Soffrire per amore: le domande di un uomo

soffrire per amoreSi sente ripetere spesso: uomini e donne sono diversi, tanto diversi che, per avere delle relazioni di coppia che funzionano, bisogna conoscere bene la psicologia maschile e quella femminile. Sono tanto diversi, che anche il modo di soffrire per amore è diverso tra uomini e donne. Vi sono molti esperti di psicologia e di relazioni che sostengono che soffrire per amore sia un’esclusiva femminile. Ce ne sono altri, invece, che pensano che soffrire per amore non sia una prerogativa solo femminile, qualcosa di riservato solo alle donne che amano troppo e che ci sono anche gli uomini che sanno che cosa significa soffrire per amore, anche se soffrono per motivi diversi.

"L’unico modo per non soffrire è non amare. O.Fallaci"

Io sono convinta che in effetti uomini e donne sono diversi, soprattutto per come interpretano e per come “sperimentano” emotivamente i sentimenti. Ma, c’è un ma… Se è vero che alcuni comportamenti sono più comuni tra le donne e altri sono più comuni tra gli uomini, è anche vero che sempre più spesso uomini e donne si scambiano i ruoli per cui vi sono uomini che assumono comportamenti di solito più frequenti tra le donne e viceversa.

Di sicuro è sempre stato così, ma ai nostri giorni questo “scambio” di atteggiamenti è più frequente che in passato. Perché? Perché, come dico spesso, viviamo in un mondo che offre sempre più possibilità di scelta e nel quale il “passaggio” da atteggiamenti, identità e definizioni “precostituite” è sempre più frequente.

Soffrire per amore: uomini e donne in difficoltà

"Chiunque abbia mai amato porta una cicatrice. Alfred de Musset"

All’inizio della settimana scorsa ho ricevuto una mail che aveva come intestazione: “Parliamo un po’ di uomini che non ci capiscono nulla?

Ecco il messaggio: “Ciao Ilaria, mi chiamo Giuseppe e ho 35 anni. Da molto tempo leggo il tuo blog e trovo gli argomenti molto interessanti (anche se purtroppo praticamente esclusivamente dedicati alle donne…). Il fatto è che mi sono innamorato di una ragazza di 32 anni. Ci frequentiamo da un paio di mesi anche se è un rapporto a distanza e quindi ci siamo visti nei week-end e non tutti, tralaltro. Mi sento spesso in ansia e sento molto la sua mancanza. Non riesco a capire se lei ricambia il mio sentimento, oppure no. Alcuni comportamenti mi fanno capire che c’è un coinvolgimento:

  • sino ad ora mi ha cercato per sms e per telefono quotidianamente – nelle conversazioni telefoniche tra noi emerge che parla di me alle sue amiche                                                     
  •  quando ci vediamo sembra “presa”: facciamo l’amore, usciamo, ridiamo, scherziamo, parliamo, ha dei gesti di affetto nei miei confronti fa apprezzamenti sul mio aspetto fisico e sulla mia persona
  •  mi ha invitato con lei in Germania, dove vivono i suoi genitori.

Soffrire per amore: attenti alle manipolazioni

Altri suoi comportamenti invece mi danno l’impressione che non sono il suo tipo e che si sta ancora guardando in giro:

  •  quando va in palestra o al bar, mi parla di altri uomini e, in particolare, del loro aspetto fisico, ad esempio del sedere del barista o del bel sedere degli altri. Me lo racconta ridendo e scherzando mi prende in giro per alcune mie caratteristiche fisiche mie forse mancanti, come il sedere (ma di cui io non ho mai sentito carenza)
  •  un weekend mi ha detto che non voleva vedere nessuno eccettuato il suo coinquilino che per lei è come un fratello (e con cui anni addietro ha avuto una relazione, poi terminata). Poi però è uscita con una sua amica e quindi ho dedotto che in fondo non volesse vedere me (nel ruolo di partner).                                                                                                                  
  • quando ero in paranoia perchè mi vedeva giù e le esprimevo i miei,timori di essere “sganciato” lei diceva che se continuavo a fare la “pigna” in quel modo sarebbe successo (io cercavo rassicurazioni…)
  • dopo che ci siamo conosciuti lei ha troncato una relazione che aveva precedentemente. Il tipo però continua a cercarla e lei continua a dargli corda. Dice che gli fa pena e che ha paura della reazione che potrebbe avere se sapesse che l’ha tradito mentre stavano insieme e che, magari, gli dirà più avanti che sta con un’altra persona del luogo (dove sta lei, anche il tipo di prima vive lontano da lei). Dice che ha già avuto un tipo che era ossessionato da lei e la perseguitava. Non so come interpretare questi comportamenti e non so che cosa fare. Mi dai un consiglio, per favore? Parliamo anche un po’ di uomini e delle difficoltà che hanno nei confronti delle donne? Grazie. Un saluto.”
"Il desiderio muovendo sempre verso ciò che ci è più contrario ci costringe ad amare quel che ci farà soffrire. Proust"

