Hai paura di spaventarlo con le tue parole e il tuo comportamento? Ecco la verità

come non spaventare un uomoSe c’è un ambito della vita nel quale uomini e donne diventano particolarmente irragionevoli e irrazionali è quello dell’amore e dei sentimenti. Bella scoperta vero? “Cioè Ilaria, tutto questo po’ po’ di articoli e di commenti, tutto questo gran ricercare e studiare per uscirtene con questa grandiosa trovata. Complimenti, eh, non c’è che dire… Non mi liquiderai mica così la questione degli uomini che si spaventano di fronte a una donna che magari vorrebbe solo approfondire una conoscenza o è solo un poco interessata a loro?”

Aspetta, Donna di Poca Fede, leggi qui che ci sono informazioni utili per te, più di quanto tu lontanamente sospetti. Soprattutto se sei tra coloro che temono di spaventare un uomo con il loro amore e con il loro affetto.

Proprio così, come se amore e affetto potessero far paura. Incredibile ma vero. Perché questo è: qualcuno crede o vorrebbe farci credere che amore e affetto lo spaventino e lo facciano scappare.

"Ricordò che aveva paura di innamorarsi proprio per questo struggente dolore dell’attesa. O. Pamuk"

Sai perché dico che di fronte all’amore e ai sentimenti le persone diventano sia irragionevoli sia irrazionali e sono portate a perdere il controllo? Perché nel mio lavoro ne sento, ne leggo e ne vedo davvero di ogni. E, riguardo alla paura, all’amore e agli uomini che si spaventano e scappano da una donna e da una relazione c’è un dato statistico che mi colpisce.

Come probabilmente sai, io scrivo qui sul blog, ho un continuo contatto con le lettrici attraverso il blog stesso. E poi via mail, sulla pagina Facebook, a livello personale e attraverso i sondaggi che gli iscritti alla mia mailing list ricevono di tanto in tanto (nota disciplinare: non sei iscritta alla mia mailing list? Iscriviti inserendo i tuoi dati nello spazio in alto. Ti arriva anche – via mail – una bella guida in regalo e tanti aggiornamenti esclusivi.).

Ebbene, sai una cosa? Posso dire con certezza che una delle “problematiche” ricorrenti delle donne in fatto di seduzione è la paura di spaventare un partner (attuale o potenziale) e di farlo scappare dalla relazione. Tantissime donne ammettono apertamente: “Ho paura di spaventarlo”; “Ho paura che si spaventi”; “Non vorrei spaventarlo”.

Uomini che si spaventano: ma che accidenti vuol dire?

Ogni volta che leggo o vedo o sento  – e mi capita spesso, davvero, – che una donna si preoccupa di “non spaventare” un uomo mi chiedo: “Ma possibile? Ma che accidenti vuol dire?” Allora, parliamoci chiaro: la vita di certo non è facile per nessuno e, allo stesso tempo, non è che nel nostro mondo contemporaneo ci sono poi tante cose delle quali avere paura nella nostra vita quotidiana. Certo le “grandi paure” un po’ tutti ce le abbiamo in mente e nel cuore; certo – dio non voglia – una brutta disgrazia può capitare a tutti; certo, del doman non v’è certezza per nessuno. Ed è vero che non è che usciamo in genere di casa ogni mattina con la preoccupazioni di essere morsicati da un cobra che inietta veleno letale, divorati da un leone affamato o risucchiati dalla potenza incontrollabile di un’onda anomala.

Chi più chi meno conduciamo tutti delle vite piuttosto al riparo da sorprese che possano risvegliare e tenere in vita la “paura” vera originale e atavica per la nostra sicurezza e incolumità. Parlo in linea generale, ovviamente. Mettiamo anche che gli uomini d’oggi – come del resto anche le donne – proprio perché viviamo in un ambiente estremamente sviluppato dal punto di vista tecnico e tecnologico abbiano un po’ abbassato l’asticella del loro coraggio, perché nati e cresciuti in ambienti sicuri e protetti (fin troppo, tanto che potremmo parlare di “bambagia”), ma siamo oneste, possibile che giovanotti e uomini maturi,  si spaventino o possano essere spaventati dal comportamento di una donna? Oh, cielo, davvero una donna fa così paura? Oh, cielo, davvero loro, questi uomini moderni, sono così facilmente impressionabili?

"Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire. Paulo Coelho"

Quella delle donne preoccupate di spaventare i propri compagni o aspiranti tali allora va annoverata tra le irragionevolezze e irrazionalità che riguardano l’amore e i sentimenti o, al contrario, c’è della verità in tutto questo? Come la mettiamo? Com’è che al giorno d’oggi uomini di tutte le età, tanto orgogliosi e determinati nel dimostrare la propria virilità, allo stadio, in palestra, in chat, poi si spaventano di fronte a una donna, al suo comportamento e al suo amore?  Il tema va approfondito. Mettiti comoda.

Uomini spaventati: le due facce della medaglia

Facciamo una distinzione tra mito e realtà, tra manipolazione degli altri ed espressione di una verità personale, tra bugie e onestà.

Di certo le lettrici che mi scrivono e anche quelle che non mi scrivono e tutte le donne che sono preoccupate di spaventare gli uomini, questo strano fenomeno degli uomini che si spaventano non se lo sono inventato. E’  una giustificazione usata spessissimo dagli uomini stessi, i quali, inventandosi un complicato turbamento emotivo si sfilano da relazioni alle quali non sono più interessati.

La valenza manipolatoria di questa giustificazione è sfaccettata. Il signore che rilascia dichiarazioni del tipo: “Cara, mi piaci davvero tanto, ma ho paura e ho bisogno di tempo. E anche di recuperare i miei spazi” sta giocando con la sua interlocutrice, nel senso che si sta prendendo gioco di lei, la sta prendendo in giro.

In che modo? Il suo obiettivo è mollare il colpo, andarsene, scappare, come direbbero alcune. Ma siccome il soggetto in questione come molti esseri umani di ogni genere e colore è dotato di quella giusta dose di codardia e vuole lasciare un “buon” ricordo di sé  se ne vuole andare “pulito” e avvolto da un alone di comprensione e di simpatia umana. Lui vuole lasciare intendere di non essere stronzo, bugiardo e manipolatore. Per niente. Lui è spaventato, povera stella, il che sottintende che non se ne va perché cattivo, ma perché troppo buono, caro e sensibile

Capito il trucchetto mentale? Onestamente, se una casca nell’inganno ( e come vediamo dalle statistiche ne cascano a milioni) non potrà mai essere offesa e arrabbiata con Mr Sensibilità, almeno di voler apparire lei, come insensibile. L’uomo spaventato è stretto parente, gemello separato alla nascita, di colui che ti dice che ti lascia perché ti ama troppo. Ballista cosmico. Ecco. Si tratta di scuse. Di invenzioni. Di scappatoie emotive manipolatorie che si tramandano di generazione in generazione negli spogliatoi dei campi di calcetto di sfigate periferie di provincia.

