Sfortuna in amore e nella vita. Esistono per davvero? E si possono superare?

sfortuna in amoreMa la sfortuna in amore esiste?

E la sfortuna in generale?

E’ vero che possiamo essere irrimediabilmente colpiti dalla sorte avversa, da un caso disgraziato e da un destino infausto?

Ed è vero che non possiamo farci niente?

O che, peggio mi sento, esistono persone indubbiamente sfortunate sulle quali la vita si accanisce in modo maligno e anche brutale?

Sono questioni che in un modo o nell’altro tutti noi almeno una volta nel nostro percorso esistenziale ci siamo posti e che tutta l’umanità durante la propria storia si pone.

In effetti come è possibile pensare che un bimbo nato in un paese civile e ricco, moderno e  ben organizzato, magari da una famiglia ricca o ricchissima e anche con molti privilegi, non sia più fortunato di un bimbo suo esatto coetaneo, magari nato lo stesso giorno, ma in un paese in guerra, arretrato, dove non ci sono leggi rispettose dei diritti umani e in povertà?

Hanno voglia gli esperti di crescita personale o di filosofia spicciola a proclamare che: “La fortuna non esiste, ma ciascuno di noi è il costruttore del proprio destino”.

In questi casi dire che “la fortuna non esiste” richiede una serie di passaggi argomentativi e di riflessioni che io troverei ben difficile produrre e seguire anche se mi fossero offerti già belli pronti su un piatto d’argento.

Personalmente, per quel che riguarda la buona o la cattiva sorte, mi riesce complicato dare una spiegazione che neghi il ruolo della “fortuna” o della “sfortuna” quando si tratta di salute e di come alcuni problemi di salute colpiscano “a casaccio”, rovinando letteralmente la vita di alcune persone, o persino mettendo fine all’esistenza di persone giovani, innocenti, ancora capaci di dare molto al mondo.

Se ragioniamo su questi casi estremi ed molto significativi, non mi sento proprio di dire che “fortuna” o “sfortuna” sono solo interpretazioni di quello che ci succede,  che tutto dipende dalle nostre convinzioni o dal nostro atteggiamento mentale verso la vita.

Sfortuna: esiste davvero?

Io credo che a questo punto si debbano assumere delle posizioni flessibili, si debba considerare ogni situazione (rilevante) della vita in modo attento e obiettivo, perfino creativo.

Lo scopo, ovviamente, è quello di vivere bene, al meglio, con quello che la vita ci offre.

Senza sprecare il tempo e le opportunità che ci sono dati e senza avere aspirazioni o pretese irreali, irrealistiche.

La crescita personale, il self-help, sostengono grosso modo che successo o insuccesso, soddisfazione o insoddisfazione, dipendono non da quello che ci accade, ma da come noi reagiamo a quello che ci accade, da che cosa noi facciamo con quel che c’è nel piatto della nostra vita.

E’ un concetto condiviso anche da pensatori di alto livello e da molte teorie psicologiche e certamente, entro certi limiti è più che sensato.

Se ogni volta  che ci accade qualcosa di non fantasticamente meraviglioso ci diamo per sconfitti “per natura e per destino” e ci dichiariamo sfortunati, la nostra vita diventa un inferno.

Ed è pieno il mondo di persone che si reputano sfortunate per le più immense sciocchezze,  per esempio per il semplice fatto che in un settimana di vacanza al mare ha piovuto un mezzo  pomeriggio.

Nel caso di chi viene pesantemente colpito da eventi avversi che non dipendono da lui o da lei (una gravissima malattia, l’essere venuto al mondo dalla parte sbagliata del globo e non avere concreti strumenti per la “salvezza”) la “ricetta”  che mi sento di proporre è insieme l’accettazione e la determinazione.

Non si può essere sempre vittime

Il bimbo nato in condizioni svantaggiate può diventare un uomo felice e appagato, di certo pagando un prezzo infinitamente più alto del suo coetaneo nato in una famiglia privilegiata.

La persona colpita da una malattia incurabile in età giovanile, probabilmente può trarre conforto dall’accettare il proprio destino e concedersi la rassegnazione.

Cercando di dare un significato anche alla sua esistenza mutilata, magari crudelmente e senza spiegazioni.

Vi sono molte cose ignote a noi umani, moltissime non saremo mai e mai in grado di scoprirle e in questo mistero che ci avvolge, in casi di disgrazie così inspiegabili rispetto alla nostra capacità di comprensione, in cui non sono individuabili responsabili né prossimi né remoti, suppongo che la migliore spiegazione da darsi è che alcune vicende accadono, nulla è in nostro potere, se non evitare di sentirsi vittime.

Rassegnarsi al proprio “destino”, possibilmente evitando disperazione e recriminazione e rivendicando la propria dignità, magari mandando un messaggio di senso a chi ci è vicino, può essere una via d’uscita all’apparente totale ingiustizia di una situazione del genere.

La sfortuna in amore e nella vita e il sentirsi vittime

Sentirsi sfortunati  significa sentirsi vittime e sentirsi vittime è una gran brutta condizione, perché se siamo vittime di qualcuno o vittime della sfortuna, significa che non abbiamo il controllo sulle nostre vite e le nostre vite sono destinate alla disgrazia.

Significa ritenere di non avere opportunità, possibilità, potenzialità.

Significa non avere la speranza, non credere nemmeno più nell’ultima dea, la speranza, appunto.

La speranza che è parente stretta del desiderio e l’amore non può esistere senza desiderio.

Pessimo.

Vuol dire anche, in certi casi, che stiamo lasciando andare le responsabilità della nostra vita a qualcosa di indeterminato e di incalcolabile.

Più che in base al caso, viviamo a casaccio,

Definirsi sfortunati significa allora dare la “colpa” di quello che non va all’esterno ed evitare qualsiasi “sbattimento” in prima persona e contando sulle nostre forze per rendere la propria vita migliore.

