Come amare se stessi e vivere bene nel mondo e con gli altri

come amare se stessiCome amare se stessi?

Incredibile a dirsi e anche a pensarsi, ma molte persone non hanno la minima idea di come darsi amore.

Per questo non riescono ad amare nemmeno gli altri in modo sano e soprattutto non riescono a farsi amare.

In conclusione: fanno una vita di melma!

Di più, in molti non sono affatto consapevoli di non sapersi amare

Tuttavia si credono egoisti e prepotenti, si colpevolizzano, e si svalutano, sono convinti di essere cattivi e peccatori come il nostro buon cattolicesimo ha insegnato.

Soprattutto le donne.

Ah, quante brave bambine e brave ragazze per la propria incapacità di amare se stesse e per la propria inconsapevolezza non fanno altro che entrare e uscire da storie sentimentali disfunzionali!

Non è finita qui.

Anche dal punto di vista della carriera, delle soddisfazioni personali e delle relazioni con gli altri in genere, non si ha molta fortuna se non ci si ama.

Cioè se non si ama se stessi non si ama la vita (come si fa?!) e non la si gode.

Non se ne approfitta, non la si esplora, non la si “consuma”

Che spreco orribile!

L’amore per se stessi è la più grande forma di equilibrio interiore che si può raggiungere, quella che consente di arrivare alla vera serenità e di rifuggire da dipendenze, di qualsiasi tipo.

L’amore per se stesse come fondamento della propria serenità

Come puoi, allora scoprire l’amore più grande, quello per te stessa, e allontanarti allo stesso tempo dall’aridità del narcisismo?

Giorni fa ho ricevuto questo commento da parte di una lettrice,

“Ciao Ilaria,

spero tu stia bene!

Sono una follower del tuo blog, mi piace la tua ironia e anche il sarcasmo nell’affrontare certi temi.

Devi sapere che vivo a Londra e sono una PR account manager in agenzia di comunicazione.

Ho letto I 7 pilastri dell’attrazione in 2 giorni o meno, tutto di un fiato.

Contenuti concettualmente complessi ma scritti in maniera molto semplice e comprensibile, è stato utile.

Premetto che sono una dipendente affettiva alla grande, cosa che deriva da genitori super needy (in italiano vorrebbe dire “bisognosi”) e penso anche dal mio carattere e personalità (Cancerina al 100%).

Ci sto lavorando tantissimo credimi e sto facendo dei progressi enormi.

Solo che c’è una cosa che non comprendo fino in fondo, e credimi, leggo di coaching e psicologia tutto il  tempo perché è una mia passione: cosa significa davvero “amare se stessi”?

Lo comprendo nell’insieme e in pratica ma non so bene come si metta in pratica a livello emozionale.

Mi spiego meglio: bisogna avere interessi, hobbies, passioni, ecc. E fino a qua ci arrivo.

Ma come si sa quando ci si ama? Come lo si interiorizza?

Quando sai che sei guarito?

Io per esempio sono piena di amici, mi piace scrivere, lavoro ecc, ma quando si tratta di uomini divento una super sfigata.

Mi frego nei messaggi, mi dò le zappe sui piedi e accetto tutto, sono la comprensiva e cosi dimentico di mettere paletti e che l’altro deve guadagnarsi la mia attenzione, che non gli è dovuta.

Vorrei amarmi a tal punto da non dipendere da nessuno, ma è come se senza amore mi mancasse una gamba…

Spero potrai rispondermi e nessun problema se non lo farai.”

Come amare se stessi

Sorvoliamo sull’inciso astrologico, peraltro in parte rivelatore e vediamo un po’ cosa ci dice questo messaggio dell’amore e del non-amore per sé.

La nostra amica intanto usa verso di me un atteggiamento remissivo,

Spera che io le risponda ma se non lo farò le va bene lo stesso, mica da disturbarmi.

Oppure i potrebbe trattare di un atteggiamento un po’ manipolatorio: “Cara Ilaria, mi rimetto al tuo buon cuore…”

Poi parla molto di quello che ha esteriormente: vive a Londra, fa un lavoro interessante, ha amici e hobby, ma va malissimo con gli uomini.

Accenna anche al fatto che non amarsi sia una specie di malattia, dato che si chiede quando si guarisce.

Parla di un impegno quasi “angosciante”, fatto di duro lavoro e tanto studio, per capire come amare se stessa e forse, chissà, magari, un giorno riuscire a mettere in pratica.

Ma no, accidenti, perché farsi tanto male?!

Insomma, positività come se piovesse e anche grande fiducia in se stessa…

La vera questione è però che la nostra amica non è l’unica ad avere questo tipo di questioni in sospeso con se stessa.

Dicevamo già prima che sono molti quelli che non sono capaci ad amarsi e questo capita perché, ahimé, viviamo in un mondo un po’ privo di amore, in senso generale.

Si fa una gran parlare di amore, ma di fatto di amore ce n’è ben poco.

Ci sono, a tutti i livelli, fantasmi di amore, fraintendimenti di amore, finzioni di amore,

In famiglia, in coppia, in amicizia, nella società più allargata.

Si pensi alla pletora di politici di ogni nazione e di ogni colore che dichiarano amore per i propri concittadini e interesse per il loro benessere, quando in realtà usano questa retorica solo per il raggiungimento e il mantenimento del potere.

E pensiamo a qui furboni di elettori, che anche loro di amore non ci capiscono niente, ma sono disperatamente bisognosi di protezione, che si bevono le menzogne dei politici.

Vogliamo parlare delle pubblicità poi, che associano l’amore e la felicità ai prodotti più insignificanti e inautentici?

Il tonno. Una merendina. Un’auto. Uno smartphone. Un’assicurazione. Una banca. Un abbonamento a internet.

Ma dài, ma come si fa a darsi valore e ad amare se stessi quando qualsiasi idiozia artificiale e artificiosa sembra più importante della ricerca di un profondo significato della nostra esistenza?

Quando le nostre giacchette sono tirate a destra e a sinistra, avanti e indietro, da priorità che sono tutt’altro che prioritarie?

E questo accade anche alle donne migliori, quelle che sono davvero intelligenti e con alti valori, le quali, allo stesso tempo, sono “stordite” da mille distrazioni, da un mondo avvolto per lo più nella nebbia di un amore poco autentico, dominato da valori che non hanno nulla di amorevole.

Eppure, in mezzo a questa nebbia, queste donne rimangono desiderose di dare e di ricevere amore.

Quello autentico, però.

Come sappiamo, poi, sono proprio queste donne più sensibili, competenti e capaci a cadere preda poi soliti marpioni-vampiri-manipolatori, degli uomini sbagliati per eccellenza.

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Alla ricerca dell’amore si ritrovano nel non amore.

Brutto, non è vero?

Ogni giorno di più mi rendo conto che le per la maggior parte le donne migliori e sempre più spesso alcuni uomini con particolari sensibilità, non sanno distinguere tra quello che è amore e quello che non è amore.

Amore da piccoli, amore da grandi

E’ comune e diffusa la convinzione che chi non è stato amato da piccolo, da bambino, non è capace di amarsi da grande, da adulto.

In realtà, dipende.

L’amore è soggetto a varie interpretazioni.

Ci sono tanti che da bambini sono stati amati, sinceramente, ma nel modo sbagliato, non adatto a loro.

Altri sono stati proprio amati sì, ma nel modo sbagliato del tutto.

E poi, certo, ci sono quelli che non sono proprio stati amati.

Difficile in questi casi sapere che cosa è l’amore per se stessi e che cos’è l’essere amati.

