Trovare uomini interessanti è difficile. E tu che cosa fai?

dove trovare uomini interessantiDove trovare uomini interessanti? C’è per caso un posto segreto dove gli uomini che vale la pena frequentare si nascondono tutti e le donne che sanno qual è questo posto non lo dicono in giro e se lo tengono per sé? Cioè, ma quelle che passano da un uomo all’altro, come fanno non a farseli piacere, ma anche solo a conoscerli tutti questi uomini?

"Non si vede bene che col cuore, l’essenziale è invisibile agli occhi. La Volpe al Piccolo Principe"

Queste sono le domande che attanagliano moltissime donne che sono convinte di vivere non solo in un mondo popolano da mezze calze (eh!), ma che lo vedono come un deserto assoluto, non solo per quel che riguarda uomini di valore, ma uomini proprio.

E’ difficile incontrare, conoscere e approcciare uomini o farsi approcciare da loro.

E com’è questa storia?

Possibile che non ci siano uomini in giro? Per strada, sui mezzi, nei negozi? Negli uffici pubblici? Nei ristoranti? Nei bar? Nelle librerie? Nelle biblioteche? Nei musei? Allo stadio? Nelle palestre? Nei centri sportivi?

A detta di alcune, proprio no. E se per caso ci sono, si rivelano pigri, indolenti, giudicanti e sono attratti solo dalle donne giovani (giovanissime), belle (bellissime) e magre (magrissime).

Di nuovo: dove trovare uomini interessanti, allora?

Le mie clienti di coaching anche (forse soprattutto) quelle che vivono in grandi città mi raccontano di una penuria di uomini quasi inquietante.

Peccato che nel contempo, se indago sul loro stile di vita, scopro che quando escono di casa per divertirsi lo fanno sempre con un amico un po’ sfigato e fedele o con un ex che continua a maltrattarle sottilmente, ma che è costantemente presente nelle loro vite o con un gruppo di amiche poco entusiaste e per nulla attive che loro usano come scudo di protezione.

Come si può pretendere di incontrare uomini interessanti e di essere approcciate quando si esce di casa con un atteggiamento mentale tanto limitante e creandosi condizioni oggettive di tanto impedimento?

Perché prima che chiedersi dove trovare uomini interessanti, bisogna chiedersi come trovarli. Come entrare in connessione con loro e iniziare un dialogo che sia reale e non sia opposizione.

Dato che, e ti dò una notizia, gli uomini, quelli mediocri e quelli interessanti, sono dappertutto, esattamente dove sono tutti gli altri umani che popolano la terra.

"You say yes, I say no. You say stop and I say go go go, oh no. You say goodbye and I say hello. I don’t know why you say goodbye, I say hello. Beatles"

Se si desidera avere un rapporto con gli uomini bisogna andarselo a cercare o per lo meno mettersi nella posizione migliore perché  nasca.

E’ importante creare le condizioni emotive e pratiche.

Solo che per creare queste condizioni, bisogna fare un piccolo sforzo per vincere le proprie resistenze interne.

Dici poco?

Non puoi creare relazioni con gli uomini partendo da pregiudizi contro di loro, da aspettative che non hanno nessuna ragione di essere (nessuna aspettativa ha ragione di essere. Come dice un mio amico: “Le aspettative sono le madri della inc…ate”) o da pretese illogiche.

Un pregiudizio sugli uomini? Quello che siano attratti solo dall’aspetto fisico e si muovano solo per quello. O per fare sesso.

Un’aspettativa insensata? Che si facciano carico di tutta la parte “difficile” della seduzione come se non avessero pigrizie, timidezze o paturnie anche loro.

Una pretesa illogica? Che siano sempre loro gli iniziatori dell’approccio e coloro che devono prendere l’iniziativa costi quel che costi.

Di modo che tu te ne stia tranquilla, non ti metta in gioco, non ti senta a rischio di essere rifiutata.

In realtà anche gli uomini hanno paura (hanno il terrore) di essere rifiutati, soprattutto in pubblico, sono anche loro piuttosto disgustati dal mondo della seduzione per come funziona oggi e sono timidi ed emotivamente indolenti, per paura.

Esattamente come lo sono molte donne, forse anche tu. Dico forse, eh.

Dove trovare uomini interessanti: ma c’è un posto speciale?

Molti uomini (quelli più sani) non hanno intenzione di abdicare ai ruoli che la tradizione ha loro affibbiato di approcciatori seriali, cacciatori instancabili e corteggiatori indefessi, ma, come dire, è comprensibile che in un ambiente umano sempre più stolidamente competitivo, inutilmente aggressivo e ostinatamente giudicante, preferiscono essere incoraggiati.

Che cosa significa incoraggiare un uomo? Significa mandargli segnali inequivocabili che si è disponibili e aperte a lui e che se lui farà una mossa non si vedrà rispedito al mittente in pochi secondi.

Cosa che non solo è spiacevole, ma è uno spreco orribile di energie.

Gli uomini, al contrario delle donne, detestano consumare energie nei sentimenti.

Detto in soldoni: se desideri davvero trovare l’uomo giusto, devi ampliare al massimo le tue possibilità di scelta, perché anche incontrare la persona giusta è un evento legato alla statistica, alla massa critica e non certo alla magia e al destino, anche se in molte vorrebbero credere questo, per risparmiarsi la fatica di mettersi in gioco.

Per ampliare le tue possibilità di scelta è utile che tu crei opportunità da ogni piccolo evento che  accade nella tua vita, nella tua giornata.

Conosco donne single che desiderano ardentemente un compagno e alle quali non manca nulla, ma proprio nulla per attrarre un uomo nella loro vita, se non un po’ di spirito di iniziativa.

Invece di farsi parte attiva nella ricerca di un partner, spesso rimangono in attesa di eventi od occasioni “eccezionali” che potrebbero avvicinarle a conoscere la persona giusta: aspettano la grandiosa festa di compleanno dell’amica alla quale saranno invitate centinaia di persone; o le vacanze e i viaggi estivi con la sequela di eventi collegati; o il Natale e il Capodanno.

Questo atteggiamento non crea opportunità, perché concentra le aspettative e le energie su singoli eventi rarissimi, discontinui e nei quali si mette in gioco troppo rispetto alle loro effettive potenzialità.

Uomini di valore invece si possono incontrare in ogni occasione della vita: amici di amici; vicini di casa; persone che viaggiano sui mezzi. E poi nelle più svariate situazioni quotidiane e ordinarie. La spesa al supermercato; gli uffici; i bar; i musei; le mostre.

E’ nell’ordinario che viviamo (la spesa al supermercato, il viaggio al lavoro sui mezzi, il caffé al bar) non nello straordinario (il matrimonio del Sultano del Brunei, per il quale magari, guarda un po’, ti viene pure il ciclo).