Soffrire per amore: come smettere

Ho pubblicato il messaggio di Giuseppe per almeno 3 ragioni: I) l’ho trovato profondamente sentito e genuino e credo che Giuseppe sta soffrendo molto e vuole davvero smettere; III) credo che questo messaggio sia utile a chi legge il blog per comprendere quanto è importante calarsi nei panni delle altre persone, che si tratti di uomini e di donne. Il mondo è pieno di persone che soffrono per amore e che cercano un modo di amare e di essere amate più vero ed autentico. E questo è da tenere sempre a mente. III) Giuseppe, poi, ha ben descritto ed elencato, raccontando la propria storia, quali sono gli elementi più comuni che fanno soffrire per amore e credo che sia pieno di spunti per molte lettrici e per molti lettori che possono raggiungere maggiore consapevolezza riguardo a questi elementi, per imparare a proteggersi e a smettere di soffrire per amore. Giuseppe, anche se sta soffrendo, vede con chiarezza quanto gli sta accadendo. Forse ha bisogno di comprenderlo un po’ più profondamente, per trovare la propria via ai sentimenti veri e all’amore gratificante.

"Amare. È come accettare di farsi scorticare sapendo che in qualunque momento l’altra persona può andarsene via con la tua pelle. S.Sontag"

Soffrire per amore: quali sono le ragioni?

Perché uomini e donne entrano in storie che li fanno soffrire per amore? Ma non dovrebbe essere l’amore una delle principali fonti di gioia, di rassicurazione e di consolazione e non di tristezza e di depressione? In realtà gli esseri umani spesso hanno comportamenti contradditori e “rovesciati” e si muovono, dal punto di vista emotivo, in base al paradosso. Cioè spesso fanno il contrario di quello che sarebbe “logico” fare. Perché l’emotività non funziona in base alle leggi della logica.

E così succede spesso che chi ha più bisogno di amore entra in storie dove con minore probabilità troverà l’amore che cerca. La mia prima impressione riguardo la storia di Giuseppe è che lui si trovi proprio in questo genere di situazione.

E perché una persona arriva a trovarsi in questo genere di situazione? Perché, forse, è in un momento di crisi personale, in cui non crede particolarmente in se stessa e forse non ha una così alta autostima. Per molte ragioni probabilmente legate alla sua storia personale.

Come mai la relazione di Giuseppe è una relazione ad alto tasso di sofferenza?

Perché, come dicevo sopra, ha una serie di caratteristiche “tipiche” di una storia “complicata”.

1)      La distanza: scegliere di stare con una persona che è fisicamente lontano da noi non è una scelta immune da rischi. Essere lontani non solo è un problema, ma molto spesso può essere una comoda scusa per chi non vuole impegnarsi seriamente e vuole “gestire i propri spazi” in autonomia, senza impicci e obblicghi. Anche “fregandosene” dell’altra persona. Se scegli di stare con qualcuno che è lontano, devi sapere che è una scelta forte. Dovresti anche chiederti che cosa ti porta a complicarti la vita già in partenza, compiendo una scelta del genere.

