L’uomo bancomat, il partner ideale e l’amore che non c’è

Riconoscere l'uomo giustoChe genere di uomo desideri accanto a te? Te lo si mai chiesto? Sapresti descrivere le caratteristiche del tuo uomo ideale, quello con cui costruire una relazione sana e duratura? Riesci a immaginare e, soprattutto, a riconoscere l’uomo giusto per te?

 

"Non scambiare il tuo compagno per un bancomat. Non avrai né amore, né soldi, né sesso."

Affermare che tutte le donne desiderano trovare e sedurre un uomo che sia davvero giusto per loro non è un’esagerazione. Anche gli uomini desiderano trovare la loro donna ideale. Stare con il partner perfetto è un desiderio comune sia agli uomini, sia alle donne, senza distinzione. Ma pochi sanno riconoscere la persona giusta. E molte donne non sanno riconoscere l’uomo giusto.

Come è possibile che molte donne non sappiano riconoscere l’uomo giusto? In realtà accade spessissimo che una donna non sappia riconoscere l’uomo giusto, anche se magari sono anni che sogna di incontrarlo, anche se desidera moltissimo realizzare la relazione giusta e rendere concreto il dolce obiettivo di una bella famiglia, con tanti bei bambini da accompagnare a scuola, a pallacanestro e a nuoto e ai quali far vedere quanto è bello vivere una vita serena e tranquilla. O anche se ha un altro obiettivo molto legittimo: quello di conquistare un uomo per avere accanto a sé un compagno di vita con il quale condividere difficoltà e gioie dell’esistenza, in tranquilla armonia.

Anche se molte donne sono animate da desideri tanto buoni e tanto potenti, incappano costantemente in uomini sbagliati, uno via l’altro, e anche in storie sbagliate e arrivano a farsi convinzioni terribili e crudeli sugli uomini e sulla vita di coppia. Una classica convinzione negativa è che partner seri e di valore non esistono o sono talmente pochi che se ne sono andati via al primo giro, anni fa. Sono già tutti sposati e accoppiati. E l’amore non esiste l’idea di una coppia felice per sempre è una fandonia. Amore fa rima con dolore.

La verità è che di uomini interessanti in giro ce ne sono molti, almeno tanti quante sono le donne di valore che li cercano. Per questo è importante saper riconoscere l’uomo giusto e decidere di mettersi in gioco con lui e per lui.

Che cosa dunque ti impedisce di trovare e di riconoscere l’uomo giusto per te?

Riconoscere l’uomo giusto e i filtri della mente

Pochi giorni fa ho ricevuto una mail da una gentile lettrice, che chiamerò Manu3, un nome che mi sono inventata per rispettare la sua riservatezza. Di seguito ti riporto che cosa mi scrive Manu3.

“Ciao Ilaria, ti ringrazio sempre per gli articoli suggeriti. Colgo l’occasione per sottoporti una situazione che sto vivendo da un mese. Ho conosciuto un uomo. Sotto tanti aspetti, sicuramente i più importanti ci ritroviamo, abbiamo delle divergenze sul rapporto uomo-donna nell’affrontare le  spese di ristoranti o altro. Ecco, io ritengo, essendo una donna con principi all’antica, che debba essere l’uomo soprattutto nella fase di corteggiamento, a pagare tutte le spese, è ovvio che quando verrà consolidato il rapporto, inizierò a contribuire. Lui, sostiene che già dopo un mese, sarebbe ora che iniziassi a condividere con lui le spese oppure offrire ogni tanto qualcosa anch’io. Faccio presente che l’ho già invitato a casa mia per una pizza e penso di avergli dato una dimostrazione di avvicinarmi alle sue idee! La parità delle donne per lui vale anche in questi casi! Che fare? Sta diventando un dilemma anche perchè rischiamo la rottura del nostro rapporto per problemi di soldi e sinceramente lo ritengo squallido! Secondo te, dovrei assecondarlo e pagare la mia parte oppure lasciarlo perdere se pretende condivisione in tutto? Aspetto una tua risposta spero al più presto perchè dovrei dargli una risposta sulle sue richieste.Grazie, cari saluti”. Manu3.