E’ utile riappropriarsi di una genuina curiosità verso gli altri, semplicemente umana, prima che seduttiva.

E’ utile considerare gli altri come “amici” e “interlocutori del cuore”, persone da conoscere con gesti e parole semplici, rilassati, prima che partner da conquistare con riti complicati e ansiogeni.

Ed è importante uscire dalla propria zona di confort quel tanto da mostrare un interesse autentico verso l’altro, indipendentemente da quello che succederà.

Che cosa ci vuole per questo? Uno sguardo accogliente e curioso, un sorriso aperto, un cenno di saluto discreto e magari una domanda innocua, non molto di più.

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Nella settimana appena passata una mia cliente mi ha raccontato che cosa le è successo qualche sera fa.

Insieme a un’amica esce per andare in un locale della sua città, una città di provincia, dove non è difficile incontrare persone dal volto famigliare anche se sconosciute.

Sedute al tavolo a bere qualcosa vedono due uomini, uno dei quali, appunto, conoscenza di “vista” della nostra amica. Il ragazzo è piuttosto attraente e non le dispiace.

In più le lancia sguardi che potrebbero sembrare interessati (i verbi e i modi condizionali sono d’obbligo considerato il procedere dalla vicenda).

A un certo punto della serata le due si alzano, escono e vanno in un altro locale, non lontano.

Dopo poco nello stesso locale arrivano anche i due amici che erano nel locale di prima.

Ricomincia lo scambio di sguardi.

Fino a che un gruppo di turisti tedeschi approccia le due signore e si ferma a parlare con loro.

Al che i due amici al tavolo vicino se ne vanno.

Trincee o ponti?

Che cosa è successo? A me pare abbastanza chiaro.

I due ragazzi (o almeno uno di loro) erano interessati alle due ragazze (o almeno a una di loro); da qui gli sguardi notati dalla nostra amica.

Quando le due signore hanno lasciato il locale, in maniera giocosa le hanno seguite fino al locale successivo, dove è ricominciato il gioco di sguardi.

Il fatto – per me – assolutamente sconcertante è che da parte di nessuno dei componenti delle due coppie (i due amici e le due amiche) ci sia stato un cenno di approccio, di riconoscimento, un segnale di intesa.

Ma com’è possibile tanta ostinazione nei propri “blocchi”?

Quando episodi analoghi succedono a me – vedo una persona in un luogo e poco dopo la incontro di nuovo in un altro -, indipendentemente da chi sia questa persona, mi viene naturale in base all’ambiente e alla situazione fare un sorriso, un cenno di saluto o anche una battuta sulla situazione singolare e la coincidenza che si è creata.

Nulla di tutto questo è successo ai nostri quattro eroi.

Le due parti sono state in attenta ma distante, asettica e soprattutto sterile osservazione una dell’altra.

Ma com’è?

Questo ci dice molto sul livello di inibizione e di terrore con il quale si vivono le relazioni (intese come relazioni in generale).

"Comunichiamo via chat ma non abbastanza perché si possa chiamare comunicazione. Raccontiamo la nostra vita ma non abbastanza da far venir voglia di viverla. E a volte, via chat, ci innamoriamo anche ma non abbastanza da chiamarlo amore. F.Caramagna"

I turisti tedeschi sono arrivati – come nelle migliori pièces teatrali – a scompaginare le carte e anche, vivaddio, a smuovere le acque.

Più coraggiosi? Più disinibiti?

Certo che sì, ma non per indole o natura o predisposizione.

Se vogliamo spingere un po’ più in là le considerazioni psicologiche, i tedeschi sono stati più intraprendenti perché all’estero, in vacanza e carichi dall’eccitazione che questi due fattori e tutti quelli collegati determinavano.

Hanno vissuto tutto come un gioco.

“Approcciamo due belle ragazze in vacanza, comunque vada ce ne ricorderemo e lo racconteremo agli amici.”

Per loro l’idea del rifiuto poteva essere più accettabile in quanto lontana dagli occhi giudicanti di coloro che frequentano il loro ambiente abituale ed eventualmente da metabolizzare e rielaborare attraverso una narrazione epica fatta agli amici al loro ritorno (in certe situazioni anche una sconfitta è motivo di orgoglio e di vanto)

La posta in gioco (lo scambio con due attraenti italiane in vacanza), così alta, dal loro punto di vista, da valere la pena di un due di picche anche biblico.

E poi chissà quali altre convinzioni “potenzianti” sulla situazione si portavano dentro i tedeschi all’abbordaggio delle due belle italiane.

I due ragazzi indigeni hanno incassato una disonorevole sconfitta (da parte di un gruppo di tedeschi, poi) che magari rafforzerà in loro un senso di frustrazione relativamente alla loro capacità di agire e di decidere.

E avanti così, continuiamo a farci del male. Tutti.

Le due fanciulle, dopo aver congedato i tedeschi con i quali hanno avuto qualche scambio al tavolo, si sono interrogate sullo “strano” comportamento dei compatrioti.

Ok. Ma loro, le due ragazze, che cosa hanno fatto di utile e soprattutto di diverso rispetto ai due ragazzi?

Nulla. Proprio nulla.

Sarebbe stato sufficiente un sorriso, un saluto con una risata, anche una battuta allegra, leggera e provocatoria rivolta ai due ragazzi incontrati per “puro caso” anche nel secondo locale: “Ma non è che ci avete seguito?!” per dare una svolta più interessante alla serata e lanciare un ponte di comunicazione.

E invece no. Ciascuna delle due parti è rimasta immobile rispetto all’altra.

Hai idea di quante occasioni le persone perdono in una sola giornata? Magari in un sola ora di viaggio su un treno affollato?

La questione è quella di come ci si pone nel mondo e verso gli altri, non di dove trovare uomini interessanti.

