Come superare l’insicurezza nella seduzione, nelle relazioni e in tutto il resto

come superare l'insicurezza nella seduzione

Come superare l’insicurezza nella seduzione?

Come superare l’insicurezza, cioè la mancanza della fiducia in se stessi e nella propria capacità di avere successo e di raggiungere i propri obiettivi?

Come è possibile andare oltre quel senso di agitazione, di ansia e di incertezza che riguarda la tua persona e le tue capacità, soprattutto quando si tratta di seduzione e di relazioni?

L’insicurezza è una “brutta bestia”, perché impedisce di dare il meglio di sé quando si vorrebbe approcciare un uomo.

Impedisce di dare il meglio di sé anche quando si è approcciate.

Rischia di “sabotare” le relazioni che stanno per nascere o anche quelle già belle avviate.

Proprio così, dato che, se si è preda dell’insicurezza, non si è libere, non ci si sente libere e non ci si comporta in modo libero.

Che non significa “spontaneo”, come sostengono alcuni.

La spontaneità, in senso stretto, come è normalmente intesa, non è sempre positiva.

Anzi, spesso è una sonora stupidaggine.

Ma se per spontaneo si intende un comportamento “libero dalle catene dell’insicurezza”, ebbene, sì, anch’io voto a favore della spontaneità.

La spontaneità insensata, cioè il comportarsi così come viene, il “lanciarsi” senza freni, il pretendere che gli altri tollerino, accettino e sopportino qualunque nostro comportamento, invece, è una sciocchezza infantile.

Con gli altri – come del resto con noi stessi – è molto più sano, giusto e utile adottare dei comportamenti che facilitino la relazione.

Che aprano la strada al raggiungimento del benessere reciproco, della concordia, dell’unione, anche attraverso la rinuncia a soddisfare incondizionatamente i nostri bisogni o anche i nostri istinti.

La capacità di entrare in relazione, di creare relazioni e di mantenerle è proprio nel trovare il giusto equilibrio tra l’esprimere se stessi, come persone, a tutto tondo, e permettere all’altro di fare lo stesso.

Senza scontrarsi, senza soffrire e senza arrecare sofferenze all’altro, nei limiti del possibile.

Le relazioni disfunzionali sono quelle nelle quali, per diverse ragioni, questo non avviene e per solito a causa dei comportamenti di entrambi e certo non di uno solo.

Se nella coppia c’è uno che le suona, significa che c’è un altro che le prende.

Entrambi sono responsabili. Uno di darle, l’altro però di prenderle.

Torniamo a noi e all’insicurezza, che il tema che stiamo trattando adesso qui.

La spontaneità, come mancanza di freni non va bene. L’abbiamo detto.

La manipolazione, il desiderio di manipolare, il controllo sull’altro non vanno bene.

E non va bene nemmeno l’eccessivo controllo di sé, delle proprie azioni e delle proprie reazioni.

Un controllo che limita, che contiene, è distruttivo e può essere causato dall’insicurezza.

Dalla paura di sbagliare e di essere giudicati dagli altri.

Come superare l’insicurezza: i danni che fa nelle relazioni

Stiamo parlando dei danni di quell’insicurezza che fa sorgere mille dubbi su se stesse, sul proprio valore, sulla propria capacità di affascinare, di sedurre e di farsi amare.

Che guaio!

Perché a forza di farsi prendere dall’insicurezza, non ci si lascia avvicinare con amore e attraverso l’amore, si diventa antipatiche oppure bisognose, oppure assillanti.

Ci si accontenta e ci si lascia maltrattare (“Come al solito è colpa mia, sbaglio sempre, sono sbagliata e sono incorreggibile, ha ragione ad arrabbiarsi…”)

Quando ci si sente insicure si litiga più facilmente, ci si comporta in modo più suscettibile e permaloso, si è ipersensibili ai comportamenti degli altri, anche quelli più innocenti.

Si perde fascino, si diventa gelose immotivatamente, perfino respingenti.

Si mette anche ansia al partner, si distrugge la sua fiducia nel rapporto.

L’insicurezza rovina le relazioni.

Di più: rovina la vita!

L’insicurezza è la sensazione di essere perennemente minacciate, di essere continuamente giudicate e di non essere adeguate e all’altezza.

E’ un sentimento comune, diffusissimo.

In più è uno stato d’animo che può avere picchi ma anche bassi.

Nelle fasi più critiche della vita, per esempio, si sente più insicurezza.

E’ logico, normale, comprensibile.

Non è che si debba pensare di essere strane se ci si sente insicure.

Soprattutto se ci si sente insicure nei momenti difficili della vita.

E’ per questo che bisogna in genere evitare di mettersi in situazioni difficili, dove e quando possibile, e in storie sbagliate o accanto a persone inguaiate che ci creano problemi.

In tutta franchezza, le storie sbagliate con persone sbagliate si possono evitare.

Si può perfino lasciare un marito abusante dopo trent’anni.

Sì, sì, si può.

Basta avere una sufficiente considerazione di se stesse.

La questione è entrare nell’ordine di idee che la tua vita, la tua serenità, la tua soddisfazione sono più importanti di un legame che può sembrare rassicurante ma che ti distrugge psicologicamente, facendoti perdere tutto quello che di bello, a livello personale, hai.

