Come superare una separazione (soffrendo il meno possibile)

come superare una separazioneLa fine di una storia importante, una separazione e un divorzio sono eventi molto dolorosi nella vita di una persona. Probabilmente tra i più dolorosi. Sono unici e diversi rispetto ad altri episodi drammatici, per una serie di ragioni. Sapere come superare una separazione e tornare a vivere al 100% è molto importante per andare oltre il dolore, per non prolungare la sofferenza e per non disperdere importanti risorse personali (salute, denaro, tempo) che possono essere invece investite nel presente e soprattutto nel futuro. Anche in una nuova storia d’amore, appagante e riuscita, questa volta.

"Per un po’ forse continuerò a urlare il tuo nome a me stesso, nel cuore. Ma alla fine la ferita si cicatrizzerà. D. Grosmann "

Nota importante: non è mai troppo tardi per scoprire come superare una separazione. Anche se gli “espertoni” sostengono che la “grande” parte del dolore di una separazione si allontana significativamente in un arco di tempo che va dai 18 mesi ai quattro anni, io so benissimo che in molti (uomini e donne) non riescono a capacitarsi della propria separazione (o delle proprie separazioni) anche dopo decenni.

Perché  mai superare una separazione pare a volte davvero tanto difficile se non impossibile e perché mai è un evento percepito come più drammatico di altri, magari addirittura della dipartita di una persona cara?

In primo luogo perché una relazione importante e un matrimonio sono considerati un impegno e un investimento emotivo a lungo termine, addirittura, si pensa, per la vita. Per cui se falliscono si pensa di essere delle fallite (o dei falliti). Degli abbonati al fallimento.

In secondo luogo perché siamo in una società che sopravvaluta enormemente il rapporto di coppia, vuoi perché sul rapporto di coppia si può fare molto commercio, molto marketing e molta letteratura (o molto “storytelling” come si dice adesso).

Vuoi perché convincere le persone che si sta meglio in un rapporto di coppia, anche di melma, è un simpatico modo alternativo, tra i molti, per togliere loro autonomia e indipendenza e quindi renderle più controllabili. Per farci commercio, marketing e letteratura con più facilità. Ecco perché superare una separazione può sembrare tanto difficile, all’inizio.

In terzo luogo per la percezione “sociale” di una separazione e di un divorzio. Fino a pochi anni fa nel nostro paese una separazione e un divorzio erano giudicati una “colpa” e quindi chi si separava o divorziava non trovava molta comprensione negli altri, semmai veniva “giudicato male”. E si sentiva colpevole. Come in molti si sentono colpevoli tuttora. Falliti e colpevoli.

C’è anche da dire che al giorno d’oggi molti considerano separarsi e divorziare un fenomeno talmente comune da essere quasi “normale”, un passaggio della vita quasi naturale. E, così di nuovo, chi si trova nel bel mezzo della fine di una storia si accorge che all’”esterno” in pochi capiscono la portata traumatica di quel che sta attraversando.

Insomma, in un modo o nell’altro, il dolore della separazione viene sempre sottovalutato dal mondo là fuori. Invece si tratta di un vero e proprio lutto, solo che non viene percepito come tale se non, forse, da chi ci è passato.

Come superare una separazione e stare meglio di prima

Il senso di fallimento, l’isolamento e il dolore buttano benzina sul fuoco del senso di colpa e della vergogna. Diciamo onestamente che anche se ci si separa per i migliori motivi al mondo ci si sente (almeno un po’) sfigate, sfortunate, incapaci.

Gran bella roba, insomma.

A questo si aggiunge che il futuro improvvisamente sembra diventare molto più incerto.

Un evento spiacevole e terribilmente definitivo sconvolge quella che si pensava fosse una situazione stabile e l’ansia aumenta.

Ecco perché ci si insulta tanto e ci si offende spesso tra quasi ex coniugi: è la ricerca di una condivisione di responsabilità, il tentativo di liberarsi della colpa opprimente del fallimento, il tentativo di buttarla sull’altro/a.

Mamma che angoscia, solo a scriverne e a leggerne. Pensa a esserci nel bel mezzo.

Quindi: se ti senti male, molto male per una separazione che stai attraversando o hai attraversato o che è avvenuta anche parecchi anni fa, ne hai tutte le ragioni.