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152 Commenti

  1. Avatar di Anna

    Anna 3 anni fa (22 Ottobre 2017 9:28)

    Premesso che in effetti non sono attivamente in cerca, e che pregiudizi ne ho eccome, devo dire che in linea di massima “attacco bottone” abbastanza facilmente con uomini e donne nella mia quotidianità. Quindi, nella parte “urbana” della mia vita, una passeggiata è sempre un “ciao come va” a destra e a manca. Nel piccolo centro (spero solo fra adulto) funziona così. Conoscente A che parla con uomo B. Io saluto e magari dico qualcosa. B risponde ad A. A dice qualcosa anche a me, non mi stanno escludendo, ma non presenta B. Fine. Non so proprio. Io penso che siano un po’ antipatici... per carità sono anche codici diversi. E parlo di clima in generale, non di “abbordare” o rimorchiare. Ecco questo è parecchio scoraggiante, perché le persone chiuse proprio non mi attirano a pelle.
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  2. Avatar di Caterina

    Caterina 3 anni fa (22 Ottobre 2017 9:38)

    Complimenti Ilaria per questo articolo! Non esiste nulla di più vero nel comportamento uomo/donna dei nostri giorni che hai descritto.. soprattutto dei pensieri illogici che magari noi donne ci facciamo pur di non approcciare con un uomo per diverse paure a volte infondate. Grazie ancora x il bel articolo!
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  3. Avatar di Tiziana

    Tiziana 3 anni fa (22 Ottobre 2017 10:50)

    Devo dire che ho trovato molto interessante questo articolo. In effetti mi ci sono ritrovata in tutti i blocchi di cui parli. E , ahimè , anche sui pregiudizi verso gli uomini. Mi hai aiutata a capirmi di più e soprattutto a capire quanto la causa dei fallimenti dipenda anche da me. Seguirò i tuoi consigli e mi "allenerò" per metterli in pratica. Grazieeeee
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  4. Avatar di Gelsomina

    Gelsomina 3 anni fa (22 Ottobre 2017 11:04)

    Cara Ilaria, sembra che tu abbia scritto questo articolo dal dentro della mia testa!!! È un'idea talmente diffusa tra le donne che frequento(io per prima!;-)) da essere supportata dalla leggenda statistica che ci sono 7 donne per ogni uomo!! Ovviamente sono andata a guardare i dati demografici, e non è assolutamente vero!!! Nemmeno per la mia fascia di età, intorno ai 50! Nella mia ricerca ho fatto di tutto, corsi di ogni genere e tipo, e ho frequentato le chat, ma purtroppo mi portavo dietro il mio bagaglio di "vuoto", che mi ha portato ad incontrare sì, ma poche persone e "sbagliate" per me. È singolare che questo articolo arrivi ora, che sono ferma in fase di risintonizzazione. Anche grazie al tuo blog, e al percorso dei Sette Pilastri, ho capito che la "Cura" dev'essere rivolta a me. Che la ricerca di una relazione non dev'essere la ricerca di un riconoscimento del proprio valore dato dall'esterno. Che tutto il mondo delle relazioni è nutriente se approcciato nel modo giusto. Grazie Ilaria per la guida che ci dai, così precisa e competente in un ambito dove perdersi tra consigli sbagliati e convinzioni incrollabili è così facile!
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  5. Avatar di Elena

    Elena 3 anni fa (22 Ottobre 2017 11:20)

    Ciao Ilaria, In questo articolo hai toccato una corda molto sensibile del mio essere. La mia quotidianità è legata a doppio filo con i miei figli. Sono una donna separata e portare avanti tutto il carico di oneri che mi viene richiesto non è, come puoi immaginare, una passeggiata. La mia vita “sociale” non è propriamente attiva e spesso, le rare volte che ho tempo per me, la stanchezza prende il sopravvento. Inoltre le mie più care amiche hanno tutte famiglia e il tempo libero lo passano giustamente in famiglia. Mi sento spesso sola, ma nonostante tutto riesco ad attrarre uomini. L’attenzione per me si sposta purtroppo sul genere di relazione che queste persone si aspettano.. e cioè tutti irrimediabilmente senza “impegno”. Ora.. non è che io mi aspetti chissà cosa!!! Sono una donna indipendente in tutto e per tutto e in generale non mi aspetto nulla da nessuno, ma possibile che non si possa nemmeno richiedere il rispetto necessario a vivere una relazione serenamente? Ciò che vorrei è un uomo che si impegni a stare con me (e solo con me!!!) per il tempo che entrambi vorremo dedicarci. È una pretesa inaccettabile forse? So che non dovrei farmi buttare giù da tutte queste situazioni, ma di fatto è ciò che accade. Ed ora il mio slancio nel cercare di conoscere altri uomini è ridotto davvero male. Mi starebbe anche bene, se solo riuscissi a convincere me stessa che posso stare senza! Ammiro le donne che per scelta decidono di restare “sole”. Questa scelta ahimè non fa parte di me. Concludo rivolgendoti un paio di domande: Perché l’impegno in una relazione fa tanta paura? Come mai gli uomini sembrano avere meno bisogno di noi di una persona con cui condividersi fino in fondo? Buona Domenica
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  6. Avatar di Terry

    Terry 3 anni fa (22 Ottobre 2017 11:29)

    Complimenti Ilaria! Questo articolo mi è piaciuto davvero molto. Mi hai illuminato! A volte basta davvero poco. Buona giornata Terry
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  7. Avatar di Giusy

    Giusy 3 anni fa (22 Ottobre 2017 12:53)

    Grande Ilaria..... È tutto vero quello che scrivi....... Si è così.... Buona domenica
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  8. Avatar di Gea

    Gea 3 anni fa (22 Ottobre 2017 13:15)

    Ciao Ilaria, articolo molto interessante. Sulla prima parte non commento perche' sono domande e comportamenti che non ho. Intervengo invece sulla parte finale, perche' e' qualcosa che vedo tantissimo in giro. Il comportamento dei due italiani non e' dissimile da quello dei francesi della capitale. L'intraprendenza vien fuori eventualmente se sanno che sei straniera, altrimenti restano al loro posto come bovini che osservano i treni passare. Non so come avrebbero reagito i due "pavidi" italiani se le ragazze avessero rivolto loro la parola, ma di certo sarebbe servito ad avere elementi per capire un po' che tipi erano: una risposta stupida o intelligentemente spiritosa avrebbe permesso di iniziare a conoscerli. Di certo, se nessuno fa un passo non si avanza. Lapalissiano ma vero! Per finire, mi permetto di dare un consiglio a chi e' ansiosa di incontrare un uomo. Prima di incoraggiare qualcuno, specialmente nei locali, e' opportuno osservare il suo comportamento e con chi si accompagna: beve molto o persino troppo? Vi guarda con un'aria da morto di fi*a oppure getta occhiate a raffica su tutte le donne presenti come un allupato? Se riuscite a sentire cosa dice, spara scempiaggini, volgarita' e/o cattiverie, come critiche al fisico e/o all'abbigliamento dei presenti? Se e' cosi, restate lucide e non abbassatevi ad incoraggiarlo. MAI! Come dice Ilaria, alla larga le mezze calzette e gli stronzi... prima di subito! 😉 Buona domenica a tutti!
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  9. Avatar di Giulia

    Giulia 3 anni fa (22 Ottobre 2017 15:03)

