Domande da fare a un ragazzo in chat

domande da fare a un ragazzo in chatPerché è così importante sapere quali sono le domande da fare a un ragazzo in chat? Se non c’è una buona comunicazione non ci può essere una buona relazione e le domande sono i migliori strumenti per inoltrarsi attraverso una conversazione e sostenerla e per avventurarsi alla scoperta dell’altro.

Già lo sapevi, vero?

"Le domande più semplici sono le più profonde, Dove sei nato? Dov’è la tua casa? Dove stai andando? Che cosa stai facendo? Richard Bach"

Se vuoi far crescere una relazione e vuoi farla crescere bene devi porre tante domande a te stessa (essì) e tante domande al tuo partner o all’uomo o al ragazzo che ti piace.

Le domande sono così importanti che all’interno del percorso Come fare innamorare un uomo e tenerselo (clicca sul titolo per vedere subito i video gratuiti e iscriverti gratis e senza impegno), ho dedicato un intero ebook bonus a quali sono le domande giuste da fare a un uomo al quale si è seriamente interessate.

Immaginiamoci poi se si tratta di chat, luogo in cui senza le domande giuste non si può fare molto, giusto?

Già, le chat.

Siamo in un mondo in cui la tecnologia è pervasiva, è entrata di prepotenza nelle nostre vite, in ogni ambito. E come ben sai la tecnologia sta modificando il nostro stile di vita e soprattutto sta cambiando le relazioni e il modo di interagire delle persone tra di loro.

La tecnologia sta cambiando – ogni giorno un po’ e in modo ogni giorno diverso – le relazioni sentimentali. Le chat imperversano: si chatta attraverso i siti di incontri online, si chatta su Facebook, si chatta con Whats’app, si chatta su Skype.

Ci sono rapporti che durano mesi e che sono solo infiniti scambi di parole su chat e nulla più.

Se sai quali sono le domande da fare a un uomo in chat, ti faciliti la vita in questa giungla dove si incontrano tecnologia e relazione. E smetti eventualmente di averne paura.

Puoi imparare a fare selezione e a smascherare i tantissimi marpioni, i seduttori seriali virtuali, i dongiovanni del web, che si costruiscono un harem a colpi di copia e incolla e che senza mai uscire di casa conquistano decine di donne, illudendole che amore, romanticismo e galanteria siano merci a portata di click.

Ma perché le persone usano le chat?

E dando a se stessi l’illusione di valere qualcosa, di essere affascinanti, di avere un impatto sugli altri, di avere potere sulle donne.

Mentre magari si tratta di panzoni con scarsa dimestichezza con l’igiene personale e una moglie con la quale non hanno – da sempre – nulla da spartire.

Perché di certo lo sai bene già di tuo: la tecnologia è diventata uno strumento con il quale molti si nascondono, si mascherano, si fanno passare per quelli che non sono e si sentono autorizzati a essere scorretti o più scorretti di quanto potrebbero essere in carne e ossa.

La tecnologia non rende peggiori o migliori gli esseri umani. Semplicemente amplifica i difetti o le doti di ciascuno.

Se hai a che fare con uno sfigato bugiardo e manipolatore, la chat gli servirà per essere ancora più sfigato e manipolatore.

"Avevo risposte bellissime per le domande che non mi hai fatto. ChiaraNonEsiste, Twitter"

Se hai a che fare con una persona per bene, evoluta e consapevole, attraverso la chat questa persona avrà l’opportunità di amplificare le proprie buone intenzioni e i propri punti forti.

Tieni sempre presente che per definizione il web è il rifugio preferito di chi ha qualcosa – o crede di avere qualcosa – da nascondere, di chi è insicuro di sé e di quello che ha da offrire, di chi ama manipolare, fingere e mentire.

Ecco perché il primo segnale del fatto che una persona sta usando la chat come un’opportunità per entrare in relazione e non come una protezione alle proprie insicurezze e cattive intenzioni è la richiesta di “uscire” dalla chat e incontrarsi nel mondo reale (telefono, Skype, di persona).

Coloro che non si “schiodano” mai dal rapporto in chat stanno nascondendo qualcosa. Da un problema di tipo personale e relazionale a una moglie o fidanzata. A una meravigliosa famiglia felice. Di facciata.

Ti stanno usando e ti stanno succhiando energie.

