Sei triste e sola o ti senti triste e sola?

solaSei triste e sola o, semplicemente, ti senti triste e sola? Oppure, ancora più complicato: pensi che sia il momento giusto per credere di essere triste e sola e di lamentarti per il fatto che ti senti triste e sola? No, non è un annodamento del cervello e nemmeno un gioco di parole. Essere triste e sola per davvero è ben diverso dal pensare di essere triste e sola e dal lamentarsi di essere triste e sola.

Sentirsi triste e sola, molto spesso non è davvero essere triste e sola, ma assumere un atteggiamento mentale negativo verso se stesse, la propria condizione e gli altri che riempie il cuore e la mente di emozioni sgradevoli, nelle quali si viene risucchiate come in una spirale senza fine.

"La solitudine è per me una fonte di guarigione che rende la mia vita degna di essere vissuta.Carl Gustav Jung"

Triste e sola ma non sempre

Il giorno prima di Ferragosto ho ricevuto questa mail:

“Salve, sono finita nel suo blog per caso, in un periodo in cui tutti sono in vacanza, io mi ritrovo in ferie seza nessuno con cui poter condividere qualche giorno di svago! Sono single, lavoro ma ho poche amicizie. Ho quasi 40 anni, le amiche di vecchia data sono tutte sposate con prole, per cui mi ritrovo spesso sola, a non poter uscire nemmeno per mangiare una pizza. Non so perchè le scrivo non so se lei ha la soluzione per me, ma le chiedo cmq un consiglio. Grazie per l’attenzione.”

Non appena ho letto il messaggio, mi è venuto spontaneo copiarlo e incollarlo (lasciandolo in anonimo, ovviamente) sulla pagina Facebook di La Persona Giusta per Te, per avere il parere “in tempo reale” delle lettrici.

Ho pubblicato il messaggio e ho fatto la domanda: “Tu che cosa faresti al suo posto?”

"Perché in generale si sfugge la solitudine? Perché pochi si trovano in pace con se stessi.Dosso Dossi"

Triste, sola e con le idee sbagliate in testa

Su Facebook sono piovuti i messaggi incoraggianti, con suggerimenti pratici e pieni di entusiasmo e di energia. Del tipo: “esci anche da sola, è divertente!” “fai qualcosa, qualsiasi cosa farai partendo da qui, ti emozionerà! Oppure anche: “stai sola, ti sarà utile”. Ovviamente c’è stato anche qualcuno – una minoranza – che ha confermato il punto di vista dell’amica che mi ha scritto e che ha sostenuto che sentirsi triste e sola non è bello e che non è facile fare qualcosa di divertente da sola.

Sono tante le persone che pensano che vivere le esperienze della vita da sole non sia  divertente, e tra queste persone ci sono moltissime donne. Eppure pensare che un’esperienza che si vive da sola è meno significativa che se vissuta con altri contiene in sé la convinzione che da soli non si valga abbastanza e che per vivere bene si debba sempre avere il sostegno degli altri.

A questo punto ti faccio una piccola rivelazione. Sai quali sono i momenti dell’anno in cui io ricevo in assoluto più richieste di aiuto “urgenti”? Natale e Ferragosto. E indovina un po’ perché?

Giusto! Hai indovinato. Perché chi si sente  sola tutti i giorni dell’anno, a Natale e a Ferragosto si sente ancora più sola. E allora che fa?

Cerca una soluzione rapida e urgente a una serie di sensazioni molto negative, che in certi momenti raggiungono il loro picco diventando totalmente insopportabili e insostenibili.

Triste e sola: che cosa stai facendo per te?

"Non è rompendo la solitudine, bensì approfondendola, che gli esseri diventano capaci di comunicare.Louis Lavelle"

Sai che cosa mi colpisce di più dei tanti messaggi di richiesta di “aiuto urgente” che ricevo tutti i giorni e che a Natale e a Ferragosto si moltiplicano? La leggerezza e la superficialità con le quali le persone trattano se stesse e i propri sentimenti. Si tratta di vera e propria sciatteria nei confronti di se stessi e della propria vita.