    Salve a tutte ! Questo articolo mi interessa poiché sono le domande che mi pongo anch'io! Premetto che sono separata con figli e anche per me le occasioni d'uscita sono poche ma quelle poche , sempre in compagnia di amiche o colleghe e sono sempre deludenti a livello di conoscenza uomini ! Io mi guardo attorno ma o sono tutti vecchi o quei pochi giovani ( parlo degli over 40 in su ) non alzano lo sguardo neanche morti o sono già in buona compagnia ! Così me ne ritorno a casa sempre malinconica e in effetti le uscite sono diradate ! Esco anche da sola per un caffè una passeggiata ,al cinema ecc ma niente , lo scenario è sempre lo stesso indipendentemente dall'ora e luogo ! Mi sembra di essere invisibile !!
    Rispondi a Giulia Commenta l’articolo

  10. Avatar di Elena

    Elena 3 anni fa (22 Ottobre 2017 17:39)

    Trovo molto appropriato questo articolo: da uno sguardo, se entrambe le parti si impegnano, può nascere tantissimo, come mi è successo poco tempo fa con un ragazzo che conoscevo molto superficialmente: sono riuscita a cogliere lo sguardo, a farmi coraggio, abbiamo bevuto un caffè, conversato. E' stata un'ora piacevole ed ho guadagnato una conoscenza interessante! Da questo punto di vista, io ho ancora moltissimo da lavorare. Sono una persona estremamente timida e mi sto sforzando molto di fare tante cose da sola, come andare ad eventi, concerti, musei da sola, senza "scudi". Non è facile, perchè talvolta la mia timidezza e la mia scarsa fiducia in me mi fanno sentire inadeguata alla persona con cui voglio approcciarmi, però questo mi fa anche dire: "ehi, smettila! Sai benissimo di essere una persona interessante, che ha i numeri per conversare con quel ragazzo o quella ragazza!". Quindi, sì, è dura, ma bisogna mettersi in moto e diventare un po' più abili!
    Rispondi a Elena Commenta l’articolo

  11. Avatar di Carlotta

    Carlotta 3 anni fa (22 Ottobre 2017 18:24)

    Ciao Ilaria, grazie mille per questo articolo. Condivido tutto e mi rivedo nei comportamenti che hai descritto. Tra l'altro ci pensavo proprio ieri, mi sono accorta che spesso mi muovo nel mondo, ma per paura o perché presa dalle cose che devo fare (forse più per paura...), indosso i paraocchi..Per esempio, ieri ho girato per ore in un noto grande magazzino di arredamenti e non ho la minima idea di chi mi sia passato di fianco. C'ero solo io e le cose che dovevo comprare. Che muri che costruiamo da soli....Grazie per gli spunti! Un abbraccio.
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  12. Avatar di Anna

    Anna 3 anni fa (22 Ottobre 2017 18:27)

    Premesso che mi aspettavo un’elencazione di posti, come nell’Ars Amandi di Ovidio (e che in proposito penso che i luoghi connessi a passioni che si vorremmo condividere con un eventuale compagno siano i migliori per conoscere potenziali partner), ho trovato l’atteggiamento consigliato nell’articolo giusto, mentre al contempo confesso di essere talvolta coinvolta da quella sorta di sfiducia cosmica sulle disponibilità statistica di uomini validi. Ad ogni modo il problema per il quale volevo chiedere a te ed alle lettrici del blog un parere è in qualche modo correlato all’argomento generale, anche se ne costituisce in un certo senso l’esito contrario. La premessa è che sono una donna carina, relativamente giovane, simpatica, socievole, intelligente, ma con gusti, carattere e vissuto molto particolari. Conosco e attiro diverse persone, ma, dopo alcune uscite, non me la sento praticamente mai di iniziare una nuova storia (e gli uomini per contro lo percepiscono): non tanto perché abbia paura, ma perché non mi trovo bene con l’altra persona. Sette anni fa venni lasciata da un ragazzo con il quale avevo vissuto una bellissima relazione. C’erano però delle ombre sulle quali dovevo lavorare da sola (e in parte con l’aiuto di specialisti), la più grande delle quali è probabilmente una violenza che subii pochi mesi prima di conoscerlo. Ora, molte cose sono cambiate in questi anni, durante i quali non ci siamo mai visti (lui nel frattempo si era trasferito). Ci limitavamo a mandarci gli auguri di compleanno e di buon Natale; io avrei sempre voluto rivederlo, perché lo trovo l’unica persona che io abbia mai conosciuto che mi spinge a migliorarmi, ma volevo farlo dopo aver raggiunto molti traguardi da sola: ho tre lavori, due dei quali mi rendono sinceramente orgogliosa, e anche se lo stipendio non è consono alla difficoltà delle mansioni, sono tutto sommato ancora giovane; ho fatto molti anni di psicoterapia per risolvere l’esperienza suddetta e altre problematiche che facevano parte del mio passato e devo dire di essere ad un buon punto; ho lavorato su tutti i consigli che lui mi ha dato, spesso facendo di più.. Ora credo di sentirmi pronta a rincontrarlo (tanto più che geograficamente ci siamo avvicinati per motivazioni involontarie, stiamo a circa 40 km di distanza). Avevo pensato di sincerarmi della sua condizione sentimentale attraverso amici in comune (vale a dire che nel frattempo non sia impegnato in una relazione) e poi organizzare una cosa simile a quella di Amelie a Montmartre, perché sono una romantica presa male. Credo di voler capire se sono innamorata di una persona reale o meno (ammesso che si possa capire e se sì, confesso di non sapere come..), se l’unico ragazzo che io abbia mai amato tra molte esperienze è ora l’uomo della mia vita (e se anche lui ha provato a migliorarsi e a maturare rispetto allora) e se tutto fosse così, sì, ovvio, vorrei frequentarlo nuovamente, con una nuova consapevolezza. Un’idea del genere è sempre perdente? sta tutto nella mia mente? sono solo “paturnie”, come le chiama Ilaria? c’è qualcosa sul quale potreste consigliarmi di riflettere? Scusate la lunghezza e le molte domande, ma convivo con “questa ossessione” da molti anni e vorrei liberarmene e trovare un po’ di serenità.
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  13. Avatar di Cla

    Cla 3 anni fa (23 Ottobre 2017 1:36)

