Crocerossina: perché tante donne incarnano questo ruolo e perché devono assolutamente smettere

crocerossina perché le donne incarnano questo ruoloCrocerossina: perché tante donne incarnano questo ruolo, con il partner, in famiglia e con gli altri, in generale?

Magari sul lavoro e anche con le amiche e con gli amici?

Tanto per chiarire: che cosa significa “fare la crocerossina”?

Per le 7 persone che ancora non lo sapessero, specifico che per “fare la crocerossina” si intende quel tipo di atteggiamento che molte donne assumono verso gli uomini con i quali hanno o vorrebbero avere una relazione.

Tale atteggiamento consiste nel comportarsi non come donne adulte che si relazionano con uomini adulti, alla pari, allo stesso livello e con indipendenza e autonomia reciproca, ma nel mettere in mezzo, per l’appunto un atteggiamento da “relazione d’aiuto”.

Che cos’è una “relazione d’aiuto”? Per “relazione d’aiuto” si intende quella che si instaura tra un professionista titolato e competente e la persona che a lui si rivolge per un aiuto.

Si può trattare di medico-paziente, psicoterapeuta o psicologo e paziente, assistente sociale e assistito, coach o counselor e cliente, consulente e cliente, fisioterapista e paziente, così, insegnante e allievo, infermiere e paziente e così via.

Io, per mia esperienza, inserisco tra le “relazioni di aiuto” anche altre relazioni che hanno, comunque dal più al meno una forte componente emotiva: avvocato, commercialista, notaio e perfino idraulico, muratore, giardiniere e cliente.

In un mondo complesso come il nostro spesso sono richieste energie emotive di non poco conto anche per affrontare compiti molto pratici.

In molti – per non dire tutti – cerchiamo prima di tutto sostegno emotivo di fronte alle varie questioni della vita.

La relazione d’aiuto non c’entra niente con una relazione d’amore

Questo fatto – cioè che tutti, alla fin fine, in un mondo sempre più complesso e complicato – cerchiamo soprattutto sostegno emotivo, dovrebbe farti riflettere anche riguardo alla tua professione.

Qualsiasi professione tu faccia, se riesci a dare calma interiore ai tuoi clienti o alle persone con le quali lavori riguardo un loro specifico problema, ti trovi anni luce avanti rispetto a tutti gli altri, colleghi o concorrenti.

Venendo all’atteggiamento delle donne che si comportano da “crocerossine” nella vita e soprattutto con i partner, questo significa che non istaurano con i loro compagni un rapporto di coppia, ma una “relazione di aiuto”.

Io spesso dico, tra il serio e il faceto, che fanno le psicologhe, le badanti, le “insegnanti di sostegno” dei loro compagni.

E questo non va bene, perché una relazione in cui qualcuno è aiutato e qualcun altro aiuta, non può essere una relazione d’amore, ma solo un rapporto di coppia disfunzionale.

Lo stesso è alla rovescia: se in una relazione di aiuto vera e propria (esempio psicologo e paziente) subentra un sentimento o qualcosa creduto tale o, peggio, la figura preposta ad aiutare, si approfitta del proprio ruolo per manipolare chi aiuta, è tutto morboso e disfunzionale.

Se poco fa ti ho detto, che se nella tua professione, qualunque essa sia, riesci ad entrare in connessione emotiva con il tuo cliente e a sostenerlo, vinci, ci tengo a specificare che la relazione professionale diventa morbosa e sbagliata quando tu vai oltre gli obiettivi definiti del tuo ruolo. 

Insomma, nella vita ordine ed equilibrio sono importanti.

È importante ricoprire un ruolo e non confonderlo con altri.

È importante saper distinguere, mettere dei confini, porre dei paletti.

Quando questo non avviene, nasce il problema, la disfunzione, la patologia.

La confusione di ruoli è causa di grossi guai

“Ciao Ilaria,

…mi piacerebbe molto che approfondissi meglio l’argomento della “crocerossina”, a quanto pare è un tema abbastanza frequente per varie donne, me compresa.