Ooops, la prima impressione che ho avuto è che la nostra amica Manu3 scambi le persone per cose, cioè per strumenti per ottenere qualcosa d’altro: tratta il suo partner per un bancomat e me per un distributore automatico di soluzioni (ehi, Ilaria, sbrigati, che devo dargli una risposta!).

La seconda impressione è che Manu3 valuti e misuri le relazioni umane un po’ come si fa con le performance di un’azienda, con un bilancio, le entrate e le uscite, i costi e i ricavi.

Queste sono le prime impressioni. E noi, qui, abbiamo imparato che possiamo andare oltre le prima impressioni e spingerci nel profondo, per scoprire qualcosa in più, che ci sia utile.

Riconoscere l’uomo giusto: i 7 errori delle donne

Credo che il messaggio di Manu3 ci dica molto sugli errori che le donne commettono in amore, quel genere di errori che impediscono di riconoscere l’uomo giusto e di realizzare una relazione bella, soddisfacente e sincera. Quali sono questi errori? Scoprilo qui di seguito.

Errore numero 1: non avere un senso preciso di che cosa sono i sentimenti veri. Questo porta a confondere il rapporto di coppia con una gara, con una competizione o, peggio ancora, con una sfida, il terreno di gioco su cui provare la tua forza. In questo modo non consideri l’uomo con cui stai come un compagno, ma un come un avversario. Da battere. Questo non ha nulla a che fare con l’amore. Come fai a rimediare a questo errore? Rifletti su questo aspetto e chiediti: in che modo posso trovare il senso di un sentimento sincero, che mi faccia sentire bene e vivere bene?

Errore numero 2: essere ancorata e incatenata a convinzioni profonde e perdenti sulla vita di coppia che non hanno nulla a che vedere con una relazione paritaria, aperta, sincera. Per stare all’esempio di Manu3, chi dice che l’uomo debba pagare per un certo periodo di tempo? I “principi all’antica”? Ma quando mai? E se anche fosse, i principi all’antica si possono rifiutare. Qual è soluzione a questo errore? Decidi se tieni di più alla tua felicità sentimentale o ai tuoi principi.

Errore numero 3: pensare che una relazione sia la soluzione ai problemi della vita, che si tratti di trovare l’equilibrio interiore o una “buona sistemazione” o la tranquillità economica. La vita di coppia non è un’opportunità per “sfondare” o per risolvere grane di lunga data. Una relazione è molto di più, ma per questo ti devi mettere in gioco sul serio, cominciando da subito a creare la vita che vuoi, dandoti da fare per te e la tua felicità, oltre che per il tuo benessere economico. Insomma: tirati su le maniche e sarai felice. Anche in coppia (dato che, quando sai che cosa ti rende felice e lo realizzi, sai anche riconoscere l’uomo giusto per te).

Errore numero 4:  confondere la relazione di coppia con un bene materiale. La relazione di coppia non è paragonabile a una proprietà o a uno status symbol. Non è un’auto, una borsetta, un paio di scarpe. Come puoi sganciarti da questo modo di pensare? Lasciati andare, impara a stare con gli altri (tutti gli altri, non solo gli uomini) per il piacere della loro compagnia, per il fatto che sono diversi da te e ti trasmettono la loro profonda umanità (se tu glielo permetti). In sintesi: impara ad amare. Scoprirai che cosa significa essere amata e come riconoscere l’uomo giusto.

Errore numero 5: considerare un uomo come lo strumento utile a raggiungere i tuoi obiettivi. Se vuoi conoscere la serenità di coppia scopri quanto è bello stare insieme a un uomo senza pensare di sfruttarlo o di usarlo. Questa scoperta ti porterà a un grande risultato, impagabile ai giorni nostri: nessun uomo penserà di usarti e di sfruttarti. E ti sarà facile riconoscere l’uomo giusto.

Errore numero 6: vivere con tensione la relazione d’amore. Questo ti porta ad avere la mente confusa e a osservare comportamenti “formali” perdendo di vista quelli sostanziali. Questo ti impedisce di riconoscere l’uomo giusto. Chiediti sinceramente: è più importante per me che il mio compagno paghi il conto del ristorante o che mi sia vicino quando gli chiedo di esserci?