    Questo articolo mi fa riflettere su tutto quello che avrei potuto perdere in termini di felicità e ricchezza interiore se il giorno del mio primo esame universitario avessi lasciato prendere il sopravvento alla stanchezza e al nervosismo e mi fossi mostrata chiusa e insofferente all'approccio di un altro studente come me, che riuscì ad illuminare non solo quella buia ora di attesa di una terribile interrogazione, ma anche tutte le mie ore buie degli anni a venire :D con questo racconto voglio dire che la vita può riservarci delle occasioni nei frangenti veramente più impensabili, e spesso quando nemmeno le desideriamo: io progettavo di dedicarmi solo allo studio, non certo di deprimermi e abbrutirmi nella ricerca di un fidanzato di cui all'epoca neanche sarei riuscita immaginare un singolo tratto, una singola caratteristica, sia pur stilizzata o idealizzata al massimo (anzi demonizzavo le storie d'amore, credevo che non avrei mai saputo scegliere un ragazzo che potesse valorizzarmi, ma anzi mi sarei gettata fra la braccia si uno sconosciuto che mi avrebbe solo usata, e cose 'allegre' di questo genere!!!). Forse, appunto, la mancanza di aspettative, di fretta, di paturnie, mi ha permesso di approfondire la conoscenza e di affezionarmi gradualmente a lui, che ritengo davvero la persona giusta per me. Magari sarò stata anche fortunata, la legge dei grandi numeri avrà giocato a mio favore, ma avevo già raggiunto un discreto livello di consapevolezza per la mia età dell'epoca, perché avevo già lavorato su me stessa per alcune difficoltà precedenti. Ergo, 'nessuno meglio di me' (:D) dovrebbe credere nell'importanza di impegnarsi e lottare per crescere e migliorarsi, ed è per questo che ho spulciato e continuo a spulciare questo blog: la vita è cambiamento e crescita continua, non ci si può mai ritenere totalmente perfetti e completi in nessun ambito, e inoltre non conosco uno spazio culturale o presunto tale che riesca a sviscerare e mettere meglio a fuoco certe dinamiche relazionali, in particolare quelle riguardanti la manipolazione. E ritengo di dover riflettere ancora molto per imparare a gestire circostanze e persone in ambiti diversi della mia vita, ragion per cui colgo l'occasione per ringraziare Ilaria per il suo poliedrico e poderoso lavoro: partendo da un determinato punto riesce sempre a sollevare interrogativi magmatici, scompaginando le nostre certezze e spingendoci ad analizzare sempre tutto al microscopio, anche quando preferiremmo non farlo. Grazie e complimenti :)
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  14. Avatar di Eleonora

    Eleonora 3 anni fa (23 Ottobre 2017 4:03)

    Già! Mi ricorda un tipo forse2...entrambi sembravano interessati a me ma solo in chat,a quanto pare... Il primo,visto x caso al bar,tempo dopo,si aspettava fossi io ad avvicinarmi al bellone;l'altro ha dichiarato il suo"amore",solo dopo che il mio attuale compagno ha preso un aereo e si è presentato x farsi conoscere il giorno del mio compleanno. Questa è la differenza:chi sa cosa vuole,non tentenna ne'se la tira...va!!
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  15. Avatar di PAMELA

    PAMELA 3 anni fa (23 Ottobre 2017 10:41)

    Buon inizio settimana a tutte/i. Grazie di nuovo Ilaria, che dire perfetto anche questo articolo. Mi ci ritrovo , separata con due figli, finalmente un bel cerchio di amiche con stessi interessi e situazioni. Ho notato che non succedono sempre le stesse cose seppur il mio atteggiamento e il mio carattere sia sempre quello: solare, comunicativa, sorridente e anche piuttosto coraggiosa . Non ho problemi a parlare con tutti allo stesso modo uomini e donne, giovani, grandi, non mi chiudo a riccio, mi faccio vedere aperta a nuove conoscenze, ma senza far trapelare la bisognosità ( anche se ora ammetto che vorrei tanto una bella relazione ) . Penso che ognuna/o di noi debba solo intensificare le occasioni di conoscere gente senza far trapelar la voglia di relazione ( perchè anche quella si annusa a chilometri e può esser scoarragiante e poco attraente ) . Uscire , fare tante e diverse cose, dalla spesa, alla serata a cena, ma anche a teatro, una passeggiata , una corsa al parco, una mostra in una città ( magari prendendo il treno ) ...eccc... Personalmente questa estate ho fatto un mese in cui uscivo tutte le sere ma solo una sera ( forse ero piu' tranquilla e felice nei miei panni ) i ho conosciuto 6 uomini uno piu' interessante dell'altro di cui tre ancora mi corteggiano e vi dirò mi prendo tempo ora per conoscerli io :)
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  16. Avatar di roccia 50

    roccia 50 3 anni fa (23 Ottobre 2017 15:03)

    GRAZIE per tt i tuoi consigli carissima ilaria. Tante criticano il tuo modo di esporre le cose, in verita', ma tu, ti do'del TU, dici solo la sacro Santa Varita'. Leggo quasi tt le tue mail che ricevo, e' qualche volta commento, anche se poi alla fin fine si parla sempre dela stessa cosa. Confido che, all'inizio che ti leggevo ero scettica anche io ai tuoi insegnamenti, poi.... quando ho cominciato a leggerti con accanimento, ho capito molte cose, e' diciamo che li ho pure messi in pratica i tuoi consigli. Mi ritrovo ora... VUOTA. Senza AMORE. SVUOTATA MA VISSUTA. ho sperimentato tt i tuoi consigli, mettendo in pratica deversi stati d'animo, ORA... NON avendo trovato cio' che cercavo, mi sento VUOTA ma ho capito cosa voglio. L'ESSENZA piu' pura che esista sulla terra. L'AMORE. SE NN LO AVRO' STARO' SENZA, PERCHE' STO IMPARANDO AD AMARMI, COSA CHE PRIMA MANCO SAPEVO COSA VOLESSE DIRE!!! Invito indirettamente, senza imporre niente a nessuna, di fare le proprie esperienze sessuali e d'amore, per capire che cosa si desidera dalla vita, mettendo in conto, questa frase: qualunque sia il risoltato dell'esperienza vissuta, e' stata comunque un modo per capire meglio SE STESSI E GLI ALTRI. Perche' dalla mia esperienza, ho potuto capire che se non conosci prima te stessa non saprai mai se l'altro e' sincero o no. E' se AMI prima TE STESSA, capirai se l'altro ti ama o no. Ho avuto tante delusioni, e' per ben che sia una donna piacente, cercavano solo sesso, ma solo con il tempo comprendi chi ama. E' fino ad ora, nessuno ha amato. Non perche' nn merito amore, ma perche nessuno sa' cos'e l'amore. Parlo di uomini!! Con questo chiudo. Grazie per avermi ascoltato!!!!
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  17. Avatar di Maria

