Vorrei essere brava in qualcosa ma non credo di farcela (una guida solo per donne intelligenti, astenersi perditempo)

vorrei essere brava in qualcosaVorrei essere brava in qualcosa ma non credo nelle mie capacità e non so nemmeno in che cosa potrei essere brava.

Non so nemmeno che cosa mi interessa e che cosa mi piace.

Quante volte hai pensato questo di te?

Una volta o due almeno nella vita l’abbiamo pensato tutti.

Tutti, magari a causa di un fallimento, abbiamo pensato di essere dei falliti.

Anche andando fuori tema, eh!

Per esempio, un classico sono le separazioni e i divorzi.

Li hanno inventati apposta.

Uno dei tanti dis-agi della civiltà.

Il giudice impietoso

Un tipo o una tipa si separa o divorzia, cioè è fallito il suo matrimonio, o, meglio, è finito, e si sente un fallito lui o una fallita lei.

Ma non solo nelle relazioni, ma proprio su tutto.

A 360 gradi come si dice.

Fallisce il matrimonio e ti senti un fallito come uomo, come amante, come padre, come figlio, come fratello, come amico, come lavoratore, come sportivo.

L’unica cosa in cui diventi un campione in questo caso è pagare le parcelle dell’avvocato.

Vale per uomini e per donne, eh!

La logica ci dice che semmai hai fallito solo nel matrimonio, il matrimonio è fallito o il matrimonio è un fallimento. O, appunto, si è concluso.

Perché tutto nella vita ha una fine. Tutto. Prima o  poi. O poi o prima.

La bravura e il fallimento: non possono andare d’accordo?

Certa sapienza connessa a certa altra saggezza, ci dice che la fine di un matrimonio potrebbe essere l’inizio di una vita, la nascita di una possibilità, la salvezza.

La maturità di una consapevolezza, purtroppo ma non irrimediabilmente tardiva.

Perfino, oso dire, con cognizione ampia di causa, la fine di un matrimonio può essere un trionfo persona.

La resurrezione.

Metafora che amo moltissimo, come molti sanno, quella di resurrezione dopo l’allontanamento da una persona sbagliata.

"“Campioni del mondo! Campioni del mondo!”"

E invece no, si fa un errore nella vita e ci si considera errori della vita.

Che sciocchezza sconfinata!

Capita anche quando righi la macchina uscendo dal cancello: hai rigato la macchina, sei una fallita.

Punto.

Quanta empietà c’è in un atteggiamento del genere.

Se siamo giudici così severi con noi stessi, immaginiamoci con gli altri.

Essere giudici senza pietà in mondo imperfetto è una dannazione.

Che vita di melma infatti. Come si fa a stare bene, dài?

La maestra cattiva e sadica

Oltre a quelli che si sentono dei falliti occasionali, a tempo determinato, precari, ci sono quelli che si sentono dei falliti a tempo indeterminato, in ruolo permanente effettivo.

Loro manco devono fare il concorso statale. Il posto di falliti ce l’hanno di diritto.

Loro  pensano sempre e da sempre di non essere bravi in niente e di non meritarsi niente.

Tanto più se “non hanno trovato ancora la loro strada” e nemmeno la loro direzione.

"Nord Sud Ovest Est e forse quel che cerco neanche c’è "

Anzi, spesso coloro che si sentono dei buoni a nulla non hanno nemmeno trovato se stessi.

Sono così stramaledettamente concentrati nel sentirsi delle melmine che non hanno modo né di cercarsi né di trovarsi.

Uff…

"Essere o non essere questo è il dilemma. Amleto in Amleto di W. Shakespeare"

E a furia di non sapere nulla di sé e nemmeno di quel che si vuole e di cui si è capaci, si continua a brancolare nel buio sentendosi sempre più delle nullità.

Ripetendoselo di continuo come una maestra inadatta al suo ruolo e disturbata emotivamente, che si accanisce sull’allievo fragile e magari non abbiente…

Quanto di noi sono maestri cattivi oltre che giudici severi con se stessi?

Insomma in fondo al nulla, c’è il nulla.

Non è un circolo vizioso, è un pozzo profondo del quale non si vede la fine e dal quale è impossibile risalire.

Si resta là giù nel buio e nella solitudine.

Evviva l’ottimismo.

Del resto le persone concrete dicono che i pensieri positivi non servono a niente.

Sono cose buone solo per sempliciotti creduloni.

I pensieri negativi invece notoriamente danno risultati strabilianti.

Molto bene.

Come diventare brave in quello che ci piace e ci fa bene.

E’ possibile diventare brave in qualcosa? In qualcosa che magari ci appassiona, ci fa bene e addirittura ci è utile?

Per esempio in qualcosa di più attraente che la gara di rutti, di più sano che il numero di salamelle ingurgitate alla sagra di paese o delle scommesse sulle corse (clandestine) di cavalli?

A essere sincere ho citato passioni tipicamente maschili, tutte abbastanza trucide, anche se non totalmente.

Interessante che siano soprattutto gli uomini quelli più inclini a passioni demenziali oltre che ad attività criminali.

Lo dicono le statistiche, non lo dico io.

Ma restiamo in tema. Tanto ho reso l’idea.

Perché può essere interessante diventare brave in qualcosa di variamente utile e gratificante?

Perché raggiungere obiettivi di valore per te aumenta la tua autostima e alimenta un circolo virtuoso di appagamento e di propensione all’azione.

E l’azione permette di raggiungere nuovi obiettivi di valore e così procedendo facilita nel perfezionare una routine esistenziale positiva e creativa.

Avere degli obiettivi riempie di senso la nostra vita e anche la nostra anima, dando direzione e significato agli anni che abbiamo il privilegio di vivere su questa terra.

In sintesi, se ti senti brava in qualcosa e ti ci dedichi, smetti di sentirti vuota, triste e sola e ti senti piena, appagata e parte di questo mondo.

Provare per credere.

Sai di che cosa sei capace?

Sono certa, certissimamente certa, che molte donne starebbero di gran lunga meglio se avessero assorbito dalla cultura che le circonda il concetto che per vivere bene bisogna attivarsi, darsi da fare, creare ed esprimere creatività.

In proprio.

In autonomia.

In indipendenza.

E non buttare tutto quello di cui sopra – la potente forza creativa e realizzativa che abbiamo – in attesa di un uomo o per la manutenzione snervante  della coppia e della famiglia.

O di un partner cretinetti.

C’è un di più.

Se le donne sapessero davvero che cosa sono capaci di fare e lo facessero, tre quarti degli ostacoli che trovano sulla loro strada in quanto donne scomparirebbero.

Nel campo professionale, in quello della famiglia di origine, della realizzazione personale, della salute e del benessere.

E quando parlo di salute intendo salute, proprio.

Vedi dove la metteremmo la psicosomatica. Altroché.

E gli integratori. L’agopuntura, la meditazione e la respirazione addominale. E lo yoga.

Tutte cose che ho praticato.

In alcune sono persino perseverante. Continuo a praticarle. Quindi posso permettere di ironizzarci sopra.

Le gare di rutti non le faccio, ma ci ironizzo sopra. E come si fa, dài?

Inoltre il carisma, il fascino, la personalità di ciascuna aumenterebbero in modo esponenziale.

Facendo di colpo sparire tutti i cretinetti dalla Terra e anche dalle stazioni spaziali.

Soprattutto facendo sparire quella orrenda bestia che è la dipendenza affettiva.

Perché la dipendenza affettiva, nessuno me lo toglie dalla testa, è frutto di quel sentirsi una nullità, quel messaggio instillato per secoli nella mente delle donne, considerate inferiori e incapaci a provvedere a se stesse.