Perché uso questo termine “sciatteria”? Perché una persona che “per caso”, il giorno prima di Ferragosto “finisce” nel mio blog e mi scrive, chiedendomi un aiuto “immediato e urgente” di certo suscita in me solidarietà e affetto, oltre che attenzione. E nello stesso tempo mi dà l’idea di prendere la propria vita davvero come una cosa poco importante. Infatti, la mia reazione spontanea, di “pancia” a quello che leggo in questi casi è: “ma scusa, ti sei accorta di essere sola proprio il giorno prima di Ferragosto? E per tutto il resto dell’anno non ci hai pensato? Forse hai preferito cacciare il pensiero, ma questo non ti è stato utile, probabilmente. Non ti sei occupata di te e della tua vita sentimentale? Forse non pensi che sia importante per te occuparti della tua serenità?”

E’ proprio questo che mi crea sconcerto: il fatto di non occuparsi a dovere di sé e della propria vita, il fatto di lasciare un po’ tutto in mano al “caso” e alla fortuna. O agli altri. Che, forse-forse è ancora peggio.

Mi sento dire decine di volte in giorno: “le mie amiche sono tutte sposate con figli”. Bene, questa non deve essere una scusa, perché la tua vita e la tua serenità non dipendono dalle amiche, come nemmeno dipendono da un uomo.

Inoltre: è naturale che le amiche a un certo punto si creino la loro vita. Siamo forse esseri dipendenti? No. Conviviamo con gli altri, ma non dipendiamo dagli altri. Chi sono le amiche? Persone dalle quali dipendere, in attesa o in sostituzione di un uomo? E quando ci fosse quest’uomo, a quel punto è da quell’uomo che dipenderesti?

Attenzione, perché questo è un passaggio molto spesso automatico del quale molte donne non sono consapevoli, anche se ne sono vittime: entrare in una relazione e viverla come ragione necessaria ed esclusiva per dare un senso alla propria esistenza. Se non sono in una relazione, la mia vita non ha senso. O non ha abbastanza senso.

Da questa equazione mentale nascono gli atteggiamenti di “bisognosità”,  l’”insistenza” nei confronti di un uomo e l’”appiccicosità” con un uomo. Cioè, se nel fondo del tuo animo c’è un pensiero per il quale “essere sola” significa “essere sfigata”, “valere meno”, è chiaro che metterai in atto degli atteggiamenti di “disperazione”, come l’essere troppo attaccata a un uomo o anche – attenzione, attenzione – innamorarti del “primo che passa”. Fenomeno molto comune a tutte le età, ahimé.

Triste e sola: quella sensazione insostenibile

"La solitudine esalta le qualità, la frequentazione delle compagnie i difetti dell’uomo.Morandotti"

Ed è proprio questo ciclo di pensieri distruttivi che ti porta a quella sensazione che ti distrugge, per cui quando sei sola ti senti paralizzata e non riesci a godere della tua esistenza e delle tue esperienze.

Se essere sola significa essere sfigata, allora quando sei sola ti senti malissimo. E se essere sola significa essere sfigata, allora quando sei sola non hai neanche il “coraggio” di prendere un treno o un aereo o di entrare in una pizzeria. Che sono tutte esperienze che io suggerisco caldamente di fare proprio quando sei sola.

E ora veniamo al punto. Imparare a stare da sola e a stare bene da sola è un passaggio essenziale verso la maturità personale. Verso il diventare e l’essere persone adulte. Solo le persone adulte godono di relazioni realmente appaganti (oltre che di vite davvero piene). Per questo è importante fare il passaggio verso la maturità e verso l’essere adulti: serve per divertirsi di più, per godere di più, per provare più piacere.

Puoi farlo seguendo queste tre facili tappe:

1)      per godere di più e trovare relazioni appaganti: occupati di te, 365 giorni all’anno. Non appassirti su te stessa il giorno di Ferragosto o il giorno di Natale, cercando la soluzione rapida che risolva la tua vita e atterrando “per caso” su questo blog. Per esempio, questo blog puoi leggertelo tutti i giorni: un articolo al giorno, sempre diverso, oppure sempre lo stesso articolo per un po’, se per te è importante un determinato argomento. Ripetere, ripetere, ripetere è importante. E mettere in pratica, poco per volta

2)      Continua a interrogarti, a osservarti, a prestare attenzione amorevole a te stessa. E’ bene che tu sia concentrata sempre sulle soluzioni che di volta in volta ti permettono di compiere il passo decisivo verso una vita più piena, più bella, più a misura di quello che sei e di quello che vuoi. La nostra vita è evoluzione continua: non puoi pensare che quello che ti piaceva dieci anni fa continui a piacerti oggi o tra dieci anni. Vivi la tua vita come un progetto grandioso, continuo e ininterrotto del quale tu sei nello stesso tempo l’architetto e il muratore, il costruttore. Ci metti sia l’idea creativa, sia la realizzazione pratica. Non vivere la tua vita come un “caso” o un’”emergenza”.