Non è cosa semplice venirne fuori.

Soprattutto dato che è un evento che per lo più si affronta, come dicevamo prima, nella quasi totale solitudine emotiva.

Ecco perché è così importante sapere come superare la fine di una storia.

Un evento così dirompente e significativo per la propria esistenza bisogna affrontarlo nel modo migliore possibile se no, per l’appunto, lascia tracce permanenti e che possono influenzare la vita sentimentale in futuro, pesando sulla scelta del partner successivo (che rischia di rivelarsi sbagliata ancora una volta) e sulla serenità della persona, in ogni campo.

Di fronte a un evento come la separazione è necessario non solo accettare il dolore, ma addirittura viverlo pienamente, fino in fondo, con tutto il suo peso e il suo strazio.

Eh, già, sembra terribile eppure è l’atteggiamento più utile da assumere.

“Distrarsi” dal dolore non fa per niente bene. E può avere conseguenze negative a lungo termine.

E come si fa a sperimentare il dolore pienamente, senza lasciare niente indietro?

Attraverso la consapevolezza e la comprensione di sé.

Anche attraverso la compassione per sé.

"Mi si erano spente le vene, gelata la pelle. Avevo avuto freddo, lui se ne era andato. Elena Ferrante"

Il dolore è un’esperienza umana, umanissima e che ha l’”utilità” di guidarci attraverso gli accadimenti della vita, dando loro il significato più utile per noi.

Questa è una buona ragione per non rifiutare il dolore e attraversarlo, traendone insegnamenti proficui. E proprio per evitare una lunga sofferenza, non per altro.

Attraversare il dolore

Riconoscere e accettare di attraversare il dolore per quello che è può proteggerti da guai più grossi.

In che modo?

Proprio perché una separazione è un evento traumatico e ad alta intensità emotiva “toglie lucidità”.

Cioè: durante una separazione non si è al proprio meglio, non si è in pieno controllo e si rischia di prendere decisioni sbagliate.

Si è in un certo qual modo in uno stato di confusione che può non aiutare a fare le scelte e a prendere le decisioni più giuste.

Molto bene.

Si fa per dire.

Essere consapevoli che il dolore e gli alti e bassi emotivi possono portare a “confusione” e a mancanza di lucidità permette di proteggersi, di tutelarsi, di essere caute.

Aiuta a essere più comprensive con se stesse e questo a sua volta rende più facile proteggersi, in un circolo virtuoso e vantaggioso.

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"L’inizio dell’amore è spesso simultaneo. Non così la fine: da ciò nascono le tragedie. Alessandro Morandotti"

Per aiutarti in questa comprensione di te che ti permette di superare una separazione al meglio ti vorrei parlare di Elizabeth Kübler Ross, una ricercatrice di origine svizzera che ha condotto, negli Stati Uniti, studi fondamentali sulla morte e il morire.

Tant’è che il suo libro più importante si intitola proprio Sulla morte e il morire.

Tu dirai: “Accidenti Ilaria, che allegria! Separazione, trauma, lutto… Adesso anche di morte ti metti a parlare?! Ma non esageriamo…!”

Il fatto è che Elizabeth Kubler Ross ha studiato per bene le dinamiche mentali e le fasi emotive dei malati ai quali viene diagnosticata una malattia terminale.

E queste fasi e dinamiche si sono mostrate analoghe anche nelle persone che sperimentano una perdita o un lutto, compresa la separazione.

Quando ci si trova di fronte a un evento “dirompente” si attraversano cinque fasi.

Conoscere queste cinque fasi ti permette di capire come superare una separazione e di tornare a vivere bene (o cominciare a vivere bene).

Le 5 fasi per uscire dalla crisi

La prima fase è quella della negazione e del rifiuto. L’atteggiamento più comune in questa fase è del tipo: “Accidenti, accidentaccio! Ma proprio a me doveva succedere?!  Proprio a me deve capitare che il MIO matrimonio finisca? Non ci posso credere. Non ci voglio credere. Farò di tutto per evitare questo, perché questo non accada!”

E intanto tuo marito se ne è già andato e ha magari una nuova fidanzata…

La seconda fase è quella della rabbia e del risentimento.

E della paura del futuro.

