Il vero amore è…? Ecco una carta dei diritti

il vero amore èIl vero amore è difficile da definire, difficile da riconoscere e anche difficile da… trovare.

E questo forse già lo sai

Il falso amore, l’amore “fake” per molti è difficile da riconoscere, facilissimo da trovare – incomincia a chattare con un amico di Facebook ed è fatta – e relativamente facile da definire. Se ne sai almeno un po’.

Altrimenti, se non ne sai nemmeno un po’, anche con l’amore falso non siamo messi molto bene a identificazione e definizione.

Perché se l’amore falso fosse facile da definire e da riconoscere in molti si salverebbero la pelle. Donne, soprattutto.

"L’amore è… due cuori che percorrono lo stesso cammino. Kim Casali"

L’amore falso, l’amore fake, è come le notizie fake, le borse  e le cinture fake. Di bassa lega, a poco prezzo e molto diffuso. E per le persone poco esigenti.

Molto tossico.

Di amore e di che cosa il vero amore è fatto si parla dalla notte dei tempi e in ogni ambito che riguarda la cultura umana. La psicologia, la filosofia, le neuroscienze, la letteratura, la musica, il cinema…

A questo riguardo c’è anche una storia interessante, quella di Kim e Roberto Casali.

E’ la storia di un amore, di un grande amore.

Kim è una ragazza neozelandese che a 19 anni comincia a girare per il mondo. Nel 1967, approdata a Los Angeles, conosce Roberto, un ingegnere italiano.

I due condividono la passione per lo sci e, iscritti allo stesso sci club, una sciata dopo l’altra si innamorano.

Nel frattempo, per puro divertimento, Kim inizia a disegnare simpatiche vignette sulle buffe cadute della loro compagnia di sciatori e Roberto apprezza i suoi disegni e la spinge a coltivare la sua passione.

Non solo, Kim, è talmente sorpresa dai propri sentimenti per Roberto che sente la necessità di esprimerli scrivendo alcune note e di lasciargli brevi messaggi su foglietti che mette nelle sue tasche, in giro per casa, sulla macchina o che gli spedisce quando sono lontani.

Si tratta di dichiarazioni d’amore apparentemente semplici e in realtà dense di emozioni e di sentimenti profonde, messaggi che iniziano sempre con le parole Love is, L’amore è…

Sono istantanee emotive, i “selfie” delle sensazioni meravigliose che l’amore per Roberto suscita in Kim.

Dopo un po’, a quelle frasi Kim aggiunge una caricatura di se stessa, un disegno spiritoso e dai tratti infantili di una giovane donna con i capelli lunghi, gli occhi grandi, il corpo (nudo!) stilizzato. Rotondo, pieno, in carne.

Di lì a poco arriva anche la caricatura di Roberto (anche lui nudo – non nei dettagli, stilizzatissimo, eh! – e anche questa è rivoluzione sessuale), sempre sorridente, compiaciuto e complice.

"L’amore è… godere delle piccole cose della vita, insieme. Kim Casali "

Kim intanto ha trovato lavoro come receptionist in una azienda che si occupa di design e comincia a pubblicare alcuni libriccini con le sue vignette e le dichiarazioni d’amore per Roberto, diventato nel frattempo suo marito.

Quelle vignette, “Love is…” “L’amore è…” , accompagnate da messaggi semplici ma autentici e veri che sgorgano dal cuore innamorato di Kim, fanno il giro del mondo e diventano un successo planetario.

Altroché la “viralità” di cui si parla oggi, altroché i “meme” attuali.

Niente di paragonabile.

E senza il web, gli smartphone e amenità varie.

Io, che negli anni ‘70 ero una bambina, mi ricordo che molti miei compagni di classe e  amichetti, ai tempi non avevano nemmeno il telefono fisso a casa e che era normale chiedere a qualcuno, volendo contattarlo: “Ce l’hai il telefono? Ce l’ha il telefono?”.

Se no, come dice lo stereotipo, si citofonava. O, meglio, si chiamava urlando: “Angelooo! Monicaaa!” e al balcone si affacciavano arcigni e severi la mamma o il papà di Angelo e Monica che a voce bassa e tono deciso dicevano: “Ssshhh! Non si grida! Adesso arriva…” E tu ti immaginavi Angelo e Monica già lanciati di corsa giù per le scale che non vedevano l’ora di giocare con te…

Eppure, senza telefoni e magari nemmeno citofoni, mi ricordo bene quelle immagini sull’amore e forse su qualcos’altro e quelle scritte che capivo molto poco.