Perché anche chi è stato amato, ma in modo inadatto, inadeguato, non è riuscito a percepire l’amore come tale e quindi per lui l’amore è uno sconosciuto e uno sconosciuto, per definizione, non puoi conoscerlo o riconoscerlo.

C’è da dire che la vita è un’avventura di conoscenza e di scoperta del mondo e degli uomini,  gli esseri umani, i nostri compagni di viaggio, quindi se l’amore non ti è stato insegnato e fatto conoscere, puoi decidere di scoprirlo e di conoscerlo, finalmente.

Per poterne godere, nei due sensi del dare e del ricevere.

Questa è una buona notizia.

Da grandi, da adulti, passo passo, si può recuperare tutto quello che non si è appreso e avuto da bambini.

Con l’entusiasmo dei bambini e la saggezza e la consapevolezza degli adulti.

Può essere un approccio alla vita che ha dell’incantato e dell’incantesimo.

Riempirsi di amore.

Il punto di partenza per dare inizio alla magia, è la consapevolezza che l’amore per noi stessi è essenziale.

A questo punto va presa una decisione salda e incontrovertibile di darsi da sé questo benedetto amore.

Infatti, comunque, per tutti, amati o non amati, arriva una stagione nella vita, l’età adulta, in cui è necessario che i nostri principali fornitori di amore diventiamo noi stessi.

E bisogna darsi questo benedetto amore autentico con la stessa forza con cui ce lo darebbe un padre o una madre o un partner o un amico ideali.

Si parla molto di essere la migliore amica o il migliore amico di se stessi.

E’ un’ottima idea.

Si può essere anche il miglior padre, la migliore madre, il miglior partner di se stessi.

Questa è un’idea ancora migliore.

Il che non significa rinunciare all’amore degli altri, anzi, significa iniziare il percorso verso l’amore degli altri, nella doppia direzione.

Questo significa arrivare alla pace con se stessi e con gli altri, creando una vita eccitante in modo concreto, che parte dall’interno dirigendosi verso l’esterno e non fatta solamente di esteriorità.

Quell’esteriorità sterile che non porta a vere gratificazioni.

Perché è una esteriorità effimera, destinata a durare poco. Se non pochissimo.

Le tre regole d’oro per darsi un amore quasi incondizionato

Perché parlo di amore “quasi” incondizionato?

Perché l’amore incondizionato è una bellissima fantasia, ma non è praticabile e utile.

Questo per quel che è la mia posizione.

L’amore incondizionato, anche verso se stessi, può diventare pericoloso perché può farci accettare e non modificare mai qualcosa di noi che possiamo di certo riconoscere, accogliere e allo stesso tempo decidere di cambiare, per il nostro bene.

Una volta presa la decisione di amarsi e di diventare i propri genitori, i propri amici e i propri partner ideali, decisione che abbiamo detto essere il punto di partenza, il punto 0, come si procede?

Quali sono i passi successivi?

1 Mettere una pietra sopra, chiudere, finire una volta per tutte con le convinzioni, i pensieri, i comportamenti, gli atteggiamenti mentali, i ricordi di esperienze e il ripetere tutte quelle esperienze e tutti quegli schemi del passato che appartengono all’era antica del non-amore nella nostra esperienza.

Cioè chiudere con tutto quello di emotivo e di mentale che non ci è utile per amarci.

Se ti va, già in questo momento puoi fermarti un attimo a pensare quali sono le prime tre cose (ricordi, schemi, pensieri, etc) che non ti sono utili ad amarti.

Prendine nota. Fatti un messaggio vocale. Scrivi una bozza nella casella email. Condividi qui sotto nei commenti. Scegli tu.

Ti dò un suggerimento, anche se non dovrei: di sicuro uno schema, un’abitudine di pensiero e una convinzione da abbandonare per scoprire l’amore di sé, è smettere di recriminare sull’amore non ricevuto o ricevuto in modo inadeguato.

2 Accettare se stesse in tutto e per tutto, soprattutto con i propri difetti, i propri limiti, i propri errori, le proprie fragilità e le proprie ferite.

Con le ferite che abbiamo permesso agli altri di infliggerci, con quelle che ci siamo inflitte da sole, con quelle che ci sono capitate un po’ come via di mezzo tra ferite dateci dagli altri e da noi stesse e un po’ per il caso o il destino.

A proposito delle proprie ferite e dei propri errori ti suggerisco di leggere questi tre articoli:

Passato ed errori del passato: a che cosa ti servono?
Smettila di rimuginare sui tuoi errori e vai nella direzione giusta
Perché con le tue ferite sei più bella e più affascinante

2bis Accettare te stessa con tutte le tue doti, capacità, competenze, successi, meriti, senza paura di essere presuntuosa, superba, immodesta.

3 Considerare che l’amore è sempre un processo, un fenomeno in evoluzione.

Pensa a dei genitori che hanno un figlio o due o tre.

Alla nascita di ciascuno di questi figli c’è l’incontro con una nuova persona, che si conosce e si impara ad amare e si scopre come amare e questo amore evolve con il tempo, con le condizioni, con il crescere di tutti, di chi ama e di chi è amato.

La stessa cosa capita tra amici e partner.

L’amore per l’altro cambia con il cambiamento di sé e dell’altro e con il cambiamento del rapporto.

Lo stesso accade con l’amore per se stessi: ci si ama quando si sta bene e quando non si sta bene, quando si è giovani e quando si è meno giovani, quando si fallisce e quando si ha successo.

Ecco come capire “quando si è guariti”.

Quando ci si ama e basta, così come si è, sedute su un divano a guardare avanti a sé, senza pensare a nulla, senza punirsi, interrogarsi, mettersi in dubbio, criticarsi, mettersi in competizione etc etc.

Si ama per la vita, la nostra vita e anche per il nostro vivere nel mondo.

Insomma, non è mai troppo tardi per scoprire come amare se stessi.

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58 Commenti

  1. Avatar di Anais

    Anais 3 mesi fa (28 Luglio 2020 0:12)

    Grazie Ilaria, non c'è articolo più azzeccato per una serata come questa. Oggi ho riflettuto molto sulle mie relazioni disfunzionali (in primis su quella attuale) e ho realizzato che probabilmente mi scelgo questo genere di rapporti perché in un certo senso sono deresponsabilizzanti, risparmiano dal mettersi in gioco sul serio, dal rapportarsi in modo autentico all'altro. Voglio dire: se mi ficco in una relazione con un uomo sposato, il fallimento è già scritto, non dipende da me, quindi in un certo senso non corro il rischio di veder naufragare un rapporto per qualche mio eventuale errore... È la prima volta che realizzo ciò ed ecco il mio punto 1: quali schemi del passato mi trascino nel presente? Un altro punto è l'intima convinzione di dover "vincere una gara", essere in un certo senso "la prescelta" ... Mi costa molto ammettere questi pensieri, non li apprezzo, ne ho quasi orrore: diciamo che sapere di avere delle mire così "basse" è di grande ostacolo all'amore per me stessa. Quindi sì, sono proprio gli schemi antichi che devo abbandonare. Il cammino non è facile, ma credo che l'unica cosa da fare sia lasciarsi alle spalle queste orrende zavorre. E forse, per prima cosa, occorre imparare ad accettarle... Imparare ad accettarsi come esseri imperfetti e meschini... Ecco questa è in assoluto la cosa più difficile per me.
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  2. Avatar di Scarlett Scerbanenco

    Scarlett Scerbanenco 3 mesi fa (28 Luglio 2020 8:00)

    grazie Ilaria. Ottime riflessioni, spunti per esercizi quotidiani.
    Rispondi a Scarlett Scerbanenco Commenta l’articolo

  3. Avatar di Maria

    Maria 3 mesi fa (28 Luglio 2020 15:27)

