Ghosting: è entrato nel vocabolario, ma ci è entrato nella testa?

ghostingGhosting. Ma che cosa mai vorrà dire? Che c’azzecca il ghosting con la persona giusta e le relazioni?

C’azzecca, eccome. C’azzecca, purtroppo. E mica da poco tempo, anzi. Si potrebbe dire da sempre.

E’ notizia di questi giorni che l’Accademia della Crusca, custode della correttezza della lingua italiana, abbia concesso l’inserimento nei nostri vocabolari del termine ghosting e guarda un po’, proprio nell’accezione, nell’uso e nel significato che ha a che fare con le relazioni.

Non è che la Crusca vuole rubarmi il lavoro, per caso?!

Ma no dài. Non scherziamo nemmeno.

E allora perché io ne parlo, di questo fatto?

Perché non è una gran bella notizia, per me e per i messaggi che voglio trasmettere sulle relazioni, che la Crusca abbia deciso di inserire ghosting nel nostro vocabolario.

"Di tutti i fantasmi i fantasmi dei nostri vecchi amori sono i peggiori. A. C. Doyle"

Aspetta un attimo, però, da una parte è una bellissima notizia, meno male che lo ha fatto, era ora!

La brutta notizia è che l’ha fatto tardi e tardivamente e soprattutto la brutta notizia è che per indicare un fenomeno diffusissimo nel mondo delle relazioni dobbiamo usare un termine inglese.

Aiuto!

Tu penserai: “Accidenti, Ilaria, non ti facevo così chiusa e limitata di mente (un po’ sì, magari, ma non troppo!!!), nazionalista e conservatrice! Non sarai una di quelle puriste della lingua che odia le parole “device” “uattsappare”, “human resources” e “sales”?”

La risposta è: chiusa e limitata di mente probabile, e mi sforzo di cambiare in meglio ogni giorno, conservatrice cerco di no, nazionalista no, purista dipende.

In linea generale, se c’è una parola italiana per definire qualcosa, preferisco usare quella e mi piace che gli altri la usino con me.

Il punto non è questo. Il punto è che se ci “manca” un termine, spesso ci sfugge il concetto.

Nel senso che se ci “manca” il termine, ci “mancano” anche le esperienze, le prese di coscienza relative, ci manca la consapevolezza piena dei fenomeni legati a quel termine.

“Ok, Ilaria, sai che fatico a cogliere il punto? Dove vuoi arrivare? Che cosa c’entra tutto ciò con la persona giusta?”

C’entra, perché questa vuole essere una mia esortazione all’uso della propria astuzia, del sapere vivere, del saperci fare per condurre la propria vita nella direzione migliore per sé.

Tanto per cambiare, questo è l’aspetto che mi interessa.

Ben più dell’uso dell’italiano.

In inglese “ghosting” (da “ghost”, fantasma) sta a indicare quel comportamento tanto odioso quanto diffuso e trasversale (cioè comune a uomini di tutte le età e di tutti i livelli) che consiste nel corteggiare, frequentare o addirittura iniziare una relazione di coppia con una persona e poi scomparire improvvisamente alla sua vista e dalla sua vita.

"Un essere metafisico in genere non si mette in contatto con noi per telefono. C. G. Jung"

Senza spiegazioni, senza giustificazioni e anche senza motivi.

Una precisazione per le più puntigliose o i più scrupolosi che diranno: “Non sono solo gli uomini a farlo nei confronti delle donne, ma anche le donne nei confronti degli uomini”.

Bravi!

Vero.

E gli uomini lo fanno in proporzione enormemente superiore a quanto lo facciano le donne. Questo tra l’altro ha che fare con il filo di tutto il mio discorso.

Ghosting e altri -ing: orribili ma veri

Nel mondo anglosassone il termine “ghosting” viene usato da moltissimo tempo per indicare il comportamento descritto poco sopra.

E’ un termine di uso comune, che appartiene a pieno titolo all’ambito delle relazioni di coppia.

Un termine “popolare”, nel senso di diffuso, comprensibile, sul quale ci si intende.

Insieme a “ghosting”, nella lingua inglese vengono usati una serie di altri termini presi a prestito da altre aree linguistiche e diventati di uso comune per descrivere comportamenti  (per lo più disfunzionali e abusanti) frequentemente riscontrabili nel mondo delle relazioni.

