Passioni e talenti: scopri e usa i tuoi punti di forza

punti di forzaLo sai che ciascuno di noi ha  punti di forza che nessun altro ha, talenti insuperabili e capacità uniche e irripetibili? Tu non pensi di avere punti di forza? Se è così è perché non sei stata abituata a vederli e a riconoscerli. Tu hai punti forza e talenti speciali che ti rendono non solo unica, ma anche “forte” e “capace” in modo unico. Saper riconoscere i tuoi punti di forza e i tuoi talenti e imparare a farne buon uso è molto importante per realizzare pienamente te stessa, nella vita professionale, certo, e anche in quella personale e in amore. Il tuo rapporto di coppia infatti si poggia anche sui tuoi punti di forza ed è a partire dai tuoi punti di forza che puoi costruire la storia d’amore che va bene per te.

Per parlarti dei tuoi punti di forza e di come fare per metterli in luce ho invitato a scrivere l’articolo che segue un’ospite speciale: Nancy Cooklin. Nata a Lima, in Perù, Nancy fin da piccola ha girato il mondo. Ora vive in Italia. E’ counselor sistemica e coach. E’ autrice di audiocorsi molto seguiti, scrive regolarmente sul suo blog www.nancycooklin.com e ha appena pubblicato un libro dedicato alle donne e alla loro crescita personale, Crea te stessa. Le lascio la parola. Buona lettura!

Punti di forza: la vita è tutta da creare

"Per avere del talento, dobbiamo essere convinti di possederne. Gustave Flaubert"

Una donna non è o tutto o niente. Ogni donna è fatta di tanti elementi e talenti. Tanti scomparti che possiamo aprire o chiudere, e poi altri ancora, da scoprire piano piano. Abbiamo tutte capacità diverse, ma tutte dobbiamo saper fare spazio alla parte di noi a cui più teniamo.

Il talento è ciò che fa la differenza tra te e gli altri. Ciascuno di noi ha i propri talenti. Se non sai quali siano i tuoi talenti, scoprili ora. Prendi carta e penna.

Ti darò una serie di stimoli e di domande che ti aiuteranno a mettere a fuoco le tue capacità.

Eccoli:

•   Rivedi te stessa nelle situazioni della tua vita in cui ritieni di aver avuto dei buoni risultati. Dove le cose ti venivano bene in modo naturale. Concentrati. Ripercorri i dettagli di quei momenti: cos’hai detto, fatto, come ti sei relazionata agli altri e al ruolo che dovevi svolgere? Quali sono i talenti che noti? Magari parli bene in pubblico, forse sei diplomatica, oppure affabile e gentile, tanto da mettere a proprio agio chiunque abbia a che fare con te.

•    C’è qualcosa  che vuoi migliorare? Forse parli bene in pubblico, ma meno bene in situazioni più intime. Oppure, hai una dialettica perfetta, ma parlare di soldi ti imbarazza…

•   Ritorna a quello che hai notato di positivo. Secondo te, sono davvero talenti e punti di forza? Impara a distinguere tra conoscenze, abilità e talenti. Le conoscenze sono le cose che hai imparato a fare nel tempo; l’abilità è la capacità di fare qualcosa in modo eccellente e si acquisisce con la consuetudine a fare quella determinata cosa; il talento è invece qualcosa di innato, un’inclinazione spontanea verso qualcosa che a noi riesce facilmente, eppure ci distingue dagli altri.

Punti di forza: scoprili con l’approccio positivo

•    Parliamo di nuovo dei punti di forza. Secondo te sono figli della conoscenza, delle abilità o del talento?

•   I talenti sono spesso risorse naturali. Poi c’è il resto: quello che puoi imparare e che nel tempo può diventare una tua abilità. Per individuare i talenti naturali puoi rispondere  a queste domande:

Che talenti o punti di forza emergono dall’analisi dalle tue reazioni spontanee a determinate e improvvise situazioni? Che cosa ti piace o ti diverte fare?