Quando vediamo un atteggiamento poco chiaro da parte di un uomo o al minimo problema tendiamo sempre a provare ad aiutarlo o a rendergli le cose più facili.

Credo che questo comportamento abbia molte conseguenze negative, io infatti sto cercando di correggermi per evitare di farmi coinvolgere negativamente e perdere di vista me stessa però onestamente faccio ancora molta fatica.

Sarebbe interessante conoscere i meccanismi che portano a questo o e avere dei consigli da parte tua su come gestire queste situazioni e stati d’animo.

Per esperienza mi rendo conto che aiutando e cercando di essere comprensiva si tende poi a dimenticare i propri bisogni arrivando ad annullarci e la maggior parte delle volte, almeno nel mio caso, non ho riscontrato lo stesso grado di comprensione o disponibilità e mi sono trovata a lasciare per questo motivo perché ho dato tanto e ricevuto solo un pochino (dicesi briciole..). Grazie.”

Perché ti comporti da crocerossina e perché devi smettere subito

Confesso che la domanda della lettrice mi ha lasciata un po’ perplessa, sia perché mi pare che qui da tempo in lungo e in largo parliamo di quanto sia dannoso “sacrificarsi per amore”, dato che il sacrificio non ha nulla dell’amore, sia perché le sue domande contengono già le risposte.

Partiamo dal fondo. In che modo si smette di fare la crocerossina?

Mettendo se stesse al centro e lasciando andare una volta per tutte l’idea che l’’”uomo” sia un essere superiore, al quale tutto è dovuto e che bisogna tenersi vicino per forza.

Un essere per il quale si è disposte a tutto.

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Ma scherziamo? Non è già solo questa idea sufficientemente stomachevole per dissuaderti dal fare la badante o l’insegnante di sostegno o la psicologa o la crocerossina?

Inoltre, chiunque si ponga non richiesto e a titolo non dovuto in una posizione di aiuto o di facilitazione, ha per lo più intenti manipolatori e un senso di superiorità travestito da senso di inferiorità.

O viceversa, si intenda.

La crocerossina, come dice la nostra amica, quando vede la situazione sfuggirle di mano, ci dà dentro con l’aiuto e il sostegno.

Che sono modalità attraverso le quali crede di rendersi indispensabile e preziosa (perché ha una terribile paura di essere abbandonata) e in modo inconscio si dimostra migliore del proprio partner.

E questo non è amore, tant’è che la crocerossina non viene mai ricambiata con l’amore.

Semmai viene sfruttata, svilita, lasciata per un’altra.

Chi può essere davvero affascinato da una donna che si sacrifica per lui?

La crocerossina è quel che si dice una “brava bambina”, una tipa con un forte senso del dovere e del sacrificio di sé.

È anche una persona empatica, troppo empatica, che si immedesima troppo nelle sofferenze altrui, le sente sulla propria pelle, in modo esagerato, stile realtà aumentata, perché in verità, le confonde con le proprie e nella consolazione dell’altro di fatto cerca consolazione per se stessa.

Mission impossible.

La crocerossina vuole apparire e sentirsi brava e buona, sempre per quel senso di inferiorità che è senso di superiorità.

Ha di fianco un pirla problematico che gliene fa di tutti i colori e lei, facendo la crocerossina, è convinta, in cuor suo di essere e diventare santa.

Alla faccia della modestia.

La crocerossina non crede nella propria femminilità luminosa, sensuale e sessuale e nel proprio fascino.

E quindi ripiega sulla propria bontà d’animo e sul proprio spirito di sacrificio.

In realtà vuole il potere.

Non dimenticare mai che ricerca del potere e ricerca dell’amore sono due facce della stessa medaglia.

Facendo la crocerossina (così come il “miglior amico” della ragazza che ti piace, trattenendo o nascondendo il desiderio sessuale che hai verso di lei) pensa di creare dipendenza nell’altro e di diventargli indispensabile.

Mission impossible 2.

La crocerossina ha una forte mania del controllo sull’altro e una profonda insicurezza personale, perché non si fida – lo abbiamo già accennato – della forza della propria sensualità e anche della forza della propria autonomia.