Quindi è evidente che la maggioranza dei giovinotti quando dichiara di essere spaventato sta raccontando una bugia manipolatoria, per disimpegnarsi e lasciare uno spiraglio aperto, cioè non sputtanare la propria immagine. Tu che devi fare? Chiudi i rapporti, a meno che non ti piaccia frequentare mezze calze, uomini bugiardi e inaffidabili.

uomini che si spaventanoMolto bene. Ipotizziamo ora che il nostro eroe dica la verità, che sia veramente spaventato. No, ma senti, ma a te interessa davvero stare con un uomo che, quando la storia si fa seria per voi, quando lui percepisce il tuo e il proprio coinvolgimento salire, invece di stare lì e “combattere” per la causa, per la propria evoluzione e probabilmente per il proprio benessere (se è spaventato da ciò che prova evidentemente prova qualcosa) si defila? Vuoi veramente stare con qualcuno che non appena il gioco – qualsiasi gioco – si fa duro si spaventa e – peggio mi sento – invece di gestire la propria paura, la esterna e la butta su di te? Ma questo principe non ucciderà mai nessun drago, ma nemmeno una zanzara tigre a estate conclusa. Lascia perdere.

E qui abbiamo detto. Ora giriamo la medaglia, guardiamo l’altro lato e parliamo di quando, come e perché gli uomini rischi di spaventarli per davvero. Ecco, qui ce n’è anche per te.

Il venditore insistente e la sindrome del vicolo cieco

Qui ci torna utile ancora una volta il discorso di come si diventi irragionevoli e irrazionali quando si è immersi in questioni sentimentali. E parliamo soprattutto di donne troppo desiderose di mettersi in una relazione, a prescindere. Per capirci è importante che ti spieghi cos’è la “sindrome del vicolo cieco” altrimenti detta “sindrome del venditore Vodacom”.

Tutti noi, se viviamo in questo mondo civile e se prima o poi nella vita abbiamo sottoscritto un contratto con una compagnia telefonica o lasciato i nostri dati a un fornitore di servizi, siamo stati contattati sotto diverse forme (sms, telefonate, email, volantini etc) da qualche volenteroso venditore di offerte imperdibili.

Che cosa succede in questi casi? Ti dico che cosa succede a me. Spesso il servizio proposto non mi interessa del tutto, né ora né mai, per cui o non fornisco i miei dati oppure chiarisco subito che non sono cliente di quel servizio e non potrei mai esserlo. E questa è la via facile, perché fin dall’inizio il mio chiaro disinteresse è un grande deterrente. Anche se non ne siamo certe.

Ci sono invece dei servizi che mi interessano e che potrei valutare (sul serio): per esempio una linea internet sempre più veloce e sempre più economica.

Che cosa significa questo? Che mi precipito ad accettare l’offerta? No, perché l’esperienza mi ha insegnato che è meglio prendersi del tempo per valutare. E poi non ho nessuna intenzione di farmi dettare tempi e modi da altri, ma scherziamo? Di qualsiasi offerta si tratti non è certo una priorità nella mia vita o nella mia giornata. Non è che quando mi alzo al mattino penso: “Uhm, ho proprio voglia di cambiare piano, oggi mi dedico anima e corpo a questo e non vedo l’ora che un venditore insistente e untuoso mi chiami”.

Ho sempre mille cose da fare più importanti, ma posso garantire che se c’è qualcosa che mi interessa nel giro di pochi giorni mi prendo qualche minuto di tempo per analizzare la questione ed eventualmente decidere.

MA, qui subentra un “ma” grosso come una casa. L’offerta me l’ha proposta un venditore affamato e con una fretta bestiale (e accecante) di concludere: sta per scadere il mese e lui deve chiudere un budget in linea con gli obiettivi, oppure l’offerta sta per scadere e se lui fa passare la scadenza perde il premio di produzione, oppure ha una paura fottuta che io compri dalla concorrenza o da un suo collega diretto. Mille e mille ragioni delle quali a me non frega niente e che non c’entrano nulla nel rapporto con me.

Che cosa succede allora? Che il venditore se ne impipa delle mie esigenze, dei criteri con i quali io procedo alla decisione di acquisto e anche della mia serenità personale.

Comincia a cercarmi, disturbandomi nei momenti più inopportuni e via via insistendo sempre di più. La storia la conosciamo tutti.

Io entro nel vicolo cieco, nella “sindrome del vicolo cieco”. Siccome io, come probabilmente tu, abbiamo molta esperienza di queste questioni, fin dall’inizio so come va a finire. Io non ci tengo a scontrarmi con il venditore, anzi, proprio non voglio, voglio evitarlo a tutti i costi.

So che, piaccia o non piaccia, lui sta lavorando, magari è sotto pressione per x motivi personali e professionali. Poi non mi va di avere frizioni con le persone o di risultare scontrosa, è brutto, mi fa perdere tempo, mi lascia triste e con una brutta opinione di me stessa. Bene.

Il fatto è che io so, so bene, che se sono entrata nel tunnel di coloro che se accettano di buon grado la prima chiamata e la seconda e la terza, arriverò alla decima esasperata, non sarò più tanto cortese e dirò con malagrazia, senza magari nemmeno salutare: “Guardi, non mi interessa! Davvero! Non mi chiami più, per favore!” E così sono disposta a rinunciare a un’offerta che magari effettivamente poteva interessarmi. Tanto che alla fine dell’offerta non me ne frega proprio più niente.

Ma c’è di più. Siccome so già bene a che cosa vado incontro ormai ho assunto un atteggiamento ancora più radicale: ogni volta che qualcuno mi approccia e credo che si tratti di qualcuno che mi contatta per farmi un’offerta rispondo con un sorriso “No, grazie, non mi interessa” E davvero, non ho la più pallida idea di che cosa stesse per propormi.

E’ così: ogni volta che qualcuno mi approccia e io credo che mi debba vendere qualcosa, mi spavento. Mi spavento non perché penso che mi faccia del male o cose del genere, mi spavento all’idea della situazione che può crearsi, cioè quella di sentirmi braccata e chiusa in un vicolo cieco e di avere come unica via di fuga quella di comportarmi in modo sgarbato.

Una situazione del genere ormai la trovo tanto scontata e tanto imbarazzante da volerla evitare fin dall’inizio. L’idea di mettermi in una posizione in cui è inevitabile che alla fine io reagisca un po’ sgarbatamente mi mette davvero a disagio. Soprattutto in proporzione alla posta in gioco. Se sapessi che reagire in modo un po’ sgarbato permettesse a qualcuno di evitare, che so, un incidente, non mi farei nessun problema.

Mi dà fastidio sia l’idea dell’imbarazzo sia il fatto che chi mi ha condotto fino al punto di esasperazione mi ha manipolato e ha compiuto un abuso su di me, tirando fuori il peggio di me. Allora, sia ben chiaro. Ovvio che mi dà fastidio comportarmi in modo sgarbato, anche perché questo comportamento mi rimanda un’immagine di me che non mi piace, ma quello che probabilmente mi dà ancora più fastidio sono le sensazioni negative che mi hanno portato all’atteggiamento sgarbato.

Ricordati che come non c’è nulla di più violento dell’abuso emotivo, allo stesso modo non c’è nulla di più “costoso” in termini di energia degli investimenti emotivi che ci vengono richiesti, soprattutto se ci vengono “estorti”. Chiedere a qualcuno un investimento emotivo è davvero chiedergli molto. Immaginiamoci a un uomo :) .

"Quanto dolore ci sono costate tutte quelle paure che non si sono mai realizzate.
Thomas Jefferson"

Va bene. E che c’entra tutto ciò con un uomo che si spaventa e abbandona una relazione, molto spesso anche prima che la relazione stessa inizi? Che cosa c’entra la sindrome del vicolo cieco e della Vodacom con le donne che si preoccupano di poter spaventare un uomo e di farlo scappare a gambe levate?

