Supera l’insicurezza e aumenta il tuo fascino

come diventare bellaSe ogni donna guadagnasse un centesimo ogni volta che pensa di non essere abbastanza bella, tutte le donne sarebbero milionarie. Pensaci! Quella di come diventare bella è un’ossessione femminile trasversale. Non c’è donna al mondo che non si chieda o non si sia chiesta in qualche fase della propria vita come diventare bella. Chiedersi come diventare bella significa presupporre di non essere bella o di non essere abbastanza bella. Bella per che cosa e per chi? Bella per gli altri, fondamentalmente. La paura di non essere bella o abbastanza bella è la sorella gemella della paura del rifiuto, della paura di non essere accettata e di essere lasciata indietro. Di essere abbandonata, di rimanere sola.

"Tutte le donne credono di essere brutte, anche le donne belle. Erica Jong"

La paura del rifiuto è una paura molto umana: se vieni rifiutato o rifiutata significa in sostanza che rimani solo o sola. Senza partner, senza famiglia, senza un gruppo di sostegno, senza una comunità di supporto. Pensa alle nostre antenate e ai nostri antenati che vivevano nella savana, non avevano email e cellulare, non avevano acqua corrente ed elettricità. Essere piantati in asso dagli altri non era faccenda semplice. Si rischiava la morte. Anzi, la morte era certa.

Come diventare bella senza stress

Ecco perché gli esseri umani hanno sviluppato tanto la paura del rifiuto. Studi recenti hanno dimostrato che il dolore per aver ricevuto un rifiuto (a scuola, sul lavoro, nel gruppo di pari) è un dolore non solo emotivo, ma che attiva le stesse aree del cervello sensibili al dolore fisico. Il dolore per un rifiuto subito è sia fisico, sia emotivo, quindi.

Questo spiega perché i bulli hanno tanto potere. Spiega anche perché i bulli, consapevoli della potenza del rifiuto, sadicamente e insistentemente giochino su quella. Bulli è un termine troppo delicato che in realtà significa stronzi, psicopatici, narcisisti perversi, sadici, violenti abusivi, tutto insieme, per intenderci. E la paura del rifiuto spiega il fatto che molte donne di tutte le età facendo l’equivalenza bellezza=accettazione siano ossessionate dal pensiero di come diventare bella.

"Una bella donna piace agli occhi, una buona piace al cuore; l’una è un gioiello, l’altra è un tesoro. H. de Balzac"

C’è qualcosa d’altro: abbiamo detto che il rifiuto provoca un dolore emotivo e fisico insieme. Lo stesso ovviamente si può dire per quel che riguarda la fine di una storia, una rottura, una separazione. Anche in questo caso si prova un dolore che è sia emotivo, sia fisico. In più secondo accurate ricerche scientifiche  condotte dal dottor Edward Smith della Columbia University  il dolore fisico ed emotivo si prova di nuovo ogni volta che si ricorda quella separazione che ha fatto tanto soffrire. Sono sicura che qualcuna delle mie lettrici sa bene di che cosa sto parlando.

Essere belle significa per forza essere accettate e amate?

Quindi, riepilogando: la paura del rifiuto è una paura utile, funzionale, perché ci fa concentrare sui modi con i quali andare d’accordo con gli altri, tipo essere gentili, collaborare e cooperare, fare la nostra parte. Il fatto è che sulla “paura del rifiuto” che si ha per natura si innescano poi le costruzioni mentali e le convinzioni trasmesse dal contesto e dalla cultura. Così, per esempio, i ragazzi a scuola rischiano di essere rifiutati dal branco dei compagni perché, magari, hanno qualche difficoltà a trattare le ragazze con sufficienza o anche con violenza verbale o perché non hanno voglia di comportarsi da bulli.

Pensa ora a una donna che ha vissuto una delusione sentimentale e, magari, come spesso capita, ne ha subita anche più di una. Ha subito il dolore del rifiuto o della separazione o della fine della storia, chiamalo come vuoi , e lo ha subito per davvero, dato che quel rifiuto non è stato solo “minacciato”, ma è stato sperimentato nella realtà. Probabilmente quella storia non era neanche questo granché, dato che succede spesso che le storie che finiscono male vanno male già da molto prima. Siccome la storia andava male, la nostra amica ne è uscita con le ossa rotte, cioè con l’autostima a pezzi.

Tu mi capisci che dopo tutto questo bel trambusto emotivo e fisico, già una si sente uno schifo, figurati se non si fa ossessionare dal pensiero di come diventare bella. Come reazione, come risposta, come difesa. Un pensiero che può diventare una trappola, per tutto lo stress che provoca.

