Hai paura di non riuscirci?

E’ davvero entusiasmante quando raggiungi un traguardo che hai tanto desiderato, ottieni un risultato voluto o, anche, fai per bene qualcosa – magari anche piccola piccola – a cui tenevi.

Può essere perdere peso e raggiungere il tuo peso forma; può essere prendere il diploma, la laurea o avere una promozione sul lavoro. O, magari, si tratta di renderti conto che le piante che hai in casa stanno crescendo e sono sane, dopo tutto l’impegno che ci hai messo nel curarle.

Può darsi che ti piaccia l’attività sportiva e che tu ti diverta a sfidare te stesso/a: quanta soddisfazione ti dà scoprire che sei davvero migliorato/a in quello che fai?

Sono sensazioni abbastanza indescrivibili: non dipendono da quanto è grande il risultato che hai raggiunto, ma dal fatto che ce l’hai fatta, sei riuscito/a, hai ottenuto quello che desideravi.

Nella mia guida gratuita “Come attrarre la persona giusta per te in 11 passi”,  parlo di quanto sia importante che tu diventi consapevole e riconosca i tuoi successi, celebrandoli e “trionfando”per tutto quello che di buono e di significativo hai fatto nella tua vita e che continui a fare, giorno dopo giorno, incessantemente (perché così è, di fatto, anche se non ne sei consapevole).

Ora, arrivando al cuore di quello di cui ci occupiamo qui e quindi per quel che riguarda come puoi ottenere ciò che desideri  dalla tua vita e come puoi attrarre la persona giusta per te, mi preme trasmetterti una parte importante di quella che è la mia esperienza nei diversi percorsi di coaching che ho l’opportunità di intraprendere con i miei clienti.

Ebbene, lo sai perché molto spesso le persone non si decidono a intraprendere seriamente un percorso che le porti davvero a ottenere ciò che vogliono in modo spontaneo e naturale?

Perché hanno paura di fallire.

Ma, attenzione, non hanno paura di fallire nel senso di non riuscire a ottenere il risultato.

Ti dico una cosa chiaramente: io sono convinta che in fondo al loro cuore le persone sanno bene che possono ottenere risultati, sanno bene che possono ottenere davvero ciò che vogliono.

Dài, siamo onesti: tu sai benissimo che puoi ottenere risultati positivi. Sai benissimo che quando hai voluto davvero qualcosa – in modo sincero e autentico – l’hai ottenuto. Sai benissimo che se ti decidi, se fai il primo passo e se ti muovi facendo le mosse giuste e i passi giusti arrivi dove vuoi.

Sai dov’è l’inghippo? L’inghippo è che spesso le persone o non partono del tutto o si fermano prima.

E sai perché lo fanno?

Perché hanno paura di cadere. Ma non di cadere in sé per sé.

Hanno paura di cadere quando hanno già incominciato il percorso e quando hanno già visto e constatato che possono farcela o, magari, hanno anche ottenuto i primi risultati.

Infatti molto spesso, quando per esempio un mio cliente (che per anni non c’è stato verso che avesse una relazione), comincia a conoscere ragazze interessanti o, anche, inizia una storia che funziona, spesso, in automatico si pone domande del tipo “Oggi va bene. E domani, se domani faccio di nuovo gli stessi sbagli? E se mi capita di fare degli scivoloni?”

Bene, a questo punto di solito a quel cliente dò una notizia che adesso dò anche a te. Se ogni volta che raggiungi un risultato di qualsiasi genere ti chiedi: “e se poi sbaglio? Oggi è così, ma domani?”,  io ti rispondo: ebbene sì, hai perfettamente ragione. Ti sbaglierai ancora, commetterai gli stessi errori di prima, ti verranno gli stessi cattivi pensieri e le pessime sensazioni di prima.

Oggi sei in equilibrio e sei sereno/a, ma domani, o tra una settimana, o tra un mese ti capiterà di nuovo un momento nel quale potrai credere di essere tornato/a al punto di partenza.

E’ così, è normale, è umano. E tu, come me, sei un essere umano (e non è affatto una brutta cosa).

Ma ci sarà una grossa differenza: tu hai iniziato il tuo percorso di cambiamento, il tuo cammino per ottenere quello che vuoi per te. E questo è un percorso e un cammino che inevitalbilmente ti porta al traguardo che vuoi e nel modo più naturale e più giusto per te.

La cosa importante è che tu ti mantenga su quel cammino, lo ritrovi, ci ritorni ogni volta che “sbandi”, che ti distrai, che scivoli.

Che cosa fa innamorare un uomo e lo fa impegnare in una relazione?
Scoprilo con i 5 video gratuiti dell'anteprima "Come fare innamorare un uomo e tenerselo". Iscriviti qui senza rischi e senza impegno e ricevi il materiale nella tua casella mail.