Premesso che la vita è un succedersi o, meglio, un insieme di accadimenti che spesso non hanno un disegno o un progetto definito o predefinito, è vero allo stesso tempo che un disegno e un progetto sulla nostra esistenza possiamo definirlo e perseguirlo noi in prima persona.

Un progetto e disegno che certo può andare a ramengo per cause di forza maggiore o che, più facilmente, se perseguito nel modo giusto, con gli strumenti giusti, può riuscire in tutto o almeno in parte,

Insomma le condizioni di partenza o le condizioni che si creano cammin facendo possono essere modificate o possono essere adattate ai nostri obiettivi.

O, meglio ancora, come dice una legge di natura basilare, noi possiamo adattare i nostri comportamenti, le nostre reazioni e le nostre azioni alle condizioni che ci si presentano di volta in volta.

Se posso permettermi faccio un esempio di un fenomeno che conosco piuttosto bene.

Quello di donne che sono state con uomini maltrattanti o pesantemente maltrattanti.

Con uomini del genere hanno avuto una o spesso più relazioni importanti e ne sono uscite spesso distrutte.

In molti casi queste donne possono considerarsi vittime a tutti gli effetti.

E lo sono, soprattutto, lo sono state.

Negli stessi casi, se hanno sufficiente amor proprio e amore per la vita, si rendono conto che possono spogliarsi dei panni delle vittime fare tesoro della loro esperienza, salvarsi, e iniziare una vita da donne libere capaci di autodeterminarsi.

E soprattutto capaci di non essere più vittime.

Ce ne sono di donne che ci riescono, eccome.

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So di molte donne che fanno grandi passi in avanti nel loro modo di relazionarsi con se stesse e con gli uomini e allo stesso tempo, malgrado una potente evoluzione che hanno determinato in prima persona, non hanno ancora trovato la persona giusta, il partner che fa per loro.

Ecco che allora sorge in loro il sospetto di non aver incrociato le occasioni e le opportunità giuste e quindi  di essere sfortunate.

La questione è che sentirsi sfortunate taglia le gambe a qualsiasi progetto, sogno, desiderio.

Se la sfortuna gioca contro non c’è giustizia, competenza, qualità, dedizione, comportamenti o strumenti che tengano.

Molto bene. Si fa per dire.

Siccome nessuno di  noi nasce con la garanzia o la polizza assicurativa sulla riuscita della propria vita attaccata al polso con la fascetta di plastica, secondo nessun punto di vista, è ovvio che per noi possiamo immaginare il meglio come il peggio.

E’ logico.

E’ anche vero che, seppure non dotati di garanzia e di assicurazione, nasciamo con delle caratteristiche peculiari che ci permettono di avere impatto sul mondo e, comunque sia, con una capacità di influenzare l’ambiente, le situazioni, gli altri.

Soprattutto abbiamo la capacità di adattarci e di evolvere.

Magari in modo disfunzionale, ma tutti possiamo adattarci. Il punto è farlo in modo funzionale.

Che cosa serve dunque per diventare fortunati, cioè per adattarci e per evolvere alle circostanze che ci si presentano, anche nella vita sentimentale e dare un svolta alla propria vita?

Superare la sfortuna in amore: 3 passi essenziali

Ed eccoci alla parte dei consigli pratici, tre passi fondamentali per togliersi di dosso la sfortuna o, meglio, il pensiero di essere sfortunati.

1 Conosci te stessa e le tue abitudini di comportamento e di pensiero.

Coloro che sostengono di aver compiuto TUTTI i passi necessari per raggiungere un obiettivo e non avendolo raggiunto chiamano in causa la sfortuna, pur non avendo sperimentato eventi effettivamente eclatanti come quelli che ho citato sopra, probabilmente hanno fatto molti passi importanti, ma non quelli veramente necessari.

E il passo davvero necessario è assumere l’atteggiamento mentale più utile.

Interpretare la propria vita solo attraverso la lente della sfortuna non è un atteggiamento mentale utile.

Ammesso che esista la sfortuna, dobbiamo ammettere anche che si può essere sfortunati qualche volta ma non sempre e che la sfortuna si può anche “contrastare”.

Difficile farlo, però, se si pensa che lei ci perseguiti.

Perché la caratteristica della  sfortuna è quella di essere invincibile.

Se no non si chiamerebbe sfortuna.

So che può essere un’impresa difficile, ma impugnare il proprio diario o un quaderno che ne faccia funzione e stendere qualche riflessione sui momenti fortunati e sfortunati della tua vita, sui vantaggi e gli svantaggi che hai e sui comportamenti e i pensieri che formuli su tutto ciò può esserti molto utile per trovare i pezzi mancanti.

Cioè per trovare l’atteggiamento mentale giusto per affrontare le tue difficoltà in base alla tua personalità e ai tuoi valori.

Come devi fare questa esplorazione?

Prendi nota di quello che di buono hai nella vita, in tutti i campi.

Prendi nota di quello che di “sfortunato” credi ti sia accaduto e poi di quelli che ritieni i tuoi colpi di fortuna.

Infine prendi nota di quali sono le tue convinzioni profonde su tutto ciò.

Sono quelle di una persona che si ritiene fortunata o sfortunata? Ci possono essere situazioni in cui ti sei sentita fortunata e altre no. Perché? In base a quali dati e circostanze?

Soprattutto: in base a quale tuo approccio emotivo?

2 sii spietatamente onesta con te stessa.

Ok, mettiamo pure che tu sia l’essere umano più sfortunato di tutti i tempi e di tutti i luoghi.

Non è che qualche volta la tua “sfortuna” ti torna o ti è tornata utile con dei vantaggi secondari, tipo darti l’autorizzazione di compiangerti, di farti compiangere, di non metterti in gioco, di smettere di giocare, di giustificarti, di sentirti unica (molti si sentono unici e irripetibili grazie alla propria sofferenza), di non sentirti in colpa, di non assumerti le tue responsabilità e… (aggiungi a tuo piacimento)?