C’entra perché molte spesso nelle relazioni gli uomini si sentono come me quando ricevo la terza delle potenziali venti chiamate del venditore della Vodacom. Cominciano a temere l’effetto vicolo cieco.

sindrome del vicolo ciecoOk, caliamoci nella situazione. Capita che un uomo o un ragazzo sia a un evento qualsiasi della vita: a una cena tra amici, a una festa in un locale il sabato sera, in palestra o in quello che tu preferisci immaginare. Incontra e conosce una donna, una ragazza, scambia quattro chiacchiere e non c’è nulla di male. Anzi, è anche piacevole, la fanciulla è simpatica, attraente, si sta bene con lei. Iniziano i primi scambi di numero di telefono e di messaggi. Magari ci si vede anche, si condivide un po’ di sé, a vari livelli.

Il giovanotto in questione è un po’ come me 100 venditori della Vodacom fa: “L’offerta è interessante. Tra sabato e domenica, se ho un po’ di tempo libero ci rifletto, dài, vedo di considerarla. Ma ora non ho la testa. Non è certo una mia priorità, anche se…”

Il giovanotto pensa qualcosa del genere: “Beh, non male la tipa, simpatica, intelligente, interessante… Ok, ora però devo concentrarmi su quel progetto che mi ha chiesto il capo (etc etc)”

Qualche tempo fa ho scritto un articolo sulle differenze tra uomini e donne in cui spiegavo che gli uomini “leggono” il libro di una storia d’amore che stanno vivendo dalla prima pagina e una pagina alla volta, gradualmente. Le donne si precipitano all’ultima pagina, quella che li vede come una coppia definitiva, insieme per sempre.

Ecco, questo è il succo della questione. Se una donna attacca dentro di sé con le proprie paturnie e ha individuato nel nostro amico il partner perfetto per sé, sarà quasi ovvio che cominci ad assumere verso l’esterno degli atteggiamenti insistenti e manipolatori. Soffocanti. Imbarazzanti. Invischianti.

Siamo come nella fase (88 venditori fa) nella quale io capisco che a mister Vodacom non importa un bel niente di farmi una offerta vantaggiosa non solo per lui ma anche per me e di darmi un servizio non solo di vendita, ma anche di consulenza. Siamo nella fase in cui io so che a questo mister Vodacom di me, come persona, con le mie esigenze specifiche, importa meno di niente. A questo importa solo di staccare il contrattino e di mettere nel suo budget di vendita la mia transazione di denaro. Di chi sia io, gliene importa meno delle suole delle scarpe del suo piccione viaggiatore. E io ormai l’ho annusato, tutto questo e non voglio giudicare nessuno, nel modo più assoluto, l’unica cosa che voglio è defilarmi quanto prima, cioè prima che questa situazione mi invischi e diventi difficile da abbandonare.

Perché, nei miei intenti, questa era tutta un’altra storia, tutto questo doveva avvenire con altri tempi e con altri modi e ora non voglio davvero che la situazione diventi difficile da gestire per me.

E’chiaro? E’ vero che ci sono uomini bugiardi, imbroglioni che dichiarano il proprio amore o si mostrano interessati solo per giocare con i sentimenti altrui o per fare sesso o tutte e due. La casistica degli uomini che assumono comportamenti disgustosi per fini altrettanto disgustosi è infinita. E’ vero anche che ci sono uomini magari un po’ “distratti” che semplicemente pensano di trovarsi invischiati in qualcosa che non si aspettavano e non desideravano, non così, non in quel momento. E non se lo aspettavano e non lo desideravano tanto da volersi defilare subito, senza aspettare ancora.

Non sono spaventati dai sentimenti e dall’impegno ma dall’aver “annusato” una profonda differenza di intenti e il rischio per loro di trovarsi in imbarazzo.

Ora, mi chiedo e ti chiedo, se tu sei tra coloro che sono convinte che gli uomini si spaventano in relazione a certi atteggiamenti e comportamenti, di quali atteggiamenti e comportamenti si tratta, secondo te? Non è che le donne che spaventano gli uomini in realtà assumono dei comportamenti e soprattutto degli atteggiamenti interiori simili a quelli del venditore Vodacom, che vuole solo chiudere il contratto e non è realmente interessato alla qualità della relazione in sé e per sé, all’altra persona in sé e per sé e a godersi le varie fasi dell’esplorazione (che alla fine potrebbe anche concludersi in un nulla di fatto?) Ecco, mi piacerebbe avere commenti su questi aspetti, in relazione al tema degli uomini che si spaventano.

 

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147 Commenti

  1. Avatar di stefania

    stefania 1 anno fa (10 ottobre 2016 14:04)

    Io la vedo così: non si può "andare dietro" ad un uomo perché, se è stronzo, ti porta a letto e basta. E se è onesto, ti prende per una stupidina. Da più giovane penso di avere fatto delle figuracce che "tuonano" per questi motivi... ora mi ritrovo più o meno dalla parte di quella che riceve le offerte insistenti e le respinge e la mia paura non è quella di impegnarmi, ma di fare la scelta sbagliata. Meglio soli che male accompagnati e meglio bene accompagnati che soli :) :) :)
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  2. Avatar di Sabrina

    Sabrina 1 anno fa (10 ottobre 2016 15:34)

    Ti invio questo articolo...62 milioni di donne inconsapevoli????? forse perché non tutte leggono il tuo blog!!! Dopo di che non ti preoccupare NON ti farò più perdere tempo e tu per favore non ti disturbare a mandarmi altri tuoi articoliMAR Il 67% delle donne non denuncia gli abusi in famiglia. I dati «anomali» nell'Europa del Est Europa, 62 milioni di donne vittime di violenzedi Elena Tebano Tags: Convenzione di Istanbul, Unione Europea, violenza sulle donnePiù dell’intera popolazione italiana: sono 62 milioni le donne in Europa che hanno subito violenze fisiche o sessuali (o entrambe) a partire dall’adolescenza. Una su tre di tutte quelle tra i 15 e i 74 anni che vivono nei 28 Paesi dell’Unione Europea. Non solo, quasi sette su dieci (il 67%) tra coloro che hanno subito abusi dal partner non lo hanno denunciato né si sono rivolte a centri antiviolenza. La percentuale sale al 74% se gli abusi sono commessi da persone diverse dal partner. È quanto emerge dal primo rapporto dell’Agenzia Ue per i diritti fondamentali (Fra) sulla violenza contro le donne, presentato ieri a Bruxelles, la più grande indagine di questo tipo mai svolta a livello mondiale.«I dati mostrano una tendenza diffusa a non riportare alle autorità la violenza contro le donne — ha detto ieri il direttore del Fra Morten Kjaerum —. La nostra indagine mostra invece che è una violazione dei diritti umani diffusa in tutti gli Stati dell’Ue». La ricerca europea si basa su una serie di domande poste a un campione statisticamente significativo di 42 mila donne. Due intervistate su dieci hanno risposto di aver subito violenza fisica o sessuale da parte del partner; cinque su dieci di essere state vittima di stupro, mentre quasi la metà (il 43%) ha subito abusi psicologici da parte di un partner o di un ex, è stata per esempio minacciata o costretta a guardare contro la sua volontà materiale pornografico. Il 18% delle donne, inoltre, ha rivelato di essere stata perseguitata da stalker.Eppure il quadro potrebbe essere ancora più fosco: confrontando i dati, si vede infatti che i più alti tassi di violenza «riferita» sono nei Paesi in cui la condizione della donna è migliore. Possibile che il tasso della Polonia sia solo del 19% contro il 52% della Danimarca? «Questo tipo di indagini serve ad aggirare il fatto che i reati di violenza hanno le più basse percentuali di denuncia, ma la percezione di chi risponde può comunque influenzare i risultati», dice la psicologa Anna Costanza Baldry, che su questi temi forma anche le forze dell’ordine. «I bassi tassi nell’Europa dell’Est sono un’eredità del socialismo reale: l’ideologia dell’epoca negava la violenza domestica perché il comunismo “doveva” aver realizzato l’uguaglianza, anche quella tra uomini e donne», spiega Marina Calloni, docente dell’Università Bicocca di Milano e ambasciatrice per l’Italia della fondazione Edv contro la violenza sulle donne. Gli abusi, quando non sono «previsti», vengono anche percepiti meno.L’Italia, secondo il rapporto, è ai livelli più bassi dopo le repubbliche post socialiste: le donne che riferiscono di aver subito violenze da un partner o un ex sono il 19% (come in Portogallo e Grecia, contro una media Ue del 22%) e quelle che ammettono abusi psicologici sono il 38% (contro il 43% della media Ue). Per le molestie la percentuale sale al 51% (la media Ue è del 55%, la punta è l’81% della Svezia). «Viene da chiedersi se non possa dipendere da una minore consapevolezza e da una diversa sensibilità alle molestie, a partire da quelle verbali, rispetto al Nord Europa — ragiona Marina Calloni —. Ed è significativo che in Italia le donne che tendono a denunciare di più sono le laureate». La «rassegnazione» alla violenza è anch’essa un fatto di mentalità. Non a caso una delle priorità della Convenzione di Istanbul contro la violenza di genere, ratificata l’anno scorso anche dall’Italia, è lavorare sui modelli culturali per favorire le denunce e prevenire gli abusi.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (10 ottobre 2016 16:18)

      Sabrina, vedo che insisti a usare questo blog come Facebook dove le persone sostengono opinioni a vanvera su teorie a vanvera, senza accorgersi di rendersi ridicole... E assumono anche un comportamento da asilo Mariuccia, oltre che maleducato e irragionevole. In che modo la ricerca che hai riportato sosterrebbe quanto hai scritto prima: "Invece sì ce l’hanno un’idea di che cosa sia l’indipendenza e l’autonomia!!!! E’ proprio per questo che poi subiscono violenze ed alcune, purtroppo, la morte."? La protervia non è un atteggiamento utile; l'uso dell'intelligenza sì. Davvero, finiamola qui, ché non siamo su Facebook :)
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  3. Avatar di Cianfreska

    Cianfreska 1 anno fa (10 ottobre 2016 16:28)

    Buongiorno a tutte.So che le storie di estranei sono spesso poco interessanti, ma spero di potervi ugualmente chiedere un consiglio: mi sento "con le spalle al muro" e non so se ho fatto la scelta giusta.Vivo in Germania da un anno, facendo un lavoro che amo molto e che mi sono costruita con pazienza. Qui ho conosciuto Il mio ragazzo, che è danese, e fino ad oggi seguiva il suo lavoro girando moltissimo per il Nord Europa. Siamo stati insieme, vedendoci ogni 10 giorni circa, per sette mesi, con reciproco rispetto, molta onestà e grande passione. Siamo entrambi innamorati.Un paio di mesi fa ha deciso di comprare casa in Danimarca, dicendo che è tempo per lui di "mettere radici". Questa decisione mi ha mandato in crisi: da una parte mi sembra sia troppo presto per pensare concretamente di prendere insieme decisioni del tipo "mettiamo su casa", dall'altra è chiaramente una scelta che sta facendo pensando solo a se stesso, non considerando la possibilità di un futuro insieme. Ne abbiamo parlato e mi dice che ha bisogno di sentirsi stabile, cosa che capisco e che non vuole che io influenzi le sue decisioni, come apparentemente hanno fatto le sue fidanzate precedenti, cosa che non capisco: io sono io, che c'entrano le fidanzate precedenti? Gli ho chiesto qual è il suo piano con me e mi ha risposto che vorrebbe continuare a vedersi come facciamo ora; con le lacrime agli occhi gli ho detto che non posso continuare a vivere a distanza indefinitamente e che non mi sembra ci siano le condizioni per continuare a vedersi: abbiamo entrambi pianto e la settimana scorsa ci siamo detti addio.Leggendo questo articolo ho riconosciuto il suo comportamento come quello di uno che potrebbe appartenere alla "seconda categoria" di uomini che si spaventano: ma io che posso fare? Mi sento messa all'angolo :-(Grazie in anticipo per la vostra attenzione e le vostre risposte
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (10 ottobre 2016 16:39)

      Uh, brutta storia e dolorosa. Credo che non c'entri nulla con questo articolo, credo che lui stia progettando una vita senza di te, perché, mi dispiace dirtelo, tu per lui conti ben poco. E probabilmente da parte sua c'è stato molto dolo nei tuoi confronti, ha usato i tuoi sentimenti e non li ha rispettati.
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    • Avatar di Cianfreska

      Cianfreska 1 anno fa (10 ottobre 2016 16:50)

      Grazie per la risposta Ilaria, è sempre meglio affrontare una verità dolorosa piuttosto che nascondersi dietro una bella bugia.Se è così, ho fatto bene a troncare. Mi merito qualcuno che voglia stare con me ogni giorno. Se così non è, mi farà vedere in modo chiaro che sono tra le sue priorità. Ma non credo lo farà.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (10 ottobre 2016 17:03)

      Nemmeno io lo credo. Lascialo perdere, quello che scrivi sulle tue intenzioni è molto positivo.
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  4. Avatar di Eleonora

    Eleonora 1 anno fa (10 ottobre 2016 18:18)

    Articolo perfetto!nulla da aggiungere.. X anni molto uomini mi accusavano di metter troppi"paletti"come degli ostacoli fra loro e me; non capendo in realtà che io stavo solo scremando fra i tanti.... E ho fatto bene.
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  5. Avatar di Stella

    Stella 1 anno fa (10 ottobre 2016 20:07)

    Grazie Ilaria per questo articolo; devo proprio dire che calza a pennello con alcune situazioni che ho vissuto in prima persona. Morale della favola: diffidare da frasi del tipo "non mettermi pressioni", "cerca di capirmi...ho paura...andiamoci piano...non mi sento pronto"...l'uomo in questione non è sinceramente interessato! A proposito di uomini spaventati - a riprova di quanto è scritto nella seconda parte dell'articolo sulla sindrome da operatore Vodacom - vorrei citare la storia di un mio caro amico sulla trentina che qualche anno fa mi confidava di essere "impaurito" da un certo tipo di donna (in cui era spesso inciampato) che dopo i primi appuntamenti pretendeva di sapere (o comunque di capire) se fosse propenso a matrimonio e figli con lei. Le sue parole erano proprio queste: "Voi donne, arrivate a trent'anni, già al terzo appuntamento pretendete di sapere se l'uomo con cui uscite vi sposerà e sarà il padre dei vostri figli". L'amico in questione precisava che tra i suoi progetti di vita c'era sicuramente il matrimonio e, comunque, la formazione di una famiglia...progetti che immaginava di realizzare con la donna giusta in modo del tutto naturale, quale spontanea evoluzione di un rapporto di coppia...non certo con costrizione. A questo punto, a distanza di quattro anni da questa confidenza, posso raccontare che il mio amico è in procinto di sposarsi con una ragazza conosciuta un paio di anni fa, con cui vive una relazione felice e appagante e che spera possa essere la madre dei suoi figli: nessuna costrizione fra loro, niente promesse all'inizio del loro rapporto...tutto è stato costruito giorno per giorno con pazienza. Ho deciso di raccontare questa storia perché penso che ogni tanto noi donne dovremmo fare un po' di autocritica: siamo così ossessionate da certi stereotipi (es. matrimonio) che, a volte, perdiamo di vista aspetti fondamentali nella conoscenza dell'altro sesso, dando di noi l'immagine di donne ossessionate dalla ricerca di uomo e contribuendo ad allontanare persone potenzialmente interessanti.
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  6. Avatar di Nat

    Nat 1 anno fa (10 ottobre 2016 23:02)

    Grazie Ilaria, per il tuo blog e tutto il lavoro che c'è dietro. Sto vivendo un brutto periodo della mia vita e i tuoi articoli, nei momenti di smarrimento e di irrazionalità, sono una vera e propria ancora di salvezza. Sto aprendo gli occhi, sto imparando a proteggermi, a discernere le persone autentiche dai fanfaroni, sto imparando a farmi valere. Grazie, di cuore.
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  7. Avatar di paola

    paola 1 anno fa (11 ottobre 2016 10:01)

    Innanzitutto devo dire grazie ad Ilaria, nulla succede per caso... mi sono ritrovata a leggere uno dei suoi articoli in un momento particolare della mia vita alle prese con un uomo con la sindrome da myster che mi teneva in panchina da circa un anno. Una storia a distanza, telefonicamente è nato un forte feeling ma al primo incontro forse qualcosa non è andato, ma io ero già follemente innamorata di lui... già stavo all'ultima pagina del libro... (ecco cosa ho scoperto con questo articolo) inconsapevolmente già mi vedevo in una relazione stabile con lui. credo che sia uno stronzo ma io ero accecata, lo giustificavo anche quando lo dovevo mandare a quel paese (ma non per bassa autostima o perchè sono masochista perchè l'amore mi rende irrazionale irragionevole) perchè lui aveva problemi con il lavoro e una vita incasinata e pensavo che una storia a distanza sarebbe stata difficile gestirla per lui. io ero pronta... forse... forse un errore che commettiamo noi donne è quello da non riuscire a vedere cattiveria negli uomini. vabbè per un anno intero, non ha voluto una relazione ma non è mai sparito adesso spero sia la volta buona. grazie ilaria
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  8. Avatar di Eni

    Eni 1 anno fa (11 ottobre 2016 13:31)

    Grazie Ilaria,Illuminante questo articolo e molto utile.
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  9. Avatar di Giovanna

    Giovanna 1 anno fa (9 ottobre 2016 8:31)

    Ciao Ilaria, mi ritrovo proprio in questa situazione nel senso che mi sono comportata da venditore Vodacom :( Lui ha messo i puntini sulle i e proprio ieri ho scoperto che il suo atteggiamento è dovuto al fatto che pensa ancora alla ex tuttavia stiamo riuscendo a mantenere un buon rapporto... In questo caso che mi consigli di fare... Come consigli di comportarmi?
    -12
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (9 ottobre 2016 8:46)

      Scomparire. Occupati dei fatti tuoi. Scommetto che hai un obiettivo importante nella tua vita al quale dedicarti anima e corpo.
      15
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    • Avatar di Sabry

      Sabry 1 anno fa (9 ottobre 2016 20:00)

      Ciao Ilaria! Scomparire è quello che dovremmo fare in molte situazioni e sappiamo benissimo che è la cosa migliore da fare, il problema è riuscire a farlo. E se anche riusciamo a farlo con un sacco di sofferenza. Io vorrei riuscire a farlo serenamente ma purtroppo non ci sono mai riuscita.
      0
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (9 ottobre 2016 21:45)

      Dunque Sabry, scomparire in un caso come questo può anche voler dire far salire la quotazione delle proprie azioni. Se non si rimane, sempre servizievoli e disponibili ad assistere e accudire dei mediocri che disprezzano chi sta accanto a loro, rendersi "difficili da raggiungere" di certo rende anche più interessanti. Due parole sul tema - importantissimo - del "è difficile". La vita è costellata di imprese difficili. Spesso è difficile anche alzarsi alle 6 del mattino per andare a prendere il treno che porta al lavoro. Eppure è proprio facendo le cose difficili che ci si crea una vita serena, non certo facendo le cose facili. In più, come ho scritto molte volte alle moltissime donne che da ogni parte mi dicono e mi scrivono che "è difficile" lasciare un uomo del quale si è innamorate ma che non è interessato, lasciare un partner abusivo, traditore, violento etc o semplicemente inadempiente, certo la missione di lasciarlo può essere difficile, ma la posta in palio è fondamentale. Tra lasciarlo e non lasciarlo passa la differenza tra la vita e la morte, tra la felicità e l'infelicità, tra la soddisfazione di sé e la frustrazione perenne. Continuare a lamentarsi che "è difficile" anche in base a un detestabilissimo mito romantico che "al cuore non si comanda" (stupidaggine colossale, i vincenti sanno ben comandare al cuore, altroché) non solo fa rimanere tra coloro che perdono in fascino e attrattività perché si mostrano bisognose e dipendenti, ma significa soprattutto non compiere il necessario primo passo per avere una vita sentimentale degna di questo nome con partner degni di questo nome. Stare in storie sbagliate e con uomini sbagliati e non schiodarsi dalla situazione adducendo il fatto che si tratta di sentimenti e quindi "è difficile" è come pesare 210 chili e mangiare 3 chili di cioccolato ogni giorno sostenendo che i due fenomeni non sono correlati o essere dipendenti dalla cocaina e sostenere che è troppo difficile liberarsi dalla dipendenza e quindi sottintendendo che si preferisce morire o mandarsi in pappa il cervello. Sarà pur difficile smettere di stare con uomini di melma in relazioni di melma, ma va fatto. E per farlo bisogna rassegnarsi ad accettare il fatto che l'alternativa è una vita di merda. Quello che va fatto non è ripetersi che "è difficile", ma ripetersi che va fatto.
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    • Avatar di Sabry

      Sabry 1 anno fa (10 ottobre 2016 10:21)

      Giusto hai ragione su tutto!!! Ora mi salvo il commento e lo rileggerò appena penserò che sia difficile. Esatto a volte penso che sia come uscire da una forte dipendenza. Ci metti tutto l'impegno e la forza di volontà per agire in un certo modo e magari fai piccoli passi nella direzione giusta e poi ricadi nel comportamento sbagliato di ricercarlo, che, come le dipendenze alcool droga cibo fumo, sono abitudini consolidate e dannose. Grazie
      5
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    • Avatar di didi

      didi 1 anno fa (10 ottobre 2016 17:32)

      ..e farlo... (ti metterei qualche decina di + fosse possibile!) quando la finiremo di perdere tempo in sciocchezze e pinzillacchere?
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    • Avatar di PAMELA

