Hai paura di spaventarlo con le tue parole e il tuo comportamento? Ecco la verità

come non spaventare un uomoSe c’è un ambito della vita nel quale uomini e donne diventano particolarmente irragionevoli e irrazionali è quello dell’amore e dei sentimenti. Bella scoperta vero? “Cioè Ilaria, tutto questo po’ po’ di articoli e di commenti, tutto questo gran ricercare e studiare per uscirtene con questa grandiosa trovata. Complimenti, eh, non c’è che dire… Non mi liquiderai mica così la questione degli uomini che si spaventano di fronte a una donna che magari vorrebbe solo approfondire una conoscenza o è solo un poco interessata a loro?”

Aspetta, Donna di Poca Fede, leggi qui che ci sono informazioni utili per te, più di quanto tu lontanamente sospetti. Soprattutto se sei tra coloro che temono di spaventare un uomo con il loro amore e con il loro affetto.

Proprio così, come se amore e affetto potessero far paura. Incredibile ma vero. Perché questo è: qualcuno crede o vorrebbe farci credere che amore e affetto lo spaventino e lo facciano scappare.

"Ricordò che aveva paura di innamorarsi proprio per questo struggente dolore dell’attesa. O. Pamuk"

Sai perché dico che di fronte all’amore e ai sentimenti le persone diventano sia irragionevoli sia irrazionali e sono portate a perdere il controllo? Perché nel mio lavoro ne sento, ne leggo e ne vedo davvero di ogni. E, riguardo alla paura, all’amore e agli uomini che si spaventano e scappano da una donna e da una relazione c’è un dato statistico che mi colpisce.

Come probabilmente sai, io scrivo qui sul blog, ho un continuo contatto con le lettrici attraverso il blog stesso. E poi via mail, sulla pagina Facebook, a livello personale e attraverso i sondaggi che gli iscritti alla mia mailing list ricevono di tanto in tanto (nota disciplinare: non sei iscritta alla mia mailing list? Iscriviti inserendo i tuoi dati nello spazio in alto. Ti arriva anche – via mail – una bella guida in regalo e tanti aggiornamenti esclusivi.).

Ebbene, sai una cosa? Posso dire con certezza che una delle “problematiche” ricorrenti delle donne in fatto di seduzione è la paura di spaventare un partner (attuale o potenziale) e di farlo scappare dalla relazione. Tantissime donne ammettono apertamente: “Ho paura di spaventarlo”; “Ho paura che si spaventi”; “Non vorrei spaventarlo”.

Uomini che si spaventano: ma che accidenti vuol dire?

Ogni volta che leggo o vedo o sento  – e mi capita spesso, davvero, – che una donna si preoccupa di “non spaventare” un uomo mi chiedo: “Ma possibile? Ma che accidenti vuol dire?” Allora, parliamoci chiaro: la vita di certo non è facile per nessuno e, allo stesso tempo, non è che nel nostro mondo contemporaneo ci sono poi tante cose delle quali avere paura nella nostra vita quotidiana. Certo le “grandi paure” un po’ tutti ce le abbiamo in mente e nel cuore; certo – dio non voglia – una brutta disgrazia può capitare a tutti; certo, del doman non v’è certezza per nessuno. Ed è vero che non è che usciamo in genere di casa ogni mattina con la preoccupazioni di essere morsicati da un cobra che inietta veleno letale, divorati da un leone affamato o risucchiati dalla potenza incontrollabile di un’onda anomala.

Chi più chi meno conduciamo tutti delle vite piuttosto al riparo da sorprese che possano risvegliare e tenere in vita la “paura” vera originale e atavica per la nostra sicurezza e incolumità. Parlo in linea generale, ovviamente. Mettiamo anche che gli uomini d’oggi – come del resto anche le donne – proprio perché viviamo in un ambiente estremamente sviluppato dal punto di vista tecnico e tecnologico abbiano un po’ abbassato l’asticella del loro coraggio, perché nati e cresciuti in ambienti sicuri e protetti (fin troppo, tanto che potremmo parlare di “bambagia”), ma siamo oneste, possibile che giovanotti e uomini maturi,  si spaventino o possano essere spaventati dal comportamento di una donna? Oh, cielo, davvero una donna fa così paura? Oh, cielo, davvero loro, questi uomini moderni, sono così facilmente impressionabili?

"Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire. Paulo Coelho"

Quella delle donne preoccupate di spaventare i propri compagni o aspiranti tali allora va annoverata tra le irragionevolezze e irrazionalità che riguardano l’amore e i sentimenti o, al contrario, c’è della verità in tutto questo? Come la mettiamo? Com’è che al giorno d’oggi uomini di tutte le età, tanto orgogliosi e determinati nel dimostrare la propria virilità, allo stadio, in palestra, in chat, poi si spaventano di fronte a una donna, al suo comportamento e al suo amore?  Il tema va approfondito. Mettiti comoda.

Uomini spaventati: le due facce della medaglia

Facciamo una distinzione tra mito e realtà, tra manipolazione degli altri ed espressione di una verità personale, tra bugie e onestà.

Di certo le lettrici che mi scrivono e anche quelle che non mi scrivono e tutte le donne che sono preoccupate di spaventare gli uomini, questo strano fenomeno degli uomini che si spaventano non se lo sono inventato. E’  una giustificazione usata spessissimo dagli uomini stessi, i quali, inventandosi un complicato turbamento emotivo si sfilano da relazioni alle quali non sono più interessati.

La valenza manipolatoria di questa giustificazione è sfaccettata. Il signore che rilascia dichiarazioni del tipo: “Cara, mi piaci davvero tanto, ma ho paura e ho bisogno di tempo. E anche di recuperare i miei spazi” sta giocando con la sua interlocutrice, nel senso che si sta prendendo gioco di lei, la sta prendendo in giro.

In che modo? Il suo obiettivo è mollare il colpo, andarsene, scappare, come direbbero alcune. Ma siccome il soggetto in questione come molti esseri umani di ogni genere e colore è dotato di quella giusta dose di codardia e vuole lasciare un “buon” ricordo di sé  se ne vuole andare “pulito” e avvolto da un alone di comprensione e di simpatia umana. Lui vuole lasciare intendere di non essere stronzo, bugiardo e manipolatore. Per niente. Lui è spaventato, povera stella, il che sottintende che non se ne va perché cattivo, ma perché troppo buono, caro e sensibile

Capito il trucchetto mentale? Onestamente, se una casca nell’inganno ( e come vediamo dalle statistiche ne cascano a milioni) non potrà mai essere offesa e arrabbiata con Mr Sensibilità, almeno di voler apparire lei, come insensibile. L’uomo spaventato è stretto parente, gemello separato alla nascita, di colui che ti dice che ti lascia perché ti ama troppo. Ballista cosmico. Ecco. Si tratta di scuse. Di invenzioni. Di scappatoie emotive manipolatorie che si tramandano di generazione in generazione negli spogliatoi dei campi di calcetto di sfigate periferie di provincia.

Quindi è evidente che la maggioranza dei giovinotti quando dichiara di essere spaventato sta raccontando una bugia manipolatoria, per disimpegnarsi e lasciare uno spiraglio aperto, cioè non sputtanare la propria immagine. Tu che devi fare? Chiudi i rapporti, a meno che non ti piaccia frequentare mezze calze, uomini bugiardi e inaffidabili.

uomini che si spaventanoMolto bene. Ipotizziamo ora che il nostro eroe dica la verità, che sia veramente spaventato. No, ma senti, ma a te interessa davvero stare con un uomo che, quando la storia si fa seria per voi, quando lui percepisce il tuo e il proprio coinvolgimento salire, invece di stare lì e “combattere” per la causa, per la propria evoluzione e probabilmente per il proprio benessere (se è spaventato da ciò che prova evidentemente prova qualcosa) si defila? Vuoi veramente stare con qualcuno che non appena il gioco – qualsiasi gioco – si fa duro si spaventa e – peggio mi sento – invece di gestire la propria paura, la esterna e la butta su di te? Ma questo principe non ucciderà mai nessun drago, ma nemmeno una zanzara tigre a estate conclusa. Lascia perdere.

