Come capire se lui ti sta usando

come capire se lui ti sta usandoCome capire se lui ti sta usando?

Intendo, per qualsiasi scopo lui abbia in mente o voglia perseguire: sesso, successo, comodità, immagine, relazioni, status, denaro, risorse materiali e non solo materiali...

Le ragioni per le quali una persona può usare gli altri (e una un particolare) possono essere infinite, insospettabili, spesso difficili da capire.

Le ragioni per le quali una persona può usare un partner possono essere impalpabili e oscure, quasi misteriose. Ma reali.

Pensa alla famigerata “ricarica narcisistica”, cioè a quel bisogno continuo e costante che molti disturbati hanno di ammirazione,  supporto e incoraggiamento dall’esterno, bisogno che li porta a compiere le peggiori nefandezze proprio a spese del partner.

Perché dietro ogni comportamento umano possono esserci degli interessi materiali, ma soprattutto delle spinte emotive, delle motivazioni che hanno radice nel profondo della psiche.

E molte di queste sono disfunzionali o condurre a comportamenti e schemi disfunzionali.

Mi sono decisa a scrivere questo articolo su un uomo che ti usa o potrebbe usarti, dopo che sono stata sollecitata da alcune lettrici che me l’hanno chiesto, dato che hanno avuto il sospetto che il loro partner o compagno approfittasse di loro soprattutto dal punto di vista economico.

Come capire se lui ti sta usando: guardare la realtà per come è

Diciamo che da mondo e mondo, a proposito di relazioni di interesse, è radicata una convinzione che vede i rapporti di coppia tra uomini e donne costruiti su uno “schema classico” di sfruttamento in cui le donne di solito traggono vantaggi economici e di status, mentre gli uomini favori sessuali.

Quando si sospetta una relazione di interesse si pensa che il “lui” della situazione stia con “lei” per il suo fascino o anche solo per usarla sessualmente e invece che la “lei” della situazione stia con “lui” perché ci guadagna materialmente.

Ma non è affatto vero che lo schema sia sempre questo. In realtà i meccanismi di comodo o di “sfruttamento” reciproci o a una sola direzione possono variare all’infinito.

Sia ben chiaro: ci sono da sempre relazioni di interesse in cui entrambi traggono vantaggi in modo grosso modo paritetico e in base a un accordo o tacito o anche esplicito.

Da sempre moltissime sono anche le relazioni in cui a trarre vantaggio, in modo sleale, è soprattutto un solo elemento della coppia.

Poi, certo, siccome quando si parla di relazioni tra persone, la sincerità, soprattutto verso se stessi, raramente è al 100%, ci sono coppie nelle quali è molto evidente chi trae vantaggi, magari di tipo materiale o assimilabile, ma meno evidente chi trae dei vantaggi emotivi. Magari perversi o disfunzionali. O, più probabilmente, tutti e due insieme.

Per esempio, da sempre ci sono uomini carenti di fascino e carisma personale, che si accompagnano a donne giovani o in qualche modo piacenti, simulando di credere alla purezza e alla genuinità del loro amore, quando sono ben consapevoli che se non avessero altri vantaggi, queste signore ben si guarderebbero dal frequentarli.

Come ricordo qualche volta, legioni di fanciulle si sono costruite carriere e vitalizi alle spalle di anziani magnati, politici e televisari, anche dalle nostre parti. Soprattutto dalle nostre parti.

E’ qualcosa che questi signori sanno, ma non vogliono ammettere nemmeno a se stessi.

Lo stesso accade a donne che fanno da madri, mogli, badanti, baby sitter, psicologhe, econome, segretarie, colf e molto altro tutto insieme,  ai propri compagni perché questo, secondo loro è il modo migliore per “trattenerli” nella relazione, ma non ammetterebbero mai di stare operando questa forma di controllo che permette loro di evitare di considerare seriamente se per caso stanno con un mentecatto che è cretino sì, ma riesce a sfruttarle…

Diciamo che le relazioni di interesse sono un ambito sul quale si possono fare molte e importanti considerazioni, dato che l’”interesse” che tiene unite due persone ha molte facce, molti profili e molte sfumature e come accennavamo sopra, può essere sfuggente anche a chi cerca e gode di grandi vantaggi.