Una riflessione sconcertante e utile

3 (Sorpresa!) Mettiamo che tu ti senta sfortunata in amore, dannatamente sfortunata, soprattutto se consideri che anche la meno attraente delle tue amiche è felicemente sposata, che incontri solo cretini e cretinetti, e che vedi intorno a te solo coppie felici e affiatate.

Va bene. Questo ragionamento può valere per l’amore come per la professione come per il denaro o per le amicizie,

Noi consideriamolo per l’amore.

Ebbene, non è che su questo benedetto amore, sul trovare l’uomo giusto,  ti stai fissando un po’ troppo?

Possiamo dire che magari sei un po’ ossessionata.

Essere ossessionata non significa aggirarsi per le vie della città con una scopa di saggina in mano tutta intrisa di untuose pozioni magiche, la gonna lunga e strappata, sporca e con un cappellaccio in mano urlando a squarciagola: “Voglio un uomooo!”

Le vere ossessioni, quelle specie di pensieri fissi che rendono la nostra anima inquieta e sensibile su certe questioni in particolare, sono spesso silenziose, magari anche inconsce o consce a metà, ma ci impediscono di essere libere e distaccate.

Accade cosi che per strani casi chi vuole dimagrire o rimane inchiodato al proprio peso o ne accumula.

Chi vuole superare un esame all’università, studia da matti (ecco qua per esempio la vera ossessione e la vera ragione per cui non passa l’esame) ma non c’è verso che lo superi.

O chi cerca una persona con cui stare bene, anche se non ne parla mattina e sera, si fa auto sabotaggio e crea la propria sfortuna in amore.

Meditate gente, meditate.

La morale è sempre quella: abbi cura di te e della tua autostima per superare la sfortuna in amore.

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39 Commenti

  1. Avatar di Vesper

    Vesper 3 mesi fa (16 Agosto 2020 17:25)

    Buon pomeriggio Ilaria e a tutte, bellissimo articolo come sempre. A me è successa una cosa molto particolare. Mesi fa per un problema di salute mi era stato detto che non avrei potuto avere figli o che nella peggiore delle ipotesi avrebbero dovuto asportarmi l'utero. Fortunatamente niente di tutto ciò è avvenuto e a giugno mi hanno operata con successo e rimosso solo il problema che si era creato. Ora,nei mesi in cui ero in balia delle previsioni più devastanti, ho cominciato ad essere ossessionata dal fatto che "ero in questa situazione" per "colpa" degli uomini che mi avevano presa in giro ed usata per poi sposarsi con un'altra e farsi una famiglia. Ho iniziato a pensare di essere sfortunata e soprattutto di avere davvero qualcosa che non andava perché ,come scrive Ilaria nell'articolo, anche l'amica meno attraente aveva messo su famiglia. Insomma ,ero in una situazione in cui mi è stato più comodo incolpare la sfortuna e gli uomini che "non mi hanno scelta" piuttosto che vedere la cosa da un altro punto di vista. Vi assicuro che non è stato facile,ma quando ho capito che non si trattava né di sfortuna , né di "colpa degli uomini" e né di qualcosa di sbagliato in me ,le cose sono nettamente migliorate a tal punto da capire che senza ombra di dubbio, se le cose sono andate in un determinato modo,è stato meglio anche per me. Con questo volevo dire che non sempre è facile capire come affrontare i "periodi no" della nostra vita,ma è verissimo che tutto sta nel come si affrontano le cose e quale atteggiamento mentale avere verso noi stessi e gli altri. Grazie e buona domenica a tutti.
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  2. Avatar di Maddalena

    Maddalena 3 mesi fa (16 Agosto 2020 17:44)

    Ciao Ilaria, grande articolo, per me molto utile! Stavo proprio riflettendo in questo periodo sulle mie "sfortune". Mi sono sempre considerata una sfortunata cronica,soprattutto in amore. Ho deciso che se voglio cambiare qualcosa, devo fare qualcosa. Allora mi sono messa a pensare agli obbiettivi che ho raggiunto ultimamente, per esempio sul lavoro. Abbiamo affrontato un grande cambiamento lavorativo, io e i miei colleghi ci siamo ritrovati spaesati, agitati, con poco tempo per elaborare il tutto. Io che mi sono sempre considerata una fifona, soprattutto nell'affrontare cose nuove, ho preso in mano la situazione, ho studiato molto, con dedizione, mi sono impegnata molto, mi sono detta ce la devo fare! I primi risultati non hanno tardato ad arrivare. Ho ricevuto i complementi dai miei superiori, addirittura dai miei colleghi che si sono complimentati per come ho fronteggiano la situazione, tanto da diventare per alcuni di loro un punto di riferimento. In questo periodo non ho mai pensato di essere sfortunata, di non avere le competenze, o che non sarei riuscita, ma miravo dritta, imperterrita all'obiettivo. Voglio riportare questo atteggiamento anche nella mia vita sentimentale, spero mi sia utile e di esempio!
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  3. Avatar di Michela

    Michela 3 mesi fa (16 Agosto 2020 18:39)

    Le tue parole le sento molto mie, io ho avuto momenti meno fortunati altri più fortunati, però non ho mai pensato che io fossi sfortunata. Cercavo sempre di vedere il perché di questo momento "sfortunato", di coglierne l'insegnamento. Perché solo così si possono superare. Grazie, le tue parole aumentano sempre più la convinzione del mio percorso.
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  4. Avatar di Adele

    Adele 3 mesi fa (16 Agosto 2020 18:52)

    Molto complesso questo passaggio, perché implica di lasciar perdere per poi trovare, ovvero, abbandonare l'idea della relazione per poterne avere una. A me di recente è successo di aver capito che non devo pensare ad ogni uomo come un potenziale fidanzato e di essermi sentita libera per questo motivo. Coincidenza: il giorno dopo la mia ritrovata libertà un uomo mi ha manifestato il suo interesse, ovviamente non ricambiato!!! :)
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  5. Avatar di Tania

