Come essere felici. Chi ti ha detto la grande bugia?

come essere feliciC’è qualcuno che possiede la ricetta magica per la felicità? C’è qualcuno che sa davvero come essere felici? Come si fa a “copiare” la felicità da coloro che sono felici e portarla nella propria vita?

Qualche anno fa spopolava la legge di attrazione, una delle tante derive della peggiore crescita personale,  nata negli Stati Uniti sull’onda del successo di un libro intitolato Il segreto di Rhonda Byrne che spiegava che per realizzare quel che si vuole, in sostanza, è sufficiente desiderarlo. Ma desiderarlo tanto tanto, tantissimo. Magari così tanto da poter visualizzare e creare nella propria mente e nel proprio sentire immagini, sensazioni ed emozioni molto vivide come se il desiderio fosse già realizzato, l’obiettivo raggiunto. Una ricetta molto creativa su come essere felici.

"Quasi quasi mollo tutto e divento felice. thatsvane, Twitter"

Nella scia di quel librino, semplicistico, banale e letteralmente incredibile, una serie di guru e di motivatori dello spessore della carta velina hanno costruito un contesto fantasioso di trasformazioni prodigiose, prove inventate, testimonianze campate in aria. E hanno avuto un seguito enorme. Questo è dovuto di certo al fatto che il pensiero magico e le superstizioni sono ben radicate anche in un’epoca come la nostra in cui la ragione e la logica, a causa dei progressi della scienza e della tecnologia dovrebbero farla da padrone. E in cui in molti dovremmo aver capito che la miglior ricetta per come essere felici è fatta di un percorso costante che ci porta passo passo nella direzione di quel che vogliamo.

Come essere felici. C’è una via semplice?

Ma il successo della formula della legge d’attrazione è anche dovuto alla grandiosa e affascinante promessa del libro e di tutti coloro che ne hanno divulgato il messaggio. Per essere felici basta aver chiari i propri desideri, identificare per bene che cosa si vuole, immaginarselo nei dettagli più minimi e il gioco è fatto, chiunque può essere felice. La tesi del libro non solo era magica e quindi attraente, perché la magia ha un fascino speciale, ma era anche semplicissima. Felici senza fatica. Come nelle favole dei bambini. Alle quali gli adulti si ostinano a credere, anche quando non è più tempo e non è più aria.

"Cercare la felicità fuori di noi è come aspettare il sorgere del sole in una grotta rivolta a nord. Proverbio tibetano"

Se dovessi fare una statistica della frase più ricorrente che sento negli ambienti di lavoro, tra i giovani studenti, tra le persone che mi leggono e mi scrivono e sui famigerati social network sarebbe: “Eh, ma è difficile…” oppure: ”Tu la fai facile…”  In molti, ogni volta che si trovano di fronte alla necessità di un cambiamento o alla opportunità di una trasformazione l’unico pensiero sul quale sanno concentrarsi è che “è difficile”.

Ora la domanda che ho per te è: ma chi ti ha detto che è facile? Chi ti ha detto che è facile lasciare un uomo del quale sei innamorata? Chi ti ha detto che è facile trovare lavoro? Chi ti ha detto che è facile ricostruirsi una vita serena dopo una separazione? Chi ti ha detto che è facile cercarsi una casa con un buon rapporto qualità/prezzo, ritornare al peso forma dopo anni di trascuratezza, mettere su un’impresa propria? O, anche, riprendersi da un grave lutto o superare un cancro?

Se qualcuno ti ha detto che è facile, ti ha mentito. Se tu pensi che sia facile o credi a questa menzogna, probabilmente non stai osservando la realtà con sguardo obiettivo, facendo uso della logica e della tua intelligenza. La questione importante è che qui stiamo parlando di come essere felici e di come tu puoi essere felice. Siccome alla felicità personale contribuiscono molte condizioni, come per esempio essere in salute, avere buone relazioni, valorizzare i propri talenti in una attività soddisfacente, avere del denaro per mantenersi e molte altre, e siccome per realizzare queste condizioni spesso bisogna compiere azioni non semplicissime, quel che va preso in considerazione è il rapporto esistente tra “difficoltà” di ciò che dobbiamo fare e suo il suo “valore” per noi. E’ il discorso del gioco e della candela.

