Come essere felici. Chi ti ha detto la grande bugia?

come essere feliciC’è qualcuno che possiede la ricetta magica per la felicità? C’è qualcuno che sa davvero come essere felici? Come si fa a “copiare” la felicità da coloro che sono felici e portarla nella propria vita?

Qualche anno fa spopolava la legge di attrazione, una delle tante derive della peggiore crescita personale,  nata negli Stati Uniti sull’onda del successo di un libro intitolato Il segreto di Rhonda Byrne che spiegava che per realizzare quel che si vuole, in sostanza, è sufficiente desiderarlo. Ma desiderarlo tanto tanto, tantissimo. Magari così tanto da poter visualizzare e creare nella propria mente e nel proprio sentire immagini, sensazioni ed emozioni molto vivide come se il desiderio fosse già realizzato, l’obiettivo raggiunto. Una ricetta molto creativa su come essere felici.

"Quasi quasi mollo tutto e divento felice. thatsvane, Twitter"

Nella scia di quel librino, semplicistico, banale e letteralmente incredibile, una serie di guru e di motivatori dello spessore della carta velina hanno costruito un contesto fantasioso di trasformazioni prodigiose, prove inventate, testimonianze campate in aria. E hanno avuto un seguito enorme. Questo è dovuto di certo al fatto che il pensiero magico e le superstizioni sono ben radicate anche in un’epoca come la nostra in cui la ragione e la logica, a causa dei progressi della scienza e della tecnologia dovrebbero farla da padrone. E in cui in molti dovremmo aver capito che la miglior ricetta per come essere felici è fatta di un percorso costante che ci porta passo passo nella direzione di quel che vogliamo.

Come essere felici. C’è una via semplice?

Ma il successo della formula della legge d’attrazione è anche dovuto alla grandiosa e affascinante promessa del libro e di tutti coloro che ne hanno divulgato il messaggio. Per essere felici basta aver chiari i propri desideri, identificare per bene che cosa si vuole, immaginarselo nei dettagli più minimi e il gioco è fatto, chiunque può essere felice. La tesi del libro non solo era magica e quindi attraente, perché la magia ha un fascino speciale, ma era anche semplicissima. Felici senza fatica. Come nelle favole dei bambini. Alle quali gli adulti si ostinano a credere, anche quando non è più tempo e non è più aria.

"Cercare la felicità fuori di noi è come aspettare il sorgere del sole in una grotta rivolta a nord. Proverbio tibetano"

Se dovessi fare una statistica della frase più ricorrente che sento negli ambienti di lavoro, tra i giovani studenti, tra le persone che mi leggono e mi scrivono e sui famigerati social network sarebbe: “Eh, ma è difficile…” oppure: ”Tu la fai facile…”  In molti, ogni volta che si trovano di fronte alla necessità di un cambiamento o alla opportunità di una trasformazione l’unico pensiero sul quale sanno concentrarsi è che “è difficile”.

Ora la domanda che ho per te è: ma chi ti ha detto che è facile? Chi ti ha detto che è facile lasciare un uomo del quale sei innamorata? Chi ti ha detto che è facile trovare lavoro? Chi ti ha detto che è facile ricostruirsi una vita serena dopo una separazione? Chi ti ha detto che è facile cercarsi una casa con un buon rapporto qualità/prezzo, ritornare al peso forma dopo anni di trascuratezza, mettere su un’impresa propria? O, anche, riprendersi da un grave lutto o superare un cancro?

Se qualcuno ti ha detto che è facile, ti ha mentito. Se tu pensi che sia facile o credi a questa menzogna, probabilmente non stai osservando la realtà con sguardo obiettivo, facendo uso della logica e della tua intelligenza. La questione importante è che qui stiamo parlando di come essere felici e di come tu puoi essere felice. Siccome alla felicità personale contribuiscono molte condizioni, come per esempio essere in salute, avere buone relazioni, valorizzare i propri talenti in una attività soddisfacente, avere del denaro per mantenersi e molte altre, e siccome per realizzare queste condizioni spesso bisogna compiere azioni non semplicissime, quel che va preso in considerazione è il rapporto esistente tra “difficoltà” di ciò che dobbiamo fare e suo il suo “valore” per noi. E’ il discorso del gioco e della candela.

Quello che è facile e quello che ti fa stare bene

Consideriamo per esempio una questione molto comune tra le lettrici del blog. La storia con un uomo sbagliato. Una storia con un uomo sbagliato è una storia sbagliata. Che fa del male. Alla salute, all’equilibrio emotivo, spesso al portafoglio e anche alla carriera. Più a molte altre cose ancora. Quindi la storia sbagliata con un uomo sbagliato, dato che fa male, compromette la serenità e la felicità di chi la vive.

Se sei in una storia sbagliata, è un po’ difficile che tu sia felice. Anche se aspetti. Anche se tenti di cambiarlo. Anche se sopporti. Anzi, più aspetti, più tenti di cambiarlo e più aspetti, peggio è.

Come fai a recuperare la tua autostima o scoprirla per la prima volta?
Come fai a trovare di nuovo fiducia in te stessa dopo un fallimento o in un momento difficile? Dove trovi tutta la sicurezza che ti serve per avere successo nelle relazioni e nella vita? Scarica adesso l'ebook gratuito "Pronto Soccorso Autostima", ricevilo senza rischi e senza impegno nella tua casella email.
"Gli uomini non conoscono la propria felicità, ma quella degli altri non gli sfugge mai. P.Daninos"

E’ facile lasciare un uomo sbagliato dal quale tolleri l’inverosimile? No, non è facile. Lo dice la storia stessa. Se è un uomo sbagliato e da lui tolleri l’inverosimile qualcosa già di per sé ti dice che non è facile lasciarlo. Se no neanche ci staresti, neanche l’avresti visto. Tu lo chiami amore e innamoramento, qualcun altro schema  disfunzionale. Fatto sta che se stai con un uomo sbagliato, già di per sé non è facile lasciarlo.