Perché sbandare, distrarsi e scivolare è naturale. Capita ed è capitato a tutti (a tutti tutti? Sì, a tutti tutti. Pensa un po’, anche ai santi e ai loro superiori: a Gesù Cristo, a Buddha e a Maometto e a tutti i loro colleghi dèi e profeti di tutte le religioni del mondo).

Capita anche ai grandi campioni.

Toh, guarda, adesso, mentre sto scrivendo, mi viene in mente il primatista Usain Bolt che il 30 agosto scorso, ai mondiali di atletica di Daegu è stato squalificato dalla gara dei 100 metri piani per una “banalità” come una falsa partenza. E poi, il 3 settembre, ha vinto i 200 metri (campione del mondo).

Il fatto è che l’importante è tenersi sulla via giusta e riprenderlo quel percorso che ti porta dove vuoi arrivare.

Come puoi fare nella pratica?

Beh, un buon modo innanzittutto trovare il percorso giusto per te.

Poi, tener presente quello che ti ho detto in questo articolo.

Quindi: assumere la piena consapevolezza dei risultati che hai raggiunto e sapere bene che se hai ottenuto anche un solo piccolo risultato soddisfacente nella tua vita ne puoi ottenere milioni di miliardi, come diceva una famosa pubblicità.

E’ importante allora che tu ti muova, agisca, compia il primo passo sul tuo cammino al cambiamento.

Impara anche a goderti i primi risultati e a valutare come naturali (come parte stessa del gioco e del percorso) le sbandate, gli scivoloni.

Poi abituati a tenere d’occhio la direzione e a ritornare sul percorso.

Per tenerti sulla rotta puoi per esempio:

–          leggere e rileggere gli articoli del blog e la guida gratuita.

–          tenere un diario dei successi che ottieni, nel quale descrivi bene a te stesso/a che cosa hai fatto per ottenerli e che cosa stai facendo per mantenerti sul percorso.

–          iniziare un percorso di coaching personale (infatti, se devo dire, la parte principale del mio lavoro con le persone consiste proprio nel  trovare il percorso con loro e di permettere loro di mantenere la direzione scelta, camminando al loro fianco).

Se ti va, condividi l’articolo su Facebook o su altri social (i pulsanti sono sotto).

Lasciami i tuoi i commenti, con le tue storie e i tuoi dubbi e fammi tutte domande che vuoi.

Cordialmente

Ilaria

 

Lascia un Commento!

211 Commenti

  1. Avatar di Rosita

    Rosita 8 anni fa (22 Ottobre 2011 15:14)

    @Bice, leggendo i tuoi ultimi interventi, ho l'impressione che tu sia cambiata, come se prima avessi una corazza e adesso stai rivelando la tua vera essenza.....
    0
    Rispondi a Rosita Commenta l’articolo

  2. Avatar di occhiverdi

    occhiverdi 8 anni fa (22 Ottobre 2011 15:42)

    @Bice ti leggo e resto senza parole, stimo la tua consapevolezza, la tua lucidità, il tuo non piangerti addosso. A volte con le tue risposte riesco a sciogliere dei nodi che mi danno serenità. la vita è semplice. possiamo controllare e aggiustare solo noi stessi. @Tutti buon week, io cerco di non cedere a chiamare uno che mi ha preso in giro e che alla domanda "ma noi stiamo insieme?" mi ha risposto NO ma i sentimenti per te ci sono...ed ha aggiunto "tu vuoi proprio essere presa in giro" se vuoi io ti dico "ok stiamo insieme"... che dire? solo che non ho osservato capito in tempo..e che l'unica spiegazione al cambio repetino di atteggiamento per me è solo uno: ha un altra/altre , potrei pure cercare qualcosa in me che non va, ma scusate non ne ho voglia...l'uomo è semplice.
    0
    Rispondi a occhiverdi Commenta l’articolo

  3. Avatar di Rosita

    Rosita 8 anni fa (22 Ottobre 2011 16:21)

    @occhiverdi, se vuoi chiama me!!! Ma non cedere a chiamare uno che non può darti quello che cerchi tu, consolati che non sei l'unica a trovarti in questa situazione, che tu vali molto di più di lui e meriti sicuramente di trovare la persona giusta, adesso hai bisogno di prenderti del tempo per te e di curare la tua ferita, ma non cedere ad un momento che non ti darà nulla....
    1
    Rispondi a Rosita Commenta l’articolo

  4. Avatar di maria

    maria 8 anni fa (22 Ottobre 2011 17:19)