2)      I complimenti e le lusinghe alternati alle critiche e ai confronti (perdenti) con gli altri: si tratta di una sorta di doccia scozzese emotiva. Un po’ come i finlandesi che dopo aver fatto la sauna a cinquanta gradi si buttano, nudi e accaldati, nella neve a meno venti gradi. E’ un shock che dovrebbe “risvegliare” il corpo. Applicato ai sentimenti e alle emozioni deprime, sconcerta, fa sentire in colpa. Questa è manipolazione. (Anche il “ti presento i miei” è un gesto manipolatorio).

3)      Lo svilimento, la presa in giro, la svalutazione: sono tutti atteggiamenti attraverso i quali l’altra persona “ti tiene in pugno”, facendoti sentire male, cioè facendoti soffrire per amore e mettendoti in posizione di debolezza. Rileggi il messaggio di Giuseppe: ci sono evidenti segnali di questo atteggiamento. La presa in giro, il parlare di altri uomini, lo svilire la sua sofferenza, addirittura ricattandolo al proposito etc etc.

4)      Il non mettere il partner per primo: l’amica di Giuseppe “dà corda” a un altro uomo accampando scuse francamente ridicole

5)      Il “curriculum” del partner. Ebbene ti dò un’informazione: le persone non hanno solo un curriculum scolastico o professionale. Hanno anche un curriculum sentimentale. Ed ecco qui che la signora in questione presenta il proprio: cita ben due uomini, che, a detta sua, erano ossessionati da lei e la “perseguitavano”. Non metto in dubbio – io proprio no – che vi siano uomini che perseguitano le donne e donne che perseguitano gli uomini. In questo caso, la mia impressione, considerando il quadro complessivo del comportamento della nostra astuta manipolatrice, è che la signora abbia l’abitudine di mettersi nelle condizioni di farsi perseguitare. E che si diverta un sacco a essere circondata da uomini che sono ossessionati da lei.

Va bene, per oggi basta. Di carne al fuoco ne abbiamo messa tantissima.

Secondo te, quali sono i segnali che di solito “indicano” se in una storia c’è alta probabilità di soffrire per amore? Quali sono le situazioni in cui questo rischio, invece, diminuisce drasticamente?

Lascia un Commento!

135 Commenti

  1. Avatar di Alisia

    Alisia 1 anno fa (21 luglio 2017 9:22)

    Ciao Ilaria. Ci consigli sempre di fare buone letture, visto che ultimamente mi faccio prendere dalle solite paturnie, vorrei chiederti un consiglio di lettura per questa estate, per distrarmi! Ultimamente ho letto"donne che corrono coi lupi" e "le dee dentro le donne". Vorrei leggere qualcosa di diverso....ma non saprei cosa scegliere!
    0
    Rispondi a Alisia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (21 luglio 2017 10:38)

      Ciao Alisia, se vai nella sezione "Inizia da qui" c'è un elenco di testi che ritengo "sacri" per le mie lettrici, che riguardano grosso modo tutti la divulgazione e la manualistica della crescita personale con al centro le questioni affrontate dal blog. All'interno di questi testi come letture estive suggerisco il mio amato Leo Buscaglia, semplice anche se datato, e Wayne Dyer, che accarezza il cuore. Se vuoi invece rivolgerti alla narrativa, in questi giorni ricorre il bicentenario della morte di quella che io ritengo un genio assoluto e insuperabile, Jane Austen. Se non lo hai letto ti consiglio vivamente "Orgoglio e Pregiudizio", un grande classico. Se vuoi leggere una donna intelligente e spiritosa, che di sicuro dalla vita ha avuto molto in termini di successo, denaro, fama e che affronta i suoi guai con grande ironia consiglio i due libri di Veronica Pivetti che ho trovato rivelatori "Ho smesso di piangere" e "Mai all'altezza". Affronta temi drammatici con un senso dell'umorismo e un'intelligenza che tutti dovremmo imitare.
      -1
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 1 anno fa (21 luglio 2017 11:34)