L’atteggiamento è del tipo: “Quell’orrido rospo, come ha potuto farmi questo? Con tutto quello che ho fatto per lui! Brutto bugiardo raccontapalle! Imbroglione! Ha giocato con i miei sentimenti e la mia buona fede.”

"Non esiste separazione definitiva fino a quando c’è il ricordo. Isabel Allende"

La terza fase è quella del patteggiamento, della negoziazione, che può portare a un tentativo di riavvicinamento (“Va bene, dài, non dirò più che tua madre è invadente e impicciona, lo giuro!”).

So che molte delle lettrici sono delle specialiste di questo atteggiamento.

Attenzione, qui c’è il rischio zerbinaggio, eh!

In realtà patteggiamento e negoziazione possono essere proiettate non solo al passato, come nell’esempio che ho appena fatto, ma possono essere proiettate anche nel futuro e rivolti  a se stesse, con fiducia, del tipo: “Sai cosa? In effetti non vedevo l’ora che questa relazione finisse e sono certa che ce la farò, mi riprendo in mano la mia vita, alla faccia tua e di tutto quello che ho patito in questi anni…”

La quarta fase è quella della depressione. C’è una presa di coscienza dolorosissima e distruttiva di quel che sta accadendo. L’atteggiamento è del tipo: “Eh… niente… porca miseria… E’ successo proprio a me. Una separazione, l’ultima cosa che avrei desiderato nella vita. Mi sento sconfitta, perdente, disperata… Non ne verrò fuori. Mai.”

(Invece no, perché stai scoprendo come superare una seperazione e tornare a stare meglio. O cominciare a stare bene).

La quinta fase è quella dell’accettazione. L’atteggiamento è del tipo: “Oh… urca! Mi sto separando, accidenti. E’ successo a me, proprio a me anche se non l’avrei mai detto. Sono viva, però, ecco. In fin de’ conti conosco un sacco di donne separate che ce l’hanno fatta e adesso che ci penso meglio così. Ce la faccio. Ce la farò. La mia vita va oltre il mio matrimonio e anche oltre questa separazione. Meglio che mi concentri sul futuro e sul presente. Quel che è stato è stato…”

Ora una cattiva notizia (un articolo così allegro deve essere riequilibrato, perbacco!).

Come spiega Kübler Ross nei suoi scritti, si tratta di fasi, non di stadi.

Che cosa significa?

Significa che queste “fasi” possono presentarsi più e più volte ripetutamente in diversi momenti e magari anche contemporaneamente l’una con l’altra.

La buona notizia è che è tutto normale e che quanto più tu diventi consapevole di dove ti trovi, di che cosa stai attraversando, meglio gestisci te stessa e le tue emozioni, mantieni il controllo sulla tua vita e sul tuo futuro e cresci come persona.

Il che ti apre la strada per una vita più piena e appagante, soprattutto dal punto di vista sentimentale.

E veniamo alla visione positiva che davvero può aiutarti a superare una separazione senza soffrire inutilmente, più del necessario e per troppo tempo.

Viviamo in un mondo in cui le opportunità sono moltissime e a fronte di tante opportunità molte “garanzie” si perdono.

Viviamo in un mondo in cui la fine di un matrimonio è un’eventualità da mettere in conto.

Molto spesso è un’eventualità positiva, a meno che tu non voglia fare la fine di coloro che stanno in relazioni di odio e non di amore.

Considera anche che se ti ritrovi in un’età giovanile – che potrebbero essere i 40 o i 50 anni, per fare un esempio – e sei in una relazione che non ti soddisfa e ci resti, come potresti sentirti tra cinque, sette o dieci anni?

Interrompere una relazione spesso è davvero la decisione più giusta da prendere anche se spesso molto dura.

In più, questa te l’avranno già detta ed è straordinariamente vera: proprio per il fatto che viviamo in un mondo pieno di opportunità, nuove aperture possono verificarsi solo a fronte di chiusure definitive con il passato.

Ecco.

Questo è per il momento.

Fammi sapere le tue opinioni e le tue idee su come superare una separazione.