Errore numero 7: rifiutare di metterti in gioco sul piano delle emozioni e dei sentimenti veri. Se dài tanta importanza a certi aspetti esteriori significa forse che hai paura di mettere allo scoperto quello che provi davvero? In questo caso intraprendi un tuo personale viaggio di crescita sentimentale. Ti sarà di enorme aiuto per riconoscere l’uomo giusto per te. Ci sono a tua disposizione i miei due percorsi, I 7 Pilastri dell’Attrazione e Come sedurre un uomo senza stress né per te, né per lui.

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73 Commenti

  1. Avatar di luma

    luma 3 anni fa (6 gennaio 2014 2:20)

    praticamente fidanziamoci con un morto di fame...!viviamo in un epoca che finito lo champagne e finito l amore..!
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  2. Avatar di ilariacardani

    ilariacardani 3 anni fa (6 gennaio 2014 11:17)

    Ma no Luma, tu fidanzati pure con Zuckerbergr e bevi champagne a colazione pranzo e cena. Meglio ancora, diventa miliardaria anche tu, così smonti la favola di Cenerentola e del principe azzurro, chi mai te lo impedisce dopottutto? Così il tuo champagne te lo ordini da sola, ci fai anche il bagno dentro. Sei una donna libera, dopottutto, diventa ricca tu, invece di cercare il fidanzato ricco!
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  3. Avatar di Goldie

    Goldie 3 anni fa (6 gennaio 2014 13:04)

    peccato che gli uomini di questo blog scrivano così male...
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  4. Avatar di Daniela Cavallini

    Daniela Cavallini 3 anni fa (19 gennaio 2014 16:13)

    Personalmente sono molto generosa ed amo fare regali, così come mi piace offrire una cena, ma se un uomo mi chiedesse mai di dividere il conto, mi scadrebbe a tal punto che non ci uscirei più. Non è una questione di soldi, ma di stile.
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  5. Avatar di Martina

    Martina 3 anni fa (5 giugno 2014 1:23)

    ahahahahhahahaha e dir che quando ho conosciuto il mio compagno, in discoteca, all'uscita il primo pasto l'ho offerto io :D Ciao a tutti, mi chiamo Martina e ho 28 anni... A me non interessa niente di pagare o non...certo...l'uomo che paga ha il suo fascino, almeno per me ce l'ha...sia anche solo la colazione...o un caffè...la sento come una forma di corteggiamento...e mi da un senso di protezione del tipo "ci sono io". Almeno...questo è quello che vedo nel mio compagno... Però quando posso (sono disoccupata e studentessa ; _ ; ) gli lascio 20 euro e/o offro io. Quando posso...lui non mi ha mai chiesto niente...ma lo faccio comunque. Non mi sembra giusto gravare sulle sue spalle. Primo perchè fare la larva non è da me...credo che una persona felice è una persona realizzata, e una persona realizzata è, tra le varie cose, una persona che riesce a raggiungere l'indipendenza...sia mentale che economica...che sia con i genitori che col partner... Secondo, ha 28 anni come me, e non conviviamo ancora (siamo insieme da quasi 3 anni :D ), lavora, ma ha decisamente molte più spese di me... E sapete, io credo una cosa...abbiamo una vita sola...e finquando si può, con giudizio, ci si DEVE togliere pure le voglie...ad esempio, se lui volesse, ora potrebbe comprarsi...chessò...un computer nuovo, o un monitor 60 pollici, senza dover pensare a bollette-spesa-mutuo-affitto...e se gravassi troppo su di lui, gli toglierei magari la possibilità di una gratificazione senza i sensi di colpa di aver speso soldi in cose meno importanti di altre più urgenti...e che in una vita come nella società di oggi OGNI COSA E' PIU' URGENTE DI QUELLE...
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  6. Avatar di Giacomo

    Giacomo 2 anni fa (9 settembre 2014 10:13)

    L' uomo tirchio non è mai piaciuto, non piace, e non piacerà mai. Fine dei discorsi.
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  7. Avatar di Vale

    Vale 2 anni fa (15 ottobre 2014 11:19)