Detto questo, sopra facevo presente che mi sono decisa a scrivere un articolo specifico su come capire se lui ti sta usando proprio perché alcune lettrici e clienti me lo hanno sollecitato, in modo diretto e indiretto.

Come capire se lui ti sta usando: via le fette di salame dagli occhi

In effetti, so bene che è difficile spiegare che cos’è l’abuso anche a chi lo subisce.

Perché viviamo in una cultura che è permeata, tradizionalmente, di abuso e di violenza, in particolare di violenza psicologica. E allora diventa difficile riconoscere l’abuso.

In famiglia, nelle istituzioni, negli uffici.

L’abuso non viene riconosciuto come tale. La parola o il tono violento vengono interpretati come battute scherzose o tutt’al più accessi d’ira.

La gelosia patologica viene facilmente considerata come dimostrazione di amore e di interesse.

Le percosse come dimostrazione di attaccamento e di virilità.

Nello stesso modo risulta difficile, soprattutto quando si è travolte dai sentimenti, dall’attrazione o, in casi peggiori, dal bisogno, capire che la persona che ci sta accanto è con noi fondamentalmente solo perché sta traendo vantaggi importanti per sé.

I vantaggi abbiamo detto possono essere vari e avere varie forme e vari nomi.

Può trattarsi di vantaggi economici, di situazioni di comodo.

Il fidanzato squattrinato – o tirchio, o sfruttatore e basta – che sta a dormire dalla compagna, giorno dopo giorno e così evita alla lunga di pagare l’affitto o di cercarsi casa o di convivere con i genitori.

L’amico di letto che si fa vivo spesso all’ora di cena, così, oltre al dopocena, trova anche il piatto caldo, non mette disordine in casa propria, si evita un sacco di fastidi. E di spese.

Il giovane fidanzatino, studente fuori sede, che condivide la casa con altri 5 ragazzi, che trova comodo avere la morosa coetanea, ma già con un buon lavoro che lo ospita spesso nel suo grazioso appartamentino e lui, onde evitare recriminazioni, fa, di propria iniziativa, non richiesto, piccole opere di manutenzione rischiando di diventare molto invadente. E facendo il padrone in casa altrui.

Il neomarito che senza scucire un euro, dopo il matrimonio si trasferisce nella casa di proprietà della neomoglie, quella che lei si è comprata da single con i propri risparmi, ristrutturata e arredata di tutto punto a spese di lei e, guarda un po’, casualmente ma strategicamente vicina all’ufficio di lui.

Non parliamo di quelli con un lavoro precario e instabile che alla fine si fanno mantenere dalla compagna; o coloro che addirittura hanno la passione del gioco e si “fanno aiutare” anche in a causa di quel piccolo vizio.

Di compagne che hanno aiutato i partner a creare e a far crescere imperi lavorando per decenni senza un ruolo preciso che le qualificasse e senza retribuzione e senza contributi, per essere poi lasciate senza un ghello, senza proprietà e senza diritti, sono pieni gli annali.

Non ci sono solo i vantaggi materiali in una relazione. Ma ci sono anche quelli immateriali. Che spesso contano e “pesano” di più di quelli materiali.

Per esempio per molti il fatto di avere una compagna è importante, a prescindere: una partner è uno status symbol, può essere un utile salvacondotto in determinati ambienti dove non è opportuno destare perplessità sui propri orientamenti sessuali o sulla propria stabilità emotiva.

Avere una compagna può essere utile anche a fronte di “quel che dice la gente” o di “quel che dicono gli amici”.

Che magari insistono perché ci si sistemi.

Ci sono donne che, oltre al denaro (o invece del denaro), hanno altre qualità: sono particolarmente belle o sexy o appariscenti e girare con loro al fianco aumenta lo status percepito.

Oppure ricoprono posizioni importanti (succede, eh, che le donne possano avere autorità o potere o influenza, non è che non succede) o sono ben introdotte in certi ambienti o vengono da famiglie importanti.

Ci sono anche persone che trovano conveniente stare con un partner stimato e apprezzato dalla compagnia. “Hai presente Giusy, la più simpatica del gruppo? Beh, è la mia fidanzata…”

Vi sono anche coloro che scelgono o decidono di stare o di restare con una compagna per l’”accesso” a qualcosa che lei consente loro: chi lavora nello spettacolo può introdurti in certi ambienti, per esempio, nei quali è divertente stare, solo per il puro gusto di vivere l’esperienza in sé e per sé.