    Ciao Ilaria e auguro buon pomeriggio a tutti. Ti ringrazio per questo articolo che, come tutti quelli che hai scritto, riesce a farti aprire gli occhi e a farti vedere le cose in modo lucido. Io sento un profondo desiderio di rinnovamento e sto lavorando su di me per capire quali sono i miei reali bisogni e come soddisfarli al meglio. Mi è piaciuto il passo in cui indichi che è importante amarsi e perdonarsi senza diventare troppo indulgenti con sé stessi; ne farò tesoro. Un abbraccio.
    Rispondi a Maria Commenta l’articolo

  4. Avatar di Monica B.

    Monica B. 3 mesi fa (28 Luglio 2020 15:50)

    Sei fantastica!!!!
    Rispondi a Monica B. Commenta l’articolo

  5. Avatar di Kiki07

    Kiki07 3 mesi fa (28 Luglio 2020 22:40)

    Risuona, eccome. La tematica così delicata, è importante, e spessa al contempo. In un mondo dove nelle amicizie - per me, nel sentire l'altro, così affini all'amore, se vicine - esistono individui che provano a trattare gli altri come gli snack al distributore automatico... tutto questo sembra quasi controcorrente, e così autentico. Io ci credo, lo sostengo, perché lo sento. Grazie Ilaria! Viva l'Amore, così vivo nella Vita ( E per certo, in questo Blog-Community❣️).
    Rispondi a Kiki07 Commenta l’articolo

  6. Avatar di Mary

    Mary 3 mesi fa (29 Luglio 2020 11:02)

    La parola principale è GRAZIE.Sono contenta di essere approdata dove i miei pensieri,le mie aspettative,le nostre realizzazioni trovano,quel che si dice comunemente ,ragion d'essere!Grazie di vero ♥️
    Rispondi a Mary Commenta l’articolo

  7. Avatar di FrancescaF

    FrancescaF 3 mesi fa (29 Luglio 2020 8:08)

    Ciao Ilaria, sto incontrando problemi nello scaricare la guida gratuita per l’autostima. È il terzo tentativo che faccio che non va a buon fine (ho controllato anche in spam). Capita anche ad altre questo problema? Grazie!
    Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

  8. Avatar di Kicca

    Kicca 3 mesi fa (30 Luglio 2020 13:03)

    Grazie Ilaria, bellissimo articolo che risponde a molte domande che mi sto facendo ultimamente
    Rispondi a Kicca Commenta l’articolo

  9. Avatar di mariagrazia

    mariagrazia 3 mesi fa (31 Luglio 2020 22:28)

    Ciao Ilaria seguo sempre quello che scrivi,i tuoi articoli mi stanno aiutando tanto in questo periodo molto difficile della mia vita ,mi fanno tanta compagnia,ho avuto il coraggio dopo 33 anni di lasciare mio marito :che mi ha distrutta prima come persona e poi economicamente,so quali sono stati i miei sbagli,adesso mi sono ripresa tutto,in primus me stessa e tutto quello che desideravo,sono riuscita ad avere la famiglia che volevo i miei figli hanno deciso liberamente di stare con me,che sono la prima cosa bella che ho fatto alla mia vita e la cosa bella la più bella vedere l’amore nei loro occhi che provano per me,ho una famiglia come volevo io dove c’è serenità nonostante tutti i problemi che stiamo affrontando,sono riuscita a farmi una casa ricominciando da zero e ne sono fiera perché è bella come volevo io,adesso l’ultima cosa che sto facendo e fare pace con me stessa e perdonare i miei errori,ma fa tanto male è così dura guardarsi dentro e capire il perché ho sbagliato,anche se lo so il perché,a volte trovo tanta serenità per quello che sono riuscita a fare mi dico sempre con gloria e onore,ma a volte fa così tanto male ,sento tanto dolore dentro di me ,comunque l’ultima cosa che devo fare e ci riuscirò ad amarmi sempre di più piano piano perché credo che con l’amore che posso provare per me stessa accarezzerò le mie cicatrici anche se rimarrà il segno ,e comunque mi faranno meno male,ma è dura,comunque c’è la farò
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    • Avatar di Fabio

      Fabio 3 mesi fa (31 Luglio 2020 23:47)

      A chi ami non rinfacci i suoi sbagli facendoglieli pesare, basta dirlo una sola volta. Così tratti i tuoi figli a cui vuoi un gran bene e così devi trattare te stessa, hai capito dove hai sbagliato? Ok, è sufficente, non pensarci più, pensa solo al tuo futuro a voler bene a te e ai tuoi cari, dimentica i brutti momenti passati, non si può più cambiare ciò che è stato. È dura, si , è vero, ma ogni giorno che passa diventi sempre più felice. Un abbraccio, Fabio
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

  10. Avatar di Anna

    Anna 3 mesi fa (28 Luglio 2020 12:08)

    Salve Ilaria..Ho letto questo tuo articolo, sull'amare se' stessi..e trovo che sia bellissimo, e veritiero. Ti racconto la mia storia di vita, per chiederti un aiuto..Io insegno, ma avrei voluto fare un dottorato di ricerca, ne' ho avuto anche la possibilita', ma e' stata un occasione persa..Non sono sposata, non ho famiglia, non ho un compagno..Mi sento una persona poco realizzata, e sento dentro di me un blocco..Ti confesso che oggi, spesso penso all'idea di fare un dottorato, dovendomene cercare le possibilita'..come per recuperare me' stessa..fare qualcosa di piu' gratificante..che aumenti anche la mia autostims..Ho 50 anni, e sento un grande senso di vuoto, non sento di amarmi abbastanza, o di meritare la mia stima..Puoi darmi un consiglio? Grazie fin da ora.. Saluti
    Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Maria

      Maria 3 mesi fa (28 Luglio 2020 15:18)

      Ciao Anna. Secondo me, non dovresti abbandonare l'idea del dottorato se pensi che sia un obiettivo che potrebbe darti grandi soddisfazioni. Io sono un'insegnante come te e onestamente piacrebbe anche a me fare un balzo in avanti nella mia carriera. Ciò che conta è avere tenacia, credere in ciò che desideri realizzare e fare ciò che puoi per concretizzare il tuo progetto. Parti da ciò che ti piacerebbe approfondire per la tua ricerca accademica e poi cerca i testi che approfondiscono l'argomento. Quando avrai fatto una bozza del lavoro, potresti sottoporlo ad un docente universitario che possa darti dei consigli. Coraggio! Se vuoi puoi e abbandona tutte le considerazioni limitanti che hai su di te. Spero di esserti stata utile e ti auguro una buona giornata.
      Rispondi a Maria Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 3 mesi fa (29 Luglio 2020 15:14)

      Ciao Maria... Grazie mille per avermi risposta..Sentire il parere di una persona, soprattutto di una donna , e' molto iimportante..E' vero, mi sento limitata..per non aver fatto cio' che mi piaceva..il dottorato..ma ti confesso che sono anche abbattuta perche' il mio professore della tesi, e' ormai in pensione, anche se so' che lui continua lo stesso, a collaborare, con la moglie, che lavora a tutt'oggi all'universita', sullo studio dei dialetti..settore che m'interessa..Vorrei chiederti ulteriormente, se sai dirmi, come sarebbe possibile, lavorare nell' ambito della ricerca, senza fare dottorato..Credi, si possa in qualche modo presentare un progetto, pur non facendo dottorato? Attendo con piacere una tua risposta, se vorrai rispondermi.. Grazie Maria..Un abbraccio, Anna
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Maria

      Maria 3 mesi fa (29 Luglio 2020 19:24)