E qui abbiamo detto. Ora giriamo la medaglia, guardiamo l’altro lato e parliamo di quando, come e perché gli uomini rischi di spaventarli per davvero. Ecco, qui ce n’è anche per te.

Il venditore insistente e la sindrome del vicolo cieco

Qui ci torna utile ancora una volta il discorso di come si diventi irragionevoli e irrazionali quando si è immersi in questioni sentimentali. E parliamo soprattutto di donne troppo desiderose di mettersi in una relazione, a prescindere. Per capirci è importante che ti spieghi cos’è la “sindrome del vicolo cieco” altrimenti detta “sindrome del venditore Vodacom”.

Tutti noi, se viviamo in questo mondo civile e se prima o poi nella vita abbiamo sottoscritto un contratto con una compagnia telefonica o lasciato i nostri dati a un fornitore di servizi, siamo stati contattati sotto diverse forme (sms, telefonate, email, volantini etc) da qualche volenteroso venditore di offerte imperdibili.

Che cosa succede in questi casi? Ti dico che cosa succede a me. Spesso il servizio proposto non mi interessa del tutto, né ora né mai, per cui o non fornisco i miei dati oppure chiarisco subito che non sono cliente di quel servizio e non potrei mai esserlo. E questa è la via facile, perché fin dall’inizio il mio chiaro disinteresse è un grande deterrente. Anche se non ne siamo certe.

Ci sono invece dei servizi che mi interessano e che potrei valutare (sul serio): per esempio una linea internet sempre più veloce e sempre più economica.

Che cosa significa questo? Che mi precipito ad accettare l’offerta? No, perché l’esperienza mi ha insegnato che è meglio prendersi del tempo per valutare. E poi non ho nessuna intenzione di farmi dettare tempi e modi da altri, ma scherziamo? Di qualsiasi offerta si tratti non è certo una priorità nella mia vita o nella mia giornata. Non è che quando mi alzo al mattino penso: “Uhm, ho proprio voglia di cambiare piano, oggi mi dedico anima e corpo a questo e non vedo l’ora che un venditore insistente e untuoso mi chiami”.

Ho sempre mille cose da fare più importanti, ma posso garantire che se c’è qualcosa che mi interessa nel giro di pochi giorni mi prendo qualche minuto di tempo per analizzare la questione ed eventualmente decidere.

MA, qui subentra un “ma” grosso come una casa. L’offerta me l’ha proposta un venditore affamato e con una fretta bestiale (e accecante) di concludere: sta per scadere il mese e lui deve chiudere un budget in linea con gli obiettivi, oppure l’offerta sta per scadere e se lui fa passare la scadenza perde il premio di produzione, oppure ha una paura fottuta che io compri dalla concorrenza o da un suo collega diretto. Mille e mille ragioni delle quali a me non frega niente e che non c’entrano nulla nel rapporto con me.

Che cosa succede allora? Che il venditore se ne impipa delle mie esigenze, dei criteri con i quali io procedo alla decisione di acquisto e anche della mia serenità personale.

Comincia a cercarmi, disturbandomi nei momenti più inopportuni e via via insistendo sempre di più. La storia la conosciamo tutti.

Io entro nel vicolo cieco, nella “sindrome del vicolo cieco”. Siccome io, come probabilmente tu, abbiamo molta esperienza di queste questioni, fin dall’inizio so come va a finire. Io non ci tengo a scontrarmi con il venditore, anzi, proprio non voglio, voglio evitarlo a tutti i costi.

So che, piaccia o non piaccia, lui sta lavorando, magari è sotto pressione per x motivi personali e professionali. Poi non mi va di avere frizioni con le persone o di risultare scontrosa, è brutto, mi fa perdere tempo, mi lascia triste e con una brutta opinione di me stessa. Bene.

Il fatto è che io so, so bene, che se sono entrata nel tunnel di coloro che se accettano di buon grado la prima chiamata e la seconda e la terza, arriverò alla decima esasperata, non sarò più tanto cortese e dirò con malagrazia, senza magari nemmeno salutare: “Guardi, non mi interessa! Davvero! Non mi chiami più, per favore!” E così sono disposta a rinunciare a un’offerta che magari effettivamente poteva interessarmi. Tanto che alla fine dell’offerta non me ne frega proprio più niente.