Devi avere paura delle chat? Ma no di certo. Ti basta autocontrollo, un po’ di sano cinismo e un minimo sindacale di astuzia.

Con queste risorse puoi avventurarti in un mondo affollato di tipi anche molto eccentrici, strani e problematici e di uscirne con maggiore esperienza del mondo, della psicologia maschile e dei meccanismi di relazione tra persone.

Insomma, l’importante è che tu ti spogli dell’atteggiamento da Cappuccetto Rosso e usi la tua intelligenza per difenderti dai tanti idioti che pullulano nelle chat e ti faccia molte genuine e sentite risate rispetto all’immensa inconsistenza dei più.

Se prendi le cose sul serio, non ci siamo. Se prendi le cose sul serio rischi solo di scambiare lucciole per lanterne.

Un esempio su tutti? I marpioni da tastiera che senza nemmeno averti visto, ti dichiarano amore eterno, si dicono estremamente problematizzati e ti fanno confidenze molto intime e importanti.

Ma ti pare?

Sono solo degli idioti. E pericolosi per giunta.

Sono molti, ma il fatto di essere in numerosa compagnia non li giustifica e non li rende meno fastidiosi, anzi.

Domande da fare a un ragazzo in chat: esempi pratici

Se vuoi muoverti agilmente online e usare il web per allargare i tuoi orizzonti, migliorare la tua capacità di metterti in rapporto con gli altri e magari aumentare le tue possibilità di conoscere persone interessanti, senza cadere vittima del dongiovanni di turno e dello stupidotto perditempo che cerca evasione da una vita inconsistente, devi sapere quali domande fare a un ragazzo in chat. O a un uomo.

Parliamoci chiaro. Molte persone – molte donne in particolare – affrontano il web con la stessa invincibile speranza che in fondo al cuore si portano anche nel mondo reale, forse anche con aspettative ancora più alte.

“Da qualche parte nel mondo esiste l’uomo giusto per me. Non l’ho trovato tra i miei amici, tra i colleghi di lavoro e nelle mie frequentazioni abituali” – pensano in molte – “ma sicuramente sarà in qualche posto non tanto lontano da me e il web mi darà una mano per scovarlo.”

Un pensiero del genere è affascinante e magico, vero?

Insomma, le donne portano online lo stesso inguaribile romanticismo che hanno nella vita reale.

Ecco che allora ogni volta che attraverso gli strumenti più diversi entrano in contatto con una nuova conoscenza maschile rivivono la speranza e il desiderio che costui, finalmente, sia la persona giusta.

E desiderio e speranza fanno scattare comportamenti automatici non proprio utili. Nello spazio di un momento la nostra amica che in chat cerca l’uomo giusto vorrebbe sapere tutto di lui e soprattutto le informazioni salienti che farebbero rientrare l’eroe all’altro capo del filo nei panni dell’uomo ideale.

Sarà libero o impegnato? E precisamente: celibe, separato, divorziato, fidanzato? Con figli oppure no? Che mestiere farà? E’ un tipo con un buon curriculum sentimentale oppure no? Lontano o vicino geograficamente? Studia o lavora? E che lavoro fa? Disponibile a una relazione o intristito e prigioniero dei fantasmi del passato?

Mille sono le curiosità che affollano la mente e che vorrebbero immediata soddisfazione.

Pressate dall’ansia di voler sapere quanto prima tutto questo e molto di più, molte donne fin da subito, dai primi scambi, offrono il peggio di sé.

Assumono l’atteggiamento delle indagatrici asfissianti, delle “mammine” apprensive, delle maestrine dalla penna rossa pronte a cogliere il povero scolaretto in fallo…

Credi che gli uomini non colgano questo desiderio di controllo, questa invadenza inopportuna, questa volontà di giudicarli e classificarli, pesarli e valutarli?

La colgono, la colgono, tranquilla.

E ti classificano loro, allora, prendendo anche le contromisure che ritengono opportune.

I “sani” se ne vanno; i disturbati rimangono usando la tua ansia e il tuo bisogno contro di te, per giocare sporchi giochi manipolativi nei tuoi confronti.

Quindi è davvero il caso di cambiare registro e capire quali sono le domande da fare a un ragazzo in chat.

