Questo devi assolutamente saperlo (solo se vuoi cambiare la tua vita)

Rilassati, fai un bel respiro. Prenditi un momento di tranquillità tutto per te e concentrati su questo pensiero: come ti senti quando hai fatto qualcosa che ti piace?

Come ti senti quando hai realizzato qualcosa che desideravi e che ti interessava davvero?

Mi riferisco a qualcosa che accade spesso, anche se forse tu non gli dài l’importanza che merita.

Per esempio: come ti senti dopo aver sperimentato una nuova ricetta alla quale tenevi e ti rendi conto che il piatto che hai cucinato è venuto proprio bene, magari al di là delle tue aspettative?

Che cosa provi quando hai finito un lavoro al quali tenevi tanto?

Quando per esempio hai sistemato le piante di casa come volevi tu?

O quando hai riorganizzato gli spazi in cui vivi nel modo che più ti piace?

O quando sei andato o andata a farti quella bella gita, quel bel trekking, quella bella biciclettata?

O quando ti sei dedicato/a al tuo hobby preferito e hai realizzato quel lavoretto proprio come era tua intenzione?

Io credo che sia utile tenere a mente una cosa davvero importante: noi – noi esseri umani intendo – ci comportiamo nelle piccole cose esattamente come ci comportiamo nelle grandi.

Nelle nostre grandi imprese assumiamo lo stesso atteggiamento che abbiamo nelle piccole cose della nostra vita.

Ci hai mai pensato?

Ora c’è un aspetto davvero importante da considerare se intendi davvero cambiare la tua vita per il meglio, togliere di mezzo quello che non ti piace e metterci quello che ti piace.

Se intendi davvero fare piazza pulita della solitudine e delle relazioni insoddisfacenti e attrarre la persona e la relazione giuste per te.

Questa aspetto importante da considerare è: che cosa tu vuoi per te dalla tua vita.

“Che cosa vuoi per te dalla tua vita?” è un tema centrale nella mia guida gratuita “Come attrarre la persona giusta per te in 11 passi”.

Ed è un tema centrale che propongo ai miei clienti privati di coaching attraverso il percorso di cambiamento personalizzato che  offro loro. Ed è per loro una posizione “rivoluzionaria” che li porta a una vera e propria trasformazione verso quello che loro sono autenticamente. Una “rivoluzione” che diventa spontanea e naturale e che li porta a ottenere ciò che desiderano in modo spontaneo e naturale.

C’è un comportamento comune delle persone con le quali ho a che fare  – soprattutto per lavoro,  ma non solo – che mi colpisce sempre. Un comportamento che hanno ad esempio coloro che vogliono diventare miei clienti, coloro che mi scrivono mail private, i lettori che commentano sul blog.

Tutti credono di avere ben presente qual è il loro problema o quali sono i loro problemi. Tutti parlano in termini di problemi.

Tutti sono convinti che la soluzione per loro sia la soluzione di un problema.

Come fai ad attrarre un uomo senza sembrare una facile o una poco di buono?
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Ricevo mail che, nell’oggetto hanno frasi come: “Problema”, “Consiglio per un problema” “Aiuto” (e l’aiuto richiesto è per risolvere un “problema”).

Il contenuto delle mail è del tipo: “Ilaria, sono una ragazza giovane e solare, sono anche bella – almeno tutti mi dicono così -. Il fatto è che non riesco a trovare un ragazzo che mi piace davvero. Non che non abbia amici interessanti o non frequenti belle compagnie. Il mio problema è che quando avevo 18 anni ho avuto una brutta delusione amorosa e ora non riesco più a fidarmi. Credimi, sono convinta che senza questo ostacolo di mezzo la mia vita e i miei rapporti con i ragazzi sarebbero davvero molto diversi.”