Perché, alla fine di tutta la simpatica vicenda, succede che ti ritrovi con una orrenda paura del rifiuto per dotazione naturale. A questa si aggiunge il carico da novanta del rinforzo ricevuto da rifiuti (abbandoni, separazioni) davvero sperimentati, con tutto il dolore che si portano dietro, compreso quello che si riattiva al ricordo. Quei pochi pezzi di autostima che in qualche modo avevi messo insieme nel passato, dopo tutto quello che è successo, te li sei persi per strada e adesso l’unico pensiero sul quale ti concentri è che sei un cesso. Lo conosci lo schema, vero?

Del resto come fai a vederti bella dopo tutto questo susseguirsi di terremoti emotivi? Potrebbe anche capitarti di accendere la TV o di sfogliare una rivista femminile ed ecco che il contesto si precipita a sostenerti e a supportarti, dando nuovi riferimenti alle tue convinzioni depotenzianti e ai tuoi pensieri negativi. Di solito queste sono le illuminanti proposte tra le quali puoi orientarti: Quale l’antirughe dopo i 20 anni? Sei pronta per la prova costume? Ecco come avere un decolleté da urlo per attrarre il tuo lui.
Ti vogliono spiegare come diventare bella facendosi sentire brutta, che è una contraddizione di per sé.

"Ci sono donne che non sono belle, ma hanno solo l’aria di esserlo. Karl Kraus"

Non solo: insistono sulla bellezza estetica, dato che loro vendono proprio la promessa (non la garanzia, si intenda) della bellezza estetica. E per potertela vendere e rivendere e rivendere ancora, devono far leva sul tuo sentirti insicura, inadeguata e brutta.

E questa è una doppia menzogna. In primo luogo non è vero che sei insicura inadeguata e brutta. Sentirsi e farti sentire in quel modo è diverso da essere in quel modo. In secondo luogo non è il tipo di fascino che ti vendono loro che ti serve ad attrarre, a sentirti meglio, a essere felice. E’ esattamente il contrario. Loro non ti stanno spiegando come diventare bella, ti stanno solo stressando, ti stanno solo mettendo in ansia per renderti debole e manipolarti meglio. Per farti comprare, per venderti “cose”.

In realtà il fascino autentico non risiede nella pura apparenza. Per molti motivi. Spesso la bellezza da rivista femminile è terribilmente uniformata. Tutte le donne sono uguali, tutti gli uomini sono uguali dato che i dettami della moda hanno un effetto di livellamento e trasmettono un’idea indistinta di conformità. Questo “siamo tutti uguali” impedisce il riconoscimento delle caratteristiche uniche e distintive di ciascuno e impedisce di fatto delle relazioni autentiche basate sul “io riconosco te come unico e irripetibile e per questo mi innamoro di te e ti amo”.

Non per niente il “carisma” è un particolare ascendente che si ha sugli altri e non è legato alla bellezza estetica, ma a caratteristiche personali, di atteggiamento mentale e di attitudine rispetto alle relazioni verso gli altri. Quindi se proprio sei interessata a come diventare bella, cioè interessante e attraente per gli altri, concentrati su come aumentare il tuo carisma.

Il che ti dà un vantaggio in più: ti permette di diventare una persona in controllo della tua vita e non controllata dagli altri. Che è molto di pi che angosciarsi su come diventare bella

Le 3 caratteristiche del fascino e della bellezza

Secondo il professor Ronald Riggio, psicologo esperto di “leadership”, il carisma si compone di tre caratteristiche: 1) la propria espressività, cioè la capacità di iniziare e avere conversazioni autentiche in un gruppo di persone, sapendo comunicare emozioni più che informazioni. 2) La capacità di mantenere equilibrio e controllo adattandosi rapidamente a persone, situazioni e contesti 3) Una speciale sensibilità che permette di entrare in sintonia immediatamente con persone diverse.

In sostanza  secondo il professor Riggio il carisma è la capacità di riconoscere le emozioni degli altri e nello stesso tempo di esprimere le proprie. E questa capacità conduce spontaneamente a proteggersi da invasioni improprie, a stabilire confini saldi per se stesse e di conseguenza a creare relazioni autentiche, in cui non si manipola e non si è manipolate.

Si tratta di un genere di “bellezza” che tutti vanno cercando, dato che in moltissimi sono tormentati dall’insicurezza. Se coltivi questo genere di bellezza esci da certi schemi disfunzionali del tipo “io non valgo niente”, “nessuno mi considera”, “ho paura del giudizio degli altri”. Perché vivi con gli altri e non contro di loro o per dimostrare qualcosa chi sa chi.

Inoltre fai selezione, una severissima selezione tra chi merita la tua attenzione, il tuo tempo e il tuo affetto e chi non lo merita.

Ma in pratica, come si applicano queste teorie, come fai a diventare bella aumentando il tuo carisma?

Come primo passo abituati ad ascoltare il tuo corpo e solo partendo da lì mettiti in contatto con gli altri. Quando sei in una situazione in cui senti l’insicurezza salire, respira profondamente, verifica di avere il controllo dei tuoi piedi mentre toccano terra, mettiti in una postura dritta e rilassata (lo fai mai? Verifichi mai se “senti” davvero i tuoi piedi toccare terra per bene? Fallo come abitudine, ti cambia la vita); fatto questo, guardati intorno lentamente e con calma e incrocia lo sguardo di qualcuno che ti piace o ti ispira simpatia. Sorridi. Saluta.