    Tania 3 mesi fa (16 Agosto 2020 19:57)

    Grazie del tuo aiuto esco fuori da una relazione tossica sono in cerca della mia autostima e voglio amarmi ma non sono capace faccio sempre l'errore di vivere per gli altri mi dispiace vedere soffrire rinuncio a me stessa pur di fare contento chi mi sta a fianco sarà che ho avuto 5 figli e mi porta ad essere così
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  6. Avatar di Kiki07

    Kiki07 3 mesi fa (16 Agosto 2020 21:40)

    Quel "meditate" è molto significativo, ed accende come lampadine molteplici riflessioni, e future consapevolezze... Dal punto 2, in particolare noto, non so se sono l'unica, una personale, ma magari diffusa correlazione, se non interdipendenza tra fortuna/sfortuna, e concetto di meritevolezza. Ottieni, spesso, quel che accetti, o ritieni di meritare.... per me una chiave di lettura utilissima, da cui partire.
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  7. Avatar di Nimue

    Nimue 3 mesi fa (17 Agosto 2020 3:38)

    Ciao Ilaria, ti sono infinitamente grata per questo articolo, per me una mano tesa in un periodo, come sai, non proprio semplice. Non è un periodo semplice ma sto imparando più da queste due donne - a cui sto provando per quanto posso a dare un sostegno - sulla dignità, sul coraggio, sulla positività, sulla generosità, sulla tenacia, di quanto io abbia imparato in tutto il resto della mia vita. Quindi non posso che trovarmi d'accordo con queste tue parole: "alcune vicende accadono, nulla è in nostro potere, se non evitare di sentirsi vittime.Rassegnarsi al proprio “destino”, possibilmente evitando disperazione e recriminazione e rivendicando la propria dignità, magari mandando un messaggio di senso a chi ci è vicino, può essere una via d’uscita all’apparente totale ingiustizia di una situazione del genere". Grazie di cuore per questo preziosissimo regalo, mi è davvero di grande conforto e supporto, in particolare ora che inizio seriamente a perdere colpi e a vacillare!
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  8. Avatar di Nicoletta

    Nicoletta 3 mesi fa (17 Agosto 2020 17:43)

    Ciao ! È un'arricolo che mi interessa ...... perché ho sempre pensato di essere sfortunata in amore . Sono contenta della mia vita , ho una casa sulla testa ,un lavoro ,due figli meravigliosi ,i genitori anziani ma ancora ingamba, un fratello e una cognata con cui vado d'accodo ,amiche con cui uscire per fare 4 chiacchiere ......ma non sempre mi sento appagata .... come in questo periodo, che sono in ferie con un gruppo di amici e sono l'unica single ......
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  9. Avatar di Haze

    Haze 3 mesi fa (17 Agosto 2020 22:57)

    Grazie Ilaria per questo articolo, che sviscera la questione fortuna/sfortuna in modi cui neanche avrei pensato. In due riflessioni mi ritrovo particolarmente, o mi ci sono ritrovata in passato: -Utilizzare il concetto di sfortuna per autocommiserarsi, fare vittimismo, che poi è anche una sorta di autoassoluzione e un modo per cercare il conforto altrui. Mamma mia, quante volte mi è successo di cadere in questa trappola, e quante energie sprecate che avrei potuto incanalare in qualche attività più produttiva e gratificante. -Il fissarsi troppo sul fare nuovi incontri interessanti, nel mio caso sia amicali che di potenziale partner, visto che per varie ragioni mi sono trovata a ricostruire una nuova rete di relazioni da zero. È da poco che sono consapevole di questa mia tendenza, ed è da un po' che sto cercando di liberarmi di queste aspettative gigantesche che offuscano anche le piccole cose belle che possono succedere, solo perché non portano subito al risultato sperato. Suppongo che ci voglia tanta costanza per liberarsi di questi pensieri, ma la strada è certamente questa
    Rispondi a Haze Commenta l’articolo

  10. Avatar di Maria

    Maria 3 mesi fa (18 Agosto 2020 12:23)

    Buongiorno a tutti e grazie ad Ilaria per questo articolo molto interessante. Per quanto riguarda la sfortuna, io non mi reputo una persona sfortunata però ho sempre avuto la convinzione (solo mia) che sia la mia città a portarmi sfortuna in amore, nel senso che io non riesco a trovare la persona per me a causa del luogo in cui mi trovo e della mentalità delle persone che vi vivono, i quali (ad una certa età) danno per scontato che una donna sia già sistemata. Naturalmente penso che queste siano delle idee del tutto personali ed anche sbagliate, ma per me è davvero difficile liberarmi da questi preconcetti. Grazie a voi sto lavorando sulla mia autostima e sto iniziando a notare dei cambiamenti ma ho ancora delle difficoltà a rendermi del tutto autonoma (ad esempio ancora non riesco ad andare a mangiare una pizza da sola la sera). Nonostante ciò, mi sento ottimista e fiduciosa del futuro perché tutto dipende da me.
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    • Avatar di Silvia

      Silvia 3 mesi fa (18 Agosto 2020 14:10)

      Ciao Maria, è vero, il luogo in cui viviamo può offrire più o meno opportunità, a seconda della storia culturale e sociale che lo caratterizza. Del resto, è difficile paragonare una capitale ad un piccolo paese di provincia. E il livello di apertura alla cultura e alla storia - per dirla con poche parole - influenza il modo di pensare e vivere delle persone che abitano in un certo posto. E viceversa. Anche nelle azioni più piccole, più quotidiane. Ad esempio, a Bruxelles ho notato che per alcune donne è normale andare a mangiare una pizza o bersi una birra (già che c'è una bella varietà!) da sola. In quanto donna autonoma ed indipendente. Credo anche che in ogni luogo si possano scoprire le opportunità e i luoghi di ritrovo che fanno per noi. Cinema, teatri, musei o biblioteche. Molto spesso anche nei paesi più piccoli si trovano questi luoghi di incontro, che avvicinano le menti sveglie e curiose. Ti auguro di trovare, anche dove vivi, i luoghi e quindi le persone che fanno per te!
      Rispondi a Silvia Commenta l’articolo