La crocerossina fa un sacco di cose, fatica, si strugge e si distrugge e vive in modo perverso dato, che non si gode il bello dell’esistenza, ma si occupa del brutto.

Poi, come tutte le donne dipendenti, fa la crocerossina nel tentativo, appunto, di riuscire in una mission impossible: cambiare il finale negativo di una storia.

Ovviamente non ci riuscirà.

Come lasciare andare il comportamento da crocerossina in 3 passi

Amica mia, la ricetta, se così la possiamo chiamare, per lasciare andare il comportamento da crocerossina è fatta di tre passaggi:

  1. Prendere consapevolezza del proprio comportamento e, se si vuole andare un po’ più in profondità, delle ragioni profonde che lo causano.
  2. Rendersi conto che si tratta di un comportamento certamente di difesa, che però è fortemente limitante e impedisce di vivere una vita goduta e relazioni godute.
  3. Muoversi nella direzione opposta e porre la propria attenzione su di sé e i propri obiettivi, riconducendo se stesse di continuo sulla retta via, come si fa con un ragazzino che deve allenarsi ad andare in bicicletta senza rotelle o con un bambino che deve imparare a camminare.

Si sbanda e ci si rimette in careggiata.

Si cade e ci si rialza.

Tutto qui.

Basta di fare la crocerossina, vivere bene è un’altra cosa.

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28 Commenti

  1. Avatar di Doris

    Doris 3 mesi fa (6 Febbraio 2021 22:16)

    Sono stata in diverse tipologie di storia sbagliata. La peggiore di tutte: l'uomo "crocerossino". Di fatto era una gattabuia fatta di frasettine indagatorie, sue. Elargizione di smodata adorazione, sua. Controllo costante, suo. "Io ti salverò", suoi. Piramidi di sensi di colpa, mie. È finita a schifio, ovviamente.
    Rispondi a Doris Commenta l’articolo

    • Avatar di fid

      fid 3 mesi fa (7 Febbraio 2021 11:09)

      Io al contrario invece sono stata lasciata per una crocerossina...il mio ex partner mi diceva sempre: "ti ho lasciato perchè non sei brava e buona con me... il tuo carattere va modificato devi cambiare..." e io sono fuggita ma lui ha sposato la crocerossina.
      Rispondi a fid Commenta l’articolo

    • Avatar di Roxy

      Roxy 3 mesi fa (7 Febbraio 2021 12:54)

      @Silvia A Concordo, purtroppo, stesso pensiero. La bellezza attrae, ovviamente, e sembra essere complementare a lungo andare e non solo. Il maschile se la cava senza troppa fatica. Del resto questa mentalita' maschilista e' difficile da smontare. Complici anche le donne disperate che aumentano l ego maschile per non rimanere fuori dal 'giro'. Spero di sbagliarmi, ma osservando sembra cosi'.
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  2. Avatar di Emma

    Emma 3 mesi fa (7 Febbraio 2021 13:21)

    Ciao Ilaria, ho letto tre volte questo articolo perché non mi é chiaro. Io ne conosco di donne che aspirano a diventare "sante" e si annullano completamente per salvare il partner. Ne conosco anche altre davvero egoiste che si fanno trattare come bambine viziate. Onestamente non esiste una scala da crocerossina a egoista che possa farti capire a che livello sei per avere un po di equilibrio. Come si fa a capire a che punto della scala ti trovi ? Io a volte mi sento una bambina viziata, altre mi sento di annullare i miei bisogni . Potresti creare un modo per capire se una donna tende a essere egoista o ad annullarsi?
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  3. Avatar di Anna G

    Anna G 3 mesi fa (8 Febbraio 2021 10:42)

