Come superare una separazione (soffrendo il meno possibile)

come superare una separazioneLa fine di una storia importante, una separazione e un divorzio sono eventi molto dolorosi nella vita di una persona. Probabilmente tra i più dolorosi. Sono unici e diversi rispetto ad altri episodi drammatici, per una serie di ragioni. Sapere come superare una separazione e tornare a vivere al 100% è molto importante per andare oltre il dolore, per non prolungare la sofferenza e per non disperdere importanti risorse personali (salute, denaro, tempo) che possono essere invece investite nel presente e soprattutto nel futuro. Anche in una nuova storia d’amore, appagante e riuscita, questa volta.

"Per un po’ forse continuerò a urlare il tuo nome a me stesso, nel cuore. Ma alla fine la ferita si cicatrizzerà. D. Grosmann "

Nota importante: non è mai troppo tardi per scoprire come superare una separazione. Anche se gli “espertoni” sostengono che la “grande” parte del dolore di una separazione si allontana significativamente in un arco di tempo che va dai 18 mesi ai quattro anni, io so benissimo che in molti (uomini e donne) non riescono a capacitarsi della propria separazione (o delle proprie separazioni) anche dopo decenni.

Perché  mai superare una separazione pare a volte davvero tanto difficile se non impossibile e perché mai è un evento percepito come più drammatico di altri, magari addirittura della dipartita di una persona cara? In primo luogo perché una relazione importante e un matrimonio sono considerati un impegno e un investimento emotivo a lungo termine, addirittura, si pensa, per la vita. Per cui se falliscono si pensa di essere delle fallite (o dei falliti). Degli abbonati al fallimento.

In secondo luogo perché siamo una società che sopravvaluta enormemente il rapporto di coppia, vuoi perché sul rapporto di coppia si può fare molto commercio, molto marketing e molta letteratura (o molto “storytelling” come si dice adesso). Vuoi perché convincere le persone che si sta meglio in un rapporto di coppia, anche di melma, è un simpatico modo alternativo, tra i molti, per togliere loro autonomia e indipendenza e quindi renderle più controllabili. Per farci commercio, marketing e letteratura con più facilità. Ecco perché superare una separazione può sembrare tanto difficile, all’inizio.

In terzo luogo per la percezione “sociale” di una separazione e di un divorzio. Fino a pochi anni fa nel nostro paese una separazione e un divorzio erano giudicati una “colpa” e quindi chi si separava o divorziava non trovava molta comprensione negli altri, semmai veniva “giudicato male”. E si sentiva colpevole. Come in molti si sentono colpevoli tuttora. Falliti e colpevoli.

C’è anche da dire che al giorno d’oggi molti considerano separarsi e divorziare un fenomeno talmente comune da essere quasi “normale”, un passaggio della vita quasi naturale. E, così di nuovo, chi si trova nel bel mezzo della fine di una storia si accorge che all’”esterno” in pochi capiscono la portata traumatica di quel che sta attraversando.

Insomma, in un modo o nell’altro, il dolore della separazione viene sempre sottovalutato dal mondo là fuori. Invece si tratta di un vero e proprio lutto, solo che non viene percepito come tale se non, forse, da chi ci è passato.

Come superare una separazione e stare meglio di prima

Il senso di fallimento, l’isolamento e il dolore buttano benzina sul fuoco del senso di colpa e della vergogna. Diciamo onestamente che anche se ci si separa per i migliori motivi al mondo ci sente (almeno un po’) sfigate, sfortunate, incapaci. Gran bella roba, insomma. A questo si aggiunge che il futuro improvvisamente sembra diventare molto più incerto. Un evento spiacevole e terribilmente dfinitivo sconvolge quella che si pensava fosse una situazione stabile e l’ansia aumenta.

Ecco perché ci si insulta tanto e ci si offende spesso tra quasi ex coniugi: è la ricerca di una condivisione di responsabilità, il tentativo di liberarsi della colpa opprimente del fallimento, il tentativo di buttarla sull’altro/a. Mamma che angoscia, solo a scriverne e a leggerne. Pensa a esserci nel bel mezzo.