    @ ilaria perchè dire sono solo gli uomini pagliacci, perchè a quanto pare in giro ce ne sono proprio tanti !!! e cosa è accaduto, perchè sono diventati pagliacci? non è che forse anche io sono una pagliaccia, ed è così che questi uomini mi vedono? sai qual'è l'impressione che io ho avuto di quest'uomo a seguito del suo sfogo, che io gli ho tirato dalla bocca? : ( preciso, perchè non si è capito, che subito dopo essersi sfogato ha voluto accompagnarmi a casa dicendomi che stava a me decidere se vederlo ancora ed io volontariamente l'ho chiamato) un uomo che ha bisogno di affetto, di una donna che gli stia dietro e lo faccia sentire importante. dal di fuori appare serio, poche parole, anche con i suoi amici, non è uno che crea movimento, sempre controllato. non mi appare come uno che ha più donne. anzi penso che lui non mi contatterà più, perchè gli ho fatto troppi problemi, in intimità e prima ancora per uscire, benchè fossi già andata a letto con lui e benchè avessi voglia di vederlo. e se non mi contatterà più, il mio istinto aveva ragione. credo che lui stia cercando una donna più disponibile ed a me sarebbe andato bene perchè mi piace troppo. tuttavia non lo contatterò più. so che a questa mia riflessione seguirà un'altra bacchettata ecco devo cercare di concentrarmi su me stessa, imparare a capire ciò che voglio veramente e seguire quella direzione. la vedo così difficile :) avere autostima ........ mi sembra un parolone
    1
    Rispondi a maria Commenta l’articolo

  5. Avatar di maria

    maria 8 anni fa (22 Ottobre 2011 17:50)

    @ bice, tu parli così perchè quelle sono le tue esperienze, ma non necessariamente gli uomini che hai incontrato sono uguali ai miei magari uno dei tuoi uomini sarebbe venuto a letto con me solo una o due volte e non mi avrebbe più calcolato............ come ha fatto il mio ultimo uomo magari Tu con il Mio ultimo uomo saresti riuscita ad imbastire una relazione, anche di solo sesso, ma costante anche se prima o poi finiva ciò che mi fa male è che non riesco ad iniziare una relazione essa finisce prima ancora di iniziare orami mi accade sempre questo. mi sento anormale ciò non mi fa star bene, non mi sento donna. so come si fa per fare sesso accasionale, ma non l'ho mai fatto...... non so se una esperienza del genere potrebbe darmi sicurezza ed anche perchè non si può vivere senza sesso, come faccio io a volte per più di un anno, o in alcuni casi anni forse è anche questo il motivo per cui sono debole quando incontro qualcuno che mi piace non so, voglio dare una svolta alla mia vita che sento così piccola
    1
    Rispondi a maria Commenta l’articolo

  6. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 8 anni fa (22 Ottobre 2011 20:26)

    @ Maria, vedi, secondo me quello che precisi: "subito dopo essersi sfogato ha voluto accompagnarmi a casa dicendomi che stava a me decidere se vederlo ancora" dice tutto sulla posizione di quest'uomo; o, meglio sulla sua assoluta non presa di posizione e mancanza di presa di responsabilità: ha lasciato fare tutto a te... E tu hai fatto quello che ti sei sentita. Va bene. Autostima, un parolone? Cara amica mia, significa che è ora di occupartene, con tutta la passione e l'energia che possiedi...
    2
    Rispondi a ilariacardani Commenta l’articolo

  7. Avatar di Bice

    Bice 8 anni fa (22 Ottobre 2011 23:54)