    Ciao, Ilaria, ti seguo da molto, questo articolo, come tanti altri, è talmente scritto bene, coglie il segno in poche righe, che ho dovuto fermarmi e dopo ho continuato, perché onestamente faceva male. So che sono come hai descritto, troppo empatica ed insicura, conosco anche i motivi per cui sono cresciuta in questo modo e so anche che l'uomo che amo ha peggiorato queste mie insicurezze. Io credo nella mia storia, ma so anche che l'idea fissa di salvarla e salvare lui ha fatto male solo a me. Cosa posso fare? Non so quanto sono capace, ma sto cercando di smettere di fare di tutto. Credimi, dal di fuori, penso di essere una donna completa, non ho dubbi, ma dal di dentro penso di non essere abbastanza e lui di sicuro cerca di farti sentire che non fai mai abbastanza. Nei giorni scorsi per motiivi che gli convengono mi ha trattato con una freddezza orrenda rispetto a come è di solito, ed in passato avrei cercato a tutti i costi di riscaldare questa sua freddezza, ma adesso non faccio nulla. Non sono io il problema. Anche se non so come andrà se non faccio nulla io. Cosa posso fare per rendermi realmente conto che ho fatto anche troppo e non devo applicarmi più per far funzionare la storia in cui credo con un uomo che amo realmente? Grazie, Ilaria. Con tanta sincerità.
    Rispondi a Anna G Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 3 mesi fa (8 Febbraio 2021 14:01)

      Ciao Anna! Innanzitutto inizia a prendere consapevolezza che sei una donna dalle mille risorse e che ci sono tanti uomini che ti apprezzeranno per davvero e che apprezzeranno il tuo essere generosa ed empatica, senza farti del male.
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  4. Avatar di Raffaela

    Raffaela 3 mesi fa (9 Febbraio 2021 10:43)

    Per esperienza, fotografia perfetta. Null'altro da aggiungere, tranne che liberarsi da tale atteggiamento modifica in meglio la propria vita, non solo sentimentale.
    Rispondi a Raffaela Commenta l’articolo

  5. Avatar di Lavinia

    Lavinia 3 mesi fa (9 Febbraio 2021 18:25)

    Ciao Ilaria! Ottimi articolo! Scherzando scherzando con la madre, mi fa: "piglia il primo che passa". Il succo del suo concetto è: "tanto sono tutti uguali". Posto che lei è di una generazione diversa, che in fondo le farebbe piacere vedermi in buona compagnia, viste le poche occasioni per essere "sociali", il suo etichettarmi poco pratica e più "romantica"... Sai cosa le ho risposto, Ilaria? Che non ho abbastanza tempo da dedicare a sbrogliare matasse/problemi indesiderati... Ho già dato con una "pseudo" relazione qualche anno fa! Sinceramente non è la prima preoccupazione, per me, l'amore della vita. Ma non nascondo che sbircio ingenuamente la parte degli oroscopi dedicata alle coppie o a possibili affinità: forse è la volta buona che trovo gente, mi dico... E quindi? Vado bene, secondo te? Quale campanello d'allerta dovrei tenere d'occhio? (sto rivalutando le serie televisive grazie al tuo post dell'altra volta :D )
    Rispondi a Lavinia Commenta l’articolo

  6. Avatar di Silvia A

    Silvia A 3 mesi fa (7 Febbraio 2021 6:59)

    Penso che il fare le crocerossine non sia solo un problema delle donne, ma anche di una larga fetta di uomini problematici e mentalmente disturbati che ti costringe ad esserlo. Quanti uomini sono normali e quanti fuori di testa? Fatevi un po' di domande. In una società che va verso la follia quante persone ancora sane di mente sperate di trovare? Io sinceramente vedo più uomini problematici che veramente sani ed equilibrati. Facciamocene una ragione, la persona giusta non esiste, altrimenti non sarei qua a scriverlo. A furia di scartare uomini perché non sono giusti, finisce che il tempo passa e tu ti fai vecchia e le cose sono due. O finisci per fare la zitella circondata da gatti, o ti sposi col primo che passa pur di non rimanere sola, anche se ti fara' vivere una vita di inferno. Credetemi delle mie parti succede la seconda cosa, perché qui nel centro Italia gli uomini sono rozzi è cafoni. Quei pochi sani equilibrati che ho incontrato erano ovviamente già fidanzati o in procinto di sposarsi. Ah inoltre ci tengo a precisare che non faccio parte di quella categoria di donne perfette e bellissime che piacciono tanto agli uomini italiani. Quindi quando pare che piaccio a qualcuno, in realtà non sta dicendo la verità, perché anche se non è bellissimo aspira a donne tipo Manuela Arcuri o simili. Non per svilire la mia bellezza o femminilità, anzi io ci tengo, il problema e che se non sei nello standard di bellezza italiana femminile ti raccontano solo bugie... Quindi uomini problematici e pure bugiardi, e solo una piccola parte si salva. Conclusione con queste premesse e ovvio che una si mette a fare la crocerossina e la psicologa se il meglio non ti capita mai, visto che il peggio e la maggioranza...
    Rispondi a Silvia A Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 3 mesi fa (7 Febbraio 2021 12:50)