È tosto l’articolo di oggi, vero?

Che cosa serve per diventare brave in autonomia e in indipendenza?

Intendo specificare il fatto che non è che nessuna ce la fa a essere brava in quello che le piace e che la gratifica.

In molte ce la fanno.

Moltissime donne poi ce la fanno a essere bravissime in quello di cui non gliene frega niente.

Molte lettrici del blog e miei clienti appartengono a questa categoria.

Molte altre hanno ancora bisogno di dare una sistematina alle loro convinzioni sull’essere donne e sull’essere donne come sono, individui unici e irripetibili, con grandi capacità ignote anche a loro stesse.

Perché quando una si considera una melmina a prescindere come fa a coltivare le proprie capacità?

(Nota: anche gli uomini soffrono della sindrome dell’essere buoni a nulla, ma come sempre in numero inferiore alle donne e hanno un archivio di auto narrazioni che negano la realtà e che sotto sotto li fanno sentire sempre vincenti).

Faccio una dichiarazione dall’alto degli oltre miei 53 anni di vita e di quasi 36 anni di lavoro e di lavori diversi, in diverse città, in diverse nazioni, in diverse realtà.

Dalla multinazionale a me sola.

Da realtà di volontariato o “pro bono” come si dice – ne ho fatte e ne faccio una marea – alla frequentazione di realtà moderne e antiche.

C’è la melma ma ci sono i diamanti e tu potresti essere un diamante

Ho passato aspirapolveri in uffici dove sedevano persone indegne anche di buttarmi la differenziata, ho steso e sono stata responsabile di budget milionari.

Ho avuto capi e conosciuto capi con la testa vuota come un vaso di Venini appena soffiato e privi di qualsiasi umanità. Ma questo credo sia capitato a tutti,

Ricordo un alto dirigente che era perennemente ubriaco e che faceva battute sessiste indegne in pubblico e in privato con il benestare dei suoi colleghi e dei suoi superiori.

Tra le risate e le ridacchiate dei suoi pari che gli si mostravano amici.

E questo non in un’azienducola qualunque, ma in una multinazionale famosa nel mondo per diffondere “cultura”.

Nulla mi stupisce. Ho conosciuto amministratori delegati frustrati sbavare dietro una segretaria bionda senza particolare fascino o direttori generali pieni di invidia e di risentimento anche nei confronti dei sottoposti fare avance nemmeno tanto velate alle giovani stagiste.

Situazioni vomitose. Poveretti.

Ho avuto una capa, protetta dall’alto e raccomandata, non solo incapace di fare l’”o” con il bicchiere, ma totalmente incapace a gestire la propria emotività e facile a offrirsi sessualmente a colleghi a lei subordinati.

Persona priva di umanità e di sicurezza. Vittima di se stessa, in continua ricerca di vittime. Poveretta.

Insomma ho visto cose 😊

Ma non è di queste misere miserie e meschine meschinità di cui voglio parlare, sono fin troppo note e consuete per farne motivo di discussione.

Il brillante che aspetta di essere lavorato

Voglio parlare delle tante realtà che ho finora sperimentato e in cui ho potuto osservare l’ingegno umano positivamente all’opera.

Penso alla bottega di falegnameria di mio nonno, dove ogni tanto mi è capitato di girare, nel fragore insopportabile delle macchine e galleggiando nella segatura sempre sospesa nell’aria o, all’opposto, a corsi di formazione aziendali di importanti e blasonate università.

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Ho frequentato scuole di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola materna, dato che i nidi ai miei tempi non esistevano e il nostro nido era la casa della mia nonna materna.

Ho sperimentato ritiri spirituali buddhisti di diversi orientamenti e chi un po’ conosce queste pratiche (parlo di roba seria, non ciarlataneria), sa bene che si viene sfidati ben oltre la propria zona di comfort, spesso a propria insaputa.

In sintesi ho avuto qualche genere di esperienza con le persone, perché 53 anni, alla faccia di chi pensa che siano tanti, mi hanno concesso di “sperimentare” la vita in lungo e in largo.

E di questo sono grata al destino che non sempre è stato generoso di soddisfazioni, ma sempre di novità.

E questo 2020 è stato ben prodigo anche lui nel regalarmi esperienze inedite. A me e a tutti noi. Mai viste. In senso reale.

Ah, aspetta. Faccio anche coaching individuale alle persone, è il mio mestiere, aiutare le persone a sbocciare, a fiorire, a dare il meglio di sé.

Ebbene in 53 anni di vita sono stati infiniti e continuano a esserlo i momenti in cui resto ammirata, stupefatta e meravigliata da quello l’intelligenza e i talenti umani riescono a realizzare.

Nonostante il dirigente ubriacone e la dirigente affamata di sesso e di attenzione e i molti  altri come loro.

Ho incontrato persone che a stento riescono a salutarti per la timidezza e a tenere una semplice conversazione sul meteo, capaci però di scrivere in cinque minuti, senza nessuna preparazione pregressa, la prima pagina di un racconto inedito, personale e ricco di ispirazione, pieno di creatività e suspense.

Ho conosciuto donne e uomini all’apparenza “dimessi” e “introversi”, trasformarsi in leader autorevoli, comprensivi ed efficaci quando messi a capo di una squadra improvvisata per una simulazione formativa.

Ho avuto a che fare con persone che si sono sempre dedicate a contabilità e numeri, partecipare a brainstorming creativi stupefacenti che hanno prodotto idee prodigiose.

Posso dire che mai, mai, ma proprio mai, nelle molteplici esperienze che ho attraversato ai quattro angoli della terra, non sia rimasta impressionata dal potenziale delle persone più diverse che diventa concreto e genera qualcosa di tangibile e positivo.

Non basta. Conosco e ho conosciuto persone dotate di “diverse abilità” dimostrare in alcuni ambiti capacità fuori dagli standard più elevati e punti di forza che i “normali” nemmeno si sognano.

Non è retorica o buonismo o politicamente corretto.

Non siamo onnipotenti, ma siamo potenti

Non sono affezionata a nessuno di questi atteggiamenti, ma il termine contemporaneo partorito evidentemente da una sciocca pudicizia “diversamente abile” è uno di quelli che considero più azzeccati.

Del resto la storia e la vita quotidiana ci presentano di continuo vicende di persone che non essendo nella “norma”, con la loro diversità scoprono, mostrano e insegnano nuove abilità.

Chiunque osservi il mondo con occhio intelligente e capace di analisi acuta e i veri scienziati ben lo sanno.

La mia nonna paterna, che io ricordo solo ormai completamente cieca (perse del tutto la vista quando io avevo pochi mesi) adottare tecniche tutte sue per entrare in contatto con noi ed essere autonoma e che quando andavo a trovarla sapeva riconoscermi e distinguermi dai miei cugini, molto vicini per età e quindi per statura e corporatura, solo sfiorandomi la mano.

Si alzava dal divano dove di solito stava seduta, percorreva con sicurezza la cucina, apriva uno degli armadietti della credenza e mi dava i Kinder.

Era lei a prendermi per mano e guidarmi.

Io non mi capacito ancora, dopo decenni, di quella disinvoltura che a me incantava.

E capivo che lei naturalmente e spontaneamente adottava strategie efficaci che altri, vedenti, non sarebbero stati in grado di adottare allo stesso modo.

Ho in mente una mia amica australiana, priva dalla nascita della parte di un braccio dal gomito in giù, grande viaggiatrice in solitaria, autonoma in tutto e per tutto.