      Ciao Anna. Dunque, in alcune Università esistono dei gruppi di ricerca su varie tematiche (come ad esempio Parma e Venezia che si occupano dei disturbi dell'apprendimento linguistico) però non so se accolgono collaboratori esterni. Tu, intanto, potresti parlare con il tuo professore o con sua moglie e chiedere un consiglio. Poi, se tu hai in mente un progetto, perché non fare una richiesta di dottorato? Provate non costa nulla (a meno che tu non te la senta di essere impegnata con l'università per tre anni). Valuta i pro e i contro (magari mettendoli per iscritto) e decidi cosa fare. Secondo me, provare non costa nulla. Io vorrei provare anche ma devo trovare la grinta di intraprendere un progetto concreto. Spero di esserti stata utile. Un abbraccio.
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    • Avatar di Anna

      Anna 3 mesi fa (29 Luglio 2020 21:37)

      Ciao Maria..grazie.. Come dici tu,Valutero' l'idea, di prendere dei contatti, e magari anche cercando di preparare, uno schizzo, su cio' che vorrei fare, su cio' che potrebbero essere le mie idee..e vedere se posso riuscire a parlarne con queste persone..E' vero, ci vuole molta grinta..ma di per se' quando intraprendi qualcosa di concreto, senti di essere, gia' sulla via giusta, ovviamente ci vuole molta dedizione, ma anche entusiasmo..ed e' anche vero, che quando fai una cosa che ti piace, tutto assume un aspetto diverso, e interessante..Lo scambio di idee, lo stimolo da parte di chi ti circonda puo' essere veramente di aiuto..e io, sono contenta di aver espresso qui, i miei pensieri, per raccogliere altrettanto dei validi consigli..Mi fa' molto piacere che tu mi abbia risposta..grazie infinite..e comunque, anche tu trovo che possa valutare bene, l'idea d'intraprendere un bel progetto, di cio' che a te, piu' piace.. Buona serata, Un abbraccio
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 3 mesi fa (28 Luglio 2020 22:06)

      Ciao Anna, io ho appena fondato il CPDA. Comitato Pro Dottorato Anna. Chi aderisce????? :-DDD caspita, Anna, bravissima. Ti dirò. Oggi parlavo con mia madre e “piangevo sul latte versato” dei miei studi. Dopo il liceo avrei voluto fare astronomia o fisica con indirizzo astrofisica, ma i miei si sono opposti e ho fatto Economia. Avrei voluto stare in università e fare un dottorato, tanto che dopo la laurea ho fatto ricerca, ma il mio relatore non era convinto...insomma, sono andata a lavorare per una multinazionale e dopo quasi quattro anni di lavoro a 30 anni volevo mollare tutto per riprendere astronomia ma non l’ho fatta perché mi sentivo vecchia. Vecchia???? A 30 anni? Poi ho accarezzato l’idea di fare un dottorato in ambito economico e ho lasciato perdere. A gennaio di quest’anno (l’anno dei 40...) mi sono iscritta a un corso di perfezionamento in progettazione culturale ma si è bloccato tutto causa covid. ☹️ Mi inchino a te e alla tua energia. Altroché mancanza di senso. Di senso ne hai da vendere. Anche a me :-) Ora che mi “hai bagnato il naso”, rifletterò anche io sulle mie scelte. Studiare è una cosa bellissima. Brava!
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di White

      White 3 mesi fa (29 Luglio 2020 10:32)

      @FrancescaF Mi ha colpita molto la tua storia perché in parte simile alla mia: ho sempre voluto studiare lingue per le quali ho una predisposizione innata (sono dalla Transilvania ma vivo in Italia da 10 anni circa, mi sono trasferita qui all'età di 21 anni, la lingua italiana per esempio l'ho imparata/studiata da autodidatta) , invece ho ripiegato su economia per una serie di intoppi di percorso, facoltà che ho odiato con tutta me stessa dal primo all'ultimo giorno! Spero il punto esclamativo renda l'idea. :) Ho avuto comunque la soddisfazione se così la possiamo chiamare di aver portato a termine, seppur in tempi lunghi un percorso che ho sempre trovato ostico ma mollare non era un'opzione valida, soprattutto per le implicazioni economiche che ciò comportava.. Vedere la gioia negli occhi dei miei genitori il giorno della laurea è stata per me una specie di riscatto.. le lingue le ho sempre studiate per conto mio e di lavoro faccio il commerciale estero ma di base manca qualcosa .. Cosa c'entra il mio commento con l'articolo di Ilaria? Se avessi amato un pò di più la me stessa di dieci anni fa avrei sicuramente creduto in me e nelle mie capacità di mollare la strada intrapresa per seguire quella più affine a me. Avrei sicuramente disatteso le aspettative dei miei genitori ma avrei forgiato un carattere più solido.
      Rispondi a White Commenta l’articolo

    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 3 mesi fa (29 Luglio 2020 10:57)

      Oddio White! Oddioooo! Transilvania???? Anche io ho origini transilvaneeee. Mia nonna materna era transilvana. Io adoro la Transilvania. Fatemi riprendere da questo momento di grande emozione, ragazze, poi rispondo bene. Ilaria tu, intanto, chiama Raffaellona. 😍😂
      Rispondi a FrancescaF Commenta l’articolo

    • Avatar di White

      White 3 mesi fa (29 Luglio 2020 15:23)

      Ma wow!!!! :) vedi che sotto sotto la sentivo una certa vicinanza, ma che bella scoperta, mi ha svoltato la giornata :)
      Rispondi a White Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 3 mesi fa (29 Luglio 2020 15:53)

      Ciao Francesca..trovo che tu abbia energia da vendere..percio' non mollare.. Fai di tutto per perseguire i tuoi desideri..le soddisfazioni, saranno grandi! Un abbraccio, e grazie..
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Martina

      Martina 3 mesi fa (29 Luglio 2020 10:43)

      Ciao Anna, credo che il tuo desiderio di fare un dottorato sia abbastanza fattibile. Non so bene come funziona oggi. Io l'ho fatto subito dopo l'università, avevo 25 anni quando ho iniziato, e l'ultimo anno di dottorato, avendo vinto un concorso in un ente, prima lavoravo e quando uscivo dal lavoro andavo in università e mi dedicavo alla tesi di dottorato. Innanzitutto vedi se riesci ad ottenerlo con borsa, e in quel caso prova a chiedere un'aspettativa, in caso contrario (senza borsa di studio) valuta la possibilità di non sospendere completamente la tua attuale professione, prendendo anche un part-time. Ricordati che è bellissimo dedicarsi alle proprie passioni, ma dobbiamo anche essere indipendenti economicamente. In bocca al lupo per tutto!!
      Rispondi a Martina Commenta l’articolo

    • Avatar di Laura

      Laura 3 mesi fa (29 Luglio 2020 11:21)