    • Avatar di Maria

      Maria 3 mesi fa (18 Agosto 2020 15:25)

      Ciao Silvia. Ti ringrazio per avermi risposto e per avermi dato dei suggerimenti interessanti. Nella vita si può sempre migliorare ed apprendere, basta volerlo veramente e mettersi all’opera. Se siamo decise, possiamo farcela. Buona serata.
      Rispondi a Maria Commenta l’articolo

    • Avatar di Maria

      Maria 3 mesi fa (18 Agosto 2020 18:39)

      Ciao Silvia. Grazie per aver risposto al mio commento e ai consigli che mi hai dato. Io credo che noi possiamo davvero dare una svolta alla nostra vita, basta solo volerlo ed impegnarsi per ottenere i risultati desiderati. Questo blog mi sta aiutando a vedere gli eventi da un punto di vista diverso da quello a cui sono abituata e sto iniziando a muovere i primi passi per rivoluzionare la mia vita. Auguro il meglio a tutti. Una buona serata.
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  11. Avatar di Angy

    Angy 3 mesi fa (19 Agosto 2020 0:29)

    Ciao Ilaria.. Non so se c'entra come argomento.. Ma vorrei un consulto professionale.. A volte si sente dire che si è sfortunate in amore per dei riti vudu che fanno alle persone.. Dobbiamo essere spaventate per questo..? Io credo alla buona fede.. Ma posso avere un riscontro?
    Rispondi a Angy Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 3 mesi fa (19 Agosto 2020 11:26)

      Ciao Angy, Ho i brividi per quanto hai scritto. Occhio a chi incontri e cosa sostengono su argomenti tipo carte, riti, magia ecc. Si possono celare persone senza scrupoli che estorcono denaro. Ricordo che abbiamo già avuto una nostra connazionale che vendeva riti magici e bicchieri pieni di sale per sconfiggere eventuali malocchi , sfighe e via dicendo. Davvero fai attenzione a chi incontri.
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

    • Avatar di Fabio

      Fabio 3 mesi fa (19 Agosto 2020 13:01)

      La magia è un'arma potentissima, niente le resiste, ha solo un punto debole, bisogna crederci.
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (19 Agosto 2020 15:00)

      Un riscontro te lo devi dare tu: ti pare possibile che un rito vudù possa avere effetto? Sono robe da matti, primitive. Ma non scherziamo nemmeno...
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Angy

      Angy 3 mesi fa (19 Agosto 2020 16:08)

      Vi ringrazio.. Io non sono di quei pensieri.. Ma esistono modalità di pensiero di tutti i tipi e so che qui avrei trovato affidabilità
      Rispondi a Angy Commenta l’articolo

  12. Avatar di Eva

    Eva 3 mesi fa (26 Agosto 2020 9:08)

    Cara ilaria questo tuo articolo mi piace davvero molto perché a differenza di tutti quei mental coach che oggi sbucano da tutte le parti e ritengono di poter governare il destino, tu sei realista. Il destino non lo puoi governare. Nella mia vita ho visto e sono stata protagonista di situazioni che mi hanno solo dimostrato che esiste un disegno più grande del nostro volete e, per quanto ci provi e ci riprovi, da quel disegno non sfuggi. È un’amara realtà da accettare ma devi farlo se non vuoi impazzire. Anzi, se è destino che devi impazzire, non scampi neanche a quello. Mi verrebbe da aggiungere una cosa. Tutte quelle persone che si trovano a godere di una situazione vantaggiosa, e se ne fanno un vanto, come se fosse merito loro, dico che non è merito loro. Si tratta di bonus divini, di fortuna elargita, dovrebbero essere più umili e ringraziare per ciò che il destino ha loro concesso anziché sentirsi superiori per aver raggiunto una posizione fortunata. Non siete voi! Queste persone cosa credono, che un povero sfortunato, non abbia provato a lottare con tutte le sue forze per uscire da una brutta situazione? ma il destino non glielo ha mai permesso, altrimenti a chi piace stare a soffrire? Nessuno vorrebbe dover vivere situazioni tragiche, e tutti a modo loro, con ciò che la sorte gli ha concesso come mezzo, prova a uscirne ma non ce la fa. Siamo tutti così bravi a sentirci maestri ilaria. In questo mondo ci manca l’umiltà e la comprensione verso il prossimo.
    Rispondi a Eva Commenta l’articolo

    • Avatar di Fabio

      Fabio 3 mesi fa (26 Agosto 2020 12:27)

      Ciao, Eva, "brutalmente" vorresti dire che tanto vale sedersi ad aspettare, tanto non cambia niente? Non è che invece, se tu non ti fossi impegnata sarebbe stato peggio? magari hai evitato guai maggiori, magari c'è mancato pochissimo dal riuscire nel tuo sogno, magari sei già in una posizione soddisfacente ma non te ne rendi conto, cerca il lato positivo! Aspettare il destino, se esiste, equivale a non vivere, mettersi in gioco ti permette, ogni tanto, di avere delle soddisfazioni, certo bisogna mettere in conto anche una buona parte di insuccessi, ma è questo che aumenta il valore delle nostre conquiste. Poi, essere umili è una distorsione pari al pavoneggiarsi, siamo reali, ho fatto bene? Bravo, ho sbagliato? Male, o meglio pazienza, imparerò. Perché mai dovrei vergognarmi a mostrare che ho raggiunto o no un obbiettivo? L'ho raggiunto, non ne faccio un convegno, ma lo comunico se serve. Fabio
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