    è sbagliato usare un uomo come bancomat, quando io sono uscito con un ragazzo, ultimamente, mi ero pure portata dietro i soldi per pagarmi la mia parte perché non sono partita con il presupposto che mi pagasse lui! però dal momento che ho capito che a lui sarebbe sembrato brutto se avessi chiesto di fare a metà l'ho lasciato fare manon pretenderei mai nulla perché sono abituata a non avere nulla e a non chiedere niente alla gente non solo per rispetto altrui ma anche per carattere e perché non amo le donne che si mettono a chiedere di tutto al proprio compagno o fidanzato. In ogni caso non lascio intuire il mio modo di pensare in quanto è bene capire subito chi hai davanti.. chi già butta tutto sul lato economico sta già mandando un chiaro segnale! Ovvero che sarà una persona tirchia di portafoglio e, sicuramente, di sentimento!!! chi, specialmente, è nella fase di corteggiamento e vuole conquistare e stare con una donna non bada se paga il conto lui o lei o se fanno a metà..... il farsi vedere troppo economici è controproducente, per la donna. Mia madre è sposata con un tirchio che non ci fa mancare niente, come beni di prima necessità, ma se anche gli si chiede un euro fa come se gli domandassimo 1.000 euro! ed è povero di sentimenti. Non vorrei mai trovare un uomo così e se qualcuno mi facesse il discorso che ha fatto il tizio dell'articolo, lo pianterei seduta stante.... Quindi mi trovo poco d'accordo con l'articolo perché anche se i presupposti sono corretti si cammina su un terreno ripido.
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  8. Avatar di angymandr

    angymandr 2 anni fa (8 dicembre 2014 18:11)

    Ma.....Io non ho mai voluto niente da nessuno Se offrono la prima volta la cena mi fa ovviamente piacere Anche perchè mi hanno invitato loro Ma mi imbarazza parecchio Ma non per questo le cose sono andate a buon fine...Anzi ! La parte economica mi interessa niente E poi se uno mi facesse notare che paga sempre per me sarebbe umiliante parecchio
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  9. Avatar di helen

    helen 2 anni fa (4 marzo 2015 16:51)

    Io credo che la domanda su chi offre cosa non sia così peregrina visto che se colgo elementi di tirchieria imbarazzanti comincia a suonare il campanello d'allarme (perchè l'avaro è anche avaro nei sentimenti spesso). Solo che ci sono adesso persone in seria difficoltà economica (vedi uomini separati) che a volte offrirebbero anche di piu' ma non possono e di questo va tenuto conto. Mi fa piacere non pesare e contribuire perchè l'emancipazione vorrà pur dir qualcosa e anche questo rispecchia un modo di vedere i rapporti umani e la loro evoluzione. Mi trovo insomma parzialmente d'accordo con l'articolo: lo scambio di denaro cela altre cose e di quelle mi preoccupo.
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  10. Avatar di Sam

    Sam 2 anni fa (1 giugno 2015 13:10)

    Ciao, sono uscita due sere con un ragazzo ho offerto sempre io, la seconda lui mi sventola davanti la cinque euro, ossia la sua metà, che schifo
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  11. Avatar di minou

    minou 9 mesi fa (22 marzo 2016 15:35)