      Cara Anna, il tuo messaggio fa risuonare molte cose in me. Io un dottorato l'ho preso, e per quanto ci siano grandissime differenze tra settore e settore (non so qual è il tuo), penso di poterti dire che si tratta di un percorso che può farti crescere culturalmente e darti competenze nuove, se trovi un buon supervisore. Che sia un modo per dare senso alla tua vita, dipende da te... in sé, il dottorato non cambia la vita professionale, a meno che tu non abbia in mente un progetto chiaro, che passa dall'averlo. Vorrei però dirti un'altra cosa. Tu scrivi: "Non sono sposata, non ho famiglia, non ho un compagno..Mi sento una persona poco realizzata, e sento dentro di me un blocco..". Fino a poco tempo fa mi vedevo come ti vedi tu: poco realizzata perché non avevo un compagno e una famiglia. Un po' come se tutto quello che avevo fatto nella vita (che non è poco, se lo guardo con onestà) diventasse insignificante di fronte ai "traguardi" mancati. Attribuivo quel senso di vuoto (che tu chiami blocco, ma immagino sia lo stesso) alla mancanza di un compagno e di una famiglia. Poi ho realizzato che moltissime donne della mia età, con compagno e figli, sentono lo stesso vuoto e lo stesso senso di fallimento, lo stesso blocco e la stessa frustrazione. E lo attribuiscono magari ad una strada non presa, ad un lavoro insoddisfacente, al rapporto col compagno che non va, ai figli che non sono come loro vorrebbero... E allora ho capito che non è segnare crocette sulla tabella di marcia che lo farà sparire, ma cambiare il modo in cui si guarda sé stesse e la propria vita, il modo in cui la si vive ogni giorno e si gode di essa. Se questo non cambia, puoi anche ottenere per magia quello che vuoi domani stesso (un compagno meraviglioso, una famiglia con tutti i crismi, il dottorato, il lavoro dei sogni...) ma continuerai a sentire quel vuoto. Se cambi questo, invece, puoi essere felice così come sei oggi o in qualunque altro modo tu sceglierai, senza dover cercare esternamente traguardi che diano un senso alla tua vita. Ti abbraccio
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    • Avatar di Anna

      Anna 3 mesi fa (29 Luglio 2020 15:44)

      Ciao Laura..grazie per aver risposto alla mia email..bellissimo leggere le tue parole..sono di conforto, e di aiuto.. Vorrei chiederti ulteriormente, visto che tu hai esperienza in campo universitario, come si puo' rientrare lo stesso nell'ambito universitario,a fare ricerca, pur non avendo conseguito un dottorato..?anche perche' il mio professore di tesi, e' ormai in pensione, anche se continua a collaborare con la moglie, che lavora nell'universita' ,nello studio dei dialetti..Lui e' un bravissimo linguista..e a me interessa proprio questo settore..lo studio dei dialetti..Sai dirmi, se in qualche modo sia possibile presentare un progetto, farlo valutare, e lavorare nell'ambito della ricerca? Ahime', e' passato tanto tempo da che mi sono laureata..e dacche' fossi all'universita'..non so' come fare, quale sia il modo giusto.. Era il mio pallino..e tuttora c'e' in me un piccolo barlume di speranza, di poter fare qualcosa di bello.. Inoltre, a parte l'universita', come gia' ho menzionato, ho 50 anni, e non ho un compagno, una famiglia, e' per questo, anche mi sento poco realizzata, nella mia pienezza di donna..ma come tu hai ben sottolineato, tante volte, essere single, puo' essere un bene, se non hai trovato la persona giusta..Spero lo stesso, che io possa avere ancora, la possibilta' di realizzarmi, in qualche modo, e che non tutto sia perduto completamente..Il senso di vuoto, e' grande.. Laura, attendo con piacere, una tua risposta, se vorrai rispondermi.. Grazie mille.. Un abbraccio, Anna
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    • Avatar di Laura

      Laura 3 mesi fa (30 Luglio 2020 14:08)

      Cara Anna, in certi contesti il dottorato è indispensabile per lavorare in ambito universitario, in altri no. Io ti consiglio di parlarne con il tuo professore, ed eventualmente, se lui lo riterrà, con sua moglie, e farti spiegare da loro che possibilità ci sono. In genere una persona brava, seria e motivata è considerata un valore aggiunto per la ricerca, ma tutto dipende dalla specifica situazione, dal tempo e dalle risorse che hanno, da tanti fattori. Se desideri tentare e ti riconosci in questo percorso, mettiti in moto. Parla, chiedi, proponi, vai a vedere le tue carte. Ti abbraccio.
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    • Avatar di Anna

      Anna 3 mesi fa (30 Luglio 2020 19:23)

      Ciao Laura.. Grazie mille.. Un caro saluto
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (29 Luglio 2020 22:02)

      Ciao Anna. Io ho più di 50 anni. Che c'entra? Niente! Solo che era per interrompere un po' lo schema. Hai 50 anni e dunque? Non ti senti realizzata perché non hai fatto le solite cose che "bisogna" fare nella vita? Vuoi fare un dottorato? Ottimo. E' di ieri la notizia che un circa 90enne ha preso la terza media e di oggi quella che un 97enne ha preso la triennale in Storia e Filosofia e si iscriverà alla magistrale. Di notizie analoghe, nella professione, nello studio e nello sport ce ne sono moltissime e appartengono a tutti i luoghi e a tutte le epoche. Vuoi fare il dottorato? Fallo. Mi sembra una buone idea. Mi permetto solo di sottolineare che per trovare l'amore per se stessi è utile partire da dentro. Quindi se fai il dottorato fallo non con aspirazioni di "riscatto" ma per amor tuo e come percorso per scoprire autostima e valore di te.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 3 mesi fa (30 Luglio 2020 1:12)

      Ciao cara Ilaria.. Grazie per avermi risposta.. A volte, i limiti mentali, sono delle grandi gabbie..che non ti permettono di uscire da quel confine..e io, proprio perche' non ho seguito una traiettoria per gradi, ora mi faccio mille problemi..di non poter piu' fare, o realizzare quelle cose che desideravo,ma e' anche vero che nella vita, non sempre tutto e' prevedibile..Quindi, bisogna accettarlo, invece che intestardirsi e dire che quella cosa non puoi farla piu' perche' non l'hai fatta al momento giusto..E' importante stare bene con se' stessi, e credo che come dici tu, non ci sono dei limiti in assoluto, per cio' che si desidera..Hai ragione.. Tutto parte da dentro..il disagio interiore, puo' creare dei grandi conflitti, ma bisogna prima di tutto amare se stessi, cercare di fare cio' che piu' ci piace, e che ci fa' stare bene..con grinta, magari senza abbattersi, come faccio io ..perdendo tutte le speranze..e pensando che ormai e' troppo tardi per tutto.. Le tue parole mi sono di grande sollievo.. Un abbraccio
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    • Avatar di D

      D 3 mesi fa (30 Luglio 2020 12:15)

      Fantastica Ilaria! A proposito delle solite cose che "bisogna" fare nella vita, e mi riferisco ai figli. Ne fai uno, quando fai il secondo, non ne fai, perché non hai figli? Non sei riuscita a rimanere incinta, perché non hai figli? Fatti aiutare da qualcuno.. Prendi casa, ma c’è solo una stanza da letto…Mia mamma (sempre lei!!!) che deve giustificare ai parenti, con tono mortificato e rabbioso (nei miei confronti perché non le ho dato il nipotino!) “ma quanti figli hanno????” nel senso non hanno figli per cui va bene una stanza ma nello stesso tempo non va bene perché DOVEVO mettere al mondo dei figli! Facendomelo rimarcare bene…. E bastaaaaaa! Io ho smesso di parlare di sto argomento con lei perché onestamente non ho più nulla da dire. Ma lei continua…. Prima o poi si arrenderà dai. Ma perché “bisogna” fare le solite cose nella vita?
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    • Avatar di Vic

      Vic 3 mesi fa (31 Luglio 2020 23:25)

