Hai paura di spaventarlo con le tue parole e il tuo comportamento? Ecco la verità

come non spaventare un uomoSe c’è un ambito della vita nel quale uomini e donne diventano particolarmente irragionevoli e irrazionali è quello dell’amore e dei sentimenti. Bella scoperta vero? “Cioè Ilaria, tutto questo po’ po’ di articoli e di commenti, tutto questo gran ricercare e studiare per uscirtene con questa grandiosa trovata. Complimenti, eh, non c’è che dire… Non mi liquiderai mica così la questione degli uomini che si spaventano di fronte a una donna che magari vorrebbe solo approfondire una conoscenza o è solo un poco interessata a loro?”

Aspetta, Donna di Poca Fede, leggi qui che ci sono informazioni utili per te, più di quanto tu lontanamente sospetti. Soprattutto se sei tra coloro che temono di spaventare un uomo con il loro amore e con il loro affetto.

Proprio così, come se amore e affetto potessero far paura. Incredibile ma vero. Perché questo è: qualcuno crede o vorrebbe farci credere che amore e affetto lo spaventino e lo facciano scappare.

"Ricordò che aveva paura di innamorarsi proprio per questo struggente dolore dell’attesa. O. Pamuk"

Sai perché dico che di fronte all’amore e ai sentimenti le persone diventano sia irragionevoli sia irrazionali e sono portate a perdere il controllo? Perché nel mio lavoro ne sento, ne leggo e ne vedo davvero di ogni. E, riguardo alla paura, all’amore e agli uomini che si spaventano e scappano da una donna e da una relazione c’è un dato statistico che mi colpisce.

Come probabilmente sai, io scrivo qui sul blog, ho un continuo contatto con le lettrici attraverso il blog stesso. E poi via mail, sulla pagina Facebook, a livello personale e attraverso i sondaggi che gli iscritti alla mia mailing list ricevono di tanto in tanto (nota disciplinare: non sei iscritta alla mia mailing list? Iscriviti inserendo i tuoi dati nello spazio in alto. Ti arriva anche – via mail – una bella guida in regalo e tanti aggiornamenti esclusivi.).

Ebbene, sai una cosa? Posso dire con certezza che una delle “problematiche” ricorrenti delle donne in fatto di seduzione è la paura di spaventare un partner (attuale o potenziale) e di farlo scappare dalla relazione. Tantissime donne ammettono apertamente: “Ho paura di spaventarlo”; “Ho paura che si spaventi”; “Non vorrei spaventarlo”.

Uomini che si spaventano: ma che accidenti vuol dire?

Ogni volta che leggo o vedo o sento  – e mi capita spesso, davvero, – che una donna si preoccupa di “non spaventare” un uomo mi chiedo: “Ma possibile? Ma che accidenti vuol dire?” Allora, parliamoci chiaro: la vita di certo non è facile per nessuno e, allo stesso tempo, non è che nel nostro mondo contemporaneo ci sono poi tante cose delle quali avere paura nella nostra vita quotidiana. Certo le “grandi paure” un po’ tutti ce le abbiamo in mente e nel cuore; certo – dio non voglia – una brutta disgrazia può capitare a tutti; certo, del doman non v’è certezza per nessuno. Ed è vero che non è che usciamo in genere di casa ogni mattina con la preoccupazioni di essere morsicati da un cobra che inietta veleno letale, divorati da un leone affamato o risucchiati dalla potenza incontrollabile di un’onda anomala.

Chi più chi meno conduciamo tutti delle vite piuttosto al riparo da sorprese che possano risvegliare e tenere in vita la “paura” vera originale e atavica per la nostra sicurezza e incolumità. Parlo in linea generale, ovviamente. Mettiamo anche che gli uomini d’oggi – come del resto anche le donne – proprio perché viviamo in un ambiente estremamente sviluppato dal punto di vista tecnico e tecnologico abbiano un po’ abbassato l’asticella del loro coraggio, perché nati e cresciuti in ambienti sicuri e protetti (fin troppo, tanto che potremmo parlare di “bambagia”), ma siamo oneste, possibile che giovanotti e uomini maturi,  si spaventino o possano essere spaventati dal comportamento di una donna? Oh, cielo, davvero una donna fa così paura? Oh, cielo, davvero loro, questi uomini moderni, sono così facilmente impressionabili?

"Soltanto una cosa rende impossibile un sogno: la paura di fallire. Paulo Coelho"

Quella delle donne preoccupate di spaventare i propri compagni o aspiranti tali allora va annoverata tra le irragionevolezze e irrazionalità che riguardano l’amore e i sentimenti o, al contrario, c’è della verità in tutto questo? Come la mettiamo? Com’è che al giorno d’oggi uomini di tutte le età, tanto orgogliosi e determinati nel dimostrare la propria virilità, allo stadio, in palestra, in chat, poi si spaventano di fronte a una donna, al suo comportamento e al suo amore?  Il tema va approfondito. Mettiti comoda.