È imprenditrice e tra l’altro alleva bestiame

Vi sono cosiddette “malattie” come l’autismo o altre malattie rare che si accompagnano a doti superiori in alcuni campi come ad esempio quello della matematica, dell’arte e della musica.

Vi sono delle ragioni evolutive e biologiche? Probabilmente…

Sappiamo di persone che nel corso della vita hanno dovuto subire riduzioni della propria integrità biologica (pensiamo ad alcuni atleti paralimpici che hanno avuto incidenti perdendo arti o udito o vista), alle quali hanno supplito con il cambiamento di abitudini, l’allenamento, l’adattamento.

L’applicazione di strategie ad hoc, come mia nonna.

Ormai molte di queste persone “diversamente abili” sono diventate note per le loro abilità e i loro talenti fuori del comune e sperabilmente si sta rovesciando il deprecabile concetto che considera un “animale da circo” chi non è “uguale” (a chi? A che cosa? A che titolo? In che cosa?) e uniforme (a chi? A che cosa? A che titolo? In che cosa?).

Voglio fare presente che questo non è il solito discorso del “tu puoi tutto”.

Noi, tutti, possiamo molto, abbiamo tutta la vita per occuparcene e non è mai troppo tardi per incominciare.

Questo è un ragionamento semplice e non banale di come funziona la natura in generale e la nostra natura in particolare.

Poi potrei elencare la lista infinita delle meraviglie realizzate dagli uomini, spesso sconosciuti (i famosi scalpellini del Duomo di Milano, i miei cari amici senza nome), spesso privi di molti mezzi fondamentali a realizzare quello che comunque hanno realizzato.

Sei mai stata dentro e sopra la cupola del Brunelleschi a Firenze?

Hai letto il quarto libro dell’Eneide? Ahimé, il mio preferito, fa un baffo a Karenina e Bovary

Sei stata ai Musei Vaticani?

Hai mai ascoltato “Wonderful Tonight” di Eric Clapton, traducendo le parole?

"Mi sento magnificamente perché vedo la luce dell’amore nei tuoi occhi. E la più grande meraviglia di tutto questo. È che tu proprio non ti accorgi di quanto io ti ami"

Ecco, per dire.

Forse non te ne stai accorgendo, ma ti sto manipolando, ti sto dicendo in modo subliminale che sei brava in molte cose.

Non può che essere così.

Se qualcosa di quello che ho scritto ti ha fatto sospirare, alzare il sopracciglio, sentire un desiderio di scoperte alte come montagne o un malinconico rimpianto per la nostra piccolezza di umani al confronto dell’enormità e meraviglia della vita, significa che sei brava in molte cose.

Solo che non lo sai ancora.

Può essere interessante scoprirlo, tutto sommato.

Per esempio tra le pochissime cose grandiose che io ho citato quale ti incuriosisce e ti piace di più?

Quale conosci meglio?

E se non ne conosci qualcuna o nessuna, quale ti piacerebbe conoscere meglio?

Ce n’è qualche altra che io non ho citato? (Di sicuro c’è).

Il cambiamento è parte della vita, il miglioramento dipende da noi

Lo sai che un quadro, un panorama, un vaso, un fiore, la pagina di un libro, un pezzo musicale, un balletto sono meglio di cento psicanalisti mediamente preparati?

E poi se tu trovassi uno psicanalista mediamente preparato ti direbbe proprio di lasciare perdere ogni ragionamento e di ascoltare il tuo inconscio e trovare la tua direzione da sola.

Perché è così che deve accadere.

Il fatto è che devi essere convinta, fortissimamente convinta, che da sola ce la puoi fare.

E per “da sola” non intendo in isolamento ed emarginata, ma ispirandoti a chi ti è intorno e a che cosa ti è intorno e ti suscita desiderio ed entusiasmo.

Il lavoro a maglia, il ricamo, il cake design, il riuso.

No, dico, ma quanto ce n’è?

E tu sei brava in più di una di queste forme di creatività e di realizzazione.

Che includono anche il realizzare impianti idraulici o la contabilità.

Noi umani siamo esseri eclettici. Certo che sì.

Ognuno di noi lo è.

Sei brava in molte cose devi solo fare emergere le tue doti sommerse, forse per paura e insicurezza, e poi procedere.

"Trova la tua voce, Mary.William Godwin alla figlia Mary Wollstonecraft Shelley nel film Mary Shelley"

Di certo le tue doti sommerse puoi farle emergere.

È qualcosa che può accadere.

Se sei qui e continui a leggere il mio pippone di certo sta già accadendo e indietro non si torna.

Tieni presente che dipende da te e diventare brave in qualcosa richiede impegno, studio, esercizio, delusioni, passi indietro, balzi in avanti e piccoli e grandi traguardi raggiunti.

E anche fallimenti, ma di quelli abbiamo già parlato ampiamente.

Del resto che hai da fare di altro nella vita: stare sui social o chattare con un cretinetti?

No dài! Non è più di moda, sono cose da dinosauri.

Poi però quando si è brave, tutto diventa naturale e semplice, parte di noi.

"Omnia mea mecum porto (Tutto quello che mi appartiene è con me” Biante di Priene"

Omnia mea mecum poto (Tutto quello che mi appartiene è con me) Biante di Priene

Nessuno ce lo può sottrarre.

Come trovi la tua voce, la tua bravura, la tua unicità? Un metodo pratico

Ecco che a questo punto ti propongo cinque passi attraverso i quali scopri la tra bravura, quella che ti gratifica al tuo interno e ti fa sentire vista allo sguardo degli altri.

Considera tre aspetti innanzitutto:

1 Quello che ti dà serenità e felicità fare. Parliamo sempre di fare, di agire, di andare da un punto a un altro punto, il che non significa che a te non può dare felicità la lettura o la visione di serie tv.

Parliamo di vera e propria felicità. Può essere cucinare, il giardinaggio, il capire le dinamiche dei comportamenti e delle relazioni umani, la chimica o la biologia, il découpage.

2 Poi parliamo di passione, quella sensazione che provi quando, facendo qualcosa che ti piace talmente non hai cognizione del tempo che passa. Si chiama “essere nel flusso”. Lo possiamo chiamare anche “estasi” o “rapimento”. Non smetteresti mai di farlo.

3 Il terzo punto è l’abilità, la competenza: hai qualche genere di abilità in quello che ti dà felicità e passione? Probabilmente sì. Solo che per paura insicurezza o anche ignoranza (non ci hai mai pensato), non l’hai mai messa in campo o coltivata. Ti assicuro che se ti piace andare per mostre, fare la maglia, dipingere, se quando lo fai ti senti felice e rapita, hai anche una tale abilità in questo campo.

A questo punto, di tuo devi aggiungere la costanza, lo studio, la dedizione, un sistema per imparare più velocemente e in modo più preciso, il tempo.

Ebbene tutte queste cose devono diventare delle priorità.

Ci devi mettere l’olio di gomito. Basta un’ora al giorno.

In questo modo diventi davvero brava in qualcosa.

E c’è di più.

Parlo dell’essere brava in qualcosa per le tante ragioni che ho elencato prima.

Sono ragioni emotive, personali, legate all’autostima, all’essere sicura di te , alla tua direzione di vita.

E se fossi brava anche per offrire valore agli altri?

In tutto ciò c’è un messaggio ulteriore: quello in cui sei brava può diventare il tuo mestiere, il tuo lavoro, il tuo ruolo professionale.

Viviamo in un mondo in grande cambiamento e in tremenda crisi, che però ha un terribile bisogno di novità, di flessibilità, di nuove proposte ed è apertissimo a queste novità, a questi cambiamenti e ad adottare nuove abitudini.