E tante altre cose non sono facili da fare. Non è facile conoscere gente nuova dopo una separazione che ti ha portato via tempo, energie e ha interrotto legami; non è facile pensare positivo quando ti pare che molti aspetti della tua vita stiano prendendo una piega negativa; non è facile iniziare un percorso di cura di sé e di trasformazione quando si è immerse in una storia distruttiva. Eccetera, eccetera, eccetera.

Chi ti ha detto che è facile? Chi ti ha fatto credere questa madornale fandonia? Sono le foto “fighe” dei tuoi amici su Facebook? Sono stati i tuoi genitori, pronti a servirti come camerieri di un grande hotel a sei stelle,  mentre tu tenevi in mano il telecomando della televisione? Sono stati i tuoi insegnanti che per non avere grane ti davano buoni voti pur di non vedersi di fronte le facce arrabbiate della tua mamma e del tuo papà a difenderti per un’insufficienza anche quando eri indifendibile? O sono state le pubblicità delle medicine rosa e gialle che curano l’influenza con febbre a 38 in due minuti, i pulisci water verdi e azzurri che azzerano tutte i germi i microbi e i virus e il caffé che fa innamorare di te l’attore di Hollywood?

Il tema importante non è se la felicità e l’equilibrio personali siano facili o difficili da raggiungere, il tema è dare a loro il giusto valore. E’ più importante per te continuare a ripetere frignosamente: “Eh, ma è difficile…”  tentando di attirare l’attenzione degli altri o è più importante chiederti in modo propositivo: “Che cosa posso fare (anche se sono nella melma) per stare meglio?”

"Ho commesso il peggior peccato che uno possa commettere: non sono stato felice. J.LBorges"

Ogni volta che ti lamenti che qualcosa importante per la tua felicità “è difficile” e rimani inchiodata a quel “è difficile” dài un colpo al valore della tua felicità per te e al valore che dài alla tua vita, a te stessa.

A proposito dell’attenzione degli altri. Siccome anche gli “altri” hanno le loro gatte da pelare e anche per loro è difficile, lamentandoti fai un tipo di selezione e selezioni coloro che o si lamentano come te o vogliono usare la tua fragilità per i propri scopi. E quindi attiri questo genere di persone. Se invece smetti di lamentarti e ti chiedi che cosa puoi fare per uscire dai guai (cioè ti chiedi come essere felice) attiri persone che ti “seguono” con ammirazione e/o che come te intendono essere felici e propositive e non speculare sull’infelicità altrui.

Lasciami i tuo commenti su come essere felici.

Lascia un Commento!

71 Commenti

  1. Avatar di Elisa

    Elisa 4 anni fa (29 Marzo 2016 13:38)

    Cara Ilaria, solo per dirti.. Hai ragione! Basta autocommiserarsi.. Solo che per rimanere in tema.. Non è facile.. ? Sembra che tutti intorno a te vivano una vita felice .. Tranne te.. Che tutti si sposino e siano innamorati.. Tranne te.. E allora come si fa a non lamentarsi?? Comunque.. Sei una grande, le tue parole sono illuminanti e il tuo blog mi sta aiutando tantissimo, grazie, un abbraccio, Elisa
    Rispondi a Elisa Commenta l’articolo

  2. Avatar di Sabrina

    Sabrina 4 anni fa (29 Marzo 2016 14:40)

    Buon giorno Ilaria, la saggezza non è una caratteristica con cui si nasce. La saggezza è frutto di esperienza, e molto spesso è il risultato che emerge dopo aver fatto tesoro di una o più brutte esperienze passate. Trovo che il tuo articolo sia, come sempre, molto realistico ed utile specialmente alle persone un tantinello pigre, che preferiscono crogiolarsi in una situazione poco piacevole piuttosto che mettersi in discussione e cercare di cambiare il corso della propria esistenza. Un abbraccio.
    Rispondi a Sabrina Commenta l’articolo

  3. Avatar di michela

    michela 4 anni fa (29 Marzo 2016 15:31)

    Invece mia madre sostiene che per ottenere tutto ciò di cui si ha bisogna per esser felici bisogna desiderarlo e poi scordarselo e per magia un giorno queste cose si presenteranno senza deporre alcuno sforzo. Che coincidenza questo articolo con il suo dialogo, proprio di ieri. Lei dice che le persone comuni e "ignoranti" di questa "tecnica" (il guru è un certo russo), sono proprio quelle come me che lavorano 8/10 al giorno con tanta fatica e sudore. In realtà ancora non ho capito come comportarmi davanti a queste scemenze "guresche" sopratutto quando è un familiare che te le vuole rifilare perchè a dire la verità con tutto l'impegno e lo sforzo che ci metto per lavorare, sentirsi queste cose è demoralizzante e anche molto fastidioso. Questo articolo è fantastico, ogni scusa è esclusa, tutte le proprie responsabilità sono sottolineate.
    Rispondi a michela Commenta l’articolo

  4. Avatar di minou

    minou 4 anni fa (29 Marzo 2016 11:32)