Per esempio “submarining” che è il comportamento di chi scompare e poi “riemerge” a sorpresa, come un sottomarino, o come “booty call” che è la famosa telefonata o il messaggio dell’ultimo secondo, spesso a sera tardi o a notte inoltrata, fatto da un uomo a una donna per organizzare un incontro di tipo sessuale fine a se stesso.

“Ragazza, ti considero solo per quello che hai in mezzo alle gambe. O tutt’al più anche per quello che hai poco sopra.”

Squallor!!!

In italiano non ci sono termini per indicare tali comportamenti.

Ohibò, sarà mai che per caso gli uomini italiani (“Italians do it better”) siano così cavalieri da non mettere mai in atto comportamenti del genere tanto che, mancando a noi il concetto, ci mancano anche le parole?

Escludo e sono convinta che tu escluda con me.

Perché sono certa che, almeno per sentito dire, sai di uomini che fanno le “booty call”, praticano il “ghosting” e appaiono e scompaiono come sottomarini.

“Ok, Ilaria, brava, stai andando di male in peggio. Mi congratulo. Prima correvi il rischio di apparire purista e retrograda, ora esterofila. Sei una di quelle convinte che negli altri paesi vada meglio che in Italia.”

Ecco, no, esterofila non sono, non più di quanto sia nazionalista. Zero dunque.

Mi tocca riconoscere che, qui, da noi, riguardo le relazioni (che è quello di cui mi occupo, del resto non mi interessa parlare ora) c’è un livello di informazione meno plurale che da altre parti, in particolare rispetto ai paesi di cultura anglosassone.

C’è meno consapevolezza.

Tant’è che la Crusca ha dovuto inserire nel nostro vocabolario la parola “ghosting”.

Ma la Crusca, già che c’era, non poteva aiutarci a trovare un termine in italiano?

Ghosting & Co. Fatti furba.

Non è che siccome ci manca il concetto, allora ci manca la parola.

Il problema è che, poiché ci manca la parola, allora fatichiamo ad afferrare il concetto.

Ma che cosa significa tutto questo ragionamento?

Significa che dobbiamo, un po’ tutti, darci una bella svegliata.

Intanto noi comuni mortali che viviamo le relazioni.

Ogni tanto a leggere commenti sul blog che grondano ingenuità soffro un po’.

“Ilaria, mi ha fatto una corte strettissima, mi ha presentato la madre, i fratelli e le cugine. Poi è scomparso. Io questi comportamenti davvero non me li spiego.”

Un momento: non è più tempo per non spiegarsi certi comportamenti. Si può rimaner male. Si può essere arrabbiate anche tantissimo, ma non si può non spiegarsi certi comportamenti.

Piantiamola con ‘sta storia!

Perché certi comportamenti non sono “stranezze”, ma sono vere e proprie scorrettezze, disfunzionalità che ormai hanno raggiunto dimensioni “sociali”, sono abusi e vere e proprie violenze psicologiche in certi casi.

Che non vogliamo, non osiamo e non siamo capaci di definire come tali.

Attenzione, se sapessimo farlo, sapremmo difenderci. Meglio, molto meglio.

Dobbiamo smettere di non vedere, di non riconoscere, di non saper definire e di non avere parole. Di non avere le parole giuste per chiamare le cose.

Uno che è “scomparso” (cioè che ha fatto “ghosting”) non è uno che è stato respinto da te, che tu non hai saputo sedurre o che ha delle complessità caratteriali da comprendere.

E’ un uomo che ha compiuto un abuso (piccolo o grande che sia) e come tale va considerato. E tutti gli altri come lui.

"Ogni storia d’amore è una storia di fantasmi. D.F.Wallace"

Dobbiamo cominciare a chiamare le cose con il loro nome, senza aspettare che la Crusca approvi un termine straniero per definire atteggiamenti che non sono accettabili.

E soprattutto per qualificarli, valutarli e anche, sì, giudicarli.

Facciamo funzionare il cervello, facciamoci furbe, smettiamo di avere scrupoli.

Usiamo le nostre parole, ma chiare e dense di significato, senza vergogne, senza censure e lasciando perdere i consigli della nonna. Che sono quantomeno superati.