Ma c’è di più. Siccome so già bene a che cosa vado incontro ormai ho assunto un atteggiamento ancora più radicale: ogni volta che qualcuno mi approccia e credo che si tratti di qualcuno che mi contatta per farmi un’offerta rispondo con un sorriso “No, grazie, non mi interessa” E davvero, non ho la più pallida idea di che cosa stesse per propormi.

E’ così: ogni volta che qualcuno mi approccia e io credo che mi debba vendere qualcosa, mi spavento. Mi spavento non perché penso che mi faccia del male o cose del genere, mi spavento all’idea della situazione che può crearsi, cioè quella di sentirmi braccata e chiusa in un vicolo cieco e di avere come unica via di fuga quella di comportarmi in modo sgarbato.

Una situazione del genere ormai la trovo tanto scontata e tanto imbarazzante da volerla evitare fin dall’inizio. L’idea di mettermi in una posizione in cui è inevitabile che alla fine io reagisca un po’ sgarbatamente mi mette davvero a disagio. Soprattutto in proporzione alla posta in gioco. Se sapessi che reagire in modo un po’ sgarbato permettesse a qualcuno di evitare, che so, un incidente, non mi farei nessun problema.

Mi dà fastidio sia l’idea dell’imbarazzo sia il fatto che chi mi ha condotto fino al punto di esasperazione mi ha manipolato e ha compiuto un abuso su di me, tirando fuori il peggio di me. Allora, sia ben chiaro. Ovvio che mi dà fastidio comportarmi in modo sgarbato, anche perché questo comportamento mi rimanda un’immagine di me che non mi piace, ma quello che probabilmente mi dà ancora più fastidio sono le sensazioni negative che mi hanno portato all’atteggiamento sgarbato.

Ricordati che come non c’è nulla di più violento dell’abuso emotivo, allo stesso modo non c’è nulla di più “costoso” in termini di energia degli investimenti emotivi che ci vengono richiesti, soprattutto se ci vengono “estorti”. Chiedere a qualcuno un investimento emotivo è davvero chiedergli molto. Immaginiamoci a un uomo :) .

"Quanto dolore ci sono costate tutte quelle paure che non si sono mai realizzate.
Thomas Jefferson"

Va bene. E che c’entra tutto ciò con un uomo che si spaventa e abbandona una relazione, molto spesso anche prima che la relazione stessa inizi? Che cosa c’entra la sindrome del vicolo cieco e della Vodacom con le donne che si preoccupano di poter spaventare un uomo e di farlo scappare a gambe levate?

C’entra perché molte spesso nelle relazioni gli uomini si sentono come me quando ricevo la terza delle potenziali venti chiamate del venditore della Vodacom. Cominciano a temere l’effetto vicolo cieco.

sindrome del vicolo ciecoOk, caliamoci nella situazione. Capita che un uomo o un ragazzo sia a un evento qualsiasi della vita: a una cena tra amici, a una festa in un locale il sabato sera, in palestra o in quello che tu preferisci immaginare. Incontra e conosce una donna, una ragazza, scambia quattro chiacchiere e non c’è nulla di male. Anzi, è anche piacevole, la fanciulla è simpatica, attraente, si sta bene con lei. Iniziano i primi scambi di numero di telefono e di messaggi. Magari ci si vede anche, si condivide un po’ di sé, a vari livelli.

Il giovanotto in questione è un po’ come me 100 venditori della Vodacom fa: “L’offerta è interessante. Tra sabato e domenica, se ho un po’ di tempo libero ci rifletto, dài, vedo di considerarla. Ma ora non ho la testa. Non è certo una mia priorità, anche se…”

Il giovanotto pensa qualcosa del genere: “Beh, non male la tipa, simpatica, intelligente, interessante… Ok, ora però devo concentrarmi su quel progetto che mi ha chiesto il capo (etc etc)”

Qualche tempo fa ho scritto un articolo sulle differenze tra uomini e donne in cui spiegavo che gli uomini “leggono” il libro di una storia d’amore che stanno vivendo dalla prima pagina e una pagina alla volta, gradualmente. Le donne si precipitano all’ultima pagina, quella che li vede come una coppia definitiva, insieme per sempre.