"Essere bella e amata, è essere femmina; essere brutta e sapersi fare amare, è essere una principessa. J.A. Barbey d’Aurevilly"

Chiedi alle persone come stanno e prosegui in un avanti e indietro costante tra il sentire il tuo corpo e osservare l’ambiente e le persone intorno a te. Devi stare concentrata su te stessa e insieme vivere nel mondo. Ho esplorato ampiamente come usare lo sguardo e il sorriso per incoraggiare un uomo che ti piace nel mio audio percorso Come sedurre un uomo senza stress né per te né per lui.

Ora mi piacerebbe davvero che in coda a questo articolo non comparissero i commenti di quelle che non vedono l’ora di buttare la loro palata di rabbia, scontento e lamentazione da qualche parte, giusto per avvelenare un po’ il mondo.

Cioè coloro che in modo più o meno elegante attaccano il solito ritornello del “sì, ma…” del tipo: “sì tutto vero, ma come faccio a sorridere e a parlare con i miei colleghi che sono sempre musoni e antipatici?”, “sì tutto molto giusto, ma come si fa ad andare d’accordo con certa gente che ti mette sempre i bastoni tra le ruote?” “sì, okay, l’articolo mi è piaciuto molto, ma credo che per me non sia possibile metterlo in pratica perché ho appena finito una storia – solo dieci anni fa – con un uomo bugiardo e ora non ho davvero più fiducia in nessuno”.

Lamentarti significa uccidere il tuo carisma. Pensaci ogni volta che lo fai.

Se ti è piaciuto questo articolo su come diventare bella, ringraziami pure cliccando sul pulsante “mi piace” di Facebook, qui in alto a sinistra.

 

 

Lascia un Commento!

60 Commenti

  1. Avatar di olivia

    olivia 1 anno fa (22 marzo 2016 12:48)

    @greta hai perfettamente ragione sul fatto che sia fidanzato e che non avrei l'esclusiva.... Quindi secondo te dovrei farmi passare questa cotta senza fare niente di niente e rinunciare? Il fatto è che finalmente ho trovato una persona con cui mi sento bene, mi sento libera di dire quello che penso ed essere me stessa, e "di pancia" ho la sensazione che staremmo bene insieme... Ma quanta importanza posso dare a questa sensazione?!?! Boh....
    -8
    Rispondi a olivia Commenta l’articolo

  2. Avatar di melita

    melita 1 anno fa (21 marzo 2016 9:57)

    ti voglio veramente bene. in un passaggio complicato della mia vita mi sei veramente cara sei stata incosapevolmente ma utilmente vicina con i tuoi ragionamenti ed i tuoi saggi consigli tu hai carisma!
    2
    Rispondi a melita Commenta l’articolo

  3. Avatar di Claudine

    Claudine 1 anno fa (23 marzo 2016 21:22)

    Buonasera! Volevo condividere questa mia riflessione. Credo che i contenuti del blog al riguardo della bellezza sono utili per non confonderci, stare bene, quindi porci al meglio, in quanto calme e sicure di noi. Questo è una cosa fondamentale in ogni circostanza e mi sto impegnando con buoni risultati, la cosa mi piace molto.... Tornando al volere essere belle per essere accettare, per non rimanere isolate e per essere amate, a mio avviso la componente irrazionale, chimica, il non so chè fra due persone rimane. Intendo dire: perché a volte ci si piace e basta? Anni senza nessuno, poi ad un certo punto bum, ed è fatta!? Cioè fatta inteso che scatta quel non so chè che non si spiega, ma che se non c'è tutto rimane un: sì sto bene, mi piaci, però... Dico questo perché il 99% delle persone, giovani, adulte, meno giovani, non sanno, non possono e non vogliono assumersi il rischio di costruire nulla se non c'è quella scintilla. Io sono una fra queste persone. È come se questa scintilla fosse un'approvazione ultraterrena, divina, o non so, che dice: ok! Questa persona fa per te. Ora sta a te/voi non rovinare tutto con i vostri autoammutinamenti e impegnarvi per avere una bella relazione. Insomma senza questo clik, nessuno ha il coraggio e la forza per fare nulla in tal senso. Forse sono andata fuori tema ma mi piacerebbe approfondire ulteriormente questo argomento. Grazie Ilaria!
    9
    Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

  4. Avatar di francesca

    francesca 1 anno fa (24 marzo 2016 10:25)