Ecco allora che, messa in luce la tua bravura, passo passo ma con costanza, puoi fare del tuo talento la tua fonte di vita anche dal punto di vista economico.

Attenzione, ancora una volta: non si tratta di un processo lungo, per cui scatta la solita scusa “quando sarò brava, allora…”.

Si diventa bravi dal momento in cui si fanno le analisi che ho suggerito. Tutto il resto è perfezionarsi lungo la via.

Per cui ai punti di cui sopra, per fare del tuo talento un mestiere gratificante, è importante che tu aggiunga altri due aspetti:

4 L’opportunità. Chiediti: ci sono opportunità per persone che hanno i miei talenti. Posso dirti di sì: semmai va fatto un minimo di adattamento di questi talenti alle opportunità.

5 Il valore vero che offri, l’aiuto reale dato agli altri. Chiediti: quello che faccio può avere una influenza positiva sugli altri.

Anche in questi casi mi permetto di dire che sì: sempre in questo mondo ci sono una marea di bisogni insoddisfatti, soprattutto legati al benessere interiore delle persone.

I bisogni creati e soddisfatti negli ultimi 50 anni non hanno di fatto permesso di stare bene, alle persone in quanto esseri umani.

Hanno dato loro un’enormità di vantaggi impagabili (salute, qualità di vita, comfort essenziali) ma non sono riusciti a migliorare lo stato interiore dei più.

Considera questo con attenzione quando pensi di te vorrei essere brava in qualcosa.

P.S. IMPORTANTE: ti consiglio di prendere un foglio o meglio il tuo diario o il tuo quaderno/diario e comporre 5 colonne affiancate in verticale con le diverse scritte.

Felicità – Passione – Capacità – Opportunità – Valore per gli altri.

Sotto ciascuna colonna scrivi quello che le compete.

Esempio, sotto “Capacità”: so ascoltare gli altri e non li giudico e so spiegare con chiarezza; sotto “Felicità”: mi piace dipingere e decorare; sotto “Valore per gli altri”: molte persone hanno bisogno di rilassarsi esprimendo la propria capacità con lavori manuali.

E così via. Puoi aggiornare la tabella regolarmente nel tuo percorso di essere sempre più brava in quello che sei.

Fammi sapere che cosa hai scoperto e che cosa hai ottenuto.

Ci tengo!

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51 Commenti

  1. Avatar di Tex

    Tex 2 mesi fa (4 Ottobre 2020 19:16)

    Bellissimo articolo......
    Rispondi a Tex Commenta l’articolo

  2. Avatar di Fabio

    Fabio 2 mesi fa (4 Ottobre 2020 22:03)

    Bell'articolo, se posso aggiungere un po' di mio: dopo la separazione ho avuto modo di esprimermi senza più legami o compromessi, ogni problema che ho risolto, ogni scelta, ogni strategia, il modo stesso di affrontare la vita, con i miei tempi, con le mie improvvisazioni, con la mia logica, tutto solo e unicamente secondo il mio pensiero, mi ha permesso di esprimere il mio potenziale e ne sono profondamente soddisfatto. Questo in una coppia non affiatata ma solo di apparenza non si può fare, ti costringe a mille compromessi che alla fine ti fanno sentire inadeguato, perciò se vogliamo sentirci bene seriamente, prima di tutto dobbiamo essere noi stessi, non aver paura del giudizio altrui, seguire il proprio pensiero ed avere fiducia in noi e se necessario rimanere, o meglio andare, senza partner il quale non deve essere la priorità, ma una delle tante gioie della vita. Fabio
    Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

  3. Avatar di Emanuele

    Emanuele 2 mesi fa (4 Ottobre 2020 16:53)

    Mi è piaciuto tantissimo. Per fortuna non appartengo a coloro che nel universo maschile fa la gara dei rutti. Ognuno di noi ha le sue aree in cui eccelle. In molti casi è difficile saperle riconoscere. E altresì vero che molte volte si sconfina in aree di altre persone convinte di saper accellere altrettanto bene, e/o non si sanno capire e si generano conflitti.
    Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

    • Avatar di Tex

      Tex 2 mesi fa (4 Ottobre 2020 20:07)

      Si è vero Emanuele concordo....molte volte si generano conflitti.....peccato....... perché il bello nel trovare persone che eccedono come te....sarebbe quello di condividere la passione, semmai con un pizzico di sana competizione sportiva e amichevole.....
      Rispondi a Tex Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 2 mesi fa (4 Ottobre 2020 20:59)

      Io Tex mi riferisco nel eccellere in un area specifica e non nel eccedere. Sono livelli diversi. L'eccedere fa sconfinare laddove molto spesso non si eccelle, e si invade l'area d'eccellenza altrui senza averne competenza. Per esempio un eccellente cameriere può eccedere sconfinando fino al punto di voler insegnare al cuoco come cucinare. Come è successo a me giorni fa con una collega. Ha invaso la mia area d'eccellenza senza averne ne le competenze. E per sua stessa ammissione non si capacità della mia presenza ritenendola eccessiva. Non capisce il mio modo di lavorare. Ha un limite oggettivo eppure vuole mettere in discussione il mio lavoro. Sono conscio che la mia sia una presenza ingombrante, foriera di invidie. Ma tant'è che sono stato messo a posta lì in quel ruolo perché ciò che mi si chiede di fare dall'alto e ciò che questa mia collega non sa fare. Lei sa fare benissimo altro e io non mi ci infilo. Ognuno deve dare il meglio di sé nella sua area d'eccellenza. Quindi non c'è competizione ma ognuno fa ciò che gli riesce meglio. Poi l'invidia è un altro argomento.
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    • Avatar di Tex

      Tex 2 mesi fa (4 Ottobre 2020 23:33)

      Anche io volevo o dire eccellere.......ho sbagliato a scrivere.
      Rispondi a Tex Commenta l’articolo

  4. Avatar di Sara

    Sara 2 mesi fa (4 Ottobre 2020 20:52)

    Grazie, Ilaria! Non sai quanto avessi bisogno di questo articolo! Grazie di cuore.
    Rispondi a Sara Commenta l’articolo

    • Avatar di Doris

      Doris 2 mesi fa (5 Ottobre 2020 7:08)

      Stupendo! Motivante e coinvolgente! C'è qualcosa che amo visceralmente, a cui dedico il mio tempo libero, che mi fa sentire viva come non mai e a cui penso come possibile svolta di vita da tempo. È ora di mettersi a studiare seriamente. Grazie a te Ilaria.
      Rispondi a Doris Commenta l’articolo

  5. Avatar di cristiana

    cristiana 2 mesi fa (5 Ottobre 2020 8:40)

    mi sono scese due lacrimucce....devo rifletterci su.Grazie Ilaria.
    Rispondi a cristiana Commenta l’articolo

  6. Avatar di Kicca

    Kicca 2 mesi fa (5 Ottobre 2020 13:26)

    Ciao Ilaria, questo articolo cade proprio a fagiuolo come si suol dire.. È illuminante per Il periodo che sto vivendo. Piccole/ grandi verità, e grazie anche per la parte pratica, come sempre i tuoi articoli oltre ad essere sentiti e scritti bene non mancano di praticità, che è essenziale, un abbraccio
    Rispondi a Kicca Commenta l’articolo

  7. Avatar di mariagrazia

    mariagrazia 2 mesi fa (5 Ottobre 2020 15:06)

