Come reagire alle provocazioni, anche degli uomini e del partner

come reagire alle provocazioniCome reagire alle provocazioni?

Il mondo è pieno di provocatori.

Dal bimbo di due anni (si incomincia a quell’età), che provoca i genitori con rifiuti e impuntature per  mettere alla prova la propria indipendenza e il loro amore, all’adolescente che fa lo stesso con tutti gli adulti di riferimento, per affermare la propria individualità.

Le madri sono delle perfette conoscitrici di provocatori, avendo a che fare con i loro figli che per definizione sono dei provocatori.

Ma vi sono un’infinità di altri provocatori con scopi e obiettivi ben diversi da quelli di un bambino o di un adolescente sani.

Ci sono gli adolescenti bulli, che non si possono definire di certo promettenti come futuri adulti equilibrati, anche se non si può mai dire.

Ci sono le false amiche che dietro a un complimento nascondono un colpo basso.

Ci sono i corteggiatori frustrati che mirano ad usarti e fanno battutine ambigue sulla tua riservatezza, sul tuo aspetto fisico, sul tuo carattere, sul tuo non concederti troppo facilmente a loro…

Ci sono i capi che provocano per suscitare in te delle reazioni che poi possono usare contro di te.

Ci sono i colleghi invidiosi che intendono farti perdere le staffe.

Ci sono i partner disfunzionali che ti provocano per controllarti e manipolarti.

Che cos’è una provocazione?

Una provocazione è un comportamento che si assume per suscitare una reazione forte – potremmo dire violenta – dalla controparte, quando si intende per l’appunto manipolare una determinata persona e ottenere uno scopo preciso.

Che magari è anche solo sfogare le proprie frustrazioni.

La parola pro-vocazione deriva dal latino “vocare”, chiamare, e da “pro” che significa “per”, “fuori”, “avanti”, “verso”.

Che cosa significa?

Significa che chi provoca vuole suscitare una reazione nell’altro che sia favorevole a se steso.

Per esempio c’è chi ti provoca per farti arrabbiare e quindi dar prova del fatto che tu sei permalosa, irascibile, scomposta.

Oppure c’è chi provoca per attaccarsi alla provocazione e mettere in luce se stesso e raggiungere determinati scopi di sciocca gratificazione personale (“Che figo che sono, l’ho fatta imbestialire…”).

Questo accade spessissimo nei talk show televisivi o negli show serali più apprezzati dalla massa.

Con una specifica: spesso a un occhio minimamente critico risulta evidente la messinscena e la falsità di certe provocazioni.

Un ospite pronuncia una frase offensiva, fuori dagli schemi etc, gli altri reagiscono indignati,.

A quel punto “monta la panna” e il giorno dopo tutti ne parlano dando rilevanza ai protagonisti della sceneggiata.

Che ne traggono beneficio in termini di visibilità e guadagno.

Diciamo che tre quarti della comunicazione pubblica, inclusa quella politica (anzi soprattutto quella politica), è costruita su questi presupposti.

E quasi tutta la provocazione pubblica è una finzione: un gioco delle parti, spesso tacitamente o esplicitamente concordato, tra due parti che si provocano e contro provocano per far passare un messaggio manipolatorio a spettatori ed elettori spesso incapaci di cogliere il “trucco” che vi è nella recita.

Tieni ben presente alle alleanze tra partiti, alleanze che si fanno e si disfano come io mi faccio e mi disfo la coda dei capelli: per mesi due partiti si insultano, poi si alleano, poi si insultano, poi si alleano.

Non dimentichiamoci che ci sono anche le provocazioni di tipo seduttivo, che possono essere sane e trasparenti e invece, anche in questo caso, di tipo manipolatorio e maligno.

E anche questo accade sia nel pubblico sia nel privato.

Sugli individui e sulle masse.

Facci molta attenzione.

Come reagire alle provocazioni

Vorrei sottolineare un aspetto molto importante.

I più grandi provocatori sono i narcisisti perversi, i predatori e i manipolatori maligni, certi psycho, e così via.

Tutti soggetti con i quali non è improbabile che tu sia entrata in contatto più o meno ravvicinatamente.

Di sicuro tutti noi siamo continuamente in contatto con personaggi del genere, la questione è quanto intimo e stretto e coinvolgente è questo contatto.

Lo ripeto per l’ennesima volta e continuerò a ripeterlo, se stai con un partner che ha questo livello di “stronzaggine”, lascialo.

Come individui e come masse, se siamo sensibili e rispondiamo in modo irrazionale alle provocazioni diventiamo molto vulnerabili e quindi manipolabili.

La nostra vita diventa dominio altrui, non nostro.

Noi ne perdiamo il controllo.

Va anche detto che non ci vuole particolare intelligenza e arte nel provocare.

Se può farlo un bambino molto piccolo o un adolescente, significa che è una “competenza” molto facile e naturale.

Che appartiene anche ai più stupidi.

E’ anche vero che è difficile non essere sensibili alle provocazioni, soprattutto se queste vanno a colpire i nostri “nervi scoperti” e sappiamo bene che chi provoca intende fare proprio questo, colpire i nostri punti deboli.