    Buongiorno Ilaria! i tuoi blog sono oro colato per la mia vita, per il rapporto che ho con il mio compagno e per le mie amiche....è proprio vero non dobbiamo focalizzarsi sulla bellezza estetica ma sulla nostre risorse....io sto lavorando tantissimo su me stessa e devo dire che è molto impegnativo....è importante avere un certo carisma e trasmetterlo agli altri....ogni giorno "combatto"con amiche che focalizzano la loro attenzione sulla bellezza estetica... ( interventi tipo blefaroplastica, liposuzione) per carità è importante curarsi e volersi bene ma non bisogna eccedere! ormai è una lotta sull'immagine esteriore e non interiore.....penso che sia più importante lavorare su se stessi e quindi correggersi giorno per giorno piuttosto che andare che andare da un chirurgo e diventare malati della propria immagine!!!!
    0
    Rispondi a francesca Commenta l’articolo

  5. Avatar di michela

    michela 1 anno fa (21 marzo 2016 9:08)

    Tutto ciò che mi arriva da questo articolo è una spinta ad essere meno superficiali e meno manipolati. Riesco perfettamente a capire che può non piacere e adirittura che può ceare irritazione, in realtà anche a me ha creato leggermente un pò di irritazione a pelle inizialmente, ma che vuoi, è normale, sono intossicata di schemi sbagliati e credenze varie (o nessuna credenza? oh cavolo ho una bassa autostima! non faccio nulla per cambiare il fatto, aspetto che scendano gli allieni o che mi venga a salvare il principe col cavallo bianco per far sì che cambi qualcosa (?!)). La seconda cosa che ho provato accettando l'irritazione e usando la ragione, è stata la paura. Riuscirò a ad assumere il pieno controllo della situazione, riuscirò a capire gli altri e a farmi capire comunicando con le emozioni? La terza cosa che ho provato facendomi questa domanda e capendo come agire è stata curiosità e entusiasmo. Qualcun'altra ha provato questi sensazioni come me?
    1
    Rispondi a michela Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 1 anno fa (21 marzo 2016 23:03)

      Che cosa crea irritazione? :)
      -4
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Michela

      Michela 1 anno fa (22 marzo 2016 10:00)

      Che cosa crea irritazione? Una cosa che dovrei imparare così bene da essere automatizzata, come respirare, e cioè prendere il controllo della situazione e prendere il controllo di me stessa sopratutto. Crea irritazione perché minaccia il così pubblicizzato "essere te stesso", "essere spontaneo",il "lasciarti andare". Sì tutto bello, lasciati andare a sentire le sensazioni che ti manda il tuo istinto, non lasciati manipolare. Per troppe volte nelle situazioni mi sono fatta manipolare da altri oppure ho manipolato perché così facevano gli altri e così facevo anch'io e sembrava tutto ok.
      0
      Rispondi a Michela Commenta l’articolo

    • Avatar di Geppino

      Geppino 1 anno fa (24 marzo 2016 15:56)

      Buongiorno, voglio raccontare brevemente la mia esperienza. Cerco di essere sintetico. Ho una relazione da circa nove mesi con una ragazza conosciuta ad un corso di formazione professionale. Prescindo per ora dai motivi interiori che mi hanno spinto ad iniziare la relazione che comunque sul piano intellettivo si è rivelata valida. Tuttavia mi sono reso conto con il passare del tempo che causa anche una serie di eventi piccoli ma rilevanti che le differenze tra me e lei si sono rivelate pesanti. Abbiamo un trascorso diverso: lei vita molto ovattata e benestante con attuali notevoli prospettive di carriera.Io anni di gavetta tosta alle spalle e percorso faticosamente in crescita. Non nego che all'inizio mi sono aggrappato all'idea che lei potesse essere per me un volano ( anche e soprattutto per le sue conoscenze familiari) Ma poi con il tempo rispetto a questo c'è stata una sorta di disillusione e mi sembra di restare indietro. Capisco che devo essere io a metabolizzare questa fase e non lei. Termino con una frase significativa. Lei : mi accorgo che con te sono cambiata in meglio ma io non sono riuscita a fare lo stesso con te. Grazie Geppino
      -8
      Rispondi a Geppino Commenta l’articolo

    • Avatar di Claudine

      Claudine 1 anno fa (24 marzo 2016 18:14)

      Ciao Geppino... Credo che per una relazione sana, sia molto importante sentirsi alla pari con l'altra persona...questo non significa che occorre essere nella stessa condizione sociale o lavorativa, anche se il fatto aiuterebbe molto, ma non avere sensazioni di disagio o inferioritá tanto meno superiorità. La cosa di solito non dipende dall'altra persona, ma da chi prova il disagio poiché forse la propria condizione non lo soddisfa e non si sente appagato. Cosa in cui non c'entra la partner. Questo ostacolo alla serenitá di coppia è una cosa che puoi risolvere rimanendo in coppia o è necessario che tu la risolvi stando solo? Per il resto, a mio avviso non è bene vedere nella partner il mezzo per dare una svolta...questo è il mio pensiero...
      0
      Rispondi a Claudine Commenta l’articolo