In quali situazioni impari velocemente? Che abilità utilizzi? Che cosa ti dà un senso di pienezza e di soddisfazione?

•    Chiedi un parere alle persone che ti conoscono. Probabilmente ci sono punti di forza e/o talenti che sono così naturali per te che non te ne rendi nemmeno conto. Chiedi a chi ha la possibilità di osservarti tutti i giorni di dirtene alcuni.

Se questi stimoli non sono stati sufficienti, rispondi a queste domande:

•  Che cosa ti viene facile fare?

•   Con che tipo di persone ti senti più a tuo agio?

•   Come superi i momenti di difficoltà?

•   Su cosa contano le persone che hanno a che fare con te? Preci- sione, puntualità, creatività, fantasia, calma, razionalità…?

•   Che cosa ti piace imparare?

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•   In che ambienti? In quali situazioni?

Punti di forza: scoprili con l’approccio negativo

Usa anche l’approccio negativo: non ti piace questo o quello, non riesci a fare questa o quest’altra cosa… Bene, si tratta di informazioni utili.  Ti servono per mettere a fuoco le tue aree di miglioramento e quello che potrebbe limitarti o frenarti, schemi o abitudini comportamentali:

•   Cosa non ti piace fare? Quali sono le cose che eviteresti?

•   Che cosa ti blocca o impedisce di avere una performance eccellente?

•   Le tue «debolezze» sono di abilità, conoscenza o talento?

•    Ci sono abitudini che ti impediscono di dare il meglio? Ci sono abilità che hai imparato male o che hanno fatto il loro tempo?

"Al termine di ogni esperienza non si diventa saggi, si diventa esperti. Ma in che cosa? Albert Camus"

Un’analisi di quello che ami fare e di quello per cui gli altri ti dicono che sei brava ti aiuterà a essere realistica e a organizzare la tua vita quotidiana in modo da sviluppare il tuo talento e di avere successo in quel che ti interessa davvero.

Punti di forza e talenti: due donne, due storie

Anna, una mamma di mia conoscenza, ha un vero e proprio talento per il lavoro che svolge. Però, ogni volta che lascia la figlia all’asilo nido per andare a lavorare prova un forte senso di colpa.

Vuole essere una donna lavoratrice, ma anche una buona madre per la piccola Agnese. Sua madre d’altronde non ha lavorato un giorno in vita sua e, in fondo, Anna si sente in colpa perché ha scelto di non aderire ai modelli che le arrivano dal passato. C’è un conflitto forte tra quello che vuole lei (lavorare) e il modello di madre che ha ricevuto.

La domanda da porsi è semplice: chi l’ha detto che una buona madre non debba lavorare?

Anna ha un’informazione chiara: a lei piace lavorare, è la sua passione. E un’altra informazione: ama la piccola Agnese, ma stare solo con lei tutto il giorno la farebbe sentire frustrata e la bambina lo avvertirebbe.

In definitiva, Anna, per essere una buona madre, non può fare solo la madre.

"A volte la felicità è una benedizione, ma generalmente è una conquista. Paulo Coelho"

Ne prende atto. Si prende la responsabilità delle sue scelte e quando torna dal lavoro sta con Agnese, gioca con lei, si diverte, vive il suo essere mamma al cento per cento.

Al contrario  di Anna, Maria lavora in un ufficio postale e non ama affatto il suo lavoro, vorrebbe cambiarlo eppure è lì, seduta a quella scrivania, da quasi dieci anni. Maria ha un’altra importante  informazione su se stessa, sa cantare. Ma non solo: chiunque l’ascolti rimane colpito dalla sua voce e dal suo talento.

Maria sa che fare la cantante sarebbe la sua massima aspirazione. Sa che non è qualcosa di infondato perché tutti quelli che ha intorno la incoraggiano in quella direzione. Ma deve essere realistica. Non può certo lasciare il lavoro: deve pagare le bollette.