Oppure:  “Ciao Ilaria, è da tempo che leggo il tuo blog e ti devo ringraziare. Gli spunti che offri sono spesso eccezionali e mi sono spesso molto utili, soprattutto in questo momento di grande cambiamento nella mia vita. Dopo anni di sofferenze indicibili – credimi, non so nemmeno io come abbia fatto a sopportare tutto quello che ho sopportato – mi sono decisa a lasciare mio marito. E di questo sono assolutamente contenta. Sono anche riuscita – lottando con le unghie e con i denti – a trovare un accordo che mi permetta di stare tranquilla economicamente e anche rispetto al rapporto con i nostri figli – che sono la cosa a cui tengo di più – sembra essersi sistemato tutto per il meglio. Il fatto è che proprio non riesco a essere tranquilla con me stessa: vivo in un piccolo paese e i miei genitori mi fanno pesare la separazione e ne soffrono. E per me questo è un problema talmente grande dal togliermi ogni serenità.”

Eppoi, come ben sai, ci sono tanti altri “problemi” dei quali si parla ampiamente anche qui sul blog, nei numerosi commenti e nelle discussioni che si aprono:  “i miei genitori non sono d’accordo sul fatto che lasci casa e questo è un problema che influisce sulla mia vita”, “non guadagno abbastanza”, “lui mi ha ingannata”, “lei mi ha ingannato” etc. etc.

Non voglio dimenticare – e non sia mai! – anche un’altra serie di “problemi” del tipo: “sono troppo giovane”, “sono troppo vecchio/a”, “lui è troppo giovane/troppo vecchio”, “lei è troppo giovane/vecchia”, “le mie amiche sono felicemente sposate”, “le mie infelicemente”, “troppo giovani”, “troppo mamme”…

Lo sai che io ci ironizzo un po’ su questo “atteggiamento mentale”  verso le questioni, perché, spesso, trovare l’aspetto più buffo ed esagerato dei comportamenti delle persone aiuta a riportare i “problemi” alla loro giusta dimensione, che non è mai grande come sembra, spesso è molto più piccola.

E infatti nel percorso di coaching che i miei clienti fanno con me di ironia e di senso dell’umorismo ne trovano molto…

Oltre all’ironia devi sapere che un certo approccio “problematico” ai “problemi” mi tocca da vicino, perché lo conosco molto bene per averlo “frequentato” assiduamente in passato.

So bene che cosa significa vedere molti ostacoli davanti a sé. So bene qual è la sensazione che si prova quando sembra che la propria vita sia “bloccata” da una situazione critica che non si “sblocca”. So bene come ci si senta “prigionieri” di determinate situazioni.

E, con il tempo e attraverso il mio percorso di crescita e di cambiamento, ho anche imparato a sbloccarmi, a trovare l’uscita dal labirinto, dai pensieri “bloccanti” e da una vita “bloccata”.

E’ per questo che applico quello che è stato utile per me nel lavoro con i miei clienti, mettendolo a loro disposizione in un modo che sia utile per quelle che sono le loro particolari necessità personali.

Sai da dove io faccio iniziare ai miei clienti quel rivoluzionario percorso di cambiamento che li porta inevitabilmente (e in modo spontaneo e naturale) a ottenere quello che vogliono?

Lo faccio iniziare dalla domanda: “Che cosa vuoi per te? Che cosa vuoi ottenere con il mio aiuto?”

Ora, fai un altro bel respiro e se anche tu vuoi incominciare il percorso che ti porta a ottenere quello che vuoi in modo spontaneo e naturale, rispondi alla domanda:

“Che cosa vuoi per te? Che cosa vuoi ottenere con il mio aiuto?”

Lasciami domande, richieste e commenti qui sotto.

Cordialmente

Ilaria

 

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220 Commenti

  1. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 8 anni fa (7 Ottobre 2011 16:01)

    @ Lily, rispetto al primo punto (migliorarti professionalmente), quando i miei clienti fanno il percorso di coaching con me, si abituano prima a considerare che cosa vogliono ottenere e poi a scegliere quello che intendono fare in base a quello che vogliono ottenere. Quindi: se fare corsi aggiuntivi da barman ti permette di avvicinarti o di raggiungere quello che vuoi per te dal tuo lavoro, è utile. Per quel che riguarda la tua sensazione che ti capiti l'opposto di quel che desideri, beh, ti dico, è molto verosimile e non succede solo a te. Spesso si desidera qualcosa con una tale forza - tanto da pensarci sempre e in parte da far dipendere la propria felicità da quello - che si entra in uno stato che definirei di "bisogno", cioè si cerca quel qualcosa in modo spasmodico, in un modo che fa perdere lucidità. Ed è proprio in quelle situazione che si assumono dei comportamenti che attirano quello che non si desidera (per esempio persone che si comportano in modo poco serio o che badano unicamente al proprio interesse e tornaconto).
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  2. Avatar di Riccardo Levi