    • Avatar di Eva

      Eva 3 mesi fa (26 Agosto 2020 21:29)

      Ti ringrazio per la risposta Ma non la penso come te Senza offendere il tuo punto di vista Non ho detto che bisogna sedersi e attendere. Bensì mi sono riferita a quelle persone che nonostante abbiano lottato, la fortuna non è stata favorevole per loro. Per quanto riguarda l essere grati, io sono grata di quanto ho. Il mio discorso era inteso in linea generale. Saluti ☺️
      Rispondi a Eva Commenta l’articolo

    • Avatar di Fabio

      Fabio 3 mesi fa (26 Agosto 2020 22:58)

      Eva, un punto di vista diverso dal mio non mi offende, anzi mi arricchisce; a quelle persone che hanno lottato, purtroppo, perdendo, resta la consapevolezza di aver fatto il possibile, magra soddisfazione si dirà, ma pensate alla disperazione di subire la malasorte rammaricandosi di non aver fatto nulla per evitarla. Fabio
      Rispondi a Fabio Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 3 mesi fa (27 Agosto 2020 16:25)

      Ciao Eva, Anche a me sfugge esattamente quale è il soggetto della sfiga. Posso dirti che che a parte problemi di salute tali per cui nemmeno la medicina e la scienza possono molto il resto è aggiustabile, e migliorabile sempre. E dal mio punto di vista molto dipende dagli obiettivi che ci si pone nella vita. Senza obiettivi per me è difficilissimo che una persona possa realizzare qualcosa. C'è chi vive alla giornata ( se qualcuno vuole suggerire un significato particolare ben venga ) , c'è chi si pone degli obiettivi e ci lavora su.
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 3 mesi fa (27 Agosto 2020 11:29)

      Si capisse di che parli ... Immagino di salute, perché veramente non riesco a capire a cosa altro possa applicarsi la frase "credono che un povero sfortunato, non abbia provato a lottare con tutte le sue forze per uscire da una brutta situazione? ma il destino non glielo ha mai permesso". Qualcosa di talmente invalidante per cui non è possibile risolvere altre situazioni come quelle lavorative e sentimentali. Altrimenti si nasce ricchi poveri belli o brutti, ma qualcosa di bello e di soddisfacente nella propria vita e nel proprio destino lo si trova. Costruire il proprio destino significa appunto coltivare i propri talenti e valorizzare quello che di buono c'è. Ma se uno pensa di dover essere milionario essendo povero, o di dover essere alto essendo basso ... e allora sì, il destino la vince.
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    • Avatar di Vic

      Vic 3 mesi fa (27 Agosto 2020 14:24)

      Infatti AnnaV, pure io non capisco bene, a meno che non si parli di chi nasce con patologie invalidanti e malattie incurabili e degenerative. Per il resto mi pare che tu, @Eva, covi parecchia rabbia e un po' di invidia. Tutto umano, per carità. Però esci dalla convinzione mentale che se nasci sfigato muori sfigato. C'è gente senza arti che pratica discipline olimpioniche, brutti che sono felicemente accoppiati, poveri che lavorano e si danno da fare e vivono una vita dignitosa. E' chiaro che se nasci ricco o figlio d'arte o membro della famiglia reale ti ha detto bene in partenza. Ma tutti possono migliorarsi e riscattarsi, è questione di determinazione, capacità e volontà. Non trovarti un comodo alibi, perché di questo si tratta. Prima lo facevo anch'io, quindi lo comprendo ma non lo condivido. Non più.
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  13. Avatar di la temperanza

    la temperanza 3 mesi fa (1 Settembre 2020 11:35)