3)      Sfida te stessa, cercando sempre il meglio per te: essere sola è un’opportunità di scoperta e di crescita straordinaria, che nessuna più o meno rassicurante cerchia di amiche più o meno provvisorie può offrirti. Quindi sì, di certo, comincia a fare tante cose da sola. Diventa autonoma, indipendente, forte. E’ costruendo la tua autonomia, la tua indipendenza e la tua forza che diventi una donna davvero interessante, affascinante, attraente. Che diventi una donna capace di proteggersi dalle violenze esterne, dagli uomini sbagliati e dalle delusione amorosi. E’ in questo modo che scopri la tua capacità di amare e di essere amata.

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139 Commenti

  1. Avatar di Margherita

    Margherita 6 mesi fa (8 settembre 2017 12:16)

    Ho conosciuto molte ragazze sole,che si rinchiudevano in se stesse. A me non e' mai successo,mi piace molto uscire e fare amicizia. Con il lavoro e la vita di tutti i giorni e' difficile conciliare vita sociale con la vita privata(che non e' per forza avere un uomo,ma avere tempo x se stessi e avere hobbies ecc). In effetti e' piu' facile non avere amicizie,che coltivarle! Io ho vissuto in piu' citta' per motivi di studio e lavoro e inizialmente a parte il sentirsi spaesati si sente molto la mancanza delle amiche care. Pero' ho capito una cosa fondamentale : C'e' sempre qualcuno che ha bisogno o che vuole fare nuove amicizie. Con i colleghi dopo tre chiacchere c'e' sempre quello che propone l'uscita settimanale(e se non c'e',quel collega potresti essere tu)o le tue compagne di fitness che propongono la pizzata il mercoledi'. Anche su facebook ormai e'facile approcciarsi. Se ti iscrivi in un qualsiasi gruppo della tua citta' e proponi una uscita stai certa che qualcuno rispondera'. Io ero libera un lunedi',ero annoiata e i miei amici lavoravano,scrissi su un gruppo di facebook se qualcuno era libero per una birra o un giro in centro. Mi hanno risposto piu' di una 20ina di persone! Magari qualche povolone in mezzo lo trovi,ma ho trovato molti ragazzi e ragazze piu' o meno mieimie coetaneiee e siamo usciti e abbiamo passato una bella serata assieme. Con alcuni usciamo tutt'ora ogni tanto. Questo per dirvi che se vi sentite sole c'e' sempre qualcuno nella vostra stessa situazione che vorrebbe fare amicizia,proponetevi! Ma ricordatevi che pure stare da soli e' bello,quello che fa male e' l'isolamento
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  2. Avatar di Angela

    Angela 6 mesi fa (8 settembre 2017 9:12)

    Proprio in questo momento sto passando un momento in cui penso che mi sento lasciata da sola. Il mio futuro compagno (non uso questa definizione a caso, andremo a convivere fra qualche mese) è in ferie e torna domani, le mie amiche di sempre hanno la loro vita e i loro impegni, per cui le vedo poco, i miei genitori e le mie sorelle, con cui vivo ancora, sono partiti giusto oggi per le ferie. Io sono a casa perché le mie le ho già fatte. Considerando che sono mesi che soffro di ansia generalizzata, ritrovarmi improvvisamente da sola è stato un bel mattone da mandare giù. Ho girato in tondo come una trottola su me stessa per trovare delle soluzioni a questo mio senso di solitudine. Ho pensato di contattare delle mie vecchie conoscenze, per rinverdire un po' i rapporti e sentirmi meno sola. Poi ho capito che non è questa la soluzione. In pratica, userei le persone come diversivo, e non va bene. La verità è che il fatto di sentirmi sola è una conseguenza del fatto che non voglio affrontare la mia tristezza e la mia paura del futuro. La mia storia attuale è cominciata da pochi mesi, e già andremo a convivere. Non mi fa paura la convivenza in sè, anzi, non vedo l'ora, ma giustamente l'ansia c'è e più la ignoro più peggiora. E parlarne mi sembra inutile, più che altro perché nessuno può rimediare a questo senso di solitudine. Neanche lo voglio, in realtà. Poi noto che, in effetti, io non ho realmente problemi con lo stare sola. Il mio compagno ed io ci sentiamo tutti i giorni, ma senza assillarci, mediamente è per il buongiorno e per scambiarci link di annunci su case in affitto. E mi sta bene così, ho completa fiducia in lui e nei suoi sentimenti per me, e nei miei per lui. Per quanto riguarda le mie amiche, sì, non si fanno sentire, ma nemmeno io con loro. Alla fine il mio problema è veramente il fatto che non mi piace l'ansia che sento e vorrei fare di tutto per anestetizzarla.
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    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 6 mesi fa (8 settembre 2017 10:34)