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"La maggioranza dei problemi non deriva dalle risposte che ci diamo ma dalle domande che ci poniamo. G. Nardone"

Intanto partiamo da un presupposto importante. Se usi la domanda diretta: “Sei impegnato?” non solo mostri la tua insicurezza, il tuo bisogno e la tua fretta di arrivare al dunque, ma fai sì che l’interlocutore alzi le proprie difese, ti menta (così, tanto per non sbagliare) e sia diffidente nei tuoi confronti.

Molto meglio usare dei modi e delle domande che rassicurino l’interlocutore e lo rilassino; puoi sapere molto di più su una persona facendogli una domanda che è tutt’altro che diretta e finalizzata.

In questo modo conversare con te diventa più interessante e intrigante e tu non rimani ingabbiata in un ruolo, prigioniera, tu per prima, delle domande che fai.

Ci sono dunque delle domande da fare a un uomo in chat che ti aiutano più di altre a tenere viva la conversazione e a raccogliere informazioni e che al contempo ti permettono da uscire dal cliché trito e ritrito che tutti seguono in chat.

Una domanda che apre a moltissime possibilità è: “Dove sei cresciuto?”

Puoi scoprire caratteristiche inaspettate di una persona facendole domande sulla sua infanzia e sulle sue origini, senza per questo essere indiscreta.

Con la domanda: “Dove sei cresciuto?” puoi venire a sapere di dov’è una persona, dove vive adesso, qual è il suo rapporto con la famiglia, qual è la sua percezione di quanto ha vissuto.

Nello stesso ambito le domande che puoi fare sono: “Come trascorrevi le vacanze da piccolo?” “Qual era il tuo gioco preferito?” “Dove andavi a scuola?”

Queste sono tutte domande che aprono un mondo di dichiarazioni “spontanee” e autentiche da parte dell’altro.

Una sola di queste domande può portare la conversazione avanti su molti temi, dispensandoti dal fare fatica a cercare nuove idee e domande. E allontanando da te l’immagine dell’arpia indagatrice.

L’atteggiamento migliore perché un interlocutore si rilassi e si apra è quello di portare la sua attenzione sugli aspetti piacevoli della vita in generale e della sua vita in particolare.

In questo senso si può usare la tecnica del “Io vado avanti per prima”, cioè di dire qualcosa di sé in attesa che l’altro si esprima sul proprio conto.

Tipo: “Ah, stasera sono proprio contenta. Oggi ho visto un bel film, si intitola così e cosà e mi è piaciuto per questo e quello…” (non andare oltre, poche cose ma chiare). “Tu l’hai visto?”

E poi: “Ti piace andare al cinema/teatro?” (E/o “Ti piacciono le serie tv?” “Quali?” “Ma davvero?! E perché? Che cosa ti ha colpito/non ti è piaciuto/ti ha divertito tanto?” “Ti piace leggere?”

Astieniti dal giudicare, dall’ironizzare sui gusti dell’altro (a meno che sia già stata stabilita una base di confidenza e di “sicurezza” tra voi) e ricordati di dare sempre una risposta dal tuo punto di vista, di modo da instaurare un rapporto paritario e non da “interrogatrice” a “interrogato”.

Tieni presente che se un ragazzo o un uomo si ferma di fronte a domande del genere è perché viene colto da vuoto cosmico: è troppo per lui, che non ha nulla di interessante nella vita. Fattene una ragione e lascia perdere.

Altre domande che aprono le porte della mente e del cuore di una persona (sempre che questa sia dotata di mente e di cuore, il che non è scontato) sono:

Qual è il tuo più bel ricordo di quando eri bambino?”

“La vacanza più bella che hai fatto?”

“A scuola eri più forte in matematica o in italiano?”

Queste domande richiedono risposte che impegnano un pochino l’interlocutore e selezionano in partenza il marpione che copia e incolla come un cottimista alla catena di montaggio della seduzione virtuale.

Far raccontare alle persone la propria storia è una chiave fenomenale per approfondire la conoscenza e l’intimità.

Nel racconto, inevitabilmente e in maniera autentica verranno rilasciate una serie di informazioni collaterali fondamentali.

Oltre che del passato, puoi lasciare che il tuo interlocutore ti racconti del proprio presente.

Lo stereotipo ci insegna che agli uomini interessano lo sport, la tecnologia, le auto.

Vale davvero la pena, in questo caso, attenersi alla credenza dei più, senza fare le anticonformiste.