 

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296 Commenti

  1. Avatar di Paola

    Paola 4 mesi fa (20 Febbraio 2020 11:12)

    Grazie Ilaria! I tuoi spunti di riflessione sono tanti e mi sono di grande auto! Sono separata da 6 anni e ormai sono passata alle cicatrici rispetto a questa relazione. Ho passato tutte le fasi, compresa una paura strana di togliere la fede dal dito e di rimettermi in gioco... Nella mia esperienza, si soffre tanto anche per relazioni non così "importanti" come un matrimonio, anche perché un matrimonio ti dà delle motivazioni e dei vissuti forti per chiudere la relazione; motivazioni che a volte diventano insopportabili e ti danno la spinta al cambiamento. Mentre le nuove relazioni, quelle fresche e genuine, in cui riponi fiducia e speranze, a volte lasciano lo stesso grande dolore, forse perché si trovano meno spiegazioni sulla fine. Parlo di quelle relazioni dove l'uomo/donna non sono apertamente e palesemente str.... o sbagliati o superficiali. Cioè non parlo di relazioni "liquide" come si dice ora. Semplicemente e dolorosamente ci si accorge di non essere fatti l'uno per l'altra: è doloroso. Grazie
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  2. Avatar di kicca

    kicca 4 mesi fa (20 Febbraio 2020 14:58)

    Bellissimo articolo
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  3. Avatar di Lucy

    Lucy 4 mesi fa (20 Febbraio 2020 15:35)

    Mah!!! Separata da cinque anni, su mia scelta, senza grossi traumi, rimasta in ottimi rapporti (un figlio da tutelare) e a tutt'oggi le sole opportunità incontrate sono state uomini sposati, prontamente mandati a stendere visto che non voglio essere la ruota di scorta, ma mi interessa solo il primo posto. E di questo sono certa. Francamente non comprendo il messaggio, se un messaggio può essere contenuto in tutto ciò.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 mesi fa (20 Febbraio 2020 19:26)

      Carissima Lucy, quanto mi piacciono questi commenti gratuitamente aggressivi. Non comprendi il messaggio e nemmeno se c'è un messaggio? Formulo l'ipotesi più benevola, non hai letto l'articolo. Parla di dolore e di resurrezione e cita una delle opere contemporanee più celebri sull'attraversamento e il superamento di un lutto. Mi pare evidente che la tua separazione non è stata dolorosa per te. Buon per te. Mi viene il sospetto da una serie di elementi che tu sia una persona con un basso livello di sensibilità e di empatia. Ho anche la sensazione che tu consideri gli altri come mezzi e non come fini e, guarda un po', ti capita di conoscere solo uomini sposati. A te insomma interessa trovarti un uomo che sia a tua disposizione. Legittimo, per carità, sempre di riuscire a trovare uno così. Ma di zerbini ce ne sono. Hai sbagliato articolo, qui si parla di sentimenti profondi e seri. E credo che tu abbia sbagliato blog. Dovresti tornartene nei circoli di uomini sposati che frequenti di solito. Lì sarete alla pari.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  4. Avatar di Roberto

    Roberto 2 mesi fa (20 Aprile 2020 6:28)

    a volte dopo averle provate tutte forse é l'unica maniera per tornare a vivere o almeno a non vedere solo tutto nero
    Rispondi a Roberto Commenta l’articolo

  5. Avatar di Valentina

    Valentina 1 mese fa (2 Maggio 2020 18:07)

    Io sto attraversando queesto dolore... Dopo aver amato un uomo che mi ha ingannato per 20 anni xche 'l amore e' come la fede in dio quando ci credi non hai bisogno di prove... Ma ora il mio cuore e'a pezzi... Sento solo dolore..... Si puo 'morire d amore?!
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    • Avatar di Margot

      Margot 1 mese fa (2 Maggio 2020 19:44)

      No che non si può e, fuori dalla tua finestra, c’è un mondo che ti aspetta, ci sono tante nuove occasioni ed opportunità. Finita la pandemia uscirai e potrai coglierle se lo vorrai. Comincia a leggere i libri citati da Ilaria nel blog e fai un po’ di yoga o meditazione. Forza!
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    • Avatar di M&M

      M&M 1 mese fa (2 Maggio 2020 20:26)