      @Angela, mi pare tu abbia fatto involontariamente la descrizione di una persona depressa. Posso chiederti se hai, o avevi in passato , interessi particolari da poter rispolverare? Intendo darsi la possibilità di frequentare un corso di arte, di yoga, di recitazione o qualsiasi altra cosa che possa stimolarti a seconda dei tuoi gusti. Poni attenzione a non sottovalutare questi segnali e a non lasciar passare troppo tempo.
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    • Avatar di Gretel

      Gretel 6 mesi fa (8 settembre 2017 11:41)

      Voglio andar cauta con definizioni varie dato che non ti conosco e non voglio complicarti ancora di più le idee. Tu, in un messaggio dal quale emerge la tua confusione, chiedi: "voglio anestetizzare l'ansia perché non mi piace". Soffermati su questa frase, la simbologia che vi è legata è interessante. L'anestesia è in genere una procedura esterna per evitare (momentaneamente!) un dolore legato a un intervento, a un'infiammazione, ecc. Non sarebbe meglio comprendere come fare a passare l'ansia senza anestesia, a risolverla alla radice, ad affrontarla di petto con intelligenza? L'ansia è in genere un sintomo, come la febbre. Prendere l'aspirina per fare abbassare la febbre dimenticandosi delle possibili cause della febbre stessa non è prendersi cura di sé ma solo rimandare il problema, col rischi che si ingrossi. La prospettiva di una convivenza dovrebbe darti gioia, magari un po' di agitazione certo, ma non caricarti così di malessere, paturnie e angoscia. Sono stata con un ansioso cronico con gravi attacchi di panico. Ha distrutto sé stesso, la nostra relazione e ci è mancato poco che non distruggesse pure me. Fai ordine e pulizia. E come dice Emanuela, dedicati a discipline come lo yoga, il taijquan, il qi gong, il reiki, la meditazione, possibilmente con maestri seri e preparati (sempre come supporto, non come soluzione).
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    • Avatar di Irene

      Irene 2 mesi fa (15 dicembre 2017 11:30)

      L'ansia è il nostro sintomo interno per avvisarci che qualcosa non va,magari è troppo presto per te andare a convivere.perche non fare un passo indietro con tranquillità?
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  3. Avatar di Arianna

    Arianna 2 mesi fa (14 dicembre 2017 22:25)

    Ho letto quello che avete scritto... E condivido il fatto dell isolamento che fa male. Tutti brillanti tutti profondi. Bravi...ma forse nn sapete cosa vuol dire essere isolati dagli altri perché siete depressi, provoloni, nn brillanti, borderline....quelli che tutti evitano e sembrano indifferenti..invece no ..soffrono, soffriamo e anche tanto. Non normali e neanche con handicap grave cosicché essere almeno in un gruppo. Una volta le famiglie se ne vergognavano...ora si incomincia a parlare nelle scuole con dsa, bes, adhd ecc come lo so? Neanche potete immaginare perché siete voi i superficiali che nn vedete oltre la normalità...senza parlare della povertà e dell esclusione sociale dei senza tetto, stranieri.cc. Un grande mare che vi circonda e nn guardate perché fa paura. E se poi se uno ha uno sfogo che si trova solo a Natale x l ennesima volta...dite di guardarsi dentro e perché nn ha pensato prima. Forse perché uno spera che almeno a Natale sciogliate un poco i cuori di pietra!!!
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (14 dicembre 2017 22:35)