    Ilaria, mi sento tanto confusa e a disagio. Guarda, scrivo qua perché c’entra l’argomento economico. Anche se forse è l’aspetto meno importante. Però io ho difficoltà a vedere gli aspetti importanti e invece noto bene quelli di secondo piano. Non capisco come possa essere così incapace di valutare il prossimo. Mi detesto per questo. Quando si tratta di me, mi sembra sempre di essere un caso a parte, in una condizione a parte, in un mondo a parte. C’è questa persona che vuole stare con me. Mi cerca e passa volentieri il suo tempo con me e anche con i miei figli. Anzi, con loro si comporta come il padre che non hanno mai avuto! Affabile, gentile, entusiasta pure di fare torte di fango… E io lo guardo stupita e insieme sospettosa. Perché mi sembra si voglia insinuare in casa mia, senza rispettare modi e tempi giusti. Non so come dire, mi sembra quasi che voglia usare l’affetto dei miei bambini per avere ascendente su di me. C’è qualcosa che non mi convince. Abbiamo fatto una vacanza insieme. In un periodo da lui scelto, nel quale per me sarebbe stato meglio evitare perché avevo un’enormità di spese da affrontare. A fine vacanza ha elaborato un consuntivo, nel quale ha registrato tutto (ma proprio tutto tutto, anche per dire la bottiglietta d’acqua o la grappa che si è bevuto lui) e ha preteso la metà esatta di quello che ancora non era perfettamente diviso a metà. Mi ha rifilato il conto con parole di commozione, dichiarando che studiando gli scontrini aveva ripercorso i bellissimi giorni trascorsi insieme… boh, a me è sembrato sgradevolmente falso. Con sé non ha mai soldi. Ma più volte ha avuto slanci spenderecci con i miei di soldi, portandomi a comprare cose ridicole ai bambini, cose che non avrei mai comprato di mia iniziativa. O almeno, avrei scelto altri momenti e altre cose, in base ad altre priorità. Un esempio: ha avuto l’idea che tutti ci comprassimo un costume da uomo-sandwich e ha gasato i bambini con questa storia. Poi al dunque ho dovuto provvedere io a questa idiozia. Ci si rompe il preservativo, rimango incinta e perdo pure il bambino. Tragedia cosmica. Io ridotta uno straccio, totalmente distrutta. Lui dice che in realtà mettermi incinta era proprio quello che voleva e cercava inconsciamente (?) perché io sono LA madre ideale (!) e che dobbiamo riprovarci. Me lo dice mentre io sto letteralmente sotto un treno e ancora a tribolare tra medici, analisi, medicine e interventi d’urgenza. Tribolazioni che ovviamente ho pagato tutte io, di tasca mia. Non lo so. Ma sono io che ho la tendenza a pensare male? O questo è proprio stronzo? Dico stronzo perché è come se riconoscessi (o almeno mi sembra) una forma di prepotenza nel suo modo di fare. Mi sta manipolando? Mi sono riletta apposta questo articolo, per capire se sono io a sbagliare. Un caro saluto
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 9 mesi fa (22 marzo 2016 17:02)

      Questo non solo è stronzo ma tanto. E' pure idiota. E tu? Che ci fai con lui?
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    • Avatar di minou

      minou 9 mesi fa (22 marzo 2016 21:19)

      E io, Ilaria? E io che tara ho, che mi fa continuare a finire in pasto a stronzi? Dopo essermi chiusa in difensiva, ho pensato di riaprirmi un po' alla vita affettiva. Ma come vedi sempre con stronzi ho a che fare. Io lo so che numericamente abbondano. Però il problema è che io mi faccio ferire. Mi sento io l'idiota della situazione. Grazie di esserci
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 9 mesi fa (23 marzo 2016 8:24)

      Ciao Minou, non hai nessuna tara. Quella della tara è una scusa. Io credo che semplicemente tu segua sempre lo stesso schema: ti concentri solo su alcuni aspetti dell'altro, ti fai attrarre sempre dalle stesse caratteristiche hai una sorta di sudditanza verso gli uomnini e di senso di inferiorità. E' come entrare in un supermercato la prima volta, vedere un alimento con una bella scatola e degli slogan attraenti, non guardare di che si tratta. Arrivare a casa e scoprire di essere allergici. Rtornare al supermercato, leggere sul pacchetto: "Nuova confenzione, stessa bontà" e ricomprarlo. E vi così. In più ti autoflagelli ma non ti metti in discussione. Molto semplice. E tolleri l'intollerabile.
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    • Avatar di minou

      minou 9 mesi fa (23 marzo 2016 9:08)

      Buongiorno Ilaria. Hai pienamente ragione. Credimi, io ci sto provando a cambiare le cose e mi sembra di acquisire più lucidità e di essere più presente a me stessa. Ma poi nella trappola mi ci ritrovo comunque e quindi tutta la mia lucidità dove sta realmente? Sì sì, tu hai ragione su tutta la linea. Mi sento come quando a scuola facevo le espressioni algebriche e stavo là a controllare maniacalmente passo passo e poi alla fine c'era sempre qualche x che mi sfuggiva e il risultato era sbagliato. Sì, è vero, ho la sudditanza. Non ci piove. Come faccio a liberarmi? Perché dici che non mi metto in discussione? In che senso? Non ho capito
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 9 mesi fa (23 marzo 2016 9:14)

      Non mettersi in discussione significa criticarsi e lamentersi ma mai affrontare il nocciolo della questione. Che in questo caso potrebbe essere per esempio: che cosa mi fa esserre in suddistanza? E poi cambiare schema.
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    • Avatar di minou

      minou 9 mesi fa (23 marzo 2016 9:33)

      Ho paura di sbagliare interpretazione e di essere prevenuta, così ascolto gli altri, mi metto nei loro panni e cerco di capire le loro ragioni, cercando il bello. Perché io so di essere ansiosa e ombrosa e sbagliata per questo. Per cui mi scatta la sudditanza dall'altrui interpretazione, perché penso che la mia sia esageratamente catastrofica. Lo vedi che lo faccio anche qui? Ho bisogno che me lo dici tu che uno stronzo mi sta facendo male e che sto tollerando l'intollerabile, sennò chissà forse non è così... la mia insicurezza su ciò che provo è allarmante. È come se non mi permettessi di sentire dolore, come se mi mancassero i riferimenti per capire ciò che mi fa male e ciò che mi fa bene. Io ci arrivo razionalmente, sforzandomi. È ovvio che incappo sempre in chi mi confonde le carte. Con me è facilissimo, perché io non credo a me. Quando ieri mi hai risposto ero per strada e sono scoppiata a piangere. Perché allora è vero che mi sto di nuovo facendo usare senza riguardo. Ma come fanno gli altri? Perché a me viene così difficile capire?
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 9 mesi fa (23 marzo 2016 9:37)

      Che cosa ti viene difficile capire? Sai che onestamente credevo che la tua storia fosse inventata tanto è assurda.
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    • Avatar di minou

      minou 9 mesi fa (23 marzo 2016 9:54)

      Quali sono le relazioni che fanno bene. A me fanno tutte male. Ho all'attivo storie da galleria degli orrori. Ma come è possibile? Come è possibile che devi dirmelo tu che anche quest'ultima storia è assurda e intollerabile? Come è possibile che ci ricado sempre? Nei modi più fantasiosi e creativi, poi. No, non è inventata purtroppo. E ora mi sento ancora più male. Guarda che non scherzo, mi sta prendendo il panico
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    • Avatar di Fran

      Fran 9 mesi fa (23 marzo 2016 9:55)

      Cara Minou, io credo che come prima cosa tu dovresti smetterla di farti tutte queste domande...smetterla di chiederti come fanno gli altri, perché tu non riesci a comprendere, cosa c'è di sbagliato in te...io stessa sono una persona che tende a rimuginare parecchio, che tende a chiedersi qualunque cosa...l'esperienza mi ha insegnato che più ci si avviluppa in domande, più ci si ostina a voler capire a tutti i costi, più ci si allontana dal nocciolo della questione...e cercare di migliorarsi (cosa sacrosanta) partendo dal presupposto di essere dover cambiare per forza perché si è sbagliate non penso sia il modo giusto di partire...per cui quello che mi sento di consigliarti adesso è di partire con il riconoscere valore a ciò che sei e ha ciò che hai e poi piano piano allargare a tutto il resto...te lo dice una che si è fatta trattare a pesci in faccia da qualunque uomo mi degnasse di un po' attenzione e che a fatica si sforza ogni giorno di delimitare i propri spazi di valore e di "non regalare perle ai porci"...un abbraccio!
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    • Avatar di minou

      minou 9 mesi fa (23 marzo 2016 10:52)

      Grazie dell'abbraccio Fran, ne ho davvero bisogno :-)
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    • Avatar di Stefania

      Stefania 9 mesi fa (23 marzo 2016 11:01)