“Qual è la tua squadra del cuore?” nella maggior parte dei casi apre a una conversazione più ampia e sfaccetata, così come: “Che cosa ti piace fare nel tempo libero?” o, andando un po’ più nello specifico: “Quale è il tuo sport preferito?”

Dalla risposta puoi capire se è uno spettatore soltanto e se pratica. E’ un’informazione importante che ne porta molte altre con sé.

E da lì puoi partire con domande su quale è stata la sua gara o performance preferita, sperimentata in prima persona o vissuta da una tribuna o dalla poltrona.

"Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte lo sono, a volte. Oscar Wilde"

Fai sempre riferimento a che cosa lui gradisce o ama di più e non fare mai domande che alludano o indaghino su dettagli dei risultati che può avere ottenuto o non ottenuto nella sua vita.

In questo modo lo fai sentire importante per quello che è e non per quello che ha fatto e dimostri che con te è in un territorio sicuro. Non è giudicato.

Questo oltre a essere piacevole e garbato ti permette di raccogliere informazioni più vere e utili per valutare e fare selezione.

E’ controintuitivo, ma ottieni molto di più con domande meno precise che non “imputandoti” cocciutamente su una domanda e una risposta diretta.

Rilassati e apri le porte alla conversazione, guidandola.

Non insistere, non tormentare: se lui è evasivo, devia o non risponde alle tue domande non andare oltre. Seguilo per un po’ e semmai lascia perdere.

Alterna alle domande racconti di te che non siano né intimi né personali.

Astieniti da giudizi e valutazioni “assoluti”, non lamentarti, non chiedere attenzioni.

Non fare confidenze personali in chat, non fornire dettagli  (il tuo indirizzo, il tuo numero di telefono, il tuo indirizzo di lavoro) su di te o su persone vicine a te e che conosci.

Non parlare della tua vita sentimentale.

Non inviare foto di te, foto intime di te (che cosa pensi ci faccia un uomo con delle foto di te e delle tue parti intime?), non inviare video in cui ci sei tu. Nulla di tutto ciò.

Le chat non sono il posto migliore nel quale creare relazioni. Possono essere un’opportunità. Tutto dipende da come si usano e da quanto diventi abile con le domande da fare a un ragazzo.

Lasciami le tue opinioni e raccontami le tue esperienze.

Non perderti il percorso Come fare innamorare un uomo e tenerselo (clicca sul titolo per vedere subito i video gratuiti e iscriverti gratis e senza impegno). All’interno c’è un intero ebook bonus con le domande giuste da fare a un uomo al quale sei davvero interessata.

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210 Commenti

  1. Avatar di Eugeniac

    Eugeniac 7 mesi fa (29 Dicembre 2018 14:54)

    Ragazze,secondo me questi individui li dovete scaricare assolutamente prima possibile. troppo facile da dietro uno schermo...forza
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  2. Avatar di Giusy

    Giusy 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 1:16)

    Cara Ilaria, ultimamente ho avuto modo di mettere in pratica i tuoi consigli riguardo alle conoscenze in chat. Non ero mai stata in una chat prima e ho voluto provare. Ho parlato con diversi uomini e tutti hanno finito per degenerare, tranne uno. Con lui la conversazione è stata piacevole da subito. Ci siamo cercati in chat spesso. Mi ha parlato della sua situazione con la moglie, separato in casa....dice di non avere la possibilità economica per andare via, hanno due figli. Mi ha chiesto di uscire dalla chat e sentirci al telefono. Non ero sicura di volerlo fare. Da una parte volevo sapere chi fosse davvero la persona con cui mi trovavo così bene a parlare, dall'altra mi sentivo bloccata dalla sua situazione familiare. Non mi ha fatto pressioni, mi ha lasciato il suo numero e per un po' abbiamo continuato a cercarci in chat. Avendo il suo numero ho potuto vedere la sua foto del profilo Whatsapp e ci ho messo un po' ma alla fine sono uscita dalla chat e l'ho contattato. Ora ci sentiamo e ci piace conoscerci. La mia ultima storia è finita due anni fa. Io ho cambiato città, ho trovato un buon lavoro e mi sono, a fatica, cucita addosso una corazza. Ora, all'improvviso, mi sento vulnerabile ed ho paura!
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 11:33)

      Gli uomini separati in casa sono peggio di quelli felicemente sposati. Giusy, non credere alle facili illusioni e alle due facili gentilezze del primo che capita.
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      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Giusy