"Il vero amore è come i fantasmi: tutti ne parlano, ma pochi lo hanno visto. F. de La Rochefoucauld"

I percorsi che ho creato per te:

I 7 Pilastri dell’Attrazione.

è il primo passo verso la conoscenza di te.

Clicca qui per iniziare il tuo percorso de I 7 Pilastri dell’Attrazione adesso.

Come Sedurre un Uomo senza Stress

In questo percorso si spiegano i gradi dell’attrazione “autentica”.

Clicca qui per iniziare il tuo percorso Come Sedurre un  Uomo senza Stress adesso.

Lascia un Commento!

47 Commenti

  1. Avatar di Eleonora

    Eleonora 5 mesi fa (17 giugno 2018 1:20)

    È tutto legato alla mancanza di rispetto e bisognerebbe insegnarlo nelle scuole, anziché leggere le fiabe. Purtroppo lo si apprende cammin facendo, c'è chi impara la lezione e chi,invece,continua a far gli stessi errori. Ottimo articolo. Da far leggere alle famiglie
    Rispondi a Eleonora Commenta l’articolo

  2. Avatar di Emy65

    Emy65 5 mesi fa (16 giugno 2018 23:29)

    Infami.. Livia.. infami. Non avevo mai usato questa parola x nessuno nella mia vita prima di sei mesi fa..poi ho capito che chi ci fa del male con le caratteristiche che ha descritto bene Ilaria al di là delle dovute spiegazioni psicologiche x sunto massimo è un infame. Me ne sono capitati un paio prima di lui ma evidentemente non avevo ancora capito la lezione ....non avendoli riconosciuti come tali. Agli infami la vita risponde poi sai? E in maniera adeguata. Auguri.
    Rispondi a Emy65 Commenta l’articolo

  3. Avatar di Cloe

    Cloe 5 mesi fa (17 giugno 2018 8:38)

    Ciao Ilaria,un po’ di tempo fa mi successe la stessa cosa, ovvero, un ragazzo che ho conosciuto in palestra inizio una corte serrata, siamo usciti un paio di volte, lui in estasi ogni volta che mi guardava. Non è successo granché, ma comunque era l’inizio di un qualcosa che poteva essere “periodicamente divertente”. Fatto sta che questo comincia ad ignorarmi per mesi, senza un motivo; poi scopro che si è fidanzato e dopo pochissimo è “rimasto incinto”. Tempo fa, dopo tempo immemore, mi ha scritto un sms di apprezzamenti sul mio essere e i “like” su Facebook si sprecano. Si potrebbe dire che costui ha esercitato sia ghosting che submerging?! BAH
    Rispondi a Cloe Commenta l’articolo

  4. Avatar di Fenice

    Fenice 5 mesi fa (17 giugno 2018 22:59)

    Sarebbe comico se non fosse tragico.. No, sul serio ho riso un casino! soprattutto per il commento ingenuo. Proprio ieri ho mandato a ranare un altro bambinone cui indecisione e irresponsabilità travestita da turbamento interiore mi hanno dato sui nervi! Mi sono concessa del tempo per pensarci e sono giunta alla conclusione che non avevo fatto nulla per meritarmi 'na roba del genere, che il fatto che nell'ultimo mese sia passato dal volermi sposare e avere figli al ''che faccio se poi non ti amo più''/''non so se ti amo''/ ''sei quella giusta ne sono certo ma non lo so'', era crudele e abusivo. Perciò ho smesso di rispondere ai suoi messaggi e mi sento decisamente più serena. Tutte queste varie forme di abuso sono così diffuse.. io mi sento stanca delle relazioni. Gli uomini, per quanto sembrino diversi all'inizio, si rivelano sempre più o meno lo stesso uomo sbagliato dopo un po' che li frequento.. Mi sa che getto la spugna...
    Rispondi a Fenice Commenta l’articolo

  5. Avatar di Kicca

    Kicca 5 mesi fa (18 giugno 2018 16:37)

    Grazie cara Ilaria, bell'articolo Rispondi a Kicca Commenta l’articolo

  6. Avatar di Atolla

    Atolla 5 mesi fa (17 giugno 2018 15:49)

