Che cosa fare quando un uomo è violento

uomo violento, che cosa fare?Un uomo violento. Una donna violenta. La violenza.

C’è di peggio al mondo?

La violenza è il male, è l’inferno, è la morte, la distruzione, l’arretratezza, la disumanità, l’orrore, la negazione della gioia e della vita, della gioia per la vita, l’opposto dell’amore.

La violenza è la bestialità – intesa come il peggio degli istinti che sono nella psiche umana – dell’essere umano disadattato, incapace di vivere e di adattarsi al mondo e agli altri.

Incapace di considerare se stesso e gli altri come persone.

L’essenza della violenza è la de-personalizzazione.

È la cancellazione della persona (di chi è violento e di chi subisce violenza) in quanto tale, in quanto essere sacro e intoccabile la cui esistenza ha un significato e un senso misterioso e degno di rispetto illimitato, a prescindere.

Scrivo questo articolo l’11 settembre, il giorno dell’anniversario di un evento che le persone della mia generazione considerano uno dei più violenti nella nostra esperienza di vita a livello globale, l’abbattimento delle Torri Gemelle, le Twin Towers, a New York e altri contemporanei attentati al Pentagono e su un paio di voli di linea.

Quell’evento sembra già dimenticato in questo secolo che non è breve come il precedente, ma corre, in tutti i sensi, a una velocità impazzita e spesso non nelle direzioni giuste.

La violenza che ci circonda possiamo fermarla ed evitare che entri nelle nostre vite.

E questo richiede la nostra buona volontà.

I media in questi giorni ci riportano notizie di violenze inaudite e inaccettabili sparse per il mondo e soprattutto in casa nostra.

Violenze fatte di parole, opere e omissioni.

Perché molte colpe e molti orrori sono anche fatte di omissioni.

C’è lo dice il “Confiteor (Mea culpa)” cattolico, ma ce lo dicono anche tanti comportamenti in coppia e che riguardano la coppia.

Le omissioni sono colpe, atti di violenza, le omissioni con i propri cari e con i partner più di tutte.

Leggiamo notizie di omicidi efferati e compiuti senza ragione che mettono fine a vite giovani e promettenti, di crudeli aggressioni sessuali su minorenni o giovani donne, omicidi di “amici” per intascare misere eredità, concesse con una buona fede quasi morbosa.

Eppoi i soliti femminicidi, orrore nell’orrore, perché la vittima, in teoria, dovrebbe essere la persona “amata”.

Ecco, quest’ultima è proprio una stronzata colossale.

Poi c’è la violenza sui bambini, sui disabili, sugli anziani.

L’antica legge di umanità e di solidarietà naturale che tutelava per primi “donne, vecchi e bambini”, non sembra valere più.

In tutto ciò noi, io, tu puoi essere protagonista del cambiamento.

Sappiamo che molta è la violenza che finisce sui giornali, ma molta di più quella che viene agita nelle case, nei locali del divertimento, per strada, nei vari luoghi di incontro, nei posti di lavoro.

Senza che diventi nota.

Tranne rarissime eccezioni, tutta questa violenza viene perpetrata da persone di sesso maschile: gli uomini – lo dicono le statistiche, gli studi, i dati delle presenze nelle case di reclusione – hanno istinti e compiono azioni violente e criminali in modo e in quantità spropositata rispetto a quanto fanno le donne.

Sappiamo anche che c’è una violenza del linguaggio e del linguaggio politico, a livello internazionale, violenza alla quale partecipano anche le donne, ma di cui i più evidenti e vigorosi protagonisti sono gli uomini.

In molti parlano di cultura, intesa come istruzione, oppure intesa come insieme delle norme non scritte di un gruppo di persone, di una nazione, di una etnia, oppure intesa come clima culturale, spirito del tempo.

In molti parlano di educazione al rispetto che deve avvenire attraverso l’educazione formale  e istituzionale – la scuola – ma anche nell’imitazione di modelli di riferimento validi, autorevoli, rispettati e ascoltati.

Come gli uomini politici o gli uomini di spettacolo, gli influencer.

Capirai.

Ma noi, invece, non possiamo fare proprio niente?

Io credo che noi donne possiamo fare molto, moltissimo per sradicare la violenza dalla nostra vita privata e pubblica o per lo meno per ridurla drasticamente.

In un modo molto semplice: rifiutandola sotto tutte le sue forme.