      Giusy 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 14:42)

      Grazie Ilaria per aver letto! Le parole che mi hai scritto sono quelle che mi ripeto. Per ora ci sentiamo solo. Siamo lontani ma da quando lo sento è più vicino di quanto lo fosse il mio ex. Sono entrata in quella chat con la certezza che non sarei andata oltre e non voglio illudermi, spero solo di non mettermi nei guai.
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 11:41)

      Anche il mio ex era separato in casa (con me) con due figli e non aveva la possibilità di andarsene, fino a che non ha trovato un'altra :D Per la gioia di entrambe, mi auguro.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 12:00)

      AnnaV, per favore, rispiegati, perché questo tuo commento, se non ci coglie il tuo tipico cinismo è terribilmente ambiguo. Su, aggiungi un bel chiarimento.
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 13:39)

      :D Se vogliono trovare il modo di andarsene, lo fanno. Nel mio caso, ho il sospetto che senza coinquilina - ovvero con le sue sole finanze - non lo avrebbe fatto mai. La cosa, a chi non è mai stato sposato e non ha figli, può anche sembrare normale, ma il problema è che uno separato/divorziato con due figli non autosufficiente economicamente (e ci può stare, non è una colpa) non lo diventerà mai, perché anche andarsene, ma i figli restano e resta l'obbligo di mantenerli. Quindi: o mentono, o stanno veramente alla canna del gas.
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  3. Avatar di Giusy

    Giusy 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 14:50)

    Ciao AnnaV, io non sono sposata e non ho figli, ma posso capire quanto possa essere complicata una situazione del genere, è la prima cosa a cui ho pensato ed è di questo che ho paura. Io non voglio portare via l'uomo a nessuna, tantomeno ai suoi figli. Lui è molto legato ai suoi figli, da quello che mi dice è un padre più che presente, fa tutto per loro. Me ne ha parlato subito e continua a farlo. Sembra sincero...spero di non sbagliarmi!
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 15:05)

      Ciao Giusy, l'attenzione qui non è da porre su quanto sia complicato avere una moglie (che forse non si ama più e forse si intende davvero lasciare) o dei figli. Non dimentichiamoci mai che ci sono migliaia di persone che si separano e si rifanno una vita creando meno problemi possibili a ex coniugi e figli. Perché, sì, benché moltissimi passino il proprio tempo a rovinare la vita alle ex e agli ex e ai propri figli (strumentalizzati in modi infiniti), molti altri riescono a comportarsi civilmente. L'attenzione qui va posta sull'opacità della situazione che stai vivendo, davvero molto comune e davvero poco, ma davvero poco promettente. Il fatto che lui dice di essere molto legato ai figli e più che presente e che fa tutto per loro non è certo un buon segnale. Come mai molti uomini si sentono in dovere di specificare questo? Non è normale, sottinteso, scontato (anche per un padre, ohibò) essere molto legato ai suoi figli, essere più che presente (e dove deve stare un padre, santo cielo?) e fare tutto per loro (oddio, non esageriamo, per i figli basta fare il sufficiente, non è il caso di martirizzarsi). Il suo parlare dei figli in quel modo puzza di bruciato lontano un miglio, di manipolazione e di strumentalizzazione. A un soggetto del genere (uguale a milioni di lavativi in giro per il mondo, uno stereotipo, una macchietta), bisogna semplicemente avere le scatole di dire: "Sì tesoro, sei bellissimo, bravissimo e adorabile e io ti credo incondizionatamente. Torna da me quando hai sistemato i tuoi pasticci: vai dall'avvocato, davanti al giudice, firma le carte e trovati una casa dove vivere da solo e accogliere e occuparti dei tuoi figli al meglio, secondo quanto accordato con tua moglie e compagnia cantante." Perché nella vita bisogna imparare non solo a fare le pentole, ma anche i coperchi. Si chiama responsabilità. Tutto il resto sono chiacchiere. Il fatto è che Giusy, non ho l'impressione che tu abbia voglia di darti valore, trovare una situazione sana e proteggerti.
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 16:52)