    Se c'è una cosa che ormai ho imparato, dopo tante tranvate sul muso, è che al ghost di turno non si va dietro cercando di sapere perché è sparito, lo si lascia dov'è, e al yellow submarine che riemerge non si risponde. L'energia è preziosa e costosa, sprecarla dietro a dei poracci così è un oltraggio.
    Rispondi a Atolla Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 5 mesi fa (17 giugno 2018 16:32)

      Oddio! Chiederselo e’ lecito ma senza perdere la dignità e naturalmente non si fa di tutto per ridicolizzarsi. Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (17 giugno 2018 17:38)

      Atolla, sottoscrivo dalla prima all'ultima parola! :) Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di LauraC

      LauraC 5 mesi fa (17 giugno 2018 20:42)

      Teoricamente non perderci altro tempo è la soluzione migliore, ma nella realtà mi son sempre sentita meglio dopo aver educatamente mandato a quel paese. In genere a quel punto rispondono e gli lascio l’ultima parola.
      Rispondi a LauraC Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (17 giugno 2018 22:11)

      Ciao LauraC, secondo me mandare il tizio a quel paese dà una sensazione piacevole, sì, ma di breve durata. Io mi sono sempre pentita di aver mandato messaggi per "congedarmi". Nell'ultimo caso, successo quasi un anno fa, lui rispose al mio sms, dopodiché ne inviai un altro senza aspettarmi un'ulteriore risposta, volevo soltanto "mettere in chiaro" alcune cose. Lui non rispose più e io mi sentivo apparentemente meglio... In realtà non avrei mai voluto scrivergli.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Laurac

      Laurac 5 mesi fa (18 giugno 2018 14:35)

      Probabilmente è stato l’ulteriore mettere in chiaro senza che lui rispondesse che ti ha lasciato l’amaro in bocca. Io mi limito a dirgli quello che penso del loro comportamento e a dirgli addio. Pietra sopra e sto meglio. Ma capisco che non siamo tutte uguali
      Rispondi a Laurac Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (19 giugno 2018 1:20)

      Non credo sia quello il motivo del mio pentimento. Se mi avesse risposto anche al secondo messaggio e avessi lasciato a lui l'ultima parola, non mi sarei sentita meglio, ne sono certa. È proprio il fatto stesso di avergli dato importanza inviandogli sms (uno o due non fa differenza) che mi provoca un certo "fastidio". Ma ovviamente la mia esperienza non è uguale per tutte.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 5 mesi fa (19 giugno 2018 13:28)

      Non ricevere risposta è il prezzo che si paga per avere l'ultima parola ... non si possono avere entrambe le cosa. Bisogna decidere in anticipo che tipo di vittoria si vuole ottenere, e poi agire di conseguenza :D :D :D
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (19 giugno 2018 14:02)

      Ribadisco... Per me è sbagliato proprio scivergli, non importa chi scrive per ultimo. E aggiungo che per me non c'è vittoria nel dire ad uno stronzo che è uno stronzo... Molto probabilmente ne è consapevole e se ne compiace pure.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Stellina3

      Stellina3 5 mesi fa (19 giugno 2018 15:00)

      Indifferenza non curanza e silenzio. Mandare sms di addio a chi ci ha già detto addio non paga né noi né ripaga loro. Rispondi a Stellina3 Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (19 giugno 2018 15:56)

      Sono assolutamente d'accordo, Stellina3. Mandare sms a persone che non ci considerano è un modo come un altro per continuare ad avere un contatto con loro, ma a pro di che?! Non è che facendoci "notare" susciteremo il loro interesse... Se non c'era prima, non ci sarà dopo. E, poi, per quale motivo tentare di restare in contatto (anche solo apparentemente) con tipi del genere? Meritano davvero le nostre attenzioni?? Il nostro voler dire "addio" non ha senso, perché loro l'addio ce l'hanno già chiaramente espresso senza dover dire o spiegare alcunché. Dire addio tramite il silenzio è il modo più efficace e potente per scomparire. Penso che 'sta specie di mania di voler per forza precisare le cose sia un bene togliersela.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 5 mesi fa (18 giugno 2018 15:27)

      È capitato anche a me delle volte di sentirmi così. Che poi però, se ci pensi, bisogna anche tirar fuori quello che si ha dentro. Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 5 mesi fa (19 giugno 2018 1:07)