      CItavo Jane Austen qui proprio per il bicentenario della morte, in questi giorni mi sono ritrovata a leggere " la vita secondo Jane Austen " di William Deresiewicz. Sottotitolo : Cosa ho imparato dai suoi romanzi sull'amore, l'amicizia e le cose davvero importanti. L'ho trovato a suo modo interessante perché scritto da un uomo che dalla lettura di Jane Austen ha avuto molto da imparare ad evolversi e che dedica ogni capitolo ad uno dei suoi libri e al percorso di crescita parallelo che gli hanno procurato. Purtroppo ciò che mi ha fatto più inalberare stando su questo sito è stato notare come alcune donne pendessero dalle risposte solo degli uomini, ignorando del tutto la fonte se femminile. Jane Austen è la dimostrazione che una donna di valore ti prende un uomo, che come direbbero loro è "colto e laureato" e te lo smonta dalle fondamenta e te lo ricostruisce. Il personaggio di Elizabeth Bennet per me è pietra miliare e il modo in cui sorvola sullo snobbismo di mr Darcy mantenendosi sempre centrata su se stessa con grande dignità. Riporto una frase tratta da Orgoglio e pregiudizio: “Non puoi, per amore di una persona, mutare la sostanza dei principi e dell'integrità morale, come non puoi cercare di convincerti, o di convincere me, che l'egoismo è prudenza, e l'incoscienza del pericolo una garanzia di felicità.”
      0
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (21 luglio 2017 12:01)

      Le donne che danno ascolto al primo che passa, anche analfabeta, spiantato e magari criminale, solo perché ha la coda davanti sono moltissime e ci sono sempre state e non sono certo una peculiarità di questo blog, anzi, qui per natura si fa tanta selezione. Sono le medesime che quando si trovano davanti un premio Nobel donna non le danno credito solo perché manca della coda davanti. Mica peraltro. Sono le stesse che non vogliono essere visitate da un medico donna o, peggio, denudarsi davanti a un medico donna o essere assistite da un'avvocata donna etc etc. Niente, il pene, solo quello, dà alla testa di molte. Sono le stesse che applaudono e votano il miliardario che le manipola e che va con le minorenni perché suppongono che lui ce l'abbia duro. In parte glielo hanno insegnato le madri a venerare il pene, anche piccolo e malfunzionante, in parte sono delle amebe che vogliono un pene per fare meno fatica loro. Poverette. E' interessante che questa visione di un femminile misogino e maschilista è piuttosto diffusa presso uomini e donne un minimo evolute ma è stata sempre nascosta e taciuta in base a un "politically correct" di ispirazione femminista per il quale dichiarare che c'è una categoria di donne non solo fragili ma sostanzialmente manipolatrici misogine non stava bene, era antifemminista, dicevo è sempre stata taciuta o minimizzata da psicologhe e specialiste dedicate alla relazione d'aiuto alle donne. Quando la Norwood pubblicò il suo insuperabile saggio "Donne che amano troppo" in cui proponeva una lucida analisi di determinate dinamiche, analisi frutto del suo lavoro di anni, fu accusata da qualche femminista di essere antifemminista in quanto, pur inquadrando le situazioni in base a rapporti di vittime-carnefici palesemente dimostrava tra le righe che c'è un richiamo e un'attrazione tra vittime e carnefici e che le vittime (le donne che amano troppo) seppure a livello inconscio e sulla base di complicati vissuti, assumono comportamenti che le rendono tali. Ora per anni si è tenuta - giustamente nella stragrande maggioranza dei casi, giustamente, ribadisco - l'attenzione concentrata sulle donne come vittime. La mia esperienza, come probabilmente vi siete accorti, mi sta portando a fare delle distinzioni tra situazioni di pura e semplice manipolazione e di crudeltà mentale assoluta in cui la donna è vittima e altre in cui è parte attiva nel mettersi in trappola. Quanti commenti riceviamo di donne assolutamente accecate dal bisogno di un uomo purchessia che negano l'evidenza di fatti e mettono la testa sul ceppo offrendola a qualcuno che poi tanto predatore nemmeno sarebbe? Il rigurgito di decadenza e di ignoranza che affligge i nostri tempi sta ricacciando le donne in situazioni soprattutto mentali di pesante subordinazione. Mi sto accorgendo con soddisfazione che altre donne che lavorano in ambiti similari al mio, in Italia e all'estero, si stanno spostando da questo atteggiamento sempre comprensivo e scusante nei confronti delle donne verso un atteggiamento teso a fare distinzioni importanti. Onestamente sono parecchio infastidita dalle scemette ingenuotte che commentano (per esempio sulla pagina FB del blog, essendo davvero FB affollata del peggio del peggio) con commenti insensati, privi di acume e di logica, nei quali dimostrano di non capire niente di quel che leggono e vedono nel mondo: toni, ironia, differenze di comportamenti e sfumature.
      -7
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Gretel