    • Avatar di Geppino

      Geppino 1 anno fa (25 marzo 2016 9:46)

      Condivido quello che dici Claudine molto equilibrata questa analisi. Sono stato un pò crudo. In effetti il prorpio compagno non dovrebbe essere un ascensore sociale. E' chiaro come il percorso di accettazione della realtà anche in coppia debba essere personale. Intendo dire che sarebbe opportuno non riflettere nella coppia le proprie insoddisfazioni. Se poi la distanza e il disagio persistono credo sia fisiologico cambiare. Tuttavia mi preme sottolineare come nel rapporto debba essere la parte "più forte" a fare uno sforzo maggiore che non sia meramente filantropico perchè l'altro può essere percepito come assistito e non come un valore. Nel mio caso ho ricevuto tanto ma quando si è trattato di buttare il cuore oltre l'ostacolo e mettere in discussione le proprie comodità lei si è sapientemente sfilata.
      -8
      Rispondi a Geppino Commenta l’articolo

  6. Avatar di Alba

    Alba 12 mesi fa (31 marzo 2016 11:21)

    Ciao a tutti! Bellissimo articolo. Mi ritrovo in pieno nella parte finale, sono una vittima abituale del "sì, ma..."! Vorrei un vostro consiglio. Ho 25 anni e dopo aver concluso brillantemente le superiori mi sono arenata all'università. Sono fuoricorso e in sovrappeso. Pur essendo simpatica la mia autostima è quasi sempre stata scarsa. Ho avuto una sola storia durata 5 anni. Ora mi sento come bloccata, fallita. Ho difficoltà a essere interessante con gli uomini. Da qualche mese, però, mi sono iscritta a un social dove scrivo con ironia le mie vicende: un ragazzo mi ha contattata e abbiamo iniziato a conoscerci meglio, virtualmente (videochiamate, SMS). Dice che gli piaccio, ma ovviamente a me sembra impossibile. Non riesco a fidarmi di lui, però questa volta ci terrei a non rovinare tutto con la mia gelosia e le mie paranoie. Vedo che (sor)ride quando ci sentiamo, ma io ho comunque paura di essere noiosa e che lui senta il bisogno di rivolgersi anche ad altre ragazze. Sento di non aver sfruttato il mio potenziale, anzi, di essermi mostrata "bisognosa", come dice Ilaria, a volte. Una volta ero carismatica, colta... oggi mi sento di non avere niente da offrire. Suggerimenti?
    0
    Rispondi a Alba Commenta l’articolo

    • Avatar di jenny

      jenny 12 mesi fa (31 marzo 2016 14:55)

      Ciao Alba, già il fatto che ti definisci semplicemente "simpatica", fa capire che hai poco autostima... Il fatto che tu sia in sovrappeso non giustifica, a parer mio, il non avere stima in se stessi, perchè conosco ragazze non belle ma molto sicure di sè che in ogni caso vivono la loro vita tranquillamente senza sentirsi inadeguate.... Credo che ognuno di noi abbia qualcosa da offrire, non vedo perchè tu debba pensare che questo ragazzo pensi ad altre, voglia altre, o che tu non gli piaccia abbastanza... Io attualmente ho tanti problemi, ma se c'è una cosa che non mi manca è la stima di me (forse anche troppa? Andrebbe approfondito, ma questa è un'altra storia..) e la sicurezza di quello che valgo... Ad esempio in tutte le mie storie non sono mai stata particolarmente gelosa proprio perchè sono molto sicura di me, di quello che valgo, e in questo modo trasmetto questa sensazione anche alla persona che mi sta accanto.... Poi oh, se non doveva essere non sarà.... Ma partire già con queste paranoie non aiuta proprio... La mia è solo un'opinione da profana, magari Ilaria ti risponderà in maniera più esaustiva...
      1
      Rispondi a jenny Commenta l’articolo

    • Avatar di Alba

      Alba 12 mesi fa (4 aprile 2016 16:57)

      Cara Jenny, ti ringrazio tanto per la risposta! Hai ragione praticamente su tutto. Questa settimana mi sono imposta di concentrarmi sui miei studi, sugli amici e sulle attività "extra-scolastiche": devo dire che ha fatto molto bene prima di tutto a me stessa, mi sono sentita unica. Era da un po' che non succedeva! Inoltre avevo molte più cose da raccontargli ed ero più spigliata. Speriamo di continuare così! Grazie ancora per il supporto.
      0
      Rispondi a Alba Commenta l’articolo

  7. Avatar di francesca

    francesca 12 mesi fa (10 aprile 2016 16:46)