Magari, certo, come dicono fin troppi, non insegnandola ai nostri figli.

Questa è una vecchia storia.

Non si può insegnare ai propri figli che la violenza è male e poi stare con un uomo violento, accettare che lui sia violento con te o con i tuoi figli o con altri.

Oppure essere violente con loro e di fronte a loro, per prime.

Teniamo presente che vi è violenza anche in molte separazioni e in molti divorzi e che i figli non solo sono oggetto di violenza, in questi casi, ma sono anche gli “oggetti” attraverso i quali si fa violenza.

A proposito di depersonalizzazione.

E poi c’è un modo efficacissimo per dissuadere gli uomini dalla violenza.

Allontanarsi da tutti quelli che agiscono in modo violento.

Uomo violento: come riconoscerlo

Dobbiamo ammettere una triste verità.

Spesso la violenza viene interpretata come potere e come forza. In modo positivo.

È non solo l’orientamento di una certa cultura maschile e maschilista, ma anche quello di molte donne che identificano nell’uomo “fisicato” (termine che mi è toccato ancora leggere qualche giorno fa in un commento sul blog), muscoloso, dall’aspetto aggressivo e dal fare deciso, per non dire prepotente, i tratti della vera virilità.

Sia chiaro: le persone che fanno sport, si allenano con passione e in modo sano hanno tutta la mia stima, che siano uomini o siano donne.

L’esercizio fisico è salute.

L’ossessione, l’ostentazione, il ridurre se stessi solo a un fisico scolpito non è sano, rasenta la perversione, fa sorgere sospetti sull’equilibrio emotivo della persona, che sia uomo o sia donna.

Così pure quando questa ostentazione viene “amplificata” dalla presenza continua e narcisistica sui social network, dove ci si trasforma sottomarche di modelli e attori famosi.

A rieccoci con la depersonalizzazione.

Perché quello/a rappresentato/a, selfiezzato/a, tutto/a muscoli ed espressione incattivita o con il tacco 12 e le curve bene in mostra, non sono io, ma l’immagine depersonalizzata di me.

Io che divento un oggetto e non sono più una persona. E questa trasformazione sono io ad attuarla.

Chissà che cosa ci si può aspettare da un tipo o una tipa come me.

Uomo violento: evitarlo e proteggersi

Veniamo a noi, alle nostre vite, alle nostre relazioni di coppia.

Due premesse importanti.

Come fai a recuperare la tua autostima o scoprirla per la prima volta?
Come fai a trovare di nuovo fiducia in te stessa dopo un fallimento o in un momento difficile? Dove trovi tutta la sicurezza che ti serve per avere successo nelle relazioni e nella vita? Scarica adesso l'ebook gratuito "Pronto Soccorso Autostima", ricevilo senza rischi e senza impegno nella tua casella email.

La prima è che è molto probabile che un uomo violento si trascini dietro un bagaglio di sofferenze e soprattutto una incapacità di adattamento che gli procurano seri disagi.

Ci spiace, per carità.

Rimane un uomo violento.

Quindi tu non gli devi fare da crocerossina e da psicologa perché l’unico risultato che puoi ottenere è che la sua violenza, fisica e/o psicologica, ti massacri.

Chiaro?

Un uomo violento deve stare fuori dalla tua vita anche perché le complessità che eventualmente si porta dietro possono essere fonte di grane aggiuntive rispetto a quelle della violenza.

Che già da sola non è affatto poca cosa.

Ricordati che lui può dichiarare di amarti cento volte e che tu puoi anche pensare di amarlo.

Capita molto spesso.

Ma questo non è amore e questo non ha nulla a che fare con l’amore.

La seconda premessa è che spesso un uomo violento ha un aspetto che dice tutto di lui, cioè ha il classico atteggiamento e la classica apparenza da capobranco di banda di periferia degradata (oggi sono particolarmente politicamente corretta, si vede che certi fatti mi hanno un po’ esasperato).

Ma molto più spesso ha un aspetto mite. “A posto”, innocuo, perfino da candido “sfigato”.

E magari mentre il primo può avere un atteggiamento focoso e appassionato, il secondo può essere pieno di romanticismo e di trasporto.

E allora tu come fai a cogliere, soprattutto ai primi incontri, i segnali che ti dicono che è un uomo violento e che può rendere la tua vita un inferno?

Un uomo violento usa un linguaggio violento. Aggressivo e volgare.