    Maria 3 anni fa (22 Ottobre 2017 17:56)

    mi sembra di aver sentito che quando non si cerca più, in quel momento arriva, il compagno giusto. Beh a me non è successo né quando cercavo, né quando mi sono fermata. Il problema è sempre lo stesso, la fascia d'età., Dopo i 40, hai voglia di andare in supermercati ecc. o incontri lo sposato in cerca d'evasione, o il separato, in quanto tale, perché non funziona, o lo scapolo anaffettivo. Forse sono io pessimista...........
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    • Avatar di max

      max 3 anni fa (23 Ottobre 2017 10:17)

      Maria, ci sono anche tanti uomini che passati i 40 anni hanno voglia di una relazione stabile e mettere su famiglia...se mi guardo attorno ne vedo a bizzeffe...fanno qualcosa per cambiare il loro status di single?..la maggior parte no...e sono felici del loro status di single?...molto pochi direi..altri sono rassegnati, altri vorrebbero ma non riescono, altri quando il bisogno supera l' impasse iniziano a svegliarsi.
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    • Avatar di Maria

      Maria 3 anni fa (23 Ottobre 2017 19:14)

      Non so che dirti Max, ci saranno pure, ma la maggior parte di loro, e non parlo solo della mia esperienza personale, risultano anaffettivi, timorosi dell'eventuale legame, insomma una palla. Forse effettivamente l'amore capita, se capita, non bisogna cercarlo a tutti i costi, perché non vi è spontaneità, ma qualcosa di costruito, a tutti i costi. Saluti Maria
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  18. Avatar di Atolla

    Atolla 3 anni fa (22 Ottobre 2017 15:02)

    Quei turisti tedeschi dovevano anche essere un po' aiutati dall'alcol, non inteso come "ubriachi" eh, ma con quel giusto grado di disinibizione che birra e vino possono dare. Poi certamente il contesto vacanziero per loro è stato determinante. Abito in Germania e l'intraprendenza da parte maschile non l'ho mai vista, tranne nel caso di un tipo che però era mezzo tunisino da parte di padre. Del resto è normalissimo che le donne prendano l'iniziativa e il vantaggio è che la mentalità per cui se lei ci prova è una zoccola non è diffusa, di sicuro non come in Italia (dove poi i poracci blaterano che le italiane se la tirano e che le straniere sono molto meglio).
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    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (22 Ottobre 2017 16:44)

      Ciao Atolla, a me comunque la gente (ambosessi) che ha bisogno di un aiutino alcolico per relazionarsi con gli altri e disinibirsi da' da pensare. Quanto ai discorsi sulle donne "facili", la gente che li fa si trova, in proporzioni variabili, ad ogni latitudine.
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    • Avatar di Atolla

      Atolla 3 anni fa (22 Ottobre 2017 18:44)

      Gea, purtroppo è un vizio molto diffuso e persino socialmente accettato, per certi versi, da queste parti e in generale nel nord Europa. Pensa che io sono astemia, l'alcol proprio non mi piace e puntualmente mi frantumano i santissimi perché non bevo, cosa che mi annoia e mi indispone abbastanza, più che altro perché non c'è volta in cui non succeda. Nel cervello ristretto di una larga fetta di persone (ripeto, specialmente da queste parti) non è contemplato che gli alcolici possano anche non piacere. Per dire, a me piace molto il cioccolato ma non mi stranisco se qualcuno dice di non amarlo e magari di preferire il formaggio. L'equazione "donna intraprendente=zoccola" è particolarmente diffusa in Italia perché la mentalità maschilista è così profondamente radicata che ho sentito fare ragionamenti assurdi persino da tipi e tipe insospettabili. Non stavo affermando, né penso che solo in Italia si ragioni in quel modo, ovviamente.
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    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (22 Ottobre 2017 19:30)

      Ciao Atolla, mi spiace che ti rompano le scatole perche' non bevi ne' fumi. Spero che ti fa queste osservazioni siano solo colleghi o conoscenti; in ogni caso, e' gente a cui danno fastidio le voci fuori dal coro e criticano per illudersi di essere nel giusto. Neanch'io ho mai fumato, bevo poco e raramente, solo se, quando e quanto mi va. Per fortuna commenti del genere non ne ho mai avuti per il fumo e raramente per gli alcolici; invece, mi e' capitato di essere criticata da italiani (solo conoscenti) per il mio rifiuto di FB e social di cazzeggio vari, Wattsapp e roba del genere. Problemi loro! Sul maschilismo italico, ahime', ho appena letto una donna che critica le donne che denunciano i marpioni e mettono foto scollacciate, o vestono in minigonna e tacchi alti per andar in giro da sole (ommioddio, che sgualdrinelle!). La signora scrive che si concede tale abbigliamento solo quando esce col marito (per fungere da trofeo del coniuge e dissuaderlo dal guardare altrove?), ma che mai uscirebbe cosi agghindata senza di lui, e che con le amiche (niente amici uomini, non sia mai!) si sente benissimo in felpa, jeans e scarpe da ginnastica. Questa signora italiana e' nei contatti linkedin di un mio contatto (un prof inglese che sta a Parigi) che ha messo like allo sproloquio della tipa. Bene, un altro tizio da togliere dai miei contatti.
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    • Avatar di Atolla

      Atolla 3 anni fa (22 Ottobre 2017 22:04)

      Purtroppo anche gli amici, perlomeno quelli che bevono, sentono l'esigenza di farsi gli affari miei domandandomi perché non bevo, se non bevo proprio mai e via impicciandosi. Perciò capisco cosa provano i vegetariani e i vegani a cui gli onnivori deficienti fanno sempre le solite domande idiote. E lo dico da onnivora. Fra parentesi, quando ero ragazzetta mi ubriacavo il fine settimana perché era divertente e mi faceva sentire disinibita, anche allora l'alcol mi faceva schifo ma bevevo solo per ubriacarmi. Fatta l'esperienza per qualche annetto, basta, non mi interessa proprio sbevazzare. Poi ancora posso tollerare essere un pochino brilla e allegra, roba che poi si esaurisce in un paio d'ore, ma ridurmi una schifezza e stare male non esiste proprio. Hai detto bene: giudicano perché sono convinti di essere nel giusto, e la società dà loro ragione, e naturalmente se si scopre che neppure fumo (ecco, il fumo mi fa molto ma molto più schifo dell'alcol), certi geni dal QI evidentemente altissimo partono in quarta con le battute divertentissime: "ma insomma non bevi non fumi, avrai dei vizi no?" e a me viene voglia di menare ceffoni ^_^ Comunque la mentalità becera è sì odiosa e orribile se è un uomo ad averla, ma una donna che fa discorsi moralistici perbenisti di stampo maschilista è 10 volte peggio, io veramente le farei sparire nel nulla se potessi.
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    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (23 Ottobre 2017 13:52)