    Ciao Ilaria buongiorno.....sono qui per spiegarti la mia demoralizzaziobe verso il versante "maschile".....sto cercando in tutti i modi di lavorare su me stessa per costruire un rapporto idilliaco ma ogni due o tre giorni entro in discussione col mio compagno. forse c'è un problema di comunicazione oppure è lui che è troppo presuntuoso oppure sono io permalosa.....non so giudicare fate voi....ma una cosa la so.....entro sempre in discussione col mio ragazzo.....mi dice che quando iniziamo una conversazione io non esprimo mai il mio punto di vista.....vorrebbe ogni volta che ogni nostra conversazione fosse un dibattito.....mi chiedo ma che sono a porta a porta? esprimo il mio punto di vista ma ogni volta mi sento giudicata e additata dal mio compagno.....non mi sento a mio agio....eppure il resto va bene....ma vorrei un vostro giudizio....grazie.....
    0
    Rispondi a francesca Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 12 mesi fa (10 aprile 2016 20:43)

      Oddio Francesca... costui sembra il mio ex compagno! Alla larga da chi ti fa una testa cosi sulla dialettica e i dibattiti: é una strategia manipolatoria che crea confusione e blocca il giudizio autonomo... e anche la libera espressione di cio' che si sente, si pensa e si vuole davvero. Critiche come questa creano dei "cortocircuiti" mentali che ti indeboliscono. Il problema non sei tu, ma lui.
      4
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di minou

      minou 12 mesi fa (10 aprile 2016 23:11)

      Ciao Francesca, anche il mio ex tentava di farmi sentire inadeguata perché, a suo dire, raccontavo poco di me. A parte il fatto che non era vero, lui le mie opinioni se diverse dalle sue non stava manco a sentirle. Era troppo assordato da sé. Attaccava dei pipponi immani sulle scemenze, sfinendomi con particolari insignificanti, discettava su tutto, poteva parlare per ore anche sul nulla ma non ascoltava mai. E mi incolpava di parlare poco. Manipolazione pura!
      3
      Rispondi a minou Commenta l’articolo

  8. Avatar di Livia

    Livia 11 mesi fa (8 maggio 2016 12:22)

    Sai Ilaria, provo molta rabbia nel leggere questo articolo, sai perchè? Io non sono da buttare via, ho il mio fascino, stando a quello che alcuni mi hanno detto nella mia vita, non sono Eva Mendes ma non sono nemmeno brutta. Sai cosa mi fa rabbia? Dopo tante sofferenze avevo trovato un ragazzo, mi ci trovavo davvero bene, mi faceva sentire a mio agio, mi faceva sorridere. Alto, moro, carnagione scura ed occhi scuri incorniciati dagli occhiali che lo rendevano altrettanto fico, unica pecca: egiziano. Mia madre e i miei famigliari contro, lui non è interessato alla religione, è molto aperto, fuma, viaggia tantissimo e nel mio paesino, nessuno ha mai sparlato di lui. Detto questo mi fa rabbia sentirmi dire da mia madre: pensa a quello che direbbero gli altri, le tue amiche (che non sono tali tanto ad averle allontanate prima di mandarle a fan**** come si deve), tutti hanno i gioielli vicino e tu no. Cosa dovrebbe pensare una persona. Se sono innamorata perchè merito queste umiliazioni?
    -1
    Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 11 mesi fa (8 maggio 2016 12:26)

      Ciao Livia, per favore non usare parolacce su questo blog. Grazie.
      1
      Rispondi a Ilaria Cardani Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 11 mesi fa (8 maggio 2016 13:18)

      Scusami Ilaria, non le dico quasi mai ma nel momento in cui ho scritto è stato più forte di me
      0
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di kushana

      kushana 11 mesi fa (8 maggio 2016 14:33)

      ...' é aperto: fuma e viaggia..'!!! Mi perdonerete, ma mi chiedo, da quando il fumare sarebbe diventato il segno di apertura e/o un punto a favore di un uomo (o peggio ancora per una donna)!!!????
      0
      Rispondi a kushana Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 11 mesi fa (14 maggio 2016 15:32)

      Forse perché per l'Islam fumare e bere è vietato? E' normale in riferimento alla religione che il fumare è segno di apertura non ho mica detto che una persona se fuma allora è fica.
      0
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 11 mesi fa (15 maggio 2016 7:33)

      Ciao Livia, magari chi ha commentato non ha fatto caso al dettaglio dell'origine del tuo ragazzo, tra l'altro ci sono anche egiziani cristiani (copti). Lasciando da parte il tema salute (pure importante in altra sede), la cosa essenziale é che lui ti rispetti e ti lasci fare la tua vita, senza che nessuno imponga niente all'altro/a... e mi pare di capire che é cosi. Buona domenica :-)
      0
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Livia

      Livia 11 mesi fa (15 maggio 2016 15:12)

      Ormai non si può recuperare più nulla, ho imparato che quando mi metto contro la mia famiglia per qualcuno, quest'ultimo si rivela come loro mi dicevano e dunque, per evitare di essere poi condannata alle critiche, ho evitato. Cara Gea, mi spieghi il tema della salute? :) misa' ho bisogno di esorcizzare la mia rabbia
      0
      Rispondi a Livia Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 11 mesi fa (15 maggio 2016 20:13)

