Come ricominciare a vivere dopo la fine di una storia

come ricominciare a vivere dopo la fine di una storiaCome ricominciare a vivere dopo la fine di una storia?

Vi sono rotture, separazioni, abbandoni, dolorosissimi.

Che paiono incomprensibili. Che lasciano storditi e sfiniti, distrutti. Dopo, ci si sente come dei sacchi vuoti.

Questo perché, forse, si è amato troppo e amare troppo non è mai il caso.

Altre volte ci si sente persi e distrutti perché la vita con l’altro era talmente intrecciata e fatta di progetti, abitudini comuni e consuetudini, che non si riesce a immaginare, per sé, un’altra vita, soprattutto una vita più bella e ricca di emozioni.

Eppure non si può legare la propria felicità a una sola persona, a una relazione o a un rapporto.

Così come non la si può legare solo a una professione, a un’impresa, a delle proprietà o anche alla propria giovinezza, al fascino del proprio corpo o al ruolo che si ricopre.

Non si può far dipendere la propria felicità da alcunché-

È una mia salda convinzione che ogni giorno, rinsaldo ancora di più, che malgrado tutto, la vita in sé presenta innumerevoli opportunità per ciascuno di noi, in ogni campo.

Ed è questo il senso della vita, alla fine, cogliere queste opportunità e attraversarle, sperimentarle, a prescindere da quanto si sia sofferto o si sia stati sfortunati.

"“Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia.” Amleto William Shakespeare"

Non solo, viviamo in un mondo e in una parte del mondo in cui, grazie alle infinite libertà di cui – giustamente – godiamo, possiamo fare moltissime scelte riguardo la nostra esistenza in ogni momento della vita.

Guardare alla meraviglia dell’essere nel mondo

So benissimo che la fine di una storia (soprattutto se importante e significativa) lascia la sensazione di non avere nessuna speranza, nessuna prospettiva.

Capita anche quando si è d’accordo con la fine della storia o addirittura si è deciso di interromperla in prima persona.

Perché la fine di una storia porta con sé, comunque sia, la struggente sensazione del fallimento.

Lo ripeto ancora una volta.

Non possiamo lasciare che la fine di una storia, così come la perdita di un lavoro, la non riuscita negli studi o nella professione, un lutto, ancorché grave, intervengano così pesantemente nella nostra esistenza tanto da privarci delle possibilità di farne una meraviglia.

E allora come ricominciare a vivere dopo la fine di una storia e vivere alla grande?

Come ricominciare a vivere dopo la fine di una storia e vivere alla grande: 5 passi

Ti propongo 5 punti di riflessione che mi piacerebbe tu rendessi pratici, applicassi nel tuo agire, fin da subito.

1 Il primo consiglio che è mio dovere dare è che se, per una ragione o per l’altra (abuso, stalking, gravi e ripetuti tradimenti) si è in uno stato di severa prostrazione è necessario rivolgersi a un aiuto professionale.

A partire dal proprio medico curante che potrà essere in grado di guidarti con indicazioni precise verso un percorso di ripresa che coinvolga la tua salute fisica e mentale.

2 Il secondo passo, connesso al primo e che per me è fondamentale, è prendersi cura di sé, della propria salute, attraverso l’instaurazione di una routine giornaliera molto regolare, dia una sana alimentazione e di attività fisica, possibilmente all’aria aperta. Attività fisica regolare e continua, piacevole e adeguata.

3 In terzo luogo è essenziale lasciarsi andare al lutto, al dolore, non simulare una forza e una resilienza che non si sono ancora raggiunte.

Questo dolore al quale è necessario lasciarsi andare non è autocommiserazione, non è un lamentarsi continuo, non è la ricerca immediata e disperata di un nuovo partner.

Non è nemmeno sfogo costante e sterile con amici e parenti o (peggio mi sento) dipendenza dai social.

O una iscrizione premium a un sito di incontri 😊

Non è nemmeno ripassare venti volte al giorno ogni fase della storia e reinterpretarla in mille sfaccettature apparentemente diverse e più o meno consolatorie o disperanti o ripercorrere con le mente fatti ed episodi ricordando incessantemente parole e gesti,

È invece l’attraversamento di un percorso di presa di coscienza di sé.

Un viaggio nel proprio intimo alla scoperta delle radici del dolore e alle ragioni della fine.

A che cosa serve questo percorso? A colpevolizzarsi? A darsi delle fallite, incapaci, di tenersi un uomo? A ripetersi che non si troverà mai nessuno bello e intelligente come lui?

Nient’affatto.

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Questo percorso serve a “elaborare”, a conoscere se stesse, a scoprire le proprie risorse e a capirsi con tale profondità da mettere mano a un nuovo progetto di vita, concreto, ricco, pieno, soddisfacente.

Un progetto di vita che, dalla fine di quella storia, può trarre nuova forza, ragioni, motivazioni.