    Buongiorno Ilaria, grazie per questo nuovo articolo, che mi fa rimanere senza fiato :-) Vorrei farti una domanda, molto circostanziata in realtà. La settimana scorsa ho raccontato in un altro post del blog della mia ultima vicenda sentimentale, del dramma dell’aborto, delle mie perplessità sull’uomo che sto frequentando (e tu mi hai confermato che è uno stronzo e io mi sono sentita molto sollevata da una parte e molto abbattuta dall’altra), del mio disagio e delle mie incertezze, soprattutto perché temo di non vedere le cose chiaramente, di fraintendere, di irrigidirmi a sproposito nel tentativo di difendermi e di non valutare obiettivamente fino in fondo le situazioni per quello che sono. La rigidità, come sai, per me è acquisita, nel senso che dopo le batoste prese e lo sfacelo di me fatto in passato soprattutto (ma non solo) dal mio ex marito ho cercato di sviluppare una capacità di difesa che mi consentisse di non farmi più ferire. Mai pensato che fosse una cosa facile, ma questo non mi spaventa. Solo non sono sicura di lavorare nella maniera corretta. Il mio fine è vivere bene, felice e appagata. Nella realtà però questa rigidità acquisita non mi fa vivere molto serenamente. Nei rapporti ho un po’ l’atteggiamento del datore di lavoro che valuta i nuovi assunti nel periodo di prova. Terrificante a dirla così. Però non so cos’altro potrei fare. In pratica lascio avvicinare e studio le persone. Non cerco di cambiare niente e nessuno, ma prendo nota di tutto, segno mentalmente atteggiamenti ok e atteggiamenti no e poi faccio la mia selezione. E questa selezione ovviamente non finisce mai. Nel senso che il campanello d’allarme può scattare in ogni momento. Anche dopo un’idilliaca giornata. Insomma, guardia sempre su. Non lo so Ilaria - te lo chiedo proprio con tutta l’umiltà del mondo, pensa pure che sono inetta, io mi ci sento eccome - ma secondo te è l’approccio giusto? Mi sembro una ragioniera! Se serve allo scopo, ok. Ma è davvero così? Serve allo scopo? È così che si fa? Perché io mi sento tutt’altro che serena? Impostata così la relazione, l’unico desiderio che percepisco davvero forte e chiaro è quello di darmela a gambe, di evitare proprio questo esame, di cercare, sì, amicizia e affetti ma non amore, perché io così non ce la faccio. Non è questione di fatica, ma proprio di mancanza di serenità. Questo senso di pesantezza lo avverto perché ho relazioni sbagliate con uomini sbagliati? O è a monte? Io voglio scardinare i miei schemi sbagliati e mettermi in discussione e fare tutto quello che posso per migliorare la mia vita. Ma si fa così? Perché tu l’altro giorno mi hai detto che io mi faccio attrarre sempre dalle stesse caratteristiche e tollero sempre l’intollerabile, mentre io mi sento che sto là come un ragioniere a valutare pro e contro e a tracciare grafici aziendali delle relazioni e alla fine sbaglio comunque? Un caro abbraccio, Minou
    Rispondi a minou Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 anni fa (29 Marzo 2016 11:40)

      @ Minou, siamo sempre lì, supposto che sia utile fare la ragioniera (non lo penso) puoi fare la ragioniera quanto vuoi ma se anche una sola formula è sbagliata, i ocnti non tornano.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di minou

      minou 4 anni fa (29 Marzo 2016 12:00)

      Ilaria, immagino che sto rischiando di farmi mandare a quel paese e mi dispiace infinitamente e mi sento mortificata per romperti così tanto le balle, ma io davvero non ci arrivo... qual è la formula sbagliata che fa sballare tutto?
      Rispondi a minou Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 anni fa (29 Marzo 2016 12:18)

      Ciao Minou, tu continui a farmi domande pretendendo un lavoro di approfondimente che non è possibile e non è corretto fare attraverso uno scambio di commenti. Per molte ragioni. E questa tua richiesta di approfondimenti quando approfondimenti è ovvio che non si possano ottenere, fa capire che tu passi su questo blog per pagare l'obolo del finto cambiamento che fingi di voler mettere in atto ma non te ne frega di attuare, per niente. Come quelli che vanno in analisi per anni, non si spostano di un millimetro, creano un tacito rapporto di reciproco vantaggio sleale con l'analista, ma dicono a se stessi "vado in analisi, sono bravo". E magari rompono le palle a tutto il circondario. In sintesi, quel che succede è che si possono cambiare tutti partner che si vogliono, diventare dolci anzichè rigidi e rigidi anziché dolci, ma se non si cambiano gli schemi profondi di comportamento, si ripetono storie sempre uguali. Sempre. Tu hai scritto mille volte qui che non ti fidi di nessuno. Però guarda caso poi a livello sentimentale ti metti, scusami se te lo dico, con i peggiori. Hai raccontato tre quattro cose del tuo ultimo partner che - considerandone anche solo una - fanno dire che è una specie di criminale in libera uscita. E vieni a parlare qui di fiducia? Poi chiedi qual è la formula sbagliata? Vedi un po' tu. Non ti mando a quel paese, ma se abusi, come spesso capita, di questo spazio riveli solo il tuo comportamento profondamente sfruttatore e controllante degli altri. E questo è un altro indizio interessante. Indizio di cui probabilmente non solo io ho preso consapevolezza da un po', ma anche altre lettrici. A te interessa prendere consapevolezza dei tuoi comportamenti non utili o vuoi solo impestare il mondo delle lamentele per far credere a tutti che tu ce la metti tutta, ma proprio tutta, ma non capisci neanche che uno che ci ha scritto in fronte "delinquente" è un delinquente? Vuoi passare da stupida pensando di ottenere la pietà degli altri e aprirti la via alla beatificazione? Anche questo è un altro indizio. ce ne sono a migliaia. Il fatto è che a te non interessano.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Erika

      Erika 4 anni fa (29 Marzo 2016 12:39)

      Una giornata meravigliosa, un sole bellissimo e il tuo articolo fenomenale! La carica giusta per ripartire dopo la mini-vacanza pasquale e tanti motivi in più per non guardare "le foto fighe" degli altri, per non pensare che , forse, qualcuno è più felice di me... Ma fermarsi e osservare la propria serenità, la propria felicità! Grazie Ilaria!
      Rispondi a Erika Commenta l’articolo