Attenzione: spesso sono quelli che sono infedeli o che tengono i piedi in due (o più) scarpe o che sono perennemente indecisi su quale direzione dare al rapporto, quelli che più probabilmente sono alla ricerca di vantaggi dalla relazione.

Frequentano più donne e non si impegnano con nessuna sul serio o sono infedeli perché più relazioni comportano vantaggi moltiplicati.

“Tizia la frequento perché bella e buona cuoca, da lei vado a cena tre volte la settiamana; Caia perché simpatica e introdotta nel mondo professionale che mi interessa; Sempronia perché mi piace e mi coccola e siccome ha una concessionaria d’auto, fa sconti a me e ai miei amici (con i quali faccio la mia bella figura e poi mi ricambiano)”.

Hai capito l’antifona?

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21 Commenti

  1. Avatar di Silvia

    Silvia 2 settimane fa (2 dicembre 2018 11:01)

    Alcuni degli esempi di cui ha scritto Ilaria rimangono, alle volte, semi-nascosti o comunque non chiaramente visibili dall'esterno. A me, invece, è successo che alcuni di questi segnali fossero addirittura esplicitati a voce. Per esempio, nell'ultima relazione che ho avuto, percepivo benissimo (prima a pelle, poi razionalmente) che l'uomo con cui stavo traeva dalla relazione un certo status. Lui, uomo di ormai 40 anni suonati, ancora single e senza figli. Tutti, o molti quantomeno, suoi amici e conoscenti erano già sposati e con prole. Era evidente, nel suo atteggiamento e soprattutto nelle sue parole, un bisogno estremo di avere una relazione per poter chetare le voci nella sua testa o forse qualche richiesta di amici relativamente al fatto di sistemarsi in coppia. Dopo poche settimane di frequentazione già mi parlava di matrimonio e di quando volesse un figlio - anzi, una figlia per essere precisi (visto che si può scegliere! ;)). E, siccome io ero decisamente contrariata, lui me la vendeva dicendo che, appunto, voleva sentirsi padre e che ormai erano anni che ci pensava. Quando, invece, di prendersi le responsabilità genitoriali non ne aveva mezza. Ma semplicemente a quell'età, secondo il suo inconscio, 'bisognava avere figli e se non li avevi c'era qualcosa che non andava in te'. Poi in lui c'era veramente, ma questa è un'altra storia. Il pensiero su di me, invece, è: ma cosa mi ha spinto a stare con una persona di cui percepivo già dall'inizio alcune 'stranezze', per non dire deficienze di base? Parte era il gioco al ribasso, di cui spesso parla Ilaria, e parte la voglia di avere una relazione. E questo ora ce l'abbiamo più chiaro ;)
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  2. Avatar di Eli

    Eli 2 settimane fa (2 dicembre 2018 10:25)

    Secondo me, quando c'è un uomo che sfrutta, c'è anche una donna che sfrutta... quasi sempre, in coppia, chi è vittima, sta cercando qualcosa. Una dovrebbe chiedersi perché si lascia usare, cosa sta cercando, di cosa ha paura, di cosa ha bisogno. Credo sia un percorso a volte molto difficile e doloroso, soprattutto se la vittima non è consapevole della sua situazione. Non escludo la possibilità di un abbaglio, per scoprire tristemente dopo chi si ha di fronte, comunque credo che, per venir fuori da una situazione di sfruttamento, una persona debba chiedersi cosa sta cercando restando dov'è e cosa desidera veramente.
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 settimane fa (2 dicembre 2018 13:19)

      Sono d'accordo. Ci sono persone che per bisogno di amore e approvazione sono portate ad attappetarsi o anche semplicemente ad accontentarsi, e persone che sfruttano la disponibilità eccessiva. Persone che poi vivono sfruttando la disponibilità altrui e parassitando si sentono invitate a nozze. Una persona che non sente il bisogno di essere approvata, a un certo punto si chiede: sì, ok, ma questa persona mi ama? mi vuole bene? Per darsi la risposta e guardare in faccia la realtà, bisogna volersi bene in prima persona e ritenersi meritevoli d'amore. Lo stesso vale per gli uomini ricchi che non si fanno domande. "Essere sfruttati" è anche potere, è comprarsi una bambola (o un bambolotto), nell'illusione di esercitare il controllo. Non sono meritevole di amore, me lo devo guadagnare o comprare. Meglio ancora se questo poi conferisce status, come capita agli uomini più che alle donne (sebbene anche un marito è obbligatorio, in certi contesti).
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  3. Avatar di Irene