Quello che è facile e quello che ti fa stare bene

Consideriamo per esempio una questione molto comune tra le lettrici del blog. La storia con un uomo sbagliato. Una storia con un uomo sbagliato è una storia sbagliata. Che fa del male. Alla salute, all’equilibrio emotivo, spesso al portafoglio e anche alla carriera. Più a molte altre cose ancora. Quindi la storia sbagliata con un uomo sbagliato, dato che fa male, compromette la serenità e la felicità di chi la vive.

Se sei in una storia sbagliata, è un po’ difficile che tu sia felice. Anche se aspetti. Anche se tenti di cambiarlo. Anche se sopporti. Anzi, più aspetti, più tenti di cambiarlo e più aspetti, peggio è.

"Gli uomini non conoscono la propria felicità, ma quella degli altri non gli sfugge mai. P.Daninos"

E’ facile lasciare un uomo sbagliato dal quale tolleri l’inverosimile? No, non è facile. Lo dice la storia stessa. Se è un uomo sbagliato e da lui tolleri l’inverosimile qualcosa già di per sé ti dice che non è facile lasciarlo. Se no neanche ci staresti, neanche l’avresti visto. Tu lo chiami amore e innamoramento, qualcun altro schema  disfunzionale. Fatto sta che se stai con un uomo sbagliato, già di per sé non è facile lasciarlo.

E tante altre cose non sono facili da fare. Non è facile conoscere gente nuova dopo una separazione che ti ha portato via tempo, energie e ha interrotto legami; non è facile pensare positivo quando ti pare che molti aspetti della tua vita stiano prendendo una piega negativa; non è facile iniziare un percorso di cura di sé e di trasformazione quando si è immerse in una storia distruttiva. Eccetera, eccetera, eccetera.

Chi ti ha detto che è facile? Chi ti ha fatto credere questa madornale fandonia? Sono le foto “fighe” dei tuoi amici su Facebook? Sono stati i tuoi genitori, pronti a servirti come camerieri di un grande hotel a sei stelle,  mentre tu tenevi in mano il telecomando della televisione? Sono stati i tuoi insegnanti che per non avere grane ti davano buoni voti pur di non vedersi di fronte le facce arrabbiate della tua mamma e del tuo papà a difenderti per un’insufficienza anche quando eri indifendibile? O sono state le pubblicità delle medicine rosa e gialle che curano l’influenza con febbre a 38 in due minuti, i pulisci water verdi e azzurri che azzerano tutte i germi i microbi e i virus e il caffé che fa innamorare di te l’attore di Hollywood?

Il tema importante non è se la felicità e l’equilibrio personali siano facili o difficili da raggiungere, il tema è dare a loro il giusto valore. E’ più importante per te continuare a ripetere frignosamente: “Eh, ma è difficile…”  tentando di attirare l’attenzione degli altri o è più importante chiederti in modo propositivo: “Che cosa posso fare (anche se sono nella melma) per stare meglio?”

"Ho commesso il peggior peccato che uno possa commettere: non sono stato felice. J.LBorges"

Ogni volta che ti lamenti che qualcosa importante per la tua felicità “è difficile” e rimani inchiodata a quel “è difficile” dài un colpo al valore della tua felicità per te e al valore che dài alla tua vita, a te stessa.

A proposito dell’attenzione degli altri. Siccome anche gli “altri” hanno le loro gatte da pelare e anche per loro è difficile, lamentandoti fai un tipo di selezione e selezioni coloro che o si lamentano come te o vogliono usare la tua fragilità per i propri scopi. E quindi attiri questo genere di persone. Se invece smetti di lamentarti e ti chiedi che cosa puoi fare per uscire dai guai (cioè ti chiedi come essere felice) attiri persone che ti “seguono” con ammirazione e/o che come te intendono essere felici e propositive e non speculare sull’infelicità altrui.

Lasciami i tuo commenti su come essere felici.