      PAMELA 1 anno fa (11 ottobre 2016 9:30)

      verissimo, caspita questo per me è uno dei migliori che hai scritto Ilaria, ancora piu' diretto, chiaro e reale . Complimentissimi Ilaria davvero. Credo dovremmo tutte noi realizzare questo con razionalità e ce la faremo eccome se ce la faremo, abbiamo un grande potenziale , a volte inimmmaginabile. Tutte insieme - anche con sana condivisione come questa - ce la faremo. Io da parte mia quando sento dire: ha paura ecc.... mi ritiro subito senza troppi piagnistei. E ho imparato anche a esser io stessa molto chiara e onesta quando capita a me defilarmi da una frequentazione: dico la verità, credo che sia anche piu' rispettabile e dignitoso per tutti
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    • Avatar di Sabry

      Sabry 1 anno fa (11 ottobre 2016 20:46)

      Grazie Ilaria per i tuoi preziosi consigli. Ho sempre sbagliato pure io, sono stata indipendente pure io per avere un pugno di mosche in mano. Ora so che posso essere liberamente felice senza dipendere da un lui che non ci merita.
      2
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  10. Avatar di Chiara

    Chiara 1 anno fa (13 ottobre 2016 10:03)

    che dire.... bell'articolo, chiaro e efficace! nel leggerlo mi sono vista proprio come il venditore Vodacom.... ahahaha!!! :-) eh che purtroppo certe volte siamo talmente puntate verso il nostro obiettivo che nemmeno ci accorgiamo di comportarci in questo modo... pensiamo a parole di essere nel giusto... invece a volte anche con atteggiamenti e modi di fare stiamo accerchiando l'altro..per quanto mi riguarda sto cercando di imparare a leggere la storia "pagina per pagina" (... che per un tipino sempre unpo agitato come me, mica facile...!!) e a godere dei bei momenti senza pensare troppo al dopo.... Grazie Ilaria! a presto
    0
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  11. Avatar di Elisa

    Elisa 1 anno fa (9 ottobre 2016 11:59)

    Grazie Ilaria, articolo come al solito molto equilibrato. Io purtroppo mi identifico almeno in parte nei comportamenti che descrivi, anche se mi sforzo di evitarli perché sono sbagliati. Dov'è il confine? Spesso mi è capitato, nell'approcciarmi ad un uomo che mi piace, di trovare dall'altra parte un atteggiamento per me incomprensibile: anche dopo un bel po' di tempo non si decide ad iniziare una frequentazione (non relazione...un semplice provare davvero a conoscersi meglio per valutare) vera e propria ma allo stesso tempo mostra palesi segnali di interesse...se poi tu esasperata ti fai avanti in maniera un po' più decisa, fugge terrorizzato. Come scrivi giustamente tu, il venditore non deve assillare un potenziale cliente, ma è anche vero che se il cliente mi chiede informazioni ed esamina i miei prodotti da mesi, ad un certo punto dovrebbe decidersi o ad effettuare un acquisto o a rivolgersi altrove, dicendomelo chiaramente. Come comportarsi in maniera equilibrata?? Attendo le opinioni di tutti voi...
    4
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    • Avatar di Erin

      Erin 1 anno fa (10 ottobre 2016 9:07)

      È il corteggiatore a tempo indeterminato di cui Ilaria ha scritto poco tempo fa.
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    • Avatar di Gea

      Gea 1 anno fa (12 ottobre 2016 17:23)

      Esatto! Un perditempo con il quale non bisogna perdere tempo né dannarsi l'anima.
      1
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    • Avatar di Eleonora

      Eleonora 1 anno fa (12 ottobre 2016 6:57)

      Dicesi semplicemente non avere le PALLE...
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    • Avatar di Eleonora

      Eleonora 1 anno fa (12 ottobre 2016 6:59)

      Povero,che pena!...
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    • Avatar di PAMELA

      PAMELA 1 anno fa (13 ottobre 2016 12:41)

      io Elisa mi permetto di risponderti portandoti un mio esempio, preferisco parlare di me che dare giudizi o opinioni. Dunque sentite cosa mi è successo e come ho reagito: circa tre mesi fa conosco un uomo di 50 anni, sembrava posato, calmo riflessivo , disponibile a una frequentazione seria. Dall'altra una me paziente ma anche briosa e con una vita sociale attiva. Inizia lo scambio di sms ( buongiorno, buona notte da parte sua ) e le uscite una ogni 15 giorni ( era difficile vedersi di piu' in quanto antrambi genitori separati ) , ma poteva andare bene...Io avrei pazientato ma se manca il dialogo , la quotidianità , la condivisione è difficile mantenere vivo un qualsiasi interesse alla frequentazione, pèer cui ho tagliato netto ieri e gli ho detto che per me contano i fatti, dei messaggini tanto per tenere li la persona me ne infischio . E lui dal suo canto se ne esce con : beh si vede che non era scattato nulla per entrambi. questo credo avvalli la tesi che se si è interessati non si va per lungaggini assurde e sterili.
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  12. Avatar di eni

    eni 1 anno fa (13 ottobre 2016 13:35)

    Ilaria ieri sera sono uscita con un uomo (a 36 anni lo chiamerei cosi). Bella conversazione, bel tipo, fino a quando non mi dice che non e' emozionalmente disponiblie... rientra nella categoria di cui sopra, giusto?
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (13 ottobre 2016 13:38)

      Rientra nella categoria citrulli, non sa quello che dice, non sa chi è, non sa cosa vuole. Potrebbe essere anche uno spaventapasseri, ma, ormai, anche i passeri si sono evoluti e nemmeno loro si accorgono della sua presenza.
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  13. Avatar di CARLA

    CARLA 1 anno fa (13 ottobre 2016 17:00)

    CIAO Ilaria sono Carla volevo farti una domanda :perché se quello del venditore e' un atteggiamento in fondo molto comune sia agli uomini che alle donne, quando hanno a che fare con persone che si defilano,ci deve far cosi' vergognare?e' una reazione naturale se uno non ti richiama e non si fa piu' trovare facilmente,( uno a cui tieni e' ovvio)TI vien naturale cercarlo tu.Eppure se capita perché poi ci sentiamo cosi' male?Daccordo ci esponiamo a braccia aperte ad un rifiuto,ma la vergogna non e' per il rifiuto in sé ma per esserci esposte tanto. sembra che quella di accusare le persone di essere molestatrici perché sono semplicemente innamorate sia una moda.Io infatti ora ci sto molto attenta:non richiamo mai io 2 volte di seguito, se non mi rispondono a un primo ms lascio perdere,non vado mai a cercare le persone al loro indirizzo a casa, non voglio manco sapere dove stanno All'inizio onde evitare, ecc. ecc.Pero' tutto questo non mi fa star bene non e' naturale:Il mio istinto se uno, (MOROSO INTENDO O COMUNQUE RELAZIONE)non mi risponde, sarebbe quello di tempestarlo di telefonate e se stacca di correre a casa sua a chiedere perché.E mi dico che sarebbe giusto cosi', ma se poi capita le" convenzioni" ti fanno vergognare come una delinquente perche'secondo te?
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (13 ottobre 2016 17:43)

      Carla, francamente non so perché tu ti vergogni e perché pensi che ci siano delle convenzioni che ti fanno vergognare. Di certo sono convinta che non è proprio il caso di insistere a chiamare o peggio andare a cercare chi non ti cerca e non ti risponde. Ma manco per niente, ecco.
      3
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  14. Avatar di Madda

    Madda 1 anno fa (14 ottobre 2016 23:29)