      Gretel 1 anno fa (21 luglio 2017 13:01)

      Concordo. La libertà non può essere disgiunta dalla responsabilità altrimenti diventa arbitrio e quindi disorientamento. E oggi più che mai, a mio parere, gli uomini sono figli delle donne, sia nel bene, sia nel male. Auspichiamo che lo sia sempre di più verso il bene dato che il comportamento di ognuna di noi, seppur limitato, è centrale in merito: ha valenza certamente individuale ma anche sociale. Ci vuole tanta disciplina e le donne devono riacquistare una dimensione di vera solidarietà di genere e questo blog ne è un esempio. Quanto alla Austen, lei fece una vita ritirata, con poche relazioni e morì giovane, eppure la sua capacità di scandagliare le dinamiche relazionali resta, nei secoli, di una profondità unica. Dovremmo ridare valore alla capacità di osservazione (un po' come fanno i gatti che, sornioni, vedono tutto senza essere visti). E con questo credo sia giunto il momento di rileggermi Orgoglio e Pregiudizio. :)
      0
      Rispondi a Gretel Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (21 luglio 2017 13:10)

      Eh, ma la Austen è un genio assoluto per mille motivi, non ultimo perché ha fatto anche una vita ritirata e ha capito così tanto dell'esistenza. Io credo che tra le tante meraviglie della vita vi sia quella che sono esistite ed esistono persone tante geniali e tanto illuminate, note e meno note (pensate agli innumerevoli artisti anonimi che ci hanno lasciato monumenti di una grandezza ineffabile), che fanno da ponte tra noi comuni mortali (parlo di me, ovvio) e dio, per come io credo a dio. Come che sia che una donna, nata e vissuta in una regione tra le più ricche e fertili culturalmente dell'umanità e dotata di un'istruzione raffinatissima e di grande cultura ma non certo "vissuta" secondo i canoni comuni sia stata portatrice di messaggi tanto profondi e innovativi rimane sostanzialmente un mistero. Il bello e il brutto sono sempre intrisi di mistero. Noi in questo caso questo messaggio divino e misterioso ce lo godiamo come una meraviglia dell'esistenza. E ne siamo grate, immensamente.
      0
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 1 anno fa (21 luglio 2017 13:17)

      Grazie Ilaria, davvero. Tempo fa avevo un'amica, ci conoscevamo dalle scuole elementari e pur avendo percorsi scolastici differenti a liceo, non ci siamo mai perse di vista. Proprio nel periodo del liceo lei conobbe il suo ragazzo, se ne invaghì perché stava accarezzando un cane (!) , associò il gesto ad estrema sensibilità. Sono passati gli anni e questo personaggio non aveva mai soldi per nulla e lei arrivò persino a pagargli la benzina perché potesse andare a trovarla ( non era una relazione a distanza! ). Non mancavano le volte in cui lei mi cercava in lacrime, ma compresi la velocità con cui si asciugavano quando richiamandola per sapere se stesse meglio mi rispose che non comprendeva perché mi preoccupassi tanto e che fossi molto più in pena io per la sua situazione che lei stessa che invece improvvisamente era tornata serena. Lei nei suoi 40 anni di vita ha conosciuto un orgasmo solo quando ebbe modo di frequentare un altro perché lui era in una delle sue mistiche pause di riflessione. Ne rimase stupita perché l'aveva convinta che la frigida fosse lei. Ovviamente ancora oggi si frequentano, in teoria starebbero insieme, ma lei non lo sa proprio con certezza, dice che è un periodo in cui ognuno vuole i suoi spazi per conoscersi meglio. Sono 28 anni e hanno ancora bisogno di approfondire, dice lei. Molto lentamente sono io che mi sono distaccata. Provo lo stesso senso di sconfitta quando leggo qui queste situazioni non perché qui è un luogo diverso da altri, ma perché qui si dovrebbe arrivare almeno con una sola certezza, ossia che BASTA farsi trattare in quel modo invece si cerca il lasciapassare per chiudere la propria esistenza in modo così inutile. Quando leggo " Ilaria, dimmi almeno come riprendermelo!" e l'oggetto del desiderio non s'è risparmiato in nulla, mi giustifico i fatturati delle fattucchiere che vendono le pozioni magiche, delle wanna marchi che sciolgono il sale in acqua urlando al miracolo, delle televendite che in tempo reale ti fanno piovere premi se indovini il labiale chiamando numeri costosissimi e ogni altra truffa sul pianeta.
      -1
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (21 luglio 2017 13:41)