      Mi sfugge il significato di "provoloni" in questo contesto. Eh, niente, direttamente dall'Apocalisse. So che con il mio cuore di pietra brucerò all'inferno. E si salverà solo lui, il mio cuore di pietra, dato che la pietra non brucia...
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    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 2 mesi fa (15 dicembre 2017 6:49)

      Che se si puzza come un provolone è possibile che si venga isolati, quasi inevitabile direi :D
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    • Avatar di Ilaria Cardani

      Ilaria Cardani 2 mesi fa (15 dicembre 2017 14:29)

      Dalle mie parti "provolone" è un termine un pochino benevolo per qualcuno che fa il marpione, il cascamorto, ma che è sostanzialmente innocuo.
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    • Avatar di Emanuela T

      Emanuela T 2 mesi fa (15 dicembre 2017 16:21)

      Anche da queste parti il soggetto provolone è uno che fa il cascamorto e ci prova un po' con tutte, magari già sapendo che riceverà dei due di picche, mi fa sorridere il fatto che Arianna abbia usato il termine provolone come sinonimo di disagio psichico visto che lo getta tra le parole " depresso " e "borderline", per questo ci giocavo su :)
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    • Avatar di Irene

      Irene 2 mesi fa (15 dicembre 2017 11:27)

      Ma perché non accetti te stessa?mica si può essere tutti sempre smaglianti e ridanciani e cazzeggiatori.Abbiano mille sfumature,le amicizie vere e le relazioni più profonde sono proprio quelle che hai con persone con cui puoi condividere un silenzio di serenità senza che l'altro cada in preda all'ansia,perché ti conosce e apprezza le tue sfumature.
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  4. Avatar di Isola-sacra - ex monentourage

    Isola-sacra - ex monentourage 2 mesi fa (14 dicembre 2017 23:52)

    eh, non è bella la solitudine, quando te la sei costruita, parlo per me ovviamente. anni con una persona che mi ha isolato nonostante facessi di tutto per difendere le mie amicizie dai suoi giudizi - non voglio entrare nel meccanismo perverso in cui sono caduta -, e ora che ho mollato tutto, e ho ritrovato le amicizie di un tempo, quelle vere, che mi sono state accanto nonostante tutto.. ora mi trovo che mi sento sola. oggi avevo un corso professionale in città, un appuntamento per un pranzo con un'amica prima del corso. l'amica s'è dimenticata dell'appuntamento e io mi sono ritrovata così, in centro, a girovagare per la bellissima città di roma. erano anni che non ci andavo da sola. bellissimo. non mi sono sentita depressa, ma strana, comunque positiva. torno a casa dopo il corso e mi domando, lì triste, se sia il caso di approfondire un messaggio inviato ad un ex. capisco che la mia dipendenza mi porterebbe a fare cose di cui pentirmi, per cui rimango lì, a pensare e a non fare. perchè razionalmente so che non è il caso ora di fare nulla. ma è anche una solitudine interiore, penso, che mi pervade quando non mi relaziono con persone del sesso opposto (amici, non conoscenti ed ex) che mi stimolano concretamente nella reazione costruttiva. con i miei amici rido e scherzo, con le amiche di oggi e di ieri, invece approfondisco temi comuni di relazione che spesso non trovano vie d'uscita. è un periodo strano. devo darmi da fare. purtroppo economicamente parlando non posso permettermi di iscrivermi a corsi di yoga ecc., perchè il lavoro langue, e lì la dipendenza economica si fa viva. è un cane che si morde la coda. scusate lo sfogo.
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    • Avatar di Irene

      Irene 2 mesi fa (15 dicembre 2017 11:24)

      Non serve un corso di yoga :anche camminando X la città o in un parco puoi rilassarti..la solitudine serve per stare con se stessi,capire tra i tanti pensieri,cosa è utile tenere e cosa no.
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    • Avatar di Gea

      Gea 2 mesi fa (15 dicembre 2017 21:23)

      D'accordissimo con Irene e aggiungo che al parco si puo' anche fare sport... e non dimentichiamo le biblioteche che sono gratis e fanno un gran bene!
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    • Avatar di Gea

      Gea 2 mesi fa (15 dicembre 2017 21:27)

      Ciao Isola sacra, fossi in te archivierei le discussioni con le amiche sulle relazioni che non vanno o vanno male: sono deprimenti e non portano niente di costruttivo. Le biblioteche ed alcune associazioni sono passatempi sani ed economici... come la Settimana enigmistica 😉 Buona serata
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    • Avatar di Isola-sacra