      Fossi in te, Atolla, al prossimo che dovesse domandarti se non hai alcun vizio risponderei con un sorriso: "Ma certo: ho il vizio di frequentare gente che non si fa i calli suoi". 😉 Onestamente, degli amici cosi non riuscirei a frequentarli... Un mio amico anni fa espresse semplice stupore per il fatto che non avessi mai avuto voglia di fumare una sigaretta, visto che tanti adolescenti provano almeno una volta, ma non intendeva ne' criticarmi ne' convertirmi al dio Tabacco! 😁 Riguardo le donne maschiliste, c'e' un lavoro immenso da fare... Ilaria contribuisce e sta a noi andare avanti con l'esempio e la vera solidarieta' femminile, ed anche con gli uomini illuminati che pure esistono. Buona giornata!
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    • Avatar di Atolla

      Atolla 3 anni fa (23 Ottobre 2017 14:56)

      Grazie Gea :D mi segno la risposta e ci costruisco sopra anche qualche variante che può sempre servire anche in altri contesti :P Pure la sigaretta ho provato, diverse volte, sempre molto tempo fa. Niente, non mi piace e trovo orribile la puzza di fumo addosso. Per non parlare dei danni che provoca, ad iniziare dalla pelle. Le donne maschiliste non le frequento neanche per sbaglio o in via indiretta. Sono il male. Tipo le pancine di cui il Signor Distruggere pubblica gli screenshot ai confini della realtà (e dell'ignoranza). Buona settimana!
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    • Avatar di Gea

      Gea 3 anni fa (23 Ottobre 2017 20:22)

      Grazie Atolla! Colgo l'occasione per salutare Ilaria e tutti: domani scendo in patria e per una decina di giorni saro' senza Internet. Un abbraccio e a presto! 😊
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  19. Avatar di Goldie

    Goldie 3 anni fa (22 Ottobre 2017 13:35)

    Uno sguardo accogliente e curioso, un sorriso aperto, un cenno di saluto discreto e magari una domanda innocua. Faccio sempre così, cerco di mettere le persone a loro agio, uomini o donne che siano. Ma la spontaneità non esiste quasi più. Gli uomini si montano subito la testa o si sentono perseguitati. Spesso non sono il loro tipo ma mi chiedo anche CHI è il loro tipo. A me sembra che non mi manchi proprio niente. Ma sapere cosa passi nella mente loro è anche molto difficile...insomma un cane che si morde la coda
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    • Avatar di Anna

      Anna 3 anni fa (22 Ottobre 2017 13:43)

      Un clima da Emirati Arabi, si. Ci parli perché cerchi marito. Manco fossero miliardari ... mah
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    • Avatar di max

      max 3 anni fa (22 Ottobre 2017 15:02)

      Goldie, da quello che scrivi nella seconda parte del tuo commento, mi sembra che il tuo atteggiamento mentale non sia comunque quello che Ilaria consiglia nell' articolo, che non è che deve essere preso alla lettera, ma che serve appunto a far capire -mixato con altri articoli- quali sono gli atteggiamenti che non sono produttivi...non sei il loro tipo?..echissene, ne arriverà uno per il quale lo sarai, questo è un atteggiamento giusto...gli uomini si montano subito la testa e si sentono perseguitati e non puoi sapere cosa passa per la loro mente?...facendo del qualunquismo rassegnato, vale lo stesso dalla nostra parte, ma non serve a nulla pensarla così, perché un conto è il saluto iniziale di cui parlate Ilaria e te, ed un conto è la successiva conoscenza, che non può essere approfondita se da una o ambo le parti, la si pensa come te...piccole o grandi, sempre trincee sono.
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    • Avatar di Goldie

      Goldie 3 anni fa (22 Ottobre 2017 19:26)

      Ho fatto cadere tante barriere, poi non so...credi che se piaci a un uomo, te lo fa capire e viceversa. Io non "cerco" più. Faccio solo constatazioni e penso di aver conquistato una certa libertà di pensiero. Se devi "faticare" per piacere, non ne vale la pena e non è rassegnazione, è realismo.
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    • Avatar di max

      max 3 anni fa (22 Ottobre 2017 23:27)

      Se piaci ad un uomo te lo fa capire (se non è un tordo), su questo non ci piove...
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    • Avatar di Anna

      Anna 3 anni fa (22 Ottobre 2017 23:45)

      Idem. Un conto è uscire, ampliare i propri interessi ed aprirsi, un altro è “cercare” o “sforzarsi”.
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    • Avatar di max

      max 3 anni fa (23 Ottobre 2017 10:07)

      E aggiungo: Ebbene sì, per piacere (inteso piacere ad un uomo, non agli amici o ai colleghi) devi faticare, perché predisporsi alla conoscenza -oltre l' apparenza-, e volerla pure proseguire (possibilmente a vita) parte da un atto voluto, una predisposizione mentale non solo passiva, ma anche attiva al coinvolgimento, alla scoperta dell' Altro, sennò rimaniamo sempre chiusi nel nostro piccolo mondo interno...troppo comodo stare seduti in riva al fiume ad aspettare che arrivi qualcuno a prenderci per mano senza garanzie (posto che una garanzia totale non ci sarà mai)....ne approfitto per complimentarmi con Ilaria per lo splendido articolo, su un nodo davvero cruciale, per rivedere il come approcciare l' altro sesso, da cui si dipana tutto il resto...e vale sia per le persone giovani e inesperte, sia per chi una educazione sentimentale già se la porta dietro...e condivido assolutamente la parte finale di un commento di Gea sull' imparare ad osservare i comportamenti delle persone quando si fa vita sociale.
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    • Avatar di Goldie

      Goldie 3 anni fa (23 Ottobre 2017 18:39)

      Come si fa per approfondire conoscenze? Sono tutti sulla difensiva. Come fare per cominciare una amicizia disinteressata? Io non lo so più, anche quando cerco di essere interattiva, non riesco...
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    • Avatar di Anna

      Anna 3 anni fa (23 Ottobre 2017 20:48)

      Mah. Potrei dire lo stesso di tutti gli uomini che ho frequentato (si fa per dire) dopo la separazione. Interesse a conoscere, zero. Interesse a vedere come va, zero. Curiosità, zero. Si decide a priori che è una avventura e poi si sta ben attenti a non andare oltre. Ok, ma interessanti proprio no.
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    • Avatar di Goldie

      Goldie 3 anni fa (23 Ottobre 2017 21:12)

      O se ci sembrano interessanti, noi non interessiamo a loro, su questo non possiamo farci niente. O non interessano a noi, malgrado le loro qualità. Quindi continuo a pensare che sia una questione di casualità. E non credo neanche che all'improvviso dopo anni e anni ti innamori di quello che conoscevi da secoli...
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  20. Avatar di Emilia

    Emilia 3 anni fa (22 Ottobre 2017 14:32)