      Ciao D, beh scrivi "cose" ma in sostanza parli solo di figli. Io devo dire che l'era del "bisogna" l'ho superata e sono fortunata, perché i miei genitori non mi stressano affatto da questo punto di vista e sono molto evoluti. Più che altro sono io che vorrei certe cose, senza però dovermi accontentare. Ma incontro solo cretini, bambinoni e narcisi. Li evito come la peste e seleziono, ma poi non ci rimane nulla da vagliare. Sono molto più tranquilla adesso e il vuoto che sentivo si è attenuato, sono più in contatto con me stessa e con i miei bisogni e non mi faccio più intortare da belle parole e complimenti. Sto affinando la mia capacità innata di inquadrare le persone dopo pochi discorsi, forse perché di gente ormai ne ho vista un bel po'. Mi sento meglio, davvero. Però, come dire, la felicità, o la contentezza o la serenità, sono un'altra cosa. E mi chiedo se le proverò più. Vedo mia sorella gemella che ha una storia da 15 anni e con lo stesso ci si è sposata e sono ancora innamorati. Che vite diverse. E pensare che metà della nostra esistenza l'abbiamo vissuta insieme. Voi che fate quando vi sentite tristi? P. S. Avviso che non posso ballare come Meredith e Cristina, sono troppo stanca causa lavoro :)
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    • Avatar di Silvia

      Silvia 3 mesi fa (1 Agosto 2020 13:38)

      Vic, ho scoperto di recente questo volume chiamato 'Mondo' di una casa editrice di viaggi. Sembra una miniera d'oro di paesi, colori, sapori, esperienze - e il solo pensiero che c'è così tanto da scoprire è meraviglioso. Sfogliarlo ogni tanto e, chissà, pianificare un bel viaggio o solo sognarlo fa venire il sorriso!!
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Nimue

      Nimue 3 mesi fa (1 Agosto 2020 13:50)

      Vic tesoro, siamo reduci da un periodo che ci ha messo a durissima prova nel fisico, nell'animo, nei nervi. Fa un caldo assurdo e stiamo ancora lavorando. È normale sentirsi stremati e, in qualche caso, farci assalire e sopraffare dalla tristezza. Credo sia fisiologico. Lascia passare l'onda. L'unica cosa che posso dirti è di non nutrire In questi momenti il demone del confronto. In particolare metterti a paragone con tua sorella mi sembra il massimo dell'accanimento contro te stessa. In questo periodo sto studiando per lavoro la teoria del desiderio mimetico di Girard, in cui la figura dei gemelli ricopre un ruolo molto importante proprio a questo rispetto. Magari può essere un buono spunto per sublimare il tutto (lo so che avevi chiesto qualcosa di non stancante!) Intanto un abbraccio! (Ilaria non se so ho inviato due volte)
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    • Avatar di Vic

      Vic 3 mesi fa (1 Agosto 2020 17:31)

      Grazie Nimue e Silvia, mi sono segnata queste due letture. Il problema è che lavoro tanto, guadagno poco e poco svago. Oggi ad esempio è il mio giorno libero e dovevo andare al mare col mio amico gay. Mi ha dato buca all'ultimo per un impegno di lavoro ed ho ripiegato sulla piscina. Che però è super affollata e piena di coppie, famiglie, bambini urlanti e mamme pancine. Tutti più o meno della mia età o sui 40. Sono l'unica che è venuta da sola. Lo so che i confronti sono deleteri ma certe volte è proprio difficile non farli. Mi sforzo di non guardare, di pensare ad altro, ma certi giorni è proprio dura. La solitudine è bella quando è una decisione propria, non una forzatura. Comunque this is it. Apprezzo tanto la vostra solidarietà sincera, che solo le persone che vivono o hanno vissuto determinate situazioni sanno dimostrare.
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (1 Agosto 2020 17:35)

      Mi immagino la gioia e la felicità di TUTTE quelle quarantenni. Ma tu intanto, non puoi goderti le urla dei loro bambini?! O i battibecchi con i loro mariti e le facce musone degli stessi?! NB non fraintendetemi...
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 3 mesi fa (1 Agosto 2020 19:26)

      “Guardi, c’è solo una stagione che rimpiango e vorrei avere di nuovo: quella degli anni maturi, la stagione che va dai trenta ai quaranta. È stupenda. È stupendo per una donna avere trent’anni, trentacinque, quaranta: io ho avuto più innamorati a quarant’anni che a venti, sono anni liberi e pieni: come vorrei farlo comprendere alle cretine che non se ne rendono conto” cit. Milly Monti. Senza offendere nessuno, ma penso sia utile.
      Rispondi a Carlotta Commenta l’articolo

    • Avatar di Atolla

      Atolla 3 mesi fa (1 Agosto 2020 19:28)

      Io da un posto del genere sarei fuggita a gambe levate, anzi non ci sarei proprio andata...non potevi cambiare aria, dato l'ambiente "single unfriendly"? Ma poi perdonami Vic, proprio non ti riesce di goderti il momento, di fare qualcosa per il piacere di farla, senza struggersi per l'assenza di un uomo accanto o di una cerchia di amici? Non so, mi pare di notare un Leitmotiv nei tuoi interventi, a volte intravedo una sorta di piacere masochistico nell'insistere a fare certe cose/certi ragionamenti ma spero di sbagliarmi 😉
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    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 3 mesi fa (1 Agosto 2020 18:29)

      Ciao Vic, Non ti avvilire. Comprendo benissimo come ti senti. Un abbraccio grande grande 🤗
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

    • Avatar di Laura

      Laura 3 mesi fa (1 Agosto 2020 23:45)

      Cara Vic, c'è un passo del tuo commento che secondo me è centrale: quello in cui dici che "La solitudine è bella quando è una decisione propria, non una forzatura". Tu non avresti avuto la possibilità di stare con qualcuno, uno qualunque, in questo momento? E anche di avere dei bambini, se lo avessi voluto a tutti i costi? Io sono sicura di si. E saresti finita a "godere", come molte delle persone che invidiavi in piscina, dei musi dei loro mariti, dei battibecchi e delle urla dei bambini, come dice Ilaria. Quindi il tuo essere single (non sola, le due cose non coincidono) è una tua scelta, solo tu puoi convincerti che sia una forzatura. E lo dico nel senso positivo. Come tutti noi, sei responsabile, non vittima, della tua vita. E questo è bello e dovrebbe metterti al riparo dall'invidiare chi si è accontentato, che spesso si sente solo quanto te, ma con molto meno amor proprio e molti più ostacoli davanti se decidesse di stare finalmente bene ed essere felice. Io sono abbastanza certa che, a tua insaputa, molte di quelle donne di oggi invidiassero te.
      Rispondi a Laura Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 mesi fa (2 Agosto 2020 12:08)

      Sono d'accordo con Laura, che ha scritto un bellissimo commento! :-)
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 3 mesi fa (2 Agosto 2020 16:40)

      Grazie Laura. Diciamo che io ho "scelto" di non accontentarmi, non di essere sola. C'è una bella differenza. Purtroppo finora il non accontentarmi di mezze calzette ha implicato il restare da sola. Non credo comunque che tutta la gente in coppia si sia accontentata, molti si sono scelti, li riconosci dagli sguardi. Non voglio ridurmi ad invidiare nessuno che neanche conosco, né mia sorella a cui voglio un bene dell'anima, ma neanche fingere che siano tutti infelici in coppia e fare come la volpe con l'uva. Mi piace molto questa cosa che hai scritto che siamo responsabili della nostra vita e non vittime. Ad ogni modo, uno può decidere di stare finalmente bene ed essere felice ma non per questo la felicità arriva. Ci vuole pure fortuna.
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (2 Agosto 2020 17:53)