Insomma, le relazioni tossiche vanno abbandonate, di qualsiasi tipo esse siano.

Perché aumentano l’insicurezza, fiaccano e fanno scempio dell’autostima.

Dunque sentirsi insicuri talvolta e in alcuni frangenti della vita è normale e naturale.

E’ che non bisogna esagerare, no.

L’insicurezza nasce e si sviluppa piuttosto presto, nell’infanzia, per varie ragioni, non sempre determinabili.

Per esempio non è sempre colpa della mamma e nemmeno dei compagni di scuola.

Credo sia arrivato il momento di non sopravvalutare l’influenza del nostro passato, in particolare degli eventi della nostra infanzia e adolescenza, sul nostro modo d’essere nella vita adulta.

Certo, se si sono subiti abusi gravi e importanti è giusto occuparsene, con serietà e dedizione, affidandosi a scienziati, ricercatori e professionisti seri e non a cialtroni, benché laureati, titolati e noti.

Basta cialtroni e cialtronerie. Non è più tempo nemmeno per tutte queste cose, che spesso fanno più danni sulle persone sofferenti del non fare nulla.

Su questo non ci sono dubbi.

Come non ci sono dubbi che è necessario, da adulti, occuparsi di sé con tenerezza e affetto, generosità verso noi stessi e verso gli altri per rimediare alle trascuratezze che abbiamo subito da bambini o che crediamo di aver subito.

Ma tutto con misura.

Teniamo presente che chi tende all’insicurezza oppure è stato cresciuto con messaggi che hanno rafforzato la sua insicurezza naturale, spesso la alimenta con giudizi troppo severi su se stesso (o se stessa), ingigantendo situazioni frustranti della vita, in modo irrealistico.

Con pensieri parole e azioni svalutanti o anche andando a cercarsi situazioni svalutanti

I pensieri svalutanti sono quei continui rimuginii in cui ci si dipinge come inadeguate e incapaci.

Quel tornare continuo a ricordi di fatti ed episodi che si considerano fallimenti personali, umiliazioni, “bocciature”.

Lo stesso vale per le parole.

Il parlare di sé, a se stesse e agli altri, in modo sempre critico, eccessivamente umile e modesto, per non dire “abusivo”.

Già, perché si può essere abusive anche con se stesse.

Essere abusivi con se stessi significa camminare con il proprio aguzzino appiccicato alle costole, peggio della propria ombra.

Significa abituarsi all’abuso e avere comportamenti abusanti.

Emettere giudizi sempre negativi su di sé nella propria testa è veleno.

Come sono veleno assoluto le relazioni sbagliate, che si tratti di relazioni sentimentali, di amicizia, di lavoro.

Lo abbiamo appena detto.

E non per niente chi si sente più insicura, più facilmente ha relazioni sbagliate a tutti i livelli.

Le relazioni sbagliate poi confermano, riaffermano, rafforzano l’insicurezza.

E portano di nuovo ad altre relazioni sbagliate.

Ancora: gran parte dell’insicurezza è dovuta a una valutazione ingigantita di alcuni episodi del presente e a una visione irrealistica e proiettata alla negatività di quel accade nel mondo intorno.

Per cui è necessario “cambiare posizione” per “cambiare prospettiva” e vedere il mondo con sguardo più obiettivo in modo da ridimensionare la propria percezione della “gravità” delle esperienze vissute e la conseguente insicurezza che si nutre di questa percezione eccessivamente negativa.

Come si fa a superare l’insicurezza nella seduzione?

Con la propria insicurezza ciascuno di noi fa i conti un po’ tutta la vita, a meno che non si sia persone dotate di grande presunzione e di un’ammirazione del proprio ego sconfinata, come possono essere certi personaggi particolari, magari un po’ disturbati.

Anzi, certamente disturbati.

Considera che la pretesa di annullare l’insicurezza, così come di cancellare qualsiasi vulnerabilità che ci appartiene come esseri umani, non è una pretesa realistica, matura, da persone adulte.

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Il punto di partenza per una vita serena è accettare i propri limiti, quelli degli altri, quelli delle situazioni che viviamo.

Il secondo passo è quello di desiderare di superare certi limiti, spostarli in avanti, ma non volere annullarli.

Il desiderio di superare i propri limiti non deve sorgere da disprezzo di sé, ma da amore e ammirazione per sé e per il fatto di essere nel mondo, esistere, avere un’anima (diciamo così per convenzione, a proposito di anima ;) )

Desiderare la perfezione è solo pensare in modo non umano e non benevolo verso se stesse e perdere un sacco di energie in un obiettivo vano e inutile.

E quindi, che fare?

Il primo passo, anche in questo caso è accettare. Accettare la propria insicurezza. Il fatto di sentirsi la tremarella e che la tremarella aumenti quando si deve fare o dare un esame o quando si esce con un uomo che ti piace.

Il primo passo ogni volta che ci si sente sopraffare dalle proprie fragilità interiori è fare un bel respiro, concentrarsi sulla propria persona con amore e accettare consapevolmente quello che si prova.

Questo atteggiamento ti dà una forza enorme.

Provare per credere.