    Ciao Ilaria io amo tante cose di me,perché tutto quello che faccio lo faccio con passione,altrimenti non lo faccio,è la mia forza riesco sempre anche se è giusto sentirsi un insicure ed avere paura quando facciamo cose nuove,io vinco le mie paure ed insicurezze non molando mai do sempre il meglio di me e faccio tutto col cuore,sto imparando che molte volte il cuore non basta e bisogna usare di più il vervello,ma io sono così,e comunque ne sono fiera,e credo che qualcuno,quel qualcuno che mi manca : un uomo lo troverò che saprà riconoscere ed apprezzare la donna che sono,altrimenti se non accadrà saprò bastarmi da sola
    Rispondi a mariagrazia Commenta l’articolo

  8. Avatar di Carlotta**

    Carlotta** 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 10:30)

    È stato un piacere leggere questo articolo, conoscere le tue esperienze e sapere qualcosa in più di te. È importante condividere, senza filtri, senza maschere, ci avvicina perché siamo tutti alla fine molto vicini! È stato anche molto utile come incoraggiamento... anch’io ho tante cose che adoro fare ma una passione in particolare: la musica. È accaduto proprio di recente di arrivare a promettere a me stessa che non avrei più cantato nemmeno sotto la doccia semplicemente perché non ero riuscito ad entrare alla finale di un concorso... e questo non tanto perché mi aspettassi di classificarmi bene, sono abbastanza obbiettiva fa conoscere i miei limiti, ma perché ho ragionato proprio distruggendo da sola la mia autostima “se non ce la faccio vuol dire che non sono abbastanza brava in questa cosa ed è inutile continuare se tanto non lo sarò mai”. Impegno, dedizione, costanza, sono parole chiave che ho trovato nel tuo articolo, insieme alle giuste motivazioni! Grazie
    Rispondi a Carlotta** Commenta l’articolo

  9. Avatar di Vanessa

    Vanessa 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 11:59)

    Ciao Cristina, grazie per i complimenti. Puoi provare a pubblicarle in modo anonimo, poi potresti anche fare successo. Sono d'accordo sul consiglio a Tex. Ciao!
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  10. Avatar di SARA

    SARA 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 14:06)

    Ciao Andrea Mi viene un solo commento al tuo messaggio: tanta roba!!! Complimenti, avrei avuto avere io la tua maturità e prontezza alla tua età. Mi sarei risparmiata chili di delusioni. E, hai ragione, questo blog divulga un femminismo SANO. Sara
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  11. Avatar di Linda

    Linda 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 21:14)

    Ciao Ilaria, grazie per questo articolo rivitalizzante, ho apprezzato soprattutto il modo in cui hai parlato delle persone che hanno limitazioni fisiche, senza scadere nel pietismo e nelle frasi fatte. Io sto in sedia a rotelle dalla nascita, dopo avere subito per anni una famiglia che si arrogava il diritto di decidere tutto per me, mi sono riscattata da un destino apparentemente già segnato ed ineludibile, prendendo due lauree scientifiche e diventando insegnante. Il mio sogno sarebbe stato quello di fare la documentarista naturalistica, sogno purtroppo oggettivamente irrealizzabile per motivi molto concreti che prescindono dalla mia determinazione, ma ho fatto comunque molte esperienze a contatto con la natura e in particolare gli animali, che amo profondamente, ho viaggiato molto da sola affrontando ostacoli enormi, ho scritto un libro, ho realizzato dei cortometraggi, e faccio divulgazione scientifica sul rapporto uomo-animali. Le barriere più invalicabili sono quelle mentali, e l'atteggiamento interiore è l'elemento che più di ogni altro aspetto può fare la differenza nella vita, senza retorica. Penso che sia una legge di compensazione, spesso le persone che devono lottare di più per conquistare piccoli traguardi che per la media della gente sono scontati, sono quelle che vivono più intensamente e in modo più significativo e autentico, riuscendo a esprimere più pienamente la propria essenza.
    Rispondi a Linda Commenta l’articolo

  12. Avatar di Andrea

    Andrea 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 9:41)

    Salve Ilaria, salve lettrici e lettori. Sono una ragazza molto giovane e seguo questo blog assiduamente da circa tre anni. Ilaria, lei ha l'età dei miei genitori e leggendo i suoi articoli ho avuto l'occasione di apprendere più di quanto si possa fare in un intero corso universitario. Seguo il suo blog non perché sia interessata a costruire una relazione d'amore ma perché mi sento ispirata a lavorare per essere io per prima la persona giusta. Il mio desiderio è essere la persona giusta per me, per la mia vita. Sono una studentessa di disegno e storia dell'arte, può immaginare quanto io approvi ciò che lei scrive circa la creatività, l'impegno, istaurare un buon rapporto con i fallimenti e la ricerca di indipendenza. Il suo blog può essere considerato dai più come un blog sulle relazioni affettive e nulla più. Io ci vedo una forte volontà di divulgazione concetti a dir poco femministi. Parliamo di femminismo sano, quello che giova a tutti senza distinzione di genere o altro. "Perché la dipendenza affettiva, nessuno me lo toglie dalla testa, è frutto di quel sentirsi una nullità, quel messaggio instillato per secoli nella mente delle donne, considerate inferiori e incapaci a provvedere a se stesse." "Il fatto è che devi essere convinta, fortissimamente convinta, che da sola ce la puoi fare." Un saluto, Andrea
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 9:54)

      Grazie Andrea, così giovane hai capito cose che gente che ha l'età dei tuoi genitori neanche immagina. Alle 10 del mattino sentirsi dire "hai l'età dei mie genitori" è comunque un buon inizio. Vediamo che succede ancora prima di sera...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Andrea

      Andrea 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 11:33)

      Effettivamente... Hahaha
      Rispondi a Andrea Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 15:09)

      Anvedi, Fabio... T'ho detto...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Fabio

      Fabio 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 14:30)

      Diversamente giovani, ovvero senza età.
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 15:07)

      Temo che lei abbia tentato di farmi un complimento, del tipo, benché decrepita dici (stranamente) qualcosa di sensato... E' un po' il rovescio del "però, sei matura per la tua età". :D :D :D
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Fabio

      Fabio 2 mesi fa (7 Ottobre 2020 14:57)

      I complimenti per ciò che fa' sono d'obbligo, la mia era una battuta scherzosa fa parte del mio carattere, non tema :D :D, ma ne approfitto per un mio monologo. Decrepit* non è mai corretto, lo si può dare a una cosa non ad una persona. Da giovane, oppure in altro modo da "diversamente vecchio", vedevo le persone con trent'anni più di me come vecchie, poi col tempo sono arrivato anch'io ai 50 e poi ai 60, (caspita mi sto avvicinando al giro di boa!), e mi son dovuto ricredere, vedo coetanee le persone con più o meno la mia età, ma non, perdonami il termine, "vecchie", le vedo solo: o che continuano a volersi bene oppure che si lasciano andare, nelle prime persone a spesso vedo lo sguardo di una ragazza che ha ancora molto da fare e ne resto affascinato al di là del "decrepito" che in effetti è completamente relativo, le seconde spesso parlano di ricordi e si lamentano di questo o di quell'altro, che noia, che tristezza. Quindi di solito disgiungo la maturità dall'età di una persona, non ha senso, è una semplificazione che può indurre errori di valutazione.
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

  13. Avatar di Tex

    Tex 2 mesi fa (4 Ottobre 2020 19:34)

    Si lo ammetto anche io alcune volte mi sono sentita fallita, sbagliata, di non valere.......ma il motivo è un'altro. Io non mi riconosco in nessuna delle situazioni sopra elencate......ansi x molte da citate, sono consapevole di valere e di essere molto capace, molti me lo dicono anche.......Il mio problema è la condivisione, perché la cosa + bella nella vita secondo me è condvidere, a cosa serve essere brava, capace, anche la numero 1 se non condividi? Sinceramente non ho mai trovato persone....... amici o partner con cui condividere pienamente, o meglio quando li trovo....poi li perdo....questo mi fa sentire davvero un niente.
    Rispondi a Tex Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (4 Ottobre 2020 20:09)