Va da sé che quando reagisci in modo eclatante, cioè dimostrando rabbia, dolore, aggressività a chi ti provoca, lui o lei hanno fatto gol e soprattutto hanno conferma di quali sono i tuoi punti deboli, sui quali colpire e colpire ancora in futuro.

Capito mi hai?

Calma, controllo e codardia

Come reagire a alle provocazioni in modo tale non solo di evitare di mostrare i tuoi punti deboli a chi non si merita di conoscerli ed è meglio che non li conosca, ma anche in modo da non soffrire?

Non soffrire, che bell’obiettivo, vero?

Altroché essere felici, basterebbe non soffrire per stupidaggini, sciocchezze e meschinerie varie e assortirte.

Questo è un bell’obiettivo da porsi.

Perché prendersela per le provocazioni significa soffrire e arrabbiarsi per l’utilità altrui.

E’ una doppia sconfitta.

C’è chi sostiene che non rispondere alle provocazioni è da codardi.

No, è da persone forti e astute.

C’è una storia zen tramandata in varie versioni.

In sostanza racconta di un vecchio samurai che ha smesso da tempo di combattere.

Quando combatteva era totalmente invincibile.

Si ritira a vita privata e diventa maestro e punto di riferimento di molti giovane.

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Un altro samurai, giovane, senza scrupoli e desideroso di fama si reca da lui per sfidarlo.

È convinto che se lo sfiderà e vincerà la gloria di invincibilità ricadrà su di lui e non più sull’anziano samurai.

(Già la povertà dell’obiettivo ci dice tutto…)

Il giovane entra nella stanza dove il saggio  siede a insegnare e lo provoca con offese e minacciando ripetutamente di ferirlo.

L’anziano samurai resta impassibile e il giovane se ne va. Deluso e umiliato.

I presenti obiettano all’anziano samurai che avrebbe potuto reagire e mettere “al suo posto” il giovane sfidante.

Non facendolo forse non si è dimostrato all’altezza della sua fama. Si è quindi comportato da vigliacco?

Il samurai risponde ai suoi allievi che tutti i sentimenti negativi che ti rovescia addosso una persona – offese, rabbia, frustrazioni, cattive intenzioni – possono essere considerate come un dono: se lo accetti diventa tuo.

Rifiutare le provocazioni

Se lo rifiuti rimane della persona che te lo ha dato.

Molto spesso (troppo spesso) io mi sento chiedere come “vendicarsi” di qualcuno dal quale si sono ricevute umiliazioni e offese o si è comportato in modo poco affidabile e maleducato.

Soprattutto le donne sono convinte che dopo malintesi, litigi o chiusure sia necessario dare e ricevere spiegazioni, o, peggio, impartire lezioni di buon comportamento agli altri.

È un’emerita sciocchezza.

Una persona che si comporta in modo maleducato con te, intenzionalmente, dimostrando di non condividere i valori di rispetto altrui, è di per sé “ineducabile”.

Poi non è compito nostro educare nessuno o guidare nessuno nel suo processo di crescita, almeno che sia questa persona a dimostrare il proprio desiderio di avere una guida e soprattutto di trovare una strada.

E ti garantisco che ben poche volte accade e anche con persone che di mestiere instaurano “relazioni d’aiuto” sotto varie forme con gli altri.

Talvolta succede, certo, ed è comunque il caso che ciascuno faccia il suo mestiere: il professore faccia il professore, il medico faccia il medico, il coach e l’allenatore facciano il coach e l’allenatore.

Non possiamo imporci come guide di nessuno, tantomeno di chi non ci vuole come tali e tantomeno se non siamo, per varie ragioni e incarichi, “guide”.

E qui torna la risibile questione di coloro che pretendono di cambiare i propri partner.

Non è una pretesa accettabile! È distruttiva!

Come rispondere alle provocazioni in un modo amorevole per sé (e per gli altri)

Chi provoca ha sempre un secondo fine e intende sempre metterci alla prova (anche il figlio bambino o adolescente), usando la manipolazione e il ricatto emotivo.

Cioè facendo leva sulle nostre emozioni più profonde, quelle che ci rendono più vulnerabili.

Quale potrebbe essere nel caso di un figlio l’amore di sua madre per lui.

Alcuni lo fanno in modo perfido, come, banalmente, quelli che ci fanno arrabbiare o ci esasperano per poi dichiararsi vittime.

Molto bene.

Si fa per dire.

Questo è un comportamento di tipo narcisistico che sfiora il narcisismo maligno.

Per riprendere il discorso di prima e riallacciarci al discorso dell’anziano e saggio samurai, le provocazioni, come i doni non graditi, non vanno raccolte.

Talvolta non rispondere del tutto è un buon modo per spegnere sul nascere le velleità di qualcuno che vuole ferirci.

Talaltra il senso dell’umorismo è acqua sul fuoco.

Basta rispondere con un sorriso – non provocatorio – e una frase a caso, stile supercazzola, parlando del tempo, per esempio, e poi tagliare.

In ogni caso la “calma”, cioè evitare di “prenderla sul personale” è l’atteggiamento più utile.

È anche il più difficile da assumere. Non lo nego

Come rispondere alle provocazioni con la calma

Come si raggiunge la calma?

Chi ci provoca, abbiamo detto, ha intuito che abbiamo delle vulnerabilità e anche di quale genere e quindi per colpirci, molto banalmente, mette il dito nella piaga.

Per essere calmi è necessario che noi conosciamo noi stessi meglio di quanto ci conoscano gli altri.

Fatto non ovvio e non scontato.

Per cui, ecco i miei consigli:

1 Con grande obiettività prendi nota delle tue ferite aperte. Ferite aperte da qualcun altro in un tempo magari lontano, che però chiunque è ancora in grado di toccare e rendere dolorose.

Una volta che diventi consapevole di queste ferite, sai molto meglio anche come gestirle.

Non avere paura delle tue ferite. Guardale con freddezza e obiettività in modo da proteggerle e guarirle.

2 Facendo questo “lavoro” ovviamente ti toccherà riconsiderare il tuo passato.

Prendi distanza dal tuo passato, giacché il passato è proprio là, nel passato, non esiste più e se ti lasci provocare da chi non conosce il tuo passato su questioni che però riguardano il tuo passato, ti fai fregare.

3 Tieni sempre-sempre-sempre in mente i tuoi obiettivi più importanti, che ti assicuro non hanno niente a che vedere con le provocazioni altrui.

Tutti per vivere bene dobbiamo avere dentro di noi una dose di narcisismo.

C’è chi ne ha troppo e ha comportamenti disfunzionali o altamente disfunzionali.

C’è chi ne ha troppo poco e se la prende in… quel posto.

Sii un po’ narcisista anche tu.

Osserva con attenzione il comportamento dei tanti stronzi che ci circondano (politici, personaggi tv, capini e capetti) e cogli in loro quella mancanza di autocritica, di auto percezione e di vergogna che permette loro di offendere e di lasciarsi offendere senza sosta e senza spostare la loro autostima di un millimetro.

Dopodiché prendi un pizzico di questo narcisismo e abituati a usarlo con gli altri.

Insomma, se qualcuno ti regala le sue provocazioni e prepotenze, tu non solo non accetti il dono, ma glielo restituisci infiocchettato con un po’ di amore di te stessa, cioè con quella sana dose di durezza – che poi è assertività – che ti permette di mettere gli altri al loro posto e occupare, tu, il tuo giusto posto nel mondo.

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26 Commenti

  1. Avatar di Fisa

    Fisa 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 19:03)

    Complimenti Ilaria per questo articolo !!! Lo trovo perfetto ed esauriente come tutti gli altri. Mi è utilissimo !!! Sono una persona con su cui i provocatori hanno effetto perché sono poco maliziosa ... e mi sono sempre chiesta come trattarli. Grazie !!!
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  2. Avatar di Maria

    Maria 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 19:50)

    Ciao Ilaria e ciao ragazzi. Grazie mille per questo interessantissimo articolo. Non vedo l'ora di iniziare domani con il corso. Buona domenica a tutti.
    Rispondi a Maria Commenta l’articolo

  3. Avatar di Carlotta

    Carlotta 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 19:28)

    Ciao Ilaria! Sarei curiosa di sapere che ne dici di questa mia reazione 😂. Vado a un’escursione con un gruppo di trekking con cui sono andata solo qualche volta. La guida è palesemente un narcisista ma tutte le altre volte che c’ero andata era stato sempre educato e professionale. E’ uno di quelli a cui piace fare gli spiegoni dal pulpito per fare vedere quanto e’ figo. Fatto sta che ieri era nervosissimo, andava ad un passo esageratamente veloce e aveva con tutti un tono veramente saccente e arrogante. Io mi faccio gli affari miei per tutto il tempo ma con un’amica rimango un po’ indietro ma senza mai perderlo di vista (andava veramente veloce e non riuscivamo a stare al suo passo). Inoltre durante la discesa, mentre camminiamo, facciamo il peccato capitale di chiacchierare. Questo ogni 2 per 3 ci riprende fino a quando a certo punto ci urla proprio addosso. Io non c’ho visto più, gli ho detto che la doveva smettere, che era un rompi coxxxxxi e aveva reso l’escursione un incubo. Lui era più giù quindi probabilmente non ha captato tutto quello che ho detto, ma che fossi girata alla grande l’ha capito. Ed è stato poi muto. Che ne pensi 😂? Quale sarebbe stata per te la reazione migliore in questo caso?
    Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 20:32)

      Ma cioè vi ha riprese perché chiacchieravate? Secondo me più che narcisista non aveva tanta voglia di fare il suo lavoro ed era nervoso, ma poco conta. Certo la tua reazione è stata giustificabile: uno va a fare trekking per rilassarsi e divertirsi, altrimenti andrebbe in ufficio. Diciamo che avete avuto un battibecco dove tu hai prevalso in quanto cliente e avevi ragione: la dinamica di gruppo ci dice che se tu hai detto quello che hai detto e mi sembra che nessuno abbia replicato, vuol dire che quello che hai detto era vero anche per gli altri. E anche per lui, dato che è stato muto.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 21:07)