      Vic sei una donna brillante che molte volte scivoli - come capita a tutti noi - in considerazioni un po' becere. Io metterei insieme il contenuto dei commenti che hai ricevuto: sei stanca, fa caldo, sei provata (si sappia che in tutti i miei percorsi io spiego che su questi presupposti è un po' difficilino trovare serenità); come molti in questo periodo, più del solito hai problemi a organizzarti la vita: forse non è il caso che tu faccia confronti, tanto meno con tua sorella e noi tutti siamo sicuri che le vuoi bene; forse non sono decisioni molto brillanti quelle di affidarsi a un solo amico (o a chiunque) per passare una giornata decente di relax; probabilmente come ha suggerito qualcuno il luogo che hai scelto non era proprio l'ideale per ricaricarti; una piscina per famiglie è ideale solo per famiglie che dimostrano tolleranza reciproca sapendo di essere tutte portatrici di bimbi urlanti e comunque ci sono un sacco di altri luoghi dove una donna adulta sola può stare bene senza sentirsi un pesce fuor d'acqua; nessuno dice che tutti siano infelici in coppia, ma si sdrammatizzava anche sull'onda di quel che tu hai suggerito con la tua descrizione che per esperienza molto comune non ci è così estranea. Cioè chi crede ancora che in un sabato di agosto si vada in piscina o al mare a trovare pace e tranquillità? Senza offendere nessuno (anche perché noi stessi facciamo parte della gente comune) da me si dice che il sabato pomeriggio si "aprono le fogne". Su, un po' di sano realismo e di astuzia. In sintesi, credo che tutte ci siamo strette attorno a te per darti quella comprensione che tu non ti dài e per suggerirti di essere un filo meno negativa ma anche un po' più strategica.
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    • Avatar di Vic

      Vic 3 mesi fa (2 Agosto 2020 18:11)

      Grazie Ilaria😘 Sì, in effetti i turni massacranti (tipo 14-22) e il caldo non aiutano a stare sereni. Proprio adesso sono alla reception di una clinica a fare una sauna tra divisa e mascherina, ed è pure pieno di zanzare XD Ho scelto la piscina vicino casa perché il mare è lontano e il sabato per arrivarci devi fare un'ora e mezza in mezzo al traffico all'andata e due al ritorno, più mezz'ora per cercare parcheggio, se ti dice bene. A Roma fanno 40 gradi all'ombra e per rifocillarti o vai al mare o in piscina. Ho optato per la piscina per non stare a casa davanti al ventilatore. Cercherò di essere meno negativa e di non fare confronti, infatti. Tanto non mi aiutano. Grazie di cuore ragazze/i❤️
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    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 3 mesi fa (2 Agosto 2020 18:14)

      Ciao Vic, Ieri ero solo e oggi idem. Lo so perfettamente come ti senti. Però dobbiamo capire che non è giusto per noi stessi rifugiarsi nelle recriminazioni e nelle presunte ingiustizie che pensiamo di ricevere. Capita che ogni tanto si sprofonda nei pensieri più cupi. Siamo esseri umani. Io oggi ho fatto una bella passeggiata e una granita all'anguria. Dentro di me sentivo comunque serenità. Ho deciso di non pensare più a una donna che mi accompagni nella mia vita e di non cercarla più. Voglio solo serenità. Se questo comporta stare solo ben venga. È inutile avere qualcuno che ci arreca solo danno e malumori. Con le amicizie Vic sono messo come te. Si certo la location che hai scelto ieri di certo non ti ha aiutato. Poi come scrive anche Ilaria l'insieme del tuo stato psicofisico non era dei migliori. Ad ogni modo non invidiamo la vita di nessuno. Viviamo la nostra al meglio che possiamo.
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 3 mesi fa (2 Agosto 2020 19:44)

      Hai ragione Ema, bisogna aspirare a raggiungere la serenità. Riguardo te che dire, ci hai provato. È difficile lasciar andare, lo so bene. Ora guardiamo avanti.
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 3 mesi fa (2 Agosto 2020 21:04)

      @Vic, Il mio è un pensiero generale. Non voglio proprio nessuno. Investo sulla mia vita e basta. Sono ancora in grado di fare tanto e bene. La possibilità di far parte della mia vita lo ho data a una donna nello specifico. Non ne vale la pena. Ho da dare tanto amore. Oggi mentre passeggiavo mi sono detto che devo dare amore a me. Quella passeggiata rappresenta proprio questo. La granita è amore per me. Questa è la mia filosofia di quest'estate.
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

    • Avatar di Nimue

      Nimue 3 mesi fa (2 Agosto 2020 0:00)

      Vic, secondo me torneremo col pensiero a questa estate anomala e sfidante provando un senso di tenerezza nei nostri confronti. Quindi perché non tentare di concedertela sin da ora un po' di tenerezza? Quando intercetti in refolo di leggerezza, respira a pieni polmoni e sorridi o, ancor meglio, se possibile, ridi... una risata omerica, liberatoria, che scacci e esorcizzi i pensieri foschi! Un abbraccio
      Rispondi a Nimue Commenta l’articolo

    • Avatar di Vittoria

      Vittoria 3 mesi fa (1 Agosto 2020 17:32)

      Ciao Vic, mi ritrovo molto nelle tue parole e nel tuo modo di pensare, dai vari commenti che leggo, e lo sai cosa? Anche io ha una sorella gemella! :D Quando mi sento triste da un po' cerco di applicare il consiglio di Ilaria, quello di spezzare lo schema: faccio qualcosa di totalmente diverso da ciò che di solito mi porta invece a rimuginare o rifugiarmi ancor più nella tristezza. Per esempio, fare qualche faccenda domestica, fare esercizio fisico, una commissione, chiamare qualcuno, insomma un'attività fisica che mi permetta di staccare i pensieri!
      Rispondi a Vittoria Commenta l’articolo

    • Avatar di Cristina

      Cristina 3 mesi fa (1 Agosto 2020 17:39)

      Ciao Vic, io credo, come anche Nimue ti ha detto, sia un mix tra il periodo alle nostre spalle (e come in tante situazioni, lo stress si percepisce dopo che è finita), e la stanchezza che tu stessa dici di provare. Le altissime temperature (qui a Milano ci si squaglia) e il periodo estivo di certo non aiutano. Io ti direi intanto di non paragonarti a tua sorella, non ha senso: capisco venga spontaneo, ed è anche vero che il pensiero non si può fermare, però tu sei tu, e qualcuno di giusto per te che non sia nè bambinone nè narcisista esiste. E poi chiedi cosa facciamo quando siamo tristi: beh, io mi alleno, oppure esco a farmi una passeggiata, esco con un'amica, oppure... guardo un cartone animato. Ebbene, ammetto di avere una passione: spesso quando di sera ho voglia di guardarmi un film, opto per uno della Disney e son felicissima. Riconosco che possa sembrare infantile, ma a me le avventure di Semola e Merlino hanno sempre messo allegria :) Facci sapere per cosa opti e su con il morale, ti auguro una buona giornata! P.S. Ringrazio Nimue, anche se la risposta non era rivolta a me, per avermi fatto conoscere la teoria di Girard: molto interessante e soprattutto applicabili anche alla dinamiche sentimentali, vedo analogie con relazioni non proprio funzionali.
      Rispondi a Cristina Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 3 mesi fa (1 Agosto 2020 22:27)

      "Anacleto, un gufo altamente istruito!" :D Grazie Cristina, Ema e Vittoria. Grazie Ilaria, in effetti bisogna guardare tutte le facce della medaglia, solo che oggi mi ha detto sfiga e sono capitata tra baciatori e famigliole, ma so che non è tutto oro quello che luccica. Grazie Carlotta per il tuo commento. Io penso che tutti gli anni dovrebbero esser liberi e pieni, solo che a vent'anni hai la libertà ma non sai bene cosa farne e come riempirla, e a 35/40 sapresti come fare ma non sei più libera come prima, perché lavori e hai delle responsabilità. L'ideale sarebbe trovare un equilibrio interiore, che è la cosa più difficile da fare. Ci sto lavorando, però ancora il traguardo latita. Grazie anche a te Atolla. In realtà, ero andata in piscina proprio per godermi il "momento" e non stare a casa a rimuginare sulla buca del mio amico. E non ho nessun piacere masochistico, solo che qui ci sono persone che sono nella mia stessa situazione o l'hanno vissuta, o sono ferrate nel ramo come Ilaria, e possono comprendere e darmi buoni consigli. Possibile che questo sia il leitmotiv di questo periodo della mia vita, in effetti. Un periodo lunghetto. Cerco comunque di non mollare e sorridere. Solo ci sono delle giornate no e vengo a rompere qui. Grazie però che ci siete <3
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    • Avatar di Nimue