    • Avatar di Fran

      Fran 4 anni fa (29 Marzo 2016 12:33)

      Cara Minou, ti racconto il mio punto di vista, so che non sarà lo stesso tuo, ma magari ti potrà essere utile. Questa rigidità di cui parli è una cosa che sto sperimentando anche io da un po' di tempo e credo che sia legata a diversi fattori. In primis, un'educazione che mi ha portato a essere sempre "la brava ragazza", a non deviare praticamente mai da un percorso già delineato, a non voler mai scontentare gli altri (con piccoli accenni di ribellione ogni tanto), ad aver paura di dire la mia. Quando ho raggiunto una certa autonomia, ho iniziato a irrigidirmi, a fare selezione (è questo è un bene), a considerare ciò che mi fa bene o male e anche (con fatica) a dire di no. Ma sempre con un sottofondo d'ansia...e con un senso di fatica davvero forte. Credo che tutto questo e questo mio valutare le azioni degli altri, anche magari rispetto a quelle che compio io, sia legato al fatto di non essere riuscita ancora a liberarmi di schemi disfunzionali, quali: non ritenermi all'altezza, credere di dovermi comportare bene per essere accettata, non perdonarmi gli errori (perché credo che solo quando ci si riesce a perdonare si riescono veramente a comprendere e perdonare gli altri)...e questo conflitto costante tra questi schemi e un'autentica spinta all'evoluzione, all'autonomia, alla consapevolezza mi portano ad assumere posizioni molto rigide. Ma una volta che si è consapevoli, non c'è che da lavorarci su, un passettino alla volta. Scusami se mi sono dilungata, spero di esserti stata utile in qualche modo. Un saluto!
      Rispondi a Fran Commenta l’articolo

  5. Avatar di Tania

    Tania 4 anni fa (29 Marzo 2016 20:05)

    Credo che questo sia il migliore post sulla felicità che io abbia mai letto in tutta la mia vita, e posso dirlo perché mi ha fatto accendere una lampadina nella testa. Fino ad ora ho sempre continuato ad arrovellarmi, di fatto rimandando a "tempi migliori" un vero cambiamento in me stessa, continuando a lamentarmi, iniziando sempre nuovi progetti che poi morivano nel giro di una settimana quando andava bene. Cara Ilaria, la frase "eh, ma è difficile" la conosco fin troppo bene e direi che sarebbe ora di mettermi in testa che sì, le cose son difficili, e che è così che deve essere. Se le cose fossero facili, chiunque potrebbe essere milionario, avere una vita amorosa felice e passare tutta la vita a girare per isole tropicali a sorseggiare cocktails sulla spiaggia, ovviamente senza ingrassare di un chilo ed essere sempre perfetto. La verità è che dobbiamo sudare per ottenere anche il minimo, e se non fosse così non impareremmo nulla. Insomma, grazie, perché tramite questo articolo mi hai fatto capire una lezione molto importante. Grazie davvero.
    Rispondi a Tania Commenta l’articolo

  6. Avatar di Fabiola

    Fabiola 4 anni fa (29 Marzo 2016 21:23)

    Ciao Ilaria quel libro l'ho letto anche io............ la verità è che essere felici come tutte le cose belle costano fatica e impegno. La pillola magica non esiste ma io per esserlo ho imparato a fare ciò che mi fa star bene, ho imparato a dire no, ho imparato a evitare tutte le persone che sento lontane da me. Il mio consiglio è guardatevi dentro( e già questo Costa fatica) e fate tutto ciò che vi fa star bene. Buona felicità a tutti
    Rispondi a Fabiola Commenta l’articolo

  7. Avatar di Lory

    Lory 4 anni fa (30 Marzo 2016 11:21)

    É la prima volta che lascio un commento perché vorrei spezzare una lancia a favore del libro 'the secret'. Io l'ho letto su consiglio di un'amica che ne é rimasta entusiasta e sta applicando il metodo della legge di attrazione per migliorare la prioria vita. Avendo alle spalle anni di liceo scientifico direi che il mio modo di prendere le cose é sempre analitico e critico, perciò a primo impatto pure io ho pensato 'ma che é sta cagata, si vabbe se era cosi facile, come nella pubblicità con Clooney, "immagina, Puoi!" , allora potevo essere felice già da tempo'..ma per curiosità ho continuato a leggerlo.. A un certo punto mi sono resa conto che certe cose non sono proprio delle bagianate, semplicemente ne viene data un'interpretazione un po magica e mistica che coinvolge di piu il lettore, ma sostanzialmente sono cose vere (mia personalissima opinione). Nel senso, rimango scettica sulla questione della facilità con la quale secondo il libro, basta desiderare intensamente per avere, ma alla fin fine dice che tu sei ciò che pensi. Se tu pensi di essere brutta, un'incapace,ecc allora é ciò che sarai, anzi é cosi che appai per tutti perché é cosi che ti mostri finché non cambierai modo di pensare e inizierai a renderti conto delle tue vere potenzialità e che il cambiamento vero inizia dal pensiero. In fondo non é cosi difficile la vita. Basta iniziare da un piccolo cambiamento che piano piano diventerà sempre piu grande. Ci sono alcune cose in comume anche con ciò che dici sempre tu Ilaria (non con la magia, ecc ma i cambiamenti a livello personale). So che non é facile la via verso la felicità, però ho scelto di provare quel metodo, perché anche troppa pesantezza e negatività non porta di certo a grandi cambiamenti. La vita può essere davvero facile come anche essere felici, basta volerlo e ovviamente applicarsi. Il libro quando fa un ragionamento del tipo "chiedere, credere, ricevere" sostanzialmente ti vuole far capire che se tu ti senti sempre in abbondanza di cose e non in mancanza(di amore, di felicità, di soldi) attrai l'abbondanza perché é cosi che ti percepiscono gli altri; felice e grata di ciò che hai già e non alla ricerca disperata di qualcosa. Sentirsi già belle, già amate, già appagate fa bene all'anima e al corpo in primis, poi fa star bene anche con gli altri. Ho letto il commento della signora che vuole l'amore nella prioria vita ma quando incontra i vari partner fa sempre una selezione dei pro e dei contro..vorrei darle un piccolissimo consiglio: se lei acquisisce la consapevolezza mentale di essere già felice perché ha già tanto amore nella sua vita, vedrà che ci sarà un cambiamento anche nel rapporto con gli uomini perché avrà un modo diverso di porsi meno bisognoso e se posso permettermi anche meno "disperato" . Più o meno ho detto ciò che volevo( non tutto e forse nemmeno tanto bene, ci sono tanti punti da chiarire meglio). Comunque apprezzo e continuo e continuerò a leggere quello che scrivi Ilaria perché é utile a me in certi momenti come anche ad altre tantissime donne!!
    Rispondi a Lory Commenta l’articolo