    Irene 2 settimane fa (2 dicembre 2018 19:05)

    Ultimamente mi ritrovo sempre di più a pensare a queste cose,è come se mi fosse caduto un velo degli occhi.A volte (sempre meno onestamente)questo mi sconforta,altre mi fa pensare che piuttosto che stare con uno che mi usa preferisco essere single e non farmi rovinare la vita.
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  4. Avatar di Manuela

    Manuela 2 settimane fa (2 dicembre 2018 16:40)

    Ciao Ilaria, Premetto che di professione sono avvocato. Non sono però né ricca né di successo con un grande studio. Riesco a tirarmi fuori da vivere e a cavarmela. Non ho mai avuto grandi ambizioni. L'ansia e il senso di inadeguatezza mi accompagnano da sempre ed è una lotta ogni giorno. Detto questo, a me capita che gli uomini che frequento all'inizio mi dicono che non sembro un'avvocato perche ho un viso e modi dolci, non agressivi. Poi sono ammirati da quello che faccio e ogni volta che mi presentano a qualcuno precisano sempre che sono avvocato. Con il tempo questo finisce con l'imbarazzarmi un po'. Più il tempo passa, ecco che questi uomini nel privato iniziano a criticare il mio lavoro e gli avvocati in generale. Mi trovo a dover difendere entrambi per difendere me. Quando capisco questo, smetto di difendermi e li lascio parlare. La rabbia però sale e una volta oggi e una volta domani la relazione si scardina. A volte sono arrivata al punto di non dire più il mio vero lavoro ma di dire che sono una segretaria di uno studio legale giusto per non "turbarli" e stare in pace io. Ovviamente questo l'ho fatto solo all'inizio, in fase di conoscenza. A volte ho proprio l'impressione che in me non vedono la donna ma l'avvocato e che sono più attratti dalla mia professione che da me. Sono arrivata a maledire di avere scelto questa professione. Ok, adesso dico così anche perché da quando ho gli ormoni sottosopra per la menopausa (ho 54 anni) ho perso il senso di quello che faccio e vorrei cambiare vita radicalmente. Ho riscoperto il desiderio di una vita di famiglia, di dedicarmi a qualcuno, alla casa, alle cose semplici, ecc.. Ma trovare un compagno sembra un'impresa titanica fuori dalla mia portata e provo una grande stanchezza e sconforto solo a pensarci. Sono da tanti anni da sola e vedendo le rughe che aumentano ogni giorno che passa mi dico che dovrei considerare seriamente l'ipotesi che rimarrò sola. C'è chi non manca di suggerirmi di prendere un cane o un gatto. Risultato: detesto i cani e i gatti e chi me li raccomanda.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (2 dicembre 2018 17:27)

      Colgo una certa ironia e autoironia o comunque dello spirito, che mi hanno fatto sorridere e che considero estremamente utili oltre che indice di intelligenza. Oddio, non mi risulta che la menopausa faccia venire desiderio di famiglia, però, chi lo sa... Anzi mi è stato detto che faccia venire voglia di libertà e di liberazione. Battute a parte, senza nulla togliere al valore della tua professione, la storia come me la racconti mi fa venire il sospetto che tu non frequenti proprio gente di "peso", dico intellettuale e morale. Cioè, ok essere avvocato, ma a che livello "mentale" bisogna essere per impressionarsi di fronte a una donna avvocato? Che genere di ambienti frequentano costoro o, meglio, che genere di ambienti frequenti tu? Poi, ancora più importante: se questi "signori" arrivano a colpire te e i tuoi colleghi o la tua professione nel privato con te, significa che sono invidiosi. Segnale pessimo in generale, ma in particolare nel rapporto uomo-donna, nel rapporto di coppia: significa che questi sono soggetti problematici pronti a instaurare una relazione disfunzionale. Infine, il nocciolo della questione: l'ansia e l'inadeguatezza che ti accompagnano da sempre ed è una lotta ogni giorno. Non è che per questo che frequenti mezze calze a tutto tondo, cioè imbecilloidi che si impressionano davanti al titolo di avvocato e che devono annullarti insultandoti proprio dal punto di vista professionale, in modo diretto e/o indiretto. In molte, davvero in molte, soffriamo o abbiamo sofferto di quell'ansia e di quel senso di inadeguatezza: le rughe non c'entrano, ma quelle due bestie sì. Sono loro che ti fanno puntare in basso e frequentare mezze calze e melme intere.
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 settimane fa (2 dicembre 2018 17:52)