      Ciao Silvia A, Per quanto riguarda l'estetica il tuo pensiero è valido per entrambi i sessi. Per quanto riguarda gli uomini problematici , c'è ne di donne anche peggio. Da qualche tempo faccio parte di diversi gruppi. Mi sono iscritto per tante ragioni. Una su tutte il verificare realmente dalle varie storie raccontate in che percentuale l'uomo è realmente il soggetto più disturbato. Beh c'è ne di ogni, uomini o donne che siano. A volte leggo storie assurde. Donne che prendono ogni genere di pasticca per alleviare i dolori dell'anima e del corpo. Persone all'apparenza tranquille. Poi leggo di uomini maltrattati dalla propria moglie. Veramente c'è di tutto e di più. Ciò che voglio dire e che non si può generalizzare. È inaccettabile sparare a zero sull'uomo in quanto ritenuto causa della sofferenza femminile. È inaccettabile considerare l'uomo quasi sempre un disturbato per qualsiasi ragione. Ci sono persone sane e insane. In egual misura tra uomini e donne. Ecco magari assumersi le proprie responsabilità e diventare consapevoli che la propria sofferenza non è da ascriversi in toto all'altro sesso sarebbe già un bel passo in avanti.
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

    • Avatar di Fabio

      Fabio 3 mesi fa (7 Febbraio 2021 13:49)

      Silvia A, un bel respiro profondo, ok? Forse pesi troppo il pensiero altrui, le consuetudini, mentre l'obbiettivo primario dovrebbe essere, stare bene con se stessi, fare cose piacevoli, godersi la vita e non avere a tutti i costi un compagno, ma un buon compagno, questo potrà accadere prima o poi, ma nel frattempo perché soffrire? Dedichiamoci a noi stessi, al nostro benessere sia fisico che mentale, alle nostre passioni, trasmettendo gusto della vita, felicità del proprio essere e progettualità del nostro futuro. Fabio
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

    • Avatar di Sole

      Sole 3 mesi fa (8 Febbraio 2021 15:59)

      Ciao Fabio, pur non essendone destinataria, il tuo messaggio mi ha rincuorato molto. Ho chiuso di recente una frequentazione, durata più del dovuto, con una persona che mi ha dato come motivazione del non voler portare il rapporto ad un livello successivo il fatto che pur avendo trovato in me a livello di carattere ciò che desiderava, non riusciva a superare il fatto che io, pur rientrando per "caratteristiche naturali"negli standard socialmente apprezzati, non stia tanto dietro all'estetica, ad esempio non uso trucco, cosa che per lui è inconcepibile. Tengo a precisare a questo punto che, pur usando spesso di giorno uno stile pratico (pantaloni, scarpe con poco tacco ecc..), ho comunque sempre cura di essere in ordine. Ho capito ovviamente che era il caso di chiudere, ma la cosa mi ha comunque ferito, anche perché (quando ero ancora all'oscuro di ciò che pensava realmente di me) credevo di trovarmi molto bene con lui. Le tue parole hanno fatto scattare qualcosa in me, come una spinta a guardare avanti. Grazie.
      Rispondi a Sole Commenta l’articolo

    • Avatar di Fabio

      Fabio 3 mesi fa (8 Febbraio 2021 17:39)