      Grazie Ilaria! Sì gli dava fastidio che chiacchierassimo. E concordo sul fatto che non aveva nessunissima voglia di lavorare. Tra l’altro ad un certo punto ha anche rischiato di perdere un ragazzo che, rimasto parecchio indietro, ha sbagliato strada....Non andrò mai più con questo tizio. Buona serata!
      Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

  4. Avatar di Doris

    Doris 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 21:57)

    Buona sera a Ilaria e a tutti, sono finita in una situazione scomoda in cui un'amica di antichissima data mi sta tenendo a distanza, nel contempo cercando di provocare una mia reazione, reazione che però non le sto concedendo. È iniziata durante la quarantena. Io ho preso posizione rispetto ad alcune sue imposizioni che avevano come pretesto la sua decantata sensibilità che non le farebbe sopportare alcune cose, come ad esempio che i membri di una chat a cui apparteniamo entrambe scrivano nelle giornate in cui lei non è dell'umore giusto. A questo mio moto di insubordinazione è seguita una fase punitiva che consiste nel rifiutare di vedermi, situazione che prosegue ancora oggi (prima del lockdown ci vedevamo tutte le settimane o quasi e avevamo un rapporto di grande confidenza reciproca). La provocazione ulteriore consiste nel dichiarsi incredula del fatto che non ci vediamo da otto mesi (ha rifiutato cinque inviti diversi, poi ho smesso di proporre). Nonostante mi abbia addolorato questo suo comportamento non ho mai reagito come si aspettava: ai suoi rifiuti ho risposto sempre con 'ok sarà per un'altra volta', ad ogni manifestazione di sua incredulità semplicemente cambiando argomento e mi sto lentamente allontanando, nel frattempo notando tanti piccoli segnali che non avevo mai colto in passato. Facciamo anche parte di uno stesso gruppo di ex colleghi e non voglio creare un caso rompendo in maniera drastica, anche se il mio obiettivo è un allontanamento quasi totale, arrivando a mantenere solo le uscite comuni, che sono piuttosto rare. Ammetto che il mio aplomb è solo superficiale. Dentro sono molto rattristata da questa situazione perché è un'amicizia a cui davo grandissimo valore, ma la mia presa di consapevolezza in tante aree della vita è arrivata anche a farmi assumere un diverso atteggiamento con lei, cambiamento che, a quanto pare, non è risultato per nulla gradito. Attendo che le emozioni si sedimentino ed intanto continuo a leggervi e a coltivare la mia crescita interiore. Buona serata.
    Rispondi a Doris Commenta l’articolo

  5. Avatar di D.

    D. 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 22:10)

    Bellissimo. Io ultimamente ho a che fare con colleghi invidiosi, non l'avevo notato così tanto come in questo periodo, lo sono sicuramente sempre stati ma forse non ci facevo caso. Devo ammettere che è un lavoro riuscire a stare calmi, a non ricevere il dono ma credo che sia l'unica strada possibile se si deve convivere con certi soggetti. Altra cosa, non ho mai capito perché la gente è stranita se una persona è riservata, come se fosse una cosa negativa. Sono riservata da sempre e ne vado fiera ma ovunque ho trovato persone che hanno sempre sottolineato sta cosa additandomi coma la strana o la misteriosa....boh
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  6. Avatar di Fabio

    Fabio 2 settimane fa (12 Ottobre 2020 0:11)

    Articolo importante per saper gestire certe relazioni "obbligate". Da parte mia cerco se possibile di ragionare o discutere un attimo con il "provocatore", se ha effetto, ok, altrimenti tronco i rapporti e riprendo il mio fare dal punto in cui ero stato interrotto, ignorandolo completamente. Dopo poco tempo si stancherà di parlare a vuoto e sicuramente si altererà ancora più, ma questi sono affari suoi, se poi si vuole infierire, basta fare qualche battutina in maniera molto tranquilla. Fabio
    Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

  7. Avatar di Marie

    Marie 2 settimane fa (12 Ottobre 2020 12:06)