La vita è piena di sconfitte, per tutti.

Dalle sconfitte si esce pronti per vincere nel momento in cui si torna alla volontà di riaffermarsi, in modo positivo e costruttivo per sé e per gli altri.

Creare, preservare e incanalare le proprie energie, anche quelle delle emozioni negative

4 Creare, preservare e incanalare nella direzione giusta le proprie energie emotive. Mi viene chiesto per esempio come usare la rabbia in modo positivo e la rabbia è una delle tante facce del dolore, una delle sue tante possibili conseguenze.

È un sentimento potente che può essere usato in modo positivo e costruttivo giacché è energia e può creare altra energia.

Tutto sta nel tradurre, incanalare e trasformare la rabbia che ci viene causata dagli altri e spesso da noi stessi (se ci si colpevolizza è perché si è arrabbiati con se stessi) in amore.

Amore per una nuova sfida, amore ovviamente per sé, amore per una causa, amore per un lavoro, amore per qualche attività o conoscenza che ci appassiona, amore per un ruolo, un obiettivo sportivo o personale (anche perdere peso, magari, quando sarà passato in parte il lutto, ad esempio).

Amore per una trasformazione creativa e potenziante di sé.

Amore per chi ci sta intorno.

La rabbia che si trasforma in voglia di andare oltre, che poi diventa voglia di lottare per il meglio (non di battagliare, ma di tirare fuori la propria forza per la buona causa di una vita degna) e voglia di vivere con gioia, è quella che ti dà un fascino unico e irripetibile.

Un fascino unico e irripetibile, cioè quello che proviene da una vita vissuta con un’alta consapevolezza e un alto senso di sé.

Ed è quel fascino che ti permette e di fare selezione rispetto alle persone che frequenti e di realizzare una nuova relazione, piena e appagante.

5 Il quinto passo è guardare alla vita, alle persone e al mondo, con sguardo intenso e appassionato. Considerare le possibilità, nella loro purezza e nel loro incanto, nella semplicità dei miracoli quotidiani.

Il fatto di esistere è già una magia di cui essere grati. Il fatto di esistere ancorché imperfetti è ancora più stupefacente.

Se fossimo perfetti e tutti fossero perfetti non sarebbe così stupefacente il nostro esistere, non credi? Che ne dici di questo paradosso?

Che dire poi dei piccoli/grandi piaceri quotidiani: vedere crescere i propri figli, per chi li ha, con tutte le difficoltà che ciò comporta.

Il cielo e il sole, una pianta, un giardino, il cibo, sono tutte ottime ragioni per tornare a vivere al cento per cento.

Poi il sapere e la conoscenza.

La scoperta degli altri.

La lettura.

O l’arte, le passioni personali.

Il teatro.

Anche il dolore del prossimo, prossimo al quale possiamo all’occorrenza offrire un aiuto disinteressato e sano.

La cura del nostro guardaroba e del nostro apparire.

Non si può fermare il treno della vita per la fine di una storia. Bisogna continuare a viaggiare con stupore e gratitudine.

Ecco come ricominciare a vivere dopo la fine di una storia.

 

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2 Commenti

  1. Avatar di Lara

    Lara 2 settimane fa (14 Febbraio 2021 21:12)

    Bellissimo articolo. Non ci sono altezze senza le basi. E col tempo ho capito che le fondamenta più solide sono quelle che derivano dalle nostre esperienze, da quelle più dolorose soprattutto. Lo stupore di riscoprirsi vivi dopo tante lacrime. È impagabile, difficile, straziante. Ma è il treno della vita, come giustamente detto. Non credevo al cielo sereno dopo la tempesta. Non lo vedevo. Ora invece so di aver visto tanti cieli sereni dopo molte tempeste. E ogni volta quel cielo è di un azzurro più bello. Grazie.
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  2. Avatar di Vic

    Vic 1 settimana fa (16 Febbraio 2021 0:18)

    Bell'articolo e confermo che, dopo una storia di melma finita di stramelma e circa un annetto melmoso per disintossicarsi, si possa tornare a respirare, a sorridere, a divertirsi e ad apprezzare le piccole cose. A vivere, insomma. Riguardo l'ambito sentimentale, il problema è che manca la materia prima. E poi chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane, as usual. E quando finalmente ti arriva il pane, solitamente scopri che è muffo oppure sono solo briciole e ti ricordi della citazione di Marilyn per cui "ci hanno fatto donne, non formiche", oppure è talmente duro e secco che va bene solo per le galline. E torna un po' di melmina sotto il naso. E' dura tenersene lontano. Comunque...a una mia amica le sono entrati i ladri in casa e lei sospetta che dietro il fattaccio ci sia il suo ragazzo. Da stasera non ho manco più diritto di lamentarmi. Il mio motto d'ora in poi sarà "schiva la melma".
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