      Ci hai messo un po' tanto a distaccarti. Quanto al senso di sconfitta che si prova e che condivido in questi casi e anche girando per le strade e osservando la combinazione esasperante di ignoranza e violenza sempre in crescita che contraddistinguono il vivere attuale, mi dico che bisognerebbe farselo passare e semplicemente scegliere un sano distacco da coloro che non rispecchiano il nostro modo di sentire. Questi non devono nemmeno essere nei mie pensieri e nel mio radar di percezione. Prendo atto che ci siano ma me ne infischio. Che vivano come vogliono e soprattutto che mi lascino vivere come voglio. Non c'è senso nella volontà di conversione, nessuno.
      0
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Alisia

      Alisia 1 anno fa (21 luglio 2017 14:14)

      Grazie Ilaria per i consigli di lettura! Ho deciso di leggere Orgoglio e pregiudizio. Per quando riguarda il commento di Emanuela T, vorrei dire che anche io ultimamente sono molto dispiaciuta nel vedere che l'obbiettivo di certe donne sta solo nell'accoppiarsi con un uomo e non nel cercate la propria felicità!Non che io non l'abbia mai fatto, ma quando mi sono resa conto che certe situazioni mi facevano soffrire e non erano adatte per me ho cercato di rimboccarmi le maniche e di uscirne! E la cosa che più mi ha deluso è vedere la mia mia migliore amica buttarsi fra le braccia del primo che è passato di li...perché a 40 anni che fai ti perdi un opportunità, anche se l'uomo è sbagliato? Comunque io penso a me e alla mia vita, più che darle consigli, ovviamente richiesti da lei, non posso fare.
      0
      Rispondi a Alisia Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 1 anno fa (21 luglio 2017 15:34)

      Eh sì Ilaria, ci ho messo un po' perché io sono stata male educata. Pur non riconoscendo particolare brillantezza all'intelligenza della mia amica, pensavo comunque di farle uno sgarbo nel declinare gli inviti, comunque non frequenti. Così come pur avendo chiuso velocemente il mio matrimonio sentivo fosse poco cortese non dialogare quanto bastasse con il padre dei miei figli per aggiornarlo. Oggi lo posso dire che grazie a te e al percorso fatto, questi principi da " signora " sono stati abbondantemente dimenticati. Proprio in questi giorni è calato il mio ex marito, un viaggio per lavoro è stato la scusa per salutare al volo dopo mesi i figli. Non è entrato in casa! Per la prima volta dopo 12 anni sono scesi loro quando lui è arrivato e Dio se si sta meglio! Quando è arrivato il momento di riaccompagnarli si deve essere stupito che lo abbiano fermato al portone, ma ha capito e tanto basta. Pochi giorni dopo mi contatta per messaggio, fornisco solo una risposta utile alla sua compilazione della dichiarazione dei redditi e fine. Non mi interessa sapere se fosse una scusa. L'ho detto che si sta divinamente? Ma c'è un altro conto in sospeso con un altro soggetto maschile che pochi giorni fa si fa vivo ( una storia chiusa tempo fa ) lamentando che fossi sparita e approcciando con l'invio di bacini. Rispondo chiedendo notizie sulla tipa che starebbe frequentando. In realtà mento, io non so minimamente cosa faccia lui a Milano! Ma mi risponde che si vedono di rado. Quindi conferma la presenza di una donna e forse di avermelo rivelato in precedenza. A quel punto mi scivola addosso e lo ignoro. Altro silurato. E Dio se si sta bene ( e tre :) ). Grazie, grazie, grazie!
      -5
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di London