Uomini spaventati: le due facce della medaglia

Facciamo una distinzione tra mito e realtà, tra manipolazione degli altri ed espressione di una verità personale, tra bugie e onestà.

Di certo le lettrici che mi scrivono e anche quelle che non mi scrivono e tutte le donne che sono preoccupate di spaventare gli uomini, questo strano fenomeno degli uomini che si spaventano non se lo sono inventato. E’  una giustificazione usata spessissimo dagli uomini stessi, i quali, inventandosi un complicato turbamento emotivo si sfilano da relazioni alle quali non sono più interessati.

La valenza manipolatoria di questa giustificazione è sfaccettata. Il signore che rilascia dichiarazioni del tipo: “Cara, mi piaci davvero tanto, ma ho paura e ho bisogno di tempo. E anche di recuperare i miei spazi” sta giocando con la sua interlocutrice, nel senso che si sta prendendo gioco di lei, la sta prendendo in giro.

In che modo? Il suo obiettivo è mollare il colpo, andarsene, scappare, come direbbero alcune. Ma siccome il soggetto in questione come molti esseri umani di ogni genere e colore è dotato di quella giusta dose di codardia e vuole lasciare un “buon” ricordo di sé  se ne vuole andare “pulito” e avvolto da un alone di comprensione e di simpatia umana. Lui vuole lasciare intendere di non essere stronzo, bugiardo e manipolatore. Per niente. Lui è spaventato, povera stella, il che sottintende che non se ne va perché cattivo, ma perché troppo buono, caro e sensibile

Capito il trucchetto mentale? Onestamente, se una casca nell’inganno ( e come vediamo dalle statistiche ne cascano a milioni) non potrà mai essere offesa e arrabbiata con Mr Sensibilità, almeno di voler apparire lei, come insensibile. L’uomo spaventato è stretto parente, gemello separato alla nascita, di colui che ti dice che ti lascia perché ti ama troppo. Ballista cosmico. Ecco. Si tratta di scuse. Di invenzioni. Di scappatoie emotive manipolatorie che si tramandano di generazione in generazione negli spogliatoi dei campi di calcetto di sfigate periferie di provincia.

Quindi è evidente che la maggioranza dei giovinotti quando dichiara di essere spaventato sta raccontando una bugia manipolatoria, per disimpegnarsi e lasciare uno spiraglio aperto, cioè non sputtanare la propria immagine. Tu che devi fare? Chiudi i rapporti, a meno che non ti piaccia frequentare mezze calze, uomini bugiardi e inaffidabili.

uomini che si spaventanoMolto bene. Ipotizziamo ora che il nostro eroe dica la verità, che sia veramente spaventato. No, ma senti, ma a te interessa davvero stare con un uomo che, quando la storia si fa seria per voi, quando lui percepisce il tuo e il proprio coinvolgimento salire, invece di stare lì e “combattere” per la causa, per la propria evoluzione e probabilmente per il proprio benessere (se è spaventato da ciò che prova evidentemente prova qualcosa) si defila? Vuoi veramente stare con qualcuno che non appena il gioco – qualsiasi gioco – si fa duro si spaventa e – peggio mi sento – invece di gestire la propria paura, la esterna e la butta su di te? Ma questo principe non ucciderà mai nessun drago, ma nemmeno una zanzara tigre a estate conclusa. Lascia perdere.

E qui abbiamo detto. Ora giriamo la medaglia, guardiamo l’altro lato e parliamo di quando, come e perché gli uomini rischi di spaventarli per davvero. Ecco, qui ce n’è anche per te.

Il venditore insistente e la sindrome del vicolo cieco

Qui ci torna utile ancora una volta il discorso di come si diventi irragionevoli e irrazionali quando si è immersi in questioni sentimentali. E parliamo soprattutto di donne troppo desiderose di mettersi in una relazione, a prescindere. Per capirci è importante che ti spieghi cos’è la “sindrome del vicolo cieco” altrimenti detta “sindrome del venditore Vodacom”.

Tutti noi, se viviamo in questo mondo civile e se prima o poi nella vita abbiamo sottoscritto un contratto con una compagnia telefonica o lasciato i nostri dati a un fornitore di servizi, siamo stati contattati sotto diverse forme (sms, telefonate, email, volantini etc) da qualche volenteroso venditore di offerte imperdibili.

Che cosa succede in questi casi? Ti dico che cosa succede a me. Spesso il servizio proposto non mi interessa del tutto, né ora né mai, per cui o non fornisco i miei dati oppure chiarisco subito che non sono cliente di quel servizio e non potrei mai esserlo. E questa è la via facile, perché fin dall’inizio il mio chiaro disinteresse è un grande deterrente. Anche se non ne siamo certe.