    @ maria... ok, credo di avere capito cosa vorresti... sentirti desiderata, giusto? O comunque saper giocare quel gioco della seduzione fine a se stessa. Credo sia un gioco nel quale ci si può fare molto male e che sia uno spreco di energia, se in realtà il proprio problema è l'autostima. Se hai autostima d'altra parte, secondo me, non sprechi tempo in questi giochetti. Direi che queste cose fanno più al caso di chi finge di avere autostima o vuole dimostrare qualcosa a sé stesso o cerca scorciatoie per sentirsi bene (giusto Gio?). Che dire? Devi per forza sperimentarlo per capire che è la via meno utile? Non è così che risolverai il vero problema... Davvero io te lo sconsiglio. Sì, forse io avrei avuto una relazione più duratura con certi uomini. Perché avrei giocato il loro gioco. Ma dove stia il guadagno non capisco... è logorante. Comunque, che dire, in genere non c'è bisogno di fare nulla. Meno fai e più ottieni, dunque non capisco perché ti tormenti sul chiamarlo. Non chiamarlo, questo tipo di uomini ha bisogno di avere conferma di essere conquistatore, dunque non togliergli il piacere della conquista. Se gli corri dietro tu... è finita. Lascia che ti cerchi lui, fosse anche tra una settimana, 10 giorni, un mese (questi sono tempi normali per quel genere di relazione) e quando lo farà non fare scenate, non piangere, non dirgli che ti è mancato e cerca di avere qualcosa da raccontare su ciò che hai fatto nel frattempo... l'ideale è che tu non risponda alla prima chiamata, ma solo alla seconda. Gli sei tornata in mente, ma tu vuoi sentirti desiderata, no? Donna, hai detto. E allora fallo crepare prima di dargliela ancora. Vedrai poi come dà il meglio di sé, che performance! :-) Ragazze, spero stiate tutte ridendo... comunque così molto spesso vanno le cose. Naturalmente Maria dovrai fingere con lui, ma anche con te stessa (per fingere bene e non crollare nel bel mezzo della performance con un "ma mi ami?")... Io ho finto sempre molto bene, infatti mi sono dimenticata addirittura che soffrivo. Ho rinnegato i miei sentimenti e i miei bisogni, mi sono detta che andava bene così. Anche lui fingeva di essere un uomo indipendente che non deve chiedere mai, uno che non ha bisogno di nessuno, figuriamoci poi di una donna. Si finge, è solo sesso e non certo ricerca di conferme, solitudine, crisi della mezza età... no, no, solo sesso! Ma se non vuoi vederlo sparire per due mesi invece di uno, evita di raccontargli che hai altri corteggiatori, che non è l'unico che finisce nel tuo letto, che sei uscita con caio e con tizio. Perché - adesso torno seria - qui è in gioco la sua autostima e potresti ferirlo a morte (con esiti devastanti sul suo... che potrebbe miseramente crollare e non fare il suo dovere, quello per cui lo hai lasciato entrare nel tuo letto). Infatti se tu hai scelto una via tradizionamente maschile per accrescere la tua autostima (sesso), ricordati che non puoi comportarti fino in fondo come un uomo, perché lui è un uomo e non una donna. Così mentre noi siamo capaci di metterci in competizione con le rivali dandogliela a più non posso, non è difficile invece che lui fugga a gambe levate di fronte alla possibilità di non essere l'unico. Se ne deduce che, per quanto insicuri entrambi, l'uomo lo sia sempre un po' di più. Non a caso lo chiamiamo il sesso forte, no? ;-) Bene, ho detto le cose scherzando, perché diversamente l'intera storia era troppo triste... io sono appena rientrata da una cena in compagnia e ho voglia di guardare avanti e di perdonarmi (già fatto) sul passato che vedo già così lontano da aver voglia di riderci su. E ridere di me stessa, perché no? Maria, d'ora in poi certi racconti li lascio a te... io passo la mano!
    3
    Rispondi a Bice Commenta l’articolo

  8. Avatar di occhiverdi

    occhiverdi 8 anni fa (23 Ottobre 2011 13:09)

    @Rosita G R A Z I E ps non lo chiamerò mai,devono passare sul mio cadavere!!!!ahahahh @Bice con la risposta a @maria hai risposto anche a me...e mi hai fatto ridere oggi che proprio sono cupissima ;) @Ilaria GRAZIE anche a te per questo blog e per tutte le belle persone che hai messo insieme!!! Mi sta tornando il buon umore..un buon week a tutti! non mi sento più tanto sola!
    1
    Rispondi a occhiverdi Commenta l’articolo

  9. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 8 anni fa (24 Ottobre 2011 20:30)

    @ Rosita, non credo sia opportuno e giusto dire che qualcuno non ha ancora raggiunto la sua evoluzione, ma sono abbastanza sicura che certi "bisogni" (di amore, di sicurezza etc) guidino nella direzione sbagliata...
    1
    Rispondi a ilariacardani Commenta l’articolo

  10. Avatar di laura

    laura 5 anni fa (16 Aprile 2014 9:39)

    credo che la paura sia il freno più grande che possa esistere. io vivo purtroppo l'abbandono (qualcosa che mi porto da piccola) e ogni volta lo rivivo. Spesso mi sono nascosta dietro "non mi piace nessuno, non mi interessa nessuno" ma solo perché dopo due storie nelle quali avevo creduto fermamente (una è il mio matrimonio) non sono piu riuscita a incotnrare una persona che mi desse la spinta per fidarmi ancora. Oggi sto vivendo una storia bellissima, ho incontrato un compagno di oratorio dopo 38 anni e ci siamo innamorati. la mia paura? che ora che sono finiti i continui messaggini o le telefonate ogni 30 secondi la storia si stia avviando alla fine. La mia paura riemerge e non riesco a superarla. Più mi manca una parola di rassicurazione, più mi chiudo in me stessa per paura di soffrire ancora.
    1
    Rispondi a laura Commenta l’articolo

  11. Avatar di Goldie

    Goldie 5 anni fa (16 Aprile 2014 12:30)

    la paura affiora solo se ce n'è il motivo, credimi Laura. se LUI sa rassicurarti, tu puoi avere le tue angosce interiormente (quelle le abbiamo tutti), ma sostanzialemente se l'uomo con cui stai ha atteggiamento/comportamento rassicurante, non hai da temere. e non sono i messaggini e le telefonate che ti danno la sicurezza, perché quelli finiscono prima o poi. concentrati sui fattori concreti della vostra storia. io sono come te, ho avuto un matrimonio bello che è appassito e sul quale contavo moltissimo. ti assicuro che quando sono stata preda di ansia, era perché non ero sicura dell'uomo con cui stavo.
    0
    Rispondi a Goldie Commenta l’articolo