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69 Commenti

  1. Avatar di jenny

    jenny 2 anni fa (25 luglio 2016 18:33)

    ciao Ilaria, ho trovato per caso il tuo sito ed ho iniziato a leggere le tue riflessioni. ti chiedo aiuto se puoi darmi qualche consiglio. Sto passando un brutto momento,ho mollato il lavoro per gravi problemi famigliari. C'è una persona che considero il mio migliore amico nel quale riponevo molta fiducia che mi stesse vicino in questo momento orrendo: un sms, una telefonata. E invece 20 giorni fa è partito in vacanza con la moglie ed è sparito. Neanche un sms. Lo so che la moglie è gelosa ma pensavo che potesse trovare 1 minuto x me x sapere come stavo e invece nulla. Gli ho scritto io la scorsa settimana per dirgli che stavo male e pensavo avrebbe risposto e invece no. Come è possibile fare così? Ho sbagliato a considerarlo il mio migliore amico? tra l'altro una conoscente in comune mi ha riferito cosa la moglie va a dire in giro su di lui: praticamente lo critica su tutto, lo deride persino. Ma il tutto alle spalle perchè a lui non dice nulla. E lui non trova 1 minuto per scrivermi per non ingelosire la moglie quando la moglie non si fa alcun scrupolo?
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  2. Avatar di Shy

    Shy 2 anni fa (26 luglio 2016 0:00)

    Jenny lo chiami migliore amico per raccontartela eh, lui è un uomo sposato e tu non dovresti cercare un confidente nell'uomo di un'altra. Sii sincera con te stessa perché dal tuo commento si capisce tutto, meno il fatto che lo consideri il tuo migliore amico...
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  3. Avatar di Viviana

    Viviana 12 mesi fa (29 dicembre 2017 11:52)

    Questo è decisamente uno dei miei articoli preferiti e la domanda "che cosa posso fare per stare meglio?" è veramente fondamentale. Tra qualche giorno è il mio compleanno, è stato un anno "difficile", in cui ho tagliato tante relazioni che ormai non apportavano più benessere nella mia vita, ma solo ansia e stress gratuiti, e passerò il compleanno in un modo diverso da quello che avevo immaginato l'anno scorso, ma c'è qualcosa che posso fare per renderlo speciale: io guido, ma faccio fatica a uscire dalla mia zona di comfort, quindi sempre le stesse strade, gli stessi quattro posti, appena ci deve allontanare troppo ecco che delego, che trovo scuse e pretesti, invece quest'anno andrò a prendere la mia torta personalmente, faro i km necessari perché voglio proprio quella millefoglie di quella pasticceria lontana più di 50 km dal mio paese e non ho bisogno di delegare a mio padre o di farmi accompagnare da un amico. Lo so, è una piccola sfida, forse insignificante, ma non per me e so che portarla a termine mi farà sentire molto meglio :D ad maiora!
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  4. Avatar di Simonetta

    Simonetta 7 mesi fa (29 maggio 2018 10:42)

    Penso che non sia corretto definire The Secret e simili dei libri banali e semplicistici. E' molto superficiale, invece, il modo di interpretarli e di metterli in pratica. I libri sulla legge di attrazione spiegano che per far sì che un desiderio si realizzi, bisogna rimanere costantemente concentrati e focalizzati su pensieri positivi. Questo richiede anni di esercizio, e soprattutto persone con un'enorme forza di volontà e costanza. Doti che appartengono a pochissimi. Leggere un libro sulla legge di attrazione, metterlo in pratica per 24 ore dopo averlo letto, poi tornare ai soliti e abituali pensieri negativi, e affermare che il pensiero positivo e le visualizzazioni non funzionano e' sicuramente molto più facile. Si fa molto meno fatica e si può continuare a piangersi addosso. Se un metodo non funziona su di me, non significa che sia inefficace per altri. Se io leggo un libro in modo semplicistico, forse non significa che il libro lo sia. Concludo dicendo che io, applicando per anni il metodo, ho raggiunto risultati straordinari. Cordiali saluti, Simonetta
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