Usa termini offensivi verso gli alti, discriminatori, razzisti, pieni di disprezzo.

Rivela rabbia o rancore verso le persone fragili, gli anziani, quelli che considera non aderenti a canoni estetici per lui di valore.

Alza la voce.

Ha scatti d’ira immotivati o per futili motivi, anche verso terzi.

Manifesta poca stima e poco rispetto delle donne e fa capire che le donne hanno un senso per lui solo se giovani e belle.

Tratta male coloro che non stima, dei quali non ha bisogno o che considera “inferiori” (osservate sempre come un uomo tratta i camerieri, capirete molto di lui).

Minaccia te o altri (anche persone assenti o irraggiungibili).

Non usa la buona educazione e la buona creanza, magari anche solo per “distrazione” (è il caso di colui che ha un aspetto rispettabile, ma poi rivela la verità su di sé con significativi “errori di distrazione”).

Non tratta tutti allo stesso modo, dal punto di vista del rispetto e della buona educazione.

Ha scatti di ira durante i quali offende a caso chi capita, lancia oggetti, rompe oggetti, picchia pugni su tavoli muri o compie azioni similari e guida in modo molto spericolato: questo lo fa perché sta agendo già una violenza vera e propria, intesa a spaventare chi gli è accanto, per controllarlo.

Usa questa violenza per mettere le mani avanti, segnare il territorio.

Non rispetta le regole anche le più banali, ovvie e semplici da rispettare: non mette la mascherina in tempo di pandemia (ma dico io, sul serio si può considerare questa una regola tanto astrusa e tanto difficile da rispettare?), non rispetta il codice della strada, quindi i limiti di velocità, i divieti di sosta, accelera in prossimità delle strisce pedonali anziché fermarsi, parcheggia in doppia fila, parcheggia sulle strisce pedonali, passa col rosso.

Attacca briga.

Fa il furbetto: non paga le tasse e usa stupidi trucchetti per trarre piccoli vantaggi ai danni della comunità.

È disonesto.

È disonesto e bugiardo con la propria compagna.

Svaluta, disprezza, offende la propria compagna, magari “celando” queste offese dietro a battute spiritose o a sciocche frecciate.

Tenta di o riesce a tagliare le file, perché lui non ha tempo di seguire questa regoletta di civiltà, mentre gli altri sono tutti gessi.

Assume un comportamento di tipo aggressivo-passivo, cioè magari tiene il muso per giorni o se viene contrariato si vendica con diversi tipi di ripicche.

Fa il bullo. Denigra gli altri, è prepotente e ritiene giusto sopraffare nemici o persone che non gli vanno a genio o non fanno quello che lui vuole,

Ha una bassa tolleranza alle frustrazioni o ai piccoli problemi della vita è lo dimostra con ira e rancore sproporzionati.

È a disagio con le proprie emozioni e con quelle degli altri, manca di empatia.

È arrabbiato sempre o si arrabbia spesso.

Non si assume le proprie responsabilità e “dà la colpa sempre agli altri”

Ha un senso distorto del proprio onore e della propria dignità: pensa che onore e dignità siano dimostrati da prove di forza stolida, da forza fisica o da durezza e rigidità di carattere e non da umanità, flessibilità, apertura verso gli altri, solidarietà.

Per questo è permaloso e si offende facilmente, aumentando la propria aggressività.

Alza le mani. Lo dovevo proprio specificare?

Come trattare un uomo violento usando il tuo potere personale

Converrai con me che frequentare o vivere con un uomo del genere dev’essere un’esperienza meravigliosa e piena di gioia e di allegria.

Eppure molte donne frequentano questo genere di uomini, ci vivono e addirittura li amano. È tutto bellissimo.

Pensa un po’ se invece attorno a questi uomini ci fosse il vuoto, ci fosse terra bruciata…

Ora, sia chiaro, questi uomini vanno lasciati e tenuti a distanza perché sono pericolosi e tu meriti molto di più.

E allo stesso tempo, come ti sentiresti se fossi capace di andartene al primo cenno di violenza, tipo un pugno sul tavolo, l’insulto a una persona straniera o a una frase seccata pronunciata con voce alterata?

O anche di fronte al fatto che il nostro vigliacco pirata della strada non si ferma sulle strisce, taglia la fila, passa col rosso o parcheggia in divieto?

Quanto ti sentiresti forte, nel pieno dei tuoi poteri e invincibile?