    Buona domenica a tutti/e! Complimenti, Ilaria, per questo articolo denso di spunti di riflessione. Grazie per la tua sensibilità e la tua vicinanza ai problemi che riguardano molte di noi. Leggendo le tue parole, ho pensato a tutte le occasioni perse per timidezza, timore o inadeguatezza. Sono circa due anni che vorrei conoscere un ragazzo che lavora in un locale che ogni tanto frequento, ma non ho ancora avuto modo di approcciarmi a lui. C'è stato solo uno scambio di sguardi; lui sembra ricambiare le mie piccole attenzioni, ma - come me - non ha iniziativa. Poco tempo fa mi sono iscritta ad un laboratorio d'improvvisazione teatrale e successivamente ho scoperto che lui è un amico della mia insegnante. Nel locale in cui lavora, qualche sera fa c'è stato uno spettacolo di improvvisazione teatrale e musicale, interpretato dalla ragazza e da un musicista jazz. C'è stato un momento in cui, mentre mi complimentavo con lei dopo la loro performance, lui si è avvicinato per parlarle. Di nuovo sguardi reciproci, nulla di più. Sono consapevole del fatto che la mia zona di comfort prevale su tutto, anche quando da parte mia c'è la curiosità di fare nuove conoscenze. Non riesco, però, a togliere questi freni... o, forse, semplicemente non voglio.
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    • Avatar di lali

      lali 3 anni fa (22 Ottobre 2017 17:19)

      Ciao Emilia, mi ritrovo in quello che racconti perchè spesso sono capitate anche a me situazioni simili, dove l'interesse, anzichè costituire una molla per aprirmi all'altro, ha fatto invece da freno. Non sempre è stato così e a volte mi chiedo da quale parte e per quale motivo io abbia perso l'entusiasmo e la spinta a farmi avanti quando una persona mi interessa. Dev'essere stato quando ho iniziato a pensare di non valere, di essere invisibile, di essere sfigata. Però devo dire che questa estate mi è capitata una situazione analoga alla tua (un uomo che lavorava in un bar in un posto di vacanza e mi incuriosiva tantissimo); ho passato un paio di giorni a chiedere dei caffè al banco, senza andare oltre al "grazie". Al terzo giorno mi sono stufata con me stessa e, dato che avevamo bisogno di un paio di sedie per degli amici che si trovavano nel bar, sono andata dritta da lui (anche se c'erano altri tre baristi a cui avrei potuto chiedere) e gli ho chiesto il favore di aiutarmi a portarle da una specie di magazzino del locale. E' stata l'occasione finalmente per sentire la sua voce, scambiare due parole e ringraziarlo con un sorriso. Siccome però non era successo altro, mi ero messa l'anima in pace... Invece la sera stessa, me lo sono trovata seduto accanto al tavolo durante una cena con amici comuni! Abbiamo chiacchierato piacevolmente per tutta la serata e io ero stupefatta letteralmente, perchè non mi era mai, dico MAI successo di essere così piacevolmente sorpresa in una situazione simile. Ma a ben pensarci, in una situazione simile io di solito mi sono sempre limitata a passare di lì e lanciare uno sguardo, senza andare oltre. Mi piacerebbe poter dire che quello era il compagno della mia vita, così non è stato, ma senz'altro allora ho capito esattamente ciò che Ilaria scrive in questo articolo oggi. Si, hai ragione, succede anche che a volte non si abbia voglia. Infatti da questa estate non mi è più successo di fare conoscenza in questo modo. Non so se è una fase, una mancanza di motivazione, un ritorno nella mia pigrizia...però ti consiglio, se questa persona ti incuriosisce, di provare a parlargli con una scusa qualsiasi, magari attraverso la vostra conoscenza comune, se si presenteranno delle occasioni. Oppure avvicinati a quel banco a prendere qualcosa quando vedi che non ci sono altri clienti in giro e la serata è tranquilla e prova a buttare là una battuta. Basta anche solo dire "buono questo cocktail" per vedere la reazione. Se bofonchia e lascia cadere il discorso, almeno saprai che non è aria. Non sprecare un'occasione, perchè, vada come vada, ti posso garantire che fare dei passi anche piccoli fa molto bene alla propria autostima e crea una sicurezza in noi stesse davvero pazzesca. In bocca al lupo.
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 anni fa (23 Ottobre 2017 12:28)

      Ciao Iali, ti ringrazio per i consigli. In realtà lui non è un barista ma si occupa dell'impianto acustico per le serate che organizzano, è una sorta di tecnico del suono. Non è semplice cogliere il momento giusto o creare le condizioni adatte, ma mi rendo conto che io non faccio alcunché per fare in modo che qualcosa accada, proprio come afferma Ilaria nel suo articolo. Anch'io, come te, mi sento un po' una sfigata e sicuramente affronto le situazioni con troppe aspettative. Grazie di nuovo per la condivisione delle tue esperienze. Crepi! In bocca al lupo anche a te 😊
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    • Avatar di lali

      lali 3 anni fa (23 Ottobre 2017 15:36)

      Caspita, allora ci incuriosisce lo stesso target! Anche di tecnici del suono ho svariate esperienze, per un certo periodo ho perfino lavorato nel settore, per dire così. Prima e durante lo spettacolo meglio lasciare perdere, sono molto presi dal montaggio e dal tenere sotto controllo il fattore audio, anche quando stanno lì immobili dietro al mixer. Per i clienti è tempo libero, per loro è lavoro duro, quindi meglio non interferire, non possono certo dedicarti del tempo. Di solito si rilassano in fase smontaggio, anzi, è molto frequente che chi fa spettacoli vada a bere e mangiare dopo il lavoro (dato che al normale orario di cena di solito montano gli impianti e fanno le prove), anche ad orari tardi (io ricordo svariate pizze alle 4 nell'unica pizzeria notturna della mia città, dove i fine settimana si radunava praticamente tutta la manovalanza di discoteche, bar, teatri, locali notturni vari). Se fossi in te, la prossima volta che c'è uno spettacolo cercherei di unirmi al relax post-lavoro, sempre tramite quella tua amica che magari si unisce ai tecnici. Se poi siete molto amiche e lei è una persona fidata, magari puoi parlargliene dicendo che ti piacerebbe avere un'occasione di conoscere quel ragazzo e farti dare una mano in questo senso. Forza Emilia, due anni ad osservare sono tanti, io direi che un piccolo passo va fatto, per togliersi la curiosità e non restare a rimuginarci sopra ;-)
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 3 anni fa (24 Ottobre 2017 10:20)

      @Iali. Sì, hai ragione, due anni sono tanti... Seguirò il tuo consiglio! Grazie :)
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