  12. Avatar di Vale

    Vale 4 anni fa (12 Agosto 2015 17:57)

    Ciao Ilaria, leggo da un anno il tuo blog e lo trovo davvero utilissimo. Da qualche mese sto vivendo una situazione un po' complicata ed anche strana. Ho uno strano rapporto con il mio relatore di tesi (tranquilla: nessuna relazione sentimentale con lui :)). Piuttosto, ho notato una certa antipatia da parte sua nei miei confronti: quello che faccio non va mai bene, e se provo appena appena a proporre qualcosa di diverso (ad esempio un'idea diversa/nuova per andare avanti nella mia tesi), lui sicuramente non approva. Addirittura smette di rispondermi alle email se dico/propongo qualcosa che è "fuori" dai suoi schemi. Devo (quasi) sempre essere io a farmi sentire per prima, e mi dedica le briciole del suo tempo (e del suo interesse). Crede spesso che io non capisca o che mi sia sfuggito qualcosa. Quello che dovrebbe essere una mia qualità, come ad esempio fare caso ai dettagli, ai suoi occhi diventa un terribile difetto. Ogni volta che ho un incontro con lui, mi svilisce con frecciatine o constatazioni su quanto (ai suoi occhi) non sia adatta a fare quello che faccio. Inizialmente pensavo di essermi inventata tutto; ed ho passato mesi interi a chiedermi se il problema fossi io. Quando poi invece ho parlato con un'altra ragazza che sta facendo il dottorato con lui... lei mi ha detto esattamente le stesse cose, senza però sapere a priori quello che stessi vivendo io. Allora ho capito che non mi ero inventata niente, e che vedevo esattamente qualcosa di reale. Forse è rancoroso nei miei confronti perché ho detto di no ad una sua proposta di dottorato (a cui ho detto di no per tutta questa strana situazione); non so proprio cosa pensare. Lui non parla mai chiaramente, come se avesse una sorta di atteggiamento vigliacco, come se volesse che fossi io a dire "basta". Come un fidanzato che vorrebbe lasciare, ma aspetta fino a farsi lasciare. Può chiamarsi mobbing? Non lo so. So soltanto che questa situazione mi fa stare male, perché sono sempre stata una studentessa modello, che ha svolto il proprio dovere con dedizione e passione, senza risparmiarsi. Avverto inoltre che tutto questo sta lentamente (ed inesorabilmente) minando la mia autostima. Ormai "il dado è tratto", come si suol dire, nel senso che la tesi è quasi conclusa... tuttavia, non lo vedo soddisfatto del lavoro e temo che questo possa poi ripercuotersi sul giudizio finale. Tu cosa ne pensi? Grazie per l'attenzione. Vale
    0
    Rispondi a Vale Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 anni fa (12 Agosto 2015 18:18)

      Penso che hai ragione tu, che si tratta di mobbing. Qui la questione importante - oltre al tuo benessere, ovvio, ma il tuo livello di consapevolezza mi fa ben sperare - è come dici tu il giudizio finale. Bisogna che tu faccia un'analisi molto attenta di quel che sta succedendo, di quelle che sono le "corde" deboli del professore, di capire quali sono le motivazioni che lo spingono a un comportamento tanto scorretto e di quali sono gli schemi di "azione" e di "reazione" tra di voi. Valuta bene che se ha delle "fissazioni" di carattere o di orgoglio personale (tipo non ama andare fuori dagli schemi) è a te che tocca adattarti. Sul fatto che debba essere tu a cercarlo per prima, non ne farei un punto di particolare frustrazione: non sarà corretto, ma, ahimé, è il modo in cui molti interpretano il proprio ruolo di potere. Quando hai tutto chiaro puoi affrontare il discorso del "giudizio finale" apertamente (è anche la norma del resto) partendo da una posizione un po'più di controllo rispetto a quella che hai avuto adesso e cercare di farlo uscire allo scoperto, anche se sappiamo che in questi casi menzogna e bugie sono all'ordine del giorno. Nel caso puoi fargli notare anche le sue insufficienze: vedere che stai lasciando andare la tua fragilità potrebbe intimorirlo e quindi ricondurlo a un comportamento più corretto. Se lui ti muove delle critiche, incalzalo a essere specifico e dettagliato, sia per capire, sia per "smacherarlo". Dovresti cercare anche pochi e buoni alleati tra gli altri studenti (il confronto con la studentessa ti è stato di sostegno) e magari docenti: questi personaggi giocano molto sull'isolamento della loro vittima. Puoi considerare anche azioni più forti, ma vanno soppesate con molto buon senso. In ultimo valuta bene quanto il "gioco vale la candela": mi rendo conto di quanto sia forte la frustrazione e ti sono vicina per questo. Mi pare anche di capire che tu abbia intenzioni di proseguire in università o abbia delle chance in quella direzione, per cui mi rendo conto che il giudizio finale possa essere discriminante. Ciò detto, quello che conta è uscire da questa situazione quanto prima, anche a rischio di qualche punto in meno, metabolizzarla in fretta e ricominiciare un nuovo progetto su nuove basi e con una lezione appresa in più.
      2
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Vale

