Come lasciarsi alle spalle una paura così tremenda e profonda, ingerita insieme al latte materno? Credo sia questo il nodo da sciogliere nel mio caso per affrontare la questione del rispetto.
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  3. Avatar di Laura

    Laura 2 anni fa (17 Maggio 2018 15:53)

    Cara Ilaria, questo è un articolo da stampare e appendere in un posto che sia sempre sotto gli occhi... per impararlo a memoria, parola per parola!
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  4. Avatar di Mary

    Mary 2 anni fa (17 Maggio 2018 16:23)

    Carissima Ilaria, il tuo articolo, che ho letto e riletto svariate volte, oggi mi è stato molto utile con mio marito....finalmente ho trovato il coraggio di farmi rispettare e non come al solito fare finta di niente...adesso mi sento più sicura di me stessa e anche mia figlia ha più considerazione di me.. Ti ringrazio ancora moltissimo e continuerò a leggerti con grande interesse. Molto spesso noi donne ci facciamo calpestare dal marito, figli, colleghi in nome del "quieto vivere" facendoci alla fine solo del male..
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  5. Avatar di Cloe

    Cloe 2 anni fa (28 Maggio 2018 21:14)

    Ciao Eris, ho letto i tuoi commenti e se ti conoscessi penserei che abbiamo frequentato la stessa persona: narcisista, invidiosa degli altri, tirchio, instabile e scostumata. La cosa che mi fa rimanere più basita però è che io sto ancora qui a parlarne perchè non riesco ancora a scrollarmi di dosso la sua insensibilità, non riesco ancora a capacitarmi di come certe persone abbiano la forza di calpestare certe persone e di farsi strada incontrandone altre da vittimizzare. Mi stupisco di me....
    Rispondi a Cloe Commenta l’articolo

  6. Avatar di Demi

    Demi 2 anni fa (29 Maggio 2018 23:11)

    Ma infatti é vero! Quando ti rendi conto, anzi quando ti ricordi, che pure gli sconosciuti sono più gentili e ti trattano meglio è già una svolta importante. Eris, dai che sei sulla buona strada! Il distacco è avvenuto, adesso mi raccomando, non perdere la rotta. Dritta, fiera, un po' acciaccata ma dignitosa a passo svelto verso la tua bella e serena vita!
    Rispondi a Demi Commenta l’articolo

  7. Avatar di Bry

    Bry 2 anni fa (12 Giugno 2018 13:28)

    Il Mio modo di fare l’amore e la mia femminilità sono piaciuti molto ad alcuni uomini che ho frequentato....sono periodicamente tornati da me per dirmi che ero la migliore, che le emozioni vissute con me...ma nessuno di questi mi ha detto voglio stare con te ...pur riconoscendo il mio fascino ...cosa sbaglio? Sapete quelle frasi se lo fai felice a letto e’ tuo...mi risuonano sempre come una sconfitta!
    Rispondi a Bry Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 2 anni fa (12 Giugno 2018 19:36)

      E tu ci credi sul serio? Sia a quello che ti dicono gli uomini, sia all’idea che si leghino a chi li fa felici a letto? Pensa a essere felice a letto tu, piuttosto.
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (14 Giugno 2018 15:44)

      Ci credo che quelle frasi ti risuonino come una sconfitta! E che sei tu, una macchina di piacere? Nulla di più? Chissà quanto ci tenevano a te, quanto ti volevano bene e quanto rispetto delle donne avevano questi tipetti! Davvero sei convinta di quello che hai scritto? Non ti fanno orrore questi uomini?
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  8. Avatar di Evaluna

    Evaluna 2 anni fa (27 Giugno 2018 23:42)

    Cara Ilaria, i tuoi articoli sono spunto di grande riflessione e segno di grande conoscenza dell universo femminile. Quest'ultimo articolo veramente da leggere e rileggere. Purtroppo faccio parte di chi si è persa dietro al gaglioffo di turno. Ma col senno di poi ringrazio il gaglioffo perché mi ha fatto chiudere lo stomaco e fatto perdere quei cinque chili di troppo!!! E prima della prova costume non ha prezzo. Sempre e sempre trovare i lato positivo delle cose. Buona vita a tutte voi splendide donne! !
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  9. Avatar di Vittoria

    Vittoria 2 anni fa (9 Ottobre 2018 16:11)

    Ciao a tutti! Una domanda Ilaria e lettrici. Ho a che fare, nel mio lavoro saltuario, con persone (soprattutto uomini a dire la verità) maleducate e cafone. Cosa fare se queste persone hanno comportamenti fastidiosi e irrispettosi? Indifferenza, buon viso a cattivo gioco o alla fine una risposta a tono, nei limiti, può essere data? Mi indispone terribilmente la maleducazione gratuita e la libertà che certa gente si prende, come se tutto fosse loro permesso, se non dovuto. E spesso ciò nei confronti delle persone più gentili e garbate.
    Rispondi a Vittoria Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 anni fa (9 Ottobre 2018 17:31)