Quindi: se ti senti male, molto male per una separazione che stai attraversando o hai attraversato o che è avvenuta anche parecchi anni fa, ne hai tutte le ragioni. Non è cosa semplice venirne fuori. Soprattutto dato che è un evento che per lo più si affronta, come dicevamo prima, nella quasi totale solitudine emotiva. Ecco perché è così importante sapere come superare la fine di una storia.

Un evento così dirompente e significativo per la propria esistenza bisogna affrontarlo nel modo migliore possibile se no, per l’appunto, lascia tracce permanenti e che possono influenzare la vita sentimentale in futuro, pesando sulla scelta del partner successivo (che rischia di rivelarsi sbagliata ancora una volta) e sulla serenità della persona, in ogni campo.

Di fronte a un evento come la separazione è necessario non solo accettare il dolore, ma addirittura viverlo pienamente, fino in fondo, con tutto il suo peso e il suo strazio. Eh, già, sembra terribile eppure è l’atteggiameno più utile da assumere. “Distrarsi” dal dolore non fa per niente bene. E può avere conseguenze negative a lungo termine.

E come si fa a sperimentare il dolore pienamente, senza lasciare niente indietro? Attraverso la consapevolezza e la comprensione di sé. Anche attraverso la compassione per sé.

"Mi si erano spente le vene, gelata la pelle. Avevo avuto freddo, lui se ne era andato. Elena Ferrante"

Il dolore è un’esperienza umana, umanissima e che ha l’”utilità” di guidarci attraverso gli accadimenti della vita, dando loro il significato più utile per noi. Questa è una buona ragione per non rifiutare il dolore e attraversarlo, traendone insegnamenti proficui. E proprio per evitare una lunga sofferenza, non per altro.

Attraversare il dolore

Riconoscere e accettare di attraversare il dolore per quello che è può proteggerti da guai più grossi. In che modo? Proprio perché una separazione è un evento traumatico e ad alta intensità emotiva “toglie lucidità”. Cioè: durante una separazione non si è al proprio meglio, non si è in pieno controllo e si rischia di prendere decisioni sbagliate. Si è in un certo qual modo in uno stato di confusione che può non aiutare a fare le scelte e a prendere le decisioni più giuste.

Molto bene. Si fa per dire. Essere consapevoli che il dolore e gli alti e bassi emotivi possono portare a “confusione” e a mancanza di lucidità permette di proteggersi, di tutelarsi, di essere caute. Aiuta a essere più comprensive con se stesse e questo a sua volta rende più facile proteggersi, in un circolo virtuoso e vantaggioso.

"L’inizio dell’amore è spesso simultaneo. Non così la fine: da ciò nascono le tragedie. Alessandro Morandotti"

Per aiutarti in questa comprensione di te che ti permette di superare una separazione al meglio ti vorrei parlare di Elizabeth Kübler Ross, una ricercatrice di origine svizzera che ha condotto, negli Stati Uniti, studi fondamentali sulla morte e il morire. Tant’è che il suo libro più importante si intitola proprio Sulla morte e il morire.

Tu dirai: “Accidenti Ilaria, allegria! Separazione, trauma, lutto… Adesso anche di morte ti metti a parlare?! Ma non esageriamo…!” Il fatto è che Elizabeth Kubler Ross ha studiato per bene le dinamiche mentali e le fasi emotive dei malati ai quali viene diagnosticata una malattia terminale. E queste fasi e dinamiche si sono mostrate analoghe anche nelle persone che sperimentano una perdita o un lutto, compresa la separazione.

Quando ci si trova di fronte a un evento “dirompente” si attraversano cinque fasi. Conoscere queste cinque fasi ti permette di capire come superare una separazione e di tornare a vivere bene (o cominciare a vivere bene).