      Sì Livia, infatti il principio secondo il quale ho agito così è questo, perché credevo fosse "liberatorio" dire a muso duro ciò che pensavo di lui. Però se sai che all'altro molto probabilmente non frega niente di te e di quello che pensi, subito dopo giungi alla conclusione che è bello esprimere le proprie idee ma solo se si ha un interlocutore degno.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

  7. Avatar di Cris83

    Cris83 5 mesi fa (19 giugno 2018 21:12)

    È vero Ilaria. È un abuso e una violenza psicologica. È inutile usare altri termini. Rispondi a Cris83 Commenta l’articolo

  8. Avatar di Cris83

    Cris83 5 mesi fa (23 giugno 2018 6:21)

    Concordo sul fatto che siano sicuramente poco evolute e che noi dobbiamo lavorare su noi stesse per non cascarci. Soprattutto per non farne una tragedia! Rispondi a Cris83 Commenta l’articolo

  9. Avatar di Irene

    Irene 5 mesi fa (18 giugno 2018 11:27)

    Amiche che spariscono dopo averti usata, uomini che spariscono chissà per quale motivo. Meglio stare sole? Ma il mio problema è che se un uomo sparisce mi incazzo e mi sembra che mi diventi indispensabile, di non poter stare senza di lui, anche se razionalmente so che è un coglione e liberarmene è un bene. E non so come comportarmi. A nessuna capita?
    Rispondi a Irene Commenta l’articolo

    • Avatar di Chiara

      Chiara 5 mesi fa (18 giugno 2018 21:48)

      Ciao Irene, sì a me capita spesso... Quando chiudo, chiudo e non ritorno sui miei passi, ma i primi tempi sono un inferno. Razionalmente capisco che è un bene ma soffro ugualmente. Credo sia come disintossicarsi in un certo senso, all'inizio è dura ma poi si sta meglio e si diventa più forti. Un abbraccio
      Rispondi a Chiara Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 5 mesi fa (19 giugno 2018 10:39)

      Non capisco perché "patologizzare" tutto. Quando una storia (anche sana) finisce, si soffre. E' normale. E' un lutto, si è persa una persona, se non un sentimento almeno delle emozioni, si è perso un investimento e una idea di futuro. Se l'altro è stato stronzo, ci ha ferite. A volte ci feriscono anche le persone più tranquille del mondo, figuriamoci. E' normale soffrire. Quelli che non soffrono sono dei poveretti che nella vita non provano niente e non si godono niente, neanche un bel tramonto o un bel cielo stellato.
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Chiara

      Chiara 5 mesi fa (20 giugno 2018 6:50)

      Ma qui non c'entra nulla il patologizzare e non capisco a cosa tu ti riferisca. Stare male per settimane o mesi per una persona che, oggettivamente, al netto delle infatuazioni e delle speranze, ci aveva dato molto poco o peggio ancora, aveva promesso mari e monti in poco tempo, per poi sparire. Se ci si affeziona così tanto a soggetti del genere una riflessione è d'obbligo. L'articolo parla di ghosting, non si relazioni normali che poi finiscono e per le quali è normale soffrire. Buona giornata a tutte
      Rispondi a Chiara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (20 giugno 2018 7:53)

      Concordo Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 5 mesi fa (20 giugno 2018 10:42)

      Mi riferivo a quanto scritto da te, Chiara ... mi pare strano che ti capiti addirittura "spesso" di avere relazioni di questo genere, quindi la sofferenza di cui parli dovrebbe essere normale ("Ciao Irene, sì a me capita spesso... Quando chiudo, chiudo e non ritorno sui miei passi, ma i primi tempi sono un inferno"). Il ghosting è un abuso a tutti gli effetti, ma a me sarà capitato forse una volta nella vita. E ad ogni modo è naturale anche la sofferenza dopo un abuso. Il patologico è l'abuso, non la reazione. Semmai la sofferenza è il segnale che dovrebbe portarci a guardare i nostri schemi, che ci importa degli schemi altrui? Altro però è quando si esce una volta o due con una persona e questa in qualche modo ci fa capire o ci dice che non è interessata a proseguire, oppure quando si chiude (sempre esplicitamente) una storia che non decolla. Francamente, sono più spesso che no persone che di fatto "spariscono" (io stessa sparisco), ma non lo definerei "ghosting": come sono entrate, sono uscite, e non ci vedo niente di particolarmente tossico o abusante.
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 5 mesi fa (20 giugno 2018 12:06)