      Isola-sacra 2 mesi fa (16 dicembre 2017 12:02)

      grazie Gea, in realtà, negli ultimi tempi, cerco di interagire il meno possibile su queste discussioni, spesso sterili e che comunque non sono d'interesse per nessuno. Nel senso: le amiche si limitano a sfogarsi, e a non approfondire i consigli che mi richiedono. :) Ho intenzione di camminare con un'associazione di cammini... e sto aspettando il prossimo appuntamento (anche se molte persone,penso, siano anziane, e non del mio target, se vogliamo, ma non ha importanza ora come ora), le biblioteche nelle mie vicinanze o sono vuote o sono piene di ragazzini di massimo 25 anni... mhhh.
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    • Avatar di Gea

      Gea 2 mesi fa (16 dicembre 2017 13:43)

      Ciao Isola sacra, secondo me dovresti lasciare le tue amiche a sfogarsi tra loro, perche' anche se stai li ad ascoltarle assorbi la loro negativita'. Cerca di frequentarle in contesti ludici che permettano di divertirsi parlar d'altro. Quanto agli ambienti per fasce d'eta', non farti problemi se sono piu' giovani o piu' anziani di te: se un luogo ti interessa, vacci comunque; se un'attivita' ti piace, praticala ugualmente. Il mondo e' fatto di gente di ogni eta' e potresti incontrare gente in gamba anche tra chi e' piu' grande o piu' piccolo di te. Buon week-end! 😉
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  5. Avatar di Alex

    Alex 2 mesi fa (23 dicembre 2017 3:29)

    Ciao! Sono passata qui per caso perché, come tu dici, a Natale mi sento peggio del solito e di solito mi sento uno schifo. Quindi immagina. Faccio quel che suggerisci: fare cose da sola, essere autonoma, etc. Vivo all'estero, lontana dai miei, sono figlia unica...credo dunque di aver dimostrato sufficientemente a me stessa di essere autonoma. Sono anche andata da una psicoterapeuta per un periodo abbastanza lungo. Di lavoro introspettivo ne ho fatto e ne faccio. Essere forti ed autonomi é importante, é vero, ma non sono felice. Io credo fortemente che la felicità sia data dallo stare bene con se stessi si, ma unito alle connessioni umane. Trovo che in questa società ci sia un individualismo esasperato ed é questo che ci conduce a sentirti soli e male. Confondiamo la dipendenza o il profitto con la gioia di avere relazioni umane, che é fondamentale! Concordo in pieno sul fatto che per avere relazioni vere, bisogna prima apprendere a stare soli ed in equilibrio con se stessi. Ma una volta raggiunto questo equilibrio, se all'orizzonte non si profila nulla oltre ad una massa di gente con cui nom si hanno cosa in comune, in termini di abitudini e valori, bene non si sta.
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  6. Avatar di Gretel

    Gretel 7 mesi fa (20 luglio 2017 2:24)

    Accipicchia! Ho il problema quasi opposto. Spesso mi isolo, bramo la solitudine, il silenzio, il raccoglimento, la mia musica, i miei libri, il girare da sola (è anche vero che vivo in un posto che favorisce tutto questo ovvero fra le montagne). È che temo di essermi abituata un po' troppo a questo andazzo. C'è da dire che apprezzo la buona compagnia, la conversazione brillante, magari una cena con amici e con persone che conosco e che mi vogliono bene, ma li apprezzo se sono eventi rari, li assaporo di più. Ultimamente mi sto "rieducando" alle relazioni, intendo quelle nuove perché dopotutto non ho problemi ad attaccare bottone, mi sono iscritta pure su qualche piattaforma di incontri e chiedo l'incontro reale, cerco sempre di esserci quando gli amici mi invitano (anche se questo comporta farsi km su km in auto) ma devo dire che faccio un po' fatica ad uscire dal mio mondo perché in fondo ci sto bene - o forse comoda? - (impegno civile e volontariato a parte che porto avanti in ogni caso). Desidero però ed anche - ed è questo il punto cruciale - una relazione piena e appagante perché sono convinta che questo debba far parte della mia crescita e che possa portarmi nuova gioia, belle esperienze (e condivisione), ma so che ciò richiede anche una capacità di adattamento e di condivisione degli spazi vitali che a volte temo di avere un po' atrofizzata. E vengo presa talvolta dallo sconforto perché fatico ad immaginarmi, per dire, in una convivenza a tempo indeterminato...
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    • Avatar di Anna