Ci sono invece dei servizi che mi interessano e che potrei valutare (sul serio): per esempio una linea internet sempre più veloce e sempre più economica.

Che cosa significa questo? Che mi precipito ad accettare l’offerta? No, perché l’esperienza mi ha insegnato che è meglio prendersi del tempo per valutare. E poi non ho nessuna intenzione di farmi dettare tempi e modi da altri, ma scherziamo? Di qualsiasi offerta si tratti non è certo una priorità nella mia vita o nella mia giornata. Non è che quando mi alzo al mattino penso: “Uhm, ho proprio voglia di cambiare piano, oggi mi dedico anima e corpo a questo e non vedo l’ora che un venditore insistente e untuoso mi chiami”.

Ho sempre mille cose da fare più importanti, ma posso garantire che se c’è qualcosa che mi interessa nel giro di pochi giorni mi prendo qualche minuto di tempo per analizzare la questione ed eventualmente decidere.

MA, qui subentra un “ma” grosso come una casa. L’offerta me l’ha proposta un venditore affamato e con una fretta bestiale (e accecante) di concludere: sta per scadere il mese e lui deve chiudere un budget in linea con gli obiettivi, oppure l’offerta sta per scadere e se lui fa passare la scadenza perde il premio di produzione, oppure ha una paura fottuta che io compri dalla concorrenza o da un suo collega diretto. Mille e mille ragioni delle quali a me non frega niente e che non c’entrano nulla nel rapporto con me.

Che cosa succede allora? Che il venditore se ne impipa delle mie esigenze, dei criteri con i quali io procedo alla decisione di acquisto e anche della mia serenità personale.

Comincia a cercarmi, disturbandomi nei momenti più inopportuni e via via insistendo sempre di più. La storia la conosciamo tutti.

Io entro nel vicolo cieco, nella “sindrome del vicolo cieco”. Siccome io, come probabilmente tu, abbiamo molta esperienza di queste questioni, fin dall’inizio so come va a finire. Io non ci tengo a scontrarmi con il venditore, anzi, proprio non voglio, voglio evitarlo a tutti i costi.

So che, piaccia o non piaccia, lui sta lavorando, magari è sotto pressione per x motivi personali e professionali. Poi non mi va di avere frizioni con le persone o di risultare scontrosa, è brutto, mi fa perdere tempo, mi lascia triste e con una brutta opinione di me stessa. Bene.

Il fatto è che io so, so bene, che se sono entrata nel tunnel di coloro che se accettano di buon grado la prima chiamata e la seconda e la terza, arriverò alla decima esasperata, non sarò più tanto cortese e dirò con malagrazia, senza magari nemmeno salutare: “Guardi, non mi interessa! Davvero! Non mi chiami più, per favore!” E così sono disposta a rinunciare a un’offerta che magari effettivamente poteva interessarmi. Tanto che alla fine dell’offerta non me ne frega proprio più niente.

Ma c’è di più. Siccome so già bene a che cosa vado incontro ormai ho assunto un atteggiamento ancora più radicale: ogni volta che qualcuno mi approccia e credo che si tratti di qualcuno che mi contatta per farmi un’offerta rispondo con un sorriso “No, grazie, non mi interessa” E davvero, non ho la più pallida idea di che cosa stesse per propormi.

E’ così: ogni volta che qualcuno mi approccia e io credo che mi debba vendere qualcosa, mi spavento. Mi spavento non perché penso che mi faccia del male o cose del genere, mi spavento all’idea della situazione che può crearsi, cioè quella di sentirmi braccata e chiusa in un vicolo cieco e di avere come unica via di fuga quella di comportarmi in modo sgarbato.

Una situazione del genere ormai la trovo tanto scontata e tanto imbarazzante da volerla evitare fin dall’inizio. L’idea di mettermi in una posizione in cui è inevitabile che alla fine io reagisca un po’ sgarbatamente mi mette davvero a disagio. Soprattutto in proporzione alla posta in gioco. Se sapessi che reagire in modo un po’ sgarbato permettesse a qualcuno di evitare, che so, un incidente, non mi farei nessun problema.

Mi dà fastidio sia l’idea dell’imbarazzo sia il fatto che chi mi ha condotto fino al punto di esasperazione mi ha manipolato e ha compiuto un abuso su di me, tirando fuori il peggio di me. Allora, sia ben chiaro. Ovvio che mi dà fastidio comportarmi in modo sgarbato, anche perché questo comportamento mi rimanda un’immagine di me che non mi piace, ma quello che probabilmente mi dà ancora più fastidio sono le sensazioni negative che mi hanno portato all’atteggiamento sgarbato.

Ricordati che come non c’è nulla di più violento dell’abuso emotivo, allo stesso modo non c’è nulla di più “costoso” in termini di energia degli investimenti emotivi che ci vengono richiesti, soprattutto se ci vengono “estorti”. Chiedere a qualcuno un investimento emotivo è davvero chiedergli molto. Immaginiamoci a un uomo :) .