      Vale 4 anni fa (12 Agosto 2015 18:40)

      Ciao Ilaria, grazie per la risposta. La cosa più frustrante di tutta questa situazione è il fatto di sentirmi un po' "con le mani legate", sia perché in quanto studentessa, è comunque il professore ad avere il coltello dalla parte del manico, sia perché lui è un professore molto stimato ed apprezzato. Ho tenuto nascosto questa situazione ad altre persone, anche per paura di essere presa per scema. Ma è proprio questo isolamento, come tu dici, che rafforzerebbe ulteriormente la sua posizione. La cosa che potrebbe "salvarmi" è il fatto che lui è uno dei miei due relatori. Per quanto riguarda l'altro professore, non mi ha seguita per niente, e sto attendendo una sua risposta da quando mi ha chiesto di mandargli un resoconto del lavoro fatto finora. Volendo potrei poi terminare il lavoro con lui, sentendo altri studenti che ci si sono trovati bene (ma per questioni che non sto qui a spiegare, non potevo farlo prima). Per quanto riguarda invece tutti gli altri professori che saranno in commissione di laurea, conoscono benissimo il professore con cui ho problemi, e ovviamente credono a lui (ma, come ti ho già detto, per ora non ne ho fatto parola). Tra l'altro, adesso la studentessa con cui ho parlato lascia... e questo mi turba. Il professore le ha dato una sorta di ultimatum, visto che negli ultimi due anni (cioè da quando ha iniziato il dottorato con lui) non ha pubblicato niente. Secondo me il problema di questo professore è il fatto che quando critica qualcosa di quello che hai fatto, alla fine la critica non è rivolta a quell'aspetto del tuo lavoro che a lui non piace (e che, come tu dici, devi quindi modificare), ma finisce poi per essere una critica rivolta alla tua persona ("ti perdi troppo nei dettagli"; "non mi sembra che tu abbia capito tanto bene questo aspetto";ecc...) . Cioè: non è il lavoro a non andare bene, ma sei tu a non andare bene. E non trovo giusto che qualcuno debba scontare le stranezze altrui. Grazie per il supporto. Vale
      0
      Rispondi a Vale Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 anni fa (12 Agosto 2015 18:46)

      Non è giusto e succede: ora media tra il senso di "giustizia" e il senso di sana opportunità: tu non devi salvare il mondo, tu devi laurearti etc etc. A quanto pare non sei LA vittima predestinata, ma sei nella lunga fila di vittime di costui e ti posso garantire che se è così, questa è cosa risaputa nell'ambiente. Mettiti nella prospettiva di fare il tuo interesse e non di correggere i mali del mondo, vedrai che ti sarà d'aiuto anche nei rapporti con lui.
      1
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Vale

      Vale 4 anni fa (12 Agosto 2015 18:53)

      Il fatto di non essere LA vittima un po' mi rincuora, perché se lo fossi stata (e come pensavo di esserlo all'inizio) avrei iniziato a dubitare della mia percezione riguardo questa situazione. Hai ragione: il mio interesse è laurearmi, ma quale sarà il prezzo da pagare? E' questo quello che mi spaventa. Comunque noi siamo le sue prime vittime, essendo il professore giovane e quindi non so fino a che punto la cosa possa essere risaputa... ecco perché nel precedente messaggio ti ho detto di sentirmi con le mani legate. Un'altra cosa: per il dopo, non so fino a che punto potrei chiedergli di farmi da referente, anche se in teoria il primo relatore di tesi dovrebbe essere la prima referenza da dare ad un futuro datore di lavoro. La mia paura quindi, come avrai intuito, sono le conseguenze di tutto questo.
      0
      Rispondi a Vale Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 anni fa (12 Agosto 2015 19:14)

      Fai un passo alla volta, ti fai troppe "paturnie" mentali. Concentrati su poche cose, sulla tesi, ascolta quello che ti dice e digli poche cose importanti. Lungo la strada prenderai delle decisioni in base a quel che ti si presenta di fronte.
      0
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  13. Avatar di Vale

    Vale 4 anni fa (13 Agosto 2015 2:03)