Cosa può fare per prendersi la responsabilità di fare quello che vuole, di coltivare il suo talento e agire di conseguenza?

"Abbiate cura dei mezzi, i fini si realizzeranno da soli. Gandhi"

Per esempio, trovare un gruppo con cui suonare e cantare dopo il lavoro. Questo primo passo cambierà la percezione della sua occupazione. Lavorare in un ufficio postale continuerà a non piacerle, ma la sola idea di andare a cantare dopo aver staccato le farà affrontare la giornata con un sorriso. E la sera si sentirà unica e speciale perché avrà dedicato del tempo a quello per cui è nata e che la appassiona.

Puoi scoprire e usare al meglio per te i tuoi punti di forza in qualsiasi momento della tua vita: quando li avrai scoperti non solo ti sentirai più potente e coraggiosa, ma sarai anche molto felice,

Che dici, ti è stato utile l’intervento di Nancy? Che cosa hai scoperto su di te e sui tuoi punti di forza? Quali pensi che siano le occasioni più adatte per utilizzare al meglio i tuoi punti di forza? Quali le occasioni in cui metterli a frutto con più efficacia per te? Quali sono le situazioni della tua vita in cui vuoi tirare fuori quanto prima i tuoi punti di forza?

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47 Commenti

  1. Avatar di Goldie

    Goldie 6 anni fa (2 Giugno 2014 20:39)

    Cerca un mediatore di coppia e proponi al tuo ex o al mediatore di contattarlo. Importante per la bimba, per te e anche per lui se tiene alla figlia
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  2. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 6 anni fa (2 Giugno 2014 20:48)

    Brava Goldie. :)
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  3. Avatar di Mery

    Mery 6 anni fa (2 Giugno 2014 20:48)

    grazie goldie ma mio ex marito nn accetterebbe mai (io sono la ragazza che ti ha risposto anche di la..ho cambiato nome :-) ) nn mi ascolta proprio. nn c'è verso.
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  4. Avatar di Goldie

    Goldie 6 anni fa (3 Giugno 2014 10:48)

    non devi proporlo tu, ma il mediatore. io ho fatto così all'epoca, abbiamo avuto incontri per dialogare. non sempre è andato a buon fine, ma serve. se dici che lui non accetta, sei tu che metti un freno anticipatamente. o lui che non ha fibra paterna, in tal caso...peccato
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  5. Avatar di stella

    stella 6 anni fa (3 Giugno 2014 11:59)

    mi sa che è più la seconda... cose già proposte ma da lui nn accettate
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  6. Avatar di Francesca

    Francesca 6 mesi fa (20 Giugno 2019 11:02)

    Grazie per la riflessione!
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  7. Avatar di Emilia

    Emilia 6 mesi fa (19 Giugno 2019 11:08)

    L'altra sera, nel locale in cui lavoro come cameriera, sono entrate due signore. Le ho fatte accomodare al tavolo, sembravano molto distinte. Sono tornata a prendere le ordinazioni ma non erano ancora pronte. Allora, dopo più o meno 5 minuti, sono di nuovo tornata al loro tavolo, ma, arrivata lì, mi sono accorta di non avere il blocchetto nella tasca. Ho chiesto scusa e mi sono allontanata, ma ci avrei impiegato 5 secondi perché il blocchetto era dietro l'angolo. Durante la mia brevissima assenza sento: "Parecchio intelligente...". L'altra, molto divertita, rideva. Io, una volta giunta da loro, ho fatto finta di nulla. Hanno chiesto al mio collega due caffè, gliel'ho portati io. Avevo capito da lontano che una delle due aveva ordinato un decaffeinato e l'altra un caffè lungo. Sono andata al tavolo con i caffè e ho detto: "Deca?", e la stessa di prima mi ha risposto con tono alquanto strano: "Sono tutti e due deca", facendo un gesto con le mani come per dire che era una cosa semplice da capire. Risatina, nemmeno tanto repressa, dell'altra tizia di fronte. Allora ho detto: "Bene, lungo?" e sono andata via, piuttosto infastidita. Tutta la sera mi sono chiesta che diavolo ci facessi io in quel posto, e me lo chiedo tutt'ora. Avrei voluto rispondere alla prima provocazione: "Beh, qui assumono solo persone stupide, per far sentire i clienti a proprio agio.", ma devi sottostare, c'è poco da fare.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (19 Giugno 2019 12:34)

      Più di una persona che conosco ha fatto il cameriere, un po' a tutte le latitudini del mondo. Mi hanno riferito tutti che è un mestiere in cui ne senti di ogni, perché, ahimé, le persone becere e incolte non hanno capito che è un mestiere come un altro, ma credono che avere a che fare con un cameriere, un commesso o un addetto alle pulizie li metta nel diritto di offendere. Per la cronaca, uno di questi miei amici che ha fatto il cameriere all'estero per pagarsi gli studi, oltre a essere diventato ben prima dei quaranta primario di un importante reparto di uno dei più famosi e prestigiosi ospedali italiani di una grande città del Nord, è anche uno dei massimi studiosi al mondo della sua materia. Evidentemente le signore avevano molto da dirsi, se avevano bisogno di sfogarsi su di te. Se hai presente sia negli articoli, sia nei miei percorsi io dò sempre come segnale rivelatore del valore di un uomo da tenere o da non tenere come partner il modo come tratta i camerieri. Tu, da parte tua, Emilia, devi però sentirti un po' meno perseguitata dagli altri...
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 6 mesi fa (19 Giugno 2019 16:37)

      Eh sì Ilaria, so che dovrei sentirmi meno perseguitata... Ma che vuoi farci, mi sento la "scema del villaggio". Ho letto più di qualche volta cosa suggerisci per quanto riguarda il riconoscere gli uomini di valore, facendo caso ad alcuni atteggiamenti in particolar modo. È anche vero che fare la cameriera tutta la vita non è la mia ambizione...
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    • Avatar di Carlotta

      Carlotta 6 mesi fa (19 Giugno 2019 20:06)

      Spesso vado a prendere il caffè in un baretto vicino a casa. È di proprietà di una signora e all’interno ci lavora una ragazza, come cameriera. Questa ragazza ci mette una tale passione e in quel bar c'è talmente una bella atmosfera, che più volte ho pensato che deve essere bello lavorare lì. È giusto che tu persegua con tenacia i tuoi sogni Emilia, ma sono sicura che il tuo attuale lavoro ti possa dare tante cose positive (oltre alla pagnotta che ti porti onestamente a casa) ..;-)
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 6 mesi fa (19 Giugno 2019 21:35)

      Ciao Carlotta, nel mio caso purtroppo l'atmosfera è tutt'altro che bella. I titolari trattano male i dipendenti, oltre al fatto di non dare una paga adeguata. Ma per ora devo adeguarmi, non posso fare altrimenti. Quando sarò nelle condizioni di fare altro, mi defilerò e "addio". Grazie comunque per il sostegno :)
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 6 mesi fa (19 Giugno 2019 22:59)

      Comunque Ilaria non credo di riuscire ad ottenere una carriera come quella del tuo amico, ma apprezzo l'esempio che hai voluto darmi :) Buonanotte a tutte le sognatrici come me! :D
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (20 Giugno 2019 9:45)

      Ma non è necessario, affatto. Lui è una persona fuori dal comune, ma chi se ne frega. Si può vivere benissimo senza fare carriera, si vive bene se si fa qualcosa che piace, che occupa la mente e soprattutto che ci dà il senso di contribuire al mondo e di darci la libertà, quella economica prima di tutto. Ho fatto l'esempio del mio amico in primis perché sebbene indiretta è stata una mia esperienza personale, dato che lui me l'ha raccontata con dovizia di particolari mentre riflettevamo su alcuni aspetti; poi perché davvero fa effetto la distanza tra lui e la media dei clienti che ha servito e che lo hanno trattato come uno straccio: non credo che in molti fossero al suo livello. Il concetto, per me fondamentale e imprescindibile è che davvero tutti, tutti abbiamo la stessa dignità, in quanto umani e che tutti i mestieri e i lavori sono degni di rispetto e i lavori di "servizio" non sono altro che mestieri come tutti gli altri, solo gli ignoranti pensano il contrario. Comunque sappi che in questo bel mondo che viviamo ci sono persone che si sentono autorizzate a trattare come pezze da piedi anche medici, insegnanti e avvocati, per dire, secondo la regola becera: "Pago e pretendo".
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    • Avatar di Francesca

      Francesca 6 mesi fa (20 Giugno 2019 11:01)

      Grazie per la riflessione!
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    • Avatar di Ally

      Ally 6 mesi fa (20 Giugno 2019 11:51)

      Quanto é vera la tua riflessione Ilaria! Ricordo un cliente che a qualche minuto dalla chiusura del negozio dove lavoravo (aperto fino alle 22), al mio guardi stiamo chiudendo mi rispose: io ti do da mangiare, ricordatelo. Se voglio rimango qua.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (20 Giugno 2019 12:11)

      Ah ah ah! Povera gente! Povera-povera-povera gente!
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    • Avatar di Mononoke

      Mononoke 6 mesi fa (20 Giugno 2019 12:34)

      Eh quello del "ti do io da mangiare" è proprio un grande classico Ally!
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    • Avatar di Martina

      Martina 6 mesi fa (20 Giugno 2019 12:35)

      A questo proposito mi viene in mente un episodio di per sè banale, ma che mi ha radicalmente cambiata nel modo di pormi: anni fa ho fatto l'Erasmus ed ero in un paese ai tempi considerato un pò più "indietro" del nostro, almeno di vista dello sviluppo economico... Entrai in un bar con la mia coinquilina autoctona del luogo, e chiesi un caffè, appunto nella lingua locale. Lei subito mi corresse e mi disse: "un caffè, PER FAVORE, il signore sta lavorando". Da allora ogni volta che chiedo un caffè in un bar anche qui in Italia dico automaticamente: "un caffè, per favore", e mi sento molto più elegante e distinta.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (20 Giugno 2019 13:05)

      Beh, quello va sempre fatto :) E state bene attente a chi non lo fa!!!
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (20 Giugno 2019 13:16)

      Ma poi ricordiamoci che se sta lavorando o no, abbiamo a che fare con un essere umano. Un essere umano!!! Un essere umano, perbacco!!! Come tale dobbiamo riconoscerlo: una persona, un uomo (o una donna), uno come noi...
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    • Avatar di London

      London 6 mesi fa (20 Giugno 2019 14:30)

      Mamma mia, io di gente a lavorare ne vedo parecchia, dall'ignorantone che pretende al super educato. La percentuale del primo devo dire che è piuttosto elevata. E sì, è capitato anche a me che dicessero, anche con tono arrogante, "noi paghiamo e pretendiamo un servizio!". Io lavoro in uno studio ma la gente (quella ignorante, che è ovunque) tratta noi (per loro delle semplici impiegate) come magari è successo ad Emilia nel locale per poi di fronte al titolare inzerbinirsi totalmente. Secondo me questa gente è melma! Una fra le citazioni che preferisco è quella di J.K. Rowling: "Se vuoi sapere com'è un uomo, guarda bene come tratta i suoi inferiori, non i suoi pari".
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 6 mesi fa (20 Giugno 2019 17:05)

      Purtroppo la "cultura" dominante è questa... E quando diventi il bersaglio di un certo tipo di commenti, se non hai abbastanza autostima (come nel mio caso), ti lasci travolgere.
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 6 mesi fa (20 Giugno 2019 20:24)

      Al mio primo lavoro, era uno stage in pieno centro a Milano, dopo una settimana ebbi la gioia immensa (ebbene sì...) di mandare al diavolo il mio capo. In quella settimana non fece altro che maltrattarmi, ridicolizzarmi e tentare di spaventarmi. Parole volgari e urla. L’ultimo giorno di lavoro - una conferenza con molti imprenditori - mi trattò a pesci in faccia (e così anche la sua assistente, molto più grande di me, che vidi piangere). Alla fine della giornata gli imprenditori mi commiserarono e dopo una laurea coi massimi voti, un progetto di ricerca internazionale alle spalle e la vincita di una borsa di studio per fare una specializzazione all’estero, grazie per la delicatezza, ma anche no. Ero furibonda ma lucida. La conferenza durava due giorni e il giorno successivo avrei avuto il coraggio di mandarlo a fancubo pubblicamente davanti a quegli stessi imprenditori leggendo un mio piccolo scritto sull’importanza del rispetto nei confronti di tutti, anche e soprattutto dei sottoposti. Ho ancora in mente oggi il suo sguardo basso quando provai a guardarlo negli occhi prima di uscire dalla sala, i suoi capelli impiastricciati di gel e il suo abito gessato da spaccone infimo. p.s. la sua assistente si licenziò subito dopo e mi ringraziò per averla incoraggiata a ribellarsi, oggi è dirigente di una società p.p.s. subito dopo trovai un lavoro a tempo indeterminato, divertente, pagato benissimo tanto che riuscii ad andarmene di casa, a comprarmi l’auto e a rendermi indipendente. >>> Tutto questo per dire, Emilia, testa alta sempre. A furia di tenere la testa alta - che tu rimanga lì o no - aumenta pure anche un po’ l’autostima e succedono anche cose belle e inaspettate.
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 6 mesi fa (20 Giugno 2019 21:02)

      Grazie per la tua testimonianza e per le belle parole FrancescaF. Purtroppo non sono ancora laureata e, ahimé, non raggiungerò il massimo dei voti, ma non importa, dato che cambierò strada in ogni caso. Non so bene cosa mi riserverà il futuro, però ho in mente un progetto che forse mi consentirà di dare una svolta alla mia vita. Non demordo, nonostante tutto. Grazie a tutte! :)
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    • Avatar di FrancescaF

      FrancescaF 6 mesi fa (20 Giugno 2019 22:56)

      Ci tengo a sottolineare una cosa: ho detto della laurea e dei voti per riferirmi a ciò che sta dietro, cioè i sacrifici. Tu avrai fatto, fai e farai altri tipi di sacrifici, ogni storia è a sé, ma saranno sempre sacrifici di cui dovrai essere orgogliosa e che nessuno potrà permettersi di calpestare. Non si tratterà del massimo dei voti? Non importa, appunto, come dici. È altro, è il lavorare mentre studi, cosa che non tutti fanno. È avere l’umiltà di fare un lavoro duro (visti gli stronzi che ci sono in giro). È l’avere il coraggio di cambiare strada rispetto agli studi fatti. In bocca al lupo per il progetto!
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    • Avatar di Emilia

      Emilia 6 mesi fa (21 Giugno 2019 13:02)

      Grazie ancora FrancescaF e crepi il lupo!!! :)
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    • Avatar di Ally

      Ally 6 mesi fa (21 Giugno 2019 0:03)

      Grazie della testimonianza Fra! Io sto cercando di cambiare il mio lavoro per tornare alle mie vere passioni e studi. Non facile ma i cambiamenti ormai non mi spaventano più. Ho subito tanto in amore e anche sul lavoro. Voglio tenerla su questa testa, per rispettare ed essere rispettata. Grazie di cuore.
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