    Bellissimo articolo. I consigli conclusivi sono sacrosanti. Io vedo soprattutto nell'ambito di lavoro quanto siano indispensabili. Da qualche anno faccio parte di un progetto. Tutti uomini, tutti con minimo 15 anni più di me, io l'unica straniera. Spesso mi boicottano, passando dal paternalismo alla diffamazione, dal machismo più becero all'ignorare il mio contributo professionale salvo poi rivenderlo per loro. Dal terrore che io li molli (lasciandoli nella m....) alla necessità di ribadire ogni due secondi che loro però sono meglio. Ho pensato di andarmene spesso, ma poi era troppo facile. Mi pagano bene, faccio il lavoro che mi piace e soprattutto: ho una scuola per allenarmi a gestire i NP, che è utile anche nel privato. Il peggiore, la mente di questa banda di perversi è un collega in procinto di pensionamento. Uno psicopatico conclamato che si può permettere comportamenti assurdi solo perché amico di vecchia data del capo (amicizia e lavoro meglio lasciarle divise...). Me ne ha fatte passare di ogni. Una volta ne avevo parlato qui e avevo ricevuto consigli utilissimi che mi hanno fatto capire che lo psyco appunto cerca i punti in cui mi sento insicura (il terrore di sbagliare qualche desinenza quando parlo quella che non è la mia lingua madre, l'accento non perfetto e ancora più in profondità la paura di non essere mai abbastanza per meritarmi riconoscimento/amore/stima - orrore, lo so!). Finiva sempre che ci stavo male per i suoi attacchi e per dimostrargli (!!!) che si sbagliava alla fine facevo anche parte del suo lavoro, senza ovviamente ricevere nemmeno un grazie. Pirla io. Manipolazione perfetta - che poi ho visto rispecchia in quello che mi succede nel privato. Lezione utilissima. Ci ho lavorato, seguendo anche Ilaria e i commenti di tutti qui. E negli ultimi due anni ho cambiato radicalmente tattica. Non me la prendo più. Ascolto le provocazioni e non reagisco. Penso solo "questo è uno psicopatico, non sta parlando a/di te, sta vomitando i suoi demoni su di te. E' diverso. Dagli una mano e non alimentare il fuoco della pazzia, povero!" Rispondere al male col bene, sempre, per evitare di guastarmi l'umore. E però, contemporaneamente, dico a me stessa: "senti bene perché ti fa male quello che dice, vedi dove sei ferita? bene, quando stacchi e torni a casa, mi faccio un piccolo regalo e poi accetto il punto debole, ma lo accosto anche alle qualità che ho". Ne consegue che le provocazioni cadono nel nulla. Lo guardo, non rispondo e quando ha finito il sermone, gli chiedo se ha richieste concrete di lavoro altrimenti io avrei da fare. Fine. Punto. Neutralizzato. E a fine giornata, vedendo il lavoro che ho portato a termine la provocazione è annullata de facto. Non ci penso nemmeno più. Ho capito che una provocazione fa presa solo su una nostra "bisognosità di conferma". Se io a quella bisognosità rispondo da sola - non sarò prefetta, ma non sono nemmeno una capra, anzi, in molte cose sono brava! - allora sono inattaccabile senza diventare superba. E' una liberazione straordinaria. Ogni tanto ricado, mi lascio invischiare, ma subito ne esco. Mi ha cambiato la vita questo nuovo sguardo bifronte, questa distinzione fra i problemi di chi mi provoca (e di cui io non mi faccio carico) e le ferite e insicurezze mie (che davvero non posso delegare a nessun altro, solo io le posso accudire). Risultato, il matto non ha più soddisfazione. E' disorientato. E quando esagera davvero non mi rivolgo a lui - tanto è matto - vado dal capo e gli dico "o me, o lui". Gestire il matto non è compito mio, infatti ci pensa poi il capo. Il mio compito è solo assicurarmi uno spazio di lavoro pulito. Se non funziona (ma per ora funziona) cambio lavoro. Siamo arrivati al punto che ora lui stesso ammette sinceramente di essere un disturbato, forse perché sa che non ha nulla da perdere. Qualche settimana fa ci siamo trovati dopo lavoro, ha fatto una predica in cui ci ha raccontato i suoi presunti traumi da bambino (=cose comunissime, tipo che non gli hanno comprato il motorino quando voleva lui, quelli della sua generazione dovrebbero essere tutti in analisi...), lui sopra i 60 che fa la lagna sul nulla davanti a colleghi con 30 anni meno di lui. Per muoverci a pietà. Ad un certo punto ci racconta che lui per questi traumi subiti quando incontra una persona l'analizza e trova i punti deboli per poi attaccarla meglio. Così. Ce l'ha raccontato come niente fosse. Ora, la reazione del mio collega (uomo, sui 50) è stata: "oh povero, ma è un meccanismo di difesa perché hai sofferto tanto da bambino". Lì ho capito che un matto provoca solo se gli altri glielo permettono. Io invece l'ho guardato e con la stessa tranquillità e fermezza gli ho detto: "bha, mi spiace per te, ma qui non siamo in un gruppo di auto mutuo aiuto. Il tuo è un comportamento malato, che fa male soprattutto a te. E visto che non lo vuoi risolvere, lo scarichi sul prossimo, facendo stare male anche gli altri. Il che è ancora peggio. Fatti aiutare, ma da persone competenti. Qui fra colleghi è solo uno sfogo autoassolutorio. Non ti serve a nulla.". Chiuso il discorso. Provocazione per farmi fare la crocerossina affondata. Mi sono sentita leggerissima, per niente arrabbiata con lui e serena con me stessa. E tutti siamo stati meglio parlando di altro. Basta poco, un semplice cambiamento di prospettiva per rendere gestibili anche le situazioni più assurde a lavoro. E - per esperienza - è una palestra che poi evita di finire in situazioni ancora peggiori nella vita privata.
    Rispondi a Marie Commenta l’articolo