    Riccardo Levi 8 anni fa (7 Ottobre 2011 16:23)

    @ Bice Ma io cosa ho detto fino ad adesso? Che non insisto mai. Io chiedo una sola volta. Mi dici che si deve insistere poi dici che non devo insistere? Ed alla fine ho sempre torto io? E comunque, dato che io posso ricevere solo dei no, ho chiuso. E' tempo sprecato. Occorre qualcosa che io non ho, non so cos'è e non mi interessa. Personalmente mi vado bene come sono. Se agli altri faccio schifo, sarà un problema di transfer.
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  3. Avatar di ELEONORA

    ELEONORA 8 anni fa (7 Ottobre 2011 16:26)

    io ho sempre"ottenuto"quel che non volevo,perchè imposto da tante cose che non dipendevano da me...mi ci son dovuta adattare...tante volte mi è stato detto:o quello o quello...mi sa che pure in amore sia così.
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  4. Avatar di Riccardo Levi

    Riccardo Levi 8 anni fa (7 Ottobre 2011 16:54)

    @ Bice Ti riporto un mio commento di 3 giorni fa: "@ Bice Ripeto, per me insistere è sinonimo di maleducazione. Io mi faccio conoscere prima di chiedere, non dopo. Difatti non sono mai andato a rompere i co...oni a persone che incorciavo per strada o visti per una volta da qualche parte. Io disturbavo solo persone che vedevo spesso." Come vedi, ho sempre detto che io non insisto. Ed ora tu mi "ORDINI" di non insistere? Sicuramente ho comunque torto e collezionerò un po' di pollici versi.
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  5. Avatar di Rosita

    Rosita 8 anni fa (7 Ottobre 2011 17:05)

    @Riccardo: scusa io ti sto conoscendo da quello che scrivi, ma non sarai un pò prevenuto?, hai la tendenza a generalizzare, per te o è bianco o nero, guarda che esistono anche altri colori, ci sono le sfumature....piangersi addosso non va mica bene, sicuramente non avrai trovato persone con cui è scattata quella affinità, quell'empatia...
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  6. Avatar di Bice

    Bice 8 anni fa (7 Ottobre 2011 17:09)

    @Ric: sto dicendo che NON è vero quello che scrivi, ovvero hai torto, secondo l'evidenza, a dire che per ottenere di prendere un caffè con una donna bisogna insistere. NON è vero! E, come già detto, se mai è utile mostrare un certo interessamento facendo certi passi in un certo modo. Sapendoci fare. Io non so se tu non ci sai fare o lo hai semplicemente chiesto a donne a cui non piacevi. Non discuto che il risultato finale sia una collezione di no. Possibile. Ma da lì a dire che il motivo è che per avere un sé bisognerebbe insistere mi pare ci sia un salto logico bello grosso. Ti hanno detto di no perché lo hai chiesto a persone a cui non piacevi (che è diverso da dire che non piaci a nessuno)? Fattene una ragione, uno o pià rifiuti capitano a tutti, è normale. Ti hanno detto di no perché lo hai chiesto nel modo sbagliato? Scegli tu: cambia modo o continua a prenderti dei due di picche. Io non posso sapere il motivo, certo da come appari qui sopra, persino io che non rifiuto un caffè a nessuno sarei capace di dirti di no. Perché fa dei discorsi respingenti, da uomo sofferente chiuso nel suo odio verso il mondo. E chi vuole passare il suo tempo con un uomo così pieno di pregiudizi e critico? Può darsi che tu non te ne renda conto ma che questa cosa passi alle persone con cui parli. Basta un'alzata di sopraciglio, una battuta, uno sguardo per dire molte cose che non sarebbe il caso di dire e che possono esprimere un certo atteggiamento mentale respingente. E anche se sei critico verso tutte le donne meno che con quella cui chiedi di prendere un caffè, mi sa ben difficile che lei possa trovarsi simpatico. Come minimo il primo pensiero è "questo tizio è troppo prevenuto e critico, oggi mi ritiene diversa, ma è così rigido e pretenzioso che appena vedrà che sono una persona normale non mi vorrà più". In un modo o nell'altro, insomma, ti tiri la zappa sui piedi da solo. O perché in realtà sei respingente o perché sei attratto solo da donne non attratte da te... Ma per curiosità: a quante hai chiesto di prendere un caffè? Perché da come scrivi assolutizzando si direbbe che lo hai chiesto a tutte le donne del mondo. Invece quante sono: 5? 10? 20?
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  7. Avatar di Riccardo Levi