Ecco, questo è il succo della questione. Se una donna attacca dentro di sé con le proprie paturnie e ha individuato nel nostro amico il partner perfetto per sé, sarà quasi ovvio che cominci ad assumere verso l’esterno degli atteggiamenti insistenti e manipolatori. Soffocanti. Imbarazzanti. Invischianti.

Siamo come nella fase (88 venditori fa) nella quale io capisco che a mister Vodacom non importa un bel niente di farmi una offerta vantaggiosa non solo per lui ma anche per me e di darmi un servizio non solo di vendita, ma anche di consulenza. Siamo nella fase in cui io so che a questo mister Vodacom di me, come persona, con le mie esigenze specifiche, importa meno di niente. A questo importa solo di staccare il contrattino e di mettere nel suo budget di vendita la mia transazione di denaro. Di chi sia io, gliene importa meno delle suole delle scarpe del suo piccione viaggiatore. E io ormai l’ho annusato, tutto questo e non voglio giudicare nessuno, nel modo più assoluto, l’unica cosa che voglio è defilarmi quanto prima, cioè prima che questa situazione mi invischi e diventi difficile da abbandonare.

Perché, nei miei intenti, questa era tutta un’altra storia, tutto questo doveva avvenire con altri tempi e con altri modi e ora non voglio davvero che la situazione diventi difficile da gestire per me.

E’chiaro? E’ vero che ci sono uomini bugiardi, imbroglioni che dichiarano il proprio amore o si mostrano interessati solo per giocare con i sentimenti altrui o per fare sesso o tutte e due. La casistica degli uomini che assumono comportamenti disgustosi per fini altrettanto disgustosi è infinita. E’ vero anche che ci sono uomini magari un po’ “distratti” che semplicemente pensano di trovarsi invischiati in qualcosa che non si aspettavano e non desideravano, non così, non in quel momento. E non se lo aspettavano e non lo desideravano tanto da volersi defilare subito, senza aspettare ancora.

Non sono spaventati dai sentimenti e dall’impegno ma dall’aver “annusato” una profonda differenza di intenti e il rischio per loro di trovarsi in imbarazzo.

Ora, mi chiedo e ti chiedo, se tu sei tra coloro che sono convinte che gli uomini si spaventano in relazione a certi atteggiamenti e comportamenti, di quali atteggiamenti e comportamenti si tratta, secondo te? Non è che le donne che spaventano gli uomini in realtà assumono dei comportamenti e soprattutto degli atteggiamenti interiori simili a quelli del venditore Vodacom, che vuole solo chiudere il contratto e non è realmente interessato alla qualità della relazione in sé e per sé, all’altra persona in sé e per sé e a godersi le varie fasi dell’esplorazione (che alla fine potrebbe anche concludersi in un nulla di fatto?) Ecco, mi piacerebbe avere commenti su questi aspetti, in relazione al tema degli uomini che si spaventano.

 

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164 Commenti

  1. Avatar di maria

    maria 3 mesi fa (28 marzo 2018 19:46)

    Grazie
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  2. Avatar di Emanuela

    Emanuela 3 mesi fa (6 aprile 2018 15:24)

    Ciao Ilaria, seguo il tuo blog :-) Mi piace un sacco e spesso leggo quello che scrivi per decifrare la vita reale. Ti vorrei raccontare un avvenimento particolare che mi è successo e avere la tua opinione. Circa un anno fa ero in treno e ho notato che un ragazzo mi fissava intensamente. Non so come ma ci siamo avvicinati. Abbiamo parlato e lui circa un mesetto dopo è riuscito a trovarmi tramite internet perché gli avevo parlato del mio lavoro. Abbiamo cominciato a parlare via chat e mi piaceva un sacco, io però stavo già uscendo con altro che poi è diventato il mio ragazzo e quindi abbiamo smesso di parlare. Qualche mese dopo la storia con il mio ragazzo è finita e il ragazzo del treno ha cominciato a scrivermi dicendomi che ora dato che ero single potevamo vederci. Notavo che lui era molto disinvolto in chat, ma al momento che parlavamo di incontrarci diventava più schivo e si chiudeva a riccio. Ci siamo comunque incontrati un paio di volte. Lui mi dice che io gli piaccio tantissimo, ma ha paura perché ha perso il lavoro, vuole vendere tutto e andare all' estero, poi ha problemi di salute e sta facendo accertamenti. Non sa che fare perché dice che se noi cominciamo a frequentarci seriamente e poi lui se ne deve andare sarebbe insopportabile per tutti e due. Spesso ci sentiamo per videochat. Però gli dico di smetterla di avere atteggiamenti provocanti con me se per i suoi motivi non è pronto per una relazione. Lui dice ok, però continua a cercarmi, vuole chattare, vuole vedermi in video, addirittura si mostra un po' geloso o ci rimane male quando invece di parlare con lui esco con i miei amici, se non gli rispondo entro poco si preoccupa ma poi tutte le volte che diciamo di vederci si blocca o mi da buca dandomi un appuntamento successivo. Dice che ha paura delle conseguenze. Finché siamo sulla chat non abbiamo problemi, nella vita reale lui ha troppi problemi che se avessimo una relazione verrebbero senz' altro fuori, dice che io sono inconsapevole e non mi rendo conto perché sono più giovane di lui. A un certo punto io mi sono stufata e gli ho detto di non scrivermi più. Da una parte credo di aver fatto bene, perché anche se lui aveva dei problemi io li avrei affrontati con lui, dall' altra sento che mi manca perché sulla video chat parlavamo tantissimo e con lui mi sentivo capita e a casa, oltre che ad attrarmi tantissimo lo sentivo come un amico, cioè in grado di capire come stavo o mi sentivo. Ora è un po' che non ci sentiamo più, non ho una particolare tentazione di scrivergli ma è come se lui continuasse a essere insieme a me, e io faccio le mie cose come se lui fosse nella mia vita, e credo che per lui sia la stessa cosa. Ma è come se dovessi far passare questo periodo in modo che lui risolva le sue cose, o almeno è ciò che spero, anche se in un momento di rabbia gli ho detto di non farsi più sentire perché per me cominciava ad essere frustrante. Oppure perché questo periodo passi senza che ci risentiamo più. Cosa mi consigli? Un caro saluto e tanto affetto
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 3 mesi fa (7 aprile 2018 15:19)

      Ciao Emanuela, non ti viene il sospetto che quest'uomo abbia qualche problema nell'ambito delle relazioni, che non sia una persona totalmente equilibrata e affidabile emotivamente?
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    • Avatar di Gea

      Gea 3 mesi fa (7 aprile 2018 18:48)

      Infatti, e' un mentecatto da evitare dal vivo come in chat: vuol fare il bello e il cattivo tempo a spese di Emanuela. Bisogna sempre dare ascolto alle sensazioni negative che qualcuno ci suscita: fastidio, imbarazzo, frustrazione, nervosismo, rabbia, sono voci da ascoltare per capire cosa e' meglio fare.
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    • Avatar di Emanuela

      Emanuela 3 mesi fa (7 aprile 2018 22:51)

      Sì certo, probabilmente sono rimasta affascinata perché sentivo che comprendeva tanti aspetti di me che altri non comprendono, ma probabilmente ha grossi limiti sul piano relazionale che non gli permettono di vivere normalmente, le mie naturalmente sono state soltanto ipotesi, non conoscendolo a fondo.
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  3. Avatar di Reddina

    Reddina 3 mesi fa (8 aprile 2018 11:05)

    Ciao Ilaria, per assurdo ho sempre lasciato spazio ai ragazzi che frequentavo e sono sempre stata accusata di esser poco interessata. Vogliono essere posti al centro del mondo, essere subissati di messaggi... quando ti cercano loro devi essere disponibile e presente, non importa quel che fai perché i tuoi impegni sono sempre meno importanti dei loro. A loro è concesso essere stanchi, essere impegnati ecc... si lamentano delle ragazze appiccicose e pesanti ma poi sono quelle che sposano. Ma come è possibile mediare i due estremi, ovvero gli uomini vigliacchi che se la filano al primo cenno di profondità e quelli asfissianti, che cercano una mamma/badante piuttosto che una ragazza? Esiste un metodo per riconoscerli?
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