      Ad un'astronauta direbbero "Non bisognava essere a posto a livello psicologico per andare nelle stazioni orbitanti?" ... Però io sinceramente non lo so questi ambienti elevati che dici tu dove stanno. Nella mia, di professione, non sai quante mogli casalinghe hanno i colleghi ... (e aggiungo, a proposito di sfruttare: beati loro :D :D :D ) E scommetto così anche tanti avvocati colleghi di Manuela. L'insicurezza porta a farsene un problema e a sottostare alla svalutazione, ma tanti uomini si sentono minacciati da una donna con una vita e una professione. In Italia non lavora una donna su due, ricordiamo anche questo. Beccare quella che fa un lavoro più prestigioso è un evento eccezionale per i più. Chissà che penseranno gli amici del bar, o che dirà la mamma.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (2 dicembre 2018 17:57)

      Eh, appunto, non è meglio evitarle queste mezze calze? Tanto che cosa ne cavi fuori? Io non è che non vivo su questo pianeta, a proposito di astronauti. Io più che di "ambienti" (anche se uso quel termine), parlo di persone. E' una mezza calza? Molla il colpo e il più velocemente possibile. Ho già fatto l'esempio altre volte: non è che se un mattino ti alzi e non hai acqua in casa ti bevi un bicchiere di candeggina, perché tanto è un elemento liquido e incolore anch'esso...
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 2 settimane fa (2 dicembre 2018 18:12)

      Ah senz'altro! Non è che manchino i problemi, della candeggina non si sente proprio il bisogno! :) E' che mi sento sempre un po' in colpa, e mi dico: dovrei frequentare altri ambienti? Ma dove? Singole persone esistono, ne sono testimone diretta (poi non so, perché non le ho sposate).
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    • Avatar di Irene

      Irene 2 settimane fa (2 dicembre 2018 19:10)

      Credo tu abbia ragione:si sentono minacciati quando una donna ha delle competenze,si mantiene e non ha bisogno di loro.
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  5. Avatar di Mononoke

    Mononoke 2 settimane fa (2 dicembre 2018 18:54)

    Questo articolo capita a fagiuolo! Ieri vado a pranzo con una mia amica e compagno e un loro amico che non conoscevo. La mia amica si era affrettata a precisare (senza che io avessi chiesto nulla peraltro) che l'amico in questione l'aveva invitato senza alcun secondo fine. Sì certo come no! Ad ogni modo durante il pranzo ad un certo punto il tipo mi chiede di cosa mi occupo e dopo averglielo detto commenta "bene, interessante, e come potresti esserci utile?, Sconti su prodotti? Accessi ad eventi riservati?". Io vado avanti cercando di non dargli tanto corda e ad un certo punto la discussione cade sulle vacanze al mare e il tipo dopo aver scoperto che la mia famiglia possiede una casa al mare commenta "ecco su questo puoi esserci utile!". Tutto questo in tono leggero, scherzoso ma che io percepivo come molto fastidioso e viscido, infatti mi ha lasciato una spiacevolissima sensazione. In sostanza era come se durante il pranzo il signore stesse valutando se fossi un buon affare o meno. In conclusione il tizio non lo rivedrò mai più nella vita ma credo che alla giusta occasione parlerò con la mia amica e, se non l'ha capito, le spiegherò di non creare mai più situazioni di questo tipo e che per me questo tipo di uomini sono pattume. Ci ho ripensato tutto il pomeriggio ieri, poi a sera è arrivato l'articolo e mi sono sentita molto ma molto grata.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (2 dicembre 2018 18:59)