  8. Avatar di minou

    minou 4 anni fa (30 Marzo 2016 12:58)

    OK, ho riflettuto e condivido, sperando di contribuire fattivamente al dialogo di gruppo e non impestare :-) Il mio schema disfunzionale si basa su un vantaggio secondario piuttosto inquietante e che ho difficoltà a gestire: io non voglio veramente una vita di coppia, che sento inconsciamente come umiliante in virtù di una subordinazione femminile contro cui non riesco ad agire e che mi fa salire il sangue alla testa. E, sentendomi in colpa e sbagliata per questa mancanza di desiderio di condivisione che percepisco come invece naturale e normale, finisco con l’intrattenere rapporti con persone che mi forniscano l’alibi per scappare. Arrivo a tollerare l’intollerabile per espiare da una parte questa mia “colpa” e per avere, dall’altra, la forza e la scusa per chiudere e l’approvazione di me stessa (e il circondario) nel farlo. Il mio impegno, a livello razionale, è quello di cercare compagni in grado di rispondere a requisiti di rispettabilità e affabilità. Una sorta di tributo che pago all’apparenza sociale. E in questo sì, Ilaria, mi dico “vedi, sono brava, io punto al meglio”. Su questo si innesta un altro vantaggio secondario da non sottovalutare: vinco una sfida, “io ci riesco”. Per ottenere questo risultato doso le componenti più brillanti del mio carattere e riesco a essere molto carismatica. Una delle dinamiche ricorrenti riguarda l’atteggiamento che i miei partner assumono in questa fase: sembrano i miracolati, stupiti e blanditi dall’attenzione che rivolgo loro, aldilà di qualsiasi aspettativa. Altro vantaggio per me: “io sono importante”. Le persone con cui ho rapporti però non sono mai limpide, chiare e lineari. Sono mentitori professionisti, ritenuti speciali o di riconosciuta bravura professionale, spesso controversi, tendenzialmente narcisisti, con una propensione molto sviluppata al controllo. Nelle relazioni io mi faccio dominare e insieme spingo allo scontro. Il vantaggio secondario è che non c’è attimo di pace e questo mi fa desiderare che tutto finisca e contemporaneamente mi fa rimanere a subire perché riconosco a me la colpa principale di non desiderare veramente la relazione. Da questo schema non sono ancora riuscita a uscire. Lo rintraccio in tutti i rapporti più significativi che ho avuto finora, ne ho coscienza. So pure da cosa parte: lo scontro con mio padre che ho sostenuto io, a posto di mia madre. Scontro che lei non ha mai voluto ma mi ha fatto sostenere. Nella mia dinamica familiare io ho rappresentato l’occasione per superare divisioni, frustrazioni e amarezze, tutti hanno trovato pace, unione e compensazione solo nel sedare la mia rivolta. Questo ruolo ha fatto comodo a tutti, tranne che a me. Riconosciuto tutto ciò, sarebbe anche ora che partissi alla conquista della mia felicità! Rimane solo una questioncina da chiarire. Poiché io da sola vado alla grande mentre in coppia mi anniento e poiché parrebbe che la vera piena felicità sia in coppia, dovrei trovare il modo di impostare una vita di coppia davvero felice. Per cui dovrei lavorare sulla mia subordinazione automatica, impostare un rapporto alla pari e non il solito schema di subordinazione/rivolta. Il primo pensiero che associo a questo è “ma io sto tanto bene per conto mio”, salvo poi sentire dopo un po’ l’esigenza di riempire qualche buco, come diceva Fran l’altro giorno, e cercare una comunione, l’intimità e una nuova espiazione. La chiave è nel superamento di questo schema. Ciao Ilaria, ciao ragazze. Grazie.
    Rispondi a minou Commenta l’articolo

  9. Avatar di Gloria

    Gloria 4 anni fa (30 Marzo 2016 17:10)

    Mi é piaciuto moltissimo questo articolo, grazie! Mi rendo conto che in alcuni momenti ancora cullo e coccolo l'idea che un giorno, lontano, senza troppi sbattimenti, avrò la vita che voglio ( assurdo, eh? ;) ). Pensare così é tranquillizzante, e non mi espone ai rischi del guardare la realtà, decidere cosa voglio, mettermi degli obiettivi e usare la mia forza di volontà e determinazione per ottenerli. Il mondo delle favole é così confortante e ti ruba la vita allo stesso tempo... Crescere, essere la donna adulta che sono e voglio essere a volte é proprio doloroso, ma grazie Ilaria per pungolarmi e svegliarmi con i tuoi articoli! ;)
    Rispondi a Gloria Commenta l’articolo