Anche per aver contribuito con la tua piccola-grande decisione a rendere migliore questo mondo?

Come ti sentiresti a livello di autostima?

Quando un uomo è violento sei tu che devi e puoi scegliere.

Lascia un Commento!

22 Commenti

  1. Avatar di Emily

    Emily 2 mesi fa (13 Settembre 2020 9:59)

    Quest'articolo parla di mio padre 😅 e non ci si può staccare dalla famiglia... O forse si, ma io ho solo i miei genitori, sono figlia unica e non ho amici.... Forse anche perché mio padre ha sempre avuto un atteggiamento possessivo e violento con me e con mia madre... Forse devo solo accettare il fatto di essere orfana
    Rispondi a Emily Commenta l’articolo

  2. Avatar di Nina

    Nina 2 mesi fa (13 Settembre 2020 11:13)

    Ho apprezzato moltissimo l'articolo, ho trovato scritte in modo chiaro e puntuale cose che penso, dico e metto in pratica da tempo e che mi hanno sempre evitato di incappare in ''uomini'' di questo genere. Le cose stanno così, non ci sono terze vie, scappatoie, eccezioni. E aldilà dei rapporti sentimentali, secondo questo criterio si dovrebbero scegliere gli amici, le persone da frequentare, si dovrebbero educare figli, figlie e nipoti. Perchè un mondo e una vita migliore, nel rispetto degli altri e di sè stessi, non si costruiscono da soli, dipendono da noi e dalle nostre idee, dalla nostra coerenza, impegno, fatica. Grazie Ilaria.
    Rispondi a Nina Commenta l’articolo

  3. Avatar di Cla

    Cla 2 mesi fa (13 Settembre 2020 11:55)

    Ciao Ilaria. Avessi letto anni fa, appena conosciuto il mio ex. questo articolo.. mi sarei data subito a gambe levate.. le descrizioni fatte lo rispecchiano al 90%. Per dire (grande consolazione!!!!): aveva rispetto per i camerieri e faceva comunque le file, questa l’unica differenza! Ne sono uscita quando, tardissimo, ho capito che salvarmi voleva significare solo scappare da lui in un modo o nell’altro. Ma quante altre donne non si vedono in ciò? Ne conosco troppe che non credono alle mie parole quando dico loro di scappare, che tergiversano ancora, che vogliono avere i prosciutti sugli occhi. Come uomini che accettano continue violenze verbali pur di un pasto caldo, una casa, la compagnia dei figli. Tutti insieme “appassionatamente”. Siamo davvero così deboli.. ! Dov’e La voglia di ribellione di quando avevamo 20 anni? Grazie, ciao. Inoltro il tuo articolo..
    Rispondi a Cla Commenta l’articolo

  4. Avatar di Livia

    Livia 2 mesi fa (12 Settembre 2020 22:18)

    Buonasera Ilaria e a tutti i lettori del blog. Ho il cuore straziato pensando alla violenza che ha ucciso il giovane Willy, questo ragazzino che ha avuto il coraggio e il cuore di difendere il suo amico senza pensare che avrebbe perso la vita. Mi strazia il pensare a come questi quattro esseri non abbiano avuto pietà di questo ragazzo che avrebbe potuto essere un loro fratellino, infangando uno sport che pratico (le arti marziali). Anni fa sono rimasta sconvolta dal caso Delfino che, nonostante denunce su denunce di molestie, minacce, violenza di domicilio, i carabinieri (persone che dovrebbero tutelare noi cittadini e far rispettare la legge) hanno portato alla morte di una giovane ragazza e allo strazio di due genitori che hanno cercato con tutte le loro forze di difendere la figlia. Mi disgusta pensare che ancora ci siano mentalità troglodite che minimizzando la violenza fisica e soprattutto psicologica, perché quest'ultima fa molto ma molto male, quando sei solo/a e ricevi soprusi da un tuo genitore e i famigliari minimizzano la cosa creando una persona con schemi disfunzionali. Ho i brividi a pensare a queste cose. Ti mando un grande abbraccio Ilaria con tanta speranza che nelle scuole e nelle famiglie ci siano più consulti psicologici per formare persone meno violente e più civili.
    Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Alisia

      Alisia 2 mesi fa (13 Settembre 2020 12:21)