      Scusa, te lo dico con comprensione, ma con un approccio così come fai a non perdere le persone? Abbi pazienza, siamo oltre 7 miliardi sulla terra, possibile che tu non trovi un modo di condividere?
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Tex

      Tex 2 mesi fa (4 Ottobre 2020 21:11)

      Grazie per la sincerità........la apprezzo molto.
      Rispondi a Tex Commenta l’articolo

    • Avatar di Vanessa

      Vanessa 2 mesi fa (5 Ottobre 2020 16:06)

      Ciao Tex ho avuto lo stesso tuo problema per un sacco di tempo. Io come "soluzione" ho trovato quella di pubblicare le mie poesie su un blog. Non ricevo molte opinioni o contatti, però sento di aver condiviso una parte di me stessa. Qualcuno legge sicuramente quello che scrivo, e una parte di me è entrata dentro di loro, perché sono convinta, nonostante il mio stile un po' barocco, di affrontare argomenti che tutti, in quanto esseri umani, conosciamo bene. Prova a "donarti", cosa ti piace fare? Dipingi? Scrivi? Disegni? Suoni uno strumento? Ti piace fare lavori a maglia? Sei sportiva? Non c'è nemmeno bisogno che tu lo faccia alla perfezione. Basta che ci sia tu stessa e sarai riuscita a condividere.
      Rispondi a Vanessa Commenta l’articolo

    • Avatar di Cristina

      Cristina 2 mesi fa (5 Ottobre 2020 20:40)

      Ciao Vanessa, che bella idea pubblicare poesie, io le ho sempre amate. E poi lascia che ti dica che ti invidio un po': a me piacerebbe tanto pubblicare recensioni, ho sempre adorato scriverle, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo. Tex, io ti consiglierei di partire facendo qualcosa magari da sola, per coltivare una passione, poi penserai a condividerla. Va bene anche qualche conoscente, non per forza amici o partner.
      Rispondi a Cristina Commenta l’articolo

    • Avatar di Tex

      Tex 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 15:28)

      Grazie Vanessa x i tuoi preziosi consigli, ma soprattutto x aver ascoltato il mio "dilemma........", anche questo è stato un....... condividere.
      Rispondi a Tex Commenta l’articolo

    • Avatar di Vanessa

      Vanessa 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 21:56)

      Figurati Tex, visto, è più facile di quello che sembra!
      Rispondi a Vanessa Commenta l’articolo

    • Avatar di Tex

      Tex 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 15:49)

      Si Ilaria è vero hai ragione.......forse devo avere un po' più di pazienza......fondamentalmente mi ritengo una persona paziente, quando si tratta di me sono un po' spietata, pretendo sempre la perfezione.......e come dice il detto presto e bene non stanno bene insieme. Grazie.
      Rispondi a Tex Commenta l’articolo

    • Avatar di Tex

      Tex 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 19:06)

      Si Ilaria è vero hai ragione.....forse devo avere un po' piu di pazienza.....fondamentalmente mi ritengo una persona paziente, quando si tratta di me sono spietata, pretendo sempre la perfezione........ma come dice il detto presto e bene non stanno bene insieme. Grazie.
      Rispondi a Tex Commenta l’articolo

    • Avatar di La condivisione

      La condivisione 2 mesi fa (7 Ottobre 2020 11:01)

      Cara Ilaria, secondo me bisogna smetterla con il criticare le persone che hanno il coraggio di dire che sono sole, restano sole, non riescono a condividere, non riescono a fare amicizie, eccetera. A volte sono critiche dirette, altre volte sono critiche che si atteggiano ad essere "positive" e "incoraggianti". La solitudine e la mancanza di condivisione è il male del nostro tempo, ne prendiamo atto, o continuiamo con l'essere positivi, e la legge dell'attrazione, e con l'aumentare l'autostima, e bla, e bla, e bla. Ci sono moltissime situazioni in cui non si riesce a stabilire un contatto che non sia un messaggio Whatsapp, ne prendiamo atto? Lo vediamo ovunque e in ogni momento: è la società del whatsapp, delle chat, dei forum, di Netflix e degli auricolari nelle orecchie, vogliamo prenderne atto? Avere a che fare con le persone vere sembra diventata la cosa più difficile del mondo. Un peso terribile che si può evitare facilmente, stando ognuno per sé e davanti ad un pc o uno smartphone. E' innegabile che la socialità non è quella che era, perché ci stupiamo davanti a chi ha il coraggio di dire che resta solo e si sente solo? Perché bisogna vergognarsi di pensare e dire io non basto a me stesso e ho bisogno degli altri? Anzi, abbiamo bisogno degli altri per diventare noi stessi. Ma no, vade retro, se ammetti queste cose incrini il makeup della positività ad ogni costo. Scusa la franchezza, ma se non si guardano in faccia i problemi e si dipinge quello che non c'è, come facciamo a cambiare le cose?
      Rispondi a La condivisione Commenta l’articolo

    • Avatar di Fabio

      Fabio 2 mesi fa (8 Ottobre 2020 1:06)

      Per cambiare le cose innanzitutto bisogna smettere di piangersi addosso, e piantarla con le chat andando di persona in mezzo alla gente, mettendosi in gioco puntando un partner che ci soddisfi pienamente, perché se hai un problema, non devi domandarti chi è il colpevole, ma devi pensare: come posso risolverlo. Noi tutti abbiamo bisogno degli altri, è innegabile, ma quanto peso diamo a questa necessità dipende da noi, e se la poniamo al di sopra di tutto sbagliamo, diventiamo facili prede di persone ciniche, non riusciamo ad esprimere le potenzialità che noi tutti possediamo, non risultiamo né equilibrati né attraenti; quindi non c'è da vergognarsi ad ammettere di sentirsi soli, basta non ripeterlo all'infinito ma seguire una strategia per cambiare situazione. Fabio
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

    • Avatar di Tex

      Tex 2 mesi fa (8 Ottobre 2020 9:20)

      Si si hai ragione Fabio, bisogna investire le nostre energie per trovare soluzioni......soluzioni.....non problemi.
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    • Avatar di Laura

      Laura 2 mesi fa (8 Ottobre 2020 2:13)

      La condivisione: ma hai mai letto il blog di Ilaria? O hai commentato leggendo solo le tre righe delle sua risposta a Tex? Perché di quello che lamenti tu non c'è traccia qui dentro...
      Rispondi a Laura Commenta l’articolo

  14. Avatar di Ana Maria

    Ana Maria 2 mesi fa (7 Ottobre 2020 11:44)