      Ciao Anna, penso che Chiara riferisca quel " mi capita spesso " non all'avere relazioni di un certo tipo ( è una tua aggiunta, non fa parte della sua frase ), ma alle sue emozioni, ossia le capita spesso di chiudere e di essere combattuta tra razionalità ( ho fatto bene a chiudere ) e nostalgia. La frequenza non è riferita al numero di relazioni, dunque, ma alle sue reazioni emotive, fossero anche solo due le storie. Per quel che mi riguarda comprendo il meccanismo, perché comunque capita di aver attribuito qualcosa di positivo all'oggetto dei nostri desideri e cancellare un'idea comunque memorizzata richiede tempo.
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 5 mesi fa (20 giugno 2018 14:02)

      @Emanuela. Appunto. Stiamo parlando di ghosting, non patologizziamo ogni forma di abbandono. Non riesco a spiegarmi, non importa. Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 5 mesi fa (20 giugno 2018 15:48)

      @Anna, una persona si è chiesta se la sua esperienza emotiva fosse comune, se il suo sentire fosse comune ad altre donne, non penso che si tema di rientrare in una casistica clinica o che chi sparisca sia necessariamente un caso clinico. Mi è parsa una domanda semplice che non cercava di ravanare nel torbido.
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 5 mesi fa (20 giugno 2018 10:49)

      Non so, sarà che recentemente una mia amica è stata lasciata da uno veramente psycho, e temeva di avere una ricaduta della depressione. Ovvio che il rischio c'è sempre, per carità. Le ho detto: ma se invece la chiami tristezza, o risposta traumatica, e la prendi per quel che è, cioè qualcosa di naturale e che passerà nel giro di un tot di tempo? (lasciamo stare poi che è meglio perderli che trovarli, e che prima si stufano e più vita risparmi, sono discorsi che sul momento lasciano sempre il tempo che trovano)
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Ale

      Ale 5 mesi fa (20 giugno 2018 12:37)

      Credo, e non so se rispondo alla tua domanda, che sia nel caso del ghosting sia nel caso della tua amica, il punto sia proprio la fragilità della persona in questione, la vittima di ghosting o la persona guarita di depressione. Personalmente ho subito forme di ghosting (o forse submerging :)) nel corso di una relazione molto lunga e questa cosa mi ha fatto soffrire molto finché non sono riuscita a capire davvero la dimensione dell'abuso. Prima lo capivo a livello razionale, ma non riuscivo a farlo mio, e questo mi è costato tanta sofferenza (e tanti sms/telefonate inutili). Una volta capito però, uscendo con altre persone, non mi sono mai più sentita "vittima di ghosting" ma non perché ho incontrato solo persone che non scompaiono, anzi, piuttosto perché intimamente li percepisco (che è un po' più forte della comprensione razionale) come persone poco evolute a livello relazionale. Se incontro una persona uomo o donna che sia che è sparita senza un congedo (o che affronta i conflitti in modo evitante, o che riappare dopo mesi di silenzio senza in qualche modo introdursi), oggi vedo davanti a me un essere inferiore nella catena evolutiva, un rettile. Non riesco né ad arrabbiarmi, né a starci male se una lucertola non si congeda. Il fatto è che è una lucertola anche quando chiama, cerca o si passa del tempo piacevole, quindi anche le cose buone si ridimensionano automaticamente; anche con gli animali domestici si può passare del tempo molto bene, possono essere affettuosi ecc. ecc. però non mi aspetto che il mio cane mi telefoni per fare pace. Automaticamente sono diventata, per forza, anche molto più selettiva nella scelta delle persone. Tutto questo però è possibile, ed è qui che volevo arrivare, perché in qualche modo almeno in parte io ho superato la dinamica dell'abuso, che non è tanto la sofferenza data da un lutto per una relazione che non va avanti, quanto la convinzione, magari inconscia ma non meno pervasiva, di essere in qualche misura responsabili del comportamento da lucertole di altri. Riguardo la tua amica depressa, è normale temere una ricaduta depressiva alla fine di una relazione; per quanto possa essere guarita, in realtà lei non può sapere come reagirà di fronte a un trauma o a un dolore. Guarire dalla depressione vuol dire, in un certo senso, ricominciare a camminare con delle gambe nuove e farsi venire il dubbio di una ricaduta forse è solo saggezza, per poter correre ai ripari per tempo se fosse necessario. Ciao
      Rispondi a Ale Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 5 mesi fa (20 giugno 2018 14:00)