      Concordo (con quel che dice Ilaria). Io a un certo punto ero separata in casa anche legalmente, quindi non posso dire che la persona subentrata sia stata la causa della fine del matrimonio. Ma non è questo il punto. Il punto è che se e quando uno se ne vuole andare, trova il modo di andarsene; e non deve mettere in mezzo altre persone. O se ha deciso di non farlo, non mette in mezzo altre persone, anche se è infelice, Non è da persone perbene. Ma a quale scopo ti metti online da disperato, se non per trovare una da coinvolgere nella tua disperazione e nella tua incapacità di porre mano alla cosa? Sempre che non siano bugie: ti sembra un comportamento da persona responsabile di sé in primo luogo e degli altri? Il modo migliore per sfrondare il tutto è metterlo di fronte alle sue responsabilità (A latere: i siti di incontri sono pieni di persone sposate e sposatissime, uomini e donne).
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    • Avatar di Giusy

      Giusy 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 17:36)

      AnnaV, grazie per il tuo commento. Sono qui per confrontarmi e capire meglio, le esperienze altrui possono aiutarmi. Quando l'ho incontrato in chat, nelle prime battute mi ha detto che era lì per solitudine. Con la moglie si parlano solo per organizzare la casa e i figli. Io non l'ho presa come una cosa brutta e da lì abbiamo continuato a parlare. Forse dovrei rimettermi la corazza...
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 17:50)

      Non si tratta di "mettersi la corazza" più semplicemente di assumere un atteggiamento critico, cinico e anche ironico. Per essere realisti. Un uomo vuole cambiare vita? Ripeto, se vuole non è impossibile, nemmeno difficile. Però prima facciamogli dimostrare che ha voglia di darsi da fare, poi prendiamolo in considerazione, magari, forse, chissà. E' utile fare come suggerisco in questo recente articolo: https://www.lapersonagiusta.com/capire-gli-uomini/come-riconoscere-un-uomo-sbagliato/ Inoltre Giusy, già in altre occasioni ho messo sull'avviso e nel percorso "Come fare innamorare un uomo e tenerselo" l'ho spiegato bene, che bisogna evitare i cacciatori di torte, i cosiddetti "pie hunter", coloro che si "buttano" su prede facili, donne fragili, in difficoltà, insicure, magari recentemente separate. Lui - come alla fine tutti - si è rivelato per quello che è: uno in cerca di sollievo e di compagnia in un momento di solitudine. Anche se fosse così, non sarebbe affatto positivo, significa che ha dei vuoti da colmare. E chi sei tu? Il suo tappabuchi?
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    • Avatar di Giusy

      Giusy 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 18:25)

      Ho letto l'articolo che mi hai suggerito. Messaggio ricevuto!
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    • Avatar di Giusy

      Giusy 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 16:58)

      Cara Ilaria, farò tesoro delle tue parole. Grazie ancora.
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    • Avatar di Giusy

      Giusy 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 17:29)

      Ilaria, c'è un altro particolare sul quale mi piacerebbe avere un tuo parere. Qlc giorno fa mi ha fatto vedere le foto dei figli, la cosa mi ha intenerita ma anche sorpreso....io non l'avrei fatto.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 17:44)

      Non dimentichiamoci mai che oltre uno strumento i figli sono uno status symbol, un modo per vantarsi, per rendersi interessanti.
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 19:36)

      Un po' di decenni fa molte coppie mettevano al mondo 7, 8, 10 figli per ostentare un benessere molto spesso inesistente. Oggi è molto difficile trovare in giro famiglie numerose, ma lo status symbol evidentemente permane.
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (16 Febbraio 2019 7:26)

      Tanti figli venivano messi al mondo perché le donne non avevano libertà sessuale e non avevano disponibilità di metodi anticoncezionali (avversati peraltro da santa madre chiesa). Ricordo un aneddoto raccontato da Iva Zanicchi sulla propria nonna: si avvicinava al marito chiedendo se “avesse bisogno”. Tanti figli venivano messi al mondo perché nei contesti rurali (che all’epoca superavano i contesti cittadini) c’era bisogno di braccia e presenze per fare lavori fisicamente pesanti (mio padre portava le mucche al pascolo prima del sorgere del sole e poi andava a scuola a studiare, tornava, faceva i compiti e andava a riprendere le mucche per portarle in stalla e così l’indomani). A 50 anni si era già anziani e si camminava con la schiena piegata. A volte non ci rendiamo conto del contesto sfacciatamente fortunato in cui viviamo, pur con tutte le gravi pecche e le dilaganti alienazioni sociali, e gettiamo via importantissime conquiste buttandoci con il primo pirla che capita, infangando noi stesse (ma anche la memoria delle nostre nonne).
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (16 Febbraio 2019 12:29)