  10. Avatar di Matilde

    Matilde 4 anni fa (30 Marzo 2016 21:49)

    Buonasera, grazie Ilaria.
    Rispondi a Matilde Commenta l’articolo

  11. Avatar di blanche86

    blanche86 4 anni fa (30 Marzo 2016 23:43)

    La felicità per come la vedo io è di vivere ogni giorno la normalità della propria quotidianità in modo straordinario! di accontentarsi delle proprie vite senza paragonarsi in modo ossessivo agli altri, ma non accontentarsi nel senso stretto del termine , di non desiderare di più, anzi. Esempio :è più di un anno che sono single ma non per questo mi sento a disagio vicino agli 'accoppiati', anzi approfitto per concentrarmi di più sul lavoro e su quel corso di inglese che tanto voglio fare. Oppure voglio rimettermi in forma e cascasse il mondo ogni due giorni la mia oretta di attività fisica la faccio , questo è il mio concetto di felicità , ritagliarsi i propri spazi e trarne il massimo beneficio, ma si sa, siamo tutti diversi e magari sono io ad accontentarmi di poco ! Un abbraccio e buon raggiungimento della felicità a tutte !
    Rispondi a blanche86 Commenta l’articolo

  12. Avatar di Ilaria

    Ilaria 4 anni fa (1 Aprile 2016 18:40)

    Cara Ilaria, ho riletto a distanza di tempo alcune parti della guida "Come attrarre la persona giusta per te in 11 passi", in particolar modo la parte in cui parli dei vari tipi di relazione. Mi ha colpito molto "la relazione informale" perchè tutto sommato è il tipo di relazione a cui aspiro... Purtroppo per me non riesco a metterla in pratica, perchè nel momento in cui scopro che l'altra persona frequenta altre donne oltre a me, scatta la gelosia.... Premetto che con questa persona non c'è un legame, solo una frequentazione, si esce per il piacere di stare bene insieme e di passare dei momenti piacevoli (il tutto condito da una buona dose di sesso)...ma ahimè....non riesco a portarla avanti (anzi, l'ho anche già chiusa ma continuo a starci male pensando che forse ho sbagliato) perchè, io non riesco a frequentare altri uomini perchè mi sono accorta che a me piace solo lui, e mi da tanto fastidio il fatto che invece lui abbia più frequentazioni... Mi rendo conto che in questa fase ognuno è libero di frequentare chi gli pare....ma mi piacerebbe mantenere quella "leggerezza" del rapporto senza farmi prendere da frustrazioni ed ansie... Hai qualche consiglio da darmi? Te ne sarei molto grata!!
    Rispondi a Ilaria Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 4 anni fa (3 Aprile 2016 16:05)

      Ciao Ilaria, mi chiedo la stessa cosa. Non sei la prima che sento avere questa reazione alla storia 'leggera', io nel passato ho avuto la stessa esperienza. Mi sono data una spiegazione a questo, non so se giusta, magari Ilaria può correggermi al riguardo. Forse è caratteristica intrinseca alla psicologia femminile vivere l'intimità in modo più profondo, e, nonostante si nega la cosa, nel rapporto intimo, nella donna si crea un legame, quasi una dipendenza nei confronti dell'amante, mentre questo non succede agli uomini. Per questo il proteggersi per me significa anche astenersi se non c'è un futuro alla cosa, o se in quel momento non posso crederci. Le pulsioni sessuali ci sono, ma mi chiedo fino a che punto posso assecondare sapendo che devo proteggermi? Penso anche che, se ben riposto, sia una cosa bella questo legame sintomatico ed intrinseco che si crea in quanto donna! La protezione e la serenità interiore sono beni importantissimi!
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

  13. Avatar di Elisa

    Elisa 4 anni fa (5 Aprile 2016 14:12)

    Ciao a tutte ! Avrei bisogno di un consiglio ! Io sono una 40 separata da vari anni e con due figli 12 enni ! Mi ritrovo in disequilibrio ! Attualmente con le mie amiche ( tutte sposate con figli ) ci si trovava, oltre per il caffe' ogni due settimane , anche per qualche gita fuori porta ! Nell'ultimo anno si sono diradati i caffe per vari impegni famigliari e le gite non ci si riesce piu' a fare, perche' tutte preferiscono andare solo con la propria famiglia ! A me dispiace tutto cio' e non e' che mi fermo ,ci vado con i miei figli ! Il punto e' che i miei figli si vengono ma cominciano a essere grandicelli e mi sa che verranno con me ancora per poco , a quel punto mi ritrovero'a dovermi organizzare da sola e li casca l'asino ! Andarsene in giro da sola ogni tanto mi piace ma penso che diventera' pesante a lungo andare anche perche' non mi posso permettere chissa' che cose dato che arrivo a fine mese praticamente a 0 nel mio conto ! Ho paura di gettarmi troppo sui figli per poi ridover affrontere il senso di vuoto quando loro inzieranno la loro vita ! Nel mio futuro non vedo un compagno ( non perche' non lo voglia ma perche' non ci sara' un'altra occasione ) e io che faccio poi da sola senza amiche ? Mi potrete dire che se ne incontreranno di altre ma tutte pensano alla loro famiglia e stanno bene dove sono ! Ringrazio chi vorra' rispondermi !
    Rispondi a Elisa Commenta l’articolo

    • Avatar di Sole

      Sole 4 anni fa (5 Aprile 2016 15:49)