      @ale concordo pienamente. Prima si fa ispezione di realtà e prima la si finisce di “punirsi”. Io sono abbandonica e ho sofferto di depressione, ma non è che tutti i dispiaceri fanno venire la depressione, o sono traumi. Le parole sono importanti, come diceva Moretti. Suggerivo solo un reframing
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di A.

      A. 5 mesi fa (21 giugno 2018 10:01)

      Cara Ale, ti ringrazio tanto per aver condiviso la tua analisi illuminata e ironica dei personaggi inclini al ghosting, le "lucertole", come li chiami tu. Io sono ancora molto lontana dal capirlo nel profondo e infatti mi sento ancora assolutamente responsabile di questo loro discutibile comportamento. Anche ultimamente, per dirti, credevo di essere andata bene: non messaggi o chiamate ogni tre per due, non bisognosa, mi concentravo sul lavoro, sullo studio, sulla mia vita oltre a lui... eppure - da interessato e, lui sì, quasi assillante - è diventato freddo e scostante, tanto da indurmi a pensare che rispondere ai suoi messaggi fosse del tutto inutile. Forse anch'io sono poco matura in senso relazionale, una "lucertola": invece di fare "ghosting" avrei dovuto parlargli chiaramente, ma, se devo essere sincera, mi sentivo davvero ridicola (e spaventata?) a chiedere un confronto a una persona che stava dimostrando il più completo disinteresse; mi pare di non parlare la stessa lingua, come. Il mio silenzio non ha fruttato alcuno sviluppo, comunque, però non riesco ancora a vederla come la vedi tu: in questo momento per me la colpa del suo allontanamento è solo mia e mi chiedo in che punto del rapporto ho sbagliato e come posso fare per rimediare. Grazie ancora!
      Rispondi a A. Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 5 mesi fa (23 giugno 2018 10:25)

      Ma guarda che delle volte non serve a niente parlare sinceramente perché queste persone, sia che sei bisognosa oppure no, che gli stai dietro oppure no, continueranno sempre a fare ghosting. L’ho constatato sai? Amiche con le quali avevo esposto le mie ragioni ma che dopo continuavano a comparire e a scomparire. Poi se un uomo è stronzo, o che gli parli o che non gli parli, farà sempre ghosting.
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

  10. Avatar di Jade

    Jade 5 mesi fa (5 luglio 2018 14:14)

    A me è scomparso il marito addirittura! Prima mi ha sposata poi è scomparso. Ma che vogliamo aspettarci? Rispondi a Jade Commenta l’articolo

  11. Avatar di Shy

    Shy 2 mesi fa (12 settembre 2018 18:30)

    Mi sono imbattuta in questo articolo perché stavo facendo ricerche sul Fenomeno opposto: l’haunting. Ho capito che è quando un nostro ex si palesa tramite mi piace su Facebook, o visualizzazioni su Instagram, ma finisce lì. Ed ho cercato perché mi sta succedendo questa cosa da due mesi. Per caso, guardando le visualizzazioni su Instagram, è apparso il suo nome. Non me ne ero accorta ma già mi stava guardando tutte le storie da una settimana buona, e così avanti anche adesso. Lì per lì non me ne sono curata ma vedendo che non se ne perde una (premessa: non mi segue, va appositamente a cercarmi sul social) mi sono chiesta che cosa lo spingesse a farlo,lui, che sui social si professa come nella relazione più bella del mondo da tre anni. Secondo voi, cosa sta succedendo nella sua testa? Dovrei bloccargli le storie o lasciargli vedere? Specifico che la mia è semplice curiosità data dal fatto che comunque è stato un mio ex e abbiamo chiuso malissimo, non ho assolutamente altri fini perciò se mi darete punti di vista sono ben accetti, niente di più.
    Rispondi a Shy Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (12 settembre 2018 22:42)