      Ciao Valentina, morire d'amore? No, non si muore, piuttosto col senno di poi, guardando indietro, ci si dice "ma chi me lo ha fatto fare". Un paio di volte nella vita ho pensato che sarei morta di dolore per un amore e poi, non solo non sono morta, ma mi sono pure detta che non ne valeva la pena. Ti ha ingannato per venti anni? Ora lo ho hai scoperto? Bene, benissimo, sono contenta per te. Ora che hai tutti gli elementi giusti per valutare, e scegliere, valuta e scegli le persone che non ti hanno ingannata e va da loro a cercare conforto se ne hai bisogno. E dopo, fatti questa promessa solenne: mai più l'amore come la fede in dio, mai più dogmi. Solo riscontri, solo lucidissime simmetrie fra parole e fatti. Le persone non sono dei, nessuno è degno di una cieca fiducia infantile.
      Rispondi a M&M Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 1 mese fa (2 Maggio 2020 20:41)

      Ciao Valentina, tecnicamente no, però si può cadere in un baratro di depressione, in una "non-vita". L'aspetto consolatorio è che ci si può ammalare, anche gravemente, continuando a stare con l'uomo sbagliato, perché non si è in grado di tagliare il legame. Una volta usciti dalla relazione malata, invece, si è già un pezzo avanti, e bisogna affrontare tutte le tappe del lutto e pian piano se ne verrà fuori. Occupati di te, non permettergli di rovinarti anche i prossimi anni della tua vita. Punta ad avere una bella vita e a stare bene, e cura le tue ferite. Curare, non leccare. Un abbraccio
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    • Avatar di Gianna

      Gianna 1 settimana fa (25 Maggio 2020 22:28)

      Ciao Valentina, anche per me la strada è dura. Sono stata con un uomo per 33 anni, 24 di matrimonio. . Poi in una settimana mi ha detto che se ne andava, non mi ero accorta dell'ennesimo tradimento ma questa volta il letto di lei si era liberato. Sono passati 3 anni e oggi non vorrei tornare con lui (mai più) ma ancora non ho ritrovato me stessa. Le fasi le attraverso tutte, più e più volte. Se vuoi potremmo sentirci. Coraggio
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  6. Avatar di veronica

    veronica 6 giorni fa (29 Maggio 2020 12:07)

    ciao, sono una donna separata da ormai due anni con quasi 4 anni di separazione in casa... e forse proprio questo periodo mi ha fatto prendere la decisione giusta. Il mio matrimonio era improntato sempre sulla frase"...fai tu a me va bene".... all'inizio lo accettavo e forse lo vedevo anche una cosa di fiducia nei miei confronti...poi dopo due figlie e vari problemi mi ero accorta che ero troppo stanca di fare TUTTO IO. In maniera all'inizio consensuale abbiamo deciso di separarci, anche perche' nel frattempo avevo capito che il mio ex marito stava frequentando un altra donna....quindi era diventato anche piu' bugiardo del solito..... e proprio una sua bugia inerente alla sua nuova relazione mi ha fatto accelerare con le pratiche di separazione.... Per mesi avevo paura di dare un dolore troppo grande alle figlie e ai miei genitori....poi mi sono guardata allo specchio e mi sono chiesta... Tu sei felice??? la risposta la sapevo e mi sono sentita una "cacca" perche' stavo per paura mostrando un immagine di famiglia sbagliato, senza affetto ma solo apparenza. .....sono andata da un avvocato, ci siamo separati e io sono rinata... ho iniziato ad amarmi , non c'era solo Veronica mamma, moglie, cuoca aiuto compiti, accompagnatrice a feste di compleanno, sguattera..... ma ci sono IO una persona piena di vita e voglia di vivere. Ad oggi io ho delle dificolta', problemi come tutte le persone separate... le figlie le ho io al 100% non percepisco nessun assegno il mio ex marito non e' molto partecipe perche' dice che lui si deve fare i cavoli suoi..... ma io sono fottutamente felice.... e concludo questo mio racconto un po' emozionata con le lacrime agli occhi che molta gente mi diceva che sono stata coraggiosa, ma il mio non era coraggio era desiderio di amarmi e di sentirmi felice. Piccolo consiglio, non fatevi la guerra tra ex coniugi che non serve a niente se non ad inacidirsi.... non odiate le amanti o future compagne dei vs ex mariti perche' loro non c'entrano niente... non hanno rovinato niente del vs matrimonio...diaciamo che hanno dato un accellerata... o a volte una sanificazione... non parlare male davanti ai figli dell'altro genitore.... col tempo si accorgeranno anche loro di alcune sfumature che prima non potevano cogliere.
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