      Anna 7 mesi fa (20 luglio 2017 15:23)

      Qualche tempo fa, in più di uno scambio con Ilaria, dicevo che dovevo cambiare giro, e lei mi consigliava di rivolgere il mio interesse a tipi diversi dai soliti. Ho fatto miei questi propositi e... sto quasi sempre da sola. Però sto molto meglio. Stare da soli, o in compagnia di gente tossica o comunque non tanto significativa alla fine della fiera non è tanto diverso, ma almeno da sole ci si coltiva un po' di più e non ci si espone alle brutture.
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    • Avatar di Gretel

      Gretel 7 mesi fa (20 luglio 2017 17:59)

      Forse così come ci dedichiamo alla pulizia del corpo così dovremmo dedicarci alla pulizia "emotivo-relazionale". E il tuo caso lo dimostra. La serenità spesso è impagabile ed è solo nell'aria pulita, fresca e ossigenata che si possono sentire anche i profumi.
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    • Avatar di R

      R 4 settimane fa (26 gennaio 2018 21:33)

      Oggi per puro caso sono capitato in questo sito dove si parla di solitudine, di depressione e ho letto anche la tua e-mail, interessante per me, ti spiego. Anzitutto non so con chi sto parlando, se con una giovane o meno giovane, non ti conosco e già rispondenti è per me un azzardo. Chiedo venia se sbaglio o scrivo parole per te futili. Ci provo, almeno cerco di capirti anche se non è facile. Io abito nella pianura padana, in una cittadina del nord ovest di Milano e a volte mi trovo interiormente un po' smarrito ma so le ragioni, perciò non temo altro. Rifletto, leggo, penso, per distrarmi la mente. Penso alle mie belle e selvagge montagne della Val Sesia verso Alagna. Penso al mare, quello dove spesso vado per abbronzarmi, a Santa Margherita Ligure, a Rapallo, a Zoagli, il bel golfo del Tigullio. Chiudo gli occhi e volo in questi luoghi e mi ritrovo in mezzo ad abetaie altissime con tanti porcini attorno. Godo un mondo, dal vero e nella fantasia li raccolgo e poi mi sdraio sui tappeti erbosi e guardo, davanti a me, la catena del Rosa. Penso. Mi rilasso, scatto qualche foto e poi scendo a valle felice. Solo in mezzo a montagne enormi, selvagge, un po' pericolose ma piene di misteri! Mi perdo, mi ritrovo e un po' spaventato riprendo la discesa con calma sino ad arrivare a casa e rovesciare sul tavolo lo zaino pieno di funghi. La giornata è trascorsa bene. Ritorno nella pianura e faccio altro dedicandomi al giardinaggio con passione, faccio ricerche tramite internet, passeggio con amici e uno di questi è un vero lupo solitario, sembra un barbone ma pur essendo ricco lui si ama così e nei lunghi discorsi che facciamo spesso mi ripete: non è da tutti stare da soli! Lui sta bene da solo, sta bene vestito da barbone, sta benissimo davanti a un buon piatto, ad una fetta di torta fatta in casa. Non parla facilmente e quando inizia è un libro aperto e mi confida il suo modo di essere che in parte condivido. È praticamente solo anche se sposato senza prole per scelta. I mi avvicino, con cautela lo sprono a parlarmi di questo e di quell'argomento, lo ammiro in un certo senso e mi fa capire che in fondo siamo tutti soli. La nostra mente è complessa, basta poco per non ritrovarci, l'equilibrio tra felicità e non equivale al peso di una piuma, un nulla ti cambia tutto. Mente sana in un corpo sano è la formula vera, non sempre, purtroppo, si è sani e poco basta per sentirsi giù. Allora pensi, tu già sei nel "mio ambiente" che spesso ricordo. Montagne, boschi, ruscelli, sentieri infiniti... Mare e monti mi salvano da solo o meglio con una giusta compagnia, compagno o compagna con l'interesse di stare bene da soli o insieme. Non vado oltre, mi fermo tra le tue montagne per ammirare il panorama, per respirare libertà di vita, di pensiero...Ciao Gretel.
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