    Ok Ilaria... farò in modo di rimanere concentrata sul presente. In particolare, mi è venuta in mente un'altra cosa riguardo gli schemi di "azione" e "reazione" di cui mi hai parlato prima: ho notato che qualche mese fa avevo perso molto entusiasmo, perché mi sentivo come se brancolassi nel buio. Quindi ulteriore frustrazione dovuta anche al fatto di non ottenere mai "la soluzione giusta" (ovvero, quella che lui voleva io trovassi), indipendentemente dal mio impegno. Impegnarmi a fondo per poi sentirmi dire "ma non è quello che vogliamo trovare". Ogni volta era così, possibile? Possibile che ogni volta mi facesse una domanda ponendo l'accento su quello che NON avevo fatto (e che non mi era stato richiesto prima, sia chiaro), invece di concentrarsi su quanto fatto? Questo mi sviliva ogni volta. Allora la mia reazione a questo qual è stata? Calo di motivazione, oltre al fatto di non sentirsi mai "abbastanza". Questa è la consapevolezza che ho raggiunto finora, guardando in faccia la realtà, senza filtri e senza paura di scoprire qualcosa di "spiacevole". Ed è da questa consapevolezza che ora voglio ripartire. Grazie mille Ilaria per l'aiuto :-)
    0
    Rispondi a Vale Commenta l’articolo

  14. Avatar di antonella

    antonella 4 anni fa (8 Ottobre 2015 19:21)

    Buoa sera ilaria come posso fare a partecipare un corso ed essere seguita?quale il costo? grazie
    0
    Rispondi a antonella Commenta l’articolo

  15. Avatar di Alisia

    Alisia 4 anni fa (10 Dicembre 2015 17:45)

    Ciao Ilaria, ciao a tutte. Oggi sono tornata di proposito su questo articolo perché in questo periodo mi sento di essere tornata al punto di partenza. Da quando leggo il tuo blog ho lavorato molto su di me, mi sono sbarazzata di un uomo sbagliato, ho dovuto combattere con gli strascichi che questa storia ha lasciato, mi sono appassionata di crescita personale e mi sono posta come obiettivo la mia serietà. Ora mi succede questo: con un mio collega, abbiamo stretto un rapporto di amicizia e io tempo fa gli raccontai la storia con l'uomo sbagliato. In questi giorni abbiamo avuto una discussione e nel discorso lui se ne è uscito dicendomi che lo stavo trattando come trattavo lui, che mi sto facendo terra bruciata intorno perché sono sola, e che non c'è da meraviGliarmi se lui è sparito. Sono caduta nello sconforto primo perché mi è tornata in mente la sensazioni di essere io sbagliata, secondo perché sto dando molta importanza al giudizio del mio collega. Dovrei fregarmene e invece mi sembra di essere tornata indietro....è come se il lavoro che ho fatto su di me non sia servito a niente. Cosa posso fare? Non riesco a toglermi questa sensazione di essere sbagliata io.
    0
    Rispondi a Alisia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 anni fa (10 Dicembre 2015 18:00)

      Beh, il caro collega è un uomo sbagliato, un gran campione di abuso. Questo segnatelo sull'agenda, come memo. Un tipo da evitare, assolutamente, altro che andare a raccontare le tue peripezie sentimentali. Le proprie peripezie sentimentali non si raccontano in giro, tantomeno in ufficio e tantomeno ad altri uomini. Poi, certo ti senti sbagliata perché accuratamente ti sei scelta un compagno di confidenze - questo famoso collega - che corrisponde in tutto e per tutto agli uomini sbagliati e abusanti il cui scopo della vita è far sentire le persone sbagliate. Vi siete incastrati perfettamente. Solo che tu sei abusata e lui abusa. Punto. Risultato è che tu hai la sensazione di essere sbagliata, che è la naturale, unica e ovvia conseguenza di questo meccanismo. Lui invece ha trovato qualcuno a cui far subire la propria cattiveria e sul quale esercitare il suo potere. Ora l'unica cosa giusta da fare è evitare in tutti i modi di conversare e avere contatti - se non strettamente professionali e se si può evitare, anche quelli - con il giovanotto in questione.
      6
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Alisia

      Alisia 4 anni fa (10 Dicembre 2015 19:30)

      È lo so purtroppo per il lavoro non posso evitare anche se lavoriamo in settori diversi. Posso evitare altro certo....infatti la cosa che mi sta a cuore ora è recuperare la mia serenità e convincermi che non sono io sbagliata ma questo meccanismo che si è creato. Grazie
      2
      Rispondi a Alisia Commenta l’articolo

  16. Avatar di Mariachiara

    Mariachiara 4 anni fa (11 Dicembre 2015 11:45)