    Buondì a tutte e tutti i lettori, Molto bello l’articolo. Sfogia tanti temi, che porta molti individui a non sentirsi adeguati. A non sentirsi all’altezza o capace in qualcosa di proprio. Personalmente so di essere brava in varie cose. Molte cose mi riescono con più facilità che ad altri. E mi appassiona entrare in campi nuovi e scoprirli. E da tutto quello che ho incontrato, fatto, imparato e approfondito nella vita, ho tratto gli aspetti / capacità ecc. che mi hanno e continuano a portare a scoprire di più e continuare a coltivare le mie passioni. Sì, ne ho più di una passione. Vivo all’estero. Sono cresciuta all’estero da genitori (padre italiano e madre spagnola) che hanno dovuto emigrare. Ho 49 anni e sono stata assieme ad un uomo del luogo per oltre 20 anni ed assieme abbiamo una figlia. Per rimanere in tema: la costante nella mia vita è sempre stato che non basto. Che potrei fare molto di più. Anche se oggettivamente mi sono sempre trovata tra i migliori. Ho vissuto tragedie forti e mi sono sempre rialzata e ripreso a camminare. Non importava quanto la società e l’ambiente remasse contro. Anzi, mi stimolava ancora di più a non mollare. Non tanto per dimostrare. Non vi è nulla da dimostrare in realtà. Ma perché mi sono sempre sentita sola, scissa tra tre culture e nessuna di esse mi ha mai accolta per intera. Mi sono adeguata. Ma i giochi finivano sempre allo stesso modo: non puoi capire. Non fai parte di noi. Perciò, è stato solo un senso profondo di sopravvivenza che non ha mai spento il mio motore interiore, accompagnato da motivazioni intrinsiche per le mie passioni che mi hanno tenuta in vita. Ma il fatto di non bastare mai mi porta a sentirmi trasparente. Questo fa molto male. Anche se nel quotidiano riesco con facilità a buttare tutto in caciara, riderci su e continuare concentrata a lavorare e poi fare le mie cose. Il riconoscere di essere bravi in qualcosa è il primo passo. Ma poi è essenziale per la nostra anima, che anche chi ci sta vicino lo veda e lo apprezzi. Nulla più. Se no … si rimane dei fantasmi. Io sbaglio in qualcosa. A livello caratteriale e di come mi pongo. Non riesco a trovare questo maledetto nodo per scioglierlo …
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    • Avatar di Vic

      Vic 2 mesi fa (7 Ottobre 2020 18:58)

      Ciao @Ana Maria, io credo che se la sensazione che hai è quella di sentirti trasparente, vuol dire che consideri il riscontro degli altri come parametro di riferimento del tuo valore. L'ho provata anch'io quando ero molto giovane, è una sensazione micidiale. Tu dici di sapere di essere brava e valere, ma in realtà gli altri sono lo specchio da cui dipende la tua autostima. Se lo specchio non ti rimanda un feedback positivo tu hai perso, hai sbagliato, avresti potuto far meglio o di più. Compiacere gli altri e far dipendere la propria serenità e il proprio equilibrio dal loro giudizio porta a sentirsi così, non visti, non considerati, dei fantasmi. Devi trovare il tuo centro in te, all'interno del tuo essere, non fuori. Probabilmente l'uomo con cui sei stata per tanto tempo non ti faceva sentire importante e, anche se sai di valere, ora ti riesce difficile scardinare certe convinzioni e paure. Riparti da zero, per costruire nuove fondamenta. @La condivisione, non è che bisogna vergognarsi di pensare e dire io non basto a me stesso e ho bisogno degli altri, il problema è che se la pensi così e ne sei convinta, se sei davvero convinta del fatto che hai bisogno degli altri perché da sola non ce la fai, non sei facile da aiutare. Ti metti da sola in una posizione di svantaggio, su un palazzo di dieci piani ti piazzi al seminterrato. E' comprensibile se parti con degli svantaggi oggettivi, tipo malattie invalidanti, ma se la tua è "solo" una solitudine emotiva, allora devi darti una mossa e combatterla. In questo senso si intende l'essere positivi, non nel senso di "Gianni, l'ottimismooo" ma nel senso di non mollare, non lasciarsi andare. Perché se no è un attimo cadere nel baratro della depressione, sprofondare nel seminterrato, e da lì è durissima risalire. C'è una differenza fra essere positivi ed essere ottimisti: l'ottimista pensa che andrà comunque bene, il positivo che c'è la possibilità che vada bene e dipende anche da lui farlo andare bene. Ora, io lo so quanto è difficile essere positivi, lo so benissimo. Ma non mettiamoci nella posizione di essere "inaiutabili", non facciamolo per il nostro bene.
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    • Avatar di Tex

      Tex 2 mesi fa (7 Ottobre 2020 23:44)

      Ciao Vic, sono d'accordo su molti punti che hai affrontato. Anche secondo me non bisogna affidare agli altri l'idea di noi, ma bisognerebbe sapere chi siamo e cosa valiamo, indipendentemente da quello che accade fuori di noi. Per scoprirlo è utlile ascoltarsi nel profondo, ascoltarsi con conprensione, come ci piacerebbe lo facessero gli altri, non dico che sia facile tutt'altro........però penso sia questa la strada. Comunque in questo modo diciamo diventiamo persone emotivamente stabili e indipendenti, e bastiano cosi a noi stessi. Certo.....però è un bastarsi.....che secondo me lascia un po' così........nel senso che condividere è più bello, è amplificare l'emozione, e non c'è niente di male ammetterlo.
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    • Avatar di Vic

      Vic 2 mesi fa (8 Ottobre 2020 14:39)

      Sì Tex, concordo, io l'ho sempre ammesso che per me two is better than one. Però fa parte del percorso di crescita personale imparare a bastarsi, se no si attirano persone sbagliate o si resta legati a partner che non ci rendono felici ma che non molliamo per abitudine e paura di rimanere soli. Il che è ancora più triste dello stare soli per scelta. Perché, dopotutto, scegliere di non accontentarsi di quello che passa il convento è una scelta importante. E' assai rischioso, poi, fare affidamento sugli altri per stare bene, perché tutti hanno la propria vita, le loro priorità e i loro problemi, e magari non possono o non vogliono esserci per noi nel modo in cui noi avremmo bisogno. Ma questo è da sempre così, non è un male del nostro tempo. Pensate alle donne di una volta, che neanche potevano raccontare dei propri problemi, che non avevano la possibilità di una carriera lavorativa, che vivevano per badare alla casa e ai figli. Tante venivano pure costantemente maltrattate, tradite o picchiate senza poter reagire o ricevere tutela. Chissà quanto si saranno sentite sole, quante recite davanti alla gente, agli stessi parenti, quanta poca condivisione della verità con gli altri. I "panni sporchi" si lavavano in famiglia prima, il che voleva dire sostanzialmente ingoiare il rospo e sopportare. Io credo che dopo aver "preso atto" che la solitudine e la mancanza di condivisione sono il male del nostro tempo, come scrive giustamente @La condivisione (di ogni tempo, penso io) bisogna attivarsi e ricercare i nostri simili, perché siamo miliardi di persone su questo pianeta, e molti sono congeniali a noi, non siamo un unicum. Anche perché, se ti limiti solo a prenderne atto, l'atto "te lo dai in faccia", come si dice a Roma. Anch'io per anni mi sono disperata perché vedevo il vuoto intorno a me, le amiche che come si fidanzavano sparivano, i miei genitori che facevano più vita sociale di me. Il punto, come scrive @Fabio, è che a piangerti addosso risolvi poco, anzi niente, e sei comunque solo. Io mi sento spesso sola ma ho capito che è una mia percezione, in realtà occasioni di socializzazione oggi ci sono, anche grazie alle nuove tecnologie. Il mondo non finisce più nel proprio paesino o nel proprio quartiere. Thanks God.
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  15. Avatar di L

    L 2 mesi fa (9 Ottobre 2020 10:10)