    Riccardo Levi 8 anni fa (7 Ottobre 2011 17:23)

    @ Bice Esempio pratico. Conoscevouna persona? Per un po' di giorni ci parlavo dando nome, cognome, luogo e data di nascita, abitazione e lavoro. Nel frattempo potevo sapere qualcosa di suo. Poi offrivo il caffè. Risposte possibili: 1) Si, grazie. - Purtroppo mai accaduto 2) Se proprio insisti - Accaduto con una (raccontato) che ....... lasciamo perdere. 3) Non saprei - toglievo il disturbo per sempre. 4) purtroppo in questo momento ho da fare - toglievo il disturbo per sempre. 5) Oggi non posso, magari un'altra volta - toglievo il disturbo per sempre. 6) No. - toglievo il disturbo per sempre. Spero di essere stato chiaro su come ho sempre agito. Dal 29/08/2011, slla giacca ho messo la spilla con scritto "MUTO", così nessuna rompe.
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  8. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 8 anni fa (7 Ottobre 2011 17:49)

    @ Ilary: ciao omonima :) ! Se vuoi intraprendere un percorso di crescita interiore, beh, qui sei proprio nel posto giusto. Puoi riuscire a ottenere quello che vuoi? Ci riuscirai per certo. Incomincia proprio a considerare la tua sensibilità come una caratteristica tua personale che ti definisce in modo unico e per questo è costruttiva, positiva e apprezzabile naturalmente. Chiediti: che cosa sono in grado di fare grazie alle mie caratteristiche uniche? Come posso usarle al meglio per ottenere ciò che voglio? Un abbraccio.
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  9. Avatar di Bice

    Bice 8 anni fa (7 Ottobre 2011 18:00)

    @Ric: non mi hai detto quanti rifiuti sono stati. 6? Allora, parlare dando info come nome, cognome, luogo e data di nascita, abitazione e lavoro non serve ad un tubo. Ho preso caffè con persone di cui non sapevo nulla. Non è che si sceglie l'amore della propria vita in base all'indirizzo o al cognome... :-) Voglio dire: ma parla d'altro, no? Fai conoscere altro di te, fai discorsi più interessanti... falla ridere, lasciala sfogare sui suoi problemi, falle un complimento originale (e non esagerare coi complimenti, mica sei un morto di figa)... cerca di capire che tipo è e come prenderla per il verso giusto. Fai parlare lei, falle domande su cosa le piace, cosa fa, cosa pensa, come sta. Non parlare di vecchie storie, solitudine, malattie o di quanto il mondo sia un posto schifoso pieno di cattivoni! Ma soprattutto, Riccardo, cambia il tuo atteggiamento mentale... e il resto verrà da sé. Cioè smetti di pensare certe cose delle donne, degli uomini e dell'amore. Sii positivo, aperto, dimentica le delusioni, fai come se avessi 20 anni... e vedrai che il resto succederà da sé. Vedi che anche Rosita ti scrive certe cose...
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  10. Avatar di Rosita

    Rosita 8 anni fa (7 Ottobre 2011 18:49)