      Sarebbe meglio bloccarlo. E' haunting, esattamente. Non è un comportamento sano. Dedicati ad altro ché, ti giuro, ci sono un sacco di altre cose e persone molto più interessanti nella vita. Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 2 mesi fa (13 settembre 2018 1:49)

      Ciao Shy, non sapevo che questo fenomeno avesse un’etichetta, a dire il vero pare ne abbia due, una hunting e l’altra orbiting. Al di là delle definizioni, mi pare inevitabile pensare che il tipo si stia annoiando, semplicemente annoiando. Lancia un sassolino ambiguo, nasconde la mano perché spetta a te poi “interpretare” liberamente la sua noia. E ci riesce visto che appunto ti chiedi come mai faccia così. Di certo c’è che il comportamento è stupido e fastidioso, non concludente, quindi sarebbe meglio per te evitare le sue intrusioni bloccandolo.
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Emilia

      Emilia 2 mesi fa (13 settembre 2018 9:43)

      Shy, bloccalo! L'atteggiamento del tuo ex è quello di orbitare nella tua vita senza un reale motivo. Tra voi è finita ed oltretutto male... Non permettergli di entrare nella tua vita, anche se si tratta solo di social network.
      Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

  12. Avatar di Livia

    Livia 5 mesi fa (16 giugno 2018 17:33)

    Well done miss Cardani! You did a great job! Inglese a parte, questo termine ronzerà sempre nella nostra testa. Sarà il nuovo tormentone delle nostre vite. Ghosting non sono da uomini che scompaiono dopo poco o tanto, con quel poco o tanto che c’è stato, ma anche da amiche o pseudoamiche che, ti stanno vicino, si confidano con te, le chiami e non rispondo mai al telefono, ma le trovi a pubblicare link su Facebook, spariscono perché sono depresse, vogliono stare per conto loro, il che è plausibile, le lasci stare ma se chiedi loro come stanno ti rispondono a monosillabi e scopri che escono con altre persone o che si sentono assiduamente con loro, con tanto di foto pubblicate su Facebook. Non contente, ti basta anche incontrarle per strada e ti salutano come se niente fosse successo. Parliamo anche di quei narcisisti perversi che blocchi ovunque ma ti cercano con altri numeri di telefono, oppure dopo anni ti ricercano quando tu non te li fili più di nessuna maniera. Che ghosting è questo? Patologico? Infame? Che definizione dare? Ormai rabbrividisco nel vedere certi scempi non solo in amore, ma anche in amicizia. E le donne sono peggio degli uomini a cercarti, scomparire e ritornare per l’evenienza. Tanto la superficialità ormai è di moda e gli onesti sono diventati i futuri frustrati a rassegnarsi a tutto ciò.
    Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Atolla

      Atolla 5 mesi fa (17 giugno 2018 15:44)

      Peraltro, le donne scompaiono quando si profila un manzo all'orizzonte, se il manzo le scarica allora tornano perché considerano le "amiche" delle ruote di scorta. Parlo per esperienza diretta. Va da sé che personagge di questo tipo le ho scaricate a mia volta.
      Rispondi a Atolla Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 5 mesi fa (17 giugno 2018 16:24)

      Ma anche se il manzo le tratta bene, e si fanno la storia, queste tipe scompaiono. Credono che tu sia invidiosa o che voglia rubargli l’uomo, quando in realtà di manzi che ti camminano intorno ne hai una marea.
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Atolla

      Atolla 5 mesi fa (19 giugno 2018 12:50)

      Ma a maggior ragione scompaiono se il manzo le tratta bene, chi è più felice di loro? Sono quelle donnette da quattro soldi la cui priorità è trovare il pollo/manzo per accasarsi o anche solo per passare il tempo in dolce compagnia, poi chi se ne frega del resto... Mi ricordo sempre una puntata di Sex and the City in cui Carrie e Miranda dovevano cenare insieme in un locale ma Carrie all'ora dell'appuntamento è ancora a casa del suo idolatrato Mister Big (che peraltro si sta accingendo a cucinare per lei, quindi figuriamoci), allora Miranda la chiama e lei neanche si degna di scusarsi in modo serio e adulto, no, con voce gnegnosa le dice che no, non può andare perché è a casa di lui (in sua presenza eh). Ecco, per intenderci io per un comportamento così ho zero tolleranza.
      Rispondi a Atolla Commenta l’articolo