      Ciao Livia, sorvolavo sul tema salute in merito al fumo, perché penso fosse a questo che si riferiva chi ha commentato prima. Tornando al ragazzo egiziano, se ho capito bene, lo hai lasciato tuo malgrado? Se é cosi, mi dispiace molto. Per quanto riguarda la rabbia, é un sentimento umano. Reprimerla non fa bene ma nemmeno sfogarla alla cieca. Dalla mie esperienze ho capito che bisogna accettarla e canalizzarla, in modo che diventi una forza costruttiva anziché distruttiva. Ti auguro di riuscire a trovare presto la serenità. :-)
      3
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Athena

      Athena 11 mesi fa (15 maggio 2016 21:51)

      Ti ringrazio Gea. Voglio solo scappare da qui. Le tue parole mi rincuorano più di tutti quelli che ho attorno.
      1
      Rispondi a Athena Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 11 mesi fa (15 maggio 2016 22:21)

      Ciao Athena, sono contenta che le mie parole ti siano di aiuto. Troverai il modo per venirne fuori e vivere la tua vita cosi come desideri. La fiducia in se stessi e la serenità si costruiscono giorno dopo giorno, con pazienza, perseveranza e tanto amore per se stessi e per cio' che fa star bene davvero. Un passo dopo l'altro, giorno dopo giorno... Coraggio! Un abbraccio grande :-)
      1
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Athena

      Athena 11 mesi fa (16 maggio 2016 12:05)

      Un abbraccio a te Gea :*
      1
      Rispondi a Athena Commenta l’articolo

  9. Avatar di Cecilia

    Cecilia 10 mesi fa (17 maggio 2016 15:01)

    Cosa dovrei dire io che ho 58 anni e sono in sovrappeso, ma essendo dimagrita 15 chili mi sento bellissima, rispetto a prima, delle tue parole di venticinquenne che ha timore di trovare un nuovo ragazzo,io che lo devo trovare alla mia età ? anzi l'ho già trovato, ma non sono sicura e comunque la scelta è molto meno larga di una volta ? hai tanti di quegli anni davanti.... auguri e sono d'accordo che seguire i consigli dati qui sia un buon input...
    3
    Rispondi a Cecilia Commenta l’articolo

  10. Avatar di Susanna

    Susanna 12 mesi fa (10 aprile 2016 12:16)

    Complime ti Ilaria per questo splendido articolo ! Complimenti perche', come sempre, riesci a esprimere contenuti profondi con toni leggeri ! Ho imparato sulla mia pelle quanto sia fondamentale mantenere sempre il con tatto con le proprie sensazioni fisiche o con i piccoli disagi interiori che proviamo quando entriamo in relazione con chicchessia. Sono quelli i segnali piu' certi e affidabili sulla "qualita'" e le vere intenzioni del nostro interlocutore ! Il piu' delle volte invece tendiamo a sottovalutarli e a soffocarli con considerazioni di tipo intellettuale. Mai fare l'errore di credere alle "parole" dell'altro piu' che alle nostre sensazioni....per quanto fievoli o inspiegabili ci appaiano ! E mai dare retta alle sole parole se non sono accompagnate dai relativi fatti. A me e' costato caro.
    2
    Rispondi a Susanna Commenta l’articolo

  11. Avatar di Giusi

    Giusi 10 mesi fa (17 maggio 2016 16:14)