"Quanto dolore ci sono costate tutte quelle paure che non si sono mai realizzate.
Thomas Jefferson"

Va bene. E che c’entra tutto ciò con un uomo che si spaventa e abbandona una relazione, molto spesso anche prima che la relazione stessa inizi? Che cosa c’entra la sindrome del vicolo cieco e della Vodacom con le donne che si preoccupano di poter spaventare un uomo e di farlo scappare a gambe levate?

C’entra perché molte spesso nelle relazioni gli uomini si sentono come me quando ricevo la terza delle potenziali venti chiamate del venditore della Vodacom. Cominciano a temere l’effetto vicolo cieco.

sindrome del vicolo ciecoOk, caliamoci nella situazione. Capita che un uomo o un ragazzo sia a un evento qualsiasi della vita: a una cena tra amici, a una festa in un locale il sabato sera, in palestra o in quello che tu preferisci immaginare. Incontra e conosce una donna, una ragazza, scambia quattro chiacchiere e non c’è nulla di male. Anzi, è anche piacevole, la fanciulla è simpatica, attraente, si sta bene con lei. Iniziano i primi scambi di numero di telefono e di messaggi. Magari ci si vede anche, si condivide un po’ di sé, a vari livelli.

Il giovanotto in questione è un po’ come me 100 venditori della Vodacom fa: “L’offerta è interessante. Tra sabato e domenica, se ho un po’ di tempo libero ci rifletto, dài, vedo di considerarla. Ma ora non ho la testa. Non è certo una mia priorità, anche se…”

Il giovanotto pensa qualcosa del genere: “Beh, non male la tipa, simpatica, intelligente, interessante… Ok, ora però devo concentrarmi su quel progetto che mi ha chiesto il capo (etc etc)”

Qualche tempo fa ho scritto un articolo sulle differenze tra uomini e donne in cui spiegavo che gli uomini “leggono” il libro di una storia d’amore che stanno vivendo dalla prima pagina e una pagina alla volta, gradualmente. Le donne si precipitano all’ultima pagina, quella che li vede come una coppia definitiva, insieme per sempre.

Ecco, questo è il succo della questione. Se una donna attacca dentro di sé con le proprie paturnie e ha individuato nel nostro amico il partner perfetto per sé, sarà quasi ovvio che cominci ad assumere verso l’esterno degli atteggiamenti insistenti e manipolatori. Soffocanti. Imbarazzanti. Invischianti.

Siamo come nella fase (88 venditori fa) nella quale io capisco che a mister Vodacom non importa un bel niente di farmi una offerta vantaggiosa non solo per lui ma anche per me e di darmi un servizio non solo di vendita, ma anche di consulenza. Siamo nella fase in cui io so che a questo mister Vodacom di me, come persona, con le mie esigenze specifiche, importa meno di niente. A questo importa solo di staccare il contrattino e di mettere nel suo budget di vendita la mia transazione di denaro. Di chi sia io, gliene importa meno delle suole delle scarpe del suo piccione viaggiatore. E io ormai l’ho annusato, tutto questo e non voglio giudicare nessuno, nel modo più assoluto, l’unica cosa che voglio è defilarmi quanto prima, cioè prima che questa situazione mi invischi e diventi difficile da abbandonare.

Perché, nei miei intenti, questa era tutta un’altra storia, tutto questo doveva avvenire con altri tempi e con altri modi e ora non voglio davvero che la situazione diventi difficile da gestire per me.

E’chiaro? E’ vero che ci sono uomini bugiardi, imbroglioni che dichiarano il proprio amore o si mostrano interessati solo per giocare con i sentimenti altrui o per fare sesso o tutte e due. La casistica degli uomini che assumono comportamenti disgustosi per fini altrettanto disgustosi è infinita. E’ vero anche che ci sono uomini magari un po’ “distratti” che semplicemente pensano di trovarsi invischiati in qualcosa che non si aspettavano e non desideravano, non così, non in quel momento. E non se lo aspettavano e non lo desideravano tanto da volersi defilare subito, senza aspettare ancora.

Non sono spaventati dai sentimenti e dall’impegno ma dall’aver “annusato” una profonda differenza di intenti e il rischio per loro di trovarsi in imbarazzo.

Ora, mi chiedo e ti chiedo, se tu sei tra coloro che sono convinte che gli uomini si spaventano in relazione a certi atteggiamenti e comportamenti, di quali atteggiamenti e comportamenti si tratta, secondo te? Non è che le donne che spaventano gli uomini in realtà assumono dei comportamenti e soprattutto degli atteggiamenti interiori simili a quelli del venditore Vodacom, che vuole solo chiudere il contratto e non è realmente interessato alla qualità della relazione in sé e per sé, all’altra persona in sé e per sé e a godersi le varie fasi dell’esplorazione (che alla fine potrebbe anche concludersi in un nulla di fatto?) Ecco, mi piacerebbe avere commenti su questi aspetti, in relazione al tema degli uomini che si spaventano.