      Ciao Livia, riguardo questa vicenda io sono altrettanto avvilita. Una storia che mi tocca da vicino, abito in un piccolo paesino dove è successo l'accaduto, quelle persone le conosco per fama e per motivi di lavoro, qui in zona sono abbastanza conosciuti, potete immaginare per quali motivi. Sono giorni che non penso ad altro, vuoi per l'attenzione mediatica, per le TV che gironzolano intorno a noi per scoprire ogni minimo dettaglio della vita di questi esseri. Io spero che tutto questo possa cambiare qualcosa, possa far riflettere e in qualche modo porre l'accento sulla cultura sbagliata, sull'importanza dell'educazione dei giovani. Restando sul tema dell'articolo, sul potere di noi donne, mi chiedo soprattutto in questi giorni se io nel mio piccolo posso fare qualcosa, ma cosa? Cosa posso fare? Perché mi sento veramente inerme difronte a tutto ciò.
      Rispondi a Alisia Commenta l’articolo

  5. Avatar di Serena

    Serena 2 mesi fa (13 Settembre 2020 21:36)

    Hai ragione Ilaria, un pensiero distorto associa ancora oggi la violenza - non solo fisica - all'idea di virilità, ed è per questo che ancora tanto spazio ha la sopraffazione maschile in tutti gli ambiti del nostro mondo. Un mondo che inscrive nella mascolinità intesa come potere e muscolarità i valori su cui poggia. Abbiamo partiti politici che fanno di questo la loro bandiera. E senza arrivare agli orribili casi di cronaca di questi giorni, quante volte abbiamo dovuto sopportare la violenza - anche solo verbale o psicologica - intorno a noi? Quante volte restiamo inermi di fronte a quelli che si devono chiamare certamente soprusi e maltrattamenti, benché si avvalgano del benestare della società?
    Rispondi a Serena Commenta l’articolo

  6. Avatar di Rita

    Rita 2 mesi fa (14 Settembre 2020 21:03)

    Mi fa pensare ad una amica che ha incontrato, sulla sua strada, un paio di questi personaggi... Uno in particolare, il secondo, era una persona che, dal linguaggio che usava, dimostrava di avere una rabbia inespressa dentro di sé che, sicuramente, col tempo, sarebbe esplosa. Le ho anche regalato il libro "Donne che amano troppo" ma, molto probabilmente, non lo leggerà mai. Forse per timore di trovare qualcosa che le farebbe male leggere e con la quale dovrebbe davvero fare "autoanalisi" su quelle che sono state le sue scelte in materia affettiva. Molto probabilmente, soffrirà anche lei della famigerata "sindrome della crocerossina" ma, a quanto ho capito, non riesce ad essere selettiva sulle conoscenze che fa. Mi dispiace, ma non posso fare altro per lei.
    Rispondi a Rita Commenta l’articolo

  7. Avatar di Cristina

    Cristina 1 mese fa (17 Settembre 2020 11:36)

    Buongiorno Ilaria, e buongiorno a tutti. Una mia amica si sta frequentando con un ragazzo, il quale sui social mette mi piace a pagine (parecchie) con foto molto esplicite e oggettivizzanti il corpo femminile. Non mi piace tirare in ballo i social, così come non mi piace tutta questa attenzione attuale che vi è dedicata, ma come diciamo sempre anche qui (e io sono pienamente d'accordo) certi likes dicono tanto di una persona, e non sempre in positivo. Secondo voi dovrei parlargliene, perchè magari non l'ha notato? Mi sento un po' nel dilemma di chi scopre un tradimento e non sa se andarlo a riferire, anche se chiaramente qui parliamo di una gravità minore. E so che è brutto da dire perchè bisogna essere sinceri, e so che io vorrei saperlo, però vedo anche il rischio di prendermi "dell'esagerata, che non vuole vederla felice". Non so se mi sia spiegata... Voi cosa fareste? Vi ringrazio se vorrete rispondermi, buona giornata a tutti.
    Rispondi a Cristina Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 1 mese fa (17 Settembre 2020 12:45)

      Ciao Cristina, mah io nel dubbio tacerei. Intanto, lei potrebbe chiederti come mai vai a curiosare sui mi piace che mette lui e poi, onestamente, che cosa le potresti dire? Insomma, non è che ha messo il like a "Nostalgici del nazismo"... Mettiamo pure che questo tizio consideri le donne oggetti sessuali, sta a lei capirlo ed eventualmente mollare l'osso. In ogni caso è solo una tua supposizione, non hai materiale e quindi ti darà dell'esagerata sicuramente e penserà che sei un po' invidiosa.
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di Cristina