      Sì, certo, il discorso è molto ampio e ci sarebbero tanti aspetti da esaminare. Ma è anche vero che le condizioni economiche di una famiglia si misurano con la possibilità di sfamare un maggior numero di "bocche". È chiaro che l'assetto socioeconomico di allora era molto diverso da quello attuale.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (16 Febbraio 2019 12:46)

      No, Emilia, non un tempo. Un tempo i figli nascevano perché non si poteva fare altrimenti; si accettavano perché morivano come le mosche di inverno e si accoglievano perché producevano. Diventavano autonomi molto prima e benché, in modi diversi, su questo concordo, fossero indicatori di benessere e di ricchezza, mancava su di loro totalmente orrida proiezione narcisistica e la retorica morbosa paternità/maternità che c'è oggi. Concordo su quanto dice FrancescaF sul contesto sfacciatamente fortunato in cui viviamo. E' un concetto che, in modo diverso, faccio presente spesso anch'io.
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (16 Febbraio 2019 13:02)

      Ciao Ilaria, in che senso "non un tempo"? Non ho capito questo passaggio... Comunque sono d'accordo sulla proiezione narcisistica e la retorica morbosa che hai citato. Il mio primo commento sul numero elevato di figli verteva proprio su questo punto, sul concetto di status symbol dei nostri nonni e sul tipo di status symbol maturato nell'evo attuale.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (16 Febbraio 2019 13:14)

      "Ma è anche vero che le condizioni economiche di una famiglia si misurano con la possibilità di sfamare un maggior numero di “bocche”." ho risposto a questa tua frase dicendo: "Non un tempo", cioè intendendo: "non una volta, non nel passato". E comunque la prolificità delle famiglie legata al benessere non è così sistematica: sebbene la tendenza stia cambiando, le famiglie più prolifiche sono ancora spesso quelle delle classi sociali più basse, quelle meno quelle della classe media. Si parla di "bombe demografiche" per definire l'eccessiva crescita di popolazione in certe aree e in certi stati del mondo, di diversa cultura rispetto alla nostra e viene rimarcato che benché vengano compiute azioni di educazione alla procreazione responsabile, molti tendono ad avere figli perché, vivendo in condizioni di indigenza, si aspettano che i figli si occupino della loro vecchiaia. Credo che stiamo davvero andando fuori tema. Il punto focale qui è che che nel nostro mondo molto spesso i figli vengono strumentalizzati, da madri e da padri, per una serie di motivazioni perverse e paragoni con altri tempi e altri luoghi non c'entrano niente.
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (16 Febbraio 2019 13:34)

      Adesso ho capito, grazie per il chiarimento. Anch'io credo che stiamo andando fuori tema. Nel mio primo commento ho fatto un collegamento un po' troppo audace per quanto riguarda lo status symbol volendo mettere in risalto come un tempo venivano strumentalizzati i figli e come invece si tende a strumentalizzarli nell'epoca che stiamo vivendo. Mi scuso per l'Off Topic che ha generato altri commenti fuori tema.
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    • Avatar di Carla

      Carla 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 18:24)

      Scappa
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 19:12)

      Ciao Giusy! In te vedo tanto un mio comportamento di anni fa che è anche poi ciò di cui Ilaria parla nell’articolo. “E se fosse quello giusto e comportandomi così mi giocassi una possibilità?” e subito dopo, contraddicendomi: “No no, cosa sto pensando? Mi rimetto la corazza così resto protetta e non rischio di mettermi in alcuna situazione che potrebbe nuocermi”. Due comportamenti estremi, diciamo così, e poco utili. Da questo scappa, come qui ti viene suggerito, ma non metterti la corazza. Dispiega le ali, piuttosto. Usa questo momento per valutare il tuo desiderio di incontrare qualcuno, ma non fermarti al primo “qualcuno”, scopri meglio questo tuo desiderio, insomma relazionati con te stessa e fai esercizi di volo. Fatti, chessò, un bel viaggetto da sola in una città che ami, tornerai rigenerata.
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    • Avatar di marie

      marie 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 19:20)