    Ciao > > sono capitata per caso nel tuo blog che trovo molto interessante e mi > piacerebbe leggere qualche tuo libro ma non so quale sia più indicato > per il mio caso. > ho fatto un test dei tuoi ed è uscito che sto con un tipo > "confusionario" il che in parte è vero.. > Per fartela breve sono legata ad un uomo da 11 anni. Lui è separato > in attesa di divorzio. > un bell'uomo di 61 anni anche se ne dimostra almeno 6 di meno, con > autostima che oscilla dal poco (genitori con carattere forte di cui è > stato sempre succube, ex moglie idem e me con un carattere deciso) al > troppo si presenta alle altre donne come un piacione con molto savoir faire. Io sono molto innamorata di > questo uomo, lui per me ha lasciato una moglie con il quale il > rapporto era finito comunque da tempo (confermato da Lei stessa con la > quale sono diciamo amica) e un figlio che lui ama molto, disabile. ho > incontrato questo uomo in una chat quando avevo 39 anni che so non > essere il luogo migliore per trovare uomini affidabili. infatti dopo 4 > anni quando si è parlato di matrimonio ho scoperto che lui era già > sposato anche se separato in casa, cosa che mi ha nascosto per tutto > il tempo. Quando l ho scoperto prima è sbiancato e poi si è sentito > sollevato. sarei dovuta scappare allora, invece sono rimasta perchè > ero felice con questo uomo. Lui mi ha fatto conoscere il figlio, i > genitori e l'ex, tutto per farmi capire che aveva sbagliato ma era per > non perdermi. una situazione che gli era sfuggita di mano. Sono > trascorsi altri 4 anni: felici, viaggi, complicità, pranzi cene > sesso... > Poi il sesso si è rallentato, quasi fermato perchè lui aveva > pensieri (problemi economici)...ho aspettato (forse sbagliando). Lui > sempre presente, anche nei momenti difficili (brutto male) qualche > rara sera una pizza con gli amici. > Però riceve troppi messaggi sul telefono nell'ultimo anno. Così mi > metto a leggerlo e ne scopro uno ambiguità... chiedo spiegazioni e lui dice > solo un'amica con il quale scherza. Contatto la tipa e mi conferma > solo rapporto platonico e scambio di auguri a natale e Pasqua. Poi più niente. Mi tranquillizzo ma non del tutto... Innamorata si ma scema > no. Compro mini telecamera. Tutto procede tranquillo > con nessuna rivelazione fino ad agosto. > Io parto per le vacanze e lui mi raggiunge dopo un po'...una > sera mentre controllo... sento delle telefonate e mi crolla il mondo: > abborda sotto false spoglie donne in rete, non una più di una. Da una > parte vorrei chiudere e dall'altra sono molto coinvolta e se non > avessi scoperto tutto ciò sarei stata una persona serena. > Per il mio carattere tendo ad estraniarmi dal lato emotivo e cerco > di mettermi in discussione al di là della discutibilità di questo > uomo che ho comunque ben presente. Nella conversazione ascoltata lui > sostiene che se la Sua donna non lo fa parlare e non tiene in > considerazione le sue idee così lui fa una faccia ma poi si organizza e fa > ciò che più gli aggrada. > Probabilmente l'ho schiacciato con la mia personalità, cosa che > tutti hanno sempre fatto nella Sua vita, io penso che le cose quando > non vanno in una coppia è sempre al 50%. > Cosi quando m ha raggiunto mi sono fatta trovata sexy > e propositiva: è stato un > esplosione d sesso e dolcezza che ancora continua...(Sensi di colpa o > armonia ritrovata?) > Tornando però ho affrontato anche il problema delle corna dicendogli > che l'avevo registrato con un telefono e sapevo tutto. > Lui ha negato rapporti con altre (ovvio) nonostante l'evidenza e > dicendo che io ascoltavo solo le Sue parole e non l'intera > conversazione, che ha sbagliato ma che giocava senza mai spingersi > oltre. Ovviamente non gli credo. E' difficile farlo. Il fatto che siano avventure e non una relazione mi > spinge a fare un ultimo tentativo che se fallirà chiuderà questo > rapporto. so che in tante spinte dall'onda emotiva mi diranno di chiudere. ma è comunque un rapporto lungo che mi ha dato tanto, quello che forse tutte cercano e poche hanno. a livello di sintonia, passione, complicità. vorrei usare intelligenza e vedere prima di chiudere, perchè devo essere certa che il tradimento sia stato consumato e non sia stato solo un passatempo di un uomo annoiato a casa da solo. sicuramente è un egocentrico ma anche un insicuro in cerca di conferme che non riesce ad esprimere nel quotidiano, perchè subisce i caratteri piu' determinati del Suo. Sono pronta al confronto...
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (1 Settembre 2020 14:28)

      Detto in via diretta, questo affascinante signore di 61 anni (che però, dato importante, ne dimostra 6 di meno) sembra uno sfigato cosmico. Io grandi consigli da darti non ne ho, se non: molla tanto squallore e cerca di essere più ambiziosa.
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    • Avatar di Claudia

      Claudia 3 mesi fa (1 Settembre 2020 15:07)

      “ è comunque un rapporto lungo che mi ha dato tanto, quello che forse tutte cercano e poche hanno” Ma chi??? Un uomo così è meglio non incontrarlo mai. Fai quello che ha detto Ilaria , mollalo.
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    • Avatar di Fabio

      Fabio 3 mesi fa (1 Settembre 2020 15:24)

      Se ti piacciono i molluschi fai pure, però ricordati che bisogna sudare per tenerli confinati, basta un pertugio e ti scappano via. Fabio
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    • Avatar di Fabio

      Fabio 3 mesi fa (1 Settembre 2020 16:24)

      Scusa, "la temperanza" ma cosa cambia se è stato o no consumato il tradimento? Non è una questione carnale è una questione affettiva, nel preciso momento in cui pensa, se ce la fa, e accende il PC per andare alla ricerca di altre persone il tradimento si palesa. Fabio
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    • Avatar di La temperanza

      La temperanza 3 mesi fa (1 Settembre 2020 19:38)

      E' vero ciò che dici...ne sono consapevole...ma e' anche vero che e' una questione carnale . Lui non e' innamorato di un altra lui cerca avventure, sesso quello che non aveva più a casa. Probabilmente vuole dimostrare a se stesso che ancora ce la fa che è piacente..lungi da me giustificarlo ma quello che non riesco a far comprendere è che non sto con un traditore seriale ma soprattutto prima di prendere una decisione drastica mi voglio mettere in discussione e capire se ho una responsabilità in tutto ciò. Troppo facile dire stai con un bastardo. ..perché un uomo tradisce? Che cosa non ha funzionato dopo anni? Forse mi sono lasciata andare? Non gli ho dato la giusta importanza? Se non avessi ascoltato le Sue telefonate ( tra l altro solo quello che diceva lui e non tutto il resto) il mio rapporto era basato sulla presenza, non esce mai la sera forse una volta al mese, affettuoso passionale complice.. infatti faccio fatica a crederlo. Se così e' stato ....voglio appurarlo prima di buttare anni nello scarico.
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    • Avatar di Vic

      Vic 3 mesi fa (1 Settembre 2020 21:02)

      "La temperanza" sai è come il vento...@La stai più impicciata de me.
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    • Avatar di Fabio

      Fabio 3 mesi fa (1 Settembre 2020 21:13)

      "La temperanza", un Uomo vero, non cerca amanti virtuali, ti dice cos'è che non và e poi se non si riescono a conciliare le proprie personalità ti dice chiaramente che non vuole più proseguire con te, e ti lascia cercando di farti soffrire il meno possibile. Poi, ma solo poi è in diritto di cercare qualcun'altra, non prima, non di nascosto, non negando anche l'evidenza come solo un bambino può fare ecome probabilmente è. Tu non hai alcuna colpa, non sei responsabile delle scelte di un' adulto, almeno anagraficamente, non caricarti di colpe inesistenti, lui fa' così perché è infantile, non ha carattere, non per colpe tue. "Buttare anni nello scarico" bella questa, scusami la brutalità, ma credo che sia la tua vita affettiva nello scarico, già da tanti anni. P. S. Le colpe dello scioglimento di una coppia non sono al 50%, la media può essere così, ma può anche essere che ci sia il 100% da una parte sola. Fabio
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    • Avatar di Lela