 

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104 Commenti

  1. Avatar di Elisa

    Elisa 11 mesi fa (2 novembre 2016 19:48)

    Cara Ilaria,qsto post cade proprio a puntino. Ho 34anni quasi,dopo 4anni di singletudine (nel mezzo storielle poco importanti)e molti di più che non mi innamoro, conosco lui tramite tinder (nn mi vergogno a dirlo, è solo uno strumento). Iniziamo a frequentarci e mi rendo conto che inizio a provare qlcs e di qsto sono felice xche dopo anni mi rendo conto finalmente di riprovare quel sentimento tanto sopito e che mi fa sentire viva. Purtroppo dopo un mese da parte sua iniziano i soliti discorsi :non è sicuro di voler intraprendere una relazione dp la sua rottura avvenuta un mese fa..ma che sta bene cn me ecc...x ben due volte decidiamo di smettere di vederci..poi l ultima volta torna dopo un mese e mezzo di quasi silenzio e io che sn sparita..dicendo di volerci riprovare che si sente diverso che ha capito che gli manco che ne valgo la pena ec ec...io ci riprovo e gli do l ultima occasione..le cose vanno bene x un Po..il mio sentimento cresce ,nel frattempo sn passati 7mesi..mi porta pure a fare un weekend fuori!poi in un momento di tenerezza gli chiedo se sta bene...lui stranito mi dice che se ho bisogno di certezze evidentemente nn riesce a darmi lo stesso..chr allora nn sm al solito livello e li ancora dubbi e insicurezze...dice che evidentemente nn si è innamorato come me (premetto che nn l.ho mai stressato..nn mi ritengo una donna del genere anzi ho le mie cose..da poco sn and ad abitare da sola ecc....io li ho deciso di chiudere definitivamente...dp il weekend isnieme è bastata una stupidaggine x mandare tutto all aria ancora?che cavolo è tornato a fare?...fa male ma ho finalmente capito che se in sette mesi nn ha chiari i suoi sentimenti nn credo che lo sarà mai...xche o ci sn o nn ci sn...non ci credo a chi dice che nascono col tempo..sette mesi sn tanti e lo sai dentro cosa provi...penso che sia immaturo...mi manca ma finalmente a 34anni mi sento più sicura di me...a lasciar andare un uomo chr nn sa cosa vuole e ogni giorno mi ripeto che nn voglio accanto a me un uomo così....vorrei avere una tua opinione in proposito...esiste secodno te il "non essere pronti?o è solo una questione del sentimento??sp tu abbia tempo e modo di rispondermi
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 11 mesi fa (2 novembre 2016 20:02)

      E' una questione di immenso, incommensurabile, infinito VUOTO. Reciproco, però eh, dài, perché se tu non rivestissi di spessore il nulla forse il cretino un po' di pudore lo avrebbe. E' che questi poveri minus habentes sono autorizzati da chi crede di vedere qualcosa nel nulla assoluto.
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    • Avatar di Elisa

      Elisa 11 mesi fa (3 novembre 2016 10:28)

      Hai ragione. Il problema è che cmq sia ci vedevamo e sentivamo ogni giorno come una coppia normale... qndo è tornato abbiamo parlato tantissimo e io gli ho detto chiaramente ciò che volevo e cosa mi aspettavo..l ho visto veramente sincero..poi in un momento che secondo me poteva essere bello,si è tirato indietro e li ho capito che nn c era...una donna va anche rassicurata se gli hai lasciato in sicurezze..lui nn è stato capace xchr nn prova niente x me...adesso l ho chiaro in testa e grazie a tutte qste storie che leggo,vado avanti a testa alta e convinta della mia decisione..ma rimane la delusione di aver sprecato 6mesi dietro a lui... xò il lato positivo è che adesso so ancora di più ciò che voglio!qsta pagina mi aiuta molto grazie
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  2. Avatar di pamela

    pamela 11 mesi fa (9 novembre 2016 12:45)

    sono tornata a rileggere questo articolo che lessi due volte tempo fa ma forse non lo avevo colto in tutto il suo significato. E' molto molto reale, e davvero fantastico il tuo esempio di venditore Vodacom. Io non so perchè mi trovo coinvolta fino ad oggi con 3 categorie di uomini: il bisognoso da cui scappo subito perchè lo individuo dopo che dice mi ha stretto la mano ; il narcisista manipolatore, anche questo non mi frega piu, il codardo che non vuole la storia seria. Detto questo, sono ancora fantasticamente single. Ho avuto coraggio a mollare una frequantazione che andava benissimo ma era solo sesso ( per lui ) nel momento in cui mi sono ritrovata coinvolta emotivamente ( non è stato facile ma senon lo facevo tutto quello che ho imparato da Ilaria andava a rotolare nel dirupo ) . Quindi che dire...fiduciosa ancora e intanto continuo a leggerti /vi
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  3. Avatar di Anna

    Anna 11 mesi fa (12 novembre 2016 15:29)

    Ilariaaa...avrei voluto conoscere i tuoi articoli qualche anno fá!!!! Grazie
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  4. Avatar di Martina

    Martina 10 mesi fa (6 dicembre 2016 17:25)

    Grazie Ilaria per questo bell'articolo. Da mesi stavo cercando un articolo (e qualcuno) che mi inducesse a mettere in discussione il comportamento che ho assunto verso un ragazzo che ha dimostrato di avere molta simpatia nei miei confronti.. e di cui io mi sono presa una prima vera bella cotta. Avevo paura di aver assunto un atteggiamento semi-persecutorio.. le mi amiche a difendermi e a dire che ho fatto solo il possibile e la cosa giusta.. e invece io sapevo che l'ho proprio spaventato e che sono responsabile del suo successivo allontanamento. La domanda che ti pongo é se ci siano modi per riparare, secondo te, una situazione anche imbarazzante per me, perché non rispecchia quella maturità che mi sto impegnando di ottenere, di assumere e di manifestare. Grazie. Martina
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  5. Avatar di Lucia

    Lucia 3 mesi fa (20 giugno 2017 16:17)

    Articolo molto interessante!! In tutta onestà credo di far parte della categoria di donne che si appiccica....ahimè.....investo molto nel rapporto e se vedo dei tentennamenti sale l'ansia e il modo per controllarla o cercare di farlo è scrutare l'altro. Questo aspetto della mia personalità non mi piace per niente e la maggior parte delle volte è un meccanismo davvero inconsapevole, cioè mi rendo conto sempre troppo tardi...e negli anni ho solo acquisito più consapevolezza ma non sono cambiata, anzi sono peggiorata. E' veramente umiliante comunque avere questi atteggiamenti ma da quel poco che ho capito dipende dai modelli famigliari acquisiti durante l'infanzia. E' umiliante soprattutto perché questo non è amore e non è rispetto per l'altro. La mia domanda è, il destino di chi ha problemi di questa natura è avere relazioni faticose o non averne affatto?? Vale la pena parlarne con il partner di questa fatica?? Sono innamorata ma lui si è (come dargli torto) stancato..... Grazie
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  6. Avatar di PAMELA

    PAMELA 3 mesi fa (4 luglio 2017 14:55)

    Ilaria leggendo questo articolo mi è venuto in mente il libro che sto leggendo, dimmi tu se è pertinente o sono una visionaria io...."L'arte della seduzione" di Robert Greeen, che trovo davvero interessante e piacevole in quanto ne parla dalla storia /leggenda ad oggi. E mi è venuto in mente quando parli dell'uomo che scappa e che abbiamo paura di spaventare: MA CAVOLO...L'UOMO DI OGGI COS'E' UN DEBOLUCCIO ALLORA? TEMPO ADDIETRO CONQUISTAVA TERRITORI E CORTIGIANE, AFFRONTAVA REALI PERICOLI, e invece oggi?????? Ecco la mia provocazione di oggi
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  7. Avatar di Daniela

    Daniela 5 mesi fa (17 aprile 2017 11:47)

    Con mio grande rammarico ho appurato,almeno per quanto mi riguarda, che non esistono uomini che non si vogliono impegnare in generale o uomini confusi, ma uomini che non vogliono te(te inteso come "quella determinata persona") e si lambiccano il cervello usando scuse più o meno patetiche per tenerti buona e non stare da soli in attesa di qualcos' altro . Però,nel frattempo,non vogliono compromettersi e mettono le mani avanti: "Sono confuso", "Non so cosa voglio", "Non mi sposerò mai", etc. Un tizio mi ha fatto penare un anno con argomenti contraddittori, alternando gesti eclatanti a indifferenza pura e sparizioni, facendo la vittima e l' jncompreso. Dopo che ho accolto la sua spazzatura emotiva, è sparito e ora è felicemente fidanzato con un' altra, per nulla spaventato. Sarebbe bastato mandarlo subito a quel paese dopo le prime avvisaglie e mi sarei risparmiata mesi di sofferenze.Invece mi sono calpestata da sola e lui ne è uscito pulito pulito, senza neanche un vaffa.
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    • Avatar di max

      max 5 mesi fa (17 aprile 2017 17:03)

      Esattamente Daniela, tu hai fatto "il lavoro" emotivo, e quella dopo ha raccolto i frutti al posto tuo...tipico...ma l' importante è imparare la lezione e comportarsi meglio, soprattutto verso se stessi.
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  8. Avatar di Irene

    Irene 2 mesi fa (21 luglio 2017 16:49)

    Sei un'istituzione Ilaria! Leggere i tuoi articoli è sempre una buona idea. Mi hai fatto capire molte cose...
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  9. Avatar di Sabrina

    Sabrina 12 mesi fa (10 ottobre 2016 12:50)

    Buon giorno Ilaria e buongiorno a tutte, ho letto con interesse questo articolo, tuttavia in base alla mia esperienza vedo sempre di più uomini che fuggono da una relazione con una donna sicura di se', indipendente ed autonoma. Insomma quanto più LEI dimostra di essere brillante, tanto più LUI sfugge ....Le scuse naturalmente sono sempre quelle della famosa "pausa di riflessione", ma in realtà è la paura di impegnarsi seriamente con una donna con GLI ATTRIBUTI. I motivi di questi comportamenti non sono sempre da ricondurre alla tipica vigliaccheria maschile; il fatto è che l'indipendenza di una donna ancora oggi li spaventa tantissimo. Basta guardare alle statistiche sull'orribile fenomeno dei FEMMINICIDI. In gran parte dei casi la causa scatenante è stata quella di non accettare di essere lasciati dalla loro compagna. C'è ancora una forte disparità di genere, e le donne devono lottare ancora per affermarsi a causa della grande IMMATURITA' degli uomini.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 12 mesi fa (10 ottobre 2016 13:06)

      Ciao Sabrina, mi fa piacere che a fronte di tanti uomini mediocri ma sempre molto, ma molto desiderati da donne intelligentissime, autonome e forti di carattere, ci siano appunto tante superdonne. Cioè mi pare che stia prendendo piede la teoria che donne intelligenti e sicure di sé si innamorano perdutamente e con dolore di cretini incommensurabili. Si vede che intelligenza, indipendenza, autonomia e forza di carattere non sono sufficienti per evitare i pirla. Ti sembra verosimile? Ti dò una notizia: le donne che si fanno ammazzare dagli uomini molto spesso, sì sono intelligenti, ma ti garantisco che non hanno idea di che cosa sia autonomia, indipendenza e affermazione di sé. Questo per molteplici ragioni che spesso ho illustrato ampiamente.
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    • Avatar di Sabrina

      Sabrina 12 mesi fa (10 ottobre 2016 13:29)

      Invece sì ce l'hanno un'idea di che cosa sia l'indipendenza e l'autonomia!!!! E' proprio per questo che poi subiscono violenze ed alcune, purtroppo, la morte. E' l'autostima e la consapevolezza di sé che manca alle donne, perché è una consapevolezza che si acquisisce con l'esperienza e con la maturità.
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 12 mesi fa (10 ottobre 2016 13:36)

      Sabrina, pensala come vuoi ed evita di scrivere qui opinioni personali che non si sostengono su dati e su logica. Ci sono bambini di 2 anni che sono pieni di autostima e sessantenni che non hanno idea di che cosa sia l'autostima. Se queste donne sapessero che cosa è l'indipendenza e l'autonomia non starebbero in situazioni mortali per loro. Perché non dimentichiamo che spesso muoiono proprio per il fatto di essere nel luogo sbagliato nel momento sbagliato, cioè accanto al loro carnefice dal quale non riescono ad allontanarsi. Per cortesia non usare questo blog per commentare senza senso e senza base di dati, non siamo su Facebook e se i webeti sono intollerabili quando si parla di carnivori e di vegetariani, figurati quando si parla di femminicidio. Davvero, fermati qui per non farmi perdere tempo e per risparmiarti ulteriori brutte figure.
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    • Avatar di Anna

      Anna 12 mesi fa (10 ottobre 2016 13:33)

      Quindi, tanto di guadagnato se (si spaventano e) scappano. Selezione naturale :)
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    • Avatar di Romy

      Romy 2 mesi fa (29 luglio 2017 10:37)

      Mi riallaccio a quanto scritto da Sabrina, anche se è trascorso molto tempo, perché mi ha fatto venire in mente un tema importante. Ho notato che molte donne si definiscono in buona fede forti, autonome e brillanti perché lavorano e prendono uno stipendio (non mi riferisco in maniera specifica a Sabrina, che ovviamente non conosco, ma le sue parole hanno risvegliato in me questa riflessione). In realtà, l'autonomia economica non implica sempre quella mentale e psicologica, perché determinati retaggi culturali sono molto difficili a morire. Esistono donne in carriera, in apparenza sicure di sé e molto brillanti, che si rendono zerbini di fronte agli uomini e che hanno storie sentimentali squallidissime. Quindi il problema è molto ampio, è un problema culturale. Ed è sulla mentalità, sul modo di pensare che bisogna agire, comprendendo tutti gli schemi mentali errati, tutte le convinzioni prive di fondamento che conducono le donne, di ogni ceto e livello socio-culturale, a commettere sempre gli stessi errori.
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  10. Avatar di Adelaide