13 passi per superare l’insicurezza davvero e per sempre

Ora veniamo al consueto elenco di “strategie” per andare oltre gli ostacoli dell’insicurezza.

Sono 13.

Pensi di farcela almeno a leggerli tutti?

1. Considera la “sfida” di superare la tua insicurezza come un gioco divertente.

La vita, volenti o nolenti, ci sottopone a sfide spesso davvero grandi e complicate. Questa, al paragone non è così terribile.

Riguarda te e il tuo benessere.

Caricati di entusiasmo e decidi che ti dedicherai a questo obiettivo con passione e insieme distacco, non dimenticando appunto il lato giocoso e anche scherzoso di una sfida del genere.

2. Sii consapevole che si tratta del tuo benessere e della tua serenità. Superare l’insicurezza è un obiettivo possibile. Vale davvero la pena che ti ci dedichi, è importante.

3. Basta menate. Dalla metà del secolo scorso, grazie alla diffusione delle teorie e delle terapie psicanalitiche e psicologiche e alla loro divulgazione, a poco a poco si è “disseminata” un’abitudine all’analisi e all’autoanalisi.

Un po’ ossessiva, inutile, spesso inadeguata e frutto di malainformazione e di disinformazione.

Vivere senza consapevolezza della propria psicologia e della propria emotività non va bene, ma non va bene nemmeno concentrarsi continuamente su un’analisi continua di sé, della propria vita, del proprio passato e dei propri “traumi”.

Interpretando il tutto spesso in modo arbitrario e personale, senza basarsi su teorie attendibili e senza soprattutto cercare e dedicarsi a soluzioni pratiche.

Come dicevo sopra, se c’è qualcosa di davvero significativo, va affrontato con determinazione e serietà facendo affidamento su figure di aiuto e di supporto autorevoli (ahimé non sempre facili da trovare).

Per il resto prendi l’abitudine di assumere un certo distacco dalle tue sofferenze passate, di infischiartene del fatto di avere avuto una famiglia disfunzionale, di avere avuto delusioni nella tua infanzia o umiliazioni nella tua vita adulta.

Non dobbiamo dare potere ai tanti che hanno attraversato le nostre vite tentando di farci del male e spesso riuscendoci.

Indeboliamo il male nel mondo andando oltre e dimostrando di stare bene nonostante. Le vere sfide della vita sono adesso e qui e continuare a ripercorrere il passato nei suoi momenti bui, è solo un inutile masochismo, una perdita di energie preziose.

Rimuginare sul passato significa farlo rivivere e farlo diventare il nostro presente.

Non va bene. Per nulla.

Cambiamo.

4. Non vederti e percepirti come “fuori posto”, “tarata”, “fallata” addirittura magari “malata”.

Facendo riferimento al punto precedente cerchiamo di non vivere ogni esperienza emotiva sgradevole che viviamo come una forma di disturbo o di patologia.

Per cui, se proprio non è necessario, evita di perdere tempo in terapie, che spesso rischiano di deresponsabilizzarti e di tenerti in attesa e in aspettativa di una guarigione che non può avvenire, dal momento che non c’è una malattia.

O, come ancora più spesso capita, evita di entrare in contatto con ambienti e persone che applicano a te, anche nel ruolo di professionisti, l’etichetta di persona che “va curata”, sennò non può avere una vita decente.

E’ un gioco sporco, perché può contenere conflitti di interesse o, perfino peggio, può essere frutto di proiezioni personali, quelle sì disturbati, o di deformazioni professionali irresponsabili e inconsapevoli.

Soffri di insicurezza? Prenditene cura, intanto cominciando da te.

5. Poniti degli obiettivi realistici, alla tua portata che ti diano reale soddisfazione.

Il mondo è pieno di persone che non sanno che cosa fare nella vita e della propria vita, che ignorano che cosa le rende felici e soddisfatte, che non sanno quali obiettivi porsi.

Hanno molte ambizioni, desiderano essere brave o migliori in un’infinità di campi, ma non sanno nemmeno che cosa tutto ciò significhi, nel bene e nel male.

Perché molti di questi obiettivi e di queste ambizioni non appartengono genuinamente a loro, ma sono entrati nella loro testa attraverso diverse vie di persuasione esterna.

Detto questo, tu decidi che cosa ti interessa davvero e che cosa non puoi e non vuoi perderti della vita e dedicati a raggiungere almeno un obiettivo che ritieni importante, per te, genuinamente e autenticamente, per te solo per te.

Non fare dipendere la tua felicità nemmeno da quello.

Fai in modo che si tratti di un traguardo alla tua portata, non troppo difficile e nemmeno troppo facile.

E soprattutto che non dipenda dagli altri o dalla vita e dalle scelte degli altri.

Fare un figlio e sposarsi non rientrano in questo genere di obiettivi.

Parlare il russo correntemente o metterti in proprio con il lavoro, sì. E se non riesci nemmeno a raggiungere quei pochi obiettivi che ti sei posta, dopo esserti impegnata con dedizione e con passione, non importa.

Ne sarà comunque valsa la pena, ti conoscerai meglio e, accettando di nuovo i tuoi limiti, ti amerai ancora di più, che non è poco.