E che arrivavano dall’altra parte del mondo, da una giovane donna nata in un paese agli antipodi, dove forse le persone camminavano a testa in giù…

Immagini che catturavano la mia curiosità. E mi davano da pensare. Ah, la psicanalisi! Ah, l’inconscio! Ah, la presunta innocenza dei bambini!

Nel 1970 esce il film Love Story, un classico del cinema mondiale, e il sottotitolo del film recita: “L’amore è non dover mai dire mi dispiace”.

Un nuovo successo planetario.

E lo slogan è una frase che non di rado molti pronunciano anche oggi, senza nemmeno sapere il perché e il per come l’hanno sentita e qual è sua vera origine.

Love Story e Kim Casali e le sue vignette in origine non hanno nulla a che fare l’uno con le altre, se non che sono i segnali esteriori e “virali” di potenti, rivoluzionarie trasformazioni nell’universo delle emozioni e dei sentimenti.

E’ quella che si definisce cultura “pop” e questa cultura cerca di dare un senso e un’espressione sensata, comprensibile, “universale”, in modi fino ad allora inediti, a uno dei fenomeni più rilevanti e misteriosi dell’esistenza umana.

Si tratta prima di tutto di una rivoluzione sentimentale.

Il vero amore è… una rivoluzione

L’amore è un sentimento comune a tutti, dappertutto, un sentimento che si deve poter esser liberi di vivere e di esprimere, anche per le donne.

Che si deve poter esser liberi di scegliere e di non scegliere.

Dici poco? Questa è la nostra storia. La nostra cultura viene da qui. Ahimé con i suoi stop e anche i suoi riflussi, le retrocessioni, gli arretramenti.

Fino a quel momento ci si sposava per dovere, molto spesso in matrimoni combinati dalle famiglie, di fatto non ci si poteva separare e di sicuro non si poteva divorziare.

I sentimenti, l’intesa, l’amore e l’innamoramento, in genere, non facevano parte di un’unione di coppia, tantomeno di un matrimonio.

L’amore poteva capitare, certo, ai pochissimi che per una ragione o per l’altra potevano scegliere o erano “caduti” bene, ma più che altro solo per fortuna, per vere e proprie botte di m…ulo.

In Italia chi comandava in casa era l’uomo e la donna aveva l’obbligo di ubbidire e lui il diritto di correggerla anche attraverso la violenza fisica. Esisteva il diritto d’onore.

Non era contemplato che il matrimonio fosse un “luogo”, una relazione, una istituzione che contribuisse a realizzare il pieno potenziale della propria felicità.

Né per gli uomini né per le donne.

Per una donna – nubile o sposata – mostrare “simpatia” verso un uomo significava pregiudicare per sempre la propria virtù e il proprio buon nome.

Figuriamoci inventarsi frasi romantiche per un uomo, corredate dall’immagine infantile e spiritosa di due innamorati che fanno il verso alle rappresentazioni più classiche e castigate (in un certo senso) di Adamo ed Eva nel paradiso terrestre.

Scherziamo?

Non si poteva “frequentare” e tantomeno sposare qualcuno di una classe sociale diversa dalla propria o inviso alla propria famiglia.

Love Story lo racconta bene.

Non ne parliamo poi dei matrimoni “interrazziali” o tra persone di religioni diverse. Finanche di nazionalità diverse.

Le donne dovevano arrivare vergini al matrimonio (le donne…).

L’elenco non è finito qui. E’ molto più lungo. Tanta roba, vero?

Ecco perché oggi per noi è importante sentirci ed essere genuinamente liberi da condizionamenti, dai “quel che dicono le mie amiche”, “quel che pensa mia madre” e dai “che cosa penserà la mia famiglia”.

Se guardiamo al passato con vera capacità di visione e desiderio di capire, non possiamo che rimanere impressionati dalle assurdità di certe convinzioni e costrizioni.

Per questo è essenziale che nelle nostre vite siamo portatrici di pensieri e stili di vita autenticamente liberi.

Per non fare danni a noi stesse, essenzialmente, e per procedere, andare avanti.

"L’amore è… quando le differenze fra di voi non fanno differenza. Kim Casali"

Il 9 febbraio del 1972 Kim pubblica una delle sue vignette più famose “L’amore è essere capaci di dire mi dispiace”, che rovescia lo slogan di Love Story e aggiunge un nuovo punto di vista.

Ora tu dirai: “Okay, Ilaria, belle storie, va bene. E hai fatto tutta questa sbrodolata per dire che cosa? Che hai nostalgia del tempo in cui eri piccola ed eravate primitivi, addirittura senza telefono? Cioè, io che me ne faccio del tuo predicone? Tra l’altro io lo smartphone ce l’ho e mi faccio pure i selfie. Che vuoi da me?”

Bene, arriviamo al punto.

Abbiamo avuto modo, qui, di affermare spesso che molto dolore d’amore si potrebbe evitare se le persone fossero più preparate, scafate, consapevoli.

Cioè se sapessero davvero distinguere che cosa è il vero amore e che cosa no.

Se avessero più intelligenza emotiva, cioè se sapessero capire gli altri ma soprattutto se stessi e i propri bisogni.

Non per niente uno dei miei percorsi più venduti è proprio I 7 Pilastri dell’Attrazione che fa scoprire a ciascuno la propria intelligenza emotiva.

Se sapessero distinguere il vero amore, cioè quello che fa bene, che nutre, che porta serenità, da quello che amore non è e che alla fine porta al grigiume, alla tristezza, alla perdita di ogni possibilità di essere pienamente felici.

Ci sono per esempio persone che sono convinte che la gelosia sia una dimostrazione d’amore, che le critiche dal partner siano legittime o che i litigi siano una parte naturale e ineliminabile della vita di coppia.

Magari chi è cresciuta con una madre svalutante non si rende conto che il partner che la svaluta non la ama, ma sta rovesciando su di lei le proprie insoddisfazioni e nevrosi.

E così facendo la distrugge dentro, come la goccia che scava la roccia.

O chi aveva un padre che faceva scenate e una madre che tollerava in silenzio, è convinta che avere un partner umorale e iracondo sia normale e sia normale subire.

Ci sono anche coloro che sono convinte che se lui non risponde al telefono o ai messaggi e accampa la scusa del lavoro, ha ragione, poverino, e non si rendono conto che quello è un segnale forte di non amore.

Oppure trovano naturale che il marito o il compagno passi il suo tempo libero davanti al cellulare al PC o alla Playstation o esca tutte le domeniche con gli amici per gite in moto/canoa/barca/bicicletta, dalla mattina alla sera.

Molti vivono con il non-amore costante e non lo sanno.

Però sono tristi, insoddisfatti, inquieti e non ne capiscono il perché, considerato il fatto, tra l’altro, che loro fanno di tutto per far andare bene le cose.

"L’amore è… esserci l’una per l’altro. Kim Casali"

O considerato anche che i loro amici e le loro amiche dal di fuori, senza sapere niente, senza nessuna empatia, dicono loro che tutto è normale, che è normale che un uomo urli per farsi valere, che è normale che rientri dal lavoro e non dica una parola ma si butti sulla Playstation, che è normale che critichi, perché magari è nervoso. O ha problemi sul lavoro o in famiglia. Bisogna capirlo, neh…

Ma neanche per idea.

Il vero amore è… saper distinguere

Dopo molti anni che faccio questo lavoro e che mi dedico a studiare le relazioni e sono a contatto con persone, nella mia vita quotidiana, o con coloro che si rivolgono a me per avere un sostegno personale, pratico e diretto, rimango ancora stupita di fronte al candore dei tanti che non sanno che cosa il vero amore è o non è.

Per questo ho pensato di scrivere una sorta di manifesto dei diritti che abbiamo in amore e, siccome un’idea tira l’altra, mi sono venuti in mente Kim Casali con le sue dichiarazioni e Love Story.

Nessuno dei due sono dei riferimenti assoluti (questo niente e nessuno e poi loro sono troppo romantici e sdolcinati e possono essere fuorvianti, anche perché risalgono e rispecchiano un’altra epoca storica), ma sono un buon esempio di quanto sia importante e anche arricchente, vantaggioso, benefico, essere consapevoli dei propri sentimenti e delle proprie emozioni.

Di quel che si dà e di quel che si riceve.

Di quel che appaga e di quel che soddisfa.

Di quel che diminuisce e spegne.

Non per niente io suggerisco alle mie clienti di tenere un diario, di scrivere e di descrivere, a se stesse, le proprie emozioni. Come Kim Casali.

Molti sono confusi e scambiano per amore quello che amore non è.

L’ho scritto varie volte e lo riscrivo, dato che è utile ribadire.

Di seguito ti faccio un elenco (parziale) di quelli che penso siano i diritti di ciascuno di noi  in amore, in una relazione di coppia innanzittutto e spesso in altre relazione.

L’ordine non è frutto di nessuna ragione particolare.

Il vero amore è… essere amati autenticamente e poter amare autenticamente.

Il vero amore è… vivere nella sicurezza per la propria salute emotiva e fisica.

È…potersi fidare e non stare sempre all’erta.

E’… essere davvero ascoltati e presi sul serio.

E’… essere accuditi.

E’… essere intimi.

E’ …vivere un’intimità che esalta e soddisfa. Gratifica. Dà piacere.

E’… essere trattati con onestà e sincerità.

E’… essere amati per quello che si è e non per quello che si ha.

E’ …poter avere una vita tranquilla, piena di calma e di serenità.

Il vero amore è essere confortati, consolati, incoraggiati.

E’ ricevere carezze, essere trattati con gentilezza, essere ammirati per il proprio aspetto e il proprio carattere.

E’ essere liberi di avere successo (anche più del partner) e di esprimersi al cento per cento in ogni campo.

E’ essere liberi di condurre una vita riservata e dedicarsi alla piccole passioni.

Il vero amore è ricevere complimenti ammirati e sinceri.

Essere aiutati con comprensione a riconoscere i propri punti di miglioramento per stare meglio.

Essere sostenuti nei momenti difficili.

Essere celebrati nei momenti facili e nelle vittorie.

Il vero amore è ricevere attenzione.

Il vero amore è guardare insieme la realtà in modo oggettivo e utile.

E’ essere ricambiati.

Ricevere un trattamento alla pari.

E’ potersi sfogare.

E’ ascoltare sfoghi che non contengano manipolazioni, critiche o colpevolizzazioni.

Il mio elenco lo concludo qui. E’ molto più lungo.

Ogni volta che rifletto su qualcosa ne prendo nota per iscritto su un quaderno (senza disegni, per carità, magari qualche schizzo!).

Che ne dici condividere qui nei commenti il tuo (o i tuoi) pensieri su il vero amore è…?

I percorsi che ho creato per te:

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51 Commenti

  1. Avatar di mary*

    mary* 3 settimane fa (1 giugno 2018 11:58)

    Molti sono confusi e scambiano per amore quello che amore non è! Bellissima frase!!!! - Ottimo Ilaria! E' tutto vero ragazze,ci accontentiamo e non mettiamo in discussione la relazione il partner e noi stesse.Nessuno/a merita amori di plastica o usa e getta.Teniamoci stretta questa bella lista scritta nello smartphone..E andiamo avanti,capendo che oggi sole male-male non si stà,anzi... tutto di guadagnato,soprattutto di serenità e stima nelle nostre capacità e personalità. Vedo amiche aggrovigliate in certe relazioni...assurde!! A cosa serve avere un marito,un fidanzato o convivente del genere,che status devi rappresentare? Di cosa hai bisogno di sesso sicuro e garantito?Di una situazione economica tranquilla/apparentemente?O pensi che avere un uomo vicino a prescindere da come si comporta dietro le quinte,ti faccia sentire più figà? Risvegliatevi e tornate a vivere!!! Meglio essere single a vita che trattate da sfigate:)) Saluti.
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  2. Avatar di Valeria

    Valeria 3 settimane fa (6 giugno 2018 18:31)

    Il vero amore é aver voglia di condividere momenti e occasioni e lasciare e avere spazi personali per poi ritrovarsi con maggior desiderio di stare insieme. É apprezzare quello che l'altro fa o dice o pensa ma non in modo assoluto... ed essere altrettanto apprezzati. É capire come comunicare un diverso punto di vista senza arrabbiarsi o far arrabbiare il partner... É adorare in modo unico e inspiegabile qualcosa del partner, magari un mix di elementi che mai avremmo pensato potessero piacerci in altre persone. É sentire la mancanza quando non è con te... Ma riuscire a stare ugualmente sereni o addirittura felici confidando che tornerà da te.
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    Rispondi a Valeria Commenta l’articolo

  3. Avatar di anna

    anna 2 settimane fa (8 giugno 2018 20:24)

    Ciao a tutti! Grazie per l'articolo, utilissimo! Mi farebbe piacere sapere che cosa ne pensate riguardo a questi punti al diritto di ..essere accuditi (!!), ascoltati, incoraggiati ..ascoltare sfoghi e sfogarsi (!!). Non e' "chiedere troppo"? A me sembra che cozzino con l'idea di essere indipendenti, non rompiscatole e prendersi cura di se' pienamente. Ci si puo' davvero aspettare cosi' tanto?
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