      Esempio geniale. Ci sono persone che nemmeno se ne fanno un problema di pudore...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Roberta

      Roberta 2 settimane fa (2 dicembre 2018 23:18)

      Mi sta succedendo la stessa cosa in compagnia.. uno si è accozzato a noi e tenta in tutti i modi di approcciare in maniera per niente velata. Anche a me ha dato l'impressione di un viscidume a livelli da fare imbarazzo. È la cosa peggiore è che per lui sia un motivo di vanto. Io mi vergognerei solo a comportarmi in questo modo davanti agli altri. Una persona che ha un minimo di equilibrio, come può prenderlo sul serio?
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 settimana fa (3 dicembre 2018 9:30)

      Beh, il mondo è pieno di pezzi di melma di varie dimensioni e di varie carature. Tanto più un mondo come questo dove i valori sono un po' sovvertiti. Ma guarda che i valori del tuo amico funzionano, sì, ma nei bassifondi. D'altra parte non possiamo e non è utile vivere sempre in balìa dello stronzo di turno. Se fosse così non sarebbe più possibile avere una vita. Ignoralo e goditela.
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  6. Avatar di Roberta

    Roberta 1 settimana fa (3 dicembre 2018 10:17)

    Infatti o cerco di "scappare" o gli do' la tara. In entrambi i casi è de coccio! Più gli dico che mi piace un altro, più fa peggio. E allora la butto sul ridere perchè non ce la fa. Ormai con determinate persone è inutile e controproducente andargli contro ed arrabbiarsi. Peggio dei bambini!
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  7. Avatar di Doris

    Doris 2 settimane fa (2 dicembre 2018 19:29)

    Ciao Ilaria, una domanda per te e per le lettrici... Sei a conoscenza di casi in cui lui manipola (o sfrutta?) utilizzando la generosità? Intendo una grande generosità, la più disinteressata e spontanea che ci sia. Mi spiego: ho avuto un uomo così. Non potevo dire " bello! " di qualcosa visto in una vetrina, che il giorno dopo era mio. Non vivevo in una situazione economica facile x vari motivi e lui mi riempiva il frigorifero, mi pagava le bollette, mi portava la macchina all'autolavaggio, tutto nel modo più delicato possibile, spesso facendomene accorgere a cose fatte. Regali su regali. Ma anche ascolto, affetto, presenza. Insomma, avevo fatto il colpaccio, secondo la famiglia e le amiche. I miei lo adoravano (c'erano pensieri delicati e regali anche per loro, oltre ad un carattere espansivo e gioviale che conquistava)... Eppure.. Più passava il tempo più mi sentivo incapace, parassita, inadeguata. Oltre che rabbiosa, invidiosa, scontenta. Possibile? L'Uomo perfetto ed io che sono così meschina da non riuscire ad apprezzarlo? Lui mi ammirava e mi adorava. Ogni mio pensiero, idea, proposta: li sposava con il massimo dell'entusiasmo. Dove stava l'inghippo? Perché mi sentivo in quel modo orribile, nonostante tutto questo ben di dio? Se devo trovare un neo è questo: io non ero mai abbastanza. Abbastanza affettuosa, abbastanza romantica, abbastanza generosa. Anzi ero egoista e distratta. Lo facevo soffrire con la mia sbadataggine verso le sfumature, i gesti carini, le attenzioni. Io mi sentivo soffocare. E alla fine l'ho lasciato. Ma il dubbio di essere una persona orribile e meschina mi è rimasto. Dopo un anno si è ripresentato. Tutto benissimo, senza impegno da parte di entrambi, finché, un giorno mi sono esposta e ho lanciato la proposta di riprovare. Immediatamente sono ripartite critiche e dubbi sul mio "stile" relazionale, mi ha detto che non sa se fidarsi e io, adesso, ho di nuovo le idee confuse. Di nuovo mi sento meschina e gretta. E orribile. Lo sono veramente?
    Rispondi a Doris Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 settimane fa (2 dicembre 2018 21:47)