    Cara Ilaria, Sto divorando il tuo blog e facendo i tuoi percorsi, non tanto perche' sia alla spasmodica ricerca di un fidanzato, ma piuttosto per capire me stessa e le mie reazioni quando mi trovo di fronte a uno spasimante. Di solito, se la persona non e' del tutto repellente, provo ad uscirci un paio di settimane durante le quali puntualmente capisco che non sono interessata. Sono quindi parecchio selettiva gia' di mio. Il problema sorge quando incontro uomini che mi "attizzano" veramente, non tanto a livello fisico quanto a livello mentale. La simpatia scatta reciprocamente, io mi rendo conto che c'e' un interesse da parte loro e anche attrazione fisica ma poi stranamente, nonostante io invii segnali discreti per approfondire la conoscenza, l'invito singolo non scatta. Recentemente mi e' capitato due volte. La prima con un mio ex compagno di scuola, ritrovato per caso durante un viaggio all'estero l'anno scorso. Ho fatto di tutto per frequentarlo mentre mi trovavo li (3 mesi non 10 giorni) ma lui mi incontrava solo in presenza di altra gente e anzi mi ha presentato pure un suo amico sperando che ci piacessimo. E' passato un anno e ancora mi contatta per sapere come sto e avere mie notizie, sempre di sua iniziativa. Fatto sta che io ho seguito i tuoi consigli e non sono mai stata esplicita spingendolo a uscire da solo con me mentre ero li e anche dopo sono sempre stata cordiale, allegra, senza rivelare la mia profonda attrazione. Ora pero' sta succedendo di nuovo. Da poco ho conosciuto una persona che mi stimola e che vorrei conoscere meglio. Lui ha voluto il mio cell e mi ha inserito nel gruppo whattsapp. Ha voluto facebook, sicuramente per conoscermi meglio, e da allora mi mette "mi piace" spesso, commenta i miei post e addirittura si inserisce nei miei messaggi con altra gente! Contatti diretti pero' non se ne parla, ne' in chat, ne' al telefono. Se si esce, si fa col gruppo; io mi accorgo del suo interesse ma al tempo stesso lo sento frenato. Io mi comporto come sempre ma qualche sorriso e battuta glie li mando. Queste due esperienze sono frustranti. Capisco che non c'e' molto che io possa fare per cambiare le cose e prendere un'iniziativa piu' decisa sarebbe controproducente. Eppure il ripetersi della situazione mi delude davvero. Possibile che mi colpiscono solo quelli che non fanno il primo passo? Possibile che nel 2016 una donna del mondo occidentale non possa fare la semplice domanda a bruciapelo: "andiamo al cinema/prendere un drink/festa dell'ambiente da soli", senza che lui si senta sminuito? Possibile che non ci sia un altro aiutino che io possa dare, oltre ai sorrisi e a essere allegra come sempre? Cara Ilaria, non sono una ragazzina e neanche i miei interlocutori, viaggiamo sulla 50ina e io, nonostante sia ancora aperta a un' eventuale relazione seria, sono stanca di uscire con quelli che non mi interessano e di comportarmi da adolescente con quelli che mi piacciono. Mi daresti per favore una chiave di lettura? Non e' che l'immagine che do all'esterno e' troppo aggressiva? Donna che viaggia all'avventura da sola, molto sicura di se', poco bisognosa ecc? Questi uomini che mi piacciono, dopo tutto, mi assomigliano. Aggregano, hanno spiccate doti intellettuali, forti personalita', sono totalmente indipendenti... Mi piacerebbe avere la tua opinione in merito. Vorrei ringraziarti inoltre di alimentare questo blog spesso con i tuoi articoli interessanti e che "svegliano" tante belle addormentate!
    2
    Rispondi a Giusi Commenta l’articolo

    • Avatar di Gea

      Gea 10 mesi fa (18 maggio 2016 8:53)

      Ciao Giusi, il tuo ex compagno di scuola mi sembra uno che ti vuole semplicemente come amica e si comporta in modo corretto. L'altro uomo potrebbe essere uno che vuole solo amicizia o solo un contatto femminile in più su whatsapp, oppure un omino inconcludente o (peggio ancora) un cazzaro furbetto che aspetta che tu gli caschi dritta fra le braccia. In ogni caso, come ci sono uomini che non ti interessano, ci sono uomini a cui non interessi. Non c'è da abbattersi né da ostinarsi... C'est la vie, non c'è niente di male: capita a tutti! Prendine atto serenamente e non pensarci più.
      1
      Rispondi a Gea Commenta l’articolo

    • Avatar di Giusi

      Giusi 10 mesi fa (18 maggio 2016 13:13)

      Ti ringrazio Gea per la risposta e sono d'accordo con te. Sicuramente non gli piaccio abbastanza per volere qualcosa in piu'. La mia frustrazione nasce dal fatto che gli ingredienti giusti ci stavano tutti: attrazione fisica e questa si capisce da come un uomo ti guarda e i complimenti che ti fa, simpatia, stima, interesse reciproco, ridere insieme...eppure in entrambi i casi non sono bastati a far scattare la scintilla in loro... Pazienza!
      0
      Rispondi a Giusi Commenta l’articolo

  12. Avatar di Arianna

    Arianna 10 mesi fa (30 maggio 2016 11:54)

    Ciao a tutte. Difficile comprenderlo ma è veramente così. Dobbiamo acquisire sicurezza in noi stesse e non puntare alla perfezione fisica che non serve a nulla, non è quella che ci permette di conquistare le persone. A ciascuna di noi capita di sentirsi fragile, insicura, a disagio in particolari situazioni e con alcune persone. Il segreto è reagire, secondo me, provare a sentire le proprie emozioni e quelle degli altri e creare complicità con chi è più simile a noi. Certo non è facile ma cosa lo è a questo mondo? A me capita spesso di sentirmi a disagio e non sufficientemente bella e spesso sono proprio le persone del mio stesso sesso che mi fanno sentire così perché a loro volta molto insicure. Dobbiamo imparare a non far caso a quello che pensano gli altri di noi e a gestire le nostre emozioni in maniera positiva per crescere e riacquistare la nostra consapevolezza e la nostra sicurezza. Nessuno ha il diritto di farci sentire brutte o inadeguate e noi non dobbiamo mai permettere che questo accada.Arianna
    3
    Rispondi a Arianna Commenta l’articolo