Al tuo passo e con amore arrivi dove vuoi

6. Procedi per gradi, un passo alla volta

7. Non fare confronti con gli altri, non fare confronti con le altre donne in particolare.

Siamo tutti diversi, veniamo da storie diverse e abbiamo compiuto percorsi diversi. Non ha senso fare confronti. I confronti ti fanno perdere di vista i tuoi punti forti.

8. Se devi fare confronti ed esprimere valutazioni, fai riferimento a te stessa e ai tuoi progressi personali, anche quelli che hai fatto nel ridurre il tuo senso di insicurezza.

9. Diventa tu stessa la misura del tuo valore. Se poni a te stessa dei piccoli obiettivi, ma importanti, da perseguire con continuità e costanza, nel quotidiano, la tua autostima aumenta e di conseguenza diminuisce il tuo senso di di insicurezza.

Per esempio? Decidi che per rendere migliore la tua vita, fai un po’ di ordine in casa, seguendo una routine quotidiana di piccole azioni che non rendano questa abitudine ossessiva ma che ti permettano di comprendere che fai qualcosa per te stessa, di buono e di amorevole e che dipende esclusivamente da te.

10. Vivi con gioia, trova ogni giorno qualcosa di divertente e di positivo nella tua vita su cui concentrarti, da apprezzare pienamente e da memorizzare con curiosità e passione.

11. Tieni sempre presente i tuoi punti di forza, addirittura segnandoli sul tuo diario personale. E’ come se facessi costantemente un inventario delle tue doti uniche e speciali.

E’ bellissimo!

Questo è importante in particolare al rapporto di coppia.

Molte donne si sentono inadeguate rispetto a un partner, anche solo a un partner ipotetico, immaginato o a un uomo che conoscono di vista e del quale non hanno mai nemmeno sentito la voce.

Non siamo tutti uguali, ciascuno di noi ha punti di forza e di debolezza.

Ciascuno di noi ha caratteristiche positive o una combinazione di caratteristiche positive che nessun altro ha.

In questo sta l’unicità e l’irripetibilità degli individui e il loro sacro valore.

Tu hai questa unicità e irripetibilità, dei “meno” e dei “più” esattamente come gli uomini che incontri e che ti piacciono o con i quali puoi iniziare o hai già una relazione.

In una coppia si collabora e si è “interdipendenti”, non “dipendenti” si vive in due ma come individui.

Il tuo compagno ha caratteristiche positive che tu non hai, ma questo vale anche per te nei confronti di lui.

Tu parti da quello che sei in grado di offrire e di dare tu.

Non nel senso che ti devi sacrificare o immolare, si intenda.

Non sei in debito, ecco. Non sei debito con nessuno e tantomeno con un uomo che vorresti ti amasse o già ti ama.

Non sei in debito con un uomo per il fatto che sta con te e ti ama.

Tu hai il tuo valore e un uomo sano che ti ama lo sa bene, altroché.

12. Imponi a te stessa di essere il più possibile indipendente, cioè di provvedere ai tuoi bisogni materiali ed emotivi in modo autonomo.

Questo è importante e spesso necessario farlo quando non si è in coppia e si vive da soli, ma è in ogni caso fondamentale farlo quando si è in un rapporto o in una convivenza.

Non considerare il tuo compagno la tua stampella, il tuo cameriere, il tuo segretario.

O, peggio mi sento, il tuo rifugio e la tua ragione di vita.

13. Conta su te stessa e non sugli altri, nemmeno sul tuo partner.

E’ così che alleni la tua sicurezza personale e diventi più libera da schemi, paure e costrizioni emotive.

Sei più libera.

Anche di amare e farti amare.

Costruire una maggiore fiducia in te stessa ti sembra un’altissima montagna da scalare?

Non chiedere e non pretendere troppo da te stessa e fai un passo alla volta, considerando che tutto quello che fai per te ha un valore immenso e non ha prezzo.

Ecco come superare l’insicurezza.

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35 Commenti

  1. Avatar di Emilia

    Emilia 6 mesi fa (15 Febbraio 2020 22:26)

    Che meraviglia questo articolo. Grazie infinite Ilaria, le tue parole sono come un balsamo sul cuore... Grazie.
    Rispondi a Emilia Commenta l’articolo

  2. Avatar di Chiara

    Chiara 6 mesi fa (16 Febbraio 2020 8:30)

    Ciao Ilaria, sempre utili e potenzianti i suggerimenti che offri perché si rafforzino negli altri certe abilità, come la sicurezza. L'unico punto affrontato sul quale dissento è quello nel quale affermi che l'insicurezza faccia litigare più facilmente rispetto, di certo, alla tolleranza. Ma perché tollerare gli stupidi e le loro meschine scorrettezze? Chi dimostra di non sapere stare al mondo e di avere sempre bisogno degli altri come stampelle per appoggiarsi, per essere costantemente giustificati per le proprie piccinerie, è un pusillanime e va trattato come tale. Altrimenti finisce sempre tutto a tarallucci e vino. Mi vanto di aver messo alla porta e maltrattato (si fa per dire, sono in realtà abbastanza educata, e avrei voluto far anche peggio) alcuni personaggi. Questo atteggiamento ha rafforzato in me la sicurezza. Buona domenica!
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  3. Avatar di Carla