      Lela 3 mesi fa (1 Settembre 2020 19:20)

      Ciao La Temperanza, per la verità non sembri proprio aperta al confronto, dato che hai già deciso che chi ti consiglierà di mollarlo lo farà spinto dall'onda emotiva e non da una lucida visione della situazione e dell'uomo in questione. Piuttosto sembri, convincendo noi, voler convincere te stessa della bontà dei tuoi propositi e delle tue convinzioni. Sinceramente, hai proprio bisogno di avere la conferma del tradimento da uno che ti mente sin dal primo giorno? E davvero il fatto che tutti, povero, lo schiaccerebbero, compresa te (eeehhh il buon vecchio senso di colpa assassino) ti sembra una scusa valida per sopportare un matrimonio nascosto, messaggi prromiscui e chat con altre donne? Di quale altra conferma hai bisogno? Inoltre ti sembra davvero tanto meraviglioso un rapporto in cui hai bisogno di servirti di una telecamera nascosta per stare tranquilla? No dico, una telecamera nascosta! Oltretutto tranquilla non stai nemmenoi che piuttosto ti è sempre servita per confermare i tuoi sospetti! Mi associo a Claudia: chi non vorrebbe un rapporto così!
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    • Avatar di Nimue

      Nimue 3 mesi fa (1 Settembre 2020 22:16)

      D'accordissimo Lela.
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    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 3 mesi fa (1 Settembre 2020 19:49)

      Che differenza c'è tra consumato o meno ? Lui dovrebbe volere te con il corpo e la testa. Se di testa e altrove con chi fa l'amore con te o con l'atra ?
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  14. Avatar di Sofia

    Sofia 2 mesi fa (27 Settembre 2020 1:18)

    Salve Ilaria, Ti scrivo perché da qualche mese mi trovo a vivere una situazione piuttosto pesante e sento di aver bisogno di un consiglio. Mi piacerebbe anche sapere se c'è qualcuno della community che ha vissuto o vive attualmente una esperienza simile. Sto col mio compagno da un paio d'anni. Lui usciva da una separazione e non aveva più alcun rapporto con la ex compagna con cui scambiava solo rari e telegrafici WhatsApp per accordarsi sul figlio. Non che ci fosse un reale motivo per non parlarsi, sembrava uno dei soliti capricci di una donna con un brutto carattere che, negli anni, era stata capace di non rivolgergli la parola per settimane per i più svariati motivi. In pieno lockdown (quando erano già due mesi che non ci vedevamo (abitiamo a pochi chilometri di distanza ma in due regioni differenti), mi racconta che la sua ex ha dei grossi problemi col suo socio e che quindi rischia di rimanere sola a fare un lavoro che non sarebbe in grado di sostenere senza un aiuto. Lui lavora in un settore attinente e , quindi, è la sola persona che la possa aiutare. Decide così di andare a parlarle per la prima volta dopo tre anni. Ovviamente mi si è gelato il sangue solo a sentirglielo dire. Mi sono immaginata gli scenari più catastrofici: lui la rivedeva e le riparlava dopo tutto quel tempo a casa loro! Io ho "ingoiato il rospo", perché in fondo so che il mio compagno è un uomo profondamente onesto e una persona seria come poche, ho molta fiducia in lui, e mi ha assicurato di non avere più alcun interesse per lei eccetera eccetera. Da quel giorno mi è capitato di ascoltare telefonate in vivavoce tra loro, ho dovuto anche rispondere io ad un WhatsApp perché lui in quel momento non poteva...Insomma; mi sforzo di mostrare indifferenza rispetto alla cosa(e penso che lui se la beva), ma non sono proprio serena. Sono cosciente che a Lei fa comodo averlo a disposizione e quindi lo usa, ma da lì a far precipitare le cose, temo che il passo potrebbe essere molto breve: in fondo sono stati insieme tanti anni ed hanno un figlio insieme. Forse per tollerare al meglio una situazione come questa bisognerebbe avere molta sicurezza nel rapporto, bisognerebbe avere qualche certezza in più, che io sento di non avere ancora al cento per cento. Spero di non essere riconosciuta perché anche il mio Lui ti segue su Facebook, ma ho un estremo bisogno di un consiglio e di un parere di chi vive o ha vissuto esperienze simili. Grazie
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 2 mesi fa (27 Settembre 2020 20:11)

      Ciao Sofia. Hai molta fiducia in lui, ma evidentemente, pur essendo tanta, non basta. Chiediti perché. Che lui sia la sola persona che la possa aiutare lavorando nello stesso settore mi pare bizzarro, perdona. Inoltre, perché tenersi dentro tutto questo malessere e tensione? Perché tu ti torturi così facendo da camera di compensazione per una cosa che fa lui? “Spero di non essere riconosciuta”: ma, ohi, i tuoi dubbi, i tuoi sentimenti, le tue emozioni sono legittime e come tali devono essere riconosciute da te E da lui. Scusa, eh, i sassi mica devi tenerteli solo tu! Poi è importante sapere il come comunicare il tuo malessere, ma comunicalo. Ma lui paga gli alimenti a lei?
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  15. Avatar di Carla

    Carla 2 mesi fa (6 Ottobre 2020 9:30)

    "pensieri fissi che rendono la nostra anima inquieta e sensibile su certe questioni in particolare, sono spesso silenziose, magari anche inconsce o consce a metà, ma ci impediscono di essere libere e distaccate". Parole sacrosante. Ci provo, ci provo, ma il pensiero latente è sempre quello.
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