      Giusy, ha ragione Ilaria e hanno ragione le altre. Lo sai già anche tu, ma te lo ripeto anch'io. E lo ripeto per esperienza diretta - dopo essermici sfracellata in una situazione simile. L'immagine dei figli non è solo un modo per vantarsi, ma anche per testare come reagisci e capire quando/come usare l'asticella inarrivabile della "priorità ai figli" (contro cui non potrai dire nulla), appena appena comincerai a dare segni di insofferenza o a chiedere maggiore chiarezza. Dalla descrizione che hai fatto. ha già preparato tutti i meccanismi di fuga/attacco/riaggancio che questi tizi usano in queste situazioni. E poi te l'ha detto, era in chat perché era solo, vive da separato in casa (ma immagino non abbia mai fatto nemmeno mezzo passo per separarsi davvero, legalmente - o sbaglio?) ma non può andare via per motivi economici. Fosse vero (aah aahah), domanda: ma uno che non riesce a fare nulla nemmeno per stare bene lui stesso, che non fa mezzo passo per ricominciare a vivere come vuole concretamente ma cerca solo consolazioni/compensazioni/fughe virtuali, uno così pensi che possa pensare anche solo un po' al tuo di bene? No. Perché fosse anche ben intenzionato (aah ahaha), non ha risorse interiori, materiali, psicologiche per permettere a te di stare bene e evitare di renderti la vita un inferno. Digli che torni quando ha risolto tutto, e tu intanto prenditi cura di te e cerca un compagno vero, che raddoppi il bene che ti vuoi, non te lo succhi come questo millantatore. Un abbraccio!
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    • Avatar di Giusy

      Giusy 5 mesi fa (15 Febbraio 2019 23:59)

      Voglio ringraziare tutte voi per i commenti, le testimonianze e i suggerimenti! Mi piace il confronto e questo blog è davvero un bel posto dove confrontarsi. Marie, lui dice che si erano separati legalmente ma lei è ritornata prima del divorzio. Ci hanno riprovato ma lei ha continuato a prenderlo e a mollarlo, fino all'attuale situazione di separati in casa perché le finanze non permettono diversamente in questo momento. In ogni caso quello che dici non fa una piega! FrancescaF, bel suggerimento il viaggetto da sola! Un abbraccio a tutte.
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (16 Febbraio 2019 7:20)

      Ciao Giusy, condivido tutto quello che ha suggerito marie e anche le altre lettrici ti hanno dato consigli utili. Magari quei figli non sono nemmeno reali, non possiamo sapere fin dove si spingono certe persone che cercano stimoli e distrazioni in chat. E, in ogni caso, non dovrebbe interessare approfondire perché i presupposti lo impediscono. Non sprecare il tuo tempo dietro a un soggetto come questo... La compassione che riescono a suscitare è cattiva consigliera.
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    • Avatar di London

      London 5 mesi fa (16 Febbraio 2019 15:07)

      Grande Ilaria, "torna da me quando hai sistemato i tuoi pasticci" sarebbere da imprimere nel cervello di ogni donna che inizia a relazionarsi con un uomo "separato in casa", che poi i più, separati non sono...lo vogliono far credere alla pirla di turno. Se si seguisse questa linea ci sarebbero meno storie disfunzionali e meno crisi da "non lascia la moglie perché...ha paura, non se lo può permettere, lo fa per i bambini..." e intanto corna a destra e sinistra!
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 5 mesi fa (16 Febbraio 2019 22:26)

      Verissimo. E va detto a tutti i problematici, in generale (mi pare ci sia un post, sui problematici). L’ultimo caso: dopo sei mesi, io qualche ulteriore passetto in avanti con la mia vita e i miei molteplici casini, lui zero: ciao. Va detto che senza di lui forse alcuni passi in avanti non li avrei fatti, ma ci vuole tanta ma tanta centratura. Tantissima. L’avessi, farei la guru. :)
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  4. Avatar di Daniela

    Daniela 1 settimana fa (10 Luglio 2019 22:59)

    E quando dal niente su wapp ti arriva un messaggio da un numero sconosciuto con una foto di vecchi conoscenti, chiedendoti chi era piu simpatico dei tre ? Chi scrive è uno che viene in studio dove lavoro. Gli altri conoscenti. Ma la domanda è, come fanno questi poveri a trovare il tuo numero? In piu chiede di poterti telefonare ....cosi, dal niente. Mah ...e nel profilo foto della famiglia, credo moglie e tre figli ...meglio non rispondere o mandare a cagare palesemente?
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