    ..@Riccardo: dici che non ti piangi addosso, allora che significa che qui non è possibile andare a bere un caffè, chiacchierare, essere tranquillo e rilassato come invece all'estero? Quello che dice Bice è giusto, il tuo atteggiamento vittimistico non va, le delusioni, le ferite sono nel bagaglio personale di ciascuno di noi, in certi momenti a tutti è caduto il mondo addosso, ma ci rialziamo a volte con fatica e cerchiamo di affrontare l'oggi, il domani..... @bice mi piace quello che scrivi, è da una settimana che sto interagendo con voi in questo blog, anche se vi ho letto per un anno, ma solo adesso ho superato la mia timidezza e mi sto confrontando con voi....
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  11. Avatar di ilary

    ilary 8 anni fa (7 Ottobre 2011 18:55)

    Grazie per la risposta Ilaria! Mi fa piacere aver trovato un sito dove gli utenti e l'autrice stessa sono così attivi. Potersi confrontare con altri e chiedere consigli a persone esperte come te è certamente un aiuto e uno stimolo. Intanto sto leggendo la tua guida. ;) A volte, però, mi sorgono dei dubbi quando rifletto su certi argomementi: mi chiedo se certe tecniche (per migliorare l'autostima, assumere attegiamenti vincenti ecc) siano un pò una forzatura e rischino di snaturare la persona, se prese troppo alla lettera e se diventano un'ossessione per chi vuole ottenere subito dei risultati. Il mio timore è che si cerchi di essere quel che non si è, di cambiare invece di migliorarsi e valorizzare le proprie qualità. Ad esempio, io che sono timida vorrei sì diventare più espansiva e capace di relazionarmi, ma senza perdere la naturalezza. A volte il confine tra "cambiare" e "migliorarsi" è labile, chi ha un difetto crede di poterlo superare assumendo l'attegiamento opposto! Come vedi mi faccio mille paranoie anche su questo! :-) Beh per oggi basta paranoie eheh....Ciao, un abbraccio!
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  12. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 8 anni fa (7 Ottobre 2011 19:01)

    @ Rosita, mi spiego volentieri perché il tema è strettamente attinente alle questioni centrali di cui si parla sul blog e sulle quali si basa il mio lavoro di coaching. Talvolta si desidera qualcosa con una tale forza che tale desiderio non è più strettamente un desiderio, ma diventa un bisogno, una necessità. E, quando si ha un bisogno o una necessità molto forte, non si è in uno stato di piena libertà emotiva, di piena libertà di scelta. Questo stato di bisogno, di necessità, questo stato di diminuita libertà "interiore" influenza gli atteggiamenti, i comportamenti che si assumono proprio relativamente a quel qualcosa che si desidera. I comportamenti e gli atteggiamenti sono quindi quelli di qualcuno che è in uno stato di bisogno, di necessità di carenza. Sono tesi, poco rilassati. Perché l'attenzione della persona, anche se non pienamente consapevole, è sul "bisogno" da soddisfare, sulla necessità. E questo stato di cose sottrae risorse preziose. E quindi i comportamenti e gli atteggiamento rischiano di essere contradditori e, voilà, di attirare proprio quello che non si desidera... Credo che anche tu abbia vissuto l'esperienza - o ne abbia sentito parlare - di fatti tipo: partecipare da "novellina" a un gioco e vincere a mani basse o di ottenere risultati soddisfacenti in ambiti in cui non sei o eri coinvolta. In quel caso l'atteggiamento "distaccato" giova, perché non interferisce tra te e le tue risorse, spontanee e naturali. E' più chiaro, ora? :)
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  13. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 8 anni fa (7 Ottobre 2011 19:09)

    @ Ilary: dici bene. Infatti non si tratta di cambiare, e nemmeno in un certo senso di "migliorarsi" (ognuno di noi è già perfetto così com'è). Semmai si tratta di migliorare la propria vita. "Aggiungendo" a se stessi (ed è questo che si fa anche attraverso il percorso di coaching). Per esempio: per qualche anno nella tua vita immagino non sapessi né leggere, né scrivere, e andava bene così, eri al tuo meglio così. Poi, a un certo punto, hai "aggiunto" qualcosa a te stessa e ora sai leggere e scrivere :) .
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  14. Avatar di ELEONORA