    Carla 6 mesi fa (16 Febbraio 2020 8:41)

    Bellissimo. Grazie.
    Rispondi a Carla Commenta l’articolo

  4. Avatar di Sara

    Sara 6 mesi fa (16 Febbraio 2020 12:32)

    Grazie, sto lavorando proprio su questo e l'articolo mi serve tantissimo, lo rileggerò più volte. Grazie infinite!
    Rispondi a Sara Commenta l’articolo

  5. Avatar di Enry

    Enry 6 mesi fa (16 Febbraio 2020 17:15)

    Questi articoli su come lavorare su noi stessi mi piacciono moltissimo, perché mi danno spunti su come agire in prima persona. In questo modo mi sento in controllo della mia vita e con il pieno potere su di essa, indipendentemente dal fatto che io incontri qualcuno che mi piace, cosa che invece non sento per niente essere sotto il mio controllo e sulla quale non sento di avere potere.
    Rispondi a Enry Commenta l’articolo

  6. Avatar di AnnaV

    AnnaV 6 mesi fa (16 Febbraio 2020 21:27)

    Illuminante. A parte i cadaveri che mi trascino, faccio l’elenco delle cose della vita che non mi voglio perdere. Non l’avevo mai messa in questi termini. Di recente, ho scoperto che per realizzare un sogno che ho mi servirebbe effettivamente un’altra persona. Ci ho messo 53 anni, ma ci sono arrivata :D Non mi basta il tempo, 24 ore sono poche, mi devo arrendere all’evidenza. Ma per tante altre cose no. Tutta assorta nel pensare a quello che non c’è da fare, ho sottovalutato quello che c’è, non sottomano, ma di fattibile.
    Rispondi a AnnaV Commenta l’articolo

  7. Avatar di Alisia

    Alisia 6 mesi fa (17 Febbraio 2020 11:49)

    Grazie Ilaria per questo articolo. Per me è un periodo complesso nell'ambito lavorativo, sono in atto dei cambiamenti per quel che riguarda le mie mansioni nell'azienda, cambiamenti molto radicali. Difronte a questo è salita alle stelle la mia insicurezza, mi sono fatta mille domande, ce la farò? Sarò all'altezza? Insomma mi sto facendo un po troppo assorbire da questi cambiamenti, dovrei prenderla come ci consigli con il giusto distacco, cone una sfida da portare a termine, riconoscendo le mie capacità. Grazie ancora ne avevo proprio bisogno!
    Rispondi a Alisia Commenta l’articolo

  8. Avatar di sara

    sara 6 mesi fa (17 Febbraio 2020 13:55)

    Cara Ilaria, in breve: l'ho stampato ed evidenziato nei punti a me più "difficili". E' un articolo di una semplicità e forza incredibili. Grazie, Sara
    Rispondi a sara Commenta l’articolo

  9. Avatar di Carla

    Carla 6 mesi fa (17 Febbraio 2020 15:07)

    Oggetto di love-bombing (si dice così?) per una settimana da un tipo che mi sembrava interessante. Una vocina mi avvertiva che qualcosa non andava. Qualche appuntamento, cenetta di rito. Si parlava, ma poi l'approccio è diventato pesante ed io non è che lo trovassi irresistibile. L'ho tenuto a distanza per una settimana. Poi ieri ci siamo visti. E in macchina le sue mani hanno cominciato ad allungarsi. Mi sono fermata e gli ho detto di smettere immediatamente. Si è messo a cuccia. Al ritorno ha ricominciato, sempre con fare molto suadente. Ho pazientato e poi l'ho liquidato...Addio pfffff
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    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 6 mesi fa (17 Febbraio 2020 16:51)

      Ciao Carla, Che dire purtroppo l'eleganza nel corteggiare e passata di moda per molti uomini. L'eccesso in qualcosa è già un indicatore importante. Da evitare fin da subito soggetti così.
      Rispondi a Emanuele Commenta l’articolo

  10. Avatar di Cinzia

    Cinzia 6 mesi fa (17 Febbraio 2020 18:53)

    Ciao , ho 64 anni e mi sembra di avere le stesse difficoltà , nella relazione con gli uomini , di quando di anni ne avevo 12 . Sono stata sposata per 7 anni poi il divorzio . Ora sono sola da quasi 20 anni e........................grazie se vorrai esprimermi un tuo pensiero in merito . Un caro saluto . Cinzia
    Rispondi a Cinzia Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 6 mesi fa (18 Febbraio 2020 14:51)

      Ciao Cinzia, leggendoti mi è venuta in mente la battuta emblematica del film C'era una volta in America: - "Che hai fatto in questi vent'anni? - Sono andato al letto presto". Tu che hai fatto? Ti sei chiusa in te stessa o ti sei rimessa in gioco? Solo le esperienze, per quanto sbagliate, ci formano e ci fanno crescere, modificando il nostro modo di approcciarci agli altri e alla vita. Il fatto che tu sia approdata sul blog è un buonissimo segno, hai capito che sbagli qualcosa, che gli schemi che applichi nel rapportarti con gli uomini non funzionano. Bisogna cambiarli. Continua a seguire il blog di Ilaria e non chiuderti a riccio. Occorre essere aperti agli altri (che, anche se non sempre rispecchiano i nostri canoni per interessi e mentalità, ci possono sempre arricchire o far star bene) e alle opportunità. Non mollare.
      Rispondi a Vic Commenta l’articolo

    • Avatar di Carla

      Carla 6 mesi fa (19 Febbraio 2020 9:28)

      Se può consolarti, ho divorziato a 34 anni, dopo 10 anni di convivenza e matrimonio. Dopo, il deserto affettivo. Ne ho 49, quindi 15 anni dopo e più, sono stra-single. Qualche esperienza che mi ha fatto male. Non credo che le esperienze negative siano sempre costruttive, anzi. Si soffre e la ferita diventa sempre più profonda. Il consiglio che mi viene è di ascoltare la tua vocina ogni volta che un uomo si avvicina o che tu ti avvicini. Fidati, perché è lei che ti salva. E se capita un colpo di fulmine, valuta le conseguenze. Io spero di raggiungere la pace dei sensi, sono sulla buona strada. La razionalità aiuta parecchio e protegge ;-)
      Rispondi a Carla Commenta l’articolo

    • Avatar di Vic

      Vic 6 mesi fa (19 Febbraio 2020 12:21)

      Ciao @Carla, il fatto è che Cinzia parla di problemi di approccio con gli uomini identici a quando era un'adolescente. Questo mi fa pensare che non abbia avuto molte altre esperienze dopo il matrimonio, poi posso sbagliare. Le esperienze negative sono costruttive nella misura in cui da esse trai degli insegnamenti, aggiusti il tiro, cambi il tuo schema. Certo, se continui a farti usare dagli str..., sperando di cambiarli o redimerli, riceverai solo bastonate su bastonate su bastonate. Io questo ormai l'ho capito ed ho 35 anni. Credevo che la vita ad un certo punto dovesse premiarmi, dopo tante mazzate e sofferenze varie, ma non funziona così. C'è gente che nasce con malattie gravi, altri che tribolano tutta la vita e non gliene va dritta una. Perché il destino dovrebbe ripagarmi a prescindere? Tocca a me fare qualcosa, agire. Una cosa per me ormai è cristallina: la bisognosità fa incappare sempre nello stesso tipo di uomo. Troppa razionalità, invece, aiuta sicuramente ma fa anche rinunciare in partenza. Ci precludiamo esperienze per non soffrire più. Invece in amore, come nella vita, ci vuole coraggio, bisogna buttarsi quando la situazione sembra propizia, e poi valutare step by step, con le antenne alzate, se continuare o chiudere la frequentazione o la storia. Io ora l'ho capito e non ci casco più. Fino a poco tempo fa, tra amiche eravamo solite dire: "Tizio è ritornato, Caio si è rifatto vivo, Sempronio ora mi rivuole". Questo pensando che realmente un tizio che ti tratta come una scarpa vecchia e sparisce, poi possa tornare intenzionato a mettere su famiglia con te...! Ora ho deciso di essere razionale, nel senso che non mi faccio più i castelli in aria e non mi fodero più gli occhi con l'amianto per non guardare la realtà. Allo stesso modo, però, lascio pure spazio alle emozioni, perché io vivo letteralmente di emozioni, e spero che in mezzo a tanti rospi mediocri ci sia un uomo di valore che sta aspettando di incontrarmi.
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    • Avatar di emanuele

      emanuele 6 mesi fa (19 Febbraio 2020 13:40)

      Ciao Vic, Ci vuole un po audacia nella vita. Antenne dritte e occhi aperti e osare quel tanto che basta per non riamare immobili.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 mesi fa (19 Febbraio 2020 13:14)

      Ciao Cinzia, grazie per il tuo intervento gentile ed efficace. Credo che il passare del tempo e l'età non garantiscono un "procedere" e un avanzamento. Certo, con il tempo, in genere si cambia, sperabilmente si matura e si cresce, ma non necessariamente. Dipende. Si può crescere e maturare in alcuni campi e non in altri. Se una persona non è mai andata a scuola e a 6 anni nessuno le ha insegnato a leggere e scrivere e nemmeno più tardi, a 50 anni non saprà leggere e scrivere solo per il fatto che è passato del tempo. Non ti sto paragonando a quella persona, sto facendo un esempio per intenderci. La crescita emotiva può "fermarsi" a causa di varie ragioni. Di sicuro non aver attraversato alcune esperienze o non essersi "allenati" non aiuta. Questo non significa che bisogna per forza soffrire per crescere, e partire da questo presupposto non è certo motivante. Come dice Carla alcune esperienze dolorose non fanno altro che fiaccare ulteriormente, è come ripassare il coltello su un taglio. Quindi è necessario "vivere", cioè sperimentare e attraversare esperienze evitando allo stesso tempo di ripetere schemi e copioni errati e sempre uguali. Che sono le esperienze negative di cui parla Carla. Se compio sempre le stesse scelte e le stesse azioni nello stesso modo, avrò sempre i medesimi esiti. Se non faccio nulla, non ho nessun risultato o, peggio, ho il risultato di non avere nulla. Io credo che a 64 anni con grande tranquillità e amore per te stessa puoi prendere in mano la guida della tua esistenza e a piccoli passi stare accanto a quella 12enne che senti in difficoltà e cominciare ad accompagnarla fuori, a fare nuove esperienze e conoscere gente nuova. Intendendo per esperienze non il buttarsi in relazioni con l'insicurezza intatta ma cimentarsi in piccole prove che quell'insicurezza la attenuino e permettano di superarla. Detto in altre parole, fare esperienze non significa per forza soffrire e attraversare il dolore. Di certo, in alcuni casi, soprattutto in quello di una vita un po' troppo ritirata, significa superare alcuni piccoli ostacoli interiori, tra cui una irrealistica paura della propria inadeguatezza. Nell'articolo lo spiego. Se hai voglia, rileggilo con calma e prendi nota di quello che ti colpisce e che maggiormente risuona in te per trovare la spinta ad agire, cioè a superare quegli ostacoli che sono tutti nella tua mente e nel tuo cuore.
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  11. Avatar di Adele

    Adele 6 mesi fa (24 Febbraio 2020 20:00)

    Buonasera a tutte! In effetti è l'insicurezza che "avvelena" qualsivoglia relazione: conosco bene quella sensazione di terrore del vuoto che attanaglia soprattutto noi donne, da sempre educate a piacere e a compiacere. Io credo che sia comunque necessario cercare di capire da dove derivi tutta questa insicurezza, che poi si trasforma in bisogno, ossessione e via dicendo. Cosa proiettiamo sul partner, con la nostra insicurezza?
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  12. Avatar di Giusi

    Giusi 6 mesi fa (16 Febbraio 2020 9:13)

    Buongiorno! Bellissimo articolo e capita a fagiolo! Mi considero una donna forte, con delle insicurezze ma che affronto e voglio superare! Ho 53 anni, ho affrontato la paura di stare sola dopo la separazione, di non farcela con i soldi, di approcciarmi di nuovo con gli uomini dopo 23 anni di matrimonio. Ho lavorato su di me per dare il meglio sul lavoro, adesso sono stimata sia dalla proprietà che dai colleghi. Ho lavorato su di me per capire che non si può piacere a tutti e che va bene così. Ma quella"vocina" malefica " non meriti di essere amata" è sempre in agguato...alterno pensieri positivi su di me, di autostima, a pensieri devastanti (che mi tengo dentro!) : Sei vecchia, brutta, farai una vecchiaia sola....ma mi sfido e vado avanti! Venerdì ho conosciuto un uomo dopo 3 settimane di chat e messaggi. Lascio immaginare i gg precedenti le paure che mi hanno assalito! Giornata bellissima, rilassata, pranzo insieme, passeggiata, chiacchiere, baci, voglia di rivedersi e progetti per come fare....ci sono 2/300km che ci dividono, orari e giorni di lavoro di lavoro da fare coincidere. Tutto bene eppure....avrei voglia di chiamarlo per vedere se risponde tranquillamente o in realtà ha una famiglia (cioè è sposato? Dice di no naturalmente...) Ma non lo faccio... Non mi ha chiamata per sapere se ero arrivata a casa dopo il ns incontro ( ho fatto 100 km per vederci a metà strada perché IO sono una donna forte e indipendente!) Solo messaggi. Ma a un uomo interessato non scatta un senso di protezione? Non mi chiama mai, solo messaggi scritti e vocali, dice che per lavoro sta sempre al telefono....messaggi simpatici e garbati ma che esprimono la grande attrazione sessuale che ha nei miei confronti. E'normale che all'inizio scatti quella attrazione e devo andare avanti per vedere se si consolida il rapporto? È la mia "vocina" malefica che mi fa pensare negativo (vuole solo sesso) o è il mio intuito? Non so distinguere...
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    • Avatar di Emanuele

      Emanuele 6 mesi fa (16 Febbraio 2020 18:31)

      Ciao Giusy, Visto che dice che sta sempre al telefono per lavoro la telefonata per sapere se eri arrivata a casa la poteva fare come bere un bicchiere d'acqua. Per me è sufficiente questo per lasciarlo lì dov'è.
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    • Avatar di Atolla

      Atolla 6 mesi fa (16 Febbraio 2020 19:28)

      Com'era quel detto, "a pensar male si fa peccato ma si indovina" o roba del genere? Giusi, lasciando stare il senso di protezione che dovrebbe o non dovrebbe scattare, se quest'uomo TRAMITE MESSAGGI ti fa ben capire che vorrebbe portarti a letto, se non c'è nessun'altra modalità di comunicazione e per di più una bella manciata di km vi dividono, io lascerei proprio stare. Nel mare magnum delle chat i pesci più numerosi sono quelli in cerca di prede facili da catturare. Non che al di fuori delle chat siano tutti santi ma dietro un pc o un telefono è facile trovare personaggi da cui stare alla larga.
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    • Avatar di AnnaV

      AnnaV 6 mesi fa (16 Febbraio 2020 20:47)

      La vocina va comunque ascoltata. Ad ogni modo, mi pare chiaro che sia una situazione con premesse non promettenti. Se a te va bene una storia di sesso, e riesci a starci in leggerezza, bene. Ma se scatta la vocina, qualunque sia l’origine, vuol dire che tranquilla non stai. Non puoi contrastare l’insicurezza non dandoti ascolto. È una contraddizione in termini, mi pare.
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  13. Avatar di Pauline