      Cristina 1 mese fa (17 Settembre 2020 13:06)

      Ciao Vic: si hai ragione, è una mia supposizione. Il dubbio nasce perché mi ha chiesto come li vedo assieme e che ne penso di lui, e non so se metterci anche questo... Ma anche io ho vedo la probabilità di essere dichiarata invidiosa.
      Rispondi a Cristina Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (17 Settembre 2020 13:50)

      Ciao Cristina, io sorvolerei sulla domanda in genere rispondendo: "Sei tu che devi fare le considerazioni, valutando tutti gli aspetti anche quelli che magari non saltano agli occhi, io non posso dirti niente." Stop, fine. Si fa in fretta a essere "benedetti o maledetti" per aver detto una parola in più. Dà già da pensare che lei chieda la tua opinione...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Silvia

      Silvia 1 mese fa (17 Settembre 2020 14:07)

      Ciao Cristina, una mia cara amica mi ha chiesto esattamente la stessa cosa: come vedevo lei e il compagno insieme e come secondo me lui si poneva nei suoi confronti. Se ci penso bene, questa domanda è stata rivelatrice del fatto che lei nutrisse dubbi sul compagno e sui comportamenti incoerenti che mostrava. Sono domande complesse a cui rispondere senza cadere nel dare giudizi, a volte affrettati, o che non sono ben accetti. In quel momento, parlammo solo di come secondo me lui si poneva nei suoi confronti (senza particolare accortezza, contatti fisici o sguardi di intimità).
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Cristina

      Cristina 1 mese fa (17 Settembre 2020 16:52)

      Sono domande che trovo un po' imbarazzanti, infatti tendenzialmente evito di porle. Ad ogni modo, lei è molto presa quindi sinceramente anche qualora dovessi dirglielo penso verrei liquidata... Credo proprio che quando riaprirà la questione manterrò un basso profilo. Oltretutto lui è anche un amico di una sua cara amica, che conosco anche io, quindi evito "incidenti diplomatici".
      Rispondi a Cristina Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 1 mese fa (17 Settembre 2020 14:54)

      Ciao Cristina, Un po' sulla scia di quanto ha risposto Ilaria parte da lei il: " come mi vedo con quest'uomo ? " e poi la tua opinione per quanto possa essere sincera e disinteressata ( verso lui ) può essere fonte di recriminazioni future: tu hai detto.......
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 1 mese fa (17 Settembre 2020 20:09)

      Puoi chiedere che ne pensa lei. Mi pare strano che non abbia notato la cosa, a meno che lui non l’abbia volontariamente inserito in un gruppo separato.
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (17 Settembre 2020 21:20)

      Il silenzio è la via migliore. Se una donna chiede a un'amica come vede lei e il fidanzato, ha di certo già scrutinato abbondantemente il suo profilo Facebook e non solo. E se non l'ha fatto è perché non vuole farlo.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Cristina

      Cristina 1 mese fa (17 Settembre 2020 22:08)

      O l'ha fatto ma ha chiuso un occhio (o entrambi) trovando una giustificazione a tutto... Comunque no AnnaV, niente di separato: entrambe lo seguiamo su Instagram, quindi entrambe abbiamo accesso a cosa segue lui.
      Rispondi a Cristina Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (17 Settembre 2020 23:36)

      Basta, fine del discorso. Tout se tient, come dicono i francesi, tutto collegato, tutto come previsto. Grandi affari per i salumieri, come al solito...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 1 mese fa (18 Settembre 2020 23:09)

      Infatti ...
      Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

  8. Avatar di FrancescaF

    FrancescaF 2 mesi fa (13 Settembre 2020 10:38)

    Ci credete se vi dico che non riesco a leggere tutto l’articolo fino in fondo come faccio con gli altri? Lo farò in due tempi. Questo è l’effetto che fa su di me non già la violenza ma il solo sentirla raccontare o il sentirne parlare. Grazie per dire che abbiamo potere, lo so e nel mio piccolo tento sempre di fare qualcosa, ma è bello e importante ricordarselo insieme. A volte mi sento un po’ come John Coffey ne Il miglio verde, quando racconta piangendo quanto sia difficile per lui sopportare tutta la violenza che c’è nel mondo, che è come avere pezzi di vetro costantemente conficcati in testa. Uno dei più belli e struggenti monologhi della storia del cinema.
    Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo