Perché dopo una separazione ti senti una cacca?

Separazione: che cosa aspettartiArgomento tosto quello di oggi, la separazione. Forse non ci crederai, ma la nostra vita è piena di esperienze di separazione. Separazione dalla mamma il primo giorno di scuola o di scuola materna, separazione dai compagni alla fine delle elementari, delle medie o delle superiori, separazione dagli amici quando si concludono alcuni cicli di vita e ne iniziano altri. E anche separazioni da luoghi e da oggetti. Ovviamente qui e adesso parliamo della separazione che pone fine a una storia d’amore, non importa che sia lunga o breve, o che sia un matrimonio oppure no.

"L’amore che poté morire non era amore.Berthold Auerbach
"

La separazione che avviene dopo un matrimonio o dopo una lunga convivenza (che magari ha visto anche la nascita di figli) è l’esempio più significativo di separazione, il più “grande” e il più “forte” e include in sé tutte le caratteristiche di un distacco, alla loro massima potenza. Quando si tratta di relazioni meno “impegnative” (che per esempio non hanno comportato la convivenza dei due partner) la separazione può essere vissuta con intensità più o meno forte ed è caratterizzata comunque da tutti i fenomeni che ci sono in una separazione successiva a un matrimonio o a una convivenza di tipo matrimoniale.

“Scusa Ilaria, perché mi fai tutta questa lunga premessa?” tu chiederai. E io ti rispondo che ti faccio questa lunga premessa perché è importante che tu legga tutto l’articolo, anche se non sei stata sposata o non hai avuto lunghe convivenze. Parlerò infatti di temi molto utili per te, per la tua storia d’amore attuale e futura.

Separazione: una storia vera

Due giorni fa ho avuto un’importante conversazione con una lettrice, che qui chiamerò Manuela. Quando io parlo con le mie clienti di coaching o con le mie lettrici ricevo spesso delle illuminazioni. Per questo io sono estremamente grata a chi mi segue, a chi legge, a chi mi scrive: è dallo scambio tra noi che nascono le soluzioni più efficaci.

Manuela era piuttosto giù e mi ha detto che si sentiva una “cacca”. Io quella parola – “cacca” – a dir la verità non l’avevo mai sentita prima ;) e siccome lei me l’ha fatta scoprire, le ho chiesto il permesso di utilizzarla. Lei me lo ha dato e io ora la uso. Spero che questa parola non ti dia fastidio. Non so se tu sai che cosa vuol dire “cacca”. Ma probabilmente riesci a capirmi. Non so nemmeno se sai che cosa significa “sentirsi una cacca”, ma sono sicura che anche in questo caso riesci a capirmi.

Manuela è una giovane donna – giovanissima! – di 38 anni che ha già dei figli e si sta separando dal marito. Manuela si è sposata molto giovane (tra i 20 e i 25 anni) e i suoi bimbi sono grandicelli. Attenzione 1: quando ci siamo parlate Manuela si sentiva una cacca a causa della separazione. Attenzione 2: l’iniziativa della separazione l’ha presa lei. Interessante vero? Ma se hai vissuto una separazione dopo una storia importante, sai bene che questa apparente contraddizione ha molto senso.

Lei ha dato il primo impulso alla separazione perché dopo molti anni si è accorta che il marito proprio non era in grado di andare incontro ai suoi bisogni. A Manuela era venuto anche il sospetto che il marito avesse un’altra donna. In effetti al momento il marito ha un’altra donna, dalla quale aspetta un bimbo. Le procedure della separazione vanno avanti etc etc.

Sottolineo un dato importante: Manuela è una donna di straordinaria umanità – mi ha toccato il cuore, per molte ragioni -, ha una grande intelligenza e una grande vitalità (lei adesso queste cose non le riesce molto a percepire, ma saltano all’occhio). Ha anche delle capacità pratiche, un buon lavoro, è una mamma amorevole. Una donna alla quale non manca niente per vivere una vita grandiosa e felice. E anche per sedurre un uomo. Questo noi lo sappiamo – io e te che ci stiamo riflettendo in questo momento -, perché le capacità e le possibilità negli altri riusciamo a vederle. Manuela non riesce ancora a esserne consapevole. Quando ci riuscirà – e ci riuscirà! – si salvi chi può.

Separazione e autopercezione di escremento

A dirla tutta, la storia di Manuela è molto simile a quella di centinaia, probabilmente migliaia di donne. Ci si sposa in età giovanile, senza grandi esperienze e con sogni immensi e bellissimi progetti. Si dà tutte se stesse al marito e poi ai figli, se arrivano. A un certo punto ci si accorge che manca qualcosa. In questo caso ci si accorge, dopo un po’ di tempo, che l’uomo che si ha al proprio fianco non è quello giusto. Ma questa scoperta avviene dopo molte sofferenze, dopo tante frustrazioni che si sono prolungate nel tempo. Tant’è che la decisione di separarsi nasce dall’esasperazione, dalla disperazione, dall’esaurimento. Anche se è la decisione migliore possibile. Anzi, è la madre di tutte le decisioni, quella che permette a tutte le nuove opportunità di presentarsi, e che permette anche di costruire il proprio futuro e di creare la propria vita, vera, autentica.

E allora, perché dopo una separazione molte donne si sentono una cacca? Perché tu ti senti una cacca?

Ti senti una cacca perché hai subito un processo di trasformazione in negativo che ha una potenza quasi incommensurabile. Se ci pensi bene dipende dal susseguirsi di fasi diverse, che corrispondono a stati emotivi – potentissimi – diversi tra loro. Sono stati emotivi così potenti che hai la sensazione che abbiano modificato il tuo vero essere. Ma non è vero, anche se ti sembra! Il tuo vero essere è li pronto a ripartire appena ti ricarichi.

Le 7 fasi emotive che hai sperimentato finora

1)      C’è la fase dell’innamoramento, del riconoscimento di un compagno come il “proprio compagno” e dell’investimento emotivo in un sogno/progetto che è la vita insieme ed è anche e soprattutto la propria vita. Questo è importantissimo e molto forte: in questa fase le energie, i pensieri, le fantasie e l’”immaginazione” sul futuro che ti attende giocano un ruolo fondamentale.

2)      C’è la fase della messa in opera del progetto e del coinvolgimento totale e totalizzante: ok, si parte, iniziano i lavori. Ci si sposa, si va a convivere. Vai con l’investimento di fisico e mentale a fare, realizzare, risolvere eventuali difficoltà. Il tutto prende grandi energie non solo emotive, ma anche pratiche: organizza, cucina, pulisci, trova punti d’incontro con il partner, costruisci una vita insieme. Una bella sfida.

3)      C’è la fase delle difficoltà, del bagno di realtà e della perseveranza: ok il progetto è partito, ha richiesto un sacco di investimento e di energia. Ma non è proprio come te l’aspettavi. Non importa, tu fai spallucce e te ne freghi, vai avanti a testa bassa, convinta che il tuo sogno e il tuo progetto contino più di tutti e di tutto. Perseveri, sicura che la tua dedizione, il tuo impegno e il tuo sacrificio ti portino dove vuoi andare. Anche se non sai più di chi è davvero il progetto al quale stai lavorando.

4)      L’avvilimento: è un fenomeno estremamente bastardo, perché si insinua in ogni angolo della tua relazione e della tua vita in modo lento e insesorabile: le cose non girano proprio e tu non vuoi accettarlo. Nel contempo cominci a trascurare te stessa e la tua vita. Non curi più il tuo aspetto e la tua persona e nemmeno la tua anima, rinunci a te per fare spazio agli altri (compagno, figli,), magari ingrassi o dimagrisci eccessivamente (la tua tristezza e la tua delusione la devi pur mettere da qualche parte). Cominci a non dormire etc etc.

5)      La mancanza di amore. A quel punto, quando già sei a un buon grado di cottura, la distanza tra te e il tuo compagno si fa gigantesca. Lui non è l’uomo giusto (e questo fatto non è  colpa di nessuno, né tua, né sua) e quindi non riesce a supportarti, a sostenerti, a darsi da fare. Anzi, magari si rivela un po’ stronzo e per giustificare e dare logica a quel che sta succedendo, lui dà la colpa a te. Ti fa sentire inadeguata, non all’altezza, magari poco attraente e poco affascinante. Ti lascia spesso sola. Si dedica a se stesso e non a te. Ti fa mancare amore. E questo ti fa stare malissimo.

6)      Il riscatto del buon senso, della vitalità e della speranza: arriva proprio quando sei disperata, per paradosso. In fondo al tuo cuore sai e ti dici: “Accidenti, ma così non posso mica andare avanti! Posso, voglio e mi merito di meglio.” Siccome sei una donna intelligente, prendi l’iniziativa per la separazione.

La mazzata finale e la sorgente di possibilità

Attenzione, a questo punto, fermiamoci a riflettere: è ovvio che alla fase 6) le tue energie emotive e anche fisiche sono esaurite, addirittura sotto lo zero termico, ne hai poche, pochissime. Il fatto è che la fase 6) è la più delicata, quella che richiede più forza e più energia, proprio nel momento in cui, invece, tu, di forza e di energia ne hai meno (hai presente tutto quello che hai fatto finora, te ne rendi conto?). E’ in questa fase che devi decidere, spingere, prendere in mano la situazione. E’ in questa fase che devi prendere in mano la tua vita. E magari andare dall’avvocato, parlare con il giudice, lo psicologo etc. O spiegare la faccenda ai tuoi, ai suoi, agli amici e ai colleghi. Ufff… Ed è in questa momento che si passa alla fase sette…

7)      La mazzata finale: la separazione vera e propria. Per quanto tu l’abbia voluta o comunque sappia che è la cosa giusta da fare per te, il momento in cui ti separi davanti al giudice o in cui lui se ne va di casa o decidete di non vedervi più (in tutte le varianti possibili e immaginabili) ha un significato simbolico profondo, che non può che essere percepito emotivamente come un colpo di grazia alla tua energia e alla tua autostima.

In sintesi: il sentirsi una cacca dopo una separazione, è la fase finale di un lungo processo, magari durato anni, in cui tu hai vissuto intense emozioni, hai impiegato energie e messo a dispozione risorse in un progetto che poi non si è compiuto come tu avresti voluto.

E ora dopo tutto questo gran parlare di sentirsi una cacca, dove andiamo? Ci fermiamo a riflettere sul fatto che questa separazione, questa fine è, di fatto, un grandioso nuovo inizio. Qualcosa che, qualsiasi sia il tuo punto di partenza, ti permette, finalmente di realizzare te stessa. Più forte e più bella di prima.

Anche se avrei voluto continuare, oggi mi fermo qui: il messaggio importante di questo mio articolo è che tu comprenda le profonde ragioni per cui ti senti uno straccio dopo la fine di una storia. Non sono scuse o giustificazioni. E’ un dato di fatto. La presa di coscienza di essere legittimamente e logicamente in un momento di grande debolezza deve essere un elemento che ti aiuta a valorizzare te stessa, il tuo presente e anche il tuo passato. Ed è essenziale per costruire il futuro che vuoi. In un prossimo articolo continuiamo.

Fammi sapere se il tema ti interessa e se vuoi che approfondiamo. Raccontami la tua esperienza.

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376 Commenti

  1. Avatar di Erika

    Erika 3 mesi fa (5 marzo 2017 17:32)

    Ciao Ilaria, mi sento un po' sollevata dopo aver letto questo articolo. Sto vivendo una seconda separazione entrambe volute da me, la prima matrimoniale e quella attuale di sola convivenza. Credo ancora nell'amore ma non piu' nella convivenza e spero il destino abbia in serbo qualcosa di buono in futuro per me, ma soprattutto devo valorizzare me stessa. Un abbraccio a tutte le donne che soffrono. Grazie.
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  2. Avatar di valentina.maidiremai

    valentina.maidiremai 3 mesi fa (9 marzo 2017 13:27)