    Pauline 6 mesi fa (28 Febbraio 2020 2:10)

    Le scuse che si inventano certi! Mando solo messaggi perché sono sempre al telefono = Ipotesi 1 : gioco facile con te e altre e magari facendo copia e incolla dei messaggi. Ipotesi 2 : sono sposato/ fidanzato e se telefono lei mi smaschera Fidati dell'istinto, se hai l'impressione che voglia solo sc... Probabilmente è vero.
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  14. Avatar di Angy

    Angy 5 mesi fa (18 Marzo 2020 22:24)

    Una domanda cara Ilaria e ragazze.. In genere un uomo che tradisce x natura ed è irrispettoso.. Si dice che nn cambia.. Ma non cambia con noi o in genere per nessuna?
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (18 Marzo 2020 22:41)

      Le persone non cambiano!!! Cambiano le loro motivazioni e i loro obiettivi. Punto. Se uno tradisce te e non un'altra, a te che cosa interessa?
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    • Avatar di Angy

      Angy 5 mesi fa (19 Marzo 2020 7:57)

      Certo Ilaria hai ragione a farmi la domanda.. Mi importa perché se con altre cambia si innescano altri meccanismi in me.. La paura di non essere io capace a fare di un uomo.. Un uomo onesto per me
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    • Avatar di Cristina

      Cristina 5 mesi fa (19 Marzo 2020 11:51)

      Scusami se mi permetto ancora Angy. Nessuno può fare onesto qualcun altro... se una persona è onesta lo è e basta, se mente, mentirà, a prescindere. Certo, ci sono donne che apparentemente "tengono in riga" il compagno, ma magari funziona per un po', poi semplicemente la sua natura vien fuori. Solo che starà più attento a nasconderlo. E in ogni caso, secondo te è una storia felice quella in cui uno dei due tiene d'occhio l'altro? Una storia serena?
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 5 mesi fa (19 Marzo 2020 12:46)

      Completamente d'accordo, Cristina. Eppoi Angy, la convinzione che "tu faccia di un uomo qualsiasi cosa" è una convinzione errata dalle basi. Perché insiste sul falso principio che noi possiamo o dobbiamo o, peggio, abbiamo l'autorizzazione di cambiare gli altri. Noi non siamo autorizzati a cambiare gli altri, è profondamente sbagliato!!! Non esiste e non deve esistere incantesimo o magia. Per quello ci sono le maghe, che rubano soldi ai creduloni. Le persone sono come sono, non cambiano, non devono essere cambiate. Tutt'al più si scelgono, si selezionano. Non è amore pretendere di "fare di un uomo/di una donna/ di un figlio" quel che vogliamo noi. E' follia.
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    • Avatar di Angy

      Angy 5 mesi fa (19 Marzo 2020 18:44)

      Grazie ilaria.. Come sempre mi affido molto al tuo sapere... È vero.. Ammetto di avere alcune convinzioni errate sull amore.. Non nella teoria, ma nella pratica... Comunque il tuo commento è molto chiaro e efficace!!!
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    • Avatar di Angy

      Angy 5 mesi fa (19 Marzo 2020 18:41)

      Grazie Cristina.. Il tuo intervento è stato utilissimo.. Effettivamente no.. Non ha senso che uno dei due debba faticare a tenere d'occhio l altro!!!
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    • Avatar di Cristina

      Cristina 5 mesi fa (19 Marzo 2020 0:02)

      Ciao Angy, per quello che è il mio parere le persone non cambiano. La nostra essenza è data da esperienze, contesti sociali, formazione, incontri, ecc. A 20-22 anni, la personalità di qualcuno è formata, non si cambia, a mio parere. Semplicemente magari cambiano nel tempo atteggiamenti, modi di porsi, modi di dire e di fare, però noto una cosa: se in sostanza uno non è sincero, non lo diverrà. Il tuo lui in questione magari con la prossima è fedele, non la tradisce, ma la sminuisce, le fa battutine, fa paragoni con le altre. Credo che l'essenza di una persona non cambi, muta al massimo la manifestazione della stessa.
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    • Avatar di Angy

      Angy 5 mesi fa (19 Marzo 2020 7:55)

      Certo Cristina hai ragione.. La persona che lasciamo per determinati motivi... La lasciamo per il suo modo di vedere le relazioni... Al massimo impareranno a nasconderle un po
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    • Avatar di Doris

      Doris 5 mesi fa (19 Marzo 2020 12:46)

      Ciao Angy, secondo me la questione sta in questi termini: se uno non ha scrupoli personali a tradire qualcuno non li avrà mai. Cioè potrebbe non tradire mai, ma se si presentassero delle circostanze in un certo modo favorevoli, non avrà remore a farlo. E questo vale per molte, moltissime persone. Uomini e donne. Per cui uno potrà tradire te e non un'altra e viceversa. Ma non credo dipenda da una tua abilità o meno.
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    • Avatar di Angy

      Angy 5 mesi fa (19 Marzo 2020 19:59)

      Grazie Doris... Si se uno già ha tale indole.. Può non avere opportunità e sembrare cambiato.. Ma alla minima occasione non potrai fidarti..!!!
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