      Nimue 3 mesi fa (1 Agosto 2020 23:38)

      Cristina, ne sono felice!
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  11. Avatar di Simona

    Simona 2 mesi fa (16 Agosto 2020 17:10)

    Ciao Ilaria, ma è davvero possibile "decidere" di amare qualcuno, nella fattispecie di amare se stessi? voglio dire, amare qualcuno può veramente essere frutto di una scelta oppure, come penso io, l'amore nasce spontaneamente solo se si prova stima, sintonia e chimica verso una persona che, proprio per tutto questo, diventa naturalmente amico/a o partner? Io non ho figli, ma dal momento che non sono stata amata dai miei genitori, potrei pensare che neppure l'amore materno e paterno siano automatici, che non siano dovuti "solo" per il fatto di aver generato. L'amore in quanto sentimento o c'è o non c'è, si prova spontaneamente, non può essere una forzatura o il frutto di una decisione da prendere unicamente perché con quella persona ci si deve convivere, nemmeno se si tratta di se stessi.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (16 Agosto 2020 19:41)

      Mi permetto di dire che l’amore è innato nell’uomo e se non c’è significa che ci si trova in una situazione disfunzionale. Parlo dell’amore per gli altri e per la vita, in genere, non dell’inno mora mento. Molti, moltissimi genitori non sono capaci di amare. Ma per ragioni disfunzionali. Non amare se stessi significa avere istinti di autodistruzione e pochissima autostima. Certo non si può decidere di innamorarsi e dovrebbe essere naturale avere amore per tutti, a partire da se stessi. Che ne pensi?
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  12. Avatar di Simona

    Simona 2 mesi fa (17 Agosto 2020 13:52)

    Se l'amore sia innato nell'uomo non saprei; quando vedo il male e la violenza che è in grado di arrecare ai suoi simili (e non solo), confesso che qualche dubbio mi viene. Che la mancanza di amore verso i propri figli da parte di alcuni genitori sia frutto di una disfunzione, ne sono convinta, anche solo per il fatto che nella maggioranza dei casi si può decidere di non farne di figli, nel momento in cui non se ne sente il desiderio e la spinta. Quello che non so è se il disamore e la mancanza di autostima che provano questi figli, "prodotti" appunto di una disfunzione, i quali hanno potuto solo credere alle definizioni che gli venivano attribuite dai genitori (se lo pensa persino la mia mamma che sono una cattiva bambina, che sono frutto di un errore e quindi un errore a mia volta, che le altre bambine sono tutte belle e brave in confronto a me, allora può solo essere vero), sia una disfunzione a sua volta, cioè se siamo disfunzionali anche noi e se quindi, in quanto tali, è corretto e sacrosanto che continuiamo a credere alla convinzione di essere sbagliati. Quella stessa convinzione che ci ha gioco forza portati negli anni a fare scelte errate per noi stessi e che certamente non aiutano, guardandosi indietro, a concedersi una botta di autostima (anche perché nel frattempo quelle belle e brave bambine, che avevano una maggiore conoscenza di sé grazie a genitori che hanno permesso loro di sviluppare i propri talenti, hanno fatto fantastiche carriere e hanno avuto successo in famiglia). Insomma, in sintesi, capisco che l'amore per se stessi sia fondamentale per giungere a una vita piena e libera da condizionamenti. Quello che proprio non so e che al momento mi pare un miraggio è come, a queste condizioni, si possa "decidere" di cominciare un percorso finalizzato all'amor proprio, teso a fare la parte che i miei genitori non hanno mai fatto, oggi che sono adulta (ma solo da adulta potevo prendere consapevolezza di alcune dinamiche) e che per me stessa provo giusto un po' di bene in più rispetto al passato, ma niente che non mi faccia sentire ancora colpita dalla disapprovazione e dal giudizio degli altri.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (17 Agosto 2020 22:54)

      Sulla "cattiveria" e il male di cui sono capaci gli esseri umani, sfondi una porta aperta. Credo che le mie convinzioni siano chiare. Le vette di crudeltà raggiungibili da noi umani hanno dell'incredibile. Vi sono studi e studi dedicati alla questione e studi e studi che tentano di spiegare come è stato possibile ed è possibile che gli uomini compiano o abbiano compiuto inaudite malvagità. Non voglio e non posso permettermi di sovrappormi ad autori e studiosi geniali e sono sempre più convinta che anche il male sia frutto di una disfunzione. Il che non è ovviamente un'attenuante per il mio modo di considerare il male, anzi. Se pensi che i figli siano messi al mondo secondo principi di ragionevolezza e di sensatezza, con affetto ti dico che credi a babbo Natale. La natura ha studiato un'immensità di "trucchi" perché i figli nascano "nonostante" i genitori e la loro volontà cosciente e la "cultura" ci ha messo del suo, alla faccia dei progressi scientifici fatti per "controllare", per cui sono infinite le volte che osservando certe situazioni ci chiediamo, seppure nel segreto della nostra coscienza: "Ma perché lui/lei/loro hanno fatto figli?" Quanto alla decisione da prendere per incominciare il percorso verso l'amore di sé, santo cielo, c'è forse qualcosa di più importante nella vita? Chessò, anche solo come rivincita, gioco, sfida, scopo esistenziale, come voglia di porsi e di essere modello per chi amiamo, per il gusto di buttarsi, di sperimentare, di dare una direzione alla propria vita. Io un pensierino lo farei. Questo è proprio uno di quei casi in cui non si ha nulla da perdere. P.S. Se ci mettiamo a considerare con una punta di invidia i milioni di miliardi di "altri" che hanno avuto tutto incondizionatamente dalla vita, tanto vale che ci mettiamo a "scopare il mare" o a contare i granelli di sabbia del Sahara, uno per uno. Quelli almeno sono passatempi rilassanti e che riconciliano con il mondo.
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    • Avatar di Simona

      Simona 2 mesi fa (18 Agosto 2020 14:47)

      Mi piace l'idea del "non aver niente da perdere", i migliori risultati che ho ottenuto nella vita sono stati proprio quando, dal tentativo, non avevo niente da perdere appunto, quando, male che potesse andare, sarebbe rimasto tutto com'era (o almeno così mi dicevo per farmi coraggio). Non sarà il massimo della spinta, ma quel che conta è il risultato, no? Grazie Ilaria
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  13. Avatar di FrancescaF

    FrancescaF 2 mesi fa (27 Agosto 2020 15:28)

    Ciao a tuttE, sì, stavolta non lo metto l'asterisco! :-D Ho letto questo articolo e lo condivido con voi. Per me è stato illuminante perché non riguarda solo la questione di diventare CEO, riguarda tanto di più. Aggiungo che di recente ho fatto un percorso con una consulente di carriera che ha mi ha detto che le sue clienti donne tirano quasi sempre fuori due cose che gli omologhi uomini non tirano fuori praticamente mai: il bisogno di apprezzamento e riconoscimento sul posto di lavoro e l'esigenza continua di imparare e formarsi perché si sentono tendenzialmente incompetenti in qualcosa. Buona lettura! https://valored.it/news/gap-di-fiducia-nelle-ragazze/#.X0edCu0R1cM.whatsapp
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