    Bellissimo articolo, complimenti. Peccato che la natura dell'uomo e della donna rimane la stessa e noi siamo qui a riflettere su come non comportarci da venditori della Vodacon, invece loro non si fanno nessun problema. Beati loro!
    0
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  15. Avatar di Claudine

    Claudine 1 anno fa (15 ottobre 2016 14:23)

    Buongiorno Ilaria! Questo articolo è interessantissimo e pieno di spunti di riflessione... Da vari anni temo di spaventarli e di fatto temo di svelarmi... Ieri ho guardato un attimo un tipo, un attimo solo e questo con aria compiaciuta mi fa 'alè', come per dire: ci siamo, mi vuole. Mi sono freddata subito. Si è comportato come se la normalità del conoscere fosse diventata obsoleta e noiosa, quasi una colpa. Quindi la mia paura è sì di spaventarli, ma ancor di più di essere fraintesa. Per gli altri è normale guardarsi attorno e conoscere, ma quando mi accingo io, vengo sgamata come se fosse cosa ormai fuori moda. La cosa mi scoraggia...o forse sono certi ambienti che non vanno...per ora mi concentro su ciò che mi piace e mi fa stare bene...ma vorrei anche che le cose cambiassero
    0
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    • Avatar di Gea

      Gea 1 anno fa (15 ottobre 2016 18:11)

      Claudine, fammi capire: il tipo si è accorto che lo guardavi e ti ha detto ale'? Ma é un deficiente fatto e finito! Che stai a pensarci ancora, e addirittura a metterti in discussione per la reazione di un minus habens?
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    • Avatar di Claudine

      Claudine 1 anno fa (15 ottobre 2016 18:42)

      Hai ragione Gea! Sì, si era accorto perché mi era attaccato dietro, perciò l'ho guardato, sentendo questa presenza, mi sono voltata...aveva un viso simpatico, ma si è dimostrato un deficiente... Mi faccio il cruccio, perché è un atteggiamento riscontrato in altre occasioni...da ciò sempre più convinta che occorre cambiare ambienti...
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  16. Avatar di Anna

    Anna 1 anno fa (15 ottobre 2016 18:58)

    Ecco ora come ora, alla mia età, queste reciproche manipolazioni (altri le definirebbero "giochi di squadra") che servono a tenere in piedi simulacri di relazioni, maschere e ruoli, mi angosciano solo a sentirle. Possono andare nei salotti, ma in un rapporto di coppia ... Aiuto! Se l'ambiente che frequenti usa questi "codici", chiamiamoli così, è probabile sì che tu avverta un disagio. Non ti curar di lor, ma guarda e passa (scappa e/o fregatene)
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  17. Avatar di Claudine

    Claudine 1 anno fa (15 ottobre 2016 17:16)

    Buongiorno! Volevo anche condividere un fatto a cui ho assistito. Riguarda una mia amica, di cui parlai tempo fa, che ha ripreso a frequentare un ex, che ai tempi non la convinceva, mentre ora credo di sì. Ieri, nonostante il tempo da lupi, ci siamo viste per bere qualcosa. Il suo ragazzo è malato e a lei non andava di stare in casa. Quando ci siamo viste si è accorta che lui l'aveva chiamata. Non lo ha richiamato, ma gli ha scritto. Mi ha detto che poco prima le aveva scritto: 'con questo tempo da lupi, nessuno vorrà uscire'...e lei di fronte ad un messaggio così, non si è sentita di dirgli che invece lei usciva. Al messaggio ha risposto: 'sì un gran tempaccio...ci vediamo domani. Però il tipo ha provato a telefonare e lei temeva che riprovasse mentre eravamo fuori... Mi ha detto che in casa da sola si sarebbe sentita depressa e non ci vedeva niente di male. Per me lei ha ragione, ma al suo primo messaggio avrebbe dovuto dirgli che saremmo uscite, in fondo è un modo per farsi conoscere anche questo... La sua remora era il pensare che lei al suo posto ci sarebbe rimasta male: sapere che lui usciva con un amico single per andare in un pub, quando causa malattia non si erano visti tutta la settimana...per cui lei accetta questi piccoli compromessi/segreti. Io vorrei invece la luce, la fiducia ecc...forse è il motivo per cui sono sola? Altra considerazione. Il messaggio di lui può considerarsi un pò manipolatorio? Perché non scrivere: Ciao! Visto che tempo? Stasera cosa farai di bello? La mia amica gli avrebbe risposto che usciva con me per una bevuta...invece, il suo messaggio era indicativo che lei doveva stare in casa... So che non centra molto con l'articolo, ma a volte essere asserviti, chiari, può deludere o far rimanere male, incrinare, scoraggiare e spaventare? In questi casi qual'è il modo giusto? Grazie
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (15 ottobre 2016 18:10)

      Che tristezza questa vicenda.
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    • Avatar di Claudine

      Claudine 1 anno fa (15 ottobre 2016 19:05)

      Sono d'accordo... Quali sono nel dettaglio i punti tristi o disfunzionali per te? Grazie
      0
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    • Avatar di Gea

      Gea 1 anno fa (15 ottobre 2016 18:15)

      Il modo giusto é non farsi seghe mentali e soprattutto non sentirsi in colpa per una banalissima uscita, che sia lui o lei a stare a casa malato/a... manco lo/la si stesse abbandonando in punto di morte!
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    • Avatar di Claudine

      Claudine 1 anno fa (15 ottobre 2016 18:57)

      La penso come te Gea..altrimenti il rapporto si popola di uova e di cristalli: basta una mossa diversa dal tracciato che si pensa essere gradito, (si pensa perché lei non sa di fatto come l'avrebbe presa, lo suppone solo) e qualcosa si rompe... Io non riuscirei. La loro storia è all'inizio, perciò è bene esser aperti e con poche pare proprio per consentire di conoscersi.
      1
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  18. Avatar di Grazia

    Grazia 1 anno fa (17 ottobre 2016 17:45)

    ottima analisi su un tema spinoso! purtroppo a me pare che questa dinamica "donna che spaventa- uomo che scappa" sia talmente diffusa che parlerei di epidemia! Concorso con Ilaria nel non essere soffocanti o caricare di aspettative estreme conoscenze che sono agli inizi, ma io credo che naturalezza imponga anche di essere spontanei, e quindi, se una persona per carattere è portata per una relazione e non per il flirt o la storiella, di certo non prenderà alla leggera la conoscenza... questo non significa che si inizi a sognare, a pensarsi sull'altare, ma che se un uomo ti colpisce nell'insieme ( cosa già estremamente complessa superata l'adolescenza, e parlo limitatamente a ciò che è la esperienza!) , quindi fisicamente e per personalità, è naturale volersi vivere e frequentare....con i tempi giusti, senza forzature, ma con un minimo di serietà....invece, no! una donna che la pensa così. è "impegnativa", "pesante" e ....quindi meglio tagliare corto o cominciare quei balletti ridicoli, tira e molla, un passo avanti e due indietro e questo anche quando tu non stai lì a rincorrerli, anzi il contrario, oramai ho imparato che davanti a tali incertezze, meglio essere tu a correre, ma dal lato opposto e non perderci tempo!un uomo che desidera frequentarti lo fa senza se e senza ma, vuole viverti, entrare nella tua vita seppure i punta di piedi e non si spaventa per quello che, a mio modesto avviso, è semplicemente ciò che accade quando due persone si piacciono!quindi, ora se incontro qualcuno e ho delle remore derivanti da comportamenti ondivaghi a me non graditi, sono io a defilarmi....il mio tempo è prezioso e preferisco dedicarlo a chi merita e mi corrisponde!
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  19. Avatar di nadia

    nadia 1 anno fa (20 ottobre 2016 11:39)

    Dopo diverso tempo che segue questo sito e, credo, aver imparato molto, ho appena scoperto il "lato oscuro" , almeno per me, di alcune delle riflessioni che vi ho trovato. Sto diventando fobica (uso questa parola in modo improprio, non medicale, ma il nodo allo stomaco spesso è veramente difficile da gestire) . O meglio, non è ovviamente questo sito ad averlo fatto, era una propensione che già avevo in me, però non riesco più a distinguere regole e spontaneità. Perché per la paura di apparire come "bisognosa", almeno nel mio caso, (mi) sto censurando (in) tutto. E' difficile trovare un equilibrio con così tante sollecitazioni. Non so se capita solo a me.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (20 ottobre 2016 13:51)

      Cara Nadia dovresti comprendere come mai per te la scelta è tra "regole" e "spontaneità". Perché non c'è solo questa scelta dato soprattutto che né le une né le altre funzionano. Se per regole si intendono norme di comportamento, meglio lasciarle perdere. Se per spontaneità significa permettersi di fare qualsiasi cosa, senza riflettere sui benefici e l'utilità per noi, peggio ancora. Mi domando come mai per te l'incertezza stia proprio tra regole e spontaneità. Non è che il "lato oscuro" è semplicemente paura di affrontare le relazioni, proprio perché si teme di risucire?
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    • Avatar di Nadia

      Nadia 1 anno fa (20 ottobre 2016 16:38)

      vero, "spontaneamente" o contrapposto regole (di comportamento, e in questo caso, di comportamento per risultare attraente... o per lo meno quello che dici spesso, non cercarlo per prima, resta con i piedi per terra, non farti seghe mentali) a spontaneità. Ecco, non è che io spontaneamente sia una che cerca disperatamente un uomo, per essere chiari. ma oggi mi ritrovo a star male anche per aver scritto un messaggio in più, o per non fare attendere una risposta quando mi si è fatta attendere. Ho scoperto anche ultimamente che, tempo fa, io avevo colpito un uomo che...aveva colpito me. Non è successo nulla, ma a suo dire io non avevo manifestato alcun segnale di interesse. Ligissima alle regole del MAI fare il primo passo :) (mie?). la mia paura è affrontarle per rischiare di essere rifiutata. Quindi rimango in un limbo doloroso per me. Anche perché, forse, un po' di leggerezza - sempre usata con intelligenza e cura per se stesse - è necessaria. Ma io non ne vedo più in me. O peggio sto, se sento anche solo il vago sentore di un rifiuto sto male due volte: una per il rifiuto, due perché mi sembra di non aver capito nulla di nulla di quello che leggo da anni qui. E che, sinceramente, adoro.
      1
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (20 ottobre 2016 17:20)

      Mi chiedo che cosa avesse fatto quest'uomo per mostrare il proprio interesse. C'è una distinzione importante che faccio sempre ed è quella tra "primo passo/prima mossa" e incoraggiamento. Io credo perfino che tutti gli uomini vadano incoraggiati, così ci si cimenta con diversi approcci. Incoraggiare non è fare il primo passo e apre contemporaneamente due porte per chi abbiamo di fronte: quella del lasciare e quella del farsi avanti. Certo che se poi uno non è in grado di cogliere, questo è un importante riscontro rispetto alla sua personalità. Tra l'altro incoraggiare ti mette al riparo dal rifiuto tanto temuto. E infatti ho il sospetto che la questione sia ancora questa: la paura del rifiuto, un percezione di sé svalutante contrapposta a una percezione dell'altro, degli altri e delle altre troppo valorizzante. Invece che sulle modalità di approccio e le tempistiche di risposta e invece che ascoltare le rivelazioni e le recriminazioni postume di un non-corteggiatore codardo e colpevolizzante, mi concentrerei sulla discrepanza tra il senso del valore che hai di te e quello che attribuisci agli altri :)
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    • Avatar di Anna

      Anna 1 anno fa (20 ottobre 2016 19:07)

      Si dice che "il tempo cura tutte le ferite". E ci vuole tempo per cambiare i propri schemi, un tempo che serve anche per esplorare se stesse, per imparare a riconoscere gli errori "non appena li ripetiamo", chi siamo con e senza i vecchi schemi. Forse un post dedicato specificatamente al tempo potrebbe tornare utile a tutte noi. Grazie, Ilaria
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (21 ottobre 2016 15:32)

      Ciao Anna, il blog è pieno di risorse molto valide e gratuite. Ogni tanto mi chiedo se questa gratuità sia una buona idea, dato che sembra aumentare l'inerzia e la pigrizia di molte. Perché è davvero importante darsi da fare in prima persona, non solo per trovare l'uomo giusto, ma anche per sfruttare le tante risorse di questo blog.Ti spiego come puoi cercare sul blog:esplora la pagina di Archivio (qui: http://www.lapersonagiusta.com/archivio/);vai nella pagina Inizia da Qui (qui: http://www.lapersonagiusta.com/inizia-da-qui/);clicca sulle categorie nella colonna di destra in basso, sotto dove c'è scritto "Approfondisci";sempre nella colonna di destra in basso esplora "Gli articoli più letti";inserisci le parole della tua ricerca nell'apposito spazio in alto a destra e leggi gli articoli suggeriti.Eccoti un articolo importante sul tema che hai sollevato: http://www.lapersonagiusta.com/errori-comuni/problemi-cuore-seduzione-attrazione/e un altro molto importante, che parla di come utilizzare il tempo nelle relazionihttp://www.lapersonagiusta.com/essere-interessanti/amore-passione-seduzione-attrazione/
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    • Avatar di Anna

      Anna 1 anno fa (22 ottobre 2016 8:41)

      Grazie, Ilaria. Mi riferivo ad un approfondimento sul tema del tempo del cambiamento come ad esempio in http://www.lapersonagiusta.com/errori-comuni/problemi-cuore-seduzione-attrazione/
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    • Avatar di nadia

      nadia 1 anno fa (24 ottobre 2016 9:27)

      chiarissimo! grazie
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    • Avatar di Carmen

      Carmen 1 anno fa (24 ottobre 2016 12:48)

      La paura del rifiuto! ecco! ma perchè abbiamo così tanta paura del rifiuto? penso che sia un circolo vizioso...+paura del rifiuto, + diventiamo venditori... io mi sto rendendo conto che se la mia storia non dovesse durare sarebbe tutta colpa mia e di questa tremenda paura di perdere. Sto diventando assillante, voglio certezze continue...se non scappa lo faccio santo, ma più ho paura di perderlo e più divento assillante...bho
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  20. Avatar di Martina

    Martina 1 anno fa (25 ottobre 2016 16:20)

    Un uomo che si rispetti non si pone il problema di "andarci piano" o no. La relazione deve, a mio avviso, essere qualcosa di spontaneo, che "vien da sè". Col mio attuale marito ci sono stati momenti facili così come difficili, però neanche ci siamo mai detti "andiamo piano, andiamo moderati, andiamo forte". Le cose sono successe perchè e quando le volevamo tutti e due. Detto questo, anche a me è capitato l'immaturo che non sapeva cosa volesse. E prima di darmela a gambe ci ho perso pure fin troppo tempo...
    1
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