    ELEONORA 8 anni fa (7 Ottobre 2011 20:21)

    è il dialogo, infatti ,la chiave di tutto...:)))))
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  15. Avatar di Lily

    Lily 8 anni fa (7 Ottobre 2011 23:18)

    @ Ilaria, leggendo la tua risposta ridevo da sola... è vero quello che hai scritto...un pò di tempo fa era di primaria importanza trovare una persona... e da li ho cominciato a notare come il mio umore cambiava...ero felice sono in quelle circostanze..poi mettici anche che tutte le mie amiche sono fidanzate e quindi la mia fissazione aumenta.... come posso cambiare questo?!
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  16. Avatar di Bice

    Bice 8 anni fa (8 Ottobre 2011 9:53)

    @ Lily e altre... quando una persona ha la fissa di trovare un compagno, non riesce a stare da sola e si butta a pesce su qualunque possibilità... l'altro lo percepisce subito e fa due cose: 1. fugge, 2. oppure sfrutta la situazione per avere ciò di cui ha più bisogno senza approfondire (sesso, conferme, compagnia). Il risultato per il bisognoso d'amore è, comunque, una fregatura... D'altra parte... rovescio la questione perché io sono stata più spesso (preciso, più spesso e non esclusivamente) dall'altra parte. Recentemente ho incontrato un conoscente che non vedevo da anni perché ha smesso l'attività per cui ci eravamo conosciuti sul lavoro. Lui: - mi ha raccontato di essere single e che avrebbe passato il sabato sera da solo perché la figlia ormai grande esce col fidanzato (è separato), - mi ha chiesto se ero single o meno (siccome non mi piace ma ho capito dove andava a parare e non volevo farla lunga ho detto che non lo sono), - mi ha trattenuta a parlare nonostante avessi un impegno e continuassi a dire di dovere andare, - mi ha mandato un sms 5 minuti dopo che ci eravamo salutati (non ho risposto) - mi ha mandato 2 sms la mattina dopo. Non ho risposto nemmeno a questi 2, è passata quasi una settimana e ha smesso. Aggiungo che già anni fa ci aveva provato e gli avevo detto di no in modo esplicito, senza dire che avevo altre relazioni (e non mi ricordo se ne avevo o meno). Ecco, questo è l'atteggiamento bisognoso, della persona che ti si incolla subito... Da parte mia i pensieri sono di questo tipo: - è così disperato e bisognoso che sale sul primo treno che passa. Dunque non mi ha scelta. - se cominciassi una relazione con lui, ce lo avrei sempre addosso perché non sembra avere una vita sua, interessi, amici... o se li ha è evidente che non vedo l'ora di avere una donna, - perché vuole una donna? Perché è solo e non sa cosa fare il sabato sera? Vuole una donna o vuole me? Perché insiste così tanto? Perché non mi ascolta quando parlo e non capisce che non ce n'è? Risultato: fuga. Ma fossi stata una in cerca di conferme e complimenti, come certe mie amiche, mi sarei lasciata corteggiare. Se fossi stata una che si strugge perché il sabato sera le amiche escono col fidanzato e lei no, magari avrei detto di sì, solo per uscire con qualcuno... Se fossi stata un uomo, di fronte ad una donna così, avrei sperato in una serata "orizzontale". Che poi... secondo me in realtà tutti cerchiamo amore, attenzioni e conferme, solo che i mezzi con cui li cerchiamo sono diversi (l'uomo più attraverso il sesso). In parole povere, per quella che è la mia esperienza, l'uomo che cerca sesso cerca conferme, accettazione... ma a volte anche le donne fanno così... io ad esempio ne sono stata capacissima nei momenti bisognosi. Insomma, è tutto un problema di insicurezza, secondo me, quello che sta alla base di un certo atteggiamento bisognoso che non ti permette di scegliere con chi provarci e sortisce poi certi effetti. Pensate a quando avete fame: mangereste di tutto. Chiudo dicendo che credo che nel mio essere sempre stata più attratta da uomini impegnati non ci sia nulla di quello che certi psicologi dicono (triangolo edipico, svalutazione di sé, bassa autostima e chi più ne ha più ne metta) e ci sia tanto invece di attrazione per un uomo non bisognoso, che non ti muore dietro... Precisando che comunque anche tra gli sposati ci sono quelli che, in cerca di conferme, ci provano con tutte e insistono (vedi certi ometti incontrati da Ele ma anche da me) e quelli che si innamorano. Così come tra i single non tutti sono così affamati! Ci sono anche quelli che sanno scegliere. Però è indubbio che la gran parte non sta bene da sola ed è più insicura. Il che è davvero un paradosso, perché la sicurezza si acquista molto facendo da soli. E per stare bene con qualcuno bisogna saper stare bene da soli. Ilaria, dici bene ma... a me questa cosa dell'indipendenza (che significa autonomia, autostima) sembra davvero un nodo fondamentale per il benessere individuale e conseguenti buone relazioni. Dunque mi pare la prima cosa da ricercare, per tutti. E' evidente che io non ho la tua esperienza e perciò mi rifaccio molto a me stessa e a quel che vedo in giro nel mio campo ben più ristretto del tuo... eppure... insisto! Ah, una buona notizia... la mia amica che ha passato gli ultimi anni a dirmi di cambiare e quanto ero sbagliata, è ora seguita da uno psicologo che le ha fatto notare, al primo incontro, questo suo atteggiamento di non accettazione delle persone diverse da lei con conseguente loro allontanamento (in primis una parente stretta) lei se ne è infine resa conto... finalmente!!! :-)
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  17. Avatar di Asia