  8. Avatar di April

    April 2 settimane fa (12 Ottobre 2020 12:08)

    Buon giorno Ilaria. Un articolo molto utile in tutti i campi della vita. Hai spaziato oltre i sentimenti e ne sono contentissima. Grazie anche per i consigli. Molto difficile resistere alle provocazioni. Soprattutto se arrivano come ciliegina sulla torta di una giornata complessa. Con impegno, ce la si può fare.
    Rispondi a April Commenta l’articolo

  9. Avatar di Silvia

    Silvia 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 21:21)

    Ciao Ilaria, volevo chiederti un parere rispetto a questo episodio di lavoro che mi è successo. Verso le 11 del mattino ricevo una mail dal capo fila di un progetto a cui lavoro, che appartiene a una organizzazione partner. Chiede a tutto il consorzio di fargli sapere la nostra disponibilità per una riunione con un cliente. La riunione deve avere sede da lì a due giorni. Tempi molto stretti, come è sempre stato per questo progetto, a cui rispondo condividendo la mia disponibilità ma facendo notare in modo educato che sarebbe necessario pianificare questi incontri con più largo anticipo. Lui rilancia dicendo che sta facendo solo ciò che gli chiede il cliente (allegando anche una faccina triste nella mail) e proponendo un giorno diverso per via di un cambio di idee. Un collega gli risponde reiterando il mio punto sulla pianificazione a più lungo termine e conferma la giornata, a seguire l'altra persona in copia. Leggo tutto ciò alle 5 del pomeriggio essendo uscita in quel momento dall'assembla generale della mia organizzazione. Rispondo a tutti offrendo la mia disponibilità per la riunione. Non faccio a tempo a cliccare invia, che mi vedo arrivare un'altra mail da parte da parte del capo fila con tutti i colleghi in copia. Cito a memoria: "Puoi rispondere alla mail di prima? Sei disponibile alla tal ora il tal giorno? Ho parlato con tutti i colleghi in 5 minuti, ma a te è impossibile parlare. Silvia, sei difficile da raggiungere. Non rispondi mail al telefono e non richiami mai, e non rispondi velocemente alle mail. Dobbiamo decidere rapidamente e se non risponderai entro le 5, agiremo di conseguenza." Ovviamente non c'era nessuna pentola sul fuoco. Voleva solo che tutti gli rispondessero entro i tempi stabiliti da lui. Avendo già data disponibilità per la riunione due minuti prima, io ho deciso di non rispondergli. Il mio ragionamento è stato: conosco i colleghi in copia e ho un buon rapporto con loro. Credo la sua reazione di questo signore dica già tutto da sola. Secondo te avrei dovuto rispondere? Per chiudere, questa è solo una delle tante 'tirate' che ha fatto nei mesi, a cui qualche giorno dopo è seguita una mail di complimenti nei miei confronti (non dovuti né richiesti), a cui io nuovamente non ho risposto.
    Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 21:35)

      Brava! Il mondo è pieno di pirla che hanno solo paura: di non farcela, di non mantenere il posto di lavoro, di non avere la risposta in tempo e vanno in panico rovesciando il proprio panico sugli altri. Persona fragile, da gestire con cautela in virtù della sua fragilità.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 23:02)

      Grazie del riscontro, Ilaria! Sto vedendo che la prudenza nelle reazioni mi rende abbastanza serena con me stessa, soprattutto vista la brezza di maestrale che tira in questo progetto ;)
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ally

      Ally 2 settimane fa (12 Ottobre 2020 0:20)

      A parte che se ho capito bene hai dato disponibilità sin dalla prima risposta alla mail, ma il suo essere così aggressivo nei toni denota in lui tantissima insicurezza e un voler far sentire la sua voce come se ti percepisse in grado di minare la sua posizione (ponendo per esempio una giustificata considerazione sulle tempistiche). Ciò dice, come sempre, molto di lui :D Non mi piacciono neanche coloro che assolutizzano per avere ragione: non lo fai mai, lo fai sempre ecc.. Tanto per muovere acqua al loro mulino. Credo tu abbia chiaro che tipo sia, muoviti cauta ma risoluta come già stai facendo. Per ilaria: grazie di questo articolo. Sapessi quante volte ho subito prevaricazione, dalla più blanda alla più evidente, anche per motivi futili ma sempre manipolatori. Il mio ex, il mio ex capo ed alcune mie ex colleghe erano così, subdoli, ed in attesa del tuo passo falso per poter dire: vedi? Sei esattamente come pensavo oppure ecco vedi, ragioni come me (affatto!). Bisogna fare molta attenzione, grazie per mettere in luce tante sfaccettature nelle interazioni quotidiane. Conoscere per proteggersi. Grazie di cuore.
      Rispondi a Ally Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 1 settimana fa (12 Ottobre 2020 13:28)