Le 5 fasi per uscire dalla crisi

La prima fase è quella della negazione e del rifiuto. L’atteggiamento più comune in questa fase è del tipo: “Accidenti, accidentaccio! Ma proprio a me doveva succedere?!  Proprio a me deve capitare che il MIO matrimonio finisca? Non ci posso credere. Non ci voglio credere. Farò di tutto per evitare questo, perché questo non accada!” E intanto tuo marito se ne è già andato e ha magari una nuova fidanzata…

La seconda fase è quella della rabbia e del risentimento. E della paura del futuro. L’atteggiamento è del tipo: “Quell’orrido rospo, come ha potuto farmi questo? Con tutto quello che ho fatto per lui! Brutto bugiardo raccontapalle! Imbroglione! Ha giocato con i miei sentimenti e la mia buona fede.”

"Non esiste separazione definitiva fino a quando c’è il ricordo. Isabel Allende"

La terza fase è quella del patteggiamento, della negoziazione, che può portare a un tentativo di riavvicinamento (“Va bene, dài, non dirò più che tua madre è invadente e impicciona, lo giuro!”). So che molte delle lettrici sono delle specialiste di questo atteggiamento. Attenzione, qui c’è il richio zerbinaggio, eh! In realtà patteggiamento e negoziazione possono essere proiettate non solo al passato, come nell’esempio che ho appena fatto, ma possono essere anche al futuro e rivolti  se stesse, con fiducia, del tipo: “Sai cosa? In effetti non vedevo l’ora che questa relazione finisse e sono certa che ce la farò, mi riprendo in mano la mia vita, alla faccia tua e di tutto quello che ho patito in questi anni…”

La quarta fase è quella della depressione. C’è una presa di coscienza dolorosissima e distruttiva di quel che sta accadendo. L’atteggiamento è del tipo: “Eh… niente… porca miseria… E’ successo proprio a me. Una separazione, l’ultima cosa che avrei desiderato nella vita. Mi sento sconfitta, perdente, disperata… Non ne verrò fuori. Mai.” (Invece no, perché stai scoprendo come superare una seperazione e tornare a stare meglio. O cominciiare a stare bene).

La quinta fase è quella dell’accettazione. L’atteggiamento è del tipo: “Oh… urca! Mi sto separando, accidenti. E’ successo a me, proprio a me anche se non l’avrei mai detto. Sono viva, però, ecco. In fin de’ conti conosco un sacco di donne separate che ce l’hanno fatto e adesso che ci penso meglio così. Ce la faccio. Ce la farò. La mia vita va oltre il mio matrimonio e anche oltre questa separazione. Meglio che mi concentri sul futuro e sul presente. Quel che è stato è stato…”

Ora una cattiva notizia (un articolo così allegro deve essere riequilibrato, perbacco!). Come spiega Kübler Ross nei suoi scritti, si tratta di fasi, non di stadi. Che cosa significa? Significa che queste “fasi” possono presentarsi più e più volte ripetutamente in diversi momenti e magari anche contemporaneamente l’una con l’altra.

La buona notizia è che è tutto normale e che quanto più tu diventi consapevole di dove ti trovi, di che cosa stai attraversando, meglio gestisci te stessa e le tue emozioni, mantieni il controllo sulla tua vita e sul tuo futuro e cresci come persona. Il che ti apre la strada per una vita più piena e appagante, soprattutto dal punto di vista sentimentale.

E veniamo alla visione positiva che davvero può aiutarti a superare una separazione senza soffrire inutilmente, più del necessario e per troppo tempo. Viviamo in un mondo in cui le opportunità sono moltissime e a fronte di tante opportunità molte “garanzie” si perdono. Viviamo in un mondo in cui la fine di un matrimonio è un’eventualità da mettere in conto. Molto spesso è un’eventualità positiva, a meno che tu non voglia fare la fine di coloro che stanno in relazioni di odio e non di amore. Considera anche che se ti ritrovi in un’età giovanile – che potrebbero essere i 40 o i 50 anni, per fare un esempio – e sei in una relazione che non ti soddisfa e ci resti, come potresti sentirti tra cinque, sette o dieci anni?

Interrompere una relazione spesso è davvero la decisione più giusta da prendere anche se spesso molto dura.

In più, questa te l’avranno già detta ed è straordinariamente vera: proprio per il fatto che viviamo in un mondo pieno di opportunità, nuove aperture possono verificarsi solo a fronte di chiusure definitive con il passato.

Ecco.

Questo è per il momento. Fammi sapere le tue opinioni e le tue idee su come superare una separazione.

 

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80 Commenti

  1. Avatar di Shy

    Shy 4 mesi fa (13 settembre 2016 9:21)

    Cara Gea (ero Shy prima, errore di battitura) purtroppo pesa a volte il giudizio dei tuoi, che non capiscono perché non riesci a sistemarti e le parole ti fanno rimanere male perché pensi "anche mia madre mi crede una triste e sola" che in effetti è come mi sento. Credo che si, uscirne da soli sia possibile, ma forse conoscere qualcuno sulla strada della guarigione allevia il dolore e accelera i tempi di ripresa (correggimi se sbaglio) e credo che la calma piatta che invece c'è stata abbia contribuito a farmi abbattere e allentare i tempi. Marianne è proprio il personaggio che incarna bene il mio modo di affrontare questo tipo di dolore, anche se ovvio meglio sarebbe agire come Elinor. Ma alla fine soffrono entrambe sia con ragione che sentimento. Mi continuo a ripetere che finirà, ma è passato più di un anno e le cose stanno sempre così.
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    • Avatar di Fran

      Fran 4 mesi fa (13 settembre 2016 10:33)

      Shy, credo di sapere come ti senti...alla tua età mi sentivo esattamente così, sola al mondo, non compresa e soprattutto preda dei giudizi altrui...è il corso naturale delle cose e poveri quelli che non passano mai un momento di dolore, di fragilità, di debolezza nella propria vita...sono proprio quelli che, se usati bene, ti aiutano a scavare nel profondo e a tirare fuori ciò che di bello hai, la tua essenza...e una volta compreso ciò che sei veramente, ciò che vuoi, ciò che fa bene a te e solo a te, al di là di quello che pensano genitori, amici e via dicendo, ti si aprirà un mondo...magari capirai che la vita è una marea di opportunità, la maggior parte non convenzionali...scoprirai che magari stai meglio da sola, oppure che ti piace un altro tipo di uomo rispetto a quello che credevi...scoprirai che non tutto, anzi quasi nulla, è assoluto e immutabile...a me questo pensiero aiuta tantissimo, mi aiuta a superare quei momenti di emotività estrema (e credimi, ne ho) in cui mi sento intrappolata in una condizione sempre uguale a se stessa...per cui...sorridi, Shy, sorridi... :-)
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  2. Avatar di Shy

    Shy 4 mesi fa (13 settembre 2016 12:47)

    Grazie Fran, purtroppo è la classica età questa in cui non sei nè carne nè pesce, l'adolescenza se ne è andata da un pezzo, stai finendo l'Università e non sai che mondo ti aspetta là fuori, nè con precisione che cosa tu voglia fare, in più le aspettative che non vorresti deludere, e queste giornate dove appunto, come hai detto anche tu, ti senti ingabbiata in un qualcosa di sempre uguale, nel mio caso nei ricordi che ti fanno male, ti abbattono e ti fanno sentire una fallita, lo stesso schema da cui non esci eppure sai di averci provato...quindi ti chiedi cos'altro devo fare ancora? Dove sto sbagliando? Perché non passa? Sono io che son fatta male e quindi ci metto troppo? (Che ci sta pure eh, ma il carattere non si cambia, si lima, ma non si cambia.)
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  3. Avatar di Mia

    Mia 3 mesi fa (21 ottobre 2016 12:17)

    Ciao Ilaria, ho 45 anni separata da 1 anno e 1/2 due figlie di 4 e 7 anni....ho voluto io la separazione...stanca del suo entrare ed uscire di casa perchè si stressava(in otto anni è andato via 28 volte, per un periodo che andava dai tre giorni ai 4 mesi, periodo durante il quale usciva serenamente , faceva la sua vita , ed io a dividermi tra lavoro e bambine...non preoccuoandosi di noi nemmeno economicamente...io ho un lavoro che mi permette di sopravvivere , alla 27esima mi sono rivolta ad un avvocato) , le motivazioni che adduceva erano che io gli volevo mettere le catene....perchè se io fossi stata una brava moglie sarei stata felice del fatto che lui grazie al ping pong, palestra, salsa, e tango tutti spalmati durante la settimana si rilassava...già peccato che io lavoro 8 ore al giorno, peccato che le bambine non guidano ancora la macchina si cucinano da sole ecc... anche io ho le mie colpe...a seguito di alcune sue bugie ho preso a controllarlo...no ne vado fiera...ma leggendo alcuni messaggi ho capito chi era ...un suo amico gli aveva consigliato di rientrare a casa dal lunedì al venerdi non prima delle 21,30(cosa che lui ha fatto per anni dicendomi che aveva tanto lavoro-essendo ingegnere mi era sembrato plausibile,già peccato che andava a lezioni private di tango piuttosto che di salsa...ed io a casa con le bambine in eterna attesa...) , non ha mai proferito la parola noi....ma solo IO, lui aveva il suo conto corrente , lui facva la spesa per se..salvo qualche volta chiedermi se serviva qualcosa per le bambine, e se non ci fossero stati i miei genitori(ottantenni) ad aiutarmi spesso non riuscivo a arrivare a fine mese...già perchè a noi non dava un euro e non ho mai potuto sapere quale era la sua situazione finanziaria...io pagavo le bollette , la spesa, tutti i bisogni delle bimbe....non mi dilungo oltre e vengo al punto...dopo la separazione lui continua a frequentare casa mia...io mi illudo ...capisco che mi usa anche per fare ses.., ma spero sempre in un miracolo.....ha contro anche la sua famiglia, finchè 6 mesi fa mia madre finisce in ospedale in fin di vita....io facevo le notti a mia madre e la mattina me ne andavo a lavorare....le bambine ,lo stressavano e lui non riusciva a badarci...così la notte le tenevano ambedue mio padre ottantenne e mio fratello, di giorno le portavo a scuola...il giorno dell'operazione di mia madre con esito incerto gli chiesi di starmi vicino ma lui non c'era aveva da fare....là capì che lui forse mi voleva bene ma che non mi aveva mai amata...mi avvicinai ad un collega ed iniziammo una storia(io e mio marito eravamo già separati), durante i mesi che seguirono ebbi l'opportunità di riscoprire il piacere di un abbraccio ,di un ti amo ,di un uomo che ti ascolta quando parli....già ma non era mio marito....io ero ancora innamorata di lui e vivevo la storia come clandestina perchè speravo che mio marito potesse tornare da me con propositi nuovi...ed invece ascolta un messaggio vocale inequivocabile che io mando all'uomo che frequentavo......gli ho offerto u'opportunità ..lui da carnefice si trasforma a vittima...chissà da quanto tempo portavo avanti questa storia sicuramente da prima della separazione...ha raccontato a tutti che io stavo con un altro(nel frattempo io avevo interrotto la relazione con il collega).....il punto? mi sono ritrovata nei giorni scorsi a chiedergli scusa...a supplicarlo di tornare con me.....a stare male anche fisicamente...so che non ha senso ...ma la mia autostima è sparita...stringo i denti solo per le mie figlie....so che il mio ex marito è solo un narcisista anaffettivo...ma non riesco ad andare avanti , la sera metto le mie figlie a letto...ed io mi ritrovo sola con i miei pensieri...non ho amici, ed il tempo da dedicare a me è inesistente, lavoro, casa, figlie, sport delle figlie, compiti...ed il giorno dopo si ricomincia e ricomincia pure il dolore che mi sta logorando.
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  4. Avatar di rita

    rita 3 mesi fa (28 ottobre 2016 18:06)

    salve mi sto separando da mio marito dopo 30 anni di matrimonio , tra alti e bassi ora mi sono stancata ed ho detto basta , ma sto soffrendo perche' dopo tutti questi anni adesso vederlo solo di tanto in tanto e brutto , per lui non provo piu' attrazzione , ma credo nel profondo di amarlo ancora tanto , ma e possibile amare senza esserne attratti sessualmente??
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (28 ottobre 2016 23:27)

      Tutto è possibile se ci si autosuggestiona. E se si è masochiste e stracolme di senso di colpa che deve essere scaricato in qualche modo. Ma vivaddio i partner incapaci a letto, non attraenti sessualmente e impotenti vanno lasciati senza se e senza ma. Prima di tutti gli altri.
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  5. Avatar di Vale

    Vale 2 mesi fa (4 dicembre 2016 21:07)

    Ciao ho giá scritto la mia storia nell'articolo relativo alla scelta di uomini sbagliati. Mio marito mi lascia dopo 25 anni di conoscenza e matrimonio adducendo prima un fantomatico innamoramento per una collega per poi ritrattare con l'argomentazione che il problema é che non mi ama piú e probabilmente dopo averci provato e riprovato non ci riesce proprio. Mi ha detto che non trova interesse in quello che faccio e dico quando per anni sono stata la sua confidente amica moglie mamma amante. Tutte le sfaccettature lo hanno confuso? Io ero concentrata sui suoi bisogni e poco sui miei e mi sono annullata in nome dei figli da crescere? Intendiamoci non é stato assente o carente se non negli ultimi due tre anni poiché vedendo i figli adolescenti si é chiesto dove stava andando con chi e dove voleva arrivare. Crisi di mezz'etá gli ho suggerito e lui non l'ha interpretata cosí ma come la fine di un progetto e il doverne iniziare un altro. Mi chiedeva cosa mi aspettavo per il futuro è probabilmente le mie risposte non lo hanno compiaciuto. Cose normali come finire di seguire casa figli nipoti lavoro ecc. Lui cerca stimoli nuovi é creativo ma le mie proposte non lo attraggono. Spesso non ho assecondato le sue ricerche di attivitá extra ma le ha fatte anche da solo e non gli ho certamente impedito di andare in palestra o a golf dove del resto ha tentato di portare anche tutta la famiglia... Cosa prova ? noia routine il sesso si é appiattito e non mi trova piú stimolante? Certamente questo ha sentito se si é allontanato tanto da provare fastidio per un abbraccio un bacio o una carezza. Perfino se fatti da sua figlia.. Eppure lo amiamo tutti noi io e miei figli perché il lavoro e la sua professione sono sempre stati il centro e il fulcro della sua vita senza da parte sua farci mancare attenzioni o la sua presenza per momenti importanti o cruciali. Di carattere giocherellone e gioioso si era smorzato fino a diventare un simil zombie incapace di fermarsi a casa a fare qualsiasi attività o lavoro per questa e noi. Si é allontanato. Ora é via da due mesi e penso davvero che non abbia tempo per un'altra donna a meno che non sia un mago (potrebbe benissimo esserlo) i fine settimana cerca di stare con i figli e non cerca o vuole avere contatti con me per non darmi illusioni. Eppure io spero che un giorno si svegli e provi di nuovo a guardare cosa ha lasciato che si sta comunque ancora evolvendo. Io non sono statica, i figli stanno ancora crescendo... Possibile che uno che diceva di impegnarsi tanto per la famiglia e per noi due poi finisca con L'allontanarsi? vorrei credere davvero che sia una fase, una crisi di mezz'etá da cui si sveglierà tornando a voler costruire quello che avevamo e che per lui al momento si é giâ concluso anche se sa bene che i figli non sono ancora del tutto adulti... Intanto io sopravvivo, cerco di farmene una ragione, mi faccio tutte e 5 le fasi anche in un solo giorno e vivo in un tumulto sotto sotto sperando che ricominci ad essere affettuoso come una volta perché innamorato di me e di loro. Ps. Io fino a due mesi fa avevo il prosciutto sugli occhi o ero troppo immersa nella routine per sentire che il suo amore era finito? Davvero mi portava a cena, in giro o dai suoi clienti per rendermi partecipe per poi dirmi che non faccio parte della sua vita se non in un'altra ruolo che ancora devo capire quale sia? Anzi ... Ex moglie?
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    • Avatar di Anna

      Anna 2 mesi fa (4 dicembre 2016 22:32)

      Capisco bene il disorientamento e la confusione che vivi. Vorrei darti un consiglio pratico, che ha aiutato me a stare meglio e a liberarmi di questi pensieri e interrogativi ossessivi. Il consiglio è: la lettura del pensiero non funziona. Prima di tutto, perché all'atto pratico non possiamo leggere nella mente degli altri. In secondo luogo, il tentativo di farlo ti decentra totalmente. Restando sui fatti: lui se ne è andato. Altra cosa che vedo è che, nell'ipotesi di crisi di mezz'eta, non si è fatto scrupolo di scaricarla su di te (ad esempio dicendoti che non sei stimolante tu ... magari non ha stimoli lui, no?). Quindi: se proprio devi trovare risposta a queste domande, chiedi al diretto interessato; poi pensa alla tua vita e a stare bene, vedo che hai molti interessi e impegni, per il momento concentrati su quelli. Al momento, lui mi pare poco affidabile: pensi sul serio di avere fatto qualcosa per meritare questo comportamento, o addirittura per averlo causato?
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  6. Avatar di Fabiola

    Fabiola 1 mese fa (21 dicembre 2016 20:38)

    Ho bisogno di capire ancora come superare la separazione dal proprio marito. Ho 50 anni eravamo insieme da 30 anni. È terribile. Grazie . Ciao
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  7. Avatar di valentina.maidiremai

    valentina.maidiremai 1 mese fa (23 dicembre 2016 12:03)

    ciao a tutte, avevo già scritto in passato della mia separazione in corso, ed ora ritorno quì. la parte più interessante di questo articolo ora per me è "come superare la separazione e stare meglio di prima". E' così che è andata per me, un vissuto di qualche anno come separati in casa mi aveva psicologicamente molto appesantito e col senno di poi non lo consiglierei a nessuno, per quanto le nostre motivazioni erano importanti, figli piccoli, ecc.... ora quel peso sullo stomaco è andato via, mi sto rasserenando, sono passati sei mesi da quando lui se n'è andato. Si stanno ancora rivelando aspetti di freddezza sua e comportamenti tossici che io per tanti anni avevo attribuito ad una sua incapacità di esprimersi, non al suo puro egoismo, ed ora si fa chiaro in me. Sto con i miei figli, cerchiamo di fare la "nostra famiglia" senza di lui il quale per altro non partecipa comunque molto neanche alla vita dei suoi figli. Ora ho voglia di ricominciare, anzi di andare avanti. Devo dire che c'è una fase intermedia che io definisco del repulisti, quella in cui devi liberarti anche di oggetti che fanno parte di una vita precedente; di modi di fare che erano parte delle abitudini familiari e non possono più esserlo, bisogna crearsene di nuove, magari solo leggermente diverse. I rapporti fra me e i miei figli sono cambiati, ora facciamo più gruppo, non so perchè, siamo un pò più complici, e questo anche se qualche volta non è il massimo (quando si cerca di fare la mamma/adulta) altre volte invece ci fa stare proprio bene. Quello che non ho ancora realizzato è quale sarà il mio modo di essere donna, 50 anni ragazze, quali interessi inventarmi, come ricostruirmi... faccio ancora fatica a parlare con i conoscenti della separazione, il senso di fallimento un pò ancora è in me. Ho tagliato i ponti con qualcuno, forse in questo particolare momento sono un pò isolata, chiusa in quella che si definisce, credo, "la mia zona di comfort" ma spero di uscirne perchè avrei bisogno di andare avanti. Vorrei qualche consiglio da te, Ilaria, e dagli altri che seguono il blog. Ogni tanto mi viene un'ansia sui tempi che dovrei o meno concedermi, se mi farà male o bene aspettare o sforzarmi di muovermi in qualche direzione per aprirmi di più agli altri e ad altre opportunità ed interessi. Vi ringrazio in anticipo e vi auguro buone feste :*
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