      Ciao Sole, son contento d'averti aiutata, d'altronde è lo scopo di questo blog. Un pensiero mi passa per la mente leggendoti, la persona che hai lasciato ti ha avvicinato con l'intenzione di cambiarti, cambiare il tuo look, il tuo essere, un poco alla volta cambiare tutto ciò che non gli piaceva calpestando i tuoi sentimenti e le tue aspirazioni, tra l'altro mi pare ti abbia considerato come un oggetto da esibire, non come una persona da amare visto che dovevi rientrare negli standard socialmente apprezzati, che tristezza! Il mio modo di agire è completamente diverso, magari sarà sbagliato ma è giusto per me e ciò basta; cosa mi colpisce in una persona? Come si presenta, l'aspetto esteriore, il sorriso il corpo, la postura gli occhi, la sensualità che è diversa per ognuno; il sorriso lo tralasciamo almeno per qualche mese ancora, ma il contatto visivo deve generare un'attrazione, un desiderio, non conosci la persona, la conoscerai se ti va, ma lo stimolo è quello che vedi, quello che "sogni". Non esiste che mi faccia piacere una persona partendo dal carattere e tralasciando la parte esteriore, fisica, sensuale, farlo pensando di aggiustare tutto più avanti porta solo a disastri e perdite di tempo, ed accontentarsi è peggio, essere ciò che si è, esserlo sempre senza pensare ai giudizi di una società quasi tutta mediocre, apparire reali, non finti, ti permette di avvicinare chi può farti felice, chi e' interessato a te, non a cambiarti, quelli sgamiamoli immediatamente, poveracci sono e resteranno. Fabio
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

    • Avatar di Sole

      Sole 3 mesi fa (8 Febbraio 2021 21:12)

      Grazie mille Fabio, hai colto davvero nel segno. Mi ha detto che lui non poteva immaginare un futuro con una donna che non sfruttasse al massimo il suo potenziale estetico. Ma non voleva perdere quello che gli trasmettevo a livello emotivo, voleva mantenere la frequentazione, senza approfondirla, e penso nel frattempo tentare di farmi un restyling a suo gusto. Scoprire questo mi ha ferita molto, i consigli che hai dato a Silvia V mi hanno rasserenato, alla fine la base di tutto è sempre stare bene con se stessi.
      Rispondi a Sole Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (9 Febbraio 2021 5:14)

      Va beh, ma impariamo a riconoscere gli psycho, i disturbati, i matti da legare. Dico sul serio. Il mondo è pieno di persone che, a qualsiasi livello, non ci stanno con la testa. Soprattutto nel nostro paese manca un cultura della salute mentale (tabù dei tabù) ed è ora invece che almeno nel nostro privato cominciamo a farcela. Questi sono disturbati perversi. Impossibile instaurare un rapporto con loro.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 3 mesi fa (9 Febbraio 2021 11:32)

      Ciao Ilaria, su YouTube si trovano diversi video di Massimo Picozzi. I temi trattati sono molto interessanti e affronta in modo scientifico le persone disturbate e quali caratteristiche hanno. C'è uno molto interessante sulla violenza verso le donne in cui da spunti molto interessanti. Io ne ho visti diversi recentemente di questi video. Li trovo davvero illuminanti.
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

    • Avatar di Sole

      Sole 3 mesi fa (9 Febbraio 2021 13:58)

      Grazie Ilaria, mentre scrivevo mi stavo quasi vergognando di condividere una storia che mi sembrava alquanto grottesca, ma sono contenta di averlo fatto e di aver ricevuto questi feedback preziosi per reinquadrarla e iniziare a guardare avanti.
      Rispondi a Sole Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 3 mesi fa (7 Febbraio 2021 15:08)

      Il panorama che descrivi è tale, che sarebbe da eutanasia, più che da psicologa/crocerossina :D ... Fortunatamente, non ci dobbiamo occupare affatto dei casi disperati e degli psicopatici! Diventa obbligatorio in tanto in quanto lo è “tenersi” qualcuno
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 3 mesi fa (10 Febbraio 2021 16:55)