      Sto facendo passi avanti anche nell'essere risoluta. Ho difficoltà ad esprimermi in modo assertivo per timore di essere troppo aggressiva (ma da dove viene fuori!? :D). E mi sto rendendo conto che è una mia paura, non la realtà dei fatti. Come dici tu, Ally, mantenersi attente e vigili - per noi, soprattutto!
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

  10. Avatar di Emilia

    Emilia 1 settimana fa (12 Ottobre 2020 15:49)

    Cara Ilaria, ti ringrazio pubblicamente per il pre-corso gratuito VOLA. Auguro a tutti/e i/le "compagni/e di blog" che hanno scelto di fare questo percorso di trovare o ritrovare la propria autostima perduta. Un abbraccio a tutti!
    Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 1 settimana fa (12 Ottobre 2020 19:57)

      Mi accodo a te Emilia per i ringraziamenti. Letto oggi la prima mail, il contratto con noi noi stessi mi ha ispirato. Grazie Ilaria.
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

  11. Avatar di Sasa

    Sasa 2 settimane fa (11 Ottobre 2020 20:56)

    Grazie Ilaria! Perfetto per me... Io mi lascio facilmente irritare dai provocatori di cui alcuni me ne ero anche invaghita,.. Assurdo!! La prima provocatrice della mia vita è mia madre. Spesso e volentieria contestare le mie scelte ... Per fortuna ho fatto un percorso psicologico e mi ha dato più consapevolezza di questa parte di me. Però com'è dura ad aver a che fare von i provocatori. Mi sono sempre chiesta perché proprio con me? Soprattutto gli uomini, sin da piccola, sono Stati cattivelli con me.
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    • Avatar di Livia

      Livia 1 settimana fa (12 Ottobre 2020 22:42)

      eccomi qui! Anche la mia è così e l'ho fatta piangere toccando i suoi punti deboli: il non farsi rispettare, il dare ascolto ai giudizi altrui, il rompere le scatole perché è rimasta vedova dopo aver portato all'esasperazione mio padre e il fatto che io, voglio vivere come voglio, chi c'è c'è, chi non c'è non serve.
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  12. Avatar di SARA

    SARA 1 settimana fa (13 Ottobre 2020 11:08)

    BUongiorno Ilaria, non centra direttamente con l'articolo ma volevo ringraziarti per aver dato la possibilità di partecipare al percorso gratuito VOLA, Viaggio Oltre l'Autostima. Oggi ho atteso con ansia la seconda e-mail, il dolcissimo gatto Nerino e le tue parole positive che riescono a far svoltare la mia giornata, per quanto tosta possa essere. Sapere che c'è una persona, nello specifico una Professionista come te, che sceglie di regalare delle dritte utili (e soprattutto PRATICHE) per stare meglio con se stessi mi fa credere che ci sia ancora del BUONO, in generale. E' un regalo immenso, e spero di beneficiarne al 100% perché non è cosa da poco. Grazie infinite, a me sta migliorando la giornata! Sara
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  13. Avatar di Silvia

    Silvia 1 settimana fa (15 Ottobre 2020 11:05)

    A proposito di supercazzole, ce n'è una che mi è piaciuta particolarmente. Una nota politica italiana scrive: "Enzo [cognome], potremmo spiegarle che non sono pillole abortive ma abbiamo cose più interessanti da fare, tipo scoppiare le pluriball!" :D
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  14. Avatar di Daniela

    Daniela 6 giorni fa (16 Ottobre 2020 22:49)

    Cara Ilaria, per oltre un anno mi sono preparata bene per un concorso pubblico, ma l’ansia ha giocato brutti scherzi. Riconto e ripenso agli errori fatti per “ troppa sicurezza “ come se vista e testa avessero selezionato cosa vedere/scrivere sul foglio. Per superare questo stato d’animo triste ho scritto che cosa ho appreso da questa esperienza. Non riesco ancora a riportare questa delusione e frustrazione in parole, ma e’ dura. Grazie
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  15. Avatar di Giusy

    Giusy 5 giorni fa (18 Ottobre 2020 11:58)

    Ben detto Ilaria.....è difficile ma con le persone frustrate occorre comportarsi come ci consigli tu....Grande Ilaria.... Buona domenica
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  16. Avatar di Marty

    Marty 4 giorni fa (18 Ottobre 2020 13:05)