      Ciao Elisa, se ti piace fare gite e/o camminare ci sono tantissime associazioni che organizzano escursioni di ogni tipo!! È un ottimo modo per fare sport/ vedere bei posti e fare nuove amicizie! Un caro saluto! Sole
      Rispondi a Sole Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 4 anni fa (6 Aprile 2016 13:52)

      Scusa, Elisa, ma l'articolo di Ilaria lo hai letto?
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Tania

      Tania 4 anni fa (6 Aprile 2016 14:35)

      Come ha scritto Sole, ci sono tantissimi siti su internet dove poter organizzare viaggi, anche lontani, con delle persone. Certo, all'inizio si è tutti sconosciuti, però credo potrebbe essere un'idea. E anche su FB ci sono un sacco di gruppi di appassionati che organizzano escursioni, visite ad eventi, ecc... Per fortuna viviamo in un mondo dove la tecnologia aiuta a conoscere nuove persone ed espandere gli orizzonti. Certo, è un peccato che non si riesca ad organizzare con le amiche più strette, tu comunque non perdere i contatti con loro e continua a proporre di fare qualcosa insieme, perché è importante mantenere le amicizie a noi più care. La vita va avanti, le situazioni cambiano e noi con loro, ma non per questo dobbiamo prospettarci un futuro solitario e vuoto ;)
      Rispondi a Tania Commenta l’articolo

    • Avatar di Elisa

      Elisa 4 anni fa (6 Aprile 2016 19:36)

      Ho letto l'articolo di Ilaria , si ! Ma sono in un periodo che non vedo positivo ! In quella fase che vedi gli altri piu' felici e con un futuro sereno perche' hanno qualcuno accanto e che se hanno i figli che se ne vanno , non sono sole ! Sono stanca di dovermi arrangiare sempre a fat tutto .... perfino elettricista sono diventata , ma invece di esultare per esser riuscita a sistemare una serie di fili di un elettrodomestico ,il mio pensiero era alle mie amiche che non hanno di questi pensieri ! Sono demoralizzata e stanca ...stanca di essere sempre io a cercare gli altri , a organizzare e sentire sempre tanti no !
      Rispondi a Elisa Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 4 anni fa (6 Aprile 2016 20:10)

      Non cercare nessuno, non confrontarti con nessuno e non aspettarti niente da nessuno. Se non sei fiera di riuscire a cavartela da sola, sarai sempre in balia degli altri e alla ricerca di sostegno e supporto. I tuoi commenti (e anche quelli di altre) sono l'esempio di quello che Ilaria non voleva scritto in fondo all'articolo. Te lo dico con simpatia, perché so cosa significa passare momenti difficili e persino tragici (e, per quel che riguarda la mia storia personale, ti assicuro che non uso l'aggettivo "tragico" a sproposito). Ci sono i momenti in cui ci si sente persi, abbattuti, esausti e avviliti, ma la forza, la reazione e la rinascita possono venire solo e soltanto da noi stessi. Ripetersi quanto si sta male amplifica il malessere. Tu sola puoi spezzare questa catena... e lo puoi. Coraggio! :-)
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

  14. Avatar di eleonora

    eleonora 4 anni fa (6 Aprile 2016 22:03)

    ESATTO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!I NIENTE è FACILE PER CHI NON VUOLE METTERSI IN GIOCO SPERANDO LO FACCIANO GLI ALTRI AL PROPRIO POSTO. io,che mai avrei immaginato(altro che legge di attrazione)...sto vivendo una seconda vita e purtroppo io devo cambiare totalmente ...luogo,amicizie,lavoro...TUTTO. mi sento spaesata ma seguo il mio nuovo percorso ,spero, con coraggio , forza e fiducia .
    Rispondi a eleonora Commenta l’articolo

  15. Avatar di maura

    maura 4 anni fa (7 Aprile 2016 9:57)

    Molte scrivono che, guardandosi attorno, vedono che tutti sono più felici di loro. Ma io, nonostante in questo momento di gatte da pelare ne abbia un bel po', se mi guardo attorno, tutta 'sta gente felice non la vedo. Anzi, quello che mi colpisce, è la grande capacità che quasi tutti abbiamo di renderci infelici (per citare un libro straordinario "Istruzioni per renderci infelici").Certo, molti hanno ragioni oggettive (qualsiasi cosa voglia dire questo termine), come malattie, mancanza di lavoro, ma molti altri, mi sembra, creino situazioni per rendersi infelici ad arte! Nelle coppie (anche nella mia) l'infelicità è assai diffusa e spesso ricercata coi metodi del libro di cui sopra. Tanto che molte di quelle coppie non pensano affatto di lasciarsi, ma ritengono quella infelicità normale. E non parlo di problemi gravi come tradimenti o violenze. Ma quei sottili scazzi, scusate la parola volgare, ma nessuna esprime così bene cosa voglio dire, che costituiscono il substrato di insoddisfazioni e ansie. E sul lavoro? Io lavoro in una situazione privilegiata perché lavoro nel pubblico, abbiamo un posto fisso e tranquillo. Eppure tutti si lamentano continuamente. Insomma, il primo nemico alla nostra felicità siamo comunque noi. Perché, con buona pace del libretto, se desiderando ardentemente ciò che vogliamo, lo ottenessimo, dopo poco saremmo infelici lo stesso. Giustamente, la felicità sta in noi. Qualcuno ha scritto : sta attento a quello che desideri, potrebbe realizzarsi!
    Rispondi a maura Commenta l’articolo

  16. Avatar di Roberto

    Roberto 4 anni fa (6 Aprile 2016 22:51)

    Bravissime Gea e Eleonora,avete scritto due commenti fantastici...che siano di aiuto a chi in questo momento è a terra:)
    Rispondi a Roberto Commenta l’articolo

  17. Avatar di Roberto

    Roberto 4 anni fa (7 Aprile 2016 13:33)