      Dai Silvia, tieni duro. Sono certa che a brevissimo Ilaria lancerà un corso online su come guarire uno psycho in tre settimane. Così saremo tutte felici ma soprattutto sposate. Visto che siamo costrette... Un salutone da una zitella circondata da gatti
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (10 Febbraio 2021 18:19)

      Seee, come no!
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 3 mesi fa (11 Febbraio 2021 13:23)

      Speriamo ci siano posti sufficienti nel corso!!
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  7. Avatar di Elisa

    Elisa 3 mesi fa (17 Febbraio 2021 13:27)

    Grazie!! Questo articolo devo rileggerlo e rileggerlo ancora..mi servirà ma hai già toccato tante cose che ho sentito mie..mi ha fatto riflettere molto la frase:" È anche una persona empatica, troppo empatica, che si immedesima troppo nelle sofferenze altrui"..bisogna saper gestire l'empatia , su questo c'è da lavorare, grazie ancora.
    Rispondi a Elisa Commenta l’articolo

  8. Avatar di Luna

    Luna 1 mese fa (15 Aprile 2021 20:38)

    Cara Ilaria, Leggo i tuoi articoli da qualche anno ormai e mi hanno aiutata molto ad individuare e capire alcune dinamiche relazionali. Oggi vorrei chiederti un consiglio riguardo una relazione che sto portando avanti da quasi 4 mesi e che mi sta creando molta confusione. Ho 30 anni, mentre l' uomo in questione ne ha 35. Ci telefoniamo tutte le sere e ci vediamo nei weekend. Scherziamo e ridiamo, c'è feeling e attrazione, lui mi ha detto chiaramente che gli piaccio molto, insomma ci stiamo conoscendo meglio. Sembra tutto bello in apparenza, ma conoscendolo, ho scoperto 3 cose che mi mandano in confusione. Non so se considerarli "evidenti campanelli d' allarme" e lasciarlo, oppure sono io che ho standard troppo elevati/irraggiungibili. - Punto primo: non riusciamo mai ad avere un rapporto sessuale completo perché soffre di disfunzione erettile. Dopo aver fatto analisi e visite specialistiche del caso, è venuto fuori che fisicamente è tutto a posto e si tratta di un problema psicologico. Su consiglio dello specialista si sta facendo seguire da una sessuologa. Io sono spaventata, perché non so se me la sento di affrontare un problema del genere (che potrebbe durare mesi) all'inizio di una relazione. - Punto Secondo: i congiuntivi!! Li sbaglia continuamente, sia scrivendo che parlando. È evidente che viene da un contesto famigliare/culturale ignorante. Dove nessuno si è preoccupato negli anni di fargli notare certi errori. Ma a 35 anni, perché non si impegna a migliorare? Tra l'altro lavora in una grossa multinazionale! Ne abbiamo parlato e sono stata sincera (forse cattiva) con lui. Gli ho detto chiaro e tondo che questo aspetto mi mette in imbarazzo. - punto terzo: Le Quote Rosa. Mi ha detto che non è d'accordo, argomentando in modo (secondo me) un po' ignorante la questione. Devo ammettere che quando sento alcuni uomini esprimere giudizi ignorantelli/"per sentito dire", su temi sensibili come aborto e parità di genere, divento un "Drago" :). Mi arrabbio davvero molto. Mi sento offesa e calpestata nella mia dignità di donna. Ogni giorno io mi alzo e combatto in un mercato del lavoro ingiusto, che favorisce le disparità. Che ci costringe a scegliere tra lavoro e famiglia. Tutto questo un uomo in Italia non lo sperimenta. Non sa neanche cosa vuol dire, nella maggior parte dei casi. Spero di averti dato un quadro preciso della situazione. L' istinto mi dice di lasciarlo. Però poi mi chiedo: sono troppo dura con le persone? Ho standard troppo alti? Dopotutto congiuntivi e disfunzione erettile sono risolvibili. Sarebbe meglio aspettare ancora qualche mese, per vedere come si evolvono le cose? Oppure sono semplicemente una crocerossina, che si sta infilando nell' ennesima storia sbagliata? Non riesco proprio a fare chiarezza e ho pensato che un tuo commento sulla questione potrebbe illuminarmi. Ti ringrazio
    Rispondi a Luna Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 1 mese fa (15 Aprile 2021 23:18)