    Ciao Ilaria, quant è interessante il tuo articolo, sono contenta di essermi imbattuta oggi sul tuo blog, come dire.. C è tanta carne al fuoco!! Vorrei chiederti un parere: anch io come altri ho dei "narcisisti provocatori" in ufficio.. Sono anni che convivo con la stronzaggine di questi, soprattutto una. Ho sempre cercato, almeno agli occhi suoi/loro, di mantenere la calma e di "buttarla in vacca" con risposte e atteggiamenti non troppo lapidari/tanvolta spiritosi, per non dover creare e convivere con conflitti persino peggiori delle provocazioni stesse. È come se spontaneamente avessi in qualche modo applicato le tecniche che hai suggerito. Adesso però, dopo l ennesimo episodio, accaduto in un momento per me delicato e di fragilità, sento che ho bisogno di altre modalità.. Di sbroccare una volta per tutte!!?? Forse!! Di certo, di mettere le cose in chiaro!! Sto prendendo tempo, finché riesco, per trovare la strategia giusta, vorrei farlo in modo impeccabile e inequivocabile. E assertivo, se ancora ci riesco... Per questo motivo, e avendo avuto la fortuna di imbattermi proprio su questo tuo articolo, ti chiedo gentilmente se hai qualche dritta o un bel suggerimento per farmi rispettare una volta per tutte senza rendere pan per focaccia, meccanismo che non fa per me. Intanto mi sono un po' raffreddata e allontanata da questa persona, anche se di carattere sarei la classica amica di tutti, volemose bene, viviamo sempre in armonia. Grazie in anticipo un grande abbraccio
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 giorni fa (18 Ottobre 2020 14:59)

      Ciao Marty, grazie mille per i complimenti e benvenuta. Stai con noi perché sono convinta che ti serva davvero. Io credo che nella vita sia necessario disporre di una "cassetta degli attrezzi" piena di tutti gli strumenti utili e che ci servano davvero in ogni situazione della vita. Credo sia fondamentale e importante avere una vita buona, vissuta sulla base di valori buoni e giusti e rispettosi degli altri, altrimenti si fa una brutta fine, come genere umano tutto o almeno una vita di melma. Questo non esclude il fatto che dobbiamo sapere come mettere a posto chi si merita di essere messo a posto. Tutto secondo un briciolo di opportunità. Il mondo, lo diciamo e lo ridiciamo, è pieno di stronzi e non possiamo permettere a questi stronzi di rovinarci la vita. Prendiamo i tuo colleghi in generale e la tua collega in particolare. Diamo per scontato che appartengono alla categoria degli stronzi che rendono i luoghi di lavoro un inferno sulla terra. Tu con un atteggiamento del tipo "porto pazienza, mi lascio scivolare tutto addosso" finora li hai gestiti. Adesso sei in un momento delicato e di fragilità ed è probabile che la tigre lo abbia colto e/o lo sappia e quindi sia diventata più aggressiva come è pure probabile che tu sia diventata più fragile e meno resistente e resiliente (non è un rimprovero, ti sono vicina e hai la mia comprensione). Ora: il suo atteggiamento, oltre che colpire i tuoi punti deboli, ti mette seriamente in difficoltà dal punto strettamente lavorativo? Ti impedisce di uscire agli orari giusti, ti sovraccarica di lavoro o ti impedisce di guadagnare il dovuto? Se non accade tutto ciò il mio consiglio è di resistere e di dedicarti a verificare che cosa di quello che fa e dice lei ti colpisce tanto e per quali ragioni. Raffreddarsi va benissimo, nel momento in cui non è un atteggiamento passivo-aggressivo e non è tenere il muso, perché se no rivela a lei la tua fragilità e può spingere gli altri a darle ragione. Anzi, con lei devi essere ancora più gentile, falsa, ipocrita e non mollare un millimetro di confidenze e favori. Sbroccare non va bene, perché è quello che gli stronzi non vedono l'ora che tu faccia: in privato, con certi narcisisti può funzionare perché li spaventa (la preda sta sfuggendo loro di mano). Ma in una situazione sociale e lavorativa può essere controproducente. In un luogo di lavoro si rischia di essere additate come le "pazze/inaffidabili". Mettere le cose in chiaro? E' la via migliore e ritornando all'opportunità di che "cose" stiamo parlando? Di qualcosa che ti sottrae qualcosa di materiale e di pratico o ti affatica o di un atteggiamento maleducato che ti fiacca emotivamente? Lei ha potere decisionale? Perché, considerata la tua attitudine paciosa e paziente, il miglior consiglio che mi sento di darti è di pensare al tuo momento delicato e alle tue fragilità attuali, di avere cura di te per uscirne bene e forte e poi di lasciar cadere di tanto in tanto sia con lei, sia (soprattutto!!!) con chi ha il vero potere decisionale, alcune innocentissime allusioni su quanto questa sia stronza e scorretta, con battutine impercettibili e il sorriso sulle labbra. La mia esperienza mi dice che il mondo del lavoro, le compagnie, i gruppi, le società sono disseminate di stronzi che spesso creano il branco o si uniscono in branco e nel contempo, sempre la mia esperienza mi dice, che la "gente" non è sorda e nemmeno cieca e vede e sente spesso le cose giuste e in modo condiviso. Credimi, i comportamenti inappropriati vengono colti dalla maggioranza, ma spesso si tace, per decenza, pudore, paura, rispetto, convenienza etc Sbroccare ti segnalerebbe come quella che sbrocca. Buttare lì con calma e pazienza battutine inafferrabili e inequivocabili e apparentemente innocue, ti farebbe percepire come colei che ha le idee ben chiare e che non si fa prendere per scema. Certo, ci vuole esercizio e pazienza. Per questo dico, come sempre, è necessario che prima tu ti prenda cura di te.
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