      Ma manco per niente! Non sei meschina, gretta e orribile. Hai alcune fragilità per cui diventi manipolabile di fronte a questi ricatti, che hanno come contorno tutto il parentame e l'amicame poco perspicace. Tu sei intelligente e sensibile e hai colto la manipolazione. E' evidente che i suoi atti non erano/sono gratuiti. Può essere libero di regalarti la luna, se vuole, tu sei libera di non rimanere colpita più di tanto e di non dovergli riconoscenza eterna, senza per questo essere meno amorevole. Troppo facile, così. Io ti pago, tu mi devi quello che ti chiedo. Ma l'amore non funziona in questo modo. Quello che vuole lui si chiama prostituzione o, appunto, ricatto emotivo, che è peggio e che fa leva sul senso di colpa (infatti guarda un po' come sei attanagliata dai sensi di colpa, il gioco gli sta riuscendo benissimo). Anche i professionisti seri possono permettersi di rifiutare clienti per quanto buoni questi possano essere: sono rapporti liberi, non di obbligo.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Doris

      Doris 2 settimane fa (2 dicembre 2018 22:39)

      Grazie per la tua risposta, Ilaria. Mi permetto di porti un'altra domanda, ovvero secondo te su quali aspetti dovrei lavorare x fortificare le fragilità di cui parli: fragilità che,a onore del vero, nemmeno riesco ad individuare.
      Rispondi a Doris Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 settimana fa (3 dicembre 2018 8:24)

      Sì che le hai individuate: dici di sentirti una persona orribile e tutte quelle storie lì. Si vede che il senso di colpa ha attecchito e ha facilità ad attecchire, perbacco. E se provi senso di colpa, significa che quella è una tua area di fragilità. Ma la nostra fragilità o vulnerabilità non ci deve sgomentare. Siamo tutti vulnerabili, basta saperlo. Tu dici anche di essere sensibile a quanto ti dice la tua famiglia e a quanto ti dicono le amiche. In realtà l'atteggiamento di questo tipo l'hai perfettamente sgamato. Dài retta al tuo istinto, rafforza la sicurezza in te stessa (è la mancanza di autostima che ti fa anche sentire in colpa) e distaccati anche dal bisogno di avere un compagno. Il fatto che tu ti sia esposta verso di lui significa che sei disposta ad accontentarti e a rinunciare a te stessa per avere accanto qualcuno. Il tipo mi pare davvero molto disfunzionale, meglio evitarlo.
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    • Avatar di Doris

      Doris 1 settimana fa (3 dicembre 2018 13:06)

      Ci sono parole che sono come fari: all'improvviso si accendono nella mente e mostrano tutto con una chiarezza inaspettata. Ti mostrano ogni dettaglio per ciò che veramente è. In questo caso, queste parole le hai trovate tu, cara Ilaria: ricatto emotivo. Esporti a fidarsi di sé stesse. È molto difficile farlo quando si hanno sensazioni oscure, emozioni incomprensibili, "confutate" da fatti concreti, parole, opinioni altrui, che risultano molto più oggettivi. Ma trovate le parole per definirlo, ho cominciato a ragionare e a documentarmi sul ricatto emotivo e scopro che le dinamiche sono esattamente quelle in cui mi sono avvitata per anni, con grande sofferenza, che io stessa reputavo immotivata. Le parole definiscono il mondo, diceva Gaber (o forse era qualcun altro... da lui citato). Anche e soprattutto quello interiore. Grazie sempre. E buon lavoro.
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  8. Avatar di Livia

    Livia 1 settimana fa (5 dicembre 2018 10:52)

    Quanti episodi ho visto! Il ragazzo senza lavoro di una mia ex coinquilina (3 anni più grande di lui) che, stava sempre a casa nostra. Mattina, pomeriggio e sera e tu non eri padrona di avere la tua privacy in casa dato che pagavi l’attitto, non potevi girare tranquilla in accappatoio oppure stare in salotto in grazia di Dio. Lui che faceva da maggiordomo a lei aiutandola a salire la spesa a casa. Poi c’e Il tipo che dice di non avere i soldi ma mentre si fa pagare la vacanza a Parigi dalla ragazza, si compra di tasca sua l’ultimo modello di telefonino. Uomini che ti considerano da recupero chiamandoti all’ultimo per uscire o sparendo per poi ritornare di punto in bianco e vedere se ci sei. C’è poi lo sfigato che si mette assieme alla ragazza facile dell’uffico, la porta a cena, le paga le vacanze e in cambio fanno sesso. La lista è lunga e l’aggiornerò.
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