      Tutto è valido tra le possibilità che hai elencato. La questione è: attenzione a non smenarci in energie e risorse investite. Siamo nell'Era della Maleducazione e l'importante è che tu abbia chiari i tuoi obiettivi quando interagisci con costoro. Rispondi in base ai vantaggi che pensi di avere per te, non certo per "educarli" ché quella è una causa persa... Al limite freddali con uno sguardo dall'alto al basso, con il giusto contenuto di disprezzo, ma non perderci un grammo di energia.
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    • Avatar di Mononoke

      Mononoke 2 anni fa (9 Ottobre 2018 18:18)

      Ciao Vittoria, mi sono ritrovata molto in quello che hai scritto, anche a me nel lavoro capita lo stesso, soprattutto con gli uomini. Non è semplice mantenere la calma in certe situazioni ma il consiglio di Ilaria è molto saggio, nessuno spreco di energie per dar loro lezioni, solo valutare cinicamente se ci portano vantaggio o meno. Non sei sola.
      Rispondi a Mononoke Commenta l’articolo

  10. Avatar di Assuefatta

    Assuefatta 1 anno fa (22 Dicembre 2018 2:02)

    Qualche anno fa (!) mi sono innamorata a prima vista di un mio coetaneo, single ultraquarantenne. Mi piaceva talmente tanto che ho deciso di provarci. L’ho quindi invitato a mostre, eventi, concettini, ma lui ha sempre rifiutato con scuse più che plausibili. Ok, non era interessato. Ho quindi cercato di frequentare anche altri, trovandomi però ad avere a che fare con soggetti uno peggiore dell’altro. Non essendone innamorata passavo facilmente oltre, e ogni tanto ributtavo li un tentativo con il vero oggetto del mio desiderio. Sapevo già che mi avrebbe detto di no, ma lui non sembrava infastidito ed io ormai l’avevo preso come un flirt che tutto sommato mi intratteneva. Fino a quando una volta non mi ha detto di sì. Io felice come una pasqua, quasi incredula vado all’appuntamento come una bambina che aspetta la mattina di Natale per vedere che regali ha ricevuto. Peccato che lui, nonostante la conferma di poche ore prima, non solo non si sia presentato ma non abbia nemmeno avvistato. Ne ha chiamato nei giorni successivi per scusarsi. L’ho dovuto chiamare io qualche settimana dopo per altre ragioni, e non ho potuto fare a meno di lamentarmi. A quel punto si è ovviamente scusato. Ma la cosa peggiore è stata che io sul momento l’ho scusato! Mi sono resa conto che ormai sono talmente abituata a comportamenti inaccettabili dai tanti soggetti incontrati in questi anni, che in fondo questo non mi è sembrato tanto peggio degli altri. Mi ci sono voluti parecchi giorni per rendermi conto che non lo devo più nemmeno calcolare. Ma come si fa a non assuefarsi alla mediocrità che c’è in giro? Purtroppo anche le storie che si leggono su qui fanno pensare, non tanto di non meritare di meglio, quanto che di meglio forse ce ne sono gran pochi
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  11. Avatar di Angy

    Angy 1 anno fa (7 Aprile 2019 0:40)

    Articolo interessantissimo. Alla mia età non mi interessa più tenermi qualcuno ( uno qualsiasi) per paura di perderlo , viene oramai naturale silurarlo. Amici, presunti corteggiatori che meglio perderli che trovarli. Grazie Ilaria questo blog è l'unico che non lascerò mai più
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  12. Avatar di Vittoria

    Vittoria 1 anno fa (3 Giugno 2019 16:24)

    A proposito di rispetto, una situazione che ho vissuto sabato sera: in fila per il bagno pubblico, una tipa un po' brilla (ma che ci fa, più che esserci) arriva strepitando insieme a un'amica e a un ragazzo che le stava dietro. Inizia a cercare di superare la fila, parlando ad alta voce e imponendosi anche fisicamente come se gli altri non esistessero. Il ragazzo di fronte a me le ricorda la fila, io pure le dico di essere prima di lei. Continua a tampinarmi e a un certo punto mi chiede di entrare insieme nel bagno per fare prima. Io molto seccata declino l'"invito". Lei ride e mi dà una pacca sulla spalla. Io incredula, rimango in silenzio. Quando esco dal bagno, urla "Grandeee", io basita, alzo gli occhi al cielo e vado per la mia strada. Ora, si tratta di un aneddoto banale, ma è un esempio di come la maleducazione e la prepotenza si manifesta spesso nella nostra vita. Ripensandoci, forse avrei dovuto rispondere a tono, ma volevo rischiare di passare dalla parte del torto. Voi come vi sareste comportati/e?
    Rispondi a Vittoria Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (3 Giugno 2019 16:53)

      Ma non possiamo dare retta a tutti i cretini che incontriamo, se no non viviamo più. Una povera scema, lascia che faccia da sola.
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    • Avatar di Ally

      Ally 1 anno fa (4 Giugno 2019 0:07)

      Non vale manco un respiro Vittoria! Tante persone vanno lasciate alla loro vita e noi dritte per la nostra :D. Se non siamo le cucine più amate dagli italiani.. Beh ce ne faremo una ragione!!! Un abbraccio forte
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  13. Avatar di giorgia

    giorgia 8 mesi fa (18 Ottobre 2019 16:20)

    Ciao Ilaria, mi è piaciuto molto questo articolo e credo che il rispetto sia alla base di tutto. Ho pero' un dubbio.. tu parli di far capire agli altri che ci rispettiamo e che pretendiamo il rispetto con i nostri comportamenti.. dall'altra parte però credo anche che sia necessario dire come la pensiamo, chiaramente.. perché non sempre le persone capiscono dai nostri comportamenti. Ti faccio un esempio: mi scriveva tutte le sere per giorni un ragazzo.. io rispondevo, qualche messaggio anche da parte sua e poi di punto in bianco smetteva di rispondere ( anche se avevo fatto delle domande). Allora, lo accetto la prima volta ( magari hai preso sonno..) ma la seconda e la terza no, piuttosto dimmi ho da fare, ci sentiamo domani.. ( pretenderei lo stesso anche da amici/che). Allora io mi sono permessa di dirglielo, con una battuta ma neanche troppo velata, senza pero' risultare pesante. Lui mi ha scritto un'altra volta e poi è sparito. Premesso che so di non aver perso niente e vado avanti per la mia strada.. ma secondo te ho sbagliato a dirglielo? grazie
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  14. Avatar di Claudia5

    Claudia5 4 mesi fa (19 Febbraio 2020 6:25)

    Il mio nuovo obiettivo è proprio quello di farmi rispettare non soltanto dagli uomini ma anche dalle amiche o da chiunque. Ilaria, proprio come dici tu, le donne abituate a non farsi rispettare dagli uomini non si fanno rispettare da nessuno, anche con le amiche finisco spesso a fare qualcosa che non mi va. Inizierò a definire i miei valori e ad accettare solo ciò che non è contrario ad essi, ma dovrò ripetermi che ogni volta che segnerò i miei confini non sono una strxxxa, perché faccio sempre la brava ragazza che non vuole mai offendere nessuno.
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  15. Avatar di Ali

    Ali 3 mesi fa (21 Febbraio 2020 16:38)

    Ciao a tutte, articolo davvero interessante! Comunicare in maniera efficace é una grande sfida e anche 'incutere' rispetto a persone che non hanno nessuna intenzione di farlo. Negli ultimi anni mi sono allenata tanto riguardo a questo aspetto e ho ottenuto alcuni miglioramenti (mi sento anche piú sicura). Peró mi dispiace che per alcune questioni non riesco a farmi valere e vado nel pallone, mi blocco. Non tanto nelle relazioni personali, quando in situazioni in cui c'é un differenziale di potere e sono dalla parte piú debole (per esempio (dis)equilibri sul lavoro, con la proprietaria dell'appartamento in affitto). In questi casi cerco di farmi aiutare da una terza parte, ho imparato a muovermi un po' a livello di politica. Da un lato mi sembra normale trovare consigli, alleati, o enti che possano supportarmi. Mi sembra peró che le altre persone (inquilini, colleghi) riescano a farsi valere, rispettare e risolvere piccoli e grandi problemi (o addirittura navigare senza problemi) contando solo su se stessi.
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    • Avatar di Gea

      Gea 3 mesi fa (21 Febbraio 2020 19:36)

      Ciao Ali, ti sembra, ma non e' detto che sia cosi. Forse si, ce la fanno da soli, e magari ci sono arrivati dopo aver sbattuto il muso e aver chiesto aiuto in passato. Non confrontarti agli altri col paragone che ti fa sentire meno capace di loro: confrontati con gli altri nel dialogo, chiedendo come fanno o hanno fatto loro, per imparare. Buona serata!
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    • Avatar di Lavinia

      Lavinia 3 mesi fa (29 Febbraio 2020 22:56)

      Cara Ilaria, mi permetto di sottoporti una questione legata al 'rispetto' in ambito lavorativo. Questi i fatti: Da tempo, fra noi colleghi, c'è un tizio, un vero pallone gonfiato, che funge da coordinatore territoriale di una delle nostre più importanti sigle sindacali. Ora, questo signore svolge il suo incarico in maniera non adeguata: dovrebbe tutelarci come lavoratori ma, nella realtà, è sempre prono nei confronti del nostro direttore generale. Non l'ho mai sentito formulare una critica nei confronti dell'amministrazione, né si permette mai di difenderci, nel caso qualcuno di noi avesse beghe con i superiori. Io ho il dente avvelenato nei confronti di questo tizio: poiché mi è stato negato un trasferimento che mi sarebbe spettato per legge ed ho, quindi, dovuto iniziare un, costoso ed aspro iter legale, mi sarei aspettata un certo appoggio da parte del sindacato, al quale sono iscritta da parecchi anni. In realtà, costui non solo non mi ha mai aiutata, ma credo che si sia attivato per danneggiarmi. Oggi, nella nostra chat, mentre si svolgeva una discussione su questioni lavorative, costui è intervenuto con l'aria del capetto, accusandomi di giungere a conclusioni affrettate e di avere ansie di protagonismo. Gli ho risposto con la famosa frase di Rhett Butler: "Francamente, me ne infischio". Lui si è arrabbiato e, dopo avermi rivolto parole molto aspre, alle quali ho ribattuto con sarcasmo, è sdegnosamente uscito dal gruppo. Immagino che gli altri colleghi, che lo temono, lo abbiano blandito, supplicato, affinché ritornasse ad interagire sulla chat, tanto è vero che, dopo due orette, è ritornato sui suoi passi, come per degnarci della sua graziosa presenza . Ho pensato, in un primo momento, di uscire anch'io, poi, considerato che ciò potesse essere un comportamento puerile, ho scritto esattamente ciò che pensavo all'amministratore del gruppo, in privato, ed ho smesso di interagire con gli altri membri. Non sopporto assolutamente chi, con aria di superiorità, si autoproclama 'primus inter pares'. Un tempo, sarei stata zitta. Ora, non ingoio più rospi come questo. Come mi consigli di comportarmi con questo tizio? Ti ringrazio moltissimo e ti saluto caramente.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (2 Marzo 2020 14:06)

      Ciao Lavinia, mi sembra che tu abbia descritto perfettamente questo personaggio come il classico narcisista, immaturo, interessato solo a se stesso e ai benefici che può trarre per sé. Non a caso fa il sindacalista. E' abbastanza notorio che in Italia, ma non solo, i sindacalisti siano i più grandi nemici dei lavoratori che dovrebbero tutelare, soprattutto se si tratta di singoli casi e non di interi gruppi di lavoratori. L'"accesso" facilitato al potere (diciamo ai "datori di lavoro") e la necessità di fare compromessi continui, il fatto stesso che siano di fatto dei "primi inter pares", anzi, solo dei "primi" fa sì che questi ruoli siano ambiti da persone laide e affamate di potere, di favori e di privilegi, anche se minimi e miseri. Persone che lavorano per sé e per i propri vantaggi, non certo per la tutela di chi li paga. Tenete presente che molti ruoli che permettono di assumere un'autorità solo per il fatto di ricoprirli (sacerdoti, assistenti sociali, psicologici, medici, avvocati, notai, commercialisti, insegnanti, dirigenti, forze dell'ordine, sindacalisti, educatori, persino impiegati di uffici pubblici) sono ambiti proprio da persone che hanno fame di potere e di riscatto personale. Il mischiotto di corruzione e di competizione o rivalità che poi si crea all'interno di colleghi di queste professioni, amplifica al mille le problematiche. Questo non toglie che all'interno di queste categorie, ovviamente e per fortunato contrappasso, vi siano persone straordinarie, oneste, con una vera vocazione e dedizione. Diciamo che, in genere, tra i sindacalisti, io ho trovato persone profondamente laide e di grande ignoranza. Il consiglio? Lascia cadere, lascia che espanda il proprio insignificante ego in tutta libertà, poco ci puoi fare. Evita lo scontro diretto. "Scompari", non parlargli almeno che non sia strettamente necessario e non parlare più di lui con nessuno. Cancellalo di fatto da interazioni e contatti diretti. Lascia che siano gli altri che si accorgano che pessimo personaggio è, cosa che sanno già, per certo, ma contro la quale non possono farci niente, sia perché è inutile, sia perché animati da paura e vigliaccheria. Se hai possibilità di vincere la tua causa per vie legali, procedi con determinazione. Valuta anche se puoi definitivamente cambiare posto di lavoro o trovare degli alleati che possano aiutarti a spostarti.
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