    Asia 6 anni fa (7 Agosto 2013 18:57)

    Cosa vorrei? Vorrei trovare l'equilibrio e la serenità, vorrei potermi guardare con più clemenza, con più amore. Ho letto alcuni articoli e grazie alle domande provocatorie che spesso poni ho potuto indagare me stessa come non avevo mai fatto e sai qual'è stato il risultato? Mi sono fatta quasi paura. Da una parte posso dire di sapere cosa mi ha portato ad aver una concezione così svalutante di me, ma al tempo stesso mentre pensavo mi sono chiesta: come può una persona pensare certe cose di se stessa? E questo perché ho capito che spesso ho atteggiamenti che tendono all'autosabotaggio non tanto, o meglio non solo, perché magari reputo un obiettivo particolarmente arduo da raggiungere quanto perché, inconsciamente, penso di non meritare il successo che potrebbe derivarne. Studiando con grande impegno potrei accedere ad un corso ambitissimo e finalmente ho capito cosa mi blocca ogni volta che mi dico di iniziare a mettermi sotto con il programma di studi: chi sono io per meritare le esperienze esaltanti che quel corso potrebbe offrirmi? Lo stesso meccanismo vale anche, per non dire soprattutto, per l'aspettava di una vita sentimentale appagante e ricca. La parte razionale di me si accorge di quanto tutto questo non abbaia senso e del fatto che io, come qualunque altro essere vente, merito quanto di meglio ho l'opportunità di realizzare nella vita, ma è come se non riuscissi ad interiorizzare questo concetto, a farlo penetrare nell'anima, dopo averlo concettualizzata con il cervello. Cosa vorrei dunque fare con il tuo aiuto? Capire come compiere questo enorme passo. Per quanto possa risultare un approccio mentale negativo l'unica cosa che mi viene da dirti ora è: spero tanto che tu possa aiutarmie darmi qualche saggio consiglio.
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  18. Avatar di Bice

    Bice 8 anni fa (8 Ottobre 2011 15:14)

    @ Ilaria: no, no, l'ho detto io che ci impedivamo il reciproco cambiamento! Credo sia andata proprio così. Non le dicevo che sbagliava con me (lo venivo a scrivere solo qui!), ma quando si lamentava di come stava lei le davo consigli che non erano in linea con la sua natura, così diversa dalla mia. E nel volerci aiutare ci siamo ostacolate. Poi ciascuna ha cercato aiuto diversamente e oggi ci ritroviamo, più consapevoli. Quanto al fatto che il coinvolgimento affettivo non giovi quando si cerca di cambiare... In effetti... Boh, ho una posizione ambivalente. A livello di relazioni di coppia, ho sempre pensato che si deve crescere e maturare insieme, dunque ho sempre criticato che si lasciava per poi tornare insieme. E questo pur conoscendo coppie che dopo un periodo di separazione sono andate avanti bene. Sicuramente - lo capisco ora - molto dipende dal tipo di lavoro che si deve fare. Come mi sembri dire tu, spesso (sempre?) ci sono crisi personali che portano crisi nella coppia e bisogna prima risolversi quella, prima di poter andare avanti insieme. La mia amica lo ha capito, ma sta cercando di farlo insieme a lui, con un aiuto esterno. Al momento si chiede chi dei due abbia la crisi personale, di chi sia la "colpa". Io ritengo abbiano entrambi difficoltà personali da risolvere, che hanno portato nella relazione. In più vedo un'altra difficoltà data dalle loro differenze. Però chi può dire che tipo di persona saranno quando avranno risolto i loro problemi? Ho imparato che le persone sono capaci di grandi rivoluzioni interiori... dunque vedremo! :-) Il mio approccio magari sarebbe stato diverso, infatti io le ho sempre consigliato di prendersi del tempo per risolversi i suoi problemi stando da sola. Questo anche perché mi pareva che insieme si facessero solo del male, correggendosi continuamente l'un l'altro. E perché penso sempre che si cresca di più da soli che in coppia. Magari con l'aiuto di qualcuno (amico, genitore, psicologo), ma non con un compagno con cui ci sono in ballo tante dinamiche... Devo anche dire però che non ho mai creduto che poi, dopo una crescita individuale, fosse possibile riprendere una relazione e farla funzionare. Vivevo un po' nel mito dell'occasione unica, del "buona la prima" o nulla. Un mio limite, forse dovuto alla paura che l'allontanento potesse solo separare e non riavvicinare. Oggi sono più elastica perché ho visto coi miei occhi che può andare diversamente, che ogni caso è a sé. L'unica cosa di cui sono sicura è che bisogna cambiare, se lo si ritiene utile, per sé stessi. Non con l'obiettivo della coppia ad ogni costo... anche perché così non si fanno scelte libere. Il resto viene dopo. Non so se mi sono spiegata... è che sono un'individualista di natura, proprio. E anche se ultimamente ho cominciato a dare molto valore alle relazioni, come qualcosa che può anche far crescere molto e far stare bene (perché sto accumulando esperienze positive in questo senso), resto dell'idea che certe cose si debbano risolvere tra sé e sé. Perché alla fine siamo soli e troviamo noi stessi solo da soli. Per me la solitudine è un valore, è davvero imprescindibile. Prima, durante, sempre...
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  19. Avatar di Sasa

    Sasa 4 anni fa (7 Dicembre 2015 19:01)

    Ciao Ilaria, bella domandona. È da tanto che me lo chiedo....ma in questo periodo è più forte. Mi sento insoddisfatta del mio stato su tanti livelli. Vorrei serenità, indipendenza e sicurezza. Se seguo le mie passioni, la terza condizione la vedo così lontana. Sento che ho del potenziale ma mi trovo come bloccata...Non so dove partire.
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  20. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 8 anni fa (8 Ottobre 2011 15:36)

    @ Bice: le tue considerazioni sono importanti. Io tengo a sottolineare che la mia esperienza di vita e di lavoro e l'impegno che metto ogni volta per allargare i miei orizzonti mi dicono che "le vie del signore (del cambiamento, della trasformazione, del raggiungimento del benessere) sono infinite". Le generalizzazioni, per quanto sensate, presentano dati sempre inferiori alle molteplici risorse delle persone e delle relazioni che esse vivono. Un abbraccio, pieno di tenerezza per la tua vitalità, per il tuo entusiasmo e per la tua passione per l'esistenza e per gli altri. :)
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