    Adelaide 2 settimane fa (10 settembre 2017 17:01)

    Bellissimo post...davvero ben scritto e chiarificatore di tutti quei comportamenti misteriosi che prevedono la fuga di un uomo...cio' che non ho mai capito io nella fattispecie e': qual e' il sottile confine tra cercare di farsi conoscere e risultare venditori di un contratto?... A me pare che gli uomini siano presuntuosi e che spesso scambino un semplice desiderio di conoscenza per chissa' cosa...
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    • Avatar di Carmen

      Carmen 2 settimane fa (12 settembre 2017 16:01)

      Sono d'accordo con te, Adelaide! Condivido in pieno questo articolo, poiché descrive dei meccanismi che avevo già compreso anche io. Ma il problema è che molti uomini si spaventano fin troppo facilmente. Anche quando ci si limita a cercarli in amicizia, semplicemente perché hanno intuito la curiosità da parte nostra di conoscerli un po' meglio. Che tenerezza...Ilaria, ne approfitto per farti i complimenti per questo bellissimo blog (che ho scoperto da pochi giorni). Sei molto in gamba e mi fa piacere seguirti!Buon pomeriggio!
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  11. Avatar di Laura

    Laura 6 giorni fa (18 settembre 2017 0:35)

    Ciao Ilaria. Non so se mi risponderai, forse sono arrivata troppo tardi rispetto all'articolo ma ci provo lo stesso. Ho 34 anni e di recente ho conosciuto un ragazzo di sei anni meno di me dopo un lungo periodo di solitudine. E' stato tutto casuale, essendo una persona solitaria e avendo paura di soffrire a causa di una vecchia storia finita male che mi ha segnato profondamente, non vado a cercarmi relazioni, aspetto che la cosa succeda ed è infine capitata. Iniziamo a vederci e troviamo straordinarie somiglianze e affinità. Dopo un meraviglioso periodo di corteggiamento (per me una cosa nuova, non avendo mai avuto un periodo cosi lungo di gestazione, se così si può dire) una sera abbiamo deciso di andare al letto insieme, trovando anche qui una buonissima intesa sessuale. Subito dopo la sua presenza è diminuita e ho cominciato ad accusarne. Forse troppo presto, forse ho peccato di aggressività, durante una discussione via sms (lo so, terribile errore) ho provato a comunicarglielo arrabbiandomi, ricevendo in cambio sufficienza/scherno misto a un atteggiamento scocciato e giudicatore. mi ha risposto che fino a pochi giorni prima non ci conoscevamo neanche, ora non potevo rompere le scatole cosi in fretta. ognuno nella vita ha i propri impegni e non poteva annullarsi. Mi sembrava una reazione esagerata ma essendo una persona che sa bene come si comporta, e avendo anch'io la mia dose di colpe gli ho offerto le mie scuse, la cosa si è risolta e siamo andati avanti a rivederci altre due volte durante la settimana successiva. Sono dovuta mancare due settimane per un impegno e lui si è mostrato abbastanza presente ma quando sono tornata c'è stata una nuova discussione per via del fatto che aveva nuovi impegni e dopo avermi proposto l'unico giorno disponibile che avevamo, alla fine ha dovuto declinare per futili motivi proponendomi in alternativa un ora improbabile. Sono rimasta delusa e durante i giorni di lontananza si è riproposta una nuova discussione dove io gli ho confidato il mio disagio nell' essere costantemente messa fra i suoi impegni. La sua reazione è stata di nuovo di scherno mista a frasi del tipo "smettila con questi tumulti", "sei troppo cerebrale" "io non voglio rendere conto a nessuno". Io non sono una persona che le manda a dire e c'è di nuovo stata una discussione accesa, terminata in un silenzio di tomba che dura ormai una settimana. Ovvio che sto soffrendo molto perché credo sia finita e perché mi ha fatto sentire in colpa, ma mi chiedo se il problema sia il mio che ho preteso di viverci con pienezza un bel momento troppo presto, o se devo lasciar perdere candidamente una persona del genere senza sentirmi in colpa, o se addirittura sia ingiusto trarre delle conclusioni da una cosa che è stata cosi breve e quindi difficile da analizzare. E poi, devo scusarmi? Devo rifarmi viva per chiarire o finire stando tranquilla? Non so come reagire perché non ho capito dove sta il problema né di chi dei due è. Grazie mille. Laura
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 6 giorni fa (18 settembre 2017 11:49)

      Il problema sta nel fatto che lui è uno stronzo e non fa finta nemmeno di non esserlo e tu sei partita con l'autocolpevolizzazione preventiva. Molla questo essere viscido e immondo al suo destino e impara a proteggerti.
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