    Non so se sia la sezione giusta, ma ho bisogno di sfogarmi con qualcuno che non mi conosca. Parto dal principio: ho 22 anni, e sono sempre stata una ragazza di quelle definite "particolari", molto insicura e con difficoltà nel socializzare, che con fatica ho parzialmente superato. Dico parzialmente perché continuò ad avere pochi amici ed uscire pochissimo. Ma veniamo al problema: l'anno scorso mi sono lasciata alle spalle una storia di violenza psicologica, che mi fa ancora tanta rabbia, verso quell' essere abietto. Sono una ragazza di aspetto gradevole, per cui mi ritrovo in questo circolo vizioso: respingo maree di corteggiatori e quei pochi che mi interessano non ricambiano, o sparisconono quando hanno appurato che io sono (cito testualmente) "una brava ragazza"= quella che non scopa a domicilio la prima sera. È la terza volta nel giro di un anno che mi capita questa cosa, che mi pesa non poco, perché sembra quasi sia diventato una colpa essere una ragazza che non si vende al primo che passa pur di avere un uomo. Ho promesso che non mi sarei più snaturata per avere amici o fidanzati accanto, ma diventa davvero difficile quando attorno a te tutto congiura contro. Che cosa devo dire... È un periodo, passerà... mi chiedo solo perché un ragazzo (Che ha sempre preso lui l'iniziativa) non voglia poi conoscere una ragazza, solo perché non è facile. Scusate lo sfogo, che forse giudicheranno puerile, ma veramente non ne posso più, e non vedo via d'uscita...
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  16. Avatar di Miriam

    Miriam 2 mesi fa (10 Ottobre 2020 2:50)

    Questo articolo, come tanti altri, è veramente una grande fonte di ispirazione per me. Mi capita di parlare del tuo blog con le mie amiche (siamo ventenni) specie nei momenti dove credo che uno sguardo realista come il tuo possa fare la differenza. Laddove il ragazzo con cui stai, o che ti ha lasciata, diventa il centro di tutto, e loro (o come facevo io prima di prenderne coscienza) si annientano (potrei farti altri mille esempi ma taglio corto). Quindi grazie, grazie per la tua sana e giustissima visione della realtà. Un abbraccio grande.
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  17. Avatar di Angy

    Angy 1 mese fa (17 Ottobre 2020 15:09)

    L aggettivo "brava" qui intende altro.. Ma mi ha fatto ricordare un particolare.. Alcuni ragazzi dicono sei bella carina e anche "brava" purtoppo.. Poi spariscono o si allontanano.. Ma essere una brava persona è un difetto, non porta a innamorare?
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  18. Avatar di Emanuela B

    Emanuela B 1 mese fa (19 Ottobre 2020 18:55)

    Ciao Ilaria. Oggi leggere la frase "Lo sai che una bassa autostima non è colpa tua?" mi ha fatto piangere... Mi sto impegnando a sconfiggere la mia tendenza alla procrastinazione e i risultati arrivano. Questa mattina ho compiuto un altro passo avanti, che però è stato "macchiato" da un piccolo inconveniente, una sciocchezza che mi ha fatto innervosire con me stessa. In realtà è una cosa buffa, domani mi farà sorridere. Sono troppo stanca di darmi della "cretina" per ogni piccola imperfezione... Voglio provare a VOLARE, anche se le mie ali sono un po' malconce... :) Grazie per il tuo aiuto prezioso.
    Rispondi a Emanuela B Commenta l’articolo

  19. Avatar di Luna

    Luna 1 mese fa (18 Ottobre 2020 23:16)

    Ciao Ilaria! Come si fa quando si hanno tante passioni e interessi che richiedono ovviamente tempo e impegno per essere approfonditi? Come suonare uno strumento, imparare a dipingere, imparare una lingua straniera.. grazie!
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    • Avatar di Silvia

      Silvia 1 mese fa (19 Ottobre 2020 14:17)

      Ciao Luna, domanda interessante. Riflettendoci, secondo me ci possono essere diversi approcci dipendentemente dal momento in cui sei: 1) mettiamo che sei in un momento in cui hai voglia di sperimentare attività nuove e magari conoscere persone nuove, allora potresti partire dalla passione che più ti connette con altre persone e ti porta fuori da orizzonti conosciuti. Per esempio iniziare o approfondire uno strumento, magari mettendoti in contatto con una band o un gruppo di principianti che vuole sperimentare (anche tramite siti seri su internet, visto il momento in cui ci troviamo ;)). Ti dai un po' di tempo, e volta per volta valuti quello che veramente di fa dire: 'Mi sento bene, mi sento piena, non ho guardato l'orologio!'; 2) mettiamo invece che vuoi focalizzarti su una o due passioni principali che già conosci, ma non sai bene come selezionarle perché ne hai molte. Allora magari potresti pensare se in quel momento ti senti di voler fare qualcosa di più manuale (ad esempio il giardinaggio), artistico (suonare uno strumento o dipingere), oppure intellettuale e culturale (come imparare una lingua straniera). Anche lì puoi partire da quello che senti più vicino a te in quel momento e vedere come stai, che sensazione ti dà. Nulla toglie che magari a un certo punto realizzi che quello che stai facendo non rende le sensazioni che pensavi. E allora puoi rivolgerti ad altro. L'importante secondo me è trovare una o più passioni che ti facciano stare bene, sentirti a posto con te stessa, scarichi o ricarichi te tue energie. Ad esempio, io sono per natura un po' pigrona ma mi piace fare movimento e stare in gruppo. Allora ho scelto di fare pallavolo in una squadra - un po' perché mi piace stare in compagnia e arrivare ad un obiettivo comune, un po' perché si corre il giusto :D e poi anche perché mi aiuta a tenermi in movimento (che i dolci comunque mi piacciono!!).
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    • Avatar di Luna

      Luna 1 mese fa (19 Ottobre 2020 19:13)

      Grazie mille Silvia!! Mi hai dato un sacco di spunti! Quello che mi interessa è fare qualcosa che mi faccia sentire bene, come dicevi tu, che mi faccia perdere la cognizione del tempo. Per quanto riguarda le lingue straniere è anche una questione di soddisfazione personale! Un saluto a te:)
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    • Avatar di Silvia

      Silvia 1 mese fa (20 Ottobre 2020 12:50)

      C'è un passaggio di Violette, la protagonista di Cambiare l'acqua ai fiori, in cui descrive che quando arriva al cimitero di Brancion-en-chalon ed entra nella casa del custode rimane estasiata dall'orto che fiorisce nella parte posteriore. Si sente a casa. A rimestare con le mani nella terra, a prendersi cura della natura, aspettando con la natura faccia il suo corso e le stagioni passino. E dice qualcosa del genere: questo è il posto per me. A me ha colpito un sacco quel sentirsi a casa, e allo stesso tempo fare qualcosa che ti riempie di gioia.
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    • Avatar di Luna

      Luna 1 mese fa (20 Ottobre 2020 17:12)

      È meraviglioso, grazie! Lo leggerò:)
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    • Avatar di Silvia

      Silvia 1 mese fa (20 Ottobre 2020 21:27)

      Figurati, un libro dolcissimo! :)
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  20. Avatar di Gloriana

    Gloriana 1 mese fa (23 Ottobre 2020 15:02)

    Buongiorno Ilaria, ho letto questo articolo con grande interesse perché proprio in questo momento della mia vita sto cercando di capire quali possano essere le mie capacità e qualità, ho 36 anni e non so ancora quale sia la mia strada. Tanti sono i pensieri che mi ronzano in testa su cosa mi piacerebbe fare e gli interessi non mancano, dalla lettura all'arte, la storia, la musica, ma poi nel concreto non so che fare di tutto ciò. La mancanza di un lavoro inoltre acuisce questo mio senso di disagio, mi piacerebbe mettermi alla prova, spaccare il mondo come si suol dire, ma non saprei da che parte iniziare, causa Covid trovare un lavoro al momento sembra essere una chimera. Una cosa è certa voglio trovare la luce in fondo a questo tunnel momentaneo della mia esistenza.
    Rispondi a Gloriana Commenta l’articolo