      Ciao @Luna, ammetto che non vedo l'ora di leggere la risposta di Ilaria, se ci sarà. Esprimo intanto il mio parere riguardo i punti 1, 2 e 3 da te elencati: non sei tu ad avere standard elevati, è lui che è fermo al livello protozoo. Desiderare di fare sesso con la persona che frequenti è il minimo sindacale; ok che non è colpa sua ma neanche tua, e non è il massimo partire così in una relazione. Anzi, è un po' il minimo. Sperare poi che azzecchi anche per sbaglio un congiuntivo e che l'eventuale laurea non l'abbia presa coi punti del latte, è altrettanto importante; nessuno vuole necessariamente il nuovo Einstein accanto a sé ma neanche un ignorantone. Volere che non sia contro la parità di genere, l'aborto ecc. poi...ma, seriamente? Dentro di te hai già la risposta, capisco però che non sia una posizione facile la tua. Rifletti bene su chi vorresti accanto a te, nella tua vita. Non dico che dobbiamo cercare la famosa altra metà della mela, ma neanche accontentarci di mezza patata. Detto questo, sta a te, e se pensi che comunque lui vada bene per te ok, volevo solo farti presente che i tuoi standard non sono né troppo elevati né irraggiungibili. Sono normali, anche perché da come scrivi mi sembri una ragazza colta e in gamba e forse meriti di più di questo. E comunque...: "Fantocci, batti lei!"
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di Luna

      Luna 4 settimane fa (18 Aprile 2021 17:00)

      Ciao Vic, grazie del commento! Alla fine ho deciso di chiudere la relazione. Perché oltre ai dubbi di cui vi ho già parlato, ho scoperto che sotto la superficie si nasconde una personalità più contorta di quel che pensavo. Condita da insicurezze e gelosia. Come mi facevi giustamente notare, quando rifletto bene sulla persona che voglio accanto, vedo un altro tipo di uomo. P.S.: Ahahahaha Fantozzi, sono morta 😂
      Rispondi a Luna Commenta l’articolo

    • Avatar di Fabio

      Fabio 1 mese fa (15 Aprile 2021 23:19)

      Luna, scusa l'intromissione, mi permetto di scrivere le mie considerazioni. Ci sono tante persone attorno a te, perché dedicare energie a chi è decisamente sotto gli standard normali, per niente esagerati. L'aspetto sessuale è importantissimo, ma pure il rispetto per le donne non è da meno, a seguire l'istruzione, questi fattori minano un rapporto. Che dirti, io non costruirei una relazione su questi presupposti. Fabio
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

    • Avatar di Luna

      Luna 4 settimane fa (18 Aprile 2021 17:10)

      Ciao Fabio, grazie del commento sincero. Scrivere nero su bianco i miei dubbi e confrontarmi con voi, mi è servito molto per inquadrare la situazione dalla giusta prospettiva. Hai ragione, i miei standard sono normali e non avrei dovuto mettere in discussione me stessa e la mia capacità di giudizio. Chiudo e ricomincio. :)
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 1 mese fa (16 Aprile 2021 8:35)

      Ciao Luna. So che hai chiesto consiglio a Ilaria, ma mi permetto di dirti un paio di cose. La disfunzione erettile non è un problema da poco. Ho avuto anch'io esperienza in tal senso. Non conosco l'uomo che stai frequentando ovviamente, ma non escluderei dipendenza da porno. I congiuntivi non sono così gravi, ma le "quote rosa" sì. Credo che il problema non siano i tuoi standard "elevati", ma le sue mancanze e i suoi difetti che, al posto tuo, non riuscirei a tralasciare. Poi, siamo sicure che lui è in cura da una sessuologa? Io ne dubito... Secondo me ti stia facendo carico di una situazione scomoda.
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