      Cara Minou, se ti leggo mi pare tu abbia individuato da sola la chiave di tutto quando scrivi: "È ovvio che incappo sempre in chi mi confonde le carte. Con me è facilissimo, perché io non credo a me." E allora chiedo, a te come l'ho chiesto a me: Perché non credi in te? Perché ti fidi più degli altri che di te stessa? Quante volte anch'io a dirmi che ero io ad esagerare, quante volte a mettermi nei panni dell'altro che non si doveva nemmeno scomodare a trovar scuse, tanto gliele trovavo io in anticipo. Dopo che mi il mio ex mi aveva usato violenza e io, stando malissimo, ho detto no, lui ha avuto il coraggio di dirmi che ero io a proiettare schemi malati sulla nostra storia! Anche in quel caso son riuscita a dubitare di me, a chiedermi per mesi se effettivamente non fossi io ad esagerare. Poi, ormai ridotta a brandelli, e capitata su questo blog (e a Ilaria devo molto - eterna riconoscenza!), ho cominciato a farmi la domanda chiave: Perché non mi fido di me stessa? Perché se percepisco che qualcosa mi fa male non me ne vado subito? Perché? Credo gran parte dei problemi parta da lì: in questa poca fiducia, stima e cura per se stesse parte l'atteggiamento che ci fa comperare ciarpame solo perché qualcuno ci dice che è l'ultima meravigliosa novità sul mercato. Noi mica ci crediamo, ma se lo dicono gli altri... eh... ciumbia... avranno ragione più di me che son un'inetta incapace priva di valore (sto parlando di me, sia chiaro, ma è per far un esempio di come ragiono). Ma se non mi posso fidare di me, come faccio a fidarmi dell'altro? Perché via, anche se dubitiamo di noi e ci beviamo le sceneggiate del pirla di turno, lo sentiamo bene che qualcosa ci fa star male, quindi non ci fidiamo, né di noi, né degli altri. Io ho realizzato che questo è proprio un brutto vivere, attirava nel mio caso sempre relazioni brutte, di manipolazione e sospetto reciproco, mi imbruttiva dentro e fuori e mi scaraventava in un mondo di lotta costante. Per carità.... Impariamo a fidarci di noi. Se sbagliamo, se vediamo ombre dove non ce ne sono, bhà, santa pazienza, nella vita si sbaglia e si impara, non è grave! Ma - occhio - è credo meglio sbagliarsi così che sbagliare dando fiducia a chi non se la merita e lasciandoci trattar male. E il motivo è semplice: se sbaglio perché non mi fido e in un secondo momento mi rendo conto che la realtà era meglio di quanto pensassi ho un'esperienza che mi spinge al positivo, che mi dice "ehi, al mondo c'è gente che merita!". Un passetto alla volta la mia paura e la mia diffidenza (soprattutto verso me stessa) si attenua, imparo a conoscermi e a sapere che so proteggermi, e quindi posso vivere serena e aprirmi agli altri. Se invece tradisco me stessa e mi fido del pirla di turno faccio un'esperienza che mi spinge al negativo e mi dice "vedi! non ti puoi fidare di nessuno, né di te, né tanto meno degli altri! quindi su le barricate e fuori i cannoni di difesa", salvo poi ricaderci - perché c'è qualche buco da colmare - e reinforzare questa convinzione di essere inaffidabili in un mondo di carnefici. No, no, è pure primavera, c'è un sole magnifico e io voglio vivere al meglio, quindi rotta da invertire, via dal ciarpame, via dalla pubblicità, si torna a me, a te Minou, torniamo a noi per camminare sulla strada che ci fa crescere e sbocciare. Ciao cara Minou, ti abbraccio
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    • Avatar di minou

      minou 9 mesi fa (23 marzo 2016 12:09)

      Oh Stefania, grazie per quello che hai scritto, grazie davvero. Hai colto nel segno. Soprattutto quando parli della difesa a casaccio che applica chi non crede in sé. Sì, via il ciarpame e tutte le lotte insane! Un abbraccio
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    • Avatar di Simo

      Simo 9 mesi fa (22 marzo 2016 19:21)

      @Minou...È proprio tanto stronzo!! Anche manipolatore,infatti non riesci a capire se sei tu..lui..ecc..segno proprio che sei confusa. Lascialo perdere! .
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    • Avatar di minou

      minou 9 mesi fa (22 marzo 2016 23:25)

      Sì, Simo. Il mio problema fondamentale è che mi accorgo del fuoco solo dopo essermi bruciata. Pensavo di essermi corazzata, ma invece continua ad essere così. Comincio ad avere il disgusto delle relazioni e non è una bella cosa
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    • Avatar di tina

      tina 9 mesi fa (23 marzo 2016 8:22)

      minou, allontanati da questo tipo, taglia tutto. ho riso come non mai per la storia degli scontrini e del flashback nel passato... ridicolo. cerca l approvazione dei bambini per arrivare alla tua in un modo molto malsano. attenzione attenzione. è un tipo che ha l aria di prendere parte alla vita alle condivisioni alle gite a non so cosa, ma in realtà non lo fa per niente, tutto si ferma su grandi parole che toccano grandi temi e che fanno leva su grandi sentimenti e doveri tuoi. si si, e poi? sì e poi sei sempre alla fine tu quella che regola le cose. infine, quello che mi fa davvero molto riflettere, e che senti che ci sono cose che ti puzzano, senti che c è qualcosa che non ti torna, eppure lasci che sto tipo continui a non prenderti sul serio. lo ascolti gli dai retta e baratti con lui. è uno che di te se ne frega è lì perché tu glielo permetti e perché è un tipo solo. cerca di proteggere te (e anche i tuoi bambini in questo caso) prima di tutto quando conosci le persone, uomini inclusi. questo vale sempre!! coraggio coraggio coraggio!!
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    • Avatar di minou

      minou 9 mesi fa (23 marzo 2016 9:34)