    Ciao Ilaria sono Mariachiara e ho 21 anni. Sto insieme a un ragazzo da circa un anno ma in questo periodo lui non ha mai detto di essere innamorato di me. Pochi giorni fa mi ha detto di volermi più bene e di sentirsi più legato a me ma non è innamorato. Abbiamo parlato molte volte della questione e lui dice di essere proprio fatto così, in qualsiasi caso lui sarebbe così anche con un altra ragaZza perché per lui dire ti amo è un passo troppo importante che significherebbe trascorrere tutta la sua vita al mio fianco, e non lo prova per me, o per lo meno non ancora, non so se accadrà mai. Io sono triste e delusa perché ovviamente sono abituata a relazioni in cui due persone si amano, non concepisco che io gli dico di essere innamorata e mi viene risposto di no altrimenti non avrebbe senso. Ogni qual volta abbiamo affrontato il discorso il tutto è sempre sfociato in litigi e discussioni in cui lui dice di sentirsi oppresso da questa situazione e non sa cosa rispondere in quanto è impacciato, dice prima di no, poi non lo so, ma non mi ha mai detto ciò che ovviamente mi aspetto, cioè "chiara mi sto innamorando di te". A volte mi illudo del fatto che possa provare un sentimento forte nei miei confronti perché viviamo una relazione a distanza, dunque il fatto che siamo arrivati a un anno possa far pensare che sia innamorato follemente e questo per me potrebbe essere una dimostrazione, invece alla domanda diretta mi risponde sempre no, e io ci sto male. Non mi dice nè che sono la donna della sua vita, nè che vuole lasciarmi, vivo nella neutralità. E di conseguenza non so neppure prendere una decisione in quanto siccome dovrebbe trasferirsi a breve e di conseguenza vivere vicini, potrei aver la possibilità di vivere questo rapporto di coppia quotidianamente e in modo maturo per poi vedere come andrà da "vicini", e decidere in seguito se continuare o lasciar perdere, se lo lasciassi le vivrei con il rimorso di non essere andata fino in fondo, dato che lui afferma con sicurezza di essere così anche con qualsiasi altra ragazza se dovesse essercene un altra dopo di me, perché lui è così. Cosa posso fare per fargli sentire la mia mancanza? Per far si che magari decida in bene o in male il futuro della nostra coppia? Magari un periodo di alontanento? Spero in una tua risposta, un abbracio!
    -3
    Rispondi a Mariachiara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 anni fa (11 Dicembre 2015 11:50)

      @ Mariaciara, quando leggo messaggi come i tuoi mi coglie un'infinita tristezza, un infinito senso di squallore: che cosa pensi di te, quale opinione hai di te per poter accettare di avere lunghe discussioni con unqualunqueomuncolodiinfimastaturananoviziato come questo che ti dice di "sentirsi oppresso" e dice di non essere innamorato di te? Come fai? Io parlo di senso di dignità, ma mi rendo conto che forse è un concetto troppo elaborato. Se dicessi hai un po' di senso del tuo onore, che cosa risponderesti, ce l'hai?
      3
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Mariachiara

      Mariachiara 4 anni fa (11 Dicembre 2015 11:59)

      Beh si, anche perché è la prima volta che mi ritrovo in una relazione del genere, sono sempre stata trattata come una principessa nelle mie frequentazioni precedenti, sono sempre stata io ad avere il coltello dalla parte del manico ma ora non so come mai mi ritrovo in questa situazione in cui lui giudica ogni lato di me considerandomi sbagliata in ogni gesto.
      -1
      Rispondi a Mariachiara Commenta l’articolo

    • Avatar di Mariachiara

      Mariachiara 4 anni fa (11 Dicembre 2015 12:04)

      Stiamo bene quando si parla in modo generale e molto tranquillo, di università, di esami, di amici...se già gli faccio una domanda del genere lui mi reputa infantile e pesante e non ho ancora avuto una risposta da un anno. Una risposta esaustiva intendo. Che per lo meno mi faccia capire se ha senso che si continui o meno.
      -1
      Rispondi a Mariachiara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 anni fa (11 Dicembre 2015 12:22)

      Che cosa hai bisogno di capire, ancora, Mariachiara? Vuoi "i disegninini e lo schemino" come si diceva una volta? I fatti non parlano chiaro?
      0
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 4 anni fa (11 Dicembre 2015 12:21)

      Coltello dalla parte del manico? Queste frasi sono rivelatrici Mariachiara di un modo tutt'altro che equilibrato di concepire i rapporti tra persone: in un relazione non ci deve essere controllo, potere o manipolazione (anche se è pieno di rapporti del genere che però non funzionano e non danno appagamento). Non solo, è evidente che questo giovanotto ha un comportamento abusivo (ti sminuisce) quindi, come spesso capita a chi intende i rapporti come esercizio di controllo e di manipolazione, tu ora sei quella manipolata e controllata e di più, abusata. Questa è una relazione distruttiva e il tuo incaponimento e la tua aggressivià/rabbia dissimulate lo confermamno.
      3
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  17. Avatar di Livia

    Livia 3 anni fa (27 Giugno 2016 15:16)

    Mi dovrò ricordare più spesso dei risultati che ho ottenuto.
    1
    Rispondi a Livia Commenta l’articolo

  18. Avatar di Gea

    Gea 3 anni fa (19 Ottobre 2016 22:47)

    Ilaria, grazie per aver riproposto questo bellissimo articolo! La paura é umana, e bisogna imparare ad ascoltarla per migliorarsi. Negarla o tentare di dominarla finisce per ingigantirla; invece, se la si accetta, diventa un'alleata nel meraviglioso percorso di crescita personale che é la vita. Un abbraccio! :-)
    1
    Rispondi a Gea Commenta l’articolo