    buon giorno, il bello del blog è che spazia in tutte le fasi della vita che può attraversare una donna e quindi in qualsiasi di queste ci si trovi, si può trovare qualche aiuto leggendo quì e là... finalmente separata effettivamente dopo anni di separazione "in casa", superato, attraversato e ri attraversato tutte le fasi, adesso mi trovo di nuovo in difficoltà. Questi ultimi anni accompagnata da un uomo che tu, Ilaria, definiresti "stampella", una relazione sicuramente tossica e lo sapevo con una persona da cui ero dipendente, emozionalmente, sessualmente... mi era necessaria, o almeno mi sembrava. tutt'ora gli voglio ancora bene e lui mi ha lasciato, è tornato dalla propria moglie per ricominciare un rapporto più onesto con lei. Da manuale, vero? Ci sto male, molto, mi manca e siamo nella fase "rimanere amici" anche se non so ancora se e per quanto riusciremo. Mi consolo moltissimo leggendo che tutte le mie paturnie, disperazione, paure, hanno una spiegazione logica e che si può ricominciare da capo, ritrovando sè stesse, ma ho paura e mi sento ancora molto molto fragile
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  3. Avatar di Daniela

    Daniela 2 mesi fa (30 marzo 2017 19:34)

    Non avrei mai immaginato si stare cosi male. Condivido tutto ma da sola non ce la faccio . ho chiesto aiuto ad un professionista. E' durissima.
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  4. Avatar di Cristina

    Cristina 1 mese fa (19 aprile 2017 18:43)

    Ciao Ilaria, io non mi sento affatto una cacca. Io tengo molto a mio marito e per questo motivo l'ho lasciato libero di andare via, di separarsi fisicamente da me perché era suo desiderio farlo perché dice che deve capire se stando senza di me gli manco. Sono sposata con due bambini e cerco di incontrarlo e parlargli il meno possibile perché ciò mi ferisce. Con la mente vorrei dimenticarlo ma il cuore sanguina. Ormai sono quasi 5 mesi e alterno giornate belle e brutte. Dammi qualche consiglio. Grazie
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 mese fa (19 aprile 2017 19:05)

      Ma se l'adorato maritino capisce che stando senza di te gli manchi, tu corri a colmare il suo vuoto come una tazza di cioccolata? E se non gli manchi, ohibò, al nostro bambinello, che si fa? Che deciderà il reuccio? Davvero, cosa ti deve fare ancora per farti capire che manca a te, certo, di rispetto, nel modo più totale?
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  5. Avatar di maria grazia

    maria grazia 2 mesi fa (29 marzo 2017 21:25)

    Ilaria questa storia è la mia con una particolarità che il mio ex è un narcisista ho figli per cui figurati quanta sofferenza passata e presente. Ti chiedo come si può ricominciare a vivere e non pensare ?grazie
    0
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (29 marzo 2017 22:16)

      Mi figuro, mi figuro, cara, e mi dispiace tanto. Si ricomincia a vivere attraverso il desiderio di vivere, a piccoli passi. Incomincia per esempio seguendo questo blog e facendo buone letture. Alimentandoti in modo regolare e sano, bevendo molta acqua, senza saltare i pasti o fare sacrifici. Dormendo. Delegando se possibile talvolta la cura dei figli a persone fidate (parenti, genitori di compagni, amici). Facendo attività fisica (preferibilmente corsa, camminata veloce, yoga e tai chi). Entrando in contatto con gli altri, persone selezionate e rispettose. Bisogna uscire dallo stress creato dal trauma (è quello che causa i pensieri ricorrenti e ossessivi). Passo passo, uno dietro l'altro.
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    • Avatar di Matteo

      Matteo 1 mese fa (24 aprile 2017 16:08)

      Ciao, mi interessa sapere una cosa: non sono mai stato sposato, a lungo fidanzato, e recentemente ho conosciuto una ragazza bellissima e davvero buona che pero' si e' da poco separata dal marito con cui e' stata fidanzata molto a lungo e dal quale si e' separata dopo pochi mesi di matrimonio. L'ho invitata a uscire solo per poterla conoscere e mi ha risposto seccamente di no. Devo dimenticarla? Ho fatto qualcosa di sbagliato?
      0
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    • Avatar di Emanuela

      Emanuela 1 mese fa (24 aprile 2017 16:59)

      Non penso tu possa darti delle responsabilità solo per aver invitato una ragazza ad uscire con te. Probabilmente non voleva perché al momento non interessata ad alcun genere di rapporto, quindi senza colpevolizzarti penso tu possa guardare più avanti.
      1
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    • Avatar di max

      max 1 mese fa (24 aprile 2017 23:38)

      Su Matteo, un po' di intraprendenza, senza essere invadente...ti fermi al primo ostacolo?...cerca di corteggiarla e darle emozioni, fai vedere che sei una persona di valore...poi oh, se dopo qualche tentativo -fatto bene- ancora non cede, lasciala perdere e trovane un' altra più aperta.
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    • Avatar di Emanuela

      Emanuela 1 mese fa (25 aprile 2017 10:53)

      Condivido e approvo l'idea che non ci si ferma al primo ostacolo, soprattutto perché da un senso di sicurezza personale non indifferente. Però lui le aveva chiesto solo di uscire in modo assolutamente spontaneo e per conoscersi. Lei ha rifiutato la conoscenza della persona e come si fa a dimostrare il proprio valore se non c'è nemmeno l'opportunità di aprire bocca? La mia domanda non è solo retorica, mi piacerebbe sapere tu quali atteggiamenti adotteresti se non avessi i normali strumenti di conoscenza sotto le mani?
      1
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    • Avatar di max

      max 1 mese fa (25 aprile 2017 17:53)

      Emanuela, ma come lui glielo ha chiesto?...come lui ha conosciuto questa donna, e in che modo si è posto con lei?...ogni situazione è diversa, e da quello che scrive e come lo scrive, mi sembra che matteo non abbia conosciuto questa persona -per dire- in un locale, o in ogni caso non ha suscitato in lei nulla di che...se non si fa qualcosa per rimanere impressi nell' altro (vale anche per le donne eh), per stimolare l'altrui curiosità (senza non essere mosci, affamati, scontati, broccoloni, chiusi, etc...), come si può pretendere di ricevere un si, se l' altra persona non è una persona affamata di emozioni/alla canna del gas...o in questo caso, se l' altra persona sta mettendo delle barriere di protezione?(ammettendo che le barriere siano vere eh)...nel caso di matteo, se fosse una conoscenza allo stato virtuale, non ti so dire, perché non uso i social, ma di certo è più facile ottenere qualcosa da una conoscenza diretta, reale, immediata....se lui invece l' avesse già conosciuta di persona ed avesse il numero beh, vuol dire che deve armarsi di un po' di pazienza, insistere senza opprimerla, avere un po' di fantasia nel dialogo (e qua non aggiungo altro che sennò rischio di sembrare un guru della seduzione, cosa che non sono), e poi se ci esce, divertirsi, fare qualche discorso serio (non troppi eh) per creare un minimo di intimità, e poi...deve provarci, deve provarci se le piace (con tutto quello che "le piace" può soggettivamente racchiudere), con il rispetto dell'unicità dell' Altro che deve sempre essere alla base di tutto...se gli va male, s'è preso un 2 di picche, ma magari anche dopo il 2 di picche lei proverà interesse...sennò amen, meglio fare qualcosa, che non farla..io la vedo così...credo valga anche per le donne, ma in modo differente.
      2
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    • Avatar di Emanuela

      Emanuela 1 mese fa (25 aprile 2017 19:50)

      Ti ho messo un upvote sulla fiducia, sei tu l'uomo e l'intrapendenza va riconosciuta.
      0
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    • Avatar di max

      max 1 mese fa (25 aprile 2017 23:23)

      Ahahah grazie, attendiamo news da Matteo.
      1
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  6. Avatar di Andrea

    Andrea 3 settimane fa (8 maggio 2017 17:54)

    Mi sto separando,con figli,quello che più conta in una separazione é,io lo definisco così,il terzo elemento,cioè la situazione sociale attuale,che secondo me influisce in maniera significativa all'aumento delle separazioni,inutile rimanere su argomenti incentrati sempre su se stessi,oggi si vuol essere egocentrici e pieni di sé,ma è proprio questo il più grosso dei problemi che causano una separazione,non solo in una coppia,ma a tutti i livelli.
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    Rispondi a Andrea Commenta l’articolo

    • Avatar di London

      London 3 settimane fa (8 maggio 2017 18:19)

      Cioè quale sarebbe questo terzo elemento e cioè la situazione sociale attuale? Quindi vuoi dire che dopo qualche anno di matrimonio, dove si è accantonato l'egocentrismo per il bene della famiglia e della prole, uno ritorna ad esserlo e quindi si separa? chi è egocentrico e pieno di sè lo è anche al momento del matrimonio, la base c'era già, non è che uno lo diventa dal niente.
      2
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    • Avatar di max

      max 3 settimane fa (8 maggio 2017 18:25)

      Se le persone non fossero così centrare su se stesse si prenderebbero la responsabilità di avere cura della persona che hanno sposato e dei figli che hanno messo al mondo....ma la responsabilità maggiore non è nel macrocosmo esterno, ma del microcosmo interno alla coppia che si è lasciato spegnere per mille motivi più o meno validi.
      3
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  7. Avatar di Manu

    Manu 3 settimane fa (8 maggio 2017 17:17)

    Ciao Ilaria, e quando si ha bene in testa che la soluzione sarebbe la separazione, ma la paura di far soffrire i figli e deludere le famiglie e fare troppo male al marito ti distruggono, come si fa a farlo?
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    Rispondi a Manu Commenta l’articolo

  8. Avatar di GIULIA

    GIULIA 2 settimane fa (12 maggio 2017 17:34)

    Ciao Ilaria....volevo ringraziarti. Mi sono imbattuta per caso in questo tuo articolo e hai avuto il potere di farmi sentire un po'meno sola e incompresa in questoperiodo così tetro. Sono giovane e ho una bambina che a Giugno compirà un anno e mi sento annichilita ,sopraffatta dallafine della relazione con il mio compagno. Lui ha 40 anni. Io 26. Eravamo innamorati pazzi. Io accettai il suo primo figlio e suo figlio accettò me. L'ex moglie sempre con un piede nella nostra vita (se ne andò lei con un altro). Tutto abbastanza accettabile se non fosse oer quella maledetta casa praticamente attaccata a quella dei miei suoceri. Brava gente ma un vero e proprio Clan , suoceri , cugini, zie ..tutti sempre li . Io soffocavo. E soffoco. Lui non ha mai voluto cambiare casa neanche quando la mia famiglia gli propose di aiutarci economicamente con un eventuale affitto. Poi la mazzata finale : la mia tremenda cognata, da sempre capo indiscusso del Clan , quando vide che non c'era spazio per lei nellamia famiglia, divenne la migliore amica della ex moglie. Io mi trovai circondata da questa gente con una bimba appena nata a soli 25 anni. Il mio lui troppo vigliacco per ridimensionare la situazione . Io mi chiedo se sia giusto stare con un uomo che non fa mai gli interessi della famiglia ( quella composta da moglie ,marito e figli...non quella di origine..che se si chiama così un motivo ci sarà! !) e che preferisce far naufragare il rapporto piuttosto che lasciare quella casa malsana e ricominciare da capo o comunque cercare di fare qualcosa .Persi persino il latte dallo stress causato da questa gente. Sto temporeggiando prima di separarmi definitivamente , solo per la nostra bellissima bambina...però mi chiedo fino a che punto una donna (e neo mamma ) può resistere in una realtà cosìostile.Il senso di fallimento e di colpa è così grande...un dolore quasi insopportabile. Perché devo rinunciare ad una famiglia per colpa della codardia dell'uomo che amo? Perché mia figlia non può avere una bella famiglia solo percolpa di ingerenze esterne e dell'inettitudine di un maschio ? Se ho fallito con lui che era l'amore della mia vita come procederà il mio futuro? Potrò essere amata di nuovo ...o per davvero? E mia figlia? La parte più convenzionale di me sta apostrofando il mio inconscio:"facile fare un figlio e poi mollare tutto! Hai delle responsabilità! Bisogna ingoiare m** e resistere!" Per fortuna è solo una piccola parte di me a pensare questo.... Insomma....un mare di domande, sensi di colpa a non finire e nessuna risposta!!!
    0
    Rispondi a GIULIA Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 2 settimane fa (12 maggio 2017 20:29)

      Non capisco bene a quale famiglia fai riferimento quando dici: è giusto che mia figlia non debba avere una famiglia ecc? A quella ideale che vorresti, o a quella che hai con quest'uomo, clan, ex-moglie e primo figlio inclusi? E ti chiedo anche: hai la sensazione che separandoti tua figlia sarebbe estromessa dal "clan"? I figli dei separati la famiglia continuano ad averla, si tratta di decidere se è più malsana per loro la situazione in cui stanno, o quella in cui starebbero in caso di separazione. Perché la famiglia ideale (ammesso che esista e che sia auspicabile ragionare per schemi astratti) tua figlia non ce l'ha già, da quello che mi pare di capire, non fosse altro perché ci stai a disagio tu. Lui ha quel rapporto con la sua famiglia di origine, e la sua famiglia di origine è fatta così: questo è un dato di fatto, e se non trovate un grado di autonomia che ti soddisfi (che soddisfi entrambi, per l'esattezza), penso che continuerai a sentirti invasa e senza una vita tua - a maggior ragione perché una bimba piccola è molto impegnativa. Un abbraccio
      1
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  9. Avatar di Chiara

    Chiara 1 settimana fa (16 maggio 2017 11:12)

    Ciao Ilaria, Mi chiamo Chiara e si... In questo momento mi sento una cacca. Sono reduce da pochi giorni della fine della convivenza con il mio compagno. Due mesi fa sono andata via di casa perché non ce la facevo più!!! Storia di due anni iniziata con tutte le buone premesse del caso. Ma da diversi mesi mi ero resa conto che lui faceva di tutto per esasperare conflitti e creare situazioni di mancato amore. Per poi dare la colpa a me di quello che succedeva. Ovviamente mi ha ricercata... E io gli ho dato la possibilità di rivederci, fino a che mi sono resa conto che non voleva ( nei fatti) convivere di nuovo, riprovarci, ma solo vedersi il fine settimana se nn aveva di meglio da fare. Quindi ennesima lite... E lui che dice: basta nn ci credo più. Ti premetto che avendo cambiato regione per vivere con lui il passo per me era stato grande, ora sono a casa mia senza di lui e senza un lavoro, quindi mi sento una cacca.
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    Rispondi a Chiara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 settimana fa (16 maggio 2017 11:18)

      Capisco, Chiara, uh se capisco e da come lo descrivi questo signore non è un bel personaggino: se va bene è un egoista manipolatore... Complimenti a te che lo hai lasciato. Attraversa il tuo dolore e non accettare nessuna sua profferta di amore e di "cambiamento". Sono bugie gigantesche. Coraggio, ce la si fa, tanto più che due anni, ancorché pieni di illusioni e di speranza, non sono un tempo lunghissimo da recuperare e archiviare. Coraggio...
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      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Chiara

      Chiara 1 settimana fa (16 maggio 2017 13:40)

      Mi riprenderò in fretta Ilaria!! Oggi ho appuntamento in due agenzie per il lavoro interinale.... Devo e voglio riprendermi la mia vita!
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      Rispondi a Chiara Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 settimana fa (16 maggio 2017 13:48)

      Grande Chiara.
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      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

  10. Avatar di Vera

    Vera 3 mesi fa (22 febbraio 2017 2:13)

    Ciao Ilaria, innanzitutto volevo ringraziarti perché hai colto appieno l'esigenza di condividere lo stato di cacca di Manuela con il mio. Anch'io ho chiesto la separazione e anch'io ho pianto a dirotto dopo aver firmato avanti al giudice. Ma ancora la separazione reale, ossia l'uscita di casa,non c'è stata. Giá so che toccheró il livello di cacca più profondo... Mi chiederai quali sono le mie paure? Beh innanzitutto non essere all'altezza nella gestione di mio figlio (7anni): in 2 si fa prima, e se riuscirò ad essere brava a non farmi odiare. Un abbraccio.
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    Rispondi a Vera Commenta l’articolo

    • Avatar di ALEX

      ALEX 20 ore fa (25 maggio 2017 17:12)

      VERA, non so come fare ma vorrei contattarti. Vivo i tuoi stessi stati d'animo ed ho un bimbo di 8 anni. anche io ho pianto a dirotto e continuo a piangere, e dato che la separazione l'ho voluta io non posso dirlo a nessuno altrimenti partono i vari "te l'avevo detto, cosa ti aspettavi"...è terribile, vorrei tanto condividere questo stato con chi ci sta passando come me.....
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