      Grazie Tina
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    • Avatar di London

      London 9 mesi fa (23 marzo 2016 18:45)

      mamma mia che soggetto!!! Non so , a me quelli che fanno i conti al centesimo non sono mai piaciuti. Sarà che ho sempre pensato, e constatato, che chi è tirchio nei soldi è tirchio anche nei sentimenti. E non penso assolutamente che sia l'uomo che debba pagare tutto però un minimo di scioltezza quando si è in coppia dico, un minimo. Fare un figlio con constui ben che ti ridurrebbe ad uno straccio. Io mi allontanerei as soon as possible dal soggetto, per il MIO bene e quello dei miei figli.
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  12. Avatar di Mariama

    Mariama 1 anno fa (2 luglio 2015 22:35)

    Ciao a tutte! Non sono per nulla d'accordo con l'articolo di Ilaria . Io penso che un uomo con la U maiuscola debba pagare il conto al ristorantr se tiene veramente alla donna che ha accanto e se lo fa è per farla sentire protetta e desiderata. Purtroppo le donne che insistono per fare metà hanno rovinato una generazione, smezzando il conto pensano di sentirsi alla pari di un' uomo e di contribuire all'affermazione della parità dei sessi. È un'errore perché ci sono altri modi per farci rispettare e parte sicuramente da un complesso di inferiorità che le donne non dovrebbero avere. Detto questo se un'uomo si abitua a fare a metà è ovvio che si adagia ed è anche meglio per lui. Manu3 non tiene a te questo ragazzo ma tiene al suo bancomat!. M.B.
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    • Avatar di Gea

      Gea 1 anno fa (4 luglio 2015 8:01)

      Mariama, premesso che "un uomo" va senza apostrofo (perché "uomo" è un sostantivo maschile e non femminile), credo tu veda il dito anziché la luna. Ilaria non sta mica facendo l'elogio del miserabile taccagno né tantomeno dello scroccone. Rileggi bene il passaggio in cui scrive se è meglio stare con uno che ti paga pranzi e cene e poi non ti dà nulla sul piano affettivo, non ti sostiene e non c'è mai quando avresti bisogno di lui (aiutarti a traslocare, darti un consiglio pratico, telefonarti o incontrarti quando stai male, fisicamente o moralmente), o non è meglio una persona dal cuore generoso. Forse facendo un esempio in un altro ambito affettivo il punto della questione ti sarà più chiaro. Secondo te, un bambino di famiglia benestante, ma poco o niente presente, è più felice quando riceve l'ennesimo giocattolo costosissimo oppure quando sua madre e suo padre stanno a giocare con lui un pomeriggio?
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    • Avatar di Alessia

      Alessia 1 anno fa (4 luglio 2015 13:19)

      Perché che c'è di male nel volere la parità? La parità è poter dire la propria senza doversi sentire in colpa, sentirsi zittire, potersi permettere di offrire un drink al compagno se ci va senza che lui si senta intaccato nella sua virilità. Parità è non aver paura che il compagno si incavoli e abusi di te perché hai messo una gonna, o dover stare zitte se ci tradisce. Ma veramente vorresti vivere senza parità, dove non conti niente, sei un soprammobile da mettere in mostra? Io no. E non è da quante volte un uomo ti paga il conto che vedi quanto vale e se veramente ti ama. Magari ti riempie di regali e ti tratta bene quando state in presenza di altri e poi a casa ti tratta come lo zerbino fuori la porta o peggio ti mena. No grazie.
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    • Avatar di grande Marianna

      grande Marianna 3 mesi fa (21 settembre 2016 9:21)

      Concordo con Marianna, che schifo l'uomo che chiede la divisone del conto al ristorante. PERDITA di Stile ----. Articolo bocciato
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