    Ciao Gea,grazie per il bentornato.Ho risposto qualche giorno fa nell'articolo 40 anni:ecco come conquistare l'uomo giusto e iniziare una relazione,dove chiedevi perché non commentavo più. Se lo vai a leggere troverai la risposta:-)
    Rispondi a Roberto Commenta l’articolo

  18. Avatar di Frency

    Frency 4 anni fa (1 Aprile 2016 21:01)

    Vorrei un consiglio da voi. Mi piace molto un collega, grande attrazione, ma non so bene come fare. E' un po' più giovane di me, anche se non si nota la differenza, questa cosa all'inizio mi aveva fatto desistere, poi ho notato alcune sue occhiate e mi sono un po' illusa. Mi piace molto, ma non ho occasione di lavorarci insieme direttamente, non si creano situazioni per conoscerlo meglio. Qualche battuta alla macchinetta del caffè e nulla più. Non riesco a capire se è interessato a me (mi verrebbe da dire di no visto che non fa passi espliciti) e non so bene neanch'io che passi fare, non sono il tipo che si propone. Che consigli potreste darmi?
    Rispondi a Frency Commenta l’articolo

    • Avatar di kushana

      kushana 4 anni fa (2 Aprile 2016 1:40)

      @Frency! Ciao! Intanto, dico la mia.-) Tu dici: 'non sono il tipo che si propone'. Perfetto. E questo è esattamente quello che trovi come consiglio nella maggioranza di questi articoli (rileggiti 'micidiali errori nella comunicazione' ....'e che lo fanno scappare'). Non solo: non dovrai fare nessun passo, SE vorrai rimanere coerente con te stessa (e così dimostrarlo anche a lui, dato che gli uomini osservano ciò che fai e non quel che dici). Poi mi chiedo, che fretta c'è e perché mai forzare la mano che così facendo si rischia pure magari di rovinare la bellezza del momento o peggio un potenziale rapporto nascente sulle basi più solide, oppure una bella amicizia? Se c'e' l'attrazione, lo saprà pure lui e saprà anche dove lavori (a proposito, ti ha mai offerto il caffè? E si ricorda dei tuoi gusti?:-). Questo, solo per ricordarti che l'uomo se vorrà, tranquilla che il modo (anzi' mille modi) se lo trova, e non c'è la timidezza o la paura che tenga (questi ce li inventiamo noi donne quando non vogliamo vedere certe cose). Vedilo come il gioco di scacchi dove lui ha sempre il bianco: solo dopo ogni sua mossa, è accettabile che tu faccia la tua mossa e mai prima.E il bello è proprio qua, perché il bianco non solo deve sempre pensare ad una mossa felice, dovrà pure 'fantasticare' su chissà come reagirà il nero o chissà se non rovinerà i suoi piani e nel caso, come rimediare!!! Comunque questo era il mio parere, tu segui il tuo intuito e/o un consiglio migliore e fai quel che pensi ti faccia sentire meglio. Ciao!
      Rispondi a kushana Commenta l’articolo

    • Avatar di Frency

      Frency 4 anni fa (8 Aprile 2016 19:12)

      Ciao Kushana, grazie della bella risposta. No, non mi ha mai offerto il caffè anche se viene spesso a prenderlo quando ci sono io. Se io non faccio niente, non succederà niente. No, non farà lui la prima mossa, evidentemente non è abbastanza attratto da buttarsi. Come conquistarlo visto che mi piace molto? Potrei scrivere la guida come sedurre un uomo con stress per lui e per te, dato che mi complico molto la vita.
      Rispondi a Frency Commenta l’articolo

  19. Avatar di carla

    carla 4 anni fa (13 Aprile 2016 16:26)

    CIAO ilaria ,credo che la felicita' sia uno stato d'animo e felici si nasce.noi senza infrastutture abbiamo tutto cio' che serve per essere felici. Io spesso mi chiedo ma perché sono felice?Ho molti motivi per essere disperata,e sono sfigatissima,eppure mi sento felice.secondo me e'il rapporto con il mondo ed il vivere secondo i ritmi della natura che ti rende felice.i momenti in cui mi sono sentita meglio nella mia vita sono stati quelli nei quali riuscivo a fondermi con quello che mi circondava:camminare nei boschi con il mio cane meraviglioso,nel silenzio della natura ascoltando il suono che fanno i caprioli,quando sono stata a cavallo sempre nei boschi e quando poi lo lasciavi andare al galoppo,e ti sembrava di volare,quado ho fatto immersioni o snorkeling in mezzo ai pesci piu' colorati e bellissimi e mi sembrava di vedere un altro universo e fare parte di quello, con icapelli che diventavano alghe,la nostra natura e' felice e la nostra felicita' e' la natura.poter fare tutte queste cose ed il senso di liberta' che ne ricavi e' pura felicita'...altro che incontri su chat...Ora non ho un compagno a parte mio figlio 12 enne il mio cane maremmano e i miei 6 gatti,ma ti assicuro che quando vado a boschi e vedo i falchetti o le poiane non mi manca per niente ,e non vorrei nessuno vicino a me che non sappia apprezzare questo tipo di felicita'.P.s. scrivendo questo sembra che io sia una piena di soldi,non e' cosi',spesso mi son trovata a meta' mese a lasciare tutta la spesa al supermercato perche' il bc mi diceva che avevo finito i soldi..Ma chi se ne frega il modo di sopravvivere lo trovi,e ti rendi conto che meta' delle cose che volevi comprare erano perfettamente inutili.....ciao buona scrittura.
    Rispondi a carla Commenta l’articolo

  20. Avatar di Nicol

    Nicol 4 anni fa (19 Luglio 2016 14:36)

    Bell'articolo!
    Rispondi a Nicol Commenta l’articolo