      London 1 anno fa (21 luglio 2017 17:18)

      E' quello che inculcano/hanno inculcato a generazioni di fanciulle. Brave, educate, comportarsi bene sempre e comunque, non fare sgarbi, dire sempre si....eh, certe cose si capiscono solo da grandi e dopo esperienza se l'educazione era su questo stile...
      1
      Rispondi a London Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 anno fa (21 luglio 2017 17:05)

      Il sano senso di distacco è assolutamente indispensabile, ma non credo possa impedire di considerare deprimente la situazione. È molto triste. E immagino che lavorandoci, in alcuni momenti lo sia ancora di più.
      0
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 1 anno fa (21 luglio 2017 19:15)

      No, Anna, lavorandoci su cominci a percepire quelle situazioni No da cui prendere le distanze e da lasciare a se stesse. Il perla che mi contatta quando ha un momento di stanca non scalfisce una giornata in cui mi sono curata, in senso non solo fisico ed estetico, ma anche culturale. Questa sera attendo una mia cara Amica che su mio consiglio è andata a vedere una mostra di Caravaggio. Passeremo qualche ora a recensire e non sto nella pelle. Che mi frega del cretino che forse starà ancora cercando qualcuna che gli risponda ai messaggini stupidi. Faccia quel che gli pare, lontano da me tutto è concesso :)
      -2
      Rispondi a Emanuela T Commenta l’articolo

    • Avatar di Anna

      Anna 1 anno fa (21 luglio 2017 19:56)

      Mi riferivo al lavoro di Ilaria, immagino che a sentirne tante come coach, al di là del blog e della pagina, la tristezza venga per forza. A livello personale è molto più facile prendere le distanze, è il quadro che a volte appare deprimente.
      0
      Rispondi a Anna Commenta l’articolo

    • Avatar di didi

      didi 1 anno fa (21 luglio 2017 19:54)

      Standing ovation, standing ovation for you! :D
      0
      Rispondi a didi Commenta l’articolo

  2. Avatar di marco

    marco 2 settimane fa (11 luglio 2018 16:36)

    ciaoilaria,da un po di tempo (3 anni) provo un forte sentimento per una collega ma non sembra essere ricambiato...ovviamente gia 3 anni fa' gli dissi tutto lei ne era al corrente glie lo spalancai...ancora mi e' rimasto un qualcosa che mi fa sperare..ed ogni tanto qualche suo gesto d'affetto conme un tocco o una carezza o il guardarmi molto quando parliamo in gruppo mi fa restare in sospeso...pero' lei sembra che non tenga a me quanto io tengo a lei...insomma non mi ha mai contattato nonostante io lo facessi,io sarei propenso a dedicarle il mio tempo ma lei non sembra...questa cosa mi fa' soffrire molto non so come fare...per me e' una priorita' continuo a cercarla anche solo mentalmente o con la vista senza piu' pressarla fisicamente...la vedo spesso essendo a lavoro e ora vedo che sembra che scambi sguardo con un altro ragazzo...cosa posso fare ilaria? come posso liberarmi di questa situazione? e'' giusto liberarsene? o devo semplicemente stare li come ora vedendo,soffrendo e piangendo come un bambino chiedendo aiuto a dio tutte le sere? cosa posso fare? grazie
    0
    Rispondi a marco Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 2 settimane fa (11 luglio 2018 16:50)

      Ciao Marco, non so quanti anni tu abbia, ma immagino tu non trascorra tutta la tua vita al lavoro 7 giorni su 7, 24 ore su ventiquattro. Hai amici? Hobby? Interessi? Obiettivi personali?
      0
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 settimana fa (13 luglio 2018 11:59)

      Ciao Marco, non solo è giusto liberarsene, è doveroso. Semplicemente questa donna non ti apprezza e non ti desidera come compagno. Capita a tutti di essere rifiutati e di essere delusi, fa parte della vita. Dedicati a te stesso, a diventare più forte e cinico, trovati dei buoni amici uomini con i quali condividere passatempi e attività sportive e che siano per te dei buoni modelli di coraggio e